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Daltanious | 25 02 17
Serie: Daltanious - Il robot del futuro | In ArtWork: Il volto del Supremo Kloppen | Ruolo: All’inizio della storia Kloppen ricopre la carica di Supremo Comandante in Capo delle Forze di Invasione della Terra dell'Impero di Zaar agli ordini del Mega Imperatore Ormen. Nella sua prima caratterizzazione grafica Kloppen indossa una maschera-elmo di colore prevalentemente nero con una breccia di viola sul viso, che comunque ne cela il volto, e un’uniforme mista tra il nero e il rosso alle cui spalle fa bella mostra un lungo mantello nero. Dopo essere stato lievemente ferito nel corso dell’intrepido attacco vittoriosamente condotto da Kento e Danji ai danni della base delle forze d’invasione Akron dislocata sul suolo lunare, Kloppen indosserà un’imponente armatura dorata ma comunque sempre con il viso ben celato almeno fino alle drammatiche rivelazioni del vecchio Namel, uno scienziato al servizio della Corte Imperiale di Helios, protagonista del piano strategico ordito dal Mega Imperatore Ormen al fine di disgregare la neo-alleanza interplanetaria - costituitasi grazie soprattutto al lavoro diplomatico del valoroso Kalinga - appunto a sostegno della resistenza terrestre nella lotta comune alle mire di conquista dell’intera galassia conosciuta da parte degli Akron. Visto il precipitare degli eventi, il Mega Imperatore di Zaar ordina infatti al suo fedelissimo Kloppen di liberarsi della maschera che ne celava il volto per mostrarsi agli occhi dei Generali dell’imponente flotta spaziale ribelle: ebbene il viso del Supremo Capo delle forze di invasione aliene è quello di Harlin! Kloppen quindi rivendica il titolo di legittimo erede al trono dell’Impero di Helios disconoscendo il defunto padre di Kento accusato di essere un impostore, o meglio un biodroide, ovvero un clone dell’unico e autentico Principe Harlin, un essere artificiale appositamente creato in laboratorio dagli scienziati di Helios al momento della nascita del Principe ereditario. Tesi sostenuta e confermata dallo scienziato Namel il quale peraltro, a ulteriore conferma delle incredibili rivelazioni, aggiunge un altro particolare: Kloppen presenta impressa sul braccio destro la croce di Helios quale segno distintivo dell’originale Principe Harlin. Kento e suo padre dunque sono entrambi dei biodroidi e la drammatica scoperta getta nel panico i Generali alleati che ne sconfessano la leadership rifiutandosi di appoggiare una rivolta capeggiata in realtà da un reietto essere biodroide. Le rivelazioni dello scienziato di Helios gettano nello sconforto più totale anche uno sbalordito e incredulo dottor Earl ma non il prode Kalinga che anzi sarà l’unico degli ex alleati a restare al fianco dell’amico Kento e della resistenza terrestre: alla Tigre dello Spazio, infatti, non interessa affatto la natura biodroide di Kento quanto piuttosto che il vile Kloppen si sia schierato dalla parte degli invasori Akron, e ciò a prescindere dal fatto che sia o meno il vero principe di Helios. Kalinga pagherà con la morte la sua scelta spirando tra le braccia di un disperato Kento che in lacrime piangerà l’eroico sacrificio di colui il quale è stato innanzitutto un amico e poi un valoroso alleato che in battaglia, alla guida del suo robot, non ha esitato a sacrificare valorosamente la propria vita pur di salvare Daltanious e i suoi amici. Un insperato colpo di scena stravolgerà tuttavia il corso degli eventi. Tutto ha inizio con la scoperta di una piccola capsula metallica rinvenuta nell’oceano dal capitano di una nave di profughi che il buon Toragoro si affretta di portare repentinamente a conoscenza dei suoi amici della base Adalus: infatti il dispositivo contiene un messaggio scritto, datato e firmato dal padre di Kento che tutti credevano morto nell’esplosione della sua astronave precipitata in mare dopo essere stata distrutta dalle armate di Zaar prima che potesse mettere piede sulla Terra. Harlin dunque è ancora vivo e l’incredibile notizia giunge ben presto anche agli invasori Akron che dopo aver notato strani movimenti da parte di Daltanious, in partenza verso un arcipelago di isole deserte di stanza nel Pacifico, presso cui probabilmente aveva trovato rifugio il sopravvissuto genitore di Kento, intercettano una sospetta comunicazione in tal senso tra Kento e la base spaziale del dottor Earl. A questo punto, un adiratissimo Mega Imperatore Ormen ordina al Supremo Kloppen di fare di tutto per impedire a Kento di ritrovare suo padre, e quindi assicurarsi che stavolta venga effettivamente eliminato «Per la salvezza dell’Impero di Zaar!». All’udire di queste parole Kloppen non riesce tuttavia a capire il perché di tanto timore alla sola idea che Kento e suo padre si reincontrino dal momento che si tratta comunque di esseri biodroidi e quindi per nulla pericolosi per l’Impero essendo lui in persona l’unico e vero Principe di Helios. In ogni caso, obbedendo agli ordini di Ormen, il Supremo Kloppen dirige la propria astronave sulla Terra con l’obiettivo perentorio di disfarsi una volta per tutte di Kento e soprattutto di suo padre. È così che fingendosi Harlin in fuga dai colpi di un Twinborg degli Akron, Kloppen viene salvato da Kento che ingenuamente accoglie il finto genitore nella cabina di pilotaggio di Daltanious ed è qui che il Comandante in Capo delle Forze armate di Zaar colpisce alle spalle Kento che si ritrova legato a un palo di fronte a Kloppen e al Generale Nesia. Daltanious senza la navicella di comando e quindi con il solo Danji a bordo, è intanto precipitato nell’oceano: nei piani di Kloppen e Nesia dunque Kento fungerà da esca per catturare suo padre che in effetti non esita a consegnarsi ai nemici pur di salvare da morte certa suo figlio. Quando ormai tutto sembra perduto è il leone robot Beralios che sbucando dal mare interviene dapprima a liberare Kento per poi proteggere, anche con l’aiuto del Gumper pilotato da Danji, la fuga di suo padre inseguito nella foresta da Kloppen e i suoi soldati che comunque raggiungono e feriscono Harlin con un colpo di pistola. E Harlin, ferito a una spalla, rovinosamente precipita da un burrone a picco sul mare salvato all’ultimo momento da Kento che alla guida di Antares accoglie tra le mani del robot suo padre mettendolo al riparo da ulteriori minacce degli Akron. Il piano di Kloppen è miseramente fallito: Kento e Danji alla guida di Daltanious annientano non senza difficoltà il Twinborg nemico e finalmente Harlin può riabbracciare suo figlio e il dottor Earl, oltre a fare conoscenza dei suoi simpatici e bizzarri amici, mentre il furibondo Mega Imperatore dell’Impero di Zaar non manca di manifestare tutta la sua indignazione per l’ennesimo fallimento di Kloppen ordinando al Generale Savada di servirsi di alcuni disertori che vengono costretti ad avvicinare la resistenza terrestre pur di salvare le proprie famiglie tenute in ostaggio dagli Akron. Nonostante un Kento assai diffidente verso i fuggitivi, che ai suoi occhi sono pur sempre dei nemici, suo padre spinge per accogliere nella base quel gruppuscolo di soldati precipitati sulla Terra con la loro astronave, solo apparentemente ribelli in fuga da Zaar, ma in realtà con l’incarico di uccidere Harlin, e tutto ciò con grande soddisfazione di Kloppen, nel frattempo informato degli ultimi eventi dal suo Generale. Tuttavia un impavido Harlin, avendo intuito sin dall’inizio il vero obiettivo di quegli uomini, rimette la propria vita nelle mani dei suoi aguzzini: «Voi non siete Akron ma soltanto degli alleati! Dei soldati costretti a combattere per loro perché il vostro pianeta è sotto il dominio dell’Impero di Zaar. Io sono disarmato. Non avete nulla da temere da me. Ho capito subito che eravate venuti qui per uccidermi. Ho voluto lasciarvi fare. Infatti sono sicuro che passerete dalla mia parte perché voi odiate gli Akron più di me. Se io morissi cesserebbe qualsiasi speranza di giustizia e di libertà in questa galassia perché mai nessuno potrebbe più contrastare la potenza degli Akron e la loro crudeltà. È questo che volete per le vostre famiglie e i vostri figli? Se questa è la pace che desiderate, se volete che la vostra gente continui a vivere sotto l’oppressione di quegli assassini uccidetemi pure! Cosa aspetti Capitano! Sù! Spari!». All’arrivo del Twinborg nemico i ribelli traditori cercano invano di impedire a Kento e Danji di uscire con Daltanious a difesa della base e nella colluttazione che ne segue Harlin rimane ferito e ascolta con rabbia e profonda costernazione la confessione di quegli uomini obbligati così ad agire per amore delle proprie famiglie rimettendo ancora una volta la sua vita nelle loro mani: «Sparatemi! La mia vita non può valere il sacrificio di innocenti!». L’eroico gesto non lascia indifferenti i ribelli: infatti, contro il volere dello stesso Harlin, il Capitano del drappello di soldati ordina ai suoi compagni di lasciare la base informando del fallimento del piano il Generale Akron che senza pietà comunica loro la condanna a morte dei propri familiari, nonché dello stesso gruppo di disertori, che insieme al loro Capitano cadono sotto i colpi letali dell’astronave di un infuriato Generale Savada. L’unico sopravvissuto decide allora di dirigere la nave spaziale con la quale l’eroico soldato e i suoi compagni erano atterrati sul suolo terrestre contro la nave madre di Savada che nella collisione viene distrutta mentre il Generale fugge a bordo di una navetta. Il tutto davanti allo sguardo attonito di Harlin e Earl, che impotenti hanno assistito alla scena dalla plancia di comando della base Adalus, mentre Daltanious annienta il mostro nemico il quale, travolto dai resti dell’astronave del Generale Savada, viene distrutto dalla micidiale spada fiammeggiante di Daltanious. E l’ennesima sconfitta rende ancora più furente Ormen ma questa è un’altra storia… | FanArt: www.facebook.com/vaniagraphic | CREAZIONI GRAFICHE AMATORIALI | Le immagini originali utilizzate nelle rielaborazioni vettoriali amatoriali sono opera dei rispettivi e legittimi Autori |
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