Bimestrale NOVITÀ COLLEZIONISMO TECNICA STORIA
2022 112
GIU-LUG
Anno XXII
www.coltellimagazine.it
7,90 EURO COVER STORY
1 giugno 2022
Conto deposito
EVENTI Fox The Sicilian
by Bob Terzuola
Giovani e maestri
in mostra a Pisa COLLEZIONISMO
IN VETRINA Il coltello dell'Aeronautica
militare italiana
Antonini Old Bear by Collini
Poste Italiane S.P.A - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1, comma 1, LOM/MI/838 Benchmade Tengu Flipper
Crkt Facet
Maserin Am6 e Am22
Panther Red Claw
Sencut Scepter
Zero Tolerance 0462
Cold Steel Sr1 Lite e 4 Max Scout Knife
CUSTOM
Le lame di Carlo Alberto Trevisi
Il coltello dei Nativi americani
Zubeng Forge in Giappone
IN CUCINA
Red Dot per i Coquus di Due Cigni
Zwilling Takumi, tra Oriente e Occidente
Lunghezza totale: Lunghezza totale:
295 mm. - 11.61 in. 210 mm. - 8.27 in.
Lunghezza lama:
Lunghezza lama: 82 mm. - 3.23 in.
148 mm. - 5.83 in. Spessore lama:
4 mm. - 0.16 in.
Spessore lama: Peso totale:
5.5 mm. - 0.22 in. 134 gr. - 4.73 oz.
Acciaio lama:
Acciaio lama: CPM MagnaCut
Acciaio sinterizzato Finitura lama:
K490 Stone washed
Sistema di blocco:
Finitura lama: Frame lock
Satinata o Old Black Scocca: Alluminio
Stile: Karambit
Materiale manico:
Canvas nero, verde Maniago - Italy
o naturale www.lionsteel.it
Fodero: Kydex
EDITORIALE
Collaborare per trasmettere il sapere COLTELLI
Tornando in macchina dalla mostra del coltello custom di Pisa di fine Anno XXII - n. 112 giugno / luglio 2022
aprile, la prima vera esposizione al chiuso dopo due anni di stop a
causa della pandemia, riflettevo sulla varietà degli espositori, quasi Direttore responsabile
una quarantina di artigiani, tra coltellinai, incisori e addetti ai lavori. Daniele Cafieri
In particolare, pensavo ai primi: erano presenti molti maestri della
Corporazione italiana coltellinai, con un passato illustre alle spalle, ma Direttore editoriale
anche un’attività intensa nel presente, ed erano affiancati da altrettanti Giulio Orlandini
giovani coltellinai con un radioso futuro di fronte. Ebbene: ho assistito a
tantissime conversazioni tra i coltellinai alle prime armi che chiedevano Coordinatore redazionale ed editoriale
consigli e si confrontavano con i maestri, cercando di carpire trucchi Gianluigi Guiotto - [email protected]
e lavorazioni particolari da chi da decenni lavora di lima. È stata una
splendida occasione di trasmissione del sapere che ha qualcosa di Redazione
antico, non (ancora) soppiantato dalle tecniche moderne di internet Massimiliano Duca - [email protected]
che permette di guardare un artigiano giapponese mentre forgia una
lama nel suo laboratorio. E bisogna precisare che il livello qualitativo Grafica
di quei giovani coltellinai era, per la maggior parte, già molto buono. Roberto De Natale
Anzi: proprio chi aveva raggiunto una qualità elevata si è dimostrato più
ansioso di conoscere tecniche e astuzie delle “vecchie volpi” del mondo Portale
della coltelleria. Dal loro canto, queste ultime non si sono tirate indietro, www.coltellimagazine.it
con il timore immotivato di essere derubati del proprio sapere, o del
know-how come lo chiamano gli anglofoni. Nella loro esperienza hanno Collaboratori
capito che solo la condivisione del sapere può portare a una crescita e a Alessandra De Santis, Claudio Colombo,
una maturazione del settore. Fabio Ferrari, Vincenzo Tumbiolo,
A ben vedere la collaborazione è il fil rouge che interessa anche altri Francesco Pachì, Roberto Allara,
servizi di questo numero. Che dire del ponte tra Sicilia, Maniago e Renato Rusconi, Cristian Tanghetti
Brooklin rappresentato dal Fox The Sicilian ritratto in copertina insieme
a due cannoli? Il designer statunitense Bob Terzuola ha voluto omaggiare Pubblicità
le sue origini, con una versione inedita del suo Fx-525, modello già di Editoriale C&C
successo nato nel 2016. Penso poi alla lunga collaborazione tra Attilio Segreteria commerciale: Emanuela Boni
Morotti e Maserin, a unire due mondi distinti che possono arricchirsi [email protected] - tel. 02 90481153
uno con l’altro con la giusta apertura: il custom e l’industriale. “Atti” Traffico pubblicitario: Martina Pastrello
ha firmato due nuovi modelli di Maserin che portano a 11 quelli creati [email protected]
dal maestro bergamasco per conto dell’azienda maniaghese. Altra
riuscita collaborazione è la versione in edizione limitata dell’Old Bear Agenti:
di Antonini, con la lama nel prezioso acciaio giapponese di Takefu Steel Paolo Maggiorelli - [email protected]
importato dalla coltelleria Collini. cell. 349 4336933
Infine, anche la linea Takumi di Zwilling nasce da un’unione d’intenti Luca Gallina - [email protected]
tra gli artigiani giapponesi e i tecnici tedeschi. I primi hanno lavorato cell. 347 2686288
alle lame in damasco, rifinite a mano con la tecnica dell’Honbazuke,
mentre i secondi hanno creato un manico più adatto ai gusti di noi Stampa
occidentali. Ne è nata una linea di lame di pregio in grado di unire Vela Web srl
Occidente e Oriente, in una commistione di saperi che esalterà i vostri via N.Copernico, 8
prossimi tagli in cucina. 20082 Binasco (MI)
Gianluigi Guiotto Distribuzione
Pieroni Distribuzione s.r.l.
Via Cazzaniga,19 - 20132 Milano
Editore
Editoriale C&C s.r.l.
Via Molise, 3 - Locate di Triulzi (MI) - Italia
tel. 02 9048111 - fax 02 90481120
[email protected]
Direttore generale
Sergio Cariati
Direttore digital & IT
Manuel Infanti
Registrazione del Tribunale di Milano
n. 521 del 9/10/2001
Iscritto al ROC con il numero 20652
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Proprietà letteraria e artistica riservata in base all’art. 171,
comma 1, lettere a/a-bis, della legge 633/1941 (… è punito…
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forma: a) riproduce, trascrive, recita in pubblico, diffonde, ven-
de o mette in vendita o pone altrimenti in commercio un’opera
altrui o ne rivela il contenuto prima che sia reso pubblico, o
introduce e mette in circolazione nello Stato esemplari prodot-
ti all’estero contrariamente alla legge italiana; a-bis) mette a
disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti
telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera
dell’ingegno protetta, o parte di essa…).
Bimestrale NOVITÀ COLLEZIONISMO
2022 112 TECNICA
GIU-LUG
Anno XXII – numero 112 Anno XXII STORIA
In copertina: 7,90 EURO www.coltellimagazine.it
Fox The Sicilian C1ognituogdneop2o0s2it2o
(foto di Gianluigi Guiotto) COVER STORY
EVENTI
Sommario 36 Fox The Sicilian
50 Giovani e maestri by Bob Terzuola
in mostra a Pisa
COLLEZIONISMO
IN VETRINA
Il coltello dell'Aeronautica
CBArenknttocFnhaimncieaOtdledTBeenagrubFyliCpoplelirni militare italiana
Maserin Am6 e Am22
Poste Italiane S.P.A - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1, comma 1, LOM/MI/838 Panther Red Claw
Sencut Scepter
Zero Tolerance 0462
Cold Steel Sr1 Lite e 4 Max Scout Knife
CUSTOM
ZILluecbloealnmtegelFldooirdgCeeairiNlnoaGtAiivlabipeaprmotoenreTirceavnisi i
RUBRICHE IN CUCINA
04 Primo piano
Red Dot per i Coquus di Due Cigni
Zwilling Takumi, tra Oriente e Occidente
06 Arriva la posta
08 News e attualità
44 70 Profilo d’azienda: Chris Reeve Knife
52
78 I vostri coltelli
COVER STORY
20 Fox The Sicilian, orgoglio... Sicilian
EVENTI
22 Giovani e maestri in mostra a Pisa
CUSTOM
36 Il coltello dei Nativi americani secondo Denis Mura
38 Il coltello dell’Aeronautica militare
44 Carlo Alberto Trevisi
48 Zubeng Forge, da una forgia in Giappone
IN VETRINA
50 Antonini Old Bear by Collini, nuovi artigli per
il vecchio Orso
52 Maserin Am6 e Am22, il ritorno di Atti
56 Crkt Facet, eleganza made in Usa
58 Sencut Scepter, il chiudibile Zen
60 Benchmade Tengu Flipper, coltello da smoking
62 Zero Tolerance 0462, eleganza con aggressività
64 Red Claw Panther, per combattimenti simulati
66 Cold Steel Sr1 Lite e 4 Max Scout Knife
IN CUCINA
72 Un Red Dot per i Coquus di Due Cigni
74 Zwiling Takumi, tra Germania e Giappone
Il prossimo numero di VISITA IL NOSTRO SITO
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COLTELLI
vi aspetta in edicola il
30 LUGLIO 2022
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PRIMO PIANO
LAMA FISSA DALLA TERRA DEI CANGURI
Nel febbraio 2019 la Knife art association australiana ha tenuto il primo knife show nel Queensland. Con oltre 2mila visi-
tatori e centinaia di coltelli custom, il Queensland knife show è diventata la seconda più grande esposizione di coltelli del
Paese. All’edizione di aprile 2022, il coltello di Francois Mazieres ha vinto il premio come “Best Hunting Knife”. L’acciaio
al carbonio Shear Heritage (circa 0,8 % di carbonio) è stato forgiato nel vecchio capannone del fabbro del 1876 vicino alla
vecchia stazione telegrafica di Alice Springs, nell’Australia centrale; il manico è realizzato in legno di karitè australiano
stabilizzato; la guardia è in acciaio inossidabile 416. La lunghezza totale è di 270 mm. Il fodero è opera di Annieka Skinner.
(fotografia di Rod Hoare)
NEWS 2022
Designed by Fabrizio Silvestrelli
Il Turn, solido back-lock disegnato dal Maestro Fabrizio Silvestrelli, è ormai entrato nel cuore degli
appassionati di tutto il mondo.
Prestando orecchio a coloro che ne desideravano un design ancor più sportivo e moderno, Viper ne ha realizzate
cinque nuove versioni denominate Essential, che si distinguono per l’assenza delle mostrine presenti su tutte
le varianti del modello originale, ora chiamate Premium.
Il Turn Essential ha i liners in acciaio racchiusi fra coppie di guancette in Micarta canvas verde o in naturale,
in G10 avorio o nero, oppure nella particolarissima fibra di carbonio Dark Matter Yellow, screziata di giallo.
Invariato il design, così come l’acciaio scelto per la robusta lama che equipaggia il Turn, che resta
in Böhler M390, attualmente il massimo delle prestazioni se si parla di chiudibili, con biselli alti e una grintosa
controbisellatura. La finitura della lama è satinata e l’apertura è deputata a un doppio piolo per il pollice.
Tutti i modelli montano una pratica clip in titanio.
The Turn, the back-lock knife designed by Maestro Fabrizio Silvestrelli, now entered the hearts of fans from
all over the world.
Giving attention to those who wanted an even more sporty and modern design, Viper created five new Turn versions
called Essential, which are distinguished by the absence of bolsters featured on all versions of the original model.
On the new Turns, the the steel liners are enclosed between pairs of green or natural Micarta canvas grips, in ivory
or black G10, or in the very special Dark Matter Yellow carbon fiber, sparkling with yellow.
The design is unchanged, as the steel chosen for the sturdy blade of the Turn, which is in Böhler M390,
currently the highest performance when it comes to folding, with high bevels and a bold counter-bevel. The finish
is satin and the opening is made by a double thumbstud. All Turn E models have a practical titanium clip.
Maniago (PN) Italy – Tel. (+39) 0427.700153 – www.tecnocut.net – www.viper.it
RUGGINE SULL’INOX?
Un mio coltello in acciaio inox si è ar- cromo. In ambiente ossidante gli e- punto l’acciaio non può più con-
rugginito. Come è possibile? Mi piace- lementi di lega creano una pellicola servare la propria pellicola passiva.
rebbe saperne di più: che cosa provoca superficiale di ossido, generalmen- Un altro motivo di ossidazione è
l’ossidazione di un coltello? te invisibile, molto aderente, che la finitura superficiale, originale
protegge dalla corrosione gli strati o come si è verificata in seguito a
Roberto - email sottostanti. Gli ambienti riducenti scarsa manutenzione. Particelle a-
tendono ad eliminare la pellicola derenti alla superficie possono im-
Gentile lettore, passiva e a riportare la superficie pedire la formazione della pellicola
l’argomento dell’ossidazione allo stato attivo, dando così origine passiva nella zona sottostante, e in
dell’acciaio (galvanica, intergra- a fenomeni di corrosione. Quindi un acciaio non inossidabile quelle
nulare, pitting, da fatica, da tensio- la vera definizione dei cosiddetti particelle possono essere esse stesse
ne…) è vasto e richiederebbe trop- acciai inox è: acciai resistenti alla origine di corrosione. Nel limitato
po spazio; mi limiterò al minimo. corrosione in ambienti ossidanti. Se spazio di una rivista non è possibile
La considerazione che troppo spes- l’ambiente non è ossidante, come approfondire maggiormente, ma
so viene ignorata è che gli acciai i- ad esempio l’acqua salata, che con- questi sono i principali motivi per
nossidabili veri e propri non esisto- tiene cloruri, o l’acqua stagnante cui il suo coltello inossidabile è ar-
no. Quelli che identifichiamo come in cui contenuto di ossigeno è pro- rugginito.
tali sono acciai altamente legati, in gressivamente minore, a un certo
cui l’elemento principale di lega è il Roberto Allara
6
M A N I AG O
Trekking
COLTELLERIA
SPORT &
OUTDOOR
Camping
Caccia
mercurycut.it
I COMPATTI DI POHL
Nasce dalla fervida fantasia del designer Dietmar Pohl (padre,
tra l'altro, dell'ultimo coltello di Rambo) una nuova serie di
coltelli a lama fissa dalle dimensioni contenute (la lunghezza
totale è di 170 mm): i Compact Two di Pohl Force hanno una
solida lama con profilo drop point lunga 86 mm, spessa 6
mm, e realizzata in acciao D2 (59 Hrc), per garantire un'alta
resistenza del filo. Il D2 è un acciaio quasi inossidabile per
questo la lama presenta un rivestimento in TiN (nitruro di
titanio) che protegge ulteriormente la lama e previene ogni
riflesso sulla lama (il coltello è disponibile anche in versione
con lama stonewashed). Sulla parte terminale della lama sono
presenti zigrinature antiscivolo che permettono l'utilizzo del
coltello in totale sicurezza. Il manico ha dimensioni compatte
rispetto alla lama, ma è progettato per risultare confortevole
e sicuro alla mano. Le guancette in G10 sono state progettate
per avere una presa sicura grazie alla forma e alla fresatura
con macchine a controllo numerico. Il Compact Two è fornito
con un fodero in Kydex molto resistente e con un versatile
adattatore per cintura Tac-Clip per un comodo trasporto.
Per informazioni: dolcimascolo.com
8
IL GIGANTE DI LIONSTEEL
Presentato allo scorso Iwa di Norimberga di marzo 2022, il T6
di Lionsteel è un coltello da bushcraft dalle dimensioni con-
siderevoli. Disegnato da Molletta, l’ultimo nato nella famiglia
dei lama fissa della Casa maniaghese, in termini di dimensioni,
si posiziona tra l’M7 e il T5: è adatto a ogni utilizzo strategico
e da campo, e si candida a essere il perfetto compagno per o-
gni esperienza outdoor. È dotato di una lama lunga 148 mm e
spessa 5,5 mm, in acciaio sinterizzato K-490, satinata o nera con
trattamento definito da Lionsteel “Old Black”, ed è equipaggia-
to con manico Solid, ottenuto dalla fresatura a quattro assi di un
unico blocco di Canvas Micarta che garantisce un’impugnatura
salda e sicura. Il T6 ha un profilo aggressivo ed è perciò parti-
colarmente indicato per chi necessita di uno strumento tattico
robusto, affidabile e facile da maneggiare. Il T6 è fornito con
il fodero in Kydex provvisto di impianto in Cordura per una
vestibilità facile e sicura, reversibile e con sistema M.o.l.l.e.
Per informazioni: lionsteel.it, coltelleriacollini.it
coltellerialarburesa
Coltelleria l’Arburesa
[email protected]
9
ROCCAGIOVINE TOCCA QUOTA 20
Lo sappiamo, manca ancora molto, ma conviene appuntarsi sul
calendario questa data: sabato 15 e domenica 16 ottobre 2022.
Durante questo weekend, infatti, a Roccagiovine, splendido
borgo in provincia di Roma, si terrà la Mostra nazionale del
® coltello d’arte che tocca quest'anno un importante traguardo:
la ventesima edizione. Finora alcuni artigiani hanno conferma-
to la loro presenza; sono i seguenti (ma se ne aggiungeranno
altri nei prossimi mesi):
• Vito Aquila • Daniele Lunesu
Sandro Mariani
• Santino Ballestra • Daniele Moretto
Sergio Ramondetti
• Massimo Bernabei • Gigi Sechi
Pasquale Stellitano
• Andrea Bertini • Enrico Sulis
Marco Vilella
• Franco Bonassi • Aldo Zicolillo
• Umberto Cinti •
• Gianni Donelli •
• Gianmario Fogarizzu •
• Francesco Longo •
Per informazioni: dolcimascolo.com
F.lli Beltrame F&c. snc IN UN VOLUME I COLTELLI REGIONALI ITALIANI
Via dei Fabbri 15/b S'intitola “Coltelli regionali
33085 Maniago (PN) ITALY italiani” il libro di Luca Pisa-
nello che ha sfruttato la sua
Tel./Fax: +39 0427 701859 collezione privata per una
www.frankbeltrame.com panoramica delle lame tra-
[email protected] dizionali del nostro Paese.
In 400 pagine, si trovano le
10 opere di 40 coltellinai con la
biografia di ciascuno: si trat-
ta di un centinaio di coltelli
rappresentati con 6-7 foto
professionali fatte in studio
da un fotografo. Per ogni
coltello c’è la descrizione
delle caratteristiche tecniche e dei materiali. “Sono rappresen-
tati i coltelli della mia collezione privata, suddivisi per regione”,
racconta Pisanello, “la regione più rappresenta è la Sardegna,
poi ci sono pezzi a rappresentare Lombardia, Toscana, Emilia
Romagna, Lazio, Marche, Abruzzo, Basilicata, Sicilia. Chi lo
volesse acquistare si deve rivolgere all'autore tramite la sua pa-
gina Facebook.
CAMBIO DI SEDE PER IL CIC SHOW 2022
Almeno fino allo scoppio della pandemia, la mostra al Marriott
hotel di Milano organizzato dalla Corporazione italiana coltelli-
nai era un appuntamento che tutti gli appassionati attendevano
con impazienza. Poter ammirare i lavori dei maestri coltellinai,
tutti raggruppati nella stessa sala era un'occasione troppo ghiot-
ta. Dopo due anni di stop a causa del Covid-19, gli organizzatori
hanno deciso di cambiare la sede della loro mostra, giunta alla
24esima edizione. L’edizione 2022, in programma sabato 26 e
domenica 27 novembre, sarà, infatti, organizzata all’hotel Melià
di Milano, una strutture a cinque stelle in via Masaccio 19. Il
Meliá Milano si trova a pochi passi da CityLife, complesso archi-
tettonico di recente costruzione con un moderno centro com-
merciale e giardini urbani. L’orario di apertura al pubblico sarà,
sabato, dalle ore 9 alle 17.30, e domenica dalle ore 9 alle 16. Il
direttivo non ha reso noto i motivi della decisione di cambiare la
sede: il nostro augurio, considerando che durante quel weekend
scattiamo circa 8-900 fotografie, è che l'illuminazione della sala
che ospiterà i tavoli degli espositori sia migliore di quella della
splendida sala del Marriott, poco naturale e molto artificiale.
Per informazioni: corporazioneitalianacoltellinai.com
LAIKA COLTELLERIE S.r.l.
Via Figino, 46/R - 20016 Pero (MI) - Italy
Tel. +39 02.3539424 - Fax +39 02.33910397
[email protected]
www.laikacoltellerie.com
11
NON SOLO LAME PER SIMONE RAIMONDI
Il maestro Cic romano Simone
Raimondi, che ha anche il ruolo
di “apprentice” nell'American
Baldesmith Society, non si dedica
solo alla costruzione di splendidi
lama fissa. Da anni è un cultore
delle arti marziali, in particolare
del kung fu. Una passione che è
confluita in un libro, intitolato
“Cuore Marziale”, scritto da Si-
mone Raimondi insieme con An-
gelo Terzi (270 pagine, 25 euro).
Il volume è diviso in tre sezioni:
biografia con esperienze, concet-
ti e conclusioni dei 33 anni di pratica costante dell'autore; seconda
parte: origini del kung fu, del popolo hakka, storia e maestri del
sistema “Chow Gar Tong Long”; terza parte: abilità tecniche, abilità
interne, materia di studio, terminologia cantonese, tecniche, cin-
que metodi di artiglio. Recita il sottotitolo: “Sifu Simone Raimondi
racconta la sua vita dedicata al kung fu: dall'Artiglio della Tigre alla
Mantide Chow Gar del popolo Hakka”. Per poterlo avere bisogna
contattare direttamente l'autore dalla sua pagina Facebook. Come
promemoria pubblichiamo qui la foto di uno dei suoi ultimi lavori,
in tema con il libro perché si chiama Black Tiger Kwaiken, un inte-
grale con lama in acciaio damasco 460 strati forgiato da Raimondi
e manico in pelle di razza rivestita con cotone duro.
Per informazioni: simone-raimondi.com
ZZWILLING® Gourmet ZWILLING
un esempio brillante di qualità tedesca Passione per il meglio
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VIPER STORM, LA GIUSTA VIA DI MEZZO
Con il chiudibile frame-lock Storm, la maniaghese
Viper ha inaugurato la collaborazione con il cele-
bre knifemaker statunitense Rick Hinderer. L'abbi-
namento di cartelle portanti in titanio grado 5 di
generoso spessore (2,5 mm) e guancette esterne
in G10 (quattro colori a scelta: viola, arancione,
verde o blu) oppure in fibra di carbonio, rendono
questo chiudibile una sorta di ibrido: rigido e robu-
sto come un frame-lock, ma curato e confortevole
nell'utilizzo come un liner-lock. La rotazione della
lama intorno al perno si avvale dell'ausilio di cusci-
netti reggispinta. Altra peculiarità dello Storm è il
sistema H.m.b.s. (Hinderer modular backspacer system)
che permette all'utente di montare lo spaziatore
posteriore in titanio preferito, scegliendo fra quelli
disponibili come optional. Le dimensioni compatte
(la lunghezza della lama è di 78 mm, quella tota-
le da aperto di 195 mm) e il peso di 118 grammi
permettono di portarlo con sé ogni giorno. La la-
ma è in Bohler M390 Microclean (59-61 Hrc) con
finitura satinata, mentre le viti sono in acciaio Aisi
303/304. Al momento le cinque versioni sono in
vendita a 258,60 euro.
Per informazioni: viper.it
13
MERCURY LANCIA LA LINEA KALI
Creata in collaborazione
con il giovane designer
Matteo Morini (da qui il
logo “2m” sui coltelli), i
nuovi Kali della mania-
ghese Mercury sono col-
telli a lama fissa “dalle
dimensioni abbastanza ri-
dotte da poter essere por-
tati in tasca ma comunque
adeguati ad un'impugna-
tura sicura che ne permet-
ta un uso concreto”, dice
Morini. Sono lunghi cir-
ca 18 cm con un rappor-
to manico/lama di 3:2.
“Quelli che faccio a casa nel mio garage (sono un coltellinaio hobbista
alle prime armi) hanno solitamente il manico in legno ma con Mer-
cury abbiamo deciso di sfruttare materiali attualmente più apprezzati
dal mercato Edc come micarta e G10”, continua Morini. La lama è in
Böhler N690Co, una scelta dettata dal fatto che “il coltello dev'essere
utilizzabile, non troppo costoso, ma comunque di qualità adeguata
ala produzione maniaghese”, precisa Morini. I primi profili di lama
scelti sono clip point e sheepsfoot, in seguito verranno rilasciati anche
altri profili. I manici sono tutti intercambiabili: l'intenzione futura è
offrire diverse scelte per una customizzazione aftermarket. Il fodero è
in pelle con una clip da tasca a porto profondo, ma adattabile anche
alla cintura.
Per informazioni: mercurycut.it
14
IN VACANZA CON IL SIGNAL
Compatto, personalizzabile e adatto a ogni situazione: ecco
come dovrebbe essere un utensile da portare con sé in vacan-
za. Leatherman, pioniere statunitense del multifunzione, pro-
pone il suo Signal dedicato ai veri avventurieri. È sempre ben
visibile, grazie ai colori sgargianti (a scelta tra sette tonalità),
e a portata di mano, con il moschettone per agganciarlo ai
passanti della cintura o dello zaino: è uno strumento compatto
e completo dotato di ben 19 diversi attrezzi. Particolarmente
importante per chi parte all’avventura, oltre alla pinza a bec-
chi piatti, l’acciarino in ferrocerio che, all’occasione, diventa
un pratico fischietto di segnalazione per le emergenze, ma
anche la lama combinata in acciaio 420Hc, la sega e il martello
per piantare facilmente i paletti della tenda; tutto questo in
213 grammi. Disponibile online o presso rivenditori autoriz-
zati a 159 euro.
Per informazioni: leatherman.com
15
A SETTEMBRE TORNA “COLTELLO IN FESTA”
Dopo il successo della scorsa edi-
zione 2021, svoltasi in presenza
dopo mesi di chiusura, la manife-
stazione organizzata dal Comune
di Maniago per celebrare la sua
principale vocazione produttiva
torna ancora nel mese di settem-
bre: “Coltello in festa” 2022 at-
tende infatti appassionati, esper-
ti e curiosi sabato 3 e domenica
4 settembre. Si rinnova dunque
la decisione di spostare l'evento
dal suo posizionamento storico a
luglio, a favore di settembre, me-
no rischioso dal punto di vista di
una possibile recrudescenza del-
la pandemia. Come d'abitudine,
“Coltello in festa” sarà l’occa-
sione per visitare nuovamente
dal vivo la mostra mercato nella
piazza centrale di Maniago (foto
sopra) con tutte le novità delle
coltellerie maniaghesi che anco-
ra una volta s'incontreranno in
piazza e apriranno alcune delle
loro sedi alle visite del pubblico.
Ferve l'attesa per la mostra de-
dicata ai coltellinai custom che
condivideranno con i visitatori,
anche quest’anno, non solo le
loro creazioni, ma anche le idee
che le hanno ispirate. In quest'at-
mosfera festosa sarà possibile vi-
sitare il Museo dell’arte fabbrile
e delle coltellerie (foto sotto, museocoltelleriemaniago.it), per conoscere le trasformazioni di un’arte in
continua evoluzione. Le iniziative in contemporanea con l'evento sono ancora in via di definizione: torne-
remo ad aggiornarvi nel prossimo numero di Coltelli e nel nostro sito coltellimagazine.it.
Per informazioni: museocoltelleriemaniago.it/coltello-in-festa/
Atti Knives di Attilio Morotti
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Si chiama Expedition Series la
nuova gamma di Extrema Ratio
composta da utensili taglienti de-
dicati ai professionisti dell'esplo-
razione: offrono le stesse perfor-
mance e qualità di tutti gli stru-
menti tattici che l'azienda tosca-
na fornisce alle forze speciali mi-
litari e dell'ordine. Fanno parte
dell'Expedition Series il machete
Kreios Expeditions (440 euro), il
coltello Selvans Expeditions (425
euro), il coltello Sethlans Expedi-
tions (389 euro) e il neck-knife Sa-
tre Expeditions (165 euro). Tut-
ti e quattro i modelli sono stati
progettati e sviluppati grazie alla
collaborazione con l’istruttore
master Fisss (Federazione italia-
na survival sportivo e sperimen-
tale) Daniele Dal Canto; inoltre,
sono venduti con un fodero
progettato af hoc e utilizzano ac-
ciaio Bohler N690 (58 Hrc) con
brunitura Mil-C-13924 e finitura
superficiale stonewashed (finitura
Dark Stone) per la lama e forpre-
ne in colore desert o G10 per il
manico. Il Kreios Expeditions
(foto a destra sotto) è definito
dal suo ideatore come una sorta
di “fuori strada” degli attrezzi da
taglio, quindi non un attrezzo
specifico monouso, ma un uten-
sile multi-tasking, estremamente
versatile e studiato per far fronte
ai numerosi impieghi. Per ergo-
nomia, peso e ingombro, Kreios
Expeditions è adeguato ad apri-
re varchi nella fitta vegetazione.
Grazie alla sua robustezza e al ta-
gliente da 32 cm, è un machete
segue a pag. 18
Antonini - Old Bear
IN ESCLUSIVA Special Edition San Mai
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17
efficace anche nei lavori da campo
più pesanti. Anche il Selvans Expe-
ditions (foto a destra) nasce dalla
collaborazione con Daniele Dal
Canto: è il risultato della modifica
dell’Ontos, coltello da sopravvi-
venza militare, realizzata in modo
da accentuare e massimizzare le
prestazioni del coltello. L’impu-
gnatura è stata allungata e la lama
appesantita per favorire l’efficacia
dei colpi di taglio. Il Sethlans Ex-
peditions (foto sotto) è invece un
coltello da lavoro a lama fissa nato
per affrontare una vasta gamma di
situazioni, ma anche come lama
di backup. Il coltello è fornito con
guancette in G10 in colorazione
desert che possono essere rimosse
liberando la struttura scheletrata
del coltello (è possibile rivestirla con
del paracord), consentendo la massima
leggerezza con il minimo spessore. Infi-
ne, il Satre Expeditions (foto in basso)
è un coltello lama fissa di dimensioni
contenute, leggero ed estremamente
resistente. Date le sue caratteristiche,
trova impiego in un’ampia gamma di
discipline e utilizzi oppure come ele-
mento di un kit Edc (Every day carry). In
modalità neck knife, tramite l’utilizzo di
un cordino in paracord 550, è possibile
tenerlo al collo mantenendo il coltello
in verticale con il manico rivolto verso
il basso. La struttura full-tang scheletra-
ta, permette di personalizzare il coltello
usando il Paracord come rivestimento
per il manico.
Per informazioni:
Extrema Ratio, extremaratio.com
18
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COVER STORY
Orgoglio... Sicilian
Tra le novità del 2022 di Fox c’è la rivisitazione dell’Fx-525, creato da Robert Terzuola:
il designer americano ha voluto omaggiare le origini siciliane della sua famiglia, creando
così il modello The Sicilian
R obert “Bob” Terzuola, origi- di Gianluigi Guiotto 1
nario di Brooklyn, New York,
ha iniziato a produrre coltelli cittadina della Renania settentriona- disc), tipico
nel 1979, dopo un’esperienza di ad- le), al 14,5% di cromo, caratterizzato dei design di
destratore di Peace Corps a Panama dalla presenza del Nobio (0,80%), Terzuola: un’ot-
e di intagliatore di giada e gemmolo- materiale che influisce sulla finezza tima alternativa al
go nella valle del fiume Motagua, in della struttura del materiale riper- solito piolino, ugual-
Guatemala. È entrato nella Knifema- cuotendosi positivamente su flessi- mente se non ancor più
kers Guild americana nel 1981 con bilità e capacità di mantenere il pratica, sia a mani nude
l’approvazione di un mito del calibro filo, oltre che sulle prestazioni sia con i guanti, e perfetta
di Bob Loveless. I primi coltelli di di taglio; inoltre, è partico- anche per i mancini. Nella
Terzuola erano modelli a lama fissa larmente adatto al taglio confezione troviamo anche u-
realizzati per i soldati in Guatemala, di alimenti. La lama na barretta forata per inserirla al
ma in seguito iniziò a produrre coltelli del Sicilian ha una posto del thumb disc, insieme con una
chiudibili divenendo il padre del mo- finitura sabbia- chiave torx (adatta anche alle altre viti
derno “tactical knife”. Oggi Terzuola ta e burattata del coltello) qualora si temano proble-
è un nome conosciuto in tutto il mon- che la rende mi legati al porto: in questo modo la
do dagli appassionati di coltelli. La lama si apre a due mani, pinzandola
collaborazione con la maniaghese Fox insensibile con indice e pollice.
ha portato nel 2014 alla nascita del agli attacchi Il blocco della lama è un robusto liner
modello Fx-515 e, l’anno seguente, a di agenti e- lock, con la parte frontale della molla
quella dell’Fx-525, entrambi chiudi- sterni. La lama dentellata, per facilitare il lavoro del
bili liner-lock. Dall’Fx-525, ancora si muove su rondelle in pollice in chiusura. Il telaio portan-
in produzione in cinque varianti, ottone, comandata da un te è costituito dalle classiche cartelle
compresa una con lama in ac- dischetto esagonale aran- metalliche, separate da uno spaziatore
ciaio damasco di Damasteel, cione avvitato sul dorso (thumb arancione in alluminio anodizzato; il
Terzuola ha derivato una tutto, guancette in canvas micarta ver-
nuova versione battez- 2
zata “The Sicilian” in
omaggio alle origi-
ni siciliane della
sua famiglia.
Rispetto al-
la versione
originaria che
utilizza l’N690, il
The Sicilian impiega
l’acciaio Becut (Hrc 57-
58) per la lama con profilo
drop-point a bisellatura alta: è
un ottimo inox tedesco (lo produce
il Bestar Steel Group di Remsheid,
20
de comprese, è tenuto insieme dalla to con i cannoli durante le foto per la Linea elegante,
vite pivot e due coppie di viti passanti. copertina ha lasciato il segno). Per noi estetica riuscita
A proposito della micarta: è sensibile è una caratteristica positiva: il vostro
al contatto con il sudore della mano e coltello invecchierà con voi e porterò Micarta sensibile
degli altri materiali con cui potrebbe i segni dell’uso e del tempo che passa, a sudore e liquidi
entrare in contatto (il semplice contat- diventando a suo modo unico.
Apparentemente non c’è il foro per Produttore: Fox Knives, Maniago,
3 il cordino, ma in realtà lo spaziatore foxcutlery.com
ha una rientranza in cui è ospitato un Modello: The Sicilian (Fx-525 Mi)
4 piolino metallico, che lo sostituisce e- Designer: Robert Terzuola (terzuola.net)
gregiamente; particolarità del Sicilian Tipo: chiudibile liner-lock
è la clip a filo che consente il porto Materiale della lama: acciaio Becut
tip-up, cioè con la punta verso l’alto. (56-58 Hrc) con finitura stonewashed
Nell’utilizzo la mano trova sempre Materiale del manico: Canvas micarta
l’appoggio giusto per qualsiasi lavoro, verde, spaziatore in alluminio anodizzato
visto che il profilo del manico è quasi arancione
dritto e non costringe a impugnare Lunghezza della lama: 85 mm
il coltello solo in certi modi; solo la Spessore della lama: 3 mm
clip può risultare fastidiosa alla zona Lunghezza totale: 200 mm
alla base del mignolo. La guardia in- Peso: 100 g
feriore è appena accennata, ma non Clip: non reversibile, a filo, porto tip-up
trattandosi di un coltello da combat- Prezzi indicativi: 119,80 euro
timento o da soccorso, non possiamo
definirla insufficiente; anche perché meno di non avere la testa altrove, è
uno scalino fra medio e anulare ag-
giunge ulteriore stabilità alla presa: a davvero improbabile farsi male con
questo Fox. Nonostante un filo utile
di 85 mm e le cartelle non alleggeri-
te, l’ago della bilancia si ferma a 100
grammi, rendendo questo chiudibile
un perfetto coltello Edc. Dispiace solo
notare come la clip non sia riposizio-
nabile, cosa che di fatto preclude ai
mancini di poter apprezzare a pieno
questo prodotto.
1. Il The Sicilian di Fox Knives è un
omaggio di Terzuola alla Sicilia, isola di
cui è originario
2. Qui e in copertina abbiamo voluto
giocare con l’arancione del thumb disc
e dello spaziatore che ricorda il colore
5 dei canditi dei cannoli, tipico dolce
siciliano. La clip a filo non è reversibile
3. Sul lato destro della lama troviamo
le indicazioni su designer, tipo di acciaio
e luogo di produzione. Vicino alla vite
si notano alcune zone più scure dovute
all’appoggio del coltello sul cannolo per
le foto
4. Lo spaziatore arancione incorpora
un piolo cui fissare un eventuale
cordino
5. È possibile togliere il thumb disc e
sostituirlo con la barretta che rende il
coltello non apribile con una sola mano.
La chiavetta torx è compresa nella
confezione
21
MOSTRA DEL COLTELLO CUSTOM A PISA
Giovani a scuola
dai maestri
Una quarantina di coltellinai ha partecipato alla mostra del coltello custom di Pisa, tornata
dopo due anni di assenza causa Covid. Nelle belle e luminose sale dell’hotel Galilei, giovani
artigiani hanno esposto a fianco ad alcuni “mostri sacri” della nostra coltelleria: un passaggio
di consegne cui siamo stati spettatori curiosi. Ecco una rassegna dei pezzi più belli esposti
di Gianluigi Guiotto
Due lama fissa
del maestro della
Corporazione italiana
coltellinai (Cic), Carlo
Alberto Trevisi: l’S.J.
16-17 (sotto) ha
lama in Aisi 440C e
manico in ebano con
inserti di Denis Porta
in madreperla e in
oro. Il Cervo, invece,
ha lama in titanio
e manico in avorio
fossile di mammut.
Gli scrimshaw e le
incisioni dei due coltelli
sono opera di Lionello
Sabatti. Entrambi
hanno una lunghezza
complessiva di 200
mm e dispongono di un
fodero cucito a mano
22
Il Vulgar di Denis Favaro è un liner-lock Altro maestro presente a Pisa: Giuseppe
con lama in Rwl 34 e bolster in titanio Pala, vincitore del primo premio allo
scorso Coutellia 2021 a Thiers. Questo
cristallizzato. L’impugnatura è in blue suo liner-lock ha lama in acciaio inox
twill fiberglass, mentre le cartelle sono 14C28N, bolster e clip in zirconio e
guancette in fat carbon. Il dorsalino è
in titanio. Lunghezza totale: 210 mm invece in titanio, così come le cartelle
che sono lavorate a lima. Lunghezza
totale: 198 mm
Alfredo Faccipieri, coltellinaio specializzato
in lame da cucina, firma il One: la lama
è in Magnacut (64 Hrc), il manico in
Buckeye stabilizzato, il collarino in Juma.
Lunghezza totale: 330 mm
23
MOSTRA DEL COLTELLO CUSTOM A PISA
Celso Fiocchi, Daga 90, chiudibile a
pompa con lama in Rwl 34 (60 Hrc),
manico in Aisi 416 al cui interno c’è
un interframe in osso di giraffa. Il pin
di apertura è in oro 18 kt. Lunghezza
totale: 208 mm
Il lama fissa di Andrea Bertini ha la lama in damasco di Emanuele
Bozzolani, e rame, mentre il manico è in legno di pioppo. Lunghezza:
280 mm
Giuseppe Gambino, Astore, lama in Rwl
34 e Aisi 304, manico in desert ironwood
con un inserto in fibra vulcanizzata nera.
Lunghezza totale: 230 mm
24
Attilio Morotti ha rivisto un classico
della tradizione coltellinaia italiana: il
suo Bergamasco incorpora un blocco
moderno come il liner-lock e ha la lama
in Rwl 34 e zirconio. Il manico è in cervo
sambar. Lunghezza totale: 200 mm
Tra tanti coltellinai anche un collezionista: Antonio Butironi sul suo tavolo sfoggiava tre pezzi di grande valore, tre utility di Steve R.
Johnson dallo Utah (Usa). In comune hanno l’acciaio della lama, l’Ats34, e del manico, la micarta marrone; le piastrine sono in nickel
silver. Diversi sono invece i loghi, appartenenti a tre diverse fasi della produzione del knifemaker statunitense
Il coltello creato da Maurizio Massarenti ha lama in acciaio inox Ispirazione dal Paese del Sol Levante per il Tanto di Paolo Gidoni
440C e manico in corno bovino con lama in Rwl 34 e impugnatura in ebano del Mozambico. Le
incisioni sono opera di Luca Bertella che ha impiegato platino, oro
e rame. Lunghezza totale: 350 mm
25
MOSTRA DEL COLTELLO CUSTOM A PISA
Pensato per la pratica venatoria il Jap
Hunter di Maurizio Manzoni ha lama in
Aisi 416 e manico in wengé. Lunghezza
totale: 235 mm
Carlo Cavedon non solo è un eccellente
incisore ma è anche un ottimo coltellinaio,
come testimonia il suo Razorlock, un
chiudibile liner-lock con lama in Cpm
S35Vn, movimento su cuscinetti a sfera
e manico in Arizona desert ironwood con
spaziatore in zirconio. Cavedon ha inciso
a bulino le piastrine con eleganti motivi
floreali. Lunghezza totale: 200 mm
Riccardo Caregnato ha battezzato Serpe il suo lama fissa che ha Lo Special Hunter Lux di Santino Ballestra ha lama in damasco
la lama in Rwl 34 e il manico in... snakewood. Il fodero è in cuoio. realizzato con tecnica San-Mai con oltre 860 lamine e manico in
Lunghezza totale: 250 mm costola di giraffa stabilizzata. Lionello Sabatti è invece l’autore delle
pregiate incisioni sulla guardia in acciaio Aisi 416. Il fodero è in
26 cuore e pelle di alligatore americano. Lunghezza totale: 267 mm
Altro maestro della Cic, Roberto
Ottonello, coltellinaio di Masone (Ge), è
l’autore di questo liner-lock con sblocco
a pulsante con lama in damasco inox e
zirconio e guancette in madreperla che
coprono le cartelle in titanio. Il coltello è
completamente smontabile per un’accurata
pulizia. Lunghezza totale: 190 mm
Attila Mezzini, oltre che un collezionista appassionato, è anche un
costruttore di ottimi foderi, come quello in cuoio che ha realizzato per il
coltello di Massimo Bernabei, il Southwestern Bowie. La lama è in k720,
mentre guardia, collarino e pomolo sono in argento. Il manico è in corno
di cervo Sambar
Il Combat di Corrado Gianferrari ha una
robusta lama in damasco a tre barre
ritorto e il manico in micarta con fondello
in alluminio. La guardia è in ottone.
Lunghezza totale: 330 mm
27
MOSTRA DEL COLTELLO CUSTOM A PISA
Anche Claudio Gidoni, fratello di Paolo,
maestro della Cic, è affezionato al blocco
a pulsante che utilizza per i suoi chiudibili
e ha battezzato Eclipse lock button.
Come lo Sky che ha la lama in Niolox e
manico in ergal rivestito con Cerakote.
I fornimenti sono in acciaio al carbonio
rivestito con finitura Dlc. Lunghezza
totale: 170 mm
Francesco Piccinin costruisce coltelli da poco tempo ma ha già raggiunto un livello qualitativo molto alto. Lo dimostra il suo
Diamond Pukko, che ha la lama in Rwl 34 (ben 63 Hrc), collarino in Aisi 416, manico in legno di quercia fossile stabilizzata; gli
spaziatori sono in G10. Il fodero è realizzato in spalla bovina da 3,5 mm. Lunghezza totale: 250 mm
Il coltello di Gianluca Spina ha lama e
guardia in damasco mosaico (k600/
k720) e manico in molare di mammut
28
Il Calabrese con forchette di Giovanni Cristalli, coltellinaio specializzato in
lame regionali italiane, è un chiudibile con lama e molla in C70, così come le
due forchette; il manico è in corno di bufalo, mentre puntale e testina sono
in ferro. Lunghezza totale: 440 mm
Claudio D’Avino, Foggia Dorgalese
Antica, chiudibile a frizione semplice
con lama in acciaio N690Co; collarino
e perni sono in rame, mentre il manico
è in corno di montone scuro. Lunghezza
totale: 250 mm
Aldo Giannini, #4 Attaccabriga, liner-lock
con lama in Rwl 34, manico in radica
ibrida (bfactory), cartelle in titanio e
spaziatore in Ma5Mv, tutto rivestito in
Pvd. Lunghezza totale: 200 mm
29
MOSTRA DEL COLTELLO CUSTOM A PISA
Si chiama Luca
Roccaforte l’incisore
autore degli
scrimshaw sui manici
di questi due coltelli:
un artista da seguire
sicuramente
Il back-lock di Ivo Filippi è completamente
smontabile e ha lama e dolster in
damasco al carbonio e manico in avorio
di mammut. Le cartello sono in titanio
6Al4V. Molla e archetto sono in acciaio
Ma5m e lavorati a lima, così come i liner.
Lunghezza totale: 229 mm
Il Quinto Elemento di Manuele Messori
è un liner-lock con lama in twisted
damascus di Damasteel e manico in
meteorite Muonionalusta. Le cartelle
sono in timascus, mentre lo spaziatore è
in zirconio. Il pin è inciso in oro 24 carati.
Lunghezza totale: 250 mm
30
Unica rappresentanza straniera Simone Cortese, Da Cucina, lama in
alla mostra, il norvegese Jari 13C26 e manico in Juma “Snake Skw”
e fibra vulcanizzata. Lunghezza totale:
Liukko ha esposto il suo Hunting 313 mm
Knife, tipico coltello del Nord
Europa con lama in damasco L’Integrale chiudibile di Luciano Ferraudo
explosion (con acciaio 80crv2 è un liner-lock con lama in damasco di
e 15n20), piastrine in Silver Devin Tomas e manico in titanio grado
5. Gli inlay sono in radica di betulla e
925 e manico in legno di betulla desert iron wood con linee in legno di
stabilizzato. Lunghezza totale: bosso spesse 0,5 mm e con contorni in
240 mm Aisi 416. Il fodero è in pelle di anguilla.
Lunghezza totale: 200 mm
31
MOSTRA DEL COLTELLO CUSTOM A PISA
Aria orientaleggiante per il Persian di Rolando Galligani che
ha lama in Ma5m, piastrine in ottone e guancette in aulite
turchese. Gli inserti nel fodero in cuoio sono in pelle di
pitone. Lunghezza totale: 210 mm
Il lama fissa di Salvatore Cinturati ha lama in acciaio Sleipner con trattamento stonewashed e manico in ebano e fibra di carbonio.
Lunghezza totale: 300 mm
Il maestro Cic Frank Bonassi è
specializzato nei chiudibili che realizza
con rara perizia. Questo suo frame-
lock ha lama in acciaio Bohler M390
e manico in micarta maroon e titanio.
Lunghezza totale: 175 mm
32
Si chiama Virtus il lama fissa di Alberto
Muro Pelliconi che ha lama in damasco
mosaico e guardia in bronzo dorato.
Per l’impugnatura Pelliconi ha impiegato
ebano, madreperla e dente d’ippopotamo
che ha inciso con una figura femminile.
Lunghezza totale: 275 mm
Il sardo Luciano Loi ama le lavorazioni ad acquaforte sulle lame dei suoi coltelli,
costruiti nel rispetto della tradizione isolana. La sua imponente Dorgalese Loi ha la
lama in 440C impreziosita con un disegno molto particolare. Il manico è in corno di
montone, che viene trattato termicamente e poi assemblato con colle epossidiche; il
collarino cesellato è in ottone. Lunghezza totale: 540 mm
Leonardo Frizzi, Skeleton, frame-lock
con flipper di apertura con movimento
su micro-cuscinetti: quello colorato ha
lama in Aeb-L, l’altro in D2. I corpi sono
in titanio 6Al4V
33
MOSTRA DEL COLTELLO CUSTOM A PISA
La Cantina è un marchio milanese che
produce coltelli di grande qualità: il Little
Jones è un lama fissa in acciaio Sleipner.
La guardia è in fatcarbon, lo spaziatore
in zanna di mammut, il manico in betulla
stabilizzata e pin in carbonio. Lunghezza
totale: 290 mm
L’incisore Roberto Bruci è molto conosciuto e apprezzato: qui due suoi lavori su guancette di un coltello di Vincenzo Balistreri
34
Milko Di Paco, Nottolo, lama in damasco San Mai al carbonio di
Emanuele Bozzolani e manico in desert ironwood. Guardia e fondello
sono bruniti a caldo, mentre il sottoguardia è in carbonio twill.
Lunghezza totale: 370 mm
Foto della visitatrice che si è aggiudicata
il coltello messo in premio da Andrea
Bertini, con lei nella foto; durante la
manifestazione si sono tenute due
estrazioni
35
LAME DEI NATIVI D’AMERICA
Balla coi lupi
Denis Mura ha studiato le forme dei coltelli utilizzati dagli indiani d’America che ha
ripreso in un suo lavoro che vi mostriamo, approfittando per raccontarvi il profondo
rapporto che ogni indiano aveva con la propria lama
a cura della redazione
1
A ncora prima dell’arrivo degli Nelle zone dove erano reperibili, po- stituita con materiali più performanti
europei, le armi e gli utensili tevano essere usati come lame anche come ferro, acciaio, rame e ottone; il
dei nativi americani erano in pezzi di conchiglia affilati in modo ru- coltello si affermò sempre più come
origine costruiti in pietra (ossidiana e dimentale. Questi utensili erano utiliz- arma, insieme con mazze di pietra e
selce) lavorata con la tecnica del flint zati come coltelli per preparare il cibo, tomahawk, la tipica accetta degli indiani
knappers, una sorta di scheggiatura che tagliare legni e anche per combattere d’America.
per le caratteristiche intrinseche della tra le varie tribù. I foderi erano spesso A ogni modo tutti avevano con sé sem-
pietra presentava bordi molto taglienti. abbelliti con piume e perline, frange di pre un coltello. Non esisteva una tipo-
Spesso le schegge più lunghe venivano cuoio, a volte con incisioni. logia specifica: spesso avevano varie
immanicate su pezzi di corno o legno, La rapida evoluzione delle armi degli dimensioni e venivano trasportati in
legandole insieme con tendini di ani- indiani d’America avvenne a causa del una guaina o in un fodero al fianco. I
mali e fissate poi con resine naturali. contatto con gli europei: la pietra fu so- coltelli più piccoli erano invece portati
36
23
4
sone profondamente spirituali: spesso
i coltelli erano tramandati in famiglia
tra generazioni e prendevano un culto
spirituale e religioso. Per tale motivo,
gli indiani sceglievano i materiali per il
loro coltello con grande cura e profon-
da riverenza. Per gli indiani d’America
il coltello era un attrezzo tuttofare che
non nasceva come arma specifica e per
tale motivo aveva spesso una lama se-
micurva, un simil skinner. Anche se in
realtà non esiste una forma specifica del
coltello dei nativi, proprio questo profi-
lo resta comunque la più versatile e più
5 usata dalle tribù d’America.
1. Il lama fissa di Denis Mura
(denismura.com) ispirato al coltello
dei nativi americani ha lama con profilo
drop point in in 440c da 5 mm lunga
12 cm; il collarino è in acciaio 416 e il
manico in legno serpente
2. Il coltello all’interno del fodero,
realizzato da Kiara, che lo copre quasi
per intero. Per l’estrazione si sfrutta
bene la striscia di cuoio infilata nel foro
in fondo al manico
appesi al collo: sono stati i precursori cacciare, tagliare la carne, lavorare le 3. Dettaglio del fermaglio in avorio
del moderno neck knife. Questi coltelli pelli degli animali, pulire il pesce, ram- della striscia di cuoio del coltello
più piccoli erano più utilizzati per l’uso mendare scarpe, lavorare il legno. I na-
quotidiano nelle faccende domestiche tivi americani usavano anche coltelli in 4. Il retro del fodero in cuoio in stile
ed erano spesso usati dalle donne nella guerre tra le diverse tribù. indiano con cucitura intrecciata a mano
preparazione del cibo e nella manuten- ha un passante per il fissaggio alla
zione delle capanne. Spirito e coltelli cintura
Coltelli e pugnali erano necessari per I nativi americani erano e sono per-
5. Dettaglio del manico leggermente
sagomato per meglio seguire la forma
della mano
37
COLLEZIONISMO
Una lama
per sopravvivere
L’Italian Pilot Survival Knife in dotazione dall’Aeronautica militare italiana fino a qualche
anno fa era prodotto da alcune aziende maniaghesi. Approfondiamo la conoscenza del
modello attraverso un esemplare prodotto da Olivetto, appartenente a un colonnello del
reparto elicotteristi dei Carabinieri
di Giancarlo Bove
1
L a storia del coltello da sopravvi- statunitensi che abbandonarono questa negli anni Sessanta e vede i nostri reparti
venza militare comincia dalla ba- soluzione. Ricordiamo che la baionetta equipaggiati con coltelli simili al Camillus,
ionetta: durante la Seconda guerra è concepita per svolgere una sola funzio- modello prodotto dall’omonima azienda
mondiale l’Italia seguì l’esempio dei mi- ne, che consiste nello sfruttare la spinta artigianale statunitense che nel 1876 co-
litari britannici e tedeschi che per dotarsi del fucile durante l’affondo nel combat- minciò l’attività costruendo proprio baio-
di coltelli da sopravvivenza modificarono timento corpo a corpo. Il coltello da so- nette. In seguito diversificò la produzione
le baionette dei fucili catturati al nemico. pravvivenza, invece, deve svolgere diverse dedicandosi anche ai coltelli da sopravvi-
Purtroppo, modificare una baionetta, per funzioni, compresa quella di un utensile. venza destinati ai piloti dell’Us Airforce.
esempio accorciandola, non conferisce le Si dovettero quindi costruire lame adatte Il Camillus suscitò l’interesse di aziende
medesime caratteristiche funzionali di un per tali scopi. Significativa è la storia del italiane che costruirono un coltello da so-
coltello da sopravvivenza. Se ne resero coltello da sopravvivenza destinato all’A- pravvivenza per i piloti della Aeronautica
conto anche i militari russi, finlandesi e eronautica militare italiana, che comincia militare italiana; alcune di queste azien-
38
de si trovano a Maniago (in provincia conto terzi di lame per coltelli. L’elevato come anche Bianchi Rastignano, adotta-
di Pordenone) e rappresentano il fiore standard qualitativo raggiunto finì per es- vano la medesima procedura di Olivetto
all’occhiello della coltelleria italiana. sere apprezzato anche all’estero. Infatti, stampando la scritta Aeronautica militare
Olivetto, tra la metà degli anni Sessanta e il nome della ditta su entrambe i lati
Maniago, la Solingen italiana e Ottanta, ricevette commesse da parte della lama; lo stesso valeva per i foderi del
Tra Solingen in Germania e Maniago dell’esercito tedesco. Un salto di qualità coltello. Bianchi Rastignano divenne la
esiste un denominatore comune. En- avvenne poi con l’Aeronautica militare fornitrice dei piloti elicotteristi dell’Arma
trambe possono vantarsi del titolo ono- italiana che commissionò un coltello da dei Carabinieri.
rifico di città delle lame per le numerose sopravvivenza per i piloti e personale di
coltellerie artigianali. A Solingen nel XIII volo. Il coltello fu distribuito anche agli Non coltello ma pugnale
secolo fu insediata una vera e propria cor- elicotteristi dell’Aviazione leggera dell’e- Ritornando al coltello da sopravvivenza
porazione di fabbri specializzati nella co- sercito e alla Polizia di Stato. Non solo dei piloti dell’Aeronautica Militare ricor-
struzione di spade e coltelli. A Maniago, Olivetto, ma anche altre aziende diven- diamo che il termine con il quale era ed
invece, sotto il dominio veneziano, abili nero fornitrici dell’Aeronautica militare, è attualmente conosciuto non è quello di
artigiani producevano lame per la Se- tra cui Filco (Fabbrica italiana lavora- coltello ma di pugnale. Definizione cor-
renissima. Con il tempo quest’attività si zioni coltellerie), Bianchi Rastignano e retta, poiché la lama, proprio come il pu-
rafforzò grazie anche all’interessamento Maserin. È possibile risalire all’azienda gnale, possiede un doppio filo tagliente.
di Albert Marx, un imprenditore tedesco produttrice attraverso la stampigliatura Anche se derivato dal Camillus, presenta
proprietario di alcune aziende ubicate a collocata sulla base della lama vicino la alcuni dettagli che lo differenziano: per
Solingen. A questo imprenditore, che fe- guardia del coltello; per esempio la ditta esempio i denti sfalsati del profilo seghet-
ce da trait d’union tra Germania e Italia, si Olivetto riproduce la dicitura Aeronauti- tato. Particolare che consente di recidere
deve la costruzione nel 1907 del primo ca militare, oppure Ps (Pubblica sicurez- con facilità il metallo con cui è realizzata
stabilimento maniaghese. Si trattava del- za, denominazione passata della Polizia la fusoliera del velivolo, una situazione
la Coricama (Coltellerie riunite Caslino di Stato). Non solo, ma la stessa azienda che si presenta in caso di emergenza
Maniago) che rappresentò una vera e sul fodero del coltello riporta sempre la quando il pilota deve uscire dall’abitaco-
propria rivoluzione, non solo industria- stessa scritta relativa ai corpi d’apparte- lo dopo un atterraggio di fortuna. Inoltre,
le, ma anche per la vita sociale. Infatti, la dentatura sfalsata evita l’impastatura
migliorarono le condizioni economi- nenza. È da notare che Oli- del truciolo quando si taglia il legno. Nel
che grazie alle occasioni di lavoro vetto ha fornito lotti del complesso la lama con profilo clip point è
offerte, oltre che dalla Coricama, coltello da sopravviven- massiccia, funzionale e ben equilibrata,
anche dalle varie aziende artigia- za anche ai piloti della anche per assicurare una traiettoria di
nali che nel tempo s’insediarono. Marina militare. Filco,
Tra queste Olivetto che comin-
ciò, proprio a Maniago, 2
nel 1953 a operare grazie
alla iniziativa dei fratelli
Luciano, Mario e
Arbeno; l’azien-
da si specializzò
nella produzio-
ne e arrotatura
1. Il coltello da sopravvivenza
dell’Aeronautica militare italiana
con il fodero; sullo sfondo una
stampa del Gruppo caccia
intercettori Ognitempo di
3 Cameri (No)
2. Il centro di Maniago, in provincia
di Pordenone, celebre per la sua
produzione di coltelli
3. Il profilo della lama, derivata dal
Camillus statunitense
39
COLLEZIONISMO lancio stabile e precisa nel caso in cui cacciare. Il fodero è realizzato con due
il coltello dovesse essere scagliato. parti in cuoio fissate mediante cinque ri-
4 Su entrambi i lati della lama si vetti sul retro; la punta termina con un
5 trova una scanalatura con le inserto in materiale metallico di rinforzo.
estremità raccordate, la cui Sul retro, inoltre, troviamo quattro au-
40 funzione è far scorrere il tomatici a pressione per fissare il fodero
materiale lavorato quan- sulla tuta del pilota: non è infatti consi-
do il coltello è impiegato gliabile legarlo sul polpaccio poiché se il
come utensile. La lama, paracadute dovesse impigliarsi tra i rami
inoltre, reca l’iscrizione di un albero, il pilota non riuscirebbe a
“Aeronautica Militare” estrarre il coltello per tagliare le corde.
nella zona adiacente Il materiale della lama è un acciaio inox
l’impugnatura che è della serie Aisi 440C, lega apprezzata per
rivestita con dischi durezza, tenacità e buona resistenza alla
di cuoio pressati che corrosione. Il costruttore per risparmia-
assicurano la pre- re avrebbe potuto scegliere un comune
sa con mani sudate. acciaio carbonioso come il 1095 che ha
All’interno dell’impu- caratterizzato buona parte della storia
gnatura stessa troviamo nel mondo della coltelleria: il Camillus e
il codolo che è blocca- il Ka-Bar avevano la lama in acciaio car-
to da un tondo in bonioso che conferisce anche una buona
cui è visibile il flessibilità nelle varie condizioni operative
meccanismo e permette una facile affilatura. Il punto
di smontaggio debole consiste però nella scarsa resisten-
realizzato con una za alla corrosione, problema che non si
chiave a perno. Sulla presenta con l’Aisi 440C. Purtroppo non
guardia è presente è tutto oro quello che luccica: infatti una
un foro entro cui lama costruita con questo acciaio è dura
può passare una da affilare oltre a essere piuttosto rigida;
corda per legare tutto ciò implica scarsa flessibilità e il con-
il coltello, accor- seguente rischio di spezzarla. Questo pro-
gimento che evita di blema è stato risolto nei moderni coltelli
perderlo. Non solo, ma in da sopravvivenza adottando una lama a
questo modo è anche possi- sandwich. Cioè stratificata e formata da
bile fissarlo alla estremità di uno spessore in acciaio duro collocato tra
un bastone per disporre due spessori laterali morbidi. Si pensi per
di una rudimentale lan- esempio al coltello Fällknives F1 dei piloti
cia per difendersi oppure della Aeronautica militare svedese costru-
ito con tale tecnica.
Conclusioni
Nel complesso possiamo affermare che si
tratta di un buon coltello da sopravvivenza
che nonostante gli anni di servizio conti-
4. Il dorso della lama è seghettato con
denti sfalsati, particolare costruttivo
che risulta efficace per il taglio dei
laminati metallici come la fusoliera
del velivolo da effettuare in caso di
atterraggi di emergenza
5. Vista posteriore del coltello
con casco pilota F 104 Starfighter:
il coltello era in dotazione ai reparti
della Aereonautica militare italiana
che volavano con questo caccia
statunitense della Lockheed in
servizio nel nostro Paese dal 1969 fino
al 2004
LA STORIA DEL COMBAT KNIFE
Il coltello in dotazione all’Aeronautica
militare italiana rientra negli standard
del cosiddetto Combat Knife che prevedo-
no non solo l’utilizzo nel combattimento,
ma anche in situazioni diverse come la
sopravvivenza. Il combattimento impli-
ca l’azione applicata con il coltello stesso
che si trasforma in un’arma, mentre la
sopravvivenza abbraccia un contesto
più ampio che tiene conto dell’ambien-
te selvaggio in cui si trova il pilota so-
pravvissuto a un atterraggio di fortuna.
In queste condizioni il medesimo prov-
vederà alle necessità legate a tempi di
permanenza che dipendono dall’arrivo
dei soccorsi: dovrà quindi procurarsi il
cibo, tagliare la legna per scaldarsi e co- Il Randall 8 Trout and Bird Knife era tra gli oggetti del pilota Francis Gary Powers,
struire un riparo di fortuna: pertanto il abbattuto il 1° maggio 1960 sugli Urali e catturato vivo dai russi
Combat Knife svolgerà le tipiche funzioni
di un utensile. È il caso del Pilot Survival
Knife, come quello in dotazione all’Ae-
ronautica militare italiana, oggetto del
presente articolo. Storicamente i capo-
stipiti del Combat Knife sono il Camillus
Us Mk II e il Ka-Bar: il primo in dota-
zione ai piloti dell’Us Airforce, mentre
il secondo equipaggia i militari dell’Us
Army. Il Combat Knife è salito alla ribalta
grazie ai film di Rambo, ma anche e-
pisodi passati hanno contribuito a farlo
conoscere ai tempi della Guerra fredda.
Un episodio clamoroso merita di essere
raccontato: avvenne il 1° maggio 1960.
Quel giorno un velivolo spia Lockheed
U-2 della Us Airforce fu abbattuto da Progettato durante il conflitto in Vietnam, il Model 18 Attack Survival di Randall
un missile terra aria sugli Urali durante era il compagno di molti membri delle forze speciali americane. L’impugnatura cava
un volo di ricognizione. In un attimo si ospitava utensili e medicine di prima necessità
sfiorò il dramma: il mondo tornò ai toni isterici della Guerra fredda che parevano finiti con l’avvento di una linea di coesistenza
tra le due superpotenze, culminata con l’incontro Chruscev – Eisenhower a Camp David nel 1959. Il pilota dell’aereo, Francis
Gary Powers, che era riuscito a lanciarsi con il paracadute, fu catturato vivo; nei giorni successivi la Tass, l’agenzia di stampa russa,
diffuse le fotografie del suo equipaggiamento. Questo comprendeva una pistola, una scatola di munizioni, un coltello, una capsula
di cianuro oltre a sette anelli d’oro, due orologi, 7.500 rubli e altra valuta. La pistola era una High Standard modello Hd-Military
calibro .22 Long Rifle dotata di silenziatore prodotto da Bell Laboratories. Il coltello, invece, era un Randall, per l’esattezza si
trattava del modello 8 Trout and Bird Knife, un grazioso utensile per escursionisti dai gusti raffinati. Non si sa esattamente perché
Francis Gary Powers portasse questo coltello, adatto per l’uso su piccoli pesci e selvaggina pennuta, mai ufficialmente fornito come
equipaggiamento; un’ipotesi suggestiva, tenendo conto del fatto che la cultura statunitense è stata plasmata dalla dura vita della
frontiera, suggerirebbe che portare un coltello al fianco sia un elemento del proprio retaggio culturale. Particolare, questo, che non
si dimentica neppure pilotando un velivolo supersonico. I russi restituirono tutto al pilota quando fu liberato e rientrò negli Usa.
Nelle mani dei militari russi finirono altri coltelli di un certo interesse durante la guerra in Vietnam: non dimentichiamo che
i russi erano presenti come consiglieri a fianco della guerriglia vietnamita. E proprio quest’ultima quando catturava i piloti
abbattuti dalla contraerea, oppure faceva prigionieri i soldati statunitensi, sequestrava loro equipaggiamento e armi, coltelli
compresi. Una preda ambita, oltre al Camillus e al Ka-Bar, era il modello 18 Attack Survival, costruito da Randall. Disegnato dal
capitano George Ingram in servizio presso il 94° Distaccamento medico a Saigon, questo coltello esprimeva al meglio l’essenza
della sopravvivenza. All’interno dell’impugnatura si trovavano pastiglie per purificare l’acqua, tavolette di dexedrina e codeina,
necessarie per ridurre il dolore di una ferita e aumentare la resistenza fisica nelle condizioni estreme. Non solo: l’impugnatura era
avvolta con un filo di nylon, utile per pescare con gli ami contenuti dentro l’impugnatura, e una corda di chitarra da utilizzare
come laccio per catturare piccoli animali.
41
COLLEZIONISMO
LAME PER MISSIONI
DI SOCCORSO
Per un soldato la sopravvivenza, oltre che
la difesa personale, implica anche la capa-
cità di resistere fino a quando non giun-
gono i soccorsi. In proposito, durante la
guerra del Vietnam sono state pianificate
dallo Special Operation Wings statunitense
missioni di cooperazione aero-tattica de-
nominate Sandy Mission per il salvataggio
dei piloti abbattuti. A distanza di anni l’e-
sperienza maturata si è rivelata utile nelle
attuali operazioni di salvataggio degli e-
quipaggi dei velivoli abbattuti dalla con-
traerea. Dall’Afghanistan all’Iraq, fino alla
Siria e Libia operano reparti speciali con
un’organizzazione che è alla base del de-
licato dispositivo di salvataggio del pilota
abbattuto. Non dimentichiamo che la vita
del pilota è più preziosa di quella dell’ae-
reo, non solo per ragioni umanitarie ma Il pugnale da combattimento di Extrema Ratio andato in premio lo scorso anno
anche per il costo dell’addestramento del all’aspirante Claudia Liuzzi dell’Accademia aeronautica di Pozzuoli autrice del mi-
pilota stesso che è molto oneroso: pertanto glior punteggio in pista, in piscina, al poligono e su barche a vela ai Ludi Sportivi
si rende necessario il salvataggio. Sostituire dell’anno accademico 2020/2021. Sulla lama il motto Sufficit animus (“Basta
il pilota perso con un altro richiede molto l’ardire”) del 17° Stormo incursori che raccoglie l’eredità del battaglione Adra
tempo e rimpiazzare la sua esperienza im- (Arditi distruttori della regia aeronautica) operativo durante la Seconda guerra
mondiale con il compito di svolgere missioni di sabotaggio agli aeroporti nemici
plica moltissime ore di volo. In proposito
per il salvataggio si ricorre a missioni Se-
arch and rescue (Sar) e Combat search and rescue
(Csar). In Italia, queste missioni sono af-
fidate agli Aerosoccorritori e specialisti o-
peratori polivalenti del 15° Stormo dell’A-
eronautica militare. L’iniziazione del 15°
Stormo è avvenuta alla fine degli anni Ot-
tanta in occasione di molte missioni. Per
esempio in Somalia durante l’Operazione
restore hope, e in Bosnia, Iraq e Afghanistan.
Gli equipaggi Csar sono composti da pi-
lota, co-pilota, due specialisti polivalenti
e due aerosoccorritori. I piloti, dopo aver
effettuato l’addestramento su elicotteri
HH 3 F a Ciampino e altre basi sparse
sul territorio nazionale, iniziano una serie
di esercitazioni Sar. Dopo queste si accede
a quelle in ambiente Combat. È previsto
anche l’addestramento presso il Centro I tre utensili della serie Reset (Rescue emergency security tool) di Antonini, dise-
di sopravvivenza aerosoccorritori dell’a- gnata da Tommaso Rumici e sviluppati in partnership con Lionsteel. È composta
eroporto di Furbara dove ha sede il 17° dal Sar (Search and rescue, con manico arancione), pensato per chi si occupa
Stormo incursori dell’Aeronautica milita- di soccorso in ambito civile come pompieri e forze dell’ordine; dal C-Sar (Combat
re, eredi degli Arditi distruttori della regia search and rescue, con manico nero), rivolto al personale militare impegnato in
aeronautica. Si tratta di un reparto ope- teatro operativo, come elicotteristi o medici; e dal N-Sar (Navy search and rescue),
rante fin dai tempi della Seconda guerra con manico blu), specifico per l’impiego navale
mondiale e che si è particolarmente distinto in Africa settentrionale. Presso l’aeroporto di Furbara sono allestite sessioni differenziate
in relazione all’ambiente marino oppure montano. Vengono simulate situazioni di sopravvivenza, evasione e fuga. Nello specifico
l’addestramento deve raggiungere due obiettivi: il primo è di ordine tecnico e consiste nell’insegnare a sopravvivere in territorio nemico,
l’uso delle armi e il comportamento in caso di prigionia. Il secondo fine è quello di far conoscere i propri limiti in una situazione dove
lo stress psicologico diventa molto intenso. Quanto ai piloti e navigatori, il programma di sopravvivenza è tenuto segreto. Questo per
evitare che i nemici in futuro possano venire in possesso delle istruzioni di comportamento insegnate durante il corso.
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7
Italian Pilot Survival Knife
Produttore: Olivetto, Maniago (Pn)
Lama: acciaio inox Aisi 440C (58 Hrc)
con finitura lucida e profilo clip point
Impugnatura: in cuoio
Lunghezza totale: 270 mm
Lunghezza della lama: 150 mm
Spessore della lama: 4 mm
Peso: 270 g
nua ancora a essere adottato dai reparti dere che il ricordo del datato coltello da 6. Vista posteriore con cinque rivetti
di volo dell’Aeronautica militare. Un di- sopravvivenza non svanisce dopo tanti che collegano le due parti in cuoio
fetto è purtroppo rappresentato dalla la- anni di servizio. La prova tangibile di tale del fodero e quattro automatici per
ma lucida che non è stata sottoposta a un affermazione è rappresentata dal fatto che attaccare il fodero stesso sulla tuta
trattamento di brunitura antiriflesso come molti piloti dell’Aeronautica militare ita- del pilota
nel Camillus statunitense: la luce riflessa liana continuano a portarlo con sé come
rischierebbe di segnalare la presenza del fosse un segno di distinzione. Non dimen- 7. Stampigliatura dell’Aeronautica
pilota abbattuto sul territorio nemico in at- tichiamo che un’arma bianca racchiude militare sulla base della lama del
tesa di essere recuperato dai reparti aerei un significato particolare che va ben oltre coltello dell’Aeronautica militare
di soccorso. Nonostante gli anni, il costo l’utilizzo materiale. Questo sia nella cul- italiana
del coltello si aggira su alcune centinaia di tura occidentale sia orientale: si pensi, per
euro. Però tenendo presente che è destina- esempio, ai piloti giapponesi che durante 8. Camillus statunitense della
to a essere sostituito, diventerà senza dub- la Seconda guerra mondiale a bordo dei Seconda guerra mondiale. È possibile
bio un pezzo da collezione. Attualmente loro aerei portavano la Katana. La spada constatare la somiglianza con il coltello
ai reparti dell’Aeronautica Militare sono ereditata dal padre al figlio incarnava lo da sopravvivenza della Aeronautica
stati distribuiti coltelli da sopravvivenza più spirito dei Samurai: portarla al fianco si- militare italiana tranne per la
moderni prodotti da Extrema Ratio e Fox, gnificava avere accanto l’anima di questi mancanza del profilo seghettato sul
che probabilmente sostituiranno quello valorosi combattenti. Così un coltello da dorso della lama
finora utilizzato. Come diceva Giacomo sopravvivenza o pugnale a fianco del mi-
Leopardi, “Tutto al mondo passa e orma litare finisce per assorbirne l’essenza inte- con il Kukri condividono un legame sacro
quasi non lascia”: ebbene ciò fa compren- riore: di ciò sono consapevoli i Gurkha che
che resiste alla morte. Non a caso Il Kukri
viene seppellito insieme al soldato decedu-
to in battaglia, con un gesto significativo
che dimostra la continuità del rapporto
spirituale con l’arma bianca.
43
PERSONAGGI
Carlo Alberto
Trevisi
La mostra di Pisa è stata l’occasione per incontrare Carlo Alberto Trevisi, artigiano
di grande esperienza e maestro della Corporazione italiana coltellinai. Sul suo tavolo
c’erano numerosi coltelli, tutti di ottima fattura: ne abbiamo scelti quattro che ben
rappresentano la sua eterogenea produzione
di Gianluigi Guiotto
1
2
Carlo, presentati ai lettori il mio “numero uno” non poteva
di Coltelli... certo considerarsi un capolavoro,
Mi chiamo Carlo Alberto mi procurò una grande soddisfazio-
Trevisi, sono nato nel 1940 e abi- ne. Alla fine del 1997, con l’arrivo
to con mia moglie a Padova. Sono della pensione, i coltelli divennero
perito industriale meccanico e ho il mio hobby principale, anche se,
lavorato in diverse industrie con in- naturalmente, non l’unico.
carichi di responsabilità nel settore
produttivo e commerciale.
Come ti sei avvicinato al mon- 1. I quattro coltelli scelti per l’articolo
do dei coltelli? sono due lama fissa e due liner-lock:
I coltelli mi sono sempre piaciuti, dall’alto, il Wild Cat 17, il Persian, il
ma l’interesse vero e proprio è sca- Lady 55 e il Gent 48
turito a metà degli anni Novanta ve-
dendo la collezione di un amico. Mi 2. Lato destro del Wild Cat 17; la lama
chiesi se anch’io fossi stato in grado è in Aisi 440C, le piastrine in titanio
di costruire un coltello. Procurata- sono state incise a bulino da Lionello
mi una barra d’acciaio inox, iniziai Sabatti, il manico è in avorio fossile. La
da autodidatta, con il solo aiuto di lunghezza totale è di 219 mm
seghetto a mano e lime a costruirmi
il mio primo prototipo. Mi furono 3. Dettaglio della splendida lavorazione
certamente d’aiuto la mia esperien- opera del maestro gardonese Lionello
za tecnica e una discreta manualità. Sabatti
Anche se, rivisto con il senno di poi,
3
45
PERSONAGGI
4
Quali tipi di coltelli preferisci
5 realizzare?
Attualmente la mia produzione è
abbastanza eterogenea e spazia dai
coltelli a lama fissa da caccia e da
collezione ai pieghevoli con tecnica
liner-lock. Infine, grandi soddisfa-
zioni mi procurano i city-knives,
piccoli coltelli da tasca a lama fissa.
In pochi anni hai raggiunto un Mi diedi da fare e l’anno successivo Quali materiali prediligi per
alto livello qualitativo: come mi presentai all’esame con cinque lame e impugnature?
hai fatto? miei pezzi ottenendo l’ammissione. Gli acciai inox che uso sono prin-
Nel 1999 decisi di confrontarmi cipalmente il 420/A, il 440/C, più
con altri hobbisti partecipando al Fai parte di altre corporazio- raramente e praticamente solo su
concorso per i coltelli a lama fissa ni/associazioni oltre la Cic? richiesta, 1’Rwl 34 e l’acciaio da-
amatoriali di Scarperia, dove ot- Dal 2005 sono socio anche dell’A- mascato. Per le impugnature uso i
tenni un inaspettato terzo posto. In chi (Associazione coltellinai hobbisti materiali più disparati: legni duri
quell’occasione ebbi la fortuna di italiani) e dal 2013 del Dgm, l’asso- esotici (snakewood, pink ivory, coco-
conoscere un gruppo di affermati ciazione dei coltellinai tedeschi. bolo, ebano, desert ironwood); oppure
coltellinai che partecipavano alla legni nazionali (ulivo, radica, bos-
concomitante mostra mercato e che Come nasce un tuo coltello? so, stamina), corni (cervo, bue, bu-
furono prodighi di consigli. Tra loro Disegno su carta e quindi faccio una falo, renna), ossi (cammello, giraf-
anche il segretario della Corpora- dima in lastra di plexiglass che mi fa), avorio fossile, avorio con certi-
zione italiana coltellinai che mi in- permette di rifare più volte la stessa ficato Cites, madreperla e, infine,
coraggiò a candidarmi come socio. sagoma. materie plastiche (micarta, resina
acetalica).
Quali lavorazioni ti mettono
più in difficoltà?
Direi la molatura concava con i re-
lativi biselli.
Come hai affrontato il periodo
di chiusura a causa della pan-
demia?
Sono saltate tutte le mostre e, quin-
di, ho fatto vita abbastanza ritirata
anche in considerazione della mia
età.
46
C’è un coltello cui sei partico- A quali mostre hai partecipato Show, il Sicac di Parigi, l’ Hessisches
larmente affezionato? in passato? Messersammler Treffen di Alten
Non saprei, penso di aver costruito Da allora ho partecipato, o parte- Buseck (Germania), il Scharfe Sa-
oltre 150 coltelli, quindi è difficile cipo regolarmente, a mostre come chen di Sindelfingen (Germania), il
scegliere. il Cic Show di Milano, l’Espolama Messerklinge Sthal di Dresda (Ger-
di Lugano, l’Ima Show di Monaco mania), l’Euro Knife di Stasburgo
Hai qualche collaborazione di Baviera, il Knifemakers’ Show (Francia) e altre mostre minori in
con altri artigiani? di Solingen, il Festival du Couteau Italia. In occasione della partecipa-
Dal 2007 mi avvalgo della collabo- d’Art di Thiers, l’Olchinger Mes- zione al Sicac del 2012 ho ottenuto
razione del maestro Lionello Sabatti sertage di Olching (Germania), il
per incisioni a bulino ed a cesello a Bks de la Coutellerie di Gembloux il Prix du couteau droit non forgé.
mano sui bolster, nonché decorazio- (Belgio), la Feria de Cuchilleria Ar-
ni scrimshaw sulle impugnature. tesanal di Madrid, l’Helsinki Knife Per informazioni: Carlo Alberto Trevisi,
Padova, catknives.it
6
4. Lato destro del Persian, lama
fissa in damasco di G. Verizhnikov e
bolster in ottone brunito. Il manico
è in snakewood e legno di bosso. La
lunghezza totale è di 255 mm
5. I due chiudibili liner-lock Lady 55
(sopra) e il Gent 48 hanno in comune
la lama in Ma5M e i liner in titanio, ma
differiscono per il materiale del manico:
titanio per il primo, madreperla per
il secondo. Lunghezze da aperti,
rispettivamente, di 156 mm e 176 mm
6. I due liner-lock chiusi; entrambi
hanno tre scanalature sul dorso della
lama che agevolano l’apertura
7. Le incisioni sul manico del Lady 55
sono opera di Elena Bosio
7
47
CUSTOM
Da una forgia
in Giappone
Nel Paese del Sol Levante vi sono ancora artigiani che lavorano con i sistemi di un tempo,
affinando la qualità ma mantenendo le lavorazioni tradizionali senza ricorso alle macchine se
non a quelle elementari: tra questi pochi c’è Zubeng, di cui presentiamo un semplice coltello
di Roberto Allara
1
L’ unica macchina è il maglio, che 2
risparmia il duro lavoro di una
martellatura da ripetersi per
molte decine di cicli. La mola è mos-
sa da un motore elettrico e non da una
manovella o da una ruota ad acqua, il
trapano a mano era già noto agli sculto-
ri dell’antica Roma. Gli ultimi Etruschi,
fatto salvo il ricorso all’elettricità, avreb-
bero potuto benissimo lavorare il ferro
in un modo non troppo dissimile. Eppu-
re, con questa estrema povertà di mez-
zi, sono state create lame straordinarie.
Come sempre in questi casi, c’è un mo-
tivo storico. In Occidente, le armi da
fuoco iniziarono ben presto sia a essere
prodotte sia ad avere impiego militare.
Bacone descrive il suo famoso anagram-
ma (“lieru vopo vir can utri”) nel 1267,
48