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Progetto monografico a cura di A metà tema

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Published by Heinz Waibl. Design d'autore, 2021-06-12 17:14:01

Heinz Waibl. Design d'autore

Progetto monografico a cura di A metà tema

colore poteva permettersi di lavorare neanche paragonabili a quelle odierne. TUA, LAURA
al computer solo nella fase finale di Così, chi si finiva per frequentare
un progetto, per adattare il lavoro al erano principalmente i propri colleghi,
supporto. Ma non è mai stato per lui uno quindi, nel caso di Heinz, altri grafici,
strumento fondamentale: anche se non architetti o designer come lui. La sua
dovrei dirlo, confesso che all’inizio non timidezza tendeva proprio a bloccarlo
sapeva neanche accenderlo. Tuttavia, emotivamente e trovava nel segno,
aveva una tale competenza nel suo nel disegno, il suo sfogo. Racconto
settore che questo divario tecnologico un aneddoto legato al rapporto con il
non l’ha mai costretto a colmare il vuoto nipotino: riorganizzando lo studio di
di conoscenza che gli impediva di usare Heinz è stato ritrovato un disegno in
la tecnologia con disinvoltura. E ciò in cui era raffigurato un labirinto stilizzato
fondo non ha mai rappresentato un vero con dentro un “omino grande”, sempre
problema per lui. stilizzato, ed uno più piccolo che
rappresentava il nipote. Queste due
Il labirinto della vita. collegate da un filo. Il messaggio che
con questo disegno Heinz voleva far
Definirei Heinz un pensatore solitario. capire al nipote era così semplice
Alla fine degli anni 50, nel contesto da essere comprensibile anche a un
socio-culturale in cui si viveva nel bambino: “Ti accompagnerò nel labirinto
dopoguerra i rapporti tra le persone della vita”. È la dimostrazione che
non erano come oggi e le possibilità la dolcezza di un uomo si trasmette
che vi erano al tempo non sono anche in silenzio, non solo attraverso
rumorose dimostrazioni.

149

Nicoletta Ossanna Cavadini

NEUE ADRESSE

Testimonianza di Antonio Tabet

150
UN SEGNO NEL VUOTO
Heinz Waibl, 1962, pieghevole Nuovo indirizzo. © AIAP CDPG

Gira pagina e inquadra l’opera con l’app
Artivive per dare spazio al vuoto!

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Di Heinz ricordo innanzitutto la NEUE ADRESSE
disponibilità a insegnare e ad accordare
fiducia. Un primo esempio che mi
colpì fu quando, pochi mesi dopo il
mio arrivo, accettò la mia proposta per
il biglietto che annunciava il trasloco
dello studio. Andai a comperare un
modellino di camion con rimorchio,
sul quale dipinsi il testo e da cui feci
fuoriuscire un pennello, una matita
e un tiralinee. Dopo essere stato dal
fotografo per realizzare l’immagine ero
un po’ in difficoltà perchè non sapevo
dove posizionarla sul biglietto. Heinz
mi suggerì “Perchè non la metti lì?”,
e l’appoggiò in basso, lasciando la
maggior parte della superficie vuota,
in contrasto con la massa del camion,
trasformando così una bella idea in
un’immagine perfetta. Questo era ed è
Heinz: poche parole, ma quelle giuste
al momento opportuno.

151





Nicoletta Ossanna Cavadini

TRA L’ODORE
DELLA CARTA

Testimonianza di Andreas Waibl

154
UN SEGNO NEL VUOTO
Heinz Waibl e il figlio Andreas



156 UN SEGNO NEL VUOTO

Ha avuto
particolare
influenza
suo padre
nelle sue scelte
professionali?

La forte influenza che mio padre ha brava disegnatrice, pittrice, grafica TRA L’ODORE DELLA CARTA
esercitato su di me, soprattutto quan- e artista dall’impronta scanzonata, direi
do ero bambino, è avvenuta in realtà quasi hippie e fricchettona, alle prese
indirettamente. I miei genitori, infatti, si con un amore folle e ruvido, con il pitto-
sono separati quando io avevo poco più re svizzero tedesco Max Marti, grande
di 2 anni, mio fratello Leonhard ne ave- amico di mio padre. Mio padre e mia
va 6. Di lì a poco mio padre partì per gli madre - la quale ha vissuto per molti
Stati Uniti, affrontando la sua straordina- anni a Tremona, non lontano dalla casa
ria esperienza americana e sudafricana. a Novazzano di Heinz - parlavano molto
Mia madre però mi ha sempre trasmes- di arte, di pittura... ma ricordo anche
so un’immagine positiva di lui. Ricordo le grandi mangiate e le immancabili
che quando sentivo della bella musica bevute! Tra i racconti su di lui riferiti
americana passare alla radio mi diceva: da mia madre, rammento in particolare
“Ecco Andreas, il tuo papà vive adesso un episodio emblematico: si rompe il
nel Paese dove suonano questa musica ferro da stiro, mia madre gli dà i soldi
che ti piace tanto”. O quando vedevo e lo manda a comprarne uno nuovo.
una scia nel cielo, mi ripeteva: “In Quando torna a casa mio padre ha
quell’aereo c’è il tuo papà che viaggia sotto il braccio solo dei dischi jazz!
per il mondo”. Lo sognavo, desideravo Mi ha raccontato anche della prima
vederlo, ma lui era molto assente. volta che hanno sentito in una balera
La sua missione professionale lo un cantante stranissimo e bravo,
assorbiva totalmente. L’infanzia quindi pressoché sconosciuto: Enzo Jannacci.
l’ho vissuta con mia madre, che era una Tornarono più volte a vederlo esibirsi.

157

158 UN SEGNO NEL VUOTO

La dedizione
per l’arte
e la grafica
di suo padre
che cosa le ha
trasmesso
in particolare?

Dopo molti anni di collegio in Austria, con entrambe le mani e sa scrivere TRA L’ODORE DELLA CARTA
Svizzera e in Italia, sono approdato specularmente a rovescio. Passavo
a Milano, all’età di 14 anni. È stato molte ore a sfogliare centinaia di libri
lì che ho iniziato a “respirare” la presi dalla sua biblioteca: fotografia,
professione di mio padre. Quando arte, grafica, storia, architettura,
ero nel suo studio a Milano, infatti, musica. Una sorta di “allenamento”
mi piacevano soprattutto i profumi, per gli occhi. Nutrivo la mente e
l’odore della carta, delle matite. Ogni l’anima di proporzioni, di equilibri,
oggetto per me era importante, anche allineamenti, disposizioni e armonia.
la loro disposizione, mai casuale. Gli Inconsapevolmente è stato proprio lì
strumenti da lavoro, i libri, gli schizzi che ho iniziato a coltivare il mio amore
dei progetti a mano libera di mio per i libri illustrati: saper disporre il testo
padre rappresentavano pochi segni e le immagini in una griglia d’architettura
riconoscibilissimi fra miliardi! e comunicare un racconto con un senso
Tra l’altro lui disegna indifferentemente compiuto, anche senza dover leggere.

159

160 UN SEGNO NEL VUOTO

Quale ricordo ha
della Milano anni
cinquanta-
sessanta? Allora
era ancora piccolo.
Cosa le hanno
raccontato
i suoi genitori?

Mia madre aveva il dono del racconto. TRA L’ODORE DELLA CARTA
Mi ha parlato spesso di quel clima
degli anni cinquanta a Milano:
il Giamaica, gli artisti, il cabaret, Mulas,
Castiglioni, Roberto Leydi, Montale;
libertà, dopoguerra, avventura, l’amore,
le tantissime persone incontrate,
l’entusiasmo di quel mondo bellissimo
che lei ha amato molto. Ogni giorno
era una scoperta per lei e mio padre.

161

162 UN SEGNO NEL VUOTO

Lei svolge
la professione
di book designer
in Abruzzo.
Quanto ha
contribuito
nella sua scelta
l’esperienza
professionale
di suo padre?

Spesso, mentre eseguo un lavoro, TRA L’ODORE DELLA CARTA
non so spiegarmi neanche io perchè
mi piaccia. Semplicemente vedo che
funziona, che c’è armonia, che mi
dà pace. Fin da piccolo sono stato
abituato alla normale frequentazione
con i colleghi di mio padre. Ricordo una
vacanza estiva con Achille Castiglioni,
in Liguria; era un burlone incredibile,
scherzi e gavettoni non mancavano
mai. A Max Huber invece dobbiamo
la nostra vita, mia e di mio fratello
Leonhard, perchè i nostri genitori si
sono conosciuti proprio nel suo studio
di Milano. Era molto affettuoso,
piccolino, dalla voce e dalla parlata
inconfondibili...

163

Enrico Dalle Carbonare

MENTORE.
MAESTRO.
AMICO.

Contributo inedito di Enrico Dalle Carbonare, collaboratore di H. Waibl dal 2014

Nelle pagine seguenti: Enrico Dalle Carbonare,
trasposizione su tela dell’opera di Heinz Waibl.
164
UN SEGNO NEL VUOTO
Heinz Waibl, opera realizzata a computer

bo rd er
s

166 UN SEGNO NEL VUOTO

Ho avuto esperienza diretta solo con Heinz come maestro,
per la fortuna di esserci incontrati come vicini di casa. Lavoravo
già come grafico da dieci anni quando l’ho conosciuto, ma quello
che mi ha trasmesso vale molto più dei miei anni di esperienza:
il valore aggiunto del lavorare con meno mezzi e con una
attitudine di lentezza e riflessione, piuttosto che con frenesia.
Approcciarsi ad un progetto, metabolizzarlo, lasciarlo riposare,
riprenderlo il giorno dopo, e arrivare al massimo a due proposte:
“Tre son troppe, trasmette insicurezza! Porta confusione
nel cliente che ne vorrà sicuramente una quarta”.

Il valore aggiunto che caratterizza la mia esperienza con Heinz
è la componente umana del lavoro fianco a fianco, il rispetto
reciproco delle proprie capacità: non dava per scontato che io,
essendo giovane, fossi meno bravo, anzi imparavamo a vicenda.
Nel mio percorso professionale ho avuto la fortuna di conoscere
Alfredo Troisi, di cui c’è poca traccia online; molto amico dei
Waibl, ha interrotto il suo lavoro nella grafica per cimentarsi nella
pittura. Ha fatto dei lavori pazzeschi: marchi come Acerbis, King
Jeans, Club Mediterranee, Expo Milano; ha lavorato con Toscani,
il suo gusto è molto più libero e meno rigoroso di Waibl, che
rimane l’unico “maestro diretto” con cui abbia lavorato.

168 UN SEGNO NEL VUOTO

Ricordo con piacere i momenti di lavoro con Heinz, ogni
sessione era per me un’occasione di scoprire segreti e saggezze
di un maestro, di imparare il giusto approccio ad un processo
di creazione, con metodo lento: percorsi fatti di riflessione, infiniti
ritocchi e “aggiustamenti”. La saggezza di chi la professione la
faceva da 60 anni e oltre. E la saggezza è insostituibile.

La fretta è nemica di
un lavoro potente.

I grandi grafici creavano a mano e il margine di errore poteva,
anzi doveva, essere minimo perché rifare tutto costa tempo.
È qui che la riflessione gioca un ruolo importante per arrivare
all’obiettivo, passo dopo passo. La cifra comune, la costante
di un progetto, era togliere piuttosto che aggiungere al fine
di arrivare a un’armonia compositiva.

Il segno che dialoga
con il vuoto.

Dovevamo fare dei quadri, piuttosto che dei progetti grafici,
e anche guardare due lettere vicine di Helvetica Neue
nerissimo lo emozionava. Diceva: “È arte, arte astratta!”.

170 UN SEGNO NEL VUOTO

Ad ogni incontro, poi, si lasciava decantare il progetto, lo si
riguardava qualche giorno dopo, e, se stavamo in silenzio,
significava che eravamo quasi arrivati al compimento.
“Un lavoro deve decantare, come il vino in botte, e diventa
sempre più buono.” Poi ci bevevamo un bicchiere.
Se riguardando un progetto sullo schermo nessuno dei due
parlava più, il lavoro era completo. “Basta, chiudi, finish!”.

Il silenzio come assenso.

Il silenzio è il vuoto dei suoni, privo di obiezione.
“Non bello, ma giusto”, ripeteva lui. Non importa che piaccia,
deve prima di tutto funzionare. Era solito dire:

“Il vuoto è potente”.

172

Elenco delle fonti

Metodo e istinto a cura di Sara Barzaghi
Classe 1931

Brughera. A. (2014). Quando il rigore diventa creativo (estratto
da), Azione 32, 29. https://issuu.com/azionemigrosticino/docs/23-
04.08.2014/27 Gatti, C. (2014).
L’allegro rigore di Heinz mago dei loghi e delle réclame (estratto
da), La Repubblica https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/
repubblica/2014/06/26/lallegro-rigore-di heinz-waibl-mago-dei-
loghi-e-delle-reclameMilano14.html
p.11/ Ritratto di Heinz Waibl, 1974. © Mario Mulas, Mottolese,
B. (2006/2007). Un maestro del Novecento: Heinz Waibl [Tesi di
laurea, Politecnico di Milano], 92.

Design è traduzione

Waibl, H. (2014). L’apertura del proprio studio e le prime
committenze (estratto da), Heinz Waibl. Graphic designer. Il
viaggio creativo. The Creative Journey, 196.
p.15/ Marchio per Ceteco, 1959. Marchio per Officine Calabresi,
1961. Logotipo per Rivolta, 1959. Marchio per Centroforme, 1973.
Marchio per Gavina, 1961. Marchio Ranchetti fotoriproduttori,
1961. © Cignacco, G. (2006/2007). Heinz Waibl: Sintesi di
ragione e fanstasia [Tesi di laurea, Università IUAV, Venezia], 20.
p.16-17/ Carta da imballo per MaS Magazzini allo Statuto, 1955-
1959. © AIAP CDPG.

Eri un modello da seguire

Waibl, H. (2014). Lettera di Heinz Waibl a Max Huber, Heinz
Waibl. Graphic designer. Il viaggio creativo. The Creative Journey,
196.
p.21/ Max Huber. © archives.rinascente.it
p.22/ Max Huber e Heinz Waibl, 1963. © fhttps://www.facebook.
com/waibldesign.

A tempo di jazz

Bosoni, G. (2010). Max Huber: maxieland jazz! (estratto da),
Domus. https://www.domusweb.it/it/design/2010/02/16/max-
huber-maxieland-jazz-.html (2020).
Max Huber e il jazz (estratto da), Wikipedia. https://it.wikipedia.
org/wiki/Max_Huber_e_il_jazz.
p.25/ Max Huber, Jazztime, copertina per primo numero della
rivista omonima. © https://www.domusweb.it/it/design/2010/02/16/
max-huber-maxieland-jazz-.html.

173

p.26-27/ Max Huber, Jazztime, copertina per quarto numero della
rivista omonima. © pinterest.
p.28/ La Rinascente, pubblicità, 1951. © https://a-g-i.org/design/
la-rinascente.

Maestro di eleganza a cura di Valentina Seghezzi
Un felice senso di equilibrio
Piazza, M. (2015). Heinz Waibl: ritmo, armonia, sintesi, design
(estratto da), 03 F HW, 4-9.
p.33/ Heinz Waibl, Milano, 1962. © https://www.facebook.com/
waibldesign.

Compagni di banco… e di vita
Castiglioni, A. (2014). Era il più timido, Heinz Waibl “progettando”
1950-1990, 6.
p.39/ Achille Castiglioni. © www.archiportale.com.
p.40/ Lettera da Achille Castiglioni a Heinz Waibl, 1997.
© immagine gentilmente concessa da Martha Waibl.

La rivista nella rivista
Piazza, M. (2014). Le due stelle di Waibl (estratto da), Heinz
Waibl. Graphic designer. Il viaggio creativo. The Creative Journey,
36-38.
p.43/ Copertina di “Progettando” 1950-1990, Heinz Waibl, 1991.
© Heinz Waibl “progettando” 1950-1990.
p.44/ “Pagina”, n.1, novembre 1962, copertina. © Heinz Waibl
“progettando” 1950-1990.
p.46-47/ Logotipo per “Pagina”, 1961. © https://www.facebook.
com/waibldesign.
p.48-49/ Heinz Waibl guarda gli esecutivi di “Pagina” per una tesi
di laurea, 2011. © Andrea Farinati, https://www.facebook.com/
waibldesign.

New life, new style a cura di Manuela Balossi
Italian roots, American spirit
Ossanna Cavadini, N. (2014). The American period: a European
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p.53/ Bandiera statunitense. © Samuel Branch.
p.55/ Unimark International Heinz Waibl Logotipo per i grandi
magazzini Levy’s Co., Tucson USA, 1969. © Heinz Waibl
“progettando” 1950-1990.
p.56-57/ Unimark International Heinz Waibl Logotipo per i grandi

174

magazzini JCPenney Chicago, USA, 1969. © Cignacco, G.
(2006/2007). Heinz Waibl: Sintesi di ragione e fanstasia [Tesi di
laurea, Università IUAV di Venezia], 61.

An airline that has flown… Italian
American Airlines (n.d.), Archivio Grafica Italiana. http://www.
archiviograficaitaliana.com/project/309/americanairlines
p.59/ Unimark International Massimo Vignelli e Heinz Waibl
immagine coordinata per American Airlines, 1968-1970. © http://
www.archiviograficaitaliana.com/project/309/americanairlines.
p.60-61/ Applicazione logo American Airlines su Boeing 757.
© speedbird002.
p.63/ Logotipo American Airlines, 1969. © http://www.
archiviograficaitaliana.com/project/309/americanairlines.

Dear Massimo
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Waibl. Graphic designer. Il viaggio creativo. The Creative Journey,
197.
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p.68-69/ Lettera di Massimo Vignelli a Heinz Waibl. © immagine
gentilmente concessa da Enrico Dalle Carbonare.

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(2019) Italian Types Graphic Designers from Italy in America,
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newyork/en/gli_eventi/calendario/2019/03/italian-types-graphic-
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p.71/ Leo Lionni, Fortune, 1960. © https://www.frizzifrizzi.
it/2019/03/18/italian-types.
p.72-73/ Estratto dal retro del libro Italian Types: Graphic
Designers from Italy in America. A cura di Patricia Belen, Greg
D’Onofrio and Melania Gazzotti, 2019. Corraini Edizioni, Italia.
© https://www.frizzifrizzi.it/2019/03/18/italian-types.
p.74/ George Giusti, Great Ideas for Western Man Advertisement,
1955. © https://www.frizzifrizzi.it/2019/03/18/italian-types.

Costruire un’identità a cura di Sebastiano Motta
Il ritorno e la missione
Ossanna Cavadini, N. (2014). Il rientro a Milano: un americano in
Europa, Heinz Waibl. Graphic designer. Il viaggio creativo. The
Creative Journey, 24, 26.
p.79/ Duomo di Milano, Città di Milano, 2020. © Ian Lee.

175

p.81/ Manifesto per l’inaugurazione dello Show-room Nava-
Porsche Design, Studio Signo, Milano, 1979. © https://www.
facebook.com/waibldesign.

Il regno dei segni
Mottolese, B. (2006/2007). Un maestro del Novecento: Heinz
Waibl [Tesi di laurea, Politecnico di Milano], 107-108.
p.83/ Rielaborazione invito per inaugurazione Studio Signo
per Congresso AGI “Coexistence”, Svizzera, 2015. © immagine
gentilmente concessa da Enrico Dalle Carbonare.
p.85/ Heinz Waibl e Laura Micheletto all’inaugurazione dello
Studio Signo, 1974. © https://www.facebook.com/waibldesign.
p.86-87/ Studio Signo, progettazione texture per imballaggi
BTicino, 1998. © Mottolese, B. (2006/2007). Un maestro del
Novecento: Heinz Waibl [Tesi di laurea, Politecnico di Milano],
119.

Solidità e coerenza
Munari, B. (2011). L’immagine coordinata, Domus. https://www.
domusweb.it/it/dall archivio/2011/11/06/l-immagine-coordinata.
html.
p.91/ Heinz Waibl, Manifesto “Les Maîtres de la carrosserie
italienne” per la mostra “Design Automobile” 1990. © Mottolese,
B. (2006/2007). Un maestro del Novecento: Heinz Waibl [Tesi di
laurea, Politecnico di Milano], 101.
p.92/ Marchio e logotipo per la Smalteria Metallurgica Veneta,
Bassano del Grappa, 1971. © http://page-spread.com/
progettando-1950-1990heinz-waibl/.
p.94-95/ Heinz Waibl, Progettazione marchio e logotipo per la
Westen, 1976. © Mottolese, B. (2006/2007). Un maestro del
Novecento: Heinz Waibl [Tesi di laurea, Politecnico di Milano],
84, 86.

Ottantanove/89 a cura di Federico Ricco
Un viaggio al museo
Heinz Waibl (1931) graphic designer. Il viaggio creativo (n.d.),
Centro Culturale Chiasso. https://www.centroculturalechiasso.
ch/m_a_x_museo/heinz-waibl/.
p.99/ in alto: Vernissage Heinz Waibl. Heinz Waibl, Le voyage

176

créatif. Montrèal. © Justin Lapointe, https://centrededesign.
smugmug.com/Saison-20162017/Vernissage-Heinz-Waibl.
In basso: Logo Max Museo di Chiasso. © https://www.
centroculturalechiasso.ch/m_a_x_museo/1-22-08-2016-chiusura-
estiva-m-a-x-museo.
p.100-101, 104/ Vernissage Heinz Waibl. Heinz Waibl, Le voyage
créatif. Montrèal. © Justin Lapointe, https://centrededesign.
smugmug.com/Saison-20162017/Vernissage-Heinz-Waibl.
p.105, 106-107/ Retrospettiva su Heinz Waibl al m.a.x. museo,
2014. © Leo Torri, https://www.leotorri.com/tag/heinz-waibl/.

Miriam, un volto dietro a un manifesto
Bracchetti, S. (2014). Miriam, un volto dietro a un manifesto, Tio.
https://www.tio.ch/people/people/793342/miriam-un-volto-dietro-a-
un-manifesto.
p.109/ Manifesto vincitrice di Miriam Greppi. © https://www.
behance.net/gallery/38775299/Manifesto-Heinz-Waibl.

Eccellenza certificata, garantisce l’ADI
Mottolese, B. (2006/2007). Un maestro del Novecento: Heinz
Waibl [Tesi di laurea, Politecnico di Milano], 93-98.
p.113/ Vernissage Heinz Waibl. Heinz Waibl, Le voyage créatif.
Montrèal. © Justin Lapointe, https://centrededesign.smugmug.
com/Saison-20162017/Vernissage-Heinz-Waibl.
p.116/ Heinz Waibl, Manifesto per il congresso AGI Berlino,
Germania, 2005. © Mottolese, B. (2006/2007). Un maestro del
Novecento: Heinz Waibl [Tesi di laurea, Politecnico di Milano], 92.
p.119/ Studio Signo, Manifesto per la mostra Design/tecnologia
per il XVI Compasso d’Oro, all’Istituto Italiano di Cultura, Madrid,
1991. © AIAP CDPG.

Mio padre devastato dalla tecnologia
Mottolese, B. (2006/2007). Un maestro del Novecento: Heinz
Waibl [Tesi di laurea, Politecnico di Milano], 201-203.
p.121/ Da sinistra: Leonardo Waibl, Laura Micheletto, Heinz
Waibl, Andreas Waibl e Marta Waibl, 1959. © Mottolese, B.
(2006/2007). Un maestro del Novecento: Heinz Waibl [Tesi di
laurea, Politecnico di Milano], 14.
p.125/ Heinz Waibl, Studio Signo, Milano. © Enrico Dalle
Carbonare.

177



Elenco delle fonti

Tua, Laura
Intervista inedita a Laura Micheletto
p.139/ Heinz Waibl e Laura Micheletto nello Studio Signo. © immagine
gentilmente concessa da Enrico Dalle Carbonare.

Neue Adresse
Ossanna Cavadini, N. (2014). Testimonianze: Antonio Tabet.
Graphic designer. Il viaggio creativo. The Creative Journey, 182.
p.152-153/ Heinz Waibl, 1962, pieghevole Nuovo indirizzo. © AIAP
CDPG.

Tra l’odore della carta
Ossanna Cavadini, N. (2014). Testimonianze: Andreas Waibl.
Graphic designer. Il viaggio creativo. The Creative Journey, 182,
184.
p.155/ Heinz Waibl e il figlio Andreas. © https://www.behance.net/
gallery/5132747/Special-thanks.

Mentore. Maestro. Amico.
Intervista inedita a Enrico Dalle Carbonare
p.165/ Heinz Waibl, opera realizzata a computer. © immagine
gentilmente concessa da Enrico Dalle Carbonare.
p.166-171/ Enrico Dalle Carbonare, trasposizione su tela dell’opera
di Heinz Waibl. © immagine gentilmente concessa da Enrico Dalle
Carbonare.

Finito di stampare nel mese
di giugno 2021 a cura di SEF Srl.

Milano



Heinz Waibl
Heinz Waibl
Heinz Waibl
Heinz Waibl
Heinz Waibl
Heinz Waibl
Heinz Waibl
Heinz Waibl
Heinz Waibl
Heinz Waibl


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