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Direttore Nicola Conforti - Agosto 2017

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Published by Seleteca Caposele, 2024-01-19 13:12:02

La Sorgente n. 94

Direttore Nicola Conforti - Agosto 2017

Keywords: Caposele,Nicola Conforti,La Sorgente

Anno XLIV - Agosto 2017 N. 94 51 Personacci ed Interpreti PERSONAGGI INTERPRETI ed Grande festa in casa Alagia! Philip Alagia (figlio di Filippo) sceglie Caposele per festeggiare insieme alla sua famiglia i suoi 50 anni! Come dimostrazione di un amore incondizionato per Caposele che supera le generazioni, eccolo posare insieme alla moglie Anmarie e ai suoi tre figli Philip jr, Giuliana e Carmela con la cara zia Felicetta. Congratulazioni a Philip, inoltre, per l'importante mansione di "Chief of Staff" della "County of Essex", politico di spicco in New Jersey. Un po' di riposo e una chiacchiera di alta politica consultando gli smartphones Il sole della primavera, ha sempre riportato i nostri anziani in luoghi particolari e ben protetti dal vento. La loggetta del Comune ha proprio queste caratteristiche Raffelino Galdi coltiva un sogno Un carnevale in maschera con un occhio all'america I nipoti di Alfonso MerolaDonato, Alice e Fede Giovani artisti in una performance alla chiarra: Francesco Malanga, Azzurra Cetrulo e Michele Zanca Una gita a Matera Peppino della pizzeria "La Sorgente con un piatto tradizionale caposelese a base di matasse Una "festa a sorpresa per i 50 anni"...e la sorpresa continua! Davide Liloia (Platinì) free style


Anno XLIV - Agosto 2017 N.94 52 Blog di Salvatore Conforti Dal mio blog, un modo per scacciare via i "brutti pensieri" A Caposele, la #mappadeltesoro. Un tesoro nascosto da ignoranza, protervia e invidia. Un forziere prezioso colmo di grandi potenzialità che è lì ad aspettare che qualcuno lo vada ad aprire! Tutti ne conoscono da anni il contenuto, ma nonostante il possesso delle chiavi siamo accecati da futili ed effimere rivincite personali. ..un colpo di spugna potrebbe riavviare i processi di sviluppo. Ma mi sa che la spugna è chiusa lì dentro e nessuno ha voglia di pulizia. Ho avuto, qualche giorno fa, un lungo, interessante e proficuo incontro con l'on. Umberto Del Basso De Caro. Ragionamenti approfonditi sulla #ciclovia, sul #PSR sulla #CITTAPILOTA, sul #TURISMO. Tutti argomenti per i quali, rappresentandogli l'assenza assoluta delle istituzioni locali, ho avuto il piacere di incassare un suo pregnante e sostanziale interesse, utile ad affiancare Caposele e a sostenere una compagine politica che si interessi del futuro. Non comprendo come mai sulla questione dei #RIFIUTI CAPOSELESI CON LA TARIFFA Più ALTA D’ITALIA, non ci sia uno straccio di risposta istituzionale. O meglio capisco che c’è un’evidente difficoltà nel dichiarare ai cittadini che da qualche anno a questa parte il comune percepisce dalla #TARI aliquote illegittime e DOVREBBE RESTITUIRE I SOLDI indebitamente percepiti ai cittadini. Parlo dell’aliquota dell’Ex ECA o quella del contributo provinciale o addirittura la mancanza dell’adeguamento del regolamento che fa abbattere del 40% la TARI per le famiglie che si trovano ad oltre 200 mt. dal più vicino cassonetto dell’indifferenziata. L’ho chiesto ufficialmente, con comunicazioni scritte e anche, recentemente, in Consiglio Comunale al responsabile dell’area. Tutto TACE! Ma è possibile che la pigrizia e la strafottenza ci possa cogliere su ogni questione che ci riguarda….e anche su quella economica??? NON MI FACCIO CAPACE!! Non è una grande cifra ma se si pensa che, andando a ritroso per i 5 anni in cui la norma permette il recupero di somme, ogni famiglia potrebbe riavere 200/300 euro in totale, non capisco come non si debba fare questo sforzo sociale in un periodo in cui ogni famiglia Caposelese ha medio/grandi problemi economici. Speriamo che non passi tutto stritolato sul solito piano elettorale a ridosso delle elezioni dell’anno prossimo, e che invece, qualcuno della Politica che conta, possa rinsavirsi ed avere uno scrupolo di coscienza che lo illumini per una BUONA AZIONE morale e civica nei confronti dei propri amministrati. Vi trasmetto una "lettera aperta" che inviai esattamente un anno fa a tutte le forze politiche e sociali del paese. Ieri (13 giugno 2017) sono stati pubblicati altri bandi del PSR per intercettare i fondi europei e c'è tanto da poter mettere a cuocere per il nostro territorio. L'invito a distanza di un anno, atteso che nulla è cambiato, lo ripropongo senza modificare una sola virgola, con la speranza che possa risvegliare un po' le coscienze congelate di chi ha una doverosa responsabilità a mettersi intorno ad un tavolo a RAGIONARE.....e non solo di liste elettorali. QUESTI STUPIDI BOTTI NELLE FESTE DI PAESE! Ma è possibile che si continua a sparare #BOTTI, SENZA RISPETTO. Già dalle 7 di mattina botti che superano ogni limite di sopportazione acustica e di sicurezza vengono esplosi in modo irriguardoso nelle feste dei nostri Paesi. Ma sarà una cosa lecita e possibile??? Se i botti avrebbero dovuto attirare gente per la festa, questo non avviene più, visto che i mezzi di comunicazione si sono evoluti da un bel pezzo. E ALLORA? Non si tratta di tradizione, ma di una stupida usanza che invece manda un triste messaggio di grande strafottenza per la gente che sta male, che si riposa, e per tutti gli animali domestici e selvaggi che vengono spaventati a morte. Non sarebbe il caso di investire questi soldi in musica, in opere di bene o addirittura a favore di associazioni per gli animali randagi?? Lo ringrazio soprattutto per la sua umiltà e capacità di relazionarsi con tutti i territori interni, i quali hanno assoluta necessità di una svolta imperniata su un modo di fare politica, senza rancori e con lo sguardo dritto a migliorare la qualità della vita. Avremo modo di confrontarci spesso nei prossimi mesi, con il desiderio di cancellare i grandi errori della recente storia politica e rimettersi al lavoro per la nostra terra, ma consapevoli che sarà assolutamente necessario coraggio ed intelligenza..... ...Questa la parte più difficile.


Anno XLIV - Agosto 2017 N. 94 53 Questa rubrica è disponibile per chiunque volesse pubblicare foto dei propri eventi felici. Laredazione de "LaSorgente" èavostradisposizionepertuttoilmateriale che VOI ci inviate in tempo utile prima dell'uscita del giornale. le foto publicate sono il segno della vostra collaborazione. Giorni Lieti 27/06/2017 Filomena Ventre, Laurea in Scienze dell'educazione presso Università degli studi di Salerno. 17/12/2016 Jessica Guarino, Laurea Magistrale in Psicologia Applicata,Clinica e della Salute con Indirizzo in Psicologia della Devianza e Sessuologia presso L'Università degli studi dell'Aquila. Giovanni Viscardi, in data 12 dicembre 2016, si è laureato in Economia e Gestione aziendale con curriculum in Gestione delle Aziende pubbliche e sociali presso l’Università degli studi di Salerno. Ranieri Di Sacco 6.07.2017 Laurea specialistica in Storia e Civiltà - curriculum moderno, presso l’Università di Pisa marzo/2017 Valentina Borriello Laurea in Scienze dell'educazione Gerardo Manente di Leonardo e di Stefania Curcio nata il 02.06.2017 Grasso Antonio di Rocco e di Nunzia Chiaravallo nato il 18.12.2016. Alfonso Galdi controlla il fratellino Agostino, nato il 28.04.2017 da papà Simone e mamma Valentina Guarino Celeste Curcio di Giovanni e Teresa De Feo nata il 12.12.2016. Gerad Cirillo di Nicola e Francesaca Farina nato il 18.05.2017. Rocco Competiello, grande appassionato del nostro giornale, ci invia dal Canada questa foto che lo ritrae con la sua famiglia Luigi e Annarita 01-07-2017. Gianni e Annarita 24-06-2017. Gerardo e Maria Grazia 03-06-2017 Alessandro e Filomena 20-05-17 Annalisa Casale e Franco Cibellis sposi - 08.07.2017 Giuseppe e Gelsomina 10-6-2017. Angelo Caruso e Carmela Malanga - 25 anni di matrimonio Michele Castagno e Rosa Paolercia in data 22.10.16 hanno festeggiato il 50° anniversario di Matrimonio Alessandro e Felicia 10-05-2017. Sozio Lucia Laurea Magistrale in Biologia - 19/07/2017 con 110 e lode


Anno XLIV - Agosto 2017 N.94 Ricordo 54 Caro Ettore, gli amici della Sorgente mi hanno chiesto di renderti onore con un ricordo della tua persona. Ho accettato di buon grado, ma ho pensato che la cosa peggiore sia parlare di te in terza persona: oltre a renderti più estraneo, una simile modalità mi limiterebbe la spontaneità. Ed ecco perché ho immaginato di scriverti una lettera, come se ti avessi di fronte, in un dialogo ininterrotto, con le parole dirette a te che mi ascolti, finalmente in silenzio, per una volta senza minimizzare le mie affermazioni, facendo spallucce, come tuo solito. Da quanto tempo che ci conosciamo, caro Ettore! Venticinque anni sono tanti e, diciamo, un po' retorici, che sembra ieri, per dirla con Guccini. È dal 1990 che ci siamo conosciuti, ed all'inizio non capivo se il tuo nome era Ettore oppure Ettòrre, come il grande eroe dell'Iliade, sposo di Andromaca, e figlio di Priamo re di Troia. Poi capii che la seconda versione era solo un gioco, dei tuoi tanti amici ed alunni, che, però, non ti dispiaceva per niente, visto che il tuo mondo - umano e culturale insieme - era debitore in toto a quel mondo classico, sia nella versione greca che latina, delle cui espressioni spesso amavi riempire le tue affermazioni colorate ( ad maiora semperque era il tuo augurio preferito!). Quando nel settembre 1990 fui trasferito dal Liceo scientifico di Muro Lucano e ti conobbi per la prima volta, eri il Fiduciario del Liceo di Caposele, perché eri davvero uomo di fiducia del professore Antonio Altieri, Preside del Liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Calitri: allora, come dal 1975 e fino al 1995, il liceo di Caposele era sezione staccata del Liceo di Calitri. Nei primi mesi di scuola, a fare da tramite tra me e te fu il prof. Pasquale Lamanna, mio concittadino, che a Caposele già vi insegnava Italiano e Latino, mio docente al liceo, mio compagno di lotte politiche e finalmente collega di insegnamento. Dopo pochi mesi di frequentazione, capimmo, caro Ettore, che io e te eravamo fatti per intenderci: avevamo la stessa apertura agli altri, lo stesso spirito di sacrificio, una medesima cura degli alunni, la condivisione della critica di Don Milani alla scuola come ospedale che cura i sani e respinge i malati; ed infine, diciamocelo, non eravamo convinti di vivere nel migliore dei mondi possibili, e che c'era spazio per un impegno politico e culturale per costruire il sole dell’avvenire, quel mondo nuovo all'altezza dei bisogni di giustizia ed uguaglianza, allora ancora fortemente presenti nel vissuto, specie a Caposele e Sant’Andrea, dei nostri giovani allievi. Costoro, anche grazie alla nostra presenza, spesso si sentivano spronati e protetti anche nelle annuali battaglie di contestazione, che più che politiche erano culturali (le assemblee, le occupazioni, i tanti dibattiti nell’atrio della sede provvisoria post terremoto: uno per tutti, quello con l’Arcivescovo Nunnari). Ora non ci giurerei, tuttavia mi pare fosti proprio tu a far coincidere la fine dell'anno scolastico con la tre giorni nel bosco, e di sicuro fosti tu in quei tre giorni del giugno a rendere protagonisti i ragazzi, con le gare in piscina, la pulizia del bosco, la giornata della creatività (ricordi la sfilata di moda con gli abiti di carta?), con tanta musica e tanto vino: e fu proprio in quei giorni che un po' tutti capimmo quanto fosse essenziale una scuola per il territorio e il territorio per la scuola! Per Ettore Montanari, lettera dall'al di qua di Gerardo Vespucci Così come fu proprio in quei pomeriggi al bosco che, tramite mio e di Pasquale Lamanna, conoscesti i nostri amici di Sant'Andrea, professionisti e giovani creativi, che, a loro volta, impararono a conoscerti e ad apprezzarti, scoprendo le comuni esperienze politiche e culturali. Domenico, il prof Cicenia qualche anno dopo divenne nostro collega al Liceo; Michele, il prof Giorgio, socialista come te, divenne il tuo amico di molte occasioni di impegno politico, di spettacoli e di feste: fu allora che ti innamorasti del teatro estivo, all'aperto, all'Episcopio di Sant'Andrea, cui non mancavi mai. Nelle continue discussioni che facevamo per favorire lo sviluppo delle nostre terre, così provate dalla natura, non esclusa quella umana, scoprii che, quando insegnavi a Como, eri stato presidente delle associazioni Italia URSS e Italia DDR; capii che dopo il terremoto ti sembrò quasi una fuga il tuo restare lontano e così pensasti bene di tornare per dare una mano alla ricostruzione e allo sviluppo di Caposele e dell’intera area, da Segretario della locale sezione PSI e da consigliere di minoranza consiliare. Intanto, sempre in quei primi anni novanta, mentre la nostra intesa si cementava, l'armonia della nostra piccola comunità scolastica diventava mito (come ancora oggi ti riconoscono tanti). Chiunque veniva ad insegnare, trovava nel Liceo di Caposele una disponibilità non paragonabile al resto della provincia, e soprattutto per merito tuo: eri capace di impegnarti per cinque ore al giorno pur di sistemare l'orario dei colleghi pendolari, e non poche volte rinunciavi al giorno libero pur di non trascurare la tua scuola. Quando mi toccò sostituirti nel 1996, quale Fiduciario del preside Romualdo Marandino, poiché il liceo di Caposele era diventato sezione associata al Liceo di Sant'Angelo dei Lombardi, il mio lavoro fu davvero semplice, poiché mi bastò seguire il tuo esempio. Ma tu non eri solo il docente attento ai bisogni dei nostri ragazzi e del personale ( in quante foto di gite scolastiche sei stato immortalato come un condottiero - ductor, ti appellava Pasquale! -, sempre scrupoloso, controllore mai distratto!), tu eri innanzi tutto l'insegnante di matematica e fisica, impegnato a far crescere una visione rigorosa del nostro Liceo, curandone l’intero settore scientifico, con un occhio particolare al laboratorio di informatica, che sentivi tuo: ricordi i nostri allievi capaci di programmare in Pascal ed usare il DOS come altri mai? Quante volte mi hai orgogliosamente indicato il destino di successo dei pionieri Pasquale Ceres, Petruzziello e di tanti altri di quei primi anni? Furono quei successi e questo comune orgoglio il motivo vero che ci ha tenuti legati per ben quindici anni di insegnamento comune! Grazie a questo nostro spirito di apertura al nuovo, ed alla adesione convinta di Pasquale, riuscimmo a recuperare la sperimentazione Brocca, rifiutata dalla sede centrale, allora Calitri, ove i colleghi, timorosi delle novità da introdurre, dopo mesi di preparazione curata dal Preside Altieri, vero precursore dei tempi nuovi, fecero il gran rifiuto. Andammo a Roma, a Viale Trastevere, al ministero, dove il dott. Cosentino ci aspettava a seguito della telefonata dell’on. Gerardo Bianco, ex ministro della Pubblica Istruzione, sollecitato dal nostro impiegato amministrativo, Alfonso del Guercio. Il dott. Cosentino ci ascoltò con attenzione (oggi meno probabile!), capì la nostra determinazione e, sebbene quasi contra legem, si impegnò a farci attivare la maxisperimentazione Brocca anche senza la disponibilità della sede centrale, se solo avessimo riproposto la richiesta del Collegio docenti. Il buon Preside Altieri non ebbe dubbi e fu così che Caposele, prima in provincia, ha potuto sperimentare la migliore riforma della secondaria superiore, a cui l'Alta Valle del Sele – Caposele, Calabritto e Senerchia in primis - deve la formazione di centinaia di giovani laureati in discipline scientifiche, che oggi onorano centri di ricerca, università, ed aziende prestigiose. Caro Ettore, andammo io e te con la tua macchina, senza chiederci chi pagasse, né cosa ne avremmo guadagnato. Andammo e basta! Spinti da quel sogno di crescita scolastica che speravamo divenisse culturale e civile per le nostre terre ed i nostri giovani. Così come quando ci recammo, sempre noi due e sempre con la tua macchina, nel 1994 a Vasto, per la scelta del laboratorio scientifico che doveva servire per l’insegnamento del laboratorio di chimica e fisica, vera novità del Liceo Brocca: ne facemmo acquistare due, uno per Calitri e l’altro per Caposele. Quello di Calitri, te lo dico da attuale dirigente di quella scuola, è ancora nuovo; quello di Caposele è ormai da sostituire! Ma, caro Ettore, non fosti solo l’artefice del nuovo Liceo scientifico, ne eri, magari inconsapevole, come ti ho sempre detto, essenzialmente l’anima: se non fosse stato per il tuo modo di concepirne il ruolo, a quest’ora del Liceo ne avremmo parlato al passato. Grazie al tuo senso di onestà culturale, quel piccolo Liceo di paese è diventato una scuola rigorosa e di qualità: quando nel 1999 vi furono le ispezioni nelle scuole sperimentali, fu scelto il nostro Liceo perché vi era in atto la didattica di tipo laboratoriale più avanzata della provincia. Perché ciò fu possibile? Perché tu hai avuto il coraggio di non fare della valutazione una operazione di scambio strapaesano, resistendo ad ogni tentazione localistica ed evitando così la chiusura, per progressivo calo di iscrizioni a causa dello scadimento, come una qualsiasi sezione staccata di provincia. Infatti, quando si trattò di non promuovere ragazzi poco motivati, tuoi concittadini di Caposele, figli di tuoi amici di una vita, non avesti dubbi in quale direzione far pendere il tuo giudizio, anche a costo di rischiare incomprensioni ed inimicizie. Da quel momento, chiunque si sia iscritto nella scuola di Caposele sapeva di non rischiare discriminazioni e trattamenti di favore, e che sarebbe stato valutato – ed apprezzato - solo per le sue qualità: ecco perché, caro Ettore, abbiamo potuto far crescere giovani responsabili, ora laureati o solamente cittadini consapevoli, ed una visione di impegno scolastico che ancora vive e perdura. Al tuo rigore, però, sapevi sommare la tua infinita semplicità e bontà, infatti, se i ragazzi di allora hanno potuto realizzare, contro ogni regolamento, continui viaggi di istruzione in Italia o in Europa – mentre Calitri e Sant’Angelo non ne realizzavano – lo si doveva proprio alla infinita disponibilità di noi docenti ( a cui si aggiungeva volentieri Gerardo Fungaroli!), a partire dalla tua: addirittura costringesti la tua Antonietta a condividere il viaggio di nozze con l’accompagnamento degli alunni in Grecia!. E in quei viaggi ho avuto modo di averti accanto per giorni e capire l’uomo che era in te, oltre che il docente, collega. E tu mi sei apparso subito un buon compagno di viaggio, vitale e curioso, sempre desideroso di girare per strade e viali delle città da scoprire, pronto a discutere dei palazzi e dei monumenti che avevamo di fronte. Ed ho potuto condividere le gioie del palato ed il piacere di una discussione all’aperto nei tanti bar da Taormina a Gubbio; da Alassio a Iesolo; da Vienna A Corinto; da Barcellona a Praga, da Cannes a Nizza, dal principato di Monaco a Monaco di Baviera. Anche in questi momenti gioiosi era visibile la fede religiosa che ti riempiva la vita: era nell’affetto per i clochard di Nizza a cui donare un sorriso e dei franchi; era in quel pregare in ginocchio davanti all’effige della Madonna, nella Chiesa di Santo Stefano di Vienna quella sera in cui tu pensasti di scongiurare la nostra paura per la guerra nei Balcani così prossima. Ed è proprio in uno dei viaggi di istruzione che ti ricordo col volto più gioioso e più radiante di sempre, caro Ettore; come un novello Orazio, ti vedo, ora come allora, allorquando, dall’alto delle rovine di Baia, ispirato, declamavi a memoria, con enfasi mai più udita, i famosi versi del Carmen Saeculare: Alme Sol, curru nitido diem qui promis et celas aliusque et idem nasceris, possis nihil urbe Roma visere maius. [O Sole che dai la vita, che con il carro lucente fai sorgere e tramontare un giorno dopo l’altro, possa tu giammai vedere qualcosa più grande della città di Roma]. Poi nella tua vita è entrata Antonietta e grazie al lei è giunta Giusy: forse, ma senza forse, hai capito che qualcosa di più grande della città di Roma può esserci, magari solo per una persona, ma è sufficiente. Da allora, infatti, con Dante ti sei detto “incipit vita nova” ed il tuo tempo lo hai affidato alle tue donne, a cui dovrai essere eternamente grato per avere goduto la scoperta, per te inedita, della bellezza della vita privata, oltre che coniugale. Ed incontrarti per un certo periodo era quasi impossibile, anche se ultimamente le tue apparizioni pubbliche erano andate crescendo. Ma quando ci incontravamo le nostre riflessioni nel giro di pochi collegamenti logici rievocavano quei giorni vissuti con grande gioia ed energia: avevi il Liceo come chiodo fisso, così quando hai saputo della richiesta di verticalizzarlo con il comprensivo, mi hai scritto semplicemente, non arrenderti! Quando osavo dirti che hai fatto male a pensionarti presto, tu spegnevi i miei entusiasmi citando l’Ecclesiaste: c’è un tempo per tutto e per tutti e questo non è più il nostro tempo. È vero, caro Ettore, verrà il tempo per ogni cosa e per ognuno: tu ci hai solo preceduto! E con questo posso momentaneamente salutarti, ringraziandoti per quello che sei stato, per quello che mi hai dato, e dicendoti, con Guccini, ci vediam più tardi. Il tuo Gerardo


Anno XLIV - Agosto 2017 N. 94 Almanacco Giorni Tristi Caro papà, in questi mesi troppe volte ti abbiamo visto battere la mano, prima sulla poltrona e poi sul tuo letto e, scuotendo la testa, ci dicevi: - non è possibile che mi sono ridotto così! E’ vero non so come sia stato possibile vederti soffrire e non aver potuto fermare la malattia. L’impotenza ha consumato un po’ tutti noi, poco alla volta. Strana la vita! Ad un bambino si insegna a camminare, a mangiare da solo. Noi ti abbiamo visto così come un bimbo, andare però a ritroso. Strana la vita! Nei tuoi giorni “si” volevi camminare da solo, venire a tavola con noi; che forza papà! Papà ora ti vediamo lì in una bara, freddo, senza vita, ci sembra impossibile ed inaccettabile averti perso. Certo soffrivi, ma c’eri, eri qui: pensiero egoistico, ma è vero! Punto di riferimento per tutti noi, ci hai trasmesso il valore della famiglia e di questo te ne siamo grati. Quando si perde una persona cara, in questo caso un padre, non si è mai pronti; ma dobbiamo accettare, chinare il capo. Si dice così: è la vita, no? In ricordo di Nicola Testa Nonno non ha mai amato gli ospedali. Ha sempre cercato le cure che gli servivano a casa sua, sia con la sua famiglia e le sue abitudini, circondato sempre da tantissime persone. Come tante sono le persone che vogliono salutarlo oggi, quelle che ci mostrano la misura di quanto ha dato durante la sua vita. Si dice che l’impatto sul mondo di una persona si misuri da quanti presenziano al suo funerale. E riuniti qui oggi siamo tantissimi, guardandoci sarà contento. Dovremo abituarci alla tua assenza: questo non significa che non ci mancherà ogni cosa. La tua risata, il tuo modo di arrabbiarti tipico dei nonni, le tue mille chiamate durante i lunghi viaggi, il tuo aspettarci alla finestra dopo ogni serata con le tue ramanzine, la tua tagliente ed intelligente ironia, il vederti Lunedì 30 gennaio 2017 Stamane ci ha lasciati Agostino Della Gatta, cuore grande, generoso, altruista, instancabile professionista. Irpinia Turismo e l' Albergo Diffuso Borgo di Castelvetere, vanto dell'Irpinia, sono sue importanti creature. Consigliere nazionale dell'ADI Associazione Alberghi Diffusi, antesignano dei portali web per il turismo, voce portante per la riapertura della ferrovia Avellino-Rocchetta. Una persona sincera e concreta, ha lavorato per promuovere al meglio il nostro territorio, andando spesso controcorrente. Angelo Verderosa RICORDO DI ETTORINO Di Mario Sista Chissà se, da buon matematico, ora ti metterai a contare i gradini per il Paradiso, caro prof. Ettorino, o se chiederai agli angeli, a bruciapelo, la x, la y, il coseno, la cotangente; o se, ancora, contemplando l'immensità di Dio che ti ha chiamato, esclamerai ancora una volta, come quando spieRICORDO DI NICOLA TESTA di Antimo Pirozzi Il tocco delle campane di martedì 11 aprile scorso annuncia una triste notizia: la morte di Nicola Testa, vecchio Direttore dell’Ufficio Postale di Materdomini e di Caposele. Una persona amica che con la sua morte ci induce a qualche riflessione ed a tanti ricordi. Era molto stimato per le sue qualità umane e professionali. Era denominato “ l’assessore di Materdomini” per i vari incarichi amministrativi ricevuti nell’ambito della lista “stretta di mano”. Eravamo diventati amici fin dal 1962 e cioè da quando fui assegnato in servizio a Materdomini. Spesso, accompagnati anche dall’allora comandante della stazione brigadiere Ginocchi, facevamo delle escursioni in macchina in tutto il territorio di Caposele spingendoci a volte fino a Ponte Oliveto, limite consentitoci dalle nostre regole. Ed in quelle passeggiate allegre e spensierate si gioiva della reciproca compagnia. Nicola, persona di cultura, conosceva fatti e persone; molto bravo in tante attività extraprofessionali, ci intratteneva gradevolmente seduto dietro la cassa della trattoria a fare i calcoli senza l’ausilio della calcolatrice, le tue manovre impossibili con la macchina, i tuoi proverbi latini, i tuoi cartelli di divieto sparsi per la casa, il sentirti discutere con nonna fin dalle otto del mattino riguardo il menù del giorno, le tue esortazioni maniacali per farci lavare continuamente le mani … La cosa fondamentale che sentiamo dirti è una sola: - siate grati per il tempo concessovi con le persone che ritenete speciali. Cogliete ogni occasione per condividere le vostre gioie e le vostre sfortune insieme, perché soltanto in questo modo la separazione vi sembrerà un semplice arrivederci - . Ciao nonno, continuerai ad essere il nostro punto di riferimento adesso che ti sei nascosto dove tutti possono guardare. Con immenso amore I tuoi nipoti in lunghe e piacevoli conversazioni. Spesso dava una mano alla sorella Gerardina nell’attività di Ristorante in continuità con l’arte culinaria tramandata dal loro genitore don Peppino detto “o napulitano”. Nicola ha cresciuto una bella famiglia, collaborato da “Faluccia” moglie instancabile, brava e riservata. Caro Nicola, sicuramente ci mancherai perché a Materdomini eri una persona di grande rispetto e punto riferimento per tutti noi. gavi in classe qualche teorema, "bello, bellissimo!", e noi ridevamo. A me non entusiasmava il teorema, ma il piacere che provavi nello spiegare. Poteva esser mai che la cultura fosse estasi? Sì. Paradossalmente, grazie a te, anche io posso dire di essere stato colpito dalla matematica, a cui ero notoriamente allergico. Eh, si... Caposele oggi davvero è più povera. Ma si sa, i fiori belli per fiorire per sempre devono essere tolti da questo 'vrasscalu' che è la Terra ed essere trapiantati altrove. Lì un giorno ti raggiungeremo. Salutaci il "Teacher", il caro prof. Ceres e, tu e lui, mettete una buona parola pure per noi lassù, così che possiamo essere promossi anche noi agli Scrutini del Cielo, quando poi sarà. P. S. Tranquillo, come si calcola il fuoco di una parabola me lo andrò a rivedere. La terra ti sia leggera, prof. Ettore Montanari. Se sono professore oggi è anche grazie a un professore eccezionale come te. Parlerò di te ai miei studenti, entrando in classe oggi, qui a Roma. È il modo più bello per onorarti. Angelo Farina 18.10.1932- 18.12.201 Antonella Grasso - 14.06.1923 - 10.06.2017. Carmine Zarra 19.09.1939 - 04.06.2017. Caterina Curcio - 23.06.1940 - 16.03.2017 Emidio Vetromile 10.08.1937 - 21.04.2017. Minuccia Robertazzi - 11.02.1927 - 27.12.2017 Rocco Chiaravallo 11.10.1967 - 01.07.2017 P. Mario Esposito - Redentorista - 20.01.1940 - 01-05-2017 Agnese Casale - 06.01.1939 - 11.03.2017 55


Anno XLIV - Agosto 2017 N.94 Anno XLIV - Agosto 2017 N.94 56 Fare Turismo San Gerardo: la vecchia Basilica Materdomini: il teatro all'aperto museo leonardo, esterno Le foto del nostro archivio su La SELETECA fotografica on line SIMU CAPOSELE museo leonardo, Sorgenti, Chiesa madre in una visita guidata F.B. PROLOCOCAPOSELE cell. 3426053380 PRENOTA UNA VISITA


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