The words you are searching are inside this book. To get more targeted content, please make full-text search by clicking here.

Serie: Baldios - Il guerriero dello spazio | In Artwork: Alan | Ruolo: Tecnico inviato in servizio alla base Blue Fixer alle dipendenze dell'Unione Mondiale | Storia: Dopo aver testato la potenza distruttiva del Megadoozer, un imponente robot meccanico, strutturalmente simile a un gigantesco bulldozer, dotato di un micidiale raggio calorifero in grado di liquefare qualsiasi materiale, Aphrodia, ritenendo di poter contare finalmente su un’arma capace di annientare il Baldios e l’odiato Marin, ordina ai suoi generali di attaccare e radere al suolo la città di Flarens, in quanto importante centro industriale terrestre, e ciò nell’ambito del più generale piano di neutralizzare gradualmente le risorse chiave della Terra a partire appunto dagli insediamenti di produzione industriale. Immediatamente allertata dell’ennesima offensiva nemica, la squadra spaziale Blue Fixer entra in azione. Nel mentre Marin si dirige al suo apparecchio viene fermato da un disperato Alen, un tecnico inviato in servizio alla base del Comandante Bannister su disposizione dell'Unione Mondiale, il quale prega il pilota del Pulser Burn di aiutarlo, ovvero di portarlo con sé in battaglia, adducendo l’urgenza impellente di mettere in salvo madre e sorella residenti appunto nella città di Flarens, obiettivo del feroce attacco dell’armata interdimensionale Aldebaran. Di fronte a un titubante Marin, peraltro impossibilitato ad avallare la richiesta di Alen in assenza di un’apposita autorizzazione del comandante della base, il furioso tecnico non si dà per vinto. Del resto, una volta constatata la totale distruzione della città, il Comandante Bannister si vede costretto ad annullare l’intervento ormai del tutto inutile di Marin e dei suoi compagni, che seppur contrariati dalla decisione presa, non possono far altro che prendere atto della tragica fine di Flarens e dei suoi sfortunati abitanti. A questo punto, recatosi nella sala comando della base, Alen in preda allo sconforto più totale supplica in lacrime Bannister di concedergli l’utilizzo di un’astronave da combattimento per vendicare la morte dei suoi cari. Al netto rifiuto il tecnico dell'Unione Mondiale dapprima sfoga la sua rabbia colpendo al volto Marin, rinfacciandogli le sue origini aliene, e quindi essere consanguineo dei miliziani di S-1 in guerra con i terrestri, per poi poco dopo chiedere scusa allo stesso Blue Fixer che d’altra parte aveva ben compreso lo stato d’animo dell’uomo. Ma Alen non si limita a scusarsi con Marin. Infatti, di fronte a un nuovo attacco del Megadoozer, l’uomo, noncurante del veto di Bannister, una volta riuscito ad accedere all’apparecchio di Raita, alla guida appunto del Cater Ranger, si lancia rabbiosamente contro il mostro meccanico che tuttavia senza difficoltà abbatte l’apparecchio che precipita al suolo. A salvare l’apparecchio Blue Fixer, comunque danneggiato, e un rammaricato e malconcio Alen, è l’intervento congiunto di Pulser Burn e Baldy Prize che abilmente costringono alla ritirata il Megadoozer. L’irresponsabile comportamento di Alen, peraltro in violazione agli ordini impartitegli dal Comandante Bannister, non sarebbe rimasto impunito, soprattutto perché non facendo parte del personale in seno alla base, a decidere della sorte del tecnico sarebbe stato il Tribunale dell’Unione Mondiale. È così che un rassegnato Alen, peraltro dichiaratosi pronto a subire le inevitabili conseguenze del suo inaccettabile comportamento, viene consegnato in custodia alle Forze dell’Ordine dell’Unione Mondiale, nello sgomento dell’intera squadra Blue Fixer, e nell’assordante silenzio sia del Comandante Bannister che della dottoressa Queenstein, che nulla possono se non rispettare le direttive disciplinari stabilite dall’organismo internazionale per far fronte ai casi di insubordinazione. Nonostante gli sforzi profusi da Bannister e Queenstein per evitare il peggio, la sentenza emessa dal Supremo Organo di Giustizia dell’Unione Mondiale è spietata: «Alen, inviato alla Base dei Blue Fixer, in nome della Pace nello Spazio, per aver leso il prestigio dell’Unione ignorando il proprio compito, è condannato a morte!». Appositamente convocati in sala comando, l’esito del crudele verdetto viene reso noto ai Blue Fixer da Bannister in persona e non lascia per nulla indifferenti Marin, Oliver, Raita e Jamie, ben consapevoli che al posto del malcapitato Alen poteva esserci uno di loro. E Marin, che non conoscendo le leggi terrestri aveva sperato in una giusta decisione, voltando le spalle a tutti i presenti, silenziosamente lascia la sala e alla guida del suo apparecchio prende decisamente il volo. Noncurante dell’invito via radio del Comandante Bannister a non intraprendere iniziative non autorizzate, Marin dirige il Pulser Burn verso il Palazzo dell’Unione Mondiale fino a sfiorarlo a mò di sfida, e una volta atterrato il mezzo nei pressi dell’edificio, identificatosi, si consegna ai soldati chiedendo di essere processato in base alle leggi terrestri. Tutto ciò mentre la dottoressa Queenstein era in riunione con alcuni esponenti dell’ente sovranazionale che sbigottiti e spaventati avevano assistito dai vetri del palazzo all’impavida manovra dell’apparecchio Blue Fixer. E Marin condotto al cospetto di Queenstein e di tre funzionari governativi dell’Unione Mondiale ribadisce la sua ferma volontà di voler essere sottoposto a processo per disobbedienza agli ordini superiori, così come accaduto con Alen. Colpita dal nobile gesto del pilota del Pulser Burn, la Queenstein consegna nelle mani di Marin quel prezioso ciondolo che il povero Alen portava sempre con sé al collo e all'interno del quale era gelosamente custodita l’immagine di madre e sorella dell’uomo, entrambe perite nell’avvenuta distruzione del centro abitato di Flarens, ad opera del contingente armato di Aldebaran. E proprio in quell’istante l’attenzione di tutti si sposta sul macabro ingresso sulla scena di due militari che a braccia trasportano il feretro che presumibilmente ospita la salma del tecnico Alen. Non è il momento per piangere e rammaricarsi per l’accaduto. La Queenstein riferisce infatti a Marin la notizia, appena pervenutagli, di un attacco a piene forze degli invasori, nel frattempo fronteggiato dai suoi due compagni, già decollati dalla base, esortandolo quindi a unirsi a loro nella battaglia in corso. La risposta del giovane riflette impietosamente l’indignato stato umorale di Marin che non si spiega con che coraggio la scienziata possa chiedergli di battersi a difesa della salvezza di vite umane dopo aver tuttavia permesso l’esecuzione della condanna capitale a carico di Alen. Altrettanto brutale è la risposta della Queenstein che accusa Marin di vigliaccheria di fronte al nemico. Dinnanzi allo sguardo attonito di soldati e funzionari dell’Unione presenti sulla scena, in un drammatico faccia a faccia con la dottoressa, apparentemente fredda e insensibile, Marin esterna alla donna tutto il suo disgusto per poi nauseato abbandonare di corsa la sede del Quartier Generale dell’Unione Mondiale. Ferito nell’orgoglio, Marin giurando vendetta ad Alen, raggiunge Oliver e Raita, nel frattempo, a bordo dei rispettivi apparecchi, già alle prese con il mostruoso Megadoozer, e riunitisi tutti nel Baldios annienta il robot nemico squarciandone la corazza con le aguzze lame della Baldi Cutter. La morte di Alen è stata degnamente onorata da Marin, che dapprima freddamente riluttante ad accettare l’invito a seguirla rivoltogli dalla Queenstein, accetta quindi di accompagnare la scienziata in un caveau sotterraneo che custodisce le spoglia dell’uomo. Ed è qui, di fronte al feretro di Alen che la dottoressa spiega a Marin in lacrime lo stato di ibernazione, in cui su suo perentorio ordine, è stato posto il tecnico ribelle dell’Unione Mondiale, che dunque non è affatto morto, e anzi, grazie ai prodigi della scienza, un giorno, quando la pace tornerà sulla Terra, potrà ritornare in vita. «Ci sono molti modi per salvare la vita a una persona. Questo era l’unico per salvare Alen»: all’udire di queste parole il Blue Fixer ringrazia la Queenstein per quanto fatto, nel contempo porgendogli le sue scuse per aver dubitato dell’integrità morale della scienziata, che d’altra parte ritiene Marin una risorsa indispensabile nell’ardua guerra agli invasori di S-1, che potrà avere esiti positivi solo restando tutti uniti in comunione di energie e di intenti | FanArt: www.facebook.com/vaniagraphic | CREAZIONI GRAFICHE AMATORIALI | Le immagini originali utilizzate nelle rielaborazioni vettoriali amatoriali sono opera dei rispettivi e legittimi Autori |

Discover the best professional documents and content resources in AnyFlip Document Base.
Search
Published by vani@rt design, 2025-10-16 15:32:26

25 06 17 Baldios

Serie: Baldios - Il guerriero dello spazio | In Artwork: Alan | Ruolo: Tecnico inviato in servizio alla base Blue Fixer alle dipendenze dell'Unione Mondiale | Storia: Dopo aver testato la potenza distruttiva del Megadoozer, un imponente robot meccanico, strutturalmente simile a un gigantesco bulldozer, dotato di un micidiale raggio calorifero in grado di liquefare qualsiasi materiale, Aphrodia, ritenendo di poter contare finalmente su un’arma capace di annientare il Baldios e l’odiato Marin, ordina ai suoi generali di attaccare e radere al suolo la città di Flarens, in quanto importante centro industriale terrestre, e ciò nell’ambito del più generale piano di neutralizzare gradualmente le risorse chiave della Terra a partire appunto dagli insediamenti di produzione industriale. Immediatamente allertata dell’ennesima offensiva nemica, la squadra spaziale Blue Fixer entra in azione. Nel mentre Marin si dirige al suo apparecchio viene fermato da un disperato Alen, un tecnico inviato in servizio alla base del Comandante Bannister su disposizione dell'Unione Mondiale, il quale prega il pilota del Pulser Burn di aiutarlo, ovvero di portarlo con sé in battaglia, adducendo l’urgenza impellente di mettere in salvo madre e sorella residenti appunto nella città di Flarens, obiettivo del feroce attacco dell’armata interdimensionale Aldebaran. Di fronte a un titubante Marin, peraltro impossibilitato ad avallare la richiesta di Alen in assenza di un’apposita autorizzazione del comandante della base, il furioso tecnico non si dà per vinto. Del resto, una volta constatata la totale distruzione della città, il Comandante Bannister si vede costretto ad annullare l’intervento ormai del tutto inutile di Marin e dei suoi compagni, che seppur contrariati dalla decisione presa, non possono far altro che prendere atto della tragica fine di Flarens e dei suoi sfortunati abitanti. A questo punto, recatosi nella sala comando della base, Alen in preda allo sconforto più totale supplica in lacrime Bannister di concedergli l’utilizzo di un’astronave da combattimento per vendicare la morte dei suoi cari. Al netto rifiuto il tecnico dell'Unione Mondiale dapprima sfoga la sua rabbia colpendo al volto Marin, rinfacciandogli le sue origini aliene, e quindi essere consanguineo dei miliziani di S-1 in guerra con i terrestri, per poi poco dopo chiedere scusa allo stesso Blue Fixer che d’altra parte aveva ben compreso lo stato d’animo dell’uomo. Ma Alen non si limita a scusarsi con Marin. Infatti, di fronte a un nuovo attacco del Megadoozer, l’uomo, noncurante del veto di Bannister, una volta riuscito ad accedere all’apparecchio di Raita, alla guida appunto del Cater Ranger, si lancia rabbiosamente contro il mostro meccanico che tuttavia senza difficoltà abbatte l’apparecchio che precipita al suolo. A salvare l’apparecchio Blue Fixer, comunque danneggiato, e un rammaricato e malconcio Alen, è l’intervento congiunto di Pulser Burn e Baldy Prize che abilmente costringono alla ritirata il Megadoozer. L’irresponsabile comportamento di Alen, peraltro in violazione agli ordini impartitegli dal Comandante Bannister, non sarebbe rimasto impunito, soprattutto perché non facendo parte del personale in seno alla base, a decidere della sorte del tecnico sarebbe stato il Tribunale dell’Unione Mondiale. È così che un rassegnato Alen, peraltro dichiaratosi pronto a subire le inevitabili conseguenze del suo inaccettabile comportamento, viene consegnato in custodia alle Forze dell’Ordine dell’Unione Mondiale, nello sgomento dell’intera squadra Blue Fixer, e nell’assordante silenzio sia del Comandante Bannister che della dottoressa Queenstein, che nulla possono se non rispettare le direttive disciplinari stabilite dall’organismo internazionale per far fronte ai casi di insubordinazione. Nonostante gli sforzi profusi da Bannister e Queenstein per evitare il peggio, la sentenza emessa dal Supremo Organo di Giustizia dell’Unione Mondiale è spietata: «Alen, inviato alla Base dei Blue Fixer, in nome della Pace nello Spazio, per aver leso il prestigio dell’Unione ignorando il proprio compito, è condannato a morte!». Appositamente convocati in sala comando, l’esito del crudele verdetto viene reso noto ai Blue Fixer da Bannister in persona e non lascia per nulla indifferenti Marin, Oliver, Raita e Jamie, ben consapevoli che al posto del malcapitato Alen poteva esserci uno di loro. E Marin, che non conoscendo le leggi terrestri aveva sperato in una giusta decisione, voltando le spalle a tutti i presenti, silenziosamente lascia la sala e alla guida del suo apparecchio prende decisamente il volo. Noncurante dell’invito via radio del Comandante Bannister a non intraprendere iniziative non autorizzate, Marin dirige il Pulser Burn verso il Palazzo dell’Unione Mondiale fino a sfiorarlo a mò di sfida, e una volta atterrato il mezzo nei pressi dell’edificio, identificatosi, si consegna ai soldati chiedendo di essere processato in base alle leggi terrestri. Tutto ciò mentre la dottoressa Queenstein era in riunione con alcuni esponenti dell’ente sovranazionale che sbigottiti e spaventati avevano assistito dai vetri del palazzo all’impavida manovra dell’apparecchio Blue Fixer. E Marin condotto al cospetto di Queenstein e di tre funzionari governativi dell’Unione Mondiale ribadisce la sua ferma volontà di voler essere sottoposto a processo per disobbedienza agli ordini superiori, così come accaduto con Alen. Colpita dal nobile gesto del pilota del Pulser Burn, la Queenstein consegna nelle mani di Marin quel prezioso ciondolo che il povero Alen portava sempre con sé al collo e all'interno del quale era gelosamente custodita l’immagine di madre e sorella dell’uomo, entrambe perite nell’avvenuta distruzione del centro abitato di Flarens, ad opera del contingente armato di Aldebaran. E proprio in quell’istante l’attenzione di tutti si sposta sul macabro ingresso sulla scena di due militari che a braccia trasportano il feretro che presumibilmente ospita la salma del tecnico Alen. Non è il momento per piangere e rammaricarsi per l’accaduto. La Queenstein riferisce infatti a Marin la notizia, appena pervenutagli, di un attacco a piene forze degli invasori, nel frattempo fronteggiato dai suoi due compagni, già decollati dalla base, esortandolo quindi a unirsi a loro nella battaglia in corso. La risposta del giovane riflette impietosamente l’indignato stato umorale di Marin che non si spiega con che coraggio la scienziata possa chiedergli di battersi a difesa della salvezza di vite umane dopo aver tuttavia permesso l’esecuzione della condanna capitale a carico di Alen. Altrettanto brutale è la risposta della Queenstein che accusa Marin di vigliaccheria di fronte al nemico. Dinnanzi allo sguardo attonito di soldati e funzionari dell’Unione presenti sulla scena, in un drammatico faccia a faccia con la dottoressa, apparentemente fredda e insensibile, Marin esterna alla donna tutto il suo disgusto per poi nauseato abbandonare di corsa la sede del Quartier Generale dell’Unione Mondiale. Ferito nell’orgoglio, Marin giurando vendetta ad Alen, raggiunge Oliver e Raita, nel frattempo, a bordo dei rispettivi apparecchi, già alle prese con il mostruoso Megadoozer, e riunitisi tutti nel Baldios annienta il robot nemico squarciandone la corazza con le aguzze lame della Baldi Cutter. La morte di Alen è stata degnamente onorata da Marin, che dapprima freddamente riluttante ad accettare l’invito a seguirla rivoltogli dalla Queenstein, accetta quindi di accompagnare la scienziata in un caveau sotterraneo che custodisce le spoglia dell’uomo. Ed è qui, di fronte al feretro di Alen che la dottoressa spiega a Marin in lacrime lo stato di ibernazione, in cui su suo perentorio ordine, è stato posto il tecnico ribelle dell’Unione Mondiale, che dunque non è affatto morto, e anzi, grazie ai prodigi della scienza, un giorno, quando la pace tornerà sulla Terra, potrà ritornare in vita. «Ci sono molti modi per salvare la vita a una persona. Questo era l’unico per salvare Alen»: all’udire di queste parole il Blue Fixer ringrazia la Queenstein per quanto fatto, nel contempo porgendogli le sue scuse per aver dubitato dell’integrità morale della scienziata, che d’altra parte ritiene Marin una risorsa indispensabile nell’ardua guerra agli invasori di S-1, che potrà avere esiti positivi solo restando tutti uniti in comunione di energie e di intenti | FanArt: www.facebook.com/vaniagraphic | CREAZIONI GRAFICHE AMATORIALI | Le immagini originali utilizzate nelle rielaborazioni vettoriali amatoriali sono opera dei rispettivi e legittimi Autori |

Keywords: Alan,Baldios

Click to View FlipBook Version