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Una piccola storia per aiutare ogni piccolo bruco a diventare la meravigliosa farfalla dei suoi sogni. E per aiutare i “grandi” a ricordare il piccolo bruco che si portano dentro…e che diventa farfalla ogni giorno.

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Published by New Fairy Life, 2018-11-14 16:36:25

Piccolo Bruco Esploramondo

Una piccola storia per aiutare ogni piccolo bruco a diventare la meravigliosa farfalla dei suoi sogni. E per aiutare i “grandi” a ricordare il piccolo bruco che si portano dentro…e che diventa farfalla ogni giorno.

Keywords: #Bruco,Farfalla,Bambini,#Trasformazione,crescita

Bruchino Esploramondo

Una piccola storia per aiutare ogni piccolo
bruco a diventare la meravigliosa farfalla dei
suoi sogni.
E per aiutare i “grandi” a ricordare il piccolo
bruco che si portano dentro…e che diventa
farfalla ogni giorno.

Testi: Ada Civitani con Camilla e Cecilia Grossi
Illustrazioni: Silvia Fassina
© 2018, New Fairy srl

C’era una volta un piccolo bruco, che viveva
su una foglia di gelso e sognava di conoscere
il mondo. Ogni giorno il piccolo bruco scrutava
l’orizzonte con un piccolo binocolo azzurro,
sperando di vedere qualcosa di nuovo. Da
lassù, tuttavia, sembrava che nel prato, lì sotto,
succedessero sempre le stesse cose e lui
cominciava a sentirsi un po’ annoiato.

Il fatto è che il piccolo bruco non si era mai
spinto oltre la fogliolina dov’era nato. Con le
sue zampine corte non avrebbe potuto fare
molta strada. E poi lì dov’era, ben nascosto tra
le foglie, tutto sommato si sentiva al sicuro.
Temeva, se si fosse allontanato, di finire dritto
nel becco di qualche uccellino affamato. Di
uccelli ne passavano tanti lì intorno, e con le ali
spiegate nel vento sembravano godersela un
mondo…

Il piccolo bruco avrebbe dato qualunque cosa
per avere le ali come loro! Allora – pensava –
anche lui avrebbe spiccato il volo: sarebbe
sceso giù, fino al grande prato e finalmente
avrebbe potuto sentire il profumo dei fiori…



E poi, spingendosi un po’ più in là, avrebbe
potuto toccare l’acqua che sentiva scorrere
nel ruscello lì vicino e…giocare con le farfalle,
così belle, colorate, leggere e…libere di
andare ovunque avessero desiderato!

Un giorno in cui il piccolo bruco si sentiva triste,
l’albero di gelso gli parlò. “Piccolo bruco – gli
disse dolcemente – è venuto il tempo che tu ti
costruisca un bozzolo”!

“Un bozzolo??? Non ci penso neanche!”
rispose il piccolo bruco, spaventato. “Mi sento
già stretto su questa foglia…figuriamoci se ho
voglia di chiudermi in uno spazio ancora più
piccolo! Almeno da qui posso vedere un po’ di
mondo: se mi chiudo in un bozzolo non vedrò
più nulla!”

“Non sempre le cose sono come appaiono –
l’albero sussurrò - un giorno capirai…”

Ma il piccolo bruco era arrabbiato e non
vedeva proprio cosa ci fosse da capire. Un
bozzolo: solo l’idea gli faceva paura! Il piccolo
bruco cercò in tutti i modi di scacciare da sé
questo pensiero fastidioso.



Presto, tuttavia, cominciò a sentirsi stanco,
sempre più stanco…talmente stanco che non
riusciva più a tenere gli occhi aperti. Allora
pensò che aveva proprio bisogno di un pisolino
e che, nel sonno, un riparo dal becco degli
uccellini gli sarebbe stato utile. Così a
malincuore appese il suo binocolo ad un
rametto e cominciò a tessere intorno a sé un
caldo bozzolo. Quando il bozzolo fu pronto, il
piccolo bruco ci si chiuse dentro e si
addormentò.

Quando si risvegliò, si sentiva bene! Non
sapeva quanto tempo fosse passato, ma
aveva la sensazione di avere fatto bei sogni.

Era una bella giornata: il sole splendeva alto nel
cielo e con la sua luce faceva brillare tutti i
colori. Il piccolo bruco si guardò intorno e nel
farlo notò qualcosa di strano: qualcosa di
leggiadro e colorato proprio vicino a lui…molto
vicino a lui, a dire la verità…proprio attaccato
a lui! Il piccolo bruco si stropicciò gli occhi e
guardò meglio. Non era un sogno: ciò che
vedeva erano davvero…ali!!! Due bellissime ali
dagli splendidi colori cangianti.



Provò a toccarle e si accorse che erano
proprio le sue ali: gli erano spuntate nel sonno!

Erano così sottili…il piccolo bruco provò a
muoverle piano, per paura di sciuparle: ma le
ali si dimostrarono leggere quanto resistenti e
subito vibrarono al vento, ansiose di volare. Il
piccolo bruco sussultò di una gioia
incontenibile: “Sono…una farfallaaa!” gridò.

Proprio così. Nel calore del bozzolo il piccolo
bruco si era trasformato in una meravigliosa
farfalla, che ora si accingeva a spiccare il volo.
“…Ora ho capito…grazieee!!!” gridò la farfalla
rivolta verso l’albero, mentre per la prima volta
nella sua vita lasciava la foglia su cui era
cresciuta. L’albero sorrise, nel modo segreto
degli alberi, e agitò dolcemente le sue foglie in
segno di saluto.

La farfalla prese il volo: raggiunse il prato e si
inebriò al profumo dei fiori, giocò a rincorrersi
con una coccinella fino a perdere il fiato e
andò a posarsi sulla riva del ruscello, dove si
lasciò rinfrescare dagli spruzzi dell’acqua.
Continuò così fino a sera.



Al calare del sole la giovane farfalla si sentì
stanca.
Allora tornò a ripararsi tra i rami del suo albero
casa, si avvolse nelle ali come in un bozzolo,
ricordandosi di quando era bruco e si
addormentò felice, pensando: domani
scoprirò un altro pezzetto di mondo!

Quello che il bruco chiama “fine del mondo”, il
resto del mondo chiama “farfalla”.

(Lao Tse)

Collana “Storie della nanna”
Brevi storie per rendere speciale il

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piccoli e grandi insieme
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