49 iniziative nel settore dell’innovazione, della ricerca e sviluppo, della dottrina, dello studio e della divulgazione della conoscenza dell’ambiente subacqueo. Il principale programma di innovazione della Componente riguarda il Near Future Submarine (NFS), che prevede la realizzazione di quattro nuovi sottomarini del tipo U212. Due di questi sottomarini sono già in fase di costruzione presso lo stabilimento del Muggiano (la Spezia) di Fincantieri. Nel 2023 è stata conclusa l’attività contrattuale del terzo. I sottomarini U212NFS, che sostituiranno gradualmente i quattro “battelli” della classe Sauro tra il 2028 e il 2031, sfrutteranno tecnologie all’avanguardia sviluppate principalmente in ambito nazionale. La Componente Sommergibili segue anche attività di ricerca concernenti applicazioni nell’ambito subacqueo di tecnologie che spaziano dal no caratterizzare i sottomarini del futuro; il supporto alle riprese del film “Comandante” che ha aperto, il 31 agosto, la 80ª Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia. “quantum communication” e ai veicoli sottomarini autonomi, dai sistemi innovativi di propulsione all’intelligenza artificiale. Tra le iniziative più rilevanti nel corso del 2023: la costituzione del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, la cui inaugurazione si è tenuta a La Spezia lo scorso 12 dicembre; il Rapporto redatto con la Fondazione Leonardo su “Civiltà del Mare - Geopolitica, strategia, interessi nel mondo subacqueo”, presentato a Livorno nel mese di marzo; il workshop del Submarine Escape and Rescue Working Group, che ha visto la partecipazione, a Venezia, nel mese di giugno, di oltre 140 delegati di varie nazioni discutere su tematiche di sicurezza per i sottomarini; il workshop, svoltosi a novembre a Taranto, sul progetto Next Generation Submarine, volto a individuare, con un orizzonte temporale di oltre vent’anni, le tecnologie dirompenti che dovranIl contrammiraglio Vito Lacerenza è il comandante Sommergibili dal 28 ottobre 2021
N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - G E N N A I O 2 0 2 4 di Francesco Laghezza Il “collante” tecnologico/informativo della flotta della Marina C4S
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N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - G E N N A I O 2 0 2 4 I l 2023 è stato impegnativo e di grande fermento per il Comparto C4 e Sicurezza (C4S) della Marina Militare. Sono state affrontate le sfide tecnologiche imposte dalla rapida “trasformazione digitale” e sono stati raggiunti risultati importanti in ogni settore, garantendo alla Marina l’indispensabile funzione di “collante” tecnologico/informativo in grado di raccogliere, condividere e rendere disponibili al decisore le informazioni per la gestione delle operazioni multidominio a livello tattico, operativo e strategico. Quanto accennato tenendo conto della minaccia cibernetica, che cresce sempre di più con la digitalizzazione dei processi. La tecnologia, nel mondo delle Communications & Information e della Sicurezza Informatica, evolve in maniera repentina e con essa cresce l’esigenza di personale sempre più specializzato. Le donne e gli uomini del C4S, dipendenti civili e militari, hanno dimostrato e dimostrano ogni giorno di essere la principale e più preziosa risorsa del comparto riuscendo, nonostante le carenze quantitative, a fare la differenza. Il personale dei Centri di Comunicazione e Informatica (MARITELE), del Centro di Programmazione (MARICENPROG) e del Centro Crittografico (MARICRYPTO) della Marina Militare, ha garantito la risoluzione di oltre 7000 richieste di supporto riguardo sistemi, apparati, servizi, problematiche software e hardware della Forza Armata e, in particolar modo, delle navi e degli staff imbarcati. I MARITELE, hanno garantito l’approntamento di oltre 80 unità navali, installando dotazioni informatiche, reti e sistemi di telecomunicazioni, permettendo un adeguato collegamento sia tra navi impegnate in mare, sia con i Comandi operativi terrestri nazionali ed internazionali. Attraverso collegamenti satellitari è stato garantito lo scambio di dati con le navi della Marina dislocate in Mediterraneo, in Mar Baltico, vicino le coste del Sud America e nell’Atlantico, nel Golfo di Guinea, in Oceano Indiano sino in Indocina. Le Stazioni Radio, distribuite sul territorio nazionale, hanno assicurato, a favore di assetti nazionali e NATO, le comunicazioni convenzionali in HF, UHF e VLF. Quest’ultime hanno permesso ai sottomarini della NATO di connettersi con i Comandi sovraordinati, attività fondamentale anche ai fini della sicurezza della navigazione. Preziosa è stata anche la raccolta di dati della Rete Radar Costiera (RRC) per la quale è previsto un ampliamento,
53 avviato con nuovi i siti di Pantelleria e di Carbonara. La necessità di interoperabilità e integrazione verso non solo le differenti componenti della Difesa, ma anche nei dispositivi e sistemi Alleati, ha reso essenziale il supporto del Comparto C4S alle esercitazioni e attività di certificazione del 2023, soprattutto rispetto architetture di comunicazione, protocolli, sistemi di scambio dati e certificazioni di sicurezza. È il caso, ad esempio, della Experimental Demonstration Gateway Event (EDGE) ‘23, a connotazione anfibia e aerea, in cui sono state testate innovative architetture per il fuoco di supporto; fino alle esercitazioni più complesse quale la “Dynamic Mariner 23” (DYMR23), che ha visto a bordo della portaerei Cavour operare uno staff NATO durate l’esercitazione “Mare Aperto 23- 2” (MA23-2) sotto la direzione dello staff del Comando in Capo della Squadra Navale. Da quanto accennato, si evince come la sempre più forte dipendenza dai sistemi informatici e dalle reti di dati renda indispensabile alzare il livello di protezione di tali assetti strategici per la Forza Armata, per la Difesa e per il Paese. In conclusione, il Comparto C4S nel 2023 ha posto sempre maggiore attenzione, risorse e consapevolezza nello sviluppare una efficace capacità cyber di Forza Armata, in grado di garantire da un lato la protezione dei dati e la resilienza dei sistemi e servizi, ma allo stesso tempo reagire alle minacce in tempi rapidissimi e tali da ridurre al minimo i danni potenziali, fermando le minacce provenienti dal mondo virtuale prima dei loro effetti devastanti sul mondo reale. Capitano di vascello Mario Gaudino, comandante del Comparto C4 e Sicurezza dal 15 gennaio 2023 In basso: la fregata Carabiniere, al largo del Portogallo, durante l’esercitazione “Robot Experimentation and Prototyping augmented by Maritime Unmanned System (REP-MUS)”, in operazioni di controllo e gestione della piattaforma navale unmanned basata sul “SAND - Surface Advanced Naval Drone” di FINCANTIERI.
N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - G E N N A I O 2 0 2 4 di Panfilo Del Beato Corvi* foto: Massimo Sestini “L’Italia ha compreso il potenziale custodito sotto la superficie del mare” I l mare è un inestimabile patrimonio di risorse, reticolo di comunicazioni e commerci, riserva alimentare, presidio di una sconfinata biodiversità nonché regolatore climatico del pianeta. In questo complesso contesto è opportuno concentrare l’attenzione anche sulla crescente importanza ricoperta dalla dimensione subacquea, le cui peculiarità fisiche la rendono una frontiera ancora inesplorata. I suoi fondali si estendono su una superficie di dieci volte superiore a quella del continente africano, con abissi profondi oltre sei chilometri e fenomeni geofisici in larga parte sconosciuti. L’ambiente subacqueo custodisce giacimenti di materie prime essenziali (tra cui le famose terre rare) e vi si dispiegano gran parte delle infrastrutture critiche per il trasporto delle comunicazioni digitali e delle risorse energetiche, cruciali per il nostro paese. Infine, non certo per importanza, l'ambiente subacqueo assicura il sostegno alimentare e custodisce un inestimabile patrimonio archeologico. L’Italia ha compreso il potenziale custodito sotto la superficie del mare e con lungimiranza ha costituito il Polo Nazionale della dimensione Subacquea (PNS), inaugurato martedì 12 dicembre 2023 a La Spezia alla presenza del Ministro della Difesa, on. Guido Crosetto, del Ministro della protezione civile e delle politiche del mare, on. Nello
55 Musumeci, del Presidente della Regione Liguria, dott. Giovanni Toti e del Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Enrico Credendino (foto sopra). “Quella subacquea è una dimensione strategica. La Difesa è un catalizzatore per riunire competenze e creare sinergie tra Istituzioni e privati. Questo Polo sarà patrimonio nazionale consolidando la guida italiana in questo ambito” - ha detto il Ministro Crosetto - sottolineando anche come il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea sia un investimento per promuovere la cooperazione tra le eccellenze italiane. “Occorre avere il coraggio di investire e la capacità di immaginare per poter costruire il nostro futuro e quello dei nostri figli." Il Polo è la risposta del Sistema Paese per promuovere e coordinare la cooperazione delle numerose eccellenze nazionali attive nei molteplici ambiti e aree specialistiche del mondo sommerso, con la Marina Militare a operare quale catalizzatore del cosiddetto cluster underwater. “Non poteva che nascere alla Spezia: un centro di primo piano che mette a sistema le eccellenze della grande industria e quelle della piccola impresa, unendo le ultime novità della ricerca a tutta l’esperienza di generazioni di gente di mare”, così ha accolto gli ospiti il Presidente Giovanni Toti. Le finalità del Polo sono la ricerca tecnico-scientifica, l’innovazione tecnologica, l’incremento della competitività dell’industria nazionale nonché la tutela della relativa proprietà intellettuale. “Il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea nasce con una marcata identità interministeriale, e la sua linfa vitale è la cooperazione tra strutture pubbliche e private operanti nei molteplici ambiti e aree specialistiche della subacquea. Il Polo punta a generare un ecosistema ampio e partecipativo, capace di valorizzare e rendere protagoniste le competenze operative, scientifiche e industriali del nostro Paese”, ha concluso il Capo di Stato Maggiore della Marina. Questo inedito e virtuoso modello di “Sistema Paese” è in grado di aggregare le eccellenze nazionali - pubbliche e private - operanti a qualsivoglia titolo nel segmento dell’innovazione subacquea, siano esse istituzioni, grandi imprese, PMI (Piccola Media Impresa), start up, mondo accademico e centri di ricerca. L’ecosistema così formato funge da incubatore di idee e progetti, alimentando senza soluzione di continuità lo sviluppo delle tecnologie subacquee, per realizzare non solo soluzioni allo stato dell’arte, ma anche fondamenti per il soddisfacimento delle esigenze future, con importanti riverberazioni nelle applicazioni duali, comprendendo quelle destinate al dominio cyber. Il PNS favorisce anche la riscoperta della nostra storica “marittimità” - vitale per il bene della Nazione - e si avvantaggia del ruolo della Marina Militare, la quale, con un approccio inclusivo, funge da aggregatore delle capacità di innovazione della filiera nazionale, perseguendo una crescita strutturata a beneficio delle esigenze del Paese. *Capo Ufficio Innovazione Tecnologica Ufficio Generale Spazio e Innovazione (UGSI)
N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - G E N N A I O 2 0 2 4 di Alessandro Busonero La Cellula Risposta e Supporto Campagne (CRSC) dello Stato Maggiore della Marina accentra le esigenze di campagna del Comando dell’Amerigo Vespucci e le fa confluire verso i vari Enti e Comandi della Marina e della Difesa I l 1 luglio 2023 l’esperienza straordinaria del giro del mondo ha gonfiato le vele della nave scuola Amerigo Vespucci, che facendo rotta verso occidente, farà ritorno in Italia a febbraio 2025. Ogni campagna navale, anche non estesa alla circumnavigazione del globo, è da sempre uno strumento per mostrare l’interesse della nazione ad essere presenti in talune aree geopolitiche per esprimere un ruolo di vicinanza ad altri Stati ai fini di cooperazione, costruzione o rafforzamento di alleanze, supporto all’industria nazionale e più in generale al c.d. “Sistema Italia”, vicinanza alle comunità degli italiani all’estero. Ma mentre il Vespucci e il suo equipaggio possono essere seguiti giorno dopo giorno grazie alla tecnologia e ad una comunicazione mirata che accorcia le distanze e avvicina gli amanti di questo simbolo italiano d’eccellenza, poco o nulla si sa di come viene supportata una missione marittima così impegnativa. Lo abbiamo chiesto al termine della prima fase del giro del mondo (sosta in Argentina) al contrammiraglio Daniele Civico a capo della Cellula Risposta e Supporto Campagne (CRSC) dello Stato Maggiore della Marina. Come la CRSC supporta il Vespucci nel suo giro del mondo? Lo scopo della Cellula è quello di accentrare le esigenze di campagna del Comando dell’Amerigo Vespucci e farle confluire verso i vari Enti e Comandi della Marina e della Difesa. Trattandosi di un’attività non rutinaria in termini di assenza dalla sede e di sforzo logistico, molte esigenze di coordinamento vengono affrontate per la prima volta. Un esempio su tutti le esigenze di permanenza del Vespucci per 4 mesi in Argentina per eseguire una serie di manutenzioni programmate Vespucci e supporto Campagne prima della ripresa della campagna: tale fatto ha comportato la necessità di eseguire l’avvicendamento di una parte del personale, di far apporre i visti sui passaporti per la lunga permanenza nel paese, la programmazione e l’esecuzione di voli contingentati per trasporto di materiali e personale, la necessità di negoziare con le autorità argentine una serie di argomenti afferenti al personale della nave attraverso uno scambio di note verbali. La Cellula ha quindi operato per facilitare e velocizzare le differenti attività realizzando un’interfaccia unica tra l’amministrazione Difesa e la nave impegnata in campagna navale, oltre che verso dicasteri differenti da quello Difesa. Quale sono le professionalità che raccoglie al suo interno la CRSC? Il nocciolo duro della cellula è costituito dal personale avente esperienza e familiarità con le navi militari da un lato e con la realtà degli staff di Comando dall’altro, al fine di svolgere al meglio il proprio ruolo per il supporto alle campagne navali. Parte integrante della CRSC sono
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N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - G E N N A I O 2 0 2 4 gli “advanced party”, ovvero team costituiti mediamente da un ufficiale superiore ed un sottufficiale, con il ruolo fondamentale di arrivare in anticipo nel porto interessato dalla campagna navale ed adoperarsi verso le autorità locali ed a supporto delle missioni diplomatiche, in particolare dei Difeitalia, per contribuire a risolvere problemi di natura pratica e di coordinamento di dettaglio per le complesse esigenze di una sosta di una nave militare. L’attività ha pertanto obiettivo di supporto preventivo alla nave nella gestione dei numerosi impegni, rivelatosi fondamentale soprattutto laddove l’Ufficio dell’Addetto per la Difesa sia interessato dalla presenza di più delegazioni concomitanti alla sosta della nave e magari si trovi ad operare in un paese di accreditamento secondario. Alla cellula sono inoltre collegati elementi di varie aree funzionali dello Stato Maggiore Marina per il supporto tecnico/professionale che si reputa necessario di volta in volta (legale, medico, logistico, comunicazione, collegamento col MAECI, etc) Dieci le soste in porto e quasi 11.550 miglia di navigazione percorse in questa prima fase del giro del mondo, quali gli aspetti più complessi da gestire? L’aspetto di maggiore complessità ed anomalo per quelle che sono le attività consuete del Vespucci, è legato alla sosta di manutenzione in Argentina, di cui ho fatto cenno. Una sosta all’estero di così lunga durata, nella quale si effettuano lavorazioni su una nave così delicata, è una evenienza per la quale non abbiamo esperienze recenti e quindi procedure consolidate. A questo, si aggiunga che durante la sosta saranno effettuate lavorazioni di cantiere per le quali ci si deve avvalere di stabilimenti e maestranze con le quali ci confrontiamo per la prima volta, che rispondono a norme soprattutto di sicurezza sul lavoro differenti, nonché con capacità e ritmi tutti da scoprire. Altro momento complesso è stata la gestione di questa campagna navale contemporaneamente a quella in Estremo Oriente di nave Francesco Morosini, terminata a ottobre scorso. Oltre al supporto tecnico, c’è un sostegno anche alle famiglie e ai cari dell’equipaggio? Si, ove richiesto si veicolano attraverso la CRSC le necessità del personale e dei loro familiari verso un ben definito punto di contatto dello Stato Maggiore. Vengono quindi supportate, nei limiti delle prerogative della cellula, eventuali necessità che abbisognano di un più articolato esame verso altri Enti/Comandi. Ad esempio, la Cellula Risposta e Supporto Campagne si è adoperata per esplorare soluzioni per i voli da/per l’Argentina a favore dell’equipaggio e anche dei familiari, attraverso voli contingentati dell’Aeronautica Militare già previsti per trasporti di carattere logistico e materiali. Altro esempio, è l’estensione della convenzione della ITA Airways con lo Stato Maggiore Difesa anche ai voli dall’estero verso l’Italia a favore dell’equipaggio del Vespucci, a seguito di riunioni di coordinamento svolte presso la CRS. In alto: l’ammiraglio Daniele Civico; in basso: il capitano di vascello Enrico Abati.
59 INSERZIONE PUBBLICITARIA
N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - G E N N A I O 2 0 2 4 di Cristiano Bettini* Per parlare di vela, non possiamo che cominciare dalle nostre due regine, le navi scuola A. Vespucci e Palinuro, su cui generazioni di ufficiali, sottufficiali e marinai si sono formati. Armate rispettivamente dal punto di vista velico a Nave il Vespucci e Goletta il Palinuro, non differiscono molto per data di costruzione, del 1931 e 1934, ed infatti sono entrambe con scafo chiodato e non saldato, ma derivano da storie e destinazione d’uso molto diverse, che ne segnano anche il comportamento in mare. Oggi l’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo a mantenere delle vestigia significative del passato, una erede dei vascelli di fine settecento, l’altra di velieri commerciali veloci dell’800. Vediamole nell’ordine, partendo in questo numero dal Vespucci, per aggiungerne un confronto di prestazioni alla fine. La progettazione dell’Amerigo Vespucci e della sua Vespucci e Palinuro Due eredi del passato molto diverse gemella Cristoforo Colombo, prese spunto dal vascello Re Galantuomo (ex Monarca, vascello a tre ponti da 80 cannoni del Regno delle Due Sicilie). Il Monarca a sua volta ereditava i piani costruttivi dei vascelli della Marina borbonica. Il “patrimonio genetico” del Vespucci è dunque antico e originale ed eredita soluzioni che derivano dagli architetti del XIII secolo. Non ha il gravoso vincolo di dover imbarcare dai 90 ai 120 cannoni distribuiti su tre ponti, come negli antichi vascelli di 1° rango, ma riesce oggi a tenere basso il baricentro, rispetto ad un vascello totalmente a vela, grazie all’apparato motore, più combustibile, dinamo e centrale elettrica. Nel complesso ha mantenuto un adeguato periodo di oscillazione, come un antico vascello, che doveva avere oscillazioni regolari per prevedere la gittata del tiro delle artiglierie. Dalla sezione trasversale dei piani costruttivi si vede inoltre una carena stellata (cioè con una V profonda) alla sezione maestra di circa 24°, una soluzione questa non usuale nei grandi vascelli del XVIII sec. ma solo negli sloop of war (corvette, brigantini, avvisi), che compensa con generosi volumi poppieri. In conclusione, un ottimo lavoro di compromesso nel ridisegnare una carena capacitiva ma perdendo
61 Sopra: modello del Vespucci in scala 1:14 realizzato per le prove nella vasca navale dell’ INSEAN (Istituto Nazionale di Studi ed Esperienze di Architettura Navale del C.N.R.). *ammiraglio di squadra (r). poco in termini di performance velica, grazie anche a scelte come una spiccata e lunga stellatura, una stabilità data dalle sue forme, ottenuta con una larghezza contenuta, se si tiene conto che il baricentro non scende sotto la linea di galleggiamento, costante bilanciamento dei volumi tra prora e poppa a nave sbandata (entro i valori di stabilità iniziale di 10°-12°), buon equilibrio nella posizione delle alberature e del centro velico rispetto al centro di resistenza laterale della carena per mantenere il veliero leggermente orziero (cioè tendente al vento), elevato bordo libero e minima rientranza delle murate (tumble-home), uniti ad una forza raddrizzante comunque generosa, che permettono teoricamente di tenere molta vela a riva fino a venti forza 6 e poppa moderatamente sovra-immersa per favorire la direzionalità di rotta; doti che conferiscono marinità, buon governo e discreta velocità in un ampio arco di andature a vela.
N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - G E N N A I O 2 0 2 4 di Marilea Laviola* Primo punto nave sulla comunicazione F iglio di due appassionati cultori di vegetazione - agronomo il padre, botanica la madre - Italo Calvino cresce in una villa adibita dal padre a stazione sperimentale di colture tropicali: la magnifica Villa Meridiana sanremese. Leggendo l’opera di Calvino si comprende come la dimensione in cui agisce è principalmente il paesaggio terrestre con uno sfondo marittimo che spesso diventa fondante del suo stile e sul quale, a ben guardare, agiscono le forze della sua scrittura, delle correnti marine, subacquee, che progressivamente si rapprendono in forma. Del resto, ha impressa nella mente la plaga cerulea del mare sanremese, che lo ricongiunge al liquido amniotico cubano, il mare natio della propria infanzia. E se pure la sua prima scelta è la facoltà di Agraria a Torino, si laurea in Lettere con una tesi sullo scrittore-capitano per antonomasia, “ll mare è appena increspato e piccole onde battono sulla riva sabbiosa. Il signor Palomar è in piedi sulla riva e guarda un’onda” di Marilea Laviola* Italo Calvino e il mare
63 Il 4 novembre 2023, durante il Giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, ha così citato e ricordato lo scrittore Italo Calvino (L’Avana, Cuba 1923 - Siena 1985): […] Come diceva, in un passo mirabile di un libro bellissimo, Le città invisibili, lo scrittore Italo Calvino, di cui sono ricorsi, da poco, i cento anni dalla nascita: “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. Ebbene, questo fanno i nostri soldati, i nostri marinai, i nostri aviatori, i nostri carabinieri, le nostre forze di polizia: cercano caparbiamente di riconoscere, in mezzo all’Inferno, ciò che non lo è, e sanno dargli spazio […] Joseph Conrad, autore di avventure marinaresche, di Racconti di mare e di costa. Il mare è un elemento vitale nell’universo narrativo e ideologico di Calvino. Al mare appartiene uno dei suoi racconti più scanzonati e, al contempo, polemici, La gran Bonaccia delle Antille, dove una flotta corsara, ostinatamente ligia alla disciplina e alle regole nautiche dell’ammiraglio, rifiuta ogni azione e si inchioda davanti ad un galeone spagnolo nemico a causa della bonaccia. Cenni più affettuosi emergono nelle avventure de Gli amori difficili: ne L’avventura di una bagnante, la perdita del costume durante le manovre di nuoto, fanno sprofondare la signora Isotta in un abisso di insicurezze, fragilità e smarrimento; ne L’avventura di un lettore, il mare occhieggia tra un capoverso e l’altro, favorendo il consumarsi di un flirt estivo; mentre ne L’avventura di un poeta il mare, calmo e rifrangente ai colpi dei raggi del sole e dei remi di un canotto di gomma, diventa specchio di un amore profondo e ineffabile tra un poeta e la sua donna. Le affettuosità marine annegano nella metafora scelta da Calvino per spiegare la diluizione dell’io, della volontà individuale, nell’irrefrenabile e prepotente magma del mondo, nel “mare dell’oggettività”. E al mare appartiene anche un altro dei personaggi più riusciti dell’autore, Marco Polo, nella sua inverosimile erranza in lungo e in largo per l’orbe terracquea, attraversando infinite città invisibili. In una fase completamente immersa nella contemplazione di abissi astronomici e cosmologici, Calvino eleggerà ufficialmente il mare a origine del tutto, di ogni elemento biotico e abiotico, in un racconto dal titolo emblematico: Il sangue, il mare: “Il fuori, cos’è il fuori? un ambiente secco, scarso di significati, un po’ schiacciato, dove tutto è indifferente e sostituibile, […] era davvero una povera cosa, in confronto a quello che mi passava per il sangue e che avevo sentito fin da allora, dal tempo che nuotavamo insieme nello stesso oceano torrido e fiammeggiante”. * divulgatrice scientifica, Il sottotitolo riprende il celebre incipit del libro “Palomar” . A sinistra: immagine di Italo Calvino, credits: sololibri.net
N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - G E N N A I O 2 0 2 4 Dalle pagine del Notiziario della Marina incontriamo l’ammiraglio Cristiano Bettini in un altro libro che non può mancare nella biblioteca di chi ama il mare. Un libro che raccoglie informazioni preziose per chi vive la vela e vuole approfondire il tema specifico. “Scafi classici a vela - Il design per chi naviga” questo il titolo di questa vera e propria opera. Il lettore si deve preparare ad una full immersion nel mondo delle costruzioni delle imbarcazioni. Le pagine del libro, ricche di dettagli e approfondimenti fanno comprendere, ad esempio, come ogni progetto mira a soddisfare requisiti d’idrodinamicità, bilanciamento, abitabilità, governabilità e velocità. Nulla è lasciato al caso: in mare, sono l’equilibrio dinamico sotto vela e la tenuta in tutte le andature le qualità principali di ogni imbarcazione da diporto per l’altura. Il lungo esame nel testo delle appendici immerse dello scafo, evidenzia come non esista uno scafo ideale per tutti ma ciascun progetto vada pensato per l’uso che sarà fatto della barca, le prevedibili andature prevalenti, la sua velocità potenziale finanche i mari in cui se ne prevede l’uso. Molte le schede tecniche delle più belle imbarcazioni della Marina Militare, tra queste il Sagittario e Chaplin del progettista Carlo Sciarrelli che, grazie alla sua grande professionalità, ha “firmato” circa 140 barche a vela in quarant’anni di attività. La parola all’autore. Il lettore trova nel testo molti approfondimenti tecnici e particolari che raramente può trovare concentrati in un solo libro: Come e perché nasce l’idea di scrivere questo libro? Il testo è dedicato agli scafi ed alle carene degli yacht classici; quando si insegna ad andare a vela l’insegnamento si concentra principalmente sulle vele e l’attrezzatura per la gestione del sistema propulsivo eolico, trascurando le caratteristiche e le prestazioni degli scafi, tutti diversi tra loro e con potenzialità molto differenti e vincolanti , che nascono dalla destinazione d’uso della barca, ancor prima della velatura. Questo libro è solo per esperti velici oppure può essere un primo importante passo per entrare nel mondo della vela con delle solide basi? “Scafi classici a vela - Il design per chi naviga” di Alessandro Busonero Autore: Cristiano Bettini Editore: ETS Lingua: italiano Anno di pubblicazione: 2022 Copertina: brossura Numero di pagine: 460 pagine Prezzo: € 38 Il libro nasce proprio con l’intento di avvicinare il lettore alla conoscenza dei fondamenti del design di scafi, carene e pinne di deriva, con un background basico, accompagnando il lettore dalla geometria delle onde a quella degli scafi e della loro evoluzione, per passare alla creazione delle forme, al bilanciamento, fino all’esame di scafi modello per l’altura ed alle loro principali caratteristiche di stabilità e marinità. Il design è il primo indicatore della qualità di un progetto. La scelta non è facile, ma c’è, nella sua vasta esperienza, un progetto che ogni appassionato di vela dovrebbe tenere ben presente? La prima risposta da ricercare riguarda la finalità cui la barca è destinata, che è il tema di sviluppo iniziale del design. Non esiste dunque una barca ideale per ogni esigenza ; esistono tuttavia indicatori e parametri caratteristici dedotti da centinaia di progetti dei migliori designer, che descrivo, che garantiscono le qualità essenziali per scafi adatti alla vela d’altura in sicurezza. Tra gli yacht classici molti sono diventati modelli identificativi di un determinato periodo storico. Quale differenza fondamentale caratterizza vecchi e nuovi progetti ? Gli yacht fino agli anni ’40 del ‘900, avevano avuto un’evoluzione basata su dislocamenti medio-pesanti e chiglie lunghe o semilunghe , che hanno comunque ancora grandi pregi . Lo sviluppo di carene e derive alari nate dagli studi aeronautici, ha completamente cambiato la progettazione del dopoguerra ed oggi è dominante, indipendentemente dall’uso dei foils. La fluidodinamica governa oggi il design. Consigli di lettura
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