2 Chi siamo
Chi siamo 3
La newsletter del
liceo Alberti di
Napoli è un
progetto
coordinato dalla
professoressa
Antonella Riccio
con la
«complicità» del
giornalista Paolo
Barbuto
4 Sommario
Il percorso. Editoriale 5
Redazione rinnovata ma passione immutata:
ci siamo messi in gioco anche quest'anno
Ecco la prima, vera, nostra grande sfida
Edi Antonella Riccio
ccoci pronti al consueto
appuntamento con «Il
Nuovo Leon», il giornale,
anzi la newsletter del Liceo
Alberti, e ad una nuova
avventura.
La redazione, infatti, è leggermente
cambiata nella sua formazione, ma gli
alunni che ci hanno lasciato, perché
ormai diplomati, sono stati sostituiti da
altrettanti ragazzi e ragazze, tenaci e ben
decisi a imparare e a dare il proprio vali-
do contributo.
Anche quest’anno possiamo avvalerci
della presenza costante e fattiva del Dott.
Paolo Barbuto, caposervizio de «Il
Mattino», che, come già abbiamo avuto Ma a chi è stato lanciato? La sfida i questa magnifica avventura.
L'EDITORIALEmodo di sottolineare, possiede il dono di ragazzi l'hanno lanciata alla paura, al ti- Le ultime pagine della newsletter sono
trasmettere ai redattori «in erba» l’amore more che troppo spesso assale ognuno di dedicate a una nostra iniziativa: la «Se-
per il lavoro che svolge e la passione nel noi, qualunque sia l’età, di fronte alla zione Aurea». Di cosa si tratta? Lo sco-
ricercare le fonti opportune per la rea- mancanza di certezze e sicurezza quoti- prirete leggendo il resoconto della sfida
lizzazione di articoli di ogni genere. diana. Ma non solo. Ecco, allora che i che abbiamo ideato per scoprire qual è la
redattori hanno provato a «sfidare» le sezione più in gamba dell'Alberti. Poche
Dopo aver indicato ai nuovi iscritti difficoltà della disabilità, i tormenti della domande, anche banali, ma un tempo li-
quali sono gli elementi per realizzare un diversità, la tentazione della omologa- mitatissimo per rispondere. Solo chi ha
valido articolo, le tecniche da utilizzare zione. Hanno sfidato anche temi delicati saputo mantenere freddezza e concentra-
per ricerche serie e approfondite, l’impa- come gli abusi di alcol e droga o la vio- zione è andato avanti. E scoprirete qual è
ginazione e la scelta del materiale da lenza che dilaga e sembra inarrestabile. la nostra «sezione aurea» solo arrivando
pubblicare, il dott. Barbuto ha ripropo- E infine la sfida più emozionante, quella in fondo al nostro giornale.
sto l’utilizzo di un software che della nostra città che, pur essendo ricca Il programma, come vedete, è molto
consente, in maniera semplice, la rea- di vestigia storiche e di bellezze naturali nutrito e, perché no?, complesso, ma noi
lizzazione di una pagina di giornale che molti ci invidiano, spesso offre di sé abbiamo dato il meglio per vincere «La
corredata anche di immagini, è quello un’immagine poco edificante. Sfida» e speriamo che apprezzerete il
che abbiamo utilizzato anche per rea- Chi ha raccolto queste sfide? nostro sforzo.
lizzare il giornale che state leggendo e Armati di buona volontà e convinti Ah, a proposito di sfide. I redattori in
che, speriamo, vi piacerà. dell’impegno assunto, i redattori si sono erba ne hanno acettata una veramente
impegnati nel ricercare fonti ufficiali e difficile che si chiama «quaranta mani».
I ragazzi che per la prima volta si sono dati attendibili, statistiche, immagini Si tratta di una battaglia a colpi di
avvicinati all’utilizzo del software, si so- delle varie sfaccettature di ogni singolo scrittura: venti racconti diversi, venti
no mostrati non solo entusiasti, ma problema analizzato, partendo anche capitoli per ogni racconto, in modo che
hanno immediatamente dimostrato di es- dall’osservazione personale di tutti i fe- ognuno possa dare il proprio contributo
sere in grado di utilizzare le nuove nomeni; altri si sono cimentati in intervi- ad ogni storia. Stiamo ancora scrivendo
tecnologie. Come ogni redazione che si ste a personalità in campo medico, ma, alla fine, il nostro lavoro confluirà
rispetti abbiamo trascorso lunghe ore di scolastico, sociale. Psicologi, uomini e in un libro che, credeteci, sarà ricco,
riunione per «progettare» la nostra new- donne delle Forze dell’Ordine, responsa- affascinante e divertente... ma quella è
sletter. Abbiamo cercato un focus sul bili di strutture pubbliche, hanno un'altra sfida della quale vi parleremo a
quale concentrarci e al quale dedicare raccolto il guanto di sfida e hanno fine anno.
l'intero numero, una tematica da svi- accettato di dedicarci parte del loro Per adesso accontentatevi di questa,
luppare, un filo conduttore per tutte le tempo prezioso fornendoci risposte pre- della newsletter che avete fra le mani.
pagine del giornale, che fosse vicino alle cise e qualificate. Forse non sarà perfetta, magari troverete
vicende che quotidianamente ci ri- Della nostra redazione fanno parte qualcosa che non vi convince: sappiate,
guardano in maniera diretta o indiretta. anche tre validi fotografi che, muniti di però, che dietro ogni riga, ogni titolo,
Ci siamo confrontati e abbiamo pensato apparecchiature professionali e non, si ogni foto, c'è il lavoro appassionato di
che ognuno di noi ha di fronte una sfida. sono occupati di cogliere le immagini venti giovani redattori che hanno
Ecco, è proprio «La Sfida» il tema del più opportune per rendere ancora più accettato una sfida grande grande
nostro giornale. E la redazione, incisivi i testi redatti dai compagni di grande...
compatta, ha deciso di lanciare il suo
guanto di sfida.
6 La sfida della scuola
Due nuovi indirizzi: allo scientifico
si aggiungono «scienze applicate»
L'Al bertie un linguistico con il giapponese
nel futuro.
Adi Roberta Bucciarelli * Il cambiamento
vete voglia di confrontarvi con un Maurizio
insegnamento che nessun altro li- Oberholtzer Oberholtzer
ceo di Napoli può offrirvi? Venite «Abbiamo
da noi all'Alberti. Se volete scopri- docente di lingua
re di cosa si tratta, seguiteci in que- seguito la strada inglese
sto racconto sulle novità che stanno
per travolgere la nostra scuola. Aldo
Dall'anno prossimo il liceo scientifico tracciata dagli Torquato
Leon Battista Alberti amplierà l'offerta stessi studenti»
formativa. Si tratta di una sfida nella quale docente di
tutti, dalla dirigente scolastica Imperato matematica
all'intero corpo docente, hanno deciso di
impegnarsi al massimo. E' una maniera per I programmi
rendere il nostro istituto sempre più competi- della nostra città: solo qui all'Alberti sarà
tivo e adeguato alle necessità di un mondo possibile confrontarsi con questa lingua, che Torquato
che cambia in fretta e premia solo chi è apre le porte a una cultura intensa e affasci- «L'informatica
capace di comprendere in anticipo questi nante. offrirà nuove
cambiamenti. Tornando alla variante dell'indirizzo
Oltre al consolidato indirizzo scientifico, scientifico, va segnalato l'inserimento di conoscenze
"economia e diritto" che andrà a sostituire e opportunità»
tradizione ormai di questo liceo, continuerà ore di latino e geostoria.
ad essere presente l'indirizzo bilingue dello
scientifico, aggiunto già da due anni. Gli stu- Per capire cosa sta succedendo abbiamo
denti in questo modo hanno la possibilità di parlato con i docenti che si sono cimentati
confrontarsi non più soltanto con l'inglese con maggiore intensità nella sfida del
ma anche con lo spagnolo o il francese. cambiamento. Il prof. Maurizio Oberholtzer
insegna inglese, e ci ha spiegato i dettagli di
La vera novità è rappresentata dagli indi- questo cambiamento proposto dal collegio
rizzi di scienze applicate, linguistico e una dei docenti e appoggiato dalla maggioranza
variante dello scientifico. Per ciò che ri- del corpo docente. Le nuove offerte formati-
guarda il percorso di scienze applicate, si è ve, ci ha spiegato Oberholtzer, sono state
deciso di abolire lo studio della lingua latina aggiunte per concedere nuove opportunità
e aumentare le ore di informatica e di alla platea dei giovani studenti interessati
scienze. Il linguistico di scienze applicate, sempre di più, con il passare degli anni, so-
invece, offre la possibilità agli studenti di prattutto alle lingue.
scegliere una terza lingua, oltre a inglese e
spagnolo che saranno obbligatorie. Le tre L'idea di aprire al linguistico è venuta
possibilità fra le quali scegliere sono france- confrontando i dati statistici sulle domande
se, tedesco e giapponese. di partecipazione ai corsi di lingua e ai
viaggi-studio all'estero. Del resto, proprio
Ecco la grande novità, quella che rende per andare incontro alla richiesta degli stu-
unico il nostro istituto; sappiate che il denti, da diversi anni la scuola offre corsi
giapponese non si studia in nessun liceo
La sfida della scuola 7
Il territorio aspetti positivi delle nuove scelte. Inoltre
ha sottolineato l’importanza della mate-
Bucciarelli Claudio matica, della logica e dell’informatica, nei
«Tante iscrizioni Bucciarelli nuovi indirizzi dove, abolendo o dimi-
nuendo le ore di latino, si ha la possibilità
di approfondire meglio le materie scientifi-
che. E’ questo il caso degli indirizzi di
già confermano scienze applicate e scientifico con variante
la bontà della vicepreside e del bilinguismo. Lo stesso professor
nostra scelta» docente di fisica Torquato ha confermato che già da diversi
anni è aumentata la richiesta di approfondi-
mento delle discipline scientifiche, e in
particolar modo dell’informatica, mentre al
contrario, c’è un interesse sempre più ri-
dotto verso il latino, considerata una mate-
ria troppo ancorata ai vecchi schemi di
istruzione.
extra-curricolari, tenuti da docenti madre- prattutto per noi che insegniamo inglese Infine il vicepreside, il professor Claudio
lingua, finalizzati al conseguimento delle che avremmo l'aiuto di un madrelingua du-
certificazioni linguistiche dal livello Ket fi- rante la lezione di speaking e listening». Bucciarelli, ci ha confidato che la svolta si
no al Cae. Questi corsi hanno avuto un Inoltre il professore aggiunge che ci sa- è rivelata positiva anche sul fronte delle
successo di partecipazione sempre maggio- ranno soltanto vantaggi per scuola, docenti iscrizioni, per la maggior parte già
re e ciò testimonia il crescente interesse de- e alunni. L'unico problema riguarderà la effettuate, tramite le quali «abbiamo potuto
gli allievi non solo al rafforzamento della scelta di abbandonare lo studio del latino. notare l’elevato numero di richieste per ciò
loro competenza linguistica ma anche al «Molti si chiedono come sia possibile crea- che riguarda il liceo di scienze applicate ed
conseguimento della certificazione, spendi- re un liceo senza l'impronta del latino. Eli- anche per il liceo linguistico». Il vicepresi-
bile in futuro sia per i successivi studi uni- minarlo a favore dell'informatica non de inoltre, durante l'intervista, ha spiegato
versitari sia, eventualmente, nel mondo del significa avere una perdita culturale, signi- che «l'obiettivo della nostra scuola è quello
lavoro. fica semplicemente avvicinarsi al nuovo di creare un percorso di qualità, aperto alle
mondo digitale». nuove esigenze della società moderna. Il li-
Per ciò che riguarda invece l'indirizzo di ceo scientifico tradizionale, il liceo delle
scienze applicate, essendo la scuola già uno Il professor Oberholtzer ci ha anche scienze applicate, il liceo linguistico, sono
scientifico qualificato, è stata giudicata confidato che c'è un buon riscontro da parte indirizzi di studio che hanno la stessa digni-
corretta l'eliminazione del latino a favore della platea con notizie positive sul fronte tà, non esistono indirizzi più o meno facili
dell'informatica, andando, così, verso una delle iscrizioni. Risultati favoriti anche o più o meno difficili. E' la qualità dell'isti-
modernità e un avvicinamento alle nuove dalla campagna pubblicitaria, dagli open- tuzione scolastica che determina la qualità
generazioni, sempre più tecnologiche. day organizzati dalla scuola e dal «Sabato degli insegnamenti».
dell'Alberti», dove le famiglie hanno avuto
Il professor Oberholtzer sorride alla do- la possibilità di accedere alla scuola, L'Alberti è a una svolta. Il futuro è già
manda sulla condivisione della sfida da parlando con i professori e avendo una vi- qui. Dal prossimo anno la scuola sarà tra-
parte di tutti i docenti: «Assolutamente sì, sione d'insieme su tutto quello che offre e volta dalle novità. Fortunato chi sarà tra
c'è grande entusiasmo per quella che sarà insegna questo liceo. questi banchi...
una grande sfida per tutto il corpo docente.
Ci sarà un nuovo tipo di insegnamento, bi- Anche il prof. Aldo Torquato, docente di
sognerà aggiornarsi continuamente so- matematica, ci ha confermato tutti gli *VC
8 La sfida della scuola
MInaterrivniastaImaplleardaitroig: esniatemsocuonlaastgicraande
«Al primo posfamiglia che vive solo per i ragazzi
voi studenti».
di Andrea Grillo *
scienze applicate, durante il triennio, inclu-
D ue lauree, una vita dedicata alla derà ben cinque ore dedicate proprio alle
Scuola (quella con la maiuscola), scienze. Comunque noi abbiamo deciso di
da cinque anni alla guida del no- ascoltare i ragazzi, di assecondare le loro
stro istituto: Marina Imperato è passioni, gli interessi. E' stato un esercizio
un fiume in piena. Ci travolge molto importante che ha fatto scaturire una
con la sua passione e un entusia- delle novità che, al linguistico, hanno susci-
smo da diciottenne, punta dritta tato maggire interesse.
all'obbiettivo che, da sempre, è uno solo: da- Ci racconta questa novità?
re il massimo agli studenti. Quando parla di All'Alberti ci sarà anche un corso di lingua
noi ragazzi le brillano gli occhi come se fos- Giapponese.
simo tutti un po' figli suoi. Quando il
discorso scivola sul futuro dell'Alberti, sulla
nuova offerta formativa che partirà all'inizio La scuola E che c'entrano le richieste degli studenti
del prossimo anno scolastico, la dirigente ti- con la lingua giapponese?
ra fuori artigli da leonessa. Racconta con «Chi cresce nel Realizzando l'indagine tra i ragazzi per
grinta le difficoltà che ha trovato lungo il comprendere quali fossero le loro passioni,
percorso, la tenacia della lotta e, infine, la ci siamo resi conto che in tanti amano i
gioia di essere riuscita nell'impresa, chiede manga, i tipici fumetti giapponesi. In quel
che nel racconto di questa piccola epopea momento abbiamo capito che la cultura del
dell'Alberti venga coinvolto tutto il corpo Sol Levante poteva diventare parte inte-
docente, perché ognuno ha dato il suo contri- grante della vita dell'Alberti. E poi conserva-
buto per arrivare a tagliare il traguardo. re lo studio della lingua giapponese nel
proprio bagaglio, sarà determinante al mo-
nostro mondoAStlabepretri.iniziare una nuova èra per il Liceo mento dell'ingresso nel mondo del lavoro.
L'ampliamento dell'offerta formativa
Cerchiamo di essere al passo con i tempi. comporterà anche nuovi investimenti sui
laboratori?
acquisisce valoriAbbiamo capito che su questo territorio il li- Personalmente mi auguro che la scuola di-
venti sempre più forte da un punto di vista
ceo scientifico tradizionale è meno richiesto. laboratoriale. Ci occuperemo immediata-
mente del rifacimento totale del laboratorio
solidi che restanoPerciò abbiamo ritenuto necessario interve- linguistico, anche se l'obbiettivo principale è
un altro. Si pensava infatti di trasformare
nire con una modifica della «quota dell'auto- ogni singola aula in un laboratorio mediante
nomia», un meccanismo che offre la l'utilizzo di «laboratori mobili». Al momento
per tutta la vita»possibilità alle scuole di inserire nuove mate-
rie di insegnamento. Così il collegio dei do-
centi ha deciso di sottrarre un'ora di latino e
geostoria per predisporre percorsi differenti.
linguistico? Qual è che garantisce un futu-
ro migliore?
Non si tratta solo di pensare al futuro, ma
anche di individuare le diverse inclinazioni ne possediamo già uno di matematica e fisi-
degli studenti. I tre indirizzi sono molto di- ca, ma puntiamo ad averne altri per tutte le
Se lei dovesse iscrivere suo figlio versi tra loro. Lo scientifico e il linguistico, materie. E' proprio questa la sfida alla quale
all'Alberti, penserebbe allo scientifico tra- ad esempio, sono due mondi diametralmente abbiamo deciso di andare in contro, spe-
dizionale, a scienze applicate o a un opposti. Inoltre l'orario dell'indirizzo di rando di poter realizzare il nostro obbiettivo
La sfida della scuola 9
sto
.
Lo studio sciando l'intervista. Insomma, ci siamo Lo staff
noi.
«Abbiamo ascoltato Questo è un tentativo di farvi fare i compli- «Su ogni obiettivo
menti... però ve li meritate perché vi ci- c'è l'impegno
la vostra voce mentate in questa esperienza con una di tutti i docenti,
e abbiamo passione sconfinata. E alla fine riuscite a del direttore,
creare un vero giornale che si sfoglia con
piacere. Ecco, mi avete ricordato che c'è un
altro motivo per iscriversi all'Alberti: la pos-
adeguato la nostra sibilità di poter partecipare a questa new-
sletter.
offerta» Lei racconta l'Alberti come un luogo del vicepreside»
perfetto. Ci sarà anche un difettuccio in
il prima possibile. questa scuola... ché è a partire da esso che si trovano nuovi
Senza alcun dubbio, il conservatorismo di spunti per migliorare e superare le difficoltà.
Perché bisogna iscriversi all'Alberti? alcuni professori, putroppo anche giovani, al Sembra banale dirlo ma l'Alberti è una vera,
Cos'ha questa scuola che le altre non quale cerco sempre di oppormi. Credo infatti immensa, famiglia.
hanno? che un simile atteggiamento sia totalmente Le manca il ruolo da docente? Un diri-
Non farò paragoni con altri istituti. Parlerò di improduttivo e che agli studenti debba essere gente non va in classe, perde il rapporto
noi, del fatto che siamo una scuola molto so- lasciato il tempo di dedicarsi alle proprie con spiegazioni, interrogazioni, studenti.
lida e attenta ai ragazzi. Chi cresce nel passioni e ai propri interessi. Negli ultimi Ho insegnato italiano e latino e sono stati
mondo dell'Alberti ne acquisisce i valori: cinque anni la scuola ha subito cambiamenti giorni indelebili nella mia vita. Nel momento
onestà, rispetto, tenacia, entusiasmo. I ra- radicali dall'acquisto di computer di ultima in cui scelsi di partecipare al concorso ero
gazzi più grandi li condividono con i più generazione a quello di una stampante 3D. consapevole della mia scelta di «cambiare
piccoli, e si crea un circolo virtuoso che non Non si può restare ancorati al passato... lavoro». Però oggi, se ne avessi la possibili-
smette mai di alimentarsi. Tutto questo ci Eppure alla luce della crescita, dell'entusi- tà, cambierei qualcosa del contratto dei diri-
permette di dare ai genitori una garanzia di samo, delle novità che ci sono nella nostra genti scolastici: imporrei l'obbligo di
tranquillità per quanto riuarda il clima gene- scuola, sembra che la squadra sia mantenere l'insegnamento. Il contatto diretto
rale all'interno della nostra scuola. E poi io, vincente. con i ragazzi mi manca molto e lo ritengo
scherzosamente, dico sempre che noi siamo Spesso si dice che «una buona scuola è fatta fondamentale per lo svolgimento della mia
la serie A. Siamo la «A» di Alberti, il quale dal preside». Non c'è niente di più falso. professione. Siete voi, giovani, che avete la
non era solo un linguista, un archeologo e un Nessuno al vertice di un'istituzione può capacità di trasmettere a noi docenti la vostra
letterato, era soprattutto un appassionato del adempiere nel migliore dei modi ai propri energia, la passione, quella la voglia di sco-
sapere. Questo vale anche per i nostri stu- doveri senza una valida collaborazione e, so- prire il mondo che, purtroppo, si perde con
denti. Noi formiamo dei piccoli «Alberti» e prattutto, senza una buona intesa con il l'avanzare dell'età.
ne siamo orgogliosi. gruppo di lavoro, e mi riferisco al direttore
amministrativo, al vicepreside, a tutti i do- *VE
E poi tra i punti di forza dell'Alberti c'è la centi e ai genitori dei singoli alunni. Ho
Newsletter. Questa alla quale lei sta rila- sempre ritenuto fondamentale il dialogo, poi-
1 0 La sfida allo studio
La parola agli studenti che travolgono
di complimenti tanti docenti ma hanno
«Cari profqualche richiesta da presentare
ascoltateci».
« Cdi SabrinaAmuro e Sara De Felice * Mariarosaria Daria
omunicazione». È stata questa la Simioli D'Amato
parola più usata dagli studenti (sezione G) (sezione E)
dell'Alberti quando abbiamo provato «Problemi «Non c'è
a sollecitarli sul tema del rapporto con nel dialogo con
i docenti: «Cosa chiedete ai vostri
professori?» abbiamo domandato a comunicare» i professori»
tanti ragazzi del nostro liceo, e la risposta più
comune è stata, appunto «più comunicazione». Christian Pasquale
Inutile negarlo, siamo rimasti spiazzati Muselli Nigro
perché ci saremmo aspettati risposte più banali (sezione F)
tipo «vogliamo meno compiti a casa», oppure «Quel prof (sezione L)
«desideriamo avere più tempo libero per «Non
dedicarci alle nostre passioni oltre che allo non
studio». Ci saremmo anche aspettati qualcosa rispiega» risponde alle
del tipo «vorremmo solo interrogazioni pro- domande»
grammate», o qualunque altra proposta per
rendere meno stressante l'approccio con la Camilla
scuola. E invece, con grande maturità, la Ferrentino
maggior parte dei ragazzi chiede semplice- (sezione G)
mente che ci sia più comunicazione con i do- «I voti sono
centi. troppo
bassi»
Rayan
Houdrouge
(sezione B)
«Assegna
senza
spiegare»
La sfida allo studio 11
Abbiamo cercato tutti i rappresentanti di clas- libera la classe ma di chi è capace di Roberto
se per intervistarli e scoprire le esperienze coinvolgerla e di farsi seguire. Ma, siccome per Tesorone
personali e quelle delle classi per le quali sono le lamentele abbiamo mantenuto il segreto sui (sezione D)
portavoce, soprattutto per conoscere il dettaglio nomi dei prof., terremo il riserbo pure sui nomi «Il metodo di
del rapporto con i professori. Sono stati riuniti dei docenti che sono stati letteralmente valutazione è
circa cinquanta rappresentanti per condividere «travolti» dai complimenti. «È una professo-
esperienze e poter affrontare questa tematica; ressa preparatissima, con la P maiuscola» (e qui
abbiamo chiesto a ognuno di loro di tracciare già ci siamo traditi dicendovi che si tratta di soggettivo»
un profilo delle esperienze nelle classi. Poi una donna); «la lezione passa velocemente e
abbiamo posto a ciascuno una domanda banale, non è affatto stancante», e ancora «spiega così
all'apparenza: «se ne avessi la possibilità, cosa bene che spesso torno a casa e non ho bisogno
chiederesti ai tuoi professori?». di studiare». Secondo gli studenti, infatti, i pro- Riccardo Abita
Le risposte sono state molto simili tra di loro fessori migliori sono proprio quelli con cui è (sezione M)
possibile avere un dialogo e quelli che riescono «Tanto
nonostante la differenza del corpo docenti; i ra- a sostenerli ed aiutarli nei momenti di maggiore
gazzi chiedono di essere capiti, vorrebbero difficoltà. Molti si sono soffermati sulla neces- assegno, zero
parlare con qualcuno disposto ad ascoltare e sità di lezioni che non siano monotone e noiose chiarezza»
non temere un'interrogazione improvvisa. ma che, al contrario, permettano a tutti di po-
«Spesso - dicono - nessuno trova il coraggio di
parlare, perché siamo spaventati dalla possibile tersi esprimere senza addormentarsi sul banco.
reazione di chi ci troviamo di fronte». «Preferiremmo di gran lunga lezioni interattive
Sappiamo bene di non essere studenti perfetti e e nei laboratori piuttosto che ascoltare ore di
di portare, talvolta, all'esasperazione i monologhi».
professori, però chiediamo un pizzico di Troppi professori dimenticano di avere a che Leonardo
comprensione: «alcuni professori preferiscono fare con ragazzi che hanno bisogno di essere Pagnozzi
urlare pittosto che venirci incontro», ha detto stimolati e spinti al lavoro; le spiegazioni sono (sezione E)
più di un rappresentante. spesso ridotte agli ultimi dieci minuti di lezione «Molti ci
Qualcuno ha anche ammessso di sentirsi spes- e alcuni non sono favorevoli a replicare la vengono
so sminuito e offeso da alcuni interventi dei spiegazione, ma questa situazione, abbiamo
professori: «talvolta è palese la mancanza di appurato dalla nostra chiacchierata con i
rispetto nei nostri confronti». rappresentanti, capita con quei docenti più restii incontro»
Uno dei problemi che è onnipresente, al confronto. Chi invece mostra interesse verso
segnalato da tutti i rappresentanti, nessuno la classe si pone in maniera affabile e cattura
escluso, riguarda l'assegnazione dei voti: in l'attenzione con lezioni approfondite e
molti si lamentano delle valutazioni considerate interessanti, viene seguito e ascoltato con estre- Alessandra
estremamente soggettive o fatte in base ai voti ma facilità. Muto
presi ai compiti. Chi riconosce questa «situa- Le difficoltà nascono proprio quando manca
zione» sostiene di essere demotivato e so- la comunicazione, appunto. Se gli alunni non (sezione D)
prattutto scoraggiato. riescono ad essere chiari con i propri professo- «Sono
Detto delle note negative, che fanno «più ri, per volere dell'uno o dell'altro, verrà a
notizia», dobbiamo segnalare, per dovere di mancare quella comunicazione che è un preparate e
cronaca e ad onore del corpo docente elemento «fondamentale» per poter costruire all'altezza»
dell'Alberti, che le proteste sono concentrate su un percorso scolastico fluido, sia per chi sta
un ristretto numero di professori, mentre dietro la cattedra che per chi si trova dietro un
sembra che la maggioranza sia riuscita a legare banco. Ascoltare le opinioni degli studenti ma,
e a creare un buon rapporto con la propria clas- allo stesso tempo, rispettare e aiutare chi Lorenzo
se. impartisce la lezione, è un punto di partenza Membrini
(sezione F)
Tanti infatti, sono felici di confrontarsi con per riuscire a creare un clima più sereno e
insegnanti preparati, che «fanno bene il loro «accogliente».
mestiere»; non parliamo di docenti che lasciano «Non esiste
*VM VF
LA CRITICA solo la sua
materia»
«Consultano lo smartphone in classe
poi lamentano ritardi nel programma» Gaetano
F ederica Cacciapuoti (nella foto), e Ga- offensivi. Per fortuna questi sono casi isolati, Guerra
briel Cinquegrana, rappresentanti molto rari nel corpo docenti. Più spesso capi- (sezione C)
della terza A, ci hanno raccontato le ta che un docente si distragga, guardando il «Non usiamo
loro esperienze con il corpo docenti, espe- cellulare o raccontando i fatti propri. «Ovvia- il libro di
rienze ovviamente sia positive che negative. mente molto spesso la cosa ci fa molto piace- testo»
Perchè ovviamente, non tutto ciò che ri- re, siamo i primi a cui piace perdere tempo e
guarda il rapporto con i professori deve esse- staccare un attimo la testa dai libri, ma se
re per forza tutto negativo o questo succede spesso gli
tutto positivo, ma ogni insegnanti se la prendono con
dettaglio serve a crescere, noi dicendo che è colpa no- Rita
diventare più grandi e re- stra se stiamo indietro col Impresa
sponsabili. Spesso un programma, perchè ci as- (sezione A)
rimprovero è più efficace di sentiamo spesso o perchè non «Il rispetto è
una carezza ma lo si studiamo e devono ripetere
apprezza solo nel tempo. un argomento più volte, ma alla base di
«Addirittura - hanno detto - tutte le volte che perdono loro tutto»
ci hanno lanciato i gessetti il tempo non viene mai consi-
addosso». Alcuni insegnanti derato».
talvolta risultano un po' r.n.
1 2 La sfida alla paura
Matricoledifficoltà e paure
Viaggio tra gli studenti del
primo anno: troppe novità
e voi grandi ci fate tremare
Qdi Riccardo Falco *
uesto spazio è dedicato a voi
ragazzi del primo anno:
sappiamo come vi sentite
perché ci siamo passati tutti.
Ci sono una montagna di pau-
re quando si affronta qualcosa
di nuovo e se questo «qualcosa» è la incrociato tanti ragazzi iscritti al primo
scuola superiore, le paure aumentano a anno ai quali abbiamo chiesto un bilancio
dismisura. iniziale dell'esperienza al liceo.
Abbiamo pensato proprio a voi quando, «Se dovessi raccontare in poche parole
nel corso di una delle tante riunioni di re- quali possono essere state le paure, timori
dazione, ci siamo decisi a guardare la in questi primi mesi, quali sarebbero?».
scuola con i vostri occhi: quelli dei «più La domanda è stata accolta con sorrisi e
piccoli» che rischiano di sentirsi a disagio sguardi preoccupati. In tanti hanno rispo-
sto di trovarsi in crisi con il nuovo meto-
«e in difficoltà. Leggerete, nel prosieguo di do di studio e l'approccio completamente
diverso alle materie scientifiche come la
Claudia Perfetto (1 G)questo articolo, che non dovete sentirvi a matematica e la fisica. Sono questi gli
«scogli» di ogni ragazzo che ha toccato
disagio perché l'Alberti è di tutti, dai con mano cosa significhi studiare, appro-
fondire, scavare in fondo e sudare su ogni
«Nei corridoi cercomaturandi delle quinte alle matricole virgola del libro di testo per far proprie le
di evitare i grandi»delle prime: ognuno ha lo stesso spazio, competenze giuste e risolvere i problemi
assegnati. Subito la prima rassicurazione:
gli stessi diritti, un'eguale possibilità di tutti noi abbiamo avuto queste stesse
studiare, crescere e (perché no?) di di- difficoltà perciò armatevi di tenacia e le
vertirsi. supererete senza problemi.
Altro messaggio determinante prima di Non è solo il nuovo approccio agli stu-
addentrarci nel vostro mondo: noi siamo di a preoccupare i nostri compagni più
certi che non esista alcuna forma di giovani. Lorenzo, Claudia e molti altri
«nonnismo» all'interno della nostra scuo- con i quali ci siamo confrontati, si sento-
la, ma se dovesse accadervi qualcosa che no a disagio se nei corridoi di scuola
assomiglia a un atto di nonnismo, non do- incontrano i ragazzi del quinto anno.
vete avere nessun timore a denunciarlo e Nulla di particolare, è solo l'abissale
a ribellarvi. La scuola è al vostro fianco e, differenza di età tra i «veterani» e le
se doveste avere timore a parlare con i «matricole» che crea imbarazzo.
professori o con i vostri (cosa che dovre-
ste assolutamente fare, lo ribadiamo) po-
tete rivolgervi ai rappresentanti di istituto:
chi scrive fa parte proprio del gruppo dei
«MSaorcnoo Vraaprvperell»rappresentanti e può dirvi senza remore
che ogni vostra preoccupazione diventerà
a (1 B)la nostra preoccupazione. Siamo tutti
sentantepronti a condurvi nel mondo del liceo
Quante pressioni...»aiutandovi a superare gli ostacoli piccoli
e grandi che troverete sulla vostra strada.
Ecco, lungo la strada dell'Alberti, anzi
lungo i corridoi della scuola, abbiamo
D'altronde cinque anni di differenza, a di un elemento determinante per consentire La sfida alla paura 1 3
quest'età, sono tantissimi ed è comprensi- a tutti di vivere un percorso scolastico se-
bile che ci siano difficoltà di approccio. reno e senza nessun problema. Anche »
Del resto il liceo racchiude una fascia d'età Giada, Matteo e Marianna non hanno alcun
in cui si entra da ragazzini, senza il peso dubbio: essere affiatati è fondamentale, Lè«Locaroenmnzlioaa Tmgaraamtnemdmaearsotifci(d1aa»D)
delle responsabilità sulle proprie azioni, e non solo per una migliore organizzazione
si esce da giovani adulti, carichi di adrena- per le interrogazioni, oppure per affrontare
lina e ansia per il primo vero esame della insieme i professori, che continueranno a
propria vita: quello della maturità, al quale metterli alla prova, ma soprattutto per
ne seguiranno tantissimi altri, sempre più instaurare un rapporto di complicità e
difficili. lealtà che è cio che serve per imparare a
C'è anche un ultimo punto che pre- convivere senza creare fratture o dissidi
occupa i ragazzi appena entrati all'Alberti: che rischiano di distruggere la serenità di
la coesione con il resto della classe. una classe.
Sembra un dettaglio secondario e magari
lontano dalla quotidianità, invece si tratta *VF
L'INIZIATIVA
Ecco un luogo dove
studiare e crescere
S cialla è un'associazione no-profit creata da
Vittorio Sommella, professore di religione
del nostro istituto. Il professore, insieme a
un gruppo di ragazzi, sta cercando di creare un
luogo dove poter studiare in compagnia o
organizzare eventi, culturali e non, dove poter
mangiare qualcosa senza svenarsi (il prezzo non
supererà i due euro e cinquanta), e avere tante
agevolazioni grazie alla carta soci. La tessera ha
un costo simbolico che raggiunge, al massimo, die-
ci euro all'anno e si può richiedere in qualsiasi
momento presso la sede dell’associazione, che è
situata proprio di fronte all'ingresso della scuola.
Il fulcro delle attività è quello del supporto allo
studio, quindi sarà possibile chiedere di ricevere
lezioni private con tutor specializzati in quasi tutte
le materie. Ma ci saranno anche momenti di svago
(sempre dopo aver fatto tutti i compiti): si potrà
giocare a biliardino, si vedranno partite, si
organizzeranno tornei. L'associazione ha in animo
anche di organizzare cene e aperitivi intercultura-
li, magari anche qualche brunch perché la spe-
ranza è quella di diventare un punto di
riferimento per tutti: un luogo dove cercare soste-
gno nello studio e indirizzi di crescita per la vita.
Se volete saperne di più, potete rivolgervi al pro-
fessor Sommella.
1 4 La sfida alla paura
Maturitàpronti al duello.
Viaggio tra gli studenti
del quinto anno, in bilico
«tra paure, incubi e consigli
di Francesco Ceglie * Giuseppe G. Carbonini
UmtnsvocearaunmtonduleoerManil,ttàlaalev,etieqgdddntqacaqiieuiugonotsuitaiogtstonncinaomeniuoednnod:t,rniaeteoleftsolcdauliivlianala'releelsampaapnsandecvaipgodar'arimèpodvi«lgisc.inoemeaaaaepVonrdnmrrèeipeacinci.crcmrobaaoaooeibncrpotsdaabeècctrea,eoiimgsalolnnra'eli»eateeveoaemcterudmtnopcteonedeonoaerzseeuntmpsirlrodraotloiieeae---il,' marzabdnelcirailonsiict'eecuunnelinDerseepas»i.mlavlo.iilneNGalraaataesae,inberqtmiinàrMue,iteieranaltapneottpmuaecdrrmhboeseBeifeaedtsrsllpiieuiceertainseofvt.tvaueifcivdrMesoeeiingolasateicnuààeoonadpopnecdmrcarcSiohploacieeperagimretlvgotGinmaceinzotraaooeea--- «L'esame? Una sfida
ptansn«ppesiGmtmerpetveiriSeoDsraeenearinoposabttnsòtzasteilcennisrti.e'lorraeige.aioclseee.oanlnhcpilefnsgeaeeaqrIa.paeo.taglnluprianl,alIltlsvaeiaAvoniiciEonecierleopsmttorlnodfairprteecclaarintgimramhoaocCtoenirtptieflaooemvoalioair,apsaortcmcqirtamdapvecehoaunnpaeoeanoseevaslcrrnlconnrliilaòeehlao'eaaieteas,eenl:s.sIsetpqimenaenilS.«rouamrsgotoNIoaznaretenlvMtaseealeagoumcetts,»ritnnrnhsiaiea.aimappeoeetntàrsfarnusdeaGifeobvpareisq-nireidasiteuctaiAastonevàivs'uancèteaeidnnaaefpdpnmrrgirdnoloooeaelttelnooaeea----r:i, che va affrontata»
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Ilaria Gianfrani
«Temo soprattutto la
domanda di Fisica»
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La sfida alla paura 1 5
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gdzieuolinlr'eaavlleva»o,scudaatiucgerraa:cno«dnSeagprraòinsstaaivo. vnNoececalhtfoeraèitnteqtemurenplaola-, hlsitacrieuoissceèeguucinotolpteeurmncoprops;eoracgrorriravsdoautoacloienrrcqehtuetion,stian,coosne- «paneorcròioernantaointnadevvceoisrrsaroesiuIlnlafgusectguinaroerer.idadicaeeledpttiarerotsnesiecrlaee,
plp'eeesrròalm,'ocera'èluend, appeoarfc'fhrdoèinnttioamrneosrlaeai ccm'hèai,thusaroiiptàdr:aatv«tuaPnttetori sceonntcilutsuitotoneqnuaetsutoralpeedsoi .unSicitcralottadidsetlula- materie umanistiche».
* IV A
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rAap«nlduipaiPiRunncp.AesctagrMcorofneoifnqlrtnaaooiòuseeonihaldolilodaaocuncihbecfDoifecnbanièiapicftqovMeiiealtuamsleosirsan7umparcpt0olohalee%aelèrdhGa,iosi.cm,l.cmo.epepeamalee.vctt.nerapo.esc»msarmooa.uegnetrnenosoilaoavaacsvedèeesumriermstttccrioeotpooldaarpncirsecupihds»ainoaee-:.
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gestione dello studio e passione per le Raffaella Di Maro Antonio Vetrano
maItnerqieuintascLelcte'è»A. ndrea Visentin il quale «Matematica il mio «La tensione per ora
vero grande incubo» è ferma al 70%»
sshdtpsnphduìoqAouaeaioctursbntcne1«oaspbolc7ma,lnaeimehnarnaiesotcsoeneuicèloPnsrneloenzncainssarufospaesiudqnnveripteucoeerurqeoahnrvordruòlonaatevieeuigi,faalaesNasl,ipilvsozcnEaasiprezrvsgoaccreiommertefohrtodecceneoiuisehonos.s,npeétniimoumnusAerlsd«òiseianeai.tgg.arodce.Aegeèia,rsindeenpzteeuera«piioraerqtn.eean.nnu.n»tridapdonie»s.mnioant,a.asl'PcoceiDnsLooahr»auee---iil,, » »
Andrea Visentin Chiara Buoninconti
«I commissari esterni «Fiduciosa nel futuro,
mi preoccupano» non vedo l'ora!»
« «
Lucia Sole Pasquale Nigro
«Il mio segreto per «Primo obiettivo
stupire i commissari» sconfiggere l'ansia»
1 6 La sfida ai pregiudizi
Il razzismo? Talvolta c'è.
Ma non dentro la scuola: lo
Albertiraccontano i protagonisti
scuolaacolo
di Fabiana Pesce *
Shanaz
uante volte avete sentito parlare di Frequenta
la seconda
L'autodifesarazzismo? in sezione
C. Qui a
Scommetto tante. Il razzismo è un destra la
classe con
Q «Gli sfottò all'inizioargomento largamente affrontato, la prof.
soprattutto nelle scuole, nella spe- De Angelis
fanno male, poiranza di sensibilizzare i giovani a Amanuel
Seconda A
questo fenomeno diffuso ovunque e da (a destra la
sempre. classe):
«Sono au-
capisci che ancheSiamo onesti, noi alunni, noi studenti, noi toironico,
le battute
adolescenti, ascoltiamo spesso con superfi- non mi
colpiscono»
quello è affetto. Ecialità quello che ci viene detto, e non attri-
buiamo grande importanza a questi
ci fai l'abitudine»argomenti perché spesso siamo convinti che
non ci riguardino, che appartengano ad altri,
che siano questioni lontane da noi. gnazione per ciò che è accaduto nel passato,
La verità, invece, è che il razzismo ri- ma sappiamo cosa succede intorno a noi?
guarda ognuno di noi, tutti dobbiamo sapere Siamo andati in giro nei corridoi della no-
cos’è, quanto fa schifo e anche quanto fa stra scuola. A tutti noi sembra naturale che
male; cosa ha causato nel corso della storia ci siano ragazzi di ogni nazionalità e di tutte
e in che modo limitarne la diffusione, iso- le origini del mondo, ma loro sono mai stati
lando gli idioti che lo promuovono e vittime di razzismo? All'inizio pensavamo
mettendoci al fianco delle persone che lo che sarebbe stato imbarazzante affrontare
subiscono. l'argomento, ma poi è diventato tutto natura-
Soffermiamoci su un primo dettaglio che le perché quando si parla la stessa lingua,
può tornare utile per comprendere qual è quella della condivisione, della negazione di
l'argomento che stiamo affrontando: la paro- ogni forma di diversità, non è difficile
la razzismo deriva da «razza». Con questo parlare anche di argomenti che potrebbero
termine, in campo animale vengono divisi in sembrare tabù.
gruppi, individui con le stesse caratteristiche In quarta C abbiamo intercettato France-
fisiche. Dal punto di vista degli esseri umani sco Basile che ha diciassette anni e ci ha
ci si riferisce a diverse caratteristiche (il co- raccontato con semplicità la sua storia. In
lore della pelle, il taglio degli occhi, ad Italia è arrivato dodici anni fa: «Vengo dal
esempio) che dovrebbero avere un valore Guatemala. Ero ospite delle suore che si
«neutro», essere utilizzate dagli scienziati prendevano cura di me, poi è arrivata l'ado-
per i loro studi e per le rilevazioni. Invece la zione e la mia vita è totalmente cambiata».
distinzione fra quelle caratteristiche si è tra- Francisco conserva ricordi della sua
sformata, nelle mani degli idioti, in un'arma infanzia, ha affrontato la nuova vita con te-
devastante. nacia anche se adesso confida di avere un
Abbiamo studiato la storia, sappiamo della pizzico di difficoltà, ma noi siamo certi che
lotta di Nelson Mandela contro la segrega- tutto si risolverà presto perché tutti noi a
zione razziale, siamo consapevoli degli questa età ci sentiamo schiacciati tra la vo-
orrori compiuti dal Hitler. Mostriamo indi- glia di crescere e l'affetto di chi ci sta
ori. intorno che certe volte ci sembra opprimente La sfida ai pregiudizi 1 7
ma che, invece, è solo un modo per farci
Francisco sentire amati e protetti. In classe, invece, L'intervista
E' in Francesco di problemi non ne ha. Anzi fa il
quarta C (a possibile per non averne perché fin dall'ini- «Noi dell'Afronapoli:
sinistra con zio è stato rincorso da soprannomi e sfottò: bandiera della lotta
la classe): «All'inizio ci restavo male, mi dava fastidio. contro la stupidità»
«ho impa- Non sapevo cosa fare e come reagire, tenevo
rato a non dentro dispiacere e delusione. Adesso, però, Il presidente Gargiulo:
sentire le mi sono abituato. Ho provato a dire ai ra- lottiamo divertendoci
offese» gazzi che mi facevano male con quei so-
prannomi, ma loro hanno continuato, così ho di Luca Esposito *
deciso di non dare più peso a quelle cose. E
finalmente vivo sereno». A ntonio Gargiulo 46 anni, presidente e
fondatore della societa calcistica «Afro-Napoli
La storia di Shanaz è completamente di- United» nata nel 2009. Lo staff de «Il Nuovo
versa. Ha quattordici anni e frequenta la se- Leon» ha deciso di intervistarlo per scoprire se, e come,
conda nella sezione C. E' arrivata a Napoli è possibile affrontare il tema del razzismo e vincere la
assieme ai genitori che continuano a rico- sfida anche su un campo di calcio. magari divertendosi
prirla di affetto. Ma come va in classe? «A e provando anche a vincere qualche partita.
scuola e con i miei amici non ho mai avuto Presidente, come le è venuta l'idea di fondare la so-
problemi. La mia diversità l'affronto con au- cietà Afro-Napoli United?
toironia, ci scherzo molto. Faccio molto E' stato naturale, lavorando nel terzo settore, sono
spesso delle battute che anche a me sembra- sempre stato in contatto con cooperative sociali sia
no orribili, ma penso che sia questo il modo professionalmente, come commercialista, sia per
giusto per affrontare le offese di altre perso- rapporti di amicizia personale. Spesso cercavamo di
ne. Se dimostri di non essere colpita, li lasci organizzare partite di calcio e chiedevamo ai ragazzi
senza divertimento, senza una buona scusa che venivano da lontano di giocare con noi. Sapete
per continuare a colpirti». com'è, manca sempre qualcuno e loro avevano voglia di
Ognuno ha la sua maniera di affrontare que- giocare. Così ci siamo ritrovati in campo e abbiamo
sti problemi, Shanaz ne parla con una maturi- capito che lì non esistevano differenze, non c'era
tà da adulta e ci ha colpiti fortemente quando razzismo
ci ha illustrato le sue idee sul tema: «Può I ragazzi della squadra sono riusciti a integrarsi?
sembrare una banalità, ma io penso che il Senza nessun problema. Alcuni hanno sposato ragazze
razzismo sia soltanto una forma di ignoranza, napoletane mettendo su famiglia. Ovviamente l'inte-
si discriminano altre persone per qualcosa di grazione all'inizio non è facile considerando che conti-
assolutamente superficiale, per l'incapacità di nuano ad arrivare sempre più ragazzi.
comprendere che esistono altri mondi, altre Ma qual è l'idea fondante della società calcistica?
tradizioni, altre vite. Un’ideologia che è Il calcio, che è lo sport più seguito al mondo, può
frutto solo dell’ignoranza». essere un poderoso antidoto contro il razzismo.
Avete mai subito episodi di razzismo? O davanti
Amanuel Strino sta in seconda A, ha sedici alla vostra squadra, simbolo della lotta
anni e una storia intensa da raccontare. Rie- all'integrazione, i deficienti finalmente tacciono?
sce a farlo con una semplicità disarmante che Abbiamo subito episodi di razzismo ma sono avvenuti
ci ha lasciati di stucco. La sua vita è una lontani da Napoli soprattutto nell'entroterra campano,
piccola avventura che, però, non ha dove magari c'è ancora una mentalità più chiusa perché
cancellato l'entusiasmo e la voglia di essere purtroppo sappiamo come funziona l'equazione base:
felice e divertirsi. Amanuel è di origini etio- razzismo = ignoranza.
pi: «Sono stato adottato nel 2010 e abito a Un messaggio di 5 parole che non sia il classico
Pozzuoli. Adesso mi trovo molto bene, sia «Siamo tutti uguali»
con gli amici che con la mia famiglia. Ovvia- Le diversità esistono, ovviamente, ma da queste pos-
mente ci sono stati momenti difficili, ma so- siamo imparare perché se messe a disposizone della
no riuscito a superarli grazie all'amore che società possono diventare un punto di forza e non di
mi ha sempre circondato. In Italia mi trovo debolezza.
davvero bene anche se i ricordi del passato
restano tutti». Amanuel parla con semplicità *VF
della sua vita in Etiopia, prima dell'adozione:
«La mia famiglia era povera e avevo altri 4
fratelli, per questo non ho potuto studiare.
Ho cominciato la scuola qui in Italia, dalla
terza elementare». Il nostro compagno ha un
progetto che ci ha emozionati: «Con i miei
fratelli non ho più contatti, ma quando sarò
maggiorenne vorrei tanto andare a trovarli.
Mi farebbe piacere sapere come è proseguita
la vita di ognuno di loro, sapere se sono stati
fortunati come me».
Non ha mai avuto alcun problema nel pe-
riodo che ha passato a scuola. Solo una
piccola cattiveria quando era alle medie: «In
terza media fui accusato di bullismo da altri
ragazzi, nonostante non fosse vero. Per fortu-
na avevo un rapporto molto buono con la
preside e chiesi spiegazioni, ma nessuno dei
ragazzi si fece più avanti».
* IV D
1 8 La sfida ai pregiudizi
Parlare di omosessualità sembrava
difficile. Abbiamo scoperto che non è un tabù:
pNueòssguiundoiccaici sonorispettoeaffetto. Marestail timore...
di Valeria Cuomo *
rima di iniziare eravamo convinti
Il riserboche affrontare l'argomento omoses-
sualità sarebbe stato difficile. In re-
P dazione è stato facile parlarne e
Pochi fannodecidere che sarebbe diventato un
argomento della nostra newsletter:
coming outdel resto parliamo di «sfide» e siamo certi che
la ricerca del proprio orientamento sessuale sia
anche se quiuna delle più grandi sfide che un adolescente
si trova ad affrontare. Ma come l'avrebbero
presa i nostri compagni di scuola?
nessuno siBeh, sappiate che d'ora in poi vi raccontere-
mo una vicenda di entusiasmante apertura
scandalizzerebbementale, di coinvolgente condivisione, di
emozionante fratellanza. Perché qui all'Alberti
l'argomento omosessualità non è un tabù: se ne
parla con serenità e delicatezza. Per cui spoile- ra alla ricerca della propria identità: hanno disperata o violenta da parte dei genitori. La
riamo subito il finale del nostro racconto: raccontato di aver avuto relazioni eterosessuali maggior parte ha spiegato che la famiglia
l'Alberti pensa che l'orientamento sessuale non ma anche omosessuali. Hanno condiviso con avrebbe accettato come «naturale» un
va giudicato e che ognuno è libero di essere noi un concetto che sosteniamo in pieno: «Se eventuale coming out. Altri hanno immaginato
come vuole senza dover rendere conto a nes- c'è amore, anche se si tratta di un amore ado- che la vicenda avrebbe portato un po' di pro-
suno. lescenziale, da ragazzi, non esistono tabù». blemi tra le mura di casa ma alla fine i genitori
avrebbero accettato, compreso e condiviso.
Insomma, il primo messaggio che sentiamo C'è una parte di studenti che ci ha consentito
di lanciare ai nostri compagni è che l'omoses- di fare un «focus» su una parte della vicenda Insomma, come avrete capito, le parole
sualità non rappresenta un problema qui alla quale non avevamo pensato: il collega- raccontano un'apertura totale sull'argomento.
all'Alberti. E lanciamo questo messaggio mento fra la moda e la percezione di omoses- Eppure a noi resta un dubbio grande: se l'o-
perché, rispetto alla totale e serena apertura sualità da parte di chi osserva: «Se indossi una mosessualità non viene considerata un pro-
dell'intero corpo degli studenti, abbiamo ri- camicia rosa o magliette attillate subito pensa- blema, perché la sensazione è che ci sia ancora
scontrato una bassissima percentuale di no che sei gay - ci hanno detto, con parole vergogna nel renderla palese? Perché abbiamo
compagni che hanno deciso di dichiarare differenti, in tanti - per cui se non riesci a il sospetto che il giudizio non sarebbe così se-
apertamente il proprio orientamento sessuale. sopportare battute e sorrisini cambi modo di reno di fronte a una persona «vicina» che ci
Nessuna voglia di imporre il coming out: co- vestirti solo per dimostrare di essere eteroses- racconta di avere un orientamento sessuale
me leggete nell'intervista qui a destra si tratta suale». diverso dal nostro? La risposta l'abbiamo tro-
di una decisione personale, intima, fonda- vata nelle parole del presidente di Arcigay: la
mentale; però desideriamo che il messaggio Fin qui il rapporto fra omosessualità e scuo- nostra cultura è ancora legata al passato. Fare
passi ugualmente: se volete condividere, la. Ma come viene affrontato l'argomento in battute sessiste sembra naturale, considerare il
l'Alberti sarà capace di ascoltarvi. casa? Anche a questa domanda abbiamo avuto mondo totalmente eterosessuale è normale.
risposte decisamente confortanti. I ragazzi Ecco perché dichiararsi omosessuale non è
Proprio per ascoltare la voce della scuola ci dell'Alberti, tutti quelli con i quali ci siamo ancora così facile.
siamo aggirati nei corridoi e abbiamo provato confrontati, hanno aggrottato la fronte e si so-
a parlare dell'argomento. Non sono stati pochi no fermati a pensare alle mamme e ai papà di Anche se qui all'Alberti non sarebbe un pro-
i nostri compagni, uomini e donne, che ci fronte a una ufficiale dichiarazione di omoses- blema. Fidatevi di noi...
hanno serenamente confessato di essere anco- sualità. E anche in questo caso siamo rimasti
sorpresi: nessuno ha immaginato una reazione *VF
La sfida ai pregiudizi 1 9
L'INTERVISTA
«Non isolateASnatonnneinlloo
Presidente
dchaiteègilni aciruitsoi:»diArcigay
are. eDegloicsastiepz.zFaa: nenvoitamteolbtoatmtuatele
Antonello Sannino di Gianmarco Falconi *
A ntonello Sannino, 40 anni, lau- procediamo, con il consenso della persona
reato in ingegneria chimica, ha colpita, non solo alla denuncia alle forze
preferito impegnarsi nel sociale e dell’ordine, ma soprattutto all’opinione
nella politica, intesa come mero strumento pubblica.
per essere davvero vicino alle persone. Per Ci aiuti a capire come comportarci: se
questo dedica la sua vita ad una costante siamo di fronte ad un compagno di classe
lotta contro le discriminazioni d’odio che pensiamo essere omosessuale, è me-
razziale verso la comunità Lgbt. Presidente glio chiedere direttamente o girarci
di Arcigay, membro dell’Anpi e compo- intorno? Com’è più giusto approcciarsi?
nente del Consiglio Provinciale. In verità, non credo esista una regola gene-
rale. L’importante è cercare di evitare di
Siamo pronti ad affrontare il tema omo- fare battute impostate sul preconcetto
sessualità all’interno della scuola ma non mentale, seppur legittimo in quanto è la
sappiamo da dove partire. Ci può dire società ad imporcelo, secondo il quale sia-
dal suo punto di vista in che modo coesi- mo tutti eterosessuali. In quanto andrebbero
ste questo rapporto? a creare un ulteriore ostacolo nel percorso
Io credo che la scuola sia lo specchio della verso il coming out di una persona che ha
società italiana, per cui esistono sia percorsi ancora timore di esporsi.
in cui c’è un’omosessualità vissuta in modo La scuola, in quanto istituzione, cerca di
sereno nell’ambito scolastico, con sempre affrontare i problemi che vivono co-
più ragazzi che si sentono a loro agio nel stantemente questi ragazzi o naviga
fare coming out, sia percorsi di discrimina- nell’indifferenza?
zione, silenzio e impossibilità che quanto La scuola, come le tutte le istituzioni, è
detto prima possa accadere, spoicùieotàm. eno co- fatta di uomini, per cui ci sono ambienti
me accade in tutta la nostra scolastici dove si lavora molto bene, altri
A questo proposito, ha mai avuto modo meno e altri che sono addirittura ostili. Ad
di relazionarsi con ragazzi che a scuola esempio, il mese scorso, il dirigente di un
hanno subito discriminazioni e necessita- istituto scolastico di Casamarciano in pro-
no di aiuto? vincia di Napoli ha deciso di strappare uno
Assolutamente si, mediamente mi impegno striscione contro l’omofobia realizzato da
nel fare uno o due interventi a settimana alcuni ragazzi e docenti in un progetto che
nelle scuole italiane. Al termine di questi ci vede anche coinvolti.
incontri capita quasi sempre che qualche Per concludere, se un nostro lettore do-
ragazzo si avvicini, i più coraggiosi anche vesse rispecchiarsi perfettamente in
personalmente, mentre gli altri, del tutto queste parole e nelle difficoltà che sta
comprensibilmente, preferiscono attraversando all’interno della scuola,
contattarci tramite i social. Ad accomunarli cosa gli consiglierebbe di fare?
ed accompagnarli vi è un vissuto di soffe- In primis, se si fida, di rivolgersi anche a
renza o anche la sola percezione e l’incapa- noi, perché ci sono già tanti adolescentii
cità di affrontare con serenità la vita che popolano un gruppo giovani molto
scolastica. attivo, che si aiuta a vicenda, sentendosi e
Cosa risponde a questi ragazzi quando anche incontrandosi tutte le settimane. In
raccontano delle azioni di discriminazio- ogni caso l’importante è iniziare a parlarne,
ne o di bullismo subite? perché è quello il vero scoglio, così da
Ma, prima ancora del bullismo, la soffe- rompere un muro di omertà con se stessi. Il
renza risiede nel vero e proprio atto del di- coming out è un percorso individuale di
chiararsi. Quindi è in questo che li scoperta di sé stessi, e bisogna affrontarlo
aiutiamo, perché in fondo il coming out è solo quando ci si sente pronti, senza alcun
un’arma potentissima, che ci permette di tipo di forzatura verso di noi e verso gli
stare bene con noi stessi, con gli altri, in altri. Non abbiate paura, non siete soli.
modo che anche gli altri stiano bene con
noi. Poi, se si riscontrano azioni di bullismo *VM
20 La sfida ai pregiudizi
Il mondo della disabilità nella nostra scuola.
L'abbiamo esplorato e adesso sappiamo che
sUpneacvi ai tlae.qui si fail massimoperessereaccoglienti
a scuola è il primo approccio con il
I percorsimondo: succede quando siamo
piccini e lasciamo mamme e papà
L per entrare in un asilo o alla prima
Nessuna barrieraelementare. Continua ad accadere
anche quando diventiamo grandi e
architettonica,affrontiamo le medie e, infine, come capita a
noi in questo momento, le superiori.
cinque prof. diQui, dentro le classi, nelle palestre, nei corri-
doi, si costruisce gran parte della nostra vita:
impariamo a relazionarci con il mondo
sostegno e unoaffrontiamo le prime difficoltà, sperimentiamo
i primi dolori e ci gustiamo i primi successi.
sportello dedicatoQui nascono relazioni di amicizia profonda e
anche d'amore.
Ma cosa accade se tutte queste «prime di accoglienza, fratellanza, comprensione dei nostro istituto sono cinque i professori di so-
volte» deve affrontarle un ragazzo disabile? bisogni e dei desideri di chi è disabile: non lo stegno che si occupano dei quattro compagni
Qui da noi all'Alberti succede che tutto diventa faremo perché per noi tutti entrare in classe e di scuola disabili iscritti in questo anno scola-
possibile, normale, privo di barriere sia archi- scoprire di avere un compagno «speciale», stico.
tettoniche che culturali. rientra nella normalità degli eventi. Lasciamo
gli atteggiamenti pietosi e lacrimevoli a chi si D'accordo, adesso qualcuno potrà pensare
Attualmente al nostro istituto sono iscritti sente in difficoltà di fronte alla disabilità, noi che noi studenti prendiamo alla leggera il tema
quattro ragazzi disabili, nessuno di loro ha non lo siamo. della disabilità: invece desideriamo confortare
difficoltà motorie. Eppure, se chiedete a un no- chi pensa che sia così. Tutti noi sappiamo
stro qualunque compagno di scuola, se ha la Sappiate che ogni ragazzo disabile che ha perfettamente quanto è difficile la vita per una
«percezione» della presenza della disabilità qui varcato la soglie del nostro istituto (le vicende persona disabile, conosciamo personalmente
all'Alberti, vi risponderà che non c'è, che non del passato ce le siamo fatte raccontare, perché certi genitori che dedicano l'intera vita al be-
esiste, che non si percepisce. Anche se a molti non c'eravamo...) è stato accolto come «uno nessere dei loro figli speciali, abbiamo
lettori che non appartengono alla nostra scuola del gruppo», come un compagno di classe contezza del dolore che si cela dietro la disa-
questa risposta potrà sembrare singolare, vi as- «normale», com'è giusto che sia. bilità e delle difficoltà di chi affronta la vita al
sicuriamo che è esattamente la risposta che ci fianco di una persona disabile. Ma sappiamo
aspettiamo. Fino ad ora abbiamo tentato di raccontarvi le altrettanto bene che proprio qui, dentro la
nostre sensazioni, la nostra percezione di disa- scuola, le cose possono cambiare: siamo certi
Perché all'Alberti la disabilità non è una bilità all'interno della scuola. Adesso è il mo- che i nostri compagni in difficoltà non hanno
questione da affrontare sottovoce, con mento delle notizie «ufficiali» sulle modalità nessuna voglia di vedere sguardi pietosi e
compassione, dietro un angolo di un corridoio con le quali l'istituto Alberti accoglie gli stu- atteggiamenti disperati: ecco perché ribadiamo
o appena fuori della porta di un'aula. Per tutti denti «speciali». Dunque, la nostra scuola è
noi, dagli studenti al corpo docente al persona- dotata di un percorso privo di barriere archi- che qui all'Alberti la disabilità è «normale»:
le, il tema della disabilità non è un tabù, e sia- tettoniche studiato proprio per le persone con niente sconti, siamo tutti studenti, tutti uguali.
mo fortemente convinti che dovrebbe essere ridotte abilità motorie o costrette a muoversi su
così anche all'esterno delle mura scolastiche. una sedia a rotelle; esiste, come in tutti gli altri Ridiamo, scherziamo, affrontiamo le diffi-
Non preoccupatevi, siamo ragazzi del liceo, istituti uno «sportello disabili» al quale è pos- coltà dello studio e magari litighiamo anche,
non siamo avvezzi alle prediche e alle parole sibile presentare richieste e domande specifi- perché è così che si fa tra compagni di scuola.
ampollose che usano gli adulti per raccontare che per le singole necessità. Attualmente nel Nessuno è «speciale», ci sentiamo tutti ugua-
li...
La sfida ai pregiudizi 21
Pd«Narololv'naalvtteroacltip»aatertvei
L'INTERVISTA
Toni
Nocchetti
Fondatore
«Tuttiascuola»
L'impegno: la scuola può
cambiare la loro vita
di Lorenza Spina *
L' intervista si svolge al telefono, essere in grado di garantire standard
al centro dell'aula che tra- adeguati ai ragazzi disabili, voi compagni di
sformiamo in redazione quando scuola e di classe potete stare vicini a questi
ci riuniamo per preparare il nostro giornale. ragazzi, aiutarli a sentirsi accettati, lontani
Cerchiamo qualcuno che sappia portarci dalle difficoltà della disabilità, anche se per
attraverso il mondo della disabilità, lo chia- poche ore, quelle che condividono con voi in
miamo perché sappiamo che lui ha dedicato classe. Mi rendo conto che certe volte è
l'intera vita a questo tema e quindi saprà difficile, ma l'importante è provarci, se poi
darci qualche consiglio riguardo ai non ci riuscite non succede niente, Però
comportamenti da assumere rispetto alla potrete dire che non vi siete voltati dall'altra
disabilità all’interno della scuola. Al primo parte.
squillo risponde Antonio Nocchetti presi- Ma noi ragazzi in concreto che possiamo
dente di «Tuttiascuola onlus». E' una perso- fare?
na affabile e si mostra subito molto Ragazzi, se avete voglia di dare realmente
disponibile nei confronti della redazione con una mano, potete provare a partecipare alle
una severissima premessa: ci aiuterà solo ed attività pomeridiane che organizziamo per
esclusivamente se gli daremo del tu e lo tanti ragazzi in tutta la città. Ma sappiate che
chiameremo Toni. non si tratta di un impegno da prendere a
cuor leggero: per avere rapporti con la disa-
Per iniziare raccontaci qualcosa su di te e bilità ricordatevi però soprattutto che biso-
sul perché hai deciso di fondare quest’as- gna essere, prima di ogni cosa, donne e
sociazione uomini strutturati, consapevoli, anche se
A 16 anni ero rappresentante d’istituto al siete ancora giovanissimi. Ad esempio se
mio liceo, un mattino si prese decidiamo di dedicarci a una persona, come
ntarono alla mia scuola i genitori di Ales- a me accadde con Alessandro ai tempi della
sandro, un ragazzo che soffriva di una ma- scuola, dobbiamo ricordarci sempre
lattia allora poco diffusa: l’autismo. Il dell'impegno che abbiamo con lui. Perché se
preside pensò subito a me perché ero uno a un certo punto ci fidanziamo con la più ca-
studente battagliero, sempre in prima linea rina della scuola (o con il più figo della
pronto a lottare contro il sistema e a spiegare scuola se siete ragazze...) e a casa di Ales-
che noi giovani avremmo potuto cambiare il sandro non ci andiamo più, gli avremmo
mondo. Mi chiese di occuparmi di quel ra- fatto solo del male.
gazzo, probabilmente pensando di darmi una E’ meglio quindi evitare del tutto di fare
lezione, per farmi capire che le difficoltà qualcosa che invece farlo per un tempo li-
piegano anche i più tenaci. All’inizio ero mitato?
spaventato, poi mi dissi «perché no?». Tutta No, è meglio fare qualcosa con lealtà,
la mia vita, da quel momento, mi ha visto al chiarendo quali sono i propri tempi e
fianco ai ragazzi con disabilità. spiegando quali possono essere i propri
Noi vogliamo affrontare in particolare il limiti. La disabilità ci aiuta perché ci educa
tema della disabilità all’interno della ad una relazione diversa. Ma fate quello che
scuola. Hai consigli da darci o comporta- vi ho detto solo se vi interessa realmente.
menti da assumere verso questi ragazzi? Dove possiamo rivolgerci per darti una
Se parliamo di disabilità di carattere cogniti- mano?
vo, io sono fortemente convinto di una cosa: Venite all'associazione. Troverete i numeri
per un disabile cognitivo non esiste ovunque sul web assieme a tante notizie. Mi
un’alternativa sociale alla scuola. Quando rendereste molto contento, sarebbe bellissi-
noi normodotati usciamo da scuola, abbiamo mo. E a chi non se la sente di affrontare una
delle alternative, una vita da affrontare. Per sfida troppo grande, chiedo di venire a
un disabile cognitivo, invece, dopo la scuo- «Giochi senza barriere» che anche
la, oltre la scuola non c’è niente. La scuola quest'anno si terrà a giugno.
dovrebbe avere innanzitutto coscienza di
Toni Nocchetti questo. L'istituzione scolastica dovrebbe *VM
22 La sfida alla vita
I giovani di ogni generazione cercano
rifugio nell'omologazione: un po' per paura
Tu tti u g u adi non essere accettati, un po' per pigrizia...
Perché?
Pdi Annachiara Tommasone*
erché ogni generazione ha i suoi riti,
i suoi modi, i suoi abiti? Cosa
spinge i giovani ad omologarsi nel
modo di parlare, di vestire, di
ascoltare musica? La domanda è ve-
nuta fuori durante una riunione di
redazione e noi della newsletter ci siamo
lungamente interrogati. Del resto è vero, se
proviamo a guardarci intorno, nei corridoi
della scuola o per le strade della nostra città,
scopriremo che la maggior parte dei nostri
coetanei si è adattata a uno stesso stile.
Per evitare di finire sul terreno scivoloso
della polemica «sui giovani d'oggi», facciamo
una premessa determinante: abbiamo provato
a guardare quel che accadeva nel passato e ci
siamo resi conto che è sempre stato così. Ogni
generazione, dagli anni '60 del secolo scorso
fino ad oggi, ha sempre cercato un modello al
quale ispirarsi; per cui respingiamo subito al po gergale, utilizzato per colpire e offendere altri, ci nascondiamo nella massa: come una
mittente ogni possibile critica rivolta a noi qualcuno: identifica chi ha qualcosa in meno sorta di facsimile. Tutti fatti con lo stesso
giovani di oggi. Voi adulti ci avete preceduto rispetto agli altri. Ma perché una persona che stampino.
su questa stessa strada: avete indossato orribi- pensa con la propria testa e fa ciò che ritiene
li giacconi negli anni '70 e imbarazzanti jeans più opportuno deve essere bollata come «di- E questo atteggiamento finisce per
negli '80, vi siete addobbati con spalline gi- versa»? coinvolgere anche la nostra intera vita: conti-
gantesche, scarpe inguardabili e cotonature Ed ecco che emerge la superficialità dei nue scelte che, senza nemmeno accorgercene,
orribili negli anni '90, avete mitizzato cantanti giovani, di quelli di ogni generazione. A que- sono prese dagli altri e noi le accettiamo pas-
che oggi anche a voi sembrano un po' patetici, sta età crediamo che fare le stesse cose ci sivamente. Siamo convinti che quel determi-
ammettetelo... renda forti, parte di un gruppo, della massa, nato gruppo musicale ci piaccia
ma non ci rendiamo conto che questa pre- particolarmente quando in realtà è solo il più
Però qui parliamo solo di noi, della nostra sunta forza, in realtà ci annienta. ascoltato dalla nostra comitiva; desideriamo
esperienza. Oggi è fin troppo facile determinati oggetti solo perchè di tendenza in
confrontarsi con gli altri. Pensano quasi tutti Stiamo sempre con il dito puntato verso gli quel momento, iniziamo a fumare perché ci fa
le stesse cose: abbiamo la sensazione che non altri per giudicarli ma non guardiamo dentro sentire più grandi e accettati dal nostro
esista più personalità, voglia di esprimere la noi stessi per capire veramente chi siamo ed gruppo. Poi con il tempo quella sigaretta di-
propria opinione, nuove idee, necessità di interrogarci su cosa vogliamo realmente e in venterà la prima canna fumata il sabato sera
emergere dal mucchio di simili che indossano cosa crediamo: ci interessa solo sentirci in piazza; e nei locali sarà un drink abba-
gli stessi abiti, ascoltano la stessa musica, agi- apprezzati, fuggire dalle critiche o dal di- stanza forte che ci serve per dimostrare agli
scono in egual modo, fanno le stesse cose. leggio per ciò che indossiamo, per il taglio di altri quanto siamo invincibili e uguali a loro.
Tutto questo accade, ovviamente, per non capelli, per lo smartphone che abbiamo, per
sentirsi emarginati, etichettati come «diversi» lo sport che pratichiamo. Tutto questo in apparenza sembra normale
o «sfigati»; ma in fondo ci siamo mai chiesti poiché vogliamo solo sentirci parte di qualco-
cosa significa essere sfigati? Il termine è di ti- Così, pian piano, non facciamo altro che sa e non essere esclusi, ma non riusciamo a
uniformarci, rendiamo noi stessi uguali agli renderci conto che stiamo vivendo con i para-
ali occhi. La sfida alla vita 23
Sin da bambini siamo portati ad «ada-
Truppa. Zainetti, giubbini «L'Eint'eurvnisata maniera
e jeans uguali. Quattro giarci» sugli altri, a desiderare quello che un paeppr rtroovvaazrieone»
ragazze per strada nostro amico desiderava: puntualmente i no-
all'uscita di scuola hanno stri genitori ci hanno ripetuto che avremmo La psicoterapeuta Patruno:
perfino lo stesso taglio di dovuto riflettere, non seguire meccanicamente simbolico addio ai genitori
capelli. gli altri («Se si lanciasse da una finestra lo se-
A destra in alto la guiresti?», chi di noi non s'è sentito dire que- di Davide Ghirelli *
psicoterapeuta Maria sta frase almeno una volta?).
Patruno M aria Patruno è una psicoterapeuta laureata a
La verità è che non desideriamo essere au- Roma, che attualmente lavora in uno studio
tomi privi di volontà, governati da ideali e gu- privato a piazza Dante ed è una consulente dell'
sti comuni, solo che è comodo, è utile per non IPR, centro di riabilitazione di Soccavo dove segue
sentirsi esclusi. Ognuno di noi avrebbe adolescenti, adulti e coppie. Di seguito ci illustra il fe-
qualcosa di speciale da offrire, solo che prefe- nomeno dell'omologazione fra i ragazzi che tendono,
riamo non mostrarlo, scegliamo di tenerlo per nel corso dell'adolescenza, ad uniformarsi per stile
noi. d'abbigliamento, passioni, ricerca di emozioni forti ed
anche gesti caratterisitici.
E sempre più spesso, con la nostra timi- Quali sono le cause che portano all'uniformazione
dezza e la nostra paura, forgiamo il nostro ca- degli adolescenti?
rattere all'insegna della forza comune senza Il discorso è abbastanza complesso, perché si parla di
nemmeno renderci conto che l'omologazione un periodo di profondi cambiamenti, durante il quale
stessa è una debolezza che ci porta a mettere inizia il processo della autonomizzazione. I motori di
da parte le nostre idee ed ambizioni seppur questo processo sono lo sviluppo cerebrale, quello
piccole. ormonale e complessi fattori psicologici. L'adole-
scente, con queste tre grandi spinte, deve differenziarsi
La domanda allora sorge spontanea: cosa dai modelli genitoriali. Per quanto bizzarro, la diffe-
abbiamo da offrire nel nostro futuro? Saremo renziazione produce un processo di adesione al mo-
grandi prima o poi e cosa insegneremo ai dello dei pari.
bambini di domani? A fare quello che fanno Perché cercando di definire la propria individualità
gli altri per non restare soli? Forse il motivo si finisce con l'omologarsi?
principale di questo nostro comportamento è Il processo di autonomizzazione è anche chiamato pro-
anche dovuto alla mancanza di autostima che cesso di separazione, perché, cercando di imporre la
ci porta a non prendere mai decisioni, a lascia- propria indipendenza, si sperimenta al di fuori della
re che gli altri pensino a noi; e così dimenti- dimensione familiare. L'adolescente cerca allora
chiamo che l'uomo, per natura, è egoista e l'approvazione dei genitori nei suoi cambiamenti, ma,
invidioso e che nessuno si batterà per farci di- non potendola sempre trovare, finisce col sentirsi giu-
ventare migliore di lui. dicato. L'omologazione ha dunque il ruolo di rassicu-
rare il ragazzo, che ritrovandosi all'interno di un
Ecco, forse dovremmo imparare a dare vo- gruppo di simili conquista maggiore fiducia nelle sue
ce ai nostri ideali, alla nostra volontà, per mo- scelte.
strare veramente chi siamo. Perché un giorno Si ricerca l'indipendenza ma si ha paura di sba-
non ci sarà più la massa a difenderci, saremo gliare quindi?
soli nel mondo, spesso «contro» il mondo e Esatto, è una complicata fase di transizione, nel corso
non potremo contare che su noi stessi. della quale si devono abbandonare alcuni punti di rife-
rimento per cercarne altri. La funzione di questa età ri-
In molti non considerano certi atteggia- corda un po' quella di Caronte di «traghettare verso
menti come «omologazione» ma semplice- altro».
mente come una moda da seguire. Però
ricordate che la moda passa, mentre lo stile *VF
resta: ciò che abbiamo dentro non si cambia
come per un paio di jeans, ciò che siamo ora
lo saremo per sempre a prescindere dal
gruppo musicale che ascoltiamo o dalla reli-
gione in cui crediamo.
«La libertà personale concorre a far di-
ventare unico ogni individuo, a renderlo di-
verso da tutti gli altri. Anche questa è una
situazione che spesso spaventa, che può creare
molte incertezze e un forte senso di insicu-
rezza. Al contrario, può essere molto più rassi-
curante far parte di un gruppo, di un branco, di
una massa unita e compatta perchè costituita
tutta da membri simili e omologati a certi va-
lori di riferimento condivisi», le parole sono
di Vasco Rossi, il discorso viene pronunciato
ne «La versione di Vasco» e può aiutarci a ri-
flettere su quello che siamo e quello che stia-
mo facendo della nostra vita.
Facciamo in modo che si parli di noi per una
scoperta che rivoluzionerà il mondo, per una
battaglia vinta, per un contributo alla crescita
collettiva e non solo per certi nostri
comportamenti eccessivi, per i malori che
abbiamo di continuo a causa della droga e
dell'alcol, per l'accidia che troppo spesso ci
connota.
A proposito, ricordiamo che non esiste armo-
nia se tutti cantano la stessa nota...
*VM
24 La sfida alla vita
Alcol e droga sono spesso consumati
con «leggerezza». Ma sono davvero
Ucesrivaemlloo.ilcosì innocui? Proviamo a scoprirlo
Cdi Alessia Nazzaro *
hi di noi non ha mai visto un amico compresa tra i 15 e i 34 anni, fa uso di canna-
svenire per l’eccessivo consumo di bis, che risulta essere la sostanza illecita
alcol? Chi di noi non ha visto un maggiormente utilizzata a livello nazionale,
conoscente mangiare fino all’inve- seguita poi da cocaina (1,8%), MDMA (1%) e
rosimile e continuare ad avere fa- anfetamine (0,5%). Il dato è ancora più pre-
me? Qualcuno, con il passare del occupante se analizzato con specifico riferi-
tempo, ha poi anche visto quell’amico dimagri- mento ai consumi da parte degli studenti tra i
re, impallidire, cambiare carattere e umore, quindici e i sedici anni, rilevati dall’Espad (Eu- spetto ai coetanei francesi (17%). La stessa
alternando continuamente euforia e nervosi- ropean School Survey Project on Alcohol and indagine evidenzia che l’uso di alcol tra gli
smo, allegria ed aggressività. other Drugs) che, ogni quattro anni, fornisce adolescenti italiani, pur tendendo a ridursi con
Generalmente tutto inizia per curiosità, per una fotografia aggiornata dei comportamenti a riferimento al consumo corrente, si mantiene
sentirsi grandi o per sentirsi parte integrante di rischio degli adolescenti, attraverso un’indagi- stabile in relazione al cosiddetto binge drinking
un gruppo. E’ così che gli adolescenti si avvici- ne che coinvolge circa centomila studenti di 35 (l'assunzione in un’unica occasione di consu-
nano al consumo di alcol e droga, e lo fanno in paesi europei: nell’ultima edizione (dati mo, in breve tempo, di oltre sei unità alcoliche,
maniera sempre più massiccia. Secondo i dati raccolti nel 2015), l’indagine evidenzia che ad ognuna delle quali pari a 12 grammi di alcol
diffusi dall’Osservatorio Europeo delle Droghe aver consumato Cannabis negli ultimi trenta puro n.d.r.) con un 34% di studenti che
e delle Tossicodipendenze, in Italia il 19 giorni è il 15% degli studenti italiani (contro ammette di aver bevuto in modo così
percento dei giovani e giovani-adulti, in età una media europea dell’8%), secondi solo ri- compulsivo negli ultimi 30 giorni. Lo scopo
principale di queste «abbuffate alcoliche» è
l’ubriacatura immediata perché, sostengono gli
intervistati, è divertente, disinibisce, rende feli-
ci, fa dimenticare i problemi (il dettaglio sulle
risposte potete leggerlo nel grafico che si trova
qui a sinistra).
L’utilizzo di sostanze proibite da parte dei
giovani è finalizzato a sperimentare sensazioni
di piacere e a sentirsi a proprio agio nel tra-
scorrere una serata con i coetanei, eliminando
inibizioni e barriere psicologiche; alcuni si
avvicinano al consumo per fare qualcosa di di-
La ricercaverso in gruppo o, al contrario, per non sentirsi
Ubriacature e uso
di stupefacenti
come mezzo per
superare ansia e
paure
La sfida alla vita 25
diversi dai propri amici, talvolta lo fanno per Per scoprirlo, proviamo a leggere i risultati di sintomi psicotici anche dopo un anno
noia, curiosità o desiderio di rilassarsi. Alcol, ricerche scientifiche, finalizzate a valutare gli dall’interruzione del consumo, aumentava del
cannabis e altre sostanze sono spesso impie- effetti di un consumo protratto nel tempo. C’è 29 per cento). Questi effetti, come spiega il
gate, più che come modo per raggiungere lo da premettere che i risultati non sono sempre dottor Cavallaro, possono essere determinati
«sballo», come un mezzo per facilitare la so- convergenti, tuttavia negli anni più recenti di- sia dall’aumento del numero di soggetti po-
cializzazione o per evitare l’ansia e le paure le- verse ricerche hanno iniziato a far suonare con tenzialmente predisposti a sviluppare sintomi e
gate al presente e al futuro. L’uscita con gli insistenza un campanello d’allarme. patologie psicotiche che dall’accresciuta
amici diventa così occasione per compiere una «La marijuana droga leggera? Sappiate che concentrazione di principi psicoattivi nelle so-
sorta di rito, spesso da condividere con gli altri, può anche raddoppiare il rischio di schizofre- stanze attualmente in circolazione: in passato
che porta a sentirsi allegri, a ridere, ad nia», dichiara senza mezzi termini Roberto Ca- la marijuana conteneva al 3 per cento il princi-
esaltarsi, nell’assoluta convinzione di essere vallaro, responsabile dell’unità per i disturbi pio psicoattivo Thc (Tetraidrocannabinolo),
sempre in grado di «controllare il gioco», di psicotici dell’ospedale San Raffaele di Milano, mentre oggi la concentrazione può arrivare
seguire «un’abitudine, non una dipendenza». nel commentare una recente ricerca, pubblicata anche al 18 per cento.
Ma siamo proprio certi che queste sostanze dalla rivista American Journal of Psychiatry, Tale principio agisce sulle cellule del
non creino dipendenza? Siamo sicuri che il lo- sugli effetti provocati da questa sostanza sugli cervello, producendo effetti potenzialmente
ro utilizzo non generi danni sull’organismo? adolescenti. I dati, riportati sul portale online molto più pericolosi in età adolescenziale,
della Fondazione Umberto Veronesi, sono quando il cervello non ha ancora completato il
quelli relativi ad una ricerca, condotta suo processo di maturazione (che si conclude
dall’Università di Pittsburgh e dall’Università intorno ai 20-21 anni): la marijuana come le
dell’Arizona, che ha riguardato mille ragazzi di altre droghe e l'alcol, «modifica l'azione di
età compresa tra i 13 e i 18 anni che erano stati molti neurotrasmettitori, alterando le normali
regolari utilizzatori di marijuana. Anche dopo condizioni e quindi la plasticità cerebrale e
un anno dall’interruzione del consumo, i gio- arrivando ad influenzare lo sviluppo neurobio-
vani continuavano a vivere esperienze di para- logico del cervello dell'adolescente e a modifi-
noia e fenomeni di allucinazione o stati di carne la struttura e quindi le sue funzioni
ansia, come quelli osservati durante il consu- cognitive, emotive e comportamentali». Que-
mo continuato. Tali effetti si manifestavano sto si legge nella brochure predisposta dalla
con maggiore probabilità al crescere della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Diparti-
lunghezza del periodo di assunzione (per ogni mento Politiche Antidroga, intitolata
anno in più di uso, la probabilità di registrare «Cervello, mente e droghe» (disponibile onli-
ne, vi consigliamo di leggerla) che, a pagina
L'allarme 55, così conclude: «l’uso di cannabis, in parti-
colare, la sostanza più frequentemente uti-
lizzata tra gli adolescenti per la bassa
Il documento percezione del rischio che essi hanno nei suoi
di palazzo Chigi: confronti, comporta negli anni anche una ridu-
zione del quoziente intellettivo, alterate
funzioni cognitive, perdita della memoria e
«La cannabis della capacità di giudizio e può accelerare, co-
rinidteulcleettiilvqou»ozienteI1EcIlt6aaupnlrarioaninmpaInlabaicitpssoooe.nèrnsIaocuglomaidnoliosvssuaedonmcipiosoriniatgaddadlioireaceplnaltaointestnmr,taaoaeblidciins1ioa.5l,Ine i me altre droghe, l’invecchiamento del
cervello».
Si tratta di conseguenze «pesanti» che ci
inducono a concludere con un appello: per fa-
vore non chiamiamole leggere!
*VC
26 La sfida alla vita
L'intervista. Alcol e droghe modo
sbagliato per divertirsi e banale rincorsa
«riUscnhiinou»t.ileall'omologazione. La parola all'esperto
Adi Riccardo Aliotta * I danni
bbiamo intervistato il Professor Ste- LA SCHEDA
fano Vecchio, medico esperto nel «Ogni abuso che
campo delle dipendenze e da molti Il professor Stefano Vecchio, nato supera la
anni a capo dell'Unità Operativa il 26 Settembre del 1954 ad Eboli, sopportazione del
Complessa Dipendenze della Asl provincia di Salerno, si è laureato nostro corpo ha
Napoli 1. Quest'unità si occupa del in Medicina e Chirurgia presso la effetti negativi»
controllo e della cura di chi è soggetto a di- Seconda Università di Napoli nel
pendenze di ogni genere, incluse le sostanze 1984, e tuttora vive nel capoluogo purtroppo è in carcere a causa dei reati, quasi
che molti giovani tendono ad assumere oggi- campano. Impegnatosi nell'ambito tutti nell'ambito della microcriminalità,
giorno. Abbiamo posto al professore do- psichiatrico e sociale, è stato da commessi per poter comprare l'eroina.
mande riguardo le dipendenze da sostanze alcuni anni nominato direttore Dunque il consumo di eroina è cambiato
«comuni» e gli effetti di tali sostanze. dell'U.O.C. Dipendenze della Asl rispetto agli anni passati?
Professore, da quando si occupa di medi- Napoli 1. No, non è così. Possiamo dire che il consu-
cina? mo di eroina è rimasto stabile negli ultimi
Ho iniziato ad occuparmi di psichiatria a dieci anni; quello che invece è aumentato è il
partire dal 1978, mentre dal 1982 lavoro nel consumo di altre sostanze stupefacenti, in
settore delle dipendenze. Quando ho iniziato particolare la cocaina, la ketamina, la canna-
esistevano le cosiddette unità sanitarie locali: bis e l'alcol, che vengono però consumate
quella in cui lavoravo era situata a Giugliano secondo modelli diversi.
ma si occupava di tutte le aree circostanti, in Quali sono questi altri modelli di consu-
particolare dell'area di Marano, Fratta- mo?
maggiore e Grumo Nevano, paesi molto a ri- I modelli attualmente affermati sono di due
schio in quel periodo. tipi. Il primo è legato principalmente a colo-
In questi trentasei anni di carriera com'è ro che sono in uno stato di grave precarietà
cambiata la dipendenza? sociale, come migranti o senza fissa dimora.
Il fenomeno è largamente cambiato nel Il secondo modello invece riguarda princi-
tempo. Negli anni '80, periodo del boom palmente quelli che sono più «socialmente
della dipendenza, il modello di consumo era integrati», come voi giovani, attratti da alcol
quello che chiamo «dell'eroinomane», ovve- e cannabis perché pensate che possano
ro l'assunzione principalmente per via inietti- offrirvi divertimento. Il mondo dei profes-
va delle sostanze con conseguente sionisti, invece, è attratto dalla cocaina.
marginalizzazione delle vittime della di- Per quanto riguarda i meno integrati, co-
pendenza. I soggetti erano etichettati dalla me fanno a procurarsi le sostanze, e
società, che vedeva nella dipendenza uno quanto costano?
stigma, un segno di pericolosità contropro- Questa fascia non è molto ampia, anzi si
ducente al recupero. tratta di un gruppo ristretto ma fortemente a
Professore, questa stigmatizzazione
dell'eroinomane è ancora presente?
Di certo si è molto ridimensionata, in quanto
buona parte degli eroinomani sono in cura
presso i servizi appositi, sottoposti a tratta-
menti farmacologici. Molti si sono anche
reintegrati nella società, mentre una parte
Il pericolo La sfida alla vita 27
e «Sostanze tagliate
male possono
diventare anche
letali: perché
rischiare?»
LasantudptpaairneamusfdtraietmuacanLmesidtnl'soeiueeptnesicardostohoisiqn,padeuuscrrionueoeisralammolemosmsvietcsaedaotlsireuinedcaugszaosnlieeii..,
rischio. Queste persone utilizzano princi- no aumentare le proprie percezioni? problemi con la qualità della sostanza, che
E' proprio così. E facilmente si arriva a quei può diventare ancor più pericolosa per la
palmente alcol, cocaina ed eroina, più rara- casi estremi che spesso finiscono sulle salute a seconda del taglio, sia con la giusti-
mente usano il metadone. Per poter pagine dei giornali perché c'è chi ne abusa,
comprare queste sostanze, come abbiamo arrivando ad ubriacature e intossicazioni zia, perché nonostante la depenalizzazione
gravi dovute anche alla combinazione delle della detenzione di quantità moderate, azioni
detto, si tende a compiere atti di microcrimi- due sostanze, che insieme portano all'ampli- come, ad esempio, la guida sotto effetto di
nalità, ma i prezzi di tutte le sostanze sono in ficarsi dell'effetto sedativo, alla perdita di
diminuzione. coscienza e, in casi gravi, anche al coma. cannabis portano conseguenze decisamente
Professore, abbiamo la sensazione che il gravi.
Quali effetti provocano cocaina, alcol e suo messaggio sia: un uso moderato di Nella sua esperienza personale, ha cono-
cannabis? cannabis e alcol è accettabile. É così?
La cocaina è uno stimolante molto forte, No, non è affatto così. E' sempre sbagliato sciuto persone «vittime» di alcol e dro-
cercare emozioni e divertimento utilizzando ghe?
tanto che alcune volte chi ne fa uso ha biso- sostanze che alterano le percezioni. Per Certo, ho conosciuto persone che hanno
gno, in seguito, di assumere alcol e canna- esperienza posso affermare che, fortunata-
bis, entrambi sedativi, per poterne moderare mente, la maggior parte dei ragazzi è capace abusato di molte sostanze, inclusa l'eroina,
di gestire con moderazione sia l'alcol che la ma molte di queste hanno trovato la loro
gli effetti. Anche l'eroina ha un effetto se- cannabis; ovviamente, mentre l'alcol è legale strada senza bisogno di aiuto dalle strutture
dativo sull'organismo. e di conseguenza è un prodotto regola-
Quali sono i danni che queste sostanze mentato, al punto che si può dire che faccia di recupero. Spesso un cambiamento
parte della nostra cultura mediterranea, la importante ndeiplleanpdreonpzrai:auvnitanuaoiuvtoa molto a
provocano a lungo andare? cannabis non lo è, e si può incorrere sia in superare la lavoro,
Bisogna considerare che questi danni non
sono determinati soltanto dai semplici effetti una nuova famiglia o la nascita di un figlio
sono tutti eventi che aiutano a capire che le
farmacologici della sostanza, ma bisogna te- droghe non servono a niente, fanno male,
nere a mente anche altri fattori: prima di
tutto, lo stato d'animo del soggetto, in devono uscire dalla nostra vita.
quanto una persona in uno stato più precario *VC
o di disagio può subire un effetto più perico-
loso, amplificando la condizione ed
evolvendosi anche in disturbi psichiatrici.
Sono determinanti il contesto, ovvero il luo-
go, le situazioni e la cultura in cui il soggetto
si trova. Poi c'è un rischio incommensurabile
legato alla sostanza stessa, perché chi
compra la droga non sa cosa sia esattamente
quel prodotto. Capita di trovarsi di fronte a
un prodotto tagliato male o una sostanza
pcoemnspaledtiaamveenreteadcqivueirsstaatdoa. quella che si
Non tutte le so-
stanze creano una importante dipendenza.
La cannabis, ad esempio, provoca poca as-
suefazione, ma usata a lungo e nei modi sba-
gliati può avere gravi conseguenze.
Perché i ragazzi usano queste sostanze
pensando di potersi divertire?
Io posso dare due risposte. La prima è che
questo presunto divertimento è frutto del
moderno modello consumistico, in cui il so-
lo comprare ed usare queste sostanze alle fe-
ste provoca una superficiale soddisfazione.
L'altra è proprio l'effetto psicoattivo delle
sostanze, capaci di aumentare la percezione
e la capacità di stare in gruppo, crea l'illusio-
ne di essere accettati, di essere divertenti, di
essere felici. Purtroppo si tratta solo di illu-
sioni effimere.
Quindi ne fanno uso solo coloro che devo-
28 La sfida alla vita
Aggressioni, baby gang, terrore. Gruppi
di ragazzi sempre più giovani e aggressivi
sono intorno a noi. Cosa succede?
In piazza. La manifestazione che si
dI nebi vailoì al en ti .èspvoalrttaecaiepSbacataobmyapngicaahncegoinaltlnrlaoosqvtruiooalleleinchezaoa
di Gabriele Giangreco *
o ricevuto una telefonata. “Sei la
Il simbolomamma di Arturo? Corri”. Mi
sono precipitata e c'era mio figlio
« H La vicenda dia terra. Una scena da fiction».
Così comincia il racconto
Arturo, aggredito edella mamma del ragazzo vittima
dell'aggressione di via Foria lo scorso di-
cembre. Un racconto simile a quello di tante
accoltellato senzaaltre mamme di Napoli che, negli ultimi me-
si, tremano quando i ragazzi escono di casa
motivo, ha scossoperché il timore di una aggressione è
immenso.
le coscienzeDoveva essere una passeggiata tranquilla
quella del ragazzo, divenuto il simbolo dei
giovani aggrediti senza un motivo: Arturo s'è
ritrovato suo malgrado al centro di una vi- I dati dell’Osservatorio Nazionale Adole- altro per accorgersi del degrado.
cenda assurda, criminale. Accoltellato e so- scenza parlano chiaro: su un campione di Ecco, forse un focus sul contesto in cui
pravvissuto per miracolo, adesso chiede ad 7.000 adolescenti, il 6,5% ammette candida-
alta voce, accompagnato dalla famiglia, che mente di far parte di una gang. Questi ra- questi adolescenti crescono potrebbe aiutare
le cose possano cambiare e che certi atti di gazzi, spesso provenienti da quartieri a fare chiarezza, potrebbe convincere le au-
sfrontata violenza non accadano più. difficili, aggrediscono in modo immotivato o torità a studiare programmi e progetti mirati
per semplice “divertimento” i loro coetanei. proprio a certe situazioni difficili che ri-
La storia di Arturo è una delle tante che Ecco perché è difficile cancellare la preoccu- schiano di creare questi nuovi «mostri di
ultimamente affollano le cronache dei pazione, ecco perché siamo in crisi: non esi- violenza». Ragazzi abbandonati dalle fami-
giornali della nostra città. Alcuni degli stono motivi a certe esplosioni di violenza. glie che diventano parte del «sistema», della
aggressori sono giovanissimi, non imputabili Tutti possono ritrovarsi nel mirino perché camorra: iniziano come «pali» nelle princi-
perché minori di 14 anni. non esiste una maniera per tenersi alla larga pali zone di spaccio, poi passano allo
dalla paura: i violenti possono colpire smercio, magari fanno una carriera criminale
In noi la paura sembra aver preso il so- all'improvviso, senza una ragione. che li porta sempre più in alto in quel mondo
pravvento. Si inizia a sentire troppa insicu- marcio e sempre più in basso sul piano uma-
rezza per le strade, soprattutto tra i giovani. Le difficili situazioni familiari o sociali so- no. Oppure ragazzini che si riuniscono in
E il fenomeno della violenza da parte di no da sempre alla base della violenza giova- branchi, come nel caso delle baby gang, e
gruppi di adolescenti è talmente evidente e nile, soprattutto in zone dove il degrado ha sperimentano le loro prime scorribande per
drammatico da aver destato preoccupazione fornito un ambiente favorevole per lo svi- la strada, iniziando così stagioni di violenza
anche da parte del Ministero dell’Interno luppo della malavita organizzata o del traffi- che rappresenteranno la base di un futuro
che, con il vertice dello scorso 16 Gennaio, co di stupefacenti. Basta provare a fare una sbagliato.
svoltosi proprio a Napoli, ha disposto nuove passeggiata tra le aree degradate della nostra Tra i tanti motivi c’è anche quello della
strategie di contrasto al crimine giovanile. città per scoprire com'è difficile crescere in popolarità che in questi casi incoraggia azio-
Soltanto tra Dicembre e Gennaio si sono quelle zone. A noi è capitato, tra le vele di ni brutali per guadagnare l’ammirazione dei
Scampia, di osservare i bambini che si di- compagni. Parallelamente si pone poi la
verificate 7 tragiche aggressioni. Alla vi- vertivano con pistole giocattolo, soli, in soddisfazione dei genitori, in talune zone ad
cenda di Arturo in Via Foria si aggiungono mezzo all’incuria, al pattume, al disinteresse alta concentrazione di degrado, nel vedere i
infatti quelle di Piazza Vanvitelli, Via di un mondo adulto troppo impegnato a fare loro figli compiere azioni illecite.
Merliani, Chiaiano e la Villa Comunale, di-
ventati nuovi teatri di violenza.
Il contesto Le istituzioni La sfida alla vita 29
Zone degradate Scuole, chiese, Il passato
famiglie distratte associazioni,
voglia di emergere hanno tante idee Gli «Scugnizzi»
in un mondo fatto ma sono in pochi sono sempre
di sopraffazione a condividerle esistiti. Quelli di
oggi, però, sono
accecati dall'odio
Noi siamo solo ragazzi, ci limitiamo ad fenomeno non è la conseguenza di una ge- Scugnizzo di ieri.
osservare, a leggere i giornali, a cercare di nerazione «malata» del giorno d'oggi, come Eppure quegli scugnizzi di altri tempi so-
capire. Abbiamo provato a capire anche tra- si ritiene spesso superficialmente, o della
mite le parole del maresciallo Silvestro degenerazione di alcuni rioni moderni. Si no stati capaci, in qualche modo, di di-
Verde che comanda la stazione dei carabi- tratta di una situazione secolare che ha ca- ventare anche eroi. Nel 1943 proprio gli
nieri di Scampia (la sua intervista la legge- ratterizzato anche la storia della nostra città scugnizzi diventarono anche simbolo della
rete nelle prossime pagine): ci ha in momenti del tutto diversi dai giorni no- libertà del popolo napoletano attraverso gli
raccontato, fra l'altro, che la serie televisiva stri. atti eroici contro il nazifascismo nella ri-
Gomorra è diventata per questi ragazzi quasi volta delle Quattro Giornate. Adesso voi ci
come un modello dai caratteri epici con ge- Proprio a fine Ottocento fu coniato da perdonerete, ma non riusciamo a immagina-
sta da imitare. Anche per questo motivo le Ferdinando Russo, redattore de «Il Mattino» re un bulletto violento del giorno d'oggi,
recenti aggressioni si sono verificate con il celebre termine «Scugnizzi» che stava a capace di sacrificare la propria vita solo per
strumenti come coltelli a scatto, con modali- indicare lo stesso concetto delle baby gang amore di libertà, come fecero nel secolo
tà riprese dalla finzione televisiva che, per di oggi: ragazzi di strada senza regole. scorso quegli scugnizzi che diventarono il
alcuni ragazzi diventa una realtà da emulare. simbolo della Napoli capace di ribellarsi alla
Il giudice Giulio Caggiano, vissuto agli dittatura e all'oppressione.
E il mondo dell'istruzione cosa fa? Cono- inizi del Novecento, scrisse: «Gli Scugnizzi
sciamo esperienze virtuose di decine di isti- sfruttati dai genitori, da strozzini, percossi e «Il guaglione è d’ordinario vivace mentre
tuti sparsi per la città che tentano di offrire danneggiati da compagni più anziani, man lo scugnizzo, pur essendo vispo, ha nello
un'alternativa al degrado. Il problema è che mano diventano prepotenti. Si associano per sguardo un senso di solitudine e scoraggia-
per avvicinarsi a chi vuol dare una mano, bi- comune difesa, aspirano alla Camorra». mento», con queste parole, forse, Antonio
sogna averne voglia. Ecco che torna a galla Anche allora i ragazzi di strada vivevano ai Belluci riuscì a cogliere l’essenza dei ra-
il discorso legato alle famiglie: dovrebbero margini della società, commettendo piccoli gazzi di quel tempo.
indicare una strada. Spesso indicano quella crimini e, come adesso, le istituzioni ben
sbagliata. poco facevano per evitare lo sviluppo di un Oggi, invece negli sguardi c'è odio,
futuro criminale. rancore, voglia di sopraffazione. La violenza
Ma è possibile che le baby gang siano nate è motivo di sfogo mascherato da «diverti-
da un giorno all’altro? Assolutamente no. Niente di nuovo, dunque, se non il perio- mento». Abbiamo paura.
Contrariamente a quanto si possa pensare, il do storico in cui si vive, che influenza di-
versamente una baby gang di oggi da uno *VC
30 La sfida alla vita
La violenza - L'intervista/ 1
Silvestro Verde, maresciallo dei carabinieri
«dFi nidoait»e.vie papà di un nostro amico ci esorta
di Alessandro Melito*
I l maresciallo Silvestro Verde, papà
del nostro amico Raffaele e co-
mandante della stazione dei carabi-
nieri di Scampia, ci ha regalato
preziosi consigli sul mondo che ci
circonda, sulla violenza e anche
una profonda testimonianza del lavoro dei
carabinieri della stazione che comanda.
L'abbiamo incontrato nei pressi della Vela senza temervi né considerarvi «contro» di
Rossa che, a breve, dovrebbe essere abbattu- noi?
ta. Ci ha spiegato la situazione attuale in cui Perché siamo persone che si mettono
versano le vele, occupate abusivamente da totalmente al servizio dei cittadini, perché
decine di famiglie povere, ci ha anche tra di noi ci sono papà e mamme che
parlato del fenomeno delle baby-gang. sacrificano affetti e famiglia per questo
lavoro che è durissimo, anche se a noi piace
Dicono in tanti che la violenza tra i giova- farlo. Perché quando sentite notizie di «mele
ni esplode per emulazione di atteggia- IRlamffaareelescdiaulrloanVteerld'ienccoonntirlof.iglio marce» tra di noi, dovete pensare che
menti visti in serie tv come Gomorra. Che esistono ovunque e che anche noi
ne pensa? vorremmo estirparle e cancellare la vergo-
Si, a volte i ragazzini cercano di atteggiarsi a Ci aiuti a capire come comportarci: gna che portano sull'Arma.
camorristi anche solo per emulare i perso- mettiamo che siamo a passeggio al Quando componiamo il 112, per
naggi di Gomorra e non solo. Per esempio il Vomero e incrociamo un gruppo di denunciare un reato o per chiedere aiuto,
figlio del detenuto che sta in carcere, spesso ragazzi che sembra troppo «vivace». possiamo avere fiducia, dunque?
si mette in mostra facendo il bullo, Abbassiamo la testa e cambiamo marcia- Una fiducia totale. Noi siamo al servizio
picchiando e intimorendo altri coetanei solo piede? della gente. E la gente non è un'entità
per imporre la sua supremazia per il fatto No, non bisogna esagerare. Non sai se sono astratta: siete voi, le vostre famiglie, i vostri
che il padre è in prigione e che è un lì semplicemente per divertirsi o per attacca- amici. Non una massa senza volto ma
malvivente. La colpa non va accollata tutta re briga. Purtroppo è un fenomeno che non persone vere che hanno bigogno di noi. E
ai ragazzi, ovviamente, ma alle famiglie, a si può prevedere, bisogna semplicemente noi ci siamo sempre.
chi dovrebbe educarli alla legalità anche se stare attenti, capire quando è il caso di pre- Qual è la parte più dura del vostro
intorno la situazione è drammatica. occuparsi e di tenersi a distanza. mestiere?
Lei pensa che noi dovremmo avere paura Come si può arginare il problema delle Quando scatta una denuncia bisogna per
delle baby gang, della violenza che ci baby gang? forza intervenire. Se si tratta di prendere un
circonda? Bisognerebbe partire dalle famiglie, ma camorrista ci vado con piacere, a me dispia-
Paura no, ma bisogna essere attenti. Sbaglie- spesso non sono in grado di dire ai figli di ce andare a casa della brava gente. Capita ad
rei a dire che la violenza non c’è e che gli non fare certe cose. Talvolta ci è capitato di esempio la querela o la disputa tra due vicini
episodi che ci sono stati ultimamente sono fermare minorenni e quando i genitori sono ed è spiacevole portare in caserma brave
un fenomeno isolato. Come sono preoccu- arrivati in caserma sembravano quasi persone. Sono davvero soddisfatto, invece,
pati gli altri genitori anche io che faccio il compiaciuti, come se i ragazzi avessero gua- quando vado alle 4 di mattina a casa di un
carabiniere sono preoccupato per mio figlio. dagnato la loro stima. vero delinquente per effettuare un arresto o
Purtroppo la violenza esiste ma stiamo Noi siamo in quell’età in cui vediamo le una perquisizione.
cercando di fare prevenzione isolando questi divise come nemici, ci spiega perché
soggetti. dovremmo guardarvi con altri occhi, *VM
La sfida alla vita 31
La violenza - L'intervista/ 2
Parla un graduato della polizia municipale
prud«eSniatit»e.eci rassicura: siamosempreal vostrofianco
domande che ci poniamo, anche se non giovani, con un presidio costante e diffuso
troviamo qualcuno disposto ad ascoltarci e a che ne garantisca l’incolumità.
darci delle risposte. Abbiamo provato a Tutto questo ci protegge, ma non ci rende
chiederlo a un maresciallo della Polizia informati e coscienti del problema: non
Municipale di Napoli, che si è cortesemente sarebbe meglio studiare un percorso di
reso disponibile ad una chiacchierata informale interazione con i giovani, magari
con noi anche se, per motivi burocratici, ci attraverso le istituzioni scolastiche? Non
ha chiesto di rimanere anonimo sulle co- sappiamo come intervenire nel caso
Idi Giulia Gambardella* lonne della nostra newsletter. fossimo testimoni di un atto di bullismo o
violenza. Ci sentiamo impreparati.
l fenomeno delle baby gang è tema Come nascono le baby gang? L'esplosione Consigliereste dunque alle forze di polizia di
di accanito dibattito sui giornali, tra del fenomeno è attuale o avevate già un fare lunghe chiacchierate nelle scuole,
le istituzioni. Dopo l’aggressione quadro preciso della vicenda? talvolta accade e per noi è un onore. Però
subita da Arturo, che gli è quasi Purtroppo è un fenomeno storico che ci l’educazione civica è appannaggio, in primis
costata la vita, si parla sempre più portiamo dietro da tanti anni, ma il fatto delle famiglie, e poi delle scuole, non
spesso delle baby gang. La stesso che oggi siamo qui a parlarne con voi possiamo noi delle forze dell’ordine
mamma di Arturo ricorda spesso quanto sia giovani significa che siamo sulla buona sostituirci agli educatori. Quello che
importante e grave la situazione, e ribadisce che strada per affrontarlo. Perché la violenza possiamo fare è sicuramente spiegarvi un
bisogna fare in modo che episodi del genere non minorile è soprattutto un problema legato al percorso per intervenire e sentirvi al sicuro
accadano più. Le istituzioni rispondono senso civico e se vi state ponendo il in caso foste vittime o testimoni di un atto
promettendo massimo impegno sul tema della problema significa che qualcosa in voi è del genere. Il primo referente in ambito sco-
sicurezza, ma tra noi giovani sembra che scattato. Per quanto riguarda le cause non si lastico è il dirigente, poi sono a vostra
l’argomento non abbia molta presa. possono definire con certezza. Concorrono disposizione tutti i numeri che riguardano le
Passato il momento delle manifestazioni sicuramente una molteplicità di cause, tra forze di ordine pubblico, dalla polizia, ai
scolastiche, in cui anche noi siamo scesi in cui il disagio sociale ed economico, carabinieri e guardia di finanza. Nel caso
strada con il nostro striscione per gridare l’instabilità familiare, ma anche banalmente decidiate di sporgere denuncia, parlatene
solidarietà ad Arturo, siamo tornati ai nostri la voglia di apparire più potente di un altro. sempre con i vostri genitori, anche perché
interessi. Eppure stiamo parlando di ragazzi, Non c'è una sola causa scatenante, del resto dovranno essere lmorionoardenancic.ompagnarvi, so-
protagonisti da un lato e dall’altro, vittime e accade sempre così nelle società in cui prattutto se siete
carnefici, ma, nonostante questo, sembra che convivono più mondi, e non tutti votati alla Sentiamo di aver bisogno di una speranza,
tanti nostri coetanei adesso abbiano già dimenti- legalità... per tornare a vivere con leggerezza la
cato. Possibile che a noi stessi non interessi la Come pensate di affrontarlo? Avete piani nostra gioventù. Lei crede che si potrà
nostra sicurezza? specifici di contrasto alla violenza da arrivare a debellare il fenomeno delle
Forse il vero problema sta nell’incapacità parte dei minori senza controllo? baby gang?
delle istituzioni e dei mezzi di informazione, di Tutti i reparti della Polizia Municipale si Il fenomeno è grave, ma la speranza di
coinvolgerci nel dibattito, di farci sentire stanno organizzando per un servizio di fermarla non ci deve abbandonare.
protagonisti di questo fenomeno. Arturo è un presidio in tutti gli ambienti scolastici, nelle L'istruzione e la cultura sono il nostro asso
ragazzo come noi, ma anche chi lo ha palestre e ovunque ci siano dei ragazzi a fare nella manica, poiché, molto spesso, la
ignobilmente colpito è un ragazzo come noi. attività. violenza trova terreno fertile proprio
Dove è, allora, la differenza tra noi e le baby Sarete presenti solo per supervisionare o nell'ignoranza e nella mancanza di
gang? Qual è il sottile confine che porta dei avete in programma degli incontri? comunicazione.
ragazzi a scegliere una strada fatta di violenza e Non abbiamo in programma di sostituirci ai
sopraffazione? Come possiamo intervenire, nel genitori ma garantiremo la sicurezza dei * IV D
nostro piccolo, per cambiare le cose? Tutte
Noi fra i tesor32 Lasfidaperlarinascita
ll nostro team in missione al centro storico:
la redazione della newsletter scopre il fascino
nascosto dell'antica chiesa di Santa Luciella
Adi Ida Saggiomo* esterna, del cornicione e del campanile. Sono
nno nuovo vita nuova, ma anche partiti i lavori per bloccare le infiltrazioni
scoperte nuove: la redazione della d'acqua dal tetto, così da rendere agibile que-
newsletter dell'Alberti ha visitato la sto piccolo gioiello barocco, ormai dimenti-
chiesa di Santa Luciella, situata in cato da 20 anni». Con estremo orgoglio il
quello che un tempo era il «vicus presidente dell'associazione ricorda le diffi-
Cornelianus» e che oggi è vico coltà che ha superato per arrivare ad ottenere
Santa Luciella, stradina che collega San Gre- il comodato d'uso della chiesetta: prima la
gorio Armeno a San Biagio dei Librai. La Curia, poi l'Assessorato ai giovani. Que-
chiesa è una delle tante in abbandono nella st'ultimo, dopo un'infinità di e-mail, ha
città di Napoli ed è rimasta praticamente accettato di vedere i progetti di Massimo e li
sconosciuta fino al 2010 quando il «nostro» ha approvati, facendo per lui da garante. Do-
Paolo Barbuto (firma del Mattino che ci se- po 4 anni di lotte contro la burocrazia, l'asso-
gue nel laboratorio di giornalismo) l'ha visi- ciazione ha iniziato a prendersi cura di
tata e ne ha racontato lo stato di degrado e questa affascinante cripta. «L'università di
abbandono. medicina di Zurigo ha stabilito una
convenzione con la Curia e con noi per ri-
L'articolo e poi il libro-denuncia che seguì mettere a posto la chiesetta, spendendo in 3
l'inchiesta del Mattino sulle chiese abbando-
nate di Napoli, finirono nelle mani di un
gruppo di ragazzi entusiasti e appassionati.
Questi ragazzi decisero che avrebbero lottato
Il luogoper la città e per riportare «in vita» Santa Lu-
ciella. Nacque così l'idea di fondare l'asso-
«Respiriamociazione «Respiriamo Arte» che è riuscita ad
ottenere l'affidamento della struttura e a metà
Arte» se nefebbraio ha fatto partire lavori di ristruttura-
zione.
Illabrleitdza. zSioonperan: el'iinsgortetesrsroandeeildlai cShainetsaaL. uScoitetolla: .
prende cura dopoPer adesso la chiesa è ancora off limit per
tutti, ma non per la redazione della new-
sletter dell'Alberti che l'ha visitata con un ci-
20 anni dicerone d'eccezione, il presidente di
«Respiriamo Arte» Massimo Faella. Ci ha
abbandonoraccontato la storia della piccola chiesetta: il
nome venne imposto in onore di Santa Lu-
cia. La cappella, infatti, come Massimo spie-
ga, fu costruita agli inizi del 1300 da
Bartolomeo di Capua, ma nel 1600 fu presa
in custodia dai pipernieri. Questi, che devo-
no il loro nome alla pietra dura che scolpiva-
no (il piperno), temendo che le schegge della
pietra potessero conficcarsi negli occhi fa-
cendo perdere loro la vista, iniziarono a pre-
gare la protettrice degli occhi, dedicandole la
chiesa. Nel 18esimo secolo la chiesa fu rima-
neggiata, divenendo sede dell'Arci-
confraternita dell'Immacolata Concezione
SS. Gioacchino e Carlo Borromeo. «Col
tempo la zona dell'altare maggiore venne
allargata e dedicata alla Vergine, mentre que-
sta piccola cappella resta la testimonianza
del martirio di Santa Lucia» spiega Massi-
mo, e infatti su una delle pareti sono incisi
una palma e degli oScacnhtai. all'interno di una
coppa, simboli della «Ci
è voluto tanto tempo, ma siamo riusciti a fa-
re la messa in sicurezza della facciata
ri dimenticati.Lasfidaperlarinascita33
Cinque ragazzi tentano di valorizzare i
monumenti del centro storico napoletano:
«amiamo Napoli e vogliamo respirarne l'arte»
L'ALDILÀ IN ASCOLTO(t(emsoaInrliaegegrre(ueMa)pr,rapccSsohuism.iltitDmeuotranotaoaslF)ex,Ta):F,reuMArlaldananirg(c(cpeveerlisaclelceosRapiPdorLeeeginslcluitiaadestno).a).i
anni dai 5mila ai 10mila euro. Hanno oIlrtiegsliachiiosecgurreiotisdoeci hveivi
intenzione di catalogare le ossa della cripta, Nella Terra Santa di Santa unisce questa dimensione
portare avanti una stretta campionatura, ri- Luciella tra altari, scolatoi e ossa, all'aldilà. Ed è così che quelle
pulire tutto da cima a fondo e, soprattutto, c'è un teschio particolare. Le orecchie vengono spiegate dalla
compiere esami sul famoso "Teschio con le orecchie, parte cartilaginea del saggezza popolare: una grande
orecchie" custodito nei sotterranei». corpo umano, tendono a attenzione alle preghiere dei vivi,
degradarsi in tempi brevi. Ma di cui il teschio si farebbe
Nella foto in alto vedete i volti sorridenti com'è possibile allora che in portavoce tra i defunti. Ma
del team di Respiriamo Arte. Il nome è nato questo caso siano rimaste quasi probabilmente il teschio non
per caso: «Un giorno stavo passeggiando a intatte? Spiegazione scientifica risale al 1600, potrebbe essere
piazza Carlo III - ci ha detto Massimo Faella non esiste, ma noi napoletani, da molto più antico: saranno le ana-
- ed ero stanco di vederla così maltrattata e bravi superstiziosi, abbiamo lisi ad accertarlo. Una traccia
di respirare aria inquinata. Io voglio respira- un'ottima leggenda al riguardo. A storica è offerta da un mosaico
re arte, pensai, e voglio respirarla nella mia partire dal 1600 venne istituito il conservato nel Museo
città». L'associazione nasce nel 2013 con «cimitero delle Fontanelle», una Archeologico raffigurante
l'esigenza di inventare un lavoro e non anda- sorta di ossario nato per la proprio un teschio con le
re via da Napoli. Il gruppo è formato da necessità di sistemare l'enorme orecchie. A questa simbologia è
amanti dell'arte e della propria terra: «Siamo quantità di cadaveri dovuti alla legata la memoria (anticamente si
tutti laureati in storia dell'arte o architettura. peste. Proprio in quel cimitero pensava che questa si conservasse
Il nostro sogno era gestire alcuni monumenti nacque l'usanza delle «anime nelle orecchie), ma sul mosaico
del centro storico e ci siamo riusciti: oltre a pezzentelle». Si adottava un sono raffigurati anche simboli che
Santa Luciella, gestiamo anche la Chiesa piccolo teschio che si supponeva richiamano la prima massoneria:
dell'Arte della Seta, in cui siamo già operati- fosse destinato al purgatorio e in ruote a sei raggi, farfalle,
vi». Ma il percorso dell'associazione non è cambio di benevolenze ci si triangoli.
stato facile: spesso il gruppo si è sentito sco- prendeva cura di esso. Questi Le orecchie, insomma,
raggiato e qualche membro si è arreso. Co- teschi detti «Capuzzelle» erano potrebbero rientrare in una
me sottolinea Massimo, però, la loro fortuna spesso di bambini anonimi. simbologia che non conosciamo in
è stata di non arrendersi mai tutti contempo- Quello che giace nei sotterranei profondità, ma le cui radici
raneamente: «L'idea ha iniziato a prendere della chiesa pare essere attento
forma nella mia testa quando avevo 26 anni, alle esigenze di tutti: dotato di tarfafogneddiaandoiaPtoemmppeiip. recedenti la
ma non è stato facile. Su 5 persone però ce orecchie, è il canale diretto che
n'è sempre una che non si arrende mai. Non I. S.
sono solo io a portare avanti "Respiriamo
Arte", è la forza di tutto il gruppo. Da soli
non si va da nessuna parte, puoi essere
anche il filo più doppio di una rete, ma da
solo non peschi niente».
*VF
34 La sfida dell'Alberti
pAaEenbrcbhdiaecimmlaoosccgturiaoltrcueoaratcohèaedsqislvuieeiarmateleln'Atelb«..e.rti Seznore al merito, i ragazzi della sezione F Alla fine non ci sarà una classifica generale. Ve-
hanno saputo guadagnare il primo posto drete che abbiamo segnalato solo la sezione
in questo nostro gioco che non aveva la vincente, la F, appunto e la top ten delle singole
O pretesa di essere un test ufficiale né una classi migliori. Tutti gli altri, per noi, sono a pari
sfida all'ultimo sangue. Abbiamo voluto merito: non esiste un ultimo in classifica perché
prenderci un po' di tempo per stare assie- quando si gioca e ci si diverte non deve esserci
Fme e per dimostrare a noi stessi, e a chi ci guarda uno sconfitto.
dall'esterno, che qui all'Alberti riusciamo a di- Ci basta l'entusiasmo dei vincitori, che si unisce
vertirci anche rispondendo alle domande. al nostro entusiasmo: conserveremo per sempre
Ci siamo sbizzarriti nel test (che vedete pubbli- nel cuore l'invasione nelle vostre classi, le risate, le
cato nelle prossime pagine assieme alle risposte richieste di tempo supplementare, gli sguardi che
corrette), abbiamo provato a mettervi in difficoltà, chiedevano un aiutino. sdLdoeaenllllpoa'ians«gttSaienetreezairsoruenealdellaiaAzzszuifaoirdtneeaae»
ci siamo divertiti a farvi sentire la pressione: 15 Grazie, Alberti, per aver voluto giocare con noi
domande da gestire in 60 secondi sono tantissime. della Newsletter.
PRIMA F
I 15 partecipanti della I F hanno ottenuto in
totale 11 punti, rispondendo correttamente al
4,89% dei 15 quesiti. La classe è stata l’unica
a svolgere il test in palestra, durante l’ora di
educazione fisica. I concorrenti, dopo aver
ascoltato con attenzione le regole, si sono
cimentati nella sfida con lealtà ed impegno.
Tra le risposte «particolari» merita una
citazione quella relativa alla domanda n. 14:
«A quale stato appartengono i fiamminghi?»,
la risposta è stata «Uccelli». C’è anche chi
sostiene che la quercia non abbia frutti.
SECONDA F
Si sono messi in gioco battendosi come leoni
per tenere alto il nome della sezione F. Non
sempre i risultati sono stati adeguati allo
sforzo, ma l'importante è che ci abbiano pro-
vato. Particolari difficoltà con la domanda
sul numero di costole: nessuno ha centrato la
risposta corretta (uomo e donna hanno lo
stesso numero di costole). Crisi anche sul
fronte degli oceani con il Mar Rosso
d'improvviso trasformato in immensa distesa
d'acqua. Piccole difficoltà anche con il frutto
della quercia che non è la pigna come pensa
qualcuno in II F. In compenso tantissime ri-
sposte corrette e un punteggio di tutto rilievo.
zione Aurea».Lasfidadell'Alberti35
TERZA F
QUARTA F
La classe ha seguito con correttezza le regole,
La logica non è proprio il loro forte: solo 4 su eccetto uno che non voleva proprio staccare
19 hanno risposto correttamente all’unica la penna dal foglio allo scadere dei 60
domanda che richiedeva un po’ di secondi. Nessuno ha ritenuto opportuno
ragionamento. Inoltre Apelle (e non Apele lasciare in bianco il foglio ma nonostante ciò,
come ha scritto qualcuno) non è il padre di il totale dei punti equivale a 17. Dalle risposte
si nota che i ragazzi non sono appassionati di
Apollo e Garibaldi non ha di certo inviato un natura perché affermano che la quercia non
sms a Vittorio Emanuele per dirgli produce frutti, ma se proprio deve averli,
sono le pigne; per due degli studenti è
«obbedisco». Tutti quelli che hanno risposto possibile trovare addirittura delle olive sui
(pochi ma buoni) sapevano che Annibale, e rami delle querce. Alcuni hanno deciso di
non Annibbale con due B, attraversò le Alpi sconvolgere nuclei familiari mitologici,
con gli elefanti per conquistare l’Italia, ma trasformando Apelle nel padre di Apollo.
nessuno sa quali sono le nazioni con cui QUINTA F
confina il Piemonte. Solo due hanno provato
a rispondere alla 12, fallendo nella faticosa Su 12 partecipanti, solo uno sa che il castello
Sforzesco si trova a Milano. Allo stesso modo,
impresa: «LA» era la risposta esatta. solo un partecipante sa che il campanile di
Giotto si trova a Firenze. Alla domanda «Il
padre del mulo è l’asino o il cavallo?», 3
partecipanti hanno erroneamente risposto «il
cavallo», mentre 5 si sono astenuti e solo 3
hanno risposto in modo giusto. Ma la
domanda che ha causato il maggior numero
di astenuti è stata «Quale mezzo utilizzò
Garibaldi per dire “obbedisco” a Vittorio
Emanuele?», alla quale 8 partecipanti non
hanno risposto. Dei restanti 3, solo 1 ha
risposto in modo giusto: «un telegramma».
36 La sfida dell'Alberti
QUINTA E
La classe aurea.
Classifica generata dalla percentuale
di risposte corrette rispetto ai partecipanti
Alla fine un solo team ha prevalso su tutti
Mdi Salvatore Varone * Aurea» abbiamo, quindi, sommato i punti attri- Top ten
ettere a punto la classifica gene- buiti a ciascuna classe di ogni sezione secondo
rale del contest con il quale la metodologia che vi abbiamo spiegato. Il 1 ) Quinta E
abbiamo travolto la scuola, ha punteggio totale, raggiunto unificando i voti, ci 2) Quinta A
richiesto un pizzico di attenzio- ha permesso di giungere alla definizione della 3) Quinta I
ne e un po' di tempo. vincitrice della «Sezione Aurea». 4) Quinta H
Siamo partiti dall'esame dei test 5) Quinta F
che ci avete consegnato e abbiamo assegnato un Questa classifica, però, avrebbe tenuto fuori 6) Quarta B
punto per ogni risposta corretta, zero punti per dalla competizione le sezioni dalla G alla M 7) Seconda E
le risposte non date mentre abbiamo sottratto un nelle quali non ci sono cinque classi come per 8) Quinta C
punto per quelle errate. tutte le altre. E' per questo motivo che, assieme 9) Quinta D
alla classifica della «Sezione Aurea» abbiamo 1 0) Quinta M
Sarebbe stato scorretto limitarsi a sommare i deciso di creare anche quella della «Classe Au-
risultati ottenuti dalle singole classi: avrebbe rea»: per dare modo a tutti i partecipanti, a pre-
dato un vantaggio ai gruppi più numerosi, così scindere dalla sezione di appartenenza, di
abbiamo deciso di utilizzare il punteggio in entrare nel vivo della competizione.
percentuale: sulla base del numero dei parteci-
panti. Abbiamo, così, realizzato la base di La sequenza della classifica per singole classi,
partenza dalla quale far scaturire la classifica nella quale, naturalmente, ci sono anche quelle
generale sia per la «Sezione Aurea» che per la che provengono da sezioni «incomplete», ci ha,
«Classe Aurea». quindi, consentito di mettere a confronto tutti e
36 i gruppi di studenti e di attribuire anche il ti-
Dopo aver messo in fila tutte le classi dalla tolo di «classe Aurea» che è andato, appunto,
prima all'ultima classificata, abbiamo assegnato alla quinta E.
ad ognuna un punteggio. Nello specifico, es-
sendo 36 le partecipanti, abbiamo deciso di as- Avrete certamente notato che la «Classe Au-
segnare alla prima classificata 36 punti, alla rea» non appartiene alla «Sezione Aurea»: si-
seconda 35 e così via, fino ad attribuire un solo gnifica che il rendimento, accorpato, dell'intera
punto alla classe che si è piazzata in ultima posi- sezione vincente (la F in questo caso) è stato su-
zione. periore a quello della sezione della classe che ha
dominato la classifica.
Per stabilire la classifica finale della «Sezione * IV D
Sezione E La sfida dell'Alberti 37
PRIMA E. Un applauso all’unico che sa che il SECONDA E. Tutti i partecipanti, a parte uno, si
frutto della quercia è la ghianda! Il resto della sono astenuti dal rispondere alla domanda «qual è il
classe è convinto che non abbia frutti o addirittura frutto della quercia?». Un solo alunno sapeva che
qualcuno sostiene che il frutto sia la foglia. 18 su 19 Garibaldi utilizzò un telegramma per dire
non hanno idea di dove si trovi il castello Sforzesco «obbedisco» a Vittorio Emanuele. Bisogna però dire
di Milano, la maggior parte non ha proprio provato che la maggior parte di loro ha risposto
correttamente alla domanda «chi attraversò le Alpi
a rispondere mentre i più coraggiosi hanno con gli elefanti per conquistare l’Italia?». Nessuno è
azzardato un Firenze, che è invece la risposta ad riuscito ad arrivare all’ultima domanda o comunque
un’altra domanda, quella sul campanile di Giotto nessuno ha saputo rispondere all’ultima domanda,
quella su Alessandro Magno. Ma per fortuna solo 2
alla quale solo due sono riusciti a rispondere su 18 hanno ottenuto un punteggio negativo.
correttamente. Molto meglio per la parte logica, QUARTA E. In questa classe c'è qualcuno convinto
che l’Oceania è lo stato al quale appartengono i
tutti promossi! fiamminghi, che sia stato Scipione ad attraversare le
Alpi con gli elefanti, che a Miseno oltre alla spiaggia
TERZA E. La prima domanda sul frutto della ci sia il Castello Sforzesco (che altri piazzano a
quercia li ha già messi in crisi: 13 partecipanti su 18 Roma). C'è chi pensa che il Mar Rosso sia un
oceano, che la donna abbia più costole dell’uomo,
si sono astenuti, uno ha risposto pigna. Solo in 4 che sia Apelle e non Zeus il padre di Apollo. Alla
hanno giustamente risposto «la ghianda». 7 fine le risposte non sono state tante… Questi nostri
compagni si sono nascosti e non si sono messi alla
partecipanti sono convinti che l’uomo abbia più prova. Sarà per la prossima volta...
costole della donna, altri 7 invece che la donna ne
abbia più dell’uomo, in 4 si sono astenuti. Nessuno
ha pensato che in realtà entrambi hanno lo stesso
numero di costole! 15 partecipanti, quando gli è
stato chiesto «Quale mezzo utilizzò Garibaldi per
dire “obbedisco” a Vittorio Emanuele?» hanno
preferito astenersi, mentre 3 partecipanti sostengono
che ci sia andato di persona. Uno studente sostiene
che il castello Sforzesco si trovi in Puglia. Nessuno sa
con quali nazioni estere confini il Piemonte.
Le soluzioni.38Lasfidadell'Alberti
Sezione A La sfida dell'Alberti 39
PRIMA A. «Ha più costole l’uomo o la donna?» 7
partecipanti sono convinti ne abbia di più l’uomo, SECONDA A. Molti sono stati tratti in inganno
3 la donna, 4 hanno risposto in maniera corretta dalla domanda: «chi è il padre di Apollo?»,
(sono uguali). Nessuno in classe ha idea di quale sia rispondendo Apelle. Solo pochi hanno compilato più
di quattro quesiti, fatta salva la prof. che ne ha
la nota del diapason, qualcuno ha provato anche a compilati otto. Nessuno conosce la ghianda. Mentre
crearne una nuova: l’ok. Nessuno sa da dove in tanti sanno chi è il padre del mulo.
QUARTA A. Con ventitré punti alunni, la classe si è
vengono i fiamminghi, ma in compenso quasi tutta difesa. Una buona parte di risposte corrette,
la classe sa che il mulo è il padre dell’asino. soprattutto alle domande sugli oceani e su Annibale.
TERZA A. Solo un alunno su 25 ha risposto Nessuna risposta per Garibaldi. Sorprendentemente,
solo due ragazzi, danno cenni di conoscere la
correttamente alla domanda su Garibaldi. Uno matematica, anche essendo ad uno scientifico,
spiega che la quercia non fa frutti mentre 3 su 25 rispondendo correttamente a questo quesito: «Con
sanno che esiste la ghianda. Solo un partecipante sa quanti zeri si scrive cento miliardi?»
che l’uomo e la donna hanno lo stesso numero di
costole e solo un altro sa che cento miliardi si scrive
con 11 zeri.
QUINTA A. Il 35% degli alunni ha risposto
correttamente alla domanda sul frutto della quercia
mentre il 30% ha risposto che «Non fa frutti», il
10% si è astenuto e il restante 25% ha risposto
erroneamente castagna o noce. Il 25% dei ragazzi ha
risposto bene alla domanda su Garibaldi mentre il
60% si è astenuto e il restante 15% ha risposto erro-
neamente. Qualche problema di geografia perché
alla domanda «Con quali nazioni estere confina il
Piemonte?» solo 7 partecipanti hanno risposto bene
mentre 10 si sono astenuti e 3 hanno sbagliato
risposta
40 La sfida dell'Alberti SECONDA B. Una classe di poche parole, 9 quiz su
18 hanno 3 o meno risposte. Alcuni sostengono che il
Sezione B Piemonte confini con l’Austria e che l’oceano più
piccolo sia il Pacifico. Abbiamo anche scoperto che
PRIMA B. 19 astenuti alla domanda sulla quercia, oltre ad Annibale, le Alpi sono state attraversate con
2 persone credono che il frutto dell'albero sia la gli elefanti da Scipione e dagli indiani. Nessuno ha
indovinato il frutto della quercia.
pigna. E fin qui potrebbe essere anche accettabile. QUARTA B. Su 19 partecipanti solo in 3 sanno che
Altri due partecipanti sono certi che la quercia non Garibaldi inviò un telegramma a Vittorio Emanuele
mentre il resto della classe crede che abbia inviato
dia frutti (povera!). Ma il vero genio è quello che un messaggero. La domanda con minori risposte è
ha scritto chè il frutto della quercia è... «Gino»: la «Con quanti zeri si scrive cento miliardi?» e
trovandosi ad uno scientifico sembra strano. Quelli
risposta ha causato la perdita di un punto che hanno provato a rispondere hanno scritto che ci
determinante che ha affossato la squadra. vogliono 9 zeri contandone, quindi, 2 in meno.
TERZA B. Composta da un esercito di alunni con il
prezioso aiuto di una prof., la classe se l’è cavata
totalizzando un punteggio medio-alto. Ben 5
studenti, però, sono profondamente convinti che il
padre del mulo sia il mulo stesso. Ci teniamo a
ricordare ai nostri colleghi che la mela, la pigna e la
castagna non sono frutti della quercia, che Apollo
non è figlio né di Apelle né di Crono e che
Lombardia e Valle d’Aosta ad oggi non sono
riconosciute come nazioni estere.
QUINTA B. Più della metà degli alunni che hanno
partecipato al concorso non sono stati in grado di
indicare l’oceano più piccolo. Tutti hanno risposto
alla domanda «Qual è il frutto della quercia?», ma
non tutti hanno scritto la risposta esatta, ovvero la
ghianda. 13 alunni su 21 hanno risposto
correttamente alla domanda «Chi attraversò le Alpi
con gli elefanti per conquistare l’Italia?» facendo il
nome di Annibale. Solo una persona su 21 è a
conoscenza delle nazioni confinanti con il Piemonte.
Sezione C La sfida dell'Alberti 41
PRIMA C. Nonostante il buon aiuto della docente
presente in classe, la quale ha deciso di mettersi in SECONDA C. Sono stati molto bravi e entusiasti di
gioco, il risultato è stato di medio livello. partecipare. Soltanto uno di loro ha cercato di fare il
Praticamente tutti sono convinti che sia l’uomo ad furbo continuando a rispondere dopo lo scadere del
tempo (ma l'abbiamo bloccato...). Nessuno
avere più costole. Aggiungiamo che Garibaldi non evidentemente ha mai visto il campanile di Giotto,
andò di persona a dire «obbedisco», come scrivono qualcuno ha problemi con i nomi storici e regala una
B in più ad «Annibbale», molti altri sono in crisi con
in tanti, ma inviò un telegramma. C'è anche uno il numero di costole. C'è anche chi ha voluto rendere
dei partecipanti che ha esagerato ipotizzando che Garibaldi un uomo dei nostri tempi, immaginando
uno scambio di Sms con Vittorio Emanuele.
occorrono 20 zeri per scrivere 100 miliardi. QUARTA C. Nessuna risposta alla domanda «Chi è
TERZA C. Alla gara non ha voluto sottrarsi la prof. il padre di Apollo?». Qualche problema con i confini
esteri del Piemonte. Un po' di confusione sulla
De Angelis, che si è messa in gioco dimostrando localizzazione del Castello Sforzesco di Milano che
grande spirito di competizione. Anche qui ci sono qualcuno ha ritenuto fosse in Puglia, confondendolo
state numerose risposte divertenti: qualcuno pensa con Castel del Monte. Buon esito alla domanda «Il
che il padre di Apollo sia «madre», altri che il frutto padre del mulo è l’asino o il cavallo?». Soltanto una
persona conosceva invece il frutto della quercia.
della quercia sia il «quercio», altri ancora che il
padre del mulo è il mulo stesso. L’intera classe si è
comportata nel migliore dei modi, rispettando
scrupolosamente le indicazioni del redattore:
insomma, la 3C è una classe votata alle sfide.
QUINTA C. In molti non sanno che il frutto della
quercia è la ghianda, però si sono sbizzarriti con la
fantasia: qualcuno è convinto che la castagna sia il
frutto della quercia, altri sono certi che l’albero non
produca frutti. Sul fronte della geostoria altri piccoli
problemi. Alcuni credono che l’Oceano Pacifico sia il
più piccolo oppure che «Alessandro il Macedone»,
«Alessandro Magno» e «Alessandro III di
Macedonia» siano tre personaggi diversi. Il risultato
complessivo, però, è soddisfacente, la classe è nella
top ten dell'Alberti.
42 La sfida dell'Alberti SECONDA D. Su 17 partecipanti solo 4 sapevano
che uomini e donne hanno lo stesso numero di
Sezione D costole, forse confusi dalla storia sacra di Adamo ed
Eva. Alcuni credono che il frutto della quercia sia la
PRIMA D. Soltanto un alunno su 12 conosceva il noce, secondo altri addirittura che non ci sia nessun
frutto della quercia mentre nessuno ha saputo frutto, quindi le ghiande piovono dal cielo. Una nota
indicare entrambi i confini extranazionali del negativa è il fatto di aver scritto che l’oceano più
piccolo è il Pacifico.
Piemonte e quanti zeri ha il numero cento miliardi. QUARTA D. 4 studenti su 17 sono a conoscenza del
Stesso discorso con la domanda riguardo l’oceano corpo umano, sanno che l’uomo e la donna hanno lo
stesso numero di costole. Molti alunni sono stati
più piccolo (corretta solo per due alunni) e la anche in grado di rispondere correttamente alla
domanda sulla quantità di costole (corretta per tre domanda «Il padre del mulo è l’asino o il cavallo?».
Al contrario solo uno è riuscito a rispondere in
alunni). Soltanto due persone hanno saputo maniera esatta alla domanda «Quale mezzo utilizzò
individuare le città del Campanile di Giotto e del Garibaldi per dire “obbedisco” a Vittorio
Emanuele?». A questa stessa domanda addirittura 4
Castello Sforzesco. persone hanno riposto: un sms.
TERZA D. In troppi hanno preso sottogamba il test
presentando risposte, come «bho, bah, lol». Ognuno
di questi segni ha prodotto una perdita di punteggio
per l'intera classe, trascinandola verso il basso. Chi
si è cimentato con tenacia, però, ha saputo fornire
risposte corrette superiori a quelle della media
generale. Peccato per chi ha deciso di fare il furbetto
invece di lottare: ha affossato tutta la classe.
QUINTA D. Sono uscite fuori diverse perle da
questa classe. Le risposte di maggior rilievo sono
state due: 1) furono gli arabi ad attraversare le Alpi
con gli elefanti per conquistare l’Italia; 2) Il Castello
Sforzesco si trova nella città «Emilia Romagna». La
prof. ha partecipato, tenendo alto il punteggio: la
classe vada a ringraziarla, per piacere. Per
concludere, secondo una persona, il Piemonte non
confina con nessuna nazione estera ma almeno tutti
sanno che il frutto della quercia è la ghianda.
La sfida dell'Alberti 43
Sezione G
PRIMA G. C’è qualcuno che ha scritto Persiani, Barbari e
Napoleone come personaggio che ha attraversato le Alpi con
gli elefanti... povero Annibale. Il frutto della quercia è la
ghianda ma qualcuno ha pensato che fosse il legno. Veneto,
Lombardia, Liguria e Val D’Aosta sono regioni d'Italia, non
stati esteri confinanti con il Piemonte. Ma siccome sono ragazzi
di prima e sono anche molto simpatici chiudiamo un occhio.
Ah, a proposito, Zeus è il padre di Apollo e non sappiamo chi
sia quell'«Apolle» citato da qualcuno…
Quinta H QUINTA G. 3 partecipanti su 18 hanno consegnato il test in
bianco. Almeno non hanno fatto diminuire il punteggio totale
Anche loro sono caduti nel tranello di Alessandro il della classe! Quasi tutti non hanno saputo rispondere alla
Macedone, Alessandro Magno e Alessandro III di domanda «Con quali nazioni estere confina il Piemonte?», e 2
alunni su 18 pensano che l’oceano Pacifico, il più grande
Macedonia che sono tre nomi assegnati alla stessa figura oceano esistente, sia invece il più piccolo. Nemmeno uno sa
storica. In pochi sapevano che Garibaldi utilizzò un che il LA è la nota del diapason e neanche uno conosce lo stato
al quale appartengono i fiamminghi, cioè il Belgio.
telegramma per dire «obbedisco» a Vittorio Emanuele.
Nessuno è stato in grado di rispondere con esiti positivi alla Quinta I
prima domanda, ad eccezione del professore Lucio Galdo.
Solo uno conosce l'esistenza della ghianda, solo uno conosce
i confini esteri del Piemonte. La domanda che ha ottenuto
più risposte corrette è stata quella su Annibale. Il 55% dei
partecipanti sapeva che l'asino è il padre del mulo, il 22,5%
ha risposto erroneamente «Cavallo» e il restante 22,5% si è
astenuto.
Quinta L
La stragrande maggioranza ha saputo rispondere
alla domanda «Con quanti zeri si scrive cento
miliardi?», ovvero 11, ma nessuno ha saputo
riconoscere che Alessandro il Macedone, Alessandro
Magno e Alessandro III di Macedonia erano la stessa
persona.
Quinta M
Né Pirro né Cesare hanno attraversato le Alpi con gli
elefanti e il mulo non ha due padri, ma solo uno,
l’asino. Nessuno conosce la nota del diapason o lo
stato dei fiamminghi ma tutti sanno che l’oceano
indiano è il più piccolo di tutti. Solo uno ha risposto
alla domanda sul frutto della quercia, ma il tentativo
è stato inutile: non è la nocciola. Un applauso al
professore di storia: tutti i ragazzi conoscono
Garibaldi e il suo telegramma a Vittorio Emanuele.