The words you are searching are inside this book. To get more targeted content, please make full-text search by clicking here.
Discover the best professional documents and content resources in AnyFlip Document Base.
Search
Published by ilverodavidegallo, 2017-02-23 08:16:53

Fuoriclasse 3

Fuoriclasse 3

Febbraio 2017 N° 3

GIORNALINO SCOLASTICO DELLA SCUOLA
UGO FOSCOLO

CLASSI PRIME CLASSI QUARTE
Pag. 1-2 Pag. 3-8

CLASSI SECONDE CLASSI TERZE
Pag. 9-12 Pag. 13-18

CLASSI QUINTE TUTTE LE CLASSI
Pag. 19-65 Pag. 66-72

LE CLASSI PRIME INCONTRANO
GIULIO CONIGLIO

I bambini di prima hanno incontrato Giulio Coniglio e i
suoi amici. A primavera faranno una festa tutti insieme per-
chè gli amici di Giulio sono arrivati uno alla volta, ma ora
ci sono tutti. Buon divertimento

1

2

3

UN RICORDO SPECIALE… (Classe seconda B)
• Il mio ricordo speciale è stato quando mia sorella mi ha regalato
un paio di pantaloni. (A.E)
• Una cosa che non dimenticherò mai è quando sono andato a trova-
re nonna Teresa in Puglia. (U.A)
• Il mio ricordo speciale è quando sono andato in Africa a trovare i
miei nonni. (G.B.)
• Un ricordo speciale è stato quando i miei zii mi hanno regalato un
uovo di Pasqua gigante. (S.G.)
• Il mio ricordo speciale è quando ero piccola, la mia mamma mi
metteva a letto ed io mi svegliavo subito. Allora, lei mi portava
fuori e mi diceva i nomi delle piante aromatiche e dei fiori fotoco-
piati. ( Z. S.)
• Un mio ricordo speciale è quando ho incontrato il mio papà. (V. E)
• Un mio ricordo speciale è quando la mamma mi ha portato a Tre-
viso dai miei cuginetti. (J.J)
• Il mio ricordo speciale è quando mio fratello mi ha regalato una
farfalla di peluche che cantava. ( L.G.)
• Il mio ricordo speciale è la prima volta che sono andata in monta-
gna. Lì, i proprietari della casa in cui stavamo ci portavano la mar-
mellata. (S.F.)
• Il mio ricordo speciale è quando mia zia mi ha regalato mi ha rega-
lato un coniglietto di peluche. ( S.K.)
• Il mio ricordo speciale è la prima volta che sono stata in montagna.
(G.M.)
• Il mio ricordo speciale è una Vigilia di Natale, in un centro com-

4

merciale , mi hanno regalato un coniglietto di peluche. ( Z.G.)
• Un mio ricordo speciale è quando il mio cane era un cucciolo e

metteva il muso nel fango. (D.L. V.)
• Un mio ricordo speciale è quando è nato il mio fratellino Gabriele.

(B.D.)
• Un mio ricordo speciale è la visita ai nonni in Romania. C’era tan-

ta neve, io e la mia famiglia ci siamo divertiti con lo slittino.
(C.A.)
• Il mio ricordo speciale è stato la nascita del mio fratellino. Ero fe-
licissima la prima volta che l’ho preso in braccio. (S.A.)
• Il mio ricordo speciale è quando Babbo Natale mi ha portato un
drone. (M.G.)
• Il mio ricordo speciale è quando sono andata, per la prima volta, a
Venezia.(M.A.)

5

Noi bambini delle classi seconde abbiamo cantato questa allegra canzone
in occasione della festa di natale.

Babbo Natale sei una star

Scende giù dalla Lapponia con il Pendolino
Più veloce della luce presto sarà qua.
Lui non usa più le renne, sono troppo lente
E frequenta tutti i corsi per la terza età.

Babbo, Babbo Natale
Tu sì che sei speciale
Sei diventato, il nostro mito
Babbo Natale sei una star!

Se lo vedi, parla sempre con il cellulare
E risponde ai messaggi di tutti i suoi fans.
Per girare tutto il mondo ha il satellitare
E l’estate va in tournée con la Babbo Band.

Babbo, Babbo Natale
Tu sì che sei speciale
Sei diventato, il nostro mito
Babbo Natale sei una star!

Le vecchiette su in Lapponia stanno tutte in fila
Per ballare un po’ con lui qualche rock and roll.
Lui va pazzo per i dolci e per le caramelle
Sente i pezzi con gli auricolari dell’iPod.

potavhseTruzi.nc:/w

Babbo, Babbo Natale
Tu sì che sei speciale
Sei diventato, il nostro mito
Babbo Natale sei una star!

Babbo Natale sei una star!!!

2ªC

6

COSA RENDE FELICE GLI ALUNNI
DELLA CLASSE 2ª D

• Sono felice quando gioco con i miei fratelli alla PS4.
(S.S.)

• Sono felice quando vado a casa dei miei amici e gio-
chiamo con i Nerf. (R.T.)

• Sono felice quando la mamma torna dai viaggi di la-
voro e quando sono a scuola e imparo delle cose nuo-
ve. (M.S.)

• Mi piace andare a Gardaland con il mio amico perchè
quando siamo sulle giostre mi fa ridere. (M.A)

• Sono contenta il giorno del mio compleanno perchè
mi piace ricevere regali. (G.A)

• Sono felice quando torno a casa e gioco con mia so-
rella. (T.M)

• Sono felice quando sto con la mia famiglia e quando
gioco a pallavolo e anche quando sono a scuola e im-
paro cose nuove. (A.F.)

• Sono felice quando faccio danza e quando sto con la
mia famiglia. (G.E)

7

• Mi piace stare con i miei compagni di classe, con una 8
in particolare. (D.M.J)

• Mi rende felice essere coccolata dalle maestre. (M.V)
• Sono felice quando gioco con mio fratello perchè gli

voglio bene. (L.N)
• Sono felice quando gioco con mia sorella perchè mi

fa divertire. ( G.B)
• Sono felice quando gioco la partita di calcio. (C.Z.)
• Sono felice quando mia sorella festeggia il comple-

anno perchè le voglio bene. (E.B)
• Mi diverto molto a giocare con mio zio. (F.V)
• Mi rende felice andare a scuola e imparare cose nuo-

ve. (M.F)
• Mi piace giocare con mia sorella. (P.C)
• Mi piace stare con la mia famiglia e ricevere dei re-

gali. (B.R)
• Mi piace venire a scuola perchè imparo cose belle.

(B.F)
• Mi piace mangiare la pizza con la mia famiglia.

(N.S)
• Sono felice quando vado in Tunisia con la mia fami-

glia e quando vado a Gardaland. (S.O)

9

10

SOLIDY CITY

- classe 3^C U. Foscolo -

Solidy City è fantastica, bellissima e colorata! Quest’anno abbia- 11
mo conosciuto i solidi così, assieme alla nostra maestra, abbiamo
pensato di realizzare una città fatta di cubi, piramidi, cilindri, sfere,
ottaedri e parallelepipedi.
L’idea ci è piaciuta molto e tutti si sono impegnati a foderare scato-
le, scatolette, rotoli e rotolini che si sono trasformati in case, nego-
zi, pullman, auto e alberi.
Abbiamo poi costruito l’aeroporto e gli aerei con la pubblicità, una
scuola, un museo, un laghetto, la piscina, gli alberi, dei palazzi e il
centro commerciale la “Nave de’ vero”.
Con gli stuzzicadenti abbiamo segnato le strade, le strisce pedona-
li, i marciapiedi e con altri rotoli abbiamo fatto i bambini e le perso-
ne.
Questa città è una città del futuro ed ha un aeroporto sospeso, so-
stenuto da navette spaziali.
È stato un lavoro lungo, che ha richiesto impegno e fantasia, ma ci
siamo divertiti tanto e siamo soddisfatti del risultato!

12

Testo scritto collettivamente dalle alunne e dagli alunni della
classe IVA.

La visita della fata Parolina

Oggi, 31 ottobre, è venuta a trovarci la fata Parolina.
Quando siamo entrati in classe, abbiamo subito visto la lavagna
disegnata con delle chiocciole, i brillantini sui banchi e un grande
cesto sulla cattedra.
Poi, riconoscendo questi segnali,
siamo andati immediatamente a
vedere se nella cassetta della posta
c’era una lettera.
Infatti l’abbiamo trovata!
Le maestra Manuela ha srotolato il foglio e con l’aiuto di Luigi ha
letto il contenuto della lettera.
La fata Parolina ci ha raccontato che è stata molto tempo a

Londra a casa della cugina, dove
ha mangiato dei biscotti
favolosi.
Inoltre ci ha suggerito di
preparare dei biscotti a scuola
con i nostri maestri.

13

Così abbiamo deciso di andare in cucina per fare questa esperien-
za straordinaria.
Oggi è la festa di HALLOWEEN e prepareremo dei biscotti a
forma di zucca, pipistrelli e fantasmini.

14

TESTI REALIZZATI DALLE ALUNNE E DAGLI ALUNNI
DELLA CLASSE 4ᵃB

Un giorno speciale a scuola
Per noi un giorno speciale a scuola è stato quando, un pomeriggio, con il
nostro maestro Davide, in compagnia dei maestri e dei bambini delle clas-
si prime, abbiamo fatto un lavoro per migliorare la pulizia della nostra
scuola. Abbiamo raccolto tutti insieme la spazzatura che c’era nel nostro
giardino anteriore, utilizzando il rastrello e la scopa che ci hanno prestato
i bidelli. Ognuno di noi era in coppia con un bambino più piccolo e ci sia-
mo conosciuti. Ci siamo divertiti molto a raccogliere la sporcizia tutti in-
sieme perché era anche un bel modo per stare tutti insieme, conoscerci e
fare amicizia. I maestri hanno dato a ogni bambino un guanto di plastica,
come quelli del supermercato. Con i guanti abbiamo raccolto la spazzatu-
ra e le foglie. I bambini che avevano il compito di usare la carriola,
l’hanno usata per portare i sacchi pieni di foglie secche nel raccoglitore in
orto e svuotarli. Quando abbiamo finito siamo ritornati dentro tutti assie-
me nelle nostre classi e abbiamo continuato le lezioni. Quando i nostri ge-
nitori ci sono venuti a prendere a scuola abbiamo raccontato loro tutto
quello che avevamo fatto e quanto ci siamo divertiti con i bambini più
piccoli di noi.

Un’uscita speciale…
Il giorno che ci è piaciuto di più quest’anno è stato quello in cui siamo an-
dati nel patronato della chiesa di San Nicolò a Mira. Siamo arrivati a

15

scuola tutti emozionati, i maestri ci hanno dato le tessere di riconoscimen-
to e alle 10.20 ci siamo incamminati verso il patronato. Mentre cammina-
vamo abbiamo riconosciuto molti monumenti. Arrivati in patronato abbia-
mo incontrato la signora Elena Semenzato e il signor Mario Semenzato
che ci hanno fatto sedere intorno al tavolo.
Il signor Mario ci ha raccontato un po’ della storia dell’archivio parroc-
chiale e ci ha consegnato delle fotocopie di alcune pagine dei documenti
storici conservati; mentre le leggevamo a gruppi di quattro persone siamo
andati dalla signora Elena che ci ha fatto vedere dei registri e ce li legge-
va.
Quando è arrivato il momento di andarcene abbiamo ringraziato e salutato
la signora Elena e il signor Mario e siamo tornati a scuola tutti felici di
questa bellissima mattina.

16

17

18

19

20

21

22

23

24

25

26

27

28

L'OLIO D’OLIVA (5B)

Forse non tutti sanno che..........

• Nell'antichità l'olio non era usato come alimento ma serviva
per mummificare i morti, fare massaggi, proteggere i guerrie-
ri dal freddo, curare i capelli e la pelle.

• L'olio commestibile non può superare il 2% di acidità.
• Solitamente l'olio d'oliva è realizzato usando diverse qualità

di olive.
• In Italia vengono coltivate circa 700 qualità di olive.
• Tra i paesi coltivatori di olive, l'Italia è al primo posto per la

qualità di olio d'oliva prodotto.
• Gli antichi Romani si facevano dare olio d'oliva dai paesi

conquistati, come “moneta” per il pagamento delle tasse.
• Le olive devono essere trasportate al frantoio entro 48 ore

dalla raccolta, altrimenti l'olio non è di buona qualità.
• Nell'olio d'oliva sono contenute 9 kcal per grammo, al pari di

tutti gli altri grassi.
• Per una buona conservazione l'olio d'oliva deve essere tenuto

allo scuro.
• Lo stoccaggio corretto per mantenere inalterato l'olio d'oliva è

allo scuro, in botti d'acciaio, in assenza di ossigeno, a una
temperatura compresa tra i 13 e 15 gradi.

29

Quanto conosci l'olio d’oliva? 30

Rispondi alle domande e confronta le tue risposte con le soluzioni sottostanti, per sapere se sei un
buon conoscitore dell’olio d’oliva.

1. Quale nazione europea produce maggior quantità d'olio d'oli-

va?

2. Quale regione italiana produce maggior quantità di olive?

3. In quali regioni italiane non si coltivano ulivi?

4. Qual è il grado di acidità che l'olio extravergine d'oliva non

deve superare?

5. Che grado di acidità ha l'olio lampante?

6. Per cosa è/era utilizzato l'olio lampante?

7. Un olivo può produrre più di 100 Kg di olive?

8. Qual è la vitamina che si trova in maggior quantità nell'olio

d'oliva?

9. L'olio d'oliva contiene molti polifenoli. Sai dire perchè fanno

bene?

10. Cos'è la gramolatura?

11. Cos'è l'acqua vegetale?

12. Cos'è la sansa?

Risposte
1 – Spagna.
2 - Puglia.
3 - Solo in Valle d'Aosta.

4 - lo 0,8%.

5 - Superiore al 2%.
6 - Per illuminare, come combustibile per le lampade ad olio.

7 - Sì, può produrre anche 300 kg di olive.

8 - Vitamina E

9 - Combattono l'invecchiamento delle cellule.

10- Passaggio della lavorazione, durante il quale la pasta di olive viene mescolata di continuo.
11 - Liquido che esce durante l'estrazione dell'olio.

12 - La pasta di olive che rimane come scarto della lavorazione, dopo l'estrazione dell'olio.

Anche quest’anno, com’è tradizione per la no-
stra scuola, i ragazzi di classe quinta avranno

l’opportunità di conoscere e confrontarsi con gli
amici del centro diurno Medoacus.

A differenza degli scorsi anni il progetto, intito-
lato “Mi prendo cura … dell’altro”si svolgerà
con modalità leggermente diverse.

Sono previsti due incontri; il primo si terrà pres-
so il centro diurno mentre il secondo nella no-
stra scuola.

Noi abbiamo già vissuto questa esperienza nel
mese di dicembre e,ad oggi, altro non possiamo
dire che sono stati momenti unici ed indimenti-
cabili.

La filastrocca, che potete di seguito leggere, è
stato il nostro invito un po’ stravagante ma
che ha allietato un momento sicuramente emo-
zionante!

I ragazzi di V^ C

31

UN INVITO SPECIALE

Cari ragazzi,
fin qui siam giunti,
emozionati e contenti
per conoscere Voi

e i vostri talenti.
Vi immaginiamo
curiosi, vivaci,
assai intraprendenti,
capaci di stupirci
con sorrisi sorprendenti.
La nostra amicizia,
tenero bocciolo,

non vede l’ora
di spiccare il volo.
Certo facile non è

ma per questo
ci faremo in tre.
Un solo desiderio:
“Prenderci per mano,
ed insieme disegniamo.”
Con stoffe, pennelli e colori
diventeremo abili pittori.
Questo dove accadrà?
Nella nostra scuola,
questo è certo …

… ben si sa!
Martedì 29
VI aspettiamo
estate certi,
non ce lo scordiamo!
Questo invito,
un po’ stravagante,
vuol esser l’inizio
di un incontro elettrizzante.

Allora, che ne dite?
VOI … VENITE?

I Vostri amici di V^C

32

Anche quest’ anno
NIENTE

MACCHINA
FOTOGRAFICA !!!!!!!

RACCOLTA DI ARTICOLI SCRITTI DALLE ALUNNE E DAGLI
ALUNNI DELLA CLASSE VD

33

UN’INGIUSTIZIA...

Non capisco perchè non ci fanno portare la macchina fotografica in gita!!!
La macchina fotografica serve per ricordare i momenti passati in un
posto o con un amico… Perchè magari non ci tornerai mai più e da grande
non ti ricorderai mai più quello che avevi visto… Prendere appunti può
essere efficace ma è difficile ad esempio scrivere tutto quello che dice
una guida; scrivendo appunti ti perdi quello che racconta e la interrompi
dicendole di ripetere e ci metti molto più del previsto e non ti ricordi
quello che hai osservato...Invece con la macchina fotografica o un
telefono con un solo clik fai la foto, non ti perdi la spiegazione e ti resta
per sempre… E riguardo quello che dice la guida…PUOI STARE
ATTENTO!
Inoltre è divertente… Pensa magari se mentre scattavi la foto è
successo qualcosa di divertente e quando la vedi ti viene in mente! …
Anche durante la gita, alla fine, oppure nella pausa pranzo, ti rivedi tutte
le foto che hai fatto e ti diverti con gli amici!
Però non tutti saranno d’accordo con me… e mi arriveranno lamentele di
questo genere: ma se porti la macchina fotografica o il telefono rischi di
perderli perchè non hai un posto dove metterli, ti perdi la spiegazione, se
prendi appunti ti alleni a scrivere, sono oggetti delicati e se si rompono
costano tanto, soprattutto i telefonini.
Possono essere vere queste argomentazioni, però io voglio dimostrare
che è giusto portare la macchina fotografica o i telefonini e ci proverò
in tutti i modi per convincere le maestre e le mamme…E’ come una partita
di calcio tra Juve e Napoli… io darò il sostegno per far vincere la Juve….e

34

cosi farò con questo argomento.
Sul problema del perderli, possiamo portare una tracolla dove mettere il
telefono; sul perdere la spiegazione facciamo… che diciamo alla guida che
quando ha finito di spiegare ci lascia un momentino per fare le foto; sul
prendere appunti e allenarci a scrivere… noi prendendo appunti perdiamo
tempo con fatica e non ascoltiamo ; come ho già scritto si fanno le foto e
si passa subito ad un’altra cosa da osservare, così è più sbrigativo; sul
…”E’ delicato ed è una responsabilità!”…C’è solo una risposta:

SIAMO IN QUINTA!!!
Spero che questo testo argomentativo sia piaciuto a tutti quelli che lo
leggeranno e che abbia convinto tutte le maestre, anche delle altre
scuole, che leggeranno il giornalino.

FATE PORTARE LE MACCHINE FOTOGRAFICHE AI VOSTRI ALUNNI
E SE VOLETE, LEGGETE quest’articolo AI VOSTRI ALUNNI O FIGLI E
VEDETE SE SONO D’ACCORDO CON ME SU QUESTO
ARGOMENTO!!!!!!!

( ALESSIO MARRAFFA, 5 D )

35

PORTARE O NON LE MACCHINE FOTOGRAFICHE IN GITA?

Care maestre, sto scrivendo questo testo argomentativo perché
vorrei convincervi all’idea di usufruire delle macchine
fotografiche in gita poiché sarà una delle ultime uscite insieme.
Ci piacerebbe portare la macchina fotografica perché così
potremmo catturare i momenti più divertenti vissuti nella gita:
così quando saremo più grandi riguardando quelle immagini ci
verranno in mente un sacco di ricordi fantastici. Poter fare le
fotografie è un modo anche per liberare la nostra creatività,
ormai stiamo diventando grandi ed anche per questo dobbiamo
assumerci le nostre responsabilità e avere cura delle cose di
valore (e non solo). Oltretutto saranno contenti anche i nostri
genitori perché tornati a casa potremmo mostrare la
meravigliosa esperienza che abbiamo vissuto. Si, è vero, c’è
qualche rischio, ma anche tanti PRO.
Spero che questo testo possa convincervi.

La vostra alunna MATILDE TESSARI

36

I COMPITI
PER CASA…

CHE PROBLEMA!!!!!

RACCOLTA DI ARTICOLI SCRITTI DALLE ALUNNE E DAGLI
ALUNNI DELLA CLASSE VD

37

È GIUSTO DARE I COMPITI DOPO OTTO ORE DI SCUOLA?

Nella nostra classe che è a tempo pieno ci siamo chiesti se sia giusto ave-
re o no compiti per casa. Secondo me svolgerli va bene ma nella giusta
QUANTITÀ . Care maestre per me non bisogna darne una quantità esa-
gerata, perchè dare troppi compiti non serve ed è approvato anche dagli
studi. Secondo me le maestre devono accordarsi nel darli; anche perchè
se nel fine settimana hai voglia di uscire, di andare in posti bellissimi o
addirittura a fare solo una passeggiata all'aria aperta con i tuoi genitori,
non puoi perchè ti ritrovi nella tua camera con un sacco di libri sulla scri-
vania e ti dici "DA DOVE COMINCIO?" e voi maestre leggendo ciò vi
chiederete : “PERCHÈ SUCCEDE QUESTO?” Allora posso risponder-
vi:”PERCHÈ CI DATE COSI’ TANTI COMPITI CHE NEANCHE RIU-
SCIAMO AD USCIRE CON LA FAMIGLIA!”
Ora vi faccio io una domanda;” PERCHÈ CI DATE COSI TANTI COMPI-
TI?” Secondo me e le mie necessità non bisogna dare così tanti esercizi
perchè io, e suppongo, anche gli altri, pratichiamo un sport e non trovia-
mo il tempo di eseguirli. Io consiglio ai docenti di dare i compiti , ma dar-
ne pochi, perchè dopo perdiamo la voglia, e suppongo che anche voi vi
stancherete a correggerli e direte: “PERCHÈ GLI HO DATO COSI TAN-
TI COMPITI!? “... Per me le lezioni sono interessanti perchè imparo sem-
pre tante cose nuove e a casa , con i compiti , la lezione la approfondisco
con nuove interessanti notizie... ma poche per favore! Le maestre credo-
no che dare i compiti renda responsabili, bravi e centinaia di altre cose.

38

Devo dire la verità, in questo caso vi do ragione . Quello che vi continuo a
dire dall'inizio del testo è di non esagerare anche perché, come è già
successo a me, perdo la voglia, (anche perchè passiamo già quaranta ore a
scuola). Alcune maestre continuano a ripeterci: “VI DIAMO COSÌ TAN-
TI COMPITI PERCHÈ VI STIAMO PREPARANDO ALLE MEDIE.” Però
se ci pensate alle media faremo trenta ore a scuola e saremo anche più
grandi e responsabili. Con tutto questo vi chiedo cortesemente:
“RAGIONATE NEL DARCI I COMPITI?!”

LA VOSTRA ALUNNA GIOIA ZENNARO

C’È UN’INGIUSTIZIA PER QUALCUNO…

Egregi insegnanti,
nella nostra classe, che è a tempo pieno, ci siamo recentemente
chiesti se sia giusto o no ricevere le lezioni per casa.
Dopo una consultazione abbiamo approvato che per la nostra
classe “chiacchierona” è giusto avere i compiti. Secondo la mia
opinione gli “esercizi casalinghi” che impartiscono le insegnanti
vanno adeguati al comportamento degli alunni nelle ore scolasti-
che. Vorrei fare un esempio: quello che le insegnanti non riesco-
no a fare, previsto nel programma, va in qualche modo concluso.

39

Abbiamo visto anche che degli studi hanno approvato che i trop-
pi compiti non servono a niente, invece i compiti possono impe-
dire alle famiglie di trascorrere del tempo insieme per visitare
luoghi o svolgere attività interessanti ma anche impedire di ri-
lassarsi.

Potremmo andare avanti all’ infinito, quindi voglio dire che non
solo gli alunni ci rimettono, ma anche altre persone. I docenti
potrebbero dare meno compiti o sfalsati. Per esempio una setti-
mana un insegnante, un’ altra settimana un’ altra maestra, ecc.
Quindi ribadisco quello che ho detto prima, speriamo si arrivi ad
un accordo e ad una buona conclusione del problema.
Grazie per l’ascolto e la comprensione.

Leonardo Bedin.

40

CLASSE A TEMPO PIENO: DARE I COMPITI PER CASA È
GIUSTO?
Nella nostra classe che è a tempo pieno, ci siamo chiesti se sia
giusto dare i compiti per casa.
Secondo me svolgerli va bene ma nella “giustissima” quantità!
I compiti sono molto utili, però se ne dai troppi non servono, lo
dicono anche gli studi.

Poi, se ne dai tanti, gli alunni,
che magari hanno poco interes-
se per la scuola, si demotivano
ancora di più. Durante il
weekend poi, se ti stracaricano
di esercizi per casa, non riesci a
uscire con la famiglia e con gli
amici.
Le maestre dovrebbero accor-
darsi su quanti ne danno. Duran-
te la settimana le maestre ci
danno compiti ; ma dico io ... Se
nel pomeriggio abbiamo sport, musica e tanto altro, e loro lo
sanno, potrebbero non darceli. Non è detto che per consolidare

41

i nuovi concetti tu debba lavorare da solo a casa, come sosten-
gono spesso le insegnanti.
È vero che devi però saperteli gestire perchè se le maestre
danno pochi esercizi e tu te li ritrovi tutti all' ultimo, allora vuol
dire che devi imparare ad organizzarti. Ammetto anche che i
compiti sono necessari per te e per il tuo cervello.
MAESTRE SE AVETE LETTO QUESTO TESTO, RIFLETTETE
E POI CI FARETE SAPERE.

LA VOSTRA ALUNNA NORA BOMBIERI

POSSIAMO MENO COMPITI?
Nella nostra classe, che è a tempo pieno, ci siamo chiesti se sia
giusto avere o no compiti per casa.
Secondo noi svolgerli va bene, ma nella giusta quantità.
Io penso che dovrebbero darceli solo nel week-end, perché du-
rante la settimana abbiamo gli sport o degli impegni dopo la
scuola.
E nel fine settimana, comunque, ne dovremmo avere pochi per-
ché sono giorni di “pausa” ma, invece, sembra comunque di esse-
re a scuola.
“Ogni settimana te li dò per la settimana successiva” dice la ma-

42

estra di italiano e storia, oppure dice: “Io voglio prepararvi per
le medie dove vi daranno compiti tutti i giorni.
Forse non riuscirò a convincere le maestre, però devono ammet-

tere che danno motivi per me assurdi, tipo: “Servono a consoli-
dare le conoscenze, serve ad aumentare l’autostima, diventare
responsabile o a tenere il cervello in allenamento”.
Una persona che in questo darebbe sostegno alle maestre è mia
mamma, che userebbe le stesse motivazioni.
Probabilmente c’è un pizzico di verità nelle parole delle mae-
stre, ma non sarò mai un loro alleato in fatto di lezioni.
Le insegnanti sono tutte d’accordo nel dare i compiti, e a dire il
vero in piccola parte anch’io, ma loro esagerano! Ora dico per-

43

ché, secondo me, sono sbagliate le tesi che affermano (e spero
che le maestre leggano questa parte): intanto i compiti che dan-
no per la settimana dopo si accumulano, e poi alle medie saremo
più grandi e sapremo meglio gli argomenti ed organizzarci anche
dopo pranzo, perché avremo un sacco di tempo in più.
Forse questo non basta a convincere le maestre; allora ho anco-
ra un sacco di motivazioni: intanto non ci serve studiare se stia-
mo attenti in classe. Inoltre non si può (secondo me) dimentica-
re tutto quello che si è fatto in giorni e giorni di studio e ripas-
so in aula.
Un’idea per andare d’accordo potrebbe essere o di non dare i
compiti o di dare una sola materia per volta a settimana.

(ANDREA MIALICH)

COMPITI SI O NO?

Nella nostra classe ci siamo chiesti
se sia giusto avere o no compiti per
casa.
Secondo noi svolgerli va bene, ma nel-
la giusta quantità.
Per me, se i compiti sono un po’ troppi, alcuni perdono la voglia

44

di eseguirli, a volte anch’io. Però io sono d’accordo con le inse-
gnanti che danno i compiti in quantità giusta per tenere in alle-
namento e fissare gli argomenti e per rendere gli alunni respon-
sabili.
A volte mi piace fare i compiti a volte no .
Non sono d’accordo con quelli che non vogliono fare i compiti:
perché è giusto tenersi in allenamento e imparare ad essere re-
sponsabili. Chi non riesce è perché fa sport e sente la necessità
di stare un po’ di tempo con i genitori; però se si organizza e fi-
nisce i compiti avrà il tempo per lo sport e tempo di stare con i
genitori.
Ribadisco che i compiti si danno nella giusta quantità ma è sba-
gliato non dare i compiti.

(Renato Liu)

45

IN UNA CLASSE A TEMPO PIENO È GIUSTO AVERE COMPITI
PER CASA DA SVOLGERE?

Nella nostra classe, che è a tempo pieno, ci siamo chiesti se sia
giusto dare compiti per casa.
Secondo noi va bene svolgerli ma nella giusta quantità.
Io penso che, dando troppi compiti, non ci rimetto solo io ma an-
che tutta la mia famiglia e poi anche la maestra che li deve cor-
reggere per tutti gli alunni.
Dando troppi compiti non riesco a concentrarmi perché mi de-
motiva vedere tutto quel mucchio di lavoro da fare. È vero che
tante lezioni ci abituano alle medie,
però quando saremo lì saremo anche
più grandi e avremo più tempo per
farli.
Io ho un´idea: si potrebbero fare i
compiti come se fossero un gioco, ti-
po: spiegare alle bambole le cose im-
portanti imparate a scuola, oppure si
fa finta che c´è un vulcano che sta per esplodere e solo risol-
vendo una difficile operazione matematica si può evitare

46

l´eruzione vulcanica.
Le maestre dicono che eseguire degli esercizi a casa rendono
responsabili e ci aiuta ad organizzaci; ma io mi rendo responsa-
bile in tutte le cose che faccio, e per questo motivo, non mi ser-
ve fare i compiti per imparare ad esserlo.
Spero che con questo piccolo testo di aver convinto alcune mae-
stre a non dare compiti, oppure a darli più creativamente.

Helen Diede

COMPITI...
LA GIUSTA QUANTITÀ!

Io, penso che i compiti siano importanti, ma non bisogna esage-
rare dandocene troppi perchè se no ci dimentichiamo le cose o
possiamo confonderle: perchè sono troppe da ricordare e, a se-
guire, non abbiamo voglia di farli.
Per me voi maestre dovete darci uno o due schede per materia
il fine settimana e ci fate una o due verifiche o prove di com-
prensione in classe (ma non tutte in un giorno).

47

A volte dobbiamo andare il fine settimana via per qualche impe-
gno, come un torneo di pallavolo o calcio, un incontro a scout op-
pure per motivi di famiglia o per lavoro... E non ce la facciamo a
farli.
È vero che è indispensabile:
• Usare le nozioni imparate a scuola da soli; però se in classe
ci impegniamo a non parlare e a stare attenti non serve.
• Imparare a rendarsi responsabili; però se ci danno un
“compito grande” non riusciamo a finirlo.
• Aumentare l'autostima; ma se ci sono compiti NOIOSI
spesso invitiamo degli amici a casa nostra per eseguirli per ren-
derli un po' più divertenti e non li svolgiamo da soli.
• Tenere in mente le cose; è importante ma stiamo già otto
ore a scuola e non è poco!!

Quindi darli è importante ma in teoria
“NON SERVONO” e se la mia tesi è
corretta spero che o non ci diate pro-
prio compiti o almeno un poco di meno.

Aurora Formisano 5ᵃD

48

ANCHE QUEST’ANNO UN IMPOR-
TANTE APPUNTAMENTO CON SLOW

FOOD …
L’incontro con Slow Food… e gli assaggi
dell’ olio d’oliva…

49


Click to View FlipBook Version