16/07/23, 19:41 [ucronia] Egitto e Mesopotamia scambiati di posto! www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Egitto_Mesopotamia.htm 51/52 scoppio di una bomba rudimentale, del caporale Miguel Terrazas, e ciò contribuisce ad accrescere l'odio delle popolazioni locali verso gli occupanti. 2006: si rafforzano le attività guerrigliere egiziane contro le forze di occupazione, attraverso il crescente ricorso a terroristi suicidi che si fanno esplodere insieme alle loro vittime mediante cinture imbottite d'esplosivo, la cui realizzazione è insegnata persino via Internet. In Occidente ci si riferisce a questi guerriglieri suicidi con il termine giapponese "kamikaze"; gli arabi usano invece il termine "shahid", cioè "martire", anche se il martire di solito non si uccide, ma viene ucciso dai suoi persecutori. Come se ciò non bastasse, cresce d'intensità lo scontro tra i sunniti, maggioritari, e gli sciiti, che si sentono discriminati dal governo: si verificano diversi attentati a moschee degli uni e degli altri, che provocano la morte di centinaia di persone innocenti. Il 17 maggio Romano Prodi subentra a Silvio Berlusconi a capo di un governo italiano di centrosinistra, ed immediatamente dispone il ritiro delle truppe italiane schierate in Egitto nel corso della "Missione Antica Tebe". Anche negli USA si registra un crollo di popolarità della guerra, nonostante il 7 giugno Abu Mus‘ab al-Zarqawi sia ucciso durante un attacco aereo compiuto da forze statunitensi in un villaggio isolato nella penisola del Sinai. Troppo tragico è il bilancio di questi primi tre anni di conflitto: alle decine di migliaia di morti iracheni (ma c'è chi parla di 100.000 vittime) si aggiungono 3400 morti e migliaia di feriti tra le forze di coalizione, ormai più delle vittime negli attentati dell'11 settembre 2001. I figli, i mariti, i padri tornano a casa sempre più numerosi dentro bare avvolte nelle bandiere a stelle e strisce, e le tanto ricercate armi di distruzione di massa non vengono trovate, mentre un rapporto CIA dichiara che non vi è mai stata alcuna collaborazione tra il regime egiziano e al-Qaeda, che anzi erano nemici giurati. Tutto questo causa un crollo di consensi per George W. Bush, che sarà ricordato come uno dei presidenti più impopolari della storia americana: nelle Elezioni di Mezzo Termine i Democratici riprendono il controllo del Congresso americano; Bush è costretto a silurare il suo braccio destro Donald Rumsfeld, Segretario alla Difesa, e a sostituire i capi di stato maggiore delle forze USA in Egitto, ma i Democratici non riescono a legare il rifinanziamento della guerra a una scadenza per il ritiro dall'Egitto a causa del veto del Presidente. Il 5 novembre Saddam Hussein Abd al-Majid viene condannato a morte dal tribunale speciale iracheno; nonostante le richieste di clemenza che arrivano da tutto il mondo, e fra gli altri da Papa Benedetto XVI, l'ex dittatore egiziano viene impiccato il 30 dicembre. 2007: la guerriglia antiamericana prosegue senza soste, e la popolarità di George W. Bush crolla di pari passo; i democratici Hillary Rodham Clinton e Barack Obama si candidano alla sua successione. Il 16 settembre si registra l'ennesima strage di civili con almeno 17 morti ad opera di mercenari della ditta americana Blackwater. Il Programma Alimentare delle Nazioni Unite pubblica un impietoso rapporto secondo cui il nuovo governo egiziano non è stato in grado di migliorare le condizioni di vita della popolazione civile, la cui situazione anzi è peggiorata rispetto a quella precedente la guerra (durante il regime di Saddam Hussein i bambini avevano almeno accesso al programma internazionale di aiuti umanitari). Il governo del Cairo tenta di sciogliere la matassa coinvolgendo le minoranze sciite e cristiane nella vita politica del paese, isolando gli estremisti di ogni tendenza. 2008: il 29 febbraio il vescovo copto-cattolico Paulos Faraj Rahho viene rapito da un commando di uomini armati, che lo prelevano presso Al-Fayyum dopo aver assassinato il suo autista e due guardie. Dopo alcuni giorni di serrate trattative per la sua liberazione, il presule è trovato morto il 12 marzo. Un'imponente folla prende parte ai suoi funerali, e Papa Benedetto XVI parla di "un atto di violenza disumana che offende la dignità dell'essere umano". Il 15 aprile si registrano altre 70 vittime in Egitto per diversi attentati suicidi, il più grave dei quali miete 45 morti. Ogni giorno la cronaca della guerra, che Bush ha frettolosamente dichiarato conclusa con una vittoria eclatante, costringe a piangere nuovi morti, e la spirale di violenza pare senza fine; ma il 5 novembre la storia conosce un'accelerazione improvvisa. Il democratico Barack Obama, favorevole ad un rapido disimpegno dall'Egitto, sconfigge nettamente il rivale repubblicano John McCain, che vuole invece proseguire la guerra ad oltranza. Per gli USA si tratta del primo presidente afroamericano; per il Medio Oriente e per l'intero pianeta si apre una stagione politica del tutto nuova. William Riker . Ed ecco il commento di Toxon: Caro Riker, la tua ucronia è indubbiamente affascinante, e contiene molti particolari che mi erano ignoti. Io però l'avrei scritta in maniera un po' diversa. Se anche le invasioni straniere devono essere "simmetrizzate", servirebbero più invasioni in Egitto (Nubiani? Berberi?) e meno in Mesopotamia. Inoltre io avrei modificato anche l'Impero Persiano, sostituendolo con un suo equivalente: un impero nubiano esteso su mezza Africa, ad esempio. E cosa farà allora Alessandro (oltre che farsi riconoscere figlio di Marduk dai sacerdoti dai Babilonia, ovviamente)? Vorrà raggiungere le sorgenti del Nilo? .
16/07/23, 19:41 [ucronia] Egitto e Mesopotamia scambiati di posto! www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/Egitto_Mesopotamia.htm 52/52 Questa invece è un'altra geniale idea di Falecius: In questo sito sono state proposte diverse simmetrie tra Cina ed Europa/Mediterraneo, ma in effetti le condizioni ecologiche del mondo romano e di quello cinese, e le strutture economiche e tecniche derivanti, sono molto diverse. Russia a parte, un solo fiume europeo, il Danubio si presterebbe a fare da canale di comunicazione paragonabile alle grandi vie d'acqua della pianure indiana e cinese, ma non dà luogo a pianure agricole paragonabili per fertilità ed ampiezza a quelle cinese e gangetica. L'Europa ha un profilo costiero frastagliato e catene montuose che ne spezzano l'unità nelle aree più fertili. Molte regioni pianeggianti ed attraversate da fiumi importanti sono troppo a nord per dare luogo ad una agricoltura intensiva redditizia in tempi antichi. Inoltre l'ossatura orografica del continente spezza gran parte del versante mediterraneo dalle pianure nord-orientali. I fattori di unità sarebbero potuti essere il mediterraneo (che è il caso di Roma) e il Danubio, che evidentemente non ha funzionato; forse è troppo decentrato rispetto alle coste atlantiche e mediterranee? Troppo conveniente l'allevamento nomade in zone confinanti con la pianura valacca? Ad ogni modo, l'India e la Cina presentano una serie di somiglianze di base: una pianura alluvionale attraversata da grandi fiumi himalayani, a nord, e una regione più aspra, dipendente dalle piogge monsoniche attraversata da catene montuose non molto altre, a sud. La Cina è riuscita ad assoggettare le aree meridionali al centro settentrionale, sia a livello culturale che politico. I momenti di frammentazione tendevano ad essere percepiti (come in Egitto) come parentesi di una realtà essenzialmente unitaria, anche se in effetti le "due Cine" hanno avuto storie politiche diverse per periodi piuttosto lunghi. In India, al contrario, la civiltà del nord ha trasmesso importanti influenze culturali al Sud dravidico, e non è mai riuscita a sottometterlo: le fasi di divisione e pluralismo erano percepite come normali e quelle di unificazione imperiali come eccezionali ed anomale, com'è stato a lungo anche per la civiltà della Mesopotamia, almeno fino all'invasione cassita. Immaginiamo di invertire le due situazioni: a) Cina come l'India: la civiltà cinese del nord non riesce a sottomettere i popoli (chiamati Yue nelle fonti cinesi) delle vallate meridionali in modo stabile. Anche se accolgono alcuni aspetti della cultura cinese, gli Yue conservano molti elementi della propria cultura d'origine (che era arrivata ad uno stadio almeno proto-urbano) e le proprie lingue di ceppo austronesiano, austro-asiatico o tai-kadai; anche se l'espansione insulare austronesiana in questa linea rimane possibile, i parlanti le lingue da cui derivano le odierne lingue Thai, Vietnamita, lao e khmer (e forse anche il birmano) rimangono nelle loro sedi originarie nella Cina centro-meridionale. La stessa piana cinese a nord, pur conoscendo una serie di unificazioni imperiali (alcune ad opera di invasori delle steppe) non costituisce una unità politica stabile. b) India come la Cina: la piana indo-gangetica resta politicamente unita sotto i Maurya e le dinastie suiccessive; le province meridionali, malgrado le difficoltà e le ritirate, sono conquistate permanentemente e gradualmente unificate da un impero indoario unito, con capitale inizialmente a Patna e poi nei pressi della nostra Delhi. Le lingue dravidiche scompaiono o riducono il proprio spazio; è possibile che i loro parlanti scelgano una strategia di espansione marittima nell'Oceano Indiano, con due direttrici probabili, una indonesiana (anticipando forse i Malesi a Sumatra?) e l'altra, attraverso le Maldive e le Seychelles, verso il Madagascar. Le isole dell'Oceano Indiano potrebbero essere tutte popolate dall'equivalente dravidico dei navigatori polinesiani, spinti a sud dagli ariani. Oppure alcuni Dravida potrebbero stabilirsi sulle coste orientali dell'Africa (prima, probabilmente, dell'arrivo dei Bantu) anticipando lo sviluppo di una civiltà urbana (più o meno induista) nella regione (contatti con Saba, immagino). Che ne dite? . Chi vuole contribuire, mi scriva a quest'indirizzo. Torna indietro