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Published by Notiziario Marina, 2024-04-30 05:36:37

Notiziario della Marina aprile 2024

Notiziario della Marina aprile 2024

49 protezione sociale; programmazione e gestione finanziaria dei capitoli di bilancio del benessere in relazione alle esigenze funzionali dei singoli organismi (OPL/2); monitoraggio, coordinamento e policy in materia di Organismi di protezione sociale (O.P.S.); policy di gestione alloggi di servizio e assistenza al personale. L’Ufficio Giuridico e Sanitario è articolato su 2 sezioni: 1ª Sezione - Consulenza Giuridica ed Amministrativa e 2ª Sezione - Consulenza e Documentazione Sanitaria. Cura le tematiche sulla tutela dei diritti della donna lavoratrice, della famiglia, della genitorialità e della disabilità e definisce i procedimenti amministrativi inerenti al riconoscimento, al personale richiedente, degli stessi benefici di legge. Si occupa anche delle questioni sanitarie del personale militare e delle istanze per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio per infermità, equo indennizzo e aggravamento, riferite al personale in riserva o ausiliaria, nonché quelle per il riconoscimento dello status di “Vittime del dovere” relativamente al personale in congedo anche iure hereditatis (danno patito dal de cuius quando era ancora in vita). Cura, altresì, l’istruttoria per le pensioni privilegiate ordinarie. Com’è articolata l’organizzazione intermedia e periferica in materia di benessere e supporto? I Comandi Interregionali Marittimi e i Comandi Marittimi, cui si aggiungono CINCNAV, COMLOG e COMSCUOLE per i Comandi/Enti delle rispettive giurisdizioni, nel particolare settore degli Organismi di Protezione Sociale, svolgono funzione di vigilanza e controllo in qualità di “Organi Intermedi”. Più in generale coordinano e prendono iniziativa nel settore del benessere, attraverso i dipendenti Uffici Benessere, nonché nella gestione del patrimonio alloggiativo dell’area di riferimento. Essi assicurano, inoltre, la corretta attuazione della policy stabilita dall’Autorità Centrale nel settore del benessere e autorizzano l’esercizio delle relative attività. Come si concretizza un intervento assistenziale, di benessere e protezione sociale in favore del personale della Marina? Attraverso lo svolgimento di quelle attività di supporto morale, psicologico, assistenziale-previdenziale nei confronti del personale militare ovvero dei rispettivi familiari nel caso di un loro coinvolgimento in eventi di particolare gravità che possono dare risonanza mediatica. L’erogazione di sussidi è una delle iniziative di concreta vicinanza dell’Amministrazione della Difesa verso i dipendenti e familiari ed ha il fine di aiutare a far fronte ad esigenze impreviste che comportano oneri tali da porre in crisi il bilancio familiare. Ma vi è anche il rimborso parziale delle spese sostenute per le rette di asili nido e i contributi per sostenere economicamente i militari, in servizio, che conseguano titoli di studio utili all’accrescimento del proprio livello culturale e professionale ovvero Borse di studio agli studenti meritevoli, figli dei dipendenti. Non per ultimo, cito la protezione sociale, garantita attraverso i soggiorni nazionali marini e montani nonché le Basi Logistiche/ distaccamenti Militari delle altre Forze armate e dei Paesi aderenti al Comitè de Liaison International des organismes Militaires Sociaux - CLIMS (Germania, Belgio, Spagna, Francia, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania, Italia). Come interagite e comunicate con il personale? Semplice! Basta leggere le mail all users o la corrispondenza d’ufficio. È attivo anche un sito M.M., denominato Supporto al Personale (https://supportopersonalemarina. difesa.it/), all’interno del quale, previa registrazione, si può accedere a informazioni su Convenzioni, Ente Circoli, Organismi di Protezione Sociale, Asili Nido e CLIMS. Inoltre, stiamo contribuendo all’iniziativa in atto, a livello Stato Maggiore, per attivare, ulteriori e più innovative forme di comunicazione, comprese le pagine del Notiziario della Marina, allo scopo di raggiungere, nel modo più efficace, il personale della Forza Armata e i vari Comandi. Come il personale della Marina si mette in contatto con Ufficio Assistenza e Benessere? Di massima, tramite il Comando dal quale dipende. Molte volte avviene una interazione diretta, via telefono, con il personale dell’Ufficio che fornisce informazioni su come meglio agire, allo scopo di indirizzare gli utenti verso la migliore delle soluzioni alle problematiche rappresentate. Per un primo contatto si può utilizzare il seguente indirizzo mail [email protected]. A volte basta un po’ di attenzione per far riacquistare la serenità! Vi assicuro che la Marina non abbandona mai nessuno! ne e gestione finanziaria dei capitoli di bilancio del - ciale (O.P.S.); policy di gestione alloggi di servizio e assistenza al benessere, attraverso i dipendenti Uffici Be nessere, nonché nella gestione del patrimonio alloggiativo dell’area di riferimento. Essi assicura no, inoltre, la corretta attua zione della policy stabilita dall’Autori tà Centrale nel settore del benessere e autorizzano *Capo 3ª Sezione Assistenza e Convenzioni del 3° Dipartimento Supporto al Personale (Direzione per l’impiego del Personale Militare della Marina - MARIPERS)


N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - A P R I L E 2 0 2 4 Concerto di solidarietà Serata di musica e spettacolo all’Auditorium Parco della Musica di Roma di Daniela Napoli*


51 Oltre le note. Oltre le immagini. Oltre le parole. Il concerto di solidarietà della Marina Militare è un evento speciale, un appuntamento istituzionale molto atteso che è divenuto con il trascorrere degli anni una tradizione consolidata per la Forza Armata. Il 26 marzo, l’intera sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma si è rivelata essere il “contenitore” perfetto per un “contenuto” prezioso, fatto di persone, di musica e di generosità. Il ricco programma della serata - presentata dalla showgirl e conduttrice televisiva Veronica Maya, dal capitano di corvetta Florinda Bruschi e dal tenente di vascello Federico Messini – ha offerto momenti di alta cultura musicale e raccontato la Marina attraverso l’impegno, l’operatività, le nuove sfide della dimensione subacquea, il “tour mondiale” della nave scuola A. Vespucci, la propensione ad agire in aiuto di Paesi e popoli in difficoltà, tratti distintivi di questa Forza Armata in ambito nazionale ed internazionale. I 102 orchestrali della Banda Musicale della Marina, comandati dal capitano di fregata Aniello Grasso e diretti dal capitano di vascello maestro Antonio Barbagallo, si sono esibiti in un repertorio variegato, accompagnando gli spettatori in un viaggio di note e di emozioni, passando dall’opera classica alle marce, dalle colonne sonore di film alla musica pop e funk. Dopo l’inno di Mameli - cantato dal maestro Francesco Grollo -, gli spettatori sono stati trasportati nelle arie più famose del compositore toscano Giacomo Puccini, del quale ricorrono nel 2024 i cento anni dalla morte, quali: “La tregenda” (tratta dall’Opera-Ballo “Le Villi”, rappresentata per la prima volta 140 anni fa a Milano); “E lucevan le stelle” (tratta dalla Tosca) e “Fantasy on madame Butterfly” (tratto dall’omonima opera). Concluso il primo atto musicale della serata, si è dato poi ampio spazio al tema della solidarietà, quando Veronica Maya ha presentato il momento dedicato alla Fondazione Francesca Rava NPH Italia. La Fondazione Rava, tra i tanti progetti attivati anche grazie al supporto della Marina Militare, sostiene in Italia l’infanzia che vive in situazioni di povertà sanitaria attraverso il progetto “In farmacia per i bambini” e promuove la rieducazione e il reinserimento sociale dei ragazzi che scontano pene detentive nell’Istituto Penale per i Minorenni (IPM) di Milano con il progetto “palla al centro”. In particolare per quest’ultima iniziativa, insieme alla collaborazione degli istruttori e operatori del Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina, i ragazzi possono partecipare ad attività educative ed immergersi in piscina. Insieme a Mariavittoria Rava presidente della Fondazione, Veronica Maya ha invitato sul palco una testimonial d’eccezione come l’inviata della trasmissione televisiva “Striscia la notizia” e speaker radiofonica Rajae Bezazz, che con la Fondazione Rava condivide spirito, entusiasmo e finalità delle numerose attività in campo. Al ritmo energico delle note del brano di Sir Edward Elgar con “Pomp and Circumstance Marches n°4” diretto dal capitano di corvetta Gian Luca Cantarini, la Banda ha ripreso il suo viaggio musicale per entrare poi in atmosfere cinematografiche con l’omaggio al maestro Ennio Morricone riproponendo brani tratti dai film “Mission”, “Marco Polo” e “La Leggenda del Pianista sull’Oceano”, eseguita da Claudia Agostini al pianoforte mentre sullo schermo sono stati proiettati video e immagini di nave Vespucci impegnata nel giro del mondo. Proprio a nave Vespucci e al suo tour è stata dedicata una moneta celebrativa presentata ufficialmente dal dottore Paolo Perrone, presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Con una scenografica disposizione sul palco di una nutrita rappresentanza dei professionisti della Marina in divisa specialistica, Veronica Maya ha dato poi la parola al capitano di vascello Enrico Vignola - assistente del Capo di Stato Maggiore della Marina - che ha presentato le principali attività svolte dalla Forza Armata nel 2023, insieme ad alcuni tra i Comandanti protagonisti sul campo. Si è ricordato con l’occasione il lavoro delle donne e degli uomini della Marina, impegnati nelle tante attività operative e di supporto


N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - A P R I L E 2 0 2 4 alle popolazioni nelle varie arie del mondo a tutela della libertà di navigazione e delle importanti infrastrutture che popolano gli abissi. Il terzo atto del concerto si è aperto sulle note di “Con te partirò”, passando dall’evocazioni metaforiche di “Firth of Fifth” dei Genesis eseguita in prima esecuzione assoluta con arrangiamento per banda proprio dai musicisti della Marina, per chiudere con un’esecuzione di “Sax, wind & funk medley” di autori vari. L’intervento conclusivo del concerto è stato di diritto affidato al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare l’ammiraglio di squadra Enrico Credendino che ha salutato e ringraziato le autorità e gli ospiti presenti in sala per aver preso parte alla serata dedicata alla musica e al sociale. Il Capo di Stato Maggiore ha salutato e ringraziato i comandanti tattici delle operazioni in mare, dislocati in diverse aree geografiche del mondo collegati in video: Aspides (contrammiraglio Stefano Costantino), Mediterraneo Sicuro (contrammiraglio Stefano Frumento), Atalanta (contrammiraglio Francesco Saladino), “Tour Mondiale” Vespucci (capitano di vascello Giuseppe Lai) ed ha concluso il suo intervento ribadendo ancora una volta la consolidata e duratura sinergia che vede la Marina e Fondazione Rava collaborare da molti anni nella realizzazione di numerosi progetti di solidarietà. Dopo una toccante esecuzione di “Nessun dorma”, la serata è terminata con la più classica delle musiche della Forza Armata, “la Ritirata” del maestro Tommaso Mario. (*) sottotenente di vascello della riserva selezionata - Upicom 6opraffl l·aPPiraglio Gi sTXaGra (nrico &reGenGino, l·avvocato 0aria 9ittoria 5ava, il ministro della Difesa Guido Crosetto, l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone e la Gott.ssa (PPa %aiarGi. $ sinistraffl 5aMae %erras, 9eronica 0a\a. e 0aria 9ittoria 5ava.


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N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - A P R I L E 2 0 2 4 di Antonino Pulvirenti Alla Stazione Elicotteri Marina Militare di Catania (Maristaeli Catania) ha “preso il volo” il percorso di orientamento e formazione scolastica di circa settanta studenti provenienti dagli Istituti G. FERRARIS (Acireale), E. MAJORANA (Gela) e Politecnico del Mare (Catania). Dopo l’esperienza dello scorso anno, l’iniziativa del Progetto di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) si è ripetuta dal 30 gennaio al 7 marzo ed è stata fortemente voluta dal Comando delle Forze Aeree della Marina Militare e dal Comandante della Base, capitano di vascello


55 ORIENTAMENTO MARISTAELI CATANIA Riccardo Leoni. Il Centro di Formazione Equipaggi di Volo (CE.F.EV.), erede dello storico Ufficio Corsi e Tirocini di Maristaeli Catania che sin dagli albori dell’Aviazione Navale fornisce la formazione basica agli Equipaggi e formazione scolastica di Volo della Marina Militare e che ospita gli allenatori tattici e il simulatore di manutenzione, ha messo in campo le competenze dei propri istruttori, specialisti e operatori di volo a favore degli studenti siciliani. I percorsi formativi sono stati ideati dal personale specialista delle Forze Aeree e dai professori “tutor” degli Istituti Scolastici, con l’obiettivo di completare il percorso di studi e ampliare le conoscenze acquisite in classe in un ambiente professionale e reale, che possa facilitare l’orientamento dei giovani nel mondo del lavoro. Il primo giorno l’esperienza inizia con un richiamo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, seguito, subito dopo, da un test di verifica: si comprende sin dalle prime battute che qui sul dire, prevale il fare!


N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - A P R I L E 2 0 2 4 Nadia Arizzi 4ªB (studentessa IISS E. Majorana di Gela) Il cordiale e caloroso saluto di benvenuto del Comandante Pulvirenti ha stemperato quel clima ini]iale Gi GiIfiGen]a e la chiare]]a con cXi ha esposto il prograPPa ha perPesso a noi studenti di avere un quadro chiaro delle fasi in cui si sarebbero articolate le attività. L’inizio vero e proprio delle attività, poi, è stato per noi una piacevole sorpresa perché pensavamo di essere solo degli spettatori passivi, invece, siamo stati attori protagonisti, abbiamo potuto vedere e utilizzare dei dispositivi per rilevare imperfezioni e difetti del “pezzo ispezionato” con il rilevatore di ultrasuoni o anche con il rilevatore dei campi elettromagnetici creati dalle apposite sonde attraverso delle correnti indotte. Questa esperienza mi ha permesso di poter vivere giornate intense insieme al personale della Base, permettendomi di immedesimarmi nel ruolo di manutentore e di percepire il senso di appartenenza e la forza del lavoro di squadra. La possibilità di fare questo percorso? Un’invidiabile opportunità! Gabriele Costanzo 4ª A (studente IISS G. Ferraris di Acireale) Quando siamo entrati nell’hangar abbiamo trovato un turbomotore, che sorpresa! Dopo aver assistito ad una piccola presentazione del boroscopio e del termoscopio, ho potuto procedere all’ispezione del “gruppo freddo” del motore T700 del corpo elicotteri NH-90 esaminando, insieme ai miei compagni e al tutor militare, i tre punti di ispezione. Ho imparato che dal primo punto si può ispezionare il 1° stadio rotativo del compressore assiale, mentre dal secondo e terzo si può ispezionare il 5° stadio rotativo del compressore radiale e le palette del compressore centrifugo per vedere se sono presenti microfratture delle pale orientabili della turbina; ho imparato che, in questo ultimo caso, è necessario interrompere l’attività di volo dell’elicottero e procedere alla sostituzione. Rocco Arena 5ª A (studente Politecnico del Mare di Catania) Questa esperienza ci ha permesso di conoscere personale militare preparato, competente e professionale che ha catturato il nostro interesse e alimentato il nostro entusiasmo e la nostra curiosità. Dott.sa Denise Alma (docente tutor dell’IISS E Majorana di Gela) Fermo restando che la scuola deve formare donne e uomini che abbiano un pensiero critico e una formazione trasversale, la semplice attività all’interno della scuola rischia di alienare i giovani dal mondo del lavoro e di alimentare il loro disorientamento. In questa prospettiva, il PCTO ha rappresentato un importante passaggio di vita per le studentesse e gli studenti poiché l’esperienza autentica che hanno vissuto sul campo ha permesso loro di scoprire le loro attitudini e i loro talenti. Sottocapo Scelto TC-AER Rizzo Dario Giuseppe Alessandro (specialista di elicottero-tutor) È una giornata come tante al CeFEV (Centro Di Formazione Equipaggi di Volo), ed è proprio la quotidiana normalità che voglio raccontare, concretamente, e dare loro l’idea di cosa abitualmente si fa in una sezione linea di un hangar elicotteri della Marina. Mi appresto, pertanto, a fare lezioni pratiche in hangar con la differenza che, questa volta, ad apprendere nuove nozioni tecniche non c’è personale con le stellette, ma studenti delle quinte classi della scuola superiore; per me è stata una esperienza molto stimolante. La parola ai protagonisti


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N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - A P R I L E 2 0 2 4 “Mensa sana” E spressioni come “imbarco viveri”, “mensa guardia”, “pizza di mezzanotte” possono sembrare strane o sconosciute ai più, ma per la componente sussistenza di Nave Vespucci sono “pane quotidiano”. Questa componente si occupa di uno degli aspetti più importanti della vita di bordo: il confezionamento dei pasti. Sebbene questo compito venga svolto su tutte le navi, sul Vespucci ha delle caratteristiche peculiari. In primo luogo, non sono molte le navi della Marina Militare che hanno a bordo 400 persone e su cui vengono confezionati più di 1.200 pasti al giorno (colazione, pranzo e cena ed eventi istituzionali). Inoltre, anche il cosiddetto “imbarco viveri”, cioè il rifornimento di generi alimentari necessario a sostentare l’equipaggio durante le navigazioni e le soste in porto, viene fatto a mano - un po’ come tutto sul Vespucci - attraverso delle lunghe “catene umane” in cui le confezioni di derrate alimentari passano di mano in mano fino ad arrivare nelle cambuse, dove vengono stivate per la conservazione. Un lavoro fondamentale e molto apprezzato, ma che presuppone un grande sforzo organizzativo e logistico: basti pensare che ogni giorno vengono impastati quasi 40 kg di pane (…in maniera goliardica tutti cercano di prenderne un pezzetto quando è appena sfornato!) e si cucinano circa 90 kg di pasta. Per la componente sussistenza, prepararsi a una navigazione non è mai semplice, soprattutto se la navigazione in questione sarà lunga, ovvero giorni e giorni di navigazione in mare. “Durante la sosta lavori sono state effettuate delle manutenzioni alle celle frigo e alle cambuse e abbiamo usufruito temporaneamente della mensa del cantiere argentino. di Aurora Esposito* Iotoffl 0aXri]io /apera La componente sussistenza a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci in corpore sano


59 Prima di partire non avevamo molte scorte: abbiamo dovuto imbarcare così tante provviste che abbiamo impiegato 4 giorni! Ora però siamo pronti ad affrontare la navigazione”, dice il commissario di bordo, tenente di vascello Marco Saccone, diretto responsabile degli approvvigionamenti. Un altro elemento che rende il lavoro della componente così speciale, sono di norma degli eventi istituzionali durante le soste dove il Vespucci rappresenta il meglio del nostro Paese: “Di solito in ogni sosta c’è un dinner buffet: detto così può sembrare poco, un piccolo buffet, ma ci sono 150 invitati tra autorità politiche, militari e civili. A loro offriamo piatti tipici made in Italy: la pasta, il parmigiano, il prosciutto, la pastiera e tante altre prelibatezze puntualmente molto apprezzate. Oltre a questo, c’è di solito un pranzo di alta rappresentanza in Sala Consiglio. E ovviamente c’è l’equipaggio: certo, qualcuno ne approfitta per provare i ristoranti locali quando siamo in sosta in un porto estero, ma molti restano a bordo e quindi prepariamo i pasti anche per loro”, spiega il capo componente sussistenza, luogotenente Mario Fedele. A rendere più impegnativo il lavoro, ci sono anche gli spazi ristretti. Infatti, sebbene le pietanze siano prelibate come se fossero uscite dalle cucine di un ristorante stellato, i locali mensa non sono molto ampi. Così racconta la sua esperienza il capo gamella, 2° Capo Francesco Mancini: “È vero, cucinare per tante persone è difficile, faticoso, e a volte complicato soprattutto per mantenere uno standard qualitativo elevato e variegato, ma vuoi mettere la soddisfazione di andare a dormire quando qualcuno ti ha fatto i complimenti? Impagabile!” Aggiunge il commissario di bordo: “Per far comprendere ai lettori del Notiziario della Marina il quantitativo di generi alimentari che una nave grande come il Vespucci deve imbarcare per far fronte alla navigazione che ci aspetta dopo aver lasciato l’Argentina, riporto alcuni dati significativi di quanto imbarcato: farina: 2.500 kg; pasta: 5.000 kg; acqua potabile; 16.000 lt; patate: 500 kg; carne: 4.500 kg; verdure e frutta : 3.500 kg; pesce: 3.000 kg; sale: 200 kg; olio: 800 lt. Questi, invece, i consumi nella prima fase del giro del mondo (partenza da Genova il 1 luglio 2023 e arrivo a La Plata in Argentina il 13 marzo 2024): Farina: 10.000 kg; pasta: 20.000 kg; acqua potabile: 176.000 lt; patate: 5.000 kg; carne: 20.000 kg; verdure e frutta : 50.000 kg; pesce: 12.000 kg; sale: 400 kg; olio: 2.000 lt.” XIficiale Gi rotta Gel 9espXcci. ** fotografo navale di UPICOM ____________________________ NOTE: Il titolo riprende con un gioco di parole il noto verso di Giovenale 6at. ;,  ffl ´Pens sana in corpore sanoµ. 2ltre all·eserci]io fisico infatti, anche una “mensa” variegata di alimenti salutari aiuta la “mens” del marinaio contribuendo al suo equilibrio psicofisico.


N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - A P R I L E 2 0 2 4 I nomi delle navi È capitato, a volte, chiacchierando fra colleghi, di rendersi conto che non tutti, pur essendo “del mestiere” conoscono cosa c’è dietro i nomi delle unità navali. Da una conversazione con il direttore del Notiziario della Marina è quindi nata l’idea di parlarne in alcune brevi chiacchierate, volte a colmare la lacuna in chi, soprattutto fra i militari più giovani, si trovi imbarcato su di una certa unità o magari si interroghi sul nome di quella che si trova ormeggiata a fianco della propria, oppure per i tanti appassionati che seguono la Marina dall’esterno e non ne conoscono a fondo le tradizioni, la storia, le curiosità ed altro ancora. I nomi derivanti dalla mitologia dei rimorchiatori d’altura Ercole, Atlante, Ciclope,Titano, Polifemo, Gigante, Saturno,Tenace, fanno venire in mente campioni di forza, ovvero la caratteristica prima richiesta a questo tipo di navi. I rimorchiatori costieri ricordano una serie di località delle nostre belle coste quali: Porto Fossone, Porto Torres, Porto Corsini, Porto Empedocle, Porto Pisano, Porto Conte, Portoferraio, Portovenere, Porto Salvo, Portofino, Riva Trigoso, Porto d’Ischia. Il richiamo ai tanti bei sorgitori della costa italiana si trova anche in altre navi minori quali i cacciamine Milazzo,Vieste, Gaeta, Termoli,Alghero, Numana, Crotone,Viareggio, Chioggia, Rimini, dalle navi trasporto gasolio Panarea, Linosa, Favignana, Salina, dalle navi del Servizio Fari Ponza, Levanzo, Tavolara, Palmaria, Procida e dalle navi da trasporto costiero Gorgona,Tremiti, Caprera, Pantelleria, Lipari, Capri. Nell’attribuzione dei nomi, c’è poi il criterio dei richiami astronomici, per l’importanza che ad essi i naviganti hanno sempre attribuito e per riproporre quelli di navi che, nel passato, avevano fatto il loro dovere e, a volte, molto di più; parliamo del pattugliatore Cassiopea, il cui omonimo predecessore, una torpediniera, varato nel 1937, aveva prestato impeccabile servizio sino al 1957, confermando la validità dell’idea che aveva portato alla sua progettazione. A seguire, il pattugliatore Libra; anche in questo caso, il predecessore, varato nel 1938, aveva servito con onore sino al 1959. Della stessa classe pattugliatori d’altura, lo Spica richiama anche il nome dell’unità che fu la prima della sua classe (ben 32) quando nel 1935 entrò in servizio. Nel 1940, venne ceduta alla Svezia insieme ad un’altra torpediniera mentre le 30 restanti si sarebbero coperte di gloria, durante il Secondo Conflitto Mondiale, nell’estenuante scorta ai convogli. Sempre agli odierni pattugliatori d’altura appartengono ilVega, il Sirio e l’Orione. di Paolo Bembo* Moto trasporto Fari Palmaria Isola di Palmaria nel golfo di La Spezia “L’onomastica navale deve ritenersi come un bene culturale immateriale”


61 Scopriamo adesso i pattugliatori polivalenti d’altura (PPA), cominciando dagli ultimi nati: quelli della classe Thaon di Revel. Unità polivalenti da 4.500 tonnellate, risultano versatili nell’impiego. Cominciamo dalla nave capo classe, del 2022, che ha ricevuto il nome di un grande ammiraglio: Paolo Thaon di Revel (foto in basso). La sua vita fu particolarmente densa e significativa. Nato a Torino nel 1859, guardiamarina nel 1877, nei suoi numerosi imbarchi evidenziò elevate capacità marinaresche partecipando anche, nel 1908, da comandante della corazzata Vittorio Emanuele, ai soccorsi alle popolazioni colpite dal terremoto calabro siculo. Al comando della seconda Divisione navale fu valorosamente impegnato nella guerra italo turca e successivamente, sino al 1913, fu direttore delle Siluranti. A 54 anni, nominato Capo di Stato Maggiore della Marina, dette grande impulso alla preparazione della Forza Armata. Nel 1915, a seguito contrasti con il comandante dell’Armata circa le modalità di condurre la guerra navale, si dimise dall’incarico di Ministro della Marina e assunse il comando del Dipartimento e della Piazza marittima di Venezia, sottolineando l’importanza, in quella guerra, dei mezzi leggeri. Dal 1917 nuovamente Capo di Stato Maggiore, è nello stesso anno nominato senatore e nel 1918 Ammiraglio; a lui, in gran parte, è attribuita la vittoria sul mare. Dopo altri prestigiosi incarichi, dal 1922 al 1925 è ancora Ministro della Marina. Nel 1923 “Duca del Mare”, nel 1924 è promosso Grande Ammiraglio, grado che lo autorizza al servizio a vita. Nominato dal re presidente del Senato, nel 1943, dal 1944 al 1945 fu in clandestinità, per spegnersi nel 1948. Una figura da additare come esempio e da ricordare per le capacità. Dopo il P430, il P431, Francesco Morosini, sempre del 2022. Il nome dell’unità si rifà ad una figura la cui storia eccezionale confina con la mitologia. Egli nasce a Venezia nel 1619; spirito inquieto e avventuroso si volge naturalmente al mare e al mestiere delle armi. Negli anni ’30 è marinaio e nel 1646, e sino al 1661, e poi, nuovamente dal 1667 al 1669, è nominato comandante delle Forze terrestri della città di Candia. Nel 1647 ottiene una vittoria strepitosa sull’isola greca di Chio (Egeo orientale) e subito dopo a Çesme (circa 70 chilometri a ovest di Smirne, in Turchia), distruggendo una flotta di unità leggere turche. Nel 1669, di fronte alla strapotenza avversaria deve cedere l’isola di Candia ma ottiene l’onore delle armi da un nemico che, a fronte dei 10.000 caduti veneziani, aveva perso 130.000 dei suoi. Rientrato a Venezia, quando pareva dovesse mettersi a riposo, nel 1683, viene messo in posizione di comando navale, in quanto Venezia ha ripreso le ostilità con i turchi. Tra il 1683 e il 1687, conquista numerose isole greche e il Peloponneso. Nel 1688 viene nominato Doge, carica che già aveva rifiutato una volta ma, impegnato nelle operazioni, torna a Venezia solo nel 1691. Già nel 1693, però, viene inviato di nuovo in azione e ottiene in rapida successione tre vittorie. L’età e gli strapazzi hanno però il loro peso e nel 1694, a Nauplia (Grecia), muore. Al grande condottiero, la Marina ha dedicato, nel 1961, quella che ora è la Scuola Navale Militare di Venezia. Dell’ultimo nato fra i pattugliatori, il Raimondo Montecuccoli, parleremo nel prossimo appuntamento. * Contrammiraglio (ris) già responsabile del Notiziario della Marina, Rivista Marittima e rivista della Lega Navale.


N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - A P R I L E 2 0 2 4 di Cristiano Bettini* Quando osserviamo una barca a vela che naviga, ne vediamo solo la parte sopra la superficie marina, mentre ci sfugge cosa succede nella sua parte immersa. Sappiamo che una componente del vento che impatta sulla vela spinge l’imbarcazione, un’altra la fa sbandare perché la parte immersa resiste e la barca scarroccia, cioè trasla sottovento rispetto alla rotta voluta. Tutto qui? In realtà la questione è molto più complicata e le barche moderne, per semplificare diciamo dal dopoguerra, sono configurate come aeroplani, derivando le forme dagli studi aeronautici del tempo sulle forme delle ali. Oggi un’imbarcazione a vela con la deriva fissa, è equivalente alla fusoliera e alle ali di un aereo che si muove quasi verticalmente in due fluidi diversi: l’aria e l’acqua (come nel disegno della figura di sinistra). Le dimensioni della vela e della deriva sono diverse proprio perché le densità sono diverse e l’acqua marina a temperatura ambiente è circa 800 volte più densa dell’aria. Anche i principi che spingono l’imbarcazione, creando sia una forza che si oppone allo scarroccio sottovento sia una forza (portanza) che tende a spostare lo scafo sopravvento, sono gli stessi ma oltre alla complica- *Ammiraglio di squadra (r) Barche a vela zione della densità ve n’è un’altra, quella costituita dall’onda che si crea dove i due fluidi si toccano, cioè sulla superficie marina; la resistenza all’avanzamento nei due fluidi è causata in gran parte proprio da quest’onda perturbante. Si comprende meglio come il design di una barca sia dunque complicato, come la vela debba essere molto più ampia della deriva, lo scafo assuma il ruolo della fusoliera di un aereo e il timone quello dei suoi impennaggi di coda. Inoltre poter spostare il peso dello scafo molto più in basso nella deriva alare, mi permette di avere barche più leggere, usare meno vela ed andare più veloce. Ma prima non funzionava così? Gli scafi classici che hanno la chiglia lunga o semilunga e il timone inserito nel prolungamento della chiglia, nel momento in cui sbandano generano anch’essi un’asimmetria di forme che contribuisce a ridurre lo scarroccio sottovento ma la portanza di tipo alare generata resta molto bassa rispetto ad una deriva moderna. Tuttavia lo scafo classico, più lento e pesante, compensa una minore performance con diverse altre doti, molto legate alla navigazione d’altura, che vedremo nei nostri appuntamenti sul Notiziario della Marina. di Cristiano Bettini* Barche a vela come aeroplani /e iPbarca]ioni sono configXrate come aeroplani, derivando le forme dagli studi aeronautici sXi profili Gelle ali.


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N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - A P R I L E 2 0 2 4 La nave di fuoco di Alessandro Busonero Autore: Nicolò Carnimeo Editore: MURSIA Anno di pubblicazione: 2023 Numero di pagine: 266 Prezzo: € 18 Consigli di lettura Un romanzo le cui pagine fanno godere di due sapori avvolgenti: il mare del Mediterraneo e il caffè, il buon caffè. Già questi due ingredienti sono sufficienti a stimolare la fantasia del lettore, ma se poi questi si intrecciano con uno tra i più grandi uomini di mare italiani che la storia ricordi, l’ammiraglio Francesco Caracciolo (1752 – 1799), l’unico a dar filo da torcere alla flotta inglese di Horatio Nelson, beh… non possiamo che rimanere affascinati da questa lettura.Nicolò Carnimeo, l’autore del libro, dosa in un cocktail alchemico le sue conoscenze tra storia, mare e… caffè. “E sapete chi ha portato la specialità Arabica a Napoli, sul finire del XVIII secolo, rendendola capitale europea del caffè?” Nicolò Carnimeo lo attribuisce al duca Caracciolo, allora giovane ufficiale della Marina borbonica. Il romanzo storico, da leggere d’un fiato, è ambientato tra la capitale del Regno dei Borbone e Algeri. Protagonista il caffè, “anzi la migliore miscela di caffè mai esistita”. Ha scritto “Nei mari dei pirati” e “Com’è profondo il mare” ed è consulente della trasmissione Linea Blu (Rai 1). Gira il Mediterraneo con la barca a vela Camomilla, a caccia di storie. Considera Napoli la sua città d’elezione. La parola all’autore. Come nasce l’idea di scrivere questo libro? Ero nel Golfo di Napoli di fronte a Procida a bordo di una piccola vela latina mentre si girava una puntata di Linea Blu e il pescatore che era al timone mi ha detto all’improvviso “Ma lo sapete che in queste acque l’Ammiraglio nostro ha messo sotto scacco la flotta di Nelson?”. Ed era vero! Uno spunto irresistibile per narrare le gesta di Francesco Caracciolo. Da lì ho iniziato le mie ricerche. Il lettore appassionato trova nel testo molti approfondimenti tecnici e fedeli ricostruzioni storiche, quanto studio c’è dietro questo lavoro? Ho letto tutto quello che ho trovato su Caracciolo, biografie e documenti di archivio. Ho voluto che lo scenario e tutto quello che viene narrato fosse contestuale e reale, sono appassionato anche io di romanzi storici, specialmente quelli ambientati sul mare. Ne ho divorati tanti (forse troppi dice mia moglie!). Il romanzo, però, offre la possibilità di inventare situazioni e personaggi, di indagare nelle vaste praterie del verosimile, così sono nati il saggio gesuita Basilio o la popolana Angela con la quale Caracciolo ha una controversa storia d’amore. “Caracciolo - mare” un binomio indissolubile ma oggi non da tutti ricordato. Cosa ha rappresentato l’amm. Caracciolo per i suoi contemporanei? Per Caracciolo il mare è stata la passione di una vita, si fece le ossa con i Cavalieri di Malta e nella Marina britannica, la Royal Navy. È stato un cacciatore di pirati barbareschi, per la sua tenacia venne soprannominato il “nibbio del mare”. Molte scuole, piazze e lo stesso lungomare di Napoli sono a lui dedicati, ma la sua figura meriterebbe di essere riscoperta per la sua attualità. Egli è un personaggio di rottura nella sua epoca, nel 1799 abbandonò i Borbone che aveva servito per tutta la vita per abbracciare la Repubblica Partenopea e seguire i suoi ideali. Sentiva che il vento era cambiato e pagò con la morte la sua scelta. C’è un altro binomio indissolubile nel romanzo. Quello tra Napoli e il caffe? Il caffè è l’altro protagonista del romanzo e rappresenta il risveglio di un popolo, l’epoca dei lumi; il suo legame con Napoli è fortissimo, qui la tazzulella è diventata rito e, forse, mito. Alla fine del Settecento era diffusa solo la qualità Robusta; la miscela di Arabica era ancora un segreto custodito nella città di Mokka. Su queste basi come in una vera spy story si snoda l’intreccio narrativo tra Napoli e Algeri. Oriente e Occidente che si scontrano e poi si incontrano di fronte ad un caffè. Francesco Caracciolo, l’ammiraglio che donò il caffè a Napoli


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N O T I Z I A R I O D E L L A M A R I N A - A P R I L E 2 0 2 4 5 aprile 2024, alle 04.53 ZULU, (meridiano fondamentale di Greenwich), 06.53 ora italiana, la nave scuola A. Vespucci passa a sud di capo Horn in navigazione da ovest verso est (latitudine 56° 03’.7 S - longitudine 067° 16’.4 W). “Invelati trevo di trinchetto, parrocchetto fisso e volante, gabbia fissa e volante. Pennoni punta alla marca a dritta. Entusiasmo dell’equipaggio incontenibile” Nel prossimo numero, gli approfondimenti con i protagonisti


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