ALESSANDRO
NANNINI
di Eugenio Mosca Foto di Massimo Campi
Alessandro Nannini ci racconta la sua maturazione da talento
naturale a pilota professionista in grado di puntare in alto
grazie prima all’esperienza in Lancia e poi a fianco di Piquet.
Poi, come sempre senza peli sulla lingua, spiega il perché del
contra o sfumato con la Ferrari.
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GRANDE
"NANO"
“Se mia nonna avesse avuto le ruote…”. Alessandro Nannini la ba uta ce l’ha sempre
pronta. Questa è arrivata immediatamente di seguito alla nostra domanda su cosa
avrebbe potuto fare se non ci fosse stato quel malede o incidente in elico ero, il 12
o obre 1990, che oltre all’avambraccio destro ha troncato anche una carriera che
sembrava decisamente avviata verso il top. “Certamente mi dispiace, perché mi sen vo
pronto lo are al ver ce – amme e, seriamente, il senese ‐. Ero molto migliorato, anche
come testa”. In queste due frasi ci sta tu o il Nannini uomo e pilota. Genio e
sregolatezza. Già, perché tu lo conosciamo come quel ragazzo scanzonato sempre
pronto alla ba uta o allo scherzo, ed è veramente così perché passare il tempo con lui è
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senz’altro esilarante, ma forse non tu
sanno che quando il gioco si fa duro Par amo dall’inizio, com’è nata la passione
Nannini ha imparato dai grandi, come ci per le automobili?
spiega più avan , che non è più tempo di “In realtà io sono stato sempre appassio‐
scherzare. Per vincere bisogna fare sul nato di motori in generale. Fin da piccolo,
serio e non lasciare nulla al caso. già a sei anni, mio padre mi faceva
Naturalmente ci riferiamo al Nannini parcheggiare la 500 in garage. Però, a
pilota. L’altra cosa bella, e lontana anni differenza della maggior parte dei pilo
luce dalle dichiarazioni fotocopia dei pilo automobilis ci, io non ho iniziato a correre
di oggi, è che Nannini non ha peli sulla in kart ma nel motocross, partecipando
lingua, dice pane al pane e vino al vino. alla Coppa Italia nelle classi 50 e 125. Ma
Anche se questo a volte ci obbliga a fa poca differenza, perché anche le moto si
“ripulire” molte frasi, perché altrimen guidano con il c… Perciò anche quella è
avremmo riempito buona parte di queste un’esperienza che affina la sensibilità. A 18
pagine di “biiiip”. Scherzi a parte, anni sono passato alle corse in auto, nei
ripercorrendo la carriera di Alessandro e rally. Però, adesso possiamo dirlo perché
ripensando a quell’incidente c’è ancora più tanto è andato in prescrizione, allora la Li‐
rammarico, perché davvero il pilota senese cenza si poteva staccare solo dopo un
avrebbe potuto fare grandi cose grazie ad anno di patente mentre io non volevo
un talento puro, cristallino, che a aspe are, quindi mi accordai con due ami‐
differenza di altri aveva pure imparato a ci per correre con i loro nomi, applicando
ges re. Come si evince ripercorrendo la la mia foto sulla loro patente. In cambio gli
sua carriera. “regalai” qua ro vi orie nei mini rally con
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la Lancia Fulvia “Fanalone”. giovani pilo italiani che si erano messi in
luce nei trofei promozionali, sia Velocità
Quindi la tua vera passione erano i rally? che Rally, a fare il salto di qualità inse‐
rendoli nei loro programmi internazionali.
“Sulla terra, per essere precisi”. Io e Corrado Fabi avemmo l’occasione di
provare la barche a Lancia LC ed
E poi, come sei passato alla pista? entrammo nella squadra ufficiale endu‐
rance. Quella fu una grande occasione,
“Ebbi l’occasione di provare una F. Abarth perché mi trovai a lavorare con pilo
e mi piacque. Così feci un corso di tre esper da cui imparare molto. Gene‐
giorni da Henry Morrogh e acquistai una ralmente correvo con Patrese, che era già
vecchia F. Italia con cui andavo a girare per esperto a da cui c’era da imparare, ma so‐
allenarmi. Poi vende la macchina da rally pra u o Bob Wolleck mi insegnò tu i
per acquistare la F. Abarth con cui, trucchi delle gare endurance: come ri‐
correndo con l’Autospa di Mancini, che mi sparmiare gomme, benzina, e salva‐
mise so o contra o diventando mio ma‐ guardare la macchina. Davvero un grande
nager, disputai le ul me tre gare del maestro”.
campionato 1980 vincendo a Varano.
Mentre l’anno dopo vinsi il tolo”.
Da lì la svolta?
“Si. Perché allora il Gruppo Fiat aiutava i
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Però con nuas anche con le monoposto? alberghi in cui eravamo sta , l’anno
“Certo. Nel 1982 Minardi mi ingaggiò per successivo non abbiano più acce ato
la F. 2, dove corsi per tre anni”. prenotazioni da Minardi”. E giù una grande
sghignazzata.
In quegli anni la F. 2 era bella tosta, come
andò? Quindi Minardi ha portato anche in F. 1,
una esperienza non fortuna ssima ma
“Direi abbastanza bene. Non vincemmo il importante. Come andò?
campionato ma raccogliemmo diversi bei
piazzamen . Ma sopra u o quelle “Purtroppo i Motori Moderni oltre a
stagioni con Minardi in F. 2 e la Lancia problemi di consumo avevano anche poca
nell’endurance furono molto importan affidabilità, perciò non ci furono risulta .
per fare esperienza. E poi furono anche Però un anno corsi con De Cesaris, che
anni molto diverten : con Paolo Barilla ne aveva la fama di essere molto veloce, il
combinammo di tu i colori. Credo che confronto andò molto bene ed ebbi così
almeno il cinquanta per cento degli modo di mostrare il mio potenziale”.
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Che valse la chiamata in Bene on. Come risata ‐. Lì corsi prima con Boutsen e poi
fu il salto dal mucchio alle zone alte della con Pirro e Herbert, tu pilo molto bravi
F. 1? ma è con Piquet che è cambiata la
musica”.
“Beh, so o il profilo umano si stava meglio
in Minardi. Anche perché Giancarlo è un Cioè?
grande personaggio, che ha scoperto vari
pilo . Dove cambiare tu o, a par re “Lui è un grande personaggio. D’altronde
dalla lingua inglese che non parlavo. Andai non si diventa campioni del mondo così
in Inghilterra per due se mane di full per così. Grazie a lui si può dire che ho
immersion e al mio rientro a casa oltre a fa o il salto di qualità, perché mi ha
non parlare ancora l’inglese non parlavo insegnato molto sulla messa a punto e
più neppure l’italiano. Un casino. – e giù come procedere con il lavoro. Da fuori
un’altra sghignazzata ‐. Poi, piano piano, tu vedevano il Nelson burlone, e questo
parlando con i meccanici ed i tecnici sono era vero, ma quando c’era da lavorare era
migliorato. Le parolacce le so tu e. – altra molto me coloso”.
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Aveva anche la fama di essere un osso Già, parliamo dei pilo italiani: allora
duro all’interno del team, sopra u o eravate una bella pa uglia in F. 1 mentre
quando un compagno cominciava a dare ora sembra che i nostri siano degli
fas dio, è vero? incapaci…
“Quello vale per tu . Ma tra noi è sempre “Purtroppo ora manca il supporto di
filato tu o liscio, forse perché c’era grande “mamma Fiat”, che consen va ai nostri
affinità. E comunque Nelson era anche una giovani più meritevoli di fare il salto e fare
bella persona. Allo scopo voglio raccontare esperienza nelle categorie più
un aneddoto: ad un certo punto dell’anno professionali. Oggi ai nostra ragazzi manca
si era ritrovato con qua ro donne incinte quella scuola essenziale”.
contemporaneamente, al che gli chiesi
perché non usava maggiori precauzioni, lui A proposito, proprio nel 1990, il tuo anno
mi rispose che gli piacevano i figli. E so che migliore prima dell’incidente, venne
lui si è effe vamente occupato dei figli proposto dalla Ferrari un contra o che
che le ragazze decisero di tenere”. rifiutas , ci vuoi spiegare perché?
Peraltro in quegli anni in F. 1 i personaggi “Perché mi fu proposto un contra o con
non mancavano di certo, chi ha colpito un sacco di complicazioni, dove in pra ca
di più? non avrei potuto fare più nulla nella vita.
Qualcosa che pareva fa o apposta
“Beh, so o il profilo del pilotaggio Senna affinché rinunciassi, come del resto feci. In
era indubbiamente molto bravo, in ogni quell’occasione mi arrabbiai molto con
condizione, mentre Prost se la giocava Cesare Fiorio, passato in Ferrari, perché
meglio con la messa a punto. Però non ho avevamo lavorato per diversi anni insieme
mai avuto un grande rapporto con Ayrton, alla Lancia, perciò avrebbe potuto dirmi
perché eravamo molto diversi che in realtà c’erano problemi commerciali
cara erialmente. Inoltre, più di qualche di mercato lega alla scelta del pilota,
persona fidata mi disse che tra ava male invece mi creò problemi anche con altri.
parecchie persone che lavoravano con lui, Non so se la scelta sia stata sua oppure del
e questo a me non piace. Mi piaceva consiglio di amministrazione, però
invece molto Mansell, ma per me Nelson quell’a eggiamento non gliel’ho mai
era il migliore. Poi stavo bene con tu gli perdonato”.
altri pilo italiani”.
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Poi successe l’incidente, dopo il quale Ma riprovas anche la F. 1, come andò?
inizias una nuova carriera togliendo
ancora delle belle soddisfazioni... “Dis nguiamo le due occasioni. A Fiorano
provai una Ferrari vecchia con un volante
“Dopo un anno di stop, per la speciale, un po’ di giri più che altro
riabilitazione, fu Giorgio Pianta a credere dimostra vi. Mentre nel 94, a Estoril con la
in me. E devo dirgli grazie, perché non è Bene on, fu un test dove mi misi davvero
facile assumersi la responsabilità di alla prova: quell’anno correva Alesi con la
me ere su una macchina da corsa uno che Bene on e nel tra o misto della pista la
ha un handicap, con il rischio che se differenza tra noi due era minima, un paio
succede qualcosa viene addosso tu a di decimi, mentre nei curvoni veloci
l’opinione pubblica. Con l’Alfa mi sono prendevo quasi due secondi. Io sen vo
diver to molto e tolto parecchie che la macchina ci stava, ma non riuscivo a
soddisfazioni. Nel 96 avrei anche potuto tenere giù il piede. Era un problema di
vincere il tolo”. testa”.
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Quindi consolas vincendo in GT1 con la stai un biglie o di ritorno dal Giappone in
Mercedes, come andò? business class proprio di fianco a Norbert
Haugh, ai tempi gran capo dello sport
“Si. E’ stata una bella opportunità, peraltro Mercedes, e durante il volo definimmo il
nata in modo curioso. Siccome sapevo che contra o”.
l’Alfa si sarebbe ri rata dalle corse, acqui‐
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Poi Nannini disputò anche altre gare, ma a
livello amatoriale con l’amico Gianni Giudici,
uno che di pilo bravi ne ha conosciu tan ma
per il pilota senese ha parole davvero cariche di
ammirazione: “Per me Alessandro è un vero
fenomeno, perché l’ho visto fare cose incredibili
per un pilota che, tu o sommato, guida con una
mano sola!”
Adesso non viene più voglia di tornare ogni
tanto su una macchina da corsa?
“In pista sinceramente no, mentre mi
piacerebbe su un percorso sterrato”.
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