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Antologia Caposelese di Nicola Conforti.
Viaggio de La Sorgente verso lidi che ci parlano della vita del paese,
ricchi di fascino e di suggestione

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Published by Seleteca Caposele, 2024-01-05 06:02:47

Antologia Caposelese (2020)

Antologia Caposelese di Nicola Conforti.
Viaggio de La Sorgente verso lidi che ci parlano della vita del paese,
ricchi di fascino e di suggestione

Keywords: Caposele,La sorgente,Nicola Conforti

Antologia Caposelese 300 creare un luogo dedicato ad essa, in prossimità del centro, un posto indiscutibilmente più adatto rispetto ad una strada impervia, in una zona abitata e sprovvista dei requisiti minimi di sicurezza. La fera è certamente un ulteriore motivo di visita e di richiamo e quindi di entrate per l’ente. Il doveroso aggiornamento delle tariffe agli ambulanti, insieme all’aumento del numero dei posti assegnati, ha fatto registrare un sensibile incremento di entrate agli uffici, cosicché la fera, subita ormai negli anni anche come un costo ed il fastidio dell’immondizia disseminata per le strade nelle ore successive, sia vissuta come ulteriore risorsa da accrescere. L’area dedicata a Duomo, dopo che è stato anche tolto il rudere, sarà man mano ottimizzata con la rimozione dei prefabbricati, la sistemazione delle piazzole e dei marciapiedi. Nei prossimi mesi avranno inizio anche i lavori per la sistemazione della rotonda alle Fornaci, per avere un ingresso monumentale del paese. Verrà sistemata l’aiuola di spartizione del traffico e collocata un’opera scultorea particolarmente significativa e distintiva del luogo. In corrispondenza del filare alberato di corso Sant’Alfonso, oltre ai lavori di messa in sicurezza del muro e della strada provinciale, verrà realizzata una balconata panoramica con vista sul Santuario così da creare quel piazzale che è sempre mancato nel pieno centro di Materdomini. Una località a vocazione turistica deve presentarsi bene, deve essere bella come una cartolina. Come quelle cartoline di una volta, quelle in pila nei negozi di souvenir, che si scrivevano a parenti ed amici e si imbucavano nella cassetta postale. Più il posto visitato era bello, più s’impiegava del tempo per scegliere l’istantanea migliore. Dovremmo fare di Materdomini, uno di quei luoghi da cartolina, da vivere e rivivere, da ammirare e fotografare il Santuario che si erge dirompente al cielo, via Santuario adornata e illuminata a festa all’imbrunire, piazza della Basilica libera dalle auto con bambini che giocano ed anziani che si rinfrescano alla fontana, e creare tante altre immagini e scorci da catturare e fissare. ARMANDO STURCHIO LA SELETECA


301 Antologia Caposelese ASPETTANDO IL N. 100 – Editoriale La Sorgente n. 99 Ag. 2019 Nicola Conforti Di sicuro è stata una storia meravigliosa che, con il numero 100, segnerà, per me, la fine di un percorso, e scusate l’immodestia, ma anche il raggiungimento di un risultato più unico che raro e, credo, quasi irripetibile. Siamo in prossimità di un traguardo straordinario: un evento che mi riempie di gioia e di soddisfazione. Non voglio sventolare bandiere, né accendere candeline, ma solo esprimere il compiacimento di non essermi mai arreso di fronte ai tanti ostacoli incontrati in quasi mezzo secolo di attività editoriale e di avere con coraggio creato “una voce libera, aperta al dibattito, senza preclusioni e senza pregiudizi”. Una voce che ha dato a tutti la possibilità di esprimersi garantendo, in tal modo, partecipazione, continuità e legame con il territorio. Ho ripercorso, idealmente a ritroso, il lungo cammino dal 1973 ad oggi, non per valutare lavoro e sacrifici, non per contare le pagine destinate alla storia locale ed alla cultura, ma per verificare se i miei passi hanno lasciato significative impronte. Lascio ai lettori le relative considerazioni di apprezzamento o di critica. Di sicuro è stata una storia meravigliosa che, con il numero 100, segnerà, per me, la fine di un percorso, e scusate l’immodestia, ma anche il raggiungimento di un risultato più unico che raro e, credo, quasi irripetibile. Molte luci e qualche ombra, come in tutte le manifestazioni della vita. In tanti anni ho resistito a tutte le “intemperie“ sia di carattere politico che economico, alle tante dolorose dipartite di preziosi collaboratori e all’abbandono di altri che spontaneamente se ne sono andati. Purtroppo gli eventi locali hanno determinato, nel tempo, incomprensioni e forse qualche discriminazione. E di tanto mi scuso con tutti. Oltre cinquanta redattori hanno fatto grande questo giornale che non ha mai deluso le aspettative di quanti, in Italia o all’Estero, ricevono puntualmente, due volte all’anno, il tanto atteso foglio di vita paesana. Il ricco archivio, formato di migliaia di foto e di centinaia di documenti, costituisce una fonte inesauribile di idee, di notizie, di storia. Quelli che mi seguiranno in questo lavoro avranno a disposizione un percorso in gran parte tracciato e spianato. Mi auguro che saranno tenaci nel condurre in avanti questa nuova fase del giornale e che faranno della costanza la loro parola d’ordine per durare nel tempo. 2019 EDITORIALE LA SELETECA


Antologia Caposelese 302 STELE A DIO SILVANO di Salvatore Conforti Sorg. n. 99 Dic. 2019 Oggi abbiamo la possibilità di recuperare per noi e per i nostri figli un pezzo di memoria, e non dobbiamo lasciare abbandonare l’idea. Un appello lo voglio fare, come in altre occasioni al fine di spronare chi ha voglia di non far morire pezzi della nostra storia e, spero che le Istituzioni accoglieranno tale desiderio. Di questo importante reperto storico ritrovato in agro di Caposele ed oggi conservato, in bella mostra, presso il Museo Provinciale di Avellino, abbiamo parlato spesso. Molte le storie e le indicazioni importanti che accompagnano il “pezzo” di pietra di oltre 2 mt. di altezza. Tante volte è stato protagonista in racconti suggestivi nelle poche indicazioni storiche riferite a Caposele e agli avvenimenti che hanno caratterizzato il nostro territorio. Anche questo massiccio pezzo di pietra, come altre piccole occasioni di memoria non distrutte dal tempo, erano state inserite in un progetto di recupero che qualche anno fa si sarebbe potuto collocare, a mò di piccole tessere in un mosaico culturale, nei nostri luoghi del Paese. La stele originale non è sicuramente elemento che si possa riportare e custodire a Caposele, ma una riproduzione identica da affidare a un bravo scultore farebbe in modo che il recupero di un pezzo di storia potesse avvenire con grandi risultati. La riproduzione non costerebbe troppo, ma quello che racconterebbe alle nuove generazioni e ai visitatori su Caposele, luogo di passaggio e di importanti incontri storici, sarebbe veramente magnifico. Caposele ha già subìto, un reset dal tremendo terremoto del 1980, e poche cose siamo riusciti a mantenere in vita. Oggi abbiamo la possibilità di recuperare per noi e per i nostri figli un pezzo di memoria, e non dobbiamo lasciare abbandonare l’idea. Un appello lo voglio fare, come in altre occasioni al fine di spronare chi ha voglia di non far morire pezzi della nostra storia e, spero che le Istituzioni accoglieranno tale desiderio. Capisco che, in un momento di grande difficoltà questo progetto potrebbe sembrare “fuori luogo”, ma se si pensa all’utilità non solo di ricostruzione della storia, ma anche di quanto si potrebbe beneficare su tali operazioni nel tempo, utilizzando questo pachwork culturale a fini turistici... beh, è il caso di parlarne! Infatti, dopo un po’ di tempo mi sono reso conto che dal semplice tour culturale al museo delle macchine di Leonardo dal 2012, sono stati introitati dal Comune decine di migliaia di euro che hanno, se pur in piccola parte, movimentato un introito anche a beneficio di qualche giovane. 2019 LA SELETECA


303 Antologia Caposelese E allora... impegniamoci e RECUPERIAMO la STELE, la FONTANA DEL VIGNOLA, il “MOCCIO DI FONTANA” e tutte le pietre che sono patrimonio di una intera Comunità. E’ una sorta di delitto sociale e storico lasciare e dimenticare i nostri ricordi scolpiti su quelle pietre. Sarebbe bello che la scuola, un comitato istituito ad hoc, la Proloco, il Comune potessero insieme avviarsi in un’operazione semplice, ma di grande beneficio culturale ed economico. Basta rimettere in moto un progetto già avviato e solo per stupide interferenze politiche abbandonato. EFFETTO “FARFALLA” di Angelo Ceres Sorg. n. 99 Dic. 2019 Nella metafora della farfalla si immagina che un semplice movimento di molecole d’aria generato dal battito d’ali di una farfalla possa causare una catena di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano a migliaia di chilometri di distanza. I l rapporto Global Witness denuncia che nel 2018 in tutto il mondo sono state uccise almeno 321 persone tra donne e uomini, impegnati nella difesa dei diritti umani e delle risorse naturali. Nel solo Brasile di Bolsonaro ce ne sono stati venti di morti. Il presidente che rivendica il suo incessante lavoro per “liberare il Paese dall’ambientalismo che lo soffoca”. Però a soffocare sono i Brasiliani, per il momento. A Rio Branco, capitale dello Stato di Acre, più di cinquantamila persone sono state ricoverate per disturbi respiratori causati dalla nube di fumo sprigionato dai roghi della foresta. Caposele, lontanissima dal Brasile e dalla foresta Amazzonica dista oltre 9.000 km, sembrerebbe immune da questa catastrofe. Si parla di persone che non ragionano con la testa ma con la pancia. Per questi pensatori, e ce ne sono troppi, noi (italiani) staremmo al sicuro, sotto una campana di vetro. Ma, ovviamente così non è. Come tutto il mondo siamo legati indissolubilmente alle sorti del Brasile, dell’Africa, dell’Asia, dell’Oceania. Ogni mutamento che avviene in un continente, in uno Stato, in una regione, in un Comune ha una portata di rilevanza mondiale. Può sembrare assurdo, ma non lo è. Può sembrare banale, ma la normalità degli equilibri è la condizione più difficile da mantenere difronte alla bramosia e ottusità del genere umano. “Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?” fu il titolo di una conferenza tenuta da Lorenz nel 1979. Nella metafora della farfalla si immagina che un semplice movimento di molecole d’aria generato dal battito d’ali di una farfalla possa causare una catena SALVATORE CONFORTI LA SELETECA


Antologia Caposelese 304 di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano a migliaia di chilometri di distanza. Ed il disastro ambientale che sta avvenendo in Brasile, e molti altri disseminati nel mondo, cosa comporterà? Gli effetti di una modifica delle condizioni climatiche, forse, si stanno già verificando (disposizione delle alte pressioni, il jet stream, la corrente del golfo, l’aumento di forza degli uragani, delle precipitazioni, della temperatura ecc.) e con queste ultime catastrofi verranno amplificati. Di sicuro l’incremento di alcune malattie è il sintomo evidente che le forme dell’inquinamento ci stanno sempre di più circondando e colpendo. Le responsabilità sono globali. L’Europa, primo partner commerciale di Brasilia, potrebbe ad esempio bloccare l’iter di approvazione del trattato di libero scambio Ue-Mercosur. I modi ed i metodi si possono trovare. Anche la nostra comunità potrebbe contribuire a costruire un Mondo sostenibile, basterebbe ricominciare con le buone pratiche e le corrette azioni (soprattutto amministrative). Maggiori controlli, omogeneità ed equità degli interventi risolverebbero la gran parte delle argomentazioni che in un passato non molto lontano si erano iniziate a sviscerare. E su un ragionamento programmatico con le conseguenti azioni, partite qualche anno fa, inspiegabilmente interrotte, ed oggi ancora inceppate, che bisogna insistere. Tenendo fermi la tutela del territorio e la salute dei cittadini. Si, proprio il benessere personale che parte dal livello più basso, quello amministrativocomunitario. Dal 2012 è fermo il piano per la raccolta differenziata, basterebbe riesumarlo ed aggiornarlo e nel giro di 6/7 mesi finalmente vederlo realizzato, con evidenti benefici in termini igienici ed ambientali. Come si era iniziato il discorso sul biologico. Oggi Legambiente “La Voce della Terra” ha inoltrato una richiesta, ancora senza risposta, rivolta all’amministrazione comunale per l’abbandono dei prodotti chimici usati in agricoltura.Risvolti positivi sull’ambiente e sulla nostra salute sarebbero indiscutibili, con minori costi per chi sostituirebbe la chimica con il biologico. Adottare il facile provvedimento “Plastic free” per liberarci dalle plastiche, microplastiche ed il monouso. Sono soltanto alcune delle scelte importanti che si possono fare. Occorre avere un forte spessore per attuarle, sostenerle e mantenerle. Obiettivi importanti e significativi che migliorerebbero la qualità della vita, faremo la nostra piccola parte. Come il battito d’ali della farfalla scatenerebbe un uragano in una parte del mondo, le corrette azioni, le buone pratiche iniziate a Caposele potrebbero riverberarsi a catena tra gli altri paesi! ANGELO CERES LA SELETECA


305 Antologia Caposelese VERSO IL NUMERO 100 - La Sorgente n. 99 – Dic. 2019 di Salvatore Conforti Ho trascorso ogni momento relativo al passaggio storico e tecnologico del giornale a partire da un impaginazione manuale fino a raggiungere nel 1993 una composizione al computer e ogni periodo ha procurato nella mia mente una speciale casella nella quale ritrovo la mia vita e quella di tanti che da protagonisti diretti ed indiretti sono stati attori e portatori di ogni singola immagine scritta nel giornale. Non è stato uno scherzo! Tutto quello che raggiunge una veneranda età ed è frutto di sacrifici, tempo, passioni, delusioni e soddisfazioni, deve essere in qualche modo evidenziato ed anche festeggiato. Questo è il caso! Il n. 100 non è questione di poco conto! E’ da molto, infatti, che rifletto su siffatta “disponibilità”, riferendomi al tempo personale utilizzato e da tutti i redattori che si sono susseguiti negli anni; una valenza straordinaria che attiene alla nostra storia, ai nostri costumi, usi, immagini e modi di pensiero descritti e vissuti di una Comunità in un range di 45 anni. Ho trascorso ogni momento relativo al passaggio storico e tecnologico del giornale a partire da un impaginazione manuale fino a raggiungere nel 1993 una composizione al computer e ogni periodo ha procurato nella mia mente una speciale casella nella quale ritrovo la mia vita e quella di tanti che da protagonisti diretti ed indiretti sono stati attori e portatori di ogni singola immagine scritta nel giornale. Rileggere questioni e momenti di vita che si ritrovano nei 99 numeri de La Sorgente mi procura una forte emozione che va al di là di un ragionevole e passeggero viaggio nel passato. E’ molto di più! E’ il chiaro dipinto della storia di una Comunità che ha saputo raccontarsi imprimendo sulle pagine di un giornale ogni momento della sua vita politica, sociale, ludica. La Sorgente ha una forza straordinaria ed è ancora più incredibile se si pensa che ininterrottamente i suoi racconti sono un GRANDE ed UNICO patrimonio che si lascia ai posteri. Le nuove generazioni spero capiranno l’importanza di un’operazione complicata e meravigliosa regalata alla nostra Comunità. Immagini, storia, racconti, cronaca, video, oggi sono, tra l’altro, con le nuove tecnologie, alla portata di tutti e con un solo clic possiamo rivedere magicamente, on line, dal 1973 ogni angolo anche sperduto e perduto di Caposele, quello che era e che ha rappresentato nella sua lunga storia. Un grande catalogo. La sorgente è un grande catalogo unico ed irripetibile e soprattutto non clonabile. Molti tentativi di giornali locali e bollettini abbiamo visto passare nelle varie comunità viciniore, ma mai e sottolineo mai con una costanza e durata di questo genere. A volte non ci si accorge di questa straordinaria operazione compiuta, perchè è 2019 LA SELETECA


Antologia Caposelese 306 diventata dopo tanti anni, una sorta di ordinaria abitudine che ogni Caposelese ritrova, come sorpresa natalizia o di ferragosto nella propria casa, ma mi piacerebbe che per tutti fosse un grande orgoglio, una bandiera e un modello da esportare oltre i confini, a dimostrazione - perdonate la mancanza di modestia- che si possono affrontare sfide del genere anche nelle piccole comunità. La mia ricerca nel riscontrare lavori di questa portata, mi ha procurato, tra l’altro, altre soddisfazioni nel verificare che pochi esempi di editoria sono durati così tanto a lungo in Italia. Caposele ha quindi, un altro grande primato! Mi sembra impossibile, ma conoscendo bene il motore di tutto questo, ne individuo immediatamente la caratteristica principale e il carburante che produce ancora oggi, a distanza di tanti anni, uno stimolo incredibile a proiettarsi anche oltre il n. 100: Passione, Tenacia e Amore per il proprio Paese, le condizioni uniche ed imprescindibili per riuscire in una impresa di questo tipo. Rifletto sulla storia ma anche sul futuro che dovrà vedere per la pubblicazione del n. 100 la partecipazione di tanti che hanno compreso tale straordinaria operazione realizzata per l’intera Comunità. Penso al modo di come poter presentare questo traguardo e trasmetterlo oltre confine. Un convegno, una festa, una serie di operazioni promozionali, ma soprattutto un comitato organizzativo, che insieme alla redazione potrà affrontare, con grande capacità ed efficacia, questo evento importante. Mi piace pensare a un numero SPECIALE costituito da 100 pagine a colori, con 100 redattori, per 100 articoli di storia e di cronaca; con 100 foto per altrettante 100 emozioni. Mi piace pensare alla partecipazione dell’Ordine dei giornalisti regionali o nazionali; al coinvolgimento delle scuole che possono da sempre beneficare di una enciclopedia dinamica della storia del Paese; alla possibilità di raggiungere via posta o via web tutti, nessuno escluso, i Caposelesi all’estero. Di affiancare alla pubblicazione del numero straordinario 100 un DVD che è in preparazione da molto, costituito da un database attivo con tutti i numeri del giornale da utilizzare come e dove si vuole. Insomma una serie di eventi per i quali, naturalmente si rende necessaria la partecipazione attiva di tutta la nostra Comunità, delle Istituzioni anche extra comunali e di tanti di buona volontà che contribuiscono, anche con poco, alla realizzazione di un numero più unico che raro. Il numero 100 sarà anche il passaggio di consegna, che ho sempre, con forza, ostacolato ogni volta che papà riportava l’argomento nella discussione familiare; ma sono sicuro, che se avverrà, sarà morbido, indolore, fluido, perchè quel motore di cui parlavo prima, resta sempre acceso e sarà, come tradizione vuole, affiancato da un nuovo propulsore con tecnologia moderna, ma che porterà a bordo il nuovo e il vecchio per lanciare il cuore oltre l’ostacolo SALVATORE CONFORTI LA SELETECA


307 Antologia Caposelese CAPOSELE 2020: UN PAESE APERTO … La Sorgente n.99 – Dic. 2019 di Gerardo Vespucci La mia fiducia nelle possibilità del nostro territorio, Alto Sele ed Alta Irpinia, per il quale ho vissuto ogni mia attività nella scuola di ogni ordine e grado, mi spinge ancora a credere in un futuro in cui anche qui sia possibile sentirsi cittadini europei, in grado di viaggiare ovunque, ma con un biglietto di ritorno sempre pronto. Cari lettori della Sorgente è con immenso piacere che ho accettato l’invito dell’amico Conforti di contribuire, con un mio scritto, alla realizzazione della rivista che ormai veleggia spedita verso il numero 100. Ho pubblicamente dichiarato di apprezzare la linea editoriale della Sorgente, proprio perché, pur esprimendo un chiaro punto di vista su Caposele e Materdomini, non si perde nel localismo conservatore, bensì si apre a riflessioni che spaziano sulle tematiche più disparate: ho parlato di approccio glocal, globale e locale insieme, ossia di uno strumento culturale con i piedi ben piantati nel vostro paese, ma con la testa libera di guardarsi intorno, oltre i confini nazionali, verso l’Europa ed il Mondo grande e terribile, di cui parlava Gramsci. Questa volta, però, voglio essere io il localista, spero al punto giusto, poiché – pur in presenza di segnali inquietanti di tipo economico, culturale e sociale provenienti dai nostri paesi – continuo a pensare che Caposele (con Materdomini, ovviamente!) sia una delle poche realtà con indicatori economici e demografici accettabili ed una speranza per il territorio circostante. Per meglio comprendere il mio pensiero, vi offro alcuni dati demografici elaborati dall’ ISTAT relativi alla Popolazione di quasi tutti i paesi dell’area Pilota, Alta Irpinia, mettendo a confronto 2010 e 2019: I moderni studiosi delle società, per esprimere il loro grado di sviluppo, utilizzano concetti che appartengono ad altre sfere del sapere: alla fisica, per esempio. In tal modo, i paesi, le città, sono assimilabili ai sistemi termodinamici. Come sanno gli allievi delle superiori, i sistemi termodinamici si distinguono in : aperti, chiusi ed isolati, ed essi sono caratterizzati da un progressivo aumento di entropia, ossia di equilibrio, ossia di morte termica, ove non accade più nessuno scambio di energia e materia: ovviamente, per i sistemi urbani, la materia è rappresentata dalle “persone”, l’energia da tutto ciò che è “monetizzabile”! I tre tipi di sistemi termodinamici si distinguono per il flusso di materia ed energia: i primi, aperti, scambiano con l’esterno materia ed energia, come gli organismi viventi; i secondi, chiusi, solo energia, come il nostro Pianeta che riceve luce dal sole; i terzi, isolati, né materia e né energia, come l’Universo, e, per approssimazione, le città Feudali: ebbene, l’entropia è minima nei sistemi 2019 LA SELETECA


Antologia Caposelese 308 aperti, massima in quelli isolati. In linea di principio, ogni paese del nostro territorio dovrebbe essere un sistema “aperto”, specie dopo l’arrivo dei miliardi di lire post sisma. In realtà essi sono più simili a quelli “chiusi”, e da dieci anni in progressiva tendenza a diventare “isolati”: arrivano ancora energie dall’esterno (stipendi, pensioni) ma di persone in ingresso neppure l’ombra. I valori relativi ai due anni distanti dieci anni, al di là dell’impressionante calo della popolazione complessiva, specie in alcuni paesi, mostrano un ancor più preoccupante dato proprio nelle classi di età tra 0 e 14 che rappresentano i ragazzi e le ragazze nell’età dell’obbligo scolastico, i giovani del futuro: dei 5471 cittadini mancanti tra il 2010 ed il 2019, ben 1717 appartengono a questa fascia d’età, oltre il 31%, e la gran parte manca nell’Alta Irpinia che volge ad Oriente: a Sant’Andrea di Conza si è passati da 201 a 97, il 52% in meno! I 411 ragazzi che vivono ora a Caposele in questa fascia d’età [9% in meno rispetto ai 444 del 2010] sono più numerosi di quelli di Calitri con 4506 abitanti e sono confrontabili con quelli di Bisaccia che ha, però, 500 abitanti in più e che nel decennio ha perso il 15%. Come ho sempre sostenuto, Caposele riesce a trattenere i suoi giovani, anche laureati, perché tra i tre paesi più vivi [Montella, Lioni e Caposele], è quello più capace di intercettare energia (danaro!) e materia (persone in quantità notevole). Questo significa diverse cose, su cui qualche sociologo potrebbe sbizzarrirsi; per quanto mi riguarda voglio segnalare solo cinque elementi virtuosi già operanti e su cui si può fare ancor di più leva: a) La natura benigna di Caposele e dell’intera Alta valle del Sele, ricca di acqua. b) La presenza di un Santuario, quello di San Gerardo che richiama centinaia di migliaia di pellegrini. c) Una possibilità non remota per i giovani di trovare lavoro in loco, anche per diversi laureati del liceo di Caposele, che mantengono alti i bisogni di una qualità della vita di stile europeo. d) La tenuta di una sezione staccata di liceo che ha alimentato anche diverse attività culturali e ricreative. e) L’attività di diverse associazioni a sostegno delle istanze sociali delle persone più deboli. Queste premesse mi spingono a credere ancor di più in Caposele come sistema aperto, ossia pieno di vita, al servizio degli altri comuni del territorio, agendo da cerniera tra Alto Sele ed Alata Irpinia. E come sempre, mi affido ai giovani, con l’illusione che almeno una di queste dieci provocazioni possa diventare realtà. Ed allora li sfido ad agire per: 1. Definire un accordo con Padre Alex Zanotelli per fare di Caposele il paese GERARDO VESPUCCI LA SELETECA


309 Antologia Caposelese dell’Acqua. 2. Costruire un Museo dell’acqua, con una serie di exibit scientifici, anche in collaborazione con Città della Scienza. 3. Stabilire un accordo con i padri redentoristi di Materdomini per fare di quel luogo sacro il centro di incontro annuale delle Religioni del Mediterraneo con lo slogan: Caposele paese della Pace. 4. Trasformare la fiera di San Gerardo in una esposizione del Mediterraneo con la presenza annuale di uno stand gastronomico e culturale di una Nazione del mediterraneo ospite, nel nuovo centro fieristico. 5. Fare del Centro Fieristico un piccolo Beaubourg tipo centre Pom-pidou ove allestire mostre d’arte varia (pittura, scultura, fotografa, multimedia) di livello nazionale ed internazionale, in accordo con i centri espositivi italiani e stranieri. 6. Pubblicizzare meglio le iniziative della festa musicale del primo giorno d’estate. 7. Ripristinare il festival di jazz nel bosco con grandi artisti italiani ed internazionali da far culminare nella serata jazz e wine 8. Stabilire un programma di incontri tra associazioni, amministrazione locale e Liceo, a su vari livelli, a cominciare da incontri scientifici mensili di livello nazionale (anche al posto delle assemblee studentesche). 9. Trasformare la giornata del libro dell’IC De Sanctis in una iniziativa ancora più significativa: magari una mostra stile Fiera del libro di Torino. 10. Attivare l’ accoglienza di giovani europei nelle strutture ricettive di Materdomini, stile Erasmus… La mia fiducia nelle possibilità del nostro territorio, Alto Sele ed Alta Irpinia, per il quale ho vissuto ogni mia attività nella scuola di ogni ordine e grado, mi spinge ancora a credere in un futuro in cui anche qui sia possibile sentirsi cittadini europei, in grado di viaggiare ovunque, ma con un biglietto di ritorno sempre pronto. Caposele, Corso Garibaldi anno 1978 GERARDO VESPUCCI LA SELETECA


Antologia Caposelese 310 UN ALBERO PER TUTTI: LA STORIA Concita Meo – La Sorgente n.99 – Dic. 2019 L’Albero di Caposele, sia orgoglio e patrimonio di tutto un paese e di tutti coloro i quali vorranno perdersi nella sua speciale atmosfera! Sono passati ormai alcuni anni, ma, nel mio ricordo sento ancora il timbro della sua voce, la luce dei sui occhi. Di lei ammiravo la bellezza, i tratti dolci del viso, la sua coinvolgente allegria, la voglia e la capacità di “aggregare”, di portare innovazione in ogni cosa prendesse a cuore. Quando ripenso a lei ho due immagini indelebili, reali, come se le avessi vissute solo qualche giorno prima. Lei, bellissima, gioviale, con le guance rosa dovute alla lietezza di un ballo, felice e ridente con un enorme fascio di mimose gialle, tenuto stretto in un abbraccio. Decine di altre donne le giravano intorno sulle note di un allegro brano e lei ballava spensierata al centro, individuando la successiva danzatrice che avrebbe preso il suo posto al centro del cerchio umano.. Era un 8 marzo, eravamo 200 donne unite in una sala di un ristorante. Come dimenticare la scenetta rappresentata poco prima? Aveva scritto i testi di una parodia di una trasmissione tv e con altre “ragazze” l’avevano inscenata, riscuotendo tantissime risate da parte di tutte noi. Poi ricordo quel pomeriggio dove tutto ebbe inizio! Frequentavo la sua casa poiché portavo mio figlio a ripetizione di matematica da una delle sue figlie. Era reduce del secondo intervento e sedeva sul divano rosso del soggiorno. I capelli cortissimi, lo sguardo stanco. C’era il camino acceso. Mi chiese se desideravo un caffè, ma come al solito i minuti erano contati ed io dovevo scappare al lavoro. Si informò di come stessero andando i preparativi l’evento natalizio che stavamo organizzando quell’anno. Poi, quella richiesta! – Sai come sarebbe bello se l’abete alla curva alla Sanità, venisse addobbato! Tante luci ad illuminare le nostre festività!- Eh si che sarebbe stato davvero molto bello! Andai via, ma le promisi che avrei tastato un poco le possibilità per tentare qualcosa in proposito. In effetti qualche giorno dopo, mi recai al comune di Caposele per avere informazioni.. passai per una visionaria! Ed avevano pure ragione! Ci trovavamo a novembre, ci sarebbero voluti del tempo e soprattutto disponibilità economica: si era già fatto un addobbo qualche anno prima su quell’albero, ma era costato tantissimo ed ovviamente, come spesso accade, non vi erano fondi comunali disponibili. Non riuscii ad ottenere nulla! Non si poteva. L’inverno passò freddo e malinconico, con passo lento e stanco, lasciano spazio all’aria più mite e profumata, al volo di farfalle, alla rugiada sulle prime timide fioriture. E, mentre la terra si apprestava a rinnovarsi a nuova vita e a rifiorire 2019 LA SELETECA


311 Antologia Caposelese in tutta la sua magnificenza, lei smise di soffrire. Smise di combattere la lunga battaglia contro quel male che aveva avuto la meglio sula sua freschezza e sulla sua giovinezza. Un intero paese si strinse alla famiglia, distrutta dal dolore per la scomparsa di GERARDINA. Non avevo avuto tempo per elaborare la sua richiesta e questo pensiero continuava a girarmi nella testa, stavo male per non essere riuscita a realizzare quel timido desiderio sussurrato silenziosamente.. Ne parlai con Lorenza, sua amica da sempre che, guardandomi emozionata, mi disse: proviamoci, vediamo che riusciamo a fare. A quel punto coinvolsi Annalisa, una delle figlie con cui avevo più confidenza e, anche da lei ottenni la promessa di aiuto. Iniziammo ad organizzare la squadra di lavoro, eravamo pochi, io, Lorenza, Annalisa, Vincenzo, Letizia, Antonio Cifrodelli. Quest’ultimo, reduce della sua battaglia contro “la Bestia”, a proporre di devolvere tutto il ricavato alla ricerca sul cancro. Il progetto prendeva forma, ma pari passo, aumentavano anche le difficoltà, le spese economiche in primis. Fu a quel punto che cominciò, capeggiata da Angela la Fioraia, una grande raccolta popolare di fondi. Tantissimi accolsero favorevolmente la nostra causa e si prodigarono, con i mezzi necessari alla copertura finanziaria dell’addobbo. Decidemmo che quell’Albero avrebbe avuto un significato, lo avremmo dedicato al RICORDO di chi ci ha lasciato troppo prematuramente perché il ricordo, fa bene al cuore, migliora il nostro stato d’animo, le nostre giornata, ci mantiene uniti a chi non c’è più: esso rappresenta un ponte incrollabile tra noi e loro, tra la Terra e la vita eterna. Ma sarebbe stato anche simbolo di SPERANZA! Il sentimento di fiducia in un futuro sempre più prossimo in cui ogni malattia fatale possa essere debellata. Quell’anno, il 2013, ci fu la prima accensione. Una cerimonia intimissima, poche persone unite insieme nella fredda notte del 13 dicembre, giorno di S. Lucia, la Santa della luce, desiderando dedicare la luce dell’Albero alle tante assenze che hanno lasciato un vuoto in ogni uno di noi. Da qui il nome dell’associazione e della relativa manifestazione: “Un Albero per Tutti”. Nel frattempo, negli anni, tanti, troppi cari, amici conoscenti, ci hanno lasciati prematuramente. Siamo sempre più numerosi sotto l’Albero ad accendere la luce, che speriamo possa illuminare le tenebre della sofferenza, per noi e per chi ha bisogno di essa, per ricavarne un sostegno e nuova forza da usare contro le ostilità della vita. Siamo ostinati a proseguire il cammino intrapreso e supportare, grazie alla generosità di tanti, la prevenzione, unica arma a disposizione per combattere malattie distruggenti e la ricerca medica, come rimedio o soluzione possibile di vita. L’Albero di Caposele, sia orgoglio e patrimonio di tutto un paese e di tutti coloro i quali vorranno perdersi nella sua speciale atmosfera! CONCITA MEO LA SELETECA


Antologia Caposelese 312 LA PRO LOCO CHE VERRA’ di Concetta Mattia La Sorgente n.99 – Dic. 2019 Quello del 2019 non sarà solo un articolo che racconta il bilancio consuntivo di un anno di attività, in effetti tra aprile/maggio 2020 scade il mio secondo mandato da presidente della proloco Caposele e, nell’ottica del voler garantire il necessario rinnovamento nella gestione associativa, quello che farò, per correttezza e senso etico del ruolo, è il bilancio generale dell’attività svolta che sarà lasciata in eredità a chi dovrà giustamente sostituirmi in questo incarico, molto bello e gratificante ma anche sempre più multifunzionale e complicato. La mia è stata senza dubbio un’esperienza positiva, non sempre bella o semplice ma educante senz’altro, una discreta sfida, sia rispetto a chi mi ha preceduto e portato questa associazione ad essere punto di riferimento socioculturale nel paese, che verso i nuovi soggetti che hanno collaborato con me e portato la proloco dov’è oggi (nonostante tutto, ancora un punto di riferimento socioculturale, ancora propositiva, impegnata, integrata e aperta verso il territorio), ed è giusto che ne dia conto a questo punto, e che mi interroghi sul prossimo futuro, facendo qualche considerazione sul mio e nostro percorso. Oggi gestire, anche solo amministrativamente, un’associazione senza scopo di lucro, alla luce della nuova normativa vigente, è davvero un impegno serio e non sempre facile: tenere registri, bilanci, tracciabilità dei fondi e delle spese, relazionare ai vari livelli, progettare e realizzare per poter rimanere nell’elenco regionale delle Proloco ed ottenere così fondi regionali che, anche se pochi, aiutano ad andare avanti e ad avere una buona organizzazione (noi, ad esempio e come riportato dai decreti regionali visionabili da tutti, siamo passati negli ultimi anni, da un punteggio che ci faceva ottenere poco più di 1000€ a contributi annui dall’EPT di circa 2500€ anche se stanziati con un ritardo medio di circa un paio d’anni, che non aiuta) e, ad esempio, abbiamo anche dovuto aprire una partita iva per poter realizzare, come da nuova normativa, le nostre attività e/o progetti, aggiungendo altri impegni e responsabilità. Quello dei fondi poi, è un problema generale, e anche se la rete nazionale dell’UNPLI (Proloco d’Italia) garantisce e agevola su diversi aspetti questa gestione, ce ne sono sempre meno per questo settore e non certo, possono bastare per tutto i proventi dal tesseramento e quindi, tra le prime cose, abbiamo dovuto lasciare la sede storica della proloco e trovarne una meno costosa, una scelta logica ma per quanto partecipata, non è stata condivisa da subito e pertanto non poco sofferta. Ma fu necessaria. Come necessario è stato rinnovare, pur nella continuità, l’organizzazione di alcuni eventi che per Caposele non sono solo di svago ma veri e propri elementi identitari, come la Sagra delle Matasse di Caposele, la corsa dei tre campanili e il Premio Caposele, che oggi sono eventi molto più ampi e se2019 LA SELETECA


313 Antologia Caposelese guiti ma che, soprattutto la sagra, si realizzano con sempre maggiori sacrifici e tra mille impedimenti spesso legati a prese di posizione insensate di alcuni che però si tollerano “per quieto vivere” e francamente, non penso si possa andare avanti così, servirebbe uno slancio collettivo, come pure fanno e piace sottolineare, in altri paesi. Ma da noi non è ancora così, ed è ancora più facile trovare qualcuno che pontifica sul “si poteva o si doveva”, che uno che si accorci le maniche e operi il cambiamento, che proponga e partecipi per realizzarlo. Purtroppo. Del resto, uno dei detti più antichi di Caposele recita “ru parlà è arta leggia”….e quanto è vero! Vorrei poi ricordare un altro esempio positivo di collaborazione, che grazie al coordinamento della proloco (questo da sempre e con un discreto impegno) a Caposele realizza questo periodico, La Sorgente, che nel 2020 raggiungerà i 100 numeri pieni solo di storia locale, un record più che un traguardo, che è stato possibile raggiungere con il supporto dei tantissimi che scrivono e raccolgono informazioni, che producono Memoria storica. Certo, anche questa attività importantissima ha bisogno di essere sostenuta e magari integrata, ma invece pure è stata vittima di becera critica distruttiva (quasi sempre anonima) che fortunatamente non ha fermato nessuno di noi ma certo, dovrebbe far riflettere. Grazie alla progettazione integrata abbiamo realizzato diverse attività, per tutti, e coperto le nostre spese fisse, realizzando risultati che hanno lasciato concretamente strutture al paese (il Centro di recupero e riuso del progetto “Meno è meglio” e ultimamente, grazie al bando “Benessere giovani” l’arredo della futura Casa delle associazioni, che si aprirà nel palazzo della casa comunale) e attrezzature che restano nella disponibilità dell’associazione e di tutti coloro che ne hanno bisogno (tavoli e panche, proiettori e pannelli, impianto di amplificazione, gazebo, materiali da cucina) ma anche concrete e legali (che non guasta di questi periodi) esperienze lavorative per diversi, giovani soprattutto, sia nel Centro di riuso che nel progetto “Festivalart, giovani per il paese dell’acqua” (il primo esempio di progettazione nazionale su cui proloco e comune hanno investito, che ha gestito positivamente, circa 200.000€ realizzando anche preziosi supporti per migliorare l’accessibilità ai musei e alle sorgenti - ad esempio, le nostre audiovideo guide su tablet, per persone con difficoltà visive e/o uditive - coinvolgendo tutte le associazioni locali, a riprova del fatto che certi tentativi si possono fare!). E ancora, per quanto sia stato lungo il percorso burocratico, abbiamo riattivato la possibilità di avere impegnati giovani in servizio civile, che in questo ultimo anno hanno aiutato la proloco ma, soprattutto, il servizio comunale di accoglienza presso il sistema museale di Caposele, il SIMU che da quando è stato istituito e nonostante sia ancora in attesa di una valorizzazione strutturale, è cresciuto in modo esponenziale e assicura, come solo la passione e la dedizione possono fare, la possibilità di visita presso sorgenti, musei e altre valenze locali, un servizio fatto così bene che la nostra proposta di tour dell’acqua, è stata inserita in ben due cataloghi nazionali nel settore del turismo scolastico (direi bene, no?) dimostranCONCETTA MATTIA LA SELETECA


Antologia Caposelese 314 do, anche in questo caso, che qualcosa si può fare e magari sarebbe ora di puntare, insieme e concretamente, sulla stabilizzazione di qualche giovane per assicurare un servizio strategico come questo. Ma di Proloco Caposele posso anche dire, senza timore di essere smentita, che come gruppo abbiamo sempre cercato, e quasi sempre anche trovato, il modo di collaborare con altre realtà locali e non, di condividere esperienze ed attività convinti, che in una piccola ma potenzialmente validissima realtà come la nostra, si debba operare insieme e non solo per “stare sul pezzo” ma per migliorare, per creare vere opportunità, per dare qualche alternativa almeno valutabile, che argini lo spopolamento e migliori la qualità della vita a Caposele. Abbiamo sempre collaborato, collaboriamo e spero continueremo a collaborare con ogni amministrazione comunale, snodo fondamentale per la realizzazione delle attività e dei vari progetti e per quanto possa dire di aver avuto sempre rapporti positivi, non nego che mi piacerebbe che si desse maggior attenzione, anzi meglio, un’attenzione organica e costante alle tematiche legate all’accoglienza turistica e alla valorizzazione territoriale, non solo alla nostra associazione sia chiaro, ma a tutto il settore, ai soggetti e al territorio proprio per facilitare la collaborazione. Come già succede per la collaborazione col Forum della gioventù, con cui ci siamo naturalmente ritrovati e insistiamo nella progettazione e realizzazione di attività uno a supporto dell’altro e sempre rispettosi della natura e delle idee “di connessione” che vengono fuori. Non abbiamo mai fatto mancare la nostra collaborazione ai progetti delle istituzioni scolastiche locali (sia con l’IC che con l’IISS) che riguardano la scoperta e la lettura del nostro territorio, l’accoglienza e la valorizzazione turistica, come anche alle fondamentali attività sociali della Pubblica Assistenza e, da qualche anno anche di altre associazioni nate con scopi sociali come “Un albero per tutti” a cui contribuiamo attraverso le attività gratuite del SIMU per le visite guidate. Sosteniamo e supportiamo le iniziative culturali delle compagnie teatrali locali, degli scrittori, degli artisti, degli sportivi o dei giovani gruppi musicali e quest’anno abbiamo aderito con piacere all’invito a collaborare del nuovo Comitato feste religiose, un altro bel gruppo di cittadini impegnati nel mantenere vive le nostre tradizioni religiose con cui è stato naturale operare. Il principio (impegnativo ma giusto) dovrebbe essere che dove c’è Caposele, ci deve essere Proloco e viceversa, e dove non si riesce a presenziare, si diffonda e si valorizzi. Noi ci proviamo e operiamo con questo senso, sempre e comunque, anche se meno spesso, siamo stati chiamati a collaborare da altri allo stesso modo. Ed è un peccato (oltre al fatto che non è molto bello essere contattati solo quando serve qualcosa e non per fare quel qualcosa insieme) non una critica o un rinfacciare supporto, mancherebbe, ma un vero peccato in termini di valore, di coralità dei risultati e anche di gioia di fare le coseinsieme, e spesso le motivazioni non esistono, sono più sottovalutaCONCETTA MATTIA LA SELETECA


315 Antologia Caposelese zioni o usi consolidati da cambiare, in quanto una Proloco, e anche la nostra, deve statutariamente operare per e con tutto il territorio. Pensiamoci e magari proviamoci o riproviamoci come, ad esempio, sta succedendo per le attività e gli eventi a Materdomini a cui la nostra associazione, con grande soddisfazione, dopo anni in cui sembrava non si riuscisse ad organizzare nulla di diverso per quella frazione, è stata chiamata a coordinare iniziative al fianco dell’amministrazione comunale e per conto degli operatori e degli esercentilocali. Il loro è stato un fondamentale contributo ed essendo notoriamente impegnati e pertanto impossibilitati a gestire interventi collettivi, hanno giustamente demandato queste attività che sono state però ponderate insieme, dando buoni risultati, come nel caso del neonato Festival degli artisti di strada alla vigilia della prima festa di S.Gerardo, un evento che è divenuto la giusta alternativa per valorizzare e integrare l’offerta turistica religiosa. Dimostrando ancora una volta che si può fare, e insieme si riesce meglio, che si può controbattere alla tendenza ad ostacolare, a criticare senza impegnarsi o ad operare in circuiti chiusi, che si possono mettere a disposizione di tutti le competenze che ci sono, per realizzare sempre meglio attività per il paese. Di certo il nostro gruppo dirigente, sempre per il senso etico della gestione di un’associazione e perché crediamo sia necessario oltre che giusto, organizzerà, da gennaio in poi, una serie di incontri pubblici funzionali ad avere vicino più gente, ascoltare pareri, disponibilità, nuove idee e classe dirigente da mettere in campo per la Proloco che verrà, e per capire chi effettivamente voglia mettersi in gioco e impegnarsi affinché finalmente si radichi il senso dell’operare per il territorio tutti insieme, veramente. Il mio contributo ci sarà come c’è sempre stato, presidente o meno. Perché credo nel valore di questo paese, quanto credo che il limite più grande di Caposele, siano gli atteggiamenti di noi cittadini e le nostre abitudini troppo spesso tese ad operare a tenuta stagna, ognuno per il suo obiettivo e spesso in antitesi senza motivo (o peggio, per motivi che non si affrontano e quindi non si risolvono) perché le proloco aiutano i comuni e devono essere patrimonio di tutti, devono essere uno strumento utilizzato dalla Comunità. E visto che il periodo è quello giusto, quello che mi auguro non tanto per me, ma per tutti, è che si capisca finalmente quanto sia importante per un piccolo paese come il nostro, collaborare ed essere solidali, che si sperimenti quanto sia naturale e semplice oltre che più funzionale, per tutti. E se davvero si tiene alle nostre tradizioni, usi, costumi, valori e possibilità, si passi dalle parole ai fatti (dalle tastiere alla presenza fisica) e si dia una mano, attraverso una nuova idea di Proloco, al nostro paese affinché cresca e diventi un luogo, non solo dove tornare ogni tanto, ma dove vivere bene. Fatevi avanti signori! CONCETTA MATTIA LA SELETECA


Antologia Caposelese 316 Dal Brasile Umberto Gerardo Malanga Ciao a tutti! Ciao, Materdomini! Il tuo visuale non lo scordo mai. Vivi, in me, incondizionatamente. M’hai insegnato ad amare e, sempre, i miei pensieri, a te, mi conducono! Ciao, Caposele, monti, valli, campi... Siete i primordi della mia vita. Conservo di voi, ricordi giocondi, amori sublimi, sentimenti profondi, anche, se da tanto lontano! Ciao, Parenti, Compaesani! Nel sentirvi, assai m’allegro, in quel balsamico linguaggio. Son vecchi richiami d’infanzia, che fremono, palpitano in me! Ciao, bel fiume Sele! Indimenticabile, amabile amico, legittimo cittadino del luogo Lo scroscio delle tue cristalline acque, amorevolmente, ancor mi dondola! Ciao, Italia! Di questa bellissima terra, io sono. Paese ricco di cultura, di arte, di storia. Seppur risentita d’una barbarie condotta, Italia, sei grande... e sempre lo sarai! 2020 LA SELETECA


317 Antologia Caposelese CONCLUSIONI: NON È UN EDITORIALE di Nicola Conforti I n conclusione di questa antologia è d’obbligo fare alcune considerazioni di merito: la pubblicazione nasce in un periodo di grande preoccupazione per l’imperversare in tutta Italia di una pandemia che ci ha costretti a vivere chiusi in casa ed a difendere a denti stretti la nostra vita da un nemico invisibile. Al momento di andare in stampa, non si sono ancora dissipate le paure per eventuali possibili contagi. La situazione del tutto improvvisa ed inaspettata, ha scoraggiato e ridimensionato i grandi progetti che avevamo in mente per l’uscita del numero 100 de La Sorgente. Il tutto nasce in coincidenza con la mia decisione di mettere fine al lungo percorso che ha caratterizzato gran parte della mia vita. E’ con grande tristezza che annuncio il mio commiato da un giornale al quale ho dedicato molti anni di appassionato impegno e di affettuosa dedizione. Un cammino lungo quasi mezzo secolo che, passo dopo passo, ha tracciato la storia del nostro Paese. Ma arriva, purtroppo , il momento in cui occorre tagliare il cordone ombelicale che ci lega alle cose care e belle della vita, che hanno pur esse , necessariamente, una loro fine. Lo dico con grande amarezza pur nella consapevolezza di aver operato sempre nel migliore dei modi e che quello che ho fatto lo rifarei volentieri. E’ stata un’esperienza meravigliosa, un’avventura interessante e prestigiosa, portata avanti con tantissimo amore e con dedizione asassoluta. Lascio la direzione del giornale con la speranza che il cammino intrapreso non si interrompa e che La Sorgente resti sempre il “luogo vivo e vitale di dibattito, di confronto delle idee, di passione civile. Un ringraziamento particolare va a tutti i miei straordinari collaboratori. A loro affido la continuazione di questo viaggio e la responsabilità di mantenere in vita questo giornale per molti e molti anni ancora. CONCLUSIONI LA SELETECA


Antologia Caposelese 318 LA SELETECA


319 Antologia Caposelese INDICE Prefazione Gerardo Ceres Pag. 1 Atto di nascita della Pro Loco Nicola Conforti Pag. 3 Progetti e prospettive – Editoriale Nicola Conforti Pag. 6 il Liceo scientifico a Caposele Michele Ceres Pag. 7 Un discorso che prosegue Ferdinando Cozzarelli Pag 8 Lettera al Direttore Ferdinando Cozzarelli Pag. 10 Ha una storia Caposele? Michele Ceres Pag. 11 La prima festa dell’emigrande Ezio Caprio Pag. 12 Un anno a Caposele Luisida Caprio Pag. 14 Otto mesi dopo il terremoto Nicola Conforti Pag. 16 Caposele, ricordi e pensieri Vincenzo Malanga Pag. 17 Fiori tra le rovine Luisida Caprio Pag. 19 Una questione morale Alfonso Merola Pag. 20 La Sorgente anno XVI – Editoriale Nicola Conforti Pag. 22 Pellegrini Antonio Sena Pag. 23 Il fiume Sele ed i suoi dintorni Lorenzo Malanga Pag. 26 I bisogni di una generazione Gerardo Ceres Pag. 35 La rivolta delle acque Pasquale Cozzarelli Pag. 37 Mestieri e attività produttive Pietro Ceres Pag. 40 La Sorgente n. 50 – Editoriale Nicola Conforti Pag. 44 Caposele: che fare? Antonio Corona Sind. Pag. 45 Dopo la tempesta – Ediitoriale Nicola Conforti Pag. 46 Itinerari Irpini: Caposele Emilia Cirillo Pag. 47 Ammuina r’ quatrari Antonio Sena Pag. 51 Sfogliare tre volumi – Editoriale Nicola Conforti Pag. 55 Chi simu… Lu garzonu r’ li scigliati Pag. 56 IL fascino di Caposele Emilia Cirillo Pag. 57 Natale Domenico Patrone Pag. 59 Pace Domenico Patrone Pag. 59 E venne un giorno Vincenzo Malanga Pag. 60 Campanile d’acqua Vincenzo Malanga Pag. 61 Fiducia e speranza Antonio Corona sind. Pag. 62 L’eredità comune Antonio Ruglio Pag. 64 In prima linea per migliorare se stessi Giuseppe Rosania Pag. 66 La Sorgente: i primi 25 anni Nicola Conforti Pag. 67 Un impegno che cresce Cesarina Alagia Pag. 69 IL Castello di Caposele Antimo Pirozzi Pag. 72 Buon compleanno a la Sorgente Luisida Caprio Pag. 73 Un anno a Caposele Nicola Conforti Pag. 75 Un anno triste Nicola Conforti Pag. 75 Uno schianto, un grido Vania Palmieri Pag. 78 Quale Pro Loco? Raffaele Russomanno Pag. 79 INDICE LA SELETECA


Antologia Caposelese 320 Il nostro terremoto privato Alfonso Sturchio Pag. 81 L’angolo dei ricordi Vincenzo Di Masi Pag. 83 Seletudine Gerardo Ceres Pag. 85 Instancabili Campioni Donato Gervasio Pag. 88 Il turismo che verrà Raffaele Russomanno Pag. 90 Dacia Maraini a Caposele Antonio Ruglio Pag. 92 Chiesa Madre, luogo della memoria Mario prof. Sista Pag. 94 Chiesa Madre… (seconda parte) Mario prof. Sista Pag. 97 I sogni possono diventare realtà Gerardo Monteverde Pag.101 Le Sorgenti: la nostra identità … P. Farina Sindaco Pag.110 Importanti avvenimenti – Editoriale Nicola Conforti Pag.113 La nuova frontiera si chiama cultura Antonio Ruglio Pag.113 Olimpia Caposele,Campione Provinc. Roberto Notaro Pag.116 La Chiesa Madre – Dedicazione Luigi Adriani Pag. 118 Quant’è bella Materdomini Giuseppe Palmieri Pag.124 Caposele: i mestieri di una volta Mario prof. Sista Pag.127 Un paese che vorrei più solidale Rodolfo Cozzarelli Pag.131 Pro Loco Caposele: La storia Nicola Conforti Pag.132 La Storia (seconda parte) Nicola Conforti Pag.139 Giovani , turismo e Pro Loco Giovani Ernesto Donatiello Pag.142 Caposelecittà di sorgente- recensione Raffaele Loffa Pag.145 Un nuovo film documentario - Mario prof. Sista Pag.149 Caposele sorgente di acqua e di fede Giuseppe Palmieri Pag.152 Benvenuti a Caposele Gerardo Viscardi Pag.154 La scrittura, la passione, l’indignazione Antonello Caporale Pag.158 La Sorgente: luci ed ombre –Editoriale Nicola Conforti Pag.159 Alma terra mia Cettina Ciccone Pag.160 La Sorgente: il giornale di tutti Rodolfo Cozzarelli Pag.163 Una nuova fase per il Turismo Alfonso Merola Pag.165 I nostri diritti inalienabili – Editoriale Nicola Conforti Pag.168 Frammenti di storia Gerardo Ceres Pag.169 La nostra memoria Salvatore Conforti Pag.172 La Sorgente, compagna di viaggio Tania Russomanno Pag.174 Caposele turistica – Editoriale Nicola Conforti Pag.176 Turismo: accenni di libere riflessioni Gerardo Ceres Pag.177 Caposele e il suo turismo Raffaele Russomanno Pag.179 Pellegrini nel mondo Cettina Ciccone Pag.181 Ricordi, riflessioni e qualche ricordo Ezio Caprio Pag.184 Turismo naturalistico … e non solo Michele Ceres Pag.187 Venite a Caposele, città di Sorgente Nicola Conforti Pag.190 La donna caposelese nella storia Tania Russomanno Pag.191 Traguardi di grandi interesse - Nicola Conforti Pag. 193 Il Sele nella storia Gerardo Monteverde Pag. 194 La Pro Loco, una tappa della mia vita Raffaele Russomanno Pag.196 Firma della Convenzione P. Farina Sindaco Pag.198 INDICE LA SELETECA


321 Antologia Caposelese In margine ad un Ferragosto … Salvatore Ilaria Pag.201 Una visita a Caposele… Mario Sista romano Pag. 203 Il sogno del Paese che vorrei… Concita Meo Pag. 205 Un’idea di Caposele Emilia Cirillo Pag.207 Le donne di Caposele Milena Soriano Pag.209 Terra di Caposele – la nostra storia Alfonso Sturchio Pag.211 Cento studenti Europei a Caposele Nicola Conforti Pag. 212 Predentazione V Volume Sorgente Alfonso Merola Pag.214 Che tipo di turismo vogliamo? Giuseppe Caruso Pag.216 Qualche delusione – Editoriale Nicola Conforti Pag.218 L’ultima mugnaia di Caposele Mario prof. Sista Pag.219 Foto ricordo e l’odore del passato Dora Garofalo Pag.224 Piccoli passi verso la crescita del Tur. Gerarda Nisivoccia Pag.227 Noi, la generazione perduta? Gelsomina Monteverde Pag.228 Nulla dies sine linea – Editoriale Nicola Conforti Pag.231 Lettera al Direttore Antimo Pirozzi Pag.231 Il cuore oltre l’infinito Tania Imparato Pag.233 Dieci anni di Forun dei Giovani Francesco Ceres Pag.234 Forza e coraggio …e un po’ di stabilità Concetta Mattia Pag.235 … Non dimenticare Caposele Luisida Caprio Pag.239 Un giornata eccezionale a Caposele Milena Soriano Pag.241 “Amare Caposele” - Editoriale Nicola Conforti Pag.243 Il n.90 della rivista: traguardo import. Cettina Ciccone Pag.244 Il tempo scorre inesorabile Luigi Fungaroli Pag.245 Tre eventi importanti Giuseppe Grasso Pag.247 Caposele, rivoluzionare … Concetta Mattia Pag.249 Un albero che cade fa più rumore … Nicola Conforti Pag.252 Benvenuti a Caposele Luigi Fungaroli Pag.253 Caposele, più ombre e meno luci Giuseppe Malanga Pag.255 Caposele non è un’isola felice Giuseppe Caruso Pag.258 Siamo tutti nella stessa barca… Gelsomina Monteverde Pag.261 Malgrado tutto … si riprende Nicola Conforti Pag.264 Passata è la tempesta … Nicola Conforti Pag. 265 Riflessioni dal finestrino di un treno Donatella Malanga Pag.266 Ritornare a credere Tania Imparato Pag.269 Legami di sangue, vincoli d’amore Cesarina Alagia Pag.272 Nuove rubriche - Editoriale Nicola Conforti Pag.274 Discorso di insediamento – Sind. Melillo Lorenzo Melillo Pag.275 Una storia incredibile Gerarda Nisivoccia Pag.280 Cambiare tutto per non cambiare … Gabriella Testa Pag.284 La memoria Salvatore Russomanno Pag.286 Il riscaldamento globale Angelo Ceres Pag.286 Più che un articolo … Roberto Notaro Pag. 288 La forza di Caposele Maria Caprio Pag. 289 La cascata … che non c’è – Editoriale Nicola Conforti Pag. 291 INDICE LA SELETECA


Antologia Caposelese 322 La ruota… un’invenzione straordinaria Maria Caprio Pag.292 E’ inutile per l’uomo conquistare… Donatella Malanga Pag.295 Materdomini: la valorizzazione … Armando Sturchio Pag.299 Aspettando il numero 100 – Editoriale Nicola Conforti Pag. 301 Stele a Dio Silvano Salvatore Conforti Pag.302 Effetto farfalla Angelo Ceres Pag.304 Verso il numero 100 Salvatore Conforti Pag. 306 Caposele 2020: un paese aperto … Gerardo Vespucci Pag.308 Un albero per tutti: la storia Concita Meo Pag. 311 La Pro Loco che verrà Concetta Mattia Pag.313 Ciao a tutti Umberto Gerardo Malanga Pag. 317 Concusioni: non è un editoriale Nicola Conforti Pag.318 INDICE LA SELETECA


323 Antologia Caposelese ANTOLOGIA CAPOSELESE di Nicola Conforti prefazione di: Gerardo Ceres Progetto grafico: Salvatore Conforti Grafici: Nicola Conforti Edizioni “La Sorgente” 2020 Tipografia Martino - Buccino (SA) LA SELETECA


20ANTOLOGIAEuro 10,00 A Italia, dolce, meravigliosa e preziosa compagna della mia vita. LA SELE


Prefazione Gerardo Ceres 021 CAPOSELESE ANTOLOGIA CAPOSELESE Viaggio de La Sorgente verso lidi che ci parlano della vita del paese, ricchi di fascino e di suggestione NICOLA CONFORTI LETECA


Prefazion2020 ANTOLOGIA CAPOSELESE Euro 10,00 LA SELE


NICOLACONFORTI Laurea in ingegneria civile, libero professionista e insegnante di ruolo di Costruzioni. Nel 1973 ha fondato la Pro Loco Caposele ed il giornale “La Sorgente”. E' stato Consigliere Provinciale nel 1970. In pensione da alcuni anni, si dedica con passione al giornale, che dirige ininterrottamente fin dalla sua fondazione e ad altre attività culturali tutte finalizzate al progresso civile e sociale del suo paese natio. Ha ideato e diretto quattro filmdocumentari le cui riprese sono state eseguite magistralmente dal cugino omonimo di Sorrento: “Un anno a Caposele” del 1979, “Caposele, ricordi e pensieri” del 1981, “Caposele, una città di sorgente” del 2008, e “Amare Caposele” del 2019. In collaborazione con Alfonso Merola ha curato la pubblicazione del libro “Caposele, una città di sorgente – editore Selino del 1994. Per le edizioni La Sorgente ha curato: “Gente di Caposele”, “100 Copertine” ed infine “Antologia Caposelese”. Inoltre ha raccolto in sette volumi tutti i numeri de La Sorgente dal 1973 al 2020 per complessivi 3500 articoli. NOTE DELL'AUTORE Questo volume si inserisce in una collana inaugurata con il libro “Caposele, una città di Sorgente” e proseguita con “Gente di Caposele” , con” 100 Copertine” e con la “Antologia Caposelese” . In corso di allestimento: “ Venite a Caposele” e “Caposele nei nostri ricordi”. Continua l'affascinante viaggio de La Sorgente verso lidi che ci parlano della vita del paese, ricchi di fascino e di suggestione. Questo libro, come tutte le antologie, non va letto come un romanzo. Antologia è sinonimo di florilegio: leggete la prefazione di Gerardo Ceres e poi apritela a caso, vi troverete sempre “un fiore da raccogliere”, una “poesia da meditare”, un “ricordo o una storia” che ci parla del tempo e del luogo in cui viviamo. Il libro abbraccia i vari periodi storici che vanno dagli anni 70, anni di serenità e di creatività, agli anni 80 con i disastri del terremoto ed le ansie della ricostruzione, per tornare, negli anni novanta ed oltre, alla piena e più completa normalità. ne Gerardo Ceres ANTOLOGIA CAPOSELESE Viaggio de La Sorgente verso lidi che ci parlano della vita del paese, ricchi di fascino e di suggestione NICOLA CONFORTI LETECA


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