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Published by Cittadini AZ, 2024-04-24 16:10:32

Cinzia

Cinzia

c i n z i a IL RACCONTO DI CINZIA ZAGLIO La crisi politica di Castelnuovo del Garda e la storia di un patto elettorale tradito PENSANDO A NOI E AL MONDO IN CUI VIVIAMO Una nuova consapevolezza sulla strada del rinnovamento UN LABORATORIO DI INNOVAZIONE SOCIALE Trasformare Castelnuovo del Garda in un laboratorio aperto, inclusivo e istituzionale ATTO I


CONTENUTI TORTO, CIVILTA’ E RAGIONE - 2 Diamo dignità alla cittadinanza con un pensiero di innovazione sociale. L’EPILOGO INGRATO E IL MITO DELL’ARABA FENICE - 3 La follia della distruzione e la rinascita per amore. SENZA DIALOGO E CONFRONTO QUALCOSA SI ROMPE - 04 La vicenda della scuola di Sandrà tra pulsioni, mancato confronto politico e revoche. TRADIMENTO DEL PATTO ELETTORALE E MANOVRE DI PALAZZO - 07 Si rompe il patto civico per tornare alla solita politica dei politicanti. CRISI DI GOVERNO E CONTESTO SOCIALE - 08 Pensando alla nostra comunità. CINZIA Atto I | 01 UN LABORATORIO DI INNOVAZIONE SOCIALE - 09


Una volta la democrazia era uno scontro tra valori opposti e la nostra società ne mantiene ancora vivi i ricordi ma ora, la democrazia, deve essere un dialogo tra tanti valori diversi. Mi sono impegnata per un cambiamento profondo del mio paese con un progetto di innovazione sociale che usa la conoscenza e il dialogo come un codice a sorgente aperta per riprogrammare il sistema di relazioni della nostra comunità. Questo codice è una risorsa della comunità e contiene la storia di un torto subito, di un ribaltone avvenuto nella maggioranza di governo di Castelnuovo del Garda il 30 marzo 2023 che ha cambiato l’assetto politico e amministrativo del paese, portando al risveglio della ragione civile con un progetto di innovazione sociale destinato a cambiare la nostra comunità. Per partecipare a questa innovazione dobbiamo condividere la conoscenza della nostra società per affrontare una nuova consapevolezza del mondo in cui viviamo. TORTO CIVILTA’ E RAGIONE Cinzia Zaglio CINZIA Atto I | 02


L’epilogo ingrato e il mito dell’Araba Fenice. Da quando si è conclusa bruscamente la mia esperienza amministrativa con il gruppo “Si cambia”, l’amarezza per i modi dell’esclusione e la delusione per il tradimento del patto elettorale, dello stesso gruppo che ho contribuito a fondare e far vincere, si sono trasformate in energia positiva per difendere i valori democratici calpestati, senza alcuna possibilità di dialogo. Per quasi un anno, le minoranze in Consiglio hanno chiesto i motivi della mia revoca senza ottenere risposta, mentre un’azione denigratoria nei miei confronti è stata condotta ai limiti della mitomania. In quel periodo, sola e demoralizzata, in un gruppo dove il dialogo era stato vietato da ordini superiori e altre parti politiche facevano come Ponzio Pilato nel processo a Gesù di Nazareth, mi sono chiesta: “cosa posso fare per restituire dignità alla cittadinanza e proseguire serenamente nel mio ruolo istituzionale? Dove sono i valori della democrazia e quel dialogo che dovrebbe mantenere solide le sue fondamenta?” Fortunatamente le risposte non hanno tardato ad arrivare, concrete e oltre le mie stesse aspettative. D’altronde, l’ingiustizia non era rivolta solamente alla mia persona ma anche alla forza civica che rappresento, cresciuta nei numeri, nel frattempo. Conti alla mano: 566 voti di preferenza personali più altri 188 di Andrea Adami, unico consigliere comunale con il coraggio di prendere posizione e starmi accanto. In totale, 754 voti sui 3.028 che alle elezioni Non piangere perchéè finito, sorridi perchéè successo. - Gabriel Garcìa Màrquez del 2019 hanno consegnato il paese nelle mani della lista “Si cambia”. Per completezza dei numeri, il gruppo di minoranza arrivato secondo in quelle elezioni ha preso complessivamente 2.574 voti. Tante persone che ci hanno dato la loro fiducia, e Andrea Adami per primo, mi hanno spronata a proseguire nell’impegno per il nostro paese e, in modo sorprendete, la solidarietà e l’amore profusi hanno concepito una nuova forza civica, determinata nel rivendicare la propria rappresentanza istituzionale e creatrice di un processo di innovazione sociale che sta emergendo dirompente. Questo processo è iniziato da un comitato civico di cittadini che si è costituito per darmi supporto e farmi sentire la loro vicinanza, portando al suo interno anche una parte dell’esperienza civica del gruppo “Castelnuovo In Comune”. Tra di noi si è aperto un dialogo sulla situazione sociale di Castelnuovo e su cosa può fare la politica, oggi, per migliorare le nostre condizioni. Poi, il passaparola ha allargato la partecipazione, insieme all’azione politica con Forza Italia sul territorio e in consiglio comunale. CINZIA Atto I | 03


La disponibilità di una sede tutta nostra, per incontrarci e fare attività è stata un punto di svolta ed altre persone si sono avvicinate. Così è nato il gruppo civico “Cittadini dalla A alla Z” o, più semplicemente Cittadini AZ, un’associazione di liberi cittadini, rappresentati nelle istituzioni dall’omonimo gruppo consiliare, composto da Andrea Adami (la “A”), capogruppo e coordinatore locale di Forza Italia e da me, Cinzia Zaglio (la “Z”). Quanta strada abbiamo fatto in meno di un anno e senza mai interrompere il nostro impegno nell’amministrazione comunale! Come nel mito dell’Araba Fenice, affrontando in modo positivo le avversità e l’ingiustizia e coltivando l’amore per la socialità che è dentro di noi, siamo rinati più forti e resilienti, con una chiara consapevolezza di cosa vogliamo fare per garantire al nostro paese istituzioni più adeguate, qualità della vita ai suoi cittadini e un futuro migliore. Senza dialogo e confronto, qualcosa si rompe. Tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, proprio nel mezzo delle festività, ero presissima dal finanziamento della scuola primaria di Sandrà, sulla quale avevo già dato tutta me stessa con interventi di miglioramento della sicurezza e facendo la spola tra vari enti, politici e dirigenti, per far conoscere i nostri bisogni e chiedere aiuto. L’opportunità del finanziamento è arrivata con un bando regionale del PNRR che però aveva tempi strettissimi di partecipazione e scadeva alla fine di gennaio. C’era un lavoro enorme da fare, quasi impossibile in quel periodo e nessuno si muoveva per la candidatura. Avete presente quelle situazioni in cui tutti parlano e senti dire: “guarda è uscito un bando … dai un’occhiata … ahh ma c’è poco tempo … tanto sapranno già chi vince … è inutile star lì …”. Così, bando alle ciance ho messo tutto il mio entusiasmo per convincere dei bravi professionisti che potevamo farcela e, insieme, abbiamo creduto nel risultato positivo. Sarà stata la fortuna, o la legge dell’attrazione, ma ce l’abbiamo fatta davvero, portando a casa 4 milioni di euro a fondo perduto su un progetto di complessivi 5,2 milioni per una struttura scolastica grande più del doppio di quella esistente. Soldi a parte, la questione politica è che Sandrà avrà una scuola nuova che non sarebbe mai stata possibile con le risorse del bilancio comunale. Un successo epocale per Castelnuovo del Garda che un’amministrazione normale festeggerebbe con gioia insieme alla sua comunità. Invece, in quel momento storico, è successo qualcosa di irreparabile e ingiustificabile che ha dato inizio alla crisi politica. Dopo quattro anni di amministrazione, la situazione nella maggioranza non destava particolari preoccupazioni, almeno per la sua tenuta. Discussioni e momenti di tensione ce ne sono stati diversi ma sono normali nella vita di un ente, direi anche necessari per alimentare il dialogo democratico e garantire scelte condivise. CINZIA Atto I | 04


Non dimenticherò mai quel giorno. Dopo un lavoro enorme, con tutta la burocrazia pronta e il bando in scadenza il giorno dopo, la delibera stava per saltare senza alcun motivo. L’atmosfera era surreale con tre componenti della Giunta, sindaco compreso, ad ostacolare l’approvazione del provvedimento. Un altro assessore attendeva gli ordini del sindaco, mentre l’unico favorevole ad appoggiarmi, come proponente della delibera, è rimasto tutto il giorno ad aspettare di sapere l’ora della riunione. Ma la vicenda della scuola di Sandrà ha fatto emergere questioni che non hanno nulla a che fare con politica e democrazia, delle pulsioni che hanno spinto alcuni a mettere a rischio un provvedimento così importante per il futuro dei nostri bambini, in contrasto con lo stesso interesse pubblico che dovremmo perseguire. L’approvazione della delibera di Giunta per partecipare al bando regionale è stata qualcosa di inenarrabile, chiusa solamente perchè mi sono barricata in municipio dalla mattina alla notte, in un tam-tam continuo di telefonate e discussioni. CINZIA Atto I | 05


Le mie chat erano bollenti ma nei messaggi che si rincorrevano su WhatsApp, non c’erano domande sul bando o sulle possibilità di successo. Le questioni riguardavano, invece, chi era il progettista e rimostranze sul perchè non avessero avuto seguito indicazioni degli stessi ostili alla delibera, sul professionista con cui, loro, avevano intrattenuto rapporti in precedenti incontri. In tarda serata il provvedimento è stato approvato ma in quel passaggio politico sono emerse questioni talmente rilevanti da mettere in discussione l’adeguatezza di certe persone a governare il nostro paese. Un problema già constatato in altre occasioni nei rapporti con privati, uffici ed enti. Quando, dopo un mese, è arrivata l’ufficialità dello storico risultato per la scuola di Sandrà, era lecito aspettarsi un chiarimento politico nel gruppo di maggioranza, dove il sindaco stava già cercando i consensi per la sua ricandidatura alle prossime elezioni. Personalmente, a differenza di altri, non mi ero ancora espressa nel merito. Non che fossi contraria ma c’erano questioni più serie e urgenti da discutere e attendevo con fiducia un sano confronto chiarificatore sui fatti accaduti e sulle continue invasioni di campo da parte di qualcuno col quale non è mai corso buon sangue. Ma c’erano anche altre questioni spinose da discutere, sollevate a suo tempo dal consigliere Adami e sulle quali c’era chi aveva la coda di paglia, come la situazione dell’urbanistica e dell’edilizia, della zona lago, della ragioneria e di tutte le promesse fatte e non mantenute. Quel confronto nella maggioranza, così importante e necessario, non c’è mai stato. La grandezza di unuomo si misura conciò che fa quandohapotere. - Platone In pochi giorni mi sono trovata da vicesindaco con tre assessorati dei più importanti a consigliere di minoranza, nel contesto politicoistituzionale di una maggioranza suicida che incapace del più semplice calcolo aritmetico è diventata una minoranza di fatto nell’elettorato di Castelnuovo del Garda. E le conseguenze non si sono fatte attendere. I fatti narrati possono aiutare a chiarire diverse questioni ma sono moltissimi a non aver capito il senso di quello che è successo. E in effetti, demolire una maggioranza che nonostante tutto poteva ancora essere vincente, a un anno dalle elezioni, mettendo a repentaglio le opere avviate ma non ancora concluse, con ripercussioni sulla macchina amministrativa già malfunzionante e il rischio concreto di arrecare pregiudizio alla prossima amministrazione, comunque la si pensi, non ha proprio alcun senso. Manovre elettorali, opportunismo politico, paura di essere messi in discussione, desiderio di prevalere sugli altri, antipatie e invidie personali… Mettiamoci, pure, un pò di tutto. CINZIA Atto I | 06


Fatto sta che togliendo dai piedi una figura scomoda, reticente su certe pratiche amministrative e invisa ai mentori del capo al quale, diciamolo, faceva un pò ombra per i successi ottenuti, l’egemonia della Lega sulla Giunta Comunale era conquistata. Tradimento del patto elettorale e manovre di Palazzo. Tolta di mezzo la rappresentate civica democraticamente eletta con il maggior numero di preferenze, per ottenere la completa egemonia sull’organo di governo è bastato rimpiazzarla con un nuovo assessore della Lega per cambiare, in men che non si dica, l’assetto politicoamministrativo di Castelnuovo del Garda. Nonostante l’impatto di quell’operazione, il paese non si è reso conto del vero e proprio ribaltone nella maggioranza, fatto passare come un litigio tra i due protagonisti. Se un evento simile avesse coinvolto la rappresentante di un partito, invece di una componente civica, avrebbe sicuramente sollevato un caso politico a livello provinciale. Capite perchè è importante che le questioni della vita pubblica siano discusse e rese note con la massima trasparenza possibile? Alla fine, ciò che è rimasto alla comunità è il tradimento del patto elettorale che il gruppo “Si cambia” ha sottoscritto con i suoi elettori nel Programma elettorale del 2019 che invito a rileggere, anche solamente nella dichiarazione iniziale. Il dado è tratto. La crisi è conclamata e la politica inizia i suoi giochi di potere per garantirsi la sopravvivenza. I maggiorenti della Lega, fedeli Salviniani, propongono a Fratelli d’Italia tutte le mie deleghe, in cambio dell’appoggio incondizionato alla maggioranza di governo. Intanto l’altra componente civica di maggioranza, “La strada”, rimane indisponibile, o meglio complice interessata, nella sua principale rappresentante, a riconquistare il ruolo di vicesindaco e raggiungere il potere nei suoi interessi principali: le scuole (e c’è quella di Sandrà con oltre 5 milioni di euro pronti per costruirla), i parchi gioco (dove non gradisce i lavori fatti e vuole rifarli) e i “progetti culturali” dove con la storia del Risorgimento, continua a destinare soldi per un “museo”, utile anche per fare operazioni immobiliari, come quella del Forte Belvedere a Cavalcaselle. Insomma, siamo alla solita politica e ai soliti sistemi. Manca solamente la storiella da raccontare al popolo e il sofista arriva subito con la sua retorica servita a mezzo stampa, mirata a denigrare la mia persona come organizzatrice di un moto carbonaro che trama per mandarlo a casa con il commissariamento del Comune. Non sto scherzando! E’ successo veramente e, poi, il tam-tam sui media dove esercitare il diritto di replica è stato tanto inutile, quanto impossibile. CINZIA Atto I | 07


La situazione è precipitata in pochissimo tempo e nei rari consigli comunali, convocati successivamente, non si riusciva nemmeno a raggiungere il numero legale per il regolare svolgimento. Nella confusione, una minoranza silente per più di quattro anni ha trovato occasione di risveglio ma invece di aprire un dialogo sui valori che possiamo condividere per favorire un miglioramento sociale, ha preferito puntare di corsa al rilancio elettorale, confidando nella medievale locuzione “mors tua vita mea”. Crisi di governo e contesto sociale. Inevitabilmente ad ogni azione consegue una reazione e il mal di pancia non è venuto solamente all’elettorato civico tradito ma, come anticipato, anche al consigliere Andrea Adami, un uomo con la schiena diritta che non ha tollerato il mercimonio di deleghe e la totale assenza di un confronto civile e democratico all’interno del suo stesso gruppo dove, alla vicesindaco, era stata praticamente tolta la parola in pieno stile sovietico. CINZIA Atto I | 08


In quelle condizioni, con l’amministrazione a mendicare voti per far passare i suoi provvedimenti, approvati continuamente in seconda convocazione da un numero di consiglieri non più rappresentativo della cittadinanza, il mandato elettorale poteva anche concludersi prima della sua scadenza naturale. Purtroppo, però, a Castelnuovo del Garda la politica, quella vera, non esiste e mancano parti sociali in grado di incidere concretamente sulle scelte di chi governa pro tempore. Nemmeno le imprese e i professionisti, tra i primi a subire l’incapacità di governo, hanno voce in capitolo, costretti tra l’interesse di andare d’accordo con chi comanda e la convenienza nell’evitare di esporsi. D’altronde, c’è ancora un pensiero comune che considera l’interesse pubblico al beneficio sociale e quello privato, al profitto, come fronti opposti e contrastanti che devono rimanere separati nettamente; una questione sulla quale dobbiamo innovare profondamente. In questo scenario che ognuno valuterà secondo il proprio pensiero, è cresciuta la nostra consapevolezza sulla necessità di un cambiamento radicale nella nostra comunità. Così abbiamo imboccato decisi la strada dell’innovazione sociale. Un laboratorio di innovazione sociale. L’idea dell’innovazione sociale porta con sé un modo di pensare completamente nuovo e dobbiamo prepararci. Le persone impegnate in questa direzione sono convinte che l’obiettivo principale si può raggiungere sviluppando modelli economici in grado di affrontare le questioni sociali o ambientali, e che il ruolo delle amministrazioni è profondamente cambiato. Invece di essere arbitri divisi tra parti diverse, ci poniamo una serie di domande per capire quali sono i nostri valori comuni e, dati questi valori, se possiamo trovare soluzioni per tutti. Esiste concretamente la possibilità di organizzare la nostra società in modo migliore, ispirandoci a modelli di sviluppo che hanno già funzionato bene in altri settori, come quello dell’informatica sempre più pervasiva e intelligente, e consentendo a chi ne ha le capacità, di correggere gli squilibri cresciuti a dismisura nella velocizzazione del tempo che stiamo vivendo. L’innovazione sociale sta già rivoluzionando la vita di tante persone in diversi luoghi del mondo, migliorando le qualità individuali nel contesto di società più inclusive e resilienti, e sta risolvendo problemi che i governi faticano anche solo a raggiungere. L’idea di trasformare Castelnuovo del Garda in un laboratorio di innovazione sociale deve considerare una nuova consapevolezza del mondo in cui viviamo. Per questo scopo citiamo le parole di un noto filosofo che determinano questo tempo nel concetto di “Età della tecnica”. CINZIA Atto I | 09


PENSIERO IL MONDO IN CUI VIVAMO La politica ormai non funziona più, perchè non è più in grado di governare la “tecnica”. A decidere tutto sono la potenza tecnologica e la potenza di mercato. Una rivoluzione per cambiare le cose è impossibile. E la democrazia? Lasciamo perdere, quella non esiste più. In una società complessa come la nostra, votiamo quello che ci piace di più o chi ha lo slogan migliore perchè “la tecnica” mette sul tavolo dei problemi che oltrepassano di gran lunga la competenza di ciascuno di noi. Così i populismi non possono che trionfare, come effetto della complessità della nostra società. Il potere ama l’ignoranza, non ama la cultura e sulla base dell’irrazionalità la democrazia collassa. UMBERTO GALIMBERTI CINZIA Atto I | 10


Queste parole, così dense di significati e chiare nel constatare gli effetti del totale ribaltamento delle regole che hanno governato per secoli l’evoluzione della nostra civiltà occidentale, sono di Umberto Galimberti. Dobbiamo riflettere su quei significati, ragionare e capire bene cos’è la “tecnica” e come si manifesta perchè alle condizioni attuali le nostre regole non funzionano più. E se la democrazia che abbiamo conosciuto per secoli non esiste più, allora ci dobbiamo ricordare che solamente il 20% del mondo è governato da democrazie. Il rimanente 80% è costituito da autocrazie e dittature, molto più veloci nel decidere e agire. La democrazia è più lenta perchè le decisioni affidate agli esseri umani hanno bisogno del loro tempo per funzionare. Ma la tecnica che domina il nostro tempo, ha raggiunto velocità che vanno ben oltre la possibilità degli esseri umani di governarla. Così viviamo in una velocizzazione del tempo che non è naturale come la vita umana, e porta come conseguenza il sacrificio della nostra stessa umanità. Quanto possiamo resistere in queste condizioni? Dopo tanti anni di esperienza nell’amministrazione comunale, sempre a servizio della gente, vorrei trasformare le istituzioni di Castelnuovo del Garda, nella cabina di regia di un cambiamento che sia realizzato direttamente dalla nostra comunità, come un laboratorio di innovazione sociale. Se siamo consapevoli delle dinamiche di questo tempo e molti di noi riescono ancora a tenere il passo, allora, in una società fatta di generazioni diverse come la nostra, non possiamo permetterci di lasciare indietro qualcuno. E se ciò dovesse accadere è nostro dovere aiutare chi ha bisogno a trovare il proprio spazio di vita. Stiamo per affrontare una grande sfida e mi affascina l’idea di Castelnuovo del Garda come un luogo dove la gente possa ritrovare umanità e diritto di cittadinanza, sulla base di valori diversi ma tutti importanti allo stesso modo, in un dialogo aperto all’innovazione e alla partecipazione di tutti i Cittadini, dalla A alla Z. Allacciate le cinture, il viaggio sta per cominciare! CINZIA Atto I | 11


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