L’ALMANACCO 2025 49Gualtiero da Pedalburg: Cronache di un ciclista errantequest’ultima salita Gualtiero bivacca con la sua tenda ad un’altezza di oltre 2000 cubiti sul livello del mare, il freddo è pungente e penetra nei pochi strati a disposizione del giovane ma la natura in compenso gli regala una delle stellate più belle che lui abbia mai visto: quando si sveglia nel cuore delle notte, non c’è freddo che tenga e Gualtiero si sdraia fermo immobile ad ammirare la spettacolare volta celeste costellata le stelle cadenti. Da brividi.Prima di lasciare il bel paese Gualtiero deve affrontare alcuni seri problemi meccanici, i tamburi dei suoi freni si sono consumati come neve al sole durante le ripide discese dai passi alpini; entra in una bottega ma con sua enorme sorpresa scopre che il garzone non si destreggia per nulla bene con la lingua latina ma parla un rozzo dialetto volgare non comprensibile all’aulico protagonista. Comunicando a gesti come gli uomini primitivi, il garzone gli sistema i freni cambiando le componenti danneggiati alla modica cifra di 50 dobloni. Dopo aver pedalato per un tempo pari a neanche dieci clessidre, l’impianto frenante è nuovamente in avaria, Gualtiero è affranto e attraversa un momento di sconforto e di pianto, sì, perché anche gli skyrunner più valorosi possono sentirsi vulnerabili soprattutto se si trovano lontani da qualsiasi forma di civiltà, dopo aver sconfinato in territorio nemico, con la bici fuori uso e con l’appropinquarsi della sera e con essa il freddo e il buio. Ma come sempre l’importante non è cadere ma rialzarsi una volta di più e in soccorso di Gualtiero viene un gentiluomo appartenente al rione dei Mountain Bikers armato di gingilli del mestiere e insieme riescono a sistemare la bicicletta, alla faccia del garzone della bottega.La traversata del principato dell’impero Austro-Ungarico si rivela molto piacevole tra valli incantate e panorami mozzafiato oltre a un incontro con una gentildonna anche lei proveniente dal rione dei cicloturisti ma parlante la lingua d’Oil, la quale da a Gualtiero un consiglio molto prezioso su come chiedere ospitalità agli sconosciuti senza dover pagare fior fior di dobloni alle locande.Pedalata dopo pedalata, il giovane skyrunner arriva alle porte del regno Elvetico, territorio popolato da esseri pignoli e inflessibili all’apparenza ma con un cuore di cioccolato, dicono essere un dolce tipico del posto. Per evitare di finire nelle grinfie dei guardiani dell’ordine, vista la pioggia in arrivo e la voglia di parlare con qualcuno, Gualtiero decide di provare la tattica magica suggeritagli dalla giovane transalpina. Riesce a mettersi in contatto con alcuni indigeni che gli permettono di piantare la tenda nei loro possedimenti e sorseggiano assieme una bevanda tipica raccontandosi la propria storia.Nei giorni seguenti riesce a trovare ospitalità presso altre famiglie elvetiche che gli mettono a disposizione addirittura una camera tutta per lui con un letto vero, una doccia, un bagno, una cena calda che potrebbero sembrare cose semplici ma a Gualtiero, che è in viaggio da diverso tempo, sembra di essere trattato come un re. Una volta Gualtiero dorme persino nel letto di uno dei figli della famiglia mentre un’altra volta dorme su un materasso accanto al letto dell’ospite viste le ridotte dimensioni della casa. E ci sarebbero molti altri episodi da raccontare sulla gentilezza e sull’accoglienza che Gualtiero ha ricevuto senza che nessuno gli chiedesse nulla in cambio, solo per il gusto di ospitare un
50 A.S.D. FALCHI LECCOUArticolicicloturista in viaggio con il quale condividere reciprocamente storie e racconti legati al mondo dei viaggi ma non solo.Un’ultima sfida aspettava il giovane skyrunner prima del suo trionfante ritorno nella madrepatria, la stessa impresa che affrontò Annibale coi suoi docili elefanti anni orsono: l’attraversamento delle Alpi. Le condizioni metereologiche con le quali Gualtiero deve misurarsi rendono la situazione al limite del sublime dove la natura è al tempo stesso stupenda ed incontrollabile, estasiante ma anche immensa. La mattina della scalata le nuvole sono basse, l’umidità è alle stelle, le vette più alte sono coperte da una spruzzata di neve ma quando il giovane skyrunner raggiunge il varco del San Bernardino la vista è stratosferica e si affaccia addirittura il carro di Apollo ad illuminare la natura incontaminata.La missione è stata compiuta e dopo venti tramonti Gualtiero torna nel suo villaggio natale. Un po’ più stanco di quando era partito a causa delle oltre duemila leghe pedalate ma il cuore e la mente sono immensamente più ricchi: ogni incontro lungo il viaggio gli ha insegnato qualcosa di nuovo, e ogni esperienza lo ha trasformato, rendendolo più saggio e più consapevole di se stesso.
L’ALMANACCO 2025 51kapriol.comDUNE STONE DUNE ROCK DUNE ROCK kapriolATOP FASTENING SYSTEMABBIAMO ALZATOIL LIVELLO DI COMFORT E SICUREZZAPER IL TUO LAVORONHP ultra rebound technologyL’evoluzione per massima elasticità, ammortizzazione e leggerezzaApertura da Lunedì a Venerdi 08.30-12.00 / 14.30-18.30 / Sabato 08.30-12.00Via Achille Grandi, 34 - 23847 Molteno LC - Tel. 031 [email protected] kapriol point
52 A.S.D. FALCHI LECCOIl Ren“Tre settimane in Nepal sono come un pugno nello stomaco…” ecco la frase con cui descriverei il mio viaggio. Cercherò di farla breve, senza annoiarvi, ma come i nepalesi non garantisco nulla. Avevo chiesto di fare questo viaggio per la laurea a luglio ’23, ho aspettato più di un anno e lunedì 18/11/2024 sono partita destinazione Kathmandu. Mercoledì mattina con un volo interno, su un trattore con le ali, siamo atterrati nell’aeroporto più pericoloso al mondo, a Lukla, quota 2840m slm. Da qui inizia il trekking dei tre passi, che attraversa le valli della regione del Khumbu e tocca più volte i >5000m, mi aspettano 17 giorni di cammino. Il programma di un trekking è molto semplice: ogni mattina ti svegli e sai che dovrai camminare finché non sarai arrivato alla meta del giorno. Quando però ti ritrovi in un luogo nuovo, così distante da casa, dove la natura e la montagna la fanno da padrone, il passo rallenta inevitabilmente. Ci si ferma a fotografare scorci, a sentire gli aneddoti di Santosh, il nostro sherpa, o di Floriano, che ormai qui ci vive, ad osservare i nepalesi che lavorano la terra o i portatori con carichi da 30kg e più sulle spalle, o ancora a dare precedenza ad una mandria di mucche o di yak. Le giornate potrebbero risultare monotone: si cammina, ci si ferma per pranzo, si va avanti e nel primo pomeriggio, al massimo, si raggiunge il lodge in cui si dormirà la sera. E poi? Ci si riposa, si passeggia per il villaggio, sichiacchiera, io ho un piccolo quadernetto su cui cerco di annotare tutto e talvolta facciamo delle brevi passeggiate di acclimatamento per i giorni successivi. Domenica 23/11 raggiungiamo quota 4000, fortunatamente io sto bene, anzi mentre camminiamo, io e Simone (il ragazzo mio coetaneo con cui divido la stanza) parliamo di continuo, venendo anche rimproverati. Gli altri due compagni di viaggio invece cominciano ad avere sintomi di mal di montagna: tosse, fiato corto, mal di testa, saturazione bassa. Per questo decidono di evitare il primo passo del giro, il KongMa La, a 5535m; una salita molto lunga, che se vedete il video sembra saliamo a rallentatore e una discesa sulla morena del ghiacciaio del Lothse ancora più infinita, di continui sali e scendi. Forse questa è stata la giornata più lunga in cui abbiamo camminato circa 8 ore, eravamo io, Simone, Santosh e Kanja il portatore, ancora ignari che solo noi quattro avremmo fatto tutto il trekking.Il giorno prima durante l’acclimatamento a 5000, io ho avuto un po’ di mal di testa e la sera l’unica cosa che mi dava sollievo, prima di prendere un’aspirina, era acqua calda e zucchero... Il giorno successivo mi arriva il ciclo, con quasi una settimana in anticipo (ecco forse spiegato il malessere degli scorsi due giorni). Proprio oggi che avevamo in programma di raggiungere la cima del Kala Patthar a 5640m, davanti a cui si impone l’Everest e ai suoi piedi si scorge il campo base, ora sgombro, essendo fine stagione di spedizioni. Oggi siamo solo io e Simone, Santosh ci ha dato “il permesso” di Di Marianna ColomboIl mio giro dei tre passi in Nepal Il Renjo Pass, 5340m slm.In donfo al centro Everest, Lothse e Nupse.UArticoli
L’ALMANACCO 2025 53salire da soli, al nostro passo lento ma costante, sporconiamo perché ce l’hanno venduta a 5550m, ma arriviamo su per primi e mentre scendiamo corriamo, consapevoli che ora “è quasi tutta discesa”. Venerdì 29/11 svalichiamo il secondo passo, il Cho La, a 5420m, in alto c’è un pannellino con prese USB per ricaricare i telefoni e troviamo pure due comaschi. Ogni giorno impieghiamo meno di quanto previsto e una volta arrivati al lodge, il tempo scorre molto lento. Scrivo una nota su telefono “cose che mi mancano al 12esimo giorno in Nepal”. Il giorno dopo arriviamo a Gokyo, credo uno dei posti da visitare una volta nella vita. Qui le montagne innevate fanno da contorno ad un laghetto azzurro cristallino, che farebbe impallidire quelli svizzeri e, per la prima volta da quando sono partita, mi scappa la lacrimuccia: che fortuna essere qui, poter camminare in questi posti, pensare di avere una casa tutta riscaldata e non un’unica stanza, in cui ci si scalda con la stufa alimentata a cacca di yak, avere corrente dappertutto, la doccia, l’auto e tantissimo altro. L’ultimo passo da affrontare è il Renjo La, a 5340m, forse il più panoramico, da cui vediamo davanti a noi ben delineata la catena Everest, Lothse, Nuptse. Al lodge lavo le calze e per la prima volta anche i piedi con l’acqua gelata, che dopo poche ore mi farà pentire… Passiamo dal villaggio di Thame, che ad agosto è stato parzialmente distrutto da un’alluvione e raggiungiamo appena sotto un lodge che fa verdure con metodo biodinamico, molto buone, anche se è da quando siamo in valle che la nostra alimentazione si compone di verdure (patate, carote e delle simil coste) in brodo o a condimento del riso. Alla mattina pancake con marmellata e il mio fidato burro d’arachidi. Dall’Italia abbiamo portato un borsone con grana e salumi, così salviamo almeno l’aperitivo delle 17 e calmiamo la fame, alle 19:00 al massimo si cena. Bevanda consueta: green tea o ginger honey lemon tea. Nei giorni successivi, continuiamo a scendere, direzione Lukla. Le tappe sono sempre di poche ore di camminata, i borsoni si sono alleggeriti e Kanja il nostro portatore comincia ad indossare le ciabatte per camminare. Siamo convinti di aver preso un po’ il ritmo, ma ci supera ogni volta. Cerchiamo di interagire con lui, ma parla poco inglese e sono più le volte che sorride e annuisce. Io, Simo e Santosh invece siamo un trio da guerra, spettegoliamo tutto il tempo e un po’ ci dispiace doverci riunire con gli altri, da cui ci eravamo separati prima di affrontare il secondo passo. Il 5/12 siamo a Lukla, è già iniziato il conto alla rovescia per tornare a casa; non sopporto più i vestiti sporchi e pieni di terra fine, i miei capelli sporchissimi, gli odori delle spezie. Sia benedetto l’Illy cafè, che fa un caffè decente e il giorno dopo mi risolleva il morale con un brownie molto sostanzioso, vista l’impossibilità di tornare a Kathmandu. Nuvole Il mio giro dei tre passi in Nepal
54 A.S.D. FALCHI LECCObasse e poca visibilità non permettono di volare, ciò significa perdere tempo e giorni e lunedì abbiamo il volo di rientro e non possiamo, né vogliamo, assolutamente perderlo. In più, sabato 7 dicembre è il mio compleanno e mi piacerebbe festeggiarlo in pace… ma nella tarda mattinata ci aspetta un arrivo a Kathmandu che si preannuncia piuttosto movimentato! Mi sembra di dovermi riabituare alla folla, alla calca della gente, ai clacson e al traffico delle strade orientali. Mangiamo una pizza, mi faccio una doccia di 30 minuti, potendo lavare i capelli e poi andiamo a contrattare prezzi per comprare souvenir. Sento i miei genitori, il mio ragazzo, mia nonna e rispondo ai messaggi di auguri agli amici che si sono ricordati. La sera andiamo al ristorante indiano e Floriano mi ha preso anche la torta, così soffio pure le candeline. Quando mi ricapita di compiere un quarto di secolo in Nepal?! Domenica visitiamo Kathmandu e i luoghi religiosi più sacri, lunedì mattina siamo in aeroporto, è ora di tornare a casa!Se dopo 20 giorni abbiamo capito una cosa è che i nepalesi non conoscono l’impazienza, né la puntualità, decolliamo con più di un’ora di ritardo eavendo scalo breve a Doha, perdiamo il secondo aereo. Bene, ma non benissimo: stanotte non dormiremo nel nostro letto. Arriveremo martedì mattina a Milano, accolti dalla solita nebbia e freddo umido. Primo commento di mia mamma: “ma stai bene? ti vedo sciupata”. “Sì mà, sto bene. È stata una delle esperienze migliori della mia vita e mi ha fatto rendere conto di quanto sono fortunata, adesso vado a trovare la nonna e a fare il tiramisù”.Mettermi a scrivere questo articolo per l’almanacco quasi un anno dopo essere partita, mi ha fatto andare a ripescare foto e video di quelle tre settimane lontana da casa e ha fatto tornare quel sentimento di “balorda nostalgia”, tipico delle avventure scomode, ma indimenticabili. Un viaggio così ti fa mettere in gioco, ti fa adattare, ragionare e cambiare idea, ti disturba sotto certi punti di vista, ma ti fa rendere conto dell’essenzialità e della gratitudine necessarie nella vita.Namasté Nepal Padre (Simo), figlia (io) e spirito Santo (SH) sul Cho LaUArticoli
L’ALMANACCO 2025 55Il mio giro dei tre passi in Nepal
56 A.S.D. FALCHI LECCOUArticoliQuest’anno il buon @Mirco ha proposto di fare la VUT (valmalenco ultra trail), la gara prevede 90 km e 6000 m d+ e fortunatamente c’è la possibilità di correrla a staffetta, suddividendola in tre frazioni diversamente eque (33kmx2500m d+, 40kmx3000m d+, 17kmx500m d+). La ricerca di due compagni inizia già da inizio anno e dato che il terzo uomo @Maurizio dà buca, viene arruolata @Marianna, che non sa dire di no e “tanto devo fare km, vada per la prima frazione. Anche se parte alle 22, spero di non essere da sola nel bosco e preferisco il dislivello ai 40km”Come si prepara una gara di notte? In realtà non lo so. Ho macinato km e dislivello, visto il percorso in più spezzoni e io e Mirco abbiamo anche fatto una notturna al Pizzo Tre Signori per provare a correre al buio e digerire i gel (!!) Nonostante ciò, il 25 luglio, quando alle 21 lascio in hotel i miei compagni di terna e il temerario @Biso, e mi dirigo alla partenza con quel folle di @Tommaso Redaelli, che farà tutti i 90km, sono agitata e sbadiglio pure. Partiamo al buio e i primi 6km sulla ciclabile in discesa verso Torre Santa Maria scorrono più veloci del previsto, prima salita in direzione rifugio Bosio, 1300 metri de botto. Salgo anche bene in modalità scialpinista, insieme ad un amico che farà la ultra. Peccato che al rifugio il mio stomaco inizi a lamentarsi dei gel introdotti e la strada corribile per arrivare all’alpe Pradaccio diventa una corsa a ritmo lento, alla ricerca di catarinfrangenti.Attacco la seconda salita verso il passo Ventina (altri 1000m d+ in 5km scarsi) all’una di notte, si sviluppa su ganda simile alla val Masino e ciò la rende la parte più tosta, ma anche la più emozionante: al buio, in silenzio, devi fidarti dell’equilibrio nelle caviglie e procedi a zig zag, seguendo le torce di altri pazzi che sacrificano ore di sonno in un comodo letto. Comincio infatti a sentire la stanchezza, ho mangiato poco e preferirei davvero essere sotto le coperte, ma una volta scollinato è tutta discesa. Non semplice, impreco qualche volta, “niente in confronto a quanto potrebbe fare un veneto”, mi dice un ragazzo di Padova, anche lui impegnato sulla lunga. Passo il rifugio Porro, Chiareggio (e Mirco) sono sempre più vicini. Venti minuti mi sembrano infiniti, ultimo ponte e ultimi venti metri in salita per tornare su asfalto. Sento Mirco che mi incita, poi lo riconosco, gli passo il GPS che ci fa da testimone e lo vedo schizzare via. POST GARA Sono dispiaciuta di aver avuto qualche fastidio e di non essere riuscita a dare il massimo. In una staffetta l’obiettivo è comune, si corre anche per i compagni e mentre torno a valle, ripongo tutta la mia fiducia e la carica sui due cavalli che ho in squadra e senza cui non mi sarei messa in gioco. A loro dico grazie, perché le emozioni provate valgono molto più delle ore di sonno perse. In partenza un amico valtellinese mi ha detto che aveva scommesso su di noi, meglio non deludere le aspettative… A - MARIANNAD i M a r i a n n a , M i r c o e L o r e n z o Resoconto VUT
L’ALMANACCO 2025 57Resoconto VUTPRE GARACon Lò guardo la partenza della gara seguendo il GPS, quello di Marianna e altri tre atleti non si muovono, sale un po’ di agitazione ma fortunatamente il buon Biso ci conferma che sono partiti tutti. Metto la sveglia alle due di notte e tento di dormire, tentativo mal riuscito. Arrivo a chiareggio alle 2:45, il GPS continua a non funzionare e mi fido della previsione di Mari “arrivo per le 3:30” e mi piazzo davanti alla stufa mentre i primi atleti passano, anche qualche staffetta mista con le ragazze in terza frazione…”io e il cavallo di Rongio vi veniamo a prendere!”, cerco di darmi la carica ed esco a fare riscaldamento. LA GARA 3:32 Marianna sbuca sulla strada, chirurgica come sempre con le sue previsioni. “Corriii!!!”, mi dà una carica assurda. La prima salita scorre veloce, recuperando tanti atleti della lunga e il rifugio Longoni arriva in un attimo. Brevissima sosta e via in discesa, poi salita al lago Palù, una salita dura per scollinare seguita da ripide piste da sci e siamo praticamente al Rif. Musella mentre il sole sorge coperto però dai nuvoloni, km 18,5. Ora mi aspetta la valle dello Scerscen, 10km e 1000m di dislivello prima del Rif. Marinelli Bombardieri. Imbocco la salita e scorgo subito un gruppetto di 3-4 concorrenti, cerco di aumentare il passo anche se il sentiero da qui in poi è molto più tecnico. Ci metto tre chilometri a prendere il gruppetto, per trovarmi poi a superare il buon Tommaso e Stefano Butti…a correre la stessa distanza non li vedo neanche con il binocolo, che follia superarli! Inizia a piovere, dopo uno scollino vedo il picco su cui è posto il Rif. Marinelli che però sembra non arrivare mai. Qualche km di serpentone su pietraia per poi affrontare gli ultimi due km con 400m di dislivello in cui riesco a recuperare appena prima del ristoro un’altra staffetta. Alla domanda dello staff “ragazzi che staffetta fate?” rispondiamo all’unisono “mista”, “ah bravi, siete i primi”. Il ragazzo parte a tutta, io finisco di riempire le flask e parto “Mirco corri come se avessi Delgio alle spalle”. Al pensiero di Delgio metto il turbo, lo supero quasi subito e sul piano verso il Rif. Carate lo stacco, stiamo palesemente entrambi esagerando, ma l’importante è esplodere dopo di lui. Ultima salita verso la forcella Fellaria, poco prima di scollinare mi giro e non vedo nessuno muoversi tra le rocce sotto, sembra fatta. Ultima discesa, passo dal Rif. Bignami e senza fermarmi punto le dighe di Campo Moro. Ultimissimo km in strada a tutta, quattro al km, di più non ne ho. Finalmente vedo il rifugio Zoia e la zona cambio, ma non vedo Lò! PANICO!B MIRCO
58 A.S.D. FALCHI LECCOUArticoliPRE GARA Dopo che Mirco lascia l’hotel per la sua frazione, provo a dormicchiare qualche ora, ma verso le 5 rientra Marianna con ancora le endorfine a 1000 dalla sua super prova, e, senza fare apposta mi risveglia. In breve arriva la mattina, e il turno della mia prova si avvicina. Seguo la tabella di marcia: sono già sveglio, il sonno non è dei migliori vista la notte movimentata e neppure il meteo, ma fa niente! Sono carico per andare al rifugio Zoia per il cambio, e dopo una colazione fatta nel letto a mo’ di albergo, parto con la fiammante Polo di Mirco. Durante il tragitto in macchina incontro gli altri falchetti pronti per la 35 km e, tornante dopo tornante, arrivo al parcheggio. Il termometro dice 9 gradi, piove, ma lì trovo Biso, jolly tutto fare che dopo aver passato una notte in tenda al freddo e sotto la pioggia nei pressi di un rave party, mi stava aspettando tutto assonnato, e qui arriva il bello! Sono le 8.30, Mirco mi aveva detto che per quell’ora circa sarebbe arrivato, ma il GPS lo dava ancora indietro di almeno un 40 min, Biso mi propone di salire un pezzettino per vedere l’inizio della mia parte e per bersi un caffè, e proprio mentre Biso beveva quel caffè, al rifugista arriva una chiamata dal ristoro sotto: era arrivato un ragazzo per il cambio con il pettorale 412. Indovinate un po’!! Mi guardo il pettorale e mi rendo conto che è taaardi! Lascio Biso di corsa in mezzo alle risate e scendo incontro a Mirco sapendo che lui non avrebbe riso molto, mi dà il GPS, prendo al volo le mie cose per correre e lascio Mirco, un po(chino) alterato per quello che era successo. GARA Riscaldamento pre gara: inesistente, parto forte nonostante il freddo cercando di prendere subito il ritmo sulla salita, e dopo una prima parte in solitaria corsa forte, verso fine salita incontro i primi due della 90 km, in giro da ormai 12 ore, che cuore! Le gambe stanno bene e mi rendo conto di poter provare a spingere anche tutto il traverso UP/ DOWN centrale, prima di lanciarmi giù verso Lanzada. La nebbia è fitta, ma correre tra pratoni e rocce con questo fresco è pane per i miei denti! Dopo circa un’oretta e mezza, arrivo all’ultimo km dove sorpasso un concorrente convinto che fosse il primo avversario della staffetta mista: Mirco aveva cambiato con me, ma il GPS era ancora indietro, quindi, per assurdo non sapevo che fossimo già i primi sulla terna mista e visto il cambio movimentato non mi aveva detto nulla! Gli ultimi metri sono in centro paese, vedo l’arrivo, vedo Mirco e Marianna che mi stanno aspettando, vengono verso di me e tagliamo il traguardo tutti e tre assieme: abbiamo vinto la staffetta mista! Per il terzo tempo, come si dice oggi: info in DMC - LORI
L’ALMANACCO 2025 59Resoconto VUTI PUNTI VENDITADF SPORT SPECIALISTLI TROVI A:Acquista on-line su df-sportspecialist.itSPEDIAMO IN TUTTA ITALIABELLINZAGO LOMBARDO (MI)Centro Commerciale La Corte LombardaStrada Padana Superiore, 154 - Tel. 02 95384192BRESCIACentro Commerciale Nuovo FlaminiaVia Sorelle Ambrosetti, 10 - Tel. 030 3376755CESANO BOSCONE (MI)Via Benedetto Croce, 9 - Tel. 02 95849849CREMONACentro Commerciale Cremona PoVia Castelleone, 108 - Tel. 0372 458252DESENZANO DEL GARDA (BS)Centro Commerciale Le VeleVia Marconi, angolo Via Bezzecca - Tel. 030 9911845GRANCIA/LUGANO (Svizzera)Parco Commerciale GranciaVia Cantonale, Grancia - Tel. 0041 919944030LISSONE (MB)Viale Valassina 116 - Tel. 039 5786184MAPELLO (BG)Centro Commerciale Il ContinenteVia Strada Regia, 4 - Tel. 035 908393MEDA (MB)Outlet by DF Sport SpecialistVia Indipendenza, 97 - Tel. 0362 344954MILANOVia Palmanova, 65(Ampio parcheggio - ingresso da Via Cesana, 4)MM2 UDINE/CIMIANO - Tel. 02 28970877OLGIATE OLONA (VA)Via Sant’Anna, 16 - Tel. 0331 679966ORIO AL SERIO (BG)Via Portico 14/16 - Tel. 035 530729PIACENZACentro Commerciale Galleria Porta San LazzaroVia Emilia Parmense - Tel. 0523 594471SARONNO (VA)c/o Centro Commerciale BossiVia del Malnino, 5 - GERENZANO - Tel. 02 09997330SIRTORI (LC) - località BEVERAVia Delle Industrie, 17(Provinciale Villasanta Oggiono) - Tel. 039 9217591
60 A.S.D. FALCHI LECCOUArticoliDi Nicola CastellazziTrofeo Adelfio da outsider
L’ALMANACCO 2025 61Trofeo Adelfio da outsider
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L’ALMANACCO 2025 63È il 25 aprile 2025 il che vuol dire una sola cosa: trofeo Adelfio. Al piazzale della funivia fa freddo, non è ancora arrivato il sole. Ci si iscrive e ci si guarda intorno alla ricerca di volti familiari con cui chiacchierare ma soprattutto si studiano i nomi dei possibili avversari. Il parterre, come ogni anno, è eccezionale, pieno di top runner: Elia, Beltrami, Curtoni, Sala, Ba, Bonaldi giusto per dirne alcuni oltre ovviamente a tutti voi Falchi, pronti a spiccare il volo.Mi giro verso mio papà e gli dico: “la top 15 è blindata, cerco di fare gara per un piazzamento tra i 15 e i 20.” Nelle due edizioni precedenti mi ero piazzato entrambe le volte ventesimo quindi credo che, nella migliore delle ipotesi, potrei migliorare di qualche posizione il mio piazzamento, a meno di un miracolo…Alla partenza sono concentrato e motivato, parto senza esagerare, so che la gara si fa sulla sulla parte alta e non voglio strafare all’inizio per poi pentirmene. Allo Stoppani mi supera Emily Collinge e mi attacco al suo treno sperando sia quello giusto: scelta azzeccata. Salgo bene seguendo il ritmo di chi mi precede fino a oltre metà gara quando mi accorgo di averne di più e decido di accelerare; uno dopo l’altro super svariati concorrenti, non so in che posizione sono e non mi interessa, voglio solo salire il più veloce possibile fino al pizzo d’Erna e poi giù a capofitto fino all’arrivo.So di aver fatto bene ma non mi aspettavo di essere arrivato settimo assoluto, è stato ancora più soddisfacente partire da outsider con le aspettative basse, forse un po’ troppo, e riuscire a superarle anche di parecchio andando a infrangere il pronostico che avevo fatto a mio padre prima di partire, meglio così ;)Soddisfazione doppia perché il trofeo Adelfio è la gara di casa, la gara dei Falchi, l’atmosfera che si respira è sempre magnifica e condividere questa giornata fantastica con tanti di voi è ancora più bello. La ciliegina sulla torta è arrivata poi vincendo la classifica a squadre con quei cavalli del Dani e di Lafra.Insomma grande gara, grande prestazione ma anche grande giornata di sport, grande spirito di squadra, cosa si può volere di più…Trofeo Adelfio da outsider
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L’ALMANACCO 2025 65Trofeo Adelfio 2025
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L’ALMANACCO 2025 67Trofeo Adelfio 2025
68 A.S.D. FALCHI LECCOUArticoliIl mio articolo racconta la giornata del 25 aprile, dedicata al Trofeo Adelfio Spreafico: gara organizzata dai Falchi che, come ogni anno, porta con sé energia, voglia di correre e di stare insieme.È una di quelle occasioni in cui si percepisce la forza del nostro gruppo, non solo nelle gambe, ma anche nello spirito di squadra. Ricordo benissimo il 25 aprile di tre anni fa: il mondo della corsa mi era ancora del tutto sconosciuto e fu proprio in quella giornata che incontrai per la prima volta molti degli atleti dei Falchi. Il mio primo pensiero?“Wow, sono fortissimi a correre… ma nel terzo tempo lo sono ancora di più!”. Il post gara era stato un concentrato di risate, allegria e festeggiamenti e MAI avrei immaginato che, pochi mesi dopo, mi sarei ritrovata a correre con la maglia FALCHI, condividendo con loro gare, trasferte, allenamenti, festeggiamenti e, soprattutto, tante amicizie.Quest’anno purtroppo non ho potuto gareggiare, ma non potevo certo mancare. Ho partecipato con entusiasmo al dopo gara e posso confermare, ancora una volta, che le feste dei Falchi restano tra le più divertenti e travolgenti a cui io abbia mai preso parte!Direi che correre è bellissimo, ma farlo con questo gruppo lo è ancora di piùDi Alessia D’AmicoTrofeo Adelfio 2025
L’ALMANACCO 2025 69Trofeo Adelfio 2025
70 A.S.D. FALCHI LECCOUArticoliEccoci qui, ci risiamo. Primo weekend di giugno, è sabato, siamo nella città di Lecco ed è tutta in fermento. È il sabato della Resegup. Non so ancora il perché, forse si, ma ne sono innamorato, anche se per molti esperti del settore non dice nulla per me vale molto.E la gara che in linea di partenza mi mette i brividi e come sempre voglio far bene e sempre meglio.Quest’anno l’affronto in maniera particolare, l’inverno è stato tosto, un infortunio mi ha tenuto abbastanza fermo, mi dava noia e mi ha abbattuto molto a terra di testa.Ho ripreso a correre decentemente ad inizio aprile, il famoso fieno in cascina non l’ho messo e sono arrivato qui con una condizione incerta, tante domande e forse qualche aspettativa e pensiero in meno.Avevo bisogno di risposte e dopo tutta la routine di presentazione dei top si parte. Sono le 14:00, c’è il solito caldo afoso di giugno, la voglia di stare davanti è la stessa, ma so che non devo esagerare devo evitare fuorigiri. Il fiato sale, i battiti pure, il tifo è quello di sempre (se no di piu), si arriva in stoppani un tifo assordante, che emozione, il gruppo èallungato le gambe iniziano a indurirsi e si sale verso la cima. Capisco che non sono come vorrei essere ma riesco a creare il mio ritmo in compagnia di altri atleti e questo mi aiuta molto siamo quasi in cima e gia si sente il tifo da stadio. Un miscuglio di sensazioni, sono nei primi dieci, ma quelli dietro son subito li, la paura di saltare, mi aspetta la discesa dove devo difendermi ehhh...Ops... Siamo in cima, che casino, il rumore è assordante, forse troppo, un rifornimento veloce e poi via lascia andare, c’è la discesa.Ora il pensiero fino all’arrivo è lo stesso Spingi, non mollare, non perdere posizioni che sei nei dieci. Siamo in Erna e poi Stoppani, guadagno una posizione, la paura di saltare o dei crampi improvvisi c’è, li sento li dietro l‘angolo pronti a mordermi,ma nel frattempo siamo arrivati a Lecco.Il viale che scende in stazione per portarti sul lago sembra infinito e poi c’è il passaggio in quel vicolo con gli scalini che si apre sulla piazza.Ora sembra fatta, inizio quasi a rilassarmi, mi godo il tifo fino all’arrivo. Sono soddisfatto della mia gara e consapevole che in fondo al pozzo un pòdi acqua buona c’e ancora!!!Questa è stata la mia prima Resegup con la maglia dei Falchi e credo siano stati parte della corda che ha tirato su il secchio dal pozzo.Di Stefano TavolaResegup 2025
L’ALMANACCO 2025 71Resegup 2025
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78 A.S.D. FALCHI LECCONew Entry 2025Domande da parte del PresidenteQuale gara in maglia Falchi ti ha maggiormente emozionato? Quale invece ti ha deluso e cercherai riscatto?Quale obbiettivo stagionale hai per il prossimo anno: una gara specifica, un circuito da seguire e/o una prestazione particolare?Chi dei Falchi ti stimola di più ad allenarti per riuscire a competerci e, magari, riuscire anche batterlo/a in gara? Chi, invece, ti stimola di più nel terzo tempo?I Falchi hanno soddisfatto le tue aspettative nel 2025? Cosa ti aspetti dai Falchi nel 2026?Quale sarebbe il miglior premio che vorresti ricevere in una ipotetica gara da te vinta?12345
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80 A.S.D. FALCHI LECCOLa Resegup rimane un chiodo fisso, chiuderla sotto le 3h rimane il mio obiettivo stagionale. Prossima stagione testa bassa e menare! Il sogno 2026 è la Combo Resegup e Utlac 30km.2l Presidente rimane la figura da battere, gloria eterna in sede Falchi! 3Ho trovato un gruppo unito, simpatico e forte in gara e post gara. Sarebbe bello per il 2026 creare un gruppo per allenarsi insieme.4Eh vincere una gara! Bello sognare ahahah 5La prima gara fatta con i falchi è stata qualcosa di emozionante, nuova maglia e prima gara dell’anno. La Galbiate San Genesio è un bel primo ricordo come debutto nella Falchi. Purtroppo, l’obiettivo 2025 era la Resegup ma non è andata come avevo previsto. Dolori intestinali e gambe imballate dalla prima salita, giornata nerissima da dimenticare.1Luca CortiLuke2 Dedicarmi alle vertical e magari riuscire a seguire il circuito fisky.Gare: Luca Lafra .Terzo tempo: non bevendo birra, trovo un mezzo compagno di prosecco nel Presidente3 I Falchi hanno superato di gran lunga le mie aspettative, per il 2026 mi aspetto qualche allenamento di qualità in compagnia in più, se il mio tempo a disposizione me lo permette.4Dipende dal livello della gara, battere certi atleti sarebbe il miglior premio possibile. 5Emozionato particolarmente non saprei dire quale, deluso sicuramente il Trofeo Adelfio. 1Alex ScalziAlexUDomande da parte del Presidente
L’ALMANACCO 2025 81 Il vero obiettivo è nel 2028... 2Giuro che, quando batto Lafra appendo le scarpe al chiodo, ma poi vuoi mettere presentarsi alle premiazioni con il costume da bagno con disegnati gli avocado3Altrochè, grande squadrone capitanato dall’unico ed inimitabile super Presidente Filippo Ugolini e che l’anno prossimo sia bello e soddisfacente come questo.4l premio più bello non avrebbe nemmeno la forma di una coppa o di una medaglia. Sarebbe quel sorriso che ti nasce dentro quando capisci che ce l’hai messa tutta. È la gioia silenziosa che senti dentro, quella che non dipende da un podio ma dal percorso, dai tentativi, dalle cadute e dalla forza di rialzarsi. 5La gara più emozionante senza ombra di dubbio il trofeo Adelfio, sia per l’atmosfera sia perchè sono partito da outsider ma sono riuscito a piazzarmi mooolto bene, oltre la più rosea delle aspettative.1Nicola CastellazziNicoNew entries 2025Per quanto riguarda la stagione su strada vorrei fare una mezza maratona, che ad oggi non ho mai fatto, e migliorare il mio PB sui 10 km. Mentre per quanto riguarda la stagione in montagna, mi piacerebbe tanto fare il Giir di mont.2Auri Bosia, un vulcano in piena di energia! Vorrei avere anche solo un decimo della sua costanza cosa che a me purtroppo manca molto. Per quanto riguarda il terzo tempo invece, vorrei essere forte a bere campari come quei cavalli di Delgio, Gabri e Marta.3Assolutamente SI!Per il 2026 non mi aspetto altro che una stagione al top come il 2025, magari con piu trasferte di gruppo!45 Se rispondo soldi è da sfacciata?La gara che in maglia falchi mi ha emozionato di più è stata senza dubbio la Resegup, mentre quella che mi ha deluso è stata la Grignetta VK dove purtroppo sono stata costretta al ritiro per problemi di stomaco. 1 Laura BasileLau
82 A.S.D. FALCHI LECCOStefano TavolaSteLa gara che mi ha emozionato Dario Willy.... Ero malaticcio... Ma é stata la mia prima gara local in maglia Falchi dopo il mio inizio di stagione TURBOLENTO.La gara dove voglio rifarmi sicuramente Grigne Skymarathon12 Resegup e trofeo Kima. Voglio far bene 20264Vorrei vincere un grande campanaccio tutto decorato... Quelli seri che danno alla regina delle mucche alle gare!!!Mi spiego??? Esempio al PizzostellaUD omande da parte del PresidenteTutti mi stimolano... Da tutti puoi imparare qualcosa... Dalla salita alla discesa... Dai lavori in pista... Ma anche il modo di pensare e di approccio alla gara... Davvero da tutti c’è da imparare.Il terzo tempo tu sei imbattibile!!!3È un gruppo bello affiatato e che vuole divertirsi... La mia scelta di farne parte ha pienamente soddisfatto quello che mi aspettavo/immaginavoNel 2026 stessa grinta di competere e stessa voglia di far festa migliorarsi sempre sia sportivamente che di crescita personale (umanamente).4
L’ALMANACCO 2025 83Sicuramente la Grigne Skymarathon mi ha emozionato più di tutte. Sia per il tipo di gara, sia per il luogo: corso a casa! Quella che mi ha più deluso sicuramente la 4Luglio quest’anno, ma non tanto per la prestazione, quanto per l’organizzazione, mi stava per passare la voglia di correre. Tornerò!12 L’anno prossimo AMA con morosa e poi un bel KIMA cercando di battere le 7h30 della scorsa volta. Sarà dura (l’AMA con morosa).3Non riesco ad allenarmi con nessuno purtroppo, ma è sempre figo avere compagni di squadra che menano come cinghiali. Per me un bell’esempio resta Danilo, forte e umile. Non lo batterò mai. 4Mio primo anno: bellissimo gruppo, tanto carisma e un grande presidente. Grazie per la possibilità. Magari aggiungere un weekendino in più organizzato in primavera per correre insieme (oppure dirmi prima della Sardegna :P)Cibo 5New entries 2025Tommaso RedaelliTommy
84 A.S.D. FALCHI LECCOUDomande da parte del PresidenteMah, al momento ho in testa il Kima, però in generale vorrei buttarmi sulle ultra 2Senza dubbio la Grigne Skymarathon. Non avevo mai fatto nulla di simile! Ci sono ovviamente grandi margini di miglioramento, ma sono comunque super soddisfatto di come ho corso e di come il mio corpo a reagito a uno sforzo del genere.Quale invece ti ha deluso e cercherai riscatto? Ce ne sono un po’ che mi hanno lasciato con un po’ di amaro in bocca, ma il sentiero 4 luglio sicuramente più di tutte. Pioveva e faceva freddissimo, e non ero attrezzato abbastanza. In più mi ha fatto male un ginocchio e sono sceso in elicottero a metà percorso.1Michele CastellazziMikeLa ResegUp, senza dubbi o esitazioni. Gara di casa, pubblico da brividi e discesa condivisa e sofferta con Lau. In più ho chiuso con un tempo che davvero non mi aspettavo nemmeno nei sogni più ottimisti, quelli in cui corro leggera e senza fiatone. Delusione? Il Giir di Mont. Fisicamente stavo bene, le gambe c’erano, ma… la testa ha preso un giorno di ferie. Ecco, lì so che posso fare di più. E il riscatto è già in cantiere!12Gli obiettivi del 2026 sono ancora in fase di brainstorming con me stessa. L’idea è di iniziare con qualche gara su strada, per ritrovare un po’ di ritmo. Poi si vedrà, anche perché sto cambiando lavoro e, si sa, nuovo lavoro = nuova routine = nuovo incastro Tetris tra allenamenti e orari improbabili. Ma una cosa è certa: le scuse non mancheranno mai!3Lau, senza pensarci due volte. È la mia compagna di fatica preferita: ci alleniamo spesso insieme, ci sfidiamo, ci supportiamo. Siamo buone amiche, ma avversarie in gara: il mix perfetto. Per il 2026 non mi aspetto altro che una stagione al top come il 2025, magari con piu trasferte di gruppo!4 Altroché: le hanno superate! Ho trovato gruppo, stimoli, amicizia e la giusta dose di sana follia. Per il 2026? Un’altra stagione così, grazie. E magari un paio di birre in più senza sensi di colpa. Francesca ColomboFrancy5Il premio più bello? Probabilmente vedere al traguardo tutte le persone che mi sostengono sempre, magari anche solo con un messaggio o una battuta pre-gara.Quel momento in cui arrivi, spacchi il traguardo, ti giri e trovi qualcuno che sorride e ti dice: “Brava, oggi si è visto tutto il lavoro che hai fatto!”Non si appende al muro, no… ma ti resta in testa per un bel pezzo.3 Delgio. Sempre Delgio.4 Conoscere sempre meglio un po’ più di persone e condividere esperienze, consigli e trucchetti per migliorarsiMateriale tecnico, che sia abbigliamento o altro, magari qualcosa che non ho già 5
85 A.S.D. FALCHI LECCOPaolo BONANOMI Francesca COLOMBO Aurora BOSIAatleti FALCHI ...... nostri AMBASSADORdf-sportspecialist.itspediamo in tutta Italia
86 A.S.D. FALCHI LECCOULa gionata col sorrisoSabato 20 luglio: tutto è pronto per la “Giornata col Sorriso”, anche il sole ci accompagna, si sta bene. I ragazzi e noi Falchi siamo carichi per condividere la giornata.Saliamo con la cabinovia ai Piani di Bobbio e al piazzale di arrivo ci prepariamo per la camminata. Ci sono ben 8 Jolette, i ragazzi sono elettrizzati e noi anche, si respira un’aria buona di solidarietà e di amicizia.Non c’è bisogno di grandi parole, ognuno sa cosa deve fare, il nostro gruppo è affiatato e ben collaudato.Alle 10:15 si parte per iniziare la camminata sull’anello del Pequeno. Durante il giro con i ragazzi si chiacchera e si scherza, io prendo in giro Marco che naturalmente sta al gioco.Arriviamo al piazzale di arrivo della vecchia cabinovia dove facciamo una pausa e una foto di gruppo.Riprendiamo il nostro giro, questa volta in salita e raggiungiamo il “Rifugio Gran Baita” che gentilmente ci ha ospitato e dove pranziamo.La giornata continua e il pomeriggio i ragazzi sono premiati con la maglietta della manifestazione.Durante la camminata ci accompagna anche il patron di Kapriol e dei Falchi, Sandro Morganti che percorre il giro completo sulla jolette. Nel pomeriggio la Luigia ci raggiunge telefonicamente, ci saluta e si complimenta per la buona riuscita dell’evento.Vorrei ringraziare i ragazzi della Goccia, i volontari e gli accompagnatori, i gestori del Rifugio Gran Baita, gli sponsor e tutti i Falchi che hanno permesso l’organizzazione di questa giornata.Mi piace pensare che il Gianni e la Betty sarebbero felici di come si è svolta la giornata e sicuramente da lassù hanno contribuito a regalarci un raggio di sole.Di Mauro EspositoGiornata col sorriso
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C O N T E NEL LAVOROE NEL T E M P O LIBEROALWAYS WITH YOUSINCE 1927 Kapriolwww.kapriol.comD I S C O V E R MORE