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Progetto monografico a cura di A metà tema

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Published by Heinz Waibl. Design d'autore, 2021-06-12 17:14:01

Heinz Waibl. Design d'autore

Progetto monografico a cura di A metà tema

Heinz Waibl, Manifesto “Les Maîtres de la carrosserie italienne”
per la mostra “Design Automobile” 1990

ben fatto, ben progettato, chiaro e pubblico, il quale è portato a pensare: SOLIDITÀ E COERENZA
leggibile, facile da memorizzare. se questa azienda ha studiato tutto ciò
Tutta la segnaletica interna ed esterna, che è visibile, avrà anche studiato nel
nei loro edifici, è chiara, semplice, modo migliore anche il prodotto
coerente col resto. Tutti gli stampati, che mi offre. AI contrario, una azienda
dal biglietto da visita alla pubblicità o industria che si presenti con un
hanno la stessa coerenza. Le azioni che manifesto disegnato da un grafico di
questa azienda compie, per mezzo del terzo ordine, con caratteri tipografici
suo ufficio di pubbliche relazioni, sono poco leggibili, con accordi di colore di
di ottimo livello culturale anche se sono venti anni fa, con un prodotto presentato
rivolte a un vasto pubblico. Insomma in un imballaggio generico o di cattivo
qualunque aspetto visivo di questa gusto, consegnato al negozio di vendita
azienda è stato curato da un esperto con un camion qualunque, senza
dalla sensibilità attuale, da qualcuno un marchio riconoscibile o con un
che è informato su tutto ciò che avviene marchio illeggibile perché troppo pieno
oggi nel campo della cultura più viva. di immagini (stabilimenti, stelle, rami
Questo tipo di «immagine globale» che di alloro...) eccetera eccetera, non
una industria o una azienda ci mostra, dà certamente al consumatore una
stabilisce subito, per via visiva, un garanzia che il proprio prodotto sia
rapporto di simpatia e di fiducia con il ben fatto. Tutta questa confusione si

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COSTRUIRE UN’IDENTITÀ suppone di trovarla anche nel prodotto. del problema generale, e cioè si dovrà
Ecco quindi che cade la fiducia e definire che tipo di immagine si vuoi
nascono molti dubbi, proprio perché comunicare e a che tipo di pubblico
il compratore non ha un rapporto visivo ci si vuoi rivolgere. In seguito si
con l’industria, non la riconosce raccoglieranno dei dati sull’ambiente
in nessun aspetto, l’immagine globale è di questo tipo di pubblico (giovani,
confusa e si mescola con tutte le altre. anziani, sportivi, casalinghe, mamme,
Non si definisce. Non si identifica. studenti, ecc.) per conoscere i punti
Non ha un carattere, un aspetto visivo, di contatto sui quali iniziare
una immagine chiara. Naturalmente non l’identificazione dell’immagine generale.
è detto che tutte le immagini globali si Seguirà una verifica per conoscere se
assomiglieranno, anzi dovranno essere esiste già qualche «immagine globale»
tutte diverse, pur essendo tutte nella in questo campo in altri paesi.
nostra epoca, partecipi di un clima Sia per conoscenza che per non
culturale attuale. Ed è il progettista ripetere una «immagine” già esistente.
grafico, il visual designer che assieme Si elencheranno tutti i casi dove questa
al graphic designer, agli architetti e «immagine globale» verrà applicata:
agli esperti dei vari rami, progetterà estetica industriale negli edifici e
e coordinerà questa immagine. In un interni, arredamento degli uffici, tutti
primo tempo vi sarà una messa a fuoco gli stampati, tutti i mezzi di trasporto

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dell’azienda, dalla bicicletta del fattorino monotonia, come un inesperto potreb- SOLIDITÀ E COERENZA
al treno merci. Tutta la segnaletica be pensare, bensì grande variazione
interna ed esterna. Saranno scelti uno o nello stesso stile. Ogni stile, nelle
due colori di base che dovranno essere epoche passate, ci ha dato grande
presenti in ogni caso. Saranno scelti varietà di immagini, però noi le
uno o due caratteri tipografici da usare possiamo individuare e non confondere
sempre, salvo casi speciali, in vari corpi con immagini di altri stili. Perché il
e densità. Sarà stabilito anche un modo Liberty ha (per esempio) un certo tipo di
di usare questi caratteri, se dovranno linea curva, che si presenta in mille modi,
essere impaginati in modo compatto o ma diversa da una linea razionale fatta
in altri modi. Saranno definiti dei fattori col compasso. Un’industria e un’azienda
visivi di situazioni particolari per tutte senza «immagine globale» e quindi
le manifestazioni pubblicitarie. Le senza immagine o con immagine
«relazioni pubbliche» organizzeranno confusa, appare (per riprendere il primo
manifestazioni di un certo tipo che sia esempio) come una persona che si
dello stesso livello della «immagine presenta con giacca sportiva su calzoni
globale». Cinema, televisione e da smoking, a piedi nudi e un soprabito
qualunque altro mezzo di comunicazio- di plastica militare. Oppure in un
ne visiva, dovranno comunicare nello completo grigio medio economico
stesso spirito. Questo non vuol dire con camicia bianca e cravatta blu medio.

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Heinz Waibl, Progettazione marchio e logotipo per la Westen, 1976

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Centro Culturale Chiasso

UN VIAGGIO
AL MUSEO

Heinz Waibl (1931) graphic designer. Il viaggio creativo

OTTANTANOVE/89 Il tema scelto per la stagione 2013- a Waibl che affronta tutto il suo
2014 – il viaggio – si sposa con il filone articolato percorso mettendo in luce
relativo alla “grafica contemporanea”. il doppio background che matura
Dopo l’esposizione dedicata nella negli anni, ovvero fra l’Europa e la
primavera-estate 2013 a Lora Lamm significativa esperienza negli Stati
(Arosa, Svizzera, 1928), il m.a.x. museo Uniti e a Johannesburg. Fra le sue più
propone ora una mostra su Heinz Waibl, note collaborazioni quelle per la Rai,
graphic designer che ha lavorato in la Rinascente, Atkinsons, Olivetti,
Italia, negli Stati Uniti e a Johannesburg. Pirelli e Flos, ma anche per la Unimark
Waibl è annoverato dalla critica tra i più International Design and Marketing
importanti protagonisti nel settore della Company, grazie alla quale ha ideato
comunicazione visiva del Novecento, il logotipo per JCPenney e American
per la messa a fuoco di un linguaggio Airlines. A differenza di altri, Waibl
creativo e innovativo che ancora oggi rientrerà nel 1971 nel vecchio
risulta incredibilmente attuale. Si tratta continente, facendosi portatore
della prima antologica dedicata della novità della corporate image

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Vernissage Heinz Waibl. Heinz Waibl, Le voyage créatif. Montrèal. © Justin Lapointe
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Logo Max Museo di Chiasso
UN VIAGGIO AL MUSEO

Vernissage Heinz Waibl. Heinz Waibl, Le voyage créatif. Montrèal. © Justin Lapointe



OTTANTANOVE/89“Heinz Waibl fa parte di
quella élite, una quindicina
di persone circa, che hanno
“scritto” la storia della grafica
milanese del dopoguerra
in un periodo in cui, con
la ricostruzione, molte
aziende avevano bisogno
di farsi conoscere, di
crearsi un’identità visiva, di
comunicare la loro esistenza
attraverso la pubblicità,
ricorrendo a questi giovani
”grafici capaci di fare tutto
“a mano”.

Alessandro Colizzi

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acquisita a Chicago e nelle altre città fra manifesti e locandine, bozzetti UN VIAGGIO AL MUSEO
americane in cui lavora alla fine degli preparatori, studi di logo, grafiche,
anni ‘60. In questo senso è finalizzato oggetti di design e packaging come
il taglio critico effettuato dai curatori: bottiglie di profumo e puzzle, nonché
Alessandro Colizzi, professore una corrispondenza con Max Bill,
all’École de design de l’Université Max Huber e Georges Vantongerloo.
du Québec à Montréal (Uqam), che Una sezione fotografica raffigura Waibl
in mostra e nel catalogo focalizza negli anni ‘50 a Milano, con gli amici
l’attenzione su quanto appreso negli e Max Huber. Sono presenti inoltre
Stati Uniti da Waibl ma anche dai suoi alcuni lavori di Max Huber dedicati
contemporanei – Massimo Vignelli, a Waibl, suo allievo prediletto. In
Piero Ottinetti, Giulio Cittato – e ragione del percorso di Waibl a cavallo
Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice fra il vecchio e il nuovo continente,
del m.a.x. museo e dello Spazio l’esposizione sarà ospitata nel
Officina, che si china, invece, sui primi 2016 presso il Centre de design de
anni d’attività di Waibl e sul suo l’Université du Québec à Montréal (da
ritorno in Italia. In mostra 366 pezzi giovedì 02.06 a domenica 31.07).

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108 OTTANTANOVE/89

Vernissage Heinz Waibl. Heinz Waibl, Le voyage créatif. Montrèal. © Justin Lapointe

Retrospettiva su Heinz Waibl al museo m.a.x. di Chiasso, 2014. © Leo Torri

109 UN VIAGGIO AL MUSEO



Retrospettiva su Heinz Waibl al museo m.a.x. di Chiasso, 2014. © Leo Torri

Sara Bracchetti

MIRIAM,
UN VOLTO DIETRO
A UN MANIFESTO

Titolo originale omonimo

OTTANTANOVE/89 CHIASSO - Fosse stata il giudice di se per la prima antologica sul graphic
stessa, non si sarebbe forse neanche designer allievo prediletto di Max Huber,
scelta. “Non so – riflette oggi Miriam aperta fino a domenica 20 luglio, da cui
Greppi – Di certo avrei avuto grande ne sarebbe stato selezionato solo uno.
difficoltà a selezionare il lavoro vincitore. “Un’ottima opportunità per mostrarsi.
Erano tutti l’uno diverso dall’altro, A differenza di altri progetti, si trattava
molto efficaci, funzionali e belli”. di una commissione reale”. Se gli altri
Il m.a.x. museo di Chiasso invece ha nove si possono guardare visitando
premiato proprio lei: e il trittico dedica- l’esposizione, il suo resterà sotto gli
to alla mostra su Heinz Waibl che oggi occhi di tutti per tre mesi: il tempo che
campeggia per le strade del Ticino. ha impiegato a realizzarlo, durante
“Che emozione. In fondo è come una le giornate di progetto alla Supsi,
parte di te, guardata da fuori. È pur il martedì, da febbraio ad aprile.
sempre il frutto del tuo lavoro creativo”, “A metà del percorso non avevo ancora
dice Miriam, studentessa alla Supsi le idee chiare su che cosa fare –
al secondo anno di comunicazione confessa Miriam – L’idea non arriva
visiva. Ventiquattro anni, di Cerano d’In- così, dal nulla. Spesso è il frutto di un
telvi (Como), ha risposto assieme processo. Ho fatto diversi tentativi,
ad altri nove compagni alla proposta ci sono stati dei passaggi anche com-
del m.a.x. museo: creare un manifesto pletamente differenti da quello che oggi

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Manifesto vincitrice di Miriam Greppi

“Il trittico di Miriam Greppi,
studentessa al secondo anno
di Comunicazione visiva

alla Supsi, campeggia

per le strade del Ticino.

Ha vinto il concorso

per pubblicizzare la mostra

dedicata al grafico Heinz

OTTANTANOVE/89 Waibl, fino al 20 luglio
”al m.a.x. museo.
Sara Bracchetti

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è il risultato”. Osservatrice del lavoro A chiamarsi vincitrice resta comunque MIRIAM, UN VOLTO DIETRO A UN MANIFESTO
altrui in evoluzione, non ha mai avuto lei che, onesta, confessa: “Non cono-
ripensamenti. “Durante gli atelier si scevo Heinz Waibl, prima. Sapevo che
lavorava insieme e ho avuto l’occasione era stato allievo di Max Huber, ma non
di vedere ciò che stavano realizzando mi ero mai addentrata nella sua opera.
gli altri. Nella professione di comunica- Per questo, la prima fase è stata di
tore visivo, il confronto è fondamentale. analisi e ricerca sulla sua persona”.
In un contesto futuro, difficilmente Se dovesse descriverlo adesso che
si lavorerà da soli”. Ha elaborato, tra- le ha guadagnato visibilità, direbbe
sformato, rivisto, abbandonato, ripreso, che è “funzionale. In grafica la bellezza
presa per mano dai docenti. Alla fine è soggettiva, si parla piuttosto di funzio-
“ho scelto la semplicità: credo sia questo nalità. A questo proposito, Heinz Waibl
che mi ha ricompensato. Il mio lavoro è un grande esempio di funzionalità
era forse il più affine alla corporate del a fini comunicativi”. Lei ne ha colto
museo, alla sua impostazione grafica. gli spunti, li ha rielaborati e oggi li
Ho preso alcuni elementi del lavoro osserva per strada come qualcosa
di Heinz Waibl e li ho distribuiti in una che è diventato suo. Modesta come sa
composizione armonica. Forse il mio esser chi ancora cerca di affermarsi,
trittico è meno sperimentale di quello non è riuscita però a perdersi l’affissio-
degli altri, tutti di grande livello. Posso ne fuori dal museo. “L’ho vista in tempo
dire che sono soddisfatta per me, reale. Ho anche scattato delle foto,
ma anche per i miei compagni”. per ricordo”.

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Barabara Mottolese

ECCELLENZA
CERTIFICATA,
GARANTISCE L’ADI

Presenza professionale: AGI e ADI

OTTANTANOVE/89 Dal 1974 Heinz Waibl è membro delle e a interpretare un tema, solitamente
associazioni professionali AGI e ADI legato al luogo in cui si svolge l’evento,
a livello internazionale e nazionale. così da rendere omaggio alla città o alla
L’AGI, Alliance Graphique Internationale, nazione ospitante. Alcuni esempi sono
attiva dal 1952 è una società onoraria il Congresso AGI Gargonza ad Arezzo
con sede a Zurigo in Svizzera, che in Italia, nel 1984, in cui è stata
raccoglie i piùimportanti visual designer presenta la brochure contenente una
del pianeta. Attualmente conta piu ̀di raccolta dei 12 grafici dell’AGI Italia
200 membri, designer provenienti da sponsorizzata da Olivetti. Heinz Waibl
tutte le parti del mondo, accuratamente ha tenuto inquesta occasione una con-
selezionati, che danno ogni anno ferenza con proiezione di diapositive
significativi contributi al design grafico sul tema della storia della grafica
del proprio paese ed internazionale. italiana dalla fine dell’800 fino agli anni
Ogni anno in una sede differente, 70, cui è seguita la pubblicazione del
si tiene il congresso AGI, un ritrovo volume Alle radici della comunicazione
annuale a base di seminari nei quali visiva italiana del 1988. Nel 1987 il
tutti i membri sono invitati a partecipare, Congresso AGI si è tenuto a Bürgens-

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Vernissage Heinz Waibl. Heinz Waibl, Le voyage créatif. Montrèal. © Justin Lapointe

tock, Lucerna. Ognuno dei membri ha una volta sull’uso del testo e sulla ECCELLENZA CERTIFICATA, GARANTISCE L’ADI
proposto una rielaborazione grafica di scelta dei colori: l’Italia tricolore, con
una ricetta del luogo. Waibl ha rielabo- il pomodoro, il basilico e la mozzarel-
rato graficamente la ricetta della polenta. la. Alla conclusione del congresso è
Solitamente la polenta gialla viene stato realizzato un calendario sotto l’art
cotta nel paiolo di rame, a fuoco rosso, direction di Waibl, con 12 progetti scelti,
col bianco del formaggio o del sale. distribuito poi a tutti i soci. Nel 1998
I colori tipici della ricetta la reinterpreta- l’AGI si trasferisce fino all’altro capo del
no in una nuova veste bidimensionale. mondo, a indicare la sempre crescente
Anche nel 1995 si parla di cibo, internazionalità dell’associazione. Il
il Congresso AGI si è tenuto ad Amalfi, Congresso AGI a Tokio, in Giappone,
in Italia. Il tema proposto era in questa vede proposta un’interpretazione della
occasione quello della pizza, collegato capitale nipponica. Nel progetto di Waibl
ad Amalfi e al Napoletano. Il progetto la smisurata città di Tokyo e la medio-
di Heinz Waibl vede la pizza come evale città di Milano, si estendono e si
occhio, collegato al concetto di visual, fondono, da una cartina antica di Milano
di grafica. L’opera è basata ancora viene fustellata al margine inferiore

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OTTANTANOVE/89 e superiore la parola Tokio in onore accolse ugualmente all’interno dell’AGI,
della città ospitante. Nel 2005, il in quello stesso anno. Così, con un
Congresso AGI è a Berlino, in Germania. incidente di percorso iniziò la mia par-
L’omaggio alla città è questa volta un tecipazione all’AGI. Poi nel 1995 dopo
manifesto: la “l” vuole simboleggiare l’uscita della mia pubblicazione Alle
il muro che ha per molti anni spezzato radici della comunicazione visiva, venni
in due la città e il paese, come una proposto all’unanimità come presidente
persona con l’occhio vigile che guarda dell’AGI Italia, e accettai l’incarico».
lontano. Riprende anche l’altro simbolo L’ADI, Associazione Disegno industriale,
della città, la Siegessaeule, la colonna riunisce dal 1956 progettisti, imprese,
della vittoria che rappresenta la riunifi- ricercatori, insegnanti, critici, giornalisti
cazione della Germania. Dal 1995 intorno ai temi del design: progetto,
al 2003 Heinz Waibl è alla presidenza consumo, riciclo, formazione. Il suo
dell’AGI Italia, prima guidata da Silvio scopo è promuovere e contribuire ad
Coppola, Franco Grignani, Bob Noorda, attuare, senza fini di lucro, le condizioni
Roberto Sambonet. Waibl ricorda: «Per più appropriate per la progettazione
entrare a far parte dell’AGI, servono di beni e servizi, attraverso il dibattito
delle referenze. Grignani, Stainer e culturale, l’intervento presso le istitu-
Ballmer proposero il mio nome all’AGI zioni e la fornitura di servizi. Per l’ADI
nel 1974, perchè secondo loro ero una il design è la progettazione cultural-
promessa. Quell’anno l’assemblea mente consapevole, l’interfaccia tra la
dell’AGI si teneva ad Atene. Walter domanda individuale e collettiva della
Ballmer doveva portare alcuni miei società e l’offerta data dai produttori.
lavori, ma al momento della presenta- Il design è un sistema che mette in
zione, davanti alla commissione, aprì la rapporto la produzione con gli utenti
valigetta, ed i miei progetti non c’erano. occupandosi di ricerca, di innovazione
Li aveva dimenticati a Milano. Poi per e di ingegnerizzazione, per dare
conoscenza dei miei lavori, che erano funzionalità , valore sociale, significato
già piuttosto diffusi, la commissione mi culturale ai beni e ai servizi distribuiti

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“Heinz organizzò un ECCELLENZA CERTIFICATA, GARANTISCE L’ADI
memorabile congresso
AGI in Italia, ad Amalfi. 119
Ci fece da guida attraverso
l’Antica Cartiera Amalfitana,
riempiendoci di straordinari
fogli bianchi fatti a mano.
L’ultima notte, coadiuvato
da Massimo Vignelli e
dalla luce della luna, su
un barcone dondolante
ci nutrì amorevolmente di
”pesce azzurro fritto appena
pescato.

Bruno Monguzzi

Made in Italy - Bodoni in print

sul mercato. In Italia riunisce oltre Heinz Waibl, Manifesto per il giornalisti specializzati), soci dell’ADI o
1000 soci residenti in tutto il territorio congresso AGI Berlino, Germania, 2005 esterni a essa, impegnati con continuità
nazionale, attivi sia nelle iniziative ECCELLENZA CERTIFICATA, GARANTISCE L’ADInel raccogliere informazioni, valutare e
della sede centrale di Milano che con selezionare i migliori prodotti. Ogni anno
manifestazioni autonome a livello locale. l’Osservatorio assegna agli oggetti sele-
L’ADI possiede e gestisce dal 1962 zionati la denominazione di qualità ADI
il Premio Compasso d’Oro, il piùantico Design Index, e li segnala al pubblico
riconoscimento d’Europa nel settore del in un annuario che porta lo stesso titolo.
design, e la sua collezione storica, che Ogni tre anni la giuria internazionale
raccoglie oggetti premiati e documen- del Compasso d’Oro sceglie gli oggetti
tazione, promuovendo ricerche storiche da premiare esclusivamente tra quelli
e allestendo mostre di approfondimen- che, nel triennio precedente, sono stati
to. Il premio Compasso d’Oro ADI è il pubblicati su ADI Design Index. Heinz
primo e il piùautorevole premio europeo Waibl ha ricevuto negli anni, in questo
del settore, istituito nel 1954. Nato da ambito i seguenti riconoscimenti:
un’idea do Gio Ponti e per volontà dei Segnalazione d’onore per il premio
grandi magazzini la Rinascente, ha lo La Rinascente Compasso d’Oro 1956
scopo di mettere in valore la qualità per l’estetica del prodotto, progetto
del design italiano. Gli oggetti premiati scaffaletto “Jolly”, produzione Arform
e segnalati in oltre quarant’anni di vita Milano; Selezione per il Compasso
del premio sono raccolti nella Collezio- d’Oro ADI 1987, per la progettazione
ne storica del Premio Compasso d’Oro del calendario a strappo giornaliero da
ADI. Dal 2000 il premio viene assegnato parete “Impatto 365” prodotto da Nava
sulla base di una preselezione effet- Design. Heinz Waibl ha inoltre effettuato
tuata dalle commissioni responsabili diversi lavori su incarico dell’ADI. Tra
dell’ADI e dall’Osservatorio perma- questi la progettazione dell’immagine
nente del Design, una commissione della mostra itinerante del Compasso
di esperti (critici, storici, progettisti, d’Oro negli USA nel 1989, organizzata

121

OTTANTANOVE/89
Studio Signo, Manifesto per la mostra

Design/tecnologia per il XVI Compasso
d’Oro, all’Istituto Italiano di Cultura,
Madrid, 1991
dall’ADI e dall’ICE, Istituto Nazionale nello sfondo. Waibl si è occupato
per il Commercio Estero. La mostra della progettazione della corporate
ha compiuto diverse tappe negli USA. identity per l’ADI nel 1990 e della
Curioso il gioco realizzato da Waibl progettazione del manifesto
all’interno del catalogo, dove nella prima per la mostra “Il Compasso d’Oro
pagina di ogni sezione, ognuna caratte- a Nord Est” tenutasi alla galleria
rizzata da un colore diverso, si celano comunale “la Rinascente” a Padova
alcune lettere del marchio titolo della nel 2004. Waibl ricorda: «Già negli
mostra, composto rispettivamente con anni Sessanta ero iscritto all’ADI,
l’uso in contemporanea di tutti i colori poi partendo per l’America, mi staccai
delle varie sezioni, verde-rosso-blu- un po’. Al mio ritorno in Italia furono
giallo. Il marchio riportato su una pagina loro a contattarmi invitandomi
a colore pieno fa sì che le lettere a rientrare a far parte dell’Associa-
di quello stesso colore, si perdano zione Disegno Industriale».

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Barbara Mottolese

MIO PADRE
DEVASTATO
DALLA TECNOLOGIA

Intervista a Heinz Waibl

OTTANTANOVE/89 Qual è l’eredità più profonda e stabile conta molti, anche se si devono ancora
che la cultura visiva del XX secolo ha manifestare. La galassia c’è, ma è
lasciato nel XXI secolo? ancora in disordine, vi è di tutto un po’,
e l’atmosfera è ancora confusa. È
Secondo me è sbagliato dividere chiaro che i maestri del XX secolo
nettamente i due secoli: tra loro restano alla base di tutto. Max Huber ne
non vi è una spaccatura, ma semmai è un esempio eloquente, come dimostra
una sfumatura. Una parte del XX entra la monografia sulla sua opera da poco
nel XXI e viceversa, e tracciare una pubblicata, uno splendido volume, molto
divisione netta è a mio avviso fuorviante. atteso, che descrive la sua vita e la sua
L’apparente stabilità del XX secolo è passione attraverso i suoi lavori. Ma il
incrinata, offuscata e corrosa da XX secolo in realtà ha già in sé i profumi
una lenta e inesorabile galassia, e gli ingredienti del XXI. Con il continuo
che sembrerebbe priva di punti di sviluppo delle tecnologie le possibilità
riferimento visivi, ma che in realtà ne si accrescono, sebbene non sia ancora

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Da sinistra: Leonardo Waibl, Laura Micheletto, Heinz Waibl, Andreas Waibl e Marta Waibl. 1959

possibile individuare uno stile del XI MIO PADRE DEVASTATO DALLA TECNOLOGIA
secolo, che è appena iniziato.
La rappresentazione del XXI secolo è
tuttora incerta: siamo troppo vicini al XX.
Ritengo tuttavia fondamentale ricordarsi
che alla base di tutto c’è il pensiero.
Quel che dobbiamo continuare a fare è
pensare, schizzare, trovare nuove idee.
Il computer deve venir dopo, non deve
sovrapporsi all’uomo o prenderne
il posto, ma deve solo essere un
mezzo, più comodo e più moderno, per
realizzare nuove idee. Ognuno ha una
scrittura diversa, e questa è la salvezza
dell’uomo».

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OTTANTANOVE/89 Qual è il suo pensiero riguardo sia un fatto generazionale, ma mi
i più recenti sviluppi tecnologici auguro anche che si arrivi a riscoprire
della grafica? quello che io chiamo la slow graphics,
la grafica lenta. È quello che succede
Lo sviluppo tecnologico della grafica con il fast food e il ristorante: riscoprire
è come un treno in transito ad alta il lento è importante, ogni tanto bisogna
velocità: è difficile coglierne i contorni fermarsi per gustare le cose.
e goderne pienamente dei benefici.
Bisogna essere sempre più al passo coi Secondo lei in che modo è cambiato
tempi, ma il futuro, nel momento in cui il linguaggio visivo negli anni?
arriva, è già passato, perché lo scorrere
del tempo è ai giorni nostri quanto mai Il linguaggio è sempre meno
frenetico. Il mondo è incerto, non solo comunicativo e più criptico, più incisivo.
nella grafica, ma un po’ in ogni campo. Come una pallottola, va, colpisce e
Con il crescente ruolo della tecnologia passa. In altre parole, la novità nasce
e l’aumento della velocità, il messaggio vecchia. La superficialità predomina,
è diventato sempre più criptico (basti anche per a causa dell’aumento della
pensare agli SMS usati dai giovani, velocità dei consumi. La situazione
pieni di abbreviazioni), a svantaggio sta degenerando, manca il tempo per
della comunicazione classica.
Credo che questo tornado di messaggi

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produrre qualità, ci si basa sempre più progettando il marchio per il MIO PADRE DEVASTATO DALLA TECNOLOGIA
spesso sulla quantità. Il buono che Guggenheim Museum di New York,
ancora registriamo risulta poi offuscato Frank Lloyd Wright ha creato un
dalla quantità di spazzatura prodotta. simbolo già presente e intrinseco
Bob Noorda, per esempio, può anche nel disegno architettonico. La spirale,
disegnare un bel marchio per l’Enel, assunta come simbolo, è diventata un
ma la comunicazione globale è un’altra ideogramma, e ha acquistato il carattere
cosa, e si pone a un livello qualitativo visivo di riconoscibilità preponderante.
molto più basso. Diverso è il caso della denominazione
in lettere, che deve invece essere il
Oggi sempre di più il visual designer più semplice possibile, giacché è il
è costretto a rapportarsi con lo simbolo a dover arrivare per primo.
spazio architettonico. In che modo Il marchio di Lupi per la Triennale di
questo influisce sui modelli Milano ne è un altro esempio: riprende
progettuali? la facciata dell’edificio, e ne crea un
segno stilizzato per farne il simbolo. In
Lo spazio architettonico, o in generale sostanza sono gli architetti i creatori,
l’architettura, è già di per sé una il nucleo a cui tutti i progettisti fanno
forma simbolica autorappresentativa: riferimento per poi esternare l’immagine
grafica comunicativa di un determinato
luogo.

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OTTANTANOVE/89 Quali sono gli aspetti fondamentali facendo in quegli anni, e solo oggi
per il mestiere di designer e di art possiamo teorizzare e descrivere ciò
director e quando sono emersi che è stato. Allora era solo importante
nella sua esperienza? il fare. Da studenti, Massimo Vignelli e
io eravamo innamorati della grafica di
La mia formazione di graphic designer, Huber. Andavamo, appena possibile,
e più avanti di art-director, è avvenuta nel suo studio per vederlo lavorare,
nella seconda metà del secolo scorso, cercando di carpire dei segreti per la
quando non c’erano mercati globali ed professione. Un giorno gli abbiamo
esperti di marketing. Allora i modelli chiesto come facesse a pensare certi
erano prettamente dati dai maestri capolavori, prima di farli. La sua risposta
grafici: Max Huber, Franco Grignani, fu: “Io non penso, io faccio, ascoltando
Herbert Bayer, il Bauhaus, dove del jazz, schizzando delle idee”. Oggi
funzione, arte, business, tecnologia e a mio avviso si pensa, si analizza, si
poesia davano dei risultati universali. teorizza e si dice tanto, ma si agisce
La grafica del XX secolo si stava meno e questo è davvero un peccato.

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Heinz Waibl, Studio Signo, Milano. © Enrico Dalle Carbonare MIO PADRE DEVASTATO DALLA TECNOLOGIA
129

OTTANTANOVE/89“È la matita e la china
con cui – in assoluto dominio
analogico, quando i computer
erano mainframe enormi
che con la grafica avevano
poco o nulla a che fare –
ha lavorato con dedizione,
”pazienza e fantasia per 60
anni Heinz Waibl.

Lorenzo Morandotti

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Quali consigli darebbe a un grafico Industriale avevano le macchine che MIO PADRE DEVASTATO DALLA TECNOLOGIA
oggi? sostituivano la fatica dell’uomo, ma
l’uomo, per non entrare in crisi, inventò
Consiglio a tutti coloro che vogliano lo sport. È davvero importante usare il
diventare grafici di dividere l’appren- proprio corpo, e anche noi cerchiamo di
distato in due parti: da un lato fare farlo con la grafica. Infine, alla base di
l’apprendistato tradizionale accanto a tutto, deve esserci una grande passione
un maestro, senza il computer, ma solo e dedizione al mestiere. Se il lavoro è
con foglio e matita, senza l’ausilio del fatto bene, prima o poi viene ricono-
mezzo tecnologico, ma usando solo sciuto. Bisogna però essere tenaci e
quello manuale, cercando di immagi- crederci davvero. Per questo è neces-
nare attraverso il disegno, come dovrà sario essere sempre in contatto con la
essere il progetto finale; dall’altro società, riuscire a farsi un po’ di spazio.
seguire l’aggiornamento del computer e Una volta si era ancora artisti alla
il suo sviluppo evolutivo, sapendo però vecchia maniera, ma è anche vero che
che il mezzo tecnico deve venire in un allora eravamo in pochi, e ci inventa-
secondo tempo, essendo solo da ausilio vamo un mestiere. Serve una cultura
alla creazione del progetto definitivo, ampia e versatile, sapere almeno tre
che nasce invece in modo classico e lingue, avere contatti con il mondo, per
naturale. Gli inglesi con la Rivoluzione conoscerlo, prima di farsi conoscere.

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UN S Design d’autore
UN SEG
6 UN SEGNO
a cura di NEL VUOTO
A metà tema NEL VUO
NEL
N

A metà temaUN SEGNO NEL VUOTO
Heinz Waibl e Laura Micheletto nello Studio Signo
TUA, LAURA

Intervista inedita a Laura Micheletto

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140 UN SEGNO NEL VUOTO

La natura timida
di Heinz Waibl
che si apprende
da fonti diverse
può aver generato
vuoto comunicativo?

La timidezza di Heinz lo ha portato modo di comunicare. Heinz ha fatto TUA, LAURA
nel corso della sua vita a preferire il molta strada assieme al suo maestro
segno rispetto alla parola. Il vuoto per Max Huber: andavano al liceo insieme
lui era veramente importante, ma non e sempre insieme facevano tutto. Nello
importante perché non avesse nulla studio di Huber, Heinz aveva modo di
da vedere, da dire. Il vuoto era parte osservarlo, vederlo all’opera, seguirlo
della sua grafica, del suo segno, del nei suoi progetti. Imparare, imparare
suo lavoro. Probabilmente questa sua e imparare ancora! Gli girava intorno
natura ha fatto sì che si innalzassero ed era sempre pieno di idee. Allora
delle barriere tra lui e gli altri, creando Heinz gli chiedeva come facesse ad
distacco, vuoto. Ma a lui non importava: avere tutte queste idee. Lui, con una
proprio nel segno Heinz trovava uno naturalezza spiazzante, rispondeva:
sfogo. Penso all’incomunicabilità “Io non ho idee, io faccio”.
come ad una condizione emozionale Un modo di procedere, nel lavoro come
che rende difficile o impossibile nella vita. Il modo, in fondo, con cui
comunicare. Ma l’incomunicabilità è cresciuto anche mio marito. Ciò di
che lo caratterizzava è a tutti gli cui ha fatto tesoro e trasmesso ai suoi
effetti una forma di comunicazione studenti negli anni a venire. Ricorre
perché, nonostante mio marito non sempre il tema dell’incomunicabilità non
fosse un gran parlatore, preferiva fare priva di sostanza, un’incomunicabilità
piuttosto che parlare, e in questo era che trasmetteva lo stato d’animo del
instancabile; fare era il suo miglior momento, della situazione specifica.

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142 UN SEGNO NEL VUOTO

Tornato
dall’esperienza
americana, cosa
ha comportato
il ri-adattamento
al vecchio
ambiente italiano?

Così come avviene per personaggi lavorare. Quello era il suo ambiente, TUA, LAURA
il cui racconto della vita è diventato dove la sua creatività era costantemente
per lo più pubblico, vengono sempre alimentata e non trovava ostacoli
descritti i successi, le collaborazioni dall’ambiente circostante. Il ritorno a
e i meriti di cui Heinz Waibl, designer, Milano, brusco e quasi improvviso, fu
è stato portatore una volta conclusa caratterizzato da un lungo periodo in
la sua esperienza americana. Ma c’è cui gli spazi a cui si era ormai abituato
di più sotto la superficie delle cose: non lo potevano più sostenere. Era
le sensazioni di Heinz in quanto tornato a casa, ma si sentiva spaesato
uomo e Waibl in quanto designer non come se casa si fosse spostata dall’altra
devono essere sovrapposte o confuse. parte del mondo. Come molti che
Durante il suo soggiorno tra Chicago e tornano in Europa dall’America, risentì
Johannesburg, dal ‘67 al ‘71, si dovette di questo cambiamento anche la sua
adattare ad un ambiente completamente progettualità e il suo vivere l’ambiente,
diverso da quello milanese di cui aveva gli spazi che lo circondavano. Con il
fatto esperienza: tempo e spazio in tempo smettemmo progressivamente di
questi due ambienti correvano su due parlarne e la situazione tornò pressoché
binari divergenti e tutto intorno a lui agli anni prima del suo trasferimento.
cambiava a vista d’occhio. Lunghissime, Forse, però, non riuscì più a superare
dettagliate e intrise di emozione quasi completamente questa mancanza
infantile le descrizioni che Heinz di spazio, il senso di vuoto come
riportava alla memoria quando se ne paradosso di oppressione spaziale.
parlava. Tra le righe traspariva quasi Una condizione totalizzante che lo ha
la volontà di rimanere lì, a vivere e a cambiato per sempre.

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144 UN SEGNO NEL VUOTO

Waibl considerava
il vuoto a livello
progettuale?
Cercava di colmarlo
o era per lui
una parte attiva
della composizione?

Avendo lavorato al fianco di Heinz per dei rifiuti. Il tema del manifesto era TUA, LAURA
molti anni ho avuto modo di analizzare “sprecare no”; lui riempì tutta la
a fondo il suo stile. In alcuni lavori pagina per rappresentare la volontà
in particolare si può notare in modo di non sprecare qualcosa, neppure
piuttosto evidente che progettasse per la carta, di non lasciare spazi vuoti,
sottrazione: più vuota era la pagina, neppure nella pagina. Significativo
più per lui era bella. Tutto quello che è anche un altro manifesto realizzato
nella composizione risultava superfluo per un evento promosso dall’Ente
- un’immagine, un concetto - pian del turismo e intitolato “Milano Città
piano veniva escluso perché “se non si d’Arte”. Heinz ha fotografato il cielo
comprende così, allora faccio prima stendendosi a terra nel mezzo della
a scrivere cosa voglio dire”. Alcuni Pinacoteca di Brera, il cui chiostro fa
esempi di come lui si rapportasse al da quinta compositiva nell’immagine.
vuoto a livello progettuale si possono In questo manifesto sono presenti un
vedere, per esempio, nel manifesto pieno e un vuoto, che convivono allo
del progetto commissionato da Italia stesso tempo, nello stesso spazio.
Nostra, un’associazione che si Questo vuoto, però, non è privo di
interessa di tutela dell’ambiente, senso: è un vuoto voluto che si
dello spreco di risorse e di riciclaggio realizza e si riempie di significato.

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UN SEGNO NEL VUOTO Storie di vita
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Organizzazione del lavoro nello tornava seduto con la testa piegata sul TUA, LAURA
Studio Signo. tavolo. Quando ci incontravamo con il
committente, mentre questo parlava lui
Io e Heinz siamo stati una coppia nella faceva dei bozzetti per fissare le sue
vita e nel lavoro. Nella stesura di un idee sulla carta. Tutti rimanevano a
progetto è molto importante avere una bocca aperta: alcuni non si sentivano
buona domanda da parte del cliente. ascoltati, quasi imbarazzati e confusi,
Nel nostro studio ci dividevamo il lavoro altri pensavano che il lavoro fosse una
in modo preciso: il primo incontro con un cosa semplice, da fare velocemente, e
cliente spettava sempre a me, ero io a che quindi sarebbe costata poco. Così
stabilire il primo contatto e ad ascoltarne io facevo da ponte tra i due, cercando di
le richieste. Prima di fare il progetto, mediare tra il segno e la parola. Sentivo
io stendevo una relazione su ciò che il che in quel momento il mio compito
cliente aveva richiesto e su quello che fosse colmare il vuoto che altrimenti si
aveva espresso. Una volta acquisita sarebbe creato, la differenza tra ciò di
la commissione, lui iniziava a segnare cui Heinz necessitava per realizzare
su un foglio le sue idee e si metteva in un lavoro all’altezza e la sicurezza che
modo che non vedessi quello che stava permetteva al cliente di fidarsi di noi.
disegnando... era molto geloso del suo Per Heinz il disegno era tutto: non
lavoro, non voleva essere influenzato solo una dote, un talento incredibile
da fattori esterni. Nel bel mezzo del suo attraverso cui traduceva nero su bianco
lavoro capitava si alzasse e iniziasse i suoi pensieri, ma un vero e proprio
a camminare nello studio, talvolta si mezzo di comunicazione e una valvola
bloccava, guardava dritto in una certa di sfogo. Una volta mi disse sottovoce
direzione e dopo aver ripreso il passo che disegnare lo faceva respirare.

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Storie di vita

UN SEGNO NEL VUOTO La storia dietro alla progettazione Antonioni: il regista che ha introdotto il
del marchio Flos. tema dell’incomunicabilità. Rifacendosi
alla spazialità del logo Flos, Heinz mi
Una volta, siccome Max Huber era spiegò che questa non va intesa nel
oberato di lavoro, disse a mio marito: senso del vuoto come assenza, ma
“Heinz, oggi vieni all’ufficio del in quanto bilanciamento dello spazio
direttore Castiglioni perché riceverà compositivo. Ricordo una affermazione
una persona che ha bisogno di un che, con la sua solita indole, riassume
marchio”. Neanche Max conosceva il suo pensiero in poche parole:
questa persona e quando è arrivato “Fare il minimo che dà il massimo.
Castiglioni gli disse: “Senti di che Fare il bello. Lasciare lo spazio”.
cosa ha bisogno e poi andiamo avanti
insieme”. Quando il cliente se ne andò Il rapporto con il computer.
il logo Flos aveva visto per la prima Vuoto tecnologico.
volta la luce. Purtroppo non ne ricordo
con esattezza il carattere, ma era di Heinz appartiene ad una generazione
una perfezione assoluta. Il marchio fu ormai passata: il suo rapporto con la
progettato senza pensare a cosa Flos tecnologia non è come quello a cui
sarebbe stata, cosa sarebbe diventata oggi siete abituati. Per il suo lavoro
nel mondo della luce; l’ha realizzato al computer, comunque, non si parla
in modo così aderente allo spirito mai di progettazione: la progettazione
che aveva richiesto il cliente di allora avviene sempre a mano. Data la sua
che non poté fare a meno di elogiarlo grande conoscenza dei caratteri e del
paragonandolo all’epoca a Michelangelo

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