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VAS Riserva Naturale Regionale guidata Monte Salviano

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Published by antonello.dominici, 2018-05-18 06:27:13

VAS Riserva Naturale Regionale guidata Monte Salviano

VAS Riserva Naturale Regionale guidata Monte Salviano

Keywords: Monte Salviano,VAS Monte Salviano,Riserva regionale guidata

Valutazione Ambientale Strategica

(VAS) – Proposta di

RAPPORTO AMBIENTALE

(Semi-definitivo)

Associazione Il Salviano – Centro Natura Marsica. – Cod. Fisc. 90010010669
Sede Legale Via Luigi Pasteur, 15, 67051 Avezzano (AQ) – Telefono: +39.335.8138614 - Fax +39.0863.415503/22781

E-mail: [email protected][email protected] - [email protected] – www.erciteam.it – www.sergiorozzi.it

pagina 2

COMUNE DI AVEZZANO (AQ)

Valutazione Ambientale Strategica
del Piano di Assetto Naturalistico

della Riserva Naturale guidata

“Monte Salviano”

(Legge Regionale n. 134 del 23.12.1999)

(VAS) – Proposta di

RAPPORTO AMBIENTALE

(Semi-definitivo)
ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 152/2006,
disposizioni correttive del D.Lgs. n. 4/2008 e

D.Lgs. n. 128/2010 e ss.mm.ii.

Direzione Affari della Presidenza, Politiche Legislative e Comunitarie,
Programmazione, Parchi, Territorio, Valutazioni Ambientali, Energia
Determinazione Giunta Regionale N. DA/78 del 14.06.2011

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COMUNE DI AVEZZANO (AQ)

Valutazione Ambientale Strategica
del Piano di Assetto Naturalistico

della Riserva Naturale guidata

“Monte Salviano”

(Legge Regionale n. 134 del 23.12.1999)

PROPOSTA DI

RAPPORTO AMBIENTALE

(Semi-definitivo)

ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 152/2006, disposizioni correttive
del D.Lgs. n. 4/2008 e D.Lgs. n. 128/2010 e ss.mm.ii.

Supervisione Scientifica: Prof. Franco TASSI Centro Parchi Italia

Il Tecnico Ambientale
Cooperativa COGECSTRE
Dott. Giorgio COLANGELI

-------------------------------------------

Il Coordinatore del Progetto
Comitato Scientifico

Centro Natura Marsica
Geom. Sergio ROZZI

-----------------------------

GRUPPO DI LAVORO:
Sergio ROZZI (Coordinatore) – Giorgio COLANGELI- Massimo DE SANCTIS - Fernando DI FABRIZIO –
Franco MASOTTI - Roberto MASTROSTEFANO – Roberto ROZZI - Daniela SANTILLI – Franco TASSI -

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INDICE 5
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Premessa 15
Introduzione 21
Procedimento Metodologico 24
Quadro di riferimento normativo 27
Piano di Assetto Naturalistico 30
Definizione autorità, pubblico coinvolto e modalità di consultazione 35
Inquadramento territoriale della Riserva 46
Obiettivi del Piano 52
Confronto con altri strumenti di pianificazione 62
Analisi di coerenza 71
Aree sensibili, elementi di criticità e l’area SIC del Monte Salviano 74
Breve caratterizzazione socio economica 75
Punti di forza e di debolezza 82
Presumibili impatti del Piano 85
Zonazione 87
Scenario zero 89
Mitigazioni e prescrizioni
Conclusioni

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PREMESSA

- MOTIVAZIONI RELATIVE ALL’ISTITUZIONE DELLA RISERVA
Il Monte Salviano, al termine di una lunga serie di rilievi discendenti dal Parco Nazionale
D‟Abruzzo Lazio e Molise, separa la Conca del Fucino dai Piani Palentini.
La Città di Avezzano, localizzata ai suoi piedi è legata in modo indissolubile a questa
montagna, dal punto di vista culturale, naturalistico, religioso e urbanistico. I testi
antichi abbondano di citazioni di questi luoghi. Tacito racconta che nel 52 d.C. di
“schiavi che erano accampati nell‟ampia zona del Monte Salviano”: aggiungendo poi che
“al termine dei lavori del prosciugamento del Lago Fucino gli schiavi che uscirono salvi
fondarono la città di Anxa, oggi Avezzano” … Sembra che Avezzano venisse chiamato
Avanzano, con riferimento dagli “avanzi” di schiavi occupati nei lavori del traforo del
Monte Salviano. La regimazione del Lago del Fucino costituisce certamente una delle
più grandi opere idrauliche del mondo antico, con il canale di presa a cielo aperto
rivestito di pali di legno, il suo Incile monumentale, il canale coperto scavato nelle rocce
del Monte Salviano e sulle argille dei Piani Palentini per una lunghezza di km 5.653,
dotato di ben 40 pozzi verticali, 10 cunicoli inclinati e testata di sbocco monumentale sul
corso del fiume Liri a Capistrello. “Non possono essere concepite se non da chi le vide,
né il linguaggio umano è capace di descriverle!" così Plinio il Vecchio, testimone oculare
dell'impresa, descrive i lavori di costruzione dell‟opera, durati 11 anni, con l'impiego di
circa 30.000 operai. Il territorio del Monte Salviano, soggetto ancor oggi ad uso civico,
viene considerato dagli abitanti di Avezzano un vero e proprio parco periurbano. Dal
punto di vista territoriale e naturalistico, con la propria posizione geografica strategica,
il Salviano è inserito in un importante mosaico di aree protette, senza dubbio tra le più
importanti dell‟Appennino. Un prezioso scrigno di biodiversità, al confine tra il Parco
Nazionale d‟Abruzzo Lazio e Molise e il Parco Regionale del Sirente Velino, tra la Riserva
regionale Zompo lo Schioppo e la Riserva statale di Valle Majelama. La riserva naturale
guidata del Salviano è stata istituita dalla Regione Abruzzo nel 1999, sostenuta con
forza dall‟Associazione “Il Salviano” di Avezzano, con il patrocinio del Comitato Parchi
Nazionali, del WWF Italia e di altre Associazioni ambientaliste. La Riserva è finalizzata
alla conservazione degli ambienti naturali, nei quali vengono consentite attività di
pascolo sostenibile, e di selvicoltura naturalistica. Un parco, dove l‟uomo riesce a vivere

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in armonia con la natura, conservandone caratteristiche essenziali per la felicità di
bambini, giovani, anziani e sportivi. Un‟area protetta, dunque, al centro di un diverso
modo di pensare il territorio, cornice ideale per una città alla ricerca di una nuova
anima.
La Riserva Naturale del Salviano è inserita nel sistema delle riserve abruzzesi
caratterizzato dalla ricchezza del patrimonio naturalistico, con la presenza in particolare
di specie faunistiche e vegetali di particolare pregio ed interesse scientifico, molto
spesso minacciate e in pericolo di estinzione. La ricchezza naturalistica della rete delle
riserve è confermata anche da altri vincoli ambientali, oltre l‟82% delle aree protette
regionali ricade, o è in prossimità, di aree di rilevanza comunitaria (SIC, IBA e ZPS).
L‟etimologia del Salviano ha origine da due aspetti distinti. Da un lato si collega
all‟abbondante diffusione, sul monte, di una specie vegetale termofila dalla splendida
fioritura color oro, la Phlomis fruticosa, detta Salvione giallo, considerata la pianta più
rappresentativa della zona. Dall‟altra, la sua genesi etimologica è fondata anche su un
elemento storico, perché poggia sui ritrovamenti epigrafici nella Marsica in cui è
presente spesso l‟appellativo “Gens Salvia”, che induce a pensare l‟esistenza di un
podere o di un altro bene dell‟omonima stirpe, da cui appunto la denominazione
Salviano.
- Una vasta pineta ricopre la parte maggiore del Monte Salviano, in particolare
lungo il percorso che conduce al santuario della Madonna di Pietraquaria; i primi pini
furono piantati nel 1916 dai prigionieri di guerra del campo di concentramento costruito
alla periferia nord di Avezzano. Nell‟estate del 1993, parte del territorio che fa capo a
Monte Cimarani e a Monte Aria, venne percorso da un violento incendio che ne distrusse
quasi completamente la vegetazione, rappresentata in maniera preponderante dal pino nero
(Pinus nigra). L‟incendio, in maggioranza superficiale, lambì le chiome delle conifere,
devastando nell‟intera giornata di domenica 1° agosto 1993, ben 140 ettari di pineta. Ma
come spesso avviene, gli effetti del fuoco sull‟ecosistema non furono soltanto negativi:
infatti, avendo lasciato una parte della pineta, su suggerimento degli esperti ecologi, alla
libera evoluzione, dopo un anno dall‟evento si sono notati graduali segni di ripresa e,
attraverso un‟attenta osservazione, è stato possibile documentare il progressivo recupero da
parte della vita animale e vegetale di quei siti che la furia incendiaria aveva carbonizzato.
La Riserva del Salviano rimane comunque il fondamentale crocevia di connessione tra le

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diverse reti naturali ecologiche, e rappresenta la più naturale porta di accesso dal
settore nord-occidentale al più ampio Parco Nazionale, terra di Orsi e di Camosci
strappati miracolosamente all‟estinzione insieme a numerose altre rare specie
endemiche. L‟Orso marsicano, rigorosamente protetto dal Parco e da speciali leggi di
tutela, resta tuttavia confinato nei luoghi più nascosti e segreti. Nel Parco Nazionale
supera spesso il limite della vegetazione arborea, in cerca di bacche di ramno selvatico,
come mostrano queste immagini riprese in una zona di confine tra il Lazio e l‟Abruzzo.
Eppure negli ultimi anni numerosi esemplari di Orso bruno marsicano sono stati
barbaramente avvelenati con esche preparate per annientare quel poco che resta di
natura autentica e antica, simbolo dell‟Appennino più selvaggio. Una sorte diversa, più
positiva, riguarda il Camoscio d‟Abruzzo, sopravvissuto miracolosamente dalla caccia
massiccia che nel primo decennio del secolo scorso lo aveva ridotto a circa una trentina
di individui nel cuore della Camosciara. In Abruzzo il Camoscio rappresenta uno dei
pochi superstiti della ricca fauna paleartica post-glaciale.
I ritrovamenti archeologici in un sito appartenente all‟Epigravettiano italiano nella zona
di Ortucchio, ai margini del grande lago del Fucino hanno confermato la presenza
passata di animali della fauna fredda, come Lynx lynx (Lince), Capra ibex (Stambecco)
e Marmota marmota (Marmotta). Questi animali, ormai estinti nell‟Italia peninsulare,
sopravvivono tuttora nell‟arco alpino. Il Camoscio d‟Abruzzo, che risultava estinto da
oltre un secolo nelle altre montagne dell‟Abruzzo, è tornato a vivervi grazie alle
lungimiranti reintroduzioni degli anni Novanta. E oggi vi prospera con due popolazioni
distinte, di circa 700 esemplari ciascuna, nelle due aree del Parco Nazionale della
Maiella e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La stessa etimologia
del Monte Camicia, la vetta più elevata del massiccio meridionale del Gran sasso
d‟Italia, è legata al camoscio, in vernacolo cameis o camousc. Nel 1794 Orazio Delfico
scalando la vetta del Corno Grande affermava infatti: “… in questo piano vanno sovente
i cacciatori di camozze (camosci)”. L‟ultimo camoscio del Gran Sasso venne abbattuto
nel 1892. L‟operazione Camoscio, sostenuta nell‟ultimo decennio del secolo scorso dal
Parco Nazionale d‟Abruzzo, dal WWF e da Club Alpino Italiano, ha rappresentato una
delle migliori reintroduzioni di una specie in pericolo di estinzione, salvaguardata e dal
valido sistema della rete delle aree naturali protette.
- Nella riserva del Salviano sono da segnalare alcune presenze naturalistiche

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rappresentative della fauna appenninica come lo Scoiattolo meridionale (Sciurus vulgaris),
simbolo della Riserva, e sporadiche apparizioni del Grifone (Gyps fulvus) proveniente dalla
vicina Riserva Statale del Velino dove questi Avvoltoi vennero sperimentalmente rilasciati
assieme al Corvo imperiale (Corvus corax). Tra i mammiferi più comuni, il Tasso, la Volpe, la
Puzzola, la Donnola e la Lepre. Gli uccelli sono presenti con numerose specie all‟interno della
pineta: Crocieri, Fringuelli, Rampichini e Picchi rossi maggiori si possono osservare con
facilità, mentre sulle aree più aperte sono abbondanti Allodole, Fanelli e Saltimpali. La
Riserva del Salviano, con la definizione di una nuova strategia del turismo responsabile,
invita lo Stato, la Regione e le autonomie locali, le rappresentanze turistiche,
associazioni e organizzazioni ambientaliste e dei consumatori, cooperative,
rappresentanti del mondo del volontariato, a sostenere forme nuove di turismo,
valorizzando la bellezza e i saperi del nostro territorio, intensificando i rapporti tra i
residenti e turisti , con l‟autenticità̀ e l‟identità ̀ dell‟offerta. Bisognerà sviluppare i temi
della sostenibilità dello sviluppo, del rispetto dell‟ambiente, troppo spesso danneggiato e
compromesso, del riconoscimento delle popolazioni locali e del loro ruolo di protagonisti
nella tutela dell‟ambiente e della biodiversità, della preferenza per sistemi di trasporto
dolce, con una particolare attenzione al mondo della scuola e dei giovani.

Dr. Roberto MASTROSTEFANO

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- SALVIANO, CROCEVIA DI BIODIVERSITA’

Principio ispiratore del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva Naturale Regionale
guidata “Monte Salviano” è quello di uno strumento di pianificazione capace di operare
scelte di tutela e di gestione, in cui il concetto di “tutela” (passiva) intesa come atto
vincolistico, si tende a sostituire quello di “conservazione” (attiva) quale: espressione di un
momento dinamico, evolutivo di crescita e di sviluppo sostenibile.
Un piano, quindi, in grado, attraverso la regolamentazione, la pianificazione del territorio e
la programmazione delle azioni, di essere strumento di disciplina e di indirizzo, più che
strumento di sola o prevalente proibizione. D‟altra parte nel caso della Riserva Naturale
Regionale guidata “Monte Salviano”, si passa da una fase in cui il vincolo è servito
soprattutto a far maturare una coscienza ambientalista e di tutela del territorio - si pensi
che l‟istituzione della Riserva (Legge Regionale 134/99) è stata preceduta da anni di
informazione e promozione del progetto originario Parco periurbano del Salviano, che
nell‟anno 1993 l‟associazione omonima di residenti propose a livello istituzionale con il
Parco Nazionale d‟Abruzzo -, a una fase in cui la “partecipazione” deve tendere, attraverso
un rapporto sinergico tra i vari interessi, a ridurre le conflittualità e ad intraprendere un
percorso in cui ogni attore è parte propositiva ed attiva di azioni positive.
Gli stessi incontri organizzati con residenti, rappresentanti delle associazioni, del
coinvolgimento del Parco Nazionale d‟Abruzzo (maturata poi con la sottoscrizione di un
Protocollo d‟Intesa in data 24 febbraio 2000, a supporto del Comune di Avezzano per
l‟avvio delle procedure di gestione con regolarizzazione della tabellazione e redazione del
Piano di Assetto Naturalistico) e di altre organismi pubblici e privati, come il CNR di Napoli,
l‟ENEA, l‟Università di L‟Aquila, Dipartimento di Scienze Ambientali, l‟Archeoclub, il CAI, il
GEMA, Italia Nostra, Rotary Club, gli Istituti scolastici Agricoltura e Ambiente “Serpieri”,
Industriale “Maiorana”, e cosi via, e nell‟ultimo periodo dall‟Associazione Ambiente e/é
Vita, in piena sinergia e sintonia con l‟Amministrazione Comunale, hanno perseguito
l‟obiettivo di comporre le istanze dei vari soggetti portatori d‟interessi, attorno al progetto
“partecipato” della costruzione del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva. La
scommessa è quella di un‟Area Protetta che venga percepita come “valore aggiunto” e non
“detrattore”, in grado di offrire, soprattutto ai residenti, nuove opportunità economiche,
sociali ed ambientali.

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Si racchiudono in sette punti fondamentali le peculiarità e le prospettive della prima area
protetta periurbana italiana.
1.- Al centro della penisola, la piana del Fucino si stende vastissima, circondata da alcune
delle catene montuose più solenni dell‟Appennino: dalla Maiella al Gran Sasso, dal Velino
alle montagne del Parco Nazionale d‟Abruzzo. Questa conca, oggi ampiamente abitata e
coltivata, ospitava un tempo il Lago del Fucino, il più grande bacino lacustre dell‟intera
penisola, “simile al mare per la sua grandezza”, come lo cantò il geografo Strabone. Il suo
progressivo prosciugamento, tentato senza fortuna fin dall‟epoca romana, fu compiuto dal
principe Torlonia nel periodo dal 1854 al 1876. Modificò completamente il paesaggio, il
clima, la fauna e la flora, e aprì la via a vaste coltivazioni agricole: incidendo sulla vita
delle comunità che, da epoche antichissime, vivevano delle sue risorse.
Oggi Avezzano è una città vivace e moderna, capitale del Fucino caratterizzata dallo
storico castello Orsini: ma sempre più dominata dalla mole rassicurante di un “polmone
verde” di valore inestimabile, il vicino Monte Salviano, prezioso frammento di natura
conservato fino ai giorni nostri. Ammantato di prati e macchie, pinete e radure, ornato di
splendide fioriture primaverili, rappresenta il naturale baricentro dei Parchi d‟Abruzzo, e
offre uno splendida terrazza panoramica sullo scenario dei monti circostanti. Il suo stesso
nome è legato alla pianta, il cosiddetto Salvione giallo, che prospera sulle pendici più
assolate.
2.- La posizione della conca del Fucino, la conformazione dei rilievi circostanti e le vicende
antiche e recenti, hanno reso questo luogo epicentro della storia fin dall‟antichità. Nelle
grotte attorno al lago fiorì migliaia di anni fa la cultura Bertoniana, poco lontano sorgevano
il bosco sacro e il tempio della dea Angizia, dove si sviluppò il culto dei serpenti, mentre
sul lato opposto sorse, ai piedi del gigante Velino, la colonia latina di Alba Fucens. Intorno
a Celano venne scoperto il più antico e sorprendente sarcofago, scavato non nella pietra
ma nel legno di una gigantesca quercia … E poi via via fino ai giorni nostri, in un
susseguirsi di vicende, dal doloroso terremoto del 1915 alle moderne attrezzature di
Telespazio. Ma quel che forse più caratterizza questo centro è la sua spiccata vocazione
per l‟innovazione e la sperimentazione non solo nel settore agricolo e industriale, ma
anche nel campo tecnologico e ambientale. Perché al Salviano è sorto uno dei primi Parchi
peri-urbani d‟Europa, poi diventato Riserva Naturale della Regione Abruzzo. E da qui sono

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scaturite iniziative originali e fruttuose, dallo Sport nella Natura ai Progetti Ecologici, che
volano ormai dagli Appennini alle Ande.
3.- In questa terra non sono vissute solo genti antiche, come i Marsi e i Romani, i Peligni e
i Sanniti: ma sono sempre transitati animali straordinari, come l‟Orso marsicano e il Lupo
appenninico, il Cervo e il Capriolo. E soprattutto non si può dimenticare che, come
attestano documenti autentici del 1858, “ivi nascono e allignano le linci, di là partirono
vive e briose le due linci, da cui lo Stelluti ritrasse l‟espressiva incisione”. Questo è, senza
dubbio, il fiore all‟occhiello della vita selvatica primordiale marsicana e abruzzese, dato che
si tratta proprio di lei, della misteriosa e inafferrabile Lince appenninica. Perché, come
conferma lo stesso Stelluti accademico dei Lincei, “l‟illustrissimo signor cardinale Francesco
Barberini n‟ha mandate due, cioè maschio e femina, all‟eccellentissimo signor principe di
Sant‟Angelo prese ne‟ monti d‟Abruzzo”. Ma, fatto ancor più straordinario, molte attendibili
testimonianze inducono a ritenere che ancor oggi quest‟animale mitico, ben noto agli
anziani pastori d‟Abruzzo come “lupo cerviero” o “gattopardo” (in dialetto locale jatt‟parde)
si cela tra queste montagne. Le ultime segnalazioni pervenute al Gruppo Lince pervengono
sia dalla Val Roveto che dai Monti Ernici e Simbruini, ad appena una decina di chilometri
dal Salviano.
4.- Una Riserva Naturale forse ancora non conosciuta come merita, ma vero e proprio
crocevia della Biodiversità. Tra i Mammiferi, è facile ammirare nelle pinete l‟agile e scuro
Scoiattolo meridionale, ma anche il Cinghiale, il Porcospino e la Volpe sono piuttosto
frequenti, mentre nelle ore e nei luoghi adatti si può constatare la presenza di Tasso,
Faina, Puzzola e Donnola, e da qualche tempo è tornato a mostrarsi anche l‟Istrice.
Numerosi i Roditori e i Pipistrelli, e non mancano segnalazioni di Gatto selvatico.
Se si è capaci di attendere in silenzio, si può udire al margine del bosco il canto di molti
Uccelli: Tortora e Fringuello, Upupa e Ghiandaia sono i più frequenti, ma anche Quaglia,
Sterpazzola, Saltimpalo e Scricciolo fanno sentire la loro voce, sostituiti di notte da Allocco,
Gufo e Civetta. Durante il giorno non è raro udire il tambureggiare del Picchio rosso
maggiore, o la squillante risata del Picchio verde. Sollevando in alto lo sguardo si può
avvistare qualche rapace, come la Poiana e il Gheppio, mentre lo Sparviero resta per lo più
nascosto all‟interno del bosco: e talvolta accade di scorgere anche il maestoso Avvoltoio
grifone, anni or sono reintrodotto con alterne fortune nel vicino massiccio del Velino.
Tra i Rettili sono abbastanza frequenti: il grande Cervone, pacifico serpente portato in

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processione ogni primavera con la Statua di San Domenico nella famosa “festa dei serpari”
della non lontana Cocullo; il fiero e veloce Biacco dalla livrea verde e gialla, che insegue
spesso ramarri e lucertole; la bella Natrice dal collare, innocua biscia d‟acqua divoratrice di
rane e rospi; e talvolta può incontrarsi anche la Vipera comune, che si allontana
eclissandosi al primo segnale di pericolo. Tra i Sauri sono comuni il verde Ramarro, la
timida Lucertola campestre e la più arboricola Lucertola muraiola, e ci si può imbattere
anche nella guizzante Luscengola.
Esplorare lo sterminato mondo degli Insetti ci porterebbe lontano, ma non va taciuto che il
Salviano ospita, oltre a molte delle più vistose farfalle italiane - tra cui Macaone e
Podalirio, Licena e Vanessa, Satiro e Pavonia maggiore - la piccola Boloria pales , di
notevole rarità e significato biogeografico.
5.- Ma il valore più visibile del Salviano sta nella copertura vegetale ricca e varia, che va
da prati, macchie e boschi misti a vasti rimboschimenti a pineta. Proprio in questi ultimi è
interessante constatare come, dopo i violenti incendi del passato, i boschi si stiano
lentamente rigenerando: non solo là dove sono stati effettuati interventi di piantumazione,
ma anche e soprattutto nella parte che era stata recintata, per lasciarla alla libera e
spontanea evoluzione. Qui non solo germogliano le piante più diverse, ma ronzano insetti
e volano uccelli, a conferma del successo dell‟iniziativa, uno dei tanti esperimenti innovativi
della storia della giovane Riserva.
La prossimità di Luco dei Marsi non può non evocare il ricordo dell‟antico lucus Angitiae, il
bosco sacro dedicato alla mitica dea sorella della maga Circe. Nelle montagne circostanti la
Conca del Fucino aleggia il sogno della foresta che pian piano rinasce, e potrà un giorno
rinverdire la cornice dell‟antico lago sia spontaneamente, che grazie all‟impegno di
operatori e volontari italiani e stranieri. E c‟è chi vagheggia che un giorno non lontano si
incontrino proprio qui, impegnati in quest‟opera di avanzato “restauro ecologico”, giovani
di ogni provenienza e nazionalità, affratellati dall‟amore per la natura.
Come recenti indagini scientifiche hanno dimostrato, l‟aumento dell‟anidride carbonica
nell‟atmosfera deriva oggi in larga parte anche dall‟abbattimento degli alberi, dalla
cementificazione e dalla mineralizzazione dei suoli. Far ricrescere alberi, boschi e foreste
sulle pendici brulle dove un tempo prosperavano selve vetuste può e deve essere quindi
un obiettivo prioritario, che accresce di significato la missione della Riserva Naturale.

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Un Mondo Verde accanto alla città e alle zone abitate e produttive apre a tutti il contatto
con nuovi universi da esplorare.
6.- Avere una Riserva alle porte dell‟abitato non è dunque una fortuna da poco. Secondo
l‟UICN (Unione Mondiale per la Natura, la più autorevole Organizzazione Internazionale del
settore ecologico) le Aree protette rappresentano infatti la “soluzione naturale” alla crisi
climatica: per la loro collocazione strategica, estensione e conformazione naturale
esercitano un effetto di mitigazione del clima, favorendo le interazioni positive tra uomo e
ambiente. In pratica, il 15% delle scorte mondiali di carbonio terrestre si trova nei Parchi
di tutto il mondo. Ma questi Parchi fungono anche da zone naturali “cuscinetto” contro gli
eventi catastrofici e le altre conseguenze dannose, offrendo spazio all‟espansione delle
acque alluvionali e stabilizzando il suolo.
Naturalmente, le Aree Protette forniscono anche risorse, acqua e aria alle comunità vicine,
senza dimenticare il ruolo essenziale che svolgono per l‟educazione naturalistica, la vita
all‟aria aperta e le attività culturali e sportive.
Anche Avezzano gode del privilegio della natura viva a due passi da casa: e la protegge,
come miglior investimento per il futuro della sua gente. Lo conferma il fatto che la Riserva,
in origine estesa 722 ettari, è circondata dal 2010, per decisione unanime delle competenti
autorità, da un‟Area Contigua di 800 ettari: e cioè da un territorio a protezione attenuata,
ma essenziale complemento della Riserva.
7.- La Marsica gode fin dall‟antichità della fama di terra forte, abitata da genti fiere e
indipendenti, al punto che Roma dominatrice ammetteva di non poter combattere con
successo senza i Marsi, o contro di loro (nec sine, nec contra). Ed è proprio dalla storia
antica che oggi il Salviano, il Fucino e lo stesso Abruzzo dovranno trarre energia e
insegnamento, per affrontare a testa alta una sfida ancora più impegnativa: quella di
restare se stessi, salvando il proprio patrimonio storico, culturale e ambientale in un
mondo che cambia rapidamente, e che non sempre riesce a indirizzarsi verso le scelte
migliori. Si può accettare la modernità e vivere il progresso, certo, ma senza per questo
cancellare la memoria storica, perdere le vere radici, rinnegare i valori dei padri, offuscare
la propria identità. Si può, anzi si deve andare con fiducia verso il futuro, ma solo
mantenendo sempre equilibrio e armonia con la natura.
Avezzano, agg. aprile 2013.

Sergio ROZZI

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INTRODUZIONE

Il documento seguente costituisce una prima parte delle analisi contenute nel “Rapporto
Ambientale” necessario al fine di concludere l‟iter di approvazione del Piano di Assetto
Naturalistico della Riserva Naturale Regionale guidata del “Monte Salviano”. Tale
documento verrà consegnato al‟Amministrazione Comunale di Avezzano che ne recepirà i
contenuti. Alla conclusione delle analisi, raccolte in un documento integrale, il Rapporto
Ambientale, una sintesi non tecnica e quanto previsto per il monitoraggio verrà esposto
all‟attenzione del pubblico e delle ACA individuate secondo quanto dettato dalla normativa
in materia (D.Lgs. 152/2006 e D.Lgs 4/2008 e ss.mm.ii.).

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PROCEDIMENTO METODOLOGICO

1.1 Oggetto e natura della VAS
La direttiva comunitaria 2001/42/CE del 27 giugno 2001 rappresenta un significativo passo
in avanti nel contesto del diritto ambientale europeo. Essa infatti introduce per la prima
volta il principio della necessità di una valutazione degli effetti sull'ambiente da applicare
non già ad un progetto - come sino ad ora è accaduto ai sensi della direttiva85/337/CEE
per le opere di rilevante entità con la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale
(VIA) - ma ad uno strumento di pianificazione.
Questo strumento è stato introdotto dalla direttiva 2001/42/CE, ed ha rappresentato una
importante opportunità per affrontare efficacemente le problematiche emerse
nell‟attuazione della VIA (e soprattutto) per dare un impulso decisivo ad un nuovo modello
di pianificazione e programmazione. Questo strumento ha avuto l‟obiettivo di “garantire un
elevato livello di protezione dell'ambiente e di contribuire all'integrazione di considerazioni
ambientali all'atto dell'elaborazione e dell'adozione di piani e programmi,al fine di
promuovere lo sviluppo sostenibile”.
La Valutazione Ambientale Strategica è definita nel Manuale UE come un processo
sistematico inteso a valutare le conseguenze sul piano ambientale delle azioni proposte
politiche, piani o iniziative nell'ambito di programmi nazionali, regionali e locali ai fini di
garantire che queste siano incluse e affrontate, alla pari delle considerazioni di ordine
economico e sociale e in modo adeguato, fin dalle prime fasi del processo decisionale.
Essa nasce quindi dall‟esigenza, sempre più radicata sia a livello comunitario sia nei singoli
Stati membri, che nella promozione di politiche, piani e programmi, destinati a fornire il
quadro di riferimento di attività di progettazione, insieme agli aspetti sociali ed economici,
vengano considerati anche gli impatti ambientali. La tematica ambientale assume così un
valore primario e un carattere di assoluta trasversalità nei diversi settori oggetto dei piani,
con il preciso intento di definire strategie settoriali e territoriali capaci di promuovere uno
sviluppo realmente sostenibile. Si è infatti compreso che l‟analisi delle ripercussioni
ambientali applicata al singolo progetto (propria della Valutazione d‟Impatto Ambientale) e
non, a monte, all‟intero programma, non permette di tenere conto preventivamente di
tutte le alternative possibili. La VAS si inserisce così all'interno del sistema dinamico di
programmazione-valutazione degli interventi, con la finalità di verificarne la rispondenza

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con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile, tenendo conto dei vincoli ambientali esistenti e
della diretta incidenza degli stessi interventi sulla qualità dell'ambiente.
La funzione principale della VAS è pertanto quella di valutare anticipatamente le
conseguenze ambientali delle decisioni di tipo strategico. Più che politiche, piani e
programmi in se stessi, essa riguarda quindi i loro processi di formazione, differendo in
maniera sostanziale dalla VIA. La VAS, più che un processo decisionale in se stesso, si può
pertanto considerare come uno strumento di aiuto alla decisione, che, integrando in modo
sistematico le considerazioni ambientali in fase di elaborazione dei piani, sia in grado di
rafforzare le istituzioni e indirizzarle verso una politica di sviluppo sostenibile.
L‟elaborazione della VAS rappresenta, sia per il proponente che per il decisore, uno
strumento di supporto per la formazione degli indirizzi e delle scelte di pianificazione,
fornendo, mediante la determinazione dei possibili impatti delle azioni prospettate, opzioni
alternative rispetto al raggiungimento di un obiettivo. In sostanza la VAS diventa per il
piano/programma, elemento:
- costruttivo
- valutativo
- gestionale
- di monitoraggio.
Quest‟ultima funzione di monitoraggio rappresenta uno degli aspetti innovativi introdotti
dalla Direttiva 2001/42/CE, finalizzato a controllare e contrastare gli effetti negativi
imprevisti derivanti dall‟attuazione di un piano o programma e adottare misure correttive
al processo in atto. Un‟altra importante novità è rappresentata dal criterio ampio di
partecipazione, tutela degli interessi legittimi e trasparenza nel processo di valutazione
delle autorità che, per le loro specifiche competenze ambientali, possano essere
interessate agli effetti sull‟ambiente dovuti all‟applicazione di piani e programmi, e del
pubblico che in qualche modo risulta interessato all‟iter decisionale. La valutazione a livello
strategico, riguardando più i concetti e le idee che le attività e i manufatti, è infatti
fortemente interconnessa con le tradizioni ed i meccanismi locali che caratterizzano il
processo di decisione.
Riguardo ai contenuti, la valutazione ambientale prevede l'elaborazione di un rapporto di
impatto ambientale, lo svolgimento di consultazioni, la valutazione del rapporto ambientale
e dei risultati delle consultazioni e la messa a disposizione, del pubblico e delle autorità

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interessate, delle informazioni sulle decisioni prese. Secondo l'art. 5 della Direttiva
2001/42/CE, il rapporto ambientale deve contenere l'individuazione, la descrizione e la
valutazione degli effetti significativi che il piano o il programma potrebbero avere
sull'ambiente, così come le ragionevoli alternative.
Oggetto della VAS sono tutti i piani e i programmi, preparati e/o adottati da un‟autorità
competente, che possono avere effetti significativi sull'ambiente. Essi sono definiti dall‟art.
5 comma 1) lettera d) del D.Lgs. 152/2006 come tutti gli atti e provvedimenti di
pianificazione e di programmazione comunque denominati previsti da disposizioni
legislative, regolamentari o amministrative adottati o approvati da autorità statali,regionali
o locali, compresi quelli cofinanziati dalla Comunità europea, nonché le loro modifiche.
Il percorso di sostenibilità intrapreso a livello europeo prima e successivamente a livello
nazionale e locale descrive come il concetto sviluppo sostenibile sia entrato pesantemente
e da protagonista nei processi di trasformazione del territorio.
Pertanto, le trasformazioni del territorio devono concorrere al raggiungimento di obiettivi
di sostenibilità; tali obiettivi vengono indicati sia dalla Commissione Europea (si tratta di
criteri generali di sviluppo sostenibile) sia a livello locale nei processi di Agenda XXI (si
tratta di obiettivi di sostenibilità più specifici).
Il manuale per la valutazione ambientale dei Piani di Sviluppo Regionale e dei Programmi
dei fondi strutturali dell‟Unione Europea – Linee Guida. Commissione Europea 1998 riporta
10 criteri di sostenibilità di seguito indicati.

a. Ridurre al minimo l’impiego delle risorse energetiche non rinnovabili
L‟impiego di risorse non rinnovabili, quali combustibili fossili, giacimenti di minerali e
conglomerati riduce le riserve disponibili per le generazioni future. Un principio chiave
dello sviluppo sostenibile afferma che tali risorse non rinnovabili debbono essere utilizzate
con saggezza e con parsimonia, a un ritmo che non limiti le opportunità delle generazioni
future. Ciò vale anche per fattori insostituibili - geologici, ecologici o del paesaggio - che
contribuiscono alla produttività, alla biodiversità, alle conoscenze scientifiche e alla cultura
(cfr. comunque i criteri chiave d), e) e f).
b. Impiego delle risorse rinnovabili nei limiti della capacità di rigenerazione
Per quanto riguarda l‟impiego di risorse rinnovabili nelle attività di produzione primarie,
quali la silvicoltura, la pesca e l‟agricoltura, ciascun sistema è in grado di sostenere un

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carico massimo oltre il quale la risorsa si inizia a degradare. Quando si utilizza l‟atmosfera,
i fiumi e gli estuari come “depositi” di rifiuti, li si tratta anch‟essi alla stregua di risorse
rinnovabili, in quanto ci si affida alla loro capacità spontanea di autorigenerazione. Se si
approfitta eccessivamente di tale capacità, si ha un degrado a lungo termine della risorsa.
L‟obiettivo deve pertanto consistere nell‟impiego delle risorse rinnovabili allo stesso ritmo
(o possibilmente a un ritmo inferiore) a quello della loro capacità di rigenerazione
spontanea, in modo da conservare o anche aumentare le riserve di tali risorse per le
generazioni future.
c. Uso e gestione corretta, dal punto di vista ambientale, delle sostanze e dei
rifiuti pericolosi/ inquinanti
In molte situazioni, è possibile utilizzare sostanze meno pericolose dal punto di vista
ambientale, ed evitare o ridurre la produzione di rifiuti, e in particolare dei rifiuti pericolosi.
Un approccio sostenibile consisterà nell‟impiegare i fattori produttivi meno pericolosi dal
punto di vista ambientale e nel ridurre al minimo la produzione di rifiuti adottando sistemi
efficaci di progettazione di processi, gestione dei rifiuti e controllo dell‟inquinamento.
d. Conservare e migliorare la stato della fauna e della flora selvatiche, degli
habitat e dei paesaggi
In questo caso, il principio fondamentale consiste nel conservare e migliorare le riserve e
le qualità delle risorse del patrimonio naturale, a vantaggio delle generazioni presenti e
future. Queste risorse naturali comprendono la flora e la fauna, le caratteristiche
geologiche e geomorfologiche, le bellezze e le opportunità ricreative naturali. Il patrimonio
naturale pertanto comprende la configurazione geografica, gli habitat, la fauna e la flora e
il paesaggio, la combinazione e le interrelazioni tra tali fattori e la fruibilità di tale risorse.
Vi sono anche stretti legami con il patrimonio culturale (cfr. criterio chiave f).
e. Conservare e migliorare la qualità dei suoli e delle risorse idriche
Il suolo e le acque sono risorse naturali rinnovabili essenziali per la salute e la ricchezza
dell‟umanità, e che possono essere seriamente minacciate a causa di attività estrattive,
dell‟erosione o dell‟inquinamento. Il principio chiave consiste pertanto nel proteggere la
quantità e qualità delle risorse esistenti e nel migliorare quelle che sono già degradate.
f. Conservare e migliorare la qualità delle risorse storiche e culturali
Le risorse storiche e culturali sono risorse limitate che, una volta distrutte o danneggiate,
non possono essere sostituite. In quanto risorse non rinnovabili, i principi dello sviluppo

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sostenibile richiedono che siano conservati gli elementi, i siti o le zone rare rappresentativi
di un particolare periodo o tipologia, o che contribuiscono in modo particolare alle
tradizioni e alla cultura di una data area. Si può trattare, tra l‟altro, di edifici di valore
storico e culturale, di altre strutture o monumenti di ogni epoca, di reperti archeologici nel
sottosuolo, di architettura di esterni (paesaggi, parchi e giardini) e di strutture che
contribuiscono alla vita culturale di una comunità (teatri, ecc.). Gli stili di vita, i costumi e
le lingue tradizionali costituiscono anch‟essi una risorsa storica e culturale che è opportuno
conservare.
g. Conservare e migliorare la qualità dell’ambiente locale
Nel contesto del presente dibattito, la qualità di un ambiente locale può essere definita
dalla qualità dell‟aria, dal rumore ambiente, dalla gradevolezza visiva e generale. La qualità
dell‟ambiente locale è importantissima per le aree residenziali e per i luoghi destinati ad
attività ricreative o di lavoro. La qualità dell‟ambiente locale può cambiare rapidamente a
seguito di cambiamenti del traffico, delle attività industriali, di attività edilizie o estrattive,
della costruzione di nuovi edifici e infrastrutture e da aumenti generali del livello di attività,
ad esempio da parte di visitatori. È inoltre possibile migliorare sostanzialmente un
ambiente locale degradato con l‟introduzione di nuovi sviluppi. Cfr. anche il criterio c)
relativo alla riduzione dell‟impiego e del rilascio di sostanze inquinanti.
h. Protezione dell’atmosfera
Una delle principali forze trainanti dell‟emergere di uno sviluppo sostenibile è consistita nei
dati che dimostrano l‟esistenza di problemi globali e regionali causati dalle emissioni
nell‟atmosfera. Le connessioni tra emissioni derivanti dalla combustione, piogge acide e
acidificazione dei suoli e delle acque, come pure tra clorofluorocarburi (Cfc), distruzione
dello strato di ozono ed effetti sulla salute umana sono stati individuati negli anni Settanta
e nei primi anni Ottanta. Successivamente è stato individuato il nesso tra anidride
carbonica e altri gas di serra e cambiamenti climatici. Si tratta di impatti a lungo termine e
pervasivi, che costituiscono una grave minaccia per le generazioni future.
i. Sensibilizzare alle problematiche ambientali, sviluppare l’istruzione e la
formazione in campo ambientale
Il coinvolgimento di tutte le istanze economiche ai fini di conseguire uno sviluppo
sostenibile è un elemento fondamentale dei principi istituiti a Rio (Conferenza delle Nazioni
Unite sull‟ambiente e lo sviluppo, 1992). La consapevolezza dei problemi e delle opzioni

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disponibili è d‟importanza decisiva: l‟informazione, l‟istruzione e la formazione in materia di
gestione ambientale costituiscono elementi fondamentali ai fini di uno sviluppo sostenibile.
Li si può realizzare con la diffusione dei risultati della ricerca, l‟integrazione dei programmi
ambientali nella formazione professionale, nelle scuole, nell‟istruzione superiore e per gli
adulti, e tramite lo sviluppo di reti nell‟ambito di settori e raggruppamenti economici. È
importante anche l‟accesso alle informazioni sull‟ambiente a partire dalle abitazioni e nei
luoghi ricreativi.
l. Promuovere la partecipazione del pubblico alle decisioni che comportano uno
sviluppo sostenibile
La dichiarazione di Rio (Conferenza delle Nazioni Unite sull‟ambiente e lo sviluppo, 1992)
afferma che il coinvolgimento del pubblico e delle parti interessate nelle decisioni relative
agli interessi comuni è un cardine dello sviluppo sostenibile. Il principale meccanismo a tal
fine è la pubblica consultazione in fase di controllo dello sviluppo, e in particolare il
coinvolgimento di terzi nella valutazione ambientale. Oltre a ciò, lo sviluppo sostenibile
prevede un più ampio coinvolgimento del pubblico nella formulazione e messa in opera
delle proposte di sviluppo, di modo che possa emergere un maggiore senso di
appartenenza e di condivisione delle responsabilità.
Uno dei primi passi da effettuare all‟interno del processo metodologico di Valutazione
Ambientale del Documento di Piano è la verifica di sostenibilità degli orientamenti di Piano;
nella fase di impostazione le indicazioni date dall‟Amministrazione Comunale contenenti gli
obiettivi che si vorrebbero raggiungere con la redazione della Variante al PRG e del PRPE
sono sottoposte ad una verifica di congruità con i criteri di sostenibilità.

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QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO

Fasi del Processo di VAS
La VAS è introdotta dalla Comunità Europea con la direttiva 2001/42/CE con “l'obiettivo
di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e di contribuire all'integrazione
di considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione e dell'adozione di piani e
programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile, assicurando che, ai sensi della
presente direttiva, venga effettuata la valutazione ambientale di determinati piani e
programmi che possono avere effetti significativi sull'ambiente (Art 1 – Obiettivi)”.
La normativa italiana recepisce tale direttiva attraverso il D.Lgs. n. 152/2006 che, alla
Parte Seconda, disciplina le “Procedure per la Valutazione Ambientale (VAS) e per la
Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)” attraverso le norme correttive al precedente
decreto contenute nel D.Lgs. 4/2008 e nel D.Lgs. 128\2010.
“La valutazione ambientale strategica, o semplicemente valutazione ambientale,
riguarda i piani e programmi di intervento sul territorio ed è preordinata a garantire che
gli effetti sull'ambiente derivanti dall'attuazione di detti piani e programmi siano presi in
considerazione durante la loro elaborazione e prima della loro approvazione” e ancora
“la procedura per la valutazione ambientale strategica costituisce, per i piani e
programmi sottoposti a tale valutazione, parte integrante del procedimento ordinario di
adozione ed approvazione” (parte II, titolo 1, art. 4, commi 2 e 3, d.lgs. 152/2006).
La procedura di VAS si divide in 4 fasi principali:
1. Verifica di assoggettabilità (Screening) – è finalizzata a valutare la possibilità di

applicare la VAS ai Piani ed i Programmi di cui all‟art. 6, comma 3, del d.lgs.
152/2006. Lo screening consiste in “un rapporto preliminare comprendente una
descrizione del piano o programma e le informazioni e i dati necessari alla verifica
degli impatti significativi sull'ambiente dell'attuazione del piano o programma,
facendo riferimento ai criteri dell'allegato I” (art. 12, d.lgs. 4/2008). Il rapporto
preliminare viene trasmesso alle Autorità con Competenza Ambientale (ACA) ed al
pubblico interessato.
2. Verifica preliminare (Scoping) – è finalizzata a definire i riferimenti concettuali
ed operativi attraverso i quali si elaborerà il successivo Rapporto Ambientale. Lo
scoping consiste anch‟esso di un rapporto preliminare contenente le informazioni già
inserite nella verifica di assoggettabilità ed indicazioni di carattere procedurale

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(modalità di partecipazione pubblica, metodi di valutazione adottatati, ecc…) ed
analitico (analisi dei presumibili impatti, tematiche ambientali indagate, ecc…).
Questa fase prevede la consultazione delle ACA.
3. Rapporto ambientale e sintesi non tecnica – “Nel rapporto ambientale
debbono essere individuati, descritti e valutati gli impatti significativi che l'attuazione
del piano o del programma proposto potrebbe avere sull'ambiente e sul patrimonio
culturale, nonché le ragionevoli alternative che possono adottarsi in considerazione
degli obiettivi e dell'ambito territoriale del piano o del programma stesso. L'allegato
VI al presente decreto riporta le informazioni da fornire nel rapporto ambientale,… “
(art. 13, comma 4, D.Lgs. 4/2008). Tale RA deve essere corredato di una Sintesi
non Tecnica finalizzata a proporre una facile lettura dei contenuti tecnici del RA per
un pubblico non addetto ai lavori. Il RA, la Sintesi non Tecnica e la proposta di Piano
o Programma (realizzati secondo le indicazioni del RA) devono essere pubblicati e
messi a disposizione delle ACA e del Pubblico e recepiti dall‟Autorità Competente
secondo tempi e metodi indicati nel documento di Scoping.
4. Monitoraggio – “Il monitoraggio assicura il controllo sugli impatti significativi
sull'ambiente derivanti dall'attuazione dei piani e dei programmi approvati e la
verifica del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità prefissati, così da
individuare tempestivamente gli impatti negativi imprevisti e da adottare le
opportune misure correttive. Il monitoraggio é effettuato avvalendosi del sistema
delle Agenzie ambientali” (art. 18, D.Lgs. 4/2008). Il programma di monitoraggio
viene definito nel Rapporto Ambientale ed è parte integrante del Piano o Programma
adottato.
Secondo quanto disposto al punto b, comma 2, art 7 del capo I, titolo 2 del D.Lgs.
152/2006 – “…sono sottoposti a valutazione ambientale strategica: … b) i piani e i
programmi concernenti i siti designati come zone di protezione speciale per la
conservazione degli uccelli selvatici e quelli classificati come siti di importanza
comunitaria per la protezione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatica.”
Con tale documento si procede alla redazione di un Rapporto Ambientale, espletando
l‟intero procedimento di VAS, in quanto il PAN, oggetto d‟esame, elaborato per la
pianificazione territoriale e la destinazione dei suoli e perché sottoposto a Valutazione
di Incidenza in considerazione dei possibili impatti sulle finalità di conservazione del

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SIC; oltre a contenere misure finalizzate alla tutela e conservazione delle emergenze
naturali presenti nella Riserva Naturale, presenta interventi di ripristino e valorizzazione
finalizzati alla riqualificazione di aree degradate o in stato di abbandono. Le indicazioni
operative per la procedura di VAS prevista agli art. 13 – 18 del D.Lgs. 152/2006 e
ss.mm.ii., illustrate in precedenza e schematizzate nel diagramma sottostante.

Figura 1 - Schema procedurale del processo di Valutazione Ambientale
Strategica (fonte http://www.va.minambiente.it)

Figura 2 – Circolare Giunta Regionale Abruzzo del 2.09.2008, prot. n. 21136/08,
seguono altre Circolari ed aggiornamenti sulle procedure.

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IL PIANO D’ASSETTO NATURALISTICO

Il Piano oggetto d‟indagine deriva da disposizioni della Regione Abruzzo che all‟art. 22
della L.R. n. 38/96 definisce finalità, tempi e principi per la formulazione del Piano di
Assetto Naturalistico.
“Il piano di assetto naturalistico della riserva deve prevedere:

a) l‟identificazione e la localizzazione delle emergenze naturali (geologiche,
floristiche, faunistiche, paesaggistiche) da proteggere e delle risorse naturali
da valorizzare anche con il riferimento ad interventi di riassetto e risanamento;

b) l‟utilizzazione delle risorse presenti compatibilmente con le finalità della riserva;
c) i modi diversi di accessibilità e fruibilità della Riserva;
d) le attività compatibili con le finalità della Riserva stessa;
e) i sistemi di attrezzature ed impianti e servizi;
f) le possibili connessioni funzionali e naturalistiche con eventuali altri ambiti di

tutela limitrofi;
g) norme di attuazione.” (legge regionale n°38 art 22).
Parte della Riserva Naturale Regionale guidata “Monte Salviano” è anche
riconosciuta come sito SIC (cod. IT 7110092) – [vedere cartografia territoriale
dell‟area oggetto d‟intervento].
Il sito SIC nasce da indicazioni della comunità europea che, in accordo con le
convenzioni internazionali aventi per oggetto le problematiche relative alla progressiva
perdita di biodiversità, ha emanato le Direttive “Uccelli” (79/409/CEE) ed “Habitat”
(92/43/CEE) con le quali si prevede la creazione e la gestione di un sistema di aree ad
elevata valenza naturalistica negli Stati membri. Di seguito si riportano delle cartografie
utili a comprendere la localizzazione territoriale della Riserva e dell‟area SIC del Monte
Salviano.
Tale sistema costituisce la Rete Natura 2000, formata dall‟insieme dei Siti denominati
SIC (Siti di Importanza Comunitaria) che, al termine dell‟iter istitutivo, saranno designati
come ZSC (Zone Speciali di Conservazione), e ZPS (Zone di Protezione Speciale).
Le ZSC e le ZPS garantiranno la presenza, il mantenimento e/o il ripristino di habitat e
di specie animali e vegetali del continente europeo, particolarmente minacciati da
frammentazione ed estinzione.

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L‟obiettivo della Direttiva è quello di creare, attraverso la Rete Natura 2000, un insieme
di siti funzionali alla conservazione degli habitat e delle specie che li caratterizzano.
Pertanto, vanno salvaguardate le specie e/o gli habitat di interesse comunitario,
attraverso azioni specifiche e dovrà, anche, essere prevista una gestione integrata
dell‟intero sistema.
Con la L.R. n. 134/99 la Regione Abruzzo istituisce la Riserva Naturale Regionale
guidata “Monte Salviano” per ragioni culturali ed ambientali di notevole pregio.

Figura 3. Carta del Ministero dell’Ambiente per la localizzazione
dell’area SIC del Monte Salviano.

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Figura 4 . Cartografia allegata al PAN. Si distinguono in rosso, i confini della Riserva,
in giallo, i confini dell’area SIC.

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DEFINIZIONE AUTORITÀ, PUBBLICO COINVOLTO E MODALITÀ DI
CONSULTAZIONE

Il Comune di Avezzano ha affidato all’Associazione Il Salviano l‟incarico tecnico
per la redazione del P.A.N. della Riserva secondo quanto precedentemente
concordato tra Comune e PNALM (P.A.N. e Linee di indirizzo programmatico nota
21.08.2002, prot. n. 4989), regolarizzato (incarico di affidamento del 20.09.2004)
stabilito, Deliberazione n. 56 del C.C. del 2.05.2007 (Approvazione Progetto
Preliminare del PAN, con rinnovo incarico in data 31.05.2007), ed approvato,
(Deliberazioni C.C. n. 75 e n. 85 del 05.10.2010 e del 26.10.2010), e per quanto
concerne la sola procedura di definizione iter di “Screening” per la Valutazione
Ambientale Strategica sul Piano di Assetto Naturalistico della Riserva del Monte
Salviano con incarico di rimborso spese con Deliberazione G.C. n. 418 del 30.12.2010.
In data 27.01.2011 l‟Associazione Il Salviano per conto del Comune di Avezzano, ha
trasmesso alla Regione Abruzzo il Rapporto Preliminare (acquisito il 04.02.2011 al
prot. n. 1156) per la verifica di assoggettabilità (Screening) a VAS del Piano d‟Assetto
Naturalistico della Riserva Naturale Regionale Monte Salviano, ai sensi dell‟art. 12 e
dell‟Allegato I del D. Lgs. n. 152/06 e s.m.i., al fine di richiedere i provvedimenti di
competenza.
La Regione Abruzzo (Autorità competente e Autorità procedente) ha trasmesso ai
soggetti competenti in materia ambientale, individuati in collaborazione con
l‟Associazione Il Salviano/Comune di Avezzano (Autorità proponente) nella riunione del
17.11.2010 il Rapporto Preliminare (nota del 9.02.2011, prot. n. 1312) per acquisire i
pareri di competenza.
L‟A.R.T.A Abruzzo ha trasmesso (nota del 14.03.2011, prot. n. 3815) il parere secondo
il quale il P.A.N. della Riserva Naturale Regionale “Monte Salviano” debba essere
assoggettato a V.A.S. in quanto dal Rapporto Preliminare non emergono elementi che
permettano di escludere che il P.A.N. in questione possa avere impatti significanti
sull‟ambiente.
La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l‟Abruzzo ha trasmesso
(nota del 03.03.2011, prot. n. 3127) il parere in base al quale il P.A.N. in questione
poteva essere escluso dall‟assoggettabilità a V.A.S. in quanto è volto all‟individuazione

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di potenziali risorse naturali che possano dare avvio a nuove forme di sviluppo
sostenibile che non comportano ulteriori vincoli significativi.
La Direzione Regionale Politiche Agricole e di Sviluppo Rurale, Forestale, Caccia e Pesca,
Emigrazione, Ufficio Territoriale per l‟Agricoltura ha trasmesso (nota del 01.03.2011,
prot. n. RA 48966) il parere in base al quale il P.A.N. in questione poteva essere escluso
dall‟assoggettabilità a V.A.S. in quanto non presenta impatti ambientali significativi.
La Direzione Affari della Presidenza, Politiche Legislative e Comunitarie,
Programmazione, Parchi, Territorio, Valutazione Ambientali, Energia della Regione
Abruzzo con Determinazione N. DA/78 in data 14.06.2011 ha emesso il
Provvedimento di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica V.A.S.
del Piano d’Assetto Naturalistico della Riserva Naturale Regionale “Monte
Salviano”, “ … in quanto si ravvisa la necessità di approfondire i possibili impatti del
Piano d‟Assetto individuati nel Rapporto preliminare di assoggettabilità, considerato
anche che tale Piano può definire il quadro di riferimento, per le attività in esso
previste, di progetti elencati negli Allegati II, III e IV della Parte Seconda del D. Lgs. n.
152/06 e ss.mm.ii., e che l‟area risulta interessata da particolari caratteristiche naturali
e storico culturali”.
Per la procedura di V.A.S., s‟individuano nel Comune Avezzano l’autorità
proponente e nella Regione Abruzzo l’autorità competente.

Figura 5. Tempi e modalità per l’approvazione della VAS/PAN della Riserva e del Rapporto
Ambientale.

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Nella Figura 3 sono riportati le attività da svolgere in merito alla presentazione del
Rapporto Ambientale ed i termini temporali.
Luogo, modalità e tempi di consultazione del Rapporto Ambientale verrà definito nel
dettaglio all‟atto della stesura definitiva del Rapporto Ambientale.
Di seguito si riporta l‟elenco delle ACA individuate:
 DC – Direzione LL.PP., Servizio Idrico Integrato, Gestione Integrata dei Bacini

Idrografici, Difesa del Suolo e della Costa (Palazzo del TAR – Via Salaria Antica Est –
67100 L‟Aquila)
 DH - Direzione Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca (Via Catullo, 17
– 65100 Pescara);
 DA - Direzione Affari della Presidenza, Politiche Legislative e Comunitarie,
Programmazione, Parchi, Territorio, Valutazioni Ambientali, Energia;
o Servizio Conservazione della Natura e APE;
o Servizio Tutela, Valorizzazione del Paesaggio e Valutazioni Ambientali;

(Via Leonardo da Vinci, 6 – Palazzo I. Silone – 67100 L‟Aquila);
 DR - Direzione Protezione Civile, Ambiente (Via Passolanciano, 75 – 65100 Pescara);
 DE – Direzione Trasporti, Infrastrutture, Mobilità e Logistica (Viale Bovio, 425 –

65100 Pescara);
 Provincia dell‟Aquila – Direzione Generale - Ecologia, Tutela Ambientale (Via S.

Agostino, 7 – 67100 L‟Aquila);
 ARTA Abruzzo - Agenzia Regionale per la Tutela dell‟Ambiente- Direzione Centrale

(c/a Resp.le Gruppo di Lavoro V.A.S. – Viale Marconi, 178 – 65100 Pescara);
 Autorità dei Bacini di rilievo regionale dell‟Abruzzo e del bacino interregionale del

fiume Sangro (Palazzo del TAR – Via Salaria Antica Est – 67100 L‟Aquila)
 Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici Soprintendenza beni culturali

(MIBAC) - (Via dell‟Industria-Nucleo Industriale di Bazzano – 67100 L‟Aquila);
 Soprintendenza della Regione Abruzzo per i Beni Architettonici e Paesaggistici (BAP)

– (Via di S. Basilio, 2A- 67100 L‟Aquila);
 Azienda USL Avezzano – Sulmona (Via XX Settembre, 27 – 67051 Avezzano – AQ);
 Comando Regionale Corpo Forestale dello Stato (Via delle Fratte Snc – 67100

L‟Aquila).

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INQUADRAMENTO TERRITORIALE

(del Comune di Avezzano e della Riserva Naturale guidata “Monte Salviano”)

GENERALITÀ SULLE CARATTERISTICHE DEL TERRITORIO
Avezzano, in Provincia dell‟Aquila, è il Comune più grande della Marsica; il nome deriva
da “Ad (fundum, praedium) Vettianum”, cioè “presso la tenuta, il podere dei Vezzi”,
famiglia di cui si hanno ripetute notizie nel corso della storia della città.
Il territorio attuale di Avezzano è il risultato delle vicende storiche che, dalla fine del 1200
al termine del 1900, portarono lo stesso ad inglobare altri centri vicini arrivando
all‟estensione attuale di circa 104,04 kmq su cui si muovono circa 42.627 abitanti (dato
ISTAT giugno 2012). Le frazioni sono sette:
- Antrosano sul declivio di base del colle albense;
- Case Incile sull‟imbocco fucense dell‟emissario romano del Fucino;
- Castelnuovo sotto la catena montuosa di Monte Uomo, vecchio feudo medievale;
- Cese sui Piani Palentini sotto il monte di Pietraquaria;
- Paterno sul versante fucense di Monte Uomo e anch‟esso vecchio feudo medievale;
- San Giuseppe di Caruscino sul versante fucense nel luogo dove era una delle stanghe da
pesca del Fucino nel Medioevo;
- S. Pelino vecchia frazione fucense di Massa d‟Albe;
- Via Nuova nella piana fucense lungo la strada voluta dai Colonna nel „500.
Il centro urbano si estende tra le quote di 670 e 740 m s.l.m., lungo i bordi settentrionali
dell‟ex bacino lacustre, su un leggero pendio degradante verso le rive dell‟ex lago Fucino
contornato ad ovest dalle alture di Cimarani (ex “Cima Grande”), Aria e Salviano (ex
“Monte Arrio”) e a nord-est dai monti Cervaro e Uomo.
La Piana del Fucino è costituita dall‟area emersa per la bonifica del lago omonimo e,
attualmente, si presenta come una pianura di circa 13.000 ettari. Il Lago del Fucino, la cui
origine è legata al fenomeno glaciale, si estendeva ad un‟altitudine di circa 670 m s.l.m.,
per una superficie di 155 km
e con una profondità media di 22 m; era soggetto a numerose variazioni di livello dovute
al fatto che, a fronte dell‟apporto di materiali solidi trasportati dai suoi affluenti, si
contrapponeva l‟assenza di emissari naturali, cui ovviavano alcuni inghiottitoi che però si
ostruivano frequentemente.

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Le montagne che circondano la depressione fucense hanno una morfologia aspra,
rupestre, segnata dai processi di erosione subiti nel tempo. Nelle parti più elevate alcune
di esse presentano evidenti modellamenti di origine glaciale. Le pendici non sempre sono
ricoperte da vegetazione; interi versanti sono stati sottoposti all‟azione erosiva del sovra
pascolamento le cui conseguenze sono tuttora evidenti.
La Riserva Naturale guidata “Monte Salviano” già Parco periurbano del Salviano,
istituita con la Legge Regionale n° 134 del 23 dicembre 1999, si estende per circa 720
ettari tutti nel territorio del Comune della Città di Avezzano. Il territorio della Riserva
include il Monte Cimarani a nord e il Monte Salviano a sud e confina con i Comuni di
Scurcola Marsicana, Capistrello e Luco dei Marsi.
L‟istituzione della Riserva può essere considerata come un passaggio intermedio; l‟idea
originaria parte da un gruppo di ecologisti negli anni sessanta e si è andata concretizzando
negli anni seguenti fino ad arrivare alla stesura del Progetto per il Parco periurbano
del Salviano. Il progetto è stato presentato in una conferenza pubblica presso la sede
della Banca Popolare di Avezzano nel febbraio 1993 e ha avuto il parere favorevole della
Commissione Edilizia del Comune di Avezzano nella seduta dell‟11 aprile 1993.
Il Progetto elabora un Piano che protegge una risorsa ambientale preziosa e si sforza di
individuare e recuperare strutture preesistenti attualmente in stato di abbandono o
fatiscenti, restituendo funzioni culturali, sociali ed economiche essenziali per la collettività.
Al centro di questa idea sta la convinzione che il rapporto uomo-ambiente non vada più
limitato solo alle tematiche della salvaguardia di aree non antropizzate ma venga
finalmente posto con forza all‟interno dei luoghi dove gli uomini svolgono le loro attività.
Da qui il carattere “periurbano” che il progetto ha interpretato.
La Riserva del Monte Salviano racchiude un bastione roccioso che sovrasta la città di
Avezzano nel settore Sud Occidentale e segna una linea di spartiacque tra il settore
occidentale della Piana del Fucino ed il comparto agricolo dei Piani Palentini. Tale bastione
roccioso è un complesso di piccoli rilievi calcarei che si estendono lungo una direttrice
principale nord-ovest sud-est composto dai monti: San Felice (1030 m s.l.m.), Cimarani
(1108 m s.l.m.), D‟Aria (1011 m s.l.m.). Il dislivello altitudinale lungo cui si sviluppa la
Riserva è di circa 399 m tenendo conto del settore più depresso nei pressi della località
“Parco” di Avezzano (709 m s.l.m.) e la vetta del M. Cimarani (1108 m s.l.m.).

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La Riserva del Monte Salviano è interamente compresa all‟interno del territorio comunale
di Avezzano (AQ) e confina con i comuni di Scurcola Marsicana a nord e Capistrello a Sud.
La sua estensione complessiva è di 722 ha (come da legge istitutiva della Riserva).
L‟area protetta si raggiunge da Pescara e da Roma attraverso l‟autostrada A25 (uscita
Avezzano) e percorrendo poi la ex S.S. n°82 della Valle del Liri che permette di arrivare
fino al Santuario della Madonna di Pietraquaria (957 m s.l.m.) che allo stato attuale è il
luogo maggiormente rappresentativo di tutto il territorio della Riserva.
CARATTERIZZAZIONE DELL’AMBIENTE NATURALE
– Paesaggio ed utilizzo del territorio del Comune di Avezzano
Come è già stato illustrato sulle generalità, Avezzano ha vissuto due episodi determinanti
per il suo aspetto urbanistico ed economico: il prosciugamento, completato nel 1878, del
lago e il catastrofico terremoto del 1915 che rase al suolo quasi tutte le abitazioni della
Marsica. Non risparmiata neppure dai bombardamenti della seconda guerra mondiale,
Avezzano oggi ha l'aspetto delle città pianificate,
con monotoni edifici antisismici.
Il territorio del Comune comprende il “quadrante Nord-Ovest” della Piana del Fucino e i
rilievi collinari che si sollevano a nord della stessa con il rilievo i Tre Monti (1398 m s.l.m.),
il Monte Uomo (1391 m s.l.m.), Monte Cervaro (1156 m s.l.m.) e il Colle Rotondo (1209 m
s.l.m.). A ovest della Piana del Fucino i rilievi sono il già citato Monte Cimarani (1108 m
s.l.m.), Monte d‟Aria (1011 m s.l.m.) ed il versante orientale del Monte Salviano (958 m
s.l.m.).
Il paesaggio si presenta fortemente modificato dall‟uomo. Nella zona pianeggiante, l‟antica
sede del lago è completamente utilizzata per la coltivazione di cereali, frumento e colture
ortive.
I rilievi a nord sono principalmente coperti da vegetazione prativa e utilizzati
maggiormente per il pascolo. I rilievi a ovest della Piana del Fucino sono coperti per lo più
da vegetazione arborea ad opera di rimboschimenti. L‟utilizzo che l‟uomo fa del territorio,
come lo modifica con la sua presenza, il suo lavoro, ci parla del rapporto diretto che c‟è fra
la popolazione locale e la terra su cui vive. L‟analisi che segue è finalizzata a descrivere il
paesaggio attraverso una elaborazione di informazioni provenienti dalla banca dati del
progetto Corine Land Cover del 2000 del SINAnet (Rete Nazionale d‟Informazioni in Campo
Ambientale).

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La vocazione principalmente agricola della zona è evidenziata dalle percentuali di uso del
suolo. Il 29,4 % destinato alla coltivazione dei seminativi in aree irrigue è quello della
Piana del Fucino. In questa area l‟abbondanza d‟acqua ha indirizzato l‟agricoltura verso la
coltivazione degli ortaggi, specialmente negli ultimi anni. Le colture più diffuse e tipiche
sono quella della carota e della patata. La produzione della carota del Fucino copre il 30%
del mercato nazionale, il 5% di quello europeo e l‟1% di quello mondiale.
Importanti sono divenute anche le coltivazioni di radicchio e finocchio (2004). Queste
nuove colture ben si adattano al clima locale, rigido in inverno e con un breve periodo di
aridità in estate, tanto che per buona parte dei mesi di luglio e agosto sono presenti sui
mercati soltanto il radicchio e il finocchio del Fucino.
L‟altra tipologia di coltivazioni (29,8 % di “Seminativi in aree non irrigue”) coinvolge la
restante parte di territorio pianeggiante lasciato libero dalle aree urbane ed industriali.
Le Aree a pascolo (14,5 %) sono un‟importante fonte di approvvigionamento per la
pastorizia locale concentrata su ovini e bovini, dando una spinta alla produzione casearia.
La struttura del centro abitato di Avezzano si presenta complessa: l‟area a “tessuto urbano
continuo” rappresenta il nocciolo dell‟impianto di origine romana del quale non rimane che
qualche traccia dopo il terremoto e i bombardamenti della guerra. Intorno ad esso si è
sviluppata la città in modo più disomogeneo su due grandi aree con “tessuto urbano
discontinuo”.
Sono presenti due aree verdi urbane occupate da impianti sportivi, una ai margini nord
della città, l‟altra a ridosso del centro storico.
Nella restante parte pianeggiante di territorio si sono sviluppati ulteriori piccoli centri
urbani, S. Pelino, Paterno e Antrosano, mentre a sud, tra la Piana del Fucino e il Monte
Salviano è sorta un‟importante area industriale (260 ha circa) che al suo interno
comprende impianti di produzione di materiali elettrici ed elettronici, carta e affini,
accumulatori, un azienda metalmeccanica, un industria chimica.
Nel territorio comunale sono presenti anche due Aree estrattive di 24,8 ha e 18,3 ha,
entrambe nella parte settentrionale del Comune, presso le località Arci e Colle di Pilato.
Paesaggisticamente la Riserva Naturale guidata “Monte Salviano” si presenta per lo
più spoglia di vegetazione con praterie aride di origine secondaria da sempre utilizzate
come pascolo per ovini e caprini e nuclei relitti di bosco a prevalenza di Roverella nei

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versanti più freschi esposti a nord-ovest del settore meridionale. Tra i nuclei boschivi relitti
si riconoscono numerosi interventi di rimboschimento a Pino nero.
L‟intero massiccio montuoso racchiuso dalla Riserva è strettamente legato alla storia ed
alla cultura del popolo marsicano e racchiude pertanto numerose testimonianze dell‟azione
antropica. Dal punto di vista architettonico e culturale gli elementi di spicco sono il
“Santuario della Madonna di Pietraquaria” e la suggestiva “Via Crucis” (ora “Via
del Rosario”); un manufatto, oggi ristrutturato ed adibito all‟accoglienza turistica,
denominato “Casa del Pellegrino”; il “Monumento Memorial” dedicato alle vittime
del terremoto che ha colpito la Città di Avezzano nel 1915; un opera dell‟artista Pietro
Cascella denominata “Teatro della Germinazione” con annessa ampia area pic-nic
all‟imbocco dell‟antico percorso pedonale denominato “Via dei Marsi” ed infine i
“Cunicoli di Claudio” e la “Grotta di Ciccio Felice” che rappresentano la testimonianza
più evidente dell‟immensa opera di prosciugamento dell‟antico bacino lacustre del Fucino.
Anche l‟ambienta naturale mostra segni evidenti dell‟impronta antropica. Numerosi sono gli
appezzamenti della Riserva in cui è stata fatta un‟opera di rimboschimento a Pino nero. Le
comunità prative sono di origine secondaria, ossia ricavate a discapito della vegetazione
forestale per far posto ai pascoli. L‟ambiente forestale appare degradato a causa degli
incendi che nel corso degli anni hanno interessato diversi settori dell‟area della Riserva.
Anche i mutamenti climatici della storia recente del Fucino hanno profondamente
influenzato l‟assetto vegetazionale dell‟area in esame; alcune specie vegetali presenti
durante l‟esistenza del grande Lago sono sopravissute come elementi relitti mischiandosi
alle nuove condizioni climatiche più aride.
L’area SIC del Monte Salviano rientra nel settore sud – orientale della Riserva ed in
parte di quello centrale. Gli habitat maggiormente rappresentati nella porzione di SIC
ricadente all‟interno della Riserva sono:

 6210 – “Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su
substrato calcareo (Festuco – Brometalia)”;

 6220 – “Percorsi sub steppici di graminacee e piante annue dei Thero-
Brachypodietea”.

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OBIETTIVI DEL PIANO

Il Piano vuole fare della Riserva un luogo protetto da usare intensamente, un luogo
immediatamente raggiungibile propizio a una pausa serena in una giornata di lavoro,
adatto ad attività ludico-sportive, ma anche un luogo in cui, attraverso un contatto diretto
con la natura, sia possibile svolgere attività didattiche, scientifiche e culturali.
Una Riserva in una Città dove la natura sia rispettata e l‟uomo possa trascorrere ore
serene in armonia con essa: conservato nelle sue caratteristiche essenziali, ma anche
attrezzato per la comodità della gente e soprattutto dei disabili, dei bambini, degli anziani
e di chi pratica lo sport all‟aria aperta.
Il ruolo che può sostenere oggi la Riserva Naturale Regionale Guidata “Monte
Salviano” è quello di fornire un esempio per una diffusione in larga scala dei suoi principi
realizzativi volti principalmente al recupero e alla riqualificazione dell‟ambiente.
L‟avvio di programmi di rilancio e di ottimizzazione ambientale all‟interno di questa realtà
protetta ha l‟obiettivo di favorire il processo di avvicinamento delle amministrazioni locali
affinché diano un contributo attivo per la creazione di un futuro sostenibile per tutti.
La Riserva sarà un territorio privilegiato nel quale sperimentare attivamente le strategie di
Programmazione e Gestione capaci di fornire un contributo sostanziale nella costruzione
del processo ecosostenibile conosciuto come Agenda 21; con il proprio ruolo di soggetto
integrato nel tessuto territoriale di competenza, può infatti fornire un contributo
sostanziale nella costruzione della Agenda 21 Locale, rappresentando un momento di
sperimentazione di procedure innovative, tanto più articolate e complesse per il
coinvolgimento sociale ed economico che azioni e strategie decise comportano, oggi, nel
campo della tutela ambientale e nel miglioramento degli standard di qualità della vita.

Funzione del piano

Il Piano d’Assetto Naturalistico ha funzione di coordinamento strategico di una
molteplicità di politiche diversificate (agricole, forestali, turistico - sportive, trasporto,
urbanistiche ecc.) che consenta di anticipare e controllare i processi di trasformazione,
frenando forme di sviluppo non sostenibili a favore di forme di sviluppo virtuose e
rispettose della vocazione del territorio. Il P.A.N. inoltre disciplina gli usi e le attività
differenziandoli in funzione dei caratteri e delle condizioni specifiche dei siti e delle risorse

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stimolando l‟iniziativa privata a partecipare fattivamente alla realizzazione di azioni positive
sul territorio tendenti al ripristino e potenziamento degli elementi del paesaggio, delle
attività agricole e degli spazi naturali.

Contenuti del piano
Il Piano definisce le perimetrazione delle aree omogenee, sulla base delle unità
paesaggistiche elementari individuate attraverso l‟analisi vocazionale delle diverse parti di
territorio.
Individua aree a massimo grado di protezione “A” corrispondenti alle zone boscate
colpite dagli incendi attribuendo ad esse funzioni di connessione visiva e funzionale tra la
zona di Riserva A e la restante parte di territorio. La restante parte di territorio con
vegetazione prevalentemente arbustiva e arborea è stata individuata come zona “B” a cui
si riconoscono un importante valenza di connessione ecologica ed una fondamentale
azione di protezione dei pendii dai movimenti erosivi. Le parti di Riserva a prevalente
vegetazione prativa è stata individuata come zona “C” riconoscendo in loro l‟importante
valore agro-pastorale e di connessione con il comparto agricolo dei Piani Palentini.
Tra le suddette unità omogenee il Piano inserisce aree con grado di tutela “D” laddove
sussistono situazioni di degrado da risanare o condizioni per valorizzare emergenze
naturali, culturali e paesaggistiche della riserva.
Il Piano fornisce anche indicazioni sui percorsi ciclabili (da individuare più dettagliatamente
con un Piano di Mobilità specifico della Riserva), sul prolungamento dei sentieri vita e
sentieri natura dotandoli di zone di sosta, aree attrezzate per le attività ricreative e di
ristoro. Tali percorsi, unitamente ai sistemi di accesso all‟area, alle strade, ai parcheggi
disegneranno la “mobilità” all‟interno del territorio.
Il Piano individua elementi di pregio, naturali e culturali, presenti nell‟area protetta e
provvede alla loro salvaguardia e valorizzazione; anche al di fuori dell‟area protetta il Piano
identifica (Zona “D1”) elementi o fattori di pregio connettibili con la Riserva come la
presenza di alberi isolati monumentali (si veda il Pioppo Nero all‟interno della Villa
Torlonia) o altre emergenze come la risorgiva “Papacqua”, i Cunicoli di Claudio, le Grotte
di Ciccio Felice e l‟area dell‟ex Zuccherificio di Torlonia, la Zona Umida dell‟Incile e il Parco
Attrezzato delle Tre Conche. Allo stesso tempo nel P.A.N. si riportano eventuali elementi

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che, anche se localizzati al di fuori dell‟area protetta, rappresentano dei detrattori
ambientali per la Riserva stessa.
Altre indicazioni vengono fornite sulle aree e sulle funzioni legate alla fruizione turistica-
ricreativa e sportiva: aree pic-nic, strutture ricettive, campeggi.
Il Piano vuole essere uno stimolo per il miglioramento del rapporto tra agricoltura ed
ambiente nell‟ambito di una disciplina d‟uso del suolo che ha come finalità la promozione e
la valorizzazione delle attività agricole e delle attività direttamente connesse all‟agricoltura,
secondo le specifiche potenzialità produttive presenti nelle varie parti del territorio.
La definizione dei contenuti sopra riportati deriva da indagini di campo e bibliografiche che
rappresentano la base scientifica del P.A.N. e le fondamenta delle azioni e delle scelte
strategiche da mettere in campo per il perseguimento degli obiettivi preposti.
Di seguito si riporta una tabella riassuntiva delle 5 azioni principali a cui il P.A.N. vuole
dare seguito.

Foto 6. Campo di cereali con papaveri nel comparto agricolo a ridosso del Nucleo Industriale.

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1. Promozione e qualificazione della Recupero e sistemazione sentieri – Percorsi ed itinerari
attrezzati per fruizione turistica - Recupero e
fruizione ambientale
sistemazione percorsi ciclo/pedonali – Sistemazione di
aree per la sosta pedonale – Realizzazione di aree e
percorsi per l‟osservazione naturalistica e culturale –
Centri di informazione, educazione e di allestimento
strutture museali - Allestimento di aree o strutture per

l‟attività fisiche e ludico sportive - Miglioramento
viabilità veicolare di accesso alla Riserva – Realizzazione
di aree attrezzate a servizio di aree ambientali – Sistemi
di trasporto alternativo – Realizzazione qualificazione di

aree attrezzate e turistiche, campeggi, ecc.

2. Rimozione degrado, recuperi Consolidamento dei versanti, recupero ambientale aree
– Regolazione e sistemazioni idrauliche forestali,
ambientali e rischio ambientale;
sicurezza interventi di bioingegneria – Recupero e bonifica siti
degradati – Interventi per il recupero ed il

miglioramento delle superfici forestali - Miglioramento
dei pascoli – ecc.

3. Restauro e riqualificazione Restauro e recupero di edifici di valore ambientale ,
monumentale e testimoniale – Recupero della viabilità
paesaggistica e culturale storica - Interventi di arredo urbano e sistemazione a

verde - Interventi di qualificazione del paesaggio
storico-culturale – Iniziative di promozione e
valorizzazione turistica - ecc.

4. Pianificazione e applicazione Realizzazione Sistema informatico Territoriale della
Riserva, G.I.S. con virtualizzazione dei Progetti e Piani
processi A21L e buone pratiche
Urbanistici con implementazione ed interfaccia tra il
Settore Settimo Urbanistica e Pianificazione e Ufficio
della Riserva - Realizzazione di un Archivio Storico
informatico e Catasto della Riserva - Progettazione di
percorsi di sviluppo sostenibile – Riattivazione del
Forum e sito internet di A21L della Riserva - Buone
pratiche per gli acquisti ecocompatibili - Manuali e
Tavoli Tematici – Sistema di Gestione Ambientale della

Riserva - Cooperazione Internazionale

5. Innovazione tecnologica Realizzazione impianti per la produzione di energia
eolica (piccoli impianti) e solare – impianti fotovoltaici e
sostenibile
biomasse (piccoli impianti in base alla reale ed
accertata disponibilità locale) – Realizzazione di sistema

di regolamentazione traffico veicolare - Punti
informativo turistici – Centri di educazione allo sviluppo

sostenibile - Laboratori didattici territoriali.

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Oltre le azioni sopra menzionate nel Piano si riportano una serie di schede-progetto che
danno seguito concretamente ai 5 punti principali sopra riportati. Le schede di progetto
riguardano aree dette “Poli Strategici” che si trovano dentro e fuori l‟area della Riserva.
Tali “Poli Strategici” si trovano in parte all‟interno dei confini della Riserva e sono
localizzati nelle zone “D” del P.A.N.; invece, le aree non comprese nel territorio della
Riserva, sono state comunque considerate nel P.A.N. e localizzate in zone “D1” perché
connettibili territorialmente e tematicamente con la Riserva e contenenti elementi di pregio
utili alla Riserva stessa (vedi possibili infrastrutture, conversione di vecchi stabili a servizio
della Riserva, ecc.).
Di seguito si riportano i titoli (le testate) delle schede progetto riguardanti i “Poli
Strategici” di cui sopra, ricordando che le Schede nel P.A.N. sono corredate da relazioni
descrittive, riferimenti cartografici, architettonici e rilievi fotografici, tale da potersi
assumersi come veri e propri Progetti Preliminari.

Figura 7. Tavola n. 9 D – Zonazione della Riserva Naturale
Regionale guidata “Monte Salviano” – Poli Strategici

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Figura 8. Estratto dalla Tavola n. 9 D – Zonazione della Riserva Naturale
Regionale guidata “Monte Salviano” – Poli Strategici

Schede progetto dei Poli Strategici Generali

Scheda azione Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale

Regionale guidata “Monte Salviano”

Progetto SCHEDE PROGETTO

di assetto Restauro ecologico, risanamento (rinaturalizzazione)

territoriale ambientale e valorizzazione turistico, storico e
forestale culturale della Riserva Naturale Regionale “Monte

Salviano”
(Intervento valutato in Euro 250.000,00#)

(2) RIMOZIONE DEGRADO RISCHIO AMBIENTALE E SICUREZZA, PIANI

ANTINCENDIO

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Scheda azione Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale

Regionale guidata “Monte Salviano”

Progetto SCHEDE PROGETTO

Mobilità dolce SISTEMA DI ACCESSIBILITA’ TURISTICO-

e turismo INFORMATIVA SUL TERRITORIO DELLA RISERVA.
MOBILITA’ DOLCE E TURISMO SOSTENIBILE
sostenibile
(Intervento valutato in Euro 250.000,00#)

(1) PROMOZIONE E QUALIFICAZIONE DELLA FRUIZIONE AMBIENTALE;
(2) RIMOZIONE DEGRADO RISCHIO AMBIENTALE E SICUREZZA, PIANI
ANTINCENDIO

Schede progetto dei Poli Strategici Puntuali

Scheda Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale
azione Regionale guidata “Monte Salviano”
SCHEDE PROGETTO

N. 1 ECOMUSEO DELLA MADONNA DI PIETRAQUARIA
- ARCHIVIO - BIBLIOTECA - CENTRO SERVIZI -

PERCORSO RELIGIOSO NUOVA VIA CRUCIS,
BELVEDERE CROCIONE ED EVENTO PALIO “CORSA DEI

FUOCHI”

(Intervento valutato in Euro 350.000,00#)
(1) PROMOZIONE E QUALIFICAZIONE DELLA FRUIZIONE AMBIENTALE -
(3) RESTAURO E QUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA CULTURALE - Intervento su

area di circa Ha 7, 379 (Zona D) -

Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale

Scheda Regionale guidata “Monte Salviano”
azione SCHEDE PROGETTO

N. 2 PRESIDIO VALICO “MONTE SALVIANO” e ITINERARIO LA
VIA DEI MARSI: Realizzazione di un itinerario turistico,
naturalistico, storico, culturale, religioso e sportivo di
collegamento, tramite la Riserva Naturale Regionale “Monte
Salviano”, dal Parco Nazionale d‟Abruzzo al Parco Regionale
Sirente Velino - Progetto di continuità ambientale.

(Intervento valutato in Euro 100.000,00#)

(1) PROMOZIONE E QUALIFICAZIONE DELLA FRUIZIONE AMBIENTALE - (3)
RESTAURO E QUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA CULTURALE - Intervento su

area di circa Ha 6,959 (Zona D) -

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Scheda Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale
azione Regionale guidata “Monte Salviano”
SCHEDE PROGETTO

N. 3 Progetto : CENTRO BIODIVERSITA’ - RECUPERO
DELL’EX CAVA PER LA REALIZZAZIONE DI UNA SERRA
DELLA “FLORA D’ABRUZZO”

(Intervento valutato in Euro 400.000,00#)

(1) PROMOZIONE E QUALIFICAZIONE DELLA FRUIZIONE AMBIENTALE (2)
RIMOZIONE DEGRADO RISCHIO AMBIENTALE E SICUREZZA, PIANO
ANTINCENDIO –
(3) RESTAURO E QUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA CULTURALE - Intervento su

area di circa Ha 0,923 (Zona D) -

Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale

Scheda Regionale guidata “Monte Salviano”
azione SCHEDE PROGETTO

N. 4 RICONVERSIONE DELL’EX TIRO A VOLO IN FATTORIA
SCUOLA - CENTRO SERVIZI MONITORAGGIO E SEDE

OPERATIVA ANTINCENDIO - AREA CAMPEGGIO
NATURA - CENTRO SPORTIVO EDUCATIVO-DIDATTICO

E TURISTICO-AMBIENTALE

(Intervento valutato in Euro 230.000,00#)

(1) PROMOZIONE E QUALIFICAZIONE DELLA FRUIZIONE AMBIENTALE (2)
RIMOZIONE DEGRADO RISCHIO AMBIENTALE E SICUREZZA, PIANO
ANTINCENDIO;
(3) RESTAURO E QUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA CULTURALE -

Intervento su area di circa Ha 4,856 (Zona D)

Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale

Scheda Regionale guidata “Monte Salviano”
azione SCHEDE PROGETTO

N. 5 Progetto integrato: Recupero e riqualificazione
ambientale area “Memorial”, Realizzazione “Orto
Botanico Lapidario del Salviano, Eco Museo della
Memoria” e recupero (demolizione/ricostruzione) della Cappella
di San Giovanni Gualberto (1959) - sita a ridosso dell‟inizio della

Via del Rosario (ex Via Crucis)

(Intervento valutato in Euro 320.000,00#)

(1) PROMOZIONE E QUALIFICAZIONE DELLA FRUIZIONE AMBIENTALE –
(2) RIMOZIONE DEGRADO RISCHIO AMBIENTALE E SICUREZZA, PIANO
ANTINCENDIO –
(3) RESTAURO E QUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA CULTURALE -

Intervento su area di circa Ha 7,061(Zona D1)

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Schede azioni Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale

Regionale guidata “Monte Salviano”

N. 6 SCHEDE PROGETTO

N. 7 Progetto integrato: PARCO NATURALISTICO
ARCHEOLOGICO EMISSARIO DEL LAGO DEL FUCINO –
PARCO FLUVIALE INCILE E PERCORSI NATURALISTICI-
DIDATTICO-SPORTIVI

(Intervento valutato in Euro 1.500.000#)

(1) - PROMOZIONE E QUALIFICAZIONE DELLA FRUIZIONE AMBIENTALE - (2)
RIMOZIONE DEGRADO RISCHIO AMBIENTALE E SICUREZZA, PIANO
ANTINCENDIO - (3) RESTAURO E QUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA
CULTURALE - (5) INNOVAZIONE TECNOLOGICA SOSTENIBILE - Intervento su
area 6a e 6b di circa Ha 14,990 (Zona D Ha 10,471 - Zona D1 Ha 4,519) e
intervento su area 7 circa Ha 64,890 (Zona D1) -

Scheda Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale
azione
Regionale guidata “Monte Salviano”
N. 8
SCHEDE PROGETTO

ZONA UMIDA RIPARIALE
(PARCO FLUVIALE DELL’INCILE)
- Recupero vasche dell’ex Zuccherificio Torlonia –

(Intervento valutato in Euro 150.000,00#)

(1)PROMOZIONE E QUALIFICAZIONE DELLA FRUIZIONE AMBIENTALE - (2)
RIMOZIONE DEGRADO RISCHIO AMBIENTALE E SICUREZZA, PIANO
ANTINCENDIO - (3) RESTAURO E QUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA
CULTURALE - Intervento su area di circa Ha 27,051 (Zona D1)

Scheda Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale
azione
Regionale guidata“Monte Salviano”
N. 9
SCHEDE PROGETTO

Progetto: ECO MUSEO DEL FUCINO, CENTRO DELLA
BIODIVERSITA’, MUSEO DELLO SPORT - LA FABBRICA

DI ZUCCHERO - (Recupero edificio ex Malterie del Nucleo
Industriale di Avezzano ex Zuccherificio Torlonia)

(Intervento valutato in Euro 1.500.000,00#)

(1) - PROMOZIONE E QUALIFICAZIONE DELLA FRUIZIONE AMBIENTALE - (2)
RIMOZIONE DEGRADO RISCHIO AMBIENTALE E SICUREZZA, PIANO
ANTINCENDIO - (3) RESTAURO E QUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA
CULTURALE - (5) INNOVAZIONE TECNOLOGICA SOSTENIBILE

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Scheda Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale
azione Regionale guidata “Monte Salviano”
SCHEDE PROGETTO

N. 10 Progetto: OASI PALUSTRE DI “PAPACQUA” – Riserva
ittiogenetica e riproduzione – Area di Vegetazione
spontanea palustre – museo etnografico e museo
permanete dell’Oasi -

(Intervento valutato in Euro 200.000,00#)

(1) - PROMOZIONE E QUALIFICAZIONE DELLA FRUIZIONE AMBIENTALE - (3)
RESTAURO E QUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA CULTURALE –

(5) INNOVAZIONE TECNOLOGICA SOSTENIBILE –
Intervento su area di circa Ha 5,612 (Zona D1)

Scheda Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale
azione Regionale guidata “Monte Salviano”
SCHEDE PROGETTO
N. 11
Progetto: Centro Natura Marsica (CEA della Riserva):
Ufficio di promozione Turistico - ambientale, Centro di
progettazione e di formazione Emas e/o Ecolabel
specializzata nelle Aree Protette.

(Intervento valutato in Euro 100.000,00#)

(1) - PROMOZIONE E QUALIFICAZIONE DELLA FRUIZIONE AMBIENTALE -
(5) INNOVAZIONE TECNOLOGICA SOSTENIBILE –

Intervento su area di circa mq 170 (Zona D1)

Scheda Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale
azione Regionale guidata “Monte Salviano”
SCHEDE PROGETTO

N. 12 Progetto per il recupero e il restauro ecologico delle
pinete del Parco Attrezzato delle Tre Conche – Itinerari

ed attività ecosportive, con annesso Centro di
Onoterapia e percorso didattico – ECOSTADIO DEI PINI

(Intervento valutato in Euro 800.000,00#)

(1) - PROMOZIONE E QUALIFICAZIONE DELLA FRUIZIONE AMBIENTALE - (3)
RESTAURO E QUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA CULTURALE - (5)
INNOVAZIONE TECNOLOGICA SOSTENIBILE –

Intervento su area di circa Ha 47,910 (Zona D1)

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Scheda pagina 45
azione
Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale
Regionale guidata “Monte Salviano”
SCHEDE PROGETTO

N. 13 Progetto CENTRO VISITA- CENTRO PARCHI (CENTRO
STUDI) E CENTRO AGRITURISTICO - CENTRO DI

DOCUMENTAZIONE PER L'EDUCAZIONE E LA DIDATTICA
AMBIENTALE CON ANNESSA SALA CONFERENZE, LABORATORIO

ECOLOGICO, FATTORIA SCUOLA E FORESTERIA, GIARDINO
BOTANICO.

CESE Frazione di Avezzano

(Intervento valutato in Euro 250.000,00#)

(1) - PROMOZIONE E QUALIFICAZIONE DELLA FRUIZIONE AMBIENTALE - (3)
RESTAURO E QUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA CULTURALE - (5)

INNOVAZIONE TECNOLOGICA SOSTENIBILE - Intervento su area di circa mq
164 (Zona D1)

Scheda Piano di Assetto Naturalistico - Riserva Naturale
azione Regionale guidata “Monte Salviano”
SCHEDE PROGETTO

N. 14 PROGETTO VALUTAZIONE RISANAMENTO DEL SITO DI
IMPIANTI RADIOTELEVISIVI “ MONTE CIMARANI” CON
VERIFICA DI ALCUNI SITI DISLOCATI ALL’INTERNO DEL

TERRITORIO DELLA CITTA’ DI AVEZZANO

(Intervento valutato in Euro 250.000,00#)

(2) RIMOZIONE DEGRADO RISCHIO AMBIENTALE E SICUREZZA, PIANO
ANTINCENDIO - (3) RESTAURO E QUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA
CULTURALE - (5) INNOVAZIONE TECNOLOGICA SOSTENIBILE
Intervento su area di circa Ha 0,662

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CONFRONTO CON ALTRI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE

Pianificazione territoriale
I Comuni, in base alla L. n. 142/90, sono l‟unità amministrativa territoriale più piccola con
responsabilità di gestione, pianificazione e programmazione territoriale. Ovviamente
l‟operato dei Comuni fa riferimento agli atti di programmazione definiti a livello superiore,
provinciale, regionale e statale.
Si riportano di seguito le caratteristiche degli strumenti che dettano le regole d'uso del
territorio di competenza dello Stato, (es. il Piano di Bacino), della Regione, (es. il Piano
Regionale Paesistico ed il Quadro di Riferimento Regionale), della Provincia, (es. il Piano
Territoriale di Coordinamento) e del Comune, (es. il Piano Regolatore Generale).
Pianificazione di Bacino
Il Piano di Bacino rappresenta lo strumento fondamentale di programmazione e
pianificazione territoriale ed ambientale volto ad assicurare la difesa del suolo, il
risanamento delle acque, la fruizione e la gestione del patrimonio idrico per gli usi di
razionale sviluppo economico e sociale.
Per il conseguimento di tali finalità la legge ha istituito le Autorità di Bacino che, in
concorso con le pubbliche amministrazioni interessate, hanno il compito di svolgere ogni
opportuna azione di carattere conoscitivo, di programmazione e pianificazione degli
interventi, strutturali e non strutturali e di dare loro esecuzione.
Per quanto riguarda la tutela delle acque, il Comune di Avezzano ricade all‟interno del
territorio di competenza dell‟Autorità di Bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno.
I principali contenuti del Piano Stralcio per l‟Assetto Idrogeologico sono i seguenti:
1. l‟individuazione e la perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico, le norme di
attuazione, le aree da sottoporre a misure di salvaguardia e le relative misure;
2. la suddivisione delle aree a rischio idrogeologico perimetrate sulla base dell‟analisi di
elementi quali l‟intensità, la probabilità di accadimento dell‟evento, il danno e la
vulnerabilità.
La carta degli scenari di franosità in funzione della Massima Intensità Attesa allegata al
Progetto di Piano Stralcio, indica che il territorio di Avezzano è classificato principalmente
all‟interno della zona C1, vale a dire in un‟area di possibile ampliamento dei fenomeni

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franosi di primo distacco, all‟interno della quale si riconoscono indicatori di franosità
potenziale attesa molto alta.
Il Piano Regionale Paesistico (PRP) ed il Quadro di Riferimento Regionale
(Q.R.R).
Per ciò che concerne la pianificazione territoriale, la Regione Abruzzo ha adottato due
strumenti: il Piano Regionale Paesistico (PRP), approvato nel 1990, ed il Quadro di
Riferimento Regionale (Q.R.R.), approvato nel 1995.
In conformità ai Principi ed Obiettivi dell'art. 4 dello Statuto della Regione Abruzzo, il Piano
Regionale Paesistico (L.R. 8 agosto 1985 n. 432, art. 6 L.R. 12 aprile 1983 n. 1) é volto
alla tutela del paesaggio, del patrimonio naturale, storico ed artistico, al fine di
promuovere l'utilizzo razionale delle risorse, nonché la difesa attiva e la piena
valorizzazione dell'ambiente (art. 1).
A tal fine il PRP suddivide il territorio regionale nei seguenti ambiti paesistici:
- Ambiti Montani
Monti della Laga, fiume Salinello
Gran Sasso
Maiella – Morrone
Monti Simbruini, Velino Sirente e Parco Nazionale d‟Abruzzo
(nel quale rientra il Comune di Avezzano),
- Ambiti costieri
Costa Teramana
Costa Pescarese
Costa Teatina
- Ambiti fluviali
Fiume Vomano – Tordino
Fiumi Tavo – Fino
Fiumi Pescara - Tirino – Sagittario
Fiumi Sangro - Aventino
Il P.R.P. costituisce lo strumento quadro per la pianificazione di qualsiasi progetto che
incida sulla trasformazione e l'uso del suolo, per le attività della Pubblica Amministrazione
in materia e per la verifica della congruenza ambientale ed economica di programmi, piani
ed interventi nell'ambito del territorio disciplinato.

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A tal riguardo il PRP definisce le "categorie di tutela e valorizzazione" per determinare il
grado di conservazione, trasformazione ed uso degli elementi e dei sistemi ambientali ed
indica, per ciascuna delle predette zone, usi compatibili con l'obiettivo di conservazione, di
trasformabilità o di valorizzazione ambientale prefissato.
Il P.R.P. suggerisce anche dei criteri guida (art. 9) cui gli Enti territoriali devono attenersi
nell'elaborare e nell'adeguare gli strumenti urbanistici di loro competenza che coinvolgono
aree ricadenti nel perimetro del PRP stesso.
Il Quadro di Riferimento Regionale (artt. 3,4 e 5 L.R. 12 aprile 1983 n. 18, art. unico L.R.
24 marzo 1988 n. 34) è previsto dalla Legge Regionale 27 aprile 1995 n. 70 testo
coordinato, "Norme per la conservazione, tutela, trasformazione del territorio della
Regione Abruzzo".
Il Q.R.R. definisce indirizzi e direttive di politica regionale per la pianificazione e la
salvaguardia del territorio e costituisce il fondamentale strumento di indirizzo e di
coordinamento della pianificazione di livello intermedio e locale.
Il Q.R.R. si articola in una prima fase conoscitiva (o meglio ricognitiva), nella quale
vengono individuate le aree di preminente interesse regionale per la presenza di risorse
naturalistiche, paesistiche, archeologiche, storico–artistiche ed agricole ed ha come
supporto conoscitivo ed interpretativo la carta regionale d'uso del suolo.
Ciò comporta indagini sia sulle possibilità e condizionamenti propri del territorio, sia sulle
prospettive economiche e sociali; dal confronto delle potenzialità del territorio con le
ipotesi economiche e sociali segue il quadro di riferimento del piano vero e proprio,
individuato dalle dimensioni e dal carattere degli interventi, dalla loro priorità e dall'assetto
territoriale.
In questo senso la programmazione (economica) si accorda con la pianificazione
(territoriale).
Questa concezione della politica del territorio è poi tesa al raggiungimento degli obiettivi
di:
- promuovere ed attuare un organico ed equilibrato assetto territoriale, nel quadro di uno
sviluppo pianificato degli insediamenti umani e produttivi e delle infrastrutture sociali;
- orientare lo sviluppo verso il superamento degli squilibri economici, secondo una visione
globale dei problemi ed una conseguente politica coordinata degli interventi.

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Il Q.R.R. si articola nei confronti degli enti locali come riferimento, consentendo di
verificare, a livello sovracomunale, il quadro dei possibili interventi al fine valutarne, di
volta in volta, gli effetti socioeconomici indotti.
Il P.A.N. della Riserva del Monte Salviano contiene elementi di confronto con gli altri
strumenti di pianificazione che agiscono sul territorio. Gli strumenti di pianificazione sono
stati considerati:

 Piano Regionale Paesistico (PRP);
 Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di L‟Aquila (PTCP).
Piano Regionale Paesistico (PRP)

Il Piano Regionale Paesistico della Regione Abruzzo divide la Riserva in due categorie di
tutela e valorizzazione: A2 (conservazione parziale – colore verde con retinato obliquo) e
C1 (trasformazione condizionata – colore arancio). Nella trattazione delle norme di
attuazione del Piano Paesistico Regionale l‟area della Riserva rientra nel comparto
montano dei “Monti Simbruini, Velino Sirente, e Parco Nazionale d‟Abruzzo” e nei
quadranti cartografici 151 I e 145 II. Dallo stralcio di P.R.P. qui riportato si distinguono: la

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zona A2 in cui sono ammessi gli usi (per gli interventi e le infrastrutture consentite, i cui
punti sono riportati tra parentesi, si fa riferimento al titolo 1, art 5 del P.R.P.):

 silvo-forestale (punti 2.1, 2.3, 2.4),
 pascolivo (punti 3.2, 3.3),

e la zona C1 in cui sono ammessi gli usi:
 agricolo (punti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4),
 silvo-forestale (2.1, 2.2, 2.3, 2.4),
 pascolivo (punti 3.1, 3.2, 3.3),
 uso turistico (punti 4.1 lettere a, b, c, 4.2, 4.3.1, 4.3.2, 4.3.3, 4.4, 4.5, 4.6),
 insediativo (punti 5.1, 5.2, 5.3),
 tecnologico (punti 6.1, 6.2, 6.3, 6.4),
 estrattivo (punto 7.1).
Nell‟area oggetto d‟indagine il P.R.P. vuole conservare gli aspetti storici e culturali legati
alle tradizioni religiose della città di Avezzano ponendo un vincolo di conservazione
parziale A2 nelle aree che contengono elementi quali: il Santuario della Madonna di
Pietraquaria, ed i Cunicoli di Claudio. Nelle aree prospicienti questi elementi il P.R.P.
riconosce anche valori ambientali di notevole importanza ponendoli sotto lo stesso regime
di conservazione. A contatto con l‟area A2 il P.R.P. individua come idoneo un regime di
conservazione C1 delle aree oggi istituite come Riserva allo scopo di lasciare occasioni di
sviluppo e valorizzazione economica. Con l‟istituzione della Riserva del Monte Salviano si è
scelto di valorizzare questo territorio secondo una linea di sostenibilità e rigida
conservazione degli elementi naturali presenti. In fase di pianificazione si è tenuto conto di
quanto è presente negli indirizzi del P.R.P. individuando ciò che deve essere, allo stesso
tempo, conservato e valorizzato ed i caratteri fondamentali del contesto ambientale
circostante. Di conseguenza la zonazione proposta del P.A.N. e le azioni messe in campo
non entrano in contrasto con quanto previsto dal P.R.P. (Nel P.A.N. è riportata una
relazione di confronto maggiormente dettagliata).

Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP)
Così come ribadito la Conferenza di Rio nel 1992, le politiche dei parchi e più in generale
delle aree protette, hanno poche speranze di successo se non si inseriscono in politiche di
difesa ambientale estese all‟intero territorio, rischiando altrimenti fenomeni di

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