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Published by goroiamanuci, 2023-03-20 12:31:31

guerrazzi_amelia_calani

guerrazzi_amelia_calani

giacciono le àncore: essi sopra una bugiarda superficie di Libertà ammoniscono che quivi sotto covano sempre e infamia, e viltà, e menzogna, e servaggio. Il popolo intendeva dovesse essere Italia unita così che formasse stato solo sotto principe solo. Questo non talentava a nessun principe; essi voleano rimanere come stavano; e proclamarono confederazione. I Moderati eccoli entrare fra mezzo, e inventare la parola Unione. Giani dalla doppia faccia; ai popoli susurrano con una bocca dentro un orecchio: - siamo intesi; tutti vogliamo la Unità, ma a poco per volta; la Confederazione è un mezzo termine, una cosa transitoria per avviarci alla Unità; - ai principi con l'altra bocca mormorano nell'orecchio: - state fermi, egli è l'uragano dello Atlantico; ammainate le vele, mettetevi in panna; nel suo passaggio vi romperà qualche albero, vi strapperà il sartiame; col tempo e sartie e alberi voi rifarete più belli. Il popolo intendeva essere la Italia Indipendente, cosicchè non un solo Tedesco rimanesse in Italia. I principi all'opposto per Indipendenza tenevano essere liberi dallo aspetto, non già dal patrocinio imperante dell'Austria. I Moderati si posero tra mezzo a immaginare la Guardia Civica; e dire al popolo: "ecco, tu hai le armi, con queste difendi i tuoi diritti e la tua patria;" e ai principi: "imponete a questa milizia per capi uomini provati per lunga servitù, o uomini inetti e tristi, falsi liberali, nostri amici, che noi vi garantiamo per capacissimi e dispostissimi a sostenervi; vinceteli con qualche carezza; non fanno mestieri le incantagioni di Circe per renderli vostri; già più che mezzo tramutati essi sono... Istituitela per modo che al generoso faccia imbarazzo il vano, o il tristo. I pochi prestanti stringete con la organizzazione come dentro pastoie di ferro. Poi andate a casa della Paura; è nostra amica anch'essa; v'insegneremo la strada; le scriveremo commendatizie per voi perchè vi presti uno spauracchio terribile che non ha forme e le assume tutte, vero Proteo della Paura; - ora ha sembianza 201


d'incendio, ora di saccheggio, ora di stupro, ora di sacrilegio, ora di strage cittadina, - e dopo avere agghiacciato le anime di terrore, irridendo va via a guisa di tristo fanciullo, che si diletta spaventare per burla; - questo spauracchio ha nome ORDINE." Ahimè! madama Roland condotta al patibolo, inchinatasi davanti alla statua della Libertà, esclamava: - O Libertà, quanti mai delitti vengono commessi nel tuo nome santissimo! - A uguale ragione noi possiamo gridare: O Ordine, quante infamie, quante turpitudini, quanta tirannide si esercitano con lo spauracchio del tuo nome! L'ordine sovente salva la Libertà, più sovente assai la perde. E qui tra noi - fin qui - parve la camicia insanguinata di Cesare scossa da Marco Antonio davanti agli occhi del popolo romano, onde perpetuargli la servitù. Così noi abbiamo armi, ma non per la Libertà; - abbiamo armi, ma non per la Indipendenza. E non le potevamo avere. Perchè il principio che anima, o a meglio dire una volta animò i popoli, discorda dal principio del governo. Pei popoli la guerra doveva assumere indole nazionale e di offesa. Pei governi di provinciale e di difesa. I popoli sentono, o, a meglio dire, sentivano la necessità del combattere la guerra comune, se comuni poi hanno da essere i benefizi e i destini. I governi concepirono la mancanza di tornaconto in guerra tale, ove nulla guadagnano, molto scapitano. Il re di Napoli, come quello che guadagna meno e scapita più degli altri, stravolto dal turbine popolare, ha finto cedere. - La sua azione può rassomigliarsi a quella di Damosseno siracusano, il quale nella lotta con Creugante da Durazzo finse tirarsi indietro, ma il fece per percoterlo proditoriamente nel fianco, e penetrargli nel corpo onde stra202


ziarne le viscere28 . Il papa non potè smentire il severo intelletto di Machiavello che lasciò scritto ai Posteri: i papi essere stati sempre la rovina d'Italia. Meglio per Pio IX se non avesse mai mutato le orme dal sentiero dei suoi predecessori. I popoli si sarebbero levati più tardi forse, ma più animosi, e solo fidenti nel brando romano, non già nelle infule del sacerdote. Roma ha da coprirsi il sacro capo dell'elmo, non già della tiara; imbracciare lo scudo, - lo scudo risonante di guerra, non il pastorale simbolo eterno di gregge, - e i popoli cessarono di essere greggi. Oh! perchè mai, Pio IX, salisti tanto alto nello amore delle genti, se ciò non doveva giovarti ad altro che a rendere più dolorosa la tua caduta? O Stella mattutina, come sei presto sparita dai campi dei cieli! Noi saremmo eternamente sconsolati, se al tuo venire meno non subentrava la levata di un sole che non tramonterà più dallo emisfero italiano, - il sole della Libertà. Invano il calcolo del mortale ti fanno i tuoi consiglieri nascondere sotto il manto del sacerdote; i preti re non trovano vantaggio in una guerra che non si combatte per loro, ma forse per proprio danno, commecchè lontano. Se la veste pontificale ha virtù di farti dimenticare i doveri di figlio, la pietà di padre, l'amore di fratello, il furore di Patria; la veste che indossasti, o Pio, potrebbe convertirsi in tappeto funerario del papato temporale; - e gioverebbe che fosse così; dacchè vediamo con gli esempii della storia che papi tristi riuscirono a bastanza prestanti re, i papi eccellenti poi tristissimi re. Come potevano non mostrarsi vere le cose sottilmente considerate da cotesti due fieri intelletti di Machiavello e di Dante? Corrono già cinque secoli che questi cantava: /* Dì oggimai, che la chiesa di Roma Per confondere in sè due reggimenti Cade nel fango, e sè brutta e la soma29. */ 28 Pausania. In Arcad. Canova ha scolpito le statue colossali di Creugante e Damosseno. 29 Purg c. XVI. 203


Roma dei Papi per tradizione antica la Indipendenza non ama nè la Libertà. E ve ne porgano testimonio Crescenzio, e Arnaldo, e Cola di Renzo, i Franchi, i Bavari e i Tedeschi chiamati, e per lei non istette se non venissero i Britanni, e barbari di ogni maniera. Alessandro per un momento si legò co' popoli contro a Federigo, ma subito dopo renunziò a cotesta lega come a cosa per lui snaturata. Ora via, italiani uomini, gentil sangue latino, che cosa aspettate più? Dite pur franchi a Samuele; tu se' divenuto vecchio, - costituisci dunque sopra noi un re che ci giudichi, come hanno tutte le altre nazioni, e il Signore ordinerà a Samuele: acconsenti alla voce del popolo in tutto ciò ch'egli ti dirà30 . Di Toscana parlammo, e indarno. Come Timante dipinse Agamennone col velo sopra gli occhi al sacrificio d'Ifigenia, ormai giova che tali ci veliamo noi; principe abbiamo di animo mite ma appunto per la bontà sua, per animo alieno a ingrandirsi, per la congiunzione alla casa che dovrebbe combattere, pel nessuno vantaggio, anzi pel danno inestimabile che risentirebbe a favorire uno stato, che amico lo rende vassallo, nemico l'opprime, non deve desiderare la guerra. Chi lo circonda fa quasi comparire sapienza la stupidezza di Claudio. Fra tanti tristi che cosa può fare il solo principe nel punto in cui abbisognerebbe pel maggiore scopo di uomini pronti e animosi? La discordanza del concetto fra il governo e la Nazione basterebbe sola, quando non concorressero come pur troppo concorrono altri semi pestiferi, a insinuare il languore nelle imprese guerresche. Vinceremo noi, o cadremo per non risorgere più mai? - Intendete, uomini italiani, per non risorgere più mai! Le ossa degli antichi trapassati fremono dolorose nelle secolari sepolture, e voi non vi commovete! Carlo Alberto combatte solo. Noi non siamo amici di re, e meno di Carlo Alberto, ma chi siete voi che in segreto lo coprite d'infamia, mentre in palese, ginocchioni, a mani giunte come santo protettore lo supplicate? Forza è però dirlo; 30 Samuele, c. 8, n. 5. 204


senza lui, a questa ora il becco dell'Aquila imperiale si pascerebbe delle nostre viscere. L'Aquila di Savoia non si mostra Aquila generosa, - tutte le Aquile sono rapaci. Il re di Savoja procede gagliardo sopra la guerra, - perchè difende la sua mercede; ella è troppo bella, perchè non si provi a tentare lo estremo di sua forza per conservarla. Della Libertà non favelliamo. Noi l'abbiamo velata di nero. Così avendo mancato a noi stessi per colpa della maledetta stirpe dei codardi che hanno nome di Moderati, vediamo: la Unità della Italia allontanata, la Indipendenza in pericolo, le Libertà in procinto di tornare alla beata sua sede, ch'è il cielo. FINE 205


INDICE Amelia Calani Dello Scrittore italiano L'Albo Lettera a Pietro Ellero Ritratto morale di Leopoldo II Racconto d'Erodoto, applicabile ai nostri tempi Il Porto di Piombino Sermide I Moderati 206


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