Gente di Caposele Gente di Caposele 1 PREFAZIONE di Alfonso Merola Il periodico LA SORGENTE, nel corso della sua quarantennale (o forse più) pubblicazione si è imbattuto, sarebbe meglio dire ha intercettato le biografe di alcuni cittadini che per una ragione od un’altra sono stati ricordati. Sia nel caso in cui si sia trattato di vere e proprie “commemorazioni” in occasione di tristi eventi, sia che fossero delle occasioni celebrative, queste storie, a rileggerle oggi, dopo che il Tempo ha aggiunto del suo, ci sembrano un’ottima base di storia sociale locale. Chi ha curato la pubblicazione dei vari testi volutamente li ha catalogati secondo l’ordine di apparizione sul periodico caposelese per due motivi. Innanzitutto ha evitato di gerarchizzare i vari “soggetti “, come a dire che è stato il tempo e solo il tempo nella sua casualità a determinare la successione delle cose. In secondo luogo il rigido ordine cronologico, rispettando la successione degli eventi, agevola una lettura storica dei materiali che si offrono come uno spaccato della società caposelese durante il cosiddetto Secolo Breve. In fondo, e lo si capisce facilmente, questa ultima fatica di Nicola Conforti e dei suoi collaboratori sottintende il fne ultimo che resta sempre e comunque quello di “celebrare Caposele”. C’è, quindi, una storia che si cela nelle numerose microstorie riportate, utile a capire chi siamo veramente. Noi possiamo anche vantare presunte origini remote della nostra comunità, ma una cosa è certa: su di noi pesano soprattutto le scelte e gli errori, le buone abitudini ed i pessimi comportamenti ereditati dall’ultimo secolo. Il lettore che avrà la pazienza di sfogliare questo volume, noterà che mancheranno all’appello i ricordi di alcuni caposelesi che pure hanno dato lustro a Caposele. Questo non è dovuto alla malevola intenzione di chi ha curato il volume, ma solo al fatto che LA SORGENTE per le solite contingenze di paese non sempre ha potuto ospitare articoli che riguardassero tutti. Ricordando che il giornale caposelese non ha mai chiuso la porta a nessuno, è evidente che la mancanza è di chi non ha inteso bussare alla porta. In ogni caso è interessante notare come un’emozione alquanto datata conservi una vividezza nella descrizione di persone a tanti care. Si potrebbe dire che la retorica è sempre in agguato, ma come nelle etopee greche, descrivere il carattere e le qualità morali di qualcuno implica un rischio. Ed in questo caso è valsa la pena di correre questo rischio.
Gente di Caposele Gente di Caposele 2 AMMINISTRATORI COMUNALI DAL 1889 AD OGGI Si riporta in ordine di successione tutti coloro che hanno avuto l’onore e l’onere di guidare la vita amministrativa di questo comune a partire dal 1889, con le rispettive date di nomina: 1. 15/02/1889 – Pizza Antonio (per tre anni) 2. 14/12/1903 – Dott. Vincenzo Nisivoccia (dimessosi per emigrazione all’estero il 19/11/1903 3. 14/12/4903 – Giuseppe Corona fu Federico 4. 27/02/1905 – Dott. Lorenzo Corona fu Federico 5. 08/05/1909 – Dott. Nicola Mattei Commissario Prefettizio 6. 03/12/1909 – Sig. Raffaele De Rogatis fu Giuseppe 7. 24/08/1911 – Giovanni Chierici Commissario Prefettizio 8. 21/09/2011 – Dott. Lorenzo Corona fu Federico 9 07/07/1914 – Sig. Raffaele De Rogatis fu Giuseppe 8. 20/11/1920 – Sig. De Rogatis Raffaele fu Giuseppe 9. 25/03/1923 – Giovanni Baldassarre Commissario Prefettizio 10. 15/03/1924 – Avv. Orazio Petrucci 11. 16/07/1926 – Lorenzo Corona di Giuseppantonio – Podestà 12. 09/08/1929 – Avv. Luigi Cozzarelli – Commissario Prefettizio 13. 20/09/1929 – Dott. Vincenzo Nisivoccia – Podestà 14. 07/02/1930 – Maggiore Nicola Piemonte – Commissario Pref. 15. 08/06/1930 – Dott. Donato Nisivoccia – Podestà 16. 12/08/1934 – Dott. Ferdinando Palladino – Podestà 17. 15/10/1938 – Sig. Giuseppe Di Masi – Podestà 18. 26/03/1939 – Dott. Paolo Maddalena – Commissario Prefettizio 19. 14/10/1939 – Sig. Nicola Farina fu Michele – Commissario Pref. 20. 24/02/1940 – Nicola Farina fu Michele – Podestà Agli atti del Comune : 21/05/44 1. Geom. Pasquale Ilaria Sindaco 2. Benincasa Giovanni 3. Freda Angelo 4. Farina Gerardo fu Incoronato 5. Casale Gerardo 6. Malanga Salvatore di Gerardo 7. Gonnella Angelomaria Dal 22/09/45 /data trovata agli atti) 1. Dott. Amerigo Del Tufo Commissario Prefettizio
Gente di Caposele Gente di Caposele 3 Anno 1946 1. Dott. Amerigo Del Tufo – Sindaco 2. Russomanno Vincenzo 3. Farina Pasquale 4. Nisivoccia Rocco 5. Caruso Gerardo 6. Malanga Alfonso 7. Russomanno Angelo Dall’11/03/1951 (data trovata agli atti del Comune) 1. Vincenzo Russomanno fu Amato - Sindaco Elezioni del 26/05/1952 1. Avv. Michele Farina Sindaco 2. Del Guercio Gerardo 3. Curcio Donato 4. Sturchio Armando 5. Manganese Balduino 6. Russomanno Rocco 7. Cetrulo Pietro Elezioni del 27/05/1956 1. Avv. Michele Farina Sindaco 2. Russomanno Rocco 3. Merola Raffaele 4. Freda Tommaso 5. Mazzariello Donato 6. Russomanno Gerardo 7. Malanga Gerardo Decr. N. 8678/29 del 06/09/1957 1. Rag. Severino Freda – Commissario Elezioni del 06/11/1960 1. Ins. Donato D’Auria – Sindaco 2. Russomanno Eugenio 3. Malanga Antonio Gerardo 4. Iannuzzi Raffaele 5. Russomanno Vincenzo fu Rocco 6. Manente Pasquale 7. Malanga Francesco fu Gerardo
Gente di Caposele Gente di Caposele 4 Elezioni del 22/11/1964 1. Francesco Caprio – Sindaco 2. D’Auria ins. Donato 3. Del Guercio Gerardo 4. Sturchio Armando 5. Malanga Francesco fu Gerardo 6. Corona dott. Enrico Elezioni del 07/06/1970 1. Francesco Caprio – Sindaco 2. Mazzariello Donato 3. Casillo Gennaro 4. Curcio Giuseppe 5. Caprio geom. Salvatore 6. Casale Alfonso 7. Testa Nicola Elezioni del 15/06/1975 1. Francesco Caprio - Sindaco fno al 20/01/79 2. Mazzariello Donato 3. Casillo Gennaro 4. Curcio Giuseppe 5. Merola ins. Alfonso 6. Iannuzzi Rocco 7. Testa Nicola Dal 20/01/79 Donato Mazzariello in sostituzione del Sindaco Caprio deceduto Seduta del 10/02/1979 1. Avv. Ferdinando Cozzarelli - Sindaco 2. Mazzariello Donato 3. Casillo Gennaro 4. Curcio Giuseppe 5. Merola Alfonso 6. Iannuzzi Rocco 7. Testa Nicola Elezioni dell’8 e 9 giugno 1980 1. Avv. Antonio Corona – Sindaco 2. Cione Rocco
Gente di Caposele Gente di Caposele 5 3. Ceres Michele 4. Casale ing. Luigi 5. Fabio Giovanni Battista 6. Caruso Raffaele 7. Sozio Gerardo Elezioni del 12 e 13 giugno 1985 1. Ins. Alfonso Merola – Sindaco 2. Mazzarielo Donato 3. Testa Giuseppe 4. Casillo Gennaro fu Salvatore 5. Cetrulo Gerardo 6. Cirillo Gerardo 7. Raffaele ing. Monteverde Elezioni del 6 e 7 Maggio 1990 1. Ins. Alfonso Merola - Sindaco 2. Casillo Gennaro fu Salvatore 3. Cirillo Gerardo 4. Grasso avv. Giuseppe 5. Mattia Ferdinando 6. Mazzariello Donato 7. Testa Giuseppe Dal 10/11/92 al 22/06/93 (in sostituzione di Merola autosospeso) 1. Agostino Montanari - Sindaco 2. Pirozzi cav. Antimo Assessore esterno 3. Russomanno dott. Salvatore 4. Mazzariello Donato 5. Guarino Luigi 6. Mattia Ferdinando 7. Testa Giuseppe Delibera C.C. n. 40/1993 all’ 01/07/94 1. Ins. Alfonso Merola Sindaco 2. Russomanno dott. Salvatore 3. Mazzariello Donato 4. Guarino Luigi 5. Mattia Ferdinando 6. Ciccone Pietro 7. Testa Giuseppe
Gente di Caposele Gente di Caposele 6 Dal 2/07/94 al 23/04/95 1. Ins. Alfonso Merola Sindaco 2. Castello prof.ssa Teresa Assessore esterno 3. Russomanno prof. Rocco Assessore esterno 4. Russomanno dott. Salvatore 5. Guarino Luigi 6. Mattia Ferdinando 7. Testa Giuseppe Dal 24/04/95 al 13/06/99 1. Avv. Antonio Corona Sindaco 2. Melillo dott. Giuseppe 3. Chiaravallo avv. Antonio 4. Russomanno prof.ssa M. Rosaria 5. Russomanno Lorenzo 6. Vetromile Emidio 7. Donato Merola Dal 14/06/99 al 12/06/2004 1. Dott. Giuseppe Melillo Sindaco 2. Monteverde ing. Gerardo 3. Notaro dott. Michele 4. Grasso avv. Giuseppe 5. Russomanno prof.ssa M. Rosaria Dal 13/06/2004 al 09/10/2006 1. Dott. Giuseppe Melillo Sindaco 2. Monteverde ing. Gerardo 3. Zanca Vincenzo 4. Notaro dott. Michele 5. Russomanno prof. Rocco 6. Malanga geom. Vito 7. Merola Rocco Dal 21/10/06 a maggio 2007 1. Ing.Gerardo Monteverde Sindaco (in sostituzione di Melillo deceduto) 2. Zanca Vincenzo 3. Malanga geom. Vito 4. Russomanno Rocco 53 5. Russomanno Rocco 47 6. Merola Rocco
Gente di Caposele Gente di Caposele 7 Da Maggio 2007 a Giugno 2008 Dr. Amabile e dr. La Montagna Commissario Prefettizio Elezioni del 12 e 13 Maggio 2008 - 1. Dott. Pasquale Farina Sindaco 2. Rosania Alfonsina 3. Malanga geom. Vito 4. Pallante dott. Alfonso 5. Conforti arch. Salvatore 6. Ceres avv. Angelo 7. Russomanno dott. Salvatore (in sostituz. di Giannino Ciccone) Elezioni del maggio 2013 1. Dott. Pasquale Farina Sindaco (tuttora in carica) 2. Cifrodelli Donato 3. Conforti arch. Salvatore / Americo Malanga 4. Malanga geom. Vito / Katia Rosania ass. esterno 5. Russomanno dott. Salvatore 6. Cetrulo Pietro CONSIGLIERI PROVINCIALI Eletti nel Collegio Caposele – Bagnoli – Calabritto - Senerchia Anno 1970 Ing. Nicola Conforti Eletto come indipendente di sinistra nelle liste del P.C.I – Voti presi a Caposele: n. 1219 Primo eletto nella Provincia di Avellino Anno 1980 Prof. Pino Spatola Eletto Consigliere Provinciale nelle liste della D.C. Voti presi a Caposele n.980 Anno 1985 Ing. Luigi Casale Eletto Consigliere Provinciale nelle liste del P.S.I Voti presi a Caposele: n.850 Anno 1990 Geom. Rocco Mattia Eletto Consigliere Provinciale nelle liste del P.C.I Voti presi a Caposele: n. 1115 Ha ricoperto il ruolo di Assessore Provinciale
Gente di Caposele Gente di Caposele 8 TUTTI I PRESIDI dalla fondazione della Scuola di Avviamento a tipo Agrario all’attuale Istituto Comprensivo “FRANCESCO DE SANCTIS” - dal 10/10/1937 al 25/10/1937 Biagio Colombini - dal 1/11/1937 al 15/10/1938 Ferdinando Palladino dal 16/10/1938 al 15/10/1939 Pellegrino Tarantino dal 16/10/1939 al 15/10/1940 Caprio Edmondo dal 16/10/1940 al 30/10/1942 Alfonso Corona dal 1/11/1942 al 28/9/1943 Girolamo Corona dal 29/9/1943 al 6/4/1946 Alfonso Corona dal 7/4/1946 al 15/12/1962 Edmondo Caprio dal 16/12/1962al 30/9/1963 Alfonso Corona dal 1/10/1963 al 30/9/1967 Ciro Guarracino Preside della subentrante Scuola Media dal 1/ 10/1968 al 6/12/1968 Elena Morra Barbaro dal 7/12/1968 al31/8/1994 Wanda Russomanno Pannuti dal 1/9/1994 al 31/8/1995 Elia D’Anna dal 1/9/1995 al.31/08/2007.. Silvano Granese dal 01/09/2007 al 31/08/2008 Guida Cinzia Lucia dal 01/09/2008 al 31/08/2014 Salvatore Di Napoli dal 1/09/2014 al 31/08/2015 Vito Alfredo Cerreta dal 1/8/2015 al 31/8/2016 Gerardo Cipriano dal 19/2016 a tutt’oggi Gerardo Vespucci
Gente di Caposele Gente di Caposele 9 PRESIDENTI DELLA PRO LOCO CAPOSELE Dal 1973 al 2017 Anno 1973 - 1978 Avv. Ferdinando Cozzarelli – Presidente Anno 1979 – 1989/ Ing. Nicola Conforti – Presidente Anno 1990 – 1994 e 1996 Geom. Rocco Mattia – Presidente Anno 1994 Ins. Alfonso Merola – Presidente Anno 1995 Sig. Emidio Alagia Presidente Anno 1997 – 2000 Cav. Antimo Pirozzi Presidente Anno 2001 – 2004 Arch. Salvatore Conforti Presidente Anno 2004 – 2011 Dott. Raffaele Russomanno Presidente Anno 2011-2017 Arch. Concetta Mattia Presidente - tuttora in carica CITTADINI ONORARI DI CAPOSELE Avv. Vincenzo Caruso Anno 1970 Dacia Maraini Anno 2008 Vinicio Capossela Anno 2016
Gente di Caposele Gente di Caposele 10 Gente di Caposele Oggi Gente di Caposele Ieri Comune Caposele
Gente di Caposele Gente di Caposele 11 Oggi Oggi ERNESTO CAPRIO curriculum in breve Maturità classica, laurea in matematica, per molti anni insegna “Circolazione aerea e telecomunicazioni aeronautiche” nell’Istituto Tecnico Aeronautico di Roma, progettando ed allestendo laboratori di video-simulazione e radar simulazione di traffco aereo. A queste attività alterna quelle di regista cinematografco e flmmaker, realizzando cortometraggi a soggetto, documentari archeologici ed etnogrfci in Iran ed in Italia. Nel 1980 il suo flm-inchiesta “Discoteca Continua”, fnanziato dalla Regione Lazio, è selezionato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia alla sezione “Controcampo Italiano”. Nel 1981 pubblica il libro “Trasporto e Traffco Aereo” . Successivamente si dedica completamente alle attività audiovisive realizzando una serie televisiva sui bambini e poi una serie di video-inchieste, dal 2002 al 2015, fnanziate dalla Provincia di Roma sul mondo giovanile in relazione a: gli ultras, la relazione ragazzo-ragazza, la cultura hip-hop (distribuito dalla rivista Ecole), il tuning, la moda, la musica, la rete; e poi sull’integrazione degli immigrati soprattutto dei giovani di 1° e 2° generazione. Realizza il flm-inchiesta ”Per Strade Diverse” e numerosi cortometraggi a soggetto nelle scuole della Campania nell’ambito dei progetti PON. Tiene corsi di aggiornamento per insegnanti di scuola media superiore a Roma. Ha pubblicato articoli sul quotidiano “Paese Sera” e sui periodici “Occhio Critico” e “Diari di Cinema”, nonché poesie su “ Tempo Presente”, rivista fondata da Igna-zio Silone. Attualmente collabora al periodico “La Sorgente” di Caposele. E’ stato dal 1979 al 1981 segretario generale della FICC (Federazione Italiana Circoli del Cinema). E’ attualmente socio dell’ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografci). Ernesto Caprio di Nicola Conforti È un Caposelese che vive a Roma. Insegna all’Istituto Tecnico Aeronautico. Ha scritto il libro “Trasporto e traffco aereo / Logiche operative e strutturali”. Siamo lieti di pubblicare la recensione del libro dì questo nostro concittadino residente a Roma. La recenziore è apparsa sulla “Rivista Aeronautica” (la rivista più importante del Settore). Il testo di cui l’autore ci ha fatto gradito omaggio, tratta argomenti di grande Gente di Caposele Oggi
Gente di Caposele Gente di Caposele 12 Oggi Oggi attualità, presenti nella cronaca giornalistica di tutti i giorni. L’autore offre inoltre, spunti per letture interessanti di cui si conosce in modo solo approssimativo il signifcato. Siamo grati ad Ernesto Caprio per il signifcativo quanto prestigioso omaggio che ha voluto fare alla Pro Loco e quindi del suo paese di origine. Ad majora! Dalla Rivista Aeronautica di Massimo Blasi L’autore, Ernesto Caprio, ha un’esperienza nel campo dell’insegnamento che data da circa dieci anni presso l’Istituto tecnico aeronautico di Roma; la sua esperienza traspare nella impostazione del volume che ha di conseguenza uno spiccato orientamento didattico. Il libro pertanto può fornire a chi si avvicina al mondo aeronautico, non importa se nel campo civile o militare, un valido strumento nella preparazione di base costituendo altresì una forma di guida per ulteriori approfondimenti più specifcamente orientati; esso è stato adottato da alcuni Istituti tecnici aeronautici. Dopo un orientamento e motivazione iniziale, vengono richiamati i concetti pratici e applicativi sulla natura delle onde elettromagnetiche, che sono alla base di sistemi internazionali di radioassistenze alla navigazione aerea e delle relative telecomunicazioni aeronautiche. Vengono quindi descritti i servizi relativi al traffco aereo, meteorologia,” soccorso, informazioni aeronautiche; segue l’esposizione degli attuali sistemi di radionavigazione con un saggio impiego di illustrazioni autoesplicative. Adeguatamente trattato l’argomento “regolazione altimetrica” che tanta importanza riveste ai fni della sicurezza del volo. Estesamente illustrata la parte infrastrutturale, cioè relativa a piste, vie di circolazione, segnalazioni al suolo, illuminazione e servizi al suolo. In appendice sono contenute normative come le regole dell’aria relative al volo a vista, istruzioni di compilazione dei piani di volo, un’utile guida alla fraseologia radio fra piloti e organi del traffco aereo e alcune liste di defnizioni ICAO con traduzione, nonché abbreviazioni e sigle di terminologia prevalentemente inglese. In conclusione, il volume è particolarmente apprezzabile per la chiarezza dell’esposizione, il buon equilibrio fra teoria e pratica e il livello delle illustrazioni il cui “peso” nel libro è di circa il 20% dello spazio, ciò costituendo un valido aiuto alla comprensione dei concetti esposti.
Gente di Caposele Gente di Caposele 13 Oggi Oggi P. Antonio Di Masi il nuovo Padre Provinciale Padre Antonio di Masi è il nuovo Superiore Provinciale dei Redentoristi dell’Italia Meridionale. Sostituisce il padre Antonio Napoletano che aveva coperto l’incarico dal 1984 al 1990. La Provincia religiosa meridionale dei Padri Redentoristi comprende la Campania, la Puglia, la Calabria e la Basilicata. E’ dedita principalmente all’ apostolato missionario privilegiando, sull’esempio del fondatore Sant’Alfonso Maria De Liguori, le fasce sociali più povere e abbandonate. Sono presenti in 17 centri missionari, tra i quali spiccano, per apostolato e incisività d’azione, il santuario di san Gerardo Maiella in Materdomini e la Comunità parrocchiale di Sant’Alfonso sita nel rione San Tommaso di Avellino. I religiosi redentoristi che operano nell’Italia meridionale sono circa 150 di cui 5 ad Avellino. Il padre Di Masi è nato a Materdomìni 46 anni fa. E’ laureato in lingue orientali ed esperto studioso di Sacra Scrittura. E’ molto conosciuto negli ambienti ecclesiastici di Avellino essendo da molti anni l’animatore delle riunioni mensili delle suore presenti nella diocesi irpina. Il suo compito non è certamente facile. Egli dovrà guidare i redentoristi meridionali in un momento diffcile in cui bisogna saper rispondere alle esigenze del tempo sapendo adeguare i propri stili di presenza e d’azione alla mutata mentalità della nostra società ormai largamente secolarizzata. Un grosso impulso lo si attende anche per il santuario di Materdomini che affda il futuro ruolo di centro spirituale dell’Irpinia e della Campania alla capacità di saper rispondere alle richieste sempre più esigenti e pressanti dei numerosissimi pellegrini. Premio Caposele 1996 Anche quest’anno il Premio Caposele ha avuto un felice approdo. Esso va sempre più consolidandosi come appuntamento ferragostano che, nel riconoscere meriti e apprezzamenti a caposelesi che tengono alto il nome della loro terra natale, qualifca la Pro Loco e le sue iniziative. Quest’anno la scelta è opportunamente, ricaduta su Padre Antonio Di Masi, Padre Provinciale dei Redentoristi a capo delle Provincie napoletane e siciliane. Come ha tenuto ad affermare il Presidente della Pro Loco nella sua illustrazione del Premio” la prestigiosa guida spirituale di una congregazione religiosa fortemente radicata nel Sud d’Italia e nel mondo è meritevole quanto ogni altro impegno civile e sociale, soprattutto in un mondo pervaso da nuove ed antiche
Gente di Caposele Gente di Caposele 14 Oggi Oggi inquietudini in cui non sempre le modernità sanno dare risposte convincenti”. Il premio, è stato detto è un omaggio all’uomo, al sacerdote anche alla meritoria opera della congregazione fondata da S. Alfonso Maria de Liguori di cui in questi giorni ricorre il 250° anniversario della venuta a Caposele. La storia dei Redentoristi con la Fondazione del convento in Materdomini ha segnato la storia di Caposele e da quella scelta ha tratto benefci non solo spirituali, essendo Materdomini ormai meta consolidata di un pellegrinaggio cospicuo di devozioni alla tomba del Santo Gerardo tanto caro alle popolazioni meridionali. A conclusione della manifestazione, Padre Antonio Di Masi ha voluto ringraziare, non senza rilevare apprezzamento per un premio che egli ha voluto dedicare all’opera costante, spesso umile, di tanti “fratelli” che con il loro anonimo lavoro mantengono vivo e attuale l’insegnamento di Sant’Alfonso. ALFONSO CASALE Primario Pediatra – Premio Caposele 1995 di Pietro Spatola Alfonso Casale, primario pediatra presso l’ospedale Civile dii Badia Polesine, si è affermato in giovanissima età come professionista di primissimo livello. Ha frequentato durante il corso di laurea il famosissimo laboratorio del Prof. Daniele Petrucci, partecipando agli studi ed alla realizzazione della fecondazione in vitro. Ama profondamente il suo Paese natio e non trascura di ritornarci periodicamente. “Sono sempre dell’idea che forse non merito di essere divulgato”. Sono queste le parole che l’amico Alfonso, il conterraneo Alfonso, il Dr. Alfonso Casale, primario pediatra dell’Ospedale Civile di Badia Polesine (Ro), mi ha detto quando gli ho esternato l’idea di scrivere un articolo su di lui su “La Sorgente”.Io credo, e ne sono convinto, che a tutti i Caposelesi, residenti e non, farà piacere conoscere come questo fglio della nostra terra, con la tenacia e l’intelligenza ereditate dai suoi avi e con lo studio e l’applicazione proprie della sua tempra, si è creato. Nato a Caposele nel luglio del 1937, ha studiato prima ad Avellino e poi a Salerno, dove ha conseguito la maturità classica nel 1955. Nello stesso anno si è iscritto alla facoltà di medicina e chirurgia dell’ Università degli Studi di Bologna dove si è laureato con 107/110 il 28/ 2/1962, discutendo la tesi sperimentale (ardita per l’epoca) “Lo studio del circolo periferico con sostanze coloranti a rapidissima diffusione”. Dal terzo al sesto anno del corso di laurea ha frequentato, sempre a Bologna, il Laboratorio del Prof. Daniele Petrucci partecipando agli studi ed alla realizzazio-
Gente di Caposele Gente di Caposele 15 Oggi Oggi ne della fecondazione in vitro. A laurea conseguita si è interrotto il sodalizio con il Prof. Petrucci per opposti interessi culturali. Infatti, dal 1962, ha frequentato la Clinica Pediatrica di Ferrara dove, nel luglio del 1964, ha conseguito la specializzazione con 70/ 70. Si è unito in matrimonio nel 1963 con la gentile Sig.ra Maria Rosaria, dalla quale ha avuto quattro fgli. Già assistente di ruolo fn dal 1963 presso l’Ospedale di Badia Polesine, ha continuato a frequentare volontariamente la Clinica Pediatrica di Ferrara, acquisendo ancor più cultura ed esperienza pediatrica. Nel 1968, in seguito a concorso pubblico, è stato nominato aiuto Pediatra di ruolo. Nel 1970 ha conseguito l’idoneità nazionale a Primario Pediatra e, dal gennaio 1976, ha assunto la direzione della Divisione di Pediatria dell’Ospedale di Badia Polesine. Gli interessi scientifci li ha rivolti verso lo studio dell’anemia mediterranea, che nel Polesine raggiunge il 18,20%, della broncopneumologia e della gastroenterologia. Tutta la sua produzione scientifca riguarda queste tematiche e, da circa sette od otto anni, si sta occupando di epidemiologia delle linfoadeniti da graffo di gatto; patologia che negli ultimi tempi si è manifestata frequentemente nella popolazione del Polesine. Alfonso, oltre ad essere un compaesano, è un grande amico dei Caposelesi. Penso che nessuno possa dire di non aver ricevuto risposta ad una domanda; con il suo sigaro stampato sulle labbra, tra una partitina a briscola con lo “sfottò” ed una passeggiata alla Sanità, ha sempre mostrato, nei suoi ragionamenti e nelle sue rifessioni, un grande amore per il suo Paese ed una toccante nostalgia per doverne vivere lontano. SALVATORE DAMIANO Un caposelese che ha collezionato prestigiosi riconoscimenti in italia ed all’estero Figlio della nostra terra, fno a qualche tempo fa probabilmente sconosciuto ai più. Salvatore Damiano nato a Caposele il 5 marzo 1953. Ha frequentato nel suo paese natio le Scuole elementari e medie. Già in tenera età dimostra spiccate attitudini per la pittura tanto che, appena compiuti gli studi primari, si iscrive all’Istituto d’Arte di Salerno. Qui, purtroppo, per cause familiari, è costretto ad abbandonare gli studi per emigrare in Piemonte, prima, ed in Toscana, poi, dove si trattiene per lavoro per alcuni anni. L’amore per la pittura, però, non lo abbandona mai e cosi, quando per caso gli
Gente di Caposele Gente di Caposele 16 Oggi Oggi capita sotto gli occhi l’inserzione su di un giornale per corsi di pittura per corrispondenza, decide di iscriversi per aver modo di affnare le sue qualità tecniche ed artistiche. Da qui ha origine la vita artistica vera e propria di questo nostro giovane concittadino che, trasgredendo a stili o mode, rivela la sua pittura, fatta di immediatezza, nella spontaneità e vitalità dei soggetti. “Mi sforzo di far provare, nei miei colori, una sensazione di gioia, di libertà, di piacere.” E’ questo il flo conduttore di ogni opera di Salvatore Damiano, ed è a questi canoni che si ispira quando l’estro creativo lo porta a comporre. Nei suoi quadri si trova il verde lussureggiante delle nostre montagne; l’acqua chiara, tersa, spumeggiante e prorompente del nostro Sele; il cielo limpido e azzurro che sovrasta i nostri boschi; i prati scivolanti come ruscelli tra i sassi. La natura si esalta in tutta la sua pienezza e bellezza attraverso l’armonia dei colori, sia che essa venga rappresentata nel tenue volteggiare di una farfalla sospesa in un prato in un tenero”e palpitante trasporto di linee, sia nello zampillare di una fonte, come specchio di favola, azzurra e tersa”. Le sensazioni che riesce a suscitare sono sempre quelle di un sogno ad occhi aperti dove è ancora possibile trovare un mondo da raccogliere e preservare nella mente, dove è ancora possibile l’estasi di uno sguardo sorpreso e nel quale ti senti trasportato. La capacità e la valenza artistica di Salvatore Damiano sono ormai riconosciute unanimamente, tanto che non vi è manifestazione culturale in cui egli non sia presente e le sue personali, tantissime, hanno riscosso e riscuotono plausi e consensi da parte di critici e di pubblico. Sarebbe impossibile elencare, qui, le innumerevoli premiazioni ricevute a testimonianza della sua capacità pittorica, poiché dal 1975,anno in cui è iniziata la sua attività artistica, ha collezionato prestigiosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero; non ultime le sue partecipazioni alla Prima Mostra Collettiva “Italian Pavilion Tokyo” ed alla “Maison de Loisir et Culture” di Montmorency a Parigi. Cosa dire, ancora, di questo illustre fglio che fa onore e vanto a tutti noi: che la sua arte possa portarlo a raggiungere le vette più alte ed ai traguardi più ambiti. SALVATORE DAMIANO
Gente di Caposele Gente di Caposele 17 Oggi Oggi ING.GIOVANNI CAPRIO Premio Caposele 1998 Di Giuseppe Palmieri Sono tanti i meriti di questo illustre nostro concittadino. Molti lo ricorderanno come “la voce del Ferragosto Caposelese”, sempre presente e sempre disponibile, da grande speaker ha saputo mettere in bella evidenza le cose belle e buone del nostro paese. Ho accettato di buon grado l’invito del Presidente della Pro Loco, arch. Salvatore Conforti, di presentare il vincitore del PREMIO CAPOSELE 1998 : l’ing. Giovanni Caprio; ed anzi, di tanto, sono profondamente lusingato. Sia per l’importanza della manifestazione, sia per l’importanza del premiato. In una società nella quale vanno sempre più scemando i valori veri e forti quali l’attaccamento alle proprie radici, l’amore per la propria gente, la propria terra, la solidarietà ai meno fortunati, questo premio, nel suo piccolo, è un segnale in controtendenza. E’ un premio ai Caposelesi che si sono distinti ed hanno avuto successo fuori dalle mura amiche. A quei Caposelesi che nonostante il successo ed una esistenza ormai ben radicata altrove, non dimenticano, né smettono di amare il loro Paese. Un premio che, se volete, affonda le radici in una concezione romantica della vita ma che sicuramente è un indiretto riconoscimento a tutti quelli che, per scelta o per necessità, hanno dovuto realizzare le proprie aspirazioni altrove. Anche a quelli (e sono tanti) che per necessità di sopravvivenza, nella umiltà dei lavori che andavano a svolgere, hanno testimoniato fuori dagli angusti confni comunali, l’onestà, la laboriosità e serietà del popolo Caposelese. Non un premio al conseguimento dì un singolo risultato o ad una singola prestazione. Nemmeno un premio che implica una valutazione fnale e non più suscettibile di miglioramento, o peggio a conclusione di una carriera. E’ invece il premio, il riconoscimento di un Paese, sia pure attraverso una istituzione, ad un proprio fglio. Il personaggio che premiamo quest’anno non avrebbe bisogno di alcuna presentazione. Tale è la sua notorietà e la sua più che giusta fama. L’ing. Giovanni Caprio è nato nel 1943. Si è laureato a Napoli in Ingegneria il 28.6.1968. Ha vinto il concorso per Ispettore delle Ferrovie dello Stato nello stesso anno ed è stato assunto a Roma l’1.10.1968. Ha svolto il suo primo incarico a Napoli come capo reparto di esercizio con giurisdizione sulla linea Napoli/ Battipaglia - Battipaglia/Potenza e Sicignano/Lagonegro. Nel 1976 è promosso Ispettore Capo - Capo Sezione di impianti di Sicurezza e segnalamento del compartimento ferroviario di Napoli.
Gente di Caposele Gente di Caposele 18 Oggi Oggi Nel settembre del 1978 viene promosso a Primo Dirigente ed è trasferito a Roma presso la Direzione Generale delle F.S. - Capo Divisione degli impianti di sicurezza e segnalamento con giurisdizione sull’intero territorio nazionale. Nel 1981 viene chiamalo nello staff del Direttore Generale delle F.S. per coordinare la gestione del piano straordinario degli investimenti (circa 12.450 miliardi di lire). Nel 1985 promosso Dirigente Superiore, assume l’incarico di Capo Uffciò Pianifcazione servizio impianti elettrici, curando la stesura del nuovo piano regolatore” nazionale degli impianti elettrici. Nell’agosto del 1987 viene promosso Dirigente Generale con incarico di Direttore del compartimento F.S. di Torino. Nell’aprile del 1989 viene chiamato a Roma per ricoprire dapprima l’incarico di Direttore del Dipartimento Organizzazione e poi dipartimento potenziamento e sviluppo. Nel novembre del 1990 viene nominato Direttore del Compartimento di Roma. Nel luglio 1993 a seguito della trasformazione delle F.S. in S.p.A. ha assunto l’attuale incarico di Direttore della Zona Tirrenica Sud (ex compartimento di Roma - Napoli - Reggio Calabria). Nel 1996 in vista del Giubileo del 2000 gli è stato affdato anche l’incarico di Direttore Generale della S.p.A. ROMA DUEMILA di cui a partire dal marzo c.a. ha assunto la responsabilità di Amministratore Delegato. Nel 1985 è stato insignito dell’onorifcenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. E’ autore di numerosi articoli scientifci pubblicati da riviste specializzate e negli alti dei convegni nazionali ed internazionali in cui sono stati presentati. E l’elenco potrebbe continuare. La cosa che a mio avviso rende singolare il personaggio Giovanni Caprio, al di là delle indiscutibili ed indiscusse doti umane e capacità professionali, è la qualità dell’attaccamento al Nostro Paese. Non è solo quella sorta di affezione e amore per una determinata località che ci porta a preferirla rispetto ad altre .In Giovanni (e mi piace pensare anche nella graziosa, amabile e gentile consorte che sempre lo accompagna nei frequenti rientri) c’è qualcosa in più. E’ radicato in lui quel senso dell’appartenenza e della coesistenza che non lo fa apparire estraneo al contesto paesano anche quando è lontano dal Paese, che lo fa essere un tutt’uno con la realtà locale. E’ un fglio del Nostro Paese in tutti i sensi. Un fglio che per quanto le vicende della vita lo hanno portato a vivere altrove appartiene ed apparterrà sempre alla Storia di Caposele. Nessuno vede in lui il concittadino che più o meno periodicamente fa ritorno al Paese di origine per salutare amici e parenti. E’ invece considerato a tutti gli effetti uno del posto. Uno che sa e vive le vicende del Paese come chi ci vive 365 giorni l’anno. Uno che le vicende locali, i nostri problemi, le nostre ansie, i nostri drammi li vive proprio come uno di noi. ING.GIOVANNI CAPRIO
Gente di Caposele Gente di Caposele 19 Oggi Oggi ANTONIO RUGLIO Antonio Ruglio è nato in Acarigua (Venezuela). Risiede a Caposele. Nel 1998 ha pubblicato “Vorrei ma non posso “edito dalla Editrice Letteraria Internazionale”; nel 2000 è uscito “Quel che rimane” edito dalla Firenze libri e, infne “Sulle tracce di un sogno” edito dalla “Albatros –Il flo” . Collabora con diverse testate giornalistiche locali tra cui “La Sorgente” di Caposele. Ha diretto l’Associazione culturale “Sorgenti di Sapere” coinvolgendo, in vari convegni, personaggi di grande prestigio come Dacia Maraini (cittadina onoraria), Paola Gassman, Gherardo Colombo, Pino Aprile e altri grandi autori della Letteratura italiana contemporanea. “Vorrei ma non posso”. Questo breve quaderno di appunti - scrive l’autore - vuole essere innanzitutto un invito, uno stimolo alla rifessione nel momento in cui c’è grande bisogno di capirci e di capire se stessi. In secondo luogo, c’è in queste pagine il desiderio di risvegliare l’orgoglio di ciascuno di noi attraverso un’inutile provocazione. E’ venuto meno, a parere dell’autore il senso civile dello Stato a scapito dei cittadini. Dello sfascio che ne è seguito siamo noi i primi responsabili e solo attraverso la consapevolezza dei nostri demeriti sarà possibile evitare gli errori del passato. L’autore si ripromette in un prossimo quaderno, di capire se esistono le condizioni per potere uscire allo scoperto, per poter fare quel salto di qualità che consenta una partecipazione più diretta alle scelte democratiche di un Paese moderno. Sulle tracce di un sogno Di seguito riportiamo alcuni capitoli particolarmente signifcativi desunti dal libro. Storie autentiche, che l’autore affda a chi ancora ha un sogno e che lotta perché si avveri. Un sogno per due Due amici sinceri che dopo aver condiviso molte cose a un certo punto delle loro esistenze si dividono e non si ritrovano più. Cionondimeno, del tutto inconsapevolmente, rimangono uniti in un modo assolutamente speciale e unico. Non avranno più la possibilità di parlarsi ma alimenteranno ciascuno all’insaputa dell’altro lo stesso sogno, lo stesso irrefrenabile desiderio: fare qualcosa di concreto per gli altri, per la gente che soffre. In nome di questa stella polare perderanno entrambi la vita prima ancora di vedere i risultati del proprio impegno e del proprio lavoro. Per fortuna, il loro sogno non s’interrompe e dieci anni dopo verrà ripreso dai loro fgli che, raccogliendone il testimone, ripercorreranno lo stesso itinerario e si
Gente di Caposele Gente di Caposele 20 Oggi Oggi approprieranno fnalmente di quell’idea. È così che molto brevemente può essere riassunto il contenuto di queste pagine. Ma c’è di più. C’è il tentativo di mettere al centro dell’attenzione l’uomo con le sue debolezze, i suoi slanci, le sue speranze a scapito della dimensione spaziotemporale. Per intenderci, il lettore non troverà descrizioni minuziose di ambienti e paesaggi tanto meno una dettagliata sequenza di situazioni, ma troverà a seconda dei casi la rabbia, la delusione, l’impotenza, la gioia, la speranza. È una scelta ben precisa. Persino l’Afghanistan rientra in questa logica. È solo un punto dell’Universo come ce ne sono tanti, poteva benissimo essere il Sudan piuttosto che l’Iraq, la Sierra Leone piuttosto che la Somalia, sono tutti luoghi di sofferenza e il vero tratto comune è che si muore ogni giorno senza distinzioni anche quando si è portatori di una parola di conforto. L’aver immaginato l’Afghanistan interamente ricostruito e in pace con se stesso a distanza di dieci anni è più che altro un auspicio per il futuro, una speranza, un messaggio forte contro la guerra e l’odio di qualunque colore essi siano.La vita senza sogni non ha alcun senso, basta averne uno, uno soltanto, perché il grande prodigio della vita possa manifestarsi in tutto il suo splendore dentro ciascuno di noi. Un altro uomo Anche in questo caso il motivo dominante della breve storia è il raggiungimento, la realizzazione di un sogno. Un sogno che avrebbe dovuto concretizzarsi molto prima condividendolo con altri ma la vita spesso non fa di questi regali anzi, complica le cose rendendo tutto più diffcile. Pierino, dopo aver vissuto una vita intera nel suo piccolo guscio, trova il coraggio di uscirne per una volta e di lasciarsi andare. Ha sempre pensato che ci fosse un mondo migliore e diverso dal suo ma questo suo convincimento è rimasto chiuso nella testa e nel cuore come se avesse paura di svelarlo. In realtà, la gita nella splendida Ischia diventa l’occasione, l’opportunità attesa per anni, la meraviglia, la scoperta di un mondo fantastico. Averne colto fno in fondo il senso, averne assaporato il gusto autentico rappresenta la svolta della sua esistenza, fnalmente la sua voglia di viaggiare e di scoprire il mondo nuovo trova uno sbocco credibile e ciò che più importa, diventa realtà. L’incontro è talmente devastante e sconvolgente, l’innamoramento così forte e autentico da indurlo a restare. Pierino, dopo quel viaggio non è più lo stesso, inizia una nuova vita, si ritrova giovane senza acciacchi e senza angosce. Sarà la gente, l’aria, il sole, il mare di Ischia ma lui realizza se stesso, realizza il sogno di una vita, quello coltivato per settant’anni e poco più. ANTONIO RUGLIO
Gente di Caposele Gente di Caposele 21 Oggi Oggi Appena in tempo Appena in tempo è il racconto fedele di una confdenza ricevuta da un signore garbato e gentile della Napoli perbene, quella dignitosa e umile, di cui troppo poco si parla in televisione. Non è anziano ma un uomo malato, di una malattia seria e devastante. Anche lui, come molti di noi, ha un sogno da realizzare. Prima di passare a miglior vita vorrebbe tornare indietro nel tempo, rivedere qualcuno, riassaporare qualcosa che ha dato un senso profondo alla sua vita. In particolare, Caterina che ha sconvolto la sua esistenza, Renzo l’amico di mille battaglie e Procida il simbolo dei suoi giorni migliori e forse anche per questo il luogo prescelto per morire. Una notte di primavera, nel pieno del sonno, lui riesce a fare tutto questo, ritrova per intero quello che aveva temuto di non poter più riconoscere. In quelle poche ore riesce a capire tante cose, a farsene una ragione, ad apprezzarne il senso autentico, quello vero. Una misteriosa voce narrante l’accompagna lungo questo suo percorso a ritroso e il mattino seguente, avendo vissuto come fosse vera la sua dipartita, si ritrova sconvolto ancora sveglio. Qualche settimana più tardi, raccontandomi il suo sogno, mi disse di aver avuto la percezione che tutto fosse vero e che proprio quella notte aveva capito l’importanza della vita, il valore che essa ha e il dovere che ciascun essere umano ha di difenderla fno in fondo. Tutto quello che lui non aveva fatto fno a quel momento. Il 13 ottobre, proprio come nel sogno, Ninetto morirà non a Procida ma a casa sua. È una fortuna, una vera fortuna, che quella notte di primavera ci sia stata e ci sia stata quella voce narrante; è solo grazie a loro che ha potuto rivivere le emozioni di una vita troppo breve. Ricordandolo, penso che sia morto sereno e questo mi fa star bene. Ultimo libro uscito a dicembre 2016, attualmente in rete della Cavimato Editore I l libro s’intitola “IL VUOTO DIETRO LE SPALLE”.E’ la storia di un uomo normale come ce ne sono tanti che vive in maniera intensa e per certi versi traumatica le varie fasi della propria esistenza. In particolare, il passaggio dalla certezza del posto di lavoro alla precarietà più assoluta, dalla disperazione al successo attraverso la valorizzazione del proprio talento. Dopo aver vissuto per anni nella serenità di un posto di lavoro sicuro e dignitoso, conosce suo malgrado la dolorosissima esperienza della cassa integrazione e del successivo licenziamento per poi scoprire del tutto casualmente di avere un talento nascosto, la pittura, ANTONIO RUGLIO
Gente di Caposele Gente di Caposele 22 Oggi Oggi che in breve tempo lo porterà al successo facendolo entrare in un mondo nuovo troppo diverso da lui e dalla sua storia.Ma nel fare tutto questo commette un grave errore, lasciandosi cullare completamente dalle lusinghe del nuovo mondo perde di vista la propria dimensione, le proprie origini, le persone care, gli amici veri quelli dei momenti diffcili. Quando si accorgerà dell’errore sarà ormai troppo tardi e voltandosi indietro non ritroverà più nessuno, nemmeno se stesso.Da quel momento in poi, passerà le giornate dipingendo i ritratti delle persone che hanno fatto parte della sua vita e che non ha più ritrovato quasi a voler testimoniare al mondo intero di aver avuto anche lui un’esistenza vera, un’esistenza degna di questo nome. A un certo punto andrà via ma nessuno saprà mai in quale direzione e per fare che cosa ammesso e non concesso che abbia deciso di continuare a vivere.Il messaggio è chiaro ed inequivocabile: Qualunque cosa la vita ci riservi, mai dimenticare le proprie origini, la propria storia e le persone che hanno fatto parte della nostra vita. DONATO GERVASIO Donato Gervasio nasce a Caposele nel 1985. Musicista, è da sempre appassionato di scrittura e letteratura. Ha collaborato per quattro anni con un importante quotidiano irpino, oltre che per un giornale locale “La Sorgente”, scoprendo piuttosto in fretta la verve per i racconti ed i romanzi. “Polvere alla luna” è per lui la sua prima pubblicazione. Di seguito riportiamo il Prologo dell’autore e la prefazione del libro a cura dell’on. Francesco D’Ercole. Polvere alla luna Prologo La polvere la vedo ancora tutt’intorno, sospesa nell’aria. La sento ancora turarmi il naso, quella puzza di calce e cemento sbriciolato. Oh sì, non la dimenticherò mai! Una nebbia puzzolente che ti tappava le narici e ti sbarrava gli occhi. Come fosse stata mandata apposta per impedirti di vedere e odorare il dramma e la morte che ti circondavano. Poi si alzò pian piano, come fosse un sipario utile a svelare moderatamente ciò che ti circondava: le macerie, le case squarciate, i pali della luce inclinati, i fli dell’elettricità piombati a terra. Sentii giungere pian piano, da lontano, nell’oscurità, i mugolìi della gente, i lamenti, i brusii dei feriti, intrappolati, doloranti. Allora fu come se accendessero una grossa lampadina nel mio cervello, illuminando tutto in ogni dettaglio. Mi apparve tutto così terribilmente chiaro. Ed ancora adesso, quando ci penso, la pelle la sento indurirsi e gli occhi li sento scaldarsi e cacciar fuori gocce di lacrime.
Gente di Caposele Gente di Caposele 23 Oggi Oggi Quegli attimi cancellarono sogni, prospettive. Ci ritrovammo improvvisamente a vivere spogli, ignari, smarriti. Come un bambino appena nato, che della vita non sa cosa gli aspetta. Il viaggio su quell’unica gamba fu interminabile. Mi condusse dove tutti gli altri, nello stesso dolore. Come dentro un calderone colmo di brodaglia bollente, in cui tutti eravamo a cuocere sull’impietoso fuoco della sofferenza. Chi più, chi meno; chi con un dolore diretto, chi indiretto. Ma quella danza della terra sovrumana fece le sue vittime. Uccidendole sia fuori che dentro. E così fummo tutti vittime. Ciononostante riuscimmo a trovare una forza straordinaria per aiutarci l’un l’altro meravigliosamente. Ed ognuno diede la forza di continuare a chi si trainava dietro un fardello davvero troppo grande, altrimenti, forse, impossibile da trainare. La società civile acquisì una solidarietà primordiale. Tutti si strinsero in un unico grande abbraccio d’affetto, d’amore, di partecipazione. Ognuno amò il suo prossimo, come nelle parabole più famose, come nelle favole più belle. Ed ognuno si sentì vittima come tutti gli altri, anche se non lo era. Solo così riuscimmo ad avanzare di nuovo, riconoscendo solo negli anni, molto lentamente, la nostra destinazione. Prefazione On. Francesco d’Ercole Quando ho iniziato a leggere il romanzo di Donato Gervasio, non immaginavo che sarei arrivato alla fne senza interrompere neppure per un attimo. Anche volendo, non sarei stato capace di staccarmi dal racconto, dalle evocazioni, dai sentimenti, dai contesti che vi sono descritti. La trama è semplice ed avvincente, di una naturalezza disarmante. Non sono un critico letterario, ma credo di sapere come si usa la parola e qui la parola non è mai abusata, traduce mirabilmente non solo il pensiero ma, soprattutto, i sentimenti. Ammetto che in alcuni passaggi mi sono commosso, ho avvertito tutta la forza del profondo sentire di cui Gervasio si è fatto carico. E’ stato capace di farmi rivivere quei terribili momenti riproducendo le immagini del prima e del dopo le 19 e 35 del terribile 23 novembre 1980. Da buon tifoso interista, anch’io guardavo alla tv la partita Juve-Inter, era registrata ed avevo diligentemente evitato, come credo avesse fatto anche Davide, il protagonista, di conoscere il risultato attraverso la radio. Poi il tremendo boato, la fuga, il portone che non si apre perché la corrente si è interrotta, la gente che ti travolge, la sensazione che tutto sia fnito, sono emozioni che ho rivissuto con forte partecipazione. Nella notte tragica del terremoto fa capolino, discretamente, quasi sottovoce, senza enfasi, il febile raggio di luce che scaturisce dai cuori dei due giovani protagonisti e la grande vittoria che il loro amore riesce a conseguire sul male terribile DONATO GERVASIO
Gente di Caposele Gente di Caposele 24 Oggi Oggi da cui è affetta Ely. Ma dalle righe emerge la forte denuncia dei ritardi nei soccorsi. Quel terremoto fu di una violenza e di una vastità inaudite, ma lo Stato mostrò tutta la sua impreparazione di fronte alla calamità. Molte vite potevano essere salvate se i soccorsi fossero arrivati più tempestivamente. Possiamo trovare qualche consolazione in quel disastroso nulla in cui si concretizzò l’intervento emergenziale soltanto riconoscendo che da quel momento si mise mano alla costruzione del sistema di protezione civile, che in tante sciagure successive ha dimostrato di saper intervenire con effcienza e tempestività, non solo in Italia ma anche in tante altre parti del mondo. Poi c’è il contesto, il paese, Caposele, con i suoi personaggi e, ancora di più, con i suoi paesaggi. Conosco bene quel centro dell’Alta Irpinia, lo frequento da molti anni, vuoi per ragioni politiche, vuoi per ragioni religiose, in quanto sede del grandissimo santuario di Materdomini dedicato a San Gerardo. La descrizione che ne fa Gervasio è puntuale ed accorta, senza fronzoli, capace di produrre l’immagine dettagliata di una località splendida nel paesaggio ed orgogliosa della sua ricchezza naturale: l’acqua delle sue sorgenti. La scena in cui si svolge la storia, vera come la storia stessa, rimosse le macerie del terremoto e ricostruite le case, è rimasta immutata, ma non così i rapporti umani. La precarietà della vita, sperimentata sulla propria pelle, ha cancellato anche una buona parte dei sentimenti che prima univano la comunità: Franco, l’amico fraterno di Davide, è partito per Roma, in tanti anni è tornato una sola volta. Molto signifcativo. Purtroppo questa metamorfosi ha riguardato una grande massa di coloro che hanno vissuto la tragedia e forse è essa stessa una delle cause per cui, negli anni successivi al terremoto, molti hanno cinicamente pensato unicamente ad approfttare delle provvidenze che dovevano essere utilizzate per la ricostruzione, senza alcuna attenzione per le fnalità nobili per le quali quei fnanziamenti venivano erogati. Ma questa è un’altra storia che Gervasio, munendosi di una penna un po’ più ruvida, potrebbe certamente raccontarci. CARMELA CUOZZO campionessa nazionale di Pasquale Cozzarelli Successi a ripetizione per le giovanissime ondine della Società Ambrosiano Nuoto, che gestisce la piscina comunale di Caposele. E’ riconferma ad altissimi livelli per Carmela Cuozzo, 12 anni da compiere nel prossimo mese di settembre e per le altre tre ragazze della staffetta 4 per 100
Gente di Caposele Gente di Caposele 25 Oggi Oggi stile libero nuoto pinnato. In provincia di Torino, negli impianti sportivi di Chieri e Moncalieri, hanno riportato prestigiose affermazioni. Nella classe 83/84, Carmela Cuozzo ha conquistato due secondi posti, nei Campionati Italiani assoluti nei 50 e 100 metri specialità nuoto pinnato. Per una incollatura è stata battuta da atlete più grandi di parecchi mesi. Un altro secondo posto Carmela Cuozzo l’ha ottenuto insieme a Maria e Carmela Di Masi di Materdomini e Manuela Cosentino di Lioni nella staffetta. Ottimi i tempi riportati da Carmela Cuozzo: 26 secondi e 5 decimi nei 50 metri e 57 secondi e I decimo nei 100 metri. Manuela Cosentino poi è giunta terza nella gara dei 100 metri. Dunque tre medaglie d’argento e una di bronzo per le validissime nuotatrici della Società Ambrosiano Nuoto, che in base a questi notevoli risultati è riuscita a piazzarsi settima nella graduatoria assoluta delle 41 società giunte da ogni parte d’Italia. Carmela Cuozzo non è nuova a questi traguardi. Già l’anno scorso acciuffò brillanti risultati. A Lido di Camaiore vinse, infatti, le gare sui 50 e l00 metri, sempre di nuoto pinnato, e diventò così campionessa italiana. Poi ancora un secondo piazzamento nella staffetta. Quest’anno ha risentito poco o nulla del salto di categoria. Frutto di una autentica passione sportiva e dei faticosi allenamenti cui si sottopone diversi giorni alla settimana. Senza tralasciare la scuola che frequenta con soddisfacente proftto. L’ex campionessa italiana ha partecipato, tra l’altro, nello scorso mese di aprile al campionato nazionale assoluto di salvamento svoltosi a Chianciano e su 160 atleti di 47 sodalizi ha ottenuto un lusinghiero piazzamento. Dice il padre della forte atleta, Giuseppe Cuozzo: “Ci vogliono tanti e tanti sacrifci per venire incontro alle esigenze sportive di nostra fglia, soprattutto economici e di tempo quando deve essere accompagnata alle manifestazioni. Però siamo più che felici e intendo ringraziare la società che ci ha offerto questa possibilità“. Ormai si può parlare di tradizione consolidata per la gestione del presidente Antonio Zarra. Non si contano più i successi riportati dal sodalizio caposelese che, pur tra mille diffcoltà fnanziarie, si sta barcamenando da anni con perizia e capacità nel settore natatorio. La riprova viene anche dalle numerose medaglie vinte a livello interregionale. Allenati dagli istruttori capitanati dal professore Antonio Molinara gli atleti hanno mietuto for di vittorie in tutti gli incontri sportivi a cui hanno partecipato. La piscina di Caposele, in vasca da 25 metri, dotata di tutti i comfort,è diventata una possibile fucina di giovani campioni insomma. E i corsi di nuoto che si tengono durante tutto l’arco dell’anno, estate esclusa, CARMELA CUOZZO
Gente di Caposele Gente di Caposele 26 Oggi Oggi richiamano centinaia di partecipanti da molti centri vicini. In un futuro non molto lontano, non è affatto da escludere che possano venir fuori campioni in grado di competere a livello internazionale e rappresentare l’italia ai Campionati Europei e Mondiali o addirittura alle Olimpiadi. Un sogno per ora, ma che potrebbe comodamente avverarsi. Nella penuria di impianti sportivi che si registra nel Mezzogiorno d’ltalia, la struttura ospitata in località Piani rappresenta un fore all’occhiello, che va aiutato a crescere e si pone all’attenzione generale per la capacità organizzativa e per i consistenti e prestigiosi trionf fn qui conseguiti. Merito di una conduzione societaria attenta e accorta, condotta con piglio manageriale senza nulla tralasciare al caso. Altri prestigiosi successi per CARMELA CUOZZO Continua inarrestabile la marcia della nostra CAMPIONESSA verso traguardi sempre più alti e sempre più prestigiosi. CARMELA CUOZZO nei campionati italiani di nuoto pinnato svoltisi a Piacenza qualche giorno fa ha conquistato tre medaglie d’oro e due d’argento e precisamente: 200 metri MEDAGLIA D’ORO 400 metri MEDAGLIA D’ORO Staffetta MEDAGLIA D’ORO 50 metri MED AGLI A D’ARG. 100 metri MEDAGLIA D’ARGENTO GIUSEPPE CASTELLO Premio Caposele 2000 di Armando Sturchio Permettetemi, innanzitutto, di ringraziare la Pro Loco, ed in modo particolare il suo Presidente, l’architetto Salvatore Conforti, che mi danno il privilegio questa sera, di essere portavoce di un sentimento che accomuna tutti i caposelesi: un sentimento insieme di stima ed affetto nei confronti di un uomo, il dottor Giuseppe Castello, che con il suo lavoro e la sua disponibilità è diventato ormai patrimonio comune di questo paese, che lui onora quotidianamente con il suo impegno professionale; un paese che oggi, con orgoglio, ne richiama l’appartenenza, celebrandolo con il “Premio Caposele”. Questo riconoscimento, in passato già conferito ai concittadini che fuori dai nostri confni si sono distinti in diversi campi – imprenditoriale, militare, manageriale, ecclesiastico – quest’anno, e non nascondo una certa soddisfazione nel dirlo,
Gente di Caposele Gente di Caposele 27 Oggi Oggi viene attribuito ad un medico. In realtà, la personalità del dottor Castello va ben oltre la già prestigiosa fgura di medico, in quanto egli racchiude in sé i ruoli di: Professore presso la Scuola di Specializzazione in Dermatologìa e Venerologìa della facoltà di Medicina e Chirurgia della Seconda Università di Napoli per l’insegnamento di “Tumori Cutanei correlati ad attività professionali”; Direttore Scientifco dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori, sempre a Napoli – la “Fondazione Giovanni Pascale” – ed è inoltre componente di numerose commissioni nazionali ed internazionali di studio per la prevenzione e la cura dei tumori e dell’AIDS, in ragione delle sue specializzazioni in “Allergologia e Immunologia Clinica”, in “Oncologia”, ed in virtù degli studi perfezionati presso l’autorevole New York Medical College. A tal proposito, potrei dire che il mio ruolo qui, questa sera, è giustifcato non solo dal fatto di essere un giovane socio della Pro Loco allo stesso tempo interessato al mondo medico, ma anche per essere io stesso, (tutti i giorni), testimone diretto della risonanza che ha il nome di Castello nelle istituzioni mediche ed accademiche napoletane, e l’eco che da lì si diffonde sull’intero territorio nazionale. A questo punto, consentitemi un ricordo personale, per spiegare quanto sono profonde le radici della stima che nutro nei confronti del professor Castello. Ho ancora chiare nella mente, le parole di estremo rispetto che mio nonno Armando pronunciava nei riguardi di suo padre, Generoso Castello, amico di cui ne esaltava la serietà, l’intraprendenza e la grande inventiva. Conservo ancora - con amorevole premura - l’orologio da tasca che mio nonno mi ha lasciato, il quale sulla custodia riporta inciso il nome dell’amico Generoso che glielo aveva donato in una circostanza particolare. Posso immaginare, anzi, sono certo, che se oggi ritroviamo nel dottor Castello quella grande dedizione al lavoro e quello spirito di iniziativa e di ricerca che ho appena accennato, in parte ciò gli deriva sicuramente dalle qualità del padre. E lo dico senza voler con questo scomodare i numerosi e complicati studi sulla “genetica” di cui tanto, oggi, ci si occupa. Ma, dicevo, questo premio viene attribuito questa sera ad un medico. Ed è un fatto importante poiché esalta indirettamente una professione tra le più impegnative, che richiede forti motivazioni, disponibilità, spirito di sacrifcio, razionalità. Sono questi fattori, uniti all’esperienza, alla competenza, all’avere il senso immediato, pronto, per ciò che è decisivo e la capacità di includerlo in ogni rifessione diagnostica - e non solamente quindi la “mera erudizione” - che distinguono il buon medico. La sua capacità di giudizio è determinante per una decisione a favore o a danno del paziente, e spesso sarà inevitabile per il medico perdere il freddo distacco, la “sacra imparzialità” dell’uomo di scienza, e lasciarsi coinvolgere personalmente. Sia detto per inciso, se la professione, l’arte medica, è tra le più impegnative, lo è ancora di più essere la moglie di un medico che con la sua pazienza, le sue cure, gli incoraggiamenti e i preziosi consigli non fa altro che confermare un detto GIUSEPPE CASTELLO
Gente di Caposele Gente di Caposele 28 Oggi Oggi della cultura americana secondo il quale non vi è uomo di successo senza vicino una donna che abbia altrettante capacità. Ma il premio oggi assegnato al dottor Castello è anche un fatto intelligente; perché, in un Paese in cui troppo spesso, e con troppa superfcialità, fanno notizia i casi della cosiddetta “malasanità”, evidenzia, attraverso la fgura del suo direttore scientifco, un esempio positivo ed illuminante di come può e deve funzionare la Sanità pubblica in Italia, quando questa viene guidata da persone preparate, che amano il proprio lavoro. Stiamo chiaramente parlando dell’Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori: la “Fondazione Giovanni Pascale”, polo oncologico di rilievo nazionale la cui effcacia è presa a modello anche dalle strutture private, dove, Giuseppe Castello, oltre ad essere apprezzato come direttore dai più autorevoli esponenti del Ministero di competenza, ha la capacità - vi assicuro non comune tra i personaggi che hanno raggiunto tali vertici – di essere amato dai suoi collaboratori, stimato dai colleghi e, possiamo dire, “venerato” dai suoi pazienti. Il riconoscimento di questa sera trova le sue ragioni anche al di fuori dei tanti successi professionali del dottor Castello e degli importanti progetti; come ad esempio il Centro di Ricerche in Oncologìa Pediatrica che sta sorgendo a Mercogliano grazie al suo tenace interessamento ed alle energie spese per ricercare i fnanziamenti necessari (anche a livello europeo), ad allacciare i contatti giusti, ed a visionare i diversi programmi. Sarà questo un polo oncologico pediatrico di rilievo internazionale - di cui, sono sicuro, vorrà parlarci tra breve - che nascerà nella nostra provincia grazie al suo entusiasmo ed al suo impegno costante nel raggiungere questo ambizioso traguardo, e che lo legherà ancora di più, se ce n’era bisogno, alla nostra terra. Questo premio, dicevo, trova le sue motivazioni anche nell’attaccamento intenso che egli sente per Caposele, e che dimostra non solo tornando spesso al suo paese di origine, dove l’attendono amorevolmente la madre Gina ed i suoi familiari, ma anche attraverso importanti iniziative concrete. Molti di voi ricorderanno quando, in occasione della festa della donna di qualche anno fa, per la prima volta, grazie soprattutto alla perseveranza della sorella - la professoressa Teresa Castello, sempre vitale ed effcace nella vita sociale del nostro paese – è approdato a Caposele il camper per la prevenzione del tumore mammario; un vero e proprio ambulatorio mobile dotato di attrezzature diagnostiche, all’interno del quale medici specialisti provenienti dal Policlinico di Napoli, gratuitamente visitavano e facevano opera di informazione e prevenzione alle signore che in massa l’hanno frequentato e fortemente apprezzato. Questa iniziativa, fortunatamente, non è rimasta un episodio isolato, ma, sempre per merito del dottor Castello, si è potuta ripetere negli anni successivi in maniera ancora più ampia, e non limitandosi esclusivamente alle sindromi più propriamente femminili. A tal proposito, credo già di poter affermare che l’appuntamento di quest’anno è per il mese di settembre, quando l’equipe di medici, questa volta, sarà formata GIUSEPPE CASTELLO
Gente di Caposele Gente di Caposele 29 Oggi Oggi da specialisti in diverse altre patologie. La grande importanza di questo tipo di iniziativa viene meglio compresa se si considera che la prevenzione, unita ad un lavoro di ricerca a volte poco visibile, per anni senza riconoscimenti, fatto anche di momenti scoraggianti quando non vengono raggiunti risultati immediati, esercitato senza clamori da medici come Castello – autore tra l’altro di più di 400 pubblicazioni su riviste specializzate e di 15 libri, alcuni dei quali validi testi universitari – questo tipo di lavoro, dicevo, ha fatto sì che oggi, sono stati raggiunti risultati reali: l’aspettativa di vita si è allungata e, (clinicamente) c’è fnalmente una netta inversione di tendenza nel rapporto tra diagnosi precoci e guarigioni: chirurgicamente non si hanno più degli interventi mutilanti, e miglioramenti continui ci sono anche nella terapia farmacologica che è sempre più mirata; per cui, per la nostra generazione, è ancora più concreta la speranza di vittoria su un male che ha mietuto fn troppe vittime in ogni famiglia. In conclusione, prima di lasciare la parola al dottor Giuseppe Castello – e penso a questo punto di parlare a nome di tutti gli amici presenti questa sera – desidero ringraziarlo vivamente per quanto ha fatto fnora, per la disponibilità mostrata nei riguardi di tutti i caposelesi che a lui si sono rivolti nei momenti particolarmente delicati della propria esistenza, quando la presenza di un medico che sia anche amico è impagabile, ed augurargli che tutti i progetti che ha creato vedano presto la luce, grazie alla sua caparbietà ed alla sua intelligenza, e che in futuro - se gli impegni glielo renderanno possibile - possa sedere ancora più spesso, lui e la sua famiglia, in mezzo a noi. GERARDINO CALABRESE Ha creato dal nulla un’industria di grande prestigio, portando a compimento grandi progetti con tenacia e intelligenza. Nonostante quella che lui stesso defnisce “una vita tutta in salita”, ha saputo continuare con ostinazione sempre e comunque. Gerardo Calabrese è un uomo che si è saputo inventare e reinventare sempre, ogni giorno, senza mai darsi per vinto, anche quando le battaglie sembravano essere troppo più grandi, troppo impegnative. Premio Caposele 2001 di Nicola Conforti Abbiamo voluto che il conferimento di questo Premio coincidesse con una data signifcativa per tutti noi: la Madonna della Sanità “per richiamare tutti”, è
Gente di Caposele Gente di Caposele 30 Oggi Oggi scritto nel regolamento del Premio, “a quelle radici che di Caposele offrono i valori della generosità e della solidarietà e che lo fanno amare da chiunque lo conosca”. Questa sera sono molto emozionato, ma particolarmente felice, di parlare di Gerardino Calabrese. La nostra amicizia risale ad oltre quarant’anni fa quando, poco più che ventenne, nel corso delle mie giornate di studio a Materdomini, parlavamo di tutto ed in particolare dei nostri progetti per l’avvenire. Mi piace, a tal proposito, riferire di un episodio, apparentemente insignifcante, ma che, in un certo senso, determinò una svolta decisiva nella vita di Gerardino e che creò le premesse per quella sua straordinaria, meravigliosa, quanto rischiosa e diffcile avventura in campo industriale. “Accadde in settembre”, a metà degli anni ’50. Io studente universitario, lui tipografo presso la Tipografa S. Gerardo (erano i tempi della composizione a mano con maestri dell’arte tipografca come il Cav. Fortunato e Costantino Carpentieri). Decidemmo di “marinare la scuola e il lavoro” per recarci a Bari in visita alla Fiera del Levante. Passammo l’intera giornata a curiosare da uno stand all’altro, desiderosi di apprendere tutto ciò che la tecnologia più avanzata presentava in anteprima in quella rassegna feristica. Una giornata indimenticabile; non solo per l’entusiasmo che le novità feristiche avevano suscitato in noi, ma principalmente per le conseguenze che quella “innocente impertinenza” aveva provocato. Gerardino perse il lavoro: me lo riferì lui stesso con le lacrime agli occhi. Nei giorni successivi mi adoperai per sostenerlo ed incoraggiarlo; mi sentivo un po’ responsabile di quanto era accaduto. La delusione e l’amarezza durò solo qualche giorno: mi resi subito conto che erano nati in lui grandi progetti e che, con tenacia ed intelligenza, li avrebbe portati a compimento. Nasce all’indomani di quella memorabile giornata la sua grande avventura. Parte alla volta di Lioni per iniziare l’attività di artigiano tipografo. Compra a rate dei macchinari usati e comincia a stampare bigliettini da visita, manifestini e locandine per Lioni e paesi limitrof. La piccola bottega cresce rapidamente e presto diventa un’azienda di tutto rispetto. Nel 1960 la prima svolta importante: vince una gara di appalto per gli stampati dell’INAM di Avellino, poi di Napoli e, quindi, di tutta Italia. Nel 1970 inizia la stampa della carta bollata per lo Stato Venezuelano, blocchetti di assegni in lingua araba per la Libia e i primi giornali in quadricromia che poi erano venduti nelle edicole della Grecia. Il successo in campo nazionale ed internazionale lo ottiene anche grazie alla invenzione di un brevetto industriale per la stampa-numerazione ed intercalazione contemporanea di carta a più copie. Nel 1978 impianta una libera e potente Stazione Radio per scopi culturali e come punto di riferimento per i giovani chiamandola “Radio Giovane Lioni”. Nel 1979 gli studi diventano anche televisivi con un ponte di trasferimento a Nusco ed un altro a Benevento. GERARDINO CALABRESE
Gente di Caposele Gente di Caposele 31 Oggi Oggi Il 20 novembre del 1980, con il Presidente dei Radioamatori della provincia di Avellino, che gli aveva messo a disposizione la concessione per l’installazione di un traliccio per le antenne, effettua un sopralluogo a Montevergine per ampliare fno a Napoli la ricezione dei programmi messi in onda a Lioni. Il terremoto di qualche giorno dopo fa svanire l’ambizioso progetto. Il 23 novembre 1980, con la sua stazione di radioamatore, è il primo e l’unico a lanciare all’Italia intera ed al resto del mondo il grido disperato di aiuto per l’immane disastro che aveva colpito queste povere terre. Il suo prodigarsi nell’incitare a “fare presto” fu riportato nella stampa nazionale e dalla televisione che elogiarono il comportamento dei “radioamatori di Lioni”. Ai primi di dicembre del 1980, in mezzo a mille diffcoltà e con grande coraggio, inizia i lavori di ripristino dell’azienda riprendendo l’attività tipografca nei locali meno danneggiati pur di non venir meno alle commesse acquisite. Consigliere comunale di Lioni dal 1978, gli viene affdata la delega per i “ripristini urgenti”; successivamente, per la sua imparzialità e per la sua abilità di mediatore, è nominato Presidente della Commissione per l’assegnazione dei prefabbricati ai senzatetto. Nel 1981 riprende in pieno l’attività dopo aver sistemato i danni del sisma e, nonostante i numerosi impegni, nella qualità di Presidente della Polisportiva riesce a risanare il bilancio dell’Associazione ed a sistemare lo stadio, reso inagibile dal sisma, coinvolgendo gli amici ed il Comitato Regionale della F.I.G.C. Nel 1988 entra in funzione il nuovo stabilimento. Tra l’altro stampa: - Elenco telefonico per la Libia- Orario di volo per l’ATI- Schedine Enalotto per il CONI- Ricettari ed altri stampati per il Poligrafco e Zecca dello Stato -Forniture all’INPS per la Direzione Generale e per la Sede Nazionale -Blocchi ed assegni per la Banca di Tripoli. Da circa sette anni ha dato inizio alla stampa di quotidiani con: - Il Mezzogiorno di Salerno- Cronache- L’Opinione Irpina Oggi. Attualmente stampa sette quotidiani: - La Provincia di Frosinone- Il Giornale di Caserta - Il Quotidiano di Campobasso- Il Quotidiano di Benevento -Otto Pagine -Il Corriere-Il Giornale di Avellino Molti sono, inoltre, i periodici attualmente stampati e, tra essi, “Fiera Città” di Napoli. Io credo che questa enorme mole di lavoro e questa, per molti versi, eclettica e multiforme attività, Gerardino l’abbia potuta realizzare anche grazie alla presenza al suo fanco di una donna straordinaria come la Sig.ra Rosa alla quale va il nostro affettuoso saluto. Nessuno dei fgli ha voluto seguire le orme del padre. Ma buon sangue non mente: gli stessi hanno raggiunto ugualmente livelli di alto prestigio. Uno nel campo della Magistratura come Giudice a S. Angelo dei Lombardi, l’altro nella carriera militare come Questore aggiunto. Ai due fgli presenti in sala, GERARDINO CALABRESE
Gente di Caposele Gente di Caposele 32 Oggi Oggi va il nostro deferente ossequio. Ieri, per ricordare questo avvenimento, Gianni Festa, fondatore e direttore del Corriere, ha dedicato a Gerardino un’intera pagina del suo quotidiano. A me piace chiudere questa breve presentazione con le stesse parole con cui Gianni Festa ha chiuso il suo articolo. “… Domenica a Gerardino, la sua Caposele consegnerà un premio che ha un odore particolare: quello di una terra che lui ama profondamente, di un santo di cui porta il nome, di un luogo da cui andò via da ragazzo per dimostrare che c’è un SUD diverso, nel quale si può essere competitivi con i NORD del mondo. Lui ce l’ha fatta” . UNA VITA TUTTA IN SALITA di Gianni Festa Nella seconda metà degli anni Settanta, inviato speciale del Mattino di Napoli, feci un lungo viaggio nel Mezzogiorno d’Italia per un’inchiesta sullo stato di salute, economico-sociale, delle regioni meridionali. L’obiettivo era di testimoniare il cambiamento avvenuto in quelle realtà nell’ultimo decennio, facendo emergere, attraverso interviste con i protagonisti, il modo di proporsi delle classi dirigenti meridionali e del ceto produttivo. Fu quella una straordinaria esperienza, pubblicata sul giornale, con più puntate, e che suscitò un dibattito interessante. Quell’inchiesta mi è tornata alla mente leggendo le pagine del racconto di vita di don Gerardo Calabrese, Maestro Tipografo, ma, soprattutto, imprenditore delle zone interne di una provincia meridionale, l’Irpinia. Che cosa hanno in comune, oltre la territorialità, quell’inchiesta e don Gerardo? Anzitutto l’ostinazione a continuare, sempre e comunque, nonostante le diffcoltà che di volta in volta si presentano dinanzi a chi esercita un’attività imprenditoriale nel Sud. Problema infrastrutturale, come ad esempio l’energia elettrica ad intermittenza. Basta un po’ di vento forte, un acquazzone di maggiore intensità, per non parlare delle nevicate che in Alta Irpinia d’inverno sono frequenti, che il processo produttivo si blocca, a volte per intere ore. C’è poi la diffcoltà di accedere alle risorse bancarie. In realtà, l’ apertura di credito al Sud, nonostante i proclami, è tutt’altro che problema risolto. Il danaro qui costa molto più del nord e le garanzie richieste imprigionano l’imprenditore, talvolta costringendolo a prestiti con elevati tassi di interesse. Questi due esempi, ma tanti altri si potrebbero fare, danno il senso a quella vita tutta in salita che don Gerardo, vestendo gli abiti dell’umiltà, a lui congeniali, descrive in questo suo mestiere di vivere. Il racconto che egli propone al lettore è una biografa ragionata che muovendo dalle origini familiari giunge fno ad oggi, senza mai allontanarsi dalla realtà. I fatti sono descritti con una semplicità straorGERARDINO CALABRESE
Gente di Caposele Gente di Caposele 33 Oggi Oggi dinaria e diventano, man mano che si presentano, un monito, un insegnamento, soprattutto per i più giovani. Il flo conduttore, nelle pagine che seguono, è nella testimonianza dei valori che l’autore conserva come bene primario di vita, individuale e collettivo, e l’auspicio che essi possano ritrovare momento di rifessione nella società. E sono i valori a condurre don Gerardo all’impegno per le cose che ha realizzato, o lo hanno visto rappresentante della propria comunità. Ne parla con grande passione civile. Così quando racconta del desiderio di possedere, in tempi diffcili, una bicicletta e di soddisfare questo desiderio costruendola pezzo dopo pezzo. O della sua scelta di imprenditore, e ancora dell’esperienza della Radio Giovani Lioni, per non parlare dell’impresa televisiva che oggi sta per rinascere. Sono tutti momenti di vita costruiti con il desiderio di credere ad una impagabile forza di volontà. Certo, quando egli descrive quella malanotte del terremoto del 23 novembre 1980 e i giorni successivi, le pagine diventano intense e fortemente partecipative. Il racconto di quella drammatica sera che fece tremare per novanta secondi la terra e che vide don Gerardo protagonista nel dare informazioni dell’Alta Irpinia è ormai consegnato alle cronache del tempo e alla storia della ricostruzione dell’evento. I soccorsi, le diffcoltà di agire, storie e personaggi diventano un encomiabile reportage di uno straordinario protagonista che parla della sua azienda come l’ultimo presidio di una speranza che sembrava ormai morta. C’è un dato che mi ha fatto molto rifettere. E’ quando don Gerardo parla del suo ruolo di consigliere comunale di opposizione e del modo in cui lo svolse in quei giorni delle macerie e della rabbia. Qui l’umanità sovrasta la politica, le appartenenze si sciolgono dentro la necessità di portare aiuto, la solidarietà diventa il riferimento dell’agire, ben lontano dalle piccole questioni che agitano il civico consenso. E’ una stupenda lezione di vita che andrebbe recuperata oggi nel momento in cui le forze politiche litigano senza motivazioni credibili. Vorrei, però, non dimenticare quella parte che mi ha fatto conoscere sempre meglio e di più don Gerardo Calabrese. Credo che il nostro incontro avvenne negli anni settanta. Qualcuno mi aveva parlato di una tipografa in Alta Irpinia che si era affermata per la grande qualità del lavoro. Il mio viaggio a Lioni mi fece scoprire un personaggio straordinario. Amante delle nuove tecnologie, moderno nella visione imprenditoriale, con un ottimismo della volontà che appariva come un miracolo in quelle zone deserte (L’Ofantina ancora non era stata costruita). Da allora il sodalizio si è sempre più consolidato ed esso fa riferimento alla stima, al rispetto, alla consapevolezza di trovarsi di fronte ad un marito esemplare, ad un genitore che oggi vede nella grande professionalità dei suoi fgli un sogno che egli ha reso possibile. Nessuna adulazione, solo la certezza di un’amicizia tra persone che si integrano nella costruzione di un processo produttivo- culturale. E le pagine che seguono sono la testimonianza di tutto questo. GERARDINO CALABRESE
Gente di Caposele Gente di Caposele 34 Oggi Oggi MARIA DI MASI campionessa nazionale di Pasquale Cozzarelli Oramai si può parlare di tradizione consolidata. Anche quest’anno, infatti gli atleti della piscina di Caposele si sono fatti onore ai campionati di nuoto italiani. A salire sul gradino più alto, nella categoria dei 50 metri e fssando il record italiano, già all’età di 14 anni, è stata l’ondina Maria Di Masi che ha sbaragliato le avversarie provenienti da città come Roma, Bologna, Torino. Alla solita Carmela Cuozzo, alla quale abbiamo già dedicato un ampio servizio nei numeri precedenti de La Sorgente, si affanca un’altra campionessa a mantenere alto il prestigio della società di nuoto caposelese. E’ un risultato di grande valore che si associa ad altri risultati ottimi di atleti caposelesi in questo campo. Maria Di Masi, con forza e costanza, ha inanellato successi a ripetizione costruendo, vittoria dopo vittoria, un’immagine di forza e organizzazione mentale che proietta il nuoto caposelese ad alti livelli di agonismo. A questo proposito dobbiamo complimentarci con tutti quelli che hanno preparato e costruito intorno agli atleti questa grande vittoria. E lo hanno fatto con enorme sacrifcio e con passione mantenendo, con costanza, un gruppo atletico a livelli forti e competitivi. Al Presidente della società Antonio Zarra e a tutti i preparatori atletici un sentito grazie da tutti noi della redazione. Con convinzione e con un pizzico di orgoglio da noi l’augurio a proseguire in questa direzione, nonostante, come avviene spesso in questo Paese, ci siano critiche, spesso ingiuste, e tentativi di ricambio forzato dell’organico. Ma la regola è “SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA”. Avanti tutta ragazzi!
Gente di Caposele Gente di Caposele 35 Oggi Oggi CESARE PATRONE Ispettore Generale C.F.S Premio Caposele 2002 di Agostino Montanari E’stato, per me, un immenso piacere quest’estate presentare e consegnare il “Premio Caposelese dell’Anno”, un riconoscimento che la Pro Loco, come oramai da consuetudine, a chiusura delle attività per il Ferragosto, attribuisce ad un nostro compaesano emigrato e distintosi nel campo sociale e professionale. Il premio quest’anno è stato attribuito a Cesare Patrone, per i grandi riconoscimenti professionali che sta ottenendo nel settore delle attività forestali. Prima ancora che un professionista serio ed estremamente competente, Cesare è, per me, e per tutti noi della Pro Loco di Caposele, un vecchio amico, una persona amabile, la cui vita merita certamente di essere presa a modello, soprattutto dai più giovani, specie in un periodo incerto e diffcile come quello che stiamo vivendo. La prima parte della vita di Cesare è stata un continuo viaggiare insieme ai genitori, il papà Michele e la mamma Sisina, a suo fratello Amato ed alle sue due sorelle Enza ed Olimpia. Cesare nacque, infatti, a Buenos Aires, alla fne degli anni ’50, in una terra, l’Argentina, allora meta di sogni e di speranze ed oggi terra di fame e di miseria per molti nostri sfortunati connazionali. Ma la famiglia di Cesare, dopo pochi anni rientrò in patria, trasferendosi a Caposele, dove Cesare trascorse la sua infanzia ed i primi anni dell’adolescenza. In questo periodo, molti di noi, suoi coetanei, hanno avuto modo di conoscerlo, divenendo suoi amici, gli amici d’infanzia, quelli che inevitabilmente ti rimangono sempre nel cuore. Poi, in età adolescenziale, Cesare è emigrato una seconda volta, spostandosi con la sua famiglia a Roma. Credo che per nessuno, men che meno che per un ragazzino, sia stato facile riambientarsi per una seconda volta, nel giro di pochi anni, passando da una realtà ad un’altra e poi ad un’altra ancora, l’una completamente diversa dall’altra, senza trovare alcuna diffcoltà. Eppure Cesare, con un carattere forte e con una grande perseveranza, è riuscito ad eliminare in breve tempo il gap ambientale, tuffandosi a pieno nella sua nuova vita. A 25 anni Cesare era già brillantemente laureato in ingegneria idraulica, dopo qualche anno ha vinto il concorso in Forestale, dove nell’arco di poco più di un decennio ha letteralmente bruciato le tappe, alcune fra le tante dirigente del Parco regionale della Maiella e Comandante della Scuola Allievi della regione meridionale, divenendo uno dei massimi graduati del corpo Forestale, nonché consulente del Ministro per le Politiche Agricole e Forestali, Alemanno. Una grande carriera, non c’è che dire, impreziosita e resa ancora più importante dal grande bagaglio di esperienza e di umanità che Cesare porta con sé. Perciò, come ho ribadito all’inizio, credo che il premio di quest’anno dato a Cesare
Gente di Caposele Gente di Caposele 36 Oggi Oggi Patrone debba essere un modello, un esempio di vita e di abnegazione per i nostri giovani, nel momento in cui essi dovranno cimentarsi con le importanti sfde che il futuro gli riserva. Dalla redazione de La Sorgente: Ill.mo Dott. Ing. Cesare Patrone Ispettorato Generale C.F.S. ROMA I nterpretando unitariamente i sinceri sentimenti della Comunità Caposelese, Le esprimo vivo compiacimento per la sua nomina a Direttore Generale che inorgoglisce il Paese il quale l’ha sempre ritenuta un Suo fglio. Appartenere, poi, ad una famiglia che non ha mai reciso i suoi legami con Caposele, aggiunge gioia all’orgoglio. Noi tutti siamo convinti che i rapidi risultati fn qui conseguiti ci fanno ben sperare in un prosieguo brillante della Sua carriera, avendoLe sempre riconosciuto una notevole professionalità e doti indiscutibili. E’, quindi, con amicizia e stima che, a nome della redazione de “ La Sorgente” e dei soci della Pro Loco, Le auguro buon lavoro al servizio dello Stato. Ing.Nicola Conforti Altri riconoscimenti: I l giorno 5 ottobre u.s. la commissione per la valutazione delle proposte per il conferimento delle benemerenze in materia ambientale e relative medaglie d’oro, riunita presso la sala riunioni del Ministero, presieduta dal Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare On. Stefania Prestigiacomo, ha conferito al Capo del Corpo Forestale dello Stato, Dirigente Generale Ing. Cesare Patrone Il diploma di benemerenza di prima classe e relativa medaglia d’oro. Alla base del conferimento della proposta di conferimento del diploma di benemerenza e relativa medaglia d’oro sono illustrate le motivazioni che attengono “alla innata, straordinaria sensibilità e l’incessante impegno da sempre profuso nell’affermazione del ruolo del Corpo Forestale dello stato di primario referente nel campo della tutela e conservazione dell’ambiente, nonché per l’essenziale impulso impresso all’elevazione, ai massimi livelli qualitativi, delle capacità operative di tutte le componenti del Corpo stesso costantemente impegnate nella preservazione delle componenti ambientali. L’eccezionale ed illuminata opera posta in essere dall’ing. Cesare Patrone, ha determinato una decisiva svolta nella lotta ad ogni forma di aggressione all’ambiente, al territorio ed alla fauna e fora, contribuendo al pieno raggiungimento degli obiettivi fssati dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito delle proprie missioni istituzionali, altresì favorendo l’esaltazione, ai massimi livelli istituzionali, del prestigio del Corpo. CESARE PATRONE
Gente di Caposele Gente di Caposele 37 Oggi Oggi GERARDO LARDIERI Premio Caposele 2003 Gerardo Lardieri è nato a Caposele (AV) il 13.04.1964, arruolato nell’Armadei Carabinieri nell’anno 1984. A conclusione del corso Sottuffciali frequentato nel biennio 1984/1986 veniva trasferito al Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Partinico (PA). Nel settembre dell’anno 1989 veniva trasferito al Reparto Operativo del Comando Gruppo Carabinieri Palermo 2 in Monreale. Nel settembre dell’anno 1990 veniva trasferito al Comando Regione Carabinieri Calabria dove gli veniva affdato il Comando della Stazione di San Ferdinando di Rosarno (RC) in sostituzione del Brig. MARINO, ucciso in un agguato mafoso nel Comune di Bovalino. Nell’anno 1991 veniva trasferito al Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri -Sezione Anticrimine di Catanzaro - fno al Novembre 2000, anno in cui vinceva il concorso per Uffciali frequentando a Roma, presso la Scuola Uffciali Carabinieri, - Sezione Anticrimine di Reggio Calabria - ove tuttora presta servizio quale Uffciale addetto. Nel corso della sua carriera ha ottenuto svariati riconoscimenti per operazioni di servizio, in particolare: -nel gennaio 1988, ELOGIO rilasciato dall’allora Legione Carabinieri di Palermo per aver, con spiccata capacità professionale e sprezzo del pericolo, intercettato dopo movimentato inseguimento continuato anche a piedi, 4 malviventi in fuga dopo la consumazione di una rapina presso un uffcio postale. L’operazione si concludeva con l’arresto degli stessi ed il recupero dell’intera refurtiva; - nel 1995-1996-1999 rispettivamente ENCOMIO, ELOGIO,ENCOMIO rilasciati dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri per aver, in zona caratterizzata da alto indice di criminalità mafosa, dimostrando elevata professionalità e dedizione al dovere fuori dal comune, contribuito a complesse attività investigative nei confronti di temibili consorterie ‘ndranghetiste operanti in territorio nazionale ed estero che portavano altresì al sequestro di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente nonchè di armi e munizioni anche del tipo da guerra; -nel 1998, ENCOMIO rilasciato dalla Divisione Unità Speciali Carabinieri per aver, in un territorio ad alto indice di criminalità mafosa evidenziando elevatissima professionalità ed esponendosi a grave rischio per la propria incolumità personale unitamente ad altro personale, a conclusione di un’articolata attività investigativa riusciva a localizzare e quindi a catturare un pericolosissimo capo cosca ricercatoda diversi anni perchè responsabile di numerosi omicidi e svariati altri reati tra cui l’associazione per delinquere; -nel 2001 ENCOMIO SOLENNE rilasciato dalla Divisione Unità Speciali Carabinieri per aver, in zona aspromontana e quindi ad altissimo indice di criminalità mafosa evidenziando spiccata professionalità, abnegazione fuori dal comune ed elevatissimo rischio per la propria incolumità personale condotto un attività investigativa che portava all’arresto di nr. 3 ricercati, di cui uno inserito nei primi 30 catturandi dell’intero territorio nazionale, perchè responsabili di numerosi omicidi e sequestri di persona.
Gente di Caposele Gente di Caposele 38 Oggi Oggi NICOLA CONFORTI Laurea in ingegneria civile, libero professionista e professore di Costruzioni. Nel 1973 ha fondato la Pro Loco Caposele ed il giornale “La Sorgente”. E’ stato Consigliere Provinciale nel 1970. In pensione da alcuni anni, si dedica con passione al giornale, che dirige ininterrottamente fn dalla sua fondazione, e ad altre attività culturali tutte fnalizzate al progresso civile e sociale del suo paese natio. Ha ideato e diretto quattro documentari le cui riprese sono state eseguite con grande maestria dal cugino omonimo di Sorrento: “Un Anno a Caposele” del 1979, “Caposele, ricordi e pensieri” del 1981, “Caposele, città di sorgente” del 2008 e “Amare Caposele” del 2016. In collaborazione con Alfonso Merola ha curato la pubblicazione del libro “Caposele, una citta di sorgente” – editore Elio Sellino del 1994. I ritagli di tempo li dedica al disegno ed alla musica La Capacità e l’ingegno di Vincenzo Di Masi Non posso esimermi, se veramente voglio esaltare la fgura di nostri compaesani, di accennare alla capacità e all’impegno che da molti anni ha profuso, mediante anche notevole sacrifcio di tempo - sottratto alla professione e alla famiglia - l’Ing. NICOLA CONFORTI, del quale tutti, anche i compaesani che vivono all’estero, conoscono le doti eccezionali e polivalenti della Sua personalità e di rappresentazione degli avvenimenti di Caposele, a mezzo del periodico “ LA SORGENTE”, che da moltissimi lustri porta avanti, con grande competenza e determinazione insieme a suo fglio Arch. Salvatore, al Presidente ed ai componenti della PRO LOCO del luogo. A creare il detto giornale non è stato soltanto Lui, ma lo furono anche altri concittadini, verso i quali non posso che nutrire ammirazione e rispetto. Parimenti, non posso sottacere anche il fatto che senza l’apporto determinante di Nicola Conforti il periodico di cui parlo sarebbe passato come una meteora e si sarebbe perso nel silenzio del tempo. Giorni addietro, in occasione di uno dei tanti incontri, confdai a Nicola il mio disappunto, perché nessuno, tra Autorità locali e concittadini di cultura, aveva preso l’iniziativa di parlare e scrivere dei grandi meriti del direttore de “LA SORGENTE”, nel diffondere nel mondo e ravvivare il ricordo del nostro paese tra le famiglie di emigranti e loro congiunti conviventi a parlare di Te. Per questo, di conseguenza, Egli più di qualsiasi altro compaesano che si sia fnora distinto, è da annoverare tra i “benemeriti” caposelesi. So altresì che talvolta i contrasti, soprattutto ideologici, offuscano i sentimenti delle persone di un piccolo centro come è appunto Caposele, ma è certamente doveroso e giusto che quelli
Gente di Caposele Gente di Caposele 39 Oggi Oggi che hanno la capacità e la forza di farlo lascino traccia del loro passaggio nei ricordi e nella storia del paese, specie quando si vogliano esaltare i meriti, le qualità e le doti personali di un concittadino. Io, caro Nicola, sono anche consapevole di non essere il più qualifcato a parlare di Te. Altre persone che sono state più di me presenti dove vivi e svolgi prevalentemente la Tua attività professionale e familiare, potrebbero riferire del Tuo valore personale ed encomiabile impegno sociale svolgi prevalentemente la Tua attività professionale e familiare, potrebbero riferire del Tuo valore personale ed encomiabile impegno sociale. Da me, invece, potrà giungerTi unicamente l’apprezzamento di ciò che fai per Caposele, insieme con i sentimenti della mia più affettuosa amicizia ed alta considerazione. Ho fnito. Altro non voglio dire per evitare malintesi. La circostanza mi è però favorevole per pregarTi di inserire nel prossimo numero de “LA SORGENTE” - che so uscirà nella ricorrenza del Santo Natale e Nuovo Anno - questo mio modesto scritto, affnché coloro che lo leggono sappiano ciò che penso di Te. Nicola, il docente che non sapeva bocciare di Ulderico Porciello (omissis) …La giustizia viene applicata in tutti i settori di vita sociale, come pure nel mondo della scuola che è considerata come l’ente sociale capace di diffondere nella società la consapevolezza di valori intrinseci al mondo della cultura, considerata l’espressione più avanzata delle potenzialità dell’intelletto umano e che fa sviluppare nel discente tutte quelle componenti che serviranno, giovane adulto, a distinguerlo dagli altri per le sue capacità critico-analitiche, ma anche professionali. Per questo il docente esercita una giustizia fatta di giudizi e di voti. E’ un compito delicato la funzione del docente, perché egli non fa ricorso a leggi scritte, ma alla sua sensibilità e capacità di trovare un suo giusto equilibrio psichico, prima di emettere giudizi e, quindi, di esercitare la giustizia. Il docente deve spogliarsi dei panni del despota, del giudice di tribunale, deve associare in sé le vesti del giudice e lo spirito dell’uomo saggio, anzi spesso deve far prevalere la saggezza. Ricordo un mio amico, Nicola, che nei consigli di classe faceva riferimento solo alle componenti giustifcative dello scarso proftto degli alunni, senza mai tentare d’inquadrarli nell’ottica del giudizio scolastico. Quando bisognava varare un caso diffcile o negativo, Nicola tamburellava con la sua biro sui fogli che teneva davanti e su cui erano riportati tutti i giudizi redatti sugli alunni della classe. Quando il presidente del consiglio invitava Nicola ad esprimere il suo giudizio, si sentiva rispondere: Ma…..vediamo...credo…non mi pare che sia il caso di bocciarlo….. verifchiamo di nuovo tutti gli elementi in nostro possesso, nella speranza che qualche elemento positivo fosse sfuggito all’analisi dei docenti, ed intanto si guardava intorno per sperare nell’aiuto di qualche collega, che potesse sostenerlo nel NICOLA CONFORTI
Gente di Caposele Gente di Caposele 40 Oggi Oggi suo tentativo di salvare l’alunno dalla bocciatura. Purtroppo la sua speranza era vana, perché tutti gli altri docenti erano d’opinione opposta. Tutti sapevano che Nicola era un uomo buono, giudicava spesso sollecitato dalle componenti umane ed affettive. Nicola, insomma, era il docente che non sapeva bocciare. La sua voce era fevole, dolce, appena percepibile, il suo volto sereno, mai offuscato da preoccupazioni, che pur lo assillavano. Illustrava la materia d’insegnamento in modo lineare, comprensivo, semplice, doti e capacità acquisite da tanti anni di attività professionale e di continuo insegnamento. Nessuno osava contrariarlo, né richiedere nuove spiegazioni. Eppure anche Nicola incontrava alunni disinteressati e riluttanti allo studio della sua materia. Egli non li ammoniva, anzi li guardava col volto faceto e benevolo, talvolta li sollecitava allo studio colpendoli con leggere pacche sulle spalle e cercando di comprendere i loro disagi, di scrutare il loro animo, di conoscere i motivi del loro disamore dallo studio. I giovani allievi si confdavano con lui più che con gli altri insegnanti e Nicola nella classe impartiva spesso lezioni di vita per tutti, oltre all’illustrazione della materia. C’erano sempre dei casi particolari, dei giovani dai proftti negativi che toccavano la sensibilità di Nicola, che era costretto a cercare di giustifcarli. Ora Nicola è in pensione, dirige il periodico “La Sorgente”, gli alunni hanno un dolce ricordo di lui, ne parlano con passione, con stima, con rispetto. “Nicola,” dicono, “il docente di Costruzioni, era l’insegnante più preparato, più umano, più affettuoso”. Il suo ricordo di scuola è rimasto impresso nella loro mente, il suo insegnamento modello di vita scolastica. Presentazione IV Volume de “La Sorgente” di Raffaele Russomanno - Presidente della Pro Loco Caposele I n un’epoca caratterizzata da una vita che scorre con ritmi frenetici, spesso si fnisce per non dare la giusta valenza e la dovuta attenzione agli avvenimenti che costituiscono la nostra quotidianità. Fortunatamente c’è una persona che ha saputo registrare con temporale cadenza gli eventi per poi donarceli con sapiente maestria in un’opera. Questa quarta (e ci auguriamo niente affatto ultima) raccolta de “La Sorgente” di Nicola Conforti personalmente non mi coglie di sorpresa, il suo amore per il nostro paese, per la nostra Caposele, non poteva fermarsi con le precedenti edizioni. Il volume raccoglie gli ultimi dieci anni del giornale “La Sorgente”, ed attraverso esso ci parla di Caposele, della sua storia e della sua cronaca. Basta sfogliarlo NICOLA CONFORTI
Gente di Caposele Gente di Caposele 41 Oggi Oggi per rivivere, come in un flm, grazie alla forza delle immagini in esso racchiuse, tutti gli avvenimenti succedutisi in quest’arco di tempo. L’amico Nicola ci ha sempre parlato attraverso le immagini, immagini semplici, “fotografe di vita” che comunicano un messaggio diretto ed intenso, sia che si tratti dell’atmosfera gioiosa di famiglia, sia dello splendore di una valle tra i monti in un pomeriggio sereno, oppure della spensieratezza dipinta sui volti in una festosa serata d’agosto. Ma “La Sorgente” non è solo immagini, è anche cronaca, poiché affda, come tutti i migliori giornali, al commento dei suoi redattori la rappresentazione degli accadimenti di una comunità, il ricordo di vicende personali, la descrizione di eventi che altrimenti andrebbero perduti. Suo punto di forza è che chi vi scrive spesso racconta di eventi vissuti in prima persona, cosa che per un qualunque giornale forse rappresenterebbe un limite, mentre per un giornale locale ciò diventa un pregio in quanto chi scrive vi infonde passione e sentimento e la nostra microstoria è da sempre intrisa di sentimento, di passione. Tutto questo è “La Sorgente” e a ragione dieci anni raccolti in un unico volume sono un tesoro da custodire gelosamente perché in esso è racchiusa la nostra storia, la nostra identità, il nostro essere cittadini di una terra depredata della sua più grande ricchezza, l’acqua. È importante che le nostre comunità conservino memoria del passato e che da esso facciano scaturire il proprio futuro; ecco dunque che il suo recupero, attraverso opere come quella presente, diviene un valore inestimabile per i nostri giovani, per i nostri fgli. Nicola, prima attraverso “La Sorgente”, poi attraverso la sua raccolta, suggerisce il recupero di quella che potremmo defnire la “nostra vita vissuta” e questa sua ultima fatica è un nuovo tributo d’amore per la sua terra e la sua gente; pertanto è con quest’animo che dobbiamo avvicinarci ad essa, perché quanto racchiude è per noi un grande dono. UN PREMIO IMPORTANTE di Luigi Fungaroli Al V Convegno nazionale dei giornali editi dalle Pro Loco a Cimitile, nello splendido scenario delle Basiliche Paleocristiane, dove il nostro giornale e l’esperienza del suo direttore, Nicola Conforti è stato Premiato quale esempio di Pubblicazione, sono soddisfazioni che Vogliamo condividere con tutta la nostra Comunità. Ad majora a la Sorgente, motivo di vanto Per tutti noi! Sabato, 4 Giugno 2016. È una giornata di sole. Arriviamo davanti casa dell’ingegnere Conforti. Busso alla porta. Ecco uscire un emozionato ingegnere vestito da grande occasione. NICOLA CONFORTI
Gente di Caposele Gente di Caposele 42 Oggi Oggi Eh sì, oggi è davvero una grande occasione: lui e la sua invenzione “La Sorgente”, il nostro giornale, ricevono un importante premio al V convegno Nazionale dei giornali editi dalle Pro Loco. Raggiungiamo poi, insieme a Concetta Mattia e Michele Cuozzo lo splendido scenario delle basiliche paleocristiane di Cimitile, posto scelto quest’anno come location per il ritiro del premio. Subito l’ingegnere e “La Sorgente” vengono onorati con parole bellissime. Ma è soprattutto la grande fama a “stupirci”: “La Sorgente” viene vista come simbolo e punto di riferimento da tutti i giornali delle Pro Loco d’Italia vista la sua longevità e il suo particolare stile che da tempo racconta Caposele, diventando archivio storico-sociale di grandiosa bellezza! Nel momento della premiazione ho provato una forte commozione... Ho visto la passione, i sogni di un uomo che ha superato le montagne del menefreghismo e della passività. La passione di chi da oltre quarant’anni con tenacia non smette di credere ai propri sogni. Dopo la premiazione, percorriamo, sottobraccio, il percorso che ci conduce alla macchina. Sono momenti belli, fatti di parole sentite e vere, dette da un uomo che deve essere esempio per noi giovani generazioni! Esempio di chi, riesce, con la forza delle idee e del cuore, a credere nelle proprie passioni e a vederle sempre realizzate così belle, colorate, e persino “sfogliabili”! È questo un valido motivo (tra i tanti) che mi lega a questo giornale, un giornale che ho amato, amo e che, come dico sempre, continuerò ad amare... Grazie direttore, fero di poter dire “ io c’ero!”. NICOLA CONFORTI
Gente di Caposele Gente di Caposele 43 Oggi Oggi ALFONSO MEROLA Alfonso Merola è nato a Caposele nel 1951. Ha conseguito il 1969 il diploma magistrale. Nel 1970 viene dichiarato vincitore di cattedra. Mel 1992 consegue la specializzazione all’insegnamento della lingua inglese. Per ben due volte è stato scelto dalla comunità di Caposele come Sindaco in un periodo diffcile e delicato quale quello relativo alla ricostruzione. E’ stato vice presidente presso la Comunità Montana Alto e Medio Sele e consigliere di amministrazione prima dell’ente Acquedotto Pugliese e poi dell’ATO Calore. Ha scritto diversi saggi letterari e di politica, diverse poesie in dialetto e racconti che lui ama chiamare “Acquerelli Caposelesi”. E’ autore di ricerche storiche sul dialetto di Caposele, sui cognomi e sui nomi delle strade di Caposele. In collaborazione con Nicola Conforti ha scritto il libro “Caposele, una città di Sorgente’, che tuttora rimane una delle poche storie attualmente edite di Caposele. UNA VITA DEDICATA ALLA SCUOLA Ogni persona che va in pensione meriterebbe di essere ricordata sulle pagine di questo giornale: questa tappa, infatti, è il degno coronamento di una vita fatta di sacrifci, di sudori, insomma, di duro lavoro Apprendere che una persona va in pensione suscita istintivamente in ognuno di noi un sentimento di gratitudine e di ammirazione per quanto quella persona ha detto e fatto. Spesso si pensa alla pensione come ad una messa a riposo, ad uno stop di attività. Essa, di contro, è un trampolino di lancio per altri impegni che il maggior tempo libero permette di realizzare; è un consistente carnet di giorni da vivere in pienezza. Questa meta è stata raggiunta anche dal nostro amico e concittadino Alfonso Merola. Conosciamo la sua modestia e la sua particolare ritrosia ad essere “celebrato”, per cui ci limiteremo ad offrire ai lettori de “La Sorgente”, per punti salienti, il suo ben più corposo percorso umano e professionale. Ti chiediamo perdono perciò, caro Alfonso, se abbiamo deciso di onorarti così, svelando agli altri qualcosa della tua vita: ci muove nel far questo non solo una tenera amicizia, ma anche il desiderio di tanti caposelesi che si uniscono al nostro plauso per questa tua meta raggiunta. Conseguito nel 1969 il diploma magistrale presso l’ Istituto “Confalonieri” di Campagna (SA), Alfonso Merola partecipa, lo stesso anno, al concorso per titoli ed esami relativo all’insegnamento, superandolo brillantemente. Nel 1970 viene perciò dichiarato vincitore di cattedra ed il 1° ottobre 1971 assume servizio di ruolo soprannumerario a Buoninventre II; l’anno successivo a Bairano ed infne a Pasano II. Superato il biennio di prova, nel 1974 assume servizio a Caposele
Gente di Caposele Gente di Caposele 44 Oggi Oggi capoluogo, alternando brevi periodi di insegnamento a Materdomini. Nel 1975 sperimenta, in collaborazione col gruppo didattico di “Vittoria Arslan”, l’insegnamento della lingua inglese nella scuola elementare. Nell’anno 1992, poi, consegue la specializzazione all’insegnamento della lingua inglese, e per tre anni consecutivi insegna da specialista nelle classi di Caposele e di Materdomini. Successivamente, collabora in qualità di esperto ai corsi di aggiornamento riservati agli insegnanti di scuola elementare del Circolo didattico di Calabritto, relativi alla formazione dei docenti di lingua inglese. Questo, dunque, per sommi capi, il curriculum di Alfonso Merola come insegnante. Curriculum che tace, però, tutto l’impegno che il Nostro ha profuso nel porre in atto la sua attività di docenza; tutta la sua passione, lunga ben trentotto anni, di voler comunicare alle generazioni di bambini caposelesi l’amore e l’importanza della formazione, l’attaccamento ai valori, il tenero e mai assopito affetto verso la propria terra. La carriera di Alfonso come docente acquisterebbe la sua vera identità più profonda solo se fosse in qualche modo possibile mettere su carta la voce ed i volti delle centinaia e centinaia di bambini che hanno potuto averlo come maestro. La sua costante ricerca metodologica, il suo approccio didattico con gli alunni e la valorizzazione dei contenuti culturali inerenti la tradizione locale, hanno reso Alfonso Merola sempre apprezzato sia dagli alunni che dalle famiglie di questi. Alfonso Merola, inoltre, è stato scelto dalla comunità caposelese anche per importanti mandati istituzionali. Sindaco di Caposele in un periodo diffcile e delicato quale quello relativo alla ricostruzione del nostro paese, distrutto dall’immane catastrofe del terremoto del 1980, in questa veste ha cercato sempre di curare gli interessi del bene comune, meritando la fducia dei caposelesi i quali lo hanno rieletto una seconda volta come guida della comunità civile. Oltre a questo onorevole impegno istituzionale egli è stato anche vice presidente presso la Comunità Montana Alto e Medio Sele e consigliere di amministrazione prima all’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese e poi all’ATO Calore Irpino. Nonostante questi lodevoli impegni, Alfonso non ha mai dimenticato che prima di tutto era un docente, e difatti è sempre riuscito a conciliare la sua attività politica con la scuola, mostrando così che l’insegnamento, prima che un lavoro, è una vocazione che pulsa nel sangue. Dotato altresì di una grande cultura umanistica, ha scritto diversi saggi letterari e di politica, diverse poesie in dialetto caposelese e racconti che lui ama chiamare “acquerelli caposelesi”. È anche autore di ricerche storiche sui cognomi e sui nomi delle strade di Caposele. Sul nostro paese, poi, in collaborazione con Nicola Conforti, ha scritto il libro “Caposele, una città di sorgente”, che tuttora rimane l’unica storia attualmente edita di Caposele. Consci di tanto impegno profuso nella tua vita lavorativa e della tua preparazione culturale, la Redazione, caro Alfonso, gioisce dunque per il tuo meritato riposo, guardando però con particolare avidità al tuo tempo libero che da oggi in poi ti è dato di vivere; sicura che potrà, ALFONSO MEROLA
Gente di Caposele Gente di Caposele 45 Oggi Oggi ora più che mai, contare sulla tua già lodevole disponibilità nel portare avanti il gravoso compito di offrire ai caposelesi pagine ricche di pennellate sulla propria identità. Fieri di essere, come appunto dici tu, cittadini di “una città di sorgente”. Auguri, dunque e, più che buon riposo, buon lavoro! DIALOGANDO CON... ALFONSO MEROLA, IL “MAESTRO-SINDACO” di Luigi Fungaroli Scrivere è sempre un momento che permette di capirsi meglio, un ascolto interiore che si trasforma in parole... Ho voluto alternare a un mio articolo un’ intervista, inizio di una una lunga serie di dialoghi che ha lo scopo di conoscersi meglio, di ricostruire Caposele tramite persone, volti, storie che l’hanno vista cambiare ed evolversi... Ad inaugurare questa mia nuova rubrica su questo giornale che amavo, amo e penso proprio che continuerò ad amare, è il nostro caro Alfonso Merola, il “maestro-sindaco” come potremmo defnirlo. Perché ho scelto lui? Il tema di fondo di questa prima intervista è il tanto affrontato binomio “GIOVANI e POLITICA” e Alfonso sicuramente può rispondere a questi quesiti, essendo diventato sindaco a soli 34 anni. Persona che con la sua profonda cultura e grande attivismo politico, è sempre stato in prima linea nella vita della nostra comunità. DOMANDE IDENTIKIT Colore preferito : Blu. Film preferito: Un maledetto imbroglio (di Pietro Germi) Libro preferito: Ulisse (di James Joyce) Dolce o salato: salato Quale personaggio del passato ti piacerebbe incontrare: Martin Lutero. 1) D. Si sostiene che i giovani non abbiano nessun interesse per la Politica. Tu che sei stato sindaco a 34 anni e militante in un partito ancora diciottenne, assieme a tanti altri, mi sai dire a cosa sia riconducibile questo disinteresse? R. Stiamo parlando di due periodi ormai distanti anni luce, nel senso che allora l’appartenenza e la militanza ti rendeva orgoglioso del tuo partito di riferimento e dei suoi pilastri etici. Oggi la società è più complessa, i riferimenti etici sono congelati e quel che è più grave, i cosiddetti “nuovi” altri non sono che il peggio di tanti anni fa, un peggio non candidabile nemmeno a fare l’usciere. Non sono, quindi, i giovani a non credere nella Politica ma la Politica a non aprirsi ai giovani. Ecco perché i giovani oggi scaricano il loro potenziale di contestazione contro questi contenitori acritici che sono i partiti attuali. Apparentemente sconquassano, ma per ricostruire. Non avendo orme dignitose da seguire, perché cancellate dai gattopardi, si muovono in autonomia ed purtroppo a loro rischio e pericolo... ma qualcosa di buono prima o poi verrà fuori. 2) D. : Il tuo orientamento politico è ben chiaro: eri e sei di sinistra. Come si è ALFONSO MEROLA
Gente di Caposele Gente di Caposele 46 Oggi Oggi trasformato negli anni questo senso di appartenenza? Inoltre, quanto c’è di sinistra nell’attuale Sinistra italiana? R. : Io ero e resto di sinistra, anche se non ti so dire che fne ha fatto la Sinistra. Per così dire, mi sento un apolide che non può sentirsi fedele a qualcosa che non esiste più. La Sinistra, moderata o radicale che sia, ha prodotto una specie di disastro ontologico, grazie a dirigenti di scarso spessore culturale. Abbiamo macellato la memoria storica senza approdare a nulla, in quanto incapaci di decrittare la realtà. Stiamo destrutturando la democrazia inseguendo un pensiero liberale facco. Infatti soffriamo di una malinconia per un socialismo defciente che accetta di distruggere le conquiste sociali acquisite. Sarà sempre così? Io credo di no. Il vecchio Marx ci ricorda che non ci si può disfare del bisogno di sinistra anche se la Sinistra è cancellata. Come a dire che essa rinascerà quando ci libereremo di certo tribalismo ideologico, dell’opacità valoriale e della frantumazione culturale. Quando accadrà ? Questo non so dirtelo, ma accadrà. 3) D. Se potessi scegliere di rivivere una giornata del tuo passato che ti suscita un senso di soddisfazione quale sceglieresti di rivivere? Il momento della storica vittoria dove Caposele ti acclamava sindaco nel 1985 o quando vedesti leggere per la prima volta un tuo alunno? R. Non ho dubbi. Scelgo senz’altro il successo scolastico rispetto a quello politico. Sia ben inteso, sia la Scuola che un Comune sono due luoghi in cui ci si deve sentire al servizio di un progetto non autoreferenziale, ma il progetto educativo è qualcosa di straordinario. Innanzitutto ti cimenti con dei bambini che vedi crescere e maturare giorno dopo giorno nella speranza di corazzarli, sia costruendo saperi stabili, sia abituandoli ad esercitare con convinzione i diritti ed i doveri di cittadinanza. Il mio giorno più bello? Quando ho sentito leggere una bambina su cui molti non scommettevano un centesimo. E la bambina, sentendo certi responsi, aveva interiorizzato la sconftta. Immaginarsi la sua gioia, quando dopo mesi di duro lavoro, si rese conto di cominciare a sillabare. Mi abbraccio’ e mi sorrise. C’è una soddisfazione analoga che può riservarti la Politica? 4 ) D. Sono in tanti ad apprezzare i tuoi scritti sempre profondi ed a tratti poetici. Quando hai compreso che scrivere poteva essere un tuo talento e chi o cosa ti ha spinto a non smettere? R. Ho riscoperto la scrittura quando ho cominciato ad apprezzare la solitudine. Ho letto da qualche parte: “A stare troppo tempo da soli, ci si innamora della libertà “ ... ed io aggiungerei della scrittura che ti fa compagnia. La scrittura per me ha qualcosa di magico perché ti guida ad intrecciare fantasia e realtà, fnzione e ALFONSO MEROLA
Gente di Caposele Gente di Caposele 47 Oggi Oggi sentimenti. Ti aiuta a riordinare idee, sensazioni ed emozione, insomma, a riprendere contatto con te stesso. È una terapia a ben pensarci. 5) D. Chi ti conosce sa che ami viaggiare molto e che sei uno dei tanti cittadini del mondo affascinato da Parigi. Che idea ti sei fatto dell’attentato terroristico del 13 novembre scorso? Siamo davvero davanti ad un attacco all’Europa e alla libertà? R. Il giovedì precedente l’attacco ero a Parigi, una metropoli calma e per niente consapevole di quello che stava per accadere. Io credo che tutti dobbiamo uscire da un certo torpore ed abituarci all’idea che la violenza post-moderna ha i suoi atti eroi e simbolici quasi da tragedia greca. In effetti l’attacco a Parigi, è l’attacco ad un simbolo, ad una città che ha metabolizzato libertà, laicità e tolleranza. Noi, però, facciamo un regalo inatteso ai terroristi, fregiandoli del titolo di islamici, perché gli riconosciamo il ruolo di controparte in un mondo dominato dalla Geopolitica del Caos. Non bisogna mai scagliarsi contro le religioni, altrimenti apriamo conftti nelle coscienze ed è proprio ciò che vogliono quei fanatici assassini e psicopatici. Per loro le religioni sono dei mezzi e non dei fni. Non serve perciò opporre violenza alla violenza,è più utile combatterli con l’intelligenza. In fondo essi sono l’AIDS e l’AIDS lo combatti meglio se lo isoli e se lo isoli, è più facile sconfggerlo. 6) D. Insieme a Nicola Conforti, ma anche con i compianti maestro Cenzino Malanga ed ingegnere Daddino Monteverde ti sei spesso dedicato a riscoprire e a valorizzare Caposele con i tuoi scritti e le tue ricerche. Come ti immagini la Caposele di domani? R. Intanto, al di là dell’attuale congiuntura politica che è fglia di una crisi più generale in assenza di robusti modelli etici di riferimento, io vedo Caposele ancora vitale sia per la presenza di molti giovani, sia per la resistenza di tante associazioni di vario genere. Però, Caposele è ancora gelosamente abbarbicata ad un passato nostalgico da nobiltà decaduta che la isola dal territorio circostante. Per così dire, è attraversata da una recalcitranza ad aprirsi alle novità e a far tesoro del positivo potenziale di contestazione che è il sale della democrazia. Eppure io sono sicuro che saranno i nostri giovani, che oggi la crisi espelle da Caposele, a dare prima o poi la risposta giusta. Quando ritorneranno e se ritorneranno, contaminati dal mondo, porteranno aria nuova, capace di spazzare via incertezze, doppiogiochismi, contraddizioni ed inerzia che allo stato attuale ci dominano e ci condizionano. 7) D. Se dovessi regalare ad un giovane un libro, quale sceglieresti? R. Sceglierei IL GIOVANE HOLDEN di Jerome David Salinger. È un romanzo di formazione che dovrebbero leggere innanzitutto i post-sessantottini, il quale scandaglia la solitudine, il cinismo, l’ipocrisia e le tante altre diffcoltà con cui un giovane è costretto a confrontarsi. ALFONSO MEROLA
Gente di Caposele Gente di Caposele 48 Oggi Oggi 8) D. Il Natale è alle porte. Cosa ti auguri e cosa ci auguri? R. Innanzitutto mi auguro di vivere per un tempo suffciente a compensare quello perduto appresso a cose certamente non vili, ma nemmeno esaltanti. Ad esempio da qualche anno sono ritornato alla lettura rifessiva per leggere e scrutare il mondo da tutte le angolature, accantonando il mio punto di vista. A tutti gli altri, invece, auguro lunga vita ed ovviamente un lavoro sicuro e stabile, perché senza di essi i sogni restano sogni e le prospettive senza vie d’uscita a lungo andare producono disastri I RINTOCCHI DEL TEMPO Prefazione di Nicola Conforti “I rintocchi del tempo” è una raccolta di racconti, “nati per caso”, nel senso che è il frutto di una lunga e costante collaborazione di Alfonso Merola alla rivista caposelese de “La Sorgente”. Questi racconti, fedeli alla linea editoriale del Direttore del giornale, non si allontanano di un solo centimetro dalla terra natia, nell’intento di catturare immagini, eventi, tradizioni e quant’altro hanno modellato nel tempo la piccola comunità locale. L’autore, in fondo, registrando microstorie, ha cercato di percorrere, ora con sfumature autobiografche, ora con rifessioni storico-sociali, un passato che cattura vizi e virtù di un paese dell’Appennino Meridionale aperto alle contaminazioni positive dell’esterno ma, nello stesso tempo, geloso della sua “Seletudine”. Apparentemente non traspare nei racconti una fducia nel domani ma, a ben rileggerli, si coglie un messaggio tutt’altro che negativo: “Non c’è speranza nel futuro, se il presente non si fa carico di un passato in cui errori e lanci di riscatto hanno un valore pedagogico”. Dal libro “I rintocchi del tempo” riportiamo il racconto che dà il titolo al libro stesso. “Mannaggia chi lu sona matutinu li pozza carè ‘ncapu lu battagliu” Era il rintocco solido e cadenzato del bronzo del “Mattutino” che risvegliava alle prime luci dell’alba Caposele. In fondo un invito ad apprestarsi per dare inizio alla giornata lavorativa. Ancor buio pesto d‘inverno s‘accendevano a catena lumi qua e là, a mo’ di presepe. Il forno, già in piena attività, in attesa di massaie per la prima cottura; battere di porte e cigolii di chiavistelli. E lungo la strada, lastricata di pietre, i colpi secchi e ritmati degli zoccoli degli asini portati alla briglia dai contadini che chiacchieravano a bassa voce, l’ abbaiare di qualche cane che spingeva la capra dietro il padrone. ALFONSO MEROLA
Gente di Caposele Gente di Caposele 49 Oggi Oggi Mattutino, segno sacro e civile in un tempo stesso. C’era già chi aspettava i rintocchi della prima messa: persone anziane e devote, già pronte a sentire il Verbo alle sei del mattino. V’era qualcosa di impietoso a trascinare nella gelida Chiesa di S. Lorenzo bambini ancora sonnolenti o infreddoliti, affdati in custodia dai genitori già impegnati nel lavoro. Non accorrere alle campane della seconda messa, alle ore sette, se era un oltraggio al Signore , quantomeno era un sentirsi incapaci di rinunzie e di sacrifci. La seconda messa, quella della Congrega, per lo più era riservata a “famiglie d’artisti’ “ commercianti e artigiani che, frettolosamente, consumavano quell’ora prima d’aprire i battenti delle loro botteghe. Era pure l’occasione, complici di sguardi fugaci tra giovanette e i loro spasimanti. Non era un caso che quell’ ora era scelta spesso per la fuga degli innamorati, cui seguiva il matrimonio riparatore. Un terzo dell’anno, registrano le cronache, le mattinate, e non solo le mattinate, erano rattristate dai lugubri suoni dell’ Agonia: era l’ appello cristiano dell’ Arciprete rivolto ai fedeli pietosi ad accorrere in chiesa per portare il viatico; qualcuno stava morendo e consuetudine voleva che ci si dovesse recare per amministrare il Sacramento dell‘Estrema Unzione”. Era un momento corale per salutare mestamente il trapasso. Più tardi le campane, che spandevano il loro suono in lontananza, avrebbero rivelato a chi ascoltava le condizioni sociali del defunto i rintocchi brevi o prolungati, a seconda dell’obolo versato dai parenti del deceduto. Era il penultimo segno, seppure cristiano, per ricordare la divisione in questo mondo tra benestanti ed indigenti. “L’ora di scuola” era, poi inconfondibile: era lo scampanìo solito delle messe susseguito da pulsazioni più rapide e acute. Le strade si inondavano di bambini e ragazzi in corsa verso il Castello; qua e là bambini s’attardavano a fare gli ultimi compiti sui muretti e parapetti che fungevano da leggii. Alle nove le strade diventavano un deserto. Alle undici suonava “il Segno”, una sorta di preavviso del mezzodì. I rintocchi di Mezzogiorno, eguali a quelli del “Mattutino”, erano forse i più attesi: essi segnavano una breve pausa pei contadini impegnati nei campi, invitavano a tavola i caposelesi che lavoravano in paese e rammentavano a scolari e insegnanti che entro un’ ora sarebbero fnite le lezioni. Di tanto in tanto al Piano si scorgeva qualche alunno venuto a controllare l’orario e a stamparsi nella mente i numeri indicati dalle sfere dell’ orologio comunale per poi correre in classe e riferire all’insegnante ansiosa. Le ore tredici non erano battute se non dalla campanella della scuola, puntualmente azionata’ da Franciscu il campanaro, quasi a signifcare la scarsa rilevanza esterna di quel momento in cui gli scolari in ordine sparso e senza trepidazione correvano a casa ove li attendeva un piatto e conservato al tepore della’ ‘fornacella”, sottratto alla “buffetta” del mezzogiorno. ‘’A Ventun’ ora la panza fa rumore” dicevano i contadini sentendo i rintocchi ALFONSO MEROLA