The words you are searching are inside this book. To get more targeted content, please make full-text search by clicking here.
Discover the best professional documents and content resources in AnyFlip Document Base.
Search
Published by egattam30, 2021-11-07 07:26:30

doping

doping

DDooppiinngg

Doping

‹dóupiṅ› ( pronunciato comunem. ‹dòpiṅġ›). Pratica illegale che consiste nell’assunzione da parte di
atleti o nella somministrazione agli stessi di droghe, sostanze eccitanti, farmaci o nel ricorso a pratiche
terapeutiche rivolte a migliorare artificiosamente le prestazioni agonistiche.

L’etimologia della parola è di origine controversa: secondo alcuni proviene dal
fiammingo "doop", che significa mistura; secondo altri autori la sua origine viene fatta
risalire al linguaggio sudafricano nel quale il termine "dope" viene associato ad una
bevanda alcolica usata come stimolante nelle danze e nei riti primordiali. In inglese il
termine "dope" identifica una sostanza densa, più propriamente uno stupefacente.

Primi casi di doping

E' nello spirito della vittoria che già al tempo dei Greci lo sport da dilettantistico delle
prime manifestazioni religioso-culturali assume con il passare del tempo un ruolo
sempre più professionistico, diventa una realtà sociale del tempo.I vincitori erano
considerati veri eroi, ricompense sia in denaro che i beni materiali, facevano sì che
gli atleti assumessero una sostanza simile all'ambrosia che si narra permettesse di
migliorare l'aggressività e la prestazione fisica. In epoca romana il problema si
ripresenta sotto due diversi aspetti. Animali e schiavi erano considerati sullo stesso
piano negli spettacoli. Il divertimento era messo al primo posto; nelle corse dei carri
infatti, i cavalli venivano drogati per rendere più avvincente la competizione; ed
analogamente i lottatori nell' arena venivano dopati per aumentare l'aggressività.

Il doping nell’era moderna

Con l'avvento dell'era cristiana e la riscoperta del Solo con l'avvento della società industriale, il
misticismo si ha una perdita della sportività in delinearsi della distinzione fra tempo dedicato al
generale, per tutto il rinascimento le attività lavoro e tempo libero fece scoprire all'uomo
erano per lo più da collocarsi in sagre , danze e nuovi spazio per se ed il delinearsi delle
riti propiziatori del raccolto; lo sport per parecchi associazioni amatoriali, la nascita di
secoli non ebbe più il valore e la stessa competizioni regolamentate, l'evolversi delle
importanza che aveva assunto presso gli antichi tecnologie, portò alla fine dell'800 alla
greci. costituzione di veri club, soprattutto legati allo
sport del calcio; il passo verso l'attuale sport
professionistico, era compiuto.

Doping nell’era Germania dell'est e Romania sono stati i Paesi in cui la scienza
contemporanea del doping e dei primati costruiti in

Nella società del XX° secolo lo laboratorio ha avuto la massima espressione.
sport ha assunto la stessa
importanza del periodo I Paesi Occidentali a loro volta per fronteggiare le continue vittorie
dell'antica Grecia, gli sportivi degli atleti dell'Est Europa investirono notevoli risorse per
soprattutto nei paesi oltre cortina migliorare le prestazioni e agli atleti venivano assegnati notevoli
venivano utilizzati per vincere premi in denaro al fronte di vittorie o primati a livello
medaglie e dimostrare al mondo internazionale.
la validità di un sistema politico.
Rappresentavano uno "status Si pensa che l'uso di sostanze stimolanti esistesse già nelle
symbol" con enormi privilegi Olimpiadi del 1952, un incremento lo si ebbe nel 1954 con la
rispetto al tenore di vita medio diffusione degli anabolizzanti, il cui uso era molto diffuso fra gli
della popolazione. atleti dell'Olimpiade del 1964 a Tokio, tanto che dal 1968 furono
introdotti i primi controlli anti-doping.

Doping in Italia

L'Italia è stata fra le prime
nazioni a preoccuparsi del
problema già dal 1954; nel 1961
viene aperto il primo laboratorio
di analisi a Firenze e nel 1971 fu
emanata una legge che punisce
l'uso di sostanze illecite agli
atleti, e condanna anche chi le
fornisce.

Casi italiani

Alex Schwazer:

Dopo essere risultato positivo ad un controllo anti-doping alla vigilia dei
Giochi olimpici di Londra 2012, venne squalificato dal Tribunale Nazionale
Antidoping fino al 29 aprile 2016. Rientrato in attività in occasione dei
Mondiali a squadre di marcia 2016, vince la 50 km ottenendo la
qualificazione per i Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016. Il 22 giugno 2016
viene comunicato alla FIDAL che Schwazer risulta nuovamente positivo ad un controllo anti-doping su un
campione di urine prelevatogli in un controllo a sorpresa il 1º gennaio 2016 (la sostanza dopante sarebbe
testosterone). Per questo la IAAF (Federazione Internazionale di atletica leggera) decide di sospenderlo in via
cautelare in attesa della decisione finale.Il 10 agosto 2016 il TAS (Tribunale Arbitrale dello sport), considerata la
seconda violazione delle norme antidoping, squalifica l’atleta per 8 anni. Come diretta conseguenza della
squalifica, oltre a non poter partecipare ai Giochi olimpici di Rio 2016, tutti i suoi risultati sportivi del 2016 sono
stati cancellati.

Casi italiani

Davide Rebellin:

Guardando agli atleti di casa nostra e passando
dall’atletica al ciclismo, nel 2009 la squalifica
per positività al CERA costò a Davide Rebellin
la revoca della medaglia d’argento conquistata
ai Giochi Olimpici di Pechino 2008. Nonostante
il ricorso del veneto, che denunciava anomalie
procedurali da parte del CIO, il TAS di Losanna
confermò la squalifica. Il 30 aprile del 2015
Rebellin è stato, però assolto in modo
“postumo” dall’accusa di positività per

mancanza di prove.

Casi italiani

Marco Pantani:

Il ciclista italiano Marco Pantani, vincitore di un
Giro d’Italia e di un Tour de France, fu escluso dal
Giro del 1999 a causa di un valore di ematocrito nel
sangue superiore alla soglia consentita. Pantani si
trovava all’apice della sua carriera, un anno prima
aveva vinto sia il Giro che il Tour: sarà sospeso per
15 giorni, trovandosi costretto a lasciare la gara, e
non sarà mai squalificato per doping, per quanto gli
alti valori di ematocrito, pericolosi per la salute,
segnalassero la possibile assunzione di
eritropoietina (EPO). L’episodio segnò la fine della
carriera ad altissimi livelli di Pantani, che ebbe poi
grandi problemi di depressione e morì il 14 febbraio
del 2004 per un’overdose di cocaina.

“Art.2: La Repubblica riconosce e garantisce i

diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia
nelle formazioni sociali ove si svolge la sua
personalità, e richiede l'adempimento dei doveri
inderogabili di solidarietà politica, economica e

sociale. ”

“Art.32:La Repubblica tutela la salute come

fondamentale diritto dell'individuo e interesse della
collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato
trattamento sanitario se non per disposizione di
legge. La legge non può in nessun caso violare i
limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Ricorrere all’utilizzo di sostanze dopanti corrisponde a una
violazione degli articoli 2 e 32 della Costituzione Italiana:
Nell’articolo 2 viene richiesto l'adempimento dei doveri inderogabili
di solidarietà politica, quindi il rispetto delle regole, anche
nell’ambito sportivo. L’articolo 32 recita: “Nessuno può essere
obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per
disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i
limiti imposti dal rispetto della persona umana.” Questo si riferisce
agli allenatori, ai manager, che all’apice delle carriere degli sportivi
suggeriscono l’uso delle sostanze dopanti per prolungare il
“momento do gloria” e aumentare i profitti. Vale anche per gli
sponsor, che aumentano i guadagni con le vittorie dell’atleta
sponsorizzato

Ruolo del CONI

Il CONI, emanazione del
Comitato Olimpico
Internazionale (CIO), è
autorità di disciplina
regolazione e gestione
delle attività sportive
nazionali. Il Comitato
Olimpico Nazionale
Italiano, Ente pubblico
cui è demandata
l'organizzazione e il
potenziamento dello
sport nazionale,
promuove la massima
diffusione della pratica
sportiva.

CODICE DI 3. Divieto di alterazione dei risultati sportivi
COMPORTAMENTO
SPORTIVO E' fatto divieto ai tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti
dell'ordinamento sportivo di compiere, con qualsiasi mezzo, atti
Il CONI previene e reprime diretti ad alterare artificiosamente lo svolgimento o il risultato di una
l’uso di sostanze stupefacenti gara ovvero ad assicurare a chiunque un indebito vantaggio nelle
che possano alterare le competizioni sportive.
prestazioni fisiche degli atleti.
Nel codice di comportamento 4. Divieto di doping e di altre forme di nocumento della
sportivo il CONI si è assicurato salute
di tutelare gli sportivi,
attraverso diversi punti che E' fatto divieto ai tesserati, gli affiliati e agli altri soggetti
trattano l’argomento delle dell'ordinamento sportivo di tenere comportamenti comunque in
sostanze dopanti. Qua a fianco violazione o in contrasto con la disciplina antidoping in vigore. I
sono riportati 2 tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti dell'ordinamento sportivo
devono astenersi da qualsiasi altra condotta atta a recare
pregiudizio alla salute dell'atleta.


Click to View FlipBook Version