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Published by goroiamanuci, 2023-07-20 05:35:31

[ucronia] La corsa al Pacifico

[ucronia] La corsa al Pacifico

20/07/23, 11:29 [ucronia] La corsa al Pacifico www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Fanta_Midway.htm 51/60 Ichi-Go quindi non è una vittoria di Pirro ma una sconfitta per i giapponesi; Chiang guadagna prestigio dall'aver respinto i giapponesi e Mao non ha l'opportunità per rafforzarsi a scapito di Chiang, che negli anni successivi vince la guerra civile contro Mao. . Gli risponde Perchè No?: Per la parte giapponese direi che una sconfitta in Cina porterebbe a una riduzione del fronte in Asia con forse la ritirata dalle zone occupate più isolate allo scopo di rafforzare le zone occupate in Cina, Manciuria e fortificare le isole Okinawa. La via per il Giappone metropolitano diventerebbe ancora più sanguinosa per gli Americani. O forse possiamo legarla alla proposta di un golpe in favore di una pace negoziata in Giappone... La luna conquistata dai Giapponesi! . Diamo adesso la parola a MorteBianca: Pu Yi Imperatore giapponese! Questa ucronia è dedicata al buon William Riker, a cui è anche ispirata (emula una sua vecchia proposta su uno scambio monarchico postbellico tra Italia e Spagna). Pu Yi in questa timeline si allea con i Giapponesi, diventa imperatore della Manciuria come pupazzo satellite dei giapponesi nella sfera di co-prosperità e, per favorire tale alleanza, si propone un matrimonio tra un membro secondario della famiglia imperiale


20/07/23, 11:29 [ucronia] La corsa al Pacifico www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Fanta_Midway.htm 52/60 giapponese e Pu Yi. Così i giapponesi possono vantare di essersi legati ai celesti imperatori. La seconda guerra mondiale prosegue come al solito, gli americani sganciano l’atomica. L’Imperatore cerca di convincere i generali alla resa, ma i generali si oppongono e l’Imperatore decide di fuggire con tutta la sua famiglia su una portaerei carica di tutti i tesori e le opere d’arte (più una piccola porzione del tesoro di stato), intenzionato a fuggire negli Stati Uniti. I giapponesi sono disgustati dal tradimento dell’Imperatore che li abbandona nel momento del bisogno, e al tempo stesso sono traumatizzati dal venire abbandonati dalla loro guida e figura imperiale, che non possono né amare né odiare. E’ il momento più basso della storia giapponese. Il concilio militarista cerca di prendere tempo mentre devono decidere se scomunicare l’Imperatore (ancora divino) come traditore filo-americano o se inventarsi una balla su un possibile rapimento e farne un martire. Alla terza atomica (pericolosamente vicina a Tokyo) una parte più liberale della nomenclatura nobiliare giapponese depone i militari ed incontra gli americani siglando una pace. Nessuna guerra civile a differenza del caso italiano (dove c’era la Germania a supportare i fascisti), è soprattutto la paura dei comunisti a cementificare tale paura. L’imperatore ritorna, credendo di venire accolto come il salvatore della patria. In realtà all’aeroporto non lo aspetta quasi nessuno, ed in città la folla gli riserva lanci di sassi e pomodori. Le urla sacrileghe mai udite prima: “Tu non sei un Dio!” segnano il destino di quello che sarà il futuro della famiglia Imperiale. Il nuovo parlamento decide di esiliare la famiglia reale ma non osa proporre un referendum monarchia-repubblica, sia per timore che questo venga poi usato dal Fronte Repubblicano filo-sovietico per portarsi dietro chissà che altro, sia perché molti ex fascisti ed industriali e militari sono nobili e rinunciare alla monarchia significa perdere tutti i propri titoli e privilegi. Si decide quindi di offrire la corona ad un nuovo ramo della famiglia imperiale. E si guarda proprio a Pu Yi, scampato miracolosamente ai comunisti passando per la Corea. Pu Yi è infatti stato alleato dei Giapponesi, è un monarca di nobilissimi natali (molto più nobili degli imperatori giapponesi, tecnicamente), porta su di sé un’eredità incredibile e poi è anche sposato con una nipote dell’Imperatore, il quale aveva comunque abdicato nella speranza che il suo giovane figlio potesse allettare il popolo. Il fattore del matrimonio è quello che spegne le ultime recalcitrante, dovute principalmente al fatto che Pu Yi non avesse una sola goccia di sangue giapponese (e spiccicava poche parole della lingua dei suoi oppressori/alleati), ma essendosi sposato entrava di diritto nella famiglia reale. Pu Yi dovette firmare il concordato con cui riconosceva di non essere divino (cosa che non aveva, peraltro, mai preteso, quindi nessuno strappo alla regola). Inoltre si fanno contenti diversi progressisti perché Pu Yi è al potere unicamente per via di sua moglie, quindi quest’ultima non può essere regale consorte (è proprio il contrario, eppure è lui a dover avere i poteri cerimoniali), quindi sua moglie diventa imperatrice parimenti, ottenendo a sua volta numerose onorificenze e ruoli di primaria importanza. Pu Yi quindi siede ora sul trono di quelli che un tempo erano i suoi padroni e, ironia delle ironie, di quelli che secoli prima sarebbero stati i suoi vassalli. Un cinese è Imperatore del Giappone. Non è esattamente una soluzione tranquilla, ma nessun animo irrequieto giapponese si può paragonare al disastro diplomatico con la Cina. Che Mao sia furioso è dire poco, perché Pu Yi è ancora tecnicamente Imperatore Manciù (e ancora tecnicamente imperatore cinese). Pu Yi però, nonostante non abbia mai ufficialmente rinunciato alle sue pretese dinastiche, non le ha neanche mai fatte valere. “Ne ho abbastanza della Cina, non mi hanno voluto due volte”.


20/07/23, 11:29 [ucronia] La corsa al Pacifico www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Fanta_Midway.htm 53/60 Pu Yi sarà un Imperatore abbastanza silenzioso. Si farà vedere poco e parlerà pochissimo, e quelle poche parole saranno caratterizzate da una strettissima neutralità. Per quanto ne sappiamo ogni suo discorso è stato scritto dal suo staff (ed infatti il registro linguistico è troppo alto per una persona che non parla così bene il giapponese). Si usa scherzare ancora oggi sul fatto che Pu Yi parlasse poco non per motivi politici, ma perché il suo pesante accento cinese si sentisse troppo. Tanto meglio per la moglie, l’Imperatrice, che fu la più vocale da secoli, paragonata spesso ad Elisabetta II (ed infatti i parallelismi matrimoniali tra le due non sono pochi). Noto è anche l’incontro tra i ministri di Corea del Sud, Vietnam del Sud, Taiwan, Giappone e Filippine, a cui era presente lo stesso Pu Yi. Il presidente e dittatore Coreano lamentava questioni di confine con il Giappone e proclamava il governo giapponese crudele ed imperialista. Quando il ministro giapponese fece notare che lui era stato regolarmente eletto (cosa che il dittatore coreano non poteva vantare), quest’ultimo si lanciò in uno sproloquio che a quanto pare stufò Pu Yi, che prese il microfono (in realtà non si sentì quasi nulla, il microfono era spento) e disse “Perché non chiudi il becco?” in un giapponese, per una volta, perfetto. La frase divenne meme. Ne nacquero suonerie, programmi televisivi, battute, parodie, magliette, spille, adesivi, bandiere, una canzone e mille altri gadget. Pu Yi in realtà ha passato la sua vita imperiale in forti disagi. Per via dei suoi agi passati era incapace di provvedere alle sue necessità, e ha dovuto imparare da solo ogni cosa, persino come andare in bagno. In tarda età il suo Alzheimer era pesante. Non riconosceva più i suoi figli, né sua moglie (che prima confuse per una delle sue precedenti, poi per sua madre, l’Imperatrice Vedova) e divenne quasi cieco. Ormai suo figlio (l’Imperatore mezzo cinese, che lui aveva visto ben poco perché la real casata lo aveva educato sin da piccolissimo per il suo delicato ruolo) era abbastanza grande da occuparsi dei suoi ruoli reali, e gli fece quindi firmare (mentre era, come sempre, spaesato) i documenti che ne delegavano i ruoli. Si preferì non farlo abdicare, il Giappone aveva passato troppe turbolenze e si era appena abituato al nuovo Imperatore, che morì 8 anni dopo per un attacco ischemico cerebrale. Pu Yi venne sepolto insieme agli Imperatori giapponesi. Non ritornò a dominare questa terra con armate e flottiglie, ma per un semplice matrimonio ed un colpo di fortuna. . Dario Carcano gli obietta: Ottima ucronia, ma ha due punti deboli: 1) Se immaginiamo un Hirohito alla Carlo II di Romania, sarebbe più probabile che dopo la guerra sia messo sul trono un principe ancora bambino, che proprio per questo non sarebbe compromesso né col regime militarista né col tradimento di Hirohito (del resto in Romania le azioni di Carlo II non preclusero la successione di suo figlio, Michele I); 2) In Giappone non c'è mai stata la successione in linea femminile, se ne è discusso alcuni anni fa ma poi più nulla quando il fratello di Naruhito ha generato un maschio. Dunque a meno che non ci sia un radicale cambio di mentalità, Pu Yi in nessun modo potrebbe diventare imperatore attraverso un matrimonio.


20/07/23, 11:29 [ucronia] La corsa al Pacifico www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Fanta_Midway.htm 54/60 . E Alessio Mammarella aggiunge: Sfizioso il riferimento al "porque no te callas?" di Juan Carlos a Hugo Chavez. Solo una osservazione vorrei fare, a proposito del livello di nobiltà di Pu Yi rispetto agli altri imperatori giapponesi (è una precisazione che non inficia la storia, comunque). Pu Yi aveva portato il titolo assolutamente prestigioso di Celeste Imperatore, ma dal punto di vista strettamente dinastico apparteneva a una famiglia, quella Qing, di origine "barbarica" (mancese). Una dinastia che, a parte il malgoverno, era odiata proprio per queste sue origini da molti cinesi. Se i cinesi nazionalisti erano risolutamente repubblicani, ciò è dovuto proprio al senso di estraneità verso la dinastia imperiale. La dinastia imperiale giapponese, al contrario, ha la particolarità della continuità: mentre in tutti gli altri paesi dinastie si sono sostituite ad altre, anche senza legami di sangue fra l'una e l'altra (e la dinastia Qing non faceva eccezione, non aveva nessuna parentela con quella dei Ming, soppiantata militarmente) gli imperatori nipponici sono tutti imparentati in qualche modo (per linea paterna o materna) senza soluzione di continuità. Anche in questo sta la sacralità dell'Imperatore, che può essere considerato diretto discendente del primo sovrano del Giappone e conseguentemente (per i credenti shintoisti) della dea del sole Amaterasu. In effetti nella storia giapponese ci furono delle imperatrici, ma la costituzione del 1889 (probabilmente per copiare gli usi europei) stabilì una successione rigorosamente maschile. Tuttavia, tenendo in mente il principio della continuità di sangue, forse un eventuale figlio di Pu Yi e della principessa giapponese sarebbe potuto essere Imperatore, con la madre come reggente. Sarebbe stato quindi anche lui un imperatore bambino come lo era stato Pu Yi. Dal punto di vista un bambino innocente, cresciuto in un paese con tanta voglia di rinnovamento e modernità, sarebbe stato forse l'ideale. Pu Yi però non ebbe figli, giusto? Se non erro aveva problemi di salute che non glielo avrebbero proprio consentito... . Anche Perchè No? dice la sua: Dario ha ragione, la successione giapponese é esclusivamente in linea patrilineare. Non risale alla costituzione di 1889 ma é la tradizione dall'inizio della storia giapponese. Le donne potevano salire sul trono in quanto figlie o nipoti di un imperatore regnante. Generalmente non erano sposate e non potevano mai trasmettere il trono per via del sangue, il trono passava allora a un cugino o ad un fratello minore diventato adulto. Poi Pu Yi non era giapponese, era un barbaro manciù. I Giapponesi disprezzavano la Cina perché sconfitta dagli Europei e ancora di più i Qing. Un candidato più logico sarebbe stato il fratello dell'imperatore Shôwa (Hirohito), mi sembra che il futuro imperatore Heisei (Akihito) fosse gia nato a quell'epoca.


20/07/23, 11:29 [ucronia] La corsa al Pacifico www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Fanta_Midway.htm 55/60 Anzi, tra le due dinastie é avvenuto il contrario: il fratello di Pu Yi, Pujie (all'epoca facendosi chiamare Fuketsu) si era sposato con una principessa giapponese. L'idea del Giappone era ovviamente di recuperare le pretese sul trono cinese con il possibile figlio del fratello dell'ultimo imperatore. . E ora, sullo stesso tema, la proposta di Never75: L'arcipelago delle isole Ryūkyū (delle quali Okinawa è l'isola più famosa) fu praticamente da sempre uno stato indipendente (analogamente a Taiwan). Il Giappone lo annetté, non senza problemi, solo nella seconda metà dell'800. Dopo la Seconda Guerra Mondiale gli americani occuparono l'Isola e, come sappiamo bene, installarono una base militare che esiste tuttora. In seguito nel 1972, gli americani restituirono formalmente le isole al Giappone. Poniamo invece che gli americani non decidano di restituire le isole che alla fine dei conti (esattamente come Taiwan) non fecero mai parte del Giappone e decidano di renderle indipendenti, magari proponendo un referendum tra gli abitanti? I motivi potrebbero essere svariati. Forse perché i rapporti nippo-americani sono più tesi, forse perché il Giappone riesce a recuperare parte delle Kurili o perché gli americani preferiscono amministrare la zona con uno Stato fantoccio più debole rispetto al colosso nipponico. Diciamo che il Giappone non la prende molto bene e questo potrebbe portare a politiche nazionalistiche già negli anni '80 che porterebbero paradossalmente a un riavvicinamento con la Cina. Possibili sviluppi? . Gli replica Tommaso Mazzoni: Secondo me quelle isole ritornerebbero ad essere un regno con a capo Mamoru Sho, legittimo erede, in linea primogenita maschile, al trono delle Ryūkyū. . C'è anche l'interessante "Giappone ucronico" di Andrea Mascitti, scritto per la festa di Utopiaucronia il 28 giugno 2022: Il Giappone (in giapponese 日本 Nihon o Nippon, ufficialmente 日本国 Nihon-koku o Nippon-koku) è uno Stato insulare dell'Asia orientale. Situato nell'oceano Pacifico, il Giappone è limitato a ovest dal mar del Giappone e dal Mar cinese orientale, a nord dal mare di Okhotsk, a est dall'oceano Pacifico settentrionale (fino al 160° meridiano) e a sud dal oceano Pacifico (fin quasi all’equatore). È un arcipelago composto da più di 7 500 isole, le cui sei più grandi sono Hokkaidō, Honshū, Kyūshū, Shikoku, Taiwan e


20/07/23, 11:29 [ucronia] La corsa al Pacifico www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Fanta_Midway.htm 56/60 Karafuto, a cui si aggiungono diversi arcipelaghi come le isole Ryūkyū, le Curili la Micronesia e diverse isole minori nel mar del Giappone. Grande potenza regionale asiatica, il Giappone ha la terza maggiore economia per prodotto interno lordo e la quarta maggiore per potere d'acquisto; è anche il quarto maggiore esportatore e il sesto maggiore importatore a livello mondiale. È inoltre uno Stato membro del G7. Lo Stato ha un moderno apparato militare. Il Giappone si piazza diciannovesimo a livello mondiale per lo sviluppo umano, vanta una qualità di vita molto elevata e una tra le più alte speranze di vita al mondo: ciò ha comunque portato a un costante invecchiamento della popolazione, pressione demografica e ricadute economico-sociali importanti che, assieme all'emergenza ambientale, costituiscono le principali sfide odierne per il paese.


20/07/23, 11:29 [ucronia] La corsa al Pacifico www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Fanta_Midway.htm 57/60 Capitale: Tokyo Forma di Governo: Monarchia parlamentare Imperatore: Naruhito Primo ministro: Fumio Kishida Indipendenza: Incerta, III-V secolo d.C. Superficie: 491.600 km² (54°) Abitanti: 363.700.350 (3°) Densità: 740 abitanti/km² Moneta: Yen (¥) Demografia: Il Giappone è il terzo paese più popolato del mondo, anche se dagli inizi degli anni 90 si sta registrando una tendenza inversa con il saldo nascite/morti sempre più in negativo, che unito all’alta speranza di vita sta provocando a un costante invecchiamento della popolazione In Giappone la maggior parte della popolazione totale vive nelle prime quattro grandi aree metropolitane (Kantō, Chūkyō, Kansai, Taihoku). Negli ultimi decenni per contrastare la forte densità di popolazione di queste aree, il governo sta cercando di incentivare il trasferimento della popolazione nelle aree meno densamente popolate come l’Hokkaido e Karafuto. Il 96% della popolazione è formato da cittadini di etnia giapponese, il resto da lavoratori stranieri coreani, cinesi (concentrati in particolare nell’isola di Taiwan), filippini, indonesiani, brasiliani e peruviani. Altri gruppi minoritari includono gli indigeni Ainu, Ryukyuani, indigeni di Taiwan e Micronesiani. A Karafuto è presente una piccola comunità di discendenza europea risalente a quando l’isola era parte dell’impero russo. Religione: Il Giappone gode di una piena libertà religiosa ai sensi dell'articolo 20 della sua Costituzione. Di fatto, la grande maggioranza della popolazione è legata a locali santuari e culti shintoisti e una larga fetta pratica un sincretismo di shintoismo e buddismo. Tra le minoranze religiose vi sono il cristianesimo, l'islam, l'induismo e l'ebraismo. Lingue: Più del 99% della popolazione parla giapponese come prima lingua. Oltre il giapponese, le lingue ryukyuane e le lingue micronesiane continuano ad essere usate nei rispettivi arcipelaghi. La lingua ainu, parlata nell’Hokkaido, nelle Curili e a Karafuto, è quasi scomparsa, ed è utilizzata solamente da pochi anziani nativi. Il cinese e il coreano sono invece ancora parlati a Taiwan e nell’isola di Jeju. . Perchè No? gli replica: La cosa difficile in questa ucronia non sono le frontiere, queste possono essere spiegate, ma la libertà religiosa. Una piena libertà religiosa significa che lo shinto non è piu (o non è stato) religione di Stato. Dunque significa che l'imperatore non ha il suo status semi-divino come nel Giappone pre-1945 e che l'ideologia di Stato kokutai è stata rovesciata.


20/07/23, 11:29 [ucronia] La corsa al Pacifico www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Fanta_Midway.htm 58/60 Nella nostra TL c'è voluta la sconfitta e l'occupazione per riuscire in questo e in questa TL non sembra logica. Meglio ipotizzare che il kokutai non sia mai stato ideologia di Stato. Direi che nel decennio 1880-1890 le lotte politiche a favore all'elezione di una rappresentanza nazionale e di una costituzione sono più forti. Il movimento a favore dei diritti del popolo riesce a unificarsi e continua a mettere la pressione sul governo Meiji (forse sotto la direzione di Sakamoto Ryôma che non sarebbe stato assassinato nel 1867). Infine la costituzione Meiji non è ispirata al modello tedesco con il kokutai ma piuttosto al modello americano che permette la libertà religiosa e una piena democrazia. Il Giappone diventa una vera monarchia parlamentare. Questo Giappone combatte la Cina, colonizza Formosa ma impone solo un protettorato sulla Corea e non un'annessione (questa idea è stata assai tardiva, molti grandi politici giapponesi non la volevano, tra i quali Ito Hirobumi, il primo premier giapponese, che fu però assassinato da un Coreano, dando una giustificazione all'annessione del 1910). La Corea potrebbe diventare pienamente indipendente più tardi. Sembra però che il Giappone abbia sconfitto la Russia lo stesso (ancora più nettamente, prendendosi tutto Sakhakin/Karafuto). Partecipa anche alla Prima Guerra Mondiale a fianco dell'alleato britannico. Il Giappone democratico in anticipo non cadrebbe nel militarismo fanatico (in gran parte fondato sul kokutai) e non si alleerebbe con la Germania nazista. . Andrea Mascitti allora spiega: Ho fatto un lavoro inverso a quello che si fa di solito ovvero, ho immaginato una mappa, per poi costruirci sopra le modifiche necessarie per ottenerla. Come detto da Feder, l'obbiettivo era proprio quello di ottenere un Giappone fuori dal continente ma che possedesse ancora i suoi possedimenti sul mare. Le modifiche ucroniche da me pensate/proposte erano le seguenti: Nord Karafuto: Miglior andamento dell'intervento giapponese della Siberia A differenza della nostra time line i giapponesi mantengono il controllo del nord dell'isola, i sovietici non avendo le forze e la potenza necessaria per riconquistarla sono costretti a rinunciarci durante la convenzione di base sovietico-giapponese firmata il 20 gennaio 1925. Mantenimento dei possedimenti sul mare: Giappone che rimane neutrale dalla WWII, dovuta alla vittoria della fazione neutralista su quella imperialista-nazionalista. Questo porterà il Giappone uscito illeso dalla WWII, a erigersi come terza potenza mondiale alle spalle dei due colossi USA e URSS (Un pò come nello scenario di Red Alert 3), in questa time line sarà proprio lo stato giapponese a erigersi come leader dei nonallineati. Perdita dei possedimenti sulla terraferma: Come anche le altre potenze coloniali, il Giappone dovrà far sempre più a che fare con i moti indipendentisti in Manciuria e Corea. Sempre più violenti e costosi sia dal visto di vista economico che da quello umano e sotto la pressione della comunità internazionale, il paese nipponico si vedrà


20/07/23, 11:29 [ucronia] La corsa al Pacifico www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Fanta_Midway.htm 59/60 costretto a dare indipendenza ad entrambi i paesi. Questo avrà anche un forte impatto sulla politica interna che porterà il paese a subire delle notevoli riforme interne. Rapporti con i paesi vicini: Con la Corea rimane aperto il contezioso dell'isola di Jeju non consegnata ai coreani al momento dell'indipendenza e ripopolata con coloni giapponesi. La Manciuria dopo aver occupato e ottenuto Porth Arthur ha preferito invece non riunirsi alla Cina che in questa time line sfinita dalla guerra civile non è riuscita a rioccupare il Tibet, la Mongolia esterna, Xinjiang e per l'appunto la Manciuria. Pessimi rapporti anche con le vicine Filippine e Indonesia, per la questione migranti. Guam: Scambio territoriale con gli Stati Uniti, che ricevono in cambio l'arcipelago delle isole Marshall, le due potenze in un accordo decidono di fissare una divisione delle loro rispettive sfere di affluenza lungo il 160° meridiano. In questa Timeline ad aver vinto è la Cina Nazionalista, che è una nazione filoamericana. Gli Urss si sono "consolati" tramite ingrandimento della Mongolia e la formazione di stati filo-sovietici in Manciuria e in Xinjiang. Il Tibet invece sarebbe uno stato molto simile al Nepal di oggi. . Perchè No? tuttavia obietta: Non c'era una fazione neutrale nel Giappone imperiale, solo diverse fazioni militari. Non è sorprendente, perché il Giappone Meiji si è costruito attorno al suo sviluppo industriale e militare e con la convinzione di essere circondato da nemici pronti a conquistare il Giappone. Se vogliamo un Giappone neutrale, ci vuole uno sviluppo politico alternativo negli anni 1870-1890. Senza la natura militarista del regime Meiji, anche la politica coloniale può essere cancellata o almeno diminuita. Ma ci sarebbe sempre stato il bisogno di territori e risorse che infine porterebbero Giappone e USA (o URSS) su una rotta di collisione. Per impedire la guerra occorrerebbe che il trattato di Washington sia negoziato meglio, o almeno che gli Americani siano pronti a dividere il Pacifico con Tokyo in posizione di parità. Ma anche un Giappone che non avesse combattuto nella WWII non sarebbe potuto diventare la terza potenza mondiale senza risorse sul continente. Con una Cina Nazionalista e senza occupazione giapponese si potrebbe immaginare un blocco asiatico con un'asse Beijing-Tokyo (con neutralizzazione di una Corea indipendente). Ma se l'occupazione della Cina è avvenuta e Beijing è alleata di Washington, allora la vedo brutta per Tokyo che finirebbe isolata e ben presto in posizione secondaria. . William Riker commenta: In ogni caso, sarebbe stato bello se fosse andata così. .


20/07/23, 11:29 [ucronia] La corsa al Pacifico www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Fanta_Midway.htm 60/60 Chiudiamo con l'interessante notizia fornitaci da Perchè No?: Stranamente Nagasaki è una magnifica città con un centro storico intatto, al contrario di molte città del Giappone. Si può vedere il suo quartiere cinese che risale al XVIII secolo, il tempio di Confucio è stato costruito con materiali portati dalla Cina e il tempio Sofukuji è uno dei migliori esempi di architettura Ming fuori dalla Cina. Mi piace molto anche il giardino Glover costruito dal ricchissimo mercante di armi insediatosi in città nel XIX secolo. Come mai? Il rilievo ha limitato gli effetti della bomba. L'obiettivo del bombardiere Bockscar erano le industrie della città. Queste industrie si erano sviluppate nella larga valle del fiume Urakami, e quando la bomba è esplosa, ha distrutto tutto ciò che sorgeva nella valle fino al porto (alle foci dell'Urakami). Gli incendi hanno poi distrutto la maggior parte del centro moderno di Nagasaki ma si sono fermati più o meno al livello del fiume Nakashima. Il centro storico si trova oltre questo piccolo fiume. La bomba ha fatto tantissimi morti perché ha colpito una zona densamente abitata (le abitazioni più recenti si erano concentrate attorno alle fabbriche). Poi c'é stata anche una decisione da parte delle autorità di Nagasaki. Hiroshima è stata ricostruita attorno al ricordo dell'esplosione con il suo emblematico Duomo della Bomba e l'immenso Parco della Pace. Nagasaki ha scelto la ricostruzione integrale. Una decisione motivata dalla scarsità di terreni, al contrario di Hiroshima. Ciò spiega perché il Parco della Pace di Nagasaki è ben più piccolo (si trova alla periferia della città). Ma non è la sola ragione. Nagasaki aveva anche il suo simbolo della distruzione atomica: era la cattedrale cattolica di Urakami, quasi al punto zero dell'esplosione. Le sue rovine erano la sede di tutte le commemorazioni ma è stato deciso di smantellare queste rovine (oggi conservate nel Museo di Nagasaki e nel Parco della Pace) e di ricostruirla integralmente. Nagasaki ha scelto di non ricostruire la sua identità attorno alla memoria della tragedia. . Per partecipare alle discussioni in corso, scriveteci a questo indirizzo. Torna indietro


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