Un nuovo documento di età medicea Sull’Ospedale di Pisa
Nota al testo Descrizione del documento Università di Pisa, Rettorato, donazione Not. Angelo Caccetta. Fascicolo pergamenaceo slegato (in origine un quaderno), della metà del XVI sec. (1559), mm 355x250, fi. 4 non numerati, ancora cuciti fra loro. Copisti: Mariano di Giuliano Dal Campo, che appone la sua sottoscrizione e il suo signum tabellionatus al termine del secondo dei tre atti da lui trascritti, e Bartolomeo di Francesco di Giovanni l’Aulla, estensore dell’ultimo atto di convalida dei Capitani del Collegio. Rigatura dello specchio di scrittura. Stato di conservazione: lacerazione del margine inferiore con parziale perdita di testo. Contiene: Tre atti, numerati progressivamente in cifre arabe e trascritti da Mariano Dal Campo, riguardanti: n° 1. la concessione a Francesco di Antonio Nori nel 1476, sotto forma di permuta, di 54 appezzamenti terrieri di proprietà dell’Ospedale Nuovo di Pisa, autorizzata dal governatore Pietro di Niccolò dei Tanagli da Volterra, abate dell’abbazia e del monastero camaldolese di San Michele in Borgo, procuratore e governatore dell’Ospedale Nuovo, a fronte del pagamento annuo di 14 sacchi di grano carrellino al detto Ospedale, con elenco degli appezzamenti numerati in cifre arabe sul mg. sin. dello specchio di scrittura e indicazione delle misure in staia e pani riportata in cifre arabe sul mg. dx. dello specchio di scrittura (atto originale rogato dal notaio pisano Niccolò Donati da Volterra, nonno materno di Mariano Dal Campo); n° 2. il rinnovo di questa concessione fatta dallo spedalingo Carlo di Bindo Galletti a Francesco figlio di Francesco di Antonio Nori il 6 agosto 1489 (atto originale rogato dallo stesso Niccolò Donati da Volterra); n° 3. il trasferimento della concessione da Francesco di Francesco di Antonio Nori a Federico di Francesco di Tanai de' Nerli e, alla morte di questi, ai fratelli Bernardo e Alfonso di Niccolò di Niccolò Capponi, i quali, per confessione di Bernardo fatta allo spedalingo Onofrio del Pitta, dichiarano di essere stati insolventi, relativamente ai 14 sacchi di grano annui pattuiti, per un periodo di 6 anni, dal 1533 al 1538 compreso, e si impegnano a saldare il debito accumulato di 84 sacchi versando all'Ospedale di Pisa 6 sacchi di grano in più ogni anno nella medesima data del 15 agosto e a partire dall’anno 1540 (atto originale rogato dal notaio pisano Iacopo Pitta, sottoscritto dal notaio pisano Niccolò Cappa). Atto dei Capitani Ammonitori e Revisori del Collegio dell’Università e dell’ufficio dei tabellioni, giudici e notai di Pisa, i quali il 18 novembre 1559, 113
Paolo Pontai i per mano del notaio cancelliere Bartolomeo di Francesco di Giovanni l’Aulla, convalidano a maggiore garanzia di legittimità i 3 atti trascritti cinque giorni prima dal loro collega Mariano di Giuliano Dal Campo e sottoscritti da lui e da un altro notaio pisano, Niccolò Cappa. Criteri editoriali La veste grafica adottata nell’edizione rispetta un criterio quanto più possibile conservativo, mantenendo nel testo i tratti distintivi della grafia dei notai pisani Mariano Dal Campo e Bartolomeo l’Aulla: oltre a rispettare la totale assenza dei dittonghi, si sono conservati a testo scempiamenti e raddoppiamenti indebiti e altre peculiarità tipiche della scripta dei due notai. In ossequio a criteri di leggibilità e interpretazione, nel testo si è invece applicata la divisione tra parole che figurano nell’originale in scriptio continua, è stata introdotta coerentemente la distinzione moderna tra u e v e si è uniformata con i la distinzione tra i e j. Anche l’interpunzione e l’impiego delle maiuscole rispondono nel testo a criteri logici e interpretativi moderni. Richiamato con note esponenziali al testo, è altresì offerto in questa edizione un essenziale commento esegetico e illustrativo, in cui sono identificati e corredati di eventuale bibliografia specifica gli elementi storici distintivi del testo. 11-1
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n° 1. In Dei nomine amen. Fit omnibus fides qualiter Reverendus in Christo pater et dominus dominus Petrus quondam Nicole de Tanaglis de Vulterris, abbas abbatie et monasterii Sancti Michaelis in Burgo, procurator et gubernator Hospitalis Novi de Pisis1, omni iure et ex certa eius scientia et non per errorem dictis nominibus, pro evidenti commodo et utilitate dicti Hospitalis, per hanc cartam dedit et tradidit in cambium et permutationem et pro cambio et permutatione infrascriptorum bonorum consignandorum per infrascriptum Bartholomeum nobili viro Bartholomeo Iohannis de Bentis*2, civi et mercatori fiorentino, procuratori nobilis viri Francisci Antonii de Noris3, civis et mercatoris fiorentini, et eidem, licet absenti et mihi pro eo stipulanti et recipienti, infrascripta bona dicti Hospitalis, videlicet: Pietro del fu Niccolò Tanagli da Volterra, abate del monastero di San Michele in Borgo e governatore dello Spedale Nuovo di Pisa. Presso l’ASPi varie pergamene attestano la sua attività di abate, di esecutore apostolico e di gestore dei beni dell’Ospedale tra gli anni Quaranta e Settanta del XV secolo: cfr. ad es. ASPi. Dipi.. Olivetani, Perg. 4712 (9-13 giugno 1447, Tanagli, esecutore apostolico, dà il possesso della cappella e altare dei SS. Pietro e Niccolò nella chiesa di S. Martino di Kinzica a Biagio di Antonio cappellano della Chiesa maggiore di Pisa): Dipi., Olivetani. Perg. 4698 (11 febbraio 1451, don Piero del fu Piero da Calci, priore della chiesa di S. Pietro in Vincoli, alla presenza del Tanagli, rinuncia ai suoi diritti su tre pezzi di terra posti nella cappella di S. Iacopo di Orticaia a lui concessi dallo Spedale Nuovo di Pisa); Dipi.. Cappelli, Perg. 2652 (22 febbraio 1457, è fidecommissario e distributore dei legati di Bartolomeo del fu Guido speziale da Canapiglia e vende a Michele di Bertalo da Campiglia alcuni immobili); Dipi., Nicosia, Perg. 5681 (28 settembre 1471, concede a livello diversi appezzamenti terrieri nell’area di Cascina a Baldassarre del fu Michele Puccini da Cascina per l’annuo canone di 4 sacelli di grano); Alliata, Perg. 4138 (3 maggio 1474, vende a Lorenzo di Unito di Martino di ser Ghino un pezzo di terra con casalino scoperto, orto e pozzo nella cappella di S. Simone di Porta a Mare a Pisa in cambio di un altro pezzo di terra da cui l’Ospedale possa trarre un sacco di grano all’anno). Bartolomeo di Giovanni Benti, mercante fiorentino, procuratore di Francesco di Antonio Noli. Appartenne alla famiglia fiorentina dei Benti, ossia alla stessa famiglia dello scultore Donato Benti. il quale si trasferì a Pietrasanla, dove compì vari lavori per l’Opera del Duomo e divenne uomo di fiducia di Michelangelo. Francesco di Antonio Nori (Firenze, 1430-1478), mercante e agente del Banco dei Medici e governatore delle filiali di Ginevra e di Lione. Espulso da Luigi XI dalla Francia nel 1468 per aver concesso un prestito a Filippo di Bresse, alla stipula di questo atto, nel 1476, è assente e si fa rappresentare da Bartolomeo Benti. Morì due anni più tardi, il 26 aprile 1478. per mano di Bernardo Bandini Baroncelli nell’agguato architettalo nella cattedrale di S. Maria del Fiore dai Pazzi a danno dei Medici, frapponendo il suo corpo al colpo di pugnale indirizzato a Lorenzo il Magnifico, che grazie a questo sacrificio riuscì a scappare e a salvarsi. Su di lui cfr. De Roover. The Rise and Decline of thè Medici Bank. cit. 1. Petium unum terre campie positum in confinibus Ligliani, in loco dicto Figliano, prope ecclesiam Ligliani. Et tenet ambo capita cum ambobus lateribus in bonis he117
Paolo Pontari redum Simonis Locti de Sancto Cassiano, civium et mercatorum pisanorum4*. Et est per mensuram stariora sex*. [stariora 6] 4 II primo appezzamento in elenco confina con le proprietà degli eredi di Simone di Lotto da Sancasciano. su cui cfr. B. CASINI, Patrimonio e attività del fondaco del Taglio di Simone di Lotto da Sancasciano efratelli, in Studi in onore di Amintore Fanfani. voi. II, Milano, Giuffrè, 1962, pp. 227-298. La località di Lilliano (Liglianum compare qui e nei terreni n° 13 e 35 in forma contratta rispetto a Liliglianum, attestato in modo più compatto nel testo; altra variante è Lilignanum, su cui cfr. infra nota 27) si trovava nel territorio della scomparsa Pieve di Triana. nei pressi di Perigliano. La chiesa di Lilliano era dedicata ai SS. Stefano, Cristoforo e Iacopo: cfr. R. Pescagioni, Ipivieri di Sovigliana, Ducenta/Travaldai Appiano, Triana, Migliano/La Leccia e Tripalle (sec. VJIJ-XIV), in «Bollettino Storico Pisano», 62 (1993). pp. 119-186, pp. 151, 172. Per ogni appezzamento terriero in elenco è riportata la misura in ‘staia’ (stariora) ed eventualmente anche in ‘pani’ 0 ‘panora’ (panora), sottomisura corrispondente alla dodicesima parte dello staio. Lo staio, derivato dall’antico sextarius romano (sextarius>starius>staio). era l’unità di misura principale per i terreni agricoli prima dell'adozione del sistema metrico decimale in Italia e indicava soprattutto la superficie occorrente per seminare appunto uno staio di grano, ossia la quantità corrispondente alla capacità di un recipiente di legno a forma cilindrica e a doghe cerchiate per la misura degli aridi, cioè grano e cereali. Il ‘pano’ corrispondeva invece alla quantità di uno staio grano che serviva a confezionare 12 ‘pagnotte’, impastate ciascuna con la farina ricavata da 12 pugnelli di grano, sottomisura del ‘pano’ (pugnata). 11 La località “Al Trebbio” di Lavaiano si ritrova in alcuni terreni descritti in B. Casini. Attività giuridiche, mercantili e politiche dei Da Lavaiano, in «Archivio Storico Italiano», 132 (1974), pp. 175- 307, alle pp. 279 e 299. ' Altro appezzamento agricolo in località “Al Trebbio", confinante con i beni della chiesa di S. Iacopo di Lilliano (Lilignanum è qui variante morfologica di Liliglianum: quest’ultima è la forma che più coerentemente compare altrove negli atti del documento), della Pieve di Ponsacco. degli eredi di Antonio Speranza da Perigliano e della chiesa di Santa Lucia di Perigliano (su quest’ultima cfr. E. Tremolanti, Le colline pisane nel Rinascimento: aspetti storici, demografici, economici e sociali. Pisa, Pacini, 1998, p. 309). " II terreno è ancora una volta sito in località “Al Trebbio”, con gli stessi confini dei precedenti in elenco, a eccezione di quello con i beni dei Casapieri. celebre famiglia pisana, su cui cfr. E. Gamurhim. Istoria genealogica dellefamiglie nobili toscane et umbre, voi. IV, in Fiorenza, nella stamperia di Giovanni Gugliantini. 1679. pp. 183-193; R. Roncion'I, Delle famiglie pisane, supplite ed annotate da Francesco Bonaini. risi, anast. Pisa. Vallerini. 1975, pp. 928-932. 2. Petium unum terre ibi prope, in loco dicto “Al Trebbio" . Et tenet unum caput in via, aliud caput cum ambobus lateribus in bonis suprascriptorum heredum. Et est stariora quinque. [stariora 5] 6* 3. Petium unum terre campie in dictis confinibus et loco dicto “Al Trebbio”. Et tenet unum caput in bonis Sancti lacobi de Lilignano partim et partim in bonis Plebis Pontis Sacci, aliud caput in bonis heredum Antonii Speranse de Perigliano, latus unum in via publica, aliud latus in bonis Sancte Lucie de Perigliano'. Et est stariora septem per mensuram. [stariora 7] 4. Petium unum terre in dictis confinibus et loco dicto “Al Trebbio”. Aliud caput in bonis heredum Antonii Speranse, aliud caput a Casapieri , latus in bonis Sancte Lucie de Perigliano, aliud latus in bonis heredum Locti de Sancto Cassiano. Et est stariora tria. [stariora 3] 8*Il 5. Petium unum terne campie positum in dictis confinibus, in loco dicto “Nella Magra”, et tenet caput in via publica, aliud caput in bonis Plebis Pontis Sacci, latus unum in bonis heredum Simonis Locti de Sancto Cassiano, latus a Casapieri. Stariora sex. [stariora 6] 118
Un nuovo documento di età medicea sull Ospedale di Pisa 6. Petium unum terre campie in dictis confinibus et loco, et tenet ambo capita cum ambobus lateribus in bonis suprascriptorum heredum. Statiorum unum, panora sex. [stariora 1, panora 6] 7. Petium unum terre campie in confinibus Liligliani, in loco dicto “A Rio Pipali” , caput in via [a] carraia, aliud caput in bonis Sancti Zenonis, latus in bonis heredum Iohannis de Sancto Cassiano, latus in bonis heredum Simonis de Sancto Cassiano. Stariora septem. [stariora 7] 9 8. Petium unum terre in dictis confinibus et loco dicto “Via Cavalieri” , caput in dicta Via, aliud caput in bonis heredum domine Marie de Appiano , latus in bonis Sancte Lucie de Perigliano, aliud latus in via publica. Et est stariora duo. [stariora 2] 10 11 9. Petium unum tene in dictis confinibus, in loco dicto “Via della Fonte” , caput in bonis Sancte Lucie suprascripte, aliud caput in terris macchiatis, latus in bonis heredum Barsotti Andree cum alio latere in bonis heredum dicti Barsotti. Stariora duo. [stariora 2] [stariora 39, panora 6] *112 13 10. Petium unum terre in dictis confinibus Perigliarti, in loco dicto “Nel Castro”, caput in bonis Bonaccursii Petri de Perigliano, aliud caput in bonis Bechari Lupo, via mediante, latus in via publica, aliud latus in bonis Sancte Lucie. Et est statiorum unum, [stariora 1] 11. Petium unum terre positum in Sancta Lucia a Perigliano, in loco dicto “AI Somitieri di Vallori”, et tenet caput in via publica, aliud caput in bonis heredum Iohannis de Sancto Cassiano et hodie Ludovici, latus a Sancta Lucia, aliud latus in Sannone . Stariora quinque. [stariora 5] 14 12. Petium unum terre campie et viniatis, positum in confinibus Sancte Lucie ad Perignanum, in loco dicto “AI Magno”, caput in via “AI Magno” , aliud caput in bonis Minii Ricoveri dicti “Lilio da Perignano”, latus in via publica que vadit “a la via da Vico”, latus in bonis Antonii de Monte Alto dicto "Antonio di Baccio”. Et est stariora duo. [stariora 2] 15 13. Petium unum terre in confinibus Ligliani, in loco dicto “Alle Cavine", caput in via publica, aliud caput in bonis Hospitalis Novi, latus in via publica, latus in bonis ecclesie Sancti lacobi de Liligliano. Et est stariora sex. [stariora 6] 14. Petium unum terre in dictis confinibus et loco, caput in via publica, aliud caput in terra macchiata, latus in suprascripto petio et partim “Alla magione di Ponte Saccho”, latus in bonis illorum domino Agnello. Et est per mensuram stariorum decem et octo, [stariora 18] 15. Petium unum terre in dictis confinibus, in loco dicto “Alie Piaggie”, caput “Alia Fossa Nuova”, caput in terra dicta “Lungagna”, latus in terra Checchi Bindi Lolli, latus in bonis Iohannis de Lavaiano et hodie Ibonis de Lavaiano. Starior um quatuordecim. [stariora 14] La località “Ripepuli” è attestata in Casini, Patrimonio e attività, cit., p. 264. 111 Per la “Via Cavalieri” cfr. ibid. 11 Sono nominati gli eredi di Maria da Sancasciano, moglie di Antonio d’Appiano, su cui si veda Amico, Maria da Sancasciano d Appiano, cit. 12 La località “Via della Fonte” è attestata in Casini. Attività giuridiche, cit.. p. 279. 11 Al termine del primo foglio è riportala la somma delle stala e dei panora relativi ai terreni fin qui elencati. 14 II torrente Zannone era un corso d'acqua che da Lari scorreva nel territorio di Perignano e Ponsacco: venne canalizzato nel corso de] XV111 secolo per bonificare l'area delle Colline pisane, assumendo il nome di Fosso Reale-Zannone, e nel secolo scorso le sue acque vennero deviate nello Scolmatore dell’Arno. I;’ Per la località "Al Magno” cfr. Casini, Patrimonio e attività, cit.. p. 264. 119
Paolo Pontari 16. Petium unum terre campie in dictis confinibus, in loco dicto "Via Cava”, caput in "Via Cava”, aliud caput in bonis heredum Antonii Speranse, latus in via que vadit a Castro Laris ad Perignanum, latus in bonis Andree de Serenis pro indiviso cum domina Maria de Appiano, pisana cive. Et est stariorum tria cum dimidio. [stariora 3, panora 6] 17. Petium unum terre olim viniatum et nunc campium, in loco dicto “Alla Viaccia”, caput “Alla Viaccia”, caput in bonis heredum Simonis Locti de Sancto Cassiano, latus in bonis Blaxii Cogli, latus in bonis Baronis tabernarii. Et est stariorum tria. [stariora 3] 18. Petium unum terre in dictis confinibus, in loco dicto “Chiasso”, caput in via publica dicta “Chiasso”, aliud caput cum uno latere in bonis ser Coli de Scorno, aliud latus in bonis conductis per Lupum Ursi. Et est stariorum septem cum dimidio, [stariora 7, panora 6] 19. Petium unum terre campie positum in confinibus Sancte Lucie ad Perignanum, in loco dicto “In Postitino”, caput in bonis Sancte Lucie ad Perignanum. Stariora [ ]16. [stariora] 20. Petium unum terre hortalis, cui a primo ecclesia Sancti Andree ad Perignanum, caput in bonis Petri lacobi dicto Cordo, aliud caput in bonis Massei de Tignano, latus in bonis Hospitalis Nord de Pisis, aliud latus in via. Et est panora undecim. [stariora -, panora 11] [stariora 60, panora ll]17 21. Petium unum terre campie et olim vineatum in suprascriptis confinibus et loco dicto “Alia Fonte”, caput in via, caput in bonis Sancte Lucie ad Perignanum et partim heredum Locti de Sancto Cassiano, latus in bonis heredum Bartholomei Parmerini de Cascina, latus in bonis Baronis tabernarii. Stariora quinque. [stariora 5] 22. Petium unum terre campie in suprascriptis confinibus, in loco dicto “Cortigiano”, a primo simitieri publico, secundo et tertio Locti de Sancto Cassiano, caput a ser Pieri de Bertonensibus. Stariora sex. [stariora 6] 23. Petium unum terte positum in dictis confinibus, cui a primo bona Nuovi Caliiri, a 2° bona Mariani Louis de Ponticello, a 4° bona Guidi Panchucci. Et est stariorum rurum, [stariora 1] 24. Petium unum terre cum domo in castro Perignani, cui a primo via, a 2° murum castellanum, a 3° bona Bonaccurtii Petri, a 4° lacobi Sanguigni. Et est per mensuram stariora [ ]18. [stariora] 25. Petium unum terte in confinibus Triane, cui a primo rio, a 2° Plebs de Triana, a 3° presbiteri Arrigi, rectoris ecclesie Sancti Andree de Perigliano. Et est stariora quatuor. [stariora 4] 26. Petium unum terte cum olivis in dictis confinibus et loco dicto “Monte Albano”, a primo bona heredum Crescentis de Triana et partim Archiepiscopatus Pisarum, a 2° via, a 3° suprascriptorum heredum, a 4° Plebs suprascripta. Stariora duo. [stariora 2] 27. Petium unum terre in Lucignano, in loco dicto “Val di Galera”, a primo Sannone, a 2° PardeUa da Sancta Luce, a 3° bona Novi Guelplri. Stariora vigiliti quatuor per mensuram [stariora 24] 28. Petium unum terre olim cum domo in Perigliano, in loco dicto “Borgo”, a primo via, a 2° heredum Locti de Sancto Cassiano, a 3° via, a 4° bona Ludovici del Voglia. Et est stariora [ ]19 [stariora] 16 II lesto non indica la misura in slaia per questo terreno, che non viene neppure conteggiato nella somma riportala in calce a questo foglio: cfr. nota successiva. Esattamente come nel foglio precedente, anche qui è riportata la somma parziale di staia e panora per i terreni compresi in elenco in questa pagina. Il computo non tiene conto della misurazione del terreno n° 19, che non è stata riportata. 18 Anche in questo caso, esattamente come per il terreno n° 19 manca l'indicazione delle slaia. 19 Altro terreno di cui non è stata riportata la misura. 120
Un nuovo documento di età medicea Sull 'Ospedale di Pisa 29. Petium unum terre partirti campimi! et partirti vineatum in dictis confinibus, a primo via, a 2° Locti suprascripti, a 3° Bartholomei Parmerini de Cascina, a 4° suprascripti Locti. Et est stariora quinque. [stariora 5] 30. Petium unum tene olim cum domo in suprascriptis confinibus, in loco dicto “In villa Sancti Andree”, cui a primo via publica, a 2° bona Pieri lacobi de suprascripta Comuni, a 3° bona cum domo Andree Gesis de suprascripto Comuni, a 4° Massei Pauli. Et est stariora duo. [stariora 2] 31. Petium unum tene positum in suprascripto Comuni, in loco dicto "Il chiasso”, cui a primo et 2° bona Locti de Sancto Cassiano, a 3° bona domini lacobi de Appiano, a 4° bona Andree Gesis. Stariora decem. [stariora 10] 32. Petium unum terre in loco dicto “Al guado”, cui a primo via, a 2° Volponis Simoncini de suprascripto Comuni, a 3° Andreas Gesis, a 4° suprascripti Volponis bona. Et est per mensuram stariora septem. [stariora 7] 33. Petium unum terre campie positum in suprascripto Comuni, in loco dicto “Alle fondeca”, cui a primo via et 2°, a 3° bona Antonii de Casapieri, a 4° Baldini Vannis. Et est stariora sex. [stariora 6] 34. Petium unum terre in suprascriptis confinibus, in loco dicto “La Lignaccia”, cui a primo et secundo boscho. Stariora decem. [stariora 10] [stariora 82]20 211 Si ritrova ancora riportata la somma parziale delle staia relative ai terreni elencati in questo foglio. La somma non tiene conto delle misurazioni dei terreni n° 24 e n° 28. che non sono state registrate. 21 Castagnicci, località nelle immediate vicinanze di Ponsacco. 22 Spazio bianco lasciato da Mariano Dal Campo. 23 Altro spazio bianco lasciato da Mariano Dal Campo. 35. Petium unum terre campie in suprascripto Comuni, in loco dicto “Pecione”, cui a primo bona presbiteri lacopini partim et partim Masini de Pigliano et partili! Corsini coltellinarii, a secundo bona domini Figli de Upellinghis et partim lacobi Locti de Sancta Lucia ad Perigliami!!!, a tertio bona suprascripti Masini, a quarto bona Corsini coltellinarii et partim bona domine Ghille de Sancto Miniate. Stariora decem. [stariora 10] 36. Petium unum terre in dictis confinibus, in loco dicto “Coste” sive “AI ulivo”, cui a primo via, a 2° et 3° bona Vannis Vacci de suprascripto Comuni, a 4° bona Corsini de suprascripto Comuni. Et est per mensuram stariora septem. [stariora 7] 37. Petium unum terre in suprascriptis confinibus, in loco dicto “Ripepuli”, cui a primo via, a 2° bona Vannis Bonucci, a 3° Rio Pepuli, a 4° Bacciamei Gugionis. Stariora duo per mensuram. [stariora 2] 38. Petium unum terre in suprascriptis confinibus, in loco dicto “Alla lama della fonte”, cui a primo via, a 2° et 3° Locti de Sancto Cassiano, a 4° bona Hospitalis Novi de Pisis. Et est stariora tria. [stariora 3] 39. Petium unum terre in confinibus suprascriptis, in loco dicto “Monte Albano”, in pendia versus Castagnechium , cui a primo “Monte Albano”, a 2° [ ] a 3° [ ] . Stariora quatuordecim. [stariora 14] 21 22 23 40. Petium unum terre campie in suprascriptis confinibus et loco dicto “Alla fonte”, cui a primo simitieri, a 2° bona heredum Nuovi Chelini, a 3° bona heredum Nicole de Buoncontibus. Stariora duo. [stariora 2] 121
Paolo Pontari 41. Medietatem integram pro indiviso petii unius tetre cum domo et vinea positi in suprascriptis confinibus, cui a primo simitieri, a 2° Pieri Vannis partim et partim Locti de Sancto Cassiano et 3° que tertia pars est stariora tres in totum per mensuram. [stariora 3] 42. Petium unum terre campie et vineatum positum in suprascriptis confinibus, cui a primo via, a 2° bona domine Iohanne Rosse, a 3° via, a 4° bona Pauli Arrigi. Stariora tria. [stariora 3] 43. Petium unum terre in loco dicto “Castelletto”, cui a primo via publica, a 2° Iohannis Pieri, a 3° domini Rainerii de Anginianis, a 4° Bacciamei de Cascina et partim bona Plebis de Triana. Et est stariora duo cum dimidio. [stariora 2, panora 6] 44. Petium unum terre positum in loco dicto “Capitelo”, cui a primo bona Sancti Savini, a 2° bona Sanguigni, a 3° bona heredum Dati Docti, a 4° Guidi Faggiuoli. Stariora decem et septem. [stariora 17] 45. Petium unum terre in loco dicto “Pescaia”, caput in semiterio, a 2° bona Plebis Lavaiani, a 3° bona Vannis, a 4° bona Boggini et ecclesie Lavaiani Novi. Et est stariora quatuor. [stariora 4] 46. Petium unum terre pro indiviso in petio uno infra suprascriptos confines, in loco dicto “Rigone”, cui a primo via, a 2° bona Bonis Baldi, a 3° bona [f] Bauldi, a 4° Biadi Buglionis. [stariora 4] 47. Petium unum terre in suprascriptis confinibus, in loco dicto “Fossa Nuova” [f], cui a primo “Fossa Nuova" partim et partim bona Begliantis de Gello Putido, a 2° [j] de Gello Putido, a 3° bona Lazari de Lavaiano, <a 4° bona> 21*4 2s 21 Testo non leggibile a causa dello scolorimento dell’inchiostro e della lacerazione del foglio nel margine inferiore. 25 Lacuna materiale con perdita di testo causata dalla lacerazione del foglio nel margine inferiore. La descrizione dei confini del terreno n° 47 prosegue sul foglio successivo, intervallata dalla consueta somma parziale della misurazione dei terreni elencati in questa pagina: cfr. nota successiva. Sembra possibile congetturare almeno però l'indicazione del quarto confine di questo appezzamento, secondo la formula che prevede «a 4°» seguito da «bona» e il genitivo del possidente, in questo caso «Morovelli de Vico», il cui nome si legge per esteso nel foglio successivo. 26 Somma parziale dei terreni trascritti in elenco in questo foglio: il computo esclude il terreno n° 47, la cui descrizione prosegue sul foglio successivo. Da notare la precisa indicazione di 71 slaia e 6 panora. che tiene conto della misurazione del terreno n° 43, «stariora duo cum dimidio», cioè due slaia e mezzo: i 6 panora infatti corrispondono al dimidium di questo terreno, essendo uno staio corrispondente a 12 panora. [stariora 71, panora 6]26 Morrovelli de Vico. Stariora sexaginta unum. [stariora 61] 48. Petium unum terre positum in suprascriptis confinibus, in loco dicto “Capo al Cerro”, cui a primo bona Segne Iohannis, a 2° bona Buonagiunte Iohannis Boronis, a 3° Coli Bandi, a 4° bona suprascripti Hospitalis. Stariora sex, panora quatuor. [stariora 6, panora 4] 49. Petium unum terre in suprascriptis confinibus, in loco dicto “Alle ficarelle”, cui a primo via, a 2° bona Hospitalis Novi, a 3° bona Corsi Lazari, a 4° Ugolini Contri. Et est per mensuram stariora quindecim. [stariora 15] 50. Petium unum terre positum in suprascripto loco, cui a primo suprascriptum petium terre cui a primo “Via delle Ficarelle”, a 2° via, a 3° suprascriptum Hospitale. Et est per mensuram stariora quinque. [stariora 5] 51. Petium unum terre ibi prope, cui a primo bona Fortis Segne et Dominici Tedeschi, a 2° bona Hospitalis Novi, a 3° bona ecclesia Sancti Martini, a 4° bona Gei Francisci. Stariora quinque. [stariora 5] 122
Un nuovo documento di età medicea Sull'Ospedale di Pisa 52. Petium unum tene in suprascriptis confinibus, cui a primo, 2° et 3° via publica, a 4° bona suprascripti Hospitalis Novi. Stariora undecim. [stariora 11] 53. Petium unum terre campie in suprascriptis confinibus, in loco dicto “Licciano”, cui a primo via, a 2° bona Coli Bandi, a 3° Ciardi Cucci, a 4° bona ecclesie Sancti Michaelis. Et est stariora quatuor. [stariora 4] 54. Medietatem petii unius tene in loco dicto “Mignaticcio”, cui a primo et 2° bona heredum domini Gerardi Faggiuoli, a 3° bona magistri Franchi de dicto Comuni. Et est medietas stariora tria cum dimidio. [stariora 3, panora 6] [stariora 110, panora IO]2' Et omnia alia bona que dictum Hospitale habet in dictis confinibus et infra predictos confines per eorum capita et latera confinata vel si aliter etc. ad habendum etc. cum omni iute etc. insuper omnia iura etc. ut his omnibus etc. et precepit etc. quatenus ea etc. que se pro eo etc. dante etc. quam etc. et promisit quod vacuam etc. et quod tum etc. et quod inde eum etc. et quod suscipiet etc. et si predicta etc. penam dupli etc. et dampnum etc. obligando etc. renuntiando etc.28. 2' Ultima somma parziale per i terreni posti in elenco in questo foglio. 2:1 La trascrizione di Mariano Dal Campo della parte conclusiva dell’atto è contraddistinta da estrema sintesi: il notaio ha infatti riportato solo le principali formule notarili che ricorrevano nell’atto originale, abbreviando con "etc.’’ lutti i relativi passaggi esplicativi. La successione delle formule lascia perfettamente intendere però la struttura logica e le disposizioni dell’atto, in questa sezione relative agli obblighi dell’Ospedale e alle eventuali contravvenzioni. 29 Dal fiume Era verso Pisa. I beni terrieri di cui si richiede in permuta il ricavato agricolo in grano sono infatti tutti localizzati nel territorio della Valdera che volge verso Pisa, negli attuali Comuni di Ponsacco e di Casciana Terme-Lari. 111 II ‘carrellino’ o ‘calvello’ era un tipo di grano tenero molto richiesto sul mercato, privo di reste (‘calvo’) e grosso al punto da non passare dal vaglio. In molti contratti d’affitto, di area pisana, il carrellino è il pagamento più comune. Cfr. G. Finto. La Toscana nel tardo Medio Ero: ambiente, economia rurale, società. Firenze, Sansoni. 1982, p. 97. 31 Bartolomeo Benti, procuratore di Francesco Nori, promette dunque solennemente, a fronte della concessione dei terreni, di consegnare al governatore dell’Ospedale Nuovo di Pisa Pietro Tanagli e ai suoi successori ogni anno, nel giorno della festa dell’Assunzione della Vergine Maria (15 agosto), e a partire Quare Bartholomeus suprascriptus dictis nominibus vigore cambii dictorum bonorum et permutationis promisit et per validam stipulationem convenit dicto reverendo patri et domino domino Petro suprascripta dictis nominibus, eidem domino Petro et suis successoribus dare et consignare tot et tanta bona a flumine Here versus Pisas29 de quibus dictum Hospitale habeat et habere commode possit sacchos quatuordecim grani ad florentinam mensuram, et donec steterit ad consignandum de suo proprio solvere promixit et per solemnem stipulationem convenit singulo anno in festo Sancte Marie mensis Augusti in grano cervellino30 bono et siccho Pisis, omnibus suis expensis, sine briga etc. alioquin etc. et dampnum etc. obligando etc. renuntiando etc. incipiens a festo Sancte Marie ad unum annum31. Et voluit posse cogi etc. Taliter me etc. 123
Paolo Pontari Actum Pisis, Bonaccursio quondam Locti de Muccis et Antonio [t]32 presentibus testibus etc., Dominice Incarnationis anno millesimo quadragentes<imo> <septuage>simo3334septimo, indictione nona et die quarta <mensis> < >3i. dall’anno seguente, quattordici sacelli di grano carrellino buono ed essiccato al peso di Firenze, accollandosi tutte le spese della consegna a Pisa. 32 Testo illeggibile a causa della lacerazione del margine inferiore del foglio. 33 La data, non perfettamente leggibile a causa della lacerazione del foglio, è però congetturabile: poiché l’indizione è la nona, l’unica data probabile del XV secolo con cifra finale "6” corrispondente a questa indizione è il 1476 (occorre infatti considerare che «septimo» è da diminuire di un anno per via dello Stile pisano). La congettura è inoltre supportata dalla carica di governatore dell’Ospedale Nuovo di Pisa ricoperta da Pietro Tanagli, assunta nel 1471 (cfr. ASPi, Diplomatico, Nicosia, 28 settembre 1472). L’anno così ricavato viene a coincidere con la lettera spedita da Lorenzo de’ Medici al fratello Giuliano a Pisa, su cui cfr. supra P. PoNTARI, Un nuora documento dell'età medicea (1476-1559): Lorenzo il Magnifico e l’Ospedale di Pisa tra .W e XVIsecolo, pp. 38-39. 34 Non è possibile conoscere esattamente in quale mese venne stipulato l'atto trascritto da Mariano Dal Campo, a causa della lacerazione del margine inferiore de] foglio, che ne compromette totalmente la lettura. Tuttavia, la data in stile pisano 1477 dell’indizione nona, e cioè il 1476, esclude che possa essere uno dei primi tre mesi dell'anno, nei quali il calendario pisano ab Incarnatione coincide con quello moderno. 124
n° 2. Item fit omnibus fides qualiter Franciscus quondam Francisci Antonii de Noris35, constitutus in presentia nobilis viri domini Caroli Bindi de Gallettis, hospitalarii Hospitalis Novi de Pisis3637, recognovit a dicto domino Carolo suprascripta bona eo modo et forma et prout dictus Franciscus retinebat a dicto Hospitali, cum clausulis in forma etc. Et taliter me etc. 35 Nel secondo atto ricopiato e riassunto da Mariano Dal Campo compare Francesco (detto Franceschino o Francesco Antonio) di Francesco di Antonio Nori, figlio del banchiere defunto ed erede legittimo dei terreni concessi in permuta dalFOspedale Nuovo di Pisa. Su di lui cfr. De Roover, The Rise and Decline afille Medici Bank, cit. 36 Carlo di Bindo Galletti, spedalingo dell’Ospedale Nuovo di Pisa. Su di lui cfr. G. Petralia, Banchieri efamiglie mercantili nel Mediterraneo aragonese: l’emigrazione dei pisani in Sicilia nel Quattrocento, Pisa, Pacini, 1989, p. 190. 37 Nel sottoscrivere i primi due atti, Mariano Dal Campo afferma di averne ritrovato gli originali autografi, rogati dal defunto notaio pisano Niccolò Donati da Volterra, suo nonno materno, e di averli trascritti, riassunti fedelmente e collazionati parola per parola. A garanzia di fede, appone dunque il suo signum tabellionatiis e la data, 13 novembre 1559. Actum Pisis, in spetiaria dicti Hospitalis, presentibus Philippo Nicole de Castiglionchio et lacobo Andree de Luca, furnario dicti Hospitalis, et Ambrosio Petri de Milano testibus. Dominice Incarnationis anno 1490, indictione septima, die sexta Augusti more Pisarum. Ego Marianus Campius olim luliani quondam Mariani Dal Campo, civis et notarius publicus pisanus, imperiali et apostolica auctoritate iudex ordinarius, quia suprascripta duo - primum scilicet concessionis bonorum in permutationem et cambium, secundum vero recognitionis eorundem - instrumenta, ab egregio viro ser Nicolao olim alterius Nicolai quondam Donati de Donatis de Vulterris, notario publico et cive pisano, meo avo materno vita functo, rogata, prout in eius scedis et actis penes me existentibus ipsius manu propria scripta inveni, ita hic fideliter sumpsi, scripsi et copiavi, quiaque cum eius originalibus suprascriptis presentem copiam verbotenus auscultando concordare inveni, ideo in fidem premissorum omnium manu propria me subscripsi signoque et nomine meis solitis premunivi. Dominice Incarnationis anno M.D.LX., indictione tertia, die vero decimatertia mensis Novembris stilo nostro pisano3'. 125
n° 3. In Dei nomine amen. Fit fides qualiter Cum sit et certum esse dicatur quod nobilis vir Franciscus alterius Francisci Antonii de Noris minor et civis et patritius florentinus conduxerit in cambium et permutationem ab Hospitali Novo Sancti Spiritus et Sancte Clare Pisane civitatis38 omnia bona et petia terrarum existentia in confinibus Perignani, Liligliani, Vicariatus Lari Collinarum Pisarum39, pro quibus prefatus Franciscus se obligavit dare et consignare dicto Hospitali tot bona immobilia ex quibus percipiantur singulo anno in festo Sancte Marie medii mensis Augusti cuiusquam anni sacci quatuordecim grani ad mensuram starii, prout de predictis omnibus et singulis constat et apparet publicum instrumentum scriptum et rogatum a ser Nicolao de Volterra sub die sexta Augusti anni 1490 stilo pisano vel alio tempore veriori; 38 L'Ospedale di Pisa è qui denominato come Ospedale Nuovo di Santo Spirito e di Santa Chiara. L’Ospedale Nuovo, detto anche della Misericordia di S. Spirito o di Papa Alessandro, assunse anche il nome di Santa Chiara per la presenza di una cappella duecentesca intitolata in origine al Santo Spirilo e poi dedicata alla Santa. I resti dell’edificio duecentesco si vedono ancora nel cortile dell’attuale Chiesetta di S. Chiara, riedificata tra il XVIII e il XIX secolo. 39 Vengono sinteticamente localizzati i terreni di proprietà dell’Ospedale Nuovo di Pisa concessi in permuta a Francesco Nori. l’area delle Colline Pisane, cioè, compresa tra Perigliano, Lilliano e il Vicariato di Lari. Quest’ultimo era un territorio istituito nel XV secolo, comprendente le podesterie di Lari. Crespina, Rosignano, Peccioli e Palaia: cfr. B. CASINI, il vicariato, la pretura e la delegazione di governo di Lari, in «Bollettino Storico Pisano», 30 (1961). pp. 17-101. 411 Federico di Francesco di Tanai de’ Nerli (1496-1528). nobile fiorentino. Sua zia. Caterina di Tanai de’ Nerli, aveva sposato Lorenzo di Bemardetto de' Medici, cugino di Lorenzo il Magnifico, dal cui matrimonio nacque Ottaviano de’ Medici, capostipite del ramo dei Medici di Ottajano e padre di papa Leone XI. 41 Gli Ufficiali dei Pupilli, magistratura fiorentina creata nel 1393 e preposta alla tutela giuridica dei beni ereditati dai minori rimasti orfani e privi di tutela genitoriale. Nel Quattrocento la magistratura si occupò anche dei soggetti socialmente deboli per cause fisiche e psichiche. Cfr. F. MoRANDINI, Statuii e Ordinamenti dell Ufficio dei pupilli et adulti nel periodo della Repubblicafiorentina (1388-1534). in «Archivio Storico Italiano». 113 (1955). pp. 522-551. 42 Bernardo e Alfonso, figli di Niccolò di Niccolò Capponi. Bernardo Capponi fu nominato insieme con Benedetto Tanai de’ Nerli responsabile dell’inventariazione dei beni di Piero di Lorenzo de" Medici dopo che questi venne caccialo da Firenze (9 novembre 1494). Alfonso è il protagonista di un battibecco avvenuto con Iacopo Alamanni che causò un tumulto civile, narrato da Benedetto Varchi e da Filippo de’ Nerli nei suoi Commentari. item, cum sit quod post predicta prefatus Franciscus concesserit suprascripta bona cum suprascripto honere solvendi singulo anno de mense Augusti dictos saccos 14 granii boni ut supra speciali Federigo Francisci Tanai de Nerlis, civi et patritio fiorentino40, prout etiam de predictis constat publicum instrumentum scriptum et rogatum a publico notario sub suo tempore et datali; item, cum quod deinde ad certum tempus fuerint consignata dicta bona per heredes dicti olim Federigi vel per offi<ciales> pupillorum civitatis Florentie41; specialibus viris Alphonsio et Berna<rdo> <fr>atribus et filiis domini Nicolai olim Nicolai de Capponibus42, etiam civibus et patritiis florentinis, cum dicto 126
Un nuovo documento di età medicea Sull'Ospedale di Pisa honere solvendi dictos sacchos quatuordecim grani recipientibus pro domina Leonora olim dicti Federigi prò parte eius dotis43, prout etiam de predictis constat publicum instrumentum scriptum et rogatum a publico notario sub suo tempore et datali. 11 Leonora, vedova di Federico di Francesco di Tanai de’ Nerli. 44 Onofrio di ser Pietro del Pitta, già Rettore dell'Ospedale per un breve periodo ne] 1492 e nel triennio 1509-1511. fu nominato gestore del patrimonio dell’Ospedale dal 1536 e mantenne tale carica per un decennio, allorché il governo passò ufficialmente agli spedalinghi: cfr. Vaglini. La storia dell Ospedale di S. Chiara, cit.. pp. 59. 125. 4=1 Si tratta dell’unico inserto in lingua volgare di tutto il documento, volto a esplicitare l’impegno assunto da Bernardo Capponi di pagare la concessione in permuta dei terreni nella stessa maniera con cui il precedente concessionario. Francesco di Francesco di Antonio Nori. aveva provveduto a fare in ottemperanza ai due contratti precedenti. Ideo hac presenti infrascripta die nobilis vir dominus Bernardus olim domini Nicolai quondam Nicolai de Capponibus, civis et patritius florentinus, sciens et asserens predicta omnia et singula scripta vera fuisse et esse et volens se tam nomine proprio quam vice et nomine domini Alphonsi eius fratris germani, prò quo de rato promisit per omnes clausulas rati habitionis etc. alias de suo proprio etc. obligari ad solvendum dictam summam sacchorum quatuordecim grani singulo anno in festo Sancte Marie medii mensis Augusti cuiusquam anni. Hinc est quod hac presenti infrascripta die, ex eius certa scientia et alias omni meliori modo etc. pro se et dicto Alphonso eius fratre, pro quo de rato promisit etc. per solemnem stipulationem convenit et promisit magnifico domino Honofrio Pitta, hospitalario suprascripti hospitalis44, presenti et pro dicto hospitali acceptanti, dare et consignare tantam terram in bono et recipienti loco infra septem miliaria prope Pisas, ex qua percipiant singulo anno de affictu sacci quatuordecim grani boni ad mensuram starii omnibus expensis dicte conductionis excepta ghabella. Et donec distulerit, facere dictam consignationem promisit de suo granario proprio solvere dictos sacchos quatuordecim grani boni ad mensuram starii tractos Pisis. Sia tenuto pagarlo come pagava in el primo et sicondo contracto Francesco di Francesco di Antonio Nori45, incipiendo primam solutionem in festo Sancte Marie medii mensis Augusti proxime futuri, sine briga etc. alioquin etc. et omnes expensas etc. obligando etc. renuntiando etc. et quod possit capi etc. Prefatus dominus Bernardus dicto nomine ad interogationem suprascripti Honofrii fuit in veritate confessus esse verum et legitimum debitorem in et de saccis octuaginta quatuor grani boni annorum sex decursorum per totum annum 1539 stilo pisano, quos promisit solvere hoc modo, videlicet singulo anno 127
Paolo Pontari saccos sex grani incipiendo primam solutionem in festo Sancte Marie Augusti 1541 stilo pisano46. Et taliter me etc. Actum etc. presentibus domino Petro Bonanno et Petro Nicolai de Navacchio testibus, die decimanona lunii 1540 stilo pisano. 10 Bernardo Capponi confessa allo spedalingo Onofrio Pitta di essere stato insolvente per sei anni fino a tutto il 1538 (1539 stile pisano): il suo debito ammonta dunque a 84 sacelli di grano, esattamente cioè la somma corrispondente a 14 sacelli l’anno per un periodo di sei anni. 11 pagamento del debito procederà in modo rateale, corrispondendo 6 sacelli di grano ogni anno a partire dal 1 5 agosto 1540 (1541 stile pisano). 128
Nos capitanei, admonitores et correctores Collegii Universitatis et Officii tabellionum, indicum et notariorum alme civitatis Pisarum47, universis et singulis presentes nostras legalitatis literas inspetturis, lecturis et audituris, pacem, gaudium et salutem in Eo qui est omnium vere in se credentium certa salus. 4' Si legge qui l’atto di convalida dei Capitani, Ammonitori e Revisori del Collegio dell’università e dell’ufficio dei tabellioni, giudici e notai del Comune di Pisa, del 18 novembre 1559. Attraverso la trascrizione ufficiale di Bartolomeo del fu Francesco del fu Giovanni l’Aulla, notaio cancelliere del Collegio, vengono convalidati tre atti quattrocenteschi ricopiati e sottoscritti cinque giorni prima dal notaio Mariano Dal Campo. 43 II notaio pisano Mariano del fu Giuliano di Mariano Dal Campo, eletto dagli Anziani del Comune operaio di Santa Maria del Pontenovo di Pisa (Santa Maria della Spina) e dunque gestore delle rendite dell’Ospedale di San Iacopo e di Sant’Anna (sito nell’antica via del Pontenovo, oggi via Sant’Antonio), ha interamente ricopiato di suo pugno il 13 novembre 1559 due dei tre atti che il Collegio intende convalidare (cfr. supra gli atti n° 1 e n° 2). 49 Viene precisalo che i due atti ricopiati da Mariano Dal Campo erano stati rogati dal notaio pisano Niccolò di Niccolò di Donato Donati da Volterra, nonno materno dello stesso Mariano Dal Campo: essi riguardavano la concessione da parte dell’Ospedale Nuovo di Pisa di beni terrieri in permuta a Francesco di Antonio Nori, mercante fiorentino. Il terzo atto ricopiato da Mariano Dal Campo, a suo tempo rogato dal notaio pisano Iacopo Pitta, era stato sottoscritto da Niccolò Cappa con l’apposizione del suo signum labellionatus. Questo atto, nel documento superstite, è mutilo a causa della perdita del foglio su cui il testo proseguiva: sappiamo però che questo terzo atto attestava l’obbligo da parte di Francesco di Francesco di Antonio Nori di versare all’Ospedale di Pisa ogni anno, nel mese di agosto, 14 sacelli di grano come tributo per la concessione dei terreni agricoli di proprietà dell’Ospedale. Quia, propter locorum distantiam, de fide ac legalitate notariorum solent quandoque homines eos non cognoscentes plurimum dubitare, ad omnem igitur ambiguitatis materiam ex eorum mentibus omnimodo removendam, fidem nobis indubiam facimus ac firmiter attestamur qualiter egregii viri Marianus Campius, civis et notarius publicus pisanus, collega noster48, - qui duo prima scilicet concessionis bonorum in permutationem et cambium ac recognitionis eorundem ab egregio viro ser Niccolao olim alterius Niccolai Donati de Donatis de Vulterris, notario publico, pisano cive, vita functo ac suo, ut premictitur, avo materno rogata fideliter sumpsit et copiavit, subscripsit et signo eius solito premunivi!:49 -idemque Niccolaus Cappa, civis et notarius publicus pisanus - qui tertium et ultimum recognitionis dictorum bonorum ac debiti stariorum saccorum decem 4 grani ab egregio viro ser lacobo Pitta, notario etiam publico et cive pisano, vita functo, rogatum ipsiusque Mariani Campii manu transumptum et ab eodem ser Niccolao Cappa subscriptum atque signatum50 - tempore copie subscriptionis ac signaturis predictis et satis antea ac post fuerunt et hodie sunt legales publici auctentici fide dignique notarii et in Collegio Universitatis et Officio nostro similiter adscripti, recepti et approbati. Similiterque fuerunt egregii viri ser Niccolaus de Vulterris et ser lacobus Pitta notarii premortili suprascrip129
Paolo Pomari ti, eorundem notariorum omnium prefatorum scripturis et instrumentis per eos scriptis vel copiatis semper adhibita fuit et hodie adhibitur plena et indubitata fides in iudicio et extra et vivis suprascriptis etiam ab omnibus qui premortuos noverunt vivosque cognoscunt indifferenter, in quorum omnium fidem, robur ac testimonium promissorum has nostras testimoniales legalitas eorundem literas per ser Bartholomeum olim Francisci Aulla, civem et notarium publicum pisanum, nostrum et Collegii Universitatis et officii nostri cancellarium. Infrascriptas fieri, scribi et subscribi mandavimus, sigilli nostri et Collegii predicti soliti impressione munitas51. 31 II Collegio attesta ufficialmente che Mariano Dal Campo e Niccolò Cappa sono notai pubblici dotati di autorità legale e fededegni, regolarmente iscritti al Collegio dell'Università e all’ufficio dei notai del Comune di Pisa. Allo stesso modo il Collegio attesta che anche i due notai defunti, Niccolò Donati da Volterra e Iacopo Pitta, dai cui rogiti sono stati ricopiati i tre atti in questione, furono notai idonei a certificare il trasferimento dei beni e le relative condizioni. Il Collegio dà dunque mandato al cancelliere, il notaio pisano Bartolomeo l’Aulla, di sottoscrivere il presente atto di convalida. Datis Pisis, in nostra solita residentia, Dominice Incarnationis Anno 1560, indictione 3, die vero 18 mensis Novembris, stilo pisano, sede vacante. Ego Bartholomeus olim Francisci quondam Iohannis Aulla, civis et notarius publicus pisanus et prefatorum dominorum Capitaneorum et Collegii cancellarius et dictator, scripsi et de mandato subscripsi. 130
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Indici a cura di Paolo Pontari
Criteri di indicizzazione Si pubblicano qui di seguito gli Indici complessivi del volume (Indice dei nomi. Indice dei manoscritti e dei documenti d’archivio, Indice delle figure), per i quali il rinvio è ai numeri di pagina, contrassegnati da una ‘n.’ per i riferimenti in nota. \dndice dei nomi identifica e registra, nella forma vulgata completa e corrispondente, tutti i nomi propri e di famiglia dei personaggi storici, i nomi dei luoghi e dei popoli, nonché i nomi degli autori e degli studiosi moderni ricorrenti nel volume; i sovrani sono indicizzati sotto il loro nome personale, mentre i nomi di tutti gli altri esponenti non regnanti della medesima dinastia ricorrono sotto il nome di famiglia; i papi sono indicizzati sotto il nome pontificale; i personaggi storici e gli autori noti con appellativi toponimie! e patronimici ricorrono sotto il relativo nome di battesimo; ove del caso, il lemma del personaggio è corredato di essenziali indicazioni relative alla carica politica o religiosa o alla professione (imp., re, doge, papa, arcivesc., notaio etc.). Per ovvie ragioni, sono state escluse dall’indice le indicazioni generiche riferite alla città, all’Università e all’Ospedale di Pisa, che ricorrono pressoché a ogni pagina. \2Indice dei manoscritti e dei documenti d’archivio registra tutte le testimonianze manoscritte e i documenti d’archivio ricorrenti nel volume, secondo il consueto ordine alfabetico per luogo di conservazione. \’Indice dellefigure, infine, elenca tutte le immagini infratestuali a corredo del volume, con le relative didascalie e il corrispondente numero d’ordine.
Indice dei nomi Aelst (van) Pieter Coecke, pittore 11-12, 72n., 77n. Alamanni Iacopo 126n. ‘A la via da Vico’, località 119 Albanese Gabriella 7,9,10,12,15,18 e n., 22-23, 37n., 48n., 52n., 55n., 57n., 59, 69, 71, 73-74, 102n. Albertino da Parma, notaio 33 Albizzi (degli) Albiera 54 Alessandria d’Egitto 54 Alessandro IV, papa 17, 39n., 101n., 126n. Alessandro Magno 54, 64-65 Alfonso XI, re di Castiglia 28 ‘Al guado’, località 121 ‘Alla magione di Ponte Saccho’, località 119 ‘Alla fonte’, località 120, 121 ‘Alla Fossa Nuova’, località 119, 122 ‘Alla lama della fonte’, località 121 ‘Alla Viaccia’, località 120 ‘Alle Cavine’, località 119 ‘Alle ficarelle’, località 122 ‘Alle fondeca’, località 121 ‘Alle Piaggie’, località 119 Allori Alessandro, pittore 12 ‘Al Magno’, località 119 e n. ‘Al Somitieri di Vallori’, località 119 ‘Al Trebbio’, località 118 e n. ‘Al ulivo’, località 121 Ambrogio di Pietro da Milano 125 Amico Rosalia 41n., 119n. Anginiani Ranieri 122 Antonio da Montalto, detto ‘Antonio di Baccio’ 119 Aragona (d’) Alfonso, duca di Calabria 73n. ‘A Rio Pipali’ vd. Ripepuli, località Aristotele 54 Arnaldi Girolamo 27n. Arno, fiume 38, 55, 78, 87, 119n. Arrigo, rettore della Chiesa di S. Andrea di Perigliano 120 Arsendi Ranieri da Forlì, giurista 29 e n. Athos, monte 54, 64-65 Aulla (T) Bartolomeo di Francesco di Giovanni, notaio 36, 113-114, 129-130 e nn. Avignone 20, 27, 29, 31, 33, 83, 89, 106n., 110 Azzaro Bartolomeo 40n. Babele, torre di 40n., 74-75 Bacciameo da Cascina 122 Bacciameo di Gugione 121 Badioli Lorella 47n. Baldi Bono 122 Baldino di Vanni 121 Baldinotti Bartolomeo 47 Baldinotti Fabio 57-58 Baldinotti Tommaso 47 e n., 57 e n., 58-59 Baleari, isole 64-65 141
Paolo Pomari Bandini Baroncelli Bernardo 43-44, 117n. Banti Ottavio 87n. Barabotti Marco 73n. Barbiche Bernard 85n. Barga 87 Bargellini Francesco 58 Barone, tabernarius 120 Baroni Vannucci Alessandra 71n. Barsotti Andrea 119 Bartoli Langeli Attilio 28n. Bartolomeo da Pratovecchio, maestro 48n. Battelli Giulio 90 Bauman Zigmunt 13 Bausi Francesco 58 Beccali Lupo 119 Begliante da Cello Putido 122 Bellini Pietri Augusto 12, 78 e n. Bellomo Manlio 102n. Benedetto XII, papa 28-29,31, 34, 85 Benti, famiglia 117n. Benti Bartolomeo di Giovanni 117 e n., 123 e n. Benti Donato, scultore 117n. Bertoldo di Giovanni, scultore 40n., 44,74 Bertonensi Piero 120 Biagio (Bladius) di Buglione 122 Boccanegra Simone, doge di Genova 87 Bologna 28-29, 51n., 60,104 e n., 109 Bonaccorso di Benvenuto di Ciampolo da Pisa, notaio 87 Bonaccorso di Pietro da Perigliano 119, 120 Bonagiunta di Giovanni di Borane 122 Bonamici Marisa 52n. Bonanno Pietro 128 Bonifacio da Camogli, notaio 87 Bonifacio Vili, papa 28, 87, lOln. ‘Borgo’, località 120 Borgogna, contea di 28 Botticelli Sandro 24, 74 Braccesi Alessandro 58 Britannia 64-65 Brunelleschi Filippo 44 Bruni Leonardo 52 e n., 53-54 Bruni Stefano 72n. Brunori Moira 12, 73 Budapest 72 Buonarroti Michelangelo 12, 74,117n. Buonconti Nicola 121 Buontalenti Bernardo 77 Burresi Maria Giulia 11, 72 Caccetta Angelo 7, 9, 18 e n., 20, 22-24, 35, 38, 44, 46, 69, 70 e n., 71, 113 Cadei Antonio 59 Cadice vd. Gades Cahors 28 Cambridge 28 Campanelli Maurizio 49n. ‘Capitelo’, località 122 ‘Capo al Cerro’, località 122 Cappa Niccolò, notaio 113-114, 129 e n., 130n. Capponi Alfonso di Niccolò di Niccolò 36, 113, 126 e n.,127 Capponi Bernardo di Niccolò di Niccolò 36, 113, 126-128 e nn. Cara Dorian 73-7 Imi. Carlo IV di Boemia, imp. 28 Carpi Lamberto 48 Carranza Nicola 29n., 41n. Carratori Luigina 89 Casapieri, famiglia 118 e n. Casapieri Antonio 121 Casciana Terme 123n. 142
Indice dei nomi Casini Bruno 118-119nn., 126n. ‘Castagnicci’, località 121 e n. ‘Castelletto’, località 122 Cattaneo Perseo da CaiTara, rettore 41-42 Cattaneo Simonetta 58 Caturegli Natale 27n. Ceccarelli Lemut Maria Luisa 40n. Celati Marta 43n. Geo di Francesco 122 Chelini Nuovo 121 ‘Chiasso’, ‘Il chiasso’, località 120,121 Ciliberto Michele 49n. Ciociola Claudio 58 Cipolla Carlo 85n. Clemente V, papa 28 Clemente VI, papa 7, 8, 10, 17-18, 19n„ 20,27-31, 33, 52-53, 83, 84- 85 e mi., 86, 87 e n., 89, 91, lOln. Clemente XII, papa 57 Cocchi Donati Antonio 76 Cogli Biagio 120 Coimbra 28 Colle Val d’Elsa 63 Colline Pisane 22, 35, 37-38, 41, 43, 119n„ 126 e n. Colo da Scorno 120 Colo di Bando 122, 123 Contri Ugolino 122 Corsica 64-65, 87 Corsine, coltellinarius 121 Corso di Lazzaro 122 Cortesi Federico 18n. ‘Cortigiano’, località 120 Costantinopoli 44 ‘Coste’, località 121 Crescente da Triana 120 Crespina 126n. Dal Borgo Flaminio 27n. Dal Borgo Francesco di ser Iacopo di Simone 88 Dal Campo Mariano di Giuliano, notaio 35 e n., 36, 38, 41, 46, 71, 113-114, 121n., 123-125 e nn., 129 e n. Dami Federica 47n. D’Appiano Antonio di Vanni 41 D’Appiano Iacopo 41, 121 Decio Filippo 76 De la Mare Albinia C. 59 Del Gratta Rodolfo 47n., 50-51nn., 60 Dell’Agnello Giovanni, doge di Pisa 87 Della Stufa Sigismondo 58 Del Lungo Isidoro 58 Del Piazzo Marcello 75n. Del Pitta Onofrio di ser Pietro, spedalingo 36, 113, 127 e n., 128n. Del Voglia Ludovico 120 De Martin Joseph 89 Di Credenza Corrado 87 Dinocrate 54, 55 e n., 64-65 Dino da Radicofani, arcivesc. di Pisa 29 e n. Dionigi Alfonso 28 Donati Niccolò di Niccolò di Donato da Volterra, notaio 37, 113, 125 e n., 126, 129 e n., 130n. Dotti Dato 122 Dovizi Pietro 58 Dublino 28 Elio Aristide 53 Eolie, isole 64-65 Era, fiume 123 e n. Ermini Giuseppe 27n. Europa 17, 28, 31 Fabroni Angelo 20, 27n., 60, 84 143
Paolo Ponlari Fabrucci Stefano Maria 21, 27 n., 84, 91, 101-102, 105-106 Faggiuoli Gerardo 123 Faggiuoli Guido 122 Falzone Paolo 47n. ‘Fedone’, località 121 Fedeli Carlo 19-21, 27n„ 83n., 84 e n., 86, 91, 101 e n., 102, 104 Feroci Antonio 39n. Ferrante d’Aragona, re di Napoli 73n. Ferrara 49, 60, lOln. Févère Pietro 77 Fibonacci Leonardo 8 Ficino Marsilio 59 Filelfo Francesco 58 Filippi Stefano 72 Filippo di Eresse 117n. Filippo di Nicola da Castiglionchio 125 Fioravanti Gianfranco 31n., 47n., 49n., 51n. Firenze 15, 23, 28, 37 e n., 38-39, 40n., 41, 44, 48-50, 51 e n., 52- 55, 59-60, 62-63, 70-72, 73n., 76-78, 86, 87 e n., 104-106nn., 11711., 12411., 126n. - Cattedrale di Santa Maria del Fiore 43-44, 117n. - Giardino di San Marco 74 - Palazzo del Bargello 44 - Palazzo Medici-Riccardi, Cappella dei Magi 40n., 77 - Studio generale 10, 37-38, 47, 49, 51n., 55, 58, 60, lOln., 104-lOónn. Fonzio Bartolomeo 58 Forte di Segna 122 Fosso Reale-Zannone vd. Zannone, torrente Francesco da Castiglione 58 Francesco di ser Guidone di Cavalca da Vicopisano, notaio 88 Franco, magister 123 Fubini Riccardo 38n. Gades (Cadice) 64-65 Gaeta Bertelà Giovanna 13, 76n. Galilei Galileo 7, 34 Galletti Carlo di Bindo, spedalingo 36, 113, 125 e n. Gamurrini Eugenio 118n. Garzella Lorenzo 19, 20, 40n. Garzelli Annarosa 59 Gelli Claudio 18n. Genova 12, 29, 72, 86, 87 e n. Genovesi 87 Gesi Andrea 121 Geubels Jacob I, arazziere 12 Gherardesca (della) Fazio di Donoratico, conte 29 Gherardesca (della) Ranieri di Donoratico, capitano di Pisa e Lucca 33 Gherardi Alessandro 60 Ghilla da San Miniato 121 Giacomo (s.), apostolo lOln. Giacomo II d’Aragona, re di Sardegna e di Corsica 87 Ginevra 43, 117n. Giovanna Rossa 122 Giovanni (s.), apostolo ed evangelista lOln. Giovanni Vili, papa 90 Giovanni XXII, papa 28, 85 Giovanni da Lavaiano 119 Giovanni da Sancasciano 119 Giovanni di Martino da Covinaia, notaio 88 Giovanni di Piero 122 Giuliano da Sangallo 74 Giulio II, papa 88, 89 Giusti Martino 83n. 144
Indice dei nomi Giustiniani Vito Rocco 48 e n., 49n., 52n„ 59-60 Gòller Emil 84-85nn. Gonzaga Luigi I, capitano del popolo di Mantova 87 Gozzoli Benozzo 40 e n., 74-75 Grado 29 Gray 28 Greci 65 Gregorio Magno (Gregorio I), papa lOln. Gregorio VII, papa 90 Grenoble 28 Guarino Veronese 49 e n. Gucci Ciardo 123 Guest Giare 53n. Gugliantini Giovanni 118n. Iacopino, presbitero 121 Iacopo di Andrea da Lucca,furnarius Hospitalis 125 Iacopo di Lotto da S. Lucia di Perigliano 121 ‘In Postitino’, località 120 ‘In Villa Sancti Andree’, località 120 Innocenzo III, papa 90 Irlanda(76ernia) 64-65 Italia 28, 29n., 30-31, 64-65, 118n. Ivone da Lavaiano (Ibo de Lavaiano) 119 Karwacka Codini Ewa 40n. Kristeller Paul Oskar 17 e n., 58-59 ‘La Lignaccia’, località 121 Lanfredini Alessandro 12, 77-78 Lari (Vicariato di) 37, 119n., 120, 12311., 126 e n. Lavaiano (Pieve di) 118n., 119, 122 Lazzaro da Lavaiano 122 Leonardo da Vinci 44 Leonora, moglie di Federico di Francesco di Tanai de’ Nerli 127 e n. Leone I, papa 90 Leone X, papa 75-76 Leone XI, papa 126n. ‘Licciano’, località 123 Lilliano (Liglianum, Liliglianum, Lilignanum) 117, 118n., 119 (Chiesa di S. Iacopo), 126 e n. Lillie Amanda 37n. Lindsay Martin 92n. Lippi Lorenzo 10, 12, 18, 23, 30, 37n., 47-49 e mi., 50-51, 52-55 e mi., 57, 59-63, 77, 102n. Lione 43, 117n. Livorno 69 Lolli Checco di Bindo 119 Lorena, famiglia 86 Lotto da Sancasciano 118, 120-122 Lucca 33, 87 e n. Luciano di Samosata 54 Lucignano 120 Ludovico da Sancasciano 119 Luigi XI di Valois, re di Francia 117n. ‘Lungagna’, località 119 Lupo di Orso 120 Lusitania 64-65 Luzzati Michele 40n., 74 e n. Macripò Alba 11 Maì'er Ida 59 Malanima Paolo 37n. Maletta Pietro Maria 58 Mancarella Paolo Maria, rettore 20,22 Maremma 41 Maria da Sancasciano d’Appiano 41 e n., 119 e n., 120 Mariano di Lone da Ponticello 120 145
Paolo Pontari Marrara Danilo 40n. Martinelli Andrea 35n. Martino Federico 29n. Marzi Guglielmo, rettore 89 Masino da Lilliano 121 Masseo da Lilliano 120 Masseo di Paolo 121 Massimo Carlo 30, 51 e n. Massimo Francesco di Paolo 51n. Massimo Giulio 51 Matteoni Dario 11 Medici, famiglia 10, 12, 23, 37 e n., 38-39, 40n., 43-44, 46n., 48-49, 50 e n., 51, 62-63, 69, 72 e n., 75-77, 117n. Medici di Ottajano, famiglia 126n. Medici (de’) Cosimo I, signore di Firenze 12, 24, 72, 78 Medici (de’) Cosimo, il Vecchio, signore di Firenze 40n., 62-63, 74 Medici (de’) Filippo, arcivesc. di Pisa 40 e n., 74 e n. Medici (de’) Francesco I, granduca di Toscana 77 Medici (de’) Giuliano 23-24, 38-39, 40n., 41, 43-44, 74, 124n. Medici (de’) Lorenzo, il Magnifico, signore di Firenze 10-13, 16-18, 22-24, 37-40 e mi., 41, 43-44, 47, 48n., 49-50 e mi., 51, 55, 56n., 62-63, 68-69, 71, 72-73 e mi., 74, 75-77 e mi., 78, 102n., 11711., 12411., 126n. Medici (de’) Lorenzo di Bemadetto 126n. Medici (de’) Piero, il ‘Gottoso’, signore di Firenze 40n., 62-63, 74- 75, 126n. Mediterraneo, mare 30, 51, 125n. Memphis 72 Meoni Lucia 77n. ‘Migliaticelo’, località 123 Milano 55, 125 Monferrato 85n. ‘Monte Albano’, località 120, 121 Montecassino 90 Montpellier 28 Morandini Francesca 126n. Morozzi Rosanna 11 Mousnier Roland 55n. Mocci Bonaccorso di Lotto 124 Miillner Karl 48n. Murner Walter di Strasburgo (Walter de Argentina), scriptor della Penitenzieria apostolica 84n. Naldi Naldo 58 Napoli 73n. Nardi Paolo 28n. Narducci Enrico 58 ‘Nel Castro’, località 119 ‘Nella Magra’, località 118 Neri da Montegarullo, vicario di Barga 87 Nerli (de’) Benedetto di Tanai 126n. Nerli (de’) Caterina di Tanai 126n. Nerli (de’) Federico di Francesco di Tanai 36, 113, 126-127 e nn. Nerli (de’) Filippo 126n. Nestore 51-52, 64-65 Niccolò IV, papa 28 Niccolò V, papa 39 Novara 85 Nori (de’) Francesco di Antonio 23, 35-36, 41, 43-44, 113, 117 e n., 123n., 125 e n., 129 n. Nori (de’) Francesco di Francesco di Antonio, detto ‘Franceschino’ 36, 113, 125 e n., 126-127 e nn., 127 e n., 129n. 116
Indice dei nomi Nucci Lucia 12 Nuovo di Chelino 120-121 Oceano 64-65 Odoardo (di) Giorgio da Chiavari, cancelliere di Genova 87 Omero 52, 64-65 Orlandi Leopardo, notaio 88 Orsolini Oreste 13, 76, 78 Padova 28, 29n., 55, 56 e n. Palaia 126n. Pamiers 28, lOln. Pancucci Guido 120 Panzanelli Frantoni Maria Alessandra 28n., 105n. Paolo (s.), apostolo 106 e n., 110 Paolo di Arrigo 122 Pardella di Santa Luce 120 Parigi 28, 31, 104 e n., 109 Parmerini Bartolomeo da Cascina 120, 121 Paletta Alessio 35n., 39n. Patella Federico 58 Pavia 55, 56 e n., lOln. Pazzi, famiglia 43, 73n., 117n. Peccioli 126n. Peloponneso 51-52, 64-65 Perigliano (Chiese di S. Lucia e di S. Andrea) 37, 118-119 e mi., 120, 126 e n. Perosa Alessandro 58 Perugia 28 e n., 60, lOln., 105n. Pescaglini Rosanna 118n ‘Pescaia’, località 122 Pesenti Giovanni Battista 48n. Petralia Giuseppe 37n., 50n., 55n., 125n. Petrucci Armando 58-59 Picotti Giovanni 27n. Piero di Vanni 122 Pietrasanta 117n. Pietro (s.), apostolo 106 e n., 110 Pietro da Vigone, scriptor apostolico 85 e n„ 91,92n., lOln. Pietro di Iacopo, detto ‘Cordo’ 120, 121 Pietro di Niccolò da Navacchio 128 Pieve di Triana 118n., 120, 122 Pillagli Paimiro 29n. Pinto Giuliano 123n. Pirson Jules 92n. Pisa - Borgo Stretto 76 - Camposanto Monumentale 40 e n., 74-75 - Chiesa di San Giorgio ai Tedeschi 39n. - Chiesa di Santa Maria del Pontenuovo (Santa Maria della Spina) 35, 129n. - Chiesa e abbazia di San Michele in Borgo 23, 33, 36, 38, 39-41 e nn., 76, 87n., 113, 117 e n. - Convento di Santa Caterina 31 - Monastero di Santa Marta 41 - Museo Civico 11, 13, 78 e n. - Museo Nazionale di Palazzo Reale 10-12, 18, 24, 70, 72, 73 e n., 76-77 - Museo Nazionale di San Matteo 72 - Ospedale dei Trovatelli 39n., 41 - Ospedale di San Iacopo e di Sant’Anna 35, 129n. - Palazzo arcivescovile 40 - Palazzo della Sapienza 19, 40 e n. - Piazza del Grano 40 - Pinacoteca civica 12, 77 - Via Larga 76 - Via del Monte 76 Pisani 30 e n., 52, 65 Pitta Iacopo, notaio 113, 129 e n., 130n. Platone 54 Plutarco 54 147
Paolo Pontari Poggio a Caiano 12, 74, 77 Politi Alessandro 58 Poliziano Angelo 24, 38-39, 40n., 43 e n., 48 e n., 58-59, 74-75 Pollastri Giovanni 77 Ponsacco (Pons Sacci, Pieve di) 41, 118-119 e mi., 121n., 123n. Pontaii Paolo 7-11,13,16,50n., 69,71, 72, 73-74 e nn., 77n., 87n., 124n. Praga 28, lOln. Regali Laura 73-73nn., 77n. Riccucci Marina 11-13, 22-24, 73- 74nn., 77 n. Ricoveri Minio, detto ‘Lillo da Perigliano’ 119 Ridder-Symoens (de) Hilde 28n. ‘Rigone’, località 122 Ripepuli (‘A Rio Pipali’), località 119 e n., 121 Rizzo Silvia 49n. Rodano, fiume 27, 106n. Roma 28, 29n., 40n., 47, 49, 57, 60, lOln., 103n., 105n. Roncioni Raffaello 118n. Ronzani Mauro 39n. Rosiers-d’Egletons 27 Rosignano 126n. Roover (de) Raymond 43n., 46n., 11711., 125n. Saggese Giuseppe 18n., 22 Salvadori Patrizia 37n. Sanguigni Iacopo 120, 122 San Savino 122 Santagata Marco 48n., 59 Sardegna 64-65, 87 Savoia (di) Giacomo, principe di Acaia 85n. Scala Bartolomeo 58 Segna di Giovanni 122 Sereni Andrea 120 Servio 51, 52n. Sicilia 64-65 Silvano Giovanni 56n. Simone di Lotto da Sancasciano 118 e n., 119, 120 Simoneschi Luigi 78 Sisto IV, papa 73n. Sozzini Bartolomeo 76 Spagna (Hispania) 64-65 Speranza Antonio da Perigliano 118 e n., 120 Squilli Michele 70, 72 Stefanini Sorrentino Matilde 11-12, 72 e n., 7311., 76 Stefano I, papa e martire 76 Stiaffini Daniela 29n. Strabone 52, 54 Stradano Giovanni (Jan van der Street), pittore 23, 71 e n., 73 Stussi Alfredo 48n., 59 Supino Iginio Benvenuto 12, 77, 78 e n. Tanagli Pietro di Niccolò da Volterra, abate di S. Michele in Borgo e governatore dell’Ospedale di Pisa 23, 35-36, 38-41, 43, 113, 117 e n., 123 e n., 124n. Tanfani Leopoldo 35n. Tangheroni Marco 19-20, 27n., 31n., lOln. Tangl Michael 101-102nn. Tedeschi Domenico 122 Tirreno, mare 64-65 Tolkien John Ronald Reuel 8 Tommasoli Niccolò 58 Torino 85 148
Indice dei nomi Toscana (Etruria) 12, 22, 30, 54-55, 64-65 Toscanella Giovanni 49 e n. Tremolanti Ezio 118n. Triana vd. Pieve di Triana Troia 51, 64-65 Tronci Paolo 21, 84, 86, 91,101-106 Turchi 30 Ugo, re di Cipro 30 Umberto, delfino di Vienna 30 Upellinghi Figlio 121 Vaglini Maurizio 35n., 127n. Valdera 123n. ‘Val di Galera’, località 120 Valla Lorenzo 49 e n. Valladolid 28, 101 Vallelonga Fabrizio 73 Vanni Bonucci121 Vanni di Vacco 121 Varanini Giorgio 29n. Varchi Benedetto 126n. Vasari Giorgio 12, 72 Vasoli Cesare 49n. Venezia 27, 30, 55, 84 Venturini Carlo 19 e n. Verde Armando Felice 48n., 51n., 60 Verger Jacques 27n. Verino Ugolino 58 ‘Via Cava’, località 120 ‘Via Cavalieri’, località 119 ‘Via della Fonte’, località 119 ‘Via delle Ficarelle’, località 122 Vienna 30 Villeneuve-lès-Avignon (Villanova di Avignone) 27, 84, 106 e n., 110 Vitruvio 54 Volpone di Simoncino 121 Zannone, torrente (Fosso Reale-Zannone) 119n., 120 Zannoni Giovanni 58 Zebedeo lOln. 149
Indice dei manoscritti e dei documenti d’archivio FIRENZE Archivio di Stato Mediceo Avanti il Principato V, 849: 38-39 PISA Archivio Arcivescovile Dottorati, 1: 83, 88-89 Archivio di Stato Comune, Divisione A reg. 29: 83, 86-87 Diplomatico Alliata, Perg. 4138: 117n. Atti pubblici, 2 dicembre 1343 (1): 33n„ 89 Atti pubblici, 2 dicembre 1343 (2): 33n„ 89 Atti Pubblici, 3 settembre 1343: 83, 84-86 Atti pubblici, 15 febbraio 1346: 30n. Cappelli, Perg. 2652: 117n. Nicosia, Perg. 5681: 117n. Nicosia, 28 settembre 1472: 124n. Olivetani, Perg. 4698: 117n. Olivetani, Perg. 4712: 117n. Università di Pisa, Rettorato Doc. donazione Not. Angelo Cuccetta: 113-114 ROMA Biblioteca Corsiniana e Dell’Accademia Nazionale dei Lincei 45 C 17: 47, 57-59 (CITTÀ DEL) VATICANO Archivio Apostolico Vaticano Registra Avenionensia, 76: 83, 89 Registra Vaticana, 159: 83, 90 151
Indice delle figure Fig. 1- Firenze, Archivio di Stato, Mediceo Avanti il Principato, V, 849. Lettera di Lorenzo il Magnifico al fratello Giuliano, Pisa, 22 aprile 1476. Originale di mano di Angelo Poliziano. Fig. 2. Pisa, Chiesa di San Michele in Borgo, facciata e particolare con la scritta goliardica per l’elezione del Rettore Perseo Cattaneo da Carrara (1558). Fig. 3. Bertoldo di Giovanni, Medaglia commemorativa per la morte di Giuliano e la salvezza di Lorenzo de’ Medici nella Congiura dei Pazzi. Firenze, Museo del Bargello (esemplare). Fig. 4. Leonardo da Vinci, Impiccagione di Bernardo Bandini dei Baroncelli. Bayonne, Musée Bonnat. Fig. 5. Sottoscrizione e signum tabellionatus del notaio pisano Mariano di Giuliano Dal Campo (1559). Documento donato da Angelo Cuccetta all’Università di Pisa. Pisa, Rettorato. Fig. 6. Lorenzo dell'Accademia delti scultori e pittori. Arazzo mediceo tessuto nella bottega di Benedetto di Michele Squilli su cartone di Giovanni Stradano (Firenze 1571). Pisa, Museo Nazionale di Palazzo Reale. Fig. 7. Benozzo Gozzoli, Costruzione della Torre di Babele. Particolare con gli esponenti della famiglia Medici. Pisa, Camposanto monumentale. 153