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Numero di maggio - giugno 2020 della rivista della Lega navale italiana

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Published by scuccia, 2020-08-05 04:18:04

Rivista.Lni.2020.05-06

Numero di maggio - giugno 2020 della rivista della Lega navale italiana

Anno CXXIII - N° 5-6 - Poste Italiane S.p.A. - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1, DCB Roma

PERIODICO DELLA LEGA NAVALE ITALIANA DAL 1897

MAGGIO
GIUGNO
2020



Sommario

Editoriale 2

di Paolo Bembo

• Il punto nave 4

di Maurizio Gemignani

Questa imbarcazione è stata • Archeologia sperimentale 6
ricostruita con le tecniche
dell’epoca nel museo cantiere di Giovanni Panella
vichingo di Roskilde
(Vedi articolo a pag. 6) • Mare e umanità 13

Anno CXXIII - n. 5-6 di Franco Maria Puddu
maggio-giugno 2020
Direttore Responsabile • Il mestolo del Bormida 19
Paolo Bembo
di Enrico Cernuschi
Redazione
Franco Maria Puddu • Alla foce del Tavollo 25 La voce del diportista

Direzione - Amministrazione di Roberto Petrucci • In caso di furto della barca
Via Guidubaldo Del Monte, 54 (foto di Gianni Grilli)
00197 Roma di Aniello Raiola
tel. 06 809159203 • Ricordando l’Elettra 50
fax 06 809159205
C.C. post. 30719009 di Claudio Ressmann 32 Corso di pesca
www.leganavale.it
[email protected] • Marina e industria • Il drifting, in versione “big” 51
(3a parte)
Registrazione Tribunale di Roma 37di Andrea matr. 173 Nave Irrequieto
n. 7727 del 24.10.1960 di Riccardo Zago

Poste Italiane S.p.A. • Un UBOOT negli USA 39 Vita della 54
Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 Lega Navale Italiana
(conv. in L. 27/02/2004 n. 46) di Paolo Ponga
art. 1 comma 1 DCB Roma
Recensioni e segnalazioni 44 Inserti
Realizzazione Grafica e Stampa • Vademecum per la
Tipografia Facciotti srl Sub 47
Vicolo Pian Due Torri, 74 nautica da diporto e per
00146 Roma • Ambienti per le immersioni
Tel. 06 55260900 (27a parte) la pesca sportiva I-XXII

La rivista che viene inviata ai soci di Alberico Barbato A centro rivista il fumetto:
vitalizi, benemeriti, ordinari e «L’emigrazione Italiana» Cap. I
studenti che ne fanno richiesta,
è anche pubblicata sul sito NUMERI DI TELEFONO
istituzionale. E INDIRIZZI E-MAIL UTILI

Manoscritti fotografie e disegni, Centralino Presidenza Nazionale 06.80915901-02-03
pubblicati o no, non si restituiscono. Tesseramento e sped. Rivista 06.809159204 e-mail: [email protected]

ISSN 0024-032X Scuole e Centri Nautici 06.809159211 e-mail: [email protected]
Uff. Comunicazione: 06.809159218 e-mail: [email protected]
Finito di stampare nel mese di giugno 2020



Editoriale

Vorremmo esserne fuori. Ma non ad ogni forma di ricerca volta se non a trovare
lo siamo ancora. Va da sé che fino una difficile cura risolutiva per chi è malato,
a che non sarà disponibile un ade- quantomeno quella idonea ad attenuare, in
guato vaccino non potremo con- una elevata percentuale di casi, i sintomi che
siderare di avere lasciato il problema di poppa, quando incontrollati, hanno sinora portato
con buona pace di quanti si professano no- ad esiti funesti.
vax. Pur rispettando le libere opinioni di Ci sono cose, però, che tutti noi, da subito,
ognuno, infatti, mi sento in dovere di spendere possiamo e dobbiamo fare, per non darla
qualche parola a favore dei vaccini; non di- vinta a questa brutta bestia: continuare ad
mentichiamo che se almeno nel mondo oc- agire, ove possibile, come se nulla fosse, con
cidentale, sono state sconfitte malattie terribili la determinazione di sempre, adottando però
come il vaiolo, il morbillo, la tubercolosi… le dovute precauzioni. Questo è della massima
ciò lo si è dovuto proprio ai vaccini. Quando importanza e non va dimenticato. Non basta
tali malattie sono arrivate, portate dagli occi- la voglia che tutto sia finito a far sì che ciò
dentali, presso popolazioni che non avevano accada. Rispettiamo in maniera maniacale
avuto alcuna forma di esposizione precedente gli accorgimenti igienici che si sono rivelati
ad esse… è stata
un’ecatombe. di successo nel limitare la
Oggi noi ci trovia- diffusione della pandemia
mo in condizio- e stringiamo i denti nel-
ni analoghe l’attesa di tornare alla
a quelle di “normalità”. È dura
quelle po- ma possiamo far-
polazioni: cela.
non abbiamo In questa
una memoria ge- ricerca for-
netica di un’esposizio- zata di nor-
ne al virus che sta provocando malità, noi della
tante morti fra noi. E allora, mi sembra Rivista, anche se
che ci siano di fronte a noi solo due strade in ritardo, siamo riu-
che si possano imboccare: la prima è quella sciti ad uscire con il nu-
moderna, del vaccino, la seconda, quella me-
dievale, per la quale, semplicemente, i più mero di marzo-aprile, non accettando di in-
forti sopravvivono e i più deboli soccombono. terrompere. Ora, speriamo di recuperare
Io la mia scelta l’ho già fatta. almeno parte del ritardo, con questo di mag-
Siccome il vaccino è però lungi dall’essere gio-giugno e di tornare rapidamente a fornire
pronto e passerà parecchio prima che ne sia quello che per moltissimi soci è un servizio
disponibile uno sufficientemente testato, indispensabile. A tutti auguriamo una buona
sicuro e in quantitativo adeguato, ponti d’oro lettura.

Paolo Bembo

Il punto nave

Ai soci della Lega Navale Italiana A tutti loro, delegati regionali e consiglieri na-
zionali, va la mia riconoscenza ed il mio rin-
anche in questo periodo di drammatica emer- graziamento per il supporto sempre assicurato
genza, caratterizzato dal forzato stazionamento nel corso dell'intero mandato.
tra le quattro mura domestiche, il tempo ha
continuato a scorrere velocemente e mentre Avevo recentemente scritto della situazione
scrivo questo breve saluto, mi rendo conto di attuale della Associazione utilizzando l'esempio
essere quasi arrivato alla conclusione del mio del bastimento che, ormai disincagliato dalle
periodo alla presidenza nazionale. secche dove era finito, ora, dopo le necessarie
verifiche e lavori di raddobbo, si accingeva a
Nonostante la particolare situazione sono con- riprendere la sua attività in mare attraverso
fidente che la procedura di nomina del nuovo quei vari step addestrativi con cui si porta una
presidente nazionale sia ormai prossima alla unità navale nelle condizioni di pronta al
sua conclusione, di modo che la presidenza combattimento. Pareva infatti che dopo due
nazionale potrà continuare ad operare senza anni di duro lavoro, le cose stessero virando
significativa discontinuità. verso il meglio e pensavo veramente di aver
lasciato alle spalle il periodo più complicato
Il periodo trascorso alla guida della PN è stato della "ripartenza" della presidenza nazionale
particolarmente stimolante e mi ha fatto co- secondo le tradizionali regole e liturgie,
noscere un mondo pressoché sconosciuto in ancorchè, dopo il periodo di commissariamento,
precedenza; ho potuto apprezzare le belle nulla sarebbe più stato uguale all'epoca prece-
qualità che contraddistinguono tutti voi, così dente.
come i trascorsi più significativi della storia
della Associazione, dal suo passato più lontano, Evidentemente, non avevo fatto i conti con
ricco di fama e di lustro, a quello più prossimo, l'emergenza sanitaria che da febbraio scorso ha
tormentato dal progressivo e crescente distacco colpito il nostro Paese, dilagando in poche set-
della nostra organizzazione interna dalle nuove timane per il resto d'Europa e negli Stati Uniti.
regole e normative varate spesso più per
favorire dividendi di parte che per promuovere Mentre scrivo, la situazione sanitaria, per
gli interessi della comunità nazionale. quanto in miglioramento, è ancora altamente
preoccupante, ma ancora più serio è il "panorama
Sono stati tre anni intensi nel corso dei quali di rovine" che il passaggio della epidemia
è stato fondamentale il sostegno assicurato lascia dietro di se; rovine costituite dall'eleva-
dai delegati regionali, veri e propri punti di ri- tissimo numero di vittime e da una situazione
ferimento per moltissimi argomenti e situazioni economica che di giorno in giorno, diventa
e dei membri del consiglio direttivo nazionale, sempre più seria per l'intera comunità nazionale,
con i quali ho la presunzione di credere di nel cui ambito interi settori economico-com-
avere sempre avuto un rapporto di grande merciali non riusciranno a ripartire dopo il
condivisione sulle principali tematiche affrontate forzato stop imposto dalla epidemia, con effetti
nel corso dell'intero periodo, nell'ambito di disastrosi sulla occupazione e sul PIL.
una profonda stima e fiducia reciproca.

4 maggio-giugno 2020

In questo scenario Cari soci, una

inevitabilmente ri- nuova e dura pro-

cade anche la LNI, va ci si è presen-

le cui strutture pe- tata davanti ed il

riferiche stanno su- suo superamento

bendo gravi danni avrà necessaria-

dalla prolungata mente bisogno di

chiusura delle sedi tutte le risorse mi-

e delle attività, con gliori che si riu-

effetti deleteri sulla scirà a mettere in

vita delle sezioni e campo, facendo

sul legame tra i soci conto sulle pecu-

e le relative strutture liari qualità che

di riferimento. contraddistinguo-

La forzata e prolun- no voi tutti e che

gata inattività riduce hanno garantito

ai minimi termini fino ad oggi una

le iniziative normal- Associazione ri-

mente rivolte alle spettosa del bene

comunità locali, così “Per quanto ho imparato a conoscere tutti voi sono certo che anche comune, delle pro-

come tutta la tradi- questa prova sarà superata con successo e grazie alla guida appassionata e prie regole e tradi-
zionale vivacità che capace del nuovo Presidente Nazionale, il nostro bastimento, continuerà zioni, costante-
caratterizza la vita la sua navigazione...” mente impegnata

della stragrande al conseguimento

maggioranza delle SS.PP.; tutto questo, inevita- degli obiettivi statutari, senza deviazioni, esi-

bilmente, rischia di erodere l'attaccamento ed il tazioni o cambi di casacca.

senso di appartenenza di ciascuno nei confronti Per quanto ho imparato a conoscere tutti voi

della propria struttura di riferimento, con sono certo che anche questa prova sarà superata

ricadute negative sulla intera Associazione. con successo e grazie alla guida appassionata

L'altro aspetto deleterio, collegato alla situazione e capace del nuovo Presidente Nazionale il
sopra descritta, è quello economico che fatal- nostro “bastimento” continuerà la sua navi-
mente, nei mesi avvenire, farà sentire i propri gazione alla volta di sempre nuove e più im-
effetti, rischiando di insidiare addirittura l’esi- portanti mete.

stenza di quelle strutture periferiche più giovani I miei più cordiali saluti a tutti con il più af-

e dimensionalmente più piccole; in sintesi fettuoso augurio di mare calmo e vento favo-

quindi, una nuova tempesta di forza straordi- revole.

naria che si abbatte sul nostro “bastimento” Maurizio Gemignani
ancora non del tutto pronto a “combattere”.

maggio-giugno 2020 5

Archeologia
sperimentale

di Giovanni Panella

L a disciplina dell’ar- Costruire nel presente barcazioni: risulta quindi
cheologia sperimen- quello che venne complementare all’archeo-
tale tenta di verifi- logia classica. In linea
care, mettendole in pratica, fatto nel passato con con l’approccio delle scien-
le tecniche costruttive e le tecnologie di allora. ze sperimentali, impone
di fabbricazione antiche, poi un rigoroso metodo
applicandole a manufatti Un’emozione unica di lavoro, per ottenere ri-
ed a strutture complesse sultati condivisibili, ripro-
come gli edifici e le im- ducibili e misurabili. Va
specificato che per questa
disciplina il risultato non
è il manufatto riprodotto,
ma l’insieme di conoscenze
che si ricavano durante il
lavoro di ricerca.
In campo navale, le diffi-
coltà dell’ applicazione
dell’archeologia sperimen-
tale sono originate dal
fatto che gli antichi scafi
che si vorrebbero riprodurre
sono spesso incompleti, in
condizioni di conservazio-
ne precarie e mancano to-
talmente dell’attrezzatura,
mentre i materiali ed i le-
gnami originali sono ormai
di difficile o impossibile

La prora dello scafo del veliero
olandese Batavia sullo scalo sul
quale è stato riprodotto; in apertura,
un particolare della polena della
bella nave

6 maggio-giugno 2020

reperimento. In più, quando l’imbarcazione è ne e bambini. La tragica vicenda, che si concluse
terminata, qualsiasi programma di navigazione con l’arrivo della spedizione di soccorso e con
deve adeguarsi alle odierne norme di sicurezza l’esecuzione degli ammutinati, fu poi narrata
e di abitabilità. Tutto ciò comporta l’accettazione in un best-seller dell’epoca.
di compromessi, che in qualche caso pongono Il primo ostacolo nel quale Vos si imbatté era
limiti alla verosimiglianza archeologica e che dovuto al fatto che agli inizi del Seicento non
quindi devono essere debitamente sottolineati. erano ancora in uso le tecniche di disegno
Tra i molti esempi di progetti di questa disciplina degli scafi. Per cinque anni, dal 1980 al 1985,
in campo navale, ve ne sono tre che risultano egli visitò quindi gli archivi inglesi, francesi ed
particolarmente significativi: per i Paesi Bassi olandesi per ricavare i piani costruttivi del
l’East Indiaman del XVII° secolo Batavia, per Batavia. Qualche dato di massima fu ricavato
la Francia la fregata del XVIII° secolo Hermione, da quel poco che rimaneva del relitto della
mentre per la Danimarca l’attività che ruota nave, recuperato nel 1973 e conservato nel
attorno al Viking Ship Museum di Roskilde. Western Maritime Museum di Freemantle. Altre
informazioni furono desunte dallo scafo quasi
Il Batavia intatto del Vasa, costruita da maestranze olandesi
Fino alla metà del Novecento il polder dove ed affondata nel 1628 a Stoccolma. Anche se
oggi sorge la città di Lelystad era occupato dal diversi particolari costruttivi presentavano
mare. Alla fine degli anni ’70 il maestro d’ascia ancora elementi d’incertezza, Vos riteneva che
Willem Vos ebbe l’idea di costruire proprio qui l’autenticità del Batavia sarebbe stata garantita
un “East Indiaman” e cioè uno di quei velieri non tanto dal rispetto puntiglioso di tutti i
che nel Seicento avevano fatto la ricchezza dei particolari, quanto dal metodo costruttivo adot-
Paesi Bassi. Tra i tanti, scelse di riprodurre il tato: scelse quindi di usare gli stessi materiali e
Batavia, un veliero che in Patria è famoso le stesse tecniche utilizzate nel Seicento. Tra
quanto il Bounty. Il 4 giugno del 1629, durante queste, appare originale il meccanismo della
il suo primo viaggio verso l’Indonesia, la nave timoneria, che è costituito da una barra verticale
finì sulla barriera corallina della desertica costa che viene mossa verso destra o sinistra e funge
occidentale dell’Australia. Più di trecento nau- da leva per azionare la barra vera e propria, col-
fraghi si rifugiarono su due aride isolette del- locata nel ponte inferiore.
l’arcipelago di Abrol-
hos, poco più di ban-
chi di sabbia. Qui
trascorsero tre mesi,
in attesa che la lancia
di bordo, inviata a
Batavia ( l’antico no-
me di Giakarta), ri-
tornasse con i soc-
corsi. Dopo qualche
giorno Jeronimus
Cornelisz, un farma-
cista senza scrupoli,
fomentò un ammu-
tinamento, s’impa-
dronì del potere e in
un crescendo di vio-
lenze massacrò a san-
gue freddo un centi-
naio di uomini, don-

Il Batavia, è stato realizzato
su un dritto di rovere di 38
metri nei cantieri navali di
Lelystadt, in Olanda

maggio-giugno 2020 7

Invece, su questo altro molo realizzato a Rochefort, in Francia, possiamo ammirare lo scafo della fregata Hermione, là ricostruita a partire
dal 1999

Quando il cantiere fu inaugurato, il 4 ottobre Una immagine, a suo modo artistica, delle ordinate in fase di
1985, Voss poteva contare solo sull’entusiasmo costruzione dello scafo della fregata Hermione, nella quale si
proprio e di pochi altri appassionati ma, una vedono queste strutture, confluire verso il trave di chiglia
volta che le quattro parti che formavano la
massiccia chiglia in quercia del Batavia, lunga
37 metri, fu sistemata sullo scalo, vennero i
primi finanziamenti pubblici e degli sponsor,
che in un Paese marittimo come l’Olanda non
potevano mancare.
Il cantiere del Batavia divenne quindi un
esempio di riferimento di archeologia speri-
mentale, organizzato in modo che il pubblico,
durante la visita, potesse comprendere le
antiche tecniche di costruzione. Furono allestite
officine per l’attrezzatura, un fabbro, una
corderia, una veleria e un laboratorio d’intaglio
per le figure di decorazione. Tutte queste “bot-
teghe” dettero un mestiere a molti giovani di-
soccupati che usufruirono di corsi di formazione
e che poi trovarono lavoro nella nautica o in
altre ricostruzioni di navi storiche. La filosofia
che ha improntato l’opera di Voss è sintetizzata
dallo striscione che orna l’ingresso del cantiere
e che recita:” La cultura è alla base del business”,
uno slogan che noi italiani spesso tardiamo a
comprendere.
Il Batavia fu varato nel 1995 ma la sua attività
di navigazione risultò limitata perché era del
tutto “autentico” anche per quanto riguarda

8 maggio-giugno 2020

gli standard di sicurezza ed i servizi igienici, di 4.000 uomini che ebbero un peso decisivo

che sono quelli di un’ unità del Seicento…. Per nel porre l’assedio alla piazzaforte nella quale

quanto riguarda il confort, il falso ponte si era rinchiuso l’esercito britannico, mentre i

presenta un altezza sotto i bagli di 130 centimetri rifornimenti degli assediati dal lato del mare

e costringe quindi a muoversi stando rannic- erano impediti da una squadra della “Royale”.

chiati. Alla nave non è quindi consentito af- In tale occasione, i francesi dettero una dimo-

frontare il mare aperto, ma può solo effettuare strazione della loro padronanza delle moderne

brevi uscite in acque riparate. Se nel 1999 il tecniche d’assedio, mentre Cornwallis, il co-

Batavia ha raggiunto le acque dell Australia e mandante inglese, sperò fino all’ultimo in un

si è ormeggiata davanti al National Maritime intervento della “Royal Navy”. Tuttavia, l’alle-

Museum di Sydney, è perché ha effetuato la stimento di una spedizione di soccorso britannica

traversata, all’andata e al ritorno, sulla coperta si svolse con esasperante lentezza e alla fine

di un mercantile. egli fu costretto a capitolare. La caduta della

piazzaforte di Yorktown convinse gli inglesi

L’Hermione che una continuazione della guerra sarebbe

Dopo la “Dichiarazione d’Indipendenza” degli stata troppo costosa e determinò quindi la

Stati Uniti, la Francia decise di intervenire in fine delle ostilità e la nascita degli Stati Uniti.

aiuto dei ribelli americani. Le ragioni erano Il progetto di costruire una copia dell’Hermione

complesse: anche se c’era l’influenza crescente vuole sottolineare i rapporti di amicizia tra le

dell’ideologia dell’Illuminismo, che sottolineava due nazioni e si colloca nell’ambito del restauro

i valori della libertà e dell’uguaglianza, il dell’ arsenale militare di Rochefort. Questo,

governo assolutista di Luigi XVI° vedeva in costruito da Colbert a partire dal 1666, ospitava

questa mossa un’occasione per indebolire il una Corderie Royale lunga ben 374 metri e

nemico di sempre: la Gran Bretagna. L’entu- due bacini di carenaggio. Dopo la Prima Guerra

siasmo per l’indipendenza americana contagiò Mondiale l’importanza strategica della base

anche i giovani rappresentanti delle famiglie venne meno: nel 1927 fu quindi dismessa

aristocratiche, come La Fayette, che armò a dalla Marine Nationale. Nel corso del 1944 le

sue spese un veliero ed attraversò l’Atlantico truppe tedesche in ritirata distrussero non solo

per offrire i suoi servizi agli americani. Qui le istallazioni d’interesse militare, ma anche il

giunto, stabilì dei legami di amicizia con George grandioso edificio della Corderie Royale. Bisognò

Washington e combatté valorosamente nelle attendere gli anni ’90 del Novecento perché

battaglie del Brandywine e di Valley Forge. fosse messo in cantiere un progetto di recupero

Nel 1779 La Fayette tornò in Francia con l’in- degli edifici di maggior pregio. Per i bacini di

carico di accelerare

l’invio di truppe

regolari in America.

L’anno seguente at-

traversò l’Atlantico

a bordo della fre-

gata Hermione fino

a Boston, dove eb-

be accoglienze en-

tusiastiche, perché

l’esercito francese

di quei tempi era

il migliore del mon-

do. L’appoggio del-

la Francia si con-

cretizzò con lo sbar-

co nella penisola

di Yorktown di un

corpo di spedizione L’edificio della Corderia Reale, restaurato assieme ad altre strutture nell’arsenale di Rochefort

maggio-giugno 2020 9

carenaggio, si decise che quello doppio avrebbe inventario di elementi costruttivi tipici della
ospitato il cantiere di una nave storica. Oltre marineria del Settecento, che andavano dalle
alla realizzazione dell’unità, l’obiettivo era di lance di bordo alle stie per i polli; dalle lande
rendere il cantiere accessibile al pubblico e di di ferro battuto ai bozzelli di olmo. In tal
trasformarlo in “museo vivente” delle antiche modo, nel corso del tempo, sono stati formati
tecniche di costruzione navale. L’esempio di decine di artigiani e di apprendisti: maestri
riferimento del progetto era quello del Batavia. d’ascia, calafati, fabbri, ebanisti, falegnami,
La scelta di riprodurre l’Hermione, che apparte- scultori. Il fatto che il cantiere fosse aperto al
neva a una classe di fregate di notevole successo, pubblico, che era incentivato a osservare da
fu dettata anche dal fatto che i disegni dell’unità vicino l’attività degli artigiani addetti alla co-
originale sono conservati negli archivi francesi struzione della nave, ha poi avuto un importante
e in quelli inglesi. Anche i britannici, dopo ritorno economico e d’immagine. Rispetto alla
aver catturato un esemplare di queste navi, la nave dei tempi di La Fayette, si è cercato di
Concorde, ne eseguirono infatti il rilievo. Un’ul- ridurre al minimo le differenze: le vele sono in
teriore fonte di documentazione fu rappresentata tessuto di lino e i cavi sono quelli originali, in
dal ritrovamento di parti del relitto della nave, canapa. Visto che si era deciso che la fregata
che nel 1793, era andata a incagliarsi sulla potesse navigare, le deroghe all’autenticità
costa della Bretagna. Scarseggiavano, tuttavia, hanno obbedito a ragioni di sicurezza: per le
i dati sull’attrezzatura velica e sulla complessità manovre in ambito portuale a bordo sono im-
delle manovre, aspetti che all’epoca erano ben barcati due motori elettrici POD da 360° che
conosciuti e quindi non erano riportati nella con i loro 300 kW consentono di raggiungere
documentazione ufficiale. i sette nodi. Nel 2015 l’Hermione, che è basata
I tempi lunghi del progetto ( che si è esteso dal a Rochefort, ha attraversato l’Atlantico fino a
1997 al 2014), hanno permesso di utilizzare Boston, per ripercorrere l’epopea di La Fayette,
metodi e tecniche costruttive originali, che mentre nel 2018 ha compiuto una crociera
hanno richiesto delle specifiche ricerche storiche. che l’ha portata a toccare diversi porti del Me-
Si trattava di realizzare in loco un imponente diterraneo.

Alcune tipiche imbarcazioni d’epoca che si possono osservare, perfettamente funzionanti, all’interno del museo – cantiere di Roskilde,
in Danimarca

10 maggio-giugno 2020

Le ricostruzioni

del Viking Ship Museum

di Roskilde

In Danimarca, la città di Roskilde,

che si trova a mezza’ora di treno

da Copenhagen, presenta oggi

l’aspetto di un tranquillo centro

di provincia. Le sepolture di re

e regine danesi all’interno della

sua imponente cattedrale gotica

ci ricordano, tuttavia, l’impor-

tanza storica della città, che fino

al 1443 fu la capitale del Regno

di Danimarca. Le ragioni di que-

sto status si rivelano quando si

scende sulla spiaggia che dista

poche centinaia di metri dal

centro storico. Ci si trova davanti

a una lingua d’acqua che dal

mare aperto, penetrando per

qualche decina di chilometri al-

l’interno del paese, giunge fin

qui e che ha sempre costituito

un’importante via di trasporto.

Visto su una cartina geografica

questo tratto di mare, detto Ro-

skilde fjord, ha tutto l’aspetto

di un fiordo norvegese ma l’ap-

parenza inganna perché qui di- L’opera ferve attiva, oggi come secoli fa, grazie alle maestranze danesi del cantiere di
fettano sia le montagne, sia i Roskilde
fondali marini che caratterizzano

i veri fiordi. Nel corso della storia, sono stati fossero del tipo dei Drakkar e cioè sottili legni

proprio i fondali ridotti l’elemento che ha pro- da guerra mossi da 60-70 rematori, perché

dotto i ritrovamenti di navi vichinghe. Intorno gran parte dei ritrovamenti sulla terraferma ri-

all anno 1070 , per evitare un’incursione guardano questa tipologia, che veniva tumulata

nemica che minacciava la capitale, cinque insieme al corredo funerario di eminenti per-

scafi furono affondati, affinché costituissero sonaggi. In realtà le navi che i popoli del Nord

una barriera, nel punto in cui il fiordo era più utilizzavano per il trasporto e per le esplorazioni

angusto e i fondali più bassi. Questi relitti, co- erano le Knarr: più larghe e pesanti, mosse da

nosciuti come “Navi di Skuldelev”, rimasero un equipaggio di una decina di persone e che

poi seminascosti sotto sabbia e fango finchè si affidavano sopratutto alla vela. Si trattava di

non vennero scoperti e portati alla luce negli imbarcazioni dalle strutture in apparenza

anni ’60 del Novecento. A partire dal 1969 semplici ma di costruzione molto raffinata,

furono esposte nel Viking Ship Museum apposi- con scafi che erano particolarmente adatti alla

tamente costruito su di una struttura in cemento navigazione nei mari nordici.

armato aggettante sul mare. Nel 1997, al museo Tra il 1999 e il 2000, a Roskilde è stata costruita

è stata aggiunta un’isola dove è istallato un la replica della “Skuldelev 1”, una Knarr che è

cantiere a cielo aperto e un porto, che ospita conservata all’interno del museo. L’indagine

gli scafi tradizionali qui costruiti, che assumono dendrologica ha permesso di appurare che la

la denominazione di “Sailing Heritage”, ovvero nave fu costruita intorno all’anno 1030 nel

patrimonio di tradizioni galleggiante. Sognefjord norvegese: lunga 16 metri e larga

Siamo portati a pensare che le navi vichinghe 4,8 metri, aveva una capacità di carico di circa

maggio-giugno 2020 11

20 tonnellate. La ricerca dell’autenticità ha zazione della replica ebbe quindi il risultato di
portato ad attrezzarla con una vela di lana di approfondire la conoscenza sulle tecniche di
90 metri quadri, per la quale sono stati utilizzati taglio del legname, consentendo di interpretare
i velli di 200 pecore di una particolare razza i segni degli strumenti trovati sulle navi originali.
norvegese. Lo scafo, realizzato con la tecnica Oggi, il museo presenta un’ intera collezione
del clinker, era costruito con legno di quercia, di copie di asce, trapani, raschietti, coltelli,
pino e tiglio. Durante le ricerche che hanno scalpelli dell’era vichinga, provenienti da tutta
preceduto la costruzione, i maestri d’ascia la regione nordica. Battezzata con il nome di
hanno trovato sul fasciame della “Skuldelev Ottar, la ricostruzione della Knarr è apparsa nel
1” dei segni di ascia insoliti e non identificabili. film “The Norse: the Artic Mistery” ed è ancor
Questi sono stati poi riconosciuti da un norvegese oggi in grado di consentire uscite in mare
come dei”sprett-telgjing”, ovvero una tecnica aperto. L’attività del museo non si è però
di intaglio speciale, utilizzata quando si lavora esaurita con questo progetto ma prosegue con
il pino. Con questo metodo l’ascia entra nel la costruzione, sempre sotto gli occhi dei visi-
legno con un angolo leggermente ottuso; il tatori, di altre imbarcazioni vichinghe minori,
maestro d’ascia rilassa poi il braccio e fa rim- o di barche tradizionali della Scandinavia, uti-
balzare lo strumento fuori dal taglio. La realiz- lizzando strumenti e metodologie d’epoca.

Lo scafo della Ottar tuttora galleggiante e funzionante all’interno del porticciolo di Roskilde

Anche sulla terra ferma non duttivi del ferro e, a partire struzione viene portato avanti
mancano interessanti esempi dal 2010, un cantiere edilizio utilizzando unicamente ma-
di archeologia sperimentale: medioevale, finalizzato alla teriali ricavati in loco, con
per il nostro paese si può ri- costruzione di abitazioni. Per attrezzature e metodologie
cordare che a Rocca di San quanto riguarda la Francia a dell’epoca. Con il tempo, il
Silvestro (Campiglia Marit- Guédelon, in Borgogna, da cantiere che presenta un forte
tima) cuore del Parco Ar- una ventina d’anni sta pro- orientamento didattico, è di-
cheologico Minerario, il Cen- cedendo la costruzione di un ventato un’importante at-
tro di Archeologia Sperimen- castello del 1228 e quindi ai trattiva turistica regionale,
tale ha sviluppato un progetto tempi di re Luigi IX, il futuro visitata da più di 300.000 vi-
di ricostruzione dei cicli pro- San Luigi.Il processo di co- sitatori paganti all’anno.

12 maggio-giugno 2020

Mare e
umanità

di Franco Maria Puddu

Come la Royal I disastri sono eventi materiale pontiere
Navy (detta che tormentano gli uomini, che, in realtà, spettava
al genio.
anche per que- anche se questi molto La sua struttura a ter-
spesso sembrano favorirli. ra, a parte cantieri,
sto Senior Service fra Ma il forte senso di coesione depositi e opifici, pre-
che provocano permette vedeva una trentina
le Forze Armate bri- di opere portuali tra
ad altri di farvi fronte nazionali, danubiane,
tanniche) è conside- situate in Paesi occi-
dentali, in altri me-
rata fra queste la pri- diorientali e in nu-
merose aree fluviali.
ma branca dalla quale Fra tutte queste, spic-
cava quella di Mise-
era nato l’apparato no.
Questa divenne ben
militare inglese, così presto la più impor-
tante base militare
nella antica Roma, la della classis praetoria,
posta a guardia del
Legione era la base
L’immagine dell’ eruzione del Vesuvio, tratta da un film, ci ricorda quanto accadde nel 79 d. C. durante
di questa sua strut- il peggior evento vulcanologico ricordato a tutt’oggi; in apertura, un busto di Plinio il Vecchio, opera
degli scultori svizzeri Tommaso e Giacomo Rodari, posta sul frontale della cattedrale di Santa Maria As-
tura. sunta a Como, in Italia. In piccolo, l’immagine del cranio di una delle vittime dell’eruzione, che recenti
Non per questo nel- indagini fanno ritenere appartenga all’ammiraglio romano
l’Urbe, comunque,
l’altro ramo (l’aero-
nautica, naturalmen-
te, non esisteva), la
Classis (La Marina da
Guerra) era stato tra-
lasciato, anzi: più che
un’arma sussidiaria
della Legione, ne era
un vera e propria so-
rella e coadiutrice che
ne consentiva e ga-
rantiva la logistica, i
rifornimenti, i tra-
sporti e le operazioni
di assalto anfibio, ol-
tre a coadiuvarne,
quando e se necessa-
rio, la gestione del

maggio-giugno 2020 13

La nave appoggio Stromboli della Marina Militare fu la prima nave logistica di concezione moderna ad entrare a far parte e ad operare
nella nostra Marina

Mediterraneo occidentale. Il suo porto aveva Una strana divinità
un doppio bacino naturale, quello interno di Alcuni lo consideravano una divinità maligna,
circa 3 km di circonferenza (il Lago Miseno), altri benefica ma da ingraziarsi, tutti, comunque,
inizialmente dedicato alla cantieristica, e quello nel pantheon delle antiche deità, lo guardavano
esterno, il vero e proprio porto. Tra i due con perplessità ma, evidentemente, senza par-
bacini alcuni ritengono fossero postati impianti ticolari patemi d’animo.
e alloggiamenti destinati alla grande flotta (si Nella seconda metà degli Anni 70, su richiesta
stimano decine e decine navi operative); grazie dell’imperatore Vespasiano, era stato nominato
ad alcune epigrafi, ci sono pervenuti persino i praefectus classis misenensis Gaio Plinio Secondo,
nomi di molte imbarcazioni: come la quin- conosciuto come Plinio il Vecchio, scrittore,
quereme Victoria, le quadrireme Fides, Ceres, naturalista, un filosofo naturalista, comandante
Oceanus, e le liburne Iustitia, Minerva e Aquila, militare e governatore provinciale romano,
per citarne alcune. uomo di notevole acume e cultura, che a sua
Ma a cosa dobbiamo questo lungo incipit, ap- volta adottò Gaio Plinio Cecilio Secondo (co-
parentemente fuori posto rispetto al nostro nosciuto come Plinio il Giovane per distinguerlo
discorso? dallo zio e che sarà avvocato, scrittore e ma-
Ad un evento che a ragione potremmo indicare gistrato). Due personalità ed intelligenze che
come una pietra miliare per l’umanità: fu da lasceranno una notevole traccia nella cultura
Miseno, infatti, che prese il via la prima vasta dell’epoca.
operazione di soccorso umanitario della storia. Plinio il vecchio, che da alcuni anni, come ab-
L’antica Misinum (da Situs Misinum, per celebrare biamo visto, comandava la base di Miseno, era
la sepoltura di un eroico compagno di Enea) particolarmente attratto dal Vesuvio, dalla sua
si adagiava sul mare ad alcuni chilometri dal natura e dalle sue manifestazioni: fu forse il
Vesuvio, il vulcano che già prima del 79 d.C., primo studioso che si rivolse a lui travalicando
data della distruzione di Pompei, aveva dato la religione e la superstizione, mettendolo a
luogo ad una antica serie di violente eruzioni, suo modo sotto osservazione e dando fra l’altro
ma che evidentemente non avevano lasciato l’ordine ai suoi classiarii, affinché gli riferissero
grande traccia di terrore delle popolazioni, qualunque stranezza attribuibile a lui.
visto che esse ne avevano fittamente popolato A questo punto arriviamo al 79 d.C., data
(rispetto ai tempi) le pendici. della storica eruzione della montagna, ma pre-

14 maggio-giugno 2020

Uno dei barconi di disperati (ricordiamo che i vietnamiti non andavano alla ricerca di una landa più accogliente, ma erano solo in fuga
dalla loro ex Patria) si accosta ad una delle unità del Gruppo Navale italiano

feriamo lasciare la parola 1991: sulla banchina del piccolo molo di Durazzo si insedia il primo contingente di Marina
ad un autorevolissimo te- Militare destinato all’Operazione Pellicano prevista per la durata di pochi mesi, si esaurì in 10
stimone oculare, il nipote anni circa
Plinio il Giovane che ci
narra con esattezza la vi-
cenda con una missiva da
lui inviata allo storico Pu-
blio Cornelio Tacito:
“Caro Tacito, mi chiedi di
narrarti la fine di mio zio,
per poterla tramandare ai
posteri con maggiore esat-
tezza. E te ne sono grato:
giacché prevedo che la sua
fine, se narrata da te, è de-
stinata a gloria non peritura.
Egli era a Miseno e coman-
dava la flotta in persona. Il
nono giorno prima delle ca-
lende di settembre, verso
l’ora settima, (circa il mez-
zogiorno del 24 agosto)
mia madre lo avverte che si
scorge una nube insolita per
vastità e aspetto… la cui
forma nessun albero avrebbe
espresso meglio di un pino.
Da persona erudita qual
era, gli parve che quel feno-
meno dovesse essere osservato
meglio e più da vicino. Si
affretta là donde gli altri

maggio-giugno 2020 15

brato non possibile

porre riparo? Terre-

moti, inondazioni,

eruzioni, ma anche

eventi sino a ieri poco

noti come danni da

inquinamento, da ra-

diazioni, di origine

biologica, tsunami

tormentano sempre

più la (non sempre

incolpevole, bisogna

avere il coraggio di

ammetterlo) formica

umana, e a questi,

come i nostri sciagu-

rati tempi ci insegna-

no, si teme che si ag-

giungano danni (an-

che se in tutta onestà

nessuno finora lo sa

provare a fondo) de-

Vicenza, una barchetta a remi della locale Sezione LNI impiegata in aiuto della cittadinanza, durante rivati da malaccorte
l’esondazione del torrente Bacchiglione, nel 2010 ricerche della tecno-

fuggono. ...Già la cenere cadeva sulle navi, tanto logia umana.

più alta e densa quanto più si approssimava; già A tutto questo, sia ben chiaro, Paesi, Governi

e Forze Armate fanno di tutto per porre riparo,

cadevano pomice e ciottoli anneriti, cotti e ma a volte sembra che la memoria della

frantumati dal fuoco… dal monte Vesuvio ri- suddetta “formica” ogni tanto tenda a scemare.

splendevano larghissime fiamme e vasti incendi, La cronaca, purtroppo, ci ricorda molti e pur-

il cui chiarore e la cui luce erano resi più vivi dalle troppo frequenti di questi avvenimenti cui

tenebre notturne.” ieri, era normale, ciascun Paese colpito tendeva

a porre rimedio con un successivo aiuto di

Il coraggio di Plinio il Vecchio alleati più o meno storici.

Così Plinio il Vecchio organizzò con i suoi Oggi la situazione, fortunatamente, è migliorata

classiari una piccola squadra navale per studiare dal punto di vista dell’impiego del personale

da vicino il fenomeno, ma soprattutto per di pronto intervento, con il crollo dei “Blocchi”

correre in aiuto di quanti, come oramai aveva Orientale e Occidentale e con l’estendersi e il

intuito, stavano per essere chiusi in una situazione rafforzarsi delle alleanze, anche se, in questo

senza scampo, e alzò la vela verso il pericolo senso, ci sarebbe ancora molto da fare.

che, però, lo colse, uccidendolo con i suoi gas All’interno dei singoli Paesi, fortunatamente,

torridi e venefici, trasformandolo, come ebbe a siamo in grado di contare sulle capacità delle

dire secoli dopo Italo Calvino, in “un protomartire Forze Armate che rappresentano pur sempre il

della scienza sperimentale”. miglior picchetto per impedire di disperdere o

Scienziato, umanista, erudito ma anche marinaio depauperare riserve e risorse vitali (pur se

e conoscitore di mare e di navi, se consideriamo ancora ci chiediamo se era proprio opportuno

che ricopriva l’alto incarico misenate già da 4 eliminare la coscrizione obbligatoria).

anni, venne spinto dalla propria coscienza, Guardando alle nostre spalle, possiamo ricordare

dalla voglia di imparare, ma soprattutto da molte delle attività alle quali hanno preso

quella di salvare il proprio prossimo, nell’ultima parte gli uomini con le stellette del nostro

ricerca che gli fu fatale. Non sarà il solo, fortu- Paese; non è certo possibile dimenticare l’ab-

natamente, e non in eventi dalla fine così negazione dei soldati e marinai che operarono

tragica, anzi. a mani nude, a Messina, durante il terremoto

Quante volte, infatti, il destino, ci costringe a del 1905, di quanti conobbero il gelo e le

vivere situazioni di disgrazie alle quali, in tempi paludi del Polesine nel 1951, i colpi d’ariete

anche non troppo lontani da noi sarebbe sem- dell’Arno contro gli argini del fiume toscano

16 maggio-giugno 2020

nel 1966, la polvere che serrava
la gola nella valle siciliana nel
Belice dopo il terremoto del
1968 o il gelo che serrava le
ossa all’Aquila dopo quello del
2009.
Molte unità, sia generiche che
estremamente specializzate, han-
no visto impiegare singoli nuclei
oppure più corpi o grandi reparti,
senza limitazione di risorse. In
alcuni casi, a seconda delle ne-
cessità, la situazione è stata tale
da dover impiegare in maniera
mirata una sola Forza Armata,
come è avvenuto per la Marina.

Da Agadir al Mar Cinese

Ricordiamo ad esempio, in una

rapida carrellata, l’impiego dei

nostri “solini blù” nel 1960,

dopo il terremoto di Agadir, in

Marocco, o in Tunisia dopo l’al-

luvione del 1973, per non dire

della complessa operazione che

vide nel 1979 un intero Gruppo

Navale operare per 45 giorni Personale del Reggimento San Marco allestisce rapidamente un ospedale da campo a
nel Mar Cinese Meridionale per Jesi, durante la recente necessità dettata dalla virulenza del Covid-19

salvare oltre 900 profughi sud- Plinio il Vecchio quando non era partito per
vietnamiti in fuga disperata dal loro Paese di- speronare navi ma per salvare esseri umani.
laniato e distrutto dalla guerra. La vicinanza nei confronti di chi soffre si può
Per non dimenticare l’evacuazione dei terre- esprimere in mille maniere, come fecero del
motati montenegrini nel 1979, del soccorso loro piccolo, ad esempio, i soci della Sezione
alle popolazioni libanesi nel 1982, degli aiuti della Lega Navale Italiana di Vicenza quando
umanitari alla Croazia nel 1991durante la crisi durante l’esondazione del fiume Bacchiglione
balcanica, e poi in Iraq, e l’evacuazione del del 1° novembre 2011, (ne parlammo, nella
personale italiano dall’Uganda nel 1994, di rivista sulle pagine delle Cronache delle Sezioni
italiani e stranieri nell’Albania nel 1997, gli e delle Delegazioni) si offrirono spontaneamente
aiuti umanitari in Turchia nel 1999, la missione di traghettare con le barche della Sezione i
umanitaria in Indonesia nel 2000, del 2006 concittadini bloccati nel centro allagato. Ma,
nel Libano, del 2010 ad Haiti quando intervenne come abbiamo detto, ci sono i piccoli e i
nave Cavour in una funzione insostituibile di grandi aiuti, a seconda delle necessità.
centro di controllo e avanzato ospedale da

campo.

Come si vede abbiamo fatto cenno a vicende Il morbo sull’Italia

interessati, ma… qualcuno dirà e la Somalia, Ben diversa è stata, infatti, l’emergenza che si

la Bosnia, il Kossovo, il Kurdistan? Perché non è presentata alle nostre porte quest’anno, con

ricordare anche chi ha operato in questi settori? l’infezione del Coronavirus, un ceppo influenzale

Niente paura, nessuno toglie né dimentica estremamente pericoloso e del quale appren-

niente: solamente che le missioni or ora citate, diamo qualcosa ogni giorno di più per il

a differenza di altre analoghe, pur essendo semplice motivo che, sembra, non lo cono-

strettamente operative e militari, erano esclu- scessimo, e quindi non ne sapevamo niente

sivamente di pace. neanche per quanto riguardava il come af-

La Pace, quella con la P maiuscola, si serve in frontarlo.

tanti modi, e non necessariamente con il colpo In questo caso, la solidarietà degli uomini della

in canna, come aveva ben capito tanti secoli fa Marina si è manifestata in maniera più articolata,

maggio-giugno 2020 17

L’audizione al Governo sulla questione dello sfortunato paese di 13.000 abitanti della provincia di Bergamo.
Alzano Lombardo (nell’immagine una consigliera vicino al suo Così l’Ammiraglio Binelli Mantelli ha inviato
ingresso), mentre la Marina approntava i primi elicotteri dalla sta- una lettera di trasmissione della donazione,
zione di Luni (a fianco) subiva una battuta di attesa che rallentava alla quale il Sindaco della cittadina, Geometra
le decisioni del sindaco locale, Geometra Bertocci (in basso) Camillo Bertocchi, ha risposto il 4 aprile con
una sentita e commossa comunicazione da
oculata ed efficiente, attraverso vari interventi parte sua e dei suoi concittadini. Lo stesso
che sono andati dall’invio di medici ed infermieri giorno veniva consegnato al comune il primo
nelle zone più provate dalla Pandemia alla co- arricchitore di ossigeno, un’apparecchiatura
struzione a tempo di record di un ospedale da particolarmente adatta e necessaria per trattare
campo a Jesi, in provincia di Ancona, nelle i sintomi questa malattia.
Marche, da parte della Brigata San Marco o Come si vede, gli uomini della Marina, con
come hanno dimostrato gli appartenenti al serietà e discrezione, senza scalpore, onorando
corso dell’Accademia Navale di Livorno del le migliori tradizioni della gente di mare, man-
Corso 1969 “Llevantades” (forme del vento di tengono sempre un filo vitale con gli aspetti
Levante pronunciate in catalano). più intimi della società, cercando di ottenere,
Questi, di fronte alle richieste di aiuto di ogni in questo, comunque, i migliori risultati
tipo che giungevano da tutte le parti d’Italia possibili.
causate appunto dalla scarsa conoscenza del
virus e, quindi, dall’incertezza di dove e come
poterlo contrattaccare, dopo essersi riuniti e
aver preso una decisione unanime, tramite il
loro Capo Corso, Ammiraglio di Squadra Luigi
Binelli Mantelli (che a suo tempo aveva
ricoperto anche la carica di Capo di Stato
Maggiore della Ma-
rina e successiva-
mente quella di Ca-
po di Stato Maggio-
re della Difesa) han-
no deciso di effet-
tuare una donazio-
ne di 8.000 euro
raccolti fra loro, ad
uno dei comuni
d’Italia sul quale il
morbo si era abbat-
tuto con particolare
virulenza, e dove la
struttura sanitaria
appariva particolar-
mente fragile: Al-
zano Lombardo, un
comune di circa

18 maggio-giugno 2020

Il mestolo
del Bormida

di Enrico Cernuschi

N el corso degli ulti- Una curiosa vicenda polavoro, L’ammuti-
mi trent’anni, la nella quale si mescolano namento del Caine:
storia navale ita- “Non sono le piccole
liana ha fatto passi da gi- navi come la nostra a

gante. Libera, ormai, da vincere le guerre, ma
senza di noi le grandi
antiche tradizioni e armicerte inutili polemiche,

una legione di autori ha segrete, con un pizzico unità non potrebbero
lavorato per decenni, si- farlo”.

lenziosamente, con coscien- di spy story Mi sia concesso di
za e - finalmente – con narrare, pertanto, in

metodo scientifico, sui do- questa sede, le pic-

cumenti del tempo (e non sulle compiaciute e cole avventure, tra il 1940 e il 1945, di una

inamidate relazioni postbelliche di parte), ri- semplice nave ausiliaria italiana e del suo equi-

velando un panorama inedito e coerente. Sap- paggio. Vicende modeste, come si vedrà, ma

piamo ormai molto o moltissimo, per esempio, che per qualcuno furono di grande momento

sulle navi da guerra italiane, tanto che certi e che, per un breve periodo, modificarono

pur ottimi studi sfociano, attualmente, più nel perfino il corso della storia.

campo (beninteso rispet-

tabile) del modellismo che

non in quello della critica

storica e dello studio del

Potere Marittimo. Non si

sa ancora nulla, o vera-

mente poco, per contro,

in merito alle navi ausiliarie,

evidentemente dotate di

poco glamour, tanto per

usare un inglesismo. Pro-

babilmente, non sono di-

sponibili, incellofanate, in

scatole di costruzione in

scala 1/600 o 1/1200, ma

è ugualmente un peccato.

Come infatti scrisse il gran-

de romanziere statunitense

Herman Wouk (uno che il Nell’immagine, la Regia Nave Cisterna da acqua Bormida, una di quelle picole unità che da
conflitto del Pacifico l’aveva sempre hanno operato come trasporti idrici per la squadra o per il rifornimento di acqua delle
fatto tutto), nel proprio ca- isole minori; in apertura, un gagliardo barile di Grog

maggio-giugno 2020 19

Il bimotore da ricognizione, trasporto e osservazione a lungo raggio Blenheim ammarato accidentalmente davanti alla costa di
Pantelleria

L’oggetto misterioso il Bormida uscì in mare verso la propria grande
La Regia Nave Cisterna per acqua Bormida, da avventura. Il comandante aveva spiegato al
670 tonnellate di dislocamento, lunga 42,15 Direttore (l’ingegnere, come tutti lo chiamavano,
metri fuori tutto e in grado di sviluppare una con flagrante abuso di titolo) di cosa si trattava,
velocità massima di 9 nodi, era una piccola, ma solo a lui; e i due sottufficiali, come sempre
moderna unità, costruita dall’Arsenale di Venezia gente seria, avevano tenuto per sé quello che
tra il 1928 e il 1930. Assegnata, ormai da anni, il capitano di vascello comandante la Piazzaforte
al Nucleo Navi di Uso Locale del Comando di Trapani aveva spiegato la mattina.
Militare Marittimo Autonomo della Sicilia, Un aereo inglese era ammarrato, all’alba,
svolgeva – nel 1940 – la propria invariabile at- davanti a Lampedusa affondando in pochi
tività, in guerra come in pace, di servizio idrico metri d’acqua. L’equipaggio, interrogato, non
e assistenza ai fari tra quell’isola maggiore, si era fatto pregare rivelando, tanto per comin-
Pantelleria e Lampedusa, oltre a qualche saltuaria ciare, che erano partiti da Gibilterra con desti-
missione di trasporto in quella stessa area. nazione Malta. Lieti di essersi salvati dopo
Quando, il 25 agosto di quell’anno, il coman- l’ammaraggio forzato, causato da un inatteso
dante del Bormida, il Nocchiere di 1ª Classe consumo eccessivo di carburante, i tre aviatori
Vincenzo Ciaravino, fu convocato d’urgenza a avevano in seguito affrontato con comprensibile
Trapani, il pensiero suo e della gente corse, appetito, data anche la tensione passata, il
inevitabilmente, a un’altra esigenza di questo proprio primo pasto a base di spaghetti e ricci
genere. Tornò due ore dopo con la faccia scura, di mare, né erano mancati un fiasco di vino
cosa insolita per lui, e col tubo d’alluminio rosso di Manduria e dei dolcetti alle mandorle
sotto il braccio che conteneva, come in prece- che sembravano fatti apposta per consolarli di
denza, le mappe degli sbarramenti minati. quella brutta avventura.
L’approntamento del motore Diesel Tosi da Peccato che, con quel caldo, il fiasco fosse
350 HP della nave non richiese molto tempo: presto finito e che il giovane marinaio del co-
più complicato fu, casomai, approntare la mando, bruno e ricciuto, posto, diciamo così,
coperta per un carico inusitato, in arrivo quel di guardia, e dimostratosi tanto gentile con
giorno stesso, e per le sistemazioni necessarie loro spiegandosi, bene o male, a gesti, in
per accogliere, piuttosto spartanamente in quanto non capiva una parola d’inglese, avesse
verità, alcuni “passeggeri”. Arrivarono poco lavorato, in realtà, fino all’anno prima, a Soho,
prima di sera: palombari! parlando perfettamente non solo l’inglese, ma
I compressori, una barca da 12 metri giunta in soprattutto il cockney del sergente pilota, a sua
treno e gli scafandri, luccicanti di bronzo, volta un accanito bestemmiatore dalla lingua
furono ben presto sistemati e per il tramonto, lunga.

20 maggio-giugno 2020

Era così saltato fuori che prima della partenza L’ammiraglio Giuseppe Lombardi, capo del Servizio Informazioni
dalla Rocca, la Military Police aveva scortato e della Marina nel periodo in cui si svolse questa vicenda
caricato a bordo dell’aereo quattro casse accu-
ratamente sigillate che dovevano essere ritirate, futtutu”. Qualcosa di strano, intorno all’aereo
all’arrivo, dai loro colleghi di Malta. Supermarina, affondato, comunque c’era.
subito informata via cavo, voleva quelle casse Un biplano Swordfish aveva fatto, il 25 mattina,
e tutto ciò che si trovava, a partire dalle carte, una ricognizione intorno a Lampedusa tenendosi
su quell’aereo. Il nucleo palombari di Augusta accuratamente oltre la portata dei cannoni an-
aveva pertanto attraversato la Sicilia per arrivare tiaerei dell’isola; e fin qui pazienza, visto che
a tempo e il Bormida, perfettamente pratico di si trattava di una procedura ormai ben nota da
quelle acque, era l’unità ideale per agire senza mesi in caso di perdite aeree britanniche. Ma
destare sospetti. quello stesso giorno si era scomodato, sempre
La sua presenza tra le isole era, infatti, nota a in vista di Lampedusa, perfino uno dei pochi,
tutti. Si sarebbe trattato di un rifornimento enormi, quadrimotori britannici Sunderland,
d’acqua come un altro. Per la verità, la tentazione fatto questo mai visto prima in quel braccio di
inziale fu quella di inviare subito il Bormida mare. Cosa cercavano? E perché?
dove era affondato l’aereo senza por tempo in Il giorno dopo la cisterna arrivò, all’alba, a
mezzo, ma l’ammiraglio Giuseppe Lombardi, Pantelleria. Le operazioni di pompaggio del-
capo del Reparto Informazioni, insistette l’acqua si svolsero come al solito mentre i pa-
affinché, dato il tempo buono assicurato per i lombari, gente allegra, lavoravano alle loro ap-
prossimi tre giorni, non si puntasse direttamente parecchiature sotto la copertura della tenda
sul luogo dell’amarraggio passando, viceversa, dello sceicco, stesa un’po’ per il gran caldo e
a consegnare un carico d’acqua in più a Pan- un po’per non far vedere a terra che stavano
telleria allo scopo di non destare sospetti. verificando gli scafandri, il picco da carico a
In teoria, quindi, tutto era a posto; c’era, prua e l’elettroverricello da una tonnellata e
tuttavia, un ma. Strane cose stavano succedendo, mezzo della nave. Tutto sarebbe dipeso, infatti,
infatti, da alcuni giorni a quella parte, proprio dal loro funzionamento. Arrivarono davanti a
in quella zona. Dapprima era cessato il colle- Lampedusa il 27, alle sei del pomeriggio. Il
gamento via cavo telegrafico tra Pantelleria e tempo era buono e fu subito fatta una prima
la Sicilia. Poi, l’8 agosto, voce di prora voce di ricognizione all’altezza dei gavitelli posati in
Dio, era diventato muto anche il cavo tra corrispondenza dell’area di Cala Madonna,
Siracusa e Tripoli. Un caso passi, ma due? Do- dove l’aereo si era inabissato. Lo trovarono
vevano essere stati i britannici. Come? Con prima che facesse buio, e questa era la buona
una nave o con un sommergibile, o forse con notizia. La cattiva fu che il velivolo, un Blenheim
tutti e due. immatricolato T 2058, era quasi in equilibrio
Era in corso una certa attività dalla vicina base su un avvallamento profondo il doppio rispetto
di Malta, per tacere degli aerei britannici, e al fondale di una dozzina di metri.
proprio quel velivolo ammarrato era un’altra In pratica era lì lì per cadere, fatto questo che
conferma in questo senso. E se il Bormida fosse
stato intercettato da una nave nemica mentre
procedeva, “bordesando bordesando”, a 7 o 8
miglia all’ora? Poteva essere vittima di uno dei
cacciatorpediniere in quel momento alla fonda
nel Grand Harbour? Anzi! Sarebbe bastato un
rimorchiatore armato con un cannone, anche
piccolo, e buona notte ai suonatori, visto che
si doveva procedere, per forza di cose, discre-
tamente e senza scorta e che tutto l’armamento
difensivo della cisterna consisteva in due mi-
tragliere Colt da 6,5 mm Modello 1914. Certo,
c’erano le batterie di Lampedusa, ma prima
che facessero a tempo d’intervenire “T’aggiu

maggio-giugno 2020 21

minacciava di complicare non poco o, addirittura, Un biplano da ricognizione e silurante Fairey Swordfish,
di compromettere, il recupero. Tutta la notte si fotografato dopo il conflitto durante una cerimonia storica
studiò il da farsi. La soluzione fu, alla fine,
quella del “O la va o la spacca”. Si trattava di lontane da sguardi indiscreti, nella piccola
sfondare l’aereo all’altezza del dorso estraendo stiva per carichi secchi della nave. Uno che le
poi le casse, una a una, senza far cadere il aveva maneggiate aveva detto che erano di
velivolo nella depressione, compensando il peso legno di malacca, roba di lusso. Questa volta,
(fino a quel momento ignoto, al pari delle di- invece, fu inevitabile guardare dentro al quarto
mensioni) delle casse con alcune lunghezze di cubo e ciò che emerse, subito sotto il coperchio,
catena filate a mare dalla macchina a salpare risultò essere un oggetto stranissimo. Sembrava
della cisterna. Un lavoro di fino da fare, oltretutto, un piccolo bicchiere da messa, ma con un
in fretta, perché il tempo stava rinfrescando. manico lunghissimo. Era tutto d’argento e si
Le operazioni di recupero iniziarono già prima trovava all’interno di una grossa scodella dello
della luce del giorno. La minaccia di un attacco stesso materiale. Nessuno aveva mai visto qual-
aereo era, a questo punto, concreta, ma anche cosa del genere. Il resto del contenuto di quella
lo stesso avvistamento della cisterna e della e delle altre casse, come fu noto in seguito, era
barca da parte di un ricognitore avversario, formato da vasellame vario, bello lucente al
avrebbe compromesso la segretezza dell’ope- sole d’agosto.
razione. Non era peraltro il momento di indagare
Arrivare sulla verticale del relitto, individuato troppo. Era infatti andata fin troppo bene:
il giorno prima, far scendere dalla barca una nessun aereo e nessuna nave erano statati av-
prima coppia di palombari e far da loro sfondare, vistati. Il Bormida partì così, poco dopo, alla
in costante collegamento telefonico con l’im- volta di Pantelleria e per poi rientrare, il 29, a
barcazione, la torretta del mitragliere del Mazara del Vallo. Le casse proseguirono per
velivolo a colpi d’accetta, fu presto fatto. Più Messina approdando, infine, a Roma. Alla fine
complicato fu allargare il varco per penetrare risultò che si trattava dell’argenteria della
all’interno. Fu necessario, infatti, usare “l’apri- moglie del Governatore di Malta, Lady Sybil
scatole” (qualunque cosa esso fosse). Fu un Dobbie. Il governatore, un vecchio, duro colo-
lavoro lungo e delicato, con l’aereo sempre in niale, il generale Sir William Dobbie, aveva as-
bilico o quasi. Una volta penetrati all’interno, sunto la propria nuova carica il 27 aprile 1940.
i palombari avvistarono subito le casse. Erano Proveniva dalla Malesia, dove aveva prestato
di colore molto chiaro, sul miele. Per fortuna servizio fino all’anno precedente, e i suoi
non erano state sistemate nel vano bombe, ma bagagli personali l’avevano seguito, con gli
davanti e dietro la torretta dorsale. inevitabili ritardi legati alla sopravvenuta guerra
Erano quattro, proprio come si era lasciato
scappare l’equipaggio del Blenheim; grosse circa
mezzo metro cubo l’una e, come fu subito
constatato, pesanti, ma non intrasportabili.
Una alla volta furono imbragate e portate in
superficie. Ci volle tutta la giornata, mentre la
ricerca nell’abitacolo del pilota e al posto del
marconista fruttò solo pochi oggetti e alcuni
fogli di carta, ormai macerata e che si strappava
a toccarla, ma forse ancora leggibile. Trascorse
così tutto il 28, fino al pomeriggio inoltrato.
L’ultima cassa arrivò in coperta poco prima
delle 18 e a questo punto l’imbragatura si
sganciò, facendo cadere il contenuto in coperta.
Il contenitore si ruppe, senza scheggiarsi, e a
questo punto la curiosità di tutti divenne in-
contenibile. Le prime tre casse erano state
infatti portate subito sottocoperta, intatte e

22 maggio-giugno 2020

mondiale, a qualche tempo di distanza. fatto molto comodo all’equipaggio della ci-
Trattandosi di proprietà privata, l’intero servizio sterna.
fu inventariato, sigillato e chiuso in un magazzino La terza volta fu il 30 marzo 1942. Ancora una
a Roma. Unica eccezione il mestolo da punch volta un Blenheim, lo Z 6238, ammarrato in se-
(di questo si trattava) e la relativa coppa, guito a un’avaria davanti a Donnalucata, in
lasciate, in cauta custodia, al comandante della provincia di Ragusa, e affondato a 15 metri di
cisterna, il quale le fece collocare in bella vista profondità. Supermarina dispose l’ispezione
dentro una teca di vetro. La storia del Bormida, del relitto e il recupero dell’eventuale carico e
però, non era ancora finita. il Bormida (ora al comando del Nocchiere di 1ª
Classe Ulrico d’Avossa) e i palombari di Augusta
Dai e dai arrivarono in zona il giorno successivo. Tecni-
Il 29 ottobre 1941 i decrittatori del Reparto In- camente l’operazione non presentò difficoltà
formazioni dello Stato Maggiore della Regia particolari, ma in quest’occasione le sacche e
Marina lessero un messaggio che annunciava le casse all’interno dell’aereo rivelarono un
l’arrivo a Malta, per il giorno dopo, di un ben diverso contenuto: posta e (come scoprì
Blenheim che recava un carico speciale. La Ae- MARINELETTRO, il Centro elettrotecnico della
ronautica fu subito avvisata e, come talvolta Regia Marina con sede a Livorno, nonché il
succedeva, nonostante l’immensità dei cieli, primo laboratorio elettronico italiano, in quanto
l’intercettazione, all’alba del giorno dopo, da fondato nel 1916) valvole termoioniche per i
parte dei caccia italiani, riuscì in pieno. Il bi- radar di Malta. Questo contributo, una volta
motore, matricola G, Z7782, fu abbattuto sul sommato al disegno che un prigioniero inglese
cielo di Marsala e l’equipaggio catturato. Su- aveva fatto, mesi addietro, dell’antenna radar
permarina fu informata che l’aereo era precipitato di un incrociatore britannico, permise ai tecnici
a 50 metri dalla costa e ordinò, come l’anno della Regia Aeronautica di mettere finalmente
precedente, di recuperare il carico. Ancora una a punto, nel giro di poche settimane, un
volta il Bormida fu messo in allarme e i palombari apparato disturbatore dei radiotelemetri bri-
mobilitati, ma tutto rientrò nel giro di poche tannici rivelatosi molto più efficace di quelli
ore. In realtà, il bimotore era atterrato sul installati in Sicilia, poco tempo prima, dai te-
ventre su una spiaggia, e bastò la bassa marea deschi, ma ben presto neutralizzati dai britannici
per arrivare, a piedi, all’aereo. Fu un peccato. sulla base dell’esperienza maturata nel Regno
Il carico comprendeva, infatti, medicinali, Unito, nel febbraio 1942, dopo il forzamento
batterie e 200 lattine da una libbra l’una di della Manica da parte delle navi di linea ger-
caffè statunitense marca Hills Bros che avrebbe maniche di base a Brest.
Andò a finire che il gabinetto di guerra britannico
fu costretto, per la prima volta, a decidere, il
19 luglio 1942, in seguito a queste “serious
R.D.F. interference during enemy air attacks on
Malta”, di inviare laggiù per via aerea, con
tutti i rischi del caso, le valvole di nuova gene-
razione, anziché quelle prebelliche. Era infatti
necessario aggiornare i radar dell’isola, portandoli
al livello degli apparati Mk. II in uso, in quel
momento, in Gran Bretagna, a pena della
perdita, data altrimenti per scontata, della su-
periorità aerea di cui godeva la Royal Air Force
nei cieli dell’isola, grazie all’indispensabile as-
sistenza fornita dai radar maltesi. Quegli apparati
permettevano, infatti, di intervenire in tempo
pressoché reale e piombando dall’alto, sui
bombardieri per poi cercare, non sempre con
successo, di allontanarsi, evitando di combattere
con i caccia tedeschi e italiani.

maggio-giugno 2020 23

L’appuntamento due volte mancato zione. Senza la provvidenziale decisione del-
In seguito il Bormida continuò a trasportare, l’ammiraglio Lombardi, la nostra cisterna si
come ogni mese da oltre 10 anni, acqua nelle sarebbe pertanto trovata ad avere a che fare,
isole. Non mancò, comunque, un’ultima con ogni probabilità, proprio con quella stessa
vicenda, verificatasi il 9 maggio 1943, quando nave da guerra, mancata a quel tempo per un
la nostra cisterna, diretta al solito alla volta di soffio e di nuovo, per un pelo, quasi tre anni
Pantelleria, avvistò, in mezzo al mare, un mi- dopo. Quando si dice il destino.
nuscolo motoscafo carico di gente che si sbrac- Al momento dell’armistizio il Bormida era alla
ciava. Si trattava di un’imbarcazione partita Spezia, ai lavori. Riarmato dalla Marina Re-
dalla Tunisia la sera prima con a bordo 5 pubblicana, continuò a svolgere compiti di
uomini che tentavano di raggiungere l’Italia nave appoggio palombari sotto il nuovo nome
per sfuggire alla prigionia. di Gondar, a sua volta ripreso da un sommergibile
Furono raccolti, mentre non fu possibile, “a avvicinatore italiano, affondato nel settembre
causa delle condizioni del mare”, rimorchiare 1940 dopo una mancata azione contro Ales-
quel natante in avaria. Un’ora e mezza dopo, sandria. La cisterna fu autoaffondata a Spezia
mentre il Bormida si era ormai allontanato alla il 19 aprile 1945.
solita velocità di crociera di ben 7 nodi, arrivò Lady Sybil lamentò nel 1943, in un proprio
in zona il cacciatorpediniere britannico Nubian, bel libro, Grace Under Malta, edito quell’anno,
il quale fece un po’di tiro al bersaglio contro a Londra, dalla Lindsay Drummond, la perdita
quel motoscafo alla deriva, elevato infine, in dell’argenteria. In effetti, tutti i beni di proprietà
sede di rapporto di missione, al rango di mi- privata nemica, immagazzinati, erano stati
nacciosa motosilurante nemica, meritando, prelevati, senza tanti complimenti, dai tedeschi
per quest’impresa, un encomio solenne. Proprio dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Anche
il Nubian era stato distaccato, la notte sul 26 il mestolo del Bormida scomparve, nell’aprile
agosto 1940, dalla propria squadriglia (origi- 1945. Resta solo il ricordo, affidato alla prosa
nariamente diretta, il 20 agosto, da Malta a Gi- stringata dei rapporti di missione, di una
bilterra, ma rientrata nel Gran Harbour dopo piccola nave il cui destino era, evidentemente,
aver perso, su una mina, il caccia Hostile) alla legato non solo al pur rispettabilissimo “carico
ricerca, nei pressi di Lampedusa, dell’aereo idrico” settimanale, ma anche alla ricerca di
partito dalla Rocca, ma mai arrivato a destina- tesori sommersi.

Concludiamo, invece, in gloria, con una stampa d’epoca di una cerimonia
del Grog, in pratica la storica distribuzione che avveniva due volte al giorno
sui tutte le navi della Marina di Sua Maestà fino a non molti anni fa

24 maggio-giugno 2020

Alla foce
del Tavollo

di Roberto Petrucci (foto di Gianni Grilli)

Q uesta mattina Il vento di Focara è famoso l’Emilia Romagna. Il
andiamo a sia tra i letterati San Bartolo è impor-
Cattolica, sia tra i marinai. tante anche perché il
appena 9 miglia ver- faro che lo sovrasta è
so ponente, sufficienti visibile da 30 miglia

per cambiare Comu- e permette di tenere
la rotta senza doversi
Dante ne parla nel XXVIIIne, Provincia e Re-

gione, sia dal punto canto dell’Inferno rimbecillire sui gradi
di vista amministra- della bussola. Soprat-

tivo sia geografico. tutto venendo dalla

Il colle San Bartolo Croazia. Più compli-

ed il torrente Tavollo segnano la fine della cato capire dove culturalmente e gastronomi-

pianura Padana, l’inizio delle colline marchigiane camente finisca la Romagna e comincino le

ed il confine amministrativo tra le Marche e Marche.

L’ultimo tratto di confine tra Il colle San Bartolo ed il torrente Tavollo segnano la fine della pianura Padana, l’inizio delle colline

marchigiane ed il confine amministrativo tra le Marche e l’Emilia Romagna

maggio-giugno 2020 25

I fari della costa cattolichina consentono di mantenere Più semplice il confine tra Marche ed Abruzzo.
lunghissimi tratti di rotta senza far uso della bussola Dopo il Tronto, le colline diventano più aspre
e gli arrosticini di pecora sostituiscono le olive
all’ascolana e la crema fritta.
Roberto Balzani, nel suo libro sulla identità
della Romagna, afferma che una possibile linea
di demarcazione potrebbe anche essere Fio-
renzuola di Focara. Il borgo medievale ci viene
incontro appena usciti dal porto di Pesaro su
una pericolosa falesia di arenaria che strapiomba
in mare.
Il vento di Focara è famoso sia tra i letterati sia
tra i marinai. Dante ne parla nel XXVIII canto
dell’Inferno con passo che citiamo come buon
auspicio: «Poi farà sì ch’al vento di Focara, non
farà lor mestier voto né preco».
A noi interessa di più l’aspetto nautico. Secondo
l’esperienza, un improvviso addensarsi delle
nuvole dietro la rupe di Focara preannuncia
un particolare tipo di burrasca che a Pesaro
chiamano la “Rimineisa”, dalla quale è meglio
cercare rifugio nel porto. La falesia ha a suo
carico un certo numero di naufragi. Gli ex
voto ornano le mura della chiesetta di Castel-
dimezzo, lì vicino.
Sotto la rupe una delle più frequentate “spiagge
solitarie” della costa adriatica fa concorrenza
ai sassi neri del Conero. Il colle attrae il
diportismo pesarese e gabiccese. Chi non ha
tempo o voglia o barca per andare in Croazia
trova a un’ora dal porto un piacevole surrogato.
La domenica le “rive” della collina sono con-
tornate di barchette e motoscafi di famiglie
che si godono il verde del colle, il bagno
distante dai rumori della spiaggia ed i piaceri
della cucina. Ci sono barche armate solo per
questo scopo con tanto di “focone” in acciaio
inox sporgente a poppa per la “rustida” sotto il
monte della croce. I Cattolichini (abitanti di
Cattolica) di solito non si spingono oltre Fio-
renzuola a dimostrazione della fondatezza della
tesi di Balzani.

Un equipaggio adriatico
Sono queste le dotte disquisizioni che accom-
pagnano la navigazione di chi, non avendo
più i mezzi per frequentare efficacemente la
costa romagnola dopo mezzanotte, si accontenta
di raggiugerla via mare la mattina.
L’equipaggio di oggi piacerebbe agli studiosi di
storia: con me ci sono Stefano, originario della
Dalmazia e Pippo originario della Magna Grecia.

26 maggio-giugno 2020

In tre facciamo 230 anni. Uno stradioto albanese Il porto è la piazza
sarebbe utile non solo per completare il quadro Abbiamo visto a Pesaro che dal porto si arriva
delle etnie adriatiche rappresentate a bordo. facilmente in piazza. A Senigallia, potete
Dopo Casteldimezzo incontriamo il porto della scegliere tra il lungomare o il centro storico,
Vallugola. Qui finisce il vincolo paesaggistico perfino a Civitanova, città schiacciata tra la
e si vede. Oggi tutto il San Bartolo è parco ferrovia, la statale ed il lido, dal porto vi
naturale fino a Gabicce Monte. Qualche co- dovete spostare per arrivare allo spazio che è
struzione di troppo, soprattutto in cima al tra Palazzo Sforza e quello che resta del bagno
colle. L’ingresso alla Marina può essere proble- Cluana. Qui il centro è il porto. Dal porto si
matico per via dell’insabbiamento ma vale la accede a tutto quanto c’è di interessante da
pena fare una sosta per i ristoranti. vedere e da fare. C’è poco da interpretare o da
Poco più avanti, alla foce del Tavollo, c’è la capire. Scendete a terra, salite sulla passeggiata
Marina di Cattolica. Sulla riva destra è Marche che contorna la Marina e guardatevi intorno.
(Gabicce Mare) sulla riva sinistra è Romagna Siete arrivati e non vi muoverete più. Tutto
(Cattolica). quanto vi serve per divertirvi è a portata di
I confini amministrativi non hanno impedito mano. Al massimo una passeggiata fino Gabicce
che la città che si è formata alla foce del Monte se avete vecchie storie da ricordare o
Tavollo sia omogenea, unificata dalle comuni siete in grado di intesserne di nuove o una
radici marinare e dalle attività turistiche. corsa in autobus fino al castello di Gradara se
Chi si occupa di procedure per il riconoscimento il cielo dovesse annuvolarsi.
del titolo di città da parte della Presidenza Qui i punti cospicui non sono la cattedrale di
della Repubblica afferma che ciò che fa una San Ciriaco o il faro di San Benedetto del
città non è tanto la dimensione demografica Tronto. Qui i riferimenti sono la rotonda a
quanto la capacità della comunità di farsi mare che porta il nome di un fiume: “Mississipi”,
carico di processi di cambiamento. Siamo le colonne bianche della Baia Imperiale, storico
quindi pienamente giustificati se, anche per night degli anni 80 e la ciminiera dello stabi-
semplicità di esposizione, parleremo della Città limento Arrigoni.
alla foce del Tavollo.

Il tranquillo scorrere nell’abitato del Tavollo fa quasi pensare a città dell’Europa settentrionale 27
maggio-giugno 2020

In principio Persino Guglielmo Marconi scelse Cattolica come luogo per
era la pesca ritemprarsi dalle fatiche che lo portarono al Nobel. La sua casa
Sulla passeggiata che contorna è ancora li di fronte alla spiaggia
la Marina un vero e proprio
museo delle tradizioni mari- stato uno dei principali porti pescherecci del-
nare all’aria aperta vi offre l’Adriatico.
una serie di belle foto della La marineria della città sul Tavollo vanta
gente del mare quando al antiche tradizioni. Piccola pesca a Gabicce.
posto dei moli in cemento Pesca a strascico e pesca Coccia (due barche
c’era la “palata”. Le foto,
oltre che per il soggetto, sono
pregevoli sia per l’allestimento
sia per le legende. Il quadro
della vita dei pescatori, dei
calafà, dei pescivendoli è sug-
gestivo quanto rigoroso nella
ricostruzione storica.
Cattolica nasce per volontà
dei pescatori abbarbicati sulle dune alla foce
del Tavollo. In origine, l’abitato faceva parte
del Comune di San Giovanni in Marignano. I
contadini di quello che era il ricco granaio dei
Malatesta non ebbero troppi problemi a rico-
noscere l’autonomia di quel fazzoletto di terra
paludosa e malarica. Nulla faceva prevedere
quale eldorado sarebbe diventato. Cattolica è

Ancora un’immagine del placido Tavollo, verso la foce

28 maggio-giugno 2020

che trascinano la stessa rete) a Cattolica. I Giallo a Cattolica rosa a Gabicce
motori delle barche venivano montati a Pola La Città ha contenuto una enorme pressione
in Dalmazia. Le sardine pescate davano lavoro antropica derivante dalle opportunità di lavoro
a tre stabilimenti per la lavorazione del pesce. nel turismo e dall’inurbamento della gente
Di quel periodo restano il vecchio borgo dell’entroterra. Il risultato è un utilizzo spa-
marinaro nelle tre strade che convergono sul smodico del terreno fabbricabile contemperato
porto. Furono stabilite precise tipologie edilizie dalla tutela del San Bartolo e delle colline
per le case dei pescatori: La casa a due piani attorno al castello di Gradara. Attorno al
con facciata sulla via e “scoperto” e capanno porto/piazza e lungo il corso del Tavollo le co-
sul retro. Nel periodo estivo la famiglia si struzioni sono moderne e con pretese di
ritirava nel capanno ed affittava la casa ai eleganza spesso soddisfatta. Forte la presenza
turisti. Persino Guglielmo Marconi scelse Cat- di alberghi, ristoranti, locali da ballo, pensioni
tolica come luogo per ritemprarsi dalle fatiche e seconde case. Il risultato è piacevole a vedersi,
che lo portarono al Nobel. La sua casa è ancora forse perché si pregusta quello che si troverà
li di fronte alla spiaggia. nelle strade e nei locali. I pochi edifici storici
Su via del porto è ancora in funzione la veleria sono tutelati in maniera maniacale e la gara
della Maria oggi gestita dalla figlia Carmela tra le due sponde del Tavollo, sul terreno del-
che cuce ancora vele di cotone per gli amatori. l’intrattenimento culturale, raggiunge livelli
L’edificio che meglio rappresenta quel periodo notevoli. Ad un festival del cinema giallo a
è la casa del pescatore in stile Decò come gli Cattolica, Gabicce contrappose un festival
edifici dei grandi porti del nord europa e del- rosa dedicato alle donne.
l’estremo oriente. La Città sulla foce del Tavollo trasuda diverti-
La tradizione della cantieristica non si è perduta mento da ogni mattone. Dagli alberghi di
e Ferretti, quando il fondale del porto lo lusso alle pensioncine, dalle discoteche alle
permette, vara qui alcuni dei suoi prestigiosi balere, dai ristoranti alle pizzerie, avete la
modelli. certezza di trovare la soluzione che fa per voi.

La striscia di sabbia bordata di alberghi e pensioni e punteggiata di ombrelloni è l’inizio della più grande spiaggia d’Europa che arriva

fino al Castello di Miramare 29

maggio-giugno 2020

Se non potete permettervi lo storico Posillipo La forza della poesia
di Gabicce Monte, la pizzeria accanto vi offre La capacità di forgiare le cose a misura dei
il medesimo panorama e la medesima atten- propri sogni è dimostrata da come la gente di
zione, ad un prezzo adeguato alle vostre tasche. qui sia stata capace di impossessarsi di una
Tutto è fatto per farvi sentire un signore senza delle più famose “soap opera” dell’antichità:
impoverirvi troppo. l’amore tra Paolo e Francesca. Quando negli
anni 20 venne pesantemente restaurato il
La fontana con le sirene, realizzazione art déco in Piazza Primo castello di Gradara, i progettisti tennero presente
Maggio, è divenuta oramai una nota caratteristica di Cattolica sia il canto V dell’Inferno sia soprattutto l’in-
terpretazione che dell’evento diede Gabriele
D’annunzio nella sua “Francesca da Rimini”,
musicata da Riccardo Zandonai. Il restauro fu
così fedele che ancora oggi è possibile vedere la
sala dove Giangiotto colse sul fatto i due amanti.
Inutili le ponderose ed accurate ricerche storiche
tese a proporre un approccio più scientifico.
Nella contrapposizione tra due poeti e un
musicista da un lato e autorevoli storici dall’altro,
l’esito è scontato ed oggi gli eredi dei pescatori
sulla foce del Tavollo possono vantare un’offerta
turistica firmata da sceneggiatori di assoluto
valore. La triste sorte di Paolo e Francesca non
esaurisce le storie tenebrose ambientate su questi
lidi. Al canto 28 dell’Inferno, si parla di naviganti
“mazzerati presso a la Cattolica”, cioè buttati in
mare in un sacco appesantito da pietre.

Uniti anche nel brodetto
Uno dei problemi che più divide le genti della
costa è quale sia la vera ricetta del brodetto
dell’Adriatico. La questione non ha soluzione
perché ciascun brodetto è quello vero in quanto
i pescatori accompagnavano la cottura del
pescato troppo piccolo per essere venduto con
i prodotti che avevano preso nell’orto e nella
cucina di casa. Pomodori verdi e peperoni (San
Benedetto), conserva di pomodoro (Pesaro)
aceto a Fano. Vere e proprie dispute teologiche
che qui non esistono. La ricetta è identica su
tutte e due le rive. Esistono invece due varianti
legate al censo: “alla sgnòra” ed “alla puvritèna”
Lo stesso dicasi per la piadina, identica nel-
l’impasto e nella cottura e per i passatelli in
brodo di pesce. Terra di confine o più sempli-
cemente gente di mare abituata a prendere
“quello che Dio manda” e quindi pronta a fare
proprio tutto quello che c’è di buono.
Non vi siete ancora mossi dalla passeggiata so-
praelevata che contorna la Marina. Adesso
guardate alla vostra destra. La striscia di sabbia
bordata di alberghi e pensioni e punteggiata di
ombrelloni è l’inizio della più grande spiaggia

30 maggio-giugno 2020

d’Europa che arriva fino al Castello di Mira- presenza dei turisti può appannare il fascino

mare. del porto e determinare una perdita d’identità

Gli sceicchi che presidiano questo, che da della città che alla lunga, si riflette negativamente

molti è ritenuto il petrolio d’Italia, sono i sulla qualità delle relazioni. Lo spirito e

bagnini. Anche in questo caso, la cultura ma- l’inventiva dei romagnoli e dei marchigiani di

rinara è stata essenziale per svolgere una delicata confine comunque resistono. Di fronte alla

mediazione culturale tra il mare e gli abitanti piazza del porto, una motovedetta, originaria-

delle periferie delle grandi città, ignari delle mente destinata ad un paese del nord africa, è

insidie degli scanni e dei pesci ragno (oggi stata adatta ad emporio e vende i suoi prodotti

quasi scomparsi), delle dolcezze delle uscite in ancorata nel porto, esattamente come le barche

pattino (qui moscone) e delle angosce per i che venivano dal levante a Senigallia per la

bimbi dispersi tra gli ombrelloni. fiera della Maddalena. Qui potete trovare il

Non facciamoci trarre in inganno dall’aria ri- ferry boat con il percorso più breve al mondo.

lassata: qui sorridono tutti, anche i capanni. La A qualche centinaia di metri dal ponte girevole

spiaggia richiede professionalità e cure continue. che collega le due sponde del porto canale, un

Rastrellata anche durante la stagione invernale traghetto con il nome di Caronte effettua lo

per evitare che nulla insidi d’estate i piedi stesso percorso per 40 centesimi. I maligni rac-

degli ospiti. L’attrezzatura (sedie a sdraio ed contano che ad una coppia che, per l’importo

ombrelloni) ridipinta e rimessata a fine stagione. pagato, aveva chiesto almeno un giro del porto,

Per non dire dell’intelligenza necessaria a man- l’erede dell’infernale traghettatore avesse pro-

tenere un sapiente equilibrio tra realtà e fantasia posto un esame ravvicinato della catenaria

nella descrizione delle avventure estive durante che muove il natante.

le partite a carte del pochi mesi d’inverno, così Possiamo dunque stare tranquilli nonostante

da non correre il rischio di essere considerato la sovrabbondante presenza di ospiti di tutta

un “pataca”. Termine intraducibile che unifica Europa, in questo porto la “marina” sarà ancora

le due sponde del Tavollo, arrivando fino alle quella “dove il Po discende per aver pace coi

rive della Foglia. seguaci sui”. L’Alighieri raccomanda di visitare

E’ ora di lasciare la sopraelevata della Marina Gradara.

per andare nel porto

vero e proprio. I Pe-

scherecci non sono

più l’elemento pre-

valente ma la do-

manda di pesce dei

ristoranti offre an-

cora una interessante

fonte di reddito. Le

barche da pesca sono

anche un argine alla

banalizzazione turi-

stica della città.

Felice Prioli che ci

accoglie nella sede

dell’ANMI sulla piaz-

za del porto, per un

caffe con il mistrà

che qui sostituisce

la Moretta che si be-

ve a Fano e Pesaro

ed il Turchetto che

si beve in Ancona,

sostiene che la forte Ma forse l’edificio che meglio rappresenta questo periodo, sempre a Cattolica, è la Casa del Pescatore

maggio-giugno 2020 31

Ricordando
l’Elettra

di Claudio Ressmann

I l 7 ottobre 2005, Una vicenda emozionante 1977, fu consegnato
è entrata a far par- con un finale tragico inesorabilmente alla
te della Marina fiamma ossidrica dei
Militare Italiana l’uni- e ingiusto (per la nave) demolitori.
tà polivalente di sup- dovuto all’insipienza Commissionato dalla
porto da 2446 ton- di chi non seppe apprezzare arciduchessa Maria
nellate Elettra, il cui Teresa d’Austria, il
nome ricorda il mi- il grande inventore panfilo era stato varato
tico panfilo-labora- nel luglio del 1904
torio di Guglielmo Nella foto, un’immagine giovanile di Guglielmo Marconi, lo nel cantiere Ramage
Marconi, definito scienziato italiano che fu, nella sua vita, un autodidatta; in apertura, & Ferguson di Leith,
poeticamente da Ga- la figlia di Marconi, Maria Elettra, con il cui nome venne anche in Scozia, con il nome
briele d’Annunzio “la battezzata la celebre nave – laboratorio di Rovenska, un ca-
candida nave che na- stello sull’omonima
viga nel miracolo ed baia dell’isola di Lus-
anima i silenzi aerei sino, di proprietà del
del mondo”, culla di marito Carlo Stefano
una delle più straor- d’Asburgo. In realtà,
dinarie invenzioni di l’elegante yacht non
tutti i tempi. Una na- svolse mai funzioni
ve che avrebbe meri- di rappresentanza,
tato a fine carriera, dal momento che
dopo la morte dello l’arciduchessa e il suo
scienziato, un restauro consorte soffrivano
conservativo ed una il mare, né navigò
decorosa sistemazio- molto, a parte una
ne. Questo però non crociera nel Mar Bal-
avvenne poiché l’Elet- tico.
tra, dopo essere stato Utilizzato durante la
lasciato arrugginire prima guerra mon-
per un quarantennio, diale come unità au-
con uno sciagurato siliaria, venne posto
provvedimento del in vendita nel 1919
Ministero delle Poste e fu acquistato per
e delle Telecomuni- 21.000 sterline da Gu-
cazioni del 18 aprile glielmo Marconi, co-

32 maggio-giugno 2020

me laboratorio per effettuare ricerche radio, serie di traversate oceaniche durante le quali i
in particolare sulle onde corte, e trasferito a La due alberi sostenevano “non le vele ma lunghe
Spezia, sempre nel 1919. antenne fino a tessere una fitta rete per catturare
Lungo 71 metri e mezzo, il grande yacht le onde radio”, felice immagine retorica della
dislocava 632 tonnellate, era dotato di una quale si impossessarono subito i cronisti della
macchina a vapore a triplice espansione della stampa mondiale. Sarebbe stata presto in
potenza di 1.000 cavalli e presentava una grado, durante le navigazioni e le soste, di ri-
linea molto filante, con due alberi ed un fu- manere in contatto radio continuo con la sta-
maiolo al centro, una prora tea-clipper style e zione di Poldhu (Gran Bretagna) a mezzo di
una poppa tonda. segnali irradiati su 90, 50 e 40 metri di
Le pratiche per la nazionalizzazione e i successivi lunghezza d’onda. Le cronache narrarono con
lavori di allestimento, eseguiti sotto la super- enfasi che in pieno Atlantico, Marconi e i suoi
visione dell’ammiraglio Filippo Camperio, ospiti avevano potuto ascoltare da Londra i
comportarono la trasformazione di tutti gli concerti delle orchestre del Savoy e del Covent
interni, fatta eccezione per l’alloggio armatoriale, Garden.
mantenuto immutato con i mobili bianchi e Durante le soste negli Stati Uniti, lo scienziato
avorio tipici degli stili Queen Mary ed Eduar- fu impegnato in una serie di incontri con il
diano, e durarono quasi tre anni. mondo scientifico, nel corso dei quali delineò
Infatti lo yacht, dopo l’iscrizione al Comparti- un futuro delle telecomunicazioni basato sul-
mento di Genova, venne consegnato all’ar- l’impiego delle “onde elettromagnetiche concentrate
matore soltanto nel dicembre del 1921, ribat- in fasci paralleli”.
tezzato Elettra, un nome mutuato dalla mitologia A proposito delle prove effettuate sull’Elettra,
greca (era la figlia di Agamennone e di Cliten- in una conferenza tenuta a New York nel
nestra), ma comunque molto appropriato per 1923, ebbe testualmente a dichiarare, con im-
una nave destinata ad ospitare un laboratorio pressionante chiaroveggenza anche i principi
di fisica avanzata. di funzionamento del radar: Ho potuto constatare
Sotto il comando dal capitano di lungo corso gli effetti prodotti dalla riflessione e deflessione di
Raffaele Lauro, la nave dette inizio ad una queste onde da parte di oggetti distanti varie

Una foto ufficiale del panfilo Elettra, di proprietà dello scienziato ma ristrutturato e gestito dalla Regia Marina 33
maggio-giugno 2020

miglia. Da ciò mi sembra che sia possibile disegnare dell’Elettra nel triennio successivo ed i risultati
apparati per mezzo dei quali una nave potrebbe conseguiti furono talmente lusinghieri che
irradiare o proiettare un fascio di tali raggi nella già nel 1926 poteva essere realizzata la prima
direzione che più le conviene. Detti raggi, incontrando applicazione pratica della nuova gamma di
un ostacolo qualsiasi costituito, ad esempio, da frequenze: il collegamento diretto Gran Breta-
un’altra nave, finirebbero col venire riflessi verso gna-Canada, con capacità di trasmissione e ri-
un ricevitore posto sulla nave che effettua l’emissione cezione in “duplex” alla velocità media di 150
e svelerebbero immediatamente la presenza della parole al minuto. Lo straordinario rendimento
nave investita dal fascio, fornendone il rilevamento, del sistema e la sua assoluta affidabilità con-
anche con nebbia o in condizioni di scarsa visibi- vinsero il Governo britannico ad affidare alla
lità”. “Marconi Company” (da lui fondata nel 1897)
L’anno successivo (1923), l’Elettra raggiunse la progettazione di un collegamento diretto
le isole di Capo Verde, rimanendo in continuo con i Dominions. La prima maglia dell’impo-
contatto radio con Poldhu, per mezzo di nente sistema, denominato “Rete Imperiale”,
segnali irradiati su lunghezze d’onda di 90, 50 venne inaugurata nel 1927 con l’Australia me-
e 40 metri. In tali circostanze, Marconi ebbe la diante una coppia di “radiofasci” capaci di as-
conferma sperimentale del fenomeno della ri- sorbire un volume di traffico ancora maggiore:
flessione delle emissioni da parte degli strati ben 400 parole al minuto.
ionizzati dell’atmosfera: la ionosfera, in altri Fu tuttavia il 1930 l’anno in cui Marconi
termini, agiva come un gigantesco schermo divenne protagonista di quello che può definirsi
capace di far rimbalzare le onde corte sulla su- a pieno titolo l’evento mondiale più spettacolare
perficie terrestre. di tutti i tempi. Alle 11.03 del 26 marzo, da
La sperimentazione delle emissioni “a fasci bordo dell’Elettra, ormeggiata nel porticciolo
paralleli” assorbì l’attività di Marconi a bordo Duca degli Abruzzi di Genova, lo scienziato

In questa pregevole immagine pittorica, vediamo l’Elettra navigare nei pressi di Poldhu, in Cornovaglia, località scelta da Marconi per
installarvi una grande stazione sperimentale di ascolto radio

34 maggio-giugno 2020

Guglielmo Marconi, al suo tavolo sperimentale da lavoro ricavato nel suo laboratorio sull’Elettra

radiocomandò i circuiti di accensione dell’im- consentirono allo sbarco del materiale scientifico,
pianto di illuminazione nel Palazzo del Muni- che poi fu occultato dal prof. Mario Picotti
cipio di Sydney, durante la cerimonia di inau- dell’Università di Trieste, per timore delle
gurazione dell’Esposizione Internazionale. Un razzie dei “titini”, e a fine guerra, venne
successo scientifico e… mediatico senza pre- suddiviso tra il Museo della Scienza e della
cedenti! Tecnica di Milano e il Museo Storico delle Te-
Negli anni seguenti l’attenzione di Marconi si lecomunicazioni di Roma.
rivolse, in modo particolare, alla sperimentazione Dal canto suo la nave, ribattezzata con la sigla
delle onde centimetriche e a bordo venne in- “G107”(poi N-A- 6) e armata con due mitra-
stallato il primo apparato a microonde da gliatrici binate da 20 mm, svolse compiti
circa 50 centimetri di lunghezza, con il quale molto modesti, per breve tempo: il 21 gennaio
si attuarono i collegamenti tra le stazioni radio 1944, infatti, mentre si trovava alla fonda
della Corsica e la nave in navigazione nel Tir- nella rada di Diklo, vicino a Zara, centrata da
reno. un velivolo alleato con almeno tre bombe, af-
Nel luglio 1934, l’Elettra, poi, sperimentò su fondò su un basso fondale, lasciando emergere
se stessa una delle possibili applicazioni delle solo il fumaiolo e i due alberi.
nuove tecnologie: fece il suo ingresso nel In tali condizioni, rimase fino al 1962 quando,
porto di Santa Margherita Ligure ”alla cieca” dopo laboriosi accordi con la Jugoslavia, ne fu
guidata cioè da due fasci paralleli di microonde effettuato il recupero dalla ditta Dobrispos, di
di 63 centimetri, emessi dal radiofaro di Sestri, Spalato. Il relitto venne riconsegnato all’Italia
che delimitavano il sentiero di accesso. e rimorchiato nel Cantiere San Rocco di
Alla morte di Guglielmo Marconi (20 luglio Muggia; le intenzioni governative erano quelle
1937), la nave fu posta in vendita ed acquistata di procedere ad un radicale restauro e di
per 820.000 lire dal Ministero delle Poste che svolgere a bordo, in Italia, in Gran Bretagna e
la affidò per la necessaria manutenzione alla negli Stati Uniti, una serie di celebrazioni per
Società di Navigazione Italia. il centenario della nascita di Marconi (1974).
L’otto settembre 1943 colse l’Elettra nel porto La notizia del recupero balzò agli onori della
di Trieste. Fu requisita dal comando germanico cronaca, suscitando notevole interesse per cui
della città e inutili furono le richieste di evitarle si moltiplicarono, durante l’inizio della decade
un impiego bellico: i tedeschi, grazie all’inter- successiva, le iniziative per sollecitare il dossier
vento del capitano Zimmermann della Krieg- “restauro dell’Elettra”, fin dal primo momento
smarine, grande ammiratore di Marconi, ac- palesemente insabbiatosi nei meandri della

maggio-giugno 2020 35

burocrazia a causa, anche. dell’endemica dif- per cui tutto finì nel dimenticatoio, mentre lo
ficoltà di reperire i fondi necessari. scafo continuava ad essere divorato dalla
Le sollecitazioni più incisive furono proprio ruggine. L’agonia burocratica dell’Elettra si
quelle della Lega Navale Italiana che, grazie concludeva nel 1977, con un vero e proprio
soprattutto agli appassionati interventi in sede scempio: quel poco che era stato risparmiato
parlamentare del suo presidente nazionale, dalla corrosione fu sezionato in vari tronconi
l’ammiraglio medaglia d’oro Luigi Durand de destinati ad essere esposti in maniera perma-
La Penne, fece approvare dal Consiglio dei nente in alcune località significative per le vi-
ministri del 31 marzo 1973, un disegno di cende marconiane (come Trieste, Santa Mar-
legge, nel quale si conferiva all’Azienda di gherita Ligure, Sasso Marconi, Milano, il Fucino
Stato per i Servizi Telefonici il compito di far e Roma). Uno scempio certamente, ma co-
restaurare la nave. La spesa si sarebbe dovuta munque l’unico sistema per sottrarre i frammenti
aggirare sui 2 miliardi e 400 milioni di lire, dello scafo alle fauci dell’altoforno.
suddivisa in due esercizi finanziari, compren- Svanita la possibilità di restaurare l’Elettra, un
dendo anche la successiva collocazione a terra, gruppo di appassionati di cose di mare, di in-
sulle rive del lago dell’ EUR di Roma, come tellettuali e di ammiratori di Marconi decise
museo marconiano. La realizzazione, ormai un’altra via per ricordare la famosa nave-labo-
in tempi assai ristretti, era prevista entro il ratorio: la costruzione ex-novo di una sua
1974, centenario della nascita dello scienziato. “quasi replica” (sarebbe stata due metri e
Purtroppo, durante il tradizionale iter parla- mezzo più larga e con una coppia di motori
mentare, il ddl decadde per lo scioglimento Diesel di potenza più che doppia rispetto a
della Legislatura (governo Andreotti) e da quella della macchina originale a vapore).
allora si rivelarono infruttuosi tutti i reiterati Nacque così nel 1980 la “Fondazione Elettra
tentativi della LNI di riproporre il provvedimento II” fondata e diretta dal noto architetto navale
all’approvazione delle Camere. Le ricorrenti Franco Anselmi Boretti che presentò pubbli-
crisi politiche, dal canto loro, contribuirono a camente l’ambizioso progetto nel corso in
ritardare la presentazione del provvedimento, una conferenza stampa. Tra i sostenitori auto-
revoli Enti nazionali ed esteri venne citato
anche lo Smithsonian Institute di Washington.
Nelle intenzioni dei promotori, era previsto il
trasferimento a New York nel 1992, in occasione
delle manifestazioni per il 500° anniversario
della scoperta dell’America, e poi la sosta,
aperto al pubblico, nei principali porti delle
due coste statunitensi: un bellissimo sogno
che però, per le facilmente immaginabili pro-
blematiche relative ai finanziamenti, finì, pur-
troppo, per rimanere tale.
Oggi, resta dell’Elettra, nell’immaginario col-
lettivo, soltanto la poetica definizione dan-
nunziana e qualche appassita immagine foto-
grafica; così, a causa della nostra atavica idio-
sincrasia per la conservazione di tutto ciò che
riguarda il passato, l’Italia ha rinunciato ad
aggiungere al proprio patrimonio nazionale
una perla di valore incommensurabile.

La triste fine di un simbolo: la prora dell’Elettra che, colpita da
un’incursione aerea alla fine della Seconda Guerra Mondiale e
affondata su un basso fondale, venne recuperata ma non
salvata: smembrata in più parti venne utilizzata per realizzare
altrettanti monumenti. Quello in immagine si trova esposto
nello Science Park di Trieste

36 maggio-giugno 2020

Continuiamo ad attingere
alcuni paragrafi dall’ottimo
“La crociera dell’Irrequieto”

Marina
e industria

di Andrea matr. 173 Nave Irrequieto

Sono stato fortunato ad aver avuto la con- ma la differenza sostanziale è dovuta al fatto
troprova della validità del metodo formativo che chi progetta e costruisce una nave, deve
di impronta navale; ho potuto infatti ve- tener attentamente conto che a bordo vivono
rificare nel corso della mia vita lavorativa a e operano uomini per lunghi periodi, con
contatto con molte realtà industriali ed istitu- poca assistenza esterna ed in condizioni a
zionali, che la Marina, per quanto imperfetta, volte severe; di nuovo quindi questi vincoli
è una delle migliori organizzazioni statali, se spingono a ragionare in termini di umanità.
non la migliore. La frase di Rousseau già ri-
chiamata in precedenza, aiuta ad individuare Un altro aspetto significativo della formazione
la giusta chiave di lettura per comprendere il dei marinai è quello legato al ciclo di vita di
metodo formativo: il marinaio si proporziona una nave militare che, dalla definizione del-
alla nave, concetto da intendere sia sotto l’esigenza operativa alla messa in disarmo, ab-
l’aspetto operativo, l’arte del navigare e la vita braccia un arco di tempo di oltre quaranta
di bordo, sia sotto quello tecnico, progettuale anni, di cui oltre una trentina in servizio ope-
e costruttivo. È importante prima di tutto rativo. Per ottenere un buon risultato com-
essere consapevoli che il suo progetto è da ri- plessivo, avendo di solito fondi limitati e
tenersi il più difficile in assoluto fra quelli precisi vincoli costruttivi fra cui il rispetto dei
relativi a sistemi complessi di alte prestazioni. tempi, oltre alle competenze tecniche occorre
Aerei e satelliti spaziali hanno indubbiamente che tutte le persone coinvolte, militari e civili,
caratteristiche tecniche e di impiego molto abbiano una visione molto ampia e di lungo
superiori e di conseguenza richiedono tecniche periodo delle risorse da utilizzare. La forma-
progettuali e produttive sofisticate, ma possono zione si indirizza in modo spontaneo a questo
contare su tempi lunghi di sviluppo, sulla rea- fine e consente di realizzare nel tempo ottime
lizzazione di numerosi prototipi, sull’impiego navi e quindi di creare un forte e necessario
di simulatori ed infine su ingenti risorse eco- legame fra la Marina e l’industria navale di cui
nomiche. Tutto l’opposto nel mondo navale, molti ex Allievi sono testimonianza.

maggio-giugno 2020 37

Non desta quindi meraviglia il fatto che ci Tuttavia anche “l’unità di comando” va rispet-
siano somiglianza fra le due organizzazioni, tata e la soluzione si trova nel diffuso metodo
come un consulente di strategia e formazione, gestionale noto come “management by objec-
Massimo Folador, scrisse nel suo libro “L’orga- tives”, il cui concetto base è molto simile a
nizzazione perfetta. La Regola di San Bene- quello espresso dal generale prussiano von
detto, una saggezza antica al servizio Klausewitz (1780 – 1831) nel suo fondamen-
dell’impresa moderna”: “mission e vision, pa- tale “Della guerra” laddove l’obiettivo sovra-
role ereditate da altri sistemi economici e che ordinato, la missione, è assimilabile allo scopo
fanno pensare a una trovata anglosassone o a dell’azione guerresca che è quello di “imporre
qualche manuale di management ... in realtà con- la propria volontà” e l’insieme delle attività,
cetti che arrivano da molto più lontano, principi articolate in obiettivo e sub obiettivi da perse-
e strumenti che il mondo economico ha preso in guire, è definito in particolare nel “Libro se-
prestito dalle realtà militari del passato e dalla condo - Della teoria della guerra”: “La condotta
storia dei grandi movimenti religiosi”. della guerra consiste dunque nel predisporre e di-
rigere la lotta armata … la guerra si compone di
In effetti, per fornire un esempio di questa sor- un numero più o meno grande di atti distinti l’un
prendente affermazione, si può affermare che dall’altro … da questa suddivisione derivano due
un buon capo di Human Resources non attività completamente diverse, quelle cioè di pre-
avrebbe esitazione ad applicare entrambe le disporre e dirigere, in se stessi, i combattimenti e
seguenti direttive: la Regola di San Benedetto quella di collegarli fra loro ai fini della guerra. La
che, relativamente all’elezione dell’Abate, pre- prima è stata denominata tattica, la seconda stra-
vede: “Non sia turbolento e ansioso, né esagerato tegia.”
e ostinato… sia previdente e riflessivo… proceda
con discernimento e moderazione… regoli tutto in Un sia pure modesto esempio a dimostrazione
modo che i forti abbiano di che desiderare e i de- di quanto asserito è il seguente: il sito della
boli non si sgomentino.”; a cui corrisponde lo Marina riporta in data 18 novembre 2014 que-
spirito della circolare dell’Amm. Paolo Thaon sta notizia.
di Revel in data 10 luglio 1918: “Nell’impiego
dei MAS la sagacia sia sempre onorevole e alta- “L’unità estera sosterà nel porto ionico fino alla
mente stimata anche quando la fortuna non cor- fine di febbraio 2015 per frequentare il tirocinio
risponda al valore e l’unità di loro comando vada navale, che rappresenta l’ultima e più impegna-
perduta.” tiva parte del complesso iter addestrativo, ideato
ad hoc per essere erogato in fase con la costruzione
Ma anche le modalità di lavoro del mondo dell’unità. Il tirocinio navale sarà condotto dal
militare e di quello industriale risultano molto Centro Addestramento Aeronavale di Taranto,
affini quando si pone attenzione a quanto Ric- presso cui l’equipaggio algerino ha già frequentato
cardo Ruggeri, che da operaio arrivò ad essere la fase “corsi” all’arrivo in Italia, nell’ottobre
alto dirigente FIAT e poi consulente di suc- 2013. Il momento addestrativo prevede, attraverso
cesso di organizzazioni industriali, scrisse in l’esecuzione di una mirata sequenza di attività
un suo libro: “Il capo dell’ufficio aveva esclusi- addestrative intensive a difficoltà crescente, in
vamente un ruolo amministrativo di pianifica- mare ed in porto, il raggiungimento della piena
zione, di gestore delle risorse umane e di disciplina capacità operativa.”
interna. Al responsabile del progetto era affidata
la mission dell’ufficio, anche se formalmente di- Pochi sanno che le linee generali, ma sostan-
pendeva dal capufficio. Poche organizzazioni al ziali, dell’“ambizioso progetto” nacquero, in
mondo, ancora oggi, hanno capito che, per certe brevissimo tempo e con pochissime parole,
attività, dove la creatività fa premio sul principio dall’intesa fra le matr. 079 e 105, nei loro pre-
dell’unità di comando, sia preferibile una separa- stigiosi incarichi in Marina, e le matr. 146 e
zione fra le due funzioni”. Le “certe attività” in- 173 transitati nell’industria; il risultato di que-
cludono sicuramente le missioni navali; il sta collaborazione frutto di una formazione
comando in mare e quello a terra sono chia- comune e di antichi rapporti, fu un’attività
mati ad operare esattamente come descritto. svolta in modo molto innovativo e con
grande soddisfazione di tutte le parti coin-
volte.

38 maggio-giugno 2020

Un UBOOT
negli USA

di Paolo Ponga

La guerra in Europa Forse lo crederanno un milione di morti, di
divampa con fu- in pochi, ma anche cui 600.000 tedeschi. La
rore da oltre due in una guerra spietata vita in Germania è molto
anni, devastando i po- dura, a causa del blocco
poli. L’esercito tedesco ci furono dei veri navale inglese che impe-
in primavera ha attac- gentiluomini disce l’arrivo di materie
cato la piazzaforte di prime e derrate alimentari.
Verdun, senza risultato La gente, per riprendersi,
se non quello di quasi ha la necessità di sperare

L’equipaggio dell’U53 in posa per una fotografia con il comandante Rose, seduto al centro in primo piano; in apertura la prora dello
stesso battello del quale fu ospite, dipinta dal pittore di Marina tedesco Claus Bergen durante la Grande Guerra

maggio-giugno 2020 39

Un’immagine del Korvettenkapitan Hans Rose, un ufficiale operato al largo delle isole britanniche dai
idolatrato dal suo equipaggio sommergibili tedeschi. Vengono costruiti così
due Uboot molto particolari: il Deutschland ed
in una vittoria e negli eroi che porteranno ad il Bremen, fatti per attraversare l’Atlantico
essa. Questa è infatti la storia non comune di senza rifornimenti e commerciare con gli Stati
un eroe e di un’impresa audace. Uniti. Il primo riesce a raggiungere l’America
Dall’altra parte dell’oceano, gli Stati Uniti due volte, acquistando con oro i generi più
sono ancora neutrali ed il popolo americano urgenti, e poco dopo salpa anche il Bremen
non desidera partecipare alla guerra europea. alla volta del nuovo mondo, scortato dall’U53
Le simpatie vanno sicuramente agli Alleati, di comandato dal kapitanleutnant Hans Rose,
cui condividono la lingua dominante ed il classe 1885 e protagonista della nostra storia.
modo di essere; la Germania militarista è così Il mare separa i due sommergibili e, giunto
diversa ed invisa generalmente, ma non a suf- nelle vicinanze della costa americana, il co-
ficienza da voler prendere parte alla carneficina. mandante Rose apprende della perdita del
Si è arrivati però molto vicino alla dichiarazione Bremen. A questo punto concepisce un’idea
di guerra in occasione dell’affondamento del molto avventurosa… .
Lusitania da parte di un Uboot, durante il Il battello di cui Hans Rose è il comandante è
quale sono morti molti americani; la vicenda l’U53. Si tratta di un sommergibile diesel
però rimane dubbia, a causa di molti fattori. elettrico della classe U51, costruita in 6 esemplari
In Germania, nel frattempo, la necessità urgente in totale e varato a Kiel nell’aprile 1916. Il di-
di alcune materie prime essenziali all’industria slocamento è di 715 tonnellate in superficie e
bellica, impone di ideare un modo per superare 902 in immersione, distribuite in 62,20 m
il blocco inglese, molto più efficace di quello fuoritutto, con un motore diesel da 2400 hp
in grado di imprimere 17 nodi circa in superficie
(31km/h), ed uno elettrico da 1200hp per un
massimo di 9 nodi in immersione, fino ad
una profondità massima di soli 50 metri.
Il suo incredibile punto di forza è l’autonomia
che gli consente lunghe scorrerie: 9.400 miglia
(17.000 km); le sue armi sono invece un
cannone da 88 mm, situato in coperta e sei
siluri. I 36 uomini di equipaggio vivono così
anche lunghi periodi chiusi in una minuscola
scatola di latta, alla mercé del mare e delle
difese Alleate che cercano in tutti i modi di
mettere fine alle loro lunghe traversate.
Alle 14.00 di sabato 07 ottobre 1916, il tenente
della marina americana G.C. Fulker ed il suo
equipaggio, imbarcato sul sommergibile costiero
D2, ricevono un messaggio della Guardia Co-
stiera che li informa della possibile presenza
di un sommergibile non identificato nelle
acque prossime a Rhode Island. Dopo breve
ricerca si imbattono così nell’U53 che tran-
quillamente ed in superficie, si sta dirigendo
verso Newport.
Dopo un breve scambio di parole con il mega-
fono, Rose chiede il permesso di entrare nel
porto di Newport; concessogli, il comandante
tedesco ringrazia e manda i suoi saluti: “Saluto
i nostri camerati americani e vi seguo nella vostra
scia”. Il sommergibile entra così nel porto,

40 maggio-giugno 2020

Il cacciatorpediniere Jacob Jones, una delle prime vittime dei siluri del comandante Rose

scatenando ovviamente la curiosità dei militari a visitare il sommergibile, vista la curiosità

e dei civili al lavoro nel bacino portuale, che che traspare da tutti i presenti, non esclusi gli

seguono con gli occhi il battello tedesco, an- esponenti della carta stampata. Nel frattempo,

corato di fianco all’USS Birmingham, l’incro- gli uomini dell’U53 hanno preparato una

ciatore che porta le insegne del contrammiraglio specie di party: musica dal fonografo, vino da

Albert Gleaves, comandante della flottiglia di bere e sommergibile lustrato a nuovo, per la

cacciatorpediniere dell’Atlantico. A questo sorpresa e la gioia di tutti gli astanti.

punto, Rose fa indossare le mi-

gliori divise disponibili al suo

equipaggio che, pieno di me-

daglie, si mette ordinato, pronto

ad essere fotografato; lui invece

prende un taxi-boat e si reca a

portare i saluti ed i suoi com-

plimenti al contrammiraglio

Austin Knight, presidente del

Naval War College e coman-

dante della base navale militare

di Newport.

In visita all’ammiraglio Gleaves

viene avvisato degli stretti ter-

mini di internamento del som-

mergibile, nel caso in cui do-

vesse ritardare la partenza e

gli viene chiesto se fosse in

rada per necessità di qualche

tipo. Hans Rose risponde che

la sua nave non ha bisogno di

nulla, e che l’unico scopo è

quello di portare i saluti agli

“amici” americani. Invita quin- Il sommergibile Deutschland a Londra, catturato dalla Royal Navy al termine della Grande
di gli ufficiali con le loro mogli Guerra

maggio-giugno 2020 41

Il comandante Rose con alcuni suoi ufficiali, sulla torre del suo la britannica SS Stephano, viene però da questa
battello in porto a New York lanciato l’SOS, in seguito al quale l’ammiraglio
Gleaves invia ben 16 cacciatorpediniere al-
Mentre arriva da Washington l’ordine di far l’inseguimento della nave tedesca, così tanto
ripartire immediatamente i tedeschi, Rose con- in fretta che alcuni salpano con solo parte
segna ad un giornalista delle missive per il degli effettivi.
Conte von Bernstorff, ambasciatore negli Stati Arrivati sul luogo, soccorrono i malcapitati
Uniti ed acquista tutti i giornali in vendita nel dalle scialuppe di salvataggio, ma nulla possono
porto, perché editi in un paese ancora neutrale, se non monitorare il comportamento di Hans
quindi non soggetti a censura. Contempora- Rose, legittimato dalle leggi internazionali.
neamente, viene vista una figura presente sul Ed è così che, gonfi di rabbia, sono costretti ad
sommergibile allontanarsi con un altro taxi- assistere agli altri affondamenti. Ad un certo
boat e sparire nel nulla: si pensa immediata- punto, un cacciatorpediniere è talmente vicino
mente ad una spia sul suolo americano che è al sommergibile che rischia lo speronamento;
riuscita a far perdere le proprie tracce. evitatolo, Rose, col megafono, chiede al co-
Alle 17.30 l’U53 salpa da Newport dirigendosi mandante avversario di spostarsi gentilmente,
verso l’oceano; durante l’uscita dal porto, che la sua nave gli impedisce una corretta
viene affiancato da uno yacht a cui Rose lancia mira. Nel momento in cui questa si ritira,
un anello salvagente in segno di buon augurio lancia verso il mercantile norvegese Christian
e fortuna. Si dirige quindi verso Nantucket Knudson il suo ultimo siluro.
dove ordina l’immersione del sommergibile a Terminata con grande successo la sua missione,
quota periscopica, immediatamente al di fuori il comandante tedesco saluta i “camerati ame-
delle acque territoriali americane. ricani” ed inizia il lungo e pericoloso viaggio
Posto in questo modo vicino al faro ed all’in- verso la madrepatria. Gli inglesi, inferociti,
gresso del porto di New York, il sommergibile inviano in zona uno squadrone di navi da Ha-
tedesco ferma ed affonda facilmente 5 (qualcuno lifax, in Nuova Scozia, ma senza successo. Nel
dice 6) navi nemiche. In tutte le occasioni, frattempo, i tedeschi ridipingono le insegne
l’U53 ferma il mercantile, esamina i documenti dell’U53 che diventa l’U61, ed emettono un
per sapere se la nave stia portando merci di comunicato che informa che il sommergibile
contrabbando al nemico, fa scendere gli uomini affondatore non è stato ancora varato dal
nelle scialuppe di salvataggio, quindi la affonda: porto di Kiel, dove si trova in costruzione, au-
il tutto seguendo alla perfezione le regole in- mentando la confusione.
ternazionali. Lo sbalordimento e lo sconforto dei nemici
Rilascia infatti la SS Kansan, proveniente dalle inglesi per l’audacia di Rose è totale. Negli
Hawai, trovando i documenti in perfetto USA, il Presidente Woodrow Wilson convoca
ordine. Quando viene affondata la prima nave, l’ambasciatore von Bernstorff e gli intima che
mai più avrebbe tollerato un’offesa simile.
Hans Rose sopravvivrà alla Grande Guerra.
Continuerà a comandare l’U53 fino all’agosto
del 1918, distinguendosi per l’audacia dei suoi
attacchi, ma anche per la grande umanità.
Riuscirà ad affondare infatti 81 navi mercantili
per 221.000 tonnellate, oltre al cacciatorpediniere
Jacob Jones (D61) e danneggiarne altre 9, risul-
tando così l’asso numero 5 dei comandanti
tedeschi nel primo conflitto mondiale. Per
questo, verrà insignito dal Kaiser della maggiore
onorificenza conferita durante la guerra, la
medaglia Pour le Mèrite. I suoi grandi successi
militari non saranno però accompagnati dalla
barbarie o dall’indifferenza verso la vita umana
dimostrata da molti altri ufficiali; non esercita
mai violenza gratuita, ma si impegna sempre

42 maggio-giugno 2020

La prima pagina del quotidiano Boston Post del 9 ottobre 1916 Il comandante Rose, richiamato durante la Seconda Guerra Mon-
con la notizia della “messe” di affondamenti ottenuta diale, uno dei pochi comandanti di sommergibile insigniti della
Croce Pour Le Merite (al colletto) durante il precedente conflitto
a limitare le perdite umane del nemico, con-
sentendogli di raggiungere le scialuppe e trai-
nandole spesso fino alla costa ed alla salvezza.
Emblematico l’affondamento dell’USS Jacob
Jones, un caccia appena varato. Viene affondato
da Rose il 6 dicembre 1917, prima nave militare
americana persa durante il conflitto, tramite
il lancio di un siluro da 3.000 metri, distanza
eccezionale ed unica per l’epoca. Dopo aver
visto colare a picco la nave nemica, Rose prov-
vede ad imbarcare due marinai feriti gravemente
ed a lanciare per i rimanenti un SOS alla base
americana di Queenstown, dando le coordinate
dei naufraghi.
Terminato il conflitto, lascia il servizio attivo
nel novembre 1919 in qualità di Korvettenkapitan
e viene assunto come direttore di uno stabili-
mento chimico ad Essen, in Germania; con lo
scoppio della Seconda Guerra Mondiale, viene
richiamato e svolge servizi secondari o di istru-
zione nella scuola sommergibilisti. Viene de-
finitivamente congedato il 31 luglio 1943, e
sopravvivrà anche a questa guerra, spegnendosi
ad 84 anni, il 6 dicembre 1969.
La considerazione unanime di compagni d’armi
e di nemici, va ad un uomo di estrema audacia
e correttezza. Un vero cavaliere del mare.

maggio-giugno 2020 43

Recensioni e segnalazioni

Alessandro Luciano tività in questo settore nella nuziosa ricostruzione descrit-
riscoperta e valorizzazione del tiva del suo porto, che prima
PORTI E APPRODI porto di San Vincenzo al Vol- rivaleggiò, poi decisamente
FLUVIALI IN ITALIA turno (presso l’attuale Castel superò quello di Puteoli, che
PENINSULARE San Vincenzo), quasi nei pressi durante l’Impero era stato più
delle sorgenti del fiume, uno attivo e importante. Al porto
Un mare e la sua civiltà scalo a disposizione della im- napoletano è dedicato il ca-
Dall’età romana all’anno Mille portante Abbazia. Da questa pitolo VII del libro.
Ed. Archaeopress, 2019 esperienza professionale il Dr. Una… escursione è anche ef-
Pagg. 104; s.i.p. Luciano ha tratto l’ispirazione fettuata verso i porti del Nor-
per approfondire la conoscen- deuropa.
Settore affascinante dell’ar- za e descrizione degli scali Non minore attenzione è de-
cheologia – specie per chi ami marittimi e fluviali, ai quali dicata alla portualità delle
la storia della navigazione - è facevano capo gl’intensi traffici epoche longobarda e caro-
quello trattato in questo im- mercantili dei primi secoli lingia.
portante libro di Alessandro della nostra era, ed anche pri- Non meno intriganti sono le
Luciano, del Museo Archeo- ma, nonché le basi delle flotte parti dedicate ai porti fluviali,
logico Nazionale di Napoli militari, imperiali e successive: una risorsa oggi purtroppo
(MANN), che c’illustra tutta si pensi, per esempio, a Mise- derelitta, laddove ogni sforzo
una serie di ricerche e rinve- no, dove Plinio il Vecchio era dovrebbe compiersi per con-
nimenti riguardanti porti ma- a capo dell’armata navale im- trastare il venefico e spesso
rittimi e approdi fluviali an- periale del Tirreno, base dalla omicida traffico stradale.
tichi e del primo Medioevo. quale egli prese il mare per
Va precisato, infatti, che l’at- indagare l’eruzione del Vesuvio Renato Ferraro
tributo “fluviali” si riferisce del 79, dai cui miasmi venne
solo ad approdi, quindi per ucciso. A lui già Luciano aveva Michele Cosentino
fortuna vi si può leggere anche dedicato un intrigante ro-
– anzi, principalmente - di manzo storico. L’AVIAZIONE DELLA
porti marittimi, molti dei Nel libro vengono dunque REGIA MARINA
quali ancora in piena funzione. accuratamente descritte sia le
Il libro è arricchito da una tecniche di realizzazione di Durante la
cospicua iconografia, che ren- banchine e moli, con l’impiego 1a Guerra Mondiale
de più metabolizzabile (e quin- a volte di palafitte di legname, Ufficio Storico della
di godibile) il testo. più spesso di opere murarie, Marina Militare – Roma 2018
Luciano ha iniziato la sua at- ed anche di commistione dei Pagg. 191 - Euro 39
due tipi di materiali. Come spesso è successo negli
Ma quello che forse più può ultimi tempi, commentando
interessare il lettore che non
sia un ingegnere idraulico, è
la ricostruzione delle vicende
storiche di questi porti, sia
sul Tirreno sia sull’Adriatico:
ciò dà al libro un respiro ben
più ampio, tale da ampliare
la platea dei fruitori. Perso-
nalmente mi è molto piaciuta
la rievocazione dell’epoca del
glorioso Ducato Bizantino di
Napoli, innescata dalla mi-

44 maggio-giugno 2020

la produzione dell’Ufficio Sto- private e ovviamente, in gran rirsi ad una particolare specie
rico della Marina, anche in parte, dall’archivio dell’Ufficio di calendario annuale le cui
questo caso possiamo dire: Storico, rendono l’opera an- tradizionali indicazioni astro-
un libro che non c’era e che, cora più preziosa. Sicuramente nomiche vengono integrate
finalmente, ha visto la luce. essa non può mancare agli da notizie di vario genere; se
Nella letteratura tematica, in- studiosi e agli appassionati. il termine è seguito da un ag-
fatti, le opere sulla Prima Un peccato veniale, che però gettivo significa che l’alma-
Guerra Mondiale erano, sino è giusto segnalare anche nella nacco è dedicato a quel par-
a pochi anni fa, abbastanza speranza che eventuali future ticolare settore di attività. E’
carenti o datate. Tutti gli ap- edizioni ne siano emendate: una precisazione tanto pe-
passionati di Storia in generale alcuni errori nelle didascalie dantesca quanto necessaria
e di quella di quel periodo che una più attenta revisione se il contenuto del volume
più in particolare, vedono si- delle bozze avrebbe potuto che si offre alla lettura non è
curamente con piacere l’uscita evitare ma che nulla tolgono quello legittimamente auspi-
di un volume che tratti nel al valore complessivo del- cato. Superato lo sconcerto
dettaglio che cos’era l’avia- l’opera. per la fuorviante indicazione
zione della Marina in quel fornita dal titolo, viene da
conflitto, di che macchine Paolo Bembo chiedersi quale possa essere
disponeva e come esse veni- nel nostro caso il reale con-
vano utilizzate. Il volume, cu- Giuliano da Frè tenuto del ponderoso volume
rato con la consueta compe- (743 pagine) e non si è dav-
tenza da Michele Cosentino, ALMANACCO NAVALE vero facilitati dal sottotitolo
comincia con un esordio sto- DELLA SECONDA che sembrerebbe preannun-
rico in cui viene concisamente GUERRA MONDIALE ziare un elenco commentato
ma dettagliatamente analizzata (1939-1945) delle imprese compiute da
l’evoluzione del mezzo aereo unità da guerra protagoniste
( intendendo con esso anche Luigi Saidelli: velista, del secondo conflitto mon-
il dirigibile) dalle sue prime imprenditore, uomo diale.
timide apparizioni, agli esordi Editore Odoya - Città di Castello In realtà il volume non è
durante la Guerra di Libia e (PG) – 2019 nulla di tutto questo: è un
poi, man mano, il suo impiego Pagg. 743 – Euro 32 mosaico le cui tessere sono
durante il conflitto. Fatte le I linguisti sono concordi nel rappresentate da una serie di
considerazioni finali circa tale ritenere che il termine “al- 16 capitoli dedicati alle prob-
impiego e le lezioni ricevutene, manacco” (dall’arabo al- lematiche navali relative alle
dopo due tabelle riepilogative, Marine da guerra delle nazioni
vengono fornite le schede manākh - lunario) sia da rife- partecipanti agli eventi bellici
delle navi appoggio coinvolte in oggetto. A partire da Ger-
e quelle di tutti i velivoli e mania, Gran Bretagna, Fran-
dei dirigibili utilizzati. A cor- cia, Italia, Russia e Giappone
redo ma allo stesso tempo per poi approdare a Finlandia,
parte integrante del volume, Cina, Spagna e a Paesi asiatici
un’ampia documentazione e africani, coinvolti nel con-
fotografica che permette di flitto o semplici spettatori.
seguire tutti i protagonisti di Per quanto riguarda le grandi
questa complessa vicenda sto- potenze mondiali l’A. esplora
rica ed umana, uomini come nei dettagli l’evoluzione delle
macchine, nel suo sviluppo. loro Marine in funzione delle
Molte immagini, spesso ine- singole disponibilità fi-
dite, provenienti da collezioni nanziarie e soprattutto delle

maggio-giugno 2020 45

limitazioni imposte dalle con- Federico Moro questo Venezia, potenza emi-
venzioni internazionali e nentemente marittima, scopre
quindi il loro impiego nel VENEZIA i suoi interessi terrestri e cerca
conflitto; fanno seguito con- OFFENSIVA ITALIA di perseguirli con determina-
siderazioni e commenti sulla zione, cercando di mantenere
consistenza e sull’intervento 1381-1499 un predominio commerciale
delle flotte degli altri Paesi. essenziale alla sua sopravvi-
Si tratta, come è facile im- Il secolo lungo di San Marco venza. Nel periodo storico
maginare, di un excursus in esaminato vengono indivi-
un territorio tra politica e Leg Edizioni Srl – Gorizia - 2019 duati eroi, validi condottieri,
tecnologia vastissimo e gen- Pagg. 326 - € 14 statisti di rilievo ma anche
eralmente poco esplorato personaggi discutibili che con
dell’editoria nazionale anche Un libro di Storia che si legge una notevole miopia strategico
se non pochi sono gli appas- come un romanzo. L’A. con- politica commettono errori
sionati di questa materia. tribuisce in maniera sostanziale madornali che si riveleranno,
Non pochi e, in genere, con- a fare chiarezza in un periodo spesso, irreparabili, perdendo
vinti sostenitori di opinioni della Storia nazionale parti- occasioni eccezionali per cam-
contrastanti, non sempre con- colarmente intricato, in cui biare il corso della storia. La
divisibili, in particolar modo si mescolano ambizioni per- conoscenza nel dettaglio del-
per quanto riguarda la validità sonali, intrighi di palazzo, l’evoluzione degli eventi da
dei programmi navali collegati politica regionale e politica parte dell’A. lo rende capace
all’evoluzione delle singole internazionale. Tutto sullo di trasmettere gli elementi es-
flotte. L’A. non esprime giudizi sfondo di alleanze ballerine senziali di tale conoscenza
critici o apologetici, ma pro- che seguono gli interessi ora anche ai profani che trove-
cede sicuro, forte della dell’uno ora dell’altro attore, ranno la lettura interessante
conoscenza della materia, con con sorprendenti cambiamenti e coinvolgente, anche per i
la citazione di fatti e cifre di fronte; e ciò non riguarda nuovi spunti per una valuta-
tratti da fonti attendibili, solo le milizie, all’epoca in zione più consapevole di tali
trasferiti in una scorrevole gran parte mercenarie e quindi eventi che l’A. riesce ad in-
narrativa degli eventi, inte- sempre pronte a farsi assoldare trodurre. Questa carrellata
grata da una miriade di in- dal miglior offerente ma anche sulle operazioni condotte nella
teressanti postille; in tutto il le stesse entità statali costan- penisola da parte di Venezia
volume ne figurano oltre 400, temente alla ricerca del modo aiuta anche a meglio capire
raccolte in ben 34 pagine (ma migliore per evitare l’accer- parte della sua attività in mare
sarebbe stato più razionale chiamento da parte dei propri in un costante confronto con
ricollocarle alla fine di ciascun avversari del momento. In l’impero ottomano. Unico ri-
articolo). lievo, la mancanza, nel testo,
Da notare inoltre che ad in- di cartine a supporto di una
tegrare il già ridondante testo narrazione che seppur affa-
vi sono ad intercalare 16 ap- scinante, può fare un po’ per-
pendici informative (qui de- dere chi non ha dimestichezza
nominate box) il cui elenco con i luoghi, descritti per altro
figura nelle prime pagine. Ma molto bene e in dettaglio. Un
manca, purtroppo, un indice ottimo volume che è destinato
delle navi militari che, ricor- a comparire nelle biblioteche
diamo all’A., nella lingua ital- di ogni appassionato della
iana sono sempre di genere Storia di Venezia e di quella
maschile. italiana di quel periodo.

Claudio Ressmann Paolo Bembo

46 maggio-giugno 2020

Sub

Ambienti
per le immersioni

(27a parte)

di Alberico Barbato

La notte era veramente “Il mare parlava sottovoce alle cose notturne” (Victor Hugo)
buia, il nero fondeva
mare e cielo e solo le cura le luci che mi sarebbero Michele, questo è il nome del
stelle, con la loro lontanissima servite in immersione, durante mio assistente, sarebbe stato
luce, offrivano le flebili lu- le riprese. Si è vero, sott’acqua in quella occasione impegnato
minescenze. I pochi impegni sarei stato da solo, ma anche in una attenta, scrupolosa os-
per il giorno seguente, mi ga- se questa procedura operativa servazione che gli avrebbe
rantivano la possibilità di non è citata nei manuali come permesso di sapere in ogni
avere tutta la notte a disposi- la migliore scelta, potevo stare momento dove io mi trovassi,
zione e io ero seriamente in- tranquillo. Conoscevo benis- osservando i bagliori subacquei
tenzionato nel riuscire a fil- simo quel sito, sapevo che la prodotti dai miei illuminatori.
mare il mio attore preferito: profondità che avrei raggiunto Era una nottata strepitosa;
l’“Octopus Macropus”. Si, era sarebbe stata poco impegna- quando arrivammo vicini al
la nottata giusta, con il mare tiva sotto tutti gli aspetti e mare, nel punto dove io sarei
molto calmo a Punta Spal- comunque, avrei portato con entrato in acqua, rimanemmo
matore (Ustica), dove pensavo me un attento accompagna- fermi, in silenzio; ascoltammo
di immergermi per effettuare tore che mi avrebbe seguito tutti quei suoni del mare di
le riprese. Quel sito d’immer- da terra. notte.
sione era veramente comodo
perché si poteva raggiungere
agevolmente in auto e l’in-
gresso in acqua era facile e
confortevole, in sostanza c’era-
no tutte le prerogative che
avrebbero facilitato un’im-
mersione notturna con lunga
permanenza in acqua. Preparai
tutta l’attrezzatura e caricai
l’auto, allestii la videocamera
nella custodia subacquea e
organizzai con la massima

maggio-giugno 2020 47

C’erano gli schiamazzi e stridii In una tale magnificenza di tore, volevo godermi quel
dei gabbiani che sicuramente sensazioni e profumi, rima- nero che poi nero non era.
si erano accorti della nostra nemmo storditi e, solo la La lettura dei miei occhi at-
presenza, noi eravamo un’in- ferma volontà dei programmi traverso quel buio, mi svelava
vasione estranea per loro, a prestabiliti ci fece risvegliare scene talmente surreali che
quell’ora della notte, quando da quel torpore magico. Mi non riuscivo a interpretarle
normalmente non doveva es- impegnai a muovermi facendo come vere, sembravano im-
serci nessuno sconosciuto. meno rumore possibile, non magini frutto di un sogno,
C’era lo sciabordio debole ma potevo disturbare quell’equi- una scenografia al di fuori
prepotente delle minuscole librio naturale così armonico. della realtà.
onde che arrivavano a terra, L’orchestra della natura era I movimenti delle mie pinne
quel respiro dell’acqua che in atto e la scena non poteva erano lenti ed ampi, comin-
parlava e comunicava con essere turbata. Scivolai in ac- ciavo a distinguere nel buio
limpida chiarezza la vita del qua leggero, c’era il solo ru- le mille debolissime luci che
mare. C’era il fruscio di quel more del mio respiro sotto la mi illuminavano gli occhi e
leggerissimo alito di vento superficie del mare e, crede- la mente, lo scuro e impene-
che esiste nella brezza marina temi, se fosse stato possibile trabile manto della notte sem-
notturna, un alito caldo, pro- l’avrei trattenuto, con un’ap- brava non dovesse esistere.
fumato, un soffio che avvolge nea lunghissima, inesauribile. Non avrei più voluto accen-
i desideri di chi ne viene a Ma non si può avere tutto, dere alcuna luce ma non po-
contatto. Queste armonie era- respiravo e le mie bolle sto- tevo, dovevo mettermi alla
no un linguaggio benevolo e navano in quell’orchestra! ricerca del mio attore.
accogliente. Non accesi subito l’illumina- Finì così all’improvviso quel-
l’intimo rapporto con la ri-
“Octopus Macropus” volgarmente chiamato “Polpessa”. I pescatori hanno effeminato servata natura che mi aveva
il nome di questo longilineo e sinuoso animale proprio per le sue eleganti fattezze accolto: FLASH, luci in scena!!
Ecco l’uomo che si presenta
con tutti i suoi potenti mezzi.
In effetti cambiarono molte
cose e cambiai anche io al-
l’istante. Non ascoltavo più
l’orchestra della natura ma
cacciavo la mia preda. Sapevo
che quello era l’ambiente giu-
sto per l’incontro con quel
genere di polpo, dovevo solo
avere pazienza e cercare. Mi
capitarono, davanti all’ob-
biettivo, altri bellissimi ani-
mali che avrei potuto ripren-
dere, portando a casa del bel
materiale girato, ma il mio
scopo era quello di trovare
l’agognato “Octopus Macro-
pus” volgarmente chiamato
“Polpessa”. Non si tratta di
una femmina dell’Octopus
vulgaris, ma forse i pescatori
hanno effeminato il nome

48 maggio-giugno 2020


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