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A riveder le stelle - 7 dicembre 2020
Direttore Riccardo Chailly
Regia Davide Livermore
con Coro, Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e oltre venti solisti internazionali.

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Published by luchetti, 2020-12-06 10:51:07

A riveder le stelle - 7 dicembre 2020

A riveder le stelle - 7 dicembre 2020
Direttore Riccardo Chailly
Regia Davide Livermore
con Coro, Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e oltre venti solisti internazionali.

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Fondazione di diritto privato

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Presidente Giuseppe Sala
Consiglieri Sindaco di Milano

Giovanni Bazoli
Maite Carpio Bulgari
Giacomo Campora
Nazzareno Carusi
Claudio Descalzi
Alberto Meomartini
Francesco Micheli
Aldo Poli

Dominique Meyer
Sovrintendente e Direttore artistico

Riccardo Chailly
Direttore musicale

Maria Di Freda
Direttore generale

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Presidente Tammaro Maiello

Membri effettivi Fabio Giuliani
Pasqualino Castaldi

Membro supplente Manuela Simonetti

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7 dicembre 2020

“... a riveder le stelle”

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
Riccardo Chailly

Direttore

Davide Livermore

Regia

Bruno Casoni

Maestro del Coro

Michele Gamba

Direttore per i balletti

Manuel Legris

Direttore del Corpo di Ballo

Scene a cura di

Davide Livermore, Giò Forma

Costumi a cura di

Gianluca Falaschi

Scenografie digitali di

D-WOK

Luci di

Marco Filibeck

Collaboratori alla drammaturgia
Davide Livermore
Paolo Gep Cucco
Andrea Porcheddu
Alfonso Antoniozzi
Gianluca Falaschi
Chiara Osella

EDIZIONI DEL TEATRO ALLA SCALA

PROGRAMMA

GIUSEPPE VERDI RICHARD WAGNER
da RIGOLETTO da DIE WALKÜRE
Preludio
Winterstürme wichen dem Wonnemond...
Cortigiani, vil razza dannata Du bist der Lenz
LUCA SALSI, baritono
CAMILLA NYLUND, soprano
La donna è mobile ANDREAS SCHAGER, tenore
VITTORIO GRIGOLO, tenore
GAETANO DONIZETTI
da DON CARLO da DON PASQUALE

Ella giammai m’amò! Quel guardo il cavaliere...
ILDAR ABDRAZAKOV, basso So anch’io la virtù magica
ROSA FEOLA, soprano
Per me giunto è il dì supremo... Io morrò
LUDOVIC TÉZIER, baritono da L’ELISIR D’AMORE

O don fatale Una furtiva lagrima
ELĪNA GARANČA, mezzosoprano JUAN DIEGO FLÓREZ, tenore

GAETANO DONIZETTI PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ
da LUCIA DI LAMMERMOOR da LO SCHIACCIANOCI

Regnava nel silenzio Adagio dal Grand pas de deux, Atto II
LISETTE OROPESA, soprano Coreografia di Rudolf Nureyev
Costumi di Nicholas Georgiadis
GIACOMO PUCCINI NICOLETTA MANNI
da MADAMA BUTTERFLY
TIMOFEJ ANDRIJASHENKO
Tu? Tu? Piccolo Iddio!
KRISTINE OPOLAIS, soprano GIACOMO PUCCINI
da TURANDOT

Signore, ascolta
ALEKSANDRA KURZAK, soprano

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GEORGES BIZET GIUSEPPE VERDI
da CARMEN da OTELLO
Prélude
Credo
L’amour est un oiseau rebelle (Habanera) CARLOS ÁLVAREZ, baritono
MARIANNE CREBASSA, mezzosoprano
UMBERTO GIORDANO
La fleur que tu m’avais jetée da ANDREA CHÉNIER
PIOTR BECZALA, tenore
Nemico della patria
GIUSEPPE VERDI PLÁCIDO DOMINGO, baritono
da UN BALLO IN MASCHERA
La mamma morta
Morrò, ma prima in grazia SONYA YONCHEVA, soprano
ELEONORA BURATTO, soprano
GIACOMO PUCCINI
Eri tu da TOSCA
GEORGE PETEAN, baritono
E lucevan le stelle
Forse la soglia attinse... Ma se m’è forza perderti ROBERTO ALAGNA, tenore
FRANCESCO MELI, tenore
da TURANDOT
JULES MASSENET
da WERTHER Nessun dorma
PIOTR BECZAłA, tenore
Pourquoi me réveiller
BENJAMIN BERNHEIM, tenore da MADAMA BUTTERFLY

WAVES Un bel dì, vedremo
Coreografia di Massimiliano Volpini MARINA REBEKA, soprano
Musiche di Davide Boosta Dileo ed Erik Satie
GIOACHINO ROSSINI
Luci di Valerio Tiberi da GUGLIELMO TELL
ROBERTO BOLLE
Tutto cangia, il ciel s’abbella
VERDI SUITE ELEONORA BURATTO, ROSA FEOLA,
Coreografia di Manuel Legris
MARIANNE CREBASSA,
Musiche di Giuseppe Verdi JUAN DIEGO FLÓREZ, LUCA SALSI,
Costumi di Luisa Spinatelli
Prima rappresentazione assoluta CARLOS ÁLVAREZ,
MARTINA ARDUINO, VIRNA TOPPI, MIRCO PALAZZI, basso
CLAUDIO COVIELLO
MARCO AGOSTINO, NICOLA DEL FREO

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Linda Gennari
Io la Musica son, ch’ai dolci accenni
sò far tranquillo ogni turbato core,
et hor di nobil ira, et hor d’Amore
poss’infiammar le più gelate menti.
L’Orfeo, musica di Claudio Monteverdi e
libretto di Alessandro Striggio, 1607

Massimo Popolizio
Eccoci qua…
E la polvere che ci cade in testa
nell’oscurità della soffitta. E sotto, nel
sottopalco del teatro, nel profondo
misterioso del palcoscenico, tutti gli
strumenti per muovere la scena secondo
le esigenze della nostra strana, inutile,
meravigliosa angoscia, finzione della vita.
Ingmar Bergman, Dopo la prova, 1984

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LA MUSICA, IL TEATRO, L’ORCHESTRA

Maria Chiara Centorami
Alessandro Lussiana
Marouane Zotti
L’Orchestra è perfettamente
rappresentativa di una società ideale,
che poi può prendere i difetti delle
società attuali.
Però io amo gli ideali, gli ideali umani,
perché sono dentro le nostre partiture
che sono le nostre Costituzioni.
La partitura è la nostra costituzione
perché unisce tutti, e unisce le
singolarità, non le individualità.
Cos’è una società ideale? È che ogni
sezione, in ogni sua singolarità, è
fondamentale. È ogni sezione che va a
comporre poi quella meraviglia che
diventa la vita.
Non smetterò mai di dirlo: non si suona
meglio per distruggere il nostro vicino,
si suona meglio perché lui suoni
meglio. Si è orgogliosi di chi suona
meglio.
Ezio Bosso, 2019

9

Giuseppe Verdi ruolo di intrattenitore cinico e mordace
Rigoletto (1851) contrasta con la profonda umanità che
egli riversa unicamente nell’amore per la
(Libretto di Francesco Maria Piave) figlia Gilda. Tragedia in cui s’intrecciano
passione, amore filiale, tradimento e
Composta su libretto di Francesco Maria vendetta, l’opera presenta personaggi la
Piave, liberamente tratta dal dramma Le roi cui intensa caratterizzazione drammatica
s’amuse di Victor Hugo, l’opera in tre Atti e musicale si sviluppa nello svolgersi
Rigoletto (Venezia, Teatro La Fenice, 11 della vicenda, iscrivendosi nel quadro di
marzo 1851) costituisce con Il trovatore un equilibrio perfettamente riuscito tra
(1853) e La traviata (1853) la cosiddetta libertà di sperimentazione e adesione alle
“trilogia popolare” grazie alla quale convenzioni formali dell’opera italiana.
Giuseppe Verdi raggiunse – secondo
un’opinione critica ampiamente condivisa C.F.
– la maturità artistica e la fama
internazionale. Il protagonista, Rigoletto, è
un buffone di corte, gobbo e deforme, il cui

Preludio

Il breve Preludio, come diverrà abituale nelle
opere successive di Verdi, è una sorta di
compendio della sostanza drammatica
dell’opera. Gli ottoni, guidati dalla tromba e
dal trombone, intonano il motivo in ritmo
puntato che nell’opera sarà associato alla
“maledizione” lanciata da Monterone su
Rigoletto (il tema centrale del soggetto,
come sottolineava lo stesso Verdi); il motivo
è condotto attraverso un’amplificazione e
intensificazione che infine esplode in una
frase appassionata e singhiozzante a piena
orchestra prima che il motivo della
maledizione ritorni nella chiusa.

C.F.

Giuseppe Verdi al tempo in cui
componeva Rigoletto. Fotografia
(Milano, Museo Teatrale alla Scala).

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IL TEATRO E LA CRITICA AL POTERE

Caterina Murino
Courtisans! Démons! Race damnée!
C’est donc vrai qu’ils m’ont pris ma fille,
ces bandits!
Une femme, à leurs yeux, ce n’est rien,
je vous dis!
En est-il parmi vous un seul qui me démente?
Rendez-la-moi!
Tous ensemble contre moi! Dix contre un!
Mi vedete qui, ai vostri piedi, a implorare perdono!
Il povero Triboulet che vi divertiva tanto!
Non so più cosa dirvi, adesso.
Restituitemi la mia creatura, signori, rendetemi
mia figlia,
che mi vien tenuta nascosta nella stanza del re!
È la mia unica gioia! Vi scongiuro, signori!
Ah, Dio! Ma voi sapete solo ridere o tacere!”
Queste le parole di Le roi s’amuse di Victor Hugo.
Un dramma politico, scomodo, violento,
scelto da Verdi come base per il suo Rigoletto,
malgrado fosse stato già censurato e vietato.
Perché il teatro è libertà.
Di parola, di critica, di pensiero.
Victor Hugo, Le roi s’amuse, 1832

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Giuseppe Verdi
Rigoletto

Rigoletto

Cortigiani, vil razza dannata Cortigiani vil razza dannata
per qual prezzo vendeste il mio bene?
A voi nulla per l’oro sconviene, Nel II Atto l’invettiva di Rigoletto, scagliata
ma mia figlia è impagabil tesor. contro i cortigiani che la notte prima gli
La rendete... o se pur disarmata, hanno rapito la figlia Gilda, prende la forma
questa man per voi fora cruenta; di un’aria non riconducibile ad alcuno
nulla in terra più l’uomo paventa, schema convenzionale, ma che è modellata
se dei figli difende l’onor. in tre parti così da tracciare le altrettanti fasi
Quella porta, assassini, assassini, del processo psicologico del personaggio:
m’aprite, la porta, la porta, dapprima le imprecazioni scolpite con
assassini, m’aprite! violenta forza declamatoria
Ah! Voi tutti a me contro venite! sull’accompagnamento ostinato degli archi,
Tutti contra me! Ah!... poi il pianto disperato espresso nella
Ebben, piango... Marullo... signore, frammentazione del discorso vocale e
tu ch’hai l’alma gentil come il core, orchestrale, infine la preghiera, con
dimmi tu dove l’hanno nascosta! l’eloquente richiesta di pietà sostenuta da
Marullo... signore, corno inglese e violoncello, per il dolore di
dimmi tu dove l’hanno nascosta! un padre che vuole ritrovare la propria figlia
È là? Non è vero? È là?
Non è vero? È là, non è vero?...
Tu taci! Ohimè!
Miei signori, perdono, pietate...
al vegliardo la figlia ridate...
ridonarla a voi nulla ora costa,
a voi nulla ora costa, tutto,
tutto al mondo è tal figlia per me.
Signori, perdon, perdono, pietà;
ridate a me la figlia,
tutto al mondo è tal figlia per me,
ridate a me la figlia,
tutto al mondo ell’è per me.
Pietà, pietà, signori,
pietà, signori, pietà.

Felice Varesi, il primo interprete di Rigoletto a Venezia, C.F.
Teatro La Fenice, 1851.
Fotografia colorata (Milano, Museo Teatrale alla Scala).

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