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Serie: Daltanious - Il robot del futuro | In ArtWork: Il Supremo Kloppen | Ruolo: All’inizio della storia Kloppen ricopre la carica di Supremo Comandante in Capo delle Forze di Invasione della Terra dell'Impero di Zaar agli ordini del Mega Imperatore Ormen. Nella sua prima caratterizzazione grafica Kloppen indossa una maschera-elmo di colore prevalentemente nero con una breccia di viola sul viso, che comunque ne cela il volto, e un’uniforme mista tra il nero e il rosso alle cui spalle fa bella mostra un lungo mantello nero. Dopo essere stato lievemente ferito nel corso dell’intrepido attacco vittoriosamente condotto da Kento e Danji ai danni della base delle forze d’invasione Akron dislocata sul suolo lunare, Kloppen indosserà un’imponente armatura dorata ma comunque sempre con il viso ben celato almeno fino alle drammatiche rivelazioni del vecchio Namel, uno scienziato al servizio della Corte Imperiale di Helios, protagonista del piano strategico ordito dal Mega Imperatore Ormen al fine di disgregare la neo-alleanza interplanetaria - costituitasi grazie soprattutto al lavoro diplomatico del valoroso Kalinga - appunto a sostegno della resistenza terrestre nella lotta comune alle mire di conquista dell’intera galassia conosciuta da parte degli Akron. Visto il precipitare degli eventi, il Mega Imperatore di Zaar ordina infatti al suo fedelissimo Kloppen di liberarsi della maschera che ne celava il volto per mostrarsi agli occhi dei Generali dell’imponente flotta spaziale ribelle: ebbene il viso del Supremo Capo delle forze di invasione aliene è quello di Harlin! Kloppen quindi rivendica il titolo di legittimo erede al trono dell’Impero di Helios disconoscendo il defunto padre di Kento accusato di essere un impostore, o meglio un biodroide, ovvero un clone dell’unico e autentico Principe Harlin, un essere artificiale appositamente creato in laboratorio dagli scienziati di Helios al momento della nascita del Principe ereditario. Tesi sostenuta e confermata dallo scienziato Namel il quale peraltro, a ulteriore conferma delle incredibili rivelazioni, aggiunge un altro particolare: Kloppen presenta impressa sul braccio destro la croce di Helios quale segno distintivo dell’originale Principe Harlin. Kento e suo padre dunque sono entrambi dei biodroidi e la drammatica scoperta getta nel panico i Generali alleati che ne sconfessano la leadership rifiutandosi di appoggiare una rivolta capeggiata in realtà da un reietto essere biodroide. Le rivelazioni dello scienziato di Helios gettano nello sconforto più totale anche uno sbalordito e incredulo dottor Earl ma non il prode Kalinga che anzi sarà l’unico degli ex alleati a restare al fianco dell’amico Kento e della resistenza terrestre: alla Tigre dello Spazio, infatti, non interessa affatto la natura biodroide di Kento quanto piuttosto che il vile Kloppen si sia schierato dalla parte degli invasori Akron, e ciò a prescindere dal fatto che sia o meno il vero principe di Helios. Kalinga pagherà con la morte la sua scelta spirando tra le braccia di un disperato Kento che in lacrime piangerà l’eroico sacrificio di colui il quale è stato innanzitutto un amico e poi un valoroso alleato che in battaglia, alla guida del suo robot, non ha esitato a sacrificare valorosamente la propria vita pur di salvare Daltanious e i suoi amici. Un insperato colpo di scena stravolgerà tuttavia il corso degli eventi. Tutto ha inizio con la scoperta di una piccola capsula metallica rinvenuta nell’oceano dal capitano di una nave di profughi che il buon Toragoro si affretta di portare repentinamente a conoscenza dei suoi amici della base Adalus: infatti il dispositivo contiene un messaggio scritto, datato e firmato dal padre di Kento che tutti credevano morto nell’esplosione della sua astronave precipitata in mare dopo essere stata distrutta dalle armate di Zaar prima che potesse mettere piede sulla Terra. Harlin dunque è ancora vivo e l’incredibile notizia giunge ben presto anche agli invasori Akron che dopo aver notato strani movimenti da parte di Daltanious, in partenza verso un arcipelago di isole deserte di stanza nel Pacifico, presso cui probabilmente aveva trovato rifugio il sopravvissuto genitore di Kento, intercettano una sospetta comunicazione in tal senso tra Kento e la base spaziale del dottor Earl. A questo punto, un adiratissimo Mega Imperatore Ormen ordina al Supremo Kloppen di fare di tutto per impedire a Kento di ritrovare suo padre, e quindi assicurarsi che stavolta venga effettivamente eliminato «Per la salvezza dell’Impero di Zaar!». All’udire di queste parole Kloppen non riesce tuttavia a capire il perché di tanto timore alla sola idea che Kento e suo padre si reincontrino dal momento che si tratta comunque di esseri biodroidi e quindi per nulla pericolosi per l’Impero essendo lui in persona l’unico e vero Principe di Helios. In ogni caso, obbedendo agli ordini di Ormen, il Supremo Kloppen dirige la propria astronave sulla Terra con l’obiettivo perentorio di disfarsi una volta per tutte di Kento e soprattutto di suo padre. È così che fingendosi Harlin in fuga dai colpi di un Twinborg degli Akron, Kloppen viene salvato da Kento che ingenuamente accoglie il falso genitore nella cabina di pilotaggio di Daltanious ed è qui che il Comandante in Capo delle Forze armate di Zaar colpisce alle spalle Kento che si ritrova legato a un palo di fronte a Kloppen e al Generale Nesia. Daltanious senza la navicella di comando e quindi con il solo Danji a bordo, è intanto precipitato nell’oceano: nei piani di Kloppen e Nesia dunque Kento fungerà da esca per catturare suo padre che in effetti non esita a consegnarsi ai nemici pur di salvare da morte certa suo figlio. Quando ormai tutto sembra perduto è il leone robot Beralios che sbucando dal mare interviene dapprima a liberare Kento per poi proteggere, anche con l’aiuto del Gumper pilotato da Danji, la fuga di suo padre inseguito nella foresta da Kloppen e i suoi soldati che comunque raggiungono e feriscono Harlin con un colpo di pistola. E Harlin, ferito a una spalla, rovinosamente precipita da un burrone a picco sul mare salvato all’ultimo momento da Kento che alla guida di Antares accoglie tra le mani del robot suo padre mettendolo al riparo da ulteriori minacce degli Akron. Il piano di Kloppen è miseramente fallito: Kento e Danji alla guida di Daltanious annientano non senza difficoltà il Twinborg nemico e finalmente Harlin può riabbracciare suo figlio e il dottor Earl, oltre a fare conoscenza dei suoi simpatici e bizzarri amici, mentre il furibondo Mega Imperatore dell’Impero di Zaar non manca di manifestare tutta la sua indignazione per l’ennesimo fallimento di Kloppen ordinando al Generale Savada di servirsi di alcuni disertori che vengono costretti ad avvicinare la resistenza terrestre pur di salvare le proprie famiglie tenute in ostaggio dagli Akron. Nonostante un Kento assai diffidente verso i fuggitivi, che ai suoi occhi sono pur sempre dei nemici, suo padre spinge per accogliere nella base quel gruppuscolo di soldati precipitati sulla Terra con la loro astronave, solo apparentemente ribelli in fuga da Zaar, ma in realtà con l’incarico di uccidere Harlin, e tutto ciò con grande soddisfazione di Kloppen, nel frattempo informato degli ultimi eventi dal suo Generale. Tuttavia un impavido Harlin, avendo intuito sin dall’inizio il vero obiettivo di quegli uomini, rimette la propria vita nelle mani dei suoi aguzzini i quali, di contro, al sopraggiungere del Twinborg nemico, cercano invano di impedire a Kento e Danji di uscire con Daltanious a difesa della base. Nella colluttazione che ne segue Harlin rimane ferito e ascolta con rabbia e profonda costernazione la confessione di quegli uomini, obbligati ad agire solo per amore delle proprie famiglie, rimettendo ancora una volta la sua vita nelle loro mani: «Sparatemi! La mia vita non può valere il sacrificio di innocenti!». Questa volta l’eroico gesto non lascia indifferenti i ribelli: infatti, contro il volere dello stesso Harlin, il Capitano del drappello di soldati ordina ai suoi compagni di lasciare la base informando del fallimento del piano il Generale Akron che senza pietà comunica loro la condanna a morte dei propri familiari, nonché dello stesso gruppo di disertori, che insieme al loro Capitano cadono sotto i colpi letali dell’astronave di un infuriato Generale Savada. L’unico soldato sopravvissuto al massacro decide allora di dirigere la nave spaziale con la quale lui e suoi compagni erano atterrati sul suolo terrestre contro la nave madre di Savada che nella collisione ne esce distrutta mentre il Generale fugge a bordo di una navetta di salvataggio. Il tutto davanti allo sguardo attonito di Harlin e Earl, che impotenti hanno assistito alla scena dalla plancia di comando della base Adalus, mentre Kento e Danji annientano il mostro nemico il quale, travolto dai resti dell’astronave del Generale Savada, viene distrutto dalla micidiale spada fiammeggiante di Daltanious. L’ennesimo fallimento rende ancora più furente il Mega Imperatore Ormen al punto da ordinare a Kloppen di eliminare lo scienziato Namel perché sospettato di tradimento. Dubbi e sconforto assillano i pensieri di un costernato e incredulo Kloppen che non riesce a capacitarsi del perché il suo Imperatore gli abbia impartito un tale crudele ordine, ovvero uccidere il suo fidato tutore e collaboratore, peraltro senza alcuna prova concreta di un suo effettivo coinvolgimento con la resistenza terrestre. Nonostante Kloppen non riesca a spiegarsi il perché Ormen abbia così tanto timore di «quel povero vecchio» fa esplodere la navicella con cui lo scienziato stava dirigendosi su Zaar, in ossequio alle direttive di quello stesso Kloppen che ora ne decretava la condanna a morte. Ormai rassegnato al suo destino Namel, con le sue ultime parole mette in guardia Kloppen: «Il Mega Imperatore ti ha ordinato di uccidermi? Ne ero sicuro! Ero sicuro che questo sarebbe accaduto! Me lo aspettavo da quando cinquant’anni fa cominciai a servire l’Imperatore di Zaar! Certo, avendo saputo che Harlin è vivo, teme che io possa tradirlo e rivelare il segreto di Helios. E così ha paura di me! Beh, dì al Mega Imperatore che ha commesso un grave errore, che uccidendomi non riuscirà a nascondere la verità. Ha fatto male a non fidarsi di me! Il segreto di Helios verrà portato alla luce e questa sarà la sua rovina. E anche la tua, Kloppen!». Infatti, un istante prima che la sua navetta spaziale esplodesse, il vecchio scienziato, prima di morire, riesce a inviare sulla Terra una preziosa capsula custode di un nastro contenente un videomessaggio, registrato a suo tempo proprio da Namel, rivelatore del tragico e terribile «segreto di Helios». Sebbene un angosciato e disperato Ormen avesse ordinato a Kloppen di abbattere la capsula prima che cadesse nelle mani dei terrestri, il congegno viene tuttavia intercettato da Daltanious che così facendo lo sottrae al fuoco dei missili lanciati dalla nave madre del Generale Mizuka che peraltro invia contro Daltanious due Twimborg. Nel frattempo il Dottor Earl e Harlin, una volta aperta la capsula, scoprono al suo interno una registrazione audiovisiva opera di Namel, che Harlin subito riconosce quale scienziato-dottore dell’Accademia Scientifica dell’antico Impero di Helios peraltro autore dell’intervento di clonazione e quindi della creazione dell’entità biodroide creata in laboratorio a copia e immagine di Harlin, unico legittimo erede al trono dell'Impero di Helios. La verità è svelata e Earl propone a Kloppen una tregua in modo che tutte le parti in causa possano venire a conoscenza di importanti rivelazioni su Harlin e lo stesso Kloppen che potrebbero determinare le sorti della guerra. È così che il Comandante in Capo delle Forze di Invasione ordina il ritiro dei robot da combattimento mentre il videomessaggio registrato da Namel viene riprodotto nell’etere: «Mi chiamo Namel. Sono un dottore dell’Accademia Scientifica dell’antico Impero di Helios. È probabile che quando questo nastro verrà portato alla luce io sarò stato ucciso per mano del Mega Imperatore di Zaar o di un suo subalterno. Io so troppe cose sul segreto di Helios ed ho previsto il mio destino. Così ho preparato questa registrazione perché tutti dovranno sapere la verità! La rivelazione che io intendo fare è questa: il Comandante Supremo della Galassia AA-1 non è l’erede al trono di Helios ma è un biodroide! Ripeto quello che ho detto: Kloppen è un biodroide, il vero ed unico figlio dell’Imperatore Nishimura non è lui bensì il Principe Harlin! Quando l’Impero di Helios fu distrutto il dott. Earl riuscì a scappare con il Principe Harlin ancora in fasce. Allora io per salvarmi feci una proposta al Mega Imperatore Ormen: lui non mi avrebbe ucciso ed io gli avrei consegnato il piccolo Kloppen, una copia perfetta di Harlin. Ormen accettò, infatti sapeva che ponendo Kloppen al comando delle sue truppe imperiali in questa galassia, e facendolo passare per il Principe di Helios, nessuno si sarebbe più ribellato all’Impero di Zaar. Tuttavia restava il problema di Harlin. Bisognava eliminarlo per impedire che mandasse all’aria il suo piano. In attesa di ciò Kloppen doveva mantenere segreta la sua identità e nascose il suo volto dietro una maschera che si levò solo quando il Mega Imperatore ebbe la certezza che Harlin era morto. Quel giorno io dissi che la prova che Kloppen fosse il vero Principe era la Croce di Helios sul suo braccio destro ma l’effigie imperiale è visibile anche sul braccio del Principe Harlin. Tuttavia la Croce impressa sul braccio del biodroide scomparirà non appena verrà a contatto con i raggi ultravioletti al di fuori dell’atmosfera terrestre. Infatti la pelle di un biodroide è suscettibile di cambiamenti a contatto con i raggi solari. Ho terminato. Non ho avuto il coraggio di dire la verità da vivo ma ho trovato il modo di farlo da morto!». Le parole di Namel non intaccano le convinzioni di un adirato Kloppen, che non solo accusa il vecchio accademico di aver mentito spudoratamente, ma messosi ai comandi del suo Twimborg accetta anche la sfida di Kento che aveva invitato il Comandante delle Truppe di Zaar a recarsi al di fuori dell’atmosfera terrestre, in modo da verificare appunto la veridicità o meno delle affermazioni del vecchio scienziato circa l’asserita scomparsa della Croce di Helios impressa sulla pelle del biodroide, una volta venuta a contatto con i raggi solari. Danneggiato dai terribili colpi del robot guidato da Kloppen, Kento dirige Daltanious al di fuori dell’atmosfera terrestre inseguito dal Twimborg nemico. Ebbene, le dichiarazioni di Namel trovano decisamente conferma: la pelle di un devastato Kloppen a contatto con i raggi solari cambia colore e l’effigie imperiale è sparita dal braccio destro del biodroide che comunque riesce a sfuggire alla distruzione del suo robot da combattimento disintegrato da Daltanious. | FanArt: www.facebook.com/vaniagraphic | CREAZIONI GRAFICHE AMATORIALI | Le immagini originali utilizzate nelle rielaborazioni vettoriali amatoriali sono opera dei rispettivi e legittimi Autori |

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Published by vani@rt design, 2025-05-09 04:52:38

Daltanious | 25 05 22

Serie: Daltanious - Il robot del futuro | In ArtWork: Il Supremo Kloppen | Ruolo: All’inizio della storia Kloppen ricopre la carica di Supremo Comandante in Capo delle Forze di Invasione della Terra dell'Impero di Zaar agli ordini del Mega Imperatore Ormen. Nella sua prima caratterizzazione grafica Kloppen indossa una maschera-elmo di colore prevalentemente nero con una breccia di viola sul viso, che comunque ne cela il volto, e un’uniforme mista tra il nero e il rosso alle cui spalle fa bella mostra un lungo mantello nero. Dopo essere stato lievemente ferito nel corso dell’intrepido attacco vittoriosamente condotto da Kento e Danji ai danni della base delle forze d’invasione Akron dislocata sul suolo lunare, Kloppen indosserà un’imponente armatura dorata ma comunque sempre con il viso ben celato almeno fino alle drammatiche rivelazioni del vecchio Namel, uno scienziato al servizio della Corte Imperiale di Helios, protagonista del piano strategico ordito dal Mega Imperatore Ormen al fine di disgregare la neo-alleanza interplanetaria - costituitasi grazie soprattutto al lavoro diplomatico del valoroso Kalinga - appunto a sostegno della resistenza terrestre nella lotta comune alle mire di conquista dell’intera galassia conosciuta da parte degli Akron. Visto il precipitare degli eventi, il Mega Imperatore di Zaar ordina infatti al suo fedelissimo Kloppen di liberarsi della maschera che ne celava il volto per mostrarsi agli occhi dei Generali dell’imponente flotta spaziale ribelle: ebbene il viso del Supremo Capo delle forze di invasione aliene è quello di Harlin! Kloppen quindi rivendica il titolo di legittimo erede al trono dell’Impero di Helios disconoscendo il defunto padre di Kento accusato di essere un impostore, o meglio un biodroide, ovvero un clone dell’unico e autentico Principe Harlin, un essere artificiale appositamente creato in laboratorio dagli scienziati di Helios al momento della nascita del Principe ereditario. Tesi sostenuta e confermata dallo scienziato Namel il quale peraltro, a ulteriore conferma delle incredibili rivelazioni, aggiunge un altro particolare: Kloppen presenta impressa sul braccio destro la croce di Helios quale segno distintivo dell’originale Principe Harlin. Kento e suo padre dunque sono entrambi dei biodroidi e la drammatica scoperta getta nel panico i Generali alleati che ne sconfessano la leadership rifiutandosi di appoggiare una rivolta capeggiata in realtà da un reietto essere biodroide. Le rivelazioni dello scienziato di Helios gettano nello sconforto più totale anche uno sbalordito e incredulo dottor Earl ma non il prode Kalinga che anzi sarà l’unico degli ex alleati a restare al fianco dell’amico Kento e della resistenza terrestre: alla Tigre dello Spazio, infatti, non interessa affatto la natura biodroide di Kento quanto piuttosto che il vile Kloppen si sia schierato dalla parte degli invasori Akron, e ciò a prescindere dal fatto che sia o meno il vero principe di Helios. Kalinga pagherà con la morte la sua scelta spirando tra le braccia di un disperato Kento che in lacrime piangerà l’eroico sacrificio di colui il quale è stato innanzitutto un amico e poi un valoroso alleato che in battaglia, alla guida del suo robot, non ha esitato a sacrificare valorosamente la propria vita pur di salvare Daltanious e i suoi amici. Un insperato colpo di scena stravolgerà tuttavia il corso degli eventi. Tutto ha inizio con la scoperta di una piccola capsula metallica rinvenuta nell’oceano dal capitano di una nave di profughi che il buon Toragoro si affretta di portare repentinamente a conoscenza dei suoi amici della base Adalus: infatti il dispositivo contiene un messaggio scritto, datato e firmato dal padre di Kento che tutti credevano morto nell’esplosione della sua astronave precipitata in mare dopo essere stata distrutta dalle armate di Zaar prima che potesse mettere piede sulla Terra. Harlin dunque è ancora vivo e l’incredibile notizia giunge ben presto anche agli invasori Akron che dopo aver notato strani movimenti da parte di Daltanious, in partenza verso un arcipelago di isole deserte di stanza nel Pacifico, presso cui probabilmente aveva trovato rifugio il sopravvissuto genitore di Kento, intercettano una sospetta comunicazione in tal senso tra Kento e la base spaziale del dottor Earl. A questo punto, un adiratissimo Mega Imperatore Ormen ordina al Supremo Kloppen di fare di tutto per impedire a Kento di ritrovare suo padre, e quindi assicurarsi che stavolta venga effettivamente eliminato «Per la salvezza dell’Impero di Zaar!». All’udire di queste parole Kloppen non riesce tuttavia a capire il perché di tanto timore alla sola idea che Kento e suo padre si reincontrino dal momento che si tratta comunque di esseri biodroidi e quindi per nulla pericolosi per l’Impero essendo lui in persona l’unico e vero Principe di Helios. In ogni caso, obbedendo agli ordini di Ormen, il Supremo Kloppen dirige la propria astronave sulla Terra con l’obiettivo perentorio di disfarsi una volta per tutte di Kento e soprattutto di suo padre. È così che fingendosi Harlin in fuga dai colpi di un Twinborg degli Akron, Kloppen viene salvato da Kento che ingenuamente accoglie il falso genitore nella cabina di pilotaggio di Daltanious ed è qui che il Comandante in Capo delle Forze armate di Zaar colpisce alle spalle Kento che si ritrova legato a un palo di fronte a Kloppen e al Generale Nesia. Daltanious senza la navicella di comando e quindi con il solo Danji a bordo, è intanto precipitato nell’oceano: nei piani di Kloppen e Nesia dunque Kento fungerà da esca per catturare suo padre che in effetti non esita a consegnarsi ai nemici pur di salvare da morte certa suo figlio. Quando ormai tutto sembra perduto è il leone robot Beralios che sbucando dal mare interviene dapprima a liberare Kento per poi proteggere, anche con l’aiuto del Gumper pilotato da Danji, la fuga di suo padre inseguito nella foresta da Kloppen e i suoi soldati che comunque raggiungono e feriscono Harlin con un colpo di pistola. E Harlin, ferito a una spalla, rovinosamente precipita da un burrone a picco sul mare salvato all’ultimo momento da Kento che alla guida di Antares accoglie tra le mani del robot suo padre mettendolo al riparo da ulteriori minacce degli Akron. Il piano di Kloppen è miseramente fallito: Kento e Danji alla guida di Daltanious annientano non senza difficoltà il Twinborg nemico e finalmente Harlin può riabbracciare suo figlio e il dottor Earl, oltre a fare conoscenza dei suoi simpatici e bizzarri amici, mentre il furibondo Mega Imperatore dell’Impero di Zaar non manca di manifestare tutta la sua indignazione per l’ennesimo fallimento di Kloppen ordinando al Generale Savada di servirsi di alcuni disertori che vengono costretti ad avvicinare la resistenza terrestre pur di salvare le proprie famiglie tenute in ostaggio dagli Akron. Nonostante un Kento assai diffidente verso i fuggitivi, che ai suoi occhi sono pur sempre dei nemici, suo padre spinge per accogliere nella base quel gruppuscolo di soldati precipitati sulla Terra con la loro astronave, solo apparentemente ribelli in fuga da Zaar, ma in realtà con l’incarico di uccidere Harlin, e tutto ciò con grande soddisfazione di Kloppen, nel frattempo informato degli ultimi eventi dal suo Generale. Tuttavia un impavido Harlin, avendo intuito sin dall’inizio il vero obiettivo di quegli uomini, rimette la propria vita nelle mani dei suoi aguzzini i quali, di contro, al sopraggiungere del Twinborg nemico, cercano invano di impedire a Kento e Danji di uscire con Daltanious a difesa della base. Nella colluttazione che ne segue Harlin rimane ferito e ascolta con rabbia e profonda costernazione la confessione di quegli uomini, obbligati ad agire solo per amore delle proprie famiglie, rimettendo ancora una volta la sua vita nelle loro mani: «Sparatemi! La mia vita non può valere il sacrificio di innocenti!». Questa volta l’eroico gesto non lascia indifferenti i ribelli: infatti, contro il volere dello stesso Harlin, il Capitano del drappello di soldati ordina ai suoi compagni di lasciare la base informando del fallimento del piano il Generale Akron che senza pietà comunica loro la condanna a morte dei propri familiari, nonché dello stesso gruppo di disertori, che insieme al loro Capitano cadono sotto i colpi letali dell’astronave di un infuriato Generale Savada. L’unico soldato sopravvissuto al massacro decide allora di dirigere la nave spaziale con la quale lui e suoi compagni erano atterrati sul suolo terrestre contro la nave madre di Savada che nella collisione ne esce distrutta mentre il Generale fugge a bordo di una navetta di salvataggio. Il tutto davanti allo sguardo attonito di Harlin e Earl, che impotenti hanno assistito alla scena dalla plancia di comando della base Adalus, mentre Kento e Danji annientano il mostro nemico il quale, travolto dai resti dell’astronave del Generale Savada, viene distrutto dalla micidiale spada fiammeggiante di Daltanious. L’ennesimo fallimento rende ancora più furente il Mega Imperatore Ormen al punto da ordinare a Kloppen di eliminare lo scienziato Namel perché sospettato di tradimento. Dubbi e sconforto assillano i pensieri di un costernato e incredulo Kloppen che non riesce a capacitarsi del perché il suo Imperatore gli abbia impartito un tale crudele ordine, ovvero uccidere il suo fidato tutore e collaboratore, peraltro senza alcuna prova concreta di un suo effettivo coinvolgimento con la resistenza terrestre. Nonostante Kloppen non riesca a spiegarsi il perché Ormen abbia così tanto timore di «quel povero vecchio» fa esplodere la navicella con cui lo scienziato stava dirigendosi su Zaar, in ossequio alle direttive di quello stesso Kloppen che ora ne decretava la condanna a morte. Ormai rassegnato al suo destino Namel, con le sue ultime parole mette in guardia Kloppen: «Il Mega Imperatore ti ha ordinato di uccidermi? Ne ero sicuro! Ero sicuro che questo sarebbe accaduto! Me lo aspettavo da quando cinquant’anni fa cominciai a servire l’Imperatore di Zaar! Certo, avendo saputo che Harlin è vivo, teme che io possa tradirlo e rivelare il segreto di Helios. E così ha paura di me! Beh, dì al Mega Imperatore che ha commesso un grave errore, che uccidendomi non riuscirà a nascondere la verità. Ha fatto male a non fidarsi di me! Il segreto di Helios verrà portato alla luce e questa sarà la sua rovina. E anche la tua, Kloppen!». Infatti, un istante prima che la sua navetta spaziale esplodesse, il vecchio scienziato, prima di morire, riesce a inviare sulla Terra una preziosa capsula custode di un nastro contenente un videomessaggio, registrato a suo tempo proprio da Namel, rivelatore del tragico e terribile «segreto di Helios». Sebbene un angosciato e disperato Ormen avesse ordinato a Kloppen di abbattere la capsula prima che cadesse nelle mani dei terrestri, il congegno viene tuttavia intercettato da Daltanious che così facendo lo sottrae al fuoco dei missili lanciati dalla nave madre del Generale Mizuka che peraltro invia contro Daltanious due Twimborg. Nel frattempo il Dottor Earl e Harlin, una volta aperta la capsula, scoprono al suo interno una registrazione audiovisiva opera di Namel, che Harlin subito riconosce quale scienziato-dottore dell’Accademia Scientifica dell’antico Impero di Helios peraltro autore dell’intervento di clonazione e quindi della creazione dell’entità biodroide creata in laboratorio a copia e immagine di Harlin, unico legittimo erede al trono dell'Impero di Helios. La verità è svelata e Earl propone a Kloppen una tregua in modo che tutte le parti in causa possano venire a conoscenza di importanti rivelazioni su Harlin e lo stesso Kloppen che potrebbero determinare le sorti della guerra. È così che il Comandante in Capo delle Forze di Invasione ordina il ritiro dei robot da combattimento mentre il videomessaggio registrato da Namel viene riprodotto nell’etere: «Mi chiamo Namel. Sono un dottore dell’Accademia Scientifica dell’antico Impero di Helios. È probabile che quando questo nastro verrà portato alla luce io sarò stato ucciso per mano del Mega Imperatore di Zaar o di un suo subalterno. Io so troppe cose sul segreto di Helios ed ho previsto il mio destino. Così ho preparato questa registrazione perché tutti dovranno sapere la verità! La rivelazione che io intendo fare è questa: il Comandante Supremo della Galassia AA-1 non è l’erede al trono di Helios ma è un biodroide! Ripeto quello che ho detto: Kloppen è un biodroide, il vero ed unico figlio dell’Imperatore Nishimura non è lui bensì il Principe Harlin! Quando l’Impero di Helios fu distrutto il dott. Earl riuscì a scappare con il Principe Harlin ancora in fasce. Allora io per salvarmi feci una proposta al Mega Imperatore Ormen: lui non mi avrebbe ucciso ed io gli avrei consegnato il piccolo Kloppen, una copia perfetta di Harlin. Ormen accettò, infatti sapeva che ponendo Kloppen al comando delle sue truppe imperiali in questa galassia, e facendolo passare per il Principe di Helios, nessuno si sarebbe più ribellato all’Impero di Zaar. Tuttavia restava il problema di Harlin. Bisognava eliminarlo per impedire che mandasse all’aria il suo piano. In attesa di ciò Kloppen doveva mantenere segreta la sua identità e nascose il suo volto dietro una maschera che si levò solo quando il Mega Imperatore ebbe la certezza che Harlin era morto. Quel giorno io dissi che la prova che Kloppen fosse il vero Principe era la Croce di Helios sul suo braccio destro ma l’effigie imperiale è visibile anche sul braccio del Principe Harlin. Tuttavia la Croce impressa sul braccio del biodroide scomparirà non appena verrà a contatto con i raggi ultravioletti al di fuori dell’atmosfera terrestre. Infatti la pelle di un biodroide è suscettibile di cambiamenti a contatto con i raggi solari. Ho terminato. Non ho avuto il coraggio di dire la verità da vivo ma ho trovato il modo di farlo da morto!». Le parole di Namel non intaccano le convinzioni di un adirato Kloppen, che non solo accusa il vecchio accademico di aver mentito spudoratamente, ma messosi ai comandi del suo Twimborg accetta anche la sfida di Kento che aveva invitato il Comandante delle Truppe di Zaar a recarsi al di fuori dell’atmosfera terrestre, in modo da verificare appunto la veridicità o meno delle affermazioni del vecchio scienziato circa l’asserita scomparsa della Croce di Helios impressa sulla pelle del biodroide, una volta venuta a contatto con i raggi solari. Danneggiato dai terribili colpi del robot guidato da Kloppen, Kento dirige Daltanious al di fuori dell’atmosfera terrestre inseguito dal Twimborg nemico. Ebbene, le dichiarazioni di Namel trovano decisamente conferma: la pelle di un devastato Kloppen a contatto con i raggi solari cambia colore e l’effigie imperiale è sparita dal braccio destro del biodroide che comunque riesce a sfuggire alla distruzione del suo robot da combattimento disintegrato da Daltanious. | FanArt: www.facebook.com/vaniagraphic | CREAZIONI GRAFICHE AMATORIALI | Le immagini originali utilizzate nelle rielaborazioni vettoriali amatoriali sono opera dei rispettivi e legittimi Autori |

Keywords: Kloppen,Supremo Kloppen,Daltanious

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