Heinz Waibl
Heinz Waibl
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Heinz Waibl
Heinz Waibl
Heinz Waibl
Heinz Waibl
Heinz Waibl
design d’autore
DesignVerso è il prototipo editoriale
di una “collana di design” concepita
come elaborato didattico nel Laboratorio
di Fondamenti del Progetto. Ogni numero
della collana è immaginato dagli studenti
come monografia dedicata a personaggi
illustri del design.
Responsabili di progetto
Manuela Balossi
Sara Barzaghi
Sebastiano Motta
Federico Ricco
Valentina Seghezzi
Docenti
Prof.ssa Cristina Boeri
Prof.ssa Daniela Calabi
Prof.ssa Raffaella Bruno
Cultori
Dott.ssa Beatrice Borghi
Dott.ssa Monica Fumagalli Iliprandi
Dott. Lorenzo Rabaioli
Tutor
Dott. Marco Valli
Laboratorio di Fondamenti del Progetto
Scuola del Design | Politecnico di Milano
Corso di Laurea Triennale in Design della
Comunicazione
a.a. 2020-21 - C2
Un progetto a cura di A metà tema
in collaborazione con:
Multiverso | Archivio AIAP
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Editoriale
“Heinz Waibl. Design d’autore” è un
progetto monografico la cui struttura
editoriale si articola a partire dalla
vita stessa del designer. Le cinque
rubriche che compongono la rivista
sono organizzate secondo una logica
ricorsiva: per ogni sezione, i passi
più significativi dell’arco temporale
preso in considerazione danno
il via all’argomentazione generale.
Successivamente si presentano
le sinergie instaurate da Waibl con
altri designer e i legami nati al di là
del lavoro, per poi concludere con
approfondimenti tematici relativi
agli argomenti trattati nella sezione
corrispondente. Il discorso trova il suo
epilogo con “Un segno nel vuoto”,
una rubrica allegata in cui si intende
fornire al lettore uno spunto di riflessione
sul tema del vuoto che nel corso delle
risorse presentate si caratterizza
sotto diversi punti di vista. Il fine è
comprenderlo per imparare a non
temerlo perché se usato correttamente
può avere notevole valore espressivo,
rappresentare grande profondità e
sviluppare la sensibilità dell’assenza.
Tutto questo è design d’autore: ricerca
creativa che genera un’opera non
necessariamente artistica, ma che porta
su di sé l’impronta della personalità
di chi l’ha creata. Il segno che Heinz
Waibl ha impresso sulla carta con rigore
e fantasia e lasciato nei ricordi di chi
l’ha conosciuto.
A metà tema
Elenco delle fonti 129
time
1931 Massimo Vignelli
Achille Castiglioni
Heinz Waibl nasce a Pier Giacomo Castiglioni
Verona il 21 dicembre. Franco Grignani
Albe Steiner
Giovanni Pintori
Bruno Munari
Max Bill
1946/1950
Frequenta il liceo artistico “Beato Angelico” di Milano.
Tra i banchi conosce Massimo Vignelli, con cui nascerà
uno stretto rapporto professionale e di amicizia.
Entra in contatto con Achille e Pier Giacomo Castiglioni
con cui realizza diversi progetti. Nello Studio Boggeri
stringe rapporti con Franco Grignani, Giovanni Pintori,
Bruno Munari e Albe Steiner. In questi anni avviene
anche l’incontro con Max Bill.
1951/1976 1957/1961
Frequenta il primo biennio della facoltà Riceve il premio Compasso d’Oro insieme a una
di Architettura presso il Politecnico di Milano. menzione d’onore per il progetto Scafaletto Jolly.
Successivamente, decide di intraprendere Ha anche fatto parte della commissione
la professione di graphic designer. responsabile dell’assegnazione del premio.
Nasce un rapporto che sarà fondamentale Come libero professionista realizza i marchi
per tutta la sua vita, quello con Max Huber, di numerose aziende tra cui MAS, Edison,
per il quale inizia a lavorare come praticante. RAI e la copertina della rivista Pagina.
Flos MaS
Gasparotto Edison
Olivetti RAI
La Rinascente Pagina
1967/1971 1971/1974
Raggiunge Massimo Vignelli a Chicago. Nino Di Salvatore gli affida la cattedra
In collaborazione con la Unimark International di Visual Design alla Scuola Politecnica
realizza interventi per aziende come American di Design di Milano, insieme a Bob Noorda,
Airlines, JcPenney Trans Union e Levy’s. Max Huber e altri fino al 2004.
Sono questi anche gli anni dell’incontro con Viene proposto come membro AGI (Alliance
Giulio Cittato e dell’esperienza sudafricana Graphique Internationale). Verrà nominato
a Johannesburg prima del ritorno in Europa. presidente del comitato italiano nel 1994.
American Airlines Nino Di Salvatore
JCPenny Max Huber
Trans Union Bob Noorda
Levy’s Presidente AGI
Studio Signo 2020
Laura Micheletto
Giulio Cittato Heinz Waibl muore a
Premio Compasso d’Oro Schio il 19 Agosto.
Membro ADI
Ferrovie Nord
Nava Design
BTicino
1974/1989
Fonda con Laura Micheletto lo Studio Signo a Milano
e i due si sposano a Venezia. Le immagini coordinate,
i logotipi e i manifesti prodotti hanno grande successo.
Nel 1987 il calendario a strappo “Impatto 365” viene
selezionato per il XIV premio Compasso d’Oro ADI. Nel
1988 viene presentato “Alle radici della Comunicazione
visiva” e l’anno successivo viene pubblicato il catalogo
“Progettando 1950 - 1990. Heinz Waibl”.
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Alessia Brughera
Chiara Gatti
METODO E ISTINTO
Ritratto di Heinz Waibl, 1974.CLASSE 1931
© Mario Mulas
Quando il rigore diventa creativo
L’allegro rigore di Heinz mago dei loghi e delle réclame
Nella Milano del secondo dopoguerra scuola del Bauhaus e le teorie della
si respira un clima di grande fervore pittura astratta elaborate da Kandinsky,
culturale. È in quest’atmosfera «partico- nonché a sostenere l’integrazione delle
larissima, vivace e vibrante», come l’ha arti nella vita quotidiana. Seguono l’ap-
definita il critico d’arte Gillo Dorfles che prendistato presso lo Studio Boggeri,
inizia il viaggio creativo di Heinz Waibl, uno dei più prestigiosi della capitale
graphic designer nato a Verona nel lombarda, e la collaborazione con lo
1931, a cui il m.a.x. museo di Chiasso storico dell’arte Sigfried Giedion per
dedica una mostra antologica, la prima la fase di impaginazione della prima
mai organizzata su di lui. Nemmeno edizione del celebre testo Space, Time
ventenne, Waibl si trova già immerso in and Architecture. Poi è la volta dell’in-
un dinamico contesto fatto di preziosi contro con un’altra grande personalità
incontri, scambi e collaborazioni che artistica svizzera, il designer Max Huber,
saranno fondamentali per la sua con cui Waibl allaccia non solo un
formazione e per tutta la sua carriera rapporto professionale che può essere
di grafico durata sessant’anni. Per considerato uno dei più determinanti
cominciare, c’è la frequentazione del per il suo percorso, ma anche un forte
maestro svizzero Max Bill, impegnato in legame di amicizia, documentati
quel periodo a diffondere i principi della in mostra da una sezione fotografica
10
““Dietro un nome aspro,
Heinz Waibl, che solo
gli specialisti conoscono,
mentre i suoi lavori sono
entrati nell’immaginario
collettivo per freschezza
e levità, si nasconde
la storia di un talento
brillante.
Chiara Gatti
di scatti risalenti agli anni Cinquanta, CLASSE 1931
in cui i due vengono immortalati in
momenti di lavoro e di svago insieme
a colleghi e amici, e da una serie di
opere e serigrafie che Huber dedica a
Waibl, spesso citato come il suo allievo
prediletto. Sarà proprio Max Huber,
con cui Waibl lavora assiduamente
dal 1950 al 1954 e poi in successive col-
laborazioni, a trasmettergli i fondamenti
della scuola elvetica, caratterizzati da
un estremo rigore basato su modularità
geometrica ed essenzialità, requisiti,
questi, che rimarranno sempre peculiari
della sua grafica. Le sue geometrie
allegre, i suoi colori e le lettere in libertà
nello spazio bianco, pulitissimo, hanno
segnato per quarant’anni l’Italia della
pubblicità, dei rotocalchi, delle cover
di dischi o dei logotipi per aziende
a caccia di un’immagine identitaria
all’epoca del boom economico. Il
suo tratto sobrio, un po’ tedesco ha
disegnato le palline da tennis della
Pirelli, sulle locandine che tappezza-
rono l’Italia negli anni del miracolo;
ha tradotto in figure i suoni di Radio
Rai quando, negli anni Cinquanta, i
microfoni cantavano «La radio arriva
ovunque»; e ha inventato decori
per le réclame della Rinascente,
con fiori optical abbinati agli slogan
«Tutte magre, abbronzate, depilate,
profumate», in un tempo in cui i fianchi
larghi erano un vezzo e non un’osses-
sione.
13
Heinz Waibl
DESIGN È
TRADUZIONE
L’apertura del proprio studio e le prime committenze
METODO E ISTINTO Gli anni sessanta si contraddistinguono radicate sulla base di una conoscenza
per un’incessante attività legata allo esatta, riferendosi in tal modo piena-
studio e alla realizzazione di logotipi mente ai fondamenti teorici espressi
per aziende; con il boom economico da Max Bill, ovvero a un pensiero di
le imprese investono nella loro ricono- carattere logico; utilizzando le parole
scibilità d’immagine, legando il marchio del maestro: “Ciò significa che ogni
all’obiettivo di ottenere la permanen- parte della pratica creativa corrispon-
za nella memoria del compratore. Il de passo dopo passo a operazioni e
processo in sé non è nuovo, ma Waibl verifiche di carattere logico”.
riesce a rendere il disegno della lettera, Le sequenze sono costruite sempre
della sigla o della parola in maniera su forme astratto-geometriche, mai
pregnante, caricando cioè il marchio di figurative. La chiarezza compositiva, il
quel “significato visivo” indipendente- rigore, l’equilibrio, la logicità delle scelte
mente dal valore letterale, che pur resta grafiche sono i valori che più caratteriz-
leggibile, facendo così coincidere segno zano Waibl nella costruzione dei logotipi.
e idea. La costruzione del logotipo I vari esempi provano quali sono i
nasce in Waibl sempre da una costru- termini attraverso cui l’artista opera la
zione razionale di geometria euclidea, conversione della lettera e della parola
da proporzioni e invenzioni, attraverso in un simbolo grafico, che tende a confi-
cui ottiene forme nuove ma sempre gurarsi come un ideogramma.
14
Marchio per Ceteco, 1959 Marchio per Officine Calabresi, 1961
Logotipo per Rivolta, 1959 Marchio per Centroforme, 1973
Marchio per Gavina, 1961 Marchio Ranchetti fotoriproduttori, 1961 DESIGN È TRADUZIONE
15
METODO E ISTINTO Antonio Boggeri, nel suo scritto del 1969 soprattutto inventato e dunque inedito,
intitolato Appunti sul marchio, esprime si vuole porre nella giusta misura e
in maniera estremamente chiara le ca- difficoltà un compito che, per il fatto
ratteristiche che un “buon marchio” deve di esaurirsi e concentrarsi tutto in un
avere, e ciò che racchiude in sé: disegno a bianco e nero, che nulla
I requisiti […] di immediata identificazio- perda di percettibilità nelle molteplici
ne , assenza di confusione, alto indice applicazioni, conduce a una severa
di ricordabilità e durata nel tempo […]. limitazione dell’area delle ricerche [..] il
Dicendo che un marchio deve essere marchio assolve un compito fondamen-
moderno ma non di moda, astratto ma tale della comunicazione visiva, stabilire
non ermetico, formalmente ineccepibile, un certo rapporto tra azienda e mercato,
16
fra prodotto e consumo […] il marchio avendo sullo sfondo un atteggiamento DESIGN È TRADUZIONE
serve a fecondare quella immagine- metodologico del genere è possibile,
ritratto dell’azienda che nella percezione come d’altronde ha sempre fatto Waibl,
occulta del consumatore qualifica i introdurre nell’attività progettuale l’origi-
l prodotto e lo colloca al posto giusto. nalità, ovvero quegli elementi trasgres-
sivi che sono in grado i rendere un’im-
La creazione grafica per Waibl magine unica e indipendente rispetto
ottempera a quei requisiti. È sempre alla produzione esistente. Dominando la
stata -come ha sottolineato Aldo regola si può trasgredire con creatività e
Colonetti- costruzione di forme nel coerenza, tanto da rendere singolare e
segno di una razionalità intesa come memorabile il logotipo.
unico modello di riferimento; soltanto
17
18 METODO E ISTINTO
A pagina 16, 17: carta da imballo per MaS
Magazzini allo Statuto, 1955-1959
L’incontro con Max Huber
come è avvenuto?
Massimo Vignelli, mio caro amico
e compagno di banco al liceo, un
giorno mi raccontò estasiato di aver
conosciuto il grafico Max Huber che,
a sue detta, “sembrava proprio un
maestro del Bauhaus”! Io gli chiesi
di presentarmelo e andammo
assieme al suo studio. Io e Vignelli
avevamo dodici anni in meno di
Huber, ci sentivamo giovani allievi
desiderosi di imparare. Nel primo
incontro ricordo che c’erano anche
Remo Muratore, Pietro Ottinetti ed
Ezio Bonini, vi fu subito intesa tra
di noi. Terminato il liceo artistico ho
iniziato a frequentare il Politecnico
di Milano, ma non mi sentivo
coinvolto dalle lezioni, preferivo
“fuggire” e raggiungere lo studio
di Max Huber, lo trovavo molto più
stimolante.
Heinz Waibl Max Huber. © archives.rinascente.it
METODO E ISTINTO ERI UN MODELLO Chi è Max Huber
DA SEGUIRE
Lettera di Heinz Waibl a Max Huber
Caro Max,
Sono passati 12 anni da quando sei
mancato. Ci siamo visti per la prima
volta a Milano nel 1947 in casa di Enrico,
cugino di Massimo Vignelli in via Turati,
che si chiamava allora via Albania.
Eri piccoletto, solido, con pantaloni di
velluto a coste, t-shirt bianca, Montgo-
mery sigaretta in bocca; un testimone
vivo proiettato dal Bauhaus di Dessau
in questo contesto di dopoguerra
milanese. Eri un’immagine vivente
di quel mondo che noi conoscevamo
solo attraverso le letture. Da allora
decidemmo di seguire il tuo percorso.
Eri un modello da seguire. Nel 1948
ti visitammo in via Settembrini, dove
avevi lo studio in quell’abbaino tanto
magico pieno di triangoli. Allora da
studenti facevamo coppia con Massimo
e venivamo a spiare i tuoi progetti
e ti chiedevamo come facevi a creare
quei capolavori di immagine grafica;
“Io non penso, faccio!” ci rispondevi,
con una gran risata. Tutto ascoltando
dischi jazz di Jelly Roll Morton, Louis
Armstrong e Bix Beiderbecke. Quella
volta che mi chiamasti per andare alla
stazione centrale a prendere George
20
Max Huber e Heinz Waibl, 1963
Vantongerloo in visita a Milano. Erano ERI UN MODELLO DA SEGUIRE
giornate formidabili; George mi chiamo
Heinz le porteur; avevo il privilegio
di portare il suo bagaglio. Il jazz era
sempre al centro della tua esistenza.
Conoscemmo allora Louis Armstrong,
Benny Goodman, Sidney Bechet, Teddy
Wilson e tanti altri. Il tuo wash board
con la scritta storyville e campanello
era sempre pronto per accompagnare i
dischi 78 giri. Ammiravamo le copertine
delle custodie dei dischi fatti con ritagli
di vecchi manifesti. Specialmente
quello di Lionel Hampton fatto con
retini grossi e cerchi colorati. Ti ricordi
Max che siamo andati al teatro lirico a
sentire il concerto jazz con l’orchestra di
Roy Eldridge? All’uscita del teatro Roy
urlando ti chiamava: “Max the little man
of Mars”. Max la tua vita è stata formi-
dabile, come usavi dire quando qualche
cosa ti entusiasmava moltissimo.
Andavamo in Lambretta con giradischi
e la cartella con la corda a tracolla per
andare alle feste degli amici. Ti venivo
a trovare due volte alla settimana
all’ospedale di Mendrisio. Mi parlasti
della segnaletica che non è fatta per
comunicare agli ammalati. Quante idee
ancora inespresse. Il tuo ultimo gesto;
il punto viola di vino rosso sul lenzuolo.
“Heinz geh du schon ich komme schon”
era una frase che mi ripetevi ogni tanto
in occasioni particolari, anche con
dedica scritta “Heiz va intanto, io verrò
dopo”. Era come una presenza annun-
ciata. Max sei stato il più milanese dei
milanesi. Max siamo stati fortunata, ci
ha fatto sognare noi giovani di allora.
E infine il tuo amore per il Giappone.
Aoi ne è la prova.
23
Giampiero Bosoni
Wikipedia
A TEMPO DI JAZZ
Max Huber: maxieland jazz!
Max Huber e il Jazz
METODO E ISTINTO
Max Huber, Jazztime, copertina
per primo numero della rivista omonima
La passione per la musica e in Armstrong, in zona San Babila, con
particolare per il jazz, dunque Max Huber che cercando di avvicinarli
accomunava sia lei che Max Huber? e parlare con loro riusciva addirittura
a stringerli la mano e a instaurare
Si, ascoltavamo molta musica mentre un rapporto di amicizia. Per festeggiare
si disegnava, ma anche nel tempo il compleanno ci regalavamo dischi,
libero. Max Huber mi avvisava quando allora in vinile. Nel 1952, per il mio
arrivavano a Milano i “grandi” del jazz ventunesimo compleanno, Max mi
e così ci organizzavamo per andare regalò il disco di Bob Crosby e dalla
a conoscerli personalmente. Ricordo sua orchestra, South Rampart Street
l’emozione nell’incontrare celebri Parade, con dedica autografa scritta a
maestri quali Benny Goodman o Louis pennarello sull’etichetta del disco stesso.
24
La Rinascente, pubblicità, 1951Scansiona questo Spotify Code dall’app e ascolta
A pagina 26,27: Max Huber, Jazztime,South Rampart Street Parade di Bob Crosby
copertina per quarto numero della rivista omonima
Sin da giovane Max Huber ha coltivato A TEMPO DI JAZZprogetti di comunicazione per attività
una viva passione per il jazz. Secondo che avevano connessioni con l’ambien-
molti critici l’originalità della sua opera te musicale: riviste, poster, copertine di
è consistita proprio nella particolare dischi, scenografie e interni. Tra tutti i
fusione tra la sua solida formazione generi musicali, il jazz è quello che più
di artista concreto, improntata al di tutti lo colpì e che lo portò a caratte-
sintetico rigore della scuola Bauhaus, rizzare molte delle sue opere successi-
e la sua controllata libertà compositiva ve, non solo a livello comunicativo ma
fuori dalla gabbia precostituita, molto anche stilistico e di forma, dando a ogni
simile a quella dell’andamento sincopato composizione un ritmo dinamico, senza
della musica jazz. Se da una parte apparenti griglie. Huber scompone le
la lunga frequentazione con il vivace immagini, le taglia e le riadatta, metten-
clima culturale di Milano alla fine degli dole in equilibrio con il testo e a volte
anni Trenta, e ancor più del dopoguerra, sovrapponendoli, ma mantenendo uno
ha costituito un terreno fertile per la sua stile coerente e caratteristico. I seguenti
speciale qualità progettuale, su un altro artefatti comunicativi sono la piena
piano è indubbio che il suo proverbiale espressione di questo stile grafico che
senso del ritmo, della continua varia- ha fatto da filo conduttore per diversi
zione sul tema, della virtuosistica arte anni nella carriera dell’arti-sta, e crono-
d’improvvisare tipica del jazz, si deve logicamente ne mostrano l’evoluzione
leggere come un filo rosso costante nel stilistica in rapporto al contesto culturale
suo lavoro. Max Huber disegnò diversi in continuo cambiamento.
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Mario Piazza
MAESTRO DI ELEGANZA
Heinz Waibl, Milano, 1962UN FELICE SENSO
DI EQUILIBRIO
Heinz Waibl: ritmo, armonia, sintesi, design
Nella puntuale introduzione al libro il riferimento di base. Il significato
Disegno grafico in pubblicità del 1962, dell’opera, del progetto coincide
Pier Carlo Santini sostiene che Waibl con gli elementi che lo costituiscono.
«appartiene alla nutrita schiera di coloro Si tratta quindi di definire un programma,
che conformano il loro fare ad un ordine infondere un ritmo agli elementi,
di relazioni, di ritmi, di sequenze astrat- raggiungere un’armonia geometrica e
to-geometriche, riducendo ad esse generare una figura. Muoversi in questo
non raramente, attraverso la creazione quadrilatero “normativo” è lo statuto pro-
di traslati allusivi, elementi di figuralità». gettuale di Waibl, e non teme la messa
Da empirista che ha appreso sul campo, alla prova nel campo più arduo: quello
nel sodalizio formativo (1950-54) e della parola- persona, il logotipo.
nell’amicizia con Max Huber, la grafica È «il disegno della lettera, della sigla,
di Waibl si sviluppa in una sorta di rare- della parola strettamente conseguen-
fazione di strumenti verso le soluzioni te al contenuto disegnato […] nel
ideative e compositive. L’inventiva tentativo di renderlo significante di quel
del progetto è resa con il minimo scarto contenuto indipendentemente dal valore
e dentro quel quadro progettuale letterale della parola che resta leggibile,
strettamente modernista, di derivazione facendo così coincidere segno e idea».
Bahaus. Di certo le lezioni di Huber […] Questo sottile modo di figurare
e della grafica concreta svizzera sono la parola trova in Waibl una coerente
32
MAESTRO DI ELEGANZA“Sin dai primissimi lavori
(la pubblicità per Alluminio,
quella per i Magazzini
allo Statuto di Roma),
era possibile individuare
la presenza d’una volontà
di “trasgredire” certe
situazioni, già allora
cristallizzate, e d’altra parte
di non lasciarsi “corrompere”
dalle coeve avventure
“radicali” e “ornamentali”
che, nel frattempo, avevano
irretito molta grafica
” Gillo Dorfles
34
esigenza di rispetto dei valori da comu- realizza un articolato lavoro d’immagi- UN FELICE SENSO DI EQUILIBRIO
nicare. Il progetto, mai intransigente, ne per i Magazzini allo Statuto, a Roma.
è il tentativo di interpretare in forma Il contatto avviene grazie all’architetto
moderna un contenuto. Questo assunto Romolo Donatelli. I Magazzini sono
ha consentito a Waibl di porre la propria un “mercato” molto popolare nella città.
qualità di disegno al servizio di élite Anche in questo caso il logotipo di Waibl
imprenditoriali, company multinazionali appare quasi un’elementare insegna
e soggetti popolari e mass-market. con le sole iniziali, MaS. Ma nella città
Nel 1961, ad esempio, Waibl collabora dell’epigrafia, il logotipo popolare cela
con lo studio dei fratelli Castiglioni finezze tipografiche. Stando alla lettera,
alla grafica per allestimenti fieristici, Waibl allinea due maiuscole la “M”
in un clima di incroci quotidiani e la “S” con nel mezzo la “a” minuscola,
fra diverse e simbiotiche professionalità. la preposizione semplice che unisce
Incontra aziende e nascono necessità Magazzini e Statuto. Il tutto ha però
anche immediate di collaborazione, la stessa altezza, il minuscolo si alza
come per Flos e Gavina, due marchi e si armonizza con il maiuscolo.
storici del design italiano. Dall’immagine Un’ulteriore prova di abilità Waibl la
del nascente made in Italy al mercato offre per il simbolo del programma
popolare. Tra il 1955 e il 1959 Waibl televisivo Tele Mike (1987). Le sigle
35
MAESTRO DI ELEGANZA televisive per intrinseca ragione sono capacità di organizzazione e traduzione
transitorie, ma in Italia Mike Bongiorno in un sistema visivo, facilità di gestione
è la televisione. È necessario “sporcare” dell’image complessiva, efficacia
il rigore elvetico della formazione, ma della sintesi espressiva. L’Unimark
solo in apparenza. Waibl individua un International, nata contemporaneamen-
simbolo nel simbolo, gli occhiali tipici te nel 1965 negli Stati Uniti e in Italia,
di Mike. Li disegna in forma schematica nel 1968 poteva contare su uffici a
ma fedele e li pone sopra una scritta- New York, Chicago, Detroit, Cleveland,
scenario che si piega sulla prima asta Johannesburg e Milano. Waibl lavora
della “M” maiuscola di Mike. Uno stretto a New York e Chicago, e co-dirige la
carattere lineare articola in una assono- sede di Johannesburg coadiuvato
metria il logo. Il contrasto sorprende. da numerosi assistenti e collaboratori.
Si è catturati dal controllo geometrico Sono gli anni del grande successo,
subliminale e dalla simpatia elementare del business del design. È il polo hard
della figurazione. In una parola: è Mike! dell’immagine coordinata, che «dentro
Nel percorso di Waibl una seconda im- ad un orizzonte strutturalista […] si
portante stagione si affaccia a partire sforzava di concepire il mondo o forse
dal 1967 con la chiamata di lavoro di ridurlo ad un insieme di elementi
presso la Unimark International, il primi atomici, molari». Questi assunti,
grande studio fondato fra gli altri dal hanno diretto il lavoro di Waibl al ritorno
compagno di liceo Massimo Vignelli. in Italia e alla fondazione nel 1974
Al palinsesto degli strumenti di deri- di una propria struttura, Signo, con
vazione bauhausiana ed helvetica si Laura Micheletto e in una prima fase
aggiunge il canone del modernismo con Giulio Cittato. Ma nell’approccio
dell’International Style. Il progetto è di Waibl è sempre presente una sorta di
36
pragmatica prudenza. Quella sorta la vicinanza operativa con architetti e UN FELICE SENSO DI EQUILIBRIO
di autocontrollo delle forme, che negli designer (memorabili restano gli allesti-
anni dello “stile milanese” si caratteriz- menti con i fratelli Castiglioni, Romolo
zava in una riduzione degli elementi Donatelli, lo studio B.B.P.R., Ettore
con cui attivare il progetto, ora negli Sottsass jr.) hanno consentito a Waibl
anni della maturità si configura come di strutturare le superfici visive in modo
senso del limite per il grafico, come da essere chiare, originali e moderne.
una necessità di servizio verso la com- Il tenace controllo e la riduzione al
mittenza. I progetti non tradiscono le limite degli elementi con cui svolgere
esperienze internazionali, ma evitano il progetto grafico sono di certo una
il dato assertivo e talvolta spavaldo costante e una peculiarità. Un altro
dello stile “unico”. Non negano la elemento nella grafica di Waibl è il felice
necessità di sistema e di piano, ma senso di equilibrio, con cui dispone gli
vogliono anche realizzare un vestito “su elementi per le soluzioni progettuali.
misura”, adatto e sentito dal richiedente. La parsimonia dell’agire non è mai l’a-
L’incontro tra le procedure di controllo desione a uno schema, la scorciatoia di
della composizione, resa elementare, un abile mestierante, ma un silenzioso
e l’abilità ad individuare una sintesi, interrogarsi su cosa vale la pena tenere,
una stilizzazione in chiave quasi sempre cosa togliere o aggiungere, per meglio
astratta è forse la caratteristica principa- esprimere e far comprendere il progetto.
le della grafica di Waibl. Il metodo, E questo al di là della dimensione del
la costruzione e il controllo dell’insieme cliente (dalla company internazionale
vengono spesso praticate attraverso al negozio di arredamento) e della
l’uso di metafore e allusioni visive. tipologia del lavoro (dalla pagina pubbli-
La formazione con Huber e anche citaria alla grafica ambientale).
37
sMaacsc,h1e9tt5o5d-5i c9arta
TloegloetiMpoike, 1987
Ploaggoitnipao, 1962
Tutte le immagini provengono dall’archivio AIAP CDPG aFnlonsu,n1c9io61pubblicitario aAnllnuumnicnioiop,u1b9b5l5icitario
aPnirneullni,c1io9p5u8bblicitario Panirneullni,c1io9p5u8bblicitario
pMieagsh, e1v9o5l5i -59 Cucina & cultura, 1984
poster
pCoosnteternotte, 1983 pCoosnteternotte, 1981 Gpoasstperarotto, 1959
aInntneul n‘8c5io, 1p9u8b5blicitario Mimmo di Cesare, 1989 MmoanxoMgarayfeiar,a1z9ie7n5dale
poster
Lco’upfefirctiinoamoderno, 1959 Rpiaeig,h1e9v6o1le aLnanmubnrceiottap,u1b9b5lic9itario
Achille Castiglioni Achille Castiglioni. ©archiportale.com
MAESTRO DI ELEGANZA COMPAGNO Chi è Achille Castiglioni
DI BANCO...
E DI VITA
Era il più timido
“Negli anni cinquanta c’era da Max
Huber un giovane ragazzo alto alto,
magro, un po’ austriaco che portava
ancora i calzoni corti: era allegro,
curioso, disponibile. Le migliori qualità
necessarie per affrontare la vita. Tra
il mio studio a Porta Nuova e quello
di Huber in via Principe Amedeo,
c’erano pochi passi e allora non c’era
il fax. Heinz discuteva con Max una
proposta, poi usciva, prendeva un po’
d’aria, magari un bianchino, si presen-
tava e giustificava a noi la scusa di
un riscontro, prendendo per strada un
campari, si tornava a lavorare da noi
o da loro. Quante notti tra il cinquanta
e il sessanta trascorse insieme durante
gli allestimenti per la Rai, per la
Montecatini e per l’Agip: e per la XII
Triennale, insieme abbiamo realizzato
un importante intervento grafico -
architettonico. Bellissime quelle serate
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