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Progetto monografico a cura di A metà tema

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Published by Heinz Waibl. Design d'autore, 2021-06-12 17:14:01

Heinz Waibl. Design d'autore

Progetto monografico a cura di A metà tema

Lettera da Achille Castiglioni passate nel nostro studio dibattendo
a Heinz Waibl, 1997 con Pier Giacomo e me una partecipa-
zione collettiva per la Rai alla Fiera
COMPAGNO DI BANCO... E DI VITAdi Milano.C’erano tutti e Heinz era il più
giovane, il più timido e per questo forse
il più coraggioso tra i Munari, gli Steiner,
gli Huber, i Provinciali, i Tovaglia,
i Banca, i Bianconi e gli Iliprandi. Certo,
sono sicuro che questi personaggi
abbiano inciso sulla sua personalità
in modo molto milanese. Ricordo con
tenerezza il suo “battesimo del volo”
in aereo da Milano a Stoccarda per
uno dei primi lavori realizzati insieme
su un vecchio bimotore dove i vuoti
d’aria facevano volare stoviglie, vassoi,
posate e bagagli. Dopo la sua parentesi
americana ci siamo incontrati all’ADI,
alla scuola di Nino Di Salvatore e nel
suo nuovo studio che nel ’74 diventa
Signo, una struttura dove Heinz non
solo mantiene le sue migliori qualità
espressive, ma ne propone altre su
nuovi orizzonti. Negli anni ottanta
ritrovo il divertimento di lavorare
insieme per grandi aziende, quelle
maggiormente impegnate sul piano
della comunicazione. Oggi le proposte
e le varianti di lavoro devono essere
veloci, vanno e vengono con ritmi più
frenetici; ma l’incontro nei nostri studi
rimane, nonostante fax e computer,
il lavoro di sempre; legato soprattut-
to alle nostre capacità di laboratorio:
due passi nel parco e ancora un buon
campari. Così è per quel giovane dai
calzoni corti diventato più grande, ma
con la stessa voglia di partecipazione
alla vita che aveva trent’anni fa, e
ancora allegro, curioso e sempre
disponibile.”.
Achille Castiglioni

45

Mario Piazza

LA RIVISTA
NELLA RIVISTA

Le due stelle di Waibl
MAESTRO DI ELEGANZA
Copertina di “Progettando”Come collocare Heinz Waibl nella storiaSi intitola “Progettando” 1950-1990,
della grafica italiana? Qual è la sua cifra, ed è stato editato nel 1991, quasi
1950-1990, Heinz Waibl, 1991la sua idea del progetto? C’è una lineatrent’anni dopo il libro a cura di Pier
che emerge negli oltre cinquant’anni Carlo Santini “Disegno grafico in
di mestiere? Cosa si può riconoscere? pubblicità”, che raccoglieva i primi
Forse, per capirlo, può servire un eser- frutti del progettare. Queste pagine
cizio poco ortodosso. È una spia, un sono subito dopo il frontespizio
indizio depositato inconsapevolmente e prima delle introduzioni di amici
dall’autore medesimo, al di fuori dalla e critici, e delle immagini dei lavori.
pratica corrente, dalle esigenze di tro- Sono il vero incipit, quello scritto da
vare la soluzione adatta al committente. Waibl. Non un testo, ma elencazioni.
È un momento autoriflessivo, il fermarsi Nelle pagine vengono infatti allineati
davanti allo specchio, un mattino, dopo dei nomi raggruppati in quattro diverse
anni di lavoro. è una doppia pagina, per categorie: le aziende, gli enti e associa-
l’esattezza, le pagine quattro e cinque zioni, i maestri, gli amici, gli incontri;
di un libro compilato dallo stesso Waibl. i fotografi; i grafici allievi e assistenti.

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“Pagina”, n.1,
novembre 1962,

copertina

Nella prima colonna c’è per filo e al progettare. Non pare casuale che LA RIVISTA NELLA RIVISTA
per segno chi ha realizzato il volume, il breve testo di Roberto Sambonet,
dall’editore allo stampatore. È una “Appunti da un’intervista a H.W.”, sia
sorta di mappa, una serrata sintesi quasi una traslazione poetica dello
che disvela tutto Waibl; basta avere schema a elenchi di apertura. Nella
qualche informazione e immagine puntuale introduzione al libro del 1962,
nella memoria e ci si può quasi Santini dice infatti che Waibl “appar-
permettere di non sfogliare il libro. tiene alla nutrita schiera di coloro che
Sono liste concrete. E un peculiare conformano il loro fare ad un ordine di
carattere di Waibl è la pragmaticità, relazioni, di ritmi, di sequenze astrat-
non a caso il titolo “Progettando”. to-geometriche, riducendo ad esse non
E il progettare lo si fa per dei clienti, raramente, attraverso la creazione di
per un credo professionale, ma traslati allussivi, elementi di figuralità”.
soprattutto perché si sono incontrate In forma solo testuale e tipografica,
delle persone, dei maestri, degli amici, questa doppia pagina sembra aderire
lo si fa con altri e per insegnare agli altri. a tali principi, così pure la grafica e la
Semplice. Scorrendo i nomi, rigorosa- vita di Waibl. Una conferma ci viene
mente in ordine alfabetico, si possono dalla bella copertina per il primo numero
vedere gli scenari attraversati da Waibl: della rivista “Pagina” del novembre
la Milano degli anni cinquanta; l’espe- 1962. Questa volta o schema tipografico
rienza della grafica “multinazionale”, è una figurazione astratta e sofisticata.
le scuole e l’insegnamento, il consolida- I direttori di questa rivista internazionale
mento professionale. La grafica di Waibl della grafica contemporanea erano Pier
si specchia in questa doppia pagina, Carlo Santini e Bruno Alfieri, quest’ulti-
c’è una chiarezza di metodo, un’esigen- mo ne era anche l’editore. Suo di certo
za di dare ordine in forma semplice è il nome azzeccato. Alfieri, oltre che
e onesta, c’è una necessità modulare, critico ed editore, è stato l’inventore
un disporre con criterio gli elementi delle riviste della cultura modernista al
in gioco. E c’è anche una sorpresa, progetto, sempre titolandole con nomi
certo sommessa e trattenuta, ma originali (che rispecchiavano le sue
esplicita. Nelle prime pagine di un libro molte passioni) da “Zodiac” per Olivetti
ci si aspetta di trovare l’indice e invece a “Lotus” per l’architettura, a “Metro”
c’è il planning di una vita dedicata per l’arte contemporanea, a “Pacco”

49

per gli imballaggi e, appunto, a “Pagina”
per la grafica Waibl, che è anche l’auto-
re del layout di quasi tutti i numeri usciti
della rivista, disegna un vero proprio
manifesto per la copertina del primo
numero. Se la rivista si chiama “Pagina”,
la copertina è e deve esserne proprio
la pagina uno. Un’umile e ambiziosa
pagina uno universale, che esemplifichi
l’assunto di una rivista internazionale,
in tre lingue, che vuole “verificare come
la grafica sia lo specchio assai fedele
di una cultura e dei suoi contenuti”.
La testata, in un minuscolo corsivo
graziato, sta in alto bandierata a destra,
sotto l’intera superficie della copertina,

attraversata da decise linee nere
parallele, la memoria più astratta
della tessitura di un testo tipografico,
ma anche un’immagine, un grande
quadrato optical. E poi il tocco, quello
che ci permette davvero di capire
che ciò che vediamo è una pagina.
Con lo stesso carattere della testata,
ma in corpo più piccolo, Waibl compone
l’abbreviazione “pag 1”. È il numero
di pagina, che sta al piede sotto
la gabbia del testo. Il segreto del
progetto sta tutto lì. É la sapiente
lettura del calvinista modello elvetico
e l’interpretazione, da maestro,
di una linea italiana, bizzosa e ludica.

Logotipo per “Pagina”, 1961

Heinz Waibl guarda gli esecutivi di “Pagina”
per una tesi di laurea, 2011.
© Andrea Farinati



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Nicoletta Ossanna Cavadini

ITALIAN ROOTS,
AMERICAN SPIRIT

The American Period: a European in the United States

NEW LIFE, NEW STYLE The United States had welcomed visual systems.” Unimark laid the
the Bauhaus masters, united in foundation of “good design” that
their European diaspore, with great could change the world by combining
generosity. Walter Gropius, Ludwig American marketing tecniques with
Mies van der Rohe, László Moholy- modernist European design. Vignelli
Nagy, Josef Albers and Herbert Bayer persuaded Heinz Waibl to come and
had become the bearers, in various work in America, where he arrived in
American cities, also of the research 1967 and was accepted as a European
and experimentation of systematic bearer of the knowledge of composition
European graphic design, a cultural of Rationalist design, like the other
operation that aimed to refound the Italian graphic designers Giulio Cittato,
identity of American business culture. Piero Ottinetti and Armando Milani.
This also explains the success of The United States thus had a cultural
Unimark International - founded model of Western development, where
in the early 1960s in Chicago by Bob symbols and visual communication
Noorda and Massimo Vignelli with the were understood as “icons” speaking
objective of designing “institutional a language comprehensible

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Bandiera statunitense. © Samuel Branch

internationally. It is no coincidence grown up in the United States, such ITALIAN ROOTS, AMERICAN SPIRIT
that Pop Art, born in the United States as Levi’s, Transunion Corporation
in the 1960s, expressed itself by and Maison Blanche. Waibl’s career
stressing the close ties between art in America, interpreted in these
and advertising: its greatest exponent, terms, reveals a gradual revision
Andy Warhol, was a graphic designer of the abstract-theoretical type of
by training and his first job was as approach that had characterized
art director for a chain of department his early work. The spatial and
stores. In this general context, Heinz compositional organization formed by
Waibl found the optimal situation to do graphic elements and lettering, based
his work; unsurprisingly he designed on printers’ fonts, were gradually
logotypes for major corporations or replaced by a different principle: to
institutions in the new continent, such make the letter, the initial or the word
as American Airlines (the American flag the dominant feature, as the graphic
carrier), the important JCPenney chain module of the message, focusing the
stores (with a nationwide network), viewer’s attention wholly on this artefact.
and multinational companies that had We no longer have just the monogram

57

NEW LIFE, NEW STYLE but the strong identity of a letter
Unimark International Heinz Waibl Logotipo or symbol, around which the lettering
per i grandi magazzini Levy’s Co., Tucson, is set, often being represented in full.
USA, 1969 The American experience gained by
Waibl in Chicago and New York, and
then completed in Johannesburg, was
updated on the most modern tendency
to develop the corporate image or brand
image, which when it comprises the
total image of a whole product goes
under the name of the product image.
The innovative vision of American
culture came to embody the visual
identity in all forms of communication,
leading to the complex phenomenon
that is known as corporate identity.
In America in the 1960s Heinz
Waibl learned the new method of
communication which, while focusing
attention on a strong graphic image,
sought to vary it in all its aspects
and across a wide range of media.

58



60 NEW LIFE, NEW STYLE

Unimark International Heinz Waibl Logotipo
per i grandi magazzini JCPenney,
Chicago, USA, 1969

61 ITALIAN ROOTS, AMERICAN SPIRIT

NEW LIFE, NEW STYLE DesignCulture

AN AIRLINE
THAT HAS FLOWN
...ITALIAN

American Airlines

TITLE
American Airlines
DESIGNERS
Heinz Waibl, Massimo Vignelli
FIRM
Unimark International
YEAR
1967
CLIENT
American Airlines
MEDIUM
Logotype

62

Unimark International Massimo Vignelli
e Heinz Waibl immagine coordinata
per American Airlines, 1968

63 AN AIRLINE THAT HAS FLOWN... ITALIAN

NEW LIFE, NEW STYLE Applicazione logo American Airlines su Boeing 757
AN AIRLINE THAT HAS FLOWN... ITALIAN
57



Something special in the air

NEW LIFE, NEW STYLE Unimark was appointed to design years, until he revealed that he actually
American Airline’s corporate identity by refused to draw it: “I wanted the eagle
Henry Dreyfuss, a famous industrial to be real. It has to have every feather.
designer who was hired to develop the If you do an eagle, do it with the dignity
interior of the planes.Massimo Vignelli of an eagle. Don’t stylise the eagle and
and Heinz Waibl set the logotype in make a cartoon out of it” (M. Vignelli).
plain and legible Haas Helvetica and However, American Airlines pilots
made it half-red and half- blue to use threatened to go on strike because
the colours of USA’s national identity. they wanted the eagle since it always
“We wanted to make one word of symbolised the company, so the office
American Airlines. There were no other of Henry Dreyfuss drew it. The prefe-
logos then that were two colours of the rence for a plain logotype without the
same word. So we took the space away eagle reveals Vignelli’s design attitude
and split it by colour. We proceeded at best. In fact, Vignelli was above all
by logic, not emotion. Not trends and a great typographer. He was able to
fashions” (M. Vignelli). A double ‘A’ make a typeface expressing all its
monogram version featuring a stylised strength and character. He always
eagle was also used on the tail of the focused on the very function that the
planes. The graphic design of the eagle graphics had to perform — so preferring
was attributed to Vignelli for many plain typography, where nothing more

66

was needed — because aware that Logotipo American Airlines, 1969 when a new identity developed by
simplicity is always stronger than AN AIRLINE THAT HAS FLOWN... ITALIANFuturebrand was adopted raising a lot
complexity. And by focusing on clarity of critiques. It was judged by many as
and simplicity and then choosing a “one of the worst branding decisions
plain typeface instead of a stylised ever made” (Alissa Walker). Vignelli
symbol, this design also represents in particular was very upset about it:
an expression of that timelessness, “There was no need to change. It’s
so long praised by Vignelli. “Fifty years been around for 45 years, the whole
ago (early ’60s), there were very few world knows it. This is the typical
logos in general. Somebody started to mistake that company presidents make:
do logos and people started thinking ‘I’ll change the logo and the company
that logos were important. Now there will look new.’ But it’s the same
is a plethora and so many don’t make company. They’re not going to solve
sense. You see the pages of the their problems. I will not be here
sponsors of a concert of an exhibition to make a bet, but this new logo won’t
and, at the bottom, there are 50 last another 25 years” (M. Vignelli).
different logos. It’s ridiculous. A word This was one of the projects through
is so much better” (M. Vignelli). which Massimo Vignelli mostly
The logotype and identity system contributed to the fortune and fame
designed by Unimark lasted until 2013, of Helvetica in the USA.

67

Heinz Waibl Massimo Vignelli. © Gary Hustwit

NEW LIFE, NEW STYLE DEAR MASSIMO Chi è Massimo Vignelli

Letter of Heinz Waibl to Massimo Vignelli

Dear Massimo,
I also turn 80 in 2011 but on 21
December: parallel destinies but in
different ways. Do you remember when
I wrote asking you “which path to take”
in 1966? Your reply was “Come to
Chicago,” to Unimark, we need your
there, of course. Later I met Ralph in
Milan and the deal was done. I received
the book about Unimark and it’s really
great. I’m present in it the way I really
should be. Formidable the combination
of Vignelli, Eckerstrom, Doblin, Noorda.
I see I follow you in your memories. We
met at the exam for admission to Brera
and I had my leg in plaster. Of course
we weren’t admitted. And again sitting
on the sidewalk in Piazza Cavour talking
about Kandinsky and Max Bill, the
Bauhaus. My grandma’s strudel - my
mother’s goulash, the Lambro Jazz
Band, Max in Via Peri, your trip to
Pentagram in London, the visit to the
barracks in Via Vincenzo Monti, your
mascarpone with coffee at the art
school refectory, the long telephone
conversations spent talking about

68



“Why did you leave Milan?”

“Because it’s too small,
it’s provincial, the ceiling
is too low. I came to New

York thinking that the ceiling

was high, but then I found

”that the ceiling here Massimo Vignelli

doesn’t exist.

concrete art and design, the visit to DEAR MASSIMO
BBPR Nathan Rogers, Domus, Roberto
Leydi’s parties, that famous one when
Giotto Stoppino and I took you home.
When you took me to the station
because I was leaving for the call-up.
It would be a good sign to recall these
key events in my, in our development.
The 1962 Venice Art Biennale poster,
a visit to Campo dei Fiori in Varese at
the architecture conference where you
met Lella. And we were always together.
Then again the visit to Max’s studio
home in Via Settembrini, the drinking...
The meeting with Bruno Munari in the
evening in Via Manzoni, Asnago and
Vender’s studio, where utopias were
born Franco Albini and Franca Helg,
the earthquake at my home in Via
Pacini. I played the bass in Piazza
Piola for your exam in Art History with
the Lambretta. The Libreria Salto, your
mom Naomi, your cousin Enrico?, Etc
etc. A big hug to you and Lella
The Archive is magnificent

Heinz

P.S. You’re really good, but these
memories are our energy!

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Melania Gazzotti
NEW LIFE, NEW STYLE
Leo Lionni, Fortune, 1960ITALIAN TYPES
IN AMERICA

Italian Types. Graphic Designers from Italy in America

Italian graphic design has had a lasting including New York and Chicago, and
influence on the American visual and gave them the opportunity to create
cultural landscape. From Fortunato iconic projects such as the New York
Depero’s move to New York City in 1928 City Subway System Map, designed by
to Unimark International’s corporate Massimo Vignelli (1972). Italian Types
identity work of the 1960’s features works by Fortunato Depero,
and 70’s, Italian graphic designers Paolo Garretto, Costantino Nivola, Leo
were living and publishing important Lionni, George Giusti, Albe Steiner,
work in the U.S in the last century. Erberto Carboni, Romaldo “Aldo”
Their enthusiasm, experimental attitudes Giurgola, Roberto Mango, Giovanni
and new modern approaches attracted Pintori, Bruno Munari, Franco Grignani,
prominent clients in progressive cities Heinz Waibl, Giulio Cittato, Bob Noorda

74



NEW LIFE, NEW STYLE Estratto dal retro del libro Italian Types. Graphic Designers from Italy in America.
A cura di Patricia Belen, Greg D’Onofrio and Melania Gazzotti, 2019. Corraini Edizioni, Italia
76

77 ITALIAN TYPES IN AMERICA



George Giusti, Great Ideas for Western Man Advertisement, 1955
ITALIAN TYPES IN AMERICA
and Massimo Vignelli. The advertise- right away or suffered hardships, their
ments, posters, magazines, albums, personal and professional experiences
book covers and corporate identity shed light not only on graphic design,
featured in the exhibition offer an but also identity, politics, migration,
overview of the achievements of Italians historiography and the journey of the
in the field of graphic design in America, human spirit. On the occasion of the
and address their distinctive graphic exhibition, Corraini Editore will publish
language. The selection includes a catalogue with essays by Steven
designers who worked for American Heller, Patricia Belen, Greg D’Onofrio,
clients while living in Italy and others Alessandro Colizzi and Alexander
who created new lives by moving to Tochilovsky, with designer biographies
America. Whether they succeeded by Melania Gazzotti.

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Nicoletta Ossanna Cavadini

IL RITORNO
E LA MISSIONE

Il rientro a Milano: un americano in Europa

COSTRUIRE UN’IDENTITÀ Sul finire degli anni sessanta, si va scuola grafica svizzera, Max Bill
esaurendo la figura del grafico-artista e Max Huber in particolare, e con
e si fa sempre più avanti quella del gli studi di architettura, quello dei
graphic design, che comprende anche fratelli Castiglioni in primis. Al rientro
capacità organizzative legate al mondo in Italia, nel 1981, entra a far parte
della comunicazione strategica. dello studio anche Giulio Cittato, che
In questo frangente Heinz Waibl però muore prematuramente cinque
rientra a Milano nel 1971, facendo anni dopo. Inizia con il 1974 anche
tesoro dell’efficienza e organizzazione l’attività didattica di Waibl, già svolta
della metodologia lavorativa applicate negli anni cinquanta all’Umanitaria e
negli Stati Uniti, in particolare nello seguita con la cattedra di visual design
sviluppo dei sistemi di identità visiva e alla Scuola Politecnica di Milano.
di grafica coordinata. Fonda a Milano, Questa esperienza, portata avanti per
nel 1974, lo Studio Signo con Laura circa trent’anni, gli permette di tenere
Micheletto, mantenendo viva l’amicizia aggiornata la sperimentazione nel
e collaborazione con i maestri della settore della grafica e nel contempo

82

Duomo di Milano, Città metropolitana di Milano, 2020. © Ian Lee

di offrire agli studenti momenti di a partire dagli anni settanta, si affidano IL RITORNO E LA MISSIONE
approfondimento presso il proprio a lui per la creazione del loro logotipo
studio, che diviene così luogo di Alivar, Cinzano, Max Meyer, Vanini
formazione e di ritrovo della nuova Venezia, Bticino, Motta, Cinova, Gruppo
generazione di grafici, analogamente Cartolnvest. A queste, e a molte altre,
a ciò che avveniva all’interno delle Arti si aggiungono poi le numerose
Grafiche Nava, ove i due fratelli Felice istituzioni alle quali lo Studio Signo
e Peppino crearono nella capitale fornisce li proprio contributo. nel campo
lombarda una vera e propria fucina della grafica: come AMIU Bologna,
di sperimentazione del design. In tale Ferrovie Nord Milano. PubliSer Empoli,
ambito Heinz Waibl, come molti altri Quadrifoglio Firenze, Istituto Ramazzini,
grafici, ebbe modo di mettere a punto Museo Archeologico Montelupo
una serie di prodotti che gli valsero Fiorentino. Museo La Civitella di Chieti,
riconoscimenti in campo internazionale, Regione Emilia Romagna, la Polizia
come quello per la serie della Porsche Municipale della stessa Regione,
Design. Innumerevoli le ditte che, la nuova Provincia dì Biella e i siti

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COSTRUIRE UN’IDENTITÀarcheologici di Pompei oltre che, in Gestaltung, alla chiarezza compositiva
Manifesto per l’inaugurazione dello Show-roomtempi recenti, il logotipo del premioe al rigore della costruzione del
internazionale “Klima Energy Award”, messaggio che lo rendono valido
Nava-Porsche Design, Studio Signo, Milano, 1979promosso dalla Provincia di Bolzano.nel tempo. Il modulo grafico, da lui
Nel 1974 Waibl entra a far parte sempre elaborato nella fase iniziale,
della più importante associazione rimane come regola entro la quale
di categoria, Alliance Graphique progettare un logotipo capace di
lnternationale (AGI), grazie al sostegno avere permanenza nella memoria
di Franco Grignani e Walter Ballmer, dell’osservatore. La forma del contenuto,
associazione di cui sarà presidente anche se molto stilizzata, parte sempre
per otto anni, daI 1995 al 2003. Nello da un’idea che rende significante
stesso 1974 entra a far parte anche l’immagine visualizzata, facendo
dell’Associazione per il Disegno coincidere segno e concetto, segno
Industriale (ADI). In tutta la sua vasta e idea. In questi fondamenti Waibl
produzione, aggiornata aIle esigenze pur con la sua cifra distintiva rimane
della comunicazione contemporanea coerente con gli esposti teorici di
della corporate image, Heinz Waibl Max Bill, da lui ben conosciuti, in cui
rimane fedele alla formazione il processo progettuale logico regola
astrattogeometrica di reminiscenza anche la pratica creativa e quindi la
bauhausiana, alla psicologia della comunicazione visiva contemporanea.

84



COSTRUIRE UN’IDENTITÀBarbara Mottolese
Rielaborazione invito per inaugurazione Studio Signo
per Congresso AGI “Coexistence”, Svizzera, 2015IL REGNO
DEI SEGNI

Lo Studio Signo

Nel 1974 Heinz Waibl e Laura e della comunicazione. Le esperienze
Micheletto fondano lo studio Signo condotte nella grafica aziendale e
mettendo a frutto un insieme di diverse nell’editoria portano Laura Micheletto,
esperienze professionali, maturate fin dai primi anni Sessanta, a occuparsi
in ambienti e periodi differenti, ma del settore dell’immagine coordinata
portatrici di simboli e culture destinate delle aziende, allora ancora ai primi
ad arricchire il settore della grafica e del passi in Italia. È in questi anni che
visual design. Nello studio si adottano comincia a costruire la sua originale
e si utilizzano anche le più avanzate identità di “manager della comunicazio-
tecniche organizzative e di marketing ne visiva”, specializzandosi nella defi-
che Laura Micheletto aveva sperimen- nizione strategica e nel coordinamento
tato e appreso nella sua precedente dei progetti di immagine aziendale.
attività di redattrice e dirigente Il ruolo fondamentale di Laura
d’azienda nel settore editoriale Micheletto consiste nel fare da “ponte”

86

87 IL REGNO DEI SEGNI

COSTRUIRE UN’IDENTITÀ tra il brief iniziale della committenza prima all’Umanitaria poi alla Scuola
e la fase progettuale, il debriefing, Politecnica di Design, ha contribuito
filtrando le informazioni iniziali a fare di Signo un vero incubatore
e traducendole in elementi utili alla di talenti ove si sono formate due
realizzazione del progetto. Si è formato generazioni di grafici italiani, svizzeri,
così un sodalizio carico di potenzialità e tedeschi. Il metodo di lavoro è stato
e in grado di allacciare proficui rapporti messo in piena luce attraverso progetti
con le più importanti imprese industriali e realizzazioni che hanno trasmesso
e di servizi, di dialogare con il settore il medesimo entusiasmo e l’inconfondi-
pubblico e privato, di mettere in campo bile impronta di una cultura dalle solide
collaborazioni specialistiche di alto radici e in costante evoluzione.
profilo. L’attività di Waibl troverà in Le diverse esperienze e la professio-
Giulio Cittato (1936-1986), già collabo- nalità delle persone che operano nello
ratore di Vignelli a New York, un riferi- studio Signo, consentono di risolvere
mento progettuale di reciproca sintonia. i problemi di lavoro nella loro globalità,
Il loro incontro a Chicago nel 1967, ha indipendentemente dalla loro
dato subito vita a una cordiale amicizia. dimensione e complessità, trasferendo
L’esperienza americana in comune spesso, da un campo a un altro, l’uso
e l’affinità progettuale hanno fatto sì di metodologie e tecnologie proprie
che, tornati entrambi in Italia nel 1981, dei settori più avanzati. Heinz Waibl
Cittato, benché stabilitosi a Venezia, fa parte di quel gruppo di visual
si associasse allo studio Signo di Heinz designer che “appartengono al regno
Waibl e Laura Micheletto. con cui ha dei segni”. Le sue opere colpiscono
collaborato fino al 1986, anno della sua per la modernità dei caratteri grafici,
morte prematura. Negli anni Settanta, per la forza estetica dei tratti,
Cittato, tra i suoi vari lavori, progetta per la certezza comunicativa dei
l’immagine grafica dei magazzini Coin simboli; il suo, insomma, è un cattu-
e della Società dei trasporti lagunari rare l’attenzione visiva per trasferire,
di Venezia. La lunga esperienza immediato e diretto, il contenuto
didattica di Waibl, iniziata a Milano di un messaggio.

88

Heinz Waibl e Laura Micheletto all’inaugurazione dello Studio Signo, 1974 Chi è Giulio Cittato
89 A pagina 86, 87: Studio Signo,

progettazione texture per
imballaggi BTicino, 1998

IL REGNO DEI SEGNI







Logo Studio Signo, Milano

“I quattro anni di sua assenza IL REGNO DEI SEGNI
da Milano ci sono sembrati
un’eternità. E sebbene il 93
suo modo di lavorare fosse
molto cambiato, abbiamo
continuato a collaborare
con quel “nuovo” Waibl
post-americano: era molto
preciso, come sempre,
ma più aperto verso
declinazioni della corporate
image, e come sempre
lavoravamo insieme
”in maniera spensierata
e giocosa.

Irma Castiglioni

Bruno Munari

SOLIDITÀ
E COERENZA

L’immagine coordinata

COSTRUIRE UN’IDENTITÀ La prima impressione è visiva. Quando romantico o scientifico, e via dicendo.
ci viene presentata una persona, ancora Da queste prime impressioni visive noi
prima che la persona parli, l’impressione ricaviamo delle impressioni che
che noi riceviamo è di tipo visivo. determineranno il nostro comportamento
Osservando il suo modo di vestire, nei riguardi di questa persona. Questa
la scelta che questa persona ha fatto immagine di sé, nel caso di grandi
dei colori, dei tessuti, delle textures, industrie o grandi aziende, si chiama
delle forme, da mettersi addosso per “immagine coordinata” o “immagine
presentarsi agli altri; ci comunica un aziendale” o “corporate image”. Se noi
modo di pensare e di esistere. Se poi pensiamo a una grande industria o
andiamo a casa sua e osserviamo i suoi azienda che ha questa immagine noi
mobili e tutto l’arredamento, che carta anche la vediamo: vediamo il colore
da lettere ha, che opere d’arte, che libri; dei suoi automezzi, vediamo la linea
noi avremo visivamente l’immagine coerente dei suoi prodotti e dei suoi
globale della persona, del suo mondo, imballaggi, troviamo che i caratteri
dei suoi pensieri. Ancora prima che la tipografici sono stati scelti da esperti
persona ci parli, noi abbiamo già saputo che determinano un certo gusto.
se è una persona vera o falsa, se è L’edificio nel quale ha la sede e le sue
conservatore o rivoluzionario, se ha una officine sono stati progettati da architetti
cultura moderna o classica, se ha spirito dello stesso livello. Vediamo un marchio

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