Trimestrale della Sezione del Club Alpino Italiano "Umberto Vivi" di Siena - www.caisiena.it [email protected]
Il Monte Amiata
Anno 47 N.2 Aprile/Giugno 2017
SOMMARIO
3 La croce monumentale del Monte Amiata
Monica Folchi
4 Monumenti a Gesù Cristo Redentore per il
Giubileo del 1910
Monica Folchi
5 Risultati preliminari sullo studio dell’origine delle
grotte della Montagnola Senese
I Cavernicoli
8 Vacanza Alpina 2017: le 16 escursioni nel Parco
Adamello‐Brenta
Claudio Lucietto
13 Aiuto, una zecca!
Luca Vigni
14 La Sezione informa
In copertina: sulla Via delle Bocchette Centrali,
nelle Dolomiti di Brenta (foto di Claudio Lucietto)
ERRATA CORRIGE
Segnaliamo un errore che si è verifi‐
cato in fase di impaginazione del
numero scorso de "Il Monte Amiata":
alla pagina 15, a corredo della noti‐
zia sulla mostra "Qui e altrove" che si
è tenuta a Palazzo Patrizi, a Siena,
nell'autunno 2016, sono state
pubblicate due vignette disegnate da
Carlo Cerasoli.
Quella in basso, tuttavia, non è stata
esposta alla mostra citata, ma è stata
realizzata dal nostro socio come illu‐
strazione dell'articolo di Stefano Carli
che compare a pagina 7 di quel nu‐
mero.
Ce ne scusiamo con i lettori e con
l'amico Carlo.
Di fianco riportiamo la vignetta
effettivamente realizzata per l'esposi‐
zione.
Documento Il Monte Amiata - 2 - 2017
Monica Folchi La croce monumentale del
Monte Amiata
In occasione del Giubileo del 1900, papa dei ferri battuti era eseguita interamente a Nella pagina accanto,
Leone XIII ebbe l'idea di innalzare sulle vette mano, secondo una tradizione secolare. la Cascata di Mezzo
italiane monumenti dedicati a Gesù Cristo Benedetto ebbe tre figli: Salvatore, Luciano di Vallesinella.
Redentore. ed Ezio; il primo rimase a lavorare nell'offi‐ Sotto, Croce in
Leone XIII, al secolo Vincenzo Gioacchino cina paterna, che contava una ventina di costruzione:
Raffaele Luigi Pecci (1810‐1903), è ri‐ dipendenti, succedendogli poi nella condu‐
cordato nella storia dei pontefici dell'epoca zione della ditta, il terzo si trasferì a Firenze. la Croce monumentale
moderna per aver ritenuto che tra i compiti Luciano, dopo aver collaborato con il pa‐ venne realizzata
della Chiesa rientrasse anche l'attività pa‐ dre in varie commissioni di prestigio, per
storale in campo socio‐politico; detto dissensi familiari creò una propria bottega nell'officina di Luciano
anche il papa delle encicliche, ne scrisse nella zona di Porta Tufi, da cui uscirono Zalaffi presso Porta
ben ottantasei, tra cui la famosa Rerum moltissime opere sia per famiglie private Tufi.
Novarum, con lo scopo di superare l'isola‐ che per enti come il Monte dei Paschi e
mento nel quale si era trovata la Santa Se‐ l'Opera del Duomo. Tra le altre, si ricorda‐
de dopo la perdita del potere temporale no cancellate per la Cappella Pianigiani a
con l'unità d'Italia. È in questo contesto che Siena (1898) e per la Cappella Ruspoli nel
si inserisce l'iniziativa di innalzare simboli Cimitero delle Porte Sante a Firenze
cristiani sulle montagne italiane, mirando a (1892), la croce e i candelabri per la
dimostrare la potenza della Chiesa sullo cappela De Metz nel Cimitero Monu‐
Stato laico da poco costituito. Furono scelte
diciannove cime, una per ogni secolo tra‐
scorso dalla Redenzione, in tutto il territorio
nazionale, tra cui il Monte Amiata. Al pro‐
getto iniziale si aggiunse una ventesima
vetta da consacrare al nuovo secolo che
stava iniziando, il Monte Capreo, nei pressi
di Carpineto Romano, città natale del
pontefice.
Visibile dalle pianure e dalle vallate circo‐
stanti fino al Mar Tirreno, all'Umbria e alla
Val di Chiana, la croce monumentale
dell'Amiata fu realizzata in ferro battuto
dalle officine senesi di Luciano Zalaffi tra il
1900 e il 1910. L'imponente monumento
misura 22 metri di altezza e 8 di lato.
Secondo la tradizione, per la sua costruzio‐
ne furono impiegate 4 tonnellate di ferro,
che sarebbero state trasportate sulla vetta a
spalla o a dorso di mulo dagli abitanti di
Abbadia San Salvatore. La croce fu collo‐
cata sulla cima della montagna il 17
settembre 1910 e due giorni dopo si tenne
l'inaugurazione con una solenne cerimonia.
Durante la seconda guerra mondiale fu se‐
riamente danneggiata dai Tedeschi in riti‐
rata nel giugno 1944 e dopo la fine delle
ostilità fu restaurata con il concorso della
popolazione di Abbadia; il 24 agosto 1946
venne nuovamente inaugurata con una so‐
lenne cerimonia e il papa Pio XII intervenne
da Roma con un discorso radiofonico e
accese con un impulso radio le lampadine.
Nell'officina Zalaffi, fondata a Siena nel
1845 da Benedetto Zalaffi, la produzione
3
Il Monte Amiata - 2 - 2017 Documento
Nel 1910 fu inaugu- mentale della Misericordia a Siena, varie Monte Amiata è evidente la suggestione
rata la Croce monu- opere per la villa La Rondinella presso della torre innalzata da Gustave Eiffel a
mentale e per Buonconvento (1910‐12 circa) e per la Parigi in occasione dell'Esposizione Uni‐
festeggiare l'evento chiesa senese di San Francesco, di cui negli versale del 1889, per il centenario della Ri‐
vennero stampate delle ultimi anni dell'Ottocento era in corso il re‐ voluzione francese. Sulla tomba della
cartoline illustrate co- stauro dell'interno, su progetto dell'archi‐ famiglia Marzocchi presso il Cimitero Co‐
me questa. tetto Partini. A Luciano Zalaffi si deve anche munale del Laterino si trova il modello in
la corona di ferro posta sotto la lapide del scala ridotta della Croce, realizzato nel
monumento ai Caduti di Curtatone e 1901.
Montanara nell'atrio dell'Università di Siena La lunga attività di Luciano Zalaffi si
(1893). concluse nel 1931, quando fu costretto a
Artista eclettico e versatile, capace di chiudere l'officina per mancanza di
adattarsi alle esigenze dei committenti, la‐ commissioni. Il dilagare della produzione in
vorò anche a Cremona e in Liguria ed serie, che sottraeva importanza al lavoro
ottenne numerosi riconoscimenti sia in Italia manuale, e soprattutto la richiesta di ferro
che all'estero. Aveva studiato all'Istituto di per finalità belliche contribuirono a de‐
Belle Arti di Siena fino al 1881 e realizzò in terminare la fine dell'arte del ferro battuto,
prima persona gran parte dei disegni pre‐ che aveva conosciuto nella Siena tra Otto
paratori ai lavori realizzati nella sua offici‐ e Novecento una grande ripresa con il so‐
na. pravvenuto gusto prima per il gotico e poi
Nella base della Croce monumentale del per il Liberty.
Monumenti a Gesù Cristo Redentore per il
Monica Folchi Giubileo del 1900
La croce che sormonta Per dovere di completezza, si riferiscono un sormontate da una statua del Redentore,
la tomba della famiglia po' di luoghi e numeri... sulla Colma di Mombarone (m. 2.371)
Marzocchi nel Cimitero I venti monumenti furono voluti da Leone nelle Alpi Pennine, sul Monte Guglielmo o
comunale del Laterino XIII per celebrare i diciannove secoli di cri‐ Gölem (m. 1.908) nelle Prealpi Bresciane,
a Siena costituisce un stianità trascorsi ed il ventesimo che stava sul Matajur (m. 1.641) nelle Prealpi Giulie,
modello in scala della iniziando, come simbolo della consacrazio‐ sul Monte Guadagnolo (m. 1.218) nel La‐
croce monumentale del ne dell'Italia a Cristo; furono individuate zio meridionale, sul Monte Altino (m.
Monte Amiata. vette ben visibili e di facile accesso nelle 1.252), affacciato sul golfo di Gaeta, e sul
varie regioni italiane. Su ogni monumento Monte San Giuliano (m. 727) in Sicilia.
4 doveva essere incisa la frase dedicatoria: Nello stesso periodo vennero innalzate
"JESU CHRISTO DEO RESTITUTAE PER statue di Gesù Cristo Redentore sul Monte
IPSUM SALUTIS /ANNO MCM /LEO P.P.XIII" Saccarello (m. 2.164) nelle Alpi Liguri, in
("A Gesù Cristo Dio che attraverso Se stes‐ Puglia in località Belvedere (m. 494) presso
so ci ha restituito la salvezza /Anno 1900 / Martina Franca, a Montalto d'Aspromonte
Papa Leone XIII"). Il pontefice volle inoltre (m. 1.956) in Calabria e sul Monte Orto‐
che fossero realizzati venti mattoni uti‐ bene (m. 955) in Sardegna.
lizzando la pietra dei luoghi prescelti, che La chiesetta della Madonna della Neve del
sarebbero stati murati nella Porta Santa Cimone (m. 2.165) fu inaugurata nel
della Basilica di San Pietro, insieme ad una 1908. Quattro furono le croci monu‐
pergamena commemorativa del Giubileo mentali: a Corno alla Scale (m. 1.939), sul
del 1900. Monte Catria (m. 2.223) tra Umbria e
Del progetto originario furono eretti solo Marche e sul Monte Capreo (m. 1.468)
sedici monumenti, quelli previsti per il nell'antiappennino laziale, oltre a quella del
Monte Vettore (m. 2.477), il Gran Sasso Monte Amiata (m. 1.738), che fu l'ultima
(m. 2.900), la Majella (m. 2.795) e il Cimi‐ ad essere inaugurata, nel 1910.
no (m. 1.053) non furono realizzati. L'idea di erigere statue, cappelle e croci in
Sul Monviso (m. 3.842) nel 1900 fu omaggio al Redentore fu accolta lo‐
innalzata una croce con rilievi di Cristo e calmente da varie comunità, tanto che alla
dell'Immacolata Concezione. Tra il 1900 e fine i monumenti realizzati furono molti di
il 1903 furono erette delle cappelle, alcune più rispetto all'elenco ufficiale.
I Cavernicoli Risultati preliminari sullo studio dell’origine
delle grotte della Montagnola Senese
La Montagnola Senese è un’estesa area prevalentemente verticale e sono caratte‐ Sopra, (figura 3)
collinare carsica situata ad Ovest di Siena. rizzate da spazi e passaggi angusti, ca‐ esempio di
Le prime esplorazioni speleologiche ratteristiche queste che rendono possibile
nell’area si devono agli speleologi dell’As‐ l’esplorazione solo ad esperti speleologi. controllo della
sociazione Speleologica Senese quando, Fin dalle prime esplorazioni ci accorgemmo tettonica nello
negli anni 60, scoprirono ed esplorarono che molte di queste cavità mostravano sviluppo di una
molte delle cavità note. L’attività di sco‐ delle similitudini riguardo alla loro cavità carsica. Si
perta di nuove cavità, successiva esplora‐ estensione spaziale. Più in particolare, que‐ noti come il tubo
zione e documentazione scientifica è ste grotte sembravano svilupparsi lungo li‐ freatico si sia
ripresa a partire dagli anni ’90 grazie neamenti preferenziali che in superfice
all’impegno della Commissione Speleologi‐ corrispondevano a diaclasi e depressioni formato
ca “I Cavernicoli” della Sezione di Siena del terreno. Questa caratteristica accese la esattamente in
del Club Alpino Italiano. nostra curiosità, sperando che potesse es‐ corrispondenza di
Questa decennale attività ha portato alla sere anche una chiave di lettura per una faglia normale
scoperta di oltre 90 cavità naturali nonché comprendere i meccanismi geologici che (cava di marmo
ad importanti rinvenimenti paleontologici e hanno portato alla genesi di questo abbandonata nei
geologici. Questi ultimi, grazie alla colla‐ importante patrimonio speleologico. Scopo pressi di Molli).
borazione con i ricercatori dell’Università di di questa nota è quella di riportare i ri‐
Siena, sono stati oggetto di importanti studi sultati preliminari di uno studio attualmente 5
scientifici pubblicati su riviste internazionali in corso e che si prefigge lo scopo di
e che hanno portato alla ribalta le “nostre” comprendere meglio i meccanismi geolo‐
grotte in varie occasioni. gici all’origine delle grotte della Monta‐
Queste cavità naturali non sono gene‐ gnola Senese.
ralmente molto estese e, tranne rare ecce‐ Come si può notare dai rilievi topografici di
zioni, presentano un andamento molte grotte oggetto dello studio (Figura 1),
Il Monte Amiata - 2 - 2017 Speleologia
Figura 1: Rilievi di l’orientamento preferenziale lungo cui le niche e speleogenesi è ampiamente dimo‐
alcune grotte della cavità si sviluppano è SE‐NW. Questi linea‐ strata in molte zone carsiche del mondo.
Montagnola Sene- menti preferenziali sono ancor più evidenti Dimostrare la stessa interazione nel conte‐
se. Notare come quando questi dati vengono trattati da un sto della Montagnola Senese è però piutto‐
l’estensione plani- punto di vista statistico. Nella Figura 2 è ri‐ sto difficile perché molte formazioni
metrica delle cavità portato quello che in gergo tecnico si chia‐ rocciose affioranti in questa zona (ad
abbia un chiaro ma “rose diagram” (diagramma a rosa) e esempio il “Calcare Cavernoso” e la
trend SE-NW. che mostra in modo chiaro come questi “Breccia di Grotti”) non mostrano una evi‐
Figura 2: Rose-dia- allineamenti preferenziali siano molto co‐ dente stratificazione, caratteristica che
gram che mostra muni negli sviluppi planimetrici delle cavità impedisce di osservare e valutare
l’analisi statistica studiate. l’eventuale dislocazione degli ammassi
delle direzioni di Lineamenti geologici con andamenti simili rocciosi in corrispondenza di faglie. Tutta‐
estensione di alcu- sono ben noti in tutto l’Appennino via, nella parte più occidentale della
ne cavità della Settentrionale e sono la testimonianza degli Montagnola Senese affiorano rocce carsifi‐
Montagnola Sene- sconvolgimenti geologici che, nel tempo, cabili ben stratificate ed in questi casi una
se. hanno portato alla formazione della catena stretta relazione tra tettonica e speleogenesi
appenninica. Questo lascia supporre che è facilmente dimostrabile. In Figura 3 si os‐
l’orientazione di queste cavità naturali sia serva, per esempio, una condotta carsica
fortemente condizionata da elementi geolo‐ che si imposta esattamente lungo una fa‐
gici, quali faglie e fratture, che si sono ori‐ glia.
ginati a seguito dei processi che hanno In conclusione, i dati attualmente in nostro
portato alla formazione e alla attuale confi‐ possesso non ci consentono di comprende‐
gurazione della dorsale della Montagnola re l’origine di tutte le cavità della Monta‐
Senese. In questi contesti le faglie e le gnola Senese ed ulteriori studi e ricerche in
fratture costituiscono delle zone di debo‐ tal senso sono in atto. Tuttavia, sembra ra‐
lezza dell’ammasso roccioso, ove le acque gionevole che molte di queste cavità
percolanti possono erodere e dissolvere più (almeno quelle ad andamento prevalente‐
facilmente la roccia alterata fino a costituire mente verticale e mostranti una orientazio‐
vere e proprie cavità naturali. Altresì, le zo‐ ne preferenziale SE‐NW) si siano originate
ne dell’ammasso roccioso non interessate ad opera di acque circolanti che hanno
da queste strutture geologiche saranno più eroso e dissolto la roccia lungo lineamenti
compatte e meno propense ad essere preferenziali di debolezza, costituiti da fa‐
“aggredite” dalle acque percolanti. La glie e fratture.
stretta relazione esistente tra strutture tetto‐
Figura 1 Figura 2
6
Il Monte Amiata - 2 - 2017
Escursionismo
Vacanza Alpina 2017: le 16 escursioni nel
Claudio Lucietto Parco Adamello‐Brenta
Nella pagina Per la prima volta abbiamo deciso di nuti. Come al solito, chi ha più fiato e
precedente, Bocca pubblicare su “Il Monte Amiata” le propo‐ gambe potrà partecipare alle escursioni del
di Tuckett (Dolomiti ste delle escursioni della futura Vacanza “Gruppo 2” (dalla n. 7 alla n. 12 – scheda
di Brenta). Alpina, in modo che tutti i Soci della Sezio‐ di colore giallo), senza dimenticare che si
Sotto, da sinistra a ne sappiano anticipatamente cosa andre‐ tratta di itinerari di lunga percorrenza e dai
destra: Campanil mo a fare, cioè prima della data di dislivelli considerevoli, con possibilità
Alto, Cima Brenta apertura delle iscrizioni. Come avrete avuto d’incontrare punti attrezzati con corde fisse
Bassa, Cima modo di apprendere dall’opuscolo “Pro‐ (corrimano) o attraversamenti di brevi e
Margherita, Cima gramma attività 2017”, la tradizionale ini‐ poco inclinati tratti di neve residua. Per
Tosa, Crózzon di ziativa si svolgerà da domenica 27 agosto quanto riguarda infine le escursioni di tipo
Brenta e Catena dei a domenica 3 settembre a Madonna di EEA (Gruppo 3), c’è da dire che nelle Do‐
Fracingli. Sulla Campiglio, in alta Val Rendena. Le sedici lomiti di Brenta queste non mancano, basti
sinistra si può escursioni prescelte si sviluppano tutte pensare alla lunga e famosa “Via delle
notare il Rifugio all’interno del territorio del Parco Naturale Bocchette”; il problema sta nel fatto che la
Brentei. Adamello‐Brenta – la terra dell’orso bruno maggior parte dei segmenti della suddetta
delle Alpi – che con i suoi 620 Km² di su‐ alta via non possono essere percorsi
perficie è la più vasta area protetta del partendo da valle: sarebbe troppa la
Trentino. Il Parco comprende il gruppo lunghezza e il dislivello da affrontare! Non
montuoso granitico dell’Adamello‐Presa‐ a caso, tutti coloro che percorrono la Via
nella e quello dolomitico del Brenta, sepa‐ delle Bocchette fanno tappa nei rifugi. In
rati dal lungo solco della Val Rendena e definitiva non rimane altro che proporre gli
compresi tra le valli di Non, di Sole e Giu‐ unici tre itinerari EEA del Brenta fattibili in
dicarie. Qui di seguito sono riportate le giornata: il Sentiero Attrezzato Vidi, la Via
schede con i dati più importanti dei 16 iti‐ Ferrata Benini e il Sentiero Attrezzato SO‐
nerari, corredati da una breve descrizione. SAT (escursioni n. 13, 14 e 15 – scheda di
Le escursioni dalla n. 1 alla n. 6 (scheda di colore magenta); a questi è stata aggiunta
colore verde) sono indirizzate a tutti quei – non senza un pizzico di ambizione – la
Soci che generalmente partecipano alle salita alla cima della Presanella (escursione
uscite del cosiddetto “Gruppo 1”; si tratta n. 16 – scheda di colore magenta), con
di facili percorsi su strade forestali ed evi‐ pernottamento al Rifugio G. Segantini:
denti sentieri, che presentano tempi di l’ascensione alla vetta più alta dal Parco (m
percorrenza e dislivelli relativamente conte‐ 3558) non poteva certo mancare!
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1. Sentiero delle Cascate di Il sentiero delle Cascate di Vallesinella tre salti d’acqua formati dal Torrente
Vallesinella è spesso il primo approccio con le Sarca di Vallesinella nella sua discesa
valli e i boschi del Brenta. Frequentato impetuosa verso la Val Rendena: le
Dislivello: m 420 ↑, m 420 ↓ e noto, merita la fama di passeggiata Cascate Alte, di Mezzo e di Sotto. No‐
comoda e spettacolare. Il percorso, tra tevoli i colpi d’occhio sul Crozzón di
Tempo di percorrenza: ore 4 i più facili e consigliati di tutto il Parco Brenta e sul Crozzón di Val d’A'gola.
Quota massima: m 1752 Adamello‐Brenta, attraversa bellissimi
Difficoltà: T boschi ombrosi e offre la bellezza dei
2. Lago e Rifugio delle Facile escursione ad anello che inizia dell’omonimo specchio d’acqua, in
Malghette dal Passo Carlo Magno, con caratteri‐ posizione incantevole e tranquilla. Dal
stica veduta sul settore settentrionale Lago delle Malghette è prevista l’inte‐
Dislivello: m 450 ↑, m 450 ↓ delle Dolomiti di Brenta. La zona delle ressante traversata altamente panora‐
Malghette, grazie al bosco di pregiate mica che ci condurrà fino al bel
Tempo di percorrenza: ore 4 conifere, offre momenti di intensa Laghetto di Pradalago e al Rifugio Vi‐
Quota massima: m 2100 naturalità. Il Rifugio Lago delle viani (m 2085). Per strada forestale si
Difficoltà: T Malghette (m 1890) sorge sulle rive rientra infine al punto di partenza.
3. Il belvedere del Doss del Variante 1: chi lo desidera può Variante 2: chi lo preferisce puà
Sabión decidere di non effettuare il tratto in scegliere di non effettuare il tratto in
salita (prima metà del percorso base) discesa (seconda metà del percorso
Dislivello: m 600 ↑, m 600 ↓ e utilizzare la seggiovia che dal Prà base) e di utilizzare la seggiovia che
Rodont sale al Doss del Sabión. dal Doss del Sabión scende al Prà
(percorso base) Rodont.
Tempo di percorrenza: ore 5
(percorso base)
Quota massima: Doss del Sa‐
bión, m 2101
Difficoltà: T
4. Malghe Vagliana e Vaglia- Percorso poco impegnativo, a tratti su spettacolari. Sono malghe “turistiche”,
nella strada sterrata, che si snoda tra boschi quelle prossime a Campiglio e al Pas‐
e pascoli sino a tre caratteristiche e so Carlo Magno, eppure sono proprio
Dislivello: m 380 ↑, m 380 ↓ antiche malghe ai piedi delle Dolomiti le stesse antiche malghe comunitarie
di Brenta. Un itinerario dinanzi alla regolate dagli statuti della comunità di
Tempo di percorrenza: ore 4 Pietra Grande e ai due Mondifrà, i valle per lunghi secoli. Di burro e
Quota massima: Malga Vaglia‐ “Monti dei Frati” di Campiglio, che formaggio, nelle malghe di Boch o di
nella, m 1973 può forse avvicinarci alla montagna Vagliana, da tanto tempo non se ne
Difficoltà: T del passato, certo più di quanto pos‐ produce più.
sono fare le vie attrezzate o i sentieri
5. Orti della Regina: sulle L’escursione agli Orti della Regina, varietà di flora alpina. Lungo tutto il
orme della principessa Sissi nella seconda metà dell’Ottocento percorso si aprono grandiosi panora‐
meta prediletta della principessa Sissi mi sulle Dolomiti di Brenta, sull’Ada‐
Dislivello: m 200 ↑, m 570 ↓ e dell’aristocrazia viennese, si sviluppa mello, sulla Presanella e sul Gruppo
sul versante sud‐occidentale del mas‐ dell’Ortles‐Cevedale. L’itinerario inizia
Tempo di percorrenza: ore 3,30 siccio della Pietra Grande. La cammi‐ dal Passo del Grostè, raggiungibile
Quota massima: m 2540 nata possiede un elevato interesse con la cabinovia dal Passo Carlo Ma‐
Difficoltà: E geologico e naturalistico per la pre‐ gno.
senza di fossili marini e per la ricca
6. Lago e Malga Ritòrt Bellissima e panoramica camminata balcone sulle Dolomiti di Brenta, che
quasi tutta in discesa, con passaggio mostrano da qui l’intero versante
Dislivello: m 50 ↑, m 600 ↓ dal Lago Ritòrt (o Ritorto, m 2055), occidentale, dalle vette della Val Ge‐
adagiato in una conca incorniciata da lada alle estreme propaggini meridio‐
Tempo di percorrenza: ore 4 alte cime granitiche. Dal lago scende‐ nali, passando per Cima Brenta, Cima
Quota massima: m 2069 remo per facile sentiero alla Malga Ri‐ Tosa e Crozzón di Brenta.
Difficoltà: T tòrt (m 1747), considerata il più bel
9
7. Malga Flavona e Campo Escursione assai appagante che si vasto e spettacolare altopiano pasco‐
della Flavona svolge nel settore nord‐orientale del livo dominato dalla struttura rocciosa
Brenta, da percorrere con calma in stratificata del Turrión Basso – un
Dislivello: m 700 ↑, m 700 ↓ un’intera giornata. L’itinerario tocca bizzarro roccione isolato degno della
uno dei luoghi più spettacolari e inte‐ Monument Valley – e dalle pareti occi‐
Tempo di percorrenza: ore 5 gri delle Dolomiti di Brenta: il Campo dentali della Campa, immersi in uno
Quota massima: Passo del Gro‐ della Flavona con la sua Malga. scenario naturale di incomparabile
stè, m 2442 Oltrepassato l’edificio, si procede sul bellezza.
Difficoltà: E
8. Giro dei Cinque Laghi Fra gli itinerari classici di Madonna di est del massiccio della Presanella. Dei
Campiglio, il Giro dei Cinque Laghi è cinque specchi d’acqua, che riflettono
Dislivello: m 600 ↑, m 1170 ↓ di gran lunga uno dei più interessanti i profili del Gruppo di Brenta, quattro
e meritevoli. Il percorso, un anello su‐ sono posti sopra i 2000 metri di quo‐
Tempo di percorrenza: ore 6 scettibile di varianti e scorciatoie, ta. Nelle conche prossime ai laghi si
Quota massima: Passo di permette di toccare in successione il possono avvistare i camosci, mentre
Nambrone, m 2455 Lago Nambino, il Lago Seròdoli, il La‐ nei boschi attorno al Lago Nambino
Difficoltà: E go Gelato, il Lago Lambìn e il Lago vive il gallo forcello.
Ritòrt (o Ritorto), tutti situati nel settore
9. Il Rifugio Segantini: al co- Posto a 2371 metri di quota e dedi‐ razione e storia alpinistica trentina che
spetto della Presanella cato al pittore trentino Giovanni Se‐ prese corpo dopo le grandi salite do‐
gantini di Arco, il rifugio SAT dell’alta lomitiche dei pionieri britannici (fra
Dislivello: m 520 ↑, m 520 ↓ Val d’A'mola sorge in un aspro pae‐ questi, Douglas William Freshfield salì
saggio di alta montagna, poco sotto per primo alla vetta della Presanella).
Tempo di percorrenza: ore 5 la morena della Vedretta d’A'mola, il L’itinerario ad anello, che inizia dal
Quota massima: m 2441 ghiacciaio orientale della Presanella. piccolo parcheggio di Vallina d’A'mola
Difficoltà: E Accanto al nuovo edificio, inaugurato (m 2020), offre vasti panorami e
nel 1977, si trova la vecchia costru‐ consente di osservare da vicino more‐
zione dalla tipica forma di cubo ne e nevi relitte delle lingue di
dell’inizio del secolo scorso, a testimo‐ ghiaccio che alla fine dell’Ottocento
nianza di un passato intenso di esplo‐ lambivano ancora i pascoli più alti.
10. Attorno alla Pietra Fra il Passo del Grostè e la Bocchetta plo del massiccio, su sentieri sempre
Grande dei Tre Sassi si eleva il massiccio della evidenti e ben segnalati e con entusia‐
Pietra Grande (m 2936), smanti panorami sulla catena
Dislivello: m 700 ↑, m 700 ↓ comprendente la Cima Vagliana (m settentrionale del Brenta e sui gruppi
2861), un complesso di pareti, creste montuosi dell’Adamello‐Presanella e
Tempo di percorrenza: ore 6 e conche poco frequentate nonostante dell’Ortles‐Cevedale. La ripida discesa
Quota massima: Bocchetta dei la vicinanza degli impianti di risalita. su ghiaie della Val de le Giare è l’uni‐
Tre Sassi, m 2614 Se le vette sono ad appannaggio degli co tratto che richiede una certa
Difficoltà: EE arrampicatori, gli escursionisti posso‐ attenzione.
no compiere con soddisfazione il peri‐
11. Laghi di San Giuliano e Posti di fronte alla Presanella, sul lago sorge una chiesetta‐santuario
Garzoné fianco meridionale della Val Genova, i dedicata a San Giuliano di Cilicia;
magnifici laghi alpini di San Giuliano celebre nell’antichità per la sua fonte
Dislivello: m 960 ↑, m 960 ↓ e Garzonè, l’uno vicino all’altro, di “acqua buona per le febbri”, pare
offrono la purezza di un ambiente fosse custodita un tempo da un
Tempo di percorrenza: ore 6,30 integro e il panorama delle alte quote. eremita. Escursione ad anello assai
Quota massima: Bocchetta La zona è abitata dalla marmotta, dal varia, con splendide vedute sulla cima
dell’Acqua Fredda, m 2184 gallo forcello e dal camoscio, che della Presanella, sui ghiacciai del Carè
Difficoltà: E d’estate si rifugia negli anfratti dell’alta Alto e dell’Adamello e sulle Dolomiti
Val Germenasca. Sulle rive del primo di Brenta.
12. Giro dei Rifugi del Brenta Classico itinerario di lunga alpinisti è massiccio, non si potrà tro‐
percorrenza che permette di vare in questa zona il silenzio e la soli‐
Dislivello: m 350 ↑, m 1280 ↓ raggiungere e conoscere alcuni dei tudine di altre convalli del Brenta, ma
più famosi rifugi delle Dolomiti di per la bellezza e la maestosità
Tempo di percorrenza: ore 6,30 Brenta: il Tuckett, il Brentei e il Casi‐ dell’ambiente sarebbe illogico trala‐
Quota massima: Passo del Gro‐ nei. D’estate e nei fine settimana, sciare questa escursione: basti pensare
stè, m 2442 quando l’afflusso di escursionisti ed ai campi carreggiati del
Difficoltà: EE
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12. Giro dei Rifugi del Brenta Grostè, alle alte pareti dei Castelletti, ai camminatori meno esperti di
alle superbe visuali sul Crozzón di percorrere in sicurezza il sentiero. L’iti‐
Brenta e all’incanto delle Cascate di nerario inizia dalla cabinovia del Gro‐
Vallesinella. Il percorso si sviluppa su stè e termina a Vallesinella (capolinea
sentieri ben battuti e segnati. I brevi della navetta per il rientro in hotel).
tratti un po’ esposti sono ben protetti
da corde fisse, che permettono anche
13. Sentiero Attrezzato Gusta- Escursione molto meno frequentata cengia, infatti, sono piuttosto esposti e
vo della classica “Via delle Bocchette” senza alcuna protezione. Precisato
ma non per questo meno interessante questo, c’è da dire che il Sentiero
Dislivello: m 400 ↑, m 400 ↓ ed appagante. Non si tratta di una via Attrezzato Vidi non presenta in realtà
ferrata tradizionale ma di un sentiero difficoltà di rilievo: il tratto più ostico
Tempo di percorrenza: ore 4 parzialmente attrezzato che attraversa in discesa è attrezzato con cordini
Quota massima: Cresta Sud della il grandioso versante occidentale della d’acciaio e scale. L’itinerario inizia dal
Pietra Grande, m 2663 Pietra Grande (m 2937). Il percorso Passo del Grostè e può essere abbi‐
Difficoltà: EEA richiede passo fermo, attenzione e as‐ nato al giro della Pietra Grande
Equipaggiamento obbligato- senza di vertigini: lunghi tratti in (escursione n. 10).
rio: imbracatura, kit da ferrata, ca‐
sco.
14. Cima del Grostè e Via Brevi roccette di difficoltà contenute (I° (m 2901) non occorre tornare sui pro‐
Ferrata Alfredo Benini grado), quote di quasi 3000 metri e pri passi: un percorso segnato e muni‐
panorami eccezionalmente ampi: il to di corda fissa consente di compiere
Dislivello: m 900 ↑, m 900 ↓ sentiero attrezzato A. Benini e la Cima la traversata della vetta da nord a sud,
del Grostè – raggiungibili abbastanza per poi proseguire lungo la via ferrata
Tempo di percorrenza: ore 6 facilmente, più di quanto possa fino alla Bocca di Tuckett. Dal valico,
Quota massima: Cima del Gro‐ sembrare dal basso – offrono tutto calando lungo la Vedretta di Tuckett, si
stè, m 2901 questo. Ecco dunque un bell’itinerario raggiungono i sottostanti Rifugi Tuckett
Difficoltà: EEA riservato agli escursionisti esperti, che e Sella. Per semplice sentiero si risale
Equipaggiamento obbligato- non mancherà di suscitare entusiasmo infine al Passo del Grostè, chiudendo
rio: imbracatura, kit da ferrata, ca‐ in chi ha domestichezza con le crode. l’anello.
sco e ramponi per l’attraversamento Una volta saliti sulla Cima del Grostè
della Vedretta di Tuckett; molto utili
anche i bastoncini.
15. Sentiero Attrezzato SOSAT Avvincente itinerario attrezzato che prossimità di una profonda gola.
collega il Rifugio Tuckett con i rifugi L’escursione offre strepitosi panorami
Dislivello: m 1220 ↑, m 1220 ↓ Alimonta e Brentei, passando lungo le sul sottogruppo di Vallesinella, sulla
cenge e le balze rocciose del versante Presanella e, nel tratto terminale, su
Tempo di percorrenza: ore 7 occidentale delle Punte di Campiglio. Cima Tosa, Crozzón di Brenta e Cate‐
Quota massima: m 2640 La ferrata presenta un solo passaggio na Centrale del Brenta.
Difficoltà: EEA impegnativo, costituito dalla discesa di
Equipaggiamento obbligato- una ripida parete ottimamente
rio: imbracatura, kit da ferrata, ca‐ attrezzata con scale e corde fisse, in
sco.
16. Salita alla vetta della Pre- tratti di neve dura, sacco‐lenzuolo per 2020, vedi escursione n. 9). L’itinera‐
sanella dal Rifugio Segantini il pernottamento in rifugio. rio scavalca il Passo dei Quattro
Impegnativa ascensione alla vetta più Cantoni (m 2781, tratti attrezzati con
Dislivello: m 1450 ↑ (dal rifugio alta del Parco Naturale Adamello‐ cavo), dopodiché si sviluppa sui
alla vetta), m 1800 ↓ (dalla vetta al Brenta, resa ancor più emozionante grandi depositi morenici della Vedretta
dallo spettacolo dell’alba sui di Nardis occidentale (possibili attra‐
parcheggio di Vallina d’A'mola) ghiacciai, con un panorama che, in versamenti di nevai), risultando a tratti
Tempo di percorrenza: ore 10 caso di buona visibilità, può spaziare monotono ma privo di particolari diffi‐
(5 ore per la salita, 5 ore per il rientro dal Mar Adriatico al Monte Rosa. Vista coltà alpinistiche e sempre sicuro. La
al parcheggio di Vallina d’A'mola) la lunghezza e il dislivello della via è rampa finale è ripida e faticosa.
Quota massima: Cima Presa‐ necessario il pernottamento al Rifugio Escursione da effettuare solo con ga‐
nella, m 3558 Segantini (m 2371), raggiungibile dal ranzia di tempo stabile e in assenza di
Difficoltà: EEA parcheggio di Vallina d’A'mola (m nebbia o nubi basse, visto che sa‐
Equipaggiamento obbligato- rebbe molto facile perdere la via.
rio: ramponi e piccozza (o bastonci‐
ni) per il superamento di eventuali
11
Sopra, il versante orientale della Pietra
Grande (m 2936).
Qui, 1il2settore centrale del Brenta al tramonto
visto dal Lago Nero (m 2233).
Il Monte Amiata - 2 - 2017
Medicina
Luca Vigni Aiuto, una zecca!
È vero, è capitato a molti se non a tutti di Viene pertanto automatico pensare a quali Sono state classificate
trovarsi una zecca addosso. Cosa fare in possano essere gli accorgimenti più appro‐ più di 900 specie diffe-
questi casi? Prima di tutto conoscere il priati per evitare questo inconveniente. renti di zecca. Qui
soggetto. Le zecche sono artropodi della Ricordando che le zecche non volano, pri‐ sotto, un esempio di
classe degli Aracnidi, la stessa dei ragni, ma di tutto è opportuno utilizzare pantaloni zecca "dura", ricono-
degli acari e degli scorpioni. Sono parassiti lunghi, scarpe chiuse e calze. Evitare inoltre scibile dallo scudo sul
esterni di dimensioni variabili, da qualche di toccare l'erba alta lungo i sentieri e ma‐ dorso.
millimetro a quasi un centimetro, e ne sono gari, specie per le signore, prestare molta
state classificate circa 900 specie. Le fami‐ attenzione quando ci si apparta per bisogni Le zecche succhiano il
glie principali sono le zecche "dure", con fisiologici. sangue dopo aver
uno scudo dorsale chitinoso, e le zecche Alla fine dell'escursione, dopo aver scosso conficcato il rostro
"molli", che ne sono sprovviste. Le più diffu‐ e spazzolato gli indumenti, è necessaria nella cute.
se e rilevanti ai fini sanitari in Italia sono la un'attenta ispezione, meglio se effettuata Per estrarle, esistono
Ixodes ricinus (zecca dei boschi) e la Rhipi‐ da terzi, prestando particolare attenzione a delle pinze specifiche
cephalus sanguineus (zecca del cane). collo, testa, retro delle ginocchia, fianchi e ma possono essere uti-
Cosa succede nel ciclo biologico della inguine, che statisticamente sono le zone lizzate anche pinzette a
zecca? Per passare da uno all'altro dei preferite dalle zecche. punta sottile.
quattro stadi evolutivi che la riguardano, la Se poi la sorpresa è fatta e l'inopinato
zecca ha bisogno di un pasto di sangue. ospite ha deciso di fare strada con noi, è 13
Non necessitano di ospiti particolari ed è necessario rimuoverlo. Non occorre andare
per questo che sia cani che cervidi, roditori al pronto soccorso più vicino con un
o uomo sono idonei allo scopo. Il pasto di attacco di panico e neppure operare
sangue dura da ore a settimane, a seconda tentativi tramandati dalla cultura popolare
della specie, ed avviene attraverso l'appa‐ come affogare la zecca con l'olio o solventi
rato buccale, fornito di uno specifico rostro o liquidi vari; in questi casi infatti è più pro‐
attraverso il quale il parassita si aggancia babile che, sentendosi soffocare, il parassi‐
alla cute e vi si inserisce. ta rigurgiti quei germi che sono il vero
La massima attività delle zecche è nel pe‐ pericolo della puntura.
riodo caldo e prediligono le zone umide a Esistono in commercio appositi estrattori,
quelle secche. Si appostano su piante o ma vanno bene pinzette a punta sottile con
steli di fiori, erbe o arbusti, aspettando il le quali afferrare la zecca il più vicino pos‐
passaggio di un mammifero, uomo sibile alla cute ed imprimere un movimento
compreso, o di un volatile per parassitarlo. in senso antiorario tirando leggermente in
Come detto, conficcano il rostro nella cute fuori. Disinfettare prima e dopo l'operazio‐
ed iniziano a succhiare il sangue. Il morso ne ed il gioco è fatto. Evitare di farlo a ma‐
è quasi sempre indolore ed inavvertito. ni nude o con aghi e uncini e se poi
I veri rischi legati al morso della zecca sono dovesse capitare che il rostro si rompa e
dovuti al fatto che il parassita può fungere resti inserito, lo stesso potrà essere tolto
da vettore e trasportare protozoi, batteri o come se fosse la punta di un aculeo di un
virus, che rigurgita nel circolo sanguigno. riccio di mare.
Encefalite da zecca o TBE, malattia di Ly‐ A questo punto però, visto quanto abbiamo
me, rickettsiosi sono i rischi principali in Ita‐ detto circa la possibilità del trasferimento di
lia, ma anche altre malattie possono essere germi patogeni, occorre segnarsi data e
trasmesse. La diagnosi è chimica e solo ra‐ luogo della puntura sulla pelle e monitora‐
ramente la malattia che si può presentare re la cute ed eventuali altri segni e sintomi
non viene rapidamente risolta con la tera‐ di infezione come febbre, cefalea, debo‐
pia appropriata. Controversa, ma dai più lezza, dolori alle articolazioni, ingrossa‐
sconsigliata, è la terapia antibiotica di co‐ mento dei linfonodi.
pertura perché spesso è sovradimensionata Niente panico pertanto, attenzione e pre‐
rispetto al rischio reale e può mascherare venzione... e buone escursioni a tutti.
eventuali sintomi che risulterebbero sfumati.
Il Monte Amiata - 2 - 2017 La Sezione informa
Per Roberto
In meno di un anno (fine gennaio 2016 ‐ inizio 2017) la nostra Sezione ha perso due “grandi” soci; prima
se n'è andato inaspettatamente, in silenzio, quel silenzio che da sempre lo contraddistingueva, Vieri
Mascioli; come già ricordato sul nostro Notiziario, pochi, anzi pochissimi, soprattutto tra i “giovani”, lo
conoscevano; eppure, giova ripeterlo, Vieri era Socio fondatore (uno dei 5‐6 rimasti, sempre tesserati), di
cui vanno ricordati tra i vari meriti la generosità (già sottolineata dal nostro Presidente nel precedente
Numero), il grande, sapiente e prezioso lavoro per aver portato la speleologia a Siena quando ancora la
nuova Sezione non era stata rifondata, la continua, sapiente collaborazione per la Marcia nel Chianti e,
nonostante la riservatezza e la modestia, che talora rasentava la scontrosità, la profonda condivisione dei
valori del CAI.
È mancato poi da poco (il 5 gennaio), dopo una lunghissima lotta contro mille “malanni”, che aveva
sempre affrontato con forza particolare e grande serenità, parlandone con noi amici e talora addirittura
scherzandoci, il nostro Roberto Paffetti: socio ininterrottamente dal 1976, come la moglie Anna ed il figlio
Alessandro (il giovane Sandro è stato forse uno dei primi a praticare, Luciano Ghezzi a parte, l'alpinismo tra
i nostri Soci: lo ricordo, appena iscrittomi al CAI, arrampicare sulle Apuane con Francesco “Cipressino”
Nencini). Roberto, al contrario di Vieri, era ben noto e impegnato continuamente nella Sezione: a lungo
Consigliere, revisore dei conti, Tesoriere, non tralasciava, anche in tempi recenti, di frequentarci e prestare
la sua opera settimanalmente, collaborando con grande precisione e professionalità per il settore “Finanze”
e “Segreteria”. Aveva partecipato a infinite gite, escursioni e a molti Accantonamenti/Vacanze Alpine:
grande amico, “compagnone” sempre pronto allo scherzo (ho vissuto alcuni di quei pochi che siamo riusciti
a rendergli!), alla battuta: chi non ricorda quando entrava in Sezione dicendo: “La sapete l'ultima?”? Con
la sua scomparsa se n'è andato anche un pezzo non indifferente del vecchio, glorioso CAI, è finita la
famosa “P‐4” (Paffetti, Pula, Picchi, Porciani: il classico quartetto di Consiglieri, che il compianto Eolo
Menchetti portava spontaneamente a visitare località e montagne non previste dall'allora scarno
Programma di Attività). Roberto tanto ha dato non solo al vecchio, ma anche al nuovo “taglio” del nostro
CAI, e in tanti, consiglieri e vecchi soci“, molti dei quali compagni di molti momenti sereni, lo abbiamo
affettuosamente salutato, come lui voleva, il 7 gennaio. Ha lasciato, soprattutto in noi “anziani”, il grande
rimpianto per la perdita di un compagno sincero, piacevole, “vecchio stampo”: mi mancherà, anzi ci
mancherà tanto e a lungo conserveremo il suo ricordo: alla cara Anna, a Sandro, ad Angela e alle sue
affezionate nipoti va la nostra sincera riconoscenza ed un fortissimo abbraccio.
Nino Cioni
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CLUB ALPINO ITALIANO ‐ SEZIONE DI SIENA STAM PE
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Folchi, Antonella Gozzoli, Claudio Lucietto, Ilaria Meloni, Franco Tinelli
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