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Published by Guarda Sempre Avanti, 2023-07-13 04:35:05

Guarda Sempre Avanti

Guarda Sempre Avanti

Guarda Sempre Avanti 1 Guarda Sempre Avanti Epistolario immaginario fra Nonno Franco e Rio Michelangelo 2022 - 2023


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Guarda Sempre Avanti 3 Un grazie infinito a Neri e Ally per avere dato la vita a Rio Michelangelo


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Guarda Sempre Avanti 6 INDICE 1. Come sei riuscito a trovare il tuo primo lavoro? Pagina 7 2. Come e quando hai deciso di cambiare lavoro? “ 9 3. Quali sono paesi e città in cui hai vissuto e di quali hai i ricordi più memorabili? “ 15 4. Mi racconti alcuni dei ricordi più vivi della tua vita a Beverly Hills? “ 32 5. Quali persone famose hai conosciuto e come le hai incontrate? “ 34 6. Quali sono le città o località più belle che hai visitato nei tuoi viaggi? “ 41 7. Chi consideri essere stato il tuo miglior capo e perché? “ 48 8. Quali sono i ricordi più vivi della tua infanzia? “ 51 9. Sei più simile a tuo padre o tua madre? In che modo? “ 52 10. Come hai conosciuto Nonna Gloria? “ 54 11. Cosa ricordi della prima volta che ti sei innamorato? “ 55 12. Quando hai deciso di avere un figlio e perché gli hai dato il nome Neri? “ 56 13. Cosa hai provato quando è nato mio papà Neri? “ 57 14. Quali sono i tuoi ricordi preferiti della infanzia/gioventù di mio papà Neri? “ 58 15. Quale è stata la parte più difficile nel fare crescere mio papà Neri? “ 63 16. Quale è il tuo consiglio su come impostare la crescita dei figli? “ 63 17. Qual è il tuo miglior consiglio quando si tratta di lavoro? “ 64 18. Quali persone si sono dimostrate più gentili con te nella vita? “ 65 19. Se dovessi tornare indietro nel tempo e cominciare una nuova carriera, cosa faresti? “ 66 20. Quali sport hai praticato da ragazzo e poi da adulto? e quali erano i tuoi giochi preferiti da bambino? “ 67 21. Quali sono cibi e bevande che preferisci? “ 76 22. Sei religioso? Sì o no, e perché? “ 77 23. Quali sono le cose di cui non puoi fare a meno? “ 79 24. Quali sono state le peggiori esperienze nella tua vita e come le hai gestite? “ 80 25. Cosa avresti voluto sapere, prima di diventare genitore? “ 82 26. Hai perso qualche bene cui tenevi in particolare? Di cosa si trattava? “ 83 27. Hai ricordi particolarmente vivi dei tuoi nonni? “ 85 28. Quali sono le cose più altruiste che hai fatto nella tua vita? “ 87 29. Che cosa salveresti se la tua casa andasse in fiamme? “ 89 30. Quale consideri il migliore risultato ottenuto nella tua vita? “ 89 31. Quali sono stati i viaggi più lunghi che hai fatto? “ 90 32. Quali sono i tuoi musicisti, cantanti o canzoni che ami di più? “ 102 33. Qualcuno nella nostra famiglia ha avuto un ruolo importante nella Storia (quella con la S maiuscola)? “ 105 34. Di cosa sei particolarmente orgoglioso nella tua vita? “ 105 35. Hai avuto sufficiente denaro durante la tua gioventù? “ 110 36. Ti piacevano auto e moto quando eri giovane (e anche meno giovane)? E quali? “ 111 37. Quali sono i momenti storici del XX secolo che più ti hanno interessato e influenzato? “ 116 38. Hai conservato amici fra i tuoi compagni della scuola superiore con cui ti sei diplomato? “ 120 39. Come hai scelto la/le Università che hai frequentato? “ 121 40. Cosa apprezzi di più della personalità di Nonna Gloria, al di fuori dell’ambito familiare? “ 123 41. Se tu potessi viaggiare indietro nel tempo, sapendo di poter tornare, dove vorresti andare? “ 123 42. Se tu potessi leggere il futuro, cosa vorresti vedere in anteprima? “ 124 43. Quale è il bilancio della tua generazione, da quando eri ragazzo ad oggi? “ 125 44. Tu hai vissuto e viaggiato per molti anni all'estero. Ti senti ancora Italiano? “ 127 45. Se tu potessi scegliere nuovi talenti e capacità che non hai avuto nella vita, cosa sceglieresti? “ 128 46. Prenditi dieci minuti e delinea la tua vita, dall’infanzia al presente “ 128 47. Nutri particolare rispetto (o disprezzo) verso qualche personaggio pubblico, presente o passato? E perché? “ 129 48. Se potessi improvvisamente avere grandi risorse economiche, che cosa ne faresti alla tua età? “ 132 49. Quali sono i difetti che non sopporti ed i pregi che apprezzi nelle persone? “ 134 50. Chi sono i pittori che prediligi? “ 137 51. Quali sono gli animali che ami di più? “ 143 52. Tu hai vissuto parecchi anni in Russia e la conosci bene. Cosa pensi della guerra con l'Ucraina? “ 146 53. Che consigli mi daresti per quando crescerò e dovrò affrontare la vita? “ 150


Guarda Sempre Avanti 7 1 Caro Nonno, Come sei riuscito a trovare il tuo primo lavoro? Carissimo Rio, Può sembrare strano, ma io ho iniziato due volte a lavorare: la prima volta si trattò di un “lavoro forzato”, mentre la seconda fu il primo vero impiego, per il quale avevo studiato e che avevo fortemente voluto. 1 Il primissimo fu un lavoro improvvisato e temporaneo, e non fu una scelta, ma una necessità. Era l’estate del 1961 (avevo quasi 15 anni) ed avevo appena finito il primo anno delle scuole superiori, che frequentavo a Massa, dove aveva cominciato a svilupparsi un embrione di turismo balneare e si stavano aprendo i primi hotel/ristoranti. Alcuni miei compagni di scuola erano stati contattati per lavorare durante il periodo estivo come camerieri, baristi, bagnini, al servizio dei primi turisti. Io non avevo nessuna esperienza, ovviamente, ma fui stimolato a sondare cosa avrei potuto fare, spinto dal bisogno di aiutare in famiglia per rimpinguare le magre finanze. Non avevo alcun contatto e quindi decisi di presentarmi direttamente ad alcuni alberghi di Marina di Massa, offrendomi armato solo di buona volontà. Fortunatamente erano anni in cui le normative e la burocrazia erano molto superficiali, era solo richiesto di essere pronti a lavorare senza rivendicare troppe pretese. In mezza giornata, visitai una decina di hotel, fra cui l’Ariston di Marina di Massa, che mi offrì senza esitazioni di lavorare come cameriere in sala per due mesi, luglio e agosto, a tempo pieno (cioè 7 giorni su 7…), in cambio di 15.000 Lire/mese, più vitto e alloggio in albergo. Non era poco (il nostro affitto di casa era 10.000 Lire al mese) e in più ero spesato! In pratica fui prigioniero per due mesi, in quanto ero impegnato con colazioni, pranzi e cene, e quando non lavoravo……dormivo, perché ero sempre stanchissimo. Peccato, perché a poche decine di metri avrei avuto a disposizione il mare, bar e discoteche, turiste italiane e straniere……. Un battesimo duro e impegnativo, ma necessario e portato a termine con soddisfazione. 2 Il vero primo impiego invece è datato Ottobre 1965. A Luglio 1965 mi ero diplomato e, anche se l’Italia era in pieno boom economico, a Massa (da sempre zona sottosviluppata) non si presentavano opportunità di lavoro interessanti neanche per giovani preparati e disponibili. Per sfortuna addizionale (ma con il senno di poi, anche per fortuna) quella stessa estate mio padre perse il lavoro e ci ritrovammo entrambi disoccupati. Grazie ad un “angelo custode” che da sempre conosceva ed apprezzava mio padre (l’ingegnere De Andreis, progettista di funivie, che abitava a Viareggio), gli fu offerta la possibilità di andare a lavorare a Trento con una nota azienda che operava in un settore che cominciava ad affermarsi nel turismo invernale, costruendo sciovie e seggiovie.


Guarda Sempre Avanti 8 Una opportunità imperdibile, che però comportava un trasferimento, oneroso e assai rischioso, di tutta la famiglia compreso me, disoccupato. Da solo, era impensabile che mio padre potesse andare a lavorare a 300 km di distanza: quindi entrambi o nessuno. Decidemmo infine di presentarci a Graffer Seggiovie di Trento, di sottoporre la nostra situazione e di offrirci uniti. Mansioni: mio padre montatore degli impianti ed io disegnatore tecnico (per cui ero molto preparato scolasticamente ma senza alcuna esperienza specifica del settore funiviario). Inizialmente la mia candidatura non sollevò molto favore: ero uno sbarbatello di 19 anni, sconosciuto e che veniva da fuori (quasi un “terrone”) ma fortunatamente prevalse l’urgenza di avere un montatore esperto che finisse gli impianti prima dell’apertura della stagione sciistica invernale. Fu quindi grazie ad un “amichevole ricatto” che fummo assunti entrambi e domenica 24 Ottobre 1965 partimmo in treno da Massa per Trento (con due grosse valige da “emigranti”), prendemmo alloggio in una modestissima locanda a Gàrdolo, in periferia, ed il lunedì 25 ci presentammo agli Uffici di Graffer per iniziare il nostro nuovo lavoro. Fummo immediatamente separati, mio padre al Passo Stelvio sulla neve ed io a Trento, spaesato e da solo per la prima volta nella mia vita***. Fortunatamente i miei nuovi colleghi (che sento ancora oggi con piacere, Cesare e Gianfranco) mi aiutarono ad inserirmi velocemente. A tal punto che, dopo solo un anno di lavoro in cui fui direttamente coinvolto dal disegno alla progettazione e al calcolo, diventai così padrone della materia che mi resi conto di meritare un avanzamento …. che mi fu rifiutato sia dal mio capo ufficio Luigi Corradini, che dal proprietario Nino Graffer. Non li ho mai ringraziati abbastanza per il loro diniego, perché dopo pochi giorni mi dimisi ed il 1° Gennaio 1967 iniziai a lavorare con Nascivera Impianti di Rovereto, come Progettista, con stipendio doppio, tre collaboratori … e con un lavoro anche per mio padre, al quale restituii il favore. Ma questa è un’altra storia, di cui potremo parlare in altra sede. TVB Nonno Franco *** PS: Tutto si svolse in tempi molto veloci: a Natale 1965 la nostra famiglia si era già riunita, in un grande e bell’appartamento a Trento, facendo un salto di qualità notevole rispetto a Montignoso e Massa, che furono presto dimenticate.


Guarda Sempre Avanti 9 2 Caro Nonno, Come e quando hai deciso di cambiare lavoro? Carissimo Rio, questa è una domanda cui è “molto” difficile rispondere per me e che richiederà un notevole sforzo di memoria. Nota: ho trascurato volutamente alcuni rapporti di lavoro estemporanei, che non hanno avuto alcun peso nella mia carriera. Lo capirai dopo che avrai letto fino in fondo la CRONISTORIA della MIA ATTIVITA’ PROFESSIONALE (1965 – 2015: 50 anni) 25 Ottobre 1965 (1) Azienda: GRAFFER SEGGIOVIE, Gàrdolo Trento Mansione: Disegnatore Tecnico Cessazione per: Dimissioni volontarie - Dicembre 1966 Gennaio 1967 (2) Azienda: NASCIVERA IMPIANTI a Fune, Rovereto Trento Mansione: Progettista Cessazione per: Dimissioni volontarie - Settembre 1968 Ottobre 1968 (3) Azienda: Volani Prefabbricati, Volano Trento Mansione: Progettista Cessazione per: Dimissioni volontarie - Febbraio 1969 Marzo 1969 (4) Azienda: NASCIVERA IMPIANTI a Fune, Rovereto Trento Mansione: Progettista Capo Cessazione per: Dimissioni volontarie - Febbraio 1971 Marzo 1971 (5) Azienda: GRAFFER SEGGIOVIE, Gàrdolo Trento Mansione: Progettista Capo Lavoro mai iniziato, causa problemi famigliari, con rinuncia forzata e riassunzione da Nascivera Marzo 1971 (6) Azienda: NASCIVERA IMPIANTI a Fune, Rovereto Trento Mansione: Progettista Capo Cessazione per: Dimissioni volontarie - Maggio 1972 Nota: Nascivera mi ha assunto tre volte ed io mi sono dimesso tre volte! Siamo rimasti sempre grandi amici! Ancora oggi (alla tenera età di 96+ anni) recrimina di non avermi trattenuto a lavorare con lui e di non aver puntato su di me per sviluppare la sua azienda con successo. Non sa che rischi avrebbe corso …. o forse no! Giugno 1972 (7) Azienda: METCO ITALIA (Perkin Elmer Group USA), Milano Mansione: Tecnico Commerciale (Capo Zona) Cessazione per: Dimissioni volontarie - Gennaio 1973 Febbraio 1973 (8) Azienda: INTERNATIONAL PAPER CO. USA, Milano Mansione: Tecnico Commerciale (Capo Zona) in contemporanea: Azienda: AVIR Azienda Vetrerie Italiane Riunite – Milano Mansione: Agente Commerciale Trentino-Alto Adige Cessazione per: Dimissioni volontarie - Giugno 1975 Ottobre 1975 (9) Azienda: BONSER CAMICERIA – Roma Mansione: Capo Area Vendite Nord America/Estremo Oriente Cessazione per: Chiusura/Abbandono dell’Italia dell’azienda - Giugno 1976 Settembre 1976 (10) Azienda: PANCALDI & B. CAMICERIA, Bologna Mansione A: Direttore della Agenzia USA, New York USA


Guarda Sempre Avanti 10 Mansione B: Executive Vice President, Pancaldi & B. Inc., New York USA Cessazione per: Dimissioni volontarie - Settembre 1977 Nota: Mi sono dimesso, per una lite – con la moglie di Bruno Pancaldi - su una “macchina per fare il caffè”. Te ne parlerò o scriverò in altra sede!!!!! Ottobre 1977 (11) Azienda: LINEA ELLE PRET-A-PORTER, Parma Mansione: Interim EVP della filiale USA LINELLE INC., New York Cessazione per: Scadenza del contratto a termine - Giugno 1978 Giugno 1978 (12) Azienda: Cerutti Macchine Stampa, Casale Monferrato Alessandria Mansione: Export Manager, Mercato Nordamericano, a partire da Ottobre 1978 Nota: Lavoro mai iniziato, durante l’estate me ne sono dimenticato e non mi sono mai presentato :-(((((((( Luglio 1978 (13) Azienda: EDISON GIOCATTOLI, Sesto Fiorentino Firenze Mansione: Interim Export Manager Cessazione per: Scadenza del contratto a termine - Novembre 1978 Novembre 1978 (14) Azienda: SERGIO SOLDANO PELLICCERIA, Genova Mansione: Direttore Commerciale Cessazione per: Dimissioni - Febbraio 1979 Nota: Sergio Soldano è stato per un lungo periodo (fine anni 60/inizi anni 70) lo stilista di Pellicceria più famoso al mondo e non esagero. Purtroppo, il successo e la sua ignoranza sesquipedale lo rovinarono. Io per farmi pagare il dovuto per il mio lavoro, accettai (anzi, mi trattenni) un cappotto in lince siberiana ed un giaccone in visone canadese di straordinaria bellezza e grande valore: peccato che andarono a fare felice solo la mia prima moglie (ed io non vidi mai una lira). Marzo 1979 (15) Azienda: ULTIMO MEN’s WEAR, San Francisco USA Mansione: Store Manager Cessazione per: Dimissioni - Giugno 1979 Novembre 1979 (16) Azienda: NAZARENO GABRIELLI INC., Beverly Hills Los Angeles & New York USA Mansione: Executive Vice President Cessazione per: Dimissioni - Giugno 1981 Settembre 1981 (17) Azienda: SICI LEASING (IFIL Gruppo), Torino Mansione: Consulente Cessazione per: Scadenza del contratto a termine - Novembre 1981 Dicembre 1981 (18) Azienda: YAMAHA MOTORS, Amstelveen Amsterdam NL Mansione: Strategy Manager Southern Europe Cessazione per: Dimissioni - Dicembre 1982 Marzo 1983 (19) Azienda: DUN & BRADSTREET, Torino Mansione: Consulente Cessazione per: Scadenza del contratto a termine - Novembre 1983


Guarda Sempre Avanti 11 Gennaio 1984 (20) Azienda: LIGABUE CATERING, Venezia Mansione: Planning Director Cessazione per: Problemi di salute - Giugno 1984 Luglio 1984 (21) Azienda: TREVISO TRADING (Associazione Industriali), Treviso Mansione: Amministratore Delegato Cessazione per: Dimissioni – Marzo 1987 Maggio 1987 (22) Azienda: ENTE FIERA VICENZA, Vicenza Mansione: Segretario Generale Cessazione per: Dimissioni concordate e Nuovo Contratto di Consulenza - Giugno 1989 Luglio 1989 (23) Azienda: PROKEY SRL, Vicenza Mansione: Socio & Amministratore Unico - Consulente Ufficiale di Fiera Vicenza 1989/1992 - Organizzatore della Mostra dell’Orologeria Fiera Milano 1993 - Amministratore Unico di “The Voice of Gold Vicenza” 1990/1993 - Direttore Generale di “Quarit/Edilnord/Fininvest” 1993 Lacchiarella Milano*** Cessazione per: Fine Attività - Dicembre 1995 Nota***: Questo ultimo lavoro merita un approfondimento. Mi fu chiesto da un “influente” amico milanese di incontrare Guido Podestà, CEO di Edilnord, capogruppo immobiliare di Fininvest di Silvio Berlusconi. Questi mi convinse ad assumere l’incarico di lanciare QUARIT, un consorzio pubblico-privato guidato da Edilnord, per la promozione dell’Artigianato di Qualità Italiana nel Mondo. Titolo altisonante per una iniziativa velleitaria, che mirava esclusivamente ad affittare molti spazi espositivi dentro IL GIRASOLE di Lacchiarella/Milano, un grande centro polifunzionale costruito da Edilnord ed a dare lustro politico ad alcuni maggiorenti, rappresentanti di partiti politici amici di Berlusconi. Accettai con riserva e mi trasferii nell’Aprile del 1993 all’Hotel Jolly di Milano 3 (altro ramo di Edilnord), per prendere conoscenza della situazione. Dopo circa un mese, chiesi a tua Nonna Gloria di prendere tuo papà Neri e raggiungermi a Milano 3 per occuparsi della ricerca di una casa. Tutti ospiti di Edilnord, con prospettive di notevole interesse. Purtroppo, presto mi resi conto che Quarit era una scatola vuota, che il progetto serviva solo per tamponare il fallimento gestionale del Girasole di Lacchiarella. Non solo, ma la stessa Edilnord, si rivelò ben presto essere una vera “setta” messianica, dove esisteva solo un “DEUS” cui tutti erano asserviti: Silvio Berlusconi. In quel periodo non si era ancora dato alla politica e poco si sapeva di lui. Quello che capii fu, comunque, sufficiente per me: una sera dissi a Nonna Gloria di fare immediatamente le valigie. La mattina successiva tornammo a casa a Vicenza, da dove informai che rinunciavo all’incarico. Pochi mesi dopo Berlusconi “scese” in politica e tutti gli italiani impararono a conoscerlo (quasi) come me. Il suo fantasma “olente” vaga ancora oggi per le aule del Senato e non solo, dopo quasi 30 anni! PS: Il Girasole rimase uno dei clamorosi (e taciuti) fallimenti nella storia di Berlusconi (im)prenditore, assieme a La Cinq e Standa.


Guarda Sempre Avanti 12 Gennaio 1996 (24) Azienda: NERITAL, Treviso Ditta individuale di consulenza strategica e operativa (beni di lusso) Mansione: Titolare In contemporanea: Azienda: EUPER-EUROPEAN COMMISSION - Sarajevo BiH 2001-2002 Mansione: Team Leader/Long Term Expert Cessazione per: Chiusura attività e trasferimento in Russia - Marzo 2002 Aprile 2002 (25) Azienda: IKEA MOS, Mosca Russia Mansioni: Deputy Center Manager/Acting Center Manager Center Manager Infrastructure Manager Cessazione per: Fine Contratto – Gennaio 2008 Gennaio 2008 (26) Azienda: BARINGS VOSTOK REAL ESTATE, Mosca Russia Mansione: COO Chief Operating Officer Cessazione: Licenziamento per crisi aziendale, Aprile 2008 Nota: Il licenziamento mi è stato notificato alle ore 10.30, alle 12.00 ho firmato la mia accettazione di un anno di stipendio di buonuscita e alle ore 14,00 avevo già il saldo bonificato alla mia banca! Alle ore 17.00 ho firmato un nuovo contratto con RED (vedi sotto), con un premio di ingresso pari a 120.000 euro netti, anticipati e incondizionati! Che tempi! Aprile 2008 (27) Azienda: RED Real Estate Development, Mosca Russia Mansione: COO Chief Operating Officer Cessazione per: Dimissioni - Giugno 2008


Guarda Sempre Avanti 13 Giugno 2008 (28) Azienda: TREASURY HOLDINGS/The Baltic Pearl, San Pietroburgo Russia Mansione: CEO Chief Executive Officer Cessazione per: Licenziamento per crisi finanziaria internazionale - Novembre 2008 Gennaio 2009 (29) Azienda: SMART CENTRES (Walmart USA Partner), Toronto Canada Mansione: Director of International Real Estate Development Cessazione per: Abbandono della Russia da parte di Walmart USA - Aprile 2010 Ottobre 2010 (30) Azienda: BENETTON RUSSIA, Mosca Russia Mansione: Director of Real Estate Cessazione per: Dimissioni - Giugno 2011 Settembre 2011 (31) Azienda: Gloria Jeans, Rostov on Don, Russia Mansione: COO Chief Operating Officer Cessazione per: Licenziato in tronco Nota: dopo 15 gg ho mandato a quel paese il titolare Vladimir Melnikoff (una monumentale TDC) e sua figlia (una grandissima FDP) Che soddisfazione! PS: Conservo ancora la email al cianuro che ho scritto a loro due (ed a tutto il top management, per conoscenza) Anni 2011-2013 (32) ho collaborato (con ripetuti contratti di consulenza a termine) con: • FOZZY GROUP, Kiev Ukraine (Strategic Adviser to the Board) • DOLMEN GROUP, Karachi Pakistan (COO) Dicembre 2013 (33) Azienda: AMMA DEVELOPMENT / AVIA PARK, Mosca Russia Mansione: COO Chief Operating Officer / Asset Director Cessazione per: Licenziamento (di tutti gli stranieri per crisi aziendale, causata dal crollo del rublo e dalle sanzioni per l’invasione della Crimea) - Aprile 2015


Guarda Sempre Avanti 14 Conclusioni: avevo le dimissioni facili, ma……ho avuto anche i miei buoni motivi: 1) mi sono dimesso quasi sempre perché mi cercavano e mi facevano offerte “che non potevo rifiutare” 2) per non farmi mettere i piedi sopra la testa, dai miei superiori o dai “padroni” 3) per desiderio di cambiare lavoro o sede 4) per non creare contrasti e/o divisioni personali all’interno dell’ambiente di lavoro 5) perché per molti anni ho vissuto sopra le righe …… Ho fatto certamente scelte sbagliate, che ho corretto e, soprattutto, sono sempre andato avanti senza rimpianti o recriminazioni. Sono soddisfatto di quello che ho fatto (divertendomi anche). Nonostante tutto questo (anzi forse proprio per questo), ho sempre conservato ottimi rapporti con tutti (amici e avversari) e non ho mai dovuto affrontare contenziosi o scontri con proprietari, amministratori, azionisti, dirigenti, colleghi. A dimostrazione di ciò, allego la business card del CLUB CASSO FAI >>>>> Comitato creato e sostenuto dagli espositori a me favorevoli, durante il mio mandato quale Segretario Generale della Fiera di Vicenza, un vero covo di serpenti a sonagli che per tre anni hanno cercato - inutilmente - di farmi fuori. Io, nel frattempo, ho invece raddoppiato la Fiera di Vicenza, risanato i bilanci, creato da zero il Salone dell’Orologeria e, quando me ne sono andato da Vicenza, ho portato via con me tutto il settore orologiero internazionale alla Fiera di Milano, organizzando nel febbraio 1993 la Mostra dell’Orologeria, la più grande mai tenuta in Italia (e mai più ripetuta da altri). Un curriculum (un po’ lungo … ho cambiato 33 posizioni!!!!) con molte luci, qualche errore, nessuna ombra. Una sola cazzata, grande, nei confronti della Società Cerutti. Lo ammetto e me ne dispiaccio molto. Spero ti possa essere utile per capire dove ho sbagliato io ... per evitare errori tuoi. TVB Nonno Franco


Guarda Sempre Avanti 15 3 Caro Nonno, Quali sono paesi e città in cui hai vissuto e di quali hai i ricordi più memorabili? Carissimo Rio, comincio questa storia con un elenco dei paesi e delle città in cui ho vissuto da quando sono nato, prendendovi la residenza in un mio appartamento o casa, senza menzionare gli indirizzi temporanei che ho cambiato e che, ovviamente, sarebbero molti di più! Non ho elencato neppure alcuni lunghi soggiorni che ho passato per lavoro in varie parti del mondo, ma che considero come parte dei miei viaggi itineranti (nota: allego ampia galleria fotografica onnicomprensiva o almeno spero sia tale). 1. 1946 Briga Marittima (Cuneo), poi divenuta nel 1948 La Brigue (AM, Francia), paese natio 2. 1950 Arma di Taggia, Imperia 3. 1953 Castelnuovo Nigra, Torino 4. 1956 Montignoso, Massa Carrara 5. 1960 Montignoso, Massa Carrara 6. 1965 Trento 7. 1967 Rovereto, Trento 8. 1977 New York, New York 9. 1978 Ventimiglia, Imperia 10. 1979 San Francisco, California 11. 1979 Beverly Hills Los Angeles, California 12. 1981 San Mauro Torinese, Torino (doppia residenza Olanda-Italia) 13. 1982 Amsterdam, Olanda (doppia residenza Olanda-Italia) 14. 1984 Treviso 15. 1987 Monteviale, Vicenza 16. 1989 Creazzo, Vicenza 17. 1996 Postioma, Treviso 18. 2001 Sarajevo, Bosnia Erzegovina 19. 2002 Mosca, Russia (Kudrinskaya) 20. 2006 Mosca, Russia (2a Tverskaya Yamskaya) 21. 2008 San Pietroburgo, Russia 22. 2009 Mosca, Russia (Arbat) 23. 2010 Mosca, Russia (Tverskaya) 24. 2014 Mosca, Russia (Khoroshevskoye) 25. 2015 Treviso Come vedi, non mi sono certo annoiato e sono passato dal paesino di pochi abitanti alle megalopoli, attraverso vari stati e due continenti e mezzo: Europa, America e .... Eur-Asia (Russia). Alcune di queste tappe sono state di ordinaria amministrazione, conseguenza di normali cambiamenti di lavoro di mio padre (prima) e miei (più tardi) e dovuti a mie decisioni a volte meditate, a volte impulsive. Se invece devo evidenziare trasferimenti ed esperienze memorabili, allora ti parlerò - in ordine cronologico - di: NEW YORK https://it.wikipedia.org/wiki/New_York https://www.airpano.com/360photo/millennium-un-plaza-hotel-new-york-night/ https://www.airpano.com/360photo/manhattan-new-york-virtual-tour/ Io visitai NYC per la prima volta nel Marzo 1972, per una vacanza di una settimana, coincisa con il mio primo viaggio in aereo con un Jumbo 747 (Alitalia, Arturo Ferrarin). Ricordo il MacAlpin Hotel sulla 34th Street & Broadway, che mi sembrò una meraviglia e solo dopo anni mi resi conto che era in realtà di 2a o 3a categoria. Mi ubriacai di “sightseeing” e visite a Statue of Liberty, Empire State Building, Guggenheim Museum, Lincoln e Rockefeller Centers, Little Italy, Chinatown, Central Park, Ristorante Mamma Roma (proprietà della mafia), Radio City Hall, Grand Central Station, Ellis Island, Times Square ... praticamente tutto quanto stava in soli sei giorni di permanenza. Quando lasciai New York, ricordo che pensai: .... Che città straordinaria, peccato che non ci tornerò mai più!


Guarda Sempre Avanti 16 E invece.... Ci ritornai per alcune settimane nell’autunno del 1975 e ancora nella primavera del 1976, poi per oltre un mese nell’Ottobre 1976 all’Hotel Hilton sulla 6th Avenue: infine mi trasferii in un piccolo appartamento, ma situato su Central Park West, nelle 80sime strade, vicino al palazzo dove fu ucciso John Lennon. La New York di quegli anni stava attraversando una profonda crisi finanziaria, ma era in ogni caso il vero “ombelico del mondo” sotto tutti i punti di vista e, particolare importante, aveva un costo della vita abbordabile che rendeva tutto facile. Io aprii il mio primo ufficio nel 1976 al 29 west di 56th street, appena di lato a 5th avenue, che lasciai nel 1979 per affittare una sede straordinaria: l’ex appartamento personale di Angelo Rizzoli nel suo palazzo al 712 di 5th avenue (in cui aveva sede anche la storica Libreria Rizzoli, (dove si poteva - tra l’altro - acquistare l’edizione “giornaliera” del Corriere della Sera, stampata su carta quasi velina, leggerissima), che io trasformai in un magnifico showroom di Nazareno Gabrielli. Nello stesso palazzo esisteva un solo altro ufficio, utilizzato da Oriana Fallaci e frequentato da intellettuali, giornalisti e celebrità. Avevamo a disposizione anche una piccola sala cinematografica privata! Ricordo che incontravo spesso nel nostro piccolo ascensore privato Robert Redford, che stava trattando la trasposizione in film (che non avvenne mai) del libro della Fallaci “Un Uomo”. Nel frattempo, avevo cambiato casa ed ero andato ad abitare in un’altra zona di prestigio, sulla 57th street e 1st Avenue, al 33° piano con una vista spettacolare su East River e Brooklyn. Quel soggiorno fu segnato da un evento indimenticabile: il blackout di tutta New York fra il 13 e 14 luglio 1977. Un vero dramma collettivo, con scene di panico ed una esplosione di furti e rapine facilitate dal buio completo, sia nelle strade che all’interno degli edifici. Senza considerare il problema di dover salire a piedi 33 piani nell’oscurità assoluta con il timore di sbagliare piano!!!!!! per poi scendere il giorno dopo altri 33 piani a passo di lumaca. Fortunatamente tutto tornò alla normalità nel tardo pomeriggio del 14 luglio! Altro evento rimarchevole di quel periodo fu la costruzione della Trump Tower avviata a fine 1979 abbattendo il famoso Department Store Bonwit Teller (che era mio cliente) e la costruzione del palazzo intorno al piccolo edificio di Tiffany, che rifiutò le proposte di acquisto di Donald Trump e rimase al suo posto. Io - con la finestra del mio ufficio al 712 di 5th avenue - ero proprio di fronte al cantiere ed ho assistito al crescere della costruzione mese dopo mese ed alla ascesa (purtroppo) di Donald Trump, il cui unico “merito” riconosciuto é quello di avere ....... ereditato dal padre un patrimonio di 25.000 appartamenti (nota: non di lusso, erano situati in Queens, Bronx, Long Island, ma erano pur sempre 25.000 appartamenti!). Per tutto il resto che riguarda Trump, stendiamo un velo pietoso. Ancora un ricordo particolare: per andare all’aeroporto JFK utilizzavo spesso il servizio di elicotteri della PanAm che collegava il suo terminal passeggeri alla sommità del suo grattacielo sulla Park Avenue. Servizio veloce, elettrizzante, competitivo: purtroppo, nell’estate del 1977 un elicottero si schiantò sul tetto del palazzo, le pale si ruppero e precipitarono sulle strade sottostanti causando vari morti.


Guarda Sempre Avanti 17 Fu l’inizio della fine della più importante compagnia aerea USA (PanAm era una potenza allora, ma fallì pochi anni dopo, e il grattacielo fu successivamente acquistato da Metlife Insurance). Come si può definire la città? Anche in questo caso, gli aggettivi si sprecherebbero. È molto più semplice dire che tutti nella vita dovrebbero avere la possibilità di vivere (almeno un anno) a New York. Non è solo una città, ma una scuola di vita, dove si impara a lavorare, a studiare, a conoscere il prossimo, ad affrontare gli aspetti inattesi della quotidianità, a sfruttare le opportunità, a difendersi dalle insidie nel lavoro come nei rapporti umani. Da tenere bene presente prima di decidere di trasferirsi a New York: la città offre di tutto e di più, in ogni senso positivo e negativo e va presa a piccole dosi, graduali e consapevoli. Altrimenti l’ubriacatura è assicurata. Vale comunque la pena: tutti conosciamo il testo di una famosa canzone che esalta New York… “If You make it there, you’ll make it anywhere!” SAN FRANCISCO https://it.wikipedia.org/wiki/San_Francisco https://www.airpano.com/360photo/san-francisco-usa/ Non ho vissuto per molto tempo a San Francisco (circa sei mesi) ed i ricordi personali non sono dei migliori. Ero rimasto senza lavoro a New York e fui attratto dal mito del West. Non ricordo perché feci la scelta di “Frisco” (nota: non usare mai questo diminutivo con i locali), sta di fatto che arrivai e affittai un piccolo e brutto appartamento ma vicinissimo a Union Square, il centro più centro della città. Il ricordo più vivo che ho é quello del budget giornaliero che mi ero imposto: 10 dollari al giorno. Per mangiare era facile: andavo a Chinatown dove i pasti costavano pochi dollari e fornivano porzioni grandi. Mi facevo dare il “doggy bag” con gli avanzi (miei!) che portavo a casa ed ero a posto per un paio di giorni. Per qualche mese...fu comunque cinghia dura. Dovetti fare affidamento solo sui miei risparmi (lavorai solo saltuariamente) e comunque riuscii a vedere tutto il meglio della città che, senza ombra di dubbio, è la più bella degli USA e fra le più affascinanti del mondo. Quali sono le medaglie che esibisce? L’elenco é lungo: Chinatown, Golden Gate, Sausalito, Fisherman’s Wharf, Pier 39, Cable Car System, Golden Gate Bridge, Bay Bridge, Alcatraz, Coit Tower, Lombard Street, Financial District, Ferry Building, Transamerica Building, Ghirardelli Square, The Bermuda Triangle (una intera zona centrale, in cui era facile “inabissarsi” e sparire per interi giorni, catturati dalla “vita” hippy, notturna e sotterranea). Una esperienza che raccomando assolutamente a tutti: noleggiare una macchina e girare tutta la città di domenica - con poco traffico - e godersi le straordinarie e paurosamente ripide strade cittadine. Attenzione solo ad una cosa: il proibitivo costo della vita odierna (problema che ai miei tempi non esisteva).


Guarda Sempre Avanti 18 LOS ANGELES / BEVERLY HILLS https://it.wikipedia.org/wiki/Los_Angeles https://it.wikipedia.org/wiki/Beverly_Hills https://www.airpano.com/360photo/los-angeles-california-usa/ La città nel suo complesso non si può dire bella, tanto è sterminata ed eterogenea: la contea in totale è grande quanto il TrentinoAlto Adige!!!! Al suo interno però esistono delle “perle” uniche al mondo: Beverly Hills, Bel Air, Hollywood, Venice Beach, Disneyland, Universal Studios, Santa Monica, Westwood. Io avevo stabilito la mia base aziendale “nientepopodimeno” che presso il 314 di North Rodeo Drive, sede della grande boutique di Nazareno Gabrielli con uffici amministrativi soprastanti, mentre stavo anche aprendo la sede di New York sulla 5th avenue. Abitavo al 1293 di South Beverly Glen Boulevard, il viale che separa Beverly Hills e Century City da Westwood. Mi limiterò a spiegare perché Beverly Hills é un luogo memorabile e unico: anzi, in quegli anni lo era molto più di oggi, perché era o sembrava irraggiungibile. Noi eravamo fra i pochi italiani presenti sulla via dello shopping più famosa: North Rodeo Drive. Gli altri erano Gucci e Ferragamo: i più prestigiosi erano americani quali Giorgio’s Beverly Hills (con cui ebbi una disputa legale per un suo dipendente che decise di lavorare per noi), Bijan (un estroso iraniano molto ricco, che creò la boutique più cara al mondo, aperta solo su appuntamento) oppure francesi quali Cartier o Hermes. Eravamo in buona compagnia! Naturalmente la clientela locale era rappresentata da celebrità di Hollywood che passavano il loro tempo facendo pubbliche relazioni fra un party e l’altro, circoli di tennis e spa, e shopping sfrenato (con frequente codazzo di ammiratori, reporter e giornalisti). In quegli anni i turisti più danarosi e spendaccioni erano i ... giapponesi. Qualche star che frequentava il nostro negozio? Jack Lemmon, Sylvester Stallone, Charles Bronson, Jerry Lewis, Michael Douglas (con la gente che ogni tanto mi fermava per via della nostra presunta somiglianza: ma avevamo in comune solo età e capigliatura, niente altro...). Un mondo veramente fatto di celluloide come le pellicole dei film, dove “apparire” era molto più importante che “essere”. Quando io arrivai a Beverly Hills, assunsi subito un PR, Bob Abrahams (ovviamente ebreo), che mi ordinò di iscrivermi al famoso FRIARS’ CLUB of Beverly Hills, per acquisire uno status adeguato ed essere ammesso negli ambienti “alti” da cui attingere clienti. E la compagnia era senza dubbio qualificata: io ero il socio n. 649 e i miei “colleghi” (che in gran parte non ho mai incontrato per la verità), erano - fra gli altri - certi signori/e chiamati/e Lucille Ball, Jack Benny, George Burns, Johnny Carson, Billy Crystal, Sammy Davis Jr., Judy Garland, Bob Hope, Al Jolson, Jerry Lewis, Dean Martin, Sid Caesar, Stan Lee, the Marx Brothers, Frank Sinatra, Bing Crosby, Eddie Cantor, Jimmy Durante, George Jessel, Dionne Warwick, Ronald Reagan, Arnold Schwarzenegger, Hugh Hefner...... Ricordo bene che in palestra mi ritrovavo spesso a fianco di Pat Boone, allora famoso cantante. C’era abbastanza fumo per rimanere soffocati e molti facevano questa fine, quando l’ambizione di sfondare nel jet-set prendeva il sopravvento. A me non é successo ed ho sempre visto il mondo che mi circondava con freddezza e distacco, senza mai montarmi la testa: mi è successo altre volte, anche negli anni successivi, e ne vado fiero. PS: Il Friars’ Club di Beverly Hills é fallito, io no.


Guarda Sempre Avanti 19 SARAJEVO https://it.wikipedia.org/wiki/Sarajevo Visitai la Bosnia per la prima volta nel 1998, meno di due anni dopo accordi di Dayton del 1996 che posero fine alla guerra civile. Guidai da Treviso ad Ancona, poi ferry-boat fino a Spalato, poi auto fino a Neum, piccolo lembo di terra bosniaca che taglia la Croazia in due e sbocca sul Mare Adriatico. Primo impatto sconvolgente: un numero mai visto di uomini giovani mutilati di gambe o braccia, effetto nefasto della guerra e soprattutto delle mine antiuomo sparse a migliaia su tutto il territorio e rimaste giacenti per anni, continuando a fare vittime. Neum era ed è una località molto bella: anche allora sembrava di essere sulla Costa Azzurra (tranne che per le tante abitazioni bruciate a macchia di leopardo: erano quelle abitate dai musulmani, cacciati e inseguiti dai croati). Nel complesso era ancora vivibile: ma mi aspettava molto di peggio. Nel ritorno, guidai nuovamente fino a Spalato, poi mi diressi a Nord verso Zagabria e mi trovai catapultato …. nell’inferno. La distanza di circa 400 km (che percorsi senza mai fermarmi) era disseminata di resti distrutti e bruciati di blindati, carri armati, auto, moto ai bordi della strada e tanti cartelli: CAMPO MINATO. Fu necessario usare la massima attenzione e cautela nella guida, perché erano moltissimi gli animali scappati dalle stalle che erano tornati a vivere allo stato brado. Soprattutto, mi colpirono le migliaia di case interamente bruciate, accanto a case in perfette condizioni. Effetto della pulizia etnica, che vide i croati distruggere qualsiasi presenza, fisica e materiale, collegata agli odiati “ex fratelli” bosniaci musulmani. Questo fu il mio battesimo con ex Jugoslavia nel 1998. Tre anni dopo, mi ritrovai nel centro della Bosnia, nella sua capitale Sarajevo, per un lavoro finanziato dalla Commissione Europea per la ricostruzione del paese distrutto dalla guerra civile fra ex compatrioti. Sarajevo sorge in un bellissimo semi-anfiteatro naturale, collinoso e pieno di verde, attraversato dal fiume Miljacka. Un cocktail di cultura e architettura affascinante e coinvolgente, stravolto da un assedio durato oltre tre anni ad opera dei serbi, che ha ridotto in macerie la città e provocato circa 12.000 morti, per bombardamenti, cecchini, freddo, fame, malattie.... Arrivai in macchina da Nord, ripercorrendo lo stesso scenario di desolazione di qualche anno prima, senza nessun miglioramento. Il tempo si era fermato. All’ingresso della città emergeva netto il palazzo giallo dell’Holiday Inn con le facciate mitragliate e bombardate, seguito da strade dissestate, rovine, ancora mezzi militari abbandonati. Avvicinandomi al centro, cominciai a vedere ampie macchie rosse sull’asfalto e sui marciapiedi. Ho imparato presto che era vernice rossa, stesa a rendere permanenti le macchie di sangue delle centinaia di civili uccisi in strada dai cecchini serbi! Aprii il mio nuovo ufficio in centro di Sarajevo all’indirizzo Ulitsa Mula Mushtafe Basheskie broi 6 sprat 3 e da quel giorno, incredibilmente, mi dovetti abituare a vedere dalla mia scrivania il sinistramente famoso mercato alimentare Markale in cui un colpo di mortaio nel 1994 uccise 68 persone, con centinaia di feriti. Massacro ripetuto circa un anno dopo. Altri tre posti memorabili (purtroppo) di Sarajevo sono: 1) La Biblioteca di Sarajevo, che fu incendiata distruggendo un patrimonio culturale enorme: 1 milione e mezzo di libri. Oggi solo i muri sono tornati a vivere.... 2) Il grande stadio di calcio della città, che era stato trasformato in un enorme cimitero con migliaia di tombe e che si rivelò insufficiente ad ospitare tutti i morti (rendendo necessario usare anche decine di giardini pubblici sulle colline circostanti) 3) Il luogo, lungo il fiume, in cui fu assassinato nel 1914 l’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando con la consorte (scatenando la 1a Guerra Mondiale) che passa quasi inosservato al turista disattento, ma che evoca angoscia ancora oggi. E veniamo finalmente a due aspetti positivi.


Guarda Sempre Avanti 20 La popolazione musulmana: io ho trovato persone equilibrate, preparate, rispettose, generose e disposte a dimenticare, che rimpiangono gli anni in cui tutte e tre le etnie convivevano, si univano, procreavano. Ho lavorato con loro, bosniaci e serbi tutti assieme e non ho percepito - almeno fra i più giovani - né animosità né odio. Purtroppo, non tutti sono così...... Infine, il periodo che ho trascorso a Sarajevo é stato illuminato dalla straordinaria visita di tuo papà Neri e di Nonna Gloria, che hanno trascorso alcuni giorni con me, dividendo l’accogliente casetta che avevo affittato sulla collina, esattamente in Mehmeda Shakira Kurcheahicha broi 3. Fu una esperienza unica e irripetibile per tutti, e potrai chiedere a tuo papà di raccontarti anche i suoi ricordi, che sono rimasti impressi nella sua memoria. Fra di essi, sicuramente emergeranno i miei indirizzi, che non ha mai dimenticato, per quanto astrusi possano essere. Come si può definire la città? Bellissima! Ti domanderai perché considero bella Sarajevo nonostante tutto ed hai ragione. In assoluto la città è bella per gli stili con cui è stata costruita nel corso dei secoli, in una conca naturale, circondata da morbide colline verdi, con un’architettura poliedrica frutto delle tre culture che, con alterne vicende, vi si sono insediate ed hanno convissuto: musulmana, cattolica e ortodossa. Per secoli Sarajevo è stata crocevia di culture e religioni che ne hanno plasmato la società, la popolazione, i ritmi della vita quotidiana. È questa atmosfera particolare che trasforma la vita a Sarajevo in un’esperienza toccante ed una scoperta nuova ogni giorno, facendo scomparire le brutture materiali lasciate dalla guerra, rendendola bella, affascinante, accogliente, unica. Da conoscere, assolutamente. MOSCA https://it.wikipedia.org/wiki/Mosca_(Russia) https://www.airpano.com/360photo/moscow-best-panoramas/ Mosca rappresenta sicuramente il posto più memorabile di tutti, soprattutto perché è la città estera in cui ho abitato più a lungo e che ho condiviso con tutta la famiglia (al contrario di altre località) ed alla quale dovrei dedicare non una storia, ma un libro. Lo stato d’animo attuale però non me lo consente e rischierei di scrivere quello che non penso. Ne riparleremo in futuro, magari visitandola insieme. Intanto puoi fare affidamento sui ricordi di tuo papà Neri: Mosca è stata memorabile anche per lui...... TVB Nonno Franco PS: Ci sarebbe anche SAN PIETROBURGO https://it.wikipedia.org/wiki/San_Pietroburgo https://www.airpano.com/360photo/saint-petersburg-virtual-tour/ Ma rimandiamo tutto alla prossima occasione. Non sono in vena di parlare di Russia......


Guarda Sempre Avanti 21 GALLERIA FOTOGRAFICA di tutte le città/località in cui ho abitato 1946 (1) Briga Marittima CN (poi La Brigue A.M.) Vedi anche il Documentario fotografico degli anni 1940-50 https://www.youtube.com/watch?v=tTgz9Lk7z1o&ab_channel=TheMouthOfTruth 1950 (2) Via Barborine 58, Arma di Taggia IM 1953 (3) Villa Giacoma Via Cantello 1, Castelnuovo Nigra TO


Guarda Sempre Avanti 22 1956 (4) Via della Resistenza/Via Vietina, Montignoso MS 1960 (5) Via S. Eustachio 10, Montignoso MS 1965 (6) Via Antonio Stoppani 10, Trento


Guarda Sempre Avanti 23 1967 (7) Via Monte Corno 4, Rovereto TN 1977 (8) 303 East 57th Street (The Excelsior), New York NY 1978 (9) Via Privata Torretta, Latte Ventimiglia IM


Guarda Sempre Avanti 24 1979 (10) Chatam Place 99 (Stockton & Bush St.) San Francisco CA 1979 (11) 1293 South Beverly Glen Blvd., Los Angeles CA Ufficio e Boutique “Nazareno Gabrielli” su North Rodeo Drive


Guarda Sempre Avanti 25 1981 (12) Via del Sanctus 61 San Mauro Torinese TO 1982 (13) Backershagen 21, Amsterdam NL 1984 (14) Villa Politi, Viale Brigata Treviso 25, Treviso


Guarda Sempre Avanti 26 1987 (15) Villa Zileri, Monteviale VI 1989 (16) Villa Monti, Creazzo VI 1996 (17) Via San Giorgio 3, Postioma di Paese TV


Guarda Sempre Avanti 27 2001 (18) Mehmeda Shakira Kurcheahicha broi 3m, Sarajevo BiH Ricordi tragici di Sarajevo


Guarda Sempre Avanti 28 2002 (19) Kudrinskaya Ploschad 1 Mosca RU Nota: uno dei sette grattacieli costruiti da Stalin dopo la IIa guerra mondiale, per celebrare la grandezza dell’URSS, utilizzando come mano d’opera prigionieri tedeschi e italiani. 15° Piano Affaccio Est con vista su Garden Ring e Cremlino 15° Piano Affaccio Ovest con vista su Krasnopresnenskaya Metro e Krasnaya Presnya Uliza


Guarda Sempre Avanti 29 2006 (20) 2° Tverskaya Yamskaya Uliza 26 Mosca RU 2008 (21) Volkowsky Pereulok 10, San Pietroburgo RU Sede di Treasury Holdings The Baltic Pearl San Pietroburgo


Guarda Sempre Avanti 30 2009 (22) Arbat Uliza 19 Mosca RU 2010 (23) Tverskaya Uliza 25 Moscow RU 2014 (24) Khoroshevskoye Shosse 12, Moscow RU) (37th floor)


Guarda Sempre Avanti 31 Sede di AviaPark / Amma Development - Mosca dal 2015 (25) ad oggi Via Enrico Dunant 1, Treviso Residence “Agorà”, Ponzano Veneto, Treviso Sede dell’appartamento acquistato nel 2008 per tuo papà Neri, a tua disposizione!


Guarda Sempre Avanti 32 4 Caro Nonno, Mi racconti alcuni dei ricordi più vivi della tua vita a Beverly Hills? Carissimo Rio, io ho vissuto circa due anni a Beverly Hills (1979-80-81), quindi non moltissimo tempo, ma sono stati molto intensi e impegnativi. Sono arrivato fresco di matrimonio, celebrato in Italia, e questo è stato un involontario errore. Abitare a Beverly Hills significa avere a portata di mano, tutti assieme: Hollywood, (con tutti gli Studios cinematografici: Paramount Pictures, Warner Bros, Columbia Pictures, Universal Studios), Sunset Boulevard, Bel Air, Santa Monica, Venice, Malibu, Disneyland, Los Angeles Lakers, Rodeo Drive, le Star internazionali del Cinema che incroci tutti i giorni, gli Hotel simbolo celebrati in tanti film (Beverly Wilshire Hotel, Beverly Hills Hotel, Beverly Rodeo Hotel), le Rolls Royce “come fossero bruscolini”. Un vero concentrato di glamour, ostentazione, ricchezza vera e presunta, apparenza, pubbliche relazioni, divertimento spontaneo e forzato, un grande business – leader a livello mondiale - basato sulla cartapesta dei set cinematografici ma in grado di macinare miliardi di dollari (reali). Un apparente paradiso, terreno ideale di caccia (soldi, carriera, donne…) per un giovane, dinamico, motivato, spregiudicato e soprattutto “single”. Io non avevo tutte queste caratteristiche….e soprattutto ero sposato! Quindi personalmente mi sono sentito sempre parzialmente un pesce fuor d’acqua, non sono mai diventato un “integrato locale” e non mi sono neppure impegnato in questo senso (ho fatto la stessa cosa ovunque ho vissuto). La vita da star non mi si confaceva e comunque ero molto impegnato professionalmente e fisicamente: facevo il pendolare settimanale e mi dividevo infatti fra Beverly Hills (fine settimana) e New York (lunedì-venerdì), avendo anche l’impegno di gestire i rapporti in tempo reale con la casa madre in Italia, facendo i conti con fusi orari stressanti. Lavoravo con Nazareno Gabrielli, con cui stavo aprendo la divisione “wholesale” e showroom a New York (nel Rizzoli Building sulla 5th Avenue, più precisamente nell’appartamento che era stato abitato da Angelo Rizzoli) e dovevo soprattutto ristrutturare e rinnovare la mega boutique di 700 mq situata nel cuore dello shopping e del lusso internazionale, al 314 di North Rodeo Drive. Infatti, la boutique era stata aperta solo tre anni prima, ma con un concetto estetico e funzionale non adatto a Beverly Hills, per cui la proprietà decise una radicale trasformazione. Mi affidai quindi ad un architetto californiano e gran parte del 1980 fu dedicato a questo progetto, molto impegnativo finanziariamente e operativamente. Allo stesso tempo, misi in moto la macchina delle PR e del marketing, affinché la riapertura fosse un evento in sintonia con gli standard – di alto livello – della concorrenza. Assunsi un agente di Pubbliche Relazioni molto noto nel mondo dello “show business” – Bob Abrahams – per programmare e realizzare una adeguata campagna promozionale (con poca pubblicità, molto basata su “word of mouth” e su molti rapporti interpersonali) Quando arrivai ero ovviamente uno sconosciuto e Bob Abrahams, mi “impose” di iscrivermi al più famoso ed esclusivo club di VIPs di Beverly Hills: il FRIARS’ CLUB of BEVERLY HILLS (di cui ti ho parlato nella lettera precedente), allo scopo di acquisire “visibilità e credibilità” (!!!!!). Mancava ancora un tassello: l’evento doveva essere anche un omaggio alla comunità; quindi fu deciso di organizzare una raccolta fondi da donare a THE THALIANS, una prestigiosa organizzazione no profit, attiva nella ricerca e la cura delle Malattie Mentali ( http://www.thalians.org/ e https://en.wikipedia.org/wiki/The_Thalians ). La sera del “Grand Opening” ci fu il blocco totale di North Rodeo Drive, (per fortuna, dopo la chiusura dei negozi!) a causa delle tante Rolls Royce e Mercedes e di circa 300 ospiti. Le celebrità a Beverly Hills erano ovviamente la norma quotidiana: ci abitavano, ci andavano, si esponevano, si esibivano: tutto faceva parte del copione imposto dallo show business. Un mondo fatto di tanti sorrisi e reverenze, ma dove vigeva in maniera ferrea la legge del più forte e spregiudicato, in cui però erano possibili anche solide amicizie. Io riuscii, con un agente della NBA, a concludere un accordo “informale” con cui ottenni un abbonamento gratuito alla stagione dei Lakers del 1980 per quattro posti alla Forum Arena, in cambio di uno sconto su tutti gli acquisti che faceva in negozio. A BH non si faceva niente per niente, anche fra amici. Degno di nota: in quegli anni nei Lakers giocavano fenomeni come Michael Johnson e Karim Abdul Jabbar! La vita a Beverly Hills era alla fin fine iper-programmata e monotona, fatta di continue feste private in villa, tornei di tennis, inaugurazioni, eventi, premiazioni: di fatto un film a cielo aperto che alla fine stancava gli stessi protagonisti. Infatti, le vere celebrità ed i veri ricchi, appena potevano, se ne andavano a Palm Springs o, in seconda battuta, a Santa Monica o Venice o Malibu; chi amava l’azzardo, andava invece a Las Vegas.


Guarda Sempre Avanti 33 Io, ovviamente e più modestamente, avevo preso residenza al 1293 di Beverly Glen Boulevard, un bel viale che divide Beverly Hills da Westwood, un sobborgo molto dinamico ed effervescente, agli antipodi da Beverly Hills, in quanto abitato prevalentemente da giovani studenti universitari. Un mondo a parte. Il vero divertimento era comunque offerto in grande quantità dalle numerose attrazioni e infrastrutture presenti nella contea di Los Angeles. Ne menziono solo alcune. In cima alla mia scala di ricordi ci sono sicuramente gli UNIVERSAL STUDIOS, grandi, multiformi, uno straordinario caleidoscopio di colori, ambienti, natura, tecnologia, storia, cultura. https://www.universalstudioshollywood.com/web/en/us/italiano-italian-park-highlights Tutto ricostruito artificialmente ma senza la pretesa di farne opere d’arte: solo testimonianza di cosa il cinema è stato, è e sarà. Ricordo bene i set cinematografici, perfettamente intatti, dove sono stati girati film memorabili come Psycho, King Kong, Lo squalo, Jurassic Park, La guerra dei mondi, Gangs of New York. Subito dopo si classifica il primo, vero, originale DISNEYLAND. Non ci sono parole per descrivere le emozioni che provano tutti, dai sei ai novanta anni, entrando nel suo mondo immaginario. Andate a visitarlo, tutti assieme, appena potete: dopo tutto Los Angeles è a quattro passi (ore) da Mexico City. https://disneyland.disney.go.com/experience-updates/ Terza e grande attrazione: SIX FLAGS MAGIC MOUNTAIN, a nord di Los Angeles, era e spero sia ancora uno straordinario parco divertimenti con MONTAGNE RUSSE che, allora, erano presentate come le più veloci e temerarie “del mondo” (e forse lo erano davvero). https://www.sixflags.com/magicmountain/things-to-do/all-rides In toto, due anni vissuti vorticosamente e intensamente, senza mai perdere l’equilibrio e il senso della realtà, di fronte ad un mondo che sembrava vivere sulla finzione, ma era invece una vera “fossa dei leoni”! Una esperienza che auguro e consiglio, un vero laboratorio di vita. A te non sembra mancare “le physique du rôle” richiesto a Hollywood: chissà che tu non passerai da quelle parti …. e lascerai il segno! TVB Nonno Franco PS: Se avrai l'opportunità di trasferirti a Beverly Hills, vacci da "single”!!!!!


Guarda Sempre Avanti 34 5 Caro Nonno, Quali persone famose hai conosciuto e come le hai incontrate? Carissimo Rio, mi fai fare un notevole sforzo di memoria, ma lo faccio volentieri perché mi dai la possibilità di riportare alla luce persone, episodi e tempi lontani che hanno contribuito a rendere la mia vita interessante e ricca di conoscenze. Ti elenco alcuni nomi, attività e anno di incontro e di ciascuno indico anche un link, ove potrai trovare le loro biografie complete. Pat Boone Cantante Americano, 1980 https://it.wikipedia.org/wiki/pat_boone Eravamo entrambi soci del Friars’ Club di Beverly Hills, una associazione privata composta solo da celebrità, creata a beneficio di protagonisti americani attivi nello “show business”. Ci trovavamo spesso in palestra o al ristorante del club, perché apprezzava molto la compagnia italiana. Persona molto affabile. Charles Bronson Attore americano, 1980 https://it.wikipedia.org/wiki/charles_bronson Era cliente della Boutique di Nazareno Gabrielli che avevamo in Rodeo Drive. Era un pessimo pagatore ed ho dovuto intervenire personalmente qualche volta per recuperare i nostri crediti. Un burino. Antonio Cabrini Calciatore italiano, 1981 https://it.wikipedia.org/wiki/antonio_cabrini Abitavamo nella stessa barchessa ristrutturata di una villa sulla collina di San Mauro Torinese, di proprietà di un importante industriale, fornitore e socio della Fiat (Roberto Stola). Si era sposato da poco e conduceva vita molto riservata. Molto alla mano, nonostante nel 1982 fosse diventato campione del mondo di calcio con la nazionale italiana. Pierre Cardin Stilista italo-francese, 1988 https://it.wikipedia.org/wiki/pierre_cardin Lo invitai alla Fiera di Vicenza, per la presentazione di un suo orologio molto innovativo che veniva esposto in anteprima al Salone dell’Orologeria. Parlava con nostalgia dell’Italia e di Treviso, dove era nato, anche se era diventato una celebrità mondiale (e miliardaria) grazie alla Francia. Salvator Dalì Pittore spagnolo, 1978 https://it.wikipedia.org/wiki/salvador_dal%c3%ad Io ho soggiornato spesso ed a lungo all’Hotel St. Regis di New York sulla East 55th Street, che era anche l’hotel preferito di Dalì. Ci siamo trovati diverse volte al bar e, nonostante fosse un grande megalomane, chiacchierava volentieri (ma parlava solo di sé stesso) Alain Delon Attore francese, 1976 https://it.wikipedia.org/wiki/alain_delon Fu una conoscenza imprevista, ma amichevole e stimolante, soprattutto per l’ambiente in cui avvenne.


Guarda Sempre Avanti 35 Fummo presentati durante un cocktail di benvenuto, in attesa dell’inizio dell’incontro di pugilato fra Carlos Monzon e Rodrigo Valdez nel giugno 1976 a Montecarlo, con titolo mondiale dei pesi medi in palio, tenutosi su un ring all’aperto nell’area dove subito dopo partì la costruzione dell’area residenziale di Fontvieille. Mi ricordo però soprattutto di Monzon. Mai visto un uomo “picchiare” come lui! e pensare che sembrava più magro ed esile di Delon. Dalila Di Lazzaro Attrice italiana, 1987 https://it.wikipedia.org/wiki/dalila_di_lazzaro Fu ospite d’onore di un evento durante la Mostra dell’Oreficeria di Vicenza, che segnò anche il mio battesimo come Segretario Generale. Uno dei miei primi obblighi istituzionali fu di invitarla a pranzo! Non fu certo un sacrificio. Occhi e viso straordinari, personalità scialba. Michael Douglas Attore americano, 1980 https://it.wikipedia.org/wiki/michael_douglas Anch’egli era un cliente di Nazareno Gabrielli e spesso mi veniva chiesto, camminando su Rodeo Drive, se eravamo parenti o fratelli, vuoi per vicinanza di età che per tratti del viso. Era famoso, ma soffriva molto la dominanza del padre Kirk, un vero monumento di Hollywood. Recep Tayyip Erdoğan Politico turco, 2005 https://it.wikipedia.org/wiki/recep_tayyip_erdo%c4%9fan Sin dall’inizio ho avuto una pessima opinione di Erdogan, che venne ad inaugurare un department store turco (Boyner, di cui Erdogan si diceva fosse il vero proprietario) all’interno di Mega Khimki a Mosca. Allora era primo ministro e quindi andava trattato come tale, pur comportandosi con estrema arroganza e maleducazione. Dovetti sforzarmi di non reagire (seppure il mio ruolo di direttore me lo avrebbe consentito). Ne sarebbe nato un incidente diplomatico. Mi vendicai qualche mese dopo, quando ordinai a Boyner di chiudere al pubblico fino a nuovo ordine, per la mancata osservanza delle misure di sicurezza. Arrivò una protesta ufficiale da parte della ambasciata turca a Mosca, cui nessuno di noi in IKEA rispose. Oriana Fallaci Scrittrice/Giornalista italiana, 1980 https://it.wikipedia.org/wiki/oriana_fallaci Abbiamo condiviso lo stesso palazzo (il Rizzoli Building sulla Quinta Strada di New York) in cui era la omonima Libreria Rizzoli, punto di ritrovo obbligato per gli italiani in America. Avevamo infatti i nostri rispettivi uffici al primo piano (lei) ed al secondo (io con Nazareno Gabrielli Inc.), in quello che era stato l’appartamento privato di Angelo Rizzoli. Ci vedevamo spesso sia in ascensore che in libreria, ma era persona scorbutica e umorale, direi decisamente antipatica (per quanto brava professionalmente). Non siamo mai entrati in sintonia. Federico Faggin Scienziato/Inventore italiano, 1988 https://it.wikipedia.org/wiki/federico_faggin Anche Faggin fu mio ospite alla Fiera di Vicenza durante la Mostra Internazionale dell’Elettronica: era divenuto una autorità mondiale, riconosciuto come l’inventore e sviluppatore dei “microprocessori” negli anni ‘70, che avrebbero rivoluzionato il mondo dei computer. Fu a capo di INTEL e successivamente fu il primo a sviluppare i touchpad e i touchscreen! Uno dei tanti cervelli scappati dall’Italia (e non da oggi).


Guarda Sempre Avanti 36 Jimmy Fontana Cantante italiano, 1990 https://it.wikipedia.org/wiki/jimmy_fontana Lo ingaggiai come intrattenitore per una serata di gala al Centro Orafo “The Voice of Gold” di Vicenza, in stile anni 60. I nostri invitati gli decretarono un grande apprezzamento. Nota: divenne e rimase famoso soprattutto per una sola canzone: Il Mondo Severino Gazzelloni Musicista italiano, 1987 https://it.wikipedia.org/wiki/severino_gazzelloni Fu ospite d’onore a Vicenza durante le Fiere dell’Oreficeria, celebrato come uno dei più famosi flautisti al mondo. Il pranzo assieme fu ovviamente un obbligo ed un piacere. Dante Giacosa Ingegnere/Progettista italiano, 1988 https://it.wikipedia.org/wiki/dante_giacosa Grande personaggio e grande persona. Fu l’artefice delle auto FIAT di maggior successo del dopo guerra, sia sul piano progettuale, che costruttivo e stilistico. Basti ricordare la FIAT 500 e la FIAT 600… Un vero genio, di grande simpatia e umanità, proprio di vecchio stampo. Ne ho un ricordo vivissimo ancora oggi, dopo tanti anni. Luca Goldoni Scrittore italiano, 1985 https://it.wikipedia.org/wiki/luca_goldoni Uno dei miei scrittori preferiti in quegli anni. Lo volli a Treviso per una conferenza presso la Associazione Industriali, in cui però, come oratore, non si dimostrò all’altezza dello scrittore. Ezio Greggio Conduttore TV/Attore italiano, 1987 https://it.wikipedia.org/wiki/ezio_greggio Venne a Vicenza a fare uno spettacolino in Fiera, mentre era caduto quasi nel dimenticatoio. Un mediocre, che non sa fare nulla, eppure gli fanno fare di tutto: deve accendere un cero ad Antonio Ricci, che ha inventato Striscia la Notizia, lo ha risuscitato e reso ricco. Aldo Gucci Imprenditore/Stilista italiano, 1979 https://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Gucci Aldo Gucci, figlio del fondatore Guccio Gucci, fu il vero artefice dell’affermazione internazionale del marchio, in particolare, negli USA. Io lo conobbi a Beverly Hills, dove entrambi sedevamo nel North Rodeo Committee, in quanto titolari di boutique operanti nella famosa strada dello shopping. Data la diversità di età e di …… prestigio, ebbi solo rapporti formali, mai confidenziali. Era uno tosto. All’età di 81 anni si fece un anno di galera negli USA, per evasione fiscale su denuncia del figlio Paolo. Una famiglia disgraziata, rovinata dai troppi soldi. Il nipote Maurizio, divenuto azionista di maggioranza, molti anni dopo fu assassinato a Milano da sicari ingaggiati dalla …. moglie! George Hamilton Attore americano, 1976 https://it.wikipedia.org/wiki/George_Hamilton Lo conobbi frequentando un famoso sarto di New York (Ron Meledandri), italo-americano e mio amico, con clienti del calibro dei Fratelli Kennedy. George è popolare, non è mai stato una grande star, però è diventato famoso soprattutto per la sua eleganza e il suo ascendente sulle donne.


Guarda Sempre Avanti 37 Charlton Heston Attore americano, 1981 https://it.wikipedia.org/wiki/charlton_heston Grande frequentatore di “private parties” di Beverly Hills e di Hollywood, lo incontravo sia alle feste in cui ero invitato, sia in quelle che organizzavo io (dove lui NON era invitato, ma c’era sempre…) Ricordo che era molto alto e piaceva alle sue ammiratrici al punto che facevano a gara, durante le feste, per avvicinarlo e toccarlo, anche se era vecchio ed a fine carriera! Bill Kaisermann Designer/Stilista americano, 1976 https://en.wikipedia.org/wiki/bill_kaiserman Bill fu uno stilista molto famoso negli USA negli anni 70/90, grazie alla sua creatività ed al suo stile di ispirazione italiana. Io fui suo inquilino, quando lavoravo con Pancaldi & B., in uno showroom situato al 29 W della 56th strada: ricordo che ogni mese gli consegnavo l’importo dell’affitto in contanti, senza ricevuta. Oltre che il gusto italiano, aveva assimilato anche altre abitudini di casa nostra ……. del genere: non pagare le tasse. Ingvar Kamprad Imprenditore svedese, 2002 https://it.wikipedia.org/wiki/ingvar_kamprad Il fondatore e deus ex machina di IKEA, fino alla sua morte. Ho lavorato sei anni per lui e ci siamo incontrati varie volte in Russia, solo per ragioni professionali e solo in ufficio. Faceva una vita da eremita (dicono), anche se era considerato uno degli uomini più ricchi al mondo. Si è portato fino alla tomba l’ombra di essere stato un filo-nazista in gioventù (e non solo…) Jack Lemmon Attore americano, 1979 https://it.wikipedia.org/wiki/jack_lemmon È stata la prima celebrità che ho conosciuto appena arrivato a Beverly Hills: la nostra boutique e il Beverly Rodeo Hotel (con annesso bar all’aperto) erano sullo stesso lato di North Rodeo Drive, distanti meno di 50 metri. Jack arrivava nel primo pomeriggio e si fermava per ore, quasi tutti i giorni, e quando si alzava era regolarmente ubriaco. Abbiamo condiviso molti Negroni, seduti affiancati al bar (ma io mi alzavo sobrio). Alexei Leonov Cosmonauta russo, 2008 https://it.wikipedia.org/wiki/aleksej_archipovi%c4%8d_leonov Era nel consiglio di amministrazione di Baring Vostok Investment Fund, che controllava la divisione Real Estate in cui io lavoravo. Era il più famoso cosmonauta russo dopo Gagarin, noto per essere stato il primo a “passeggiare “nello spazio nel 1965. Godeva di vasto prestigio e stima. Un grande vecchio, che serviva solo per dare lustro al gruppo. Fiorella Mannoia Cantante italiana, 1987 https://it.wikipedia.org/wiki/fiorella_mannoia La ingaggiai come ospite d’onore per una serata di gala della Fiera di Vicenza. Bravina, niente di più. Ha avuto una lunga carriera, sopravvalutata rispetto alle sue qualità.


Guarda Sempre Avanti 38 Ottavio Missoni Stilista italiano, 1976 https://it.wikipedia.org/wiki/ottavio_missoni Assieme a circa 30/40 aziende di moda italiane, nel 1976 io partecipai con Bonser Spa ad una esposizione - durata alcuni giorni - con stampa e buyers americani, tenutasi nell’Hotel Plaza di New York. Io e Missoni avevamo due showroom affiancati e avemmo quindi modo di conoscerci bene, anche perché Missoni era una persona molto espansiva, sorridente e trascinante che parlava in dialetto triestino, con un gran fisico (ex ostacolista olimpico a Londra nel 1948) che sovrastava tutti i presenti. In quell’evento fu il designer che attirò il maggior interesse fra i buyers americani. Insieme a lui, ricordo bene anche altri espositori di spicco che conobbi nell’occasione: > Angelo Litrico https://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Litrico sarto romano dei Vip, il cui figlio Franco Litrico diventò poi mio amico > Egon Von Furstenberg https://it.wikipedia.org/wiki/Egon_von_Fürstenberg principe e stilista svizzero, figlio di Clara Agnelli (sì, quelli della FIAT), che diventò una firma assai nota, così come anche la moglie > Diane Von Furstenberg https://it.wikipedia.org/wiki/Diane_von_F%C3%BCrstenberg Cirino Pomicino Politico italiano, 1988 https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Cirino_Pomicino Un grande "trafficone” della politica degli anni '80 e della Democrazia Cristiana. È stato un boss (discutibile e discusso) per vari anni. Ha patteggiato una condanna per la “Maxi Tangente Enimont” (5 miliardi da Montedison tramite Luigi Bisignani) Me lo sono dovuto sopportare in occasione di un paio di inaugurazioni ufficiali, con annessi discorsoni e lauti pranzi. Robert Redford Attore americano, 1980 https://it.wikipedia.org/wiki/robert_redford Redford frequentò per diversi mesi l’ufficio di Oriana Fallaci, con cui lavorava alla trasposizione cinematografica di un suo libro. Lo incrociavo regolarmente andando in ufficio, e ne ricordo bene il comportamento semplice e cordiale, inusuale in una vera star del cinema. Ricordo anche che non aveva quasi niente del “bell’attore” per cui era famoso: fisicamente anonimo e con tantissime rughe, nonostante avesse meno di 50 anni. Rocky Roberts Cantante americano, 1980 https://it.wikipedia.org/wiki/rocky_roberts Lo ingaggiai come intrattenitore per una serata di gala al Centro Orafo “The Voice of Gold” di Vicenza, in stile anni 60. I nostri ospiti gli decretarono un successo caloroso (assieme all’altro ospite Jimmy Fontana). Anch’egli conobbe un solo grande successo: “Stasera mi butto”. Sydne Rome Attrice americana, 1988 https://it.wikipedia.org/wiki/sydne_rome Fu ospite (anche lei) alla Fiera di Vicenza. Un’attrice bravina, molto carina e affabile, che ebbe discreta popolarità in Italia, negli anni 70/80, ma con ruoli di seconda categoria. Pensò bene alla fine di sposare un pezzo da novanta e….si ritirò a vita privata!


Guarda Sempre Avanti 39 Mariano Rumor Politico italiano, 1987 https://it.wikipedia.org/wiki/mariano_rumor Per qualche anno fu l’uomo politico più potente della Democrazia Cristiana e quindi d’Italia. Fece parte del trio PI-RU-BI (Piccoli-Rumor-Bisaglia, i boss del partito leader in Italia, DC) Rimarchevole il fatto che abbia sempre conservato una reputazione cristallina. Era nel CDA della Fiera e con me fu sempre molto corretto (una rarità a Vicenza). Silvan Illusionista italiano, 1988-2002-2016 https://it.wikipedia.org/wiki/silvan Possiamo dire (io + nonna Gloria + tuo papà Neri) che Silvan (nato Aldo Savoldello da Venezia) sia quasi uno di casa nostra. Lo ho assunto la prima volta per uno spettacolo memorabile durante una edizione della Fiera di Vicenza nel 1988. Poi fu ospite d’onore al nostro matrimonio nel 1992. Infine, tuo papà Neri mi ha fatto un regalo ingaggiandolo per i miei 70 anni nel 2016. È stato senza dubbio il migliore illusionista (anche a livello internazionale) degli ultimi 50 anni. Peccato che sia invecchiato: era bravissimo (anche come brillante showman). Ivana Spagna Cantante italiana, 1988 https://it.wikipedia.org/wiki/ivana_spagna La ingaggiai come ospite di onore per una serata di gala della Fiera di Vicenza. Era molto in voga in quegli anni, poi praticamente sparì dalla luce dei riflettori. Si vede ancora in giro a fare qualche comparsata nostalgica. Non abbiamo perso niente. Sylvester Stallone Attore americano, 1979 https://it.wikipedia.org/wiki/sylvester_stallone Personalità espansiva e gioviale, al primo incontro rimasi un po’ interdetto per la statura modesta. Da sottolineare le sue modestissime origini famigliari, emigrati baresi e ucraini, nato in un istituto di carità, a causa delle loro ristrettezze economiche. Attore enormemente sopravvalutato, ma certamente dotato di determinazione, carattere e personalità. Nota: La sua bocca asimmetrica è il residuo di una paralisi facciale subita alla nascita, per l’uso improprio del forcipe durante il parto. Bruno Vespa Giornalista italiano, 1988 https://it.wikipedia.org/wiki/bruno_vespa Una persona sgradevole, presuntuosa e invadente. A Vicenza lo feci allontanare dal mio ufficio privato, dove era entrato per telefonare dalla mia scrivania senza alcuna autorizzazione. Il tipico italiano buono per tutte le stagioni. Gian Maria Volonté Attore italiano, 1964 https://it.wikipedia.org/wiki/gian_maria_volont%c3%a9 Abbiamo recitato insieme (!) nel 1964, ma lui era il protagonista ed io solo una giovane comparsa, nello sceneggiato televisivo a puntate sulla vita di Michelangelo Buonarroti, diretto da Silverio Blasi. Dopo pochi anni, lui diventò uno dei più noti e bravi attori italiani. Io no.


Guarda Sempre Avanti 40 Marco Zanuso Architetto/Designer Industriale italiano, 1987 https://it.wikipedia.org/wiki/marco_zanuso Zanuso è stato uno dei grandi creativi del dopoguerra, molto poliedrico. Fu incaricato dalla Fiera di Vicenza di progettarne l’ampliamento, proprio nell’anno in cui io ne divenni Segretario Generale. Ho quindi lavorato con lui ed il suo gruppo di architetti, per circa due anni. Grande soddisfazione provai quando gli proposi, umilmente e rispettosamente, di modificare il suo progetto iniziale, magnifico ma non funzionale per i nostri scopi espositivi. Zanuso ci pensò su, accettò e mi ringraziò, anche. Orson Welles Attore americano, 1981 https://it.wikipedia.org/wiki/orson_welles Ci incontrammo in uno dei tanti party che facevano parte integrante della vita di BH, che si teneva al Beverly Hills Hotel. Aveva un aspetto terribile, obeso e trasandato, ma fu un piacere parlare con lui (seppur brevemente) di un suo film che adoro: Il Terzo Uomo. Anche se, forse, la sua più memorabile interpretazione fu “La Guerra dei Mondi”, un atroce scherzo radiofonico del 1938 che mandò nel panico gli Stati Uniti. Così commentò Orson a cose fatte: “Per quello che ho fatto sarei dovuto finire in galera, ma al contrario sono finito a Hollywood”. Gino Bartali Campione di Ciclismo, 1985 https://it.wikipedia.org/wiki/Gino_Bartali Bartali è stato un mito dello sport italiano, sia durante la sua carriera agonistica, che dopo il suo ritiro. Fu anche una persona di valore nella vita privata. Rimase sempre popolare, ospite fisso di eventi sportivi e trasmissioni TV. Lo conobbi in una trattoria di Giavera del Montello di un amico comune, “Da Attiliano”. Memorabile la sua frase ricorrente. ...gliettuttodarifare.... con accento toscano Marcello Mastroianni Attore cinematografico, 1985 https://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Mastroianni Non ha bisogno di presentazioni. Ci trovammo insieme per qualche giorno in una famosa clinica per trattamenti dimagranti e “remise in forme” di Alain Messeguè a Pieve di Soligo, allora molto in voga. Era noto per la sua indisciplina: di giorno stava a dieta ferrea e la sera andava a cena “Da Lino”, rinomato ristorante a Solighetto. Il giorno dopo ci raccontava tutto, con grande scorno di Messeguè, che con noi normali clienti era invece severissimo. Molto simpatico. Ho avuto modo di conoscere, ma solo a livello di formale presentazione, anche altri personaggi come Antony Quinn (di cui ricordo la prestanza fisica), Giancarlo Giannini, Gina Lollobrigida, Amadeus, Carlo Dapporto, Giorgio Panariello, Mario Del Monaco, il Gen. Umberto Nobile, Gino Bramieri, il Premio Nobel Franco Modigliani. Mi fermo qui, ma sono certo che a voce ti potrò parlare anche di altre celebrità, che al momento non ricordo. Spero che nel frattempo tu trovi interessante il materiale da leggere e da vedere. TVB Nonno Franco


Guarda Sempre Avanti 41 6 Caro Nonno, Quali sono le città o località più belle che hai visitato nei tuoi viaggi? Carissimo Rio, definire bella una città o una località significa prendere in considerazione molti fattori: la sua architettura, i suoi monumenti, le sue strade, i suoi parchi, i suoi centri sportivi e di divertimento, le sue strutture pubbliche (scuole, centri culturali, teatri), la sua accessibilità via terra, mare, aria, e molte altre caratteristiche tangibili e visibili. Non è solo questo però che contribuisce a rendere attraente, piacevole, godibile una città piuttosto che un’altra. Altrettanto importanti sono altri fattori “soft”, intangibili, emotivi, storici, affettivi, temporali che portano a scelte molto personali e soggettive: la gente, il clima, i ritmi della vita quotidiana, l’età media degli abitanti, le opportunità di lavoro, la qualità della vita, il costo della vita, la sicurezza, la disponibilità di servizi sociali, la cultura che si vede e quella che si percepisce: sono alcuni esempi di cosa rende ogni città diversa dalle altre. Ho già avuto modo di illustrarti le caratteristiche delle località in cui ho avuto la possibilità di abitare e vivere. Adesso mi viene chiesto di parlare un po’ delle città e località (ripeto località e non “location”, adesso in uso comune nel lessico quotidiano di molti italiani moderni e presuntuosi), che ho visitato negli anni. Io non ho viaggiato molto per vero turismo, ma soprattutto per lavoro. Ciò nonostante, sono riuscito a raggiungere alcune meraviglie (naturali o create dall’uomo) che mi hanno veramente impressionato (apri i link per renderti conto del perché) e che sinteticamente sono: Montecarlo, Monaco (La Rocca Medievale) https://www.airpano.com/360photo/monaco/ https://it.wikipedia.org/wiki/Principato_di_Monaco Rio de Janeiro, Brasile https://it.wikipedia.org/wiki/Rio_de_Janeiro https://www.airpano.com/360photo/rio-de-janeiro-brazil


Guarda Sempre Avanti 42 The Bryce Canyon / USA https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_del_Bryce_Canyon https://www.airpano.com/360photo/bryce-canyon-utah/ The Grand Canyon / USA https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_del_Grand_Canyon https://www.airpano.com/360photo/grand_canyon_usa/ The Sequoia National Park / USA https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_di_Sequoia


Guarda Sempre Avanti 43 The Yosemite National Park / USA https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_di_Yosemite The Great Wall, China https://it.wikipedia.org/wiki/Grande_muraglia_cinese https://www.airpano.com/360photo/china-great-wall/ Dolomiti-Corvara / Italia https://it.wikipedia.org/wiki/Dolomiti https://www.airpano.com/360photo/dolomites-italy/


Guarda Sempre Avanti 44 Singapore https://it.wikipedia.org/wiki/Singapore https://www.airpano.com/360photo/singapore/ Vienna, Austria https://it.wikipedia.org/wiki/Vienna https://www.airpano.com/360photo/vienna-austria/ Venezia, Italia https://it.wikipedia.org/wiki/Venezia https://www.airpano.com/360photo/italy-venice/


Guarda Sempre Avanti 45 Saint Petersburg, Russian Federation https://it.wikipedia.org/wiki/San_Pietroburgo https://www.airpano.com/360photo/saint-petersburg-russia/ Monreale, Sicilia / Italia (Il Duomo) https://it.wikipedia.org/wiki/duomo_di_monreale Istanbul, Turkey https://it.wikipedia.org/wiki/Istanbul https://www.airpano.com/360photo/mosques-istanbul-turkey/


Guarda Sempre Avanti 46 Amsterdam, The Netherlands https://it.wikipedia.org/wiki/Amsterdam https://www.airpano.com/360photo/amsterdam-netherlands/ Selinunte/Segesta/Agrigento - Sicilia / Italia https://it.wikipedia.org/wiki/segesta Parigi, Francia https://it.wikipedia.org/wiki/Parigi https://www.airpano.com/360photo/eiffel-tower-paris-france/


Guarda Sempre Avanti 47 Niagara Falls, USA/Canada https://it.wikipedia.org/wiki/Cascate_del_Niagara https://www.airpano.com/360photo/niagara-falls-usa-canada/ Pechino, Cina https://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Tienanmen https://www.airpano.com/360photo/beijing-china/ Praga, Repubblica Ceca https://it.wikipedia.org/wiki/Praga https://www.airpano.com/360photo/prague-czech-republic/ Ti consiglio una visione tramite AIRPANO e poi di andare a visitare tutti questi luoghi di persona. Sono certo che lo farai e anzi ne vedrai molti più di me! TVB Nonno Franco


Guarda Sempre Avanti 48 7 Caro Nonno, Chi consideri essere stato il tuo miglior capo e perché? Carissimo Rio, istintivamente, avrei voluto rispondere che non mi ricordavo nessun capo degno di essere menzionato e tanto meno quale potesse essere stato il “migliore”. Forse ne ho avuto troppi (o forse nessuno…). Se un giorno riuscirò a rimettere insieme la storia di tutto quello che ho fatto (e disfatto), forse diventerà comprensibile una risposta così inverosimile. In verità, io ho fatto molti lavori e quindi inevitabilmente ho avuto molti “capi”, ma in effetti solo pochissimi sono rimasti impressi nella mia memoria, sia per i loro meriti che per i demeriti. In ogni caso, io non li ho mai considerati dei “capi”, sia nei rapporti professionali che personali, e li ho sempre divisi in due categorie: - persone proprietarie di azienda e che quindi comandavano a casa loro - persone dipendenti in azienda come me, ma con maggiore età, anzianità e preparazione (vera o presunta) migliore della mia e che quindi andavano formalmente rispettate. È ovvio che ho avuto modo di lavorare in entrambi i casi con persone di altalenante livello, con cui ho sempre e comunque cercato di collaborare ed imparare. Quando mi rendevo conto che stavo perdendo il mio tempo, non mi sforzavo di capire e/o di adattarmi alla situazione o al mio “capo”: la mia reazione è sempre stata la stessa, me ne andavo. Questo spiega come io abbia perso in tutto o in parte il ricordo di molte persone: semplicemente non ho avuto la possibilità o l’interesse di conoscerle a fondo. La mia filosofia è sempre stata questa: perché devo perdere il mio tempo con persone insignificanti o incapaci, quando fuori nella società ne esistono tante preparate e intelligenti, con cui posso migliorare me stesso? Fatta questa premessa, cercherò di rispondere nel merito, ma allargando lo sguardo su un ristretto numero di “capi” che ho apprezzato e rispettato per le loro qualità. 1) Luigi Corradini, Direttore Tecnico e Progettista di Graffer Seggiovie di Trento (1965-1966). Di lui ricordo una vastissima preparazione tecnica che lo poneva ben al di sopra di molti suoi colleghi ingegneri, pur non essendo lui laureato, che aveva acquisito da studioso autodidatta e da una probante esperienza acquisita sul campo. Aveva una grande capacità di affrontare problemi di progettazione complessi e spesso inediti, proponendo soluzioni di avanguardia in un settore “a rischio” quale il trasporto aereo di persone (seggiovie, cabinovie, sciovie), che comportavano una pesante assunzione di responsabilità. La sua pragmaticità e concretezza, mirata alla sostanza e mai alla forma, spesso sfociava in ruvidezza caratteriale e dolorosa sincerità. In pratica, un caratteraccio. A questo proposito ricordo un episodio che oggi appare risibile, ma che non ho mai dimenticato. Io ero al mio primo lavoro di disegnatore progettista ed ero anche bravo, i miei disegni tecnici fatti al tecnigrafo erano esteticamente e sostanzialmente ottimi ma… nessuno a scuola mi aveva insegnato a scrivere testi e numeri secondo precisi canoni di regolarità ed estetica. In sostanza, scrivevo male. E pochi giorni dopo il mio inizio, Corradini me lo disse brutalmente, senza commentare, davanti ai miei colleghi. Questo succedeva nel Novembre del 1965. Da quella sera stessa, rientrando nella mia camera della pensione dove vivevo, cominciai a riempire pagine di un quaderno a righe con scritte a mano, in minuscolo e maiuscolo, fatte di tante lettere e numeri: aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb BBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB 1234567890123456789012345678901234567890 1234567890123456789012345678901234567890 e così via, che il giorno dopo facevo vedere e giudicare ad un collega-geometra (che scriveva benissimo). Furono necessarie solo un paio di settimane per colmare il divario. Corradini se ne rese conto e mi disse solo: era ora! Aveva ragione: non meritavo nessun complimento, avevo solo rimediato ad una mia carenza. Soprattutto, comunque, gli riconosco di non aver mai avuto nessuna remora a spiegarmi i segreti della progettazione degli impianti (in cui mi aveva coinvolto), qualità rara in persone che invece hanno timore ad insegnare a terzi il loro sapere. Fu grazie a lui che nel giro


Guarda Sempre Avanti 49 di un anno acquisii la piena indipendenza per affrontare da solo la responsabilità di progettare impianti completi negli anni successivi: circa 150, tutti approvati dal Ministero dei Trasporti, costruiti e gestiti senza mai alcun incidente e alcuni ancora oggi in servizio. Questo avanzamento però fu reso possibile da: 2) Fulvio Nascivera, titolare della omonima Nascivera Impianti a Fune, Rovereto (1967-1972) Fulvio non fu solo un capo, in quanto - come proprietario - mi affidò in toto la gestione dell’ufficio tecnico, con tre disegnatori, senza mai interferire con il mio modo di lavorare. Fu una prova di grande fiducia, verso un acerbo giovane di 21 anni, sostenuta da un solido rapporto di rispetto personale, che si interruppe solo per le mie vicende famigliari, ma così forte che ancora oggi mentre scrivo nel 2022/23 e Fulvio Nascivera ha 96+ anni, siamo in contatto costante e amichevole. 3) Michele Salvati, Area Manager, Bonser Camiceria, Roma (1975-1976) Questo non fu un capo, ma un compagno “senior” di avventura in una esperienza breve, ma unica ed entusiasmante, che oggi sarebbe inimmaginabile. Io avevo 29 anni, avevo deciso di cambiare tutto nella mia vita e risposi ad una ricerca di Bonser di Roma (in quel momento una famosa marca di camiceria di lusso) rivolta ad un giovane dinamico che parlasse inglese, con fisico da indossatore (io lo avevo fatto alcune volte a livello amatoriale), disposto a viaggiare all’estero. Risposi, andai a Roma per l’intervista, ma mi bocciarono e mi tennero come seconda scelta (il primo fu uno del settore, proveniente da Ermenegildo Zegna, azienda nota e prestigiosa). Due settimane dopo, tuttavia, mi richiamarono: il tizio della Zegna era stato cacciato e mi proposero, in prova, di fare un tour di presentazione dell’azienda e delle collezioni in Nord America, Canada e Giappone, alle principali catene di acquisti, Department Stores, Specialty Stores. Durata? quasi due mesi, attraverso New York, Toronto, Chicago, Miami, Dallas, Los Angeles, San Francisco, Honolulu, Tokyo e rientro via Bangkok, New Delhi, Dubai, e Roma. Il giro del mondo!!!!!!!!!!!!! Hotel 5 stelle, spostamenti in limousine, aerei quasi sempre in prima classe (ottenuta “comprando” spesso capi scalo e piloti con qualche camicia sottobanco…). Il tutto non da solo, ma nel ruolo di “spalla” ad un area manager di grande esperienza, ma maturo e voglioso di andare in pensione. Se avessi superato il periodo di prova, al rientro avrei preso il suo posto di responsabile vendite per le aree interessate dal primo viaggio. Non credo di avere mai accettato un lavoro con maggiore entusiasmo e l’abbinamento con Michele Salvati fu il trampolino che mi ha insegnato a muovermi, negoziare e litigare, pianificare, fronteggiare situazioni impreviste, giudicare le persone, prevenire/risolvere problemi e tutto quanto serve per emergere con successo in contesti sconosciuti e talvolta ostili. Salvati aveva oltre 60 anni, brutto ma di un brutto unico, pelato, con denti irregolari anneriti dalle 60 sigarette quotidiane, grande bevitore di Bourbon, con un successo incomprensibile con le donne (che non pagava!); parlava 4-5 lingue, aveva visitato mezzo mondo, mai in difficoltà di fronte a qualsiasi evento. Lui mi prese sotto la sua ala protettrice, dicendomi che vedeva in me il potenziale per diventare come e meglio di lui e non lesinò mai insegnamenti, ammonimenti, consigli, proibizioni o stimoli. Fu una “full immersion” totale, estremamente pesante sul piano fisico, con spostamenti febbrili, a volte quotidiani, con cambi di città, continenti e fusi orari, con al seguito decine di bagagli (a terra affittavamo interi bus o trucks), dalla quale rientrai in Italia completamente trasformato. Salvati in effetti si ritirò subito dopo, io divenni Area Manager e ripartii nella primavera del 1976 per una nuova lunga missione in Nord America che purtroppo fu anche l’ultima: al mio rientro alla sede di Roma (la prestigiosa villa Ludovisi Boncompagni in Via Lombardia, nel cui parco avevo lasciato parcheggiata la mia Mercedes durante la mia assenza) trovai i cancelli sbarrati e l’azienda…. scomparsa! Avevano chiuso uffici e stabilimento a Ferentino nel Lazio e avevano spostato tutto in Spagna. Fortunatamente riuscii a entrare nella villa, prendere la mia auto e dirigermi a Nord verso Rovereto. Strada facendo, decisi di fermarmi a Bologna per parlare con Palcaldi&B., il mio maggiore concorrente in America. Praticamente la sera stessa della perdita del mio lavoro, gettai le basi per ricominciare con uno nuovo, ancora più stimolante. PS: La Bonser non si dimenticò di me, dopo qualche giorno mi cercò e mi offrì di continuare in Spagna. Ma io ero già molto lontano……


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