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Published by , 2018-11-30 12:16:35

Lega+11-12_2018+Versione+integrale_

Lega+11-12_2018+Versione+integrale_

Anno CXXI - N° 11-12 - Poste Italiane S.p.A. - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1, DCB Roma

LEGA
NAVALE

PERIODICO DELLA LEGA NAVALE ITALIANA DAL 1897

NOVEMBRE
DICEMBRE
2 018



LEGA Sommario
NAVALE

PERIODICO DELLA LEGA NAVALE ITALIANA DAL 1897

NOVEMBRE
DICEMBRE
2 018

Anno CXXI - N° 11-12 - Poste Italiane S.p.A. - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1, DCB Roma Editoriale 3

Paolo Bembo

• Il punto nave 4

Maurizio Gemignani

L’imbarcazione a propulsione • L’imbarcazione Race for Water 5
solare Race for Water con il kite e la propulsione
(aquilone) impiegato per la mediante aquilone
propulsione ausiliaria (vedi ar-
ticolo a pag. 5) di Claudio Boccalatte

Anno CXXI - n. 11-12 • Una ammiraglia furba 13
novembre-dicembre 2018
di Renato Ferraro
Direttore Responsabile
Paolo Bembo • Il Duilio 21 La voce del diportista 43
29
Redazione di Ciro Paoletti • Le direttive ministeriali 44
Franco Maria Puddu in tema di sicurezza 47
• Italian style a bordo
Direzione - Amministrazione di Aniello Raiola
Via Guidubaldo Del Monte, 54 di Paolo Bembo
00197 Roma Corso di pesca
tel. 06 809159203-fax 06 809159205 Recensioni e segnalazioni 37
www.leganavale.it • Surf casting con
e-mail: [email protected] Sub i Pva idrosolubili

Registrazione Tribunale di Roma di Riccardo Zago
n. 7727 del 24.10.1960
Vita della
Poste Italiane S.p.A. Lega Navale Italiana
Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n. 46) • Ambienti
art. 1 comma 1 DCB Roma
per le immersioni (23a parte) 34 A centro rivista, la sesta puntata
Realizzazione Grafica e Stampa del fumetto “Una storia della Marina”
Stilgrafica srl di Alberico Barbato
Via Ignazio Pettinengo, 31/33
00159 Roma - tel. 06 43588200
www.stilgrafica.com
e-mail: [email protected]

Iscrizione R.O.C. n. 9378

La rivista viene inviata ai soci NUMERI DI TELEFONO
vitalizi, benemeriti, ordinari E INDIRIZZI E-MAIL UTILI
e studenti che ne fanno richiesta,
è anche pubblicata sul sito Centralino Presidenza Nazionale: 06.80915901-02-03
istituzionale. Tesseramento e sped. Rivista: 06.809159204; e-mail: [email protected]
Manoscritti fotografie e disegni,
pubblicati o no, non si restituiscono. Scuole e Centri Nautici: 06.809159211; e-mail: [email protected]
Uff. Comunicazione: 06.809159218; e-mail: [email protected]
ISSN 0024-032X

Finito di stampare nel mese di novembre 2018



Editoriale

I l Consiglio Direttivo dell’Associazio- divisa a decisioni importanti come que-
ne ha deciso che per l’anno prossimo,
la Rivista continuerà ad uscire nella sta, ben sapendo quanto sia stato trau-
veste attuale e secondo le modalità in
corso, per cui i soci interessati a ricevere matico il passo inverso, ovvero quello di
la propria copia cartacea dovranno con-
tinuare a manifestare una specifica vo- passare dalla spedizione a tutti a quella a
lontà in tal senso, accettando, al contem-
po, di aggiungere alla propria quota il so- pochi.
lito contributo di 5€. Per il futuro si ve-
drà; le robuste pressioni di un numero La recentemente conclusasi Assemblea
non indifferente di soci e presidenti af-
finché si torni ad una distribuzione più Generale dei Soci, a Trieste, ha conferma-
capillare della Rivista, infatti, si scontra-
no con la difficoltà di reperire le risorse to quanto si era evidenziato nella prece-
che consentano di tornare a tale norma-
lità. Approssimativamente, per passare dente: la volontà dei soci di rinascita del-
da una pubblicazione di un numero limi-
tato di copie a l’associazione senza alcun distacco dai
quella di una rivi-
sta che possa essere valori che l’avevano vista nascere e con-
inviata a tutti gli in-
teressati, solidarsi nel corso dei decenni. La Presi-
l’impegno
finanzia- denza succeduta al commissariamento
rio sareb-
be tripli- ha trovato una situazione normativa as-
cato rispet-
to all’attua- solutamente da rivedere e vi ha posto
le. Sicuramen-
te una spesa non mano con vigore, incoraggiata in tal sen-
indifferente ma affron-
tabile, come lo è stata in passa- so dalla base; alcune problematiche an-
to, considerando i benefici che se ne ot-
terrebbero. Per sostenerla, però, come di- nose hanno visto una soluzione o quan-
cevo, bisogna individuare ove reperire le
risorse. La spinta a ricercare una soluzio- to meno, anziché
ne in tal senso deriva dalla considerazio-
ne di molti circa il fatto che un’Associa- mettere la polvere
zione che si vanta di essere paladina del-
la cultura del mare non possa prescinde- sotto il tappeto, si
re da una rivista cartacea anche ove si
sforzi di individuare tutti i sistemi più è cercato di por-
moderni per diffondere tale cultura. È
però necessario arrivare in maniera con- tarle in eviden-

za, così

da po-

terle ri-

solvere

anche

con l’aiu-

to proposi-

tivo dei soci

che non è mai

mancato. I lavo-

ri dell’Assemblea

hanno confermato, se ce ne fosse stato

bisogno, che tale disposizione collabora-

tiva è sempre presente e sicuramente

contribuirà a farci assumere un ruolo

sempre più chiaro nella Società e allinea-

to a quanto ci richiedono le leggi ed i re-

golamenti più recenti. Al termine di un

anno laborioso e non semplice, quanto

emerge dall’AGS incoraggia a ben sperare

per il futuro.

Paolo Bembo

Il punto nave

D i ritorno da Trieste, dopo l’impegno Il nuovo Centro, quando a regime, dovrà gesti-
dell’Assemblea Generale e le emozioni
della Barcolana, quella che segue è una re la Formazione di tutto il personale LNI che a
sintesi delle intense giornate trascorse a contat-
to con una significativa schiera di rappresentan- vario titolo è destinato ad occupare incarichi
ti delle SS.PP. alla ricerca di riscontri ed intese
per assicurare il miglior futuro dell’Associazione. di responsabilità nell’ambito della organizza-
Partendo dalla relazione del PN, ed escludendo
volutamente da questo scritto il problema della zione; quindi se all’inizio del suo mandato lo
personalità giuridica delle SS.PP. e le connesse mo-
dalità risolutive che sono opportunamente indi- sforzo preponderante sarà dedicato al settore
rizzate attraverso un procedimento ad hoc, è sicu-
ramente da sottolineare quanto illustrato a propo- degli Istruttori di vela (uno dei “core business”
sito di comunicazione, sia per le Linee Guida fi-
nalmente approvate e diffuse, sia per il settore in- LNI), gradualmente il Centro dovrà anche pre-
formatico che, come già detto, esige la massima
attenzione da parte di tutti gli “addetti ai lavori” disporsi per fornire contributi formativi speci-
per rendere il passaggio dal vecchio al nuovo siste-
ma quanto più semplice e rapido possibile. fici destinati alle figure che si dedicano a parti-
In particolare in merito alle linee guida sarà op-
portuno che le stesse siano conosciute da tutti e colari incombenze in seno alla struttura siano
a tutti i livelli; la comunicazione, intesa quale
strumento per aiutare la propagazione della co- esse quella centrale o quelle periferiche, al fine
noscenza della nostra organizzazione in ambito
nazionale, non può rimanere unicamente a cari- di incrementare il livello di preparazione spe-
co di pochi addetti ai lavori: i sistemi/modalità
di diffusione di notizie/comunicazioni sono or- cifica nei vari campi di impiego, ovvero favori-
mai tali e tanti che tutti più o meno conscia-
mente compartecipiamo all’assolvimento di re la crescita di nuovi dirigenti che sappiano
questo compito. Ed è quindi fondamentale che
le linee di indirizzo appena approvate dal coniugare la passione con le competenze ne-
C.D.N. siano conosciute a tutti i livelli, siano op-
portunamente metabolizzate e siano applicate cessarie a traghettare l’Associazione nel ventu-
nel modo più corretto possibile.
Una comunicazione adeguata deve essere consi- nesimo secolo.
derata quale moltiplicatore dei positivi effetti
frutto delle lodevoli iniziative delle SS.PP.; è Al di la dei due temi specifici sopra riportati,
quindi di fondamentale importanza che alla co-
municazione sia dedicato il massimo impegno l’Assemblea Generale ha fornito molteplici op-
ed attenzione allo scopo di diffondere una im-
magine della nostra Organizzazione quanto più portunità di contatti bi-multilaterali estrema-
possibile favorevole e costruttiva.
Altro argomento da evidenziare è senz’altro la mente utili, ha consentito il confronto/scambio
costituzione del Centro Culturale per le Scienze,
la Cultura e la Formazione del quale i Presidenti di punti di vista ed idee su argomenti i più dis-
Professor Roberto Pujia ed il Signor Marco Tom-
masi hanno presentato le caratteristiche più sa- parati, confermando ancora una volta l’utilità di
lienti nell’ambito dell’Assemblea.
una manifestazione che anche nel terzo millen-

nio e nonostante l’odierna disponibilità di mez-

zi di comunicazione, rimane un evento tra i più

significativi della vita associativa della Lega Na-

vale Italiana.

Inoltre, vorrei spendere poche parole per far

giungere da queste pagine un sentito ringrazia-

mento al Presidente Scubini ed ai suoi collabora-

tori, per l’organizzazione, l’ospitalità, la simpa-

tia e l’allegria con le quali hanno predisposto e

gestito l’Assemblea, rendendo indimenticabile il

periodo trascorso a Trieste. BZ!

Infine, considerato che queste mie brevi note sa-

ranno inserite nell’ultimo numero dell’anno

della nostra Rivista, colgo l’occasione per un af-

fettuoso augurio di Buone Feste alla grande fa-

miglia della LNI. n

Il Presidente Nazionale LNI

Amm.Sq.(r) Maurizio GEMIGNANI

N.B.
B Z= Bravo Zulu: nel linguaggio del codice dei
segnali della Marina, questo si traduce come:
“Ben fatto” o “Molto bene”.

4 novembre-dicembre 2018

L’imbarcazione
Race for Water
e la propulsione
mediante aquilone

di Claudio Boccalatte

S ulle pagine di questa rivista, nei numeri di gando tecnologie già esistenti. Tutte le tecnologie
novembre 2015 e di settembre 2016, ci siamo impiegate a bordo di Race for Water sono, infatti,
occupati di Race for Water, (già MS Turanor già disponibili a livello commerciale, ed è quindi
Planet Solar), imbarcazione battente la bandiera possibile utilizzarle già ora per accelerare il proces-
della marina mercantile svizzera, con scafo a cata- so di “transizione energetica”, cioè il passaggio dai
marano, propulsa mediante energia solare, che ha combustibili fossili alle fonti rinnovabili, per ridur-
compiuto nel 2010-2012 il giro del mondo e nel re sensibilmente le emissioni in atmosfera di in-
2015, è stato acquistato dalla fondazione Race for quinanti e di gas effetto serra come l’anidride car-
Water, organizzazione basata in Svizzera (a Losan- bonica.
na, sul lago di Ginevra), impegnata nella protezio- La fonte primaria di energia dell’imbarcazione è
ne dell’ambiente marino. Torniamo sull’argomen- rappresentata da 500 m2 di pannelli fotovoltaici
to perché questa interessantissima imbarcazione, con 38.000 cellule, fornite dalla società Sunpower,
attualmente impegnata in un nuovo giro del mon- in grado di fornire, in condizioni standard, una
do iniziato il 9 aprile 2017 e destinato a durare ben potenza di 93 kW, consentendo al catamarano di
cinque anni, si è dotata di un altro rivoluzionario navigare alla velocità di circa 5 nodi.
sistema di propulsione privo d’impatto ambienta- Siccome però l’energia solare non è sempre dispo-
le: parliamo dello sfruttamento del vento median- nibile, in particolare non lo è di notte e con condi-
te una vela tipo “kite”, cioè, in pratica, un grande zioni meteorologiche avverse, occorre che l’ener-
aquilone. Inoltre, come anticipato nel numero di gia possa essere accumulata a bordo; a questo sco-
settembre 2016, è stato installato un sistema d’im- po esistono due diversi sistemi, le batterie e l’idro-
magazzinamento di energia sotto forma d’idroge- geno.
no, per la sua trasformazione in energia elettrica Le batterie agli ioni di litio hanno una capacità
mediante pile a combustibile. complessiva di 745 kWh, ma il sistema più innova-
Race for Water impiega quindi per navigare energia tivo e interessante è quello, prodotto dalla società
pulita solare ed eolica, utilizzando le migliori tec- Swiss Hydrogen SA, per produrre a bordo idroge-
nologie oggi disponibili, allo scopo di mostrare no, che viene immagazzinato allo stato gassoso al-
che è possibile navigare senza emissioni, impie- la pressione di 350 bar in 25 bombole, le quali con-

novembre-dicembre 2018 5

Le principali sistemazioni energetiche di Race for Water: pannelli solari, aquilone, batterie e bombole di idrogeno; in apertura, L’arrivo
dell’imbarcazione Race for Water all’Avana (Cuba) il 20 luglio 2017

tengono complessivamente circa 200 kilogrammi Sono poi presenti a bordo due pile a combustibile
d’idrogeno, che a sua volta consente di produrre, della potenza di 30 kW ciascuna, che, quando ne-
impiegando pile a combustibile, oltre 2.600 kWh cessario, impiegano l’idrogeno per la produzione
di elettricità, cioè più di quattro volte l’energia che di energia elettrica, la quale può essere destinata
possono immagazzinare le batterie. Poiché il pun- sia direttamente alla propulsione dell’imbarcazio-
to debole del sistema di propulsione delle imbarca- ne, sia alla ricarica delle batterie.
zioni con propulsione ad energia solare è oggi co- Allo scopo di esplorare nuovi sistemi di propulsio-
stituito proprio dal sistema d’immagazzinamento ne non inquinanti, Race for Water è anche stato do-
a bordo dell’energia, per affrontare navigazioni tato di una vela a kite (aquilone), sviluppata dalla
notturne o comunque quando l’energia fotovoltai- società Skysails Yacht. Quando il vento lo consen-
ca non è disponibile, si capisce quale enorme passo te, la propulsione è assicurata dall’aquilone, e l’e-
in avanti costituisca l’idrogeno; l’energia contenu- nergia prodotta dai pannelli solari può essere im-
ta nelle scorte d’idrogeno consente all’unità di na- piegata per produrre idrogeno da immagazzinare
vigare per sei giorni alla velocità di 5 nodi, percor- nelle bombole. Il kite montato su Race for Water ha
rendo quindi 720 miglia. una superficie di 40 m2, è dispiegato ad un’altezza
Per produrre l’idrogeno viene prelevata acqua dal di 150 metri sul livello del mare ed è gestito da un
mare, desalinizzata e immagazzinata a bordo; sistema di controllo automatico.
quando il bilancio energetico dell’unità lo consen- Il kite è stato installato a bordo di Race for Water a
te, l’acqua dolce viene sottoposta ad idrolisi per Lorient, subito prima della partenza per il giro del
produrre idrogeno alla pressione di 50 bar, idroge- mondo, ed è stato collaudato nel corso della prima
no che, a sua volta, viene disidratato, compresso fi- navigazione di trasferimento a Madeira, dimo-
no a 350 bar ed inviato nelle bombole. strandosi capace, con le opportune condizioni di

6 novembre-dicembre 2018

vento, di accelerare l’imbarcazione fino alla veloci- superiore a quella dei venti superficiali che gonfia-
tà di 8 nodi, grazie alla sola energia del vento. no le vele; la differenza di velocità, dovuta agli ef-
Alla base dell’utilizzo degli aquiloni per la propul- fetti di resistenza d’attrito del vento sulla superfi-
sione navale è lo sfruttamento dell’energia eolica, cie terrestre e marina, è dell’ordine del 10-20% e
senza condizionare pesantemente le strutture delle comporta una maggiore potenza dell’ordine del
navi installando vele supportate da alberi, come 20-50% (poiché la potenza fornita da una vela od
sulle navi a vela tradizionali. L’aquilone, infatti, un aquilone è proporzionale al quadrato della ve-
come la vela, sfrutta come fonte energetica il ven- locità).
to, che non costa, non inquina ed è disponibile in • L’aquilone non induce angoli d’inclinazione tra-
quantità illimitata; rispetto alla vela tradizionale sversale della nave così forti come le vele, perché il
presenta però alcuni vantaggi: punto di applicazione della forza di trazione dell’a-
• L’aquilone vola ad un’altezza compresa tra i 100 quilone (collegato alla nave solo tramite cavi flessi-
ed i 300 metri, sfruttando venti aventi una velocità bili) è il punto di aggancio del cavo (che può essere

L’aquilone di Race for Water prima del “decollo” dal ponte dell’imbarcazione

novembre-dicembre 2018 7

La centrale di controllo dell’aquilone • L’installazione di un si-
stema di propulsione ad
fissato abbastanza in basso nella struttura della na- aquilone non comporta
ve), mentre il punto di applicazione della forza pro- grosse modifiche alla
pulsiva di una vela (che può essere considerata col- struttura della nave, come
legata rigidamente alla nave in almeno due punti) è l’installazione di alberi; in
il baricentro della vela stessa. Di conseguenza l’ado- effetti, la propulsione ad
zione di una vela tradizionale comporta la necessità aquilone può anche essere
di prevedere una quantità rilevante di zavorra ubi- installata come modifica
cata quanto più in basso possibile, per assicurare la di una nave esistente (re-
stabilità necessaria ad evitare che la nave, sotto l’ef- trofit);
fetto del momento sbandante indotto dal vento, • Le operazioni di dispie-
s’inclini eccessivamente fino a rovesciarsi. gamento, recupero e con-
trollo dell’aquilone posso-
no essere completamente
automatizzate, e quindi
non è richiesto un au-
mento di equipaggio.
Il sistema Skysails è com-
posto di tre elementi: l’a-
quilone vero e proprio (ki-
te) comprensivo del relati-
vo cavo, il sistema per il
dispiegamento ed il recu-
pero ed il sistema di con-
trollo; inoltre un sistema di
navigazione dedicato con-
sente di ottimizzare la rotta
dell’unità sulla base delle
previsioni meteorologiche.
L’aquilone è l’elemento
che genera energia pro-
pulsiva. È composto inte-
ramente di materiali tessi-
li ad alta resistenza, ha
una forma simile a quella
dell’ala di un parapendio,
ed è dotato di strutture tu-
bolari sui fianchi e sul
bordo d’entrata per irrigi-
dire la struttura.
Una serie di cavi collega l’aquilone ad una navicel-
la di controllo, che può comandarli determinando
la forma e la direzione dell’aquilone. Il cavo di ri-
morchio, in fibra di carbonio, collega la navicella
di controllo alla nave, trasmettendo l’energia pro-
pulsiva. Il punto di attacco del cavo di rimorchio
sulla nave è generalmente sul ponte di coperta a
prora; le strutture della nave in tale punto devono
ovviamente essere sufficientemente robuste per
trasmettere allo scafo la forza di trazione esercitata
dall’aquilone. L’attacco del cavo alla nave avviene

8 novembre-dicembre 2018

I componenti principali del sistema di propulsione ad aquilone proposto da Skysails

L’arrivo di Race for Water a Lima, in Perù, il 15 marzo 2018

novembre-dicembre 2018 9

Una scolaresca visita Race for Water il 23 luglio 2017, nel corso della sosta all’Avana

per mezzo di un verricello che consente di variare stema dovrebbe consentire a yacht della lunghezza
la lunghezza di cavo filata verso l’aquilone. di 30-40 metri, la cui autonomia è limitata dalla
Il kite di Skysails è stato inizialmente concepito per quantità di combustibile imbarcata, di effettuare,
le navi da trasporto, e in questa applicazione il pro- propulse dal kite, lunghe navigazioni come le tra-
dotto più recente (SKS-Y-System) impiega un aqui- versate transatlantiche.
lone della superficie di 400 m2, capace di fornire la Race for Water è stato modificato anche nelle siste-
stessa spinta di un motore di propulsione della po- mazioni per le osservazioni scientifiche, che conta-
tenza di 2 MW. La versione Skysails for Yachts, in- no ora una superficie modulare di 90 m2, due labo-
stallata a bordo di Race for Water, è stata invece ratori indipendenti, uno umido ed uno secco, si-
concepita per essere impiegata a bordo di unità da stemazioni per immersioni e un sistema di naviga-
diporto di lunghezza uguale o superiore a 15 metri. zione di precisione. Grazie a queste caratteristiche,
Nel caso delle unità da diporto, più che il rispar- alla silenziosità, all’assenza di emissioni, alla capa-
mio di combustibile, il motivo dell’adozione della cità di navigare a velocità molto basse, alla facilità
propulsione ad aquilone è il bassissimo impatto di accesso al mare dal ponte poppiero per il prelie-
ambientale, la mancanza di vibrazioni e soprattut- vo di campioni, l’imbarcazione si presta molto be-
to il gusto dei possessori di tali imbarcazioni per le ne allo svolgimento di attività di ricerca oceano-
novità tecnologiche e le caratteristiche futuristiche grafica. Nel primo anno di attività dopo le modifi-
ed esclusive. Secondo la compagnia, inoltre, il si- che, da aprile 2017 ad aprile 2018, Race for Water,

10 novembre-dicembre 2018

Un’immagine ripresa nel settembre del 2017 nel corso della campagna di Race for Water, dell’inquinamento da plastica che infesta la
foresta di mangrovie dell’isola della Guadalupa

navigando da Lorient a Lima, attraversando l’At- Le prime tappe della Race
for Water Odissey 2017-2021:
lantico e il Canale di Panama, ha ospitato oltre 23
Bermuda: 23 maggio- 7 luglio 2017 (periodo di
ricercatori, che si sono dedicati principalmente al- effettuazione delle regate dell’America’s Cup
2017)
lo studio del plankton e dell’inquinamento mari-
L’Avana (Cuba): 19 luglio – 8 agosto 2017
no da microplastiche, fenomeno particolarmente
Santo Domingo: (Repubblica Dominicana) 23
preoccupante giacché queste microscopiche parti- agosto – 10 settembre 2017

celle di plastica vengono assimilate dagli animali Point-au-Pitre: (Guadalupa, Antille francesi) 21
settembre 2017 – 27 gennaio 2018
marini nei loro tessuti, e quindi finiscono per esse-
Panama: 19-27 febbraio 2018
re presenti nelle carni del pesce destinato al consu-
Lima (Perù): 15 marzo – 20 maggio 2018
mo umano. Altre ricerche sono programmate nelle
Valparaíso (Cile): 5-17 giugno 2018
prossime tappe in oceano Pacifico.

A chi fosse interessato a sapere di più su Race for

Water e sui suoi programmi, consigliamo di visita-

re il sito internet della fondazione all’indirizzo

http://www.raceforwater.org/; invece per aggiorna-

menti sul sistema di propulsione di SkySails consi-

gliamo i siti internet della società http://www.s

kysails.info/ (quasi interamente in lingua tedesca)

e http://www.skysails-yacht.com/. n

novembre-dicembre 2018 11

Foto aerea di Race for Water all’interno di una chiusa del canale di Panama nel febbraio 2018 (servizio iconografico Race for Water)

12 novembre-dicembre 2018

Una ammiraglia
furba

di Renato Ferraro

O ggi in Italia se si dice “ammiraglia” s’in- della Camera, che esigeva di essere chiamata “si-
tende “la nave da guerra su cui è imbarca- gnora Presidente”; e credo che lo stesso valga per la
to l’Ammiraglio di cui batte l’insegna”. attuale Presidente del Senato.
Ma presto si porrà il problema di come chiamare la Io, però, intendo parlare di una Ammiraglia di tan-
signora che per prima nella nostra Marina Militare ti secoli or sono, anzi, per usare la sua lingua, una
raggiungerà il grado di Ammiraglio, come del resto Naúarch : che era una comandante di navi di tutto
già ce ne sono in altre Marine (USA, UK): la chia- rispetto, e che si meritò grande prestigio per la sua
meremo “Ammiraglia” o “Ammiraglio”? Ricordia- astuzia non meno che per il suo valore in battaglia.
moci la giusta pretesa della nostra ex-Presidente La sua memoria ci è tramandata da Erodoto nelle

Tomba rupestre dell’imperatore Dario I, a Behistun, in Iran; in apertura, ritratto di Artemisia I nel Promptuarii Iconum Insigniorum del-
l’umanista francese Guillaume Rouillé (1518 circa – 1589)

novembre-dicembre 2018 13

Statua in bronzo di Fidippide, posta sulla piana di Maratona lungo il percorso dello storico emerodromo, ossia messaggero addestrato
a correre su lunghe distanze

sue Storie. Si chiamava Artemisia, figlia di Ligdami, traguardo, ebbe un cedimento per lo sforzo e sa-
ed era la Regina-vedova che governava Alicarnas- rebbe caduto, se non fosse stato sorretto da un
so, alla cui stirpe reale apparteneva, nonché Cos, giudice di gara che si trovava lì vicino; per cui,
Nisiro e Càlino, nell’attesa che il figlio giovinetto pur tagliando poi per primo il traguardo, fu squa-
raggiungesse l’età per assumere personalmente il lificato! Una delle maggiori beffe della storia del-
reggimento della cosa pubblica. Ma vediamo, per lo sport! Ad invadere la Grecia dopo Dario ci ri-
sommi capi, quale era il contesto storico in cui la prova Serse, il quale è al comando di un esercito
troviamo ad agire come “Ammiraglia”. fortissimo, i cui effettivi Erodoto indica, con sor-
L’Impero persiano, prima con Dario, poi con Ser- prendente precisione (ma egli stesso dichiarando-
se, tenta reiteratamente di impadronirsi della sene perplesso), in 5.283.220, ai quali sono da ag-
Grecia. Le forze di Dario vengono sconfitte a Ma- giungere – non passibili di calcolo – vivandiere
ratona, passata alla storia non soltanto per la me- (“donne che facevano il pane”), concubine, eu-
morabile vittoria delle forze elleniche comandate nuchi, bestie da soma e cani indiani (sic!).
da Callimaco, la cui arma segreta erano gli opliti, Alle Termopili, le forze elleniche, formate dai tre-
fanti pesantemente catafratti i quali – cionono- cento Spartani di Leonida affiancati da alleati Te-
stante – andavano all’assalto di gran lena; ma an- spiesi e Tebani, vengono massacrate a causa del
che per la corsa che fece Fidippide per portarne tradimento di un greco pratico dei luoghi, tale
ad Atene la notizia, stramazzando morto all’arri- Efialte figlio di Euridemo, che nella speranza di
vo per la troppa fatica. Da questo evento ha origi- una lauta ricompensa indica ai persiani un percor-
ne la moderna gara olimpica detta, appunto, so alternativo attraverso il quale questi prendono
“maratona”, che prevede un percorso di 42,195 alle spalle i greci. Gl’invasori possono così dilagare
chilometri. La gara, alle Terze Olimpiadi moder- in tutto il settentrione della Grecia. Di fronte al pe-
ne, a Londra, nel 1908, vide la sfortunata prova ricolo incombente, Atene viene sgomberata dalla
dell’italiano Dorando Pietri (solitamente ricorda- popolazione civile e cade in balia dell’invasore. La
to per errore come Petri) il quale, poco prima del flotta ateniese, al comando di Temistocle, si va a ri-

14 novembre-dicembre 2018

Un busto di Erodoto (copia romana di manufatto ellenistico conservata presso Porta Metronia, a Roma), il greco autore de “Le Storie”
considerato da Cicerone come il “padre della storia”

novembre-dicembre 2018 15

schierare a Salamina, nel Golfo Saronico. Ma lo so il Peloponneso, anche perché presto agli equi-
scontro navale sarebbe ancora evitabile …. paggi delle navi elleniche scarseggeranno le prov-
Vero è che Serse, oltre a disporre di ingentissime viste, dato che a Salamina non ve ne sono deposi-
forze di terra, può contare anche su di una nume- tate. Attaccando battaglia per mare, invece, se si
rosa flotta, però formata da navi di diverse prove- subirà una sconfitta, ciò comporterà anche lo
nienze, e quindi con comandanti di origini etero- scompiglio delle forze di terra.
genee e poco affiatati. Fra loro troviamo Artemisia, Temistocle, comandante supremo della flotta elle-
che dispone di cinque triremi, che si dice siano le nica, vuole invece lo scontro, per cui invia di na-
migliori unità dello schieramento persiano. Co- scosto un suo servo, pedagogo dei suoi figli, tale Si-
mandante supremo è Mardonio. cinno, a Serse, perché gli dica di essere stato man-
Prima dello scontro, Serse convoca un consiglio di dato dal suo padrone il quale segretamente parteg-
guerra, al quale partecipano i vari Sovrani suoi al- gia per i persiani, e che attacchi senza perder tem-
leati e i comandanti della composita flotta, secon- po, perché la sua immancabile vittoria sarà la più
do il rispettivo rango. Su disposizione del gran Re, bella di tutte le imprese.
Mardonio domanda ai convenuti se sia il caso di Artemisia non viene ascoltata e i persiani, incorag-
impegnare battaglia navale. Tutti gli astanti appro- giati anche dall’ambasciata ingannevole di Temi-
vano entusiasti e spavaldi, fatta eccezione proprio stocle, attaccano, mentre il Serse assiste agli eventi
per Artemisia, che invece – pur vantando fondata- dal suo trono eretto sulla costa prospiciente.
mente di essersi comportata onorevolmente in Poco prima dell’inizio dello scontro, avviene un
precedenti scontri presso l’Eubea, onde non la si fatto notevole: a Temistocle si presenta il suo vec-
può tacciare di viltà – suggerisce di risparmiare le chio nemico Aristide, che si era comportato molto
navi perché i greci per mare sono più forti “quanto bene da strategos a Maratona e che Erodoto defini-
gli uomini son più forti delle donne” (e parla così pro- sce “l’uomo migliore di Atene e il più giusto”. Per la ri-
prio una virago tosta come lei!). Infatti tra i mari- valità con Temistocle era stato ostracizzato, cioè
nai delle navi del Re vi sono anche “egiziani e cipri esiliato, ma nel momento della prova suprema per
e cilici e panfili, i quali non son buoni a nulla”. Prefe- la Patria, i due rivali si riconciliano. Aristide poi, al
ribile dunque, a suo avviso, avanzare per terra ver- comando di una forza di terra, andrà a distruggere

Ancora una statua in bronzo, questa volta raffigurante il Re spartano Leonida ed eretta sul luogo dove venne combattuta la battaglia
delle Termopili

16 novembre-dicembre 2018

Busto in marmo di Temistocle, lo stratega greco vincitore a Salamina, copia romana di originale greco, di epoca adriana

novembre-dicembre 2018 17

Statua di Aristide, il politico e militare ateniese per lungo tempo avversario di Temistocle, conservata a Roma, nei Musei Vaticani

18 novembre-dicembre 2018

Un’immagine pittorica dello scontro navale svoltosi a Salamis, o Salamina, lo stretto largo circa 2 chilometri che divide l’omonima iso-
la dalla costa attica

un presidio di fanti persiani che era stato posizio- e venisse in loro aiuto, mutata rotta si rivolse contro al-
nato su di un isolotto nel Golfo Saronico, non lon- tri nemici. Così da una parte le riuscì di sfuggire a tale
tano da Salamina. pericolo e di non perire, dall’altra le capitò che, pur
Scatenatasi la battaglia navale, ricordata nella storia avendo fatto un male, proprio per questo si acquistò an-
appunto col nome di Salamina – che ben si sa quale cora maggior stima presso Serse”; il quale, preso da
esito ebbe poi: grande vittoria greca! – Artemisia fa ammirazione per questa virago, e considerando il
la prima furbata. Leggiamo proprio come ce la rac- disastro della sua flotta, avrebbe esclamato: “Gli uo-
conta Erodoto: “Quando la situazione delle forze del mini sono divenuti donne, e le donne uomini”.
Re era ormai molto confusa, proprio in quel momento la L’altro episodio che va ricordato nel quale Artemi-
nave di Artemisia veniva inseguita da una nave attica. sia dimostra la sua saggezza (ma sempre mista a
Essa, non potendo sfuggire … si scagliò d’impeto su una furberia), viene rievocato non molto tempo dopo
nave alleata, di Calinda, su cui era imbarcato lo stesso la grave sconfitta subita dai persiani, appunto, a
Re dei Calindi Damasitimo. Anche se quando erano Salamina.
all’Ellesponto aveva davvero avuto con lui una qualche Dopo tale battaglia per mare, l’esercito di terra per-
contesa, non posso in verità dire che essa lo fece delibe- siano, non responsabile della disfatta navale e ri-
ratamente o se capitò per caso che proprio la nave dei masto immune e sempre di gran lunga superiore
Calindi s’imbattesse nella sua” (direi che qui sia in- alle forze elleniche, si accinge, per rivincita, a inva-
dubbia ed evidente la sottile ironia di Erodoto). “E dere il Peloponneso. Si tratta di decidere chi guide-
quando l’ebbe investita e affondata, valendosi della sua rà l’invasione. Serse vuol ascoltare, in separata se-
buona fortuna ne ricavò doppio vantaggio: infatti il trie- de, la solita Artemisia, il cui saggio consiglio di evi-
rarca della nave attica (che la inseguiva) come la vide tare la battaglia per mare era stato scioccamente
scagliarsi su una nave di barbari, ritenendo che la nave ignorato. Serse le dice che Mardonio gli suggerisce
di Artemisia o fosse greca o avesse disertato dai barbari di restare in zona per guidare personalmente l’in-

novembre-dicembre 2018 19

Una ricostruzione della battaglia di Platea, combattuta nel 479 a.C. nei pressi della omonima città in Beozia, tra un’alleanza di città-sta-
to greche e l’impero persiano di Serse I

vasione della parte meridionale Questo disegno ritraente il Re persiano Da- quelli di Pizzofalcone), che aveva
della Grecia. Ma Artemisia gli ri- rio, è stato ricavato dai rilievi dell’iscrizione al seguito, a Efeso: e così lei poté
sponde che meglio è ch’egli lasci di Behistun, in Iran chiamarsi fuori dagli impicci, così
la responsabilità a Mardonio, e se come Serse se ne andò al nord, in
ne torni a casa: “Così da una parte, Beozia, per poi tornarsene defini-
se assoggetterà le terre che dice di vo- tivamente a casa sua!
ler conquistare e gli riuscirà quel che Come andò a finire? A farla breve
ha in mente, tua è l’impresa, o Re, (molto breve: è giusto il succo di
perché i tuoi soldati l’avranno com- pagine e pagine e pagine delle
piuta; d’altra parte, se accade il con- Storie), gli elleni, una volta tanto
trario di quel che pensa Mardonio, d’accordo tra loro, sconfissero
non sarà un gran disastro, poiché tu Mardonio a Platea, perché a lui “i
resterai incolume e intatta la tua po- sacrifici non furono propizi … per-
tenza nella tua casa... Di Mardonio, ché fu catturato a Zacinto mentre
poi, poco importa se gli capita qual- vaticinava e fu messo a morte”.
che cosa … Tu invece te ne andrai E di Artemisia che ne fu? Erodoto
dopo aver ridotto in cenere Atene, non ne parla più, ma secondo To-
cosa che era lo scopo della tua spedi- lemeo Efestione, ripreso da Fozio,
zione”. in età matura s’innamora del gio-
La furbata qui è doppia: sia per la vane Dardano, che però non se la
sostanza del suggerimento, sia fila proprio! Accecata dall’odio gli
perché la Ammiraglia intuisce cava gli occhi nel sonno, poi per
che è proprio quello che Serse la disperazione va a precipitarsi
vuol sentirsi dire! La conseguenza dalla rupe Leucade; proprio come
fu che il Re, dopo averla lodata, le Saffo, una volta tanto innamora-
affidò il compito di riportare i ta di un maschio, il barcaiolo
suoi bastardi (nulla a vedere con Faone, e non di una ragazza. n

20 novembre-dicembre 2018

Il Duilio

di Ciro Paoletti

I n piena guerra mon- Un superbo Giulio Cesare, fatto invece
diale, il 9 gennaio transatlantico che in Inghilterra, l’allesti-
1916, domenica, alle mento del Duilio, come
17,30, madrina la contessa quello del Cesare, fu ritar-

di San Martino, ebbe luo- dato dalla Grande Guerra,
ciò nondimeno si trattò
sulle rotte oceanichego a Sestri Ponente il varo

del transatlantico Duilio. fece onore alla d’un grande passo avanti
Impostato nei locali Can- della cantieristica italia-

tieri Ansaldo il 30 maggio na, che non solo raggiun-
se, ma per certi aspetti ad-
cantieristica italiana1914, dopo il varo fu ri-

morchiato in porto e or- in pace e in guerra dirittura sorpassò quella
meggiato alle officine alle- degli altri Paesi.

stimento navi. Là negli an- Il consiglio d’amministra-

ni seguenti montò le cal- zione della Navigazione

daie, le macchine, l’armamento e l’arredamento. Generale aveva deciso nel settembre del 1912 la

Risultato da una commessa da 20 milioni di lire costruzione di tre grandi transatlantici, di cui uno

della fine del 1913 dalla Navigazione Generale destinato alla rotta del Nord America e due a quel-

Italiana all’Ansaldo, che aveva cercato d’ottenere le del Sud America; uno di questi due doveva ap-

pure il contratto per la costruzione del gemello punto essere il Duilio.

Un’immagine del transatlantico in uscita da un porto durante una crociera; in apertura, un poster dedicato alla terza classe per le linee
sudamericane

novembre-dicembre 2018 21

Un altro poster della Navigazione Generale Italiana che illustra la sezione trasversale del Duilio e del Giulio Cesare, “i due maggiori vapori
in servizio tra l’Europa e il Sud-America”; in alto a destra vengono date alcune caratteristiche delle unità, fra le quali il fatto che possono
raggiungere i “20 nodi all’ora di velocità” (sic!)

22 novembre-dicembre 2018

La carta d’imbarco per un passaggio di terza classe nella tratta da New York a Palermo, per il viaggio del Duilio del 29 novembre 1924

Lungo fuori tutto 193,750 metri, largo fuori ossa- nirsi negli scali intermedi – ed ecco il perché delle
tura 23,16, con un’immersione di 8,23 metri a cari- 4.200 tonnellate di carbone – e, in uscita da Buenos
co normale, che gli faceva dislocare 23.000 tonnel- Aires, doveva poter passare a pieno carico e in sicu-
late, pari a 22.000 di stazza lorda e 14.000 di stazza rezza la barra dell’estuario del Plata, il che significa-
netta, alto all’estrema prora 23,60 metri, che di- va, appunto, non pescare più di 8,23 metri.
ventavano 45 al sommo delle ciminiere e 60 alla Queste due condizioni avevano reso obbligatorie
sommità degli alberi, il Duilio portava nei carbonili delle dimensioni maggiori di quelle che sarebbero
4.200 tonnellate di carbone, per alimentare 10 cal- state sufficienti con un’immersione maggiore, ma
daie – 4 monofronti e 6 bifronti, ognuna del peso avevano pure indotto i progettisti a scegliere, anzi-
di 105 tonnellate – le quali sviluppavano 22.000 ché le tradizionali macchine a triplice espansione,
cavalli/asse, facevano circa 290 giri al minuto e im- le turbine. Ne misero quattro, ognuna del peso di
primevano alle sue quattro eliche tripala di bronzo 120 tonnellate: una d’alta potenza, una di media
al manganese una velocità che alle prove risultò di potenza e due di bassa potenza. Questo ridusse
20 nodi, ma che, dopo la conversione da carbone a sensibilmente il peso.
nafta, sarebbe stata mediamente di 19,5. Peccato però che, quando nel 1913 si fecero i pro-
Benché dislocasse la metà o meno della metà dei getti, una volta scelte le turbine si ritenne “prema-
grandi transatlantici inglesi del periodo, il Duilio era turo” e “troppo ardito” impiegare quelle ad ingra-
il più grosso di tutti quelli italiani costruiti sino ad naggi, cosa che appena tre anni dopo sarebbe stata
allora, e il primo a misurare circa 200 metri di lun- normalissima e avrebbe fatto risparmiare combu-
ghezza, per dei motivi ben precisi. Destinato alla li- stibile e peso, ed aumentare la velocità.
nea del Plata, come si diceva allora, cioè al collega- Il Duilio, nella sua versione originale, doveva porta-
mento fra Buenos Aires e Genova, il transatlantico re 217 passeggeri di 1ª classe, o “classe di lusso”, 308
ne aveva risentito notevolmente in sede progettuale di 2ª e 1.848 di 3ª, per un totale di 2.373 persone, al-
per due ragioni: doveva fare la traversata senza rifor- le quali si sommavano 477 membri del’equipaggio,

novembre-dicembre 2018 23

Due schizzi per un bozzetto pubblicitario che mostrano un appartamento e il grande salone di prima classe

24 novembre-dicembre 2018

Queste foto di interni mostrano invece la sala da ballo, vuota, e un concerto tenuto nel salone delle feste

novembre-dicembre 2018 25

La colazione servita a letto da una cameriera ad una passeggera di classe lusso, e l’immagine di una cabina di seconda classe mostrano
l’enorme disparità di trattamento esistente, anche se, per la verità, nonostante l’arredamento molto spartano, in seconda classe si viag-
giava più dignitosamente che non nella maggior parte dei transatlantici allora in servizio

26 novembre-dicembre 2018

compreso il comandante. Due successivi rimaneg- zioni – e gli impianti, di segnalazione, d’allarme, di
giamenti, nell’inverno 1928-29 e nel 1934 avrebbe- comunicazione interna e radiotelegrafico.
ro ridotto la capacità di trasporto a 735 passeggeri: Oltre a tutto questo, erano alimentati elettrica-
168 in classe di lusso, 176 in 2ª e 395 in terza. mente due proiettori da 600 millimetri, quattro
Le sistemazioni prevedevano sette ponti. Sul Ponte lampade ad arco da 15 ampère l’una e circa 4.000
A oltre agli alloggi di lusso c’erano una serra e una lampadine da 16 candele, cioè sostanzialmente 16
palestra; sul B altri alloggi di lusso, una “Hall”, del- watt l’una. In termini odierni sarebbe un’illumina-
le gallerie, delle salette, una sala e un salone da zione assai scarsa, ma all’epoca era considerata più
pranzo di 1ª classe e, a poppa, bar e sala da pranzo, che buona. Infine venivano alimentati 400 venti-
convertibile in sala da fumo, per la 2ª. latori elettrici da tavola e 60 ventole da soffitto.
Sul Ponte C erano sistemati otto “appartamentini di Accanto ad ogni letto o cuccetta, c’erano un cam-
lusso a 3 posti, di 2 cabine ciascuno con bagno annes- panello e un telefono. Le più elettrificate erano,
so”, 14 cabine di lusso con bagni privati e salette da ovviamente, le cabine di prima classe. Oltre ai tele-
pranzo, bar e “riposterie”, con, a poppa un’altra sa- foni e ai campanelli presso i letti, avevano una
la e salone da pranzo per i passeggeri di 2ª classe. Il lampada con interruttore vicino al lavabo e un’al-
Ponte D aveva 86 posti per la 1ª classe in 51 cabine, tra accanto ad ogni letto, poi ce n’erano due sul
singole o da due o tre posti, “con 25 bagni privati e 7 soffitto: una a luce azzurra – ovviamente per la
bagni pubblici”, alle quali si aggiungevano “Cabine notte – e una a luce bianca, manovrate da interrut-
per i medici, commissario, regio commissario, parruc- tori a lato della porta e di ciascun letto. I ventilato-
chieri e pettinatrice”. Sullo stesso ponte si trovavano ri da tavolo “con cordoncino che permette di collocarli
l’ambulatorio, il gabinetto medico, la tipografia, la nella posizione più acconcia ai passeggeri”, completa-
camera oscura, dei depositi per la biancheria e dei vano la dotazione.
ripostigli. A poppa, come al solito, c’era lo spazio Gli appartamenti di lusso, sul ponte di passeggiata,
per i passeggeri di 2ª classe con una stanza per il avevano una camera da letto, un salotto, una sala
parrucchiere e 18 cabine a due, quattro o sei posti, da bagno ed erano dotati, oltre al telefono, di ri-
per un totale di 72, tutte prive di bagno, perché ce scaldamento a vapore, impianto di ventilazione, e,
n’erano cinque pubblici e varie latrine. nel bagno, d’acqua calda e fredda sia dolce che ma-
La sistemazione era analoga nei Ponti E e F, rispet- rina. Arredati in stile Luigi XVI, con parati di seta,
tivamente con 96 e 35 posti di prima classe, e 108 pannelli scolpiti e soffitti dipinti, avevano decora-
e 92 di seconda. Il Ponte G non aveva la prima zioni della Ditta Ducrot di Palermo, il che non
classe; e i 36 passeggeri di seconda, in 10 cabine da escludeva quadri di Francesco Paolo Michetti, o di
due a sei posti, si dovevano dividere due soli bagni. autori all’epoca noti come Beltrami, Meyer, Pado-
I passeggeri di terza, che era la classe degli emi- vano, la signora Ciardi o Ettore Tito.
granti, avevano 13 cameroni nei ponti E, F e G, L’arredamento era stato curato con attenzione in
con refettori, lavandini, docce e latrine. La capaci- tutta la nave, quantomeno negli ambienti di lusso.
tà dei cameroni era comunque superiore al nume- La 1ª classe aveva tutti gli stili francesi dell’età ba-
ro dei posti, per cui non stavano ammassati come rocca, dal Luigi XIII delle due sale di scrittura, pas-
in molte altre navi. sando per il Luigi XIV della “Hall”, la grande sala
Tutti i locali di tutte le classi erano riscaldati e ven- di 234 metri quadrati decorata in quercia scolpita e
tilati meccanicamente. L’apparato elettrico princi- con una fontana al centro, allo stile Reggenza fran-
pale constava di quattro gruppi, ognuno dei quali cese delle due biblioteche da 40 metri quadri del
generava 180 Kw alla tensione di 110 volts e la ponte di passeggiata o della sala da pranzo da 195
continuità dell’alimentazione era garantita da una metri quadri, capace di 250 persone e col soffitto
centrale elettrica sussidiaria. alto otto metri, fino al Luigi XV del salone da con-
Un impianto ad anello alimentava tutti gli impian- certo da 208 metri quadri e al Luigi XVI delle cabi-
ti del cosiddetto “servizio di forza”, come le macchi- ne di prima classe o della sala da pranzo da 210
ne ausiliarie di bordo – utensili dell’officina mecca- metri quadri, capace di 200 persone.
nica, compressore di riserva del motore della pom- Infine, il transatlantico disponeva di ospedali per
pa d’incendio d’emergenza, motori nella sala mac- malattie comuni e per malattie infettive, indipen-
chine, elevatori delle vivande e dei depositi botti- denti fra di loro e con servizi separati e d’un im-
glie, viveri, bagagli o biancheria; ascensori, refrige- pianto frigorifero ad anidride carbonica, su due ap-
ratori, verricelli del carbone e del servizio imbarca- parati indipendenti, ognuno dei quali, funzionan-

novembre-dicembre 2018 27

do anche da solo e per 20 ore al giorno, poteva Infine, in caso d’abbandono della nave, i passegge-
mantenere a 10 gradi la temperatura delle dispense
di carne e pesce e abbassarla confortevolmente ri potevano trovare posto su barche insommergibi-
nelle camere e negli altri ambienti.
Sotto il profilo nautico, il Duilio si mostrava all’a- li e zattere pontate di salvamento, complessiva-
vanguardia per tre aspetti: la potenza in grado di
sviluppare a macchine indietro, le casse di rollio e mente capaci di 2.850 persone, cioè di tutti i viag-
i compartimenti stagni.
Il 60% della potenza complessiva dell’apparato giatori e di tutto l’equipaggio.
motore era disponibile per l’inversione di marcia,
ed era una garanzia in caso di pericolo di collisio- Dato il lusso e la modernità delle sue dotazioni, ul-
ne: il Titanic aveva fatto scuola.
Le casse di rollio erano all’epoca ancora tanto rare timato l’allestimento, il Duilio venne destinato alle
che nessuna nave italiana ne possedeva. Il Duilio le
aveva del tipo dell’Aquitania della Cunard – di cui rotte del Nord America anziché a quelle del Sud e il
stazzava la metà – e batteva qualsiasi nave in termi-
ni di sicurezza grazie ai compartimenti stagni: 17, a 30 ottobre 1923 partì per il viaggio inaugurale da
fronte dei 12 internazionalmente richiesti dopo l’af-
fondamento del Titanic, per cui poteva galleggiare Genova a New York; al comando del capitano Pel-
pure se gli se ne allagavano quattro consecutivi.
Il doppio fondo, della capacità complessiva di legrino Sturlese.
3.000 metri cubi, non si arrestava alla parte infe-
riore dello scafo, ma si prolungava in alto, sui fian- Fu la prima d’una lunga serie di traversate che, dal-
chi, fino al Ponte D.
Le porte delle paratie stagne trasversali potevano la rotta del Nord America, lo videro passare prima,
essere manovrate direttamente dal ponte di co-
mando. nell’agosto del 1928, a quella a cui era originaria-
I portellini di murata erano tutti del tipo subac-
queo e ogni scarico fuori bordo era a due valvole di mente destinato, la Genova – Buenos Aires e poi,
sicurezza, una delle quali a saracinesca.
nel 1934, alla linea espressa del Sud Africa, da Ge-

nova a Città del Capo, percorsa fino alla primavera

del 1939.

Rientrato a Genova nel maggio di quell’anno, il

Duilio fece un viaggio a Cadice per imbarcare le

truppe italiane di ritorno dalla Spagna, poi rimase

fermo tre anni. Noleggiato dalla Croce Rossa nel

1942, effettuò tre viaggi di rimpatrio dei civili italia-

ni dall’Africa Orientale Italiana per la rotta del Capo

e Gibilterra. Nel giugno del 1943 fu trasferito a Trie-

ste, dove rimase dopo l’armistizio. Nel settembre del

1944 fu affondato da un bombardamento alleato

nel Vallone di Zaule, sempre a Trieste. Venne recu-

perato nel febbraio del 1948 per essere poi demolito

a Muggia, trentaquattro anni dopo il varo. n

Il tragico finale: 1944, nel vallone di Muggia a Trieste, vediamo il Duilio, in primo piano, il Giulio Cesare, sullo sfondo a destra, e il Sa-
baudia, a sinistra, affondati dagli ordigni dei bombardieri alleati

28 novembre-dicembre 2018

















Italian style
a bordo

di Paolo Bembo

D opo avere as- Intervista innovativa nel campo
sistito alla a Sergio Buttiglieri, della cantieristica no-
presentazione strana che è un’esem-
del volume “Stile a bor- plare dimostrazione di

do nei modi Sanlorenzo” style director una capacità tutta ita-
di cui la Rivista ha liana di inseguire l’ec-

pubblicato una recen- cellenza, costruendo
barche in maniera di-
del cantiere Sanlorenzosione nel numero di

luglio-agosto, abbia- versa da tutti, creando

mo ritenuto che fosse d’interesse, per i lettori di così lavoro e ricchezza per il Paese. Da ciò è nata

Lega Navale, essere messi di fronte ad una realtà questa intervista.

L’esplosione di colori che si sprigiona da questo arazzo, frutto del più raffinato artigianato italiano, irradia una magica energia anche
se incassato nella parete; in apertura, Sergio Buttiglieri

novembre-dicembre 2018 29

Un sapiente giuoco di luci policrome ed ombre sembra far lievitare gli spazi, non sempre grandi, disponibili a bordo

30 novembre-dicembre 2018

Superfici divisorie trasparenti conferiscono una insolita eleganza anche ai servizi di bordo

LN – 12 anni orsono Sergio Buttiglieri arri- modo di conoscere i più importanti designer italia-
va ai Cantieri Sanlorenzo e qualcosa cam- ni e internazionali.
bia. Innanzitutto perché la scelta di andare La comunicazione per Driade era fondamentale: la
proprio in un settore diverso da quello per qualità innanzitutto. Per questo ebbi la fortuna di
il quale lavoravi e in piena crisi oltretutto? incontrare e frequentare una serie di personaggi im-
Buttiglieri – Nel 2006, anno in cui sono entrato nel portanti in questo mondo, grazie al mio lavoro in
cantiere nautico Sanlorenzo, la crisi non era anco- Driade che era una sorta di collettore di esperienze
ra arrivata nel mondo degli yachts. altamente stimolanti per la creazione di un pezzo di
Mondo che io peraltro non conoscevo assoluta- storia del design italiano. I designer con cui avevo
mente se non tramite gli stereotipati messaggi dei avuto modo di interagire per ingegnerizzare le loro
media che immancabilmente ne parlavano solo e idee sempre un po’ più avanti di ciò che finora si era
sempre in termini negativi, quale accessorio utile a pensato per quella tipologia di arredo, mi arricchiro-
conclamare la negatività di chi possedeva uno no di esperienze che ancora oggi mi emozionano.
yacht, e che magari era appena stato indagato per Avere a che fare con il processo creativo di Enzo
qualche malaffare. Mari è stato un privilegio raro. Vedere come lui af-
Fino ad allora, dopo essermi formato a Parma con frontava il progetto richiesto da Enrico Astori e co-
il famoso storico dell’arte Arturo Carlo Quintaval- me lo rivoluzionava con le sue ineccepibili logiche
le, e aver inizialmente lavorato nello studio di Gui- rifondative è stato meraviglioso. Trovarsi davanti il
do Canali (grande maestro nei restauri architetto- giovanissimo Philippe Starck che Driade pratica-
nici in particolare degli spazi museali), ero stato mente ha scoperto e lanciato facendolo diventare
per oltre vent’anni il responsabile del prodotto di l’icona del designer conosciuto da tutti, anche da
Driade, una delle aziende più interessanti del no- chi non si interessa del design, è stata un’altra
stro Made in Italy. In tutti quegli anni ho avuto grande esperienza formativa.

novembre-dicembre 2018 31

Questa elegante scala, grazie ad un voluto utilizzo di superfici riflettenti, fa venire alla mente le immagini grafiche surreali di Escher

32 novembre-dicembre 2018

In questo salottino da te sul ponte di poppa di uno yacht, persino la ferramenta di coperta sembra splendere come un’argenteria

Vederlo schizzare in diretta i suoi futuri bestseller e LN – Perotti ti ha cercato? Vi siete cercati?
dialogare con lui per capirne l’essenza, i materiali, le L’armatore aveva già in mente un’inversio-
tecnologie necessarie a renderli reali e competitivi sul ne di stile nella progettazione dell’interior
mercato mi ha trasmesso una gioiosa voglia di scopri- dei propri yacht?
re il meglio dell’indotto dell’industria dell’arreda- Buttiglieri – Per fare questa piccola rivoluzione oc-
mento, fatto da incredibili artigiani, ma anche da correva incontrare un imprenditore aperto al nuo-
tecnologiche aziende all’avanguardia nella costruzio- vo che avesse oltre che passione infinita per il suo
ne di stampi e nella produzione meccanizzata. lavoro, grande intuito e determinazione per rende-
Ecco, ripensandoci, anch’io alla fine sono diventa- re reali in tempi brevi queste cose, e in Massimo
to un collezionista, influenzato dalla raffinata men- Perotti ho trovato questo imprenditore ideale.
te di Astori, vero e proprio paradigma dell’impren- Ci siamo conosciuti casualmente. Nella mia maz-
ditore italiano che per tanti anni ha saputo coniu- zetta di quotidiani che ogni giorno acquistavo tro-
gare l’amore per le forme declinato nell’industrial vai un giorno, per caso, un annuncio di un azienda
design, con il fatturato della sua azienda, molto si- nautica con sede a Tellaro che cercava un responsa-
mile ad una preziosa casa editrice colma di infiniti bile dell’interior design.
linguaggi tuttavia collegati da una fondamentale Ci incontrammo a inizio estate e subito si creò un
regia: quello dell’innato grande gusto personale. buon feeling con Massimo che mi offrì, senza esi-
E questo, forse, è il motivo principale che mi ha tazione, di cominciare già dal settembre del 2006,
portato a capitalizzare questo enorme nucleo di appena prima dei saloni nautici autunnali.
esperienza specifica nel mondo del design in un Ricordo che quel giorno arrivai ad Ameglia con
settore quale era quello nautico nel 2006, inspiega- una poderosa pila di cataloghi, libri e testi vari edi-
bilmente scollegato dalle raffinatezze dell’interior ti da Driade in tutti gli anni che vi ero stato e che
per la casa che ci ha reso famosi e unici nel mondo. raccontai come essi fossero pieni dei lavori che

novembre-dicembre 2018 33

avevo ingegnerizzato per questi importanti nomi nel nostro passato di interni milanesi, pensati da
del design internazionale. Casualmente, il giorno Portaluppi a Scarpa da Caccia Dominioni a Giò
dell’incontro avevo con me anche il Sole 24 ore in Ponti.
cui una giornalista che avevo conosciuto a Londra Tutti i dubbi sulla sua vendibilità svanirono diret-
da Zaha Hadid, mi intervistava a proposito di un tamente al Salone Nautico di Genova del 2009, do-
ambizioso progetto di sedute per Driade ideato da ve arrivò un armatore austriaco che immediata-
Ron Arad che io avevo trovato il modo di realizzare mente firmò l’acquisto dello yacht, irretito dal sa-
con una nuova tecnica di stampaggio attingendo pore decisamente contemporaneo del progetto di
all’immenso mondo dell’indotto per l’arredamen- Dordoni Architetti. Progetto che portò Perotti con
to. Indotto che ci invidiano da tutto il mondo per Dordoni a ritirare il premio per il design e l’inno-
la capacità di reinventarsi e di produrre in tempi vazione (su segnalazione dell’ADI) a Roma, al Qui-
brevi con altissima qualità. rinale, direttamente da Giorgio Napolitano.
Perotti non è un esperto di interior design ma sapeva Questo successo sdoganò il mio lavoro in cantiere,
come Driade fosse presente nei migliori show room permettendomi ulteriori tasselli verso le atmosfere
d’Italia e nel mondo e intuì che io potevo essere contemporanee punteggiate anche da calibrate
utile a realizzare la nuova Sanlorenzo che non do- presenze di alcuni arredi vintage, costante assai
veva tradire la sua gloriosa storia, ma che doveva gradita da molti nostri armatori, sensibili all’equi-
invece innovarsi nella continuità con la sua storia. librio dei linguaggi.
Appena giunto in Sanlorenzo, Massimo mi diede
facoltà di ampliare un team di architetti per il de- LN – Quali sono stati i parametri della nuo-
cor, secondo la mia sensibilità e questo meraviglio- va progettazione dell’interior che a suo
so team di giovani appassionati del loro lavoro lo tempo decideste di fissare come basi certe.
formai ulteriormente portandoli con me a visitare Buttiglieri – Sicuramente l’attenzione al fatto che
le aziende d’arredamento che ritenevo degne di far ogni interior proposto dovesse tener conto della
parte dell’arredo dei nostri yachts, per rendersi marinità e dell’ottimizzazione degli spazi. Su que-
conto meglio della qualità di determinati brand. sto Sanlorenzo non transige. E gli armatori lo ap-
Feci capire a questo team la qualità dei prodotti che prezzano.
avremmo consigliato agli armatori, raccontando Le nostre necessità coinvolgono le aziende di arre-
chi stava dietro al progetto, e la storia dell’azienda damento nel fare i loro prodotti adatti al nostro ca-
in cui era inserito. Questo continuo training nel so. Specialmente in ambiente outdoor. Sono con-
meglio del design contemporaneo ha dato i suoi vinto che il rapporto con noi ha fatto ulteriormen-
frutti e ora abbiamo un team ineguagliabile di ar- te crescere la qualità dei loro prodotti, innalzando-
chitetti consapevoli di quello che propongono per i ne le caratteristiche tecniche, i materiali e le solu-
nostri yacht tutti diversi uno dall’altro ma accomu- zioni costruttive per rendere idonei i loro arredi
nati dall’alta qualità di cosa contengono. agli ambienti estremi in cui devono essere collocati
quali il fly oppure l’ambiente cucina.
LN – Quanto vi siete frequentati prima di col-
laborare e nei primi mesi di attività? Conta- LN – Adesso pare che stia diventando quasi
no l’indipendenza e la solitudine o la condi- un dovere avere un interior di design su uno
visione è elemento essenziale? E sulle intui- yacht, siete diventati virali. Qual è il passo
zioni cosa mi dici? Ci sono stati casi di seren- successivo? In quale direzione?
dipity, cioè di bellissime e inattese scoperte Il prossimo passo è l’ulteriore integrazione dell’in-
fatte per caso mentre cercavate tutt’altro? terior con l’arte contemporanea, in maniera che i
Buttiglieri – Il rapporto di fiducia con la proprietà Sanlorenzo diventino sempre più dei pezzi unici
fu immediato e man mano che ci conoscevamo con opere fatte ad hoc per gli ambienti della barca.
maturavo le possibili proposte di nuovi designers Non a caso abbiamo realizzato con successo l’ope-
da fargli conoscere per modificare l’immaginario razione con Tornabuoni Arte a Miami durante
dei nostri yacht. In questo modo fugò le incertezze Miami Art Basel 2016. Davanti ad una strepitosa
che in azienda persistevano su questo progetto, villa contemporanea, tutta arredata col nostro mi-
preoccupati dal layout non convenzionale, dai glior Made in Italy, abbiamo fatto dialogare una
materiali inconsueti, dalle atmosfere decisamente importante collezione dei monocromi italiani con
metropolitane ma dense di memorie stratificate autori come Fontana, Manzoni, Burri, Scheggi e

34 novembre-dicembre 2018

Castellani, con una serie di Icone, sempre fine an- ne è molto rigorosa è essenzialmente dettata dal
ni ’50, del design italiano come i pezzi di Giò Ponti gusto contemporaneo che ho assimilato in tutti
e di Albini, le lampade di Sarfatti e Max Ingrand, questi anni. Di ogni azienda ho ben presente la
attirando l’attenzione di importanti collezionisti storia, chi l’ha fondata e chi la dirige. Chi sono i
d’arte oltre che di nostri armatori che hanno ap- designer che vi collaborano e quali sono i loro
prezzato tantissimo il connubio che peraltro coin- clienti di riferimento.
cideva temporalmente, e non è un caso, con la da- Se arrivano nuove aziende con caratteristiche co-
ta di nascita del nostro cantiere navale. erenti col nostro feeling, non ho problemi a in-
I nostri interior altamente sartoriali saranno sempre trodurle come proposte ulteriori da fare ai nostri
più il frutto di dialoghi con i desiderata degli arma- armatori.
tori e il meglio dei linguaggi d’arredo che solo l’Ita- Di sicuro non utilizzerò aziende che copiano,
lia sa offrire a questi livelli di assoluta eccellenza. che non pagano le royalties ai designers oppure
che si lasciano andare a fare imbarazzanti pro-
LN – Quante aziende di design bussano quo- dotti in stile di pessimo gusto. Non a caso Sanlo-
tidianamente alla vostra porta? Ve ne sono renzo da quando sono arrivato a farne parte, in
anche di straniere? accordo con la proprietà, è iscritta all’ADI, l’asso-
Buttiglieri – Le aziende di design che ci cercano ciazione che istituisce il più importante premio
per offrirci i loro prodotti sono tante ma la selezio- per il design.

La snella linea dell’Y4H testimonia l’esperienza, l’ottimo gusto e la competenza dell’intero team Ssnlorenzo 35
novembre-dicembre 2018

La coerenza del nostro interior, assieme alla straor- LN – Quali sono i progetti su cui state lavo-
dinaria capacità manageriale del Cavaliere del La-
voro Massimo Perotti, che ha saputo creare un rando attualmente?
team affiatatissimo oltre che di grande professio-
nalità in tutti i settori, dall’ufficio tecnico all’area Buttiglieri – Quest’anno è un anno molto impor-
produttiva, da quella del marketing a quella del
commerciale, ha sicuramente contribuito a far sali- tante per Sanlorenzo: 60 anni fa nasceva questo
re il fatturato di sanlorenzo dagli inziali 40 milioni
di euro del 2006, agli attuali 320 milioni del 2017. cantiere a Limite sull’Arno vicino Firenze e da que-
Sanlorenzo è anche l’unico cantiere navale al
mondo che non ha fatto un giorno di cassa inte- sto paesino deriva il nome che non è altro se non
grazione e che continua ad ampliare gli stabili-
menti e assumere personale. Abbiamo in corso quello del patrono di questo luogo.
quasi 100 milioni di euro di investimenti fra crea-
zione di modelli nuovi e ampliamenti degli stabili- Dopo aver lavorato con Dordoni Architetti e aver
menti.
Oggi abbiamo tre importanti sedi produttive. Una introdotto, in accordo con la proprietà, la firma
ad Ameglia per le barche in vetroresina fino ai 30
metri, l’altra a Viareggio per quelle fino ai 38 metri di Antonio Citterio Patricia Viel and Partners altro
e l’ultima a La Spezia per la divisione dei super
yacht di metallo dai 40 ai 64 metri. Performance fantastico studio milanese famoso in tutto il
esorbitante in un mondo, quello nautico, che ha
sofferto come in tutti i settori la dura pluriennale mondo sia per il design sia per la loro architettu-
crisi post Lehman Brothers.
ra, anche lui per la prima volta nella nautica, che
LN – Ci sono state delle aziende di design
che vi hanno sorpreso particolarmente per ha reinterpretato in maniera totalmente differen-
efficienza?
Buttiglieri – Si, sicuramente Boffi. Mi stupì in che te da quella disegnata da Dordoni, l’interior di un
rapidissimi tempi ci realizzò la prima cucina “ma-
rinizzata” per Sanlorenzo, completamente risolta nostro Sanlorenzo di 32 metri, la navetta semidis-
con dettagli nautici come le calamite e gli antirollii
oltre che con i materiali e con le necessarie parti locante SD 112.
ispezionabili per quanto riguarda le aree interne.
La stessa cosa avvenne quando adottammo il loro Sanlorenzo, nel settembre scorso, al boat show di
modello K2 disegnato da Norbert Wangen per i no-
stri fly, macchina perfetta col suo piano scorrevole Cannes, ha esposto l’SX 88, un nuovo modello di
sempre disponibile e con la struttura tutta realizza-
ta con alluminio acciaio e teak per essere inattacca- Yacht, subito diventato il nostro ennesimo best
bile dalla salsedine. Questo progetto dall’indubbia
bellezza estetica mandò nel dimenticatoio quegli seller (15 unità già vendute ad oggi) con le linee
orribili mobili in vetroresina con i pesanti coperchi
che una volta aperti dovevano essere bloccati per esterne ideate dal nostro centro Stile guidato da
non essere pericolosi.
Boffi fu l’azienda che ancora una volta dimostrò Luca Santella e poi ulteriormente raffinate da Of-
come l’imprenditoria italiana sappia essere più ef-
ficiente di quella estera nel saper cogliere al volo ficina Italiana Design, e cioè da Mauro Micheli e
nuove opportunità.
Questo grazie a una gestione fatta da persone che Sergio Beretta, e con il raffinato interior di un ul-
amano l’azienda come fosse la loro famiglia e che
ha una grande tradizione alle spalle e che sa rima- teriore grande nome del design italiano: Piero
nere competitiva nel mondo.
Lissoni.

E non a caso, pochi mesi dopo, il contratto con

Piero fu firmato e il suo progetto magnificamente

open space ha saputo raccontare al meglio le po-

tenzialità espressive di questo straordinario crosso-

ver del mare che sarà ulteriormente declinato in

una dimensione leggermente più piccola, SX 72,

al prossimo Salone Nautico di Cannes e anche

questa unità ampiamente già venduta sulla carta a

diversi nostri armatori a sei mesi dalla presenta-

zione. Successo che ci ha convinto a raddoppiare

gli stampi per avere più unità disponibili per i no-

stri armatori.

Ma a settembre a Cannes sarà esposto anche l’atte-

sissimo SL 102, un nuovo rivoluzionario modello

di yacht planante che farà molto parlare di se per il

suo design delle linee esterne e la qualità dell’inte-

rior. Di più non posso dire.

So solo che anche di questo modello ad oggi ne ab-

biamo già vendute diverse unità solo mostrando il

progetto sulla carta ai nostri affezionati esperti ar-

matori provenienti dai vari continenti, che non a

caso, in una sorprendente percentuale che si aggira

sull’80% per cento, ritornano a prendere un nuovo

Sanlorenzo, sempre più sartoriale ed innovativo,

nel giro di pochi anni. n

36 novembre-dicembre 2018

Recensioni e segnalazioni

AUTORI VARI base che contribuiscono a met- ca fare riferimento a tutti gli attori,
tere il mare al centro della vita di militari, politici, diplomatici, eco-
GEOPOLITICA tutti noi. Questo libro agile, in nomici che sono implicati nella tu-
DEL MARE cui troviamo i contributi di alcu- tela dell’universo marittimo. Di
Dieci interventi sugli ni dei massimi esperti del setto- più: vista l’importanza che il mare
interessi nazionali re, è in grado di colmare con ra- ha per l’economia globale e per l’esi-
e il futuro marittimo pidità e semplicità, non separata stenza di miliardi di persone – sia
dell’Italia da un estremo rigore scientifico, come elemento di sviluppo che come
un gap culturale che per alcuni ambiente nel quale si possono svi-
Mursia Editore – Milano 2018 può costituire un serio limite ad luppare pericolose minacce – non si
Pagg.210 – Euro 25,00 operare correttamente e in ma- può non avere un approccio strategi-
niera documentata nel proprio co che non abbia una forte connota-
Molti hanno ripetutamente af- settore. Ne consigliamo la lettu- zione marittima.” E questo la dice
fermato che l’Italia ha una voca- ra a tutti; gli appassionati di ma- tutta su quello che dovrebbe es-
zione marittima. Essendo del- re troveranno conferme a ciò sere un approccio ragionevole ed
l’ambiente, abbiamo, più volte che già sanno, magari con un informato ad una materia tanto
negli anni, sentito ribadire la linguaggio più circostanziato e importante. Buona lettura.
centralità del commercio via ma- dati inoppugnabili; gli altri ver-
re per il nostro Paese. Per noi che ranno educati a concetti che Paolo Bembo
siamo appassionati di mare, di non dovrebbero essere estranei a
navigazione, di vela, di storia na- nessun cittadino italiano seria- TOM WIDDEN E MICHAEL LEVITT
vale o di una delle tante altre atti- mente interessato al benessere
vità che si svolgono sull’acqua, è ed al progresso del proprio Pae- L’ARTE E LA SCIENZA
abbastanza facile capirlo ma se. È particolarmente auspicabi- DELLE VELE
nonostante l’importanza che il le che questo breve testo abbia
Mare ha anche nella vita del re- una grande diffusione tra i no- Ed: Nutrimenti – Roma 2018
sto degli Italiani, quanti di loro si stri decisori affinché, nei mo- Pagg. 168 – Euro 28,00
rendono conto di questi fatti ap- menti più importanti, quelli in
parentemente elementari? cui si prendono posizioni signi- Scarse le opere di autori italiani
Perfino molti di coloro i quali ficative per la vita nazionale, le sulla teoria e la pratica delle vele.
hanno responsabilità parlamen- sappiano assumere in maniera La premessa è necessaria per col-
tari sono ignoranti al riguardo, quanto meno documentata. locare sotto la giusta luce questo
ovvero ignorano gli elementi di La sua lettura può essere però im- volume del 2016, ristampato ora
portante per tutti noi perché sa- in una versione aggiornata, e per
remo noi, in ultima analisi ad in- fare intendere che si tratta di
fluenzare chi ci rappresenta e a
suggerirgli le scelte più giuste. In
questo piccolo, grande, volume
si parla di equilibri politici, stra-
tegici, economici, regolamenta-
ri, ambientali, ma soprattutto si
dice chiaramente quali sono
questi equilibri e come possia-
mo salvaguardarli, incrementar-
li, renderli patrimonio comune e
difenderli in un mondo che con
buona pace degli isolazionisti è
sempre più globale. Vorremmo
concludere con un passo che
si legge a pag. 145 del Volume,
“…parlare di strategia marittima e
non solo di strategia navale signifi-

novembre-dicembre 2018 37

Recensioni e segnalazioni

un’opera destinata a chi vuole dicati alle strutture e alle regola- GIAN LUCA BOETTI
approfondire lo specifico argo- zioni dei due tipi fondamentali
mento aggiornandosi su quanto di vele, per ciascuno dei quali gli ISOLE MINORI D’ITALIA
si studia e si realizza negli Stati AA. hanno profuso le loro espe- I sentieri più belli
Uniti, riconosciuti leader della rienze maturate nel corso di de- novembre-dicembre 2018
vela dei giorni nostri. cenni di attività professionale 57 itinerari da non
I due autori fanno parte dell’élite “sul campo”. Ci si dilunga sul- perdere
della top sail: uno di loro (Tom l’ottimìzzazione della velocità
Widden) è il presidente del North in bolina, in presenza anche del- Ed, Gribaudo – Milano 2017
Technology Group che include la lo svergolamento della randa, Pagg. 238 – Euro 22,00
North Sails, la più grande veleria con conseguente sventamento
al mondo, ed ha partecipato a ot- della vela al di sopra di una certa È corretto definirle “minori”,
to edizioni dell’America’s Cup, altezza. Così come vengono trat- ma sono in realtà una delle mag-
delle quali tre vittoriose, mentre tati gli effetti dell’allunamento giori attrazioni paesaggistiche
l’altro è uno specialista nella nar- della randa stessa, quando cioè del nostro Paese e sono da consi-
rativa tecnica del settore. entra in gioco l’area compresa derare nel loro insieme come le
All’inizio del testo, un doveroso tra la balumina rettilinea e la più suggestive se confrontate
riferimento storico alle vele del- porzione di vela esterna a que- con le altre isole “minori” dei
la mitica goletta America, ai suc- sta. Per le vele di taglio viene esa- cinque continenti. Questo ce lo
cessivi passaggi dal lino al coto- minata con accuratezza la varia- dimostra Gian Luca Boetti,
ne, per arrivare alle fibre polie- zione del coefficiente di pressio- escursionista, alpinista, natura-
stere (Dacron), al carbonio. al ne sulle varie zone, quantifican- lista e fotografo, tracciando su
Kevlar, allo Spectra, fino al più dolo e traducendo in utili consi- 14 di loro 57 “sentieri”, come
recente Vectran, (costituito da gli pratici quanto appreso dalla promette il sottotitolo del libro.
un polimero a cristalli liquidi): teoria. Viene ricordato come i Le isole prese in considerazione
tutti menzionati con dovizia di progressi siano stati negli ultimi sono ubicate in tre regioni: Sar-
dettagli dei relativi impieghi e cinque lustri assolutamente ec- degna (Pan di Zucchero, San Pie-
dei metodi di lavorazione. Di cezionali: basti pensare che oggi tro, Sant’Antioco, Asinara, Tavo-
particolare interesse la descrizio- le vele di prora possono essere lara e La Maddalena), Toscana
ne delle attuali possibilità offer- bordate fino a 4-5 gradi, una de- (Giannutri, Giglio, Montecristo,
te nel settore dell’informatica; cina d’anni fa fino a 7-8 gradi e Pianosa, Elba, Capraia e Gorgo-
in particolare, l’intero capitolo 5 25 anni fa tra gli 8 e i 10 gradi. na) e Liguria (Palmaria).
è dedicato alle vele modellate Teoria e pratica, impregnate di un Dopo un lucido compendio sul
tridimensionalmente. Da segna- linguaggio necessariamente spe- patrimonio naturale e culturale
lare un approfondito approccio cifico ed esclusivo, sono trattate rappresentato da queste piccole
scientifico all’interazione nei si- con pari accuratezza e rigore im- isole, a volte nemmeno cono-
stemi velici tra vento e superfici merse in uno stile lucido e scorre-
esposte. vole. Utili se non indispensabili i
L’obiettivo finale per il velaio, e grafici e le tabelle nel testo e pure
per i suoi clienti, è quello di otte- le foto di barche, scattate da pre-
nere un miglioramento della stigiosi fotografi (tra i quali il no-
VMG (velocity made good) inter- stro Carlo Borlenghi), valorizzate
venendo sulla forma e sulle di- dalle dimensioni del volume (28
mensioni della vela. A questo x 23 cm). Una menzione a parte
proposito va rilevato come l’or- merita la rigorosa traduzione di
mai diffuso ricorso al CAD (com- Carlo Romano, al quale spetta il
puter-assisted design) in questo merito di avere coniugato felice-
settore va oltre la semplice pro- mente la terminologia tradizio-
gettazione, ma si riferisce anche nale della vela di ieri con quella
al modeling e all’intera parte ana- ipertecnologica della vela di oggi
litica del processo di produzione. e di domani.
I capitoli finali del libro sono de-
Claudio Ressmann

38 novembre-dicembre 2018

sciute dai più, l’A., per ciascuna MARCO SANTARINI massimo grado le sue conoscen-
di esse traccia un esauriente pro- ze professionali con un vivo in-
filo per quanto riguarda in detta- LA CONDOTTA teresse personale.
glio la sua storia e le sue caratte- DEL TIRO NAVALE Il corpo centrale del testo appro-
ristiche peculiari, seguito da una DA BORDO NELLA fondisce in dettaglio, con una
scheda contenente tutte (e dav- REGIA MARINA competenza difficilmente egua-
vero tutte) le informazioni utili 1900 – 1945 gliabile in ambito nazionale, l’e-
al visitatore, da come chiedere il Dalla Regia Nave voluzione dottrinale e tecnica
permesso di accesso al tipo di Vittorio Emanuele nell’ambito della Regia Marina
equipaggiamento occorrente. alla Regia Nave nella prima metà del XX Secolo.
Ovviamente, con l’indicazione Vittorio Veneto Si tratta quindi, come prevedibi-
del “sentiero” proposto. Tutto le, di un testo molto complesso e
ciò integrato da illustrazioni e da Ufficio Storico della Marina rivolto ad un pubblico non ge-
chiare mappe a colori. Militare – Roma 2017 neralista. Al di là degli aspetti
Dal momento che sarebbe piut- Pagg. 468 – Euro 30,00 più specialistici, tuttavia, anche
tosto difficile trovare spazio per ai soci LNI Euro 18,00 il semplice appassionato non
questo volume nello zainetto potrà che apprezzarne la chia-
del lettore-turista, a causa del Lavoro di assoluto livello scien- rezza espositiva, a partire dai ca-
suo formato (22,5 x 19,5 cm) e tifico, basato su di un accurato pitoli introduttivi che inserisco-
del suo peso (quasi un chilo- studio delle fonti primarie, il te- no il lettore nella storia delle ar-
grammo!), l’A. ha provveduto a sto mira ad essere un’opera pres- tiglierie navali e del loro utilizzo,
ristampare le informazioni sulle soché definitiva sulla tecnica del fino a descrivere per sommi capi
14 isole su altrettante schede tiro navale: un settore comples- l’attuale stato dell’arte. Come in
molto maneggevoli, collocate so, che vede uno straordinario altri precedenti lavori, l’autore,
nel secondo risvolto di coperti- sviluppo tecnologico a cavallo con uno stile sicuramente invi-
na, facilmente consultabili “sul dei due conflitti mondiali, nel tante, coglie, ovunque possibile,
campo”: un ulteriore motivo per quale il nostro Paese ha progres- l’occasione per alternare la “du-
apprezzare un volume il cui con- sivamente raggiunto un ambito ra realtà” della scienza e della
tenuto va ben oltre i limiti di una di assoluta eccellenza. L’Autore è tecnologia con aneddoti ed epi-
guida turistica tradizionale. un noto specialista con un’espe- sodi di storia navale, recuperan-
Il testo è corredato da oltre 150 rienza quarantennale nel cam- do tra l’altro da un immeritato
foto scattate dall’A., molte delle po, che è riuscito a coniugare in oblio molti protagonisti dell’e-
quali a piena pagina o affaccia- poca, che hanno contribuito
te, assolutamente eccezionali con impegno e dedizione, in pa-
per resa cromatica e scelta delle ce e in guerra, ai successi della
inquadrature. Sono state realiz- Marina e dell’industria italiana.
zate con l’assistenza della Sony Si tratta, in sintesi, di un testo
utilizzando obiettivi ad alta ri- nel quale la qualità scientifica,
soluzione montati su macchine degna della migliore tradizione
stabilizzate su 5 assi e dotate di dell’Ufficio Storico della M.M.,
display particolarmente lumi- si accompagna ad un prezzo si-
noso. La consistente gramma- curamente più che proporzio-
tura della carta patinata ed il nato. Una qualità che, tra l’al-
formato del volume contribui- tro, può essere valutata anche
scono dal canto loro a valoriz- solo su semplici, essenziali nu-
zare ulteriormente questa sug- meri: in 14 capitoli e 7 appendi-
gestiva raccolta di immagini. ci si possono contare, oltre ad
Né si può omettere di sottoli- una approfondita bibliografia
neare l’eccellente resa tipografi- specialistica di 80 testi, ben 282
ca (Grafiche Busti, Colognola ai illustrazioni e 633 note a piè di
Colli – Verona). pagina.

Claudio Ressmann Marco Sciarretta

novembre-dicembre 2018 39

Sub

Ambienti
per le immersioni

(23a parte)

di Alberico Barbato

I l mondo animale subacqueo vente, ci rendiamo conto di es- finibile Mediterranea, è stata av-
ci riserva delle sorprese sere di fronte a un vero e proprio vistata nelle acque che bagnano
inimmaginabili. miracolo della natura. la Calabria, la Sicilia, la Sarde-
Quando ci capita di scoprire de- I “Tetraodontidi” sono una fa- gna, la Puglia e la Campania. È
gli esseri, così lontani dall’im- miglia di pesci ossei, possono vi- una specie invasiva e, vista la ve-
maginario comune dei pesci co- vere sia in acqua dolce che salata locità con cui si diffonde, si ritie-
munemente conosciuti, come e il loro nome deriva dalla lin- ne che presto sarà presente lun-
quelli normalmente visti nel gua greca e significa “quattro go tutte le coste Italiane. È un
mare antistante la fila di ombrel- denti”. Infatti i pesci “Palla” pre- pesce estremamente tossico e
loni della spiaggia, o ormai iner- sentano tutti quattro denti lar- non deve essere consumato in
mi sul bancone delle pescherie, ghi, fusi in due piastre, una su- nessun caso.
ci chiediamo se tali creature pro- periore e una inferiore, utilizzati È caratterizzato da una vista
vengano da altri pianeti del co- per rompere i gusci e le conchi- molto buona; la sua pelle è priva
smo. glie dei molluschi e crostacei, lo- di squame e anche spessa e ruvi-
Un esempio classico è il Pesce ro prede naturali. da; la parte più elastica è quella
Palla, con gli occhi che ci attira- La maggior parte dei pesci “Pal- situata sullo stomaco che per-
no e incuriosiscono per la loro la“ è tra i più velenosi vertebrati mette al pesce di gonfiarsi a di-
espressione bonaria, suppliche- esistenti. In alcune specie, infat- smisura in caso di necessità. Una
vole, ma sicuramente non corri- ti, alcuni organi come il fegato, capacità comune a tutti i pesci
spondente alla sua natura e po- ma anche la pelle, contengono Palla è quella di ingerire grandi
tenzialità. Nuotando nei mari la tetrodossina, un veleno 1.200 quantità d’acqua e di aumentare
tropicali, e ormai non solo più volte più potente del cianuro. notevolmente le proprie dimen-
in quelli, possiamo avere questo Questi pesci vivono per lo più sioni.
piacevole incontro: lui è un esse- nelle acque calde dell’oceano In- Quando è spaventato, questo
rino lento e goffo che tutti cono- diano, Pacifico ed Atlantico. Ne- animale scardina la mascella per
scono con il nome di pesce “Pal- gli ultimi anni ha fatto la sua allargare la bocca. Ciò gli con-
la”. E mentre i nostri occhi stra- comparsa nelle acque del Medi- sente di avere più spazio per
buzzano, alla vista delle straordi- terraneo il “pesce Palla macula- aspirare circa 35 grandi sorsi
narie esibizioni della “Palla” vi- to”. Questa tipologia, ormai de- d’acqua in circa 14 secondi. Se il

40 novembre-dicembre 2018


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