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Published by nic.ricciotti, 2018-12-15 06:35:54

Bollettino 16.12.2018

Bollettino 16.12.2018

COMUNITA' PARROCCHIALE DI S. GIUSTINA
VIA GIUSEPPE FERRARI, 2/A
35123 PADOVA
TEL. 340 8448207

www.parrocchiadisantagiustina.it

16 DICEMBRE 2018

III DOMENICA DEL TEMPO DI AVVENTO

“GAUDETE”

Viene il Signore; che cosa dobbiamo fare?
Prima cosa da fare è rallegrarsi; è una gioia questa visita e
non un “incubo”; il Signore viene a portarci la sua presenza
di pace e di amore, viene a donarci la sua stessa vita e non
una punizione, una condanna, una sentenza di morte.
Seconda cosa da fare è presentarsi a Lui senza maschere;
metterci davanti alla sua umile venuta con la stessa umiltà;
metterci davanti alla sua scelta di “nascere piccolo” con la
nostra piccolezza di uomini; metterci davanti alla sua scelta
di farsi uomo in una “infante fragilità” con la nostra fragilità di
creature.
Terza cosa da fare è presentarsi a Lui senza pretesa alcuna;
Il Signore viene a darci il dono più prezioso ovvero se stesso;
non abbiamo bisogno di altro; accogliere Lui è realizzare
pienamente la nostra esistenza umana in ogni sua
dimensione; Lui diviene il centro su cui si orienta ogni nostro
agire, il fondamento su cui costruire la nostra storia, la luce
che illumina ogni nostro percorso esistenziale.
Quarta ed ultima cosa da fare dunque è stare lieti, godere di
questa presenza che dona speranza e risolleva l’umanità dal
torpore e dalla paura.

AVVISI PARROCCHIALI

Domenica 16 dicembre
III Domenica del Tempo di Avvento “Gaudete”
Domenica della Carità
Si raccolgono generi alimentari non deperibili per i poveri della
parrocchia
La colletta parrocchiale sarà devoluta al Fondo di Solidarietà
parrocchiale

OLTRE L’ORIZZONTE ONLUS
BANCARELLA NATALIZIA “pro missioni”
Domenica 16 dicembre dalle 9.00 alle 12.30 all’ingresso della cripta

Ore 09.30 S. Messa in Basilica all’altare maggiore con la
partecipazione della Sezione ANA di Padova

Ore 11.30 Iniziazione Cristiana dei ragazzi e genitori presso la
Parrocchia del Torresino in Padova

È indetto il 9° Concorso “Presepio in famiglia”; all’uscita della cripta
trovate il modulo d’iscrizione

Ferie Maggiori d’Avvento dal 17 al 23 dicembre “ERO CRAS”
Alla preghiera del Vespro canto delle Antifone “O” durante il Magnificat,
accompagnato dal suono della campana maggiore

Lunedì 17 dicembre
Ore 18.00 “Chiara Stella” per le via Sanmicheli, via Stellini e
via Aganoor animata dalle scolte del Gruppo Scout

Mercoledì 19 dicembre
Ore 17.30 S. Messa in Basilica nel ricordo del prof. Enzo
Fontana con la partecipazione dell’Istituto “ITIS
Marconi” di Padova
Ore 18.00 “Chiara Stella” per le via Ardigò e via Balan
animata dalle scolte del Gruppo Scout

Giovedì 20 dicembre
Ore 16.00 S. Messa celebrata dal parroco presso il Centro
Anziani “Ivo Scapolo” in via Michele Sanmicheli
È sospesa la S. Messa delle 17.30
Ore 16.00 Centro d’Ascolto in C.so Umberto 85
Ore 21.00 Centro d’Ascolto in via Ardigò 16c
Ore 21.00 Celebrazione penitenziale in preparazione al Santo
Natale animata dal “Centro Antonianum” in cripta

Sabato 22 dicembre
Ore 15.30 Concerto natalizio dei bambini della primaria del
VIII° Circolo Comprensivo di Padova “A. Volta”
Ore 18.00 Durante la S. Messa il parroco benedice i Gesù
Bambino da riporre nei presepi in famiglia

Domenica 23 dicembre
IV Domenica del tempo di Avvento

Ore 09.30 Durante la S. Messa il parroco benedice i Gesù
Bambino da riporre nei presepi in famiglia

Hanno compiuto gli anni Pietro Basile e Renzo Sette

Il Seminatore uscì a seminare … anno pastorale 2018/2019

I volti rinnovati delle parrocchie

Spesso, parlando di parrocchia, ci si immagina il parroco, gli altri preti, i
consacrati presenti, qualche laico particolarmente attivo, quasi che la vita
parrocchiale dipenda solo da questi soggetti. Per superare tale schema,
occorre far spazio al desiderio che in ogni parrocchia si crei una comunità di
credenti la quale, senza aspettarsi tutto dall’alto (o dal parroco), esprima una
propria soggettività. Lo scopo non è quello di formare una élite di cristiani
“più cristiani” degli altri, ma di promuovere in un luogo la presenza di
credenti, individuabili come tali, che permettano a chiunque di sentirsi
riconosciuto e accolto, che offrano un ambiente ospitale e fraterno, che si
impegnino in relazioni costanti e significative; un terreno buono e accogliente
che faccia germogliare il bene presente in tutti. È questa la prima forma di
evangelizzazione.

Senza affetto – ossia senza un legame che coinvolga profondamente le
persone – non c’è fede: il Vangelo si annuncia in pienezza dove si intessono
relazioni personali, da persona a persona. Questo dice l’importanza del
prendersi cura dell’altro all’interno della comunità e la parrocchia può tornare
a mettere al centro la qualità evangelica delle sue relazioni: buone,
appassionate e gratuite.

Uno stile della comunità parrocchiale così inteso può favorire scelte pastorali
adatte alla singola realtà, delineandone la specificità ed evitando le
distinzioni-polarità che contrassegnano i ruoli e le relazioni: preti e laici, chi è
“dentro” e chi è “fuori”, chi decide e chi esegue, chi collabora e chi guarda…
Il soggetto è la comunità di coloro che si riconoscono chiamati a testimoniare
con viva consapevolezza la fede ricevuta con il battesimo e a mettersi al
servizio della missione della Chiesa, per sostenere e animare la fede degli
altri. Un soggetto da leggersi al plurale per la presenza di appartenenze
plurime, carismi e competenze, servizi occasionali e ministeri stabili,
diversificati e complementari.

Questo stile lo sottolineano anche i nostri giovani: «Chiediamo una maggiore
fiducia e condivisione di responsabilità nelle scelte di fondo della comunità e
nella gestione degli spazi, delle strutture e degli impegni economici,
attraverso un confronto reale che si può realizzare negli Organismi di
comunione e in altre sedi in cui i giovani possono essere coinvolti, nell’ottica
di risvegliare il senso di appartenenza alla comunità» (Lettera 2.4). «Ci
sentiamo provocati dal Signore a costruire, giovani e adulti insieme, comunità
gioiose capaci di vivere la fraternità, dove ci si può chiamare per nome,
comunità più missionarie dove ci si prende cura di ciascuno e si avvicinano
nuove persone, e creare così un clima caldo di accoglienza e di stima»
(Lettera 2.1).


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