Grazie all’uso dei computer, gli studenti potranno accedere a risorse didattiche online e apprendere competenze digitali essenziali. Avranno l'opportunità di connettersi con coetanei di altre parti del mondo, promuovendo un apprendimento interculturale. Ma, soprattutto, potranno coltivare sogni e aspirazioni che li porteranno lontano.Continua a pag. 13 Consegnati due computer a una scuola del Madagascar: un passo verso il futuroLa nostra scuola ha recentemente vissuto un altro momento di grande emozione e solidarietà globale grazie alla consegna di due computer a una scuola in Madagascar. La scuola che ha ricevuto i computer si trova nell’isola di Nosy Be, in Madagascar, dove le risorse educative sono limitate e l'accesso alla tecnologia è una rarità. Gli studenti e gli insegnanti di questa scuola hanno accolto con entusiasmo la consegna dei computer, vedendoli come una porta aperta verso nuove opportunità di apprendimento e crescita.Concorso letterario: “Chiamatemi Paolo”Pagg.2-3Alla ricerca del lettore perduto ... Pagg. 4-5Settimana di #IoLeggoPerchéPagg. 6-7Progetti Pagg-8-9Laboratori Pagg. 10-11Un progetto di solidarietàPag. 13Giornata Nazionale dell’AlberoPag. 14SOMMARIO:Fuoricl@sseIC RENDE CENTRO-SAN FILIPeriodico della scuola dell'infanzia, scuola primaria, scuola secondaria Gennaio 2026
Siamo Greta, Chiara, Lorenzo e Nicola della classe II A della Scuola Secondaria di Primo Grado. Lo scorso mese di marzo abbiamo partecipato allo spettacolo “Chiamami Paolo” per la regia di Attilio Palermo, un monologo musicale sulla figura del giudice Paolo Borsellino. Al termine dello spettacolo, la nostra professoressa di italiano ci ha proposto di partecipare al concorso letterario promosso dal Comune di San Fili, scrivendo delle riflessioni sullo spettacolo, su cosa ci abbia colpito di più e sulle emozioni suscitate dalla narrazione di un uomo che ha lottato per salvare la società dalla mafia e ha sacrificato se stesso per la causa. Non è stato difficile mettere nero su bianco le emozioni provate perché lo spettacolo Chiamami Paolo” dice già tanto, a partire dal titolo. Come se volesse dirci: “Non ricordatemi solo come il giudice ucciso dalla mafia. Ricordatemi come persona”. E in effetti, lo spettacolo riesce a fare proprio questo. Ti fa conoscere l’uomo dietro al magistrato. Le sue debolezze, le sue paure, i suoi affetti. Ma anche il suo coraggio. Un coraggio che non è fatto solo di grandi gesti, ma di scelte quotidiane. Di coerenza. E così il messaggio di legalità arriva forte. Ma non come una lezione. Non è lo spettacolo a dire “dovete comportarvi bene”, ma è la storia stessa che ti fa riflettere. Dopo aver visto quello che ha vissuto Borsellino, ti viene naturale chiederti: “Io da che parte sto?”. E soprattutto: “Che tipo di persona voglio essere?”. Dopo lo spettacolo, tornando a casa, abbiamo riletto su alcune delle pagine su Borsellino che avevamo studiato in classe. Ma questa volta ci sono sembrate diverse. Come se le parole fossero più vere. Perché ora avevano un volto, una voce, dei gesti. Avevano un’anima.E così le nostre riflessioni hanno lasciato il segno e sono state premiate al concorso “Chiamami Paolo” nella sezione “resoconto introspettivo” con voucher e biglietti per spettacoli teatrali. Insieme a noi della II A (Greta Sica, Chiara Aceti, Lorenzo Privitera e Nicola Giordano), sono stati premiati tutti gli alunni della III C della nostra scuola per un elaborato collettivo, Chiara Onofrio, Carlo Totera, Manuela Molinaro, Rebecca De Pandis della III C, Francesco Capparelli della III B, Benedetta Ruffolo della II C, due alunni che hanno frequentato la III B lo scorso anno, cioè Teresa Panza e Angelo Lio e due ragazzi del plesso di San Fili del nostro Istituto, Matilde de Giacomo e Luca Palermo. Dunque, un bel riconoscimento per l’IC Rende Centro – San Fili. Il concorso è stata una bellissima esperienza che non dimenticheremo facilmente. Ma non sapevamo ancora che la cerimonia di premiazione – il 4 novembre al TAU dell’Università della Calabria - non sarebbe stata da meno. Eravamo molto emozionati, agitati, increduli ma comunque molto orgogliosi del premio ricevuto. PAGIN A 2Successo dell’I.C. Rende Centro-S. Fili al Concorso Letterario “Chiamami Paolo” Una mattinata con Fiammetta Borsellino e l’eredità di suo padreFUO R IC L @SSE
VO L UME 1, N UMER O 3Ci siamo sentiti capiti e riconosciuti e, per sdrammatizzare un po’, in attesa della consegna di voucher e attestati da parte di Fiammetta Borsellino, del sindaco di San Fili, Linda Cribari e della giuria, parlavamo con gli attori. Quando hanno dato la parola a Fiammetta Borsellino, figlia di Paolo, ci ha colpito molto che si sia alzata subito in piedi e che parlasse rivolgendosi direttamente ai ragazzi che erano in platea, proprio per mettersi alla pari con loro. Questo modi di fare ci ha fatto capire che è molto umile e che voleva far arrivare il messaggio a tutti noi. Fiammetta non si è soffermata solo a raccontare la sua storia personale ma ha sottolineato come l’attentato sia stato oggetto di depistaggio. Ha raccontato che il padre non li ha mai limitati nella loro libertà, pur sapendo che la loro famiglia fosse a rischio, infatti vivevano come una famiglia normale: viaggiavano e si mostravano liberamente in una città come Palermo dominata dalla mafia negli anni ’90. Ha precisato che hanno fatto lo stesso anche dopo la morte del padre, orgogliosi dei valori di giustizia e di verità che lui aveva trasmesso loro. Fiammetta Borsellino ci ha molto emozionato quando ha sottolineato che, nonostante il pericolo che vivevano, non hanno mai dubitato che quella fosse l’unica strada giusta da percorrere. Ha anche detto che chi si nasconde è codardo, quindi un mafioso e chi invece si mostra è coraggioso e non ha paura. Vedere come Fiammetta abbia continuato a portare avanti i valori di suo padre, con dignità e determinazione, ci ha emozionati e ispirati. Perché Paolo Borsellino vale non solo per il suo grande lavoro nella lotta alla criminalità ma perché rappresenta lo Stato, tutta l’Italia: le istituzioni e ciascuna persona. Perciò rappresenta anche noi. E ci fa pensare che anche noi possiamo dare il nostro contributo nella vita quotidiana non accettando mai il compromesso di chi ci vuole imporre la propria idea con la forza e la prepotenza. Aiutando chi è in difficoltà, schierandoci dalla parte dei più deboli, andando controcorrente, se serve a prendere le distanze da comportamenti sbagliati. Questa esperienza ci ha insegnato che la verità, la luce e il coraggio sono sempre più forti dell’ombra e della paura e che noi giovani rappresentiamo la speranza di un futuro migliore per questa società.Adesso sappiamo che la mafia ha una lunga storia ed e un'organizzazione molto complessa che si è infiltrata fin negli organi di giustizia dello Stato ma sappiamo anche che, grazie al cielo, ci sono delle persone così coraggiose da combatterla, persone che credono nella giustizia e che ci fanno credere che anche in futuro incontreremo persone giuste. E allora, chiamateci Paolo! CHIARA ACETI, GRETA SICA, NICOLA GIORDANO E LORENZO PRIVITERA – CLASSE II A - SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO PAGIN A 3
Vidi il terreno allontanarsi sempre di più e sparire tra le nuvole soffici e bianche. Dopo un lungo viaggio mi ritrovai a sorvolare una Terra distrutta, con voragini che riempivano il terreno. Atterrai subito, virando con la mia mongolfiera, per vedere cosa ci fosse e notai con disappunto che non c’erano molti alberi che avrebbero potuto agevolare la mia discesa. Dopotutto non avevo intenzione di toccare terra proprio ora, nell’ultima fase della mia lunga vita sugli alberi! Mi aggrappai, quindi, ad un ramo che sporgeva da un vecchio ospedale abbandonato a se stesso, o almeno così credevo. La Natura si era ripresa i suoi spazi, quasi come un indennizzo alla devastazione e all’incompiutezza degli uomini.Mi accorsi che erano presenti anche altre persone intorno a me e notai la paura e il panico dei loro occhi. Mi chiesi come mai quei giovani ragazzi fossero così terrorizzati. Erano disperati e pregavano che io li aiutassi a scappare da quel territorio strano e cupo. Vidi, in lontananza, degli strani cilindri con la punta volare in aria e, con aspetto minaccioso, schiantarsi a terra provocando una terribile esplosione. Ormai anche io ero terrorizzato quanto quei bambini con la fame negli occhi. Decisi di riprendere il mio volo, lungo la rotta stabilita. Ma, questa volta, non sarebbe stato un volo solitario ma con degli ospiti bisognosi di speranza e futuro a cui, mi accorsi più tardi, di aver salvato la vita. Chi salva un bambino, salva il mondo intero. E a Gaza ancora di più. FRANCESCO VENTAGLI - III C – Scuola secondaria di Primo grado PAGIN A 4COSIMO RISCRIVE IL FINALE DE “IL BARONE RAMPANTE” FUO R IC L @SSELa biblioteca di classe Rubrica Alla ricerca del lettore perduto ...
VO L UME 1, N UMER O 1C’era una volta un libro che non amava le poltrone. Non si trovava a suo agio sugli scaffali, tra gli altri volumi che parlavano con voce grave e polverosa. No, questo libro amava le fronde degli alberi. “Il Barone rampante” è un romanzo che cammina sui rami, che guarda il mondo dall’alto con uno sguardo ironico e saggio. Chi lo apre viene risucchiato in un giardino ligure del Settecento, tra profumi di fiori e discussioni sospese tra un ramo di leccio e una corda tesa tra i tronchi. Cosimo Piovasco di Rondò, il protagonista, non è solo un ragazzo che un giorno decide di salire su un albero per non scendere mai più. È l’essenza della coerenza e della purezza di un ragazzo in un mondo che cambia continuamente le regole del gioco. È un’idea molto profonda travestita da ribelle. Seppure Cosimo sia un personaggio memorabile, gli altri personaggi risultano meno profondi. Persino Viola, il suo più grande amore, resta a volte un po' evanescente e funziona più come simbolo che come figura tridimensionale. Calvino, che probabilmente aveva foglie al posto dei pensieri, costruisce una fiaba per giovani adulti che non hanno perso la voglia di domandarsi: “E se si potesse vivere fuori dalla consuetudine?” “E se si potesse restare fedeli a sé stessi anche penzolando nel vuoto?”. Il romanzo mescola avventura, filosofia e amore con la leggerezza di una scimmia che salta da un’idea all’altra e le unisce tutte in perfette sequenze descrittive che conferiscono al racconto un’atmosfera fiabesca, surreale. Ogni capitolo è un ramo diverso, ogni dialogo è un nido dove nascono riflessioni inaspettate. Tuttavia dopo la brillante premessa iniziale, la seconda metà del romanzo risulta un po' scarica di slancio narrativo. Le avventure di Cosimo rischiano di diventare episodiche e meno coinvolgenti rispetto all’inizio. “Il Barone rampante” non è un libro da leggere: è un libro da vivere, su cui arrampicarsi, come faceva Cosimo, per vedere il mondo da una prospettiva obliqua e luminosa. Chi lo legge non lo dimentica. Anzi, spesso si ritrova (magari senza rendersene conto) a guardare un albero con un po' più di rispetto. Perché da qualche parte, lassù, tra le foglie, c’è ancora un ragazzo che ha deciso che il suolo non faceva per lui. E aveva maledettamente ragione. FRANCESCO CAPPARELLI - III B – Scuola secondaria di Primo grado PAGIN A 5Recensione del libro “Il Barone Rampante”: il romanzo che salì sugli alberi e non volle piu scendereVO L UME 1, N UMER O 3
Dal 10 al 14 novembre il plesso di Saporito ha partecipato con entusiasmo alla settimana di #IoLeggoPerché, il grande progetto nazionale dedicato alla promozione della lettura. Grazie alla collaborazione dell’ambasciatrice Angela Principe e al gemellaggio con la libreria Raccontami, tutte le classi – dalla prima alla quinta – hanno preso parte a laboratori creativi pensati per avvicinare i bambini ai libri in modo attivo e coinvolgente.Protagonista indiscusso della settimana è stato l’albo illustrato “Dove crescono gli alberi” dell’illustratrice sudcoreana Yoon Kang-mi, un’opera che invita a riscoprire la forza dell’immaginazione come motore capace di cambiare il mondo. A partire da questo spunto, i bambini delle classi prime e seconde hanno dato vita a splendidi disegni, immaginando la loro città immersa negli alberi e nella natura. Tra tutti i lavori, si sono distinti quelli di Diego e Francesca, premiati per la loro spiccata sensibilità e fantasia. Per le classi terze, quarte e quinte il percorso si è fatto più impegnativo: gli alunni hanno realizzato veri e propri diorami, utilizzando materiali di recupero per rispettare l’ambiente che l’albo illustrato invita a proteggere. Un lavoro che ha unito creatività, manualità e riflessione ecologica.L’obiettivo dell’intero progetto è stato chiaro e condiviso: sensibilizzare alla lettura, far comprendere ai bambini che i libri sono elementi vitali, proprio come gli alberi. .La settimana si è così trasformata in un viaggio fatto di storie, immagini, fantasia e rispetto per la natura. Un percorso che ha mostrato ancora una volta quanto la lettura possa far crescere radici forti e far germogliare nuove idee nel cuore dei più piccoli.PAGIN A 6Settimana di #IoLeggoPerché al plesso di Saporito: quando i libri diventano alberi e l’immaginazione dei bambini cambia il futuro.FUO R IC L @SSE
VO L UME 1, N UMER O 3LA MAGIA DELLA LETTURA per gli alunni di terza e quarta Primaria plesso San Fili.Nell’ambito del progetto lettura gli alunni di terza e quarta si sono cimentati nella lettura di: “Storia di una gabbianella…”di Luis Sepulveda. Nel mese di Novembre le nostre aule sono diventati spazi di emozioni, riflessioni e entusiasmo. Gli alunni, coinvolti capitolo dopo capitolo, hanno scoperto una storia capace di parlare al cuore, unendo divertimento e profondi valori educativi. I personaggi singolari, i dialoghi spiritosi e le situazioni buffe hanno reso la lettura coivolgente e al tempo stesso divertente. Il progetto ha abbracciato le discipline di: scienze, arte, educazione fisica, educazione civica, geografia, tecnologia, e ha permesso di promuovere discussioni riguardo il tema: dell’inquinamento, dell’amicizia, della solidarietà, della diversità e della resilienza. Obiettivi del progetto: avvicinare alla lettura, promuovere il senso di responsabilità e di rispetto dell’ambiente e di ciò che ci circonda, incoraggiare l a c r e a t i v i t à .Durante gli incontri di laboratorio i bambini hanno raccontato la propria personale esperienza relativa all’amicizia e all’affettività. In un contenitore drammaturgico appositamente predisposto, gli allievi, attori protagonisti, hanno potuto esprimere liberamente e spontaneamente le proprie emozioni. Il prgetto si è concluso con la realizzazionedi illustrazioni grafice con differenti tecniche e un lapbook.La lettura si è rivelata un vero viaggio collettivo divertente, educativo e ricco di emozioni e, proprio come la gabbianella che alla fine spicca il volo, anche gli alunni hanno ampliato i propri orizzonti, imparando a guardare il mondo con occhi nuovi. PAGIN A 7\"Leggere per crescere: più avventura, più conoscenza\"
Il 25 settembre è stata una giornata speciale! Siamo stati gli attori di una bellissima iniziativa promossa da Legambiente, il Comune di Rende e l’azienda Calabria Maceri. E’ stata organizzata una grande pulizia per le strade del nostro centro storico. Tutti noi, insieme ai nostri insegnanti, con guanti e grandi bustoni per aiutare l’ambiente.Chi è venuto a trovarci? Una rappresentanza di Legambiente ci ha spiegato quanto è importante tenere pulito il nostro mondo.L’ assessore all’istruzione, l’assessore all’ambiente e l’assessore alle politiche sociali sono venuti a dirci quanto è bello vedere noi bambini impegnati per il bene della città.Anche l’azienda Calabria maceri ci ha dato una mano portando sacchi e attrezzature per raccogliere i rifiuti.Cosa abbiamo fatto? Abbiamo raccolto tanta spazzatura e abbiamo messo tutto nei sacchi. Abbiamo anche imparato a rispettare la natura e a non sporcare. Alla fine abbiamo visto quanto è bello il nostro centro storico quando è pulito.Siamo stati felici di partecipare a questa giornata e speriamo di farne altre in futuro. Insieme possiamo fare la differenza!PAGIN A 8Giornata ecologica nel Centro Storico di Rende! Noi facciamo la differenzaBambini all’opera!FUO R IC L @SSE
VO L UME 1, N UMER O 3Quest’anno gli alunni e gli insegnanti del plesso di Surdo festeggeranno il Natale con una piccola rappresentazione della Notte Santa. Si realizzerà un presepe vivente con tanto di capanna, natività, pastori e Re Magi al seguito. Per l’occasione si è pensato anche di mettere in scena gli Antichi Mestieri di un tempo che faranno da cornice alla rapp r e s e n t a z i o n e della natività. Si è iniziato con un lavoro di ricerca su questi mestieri, un vero e proprio viaggio nel tempo alla scoperta di quei lavori importanti che hanno fatto parte della vita quotidiana dei nostri nonni e bisnonni. I bambini hanno preso consapevolezza del fatto che un tempo non esistevano le macchine moderne, i supermercati, i negozi, le tecnologie di oggi, per questo ogni mestiere richiedeva abilità manuale, pazienza, creatività e tanta esperienza. Dopo il lavoro di ricerca attraverso discussioni in classe e l’uso del web, si è passati al reperimento degli antichi oggetti usati nei vari mestieri(i b a m b i n i hanno potuto osservarli e capirne l’uso) e dell’abbigliamento di un tempo, perché si sa, “anche l’occhio vuole la sua parte”. In queste attività sono state coinvolte anche le famiglie. È seguita la vera e propria rappresentazione degli Antichi Mestieri con l’allestimento di varie postazioni dove ogni “artigiano” ha preso posto e ha mostrato la sua abilità. PAGIN A 9ANTICHI MESTIERI A SCUOLA
Il 21 novembre la scuola dell'infanzia di via Bari ha celebrato la Festa dell'Albero insieme ai volontari del WWF, che hanno guidato i bambini in coinvolgenti laboratori dedicati alla natura e all'importanza degli alberi. I nostri piccoli hanno osservato foglie di forme e c o l o r i diversi, h a n n o realizzato un g r a n d e cartellone raffigurante un albero che hanno reso speciale app l i c a n d o foglie vere di tanti color i .Ispirati da una famosa poesia di Alda Merini, i bambini hanno immaginato che negli alberi possa nascondersi un violino d'amore. Con questa suggestione poetica hanno creato un cartellone speciale, mentre in sottofondo risuonava una dolce melodia di violino. Così, il tronco dell'albero si è trasformato in un violino e le foglie sono d i v e n t a t e cuori che raccontano musica e amore per la natura.La giornata si è conclusa con un momento davvero significativo: insieme agli amici del WWF abbiamo piantato due alberi, trasformando la p o e s i a i n v i t a .Un ringraziamento speciale va ai volontari del WWF, che con la loro passione per la natura hanno reso questa esperienza unica e hanno mostrato ai bambini che anche i più piccoli possono fare grandi cose per proteggere il nostro pianeta. processo antico e affascinante. Questa attività ha reso i bambini protagonisti attivi del loro apprendimento sviluppando curiosità, senso di appartenenza e rispetto per la natura. La mattinata si è conclusa con una merenda a base d’uva e crostata, mentre i bambini, dimostravano il loro entusiasmo e soddisfazione per ciò che avevano scoperto e sperimentato. Un’esperienza laboratoriale semplice ma preziosa, capace di trasformare l’autunno in un’opportunità di crescita, gioco e tradizione condivisa.Nel salone e nel giardino della Scuola dell’Infanzia Rende Centro si è svolto il laboratorio dedicato alla vendemmia, un momento molto atteso che ogni anno permette ai bambini di avvicinarsi alla natura e alle tradizioni del territorio.L’attività ha preso il via con la raccolta dell’uva: i bambini, armati di cesti, hanno cercato tra le viti del cortile i grappoli più maturi. Insegnanti e piccoli esploratori hanno osservato insieme colori, forme e profumi dell’uva, imparando a distinguere le parti del grappolo e ad apprezzarne le caratteristiche. Come in una vera vendemmia, i giovani “contadini” hanno provato la pigiatura utilizzando appositi strumenti, hanno schiacciato gli acini e seguito con meraviglia la trasformazione dell’uva in mosto, sperimentando in modo diretto un PAGIN A 10Festa dell'Albero alla Scuola dell'Infanzia di via BariRoges con il WWF Vendemmia a scuola: un’esperienza d’autunno tra natura e tradizione “Andiam, andiam, andiamo a vendemmiar”FUO R IC L @SSE
VO L UME 1, N UMER O 3Quest’anno le Scuole dell’Infanzia “Rende C e n t r o ” e “Campagnano – Parco Robinson” hanno dato vita a un progetto speciale dal titolo “Laboratori aperti: la nostra scuola si presenta”, un percorso che unisce creatività, esperienza pratica e una forte valenza educativa. L’idea nasce dal desiderio di aprire le porte delle nostre scuole al territorio, favorire l’incontro tra bambini e famiglie e far conoscere, attraverso attività concrete, il cuore pulsante della nostra didattica.Nel corso dell’intero anno scolastico si susseguiranno numerosi laboratori, ognuno legato ai momenti più significativi del calendario educativo: Autunno in festa, che ha inaugurato il progetto; Aspettando il Natale; A carnevale ogni dolcetto vale; Primavera in fiore; Piccoli artisti in mostra;Laboratorio di fine anno.Ogni appuntamento non è solo un momento di festa, ma anche una vera esperienza di apprendimento, perché attraverso la manipolazione, il riciclo creativo, la cucina, la pittura o le piccole esplorazioni scientifiche, i bambini sviluppano competenze trasversali fondamentali: imparano a collaborare, a comunicare, a osservare, a sperimentare e a trasformare un’idea in un prodotto concreto. Il laboratorio, infatti, è il luogo privilegiato dell’infanzia per eccellenza: il luogo dove tutto si può toccare, provare, immaginare e scoprire.Una caratteristica fondamentale del progetto è la sua apertura al territorio: potranno partecipare gratuitamente anche bambini dai 2 ai 5 anni non iscritti alle nostre scuole. È un modo per accogliere, creare legami, condividere con altre famiglie il nostro modo di fare scuola e rendere i piccoli visitatori protagonisti attivi sin dal primo incontro. Ogni bambino potrà portare a casa il frutto del proprio lavoro, simbolo di un’esperienza vissuta con le proprie mani, con la guida attenta e affettuosa delle maestre.Il primo appuntamento, “Autunno in festa”, è stato un vero successo. I bambini, accompagnati dai loro genitori, hanno realizzato un simpatico animaletto utilizzando foglie secche e materiali naturali. Una semplice attività che ha permesso di riflettere sul ciclo delle stagioni, sui colori dell’autunno, sulla bellezza della natura e sull’idea che ogni materiale, anche il più semplice, può trasformarsi in qualcosa di sorprendente. Ognuno è tornato a casa con il proprio elaborato e con la gioia negli occhi di chi ha sperimentato, condiviso e costruito qualcosa di unico.L’entusiasmo che si è respirato durante il primo laboratorio ha acceso un clima di attesa per i prossimi incontri. Nelle nostre sezioni i bambini parlano con gioia dei nuovi piccoli amici che arriveranno, pronti ad accoglierli in aule già addobbate a festa per il Natale. Con spontaneità e generosità hanno persino preparato un piccolo gadget da regalare ai partecipanti: un gesto semplice ma pieno di affetto, per farli sentire fin dal primo momento parte della nostra comunità scolastica.E mentre le maestre progettano le attività dei mesi a venire, la scuola continua a coltivare ciò che più conta: la meraviglia dei bambini, la loro voglia di scoprire, di creare, di stupirsi e di imparare insieme. Ogni laboratorio sarà un’occasione per crescere, per costruire relazioni e per far brillare le competenze di ciascuno attraverso l’esperienza.Ci aspetta un anno scolastico ricco di colori, emozioni e piccole grandi scoperte. Vi aspettiamo con entusiasmo ai prossimi laboratori!PAGIN A 11Laboratori aperti: la nostra scuola si presenta
Grande entusiasmo e partecipazione per gli alunni della classe 5^ A del Plesso di San Fili che hanno recentemente concluso il progetto didattico interdisciplinare \"Liberi di respirare\". Il percorso, promosso da ScuolaNet in collaborazione con Isomar, sono stati resi possibili anche e soprattutto grazie alla dedizione e alla professionalità delle docenti della classe, che hanno saputo orchestrare in modo esemplare le attività trasformando l'aula in un vero e proprio laboratorio di scienza e consapevolezza corporea, focalizzato sull'importanza della salute respiratoria. Per quattro settimane, le discipline di Scienze ed Educazione Civica si sono fuse per guidare i giovani studenti in una \"missione del respiro\", come illustrato nell'Action Book fornito, che è stato lo strumento centrale per l'apprendimento attivo. PAGIN A 12Missione compiuta per la 5^A del plesso di San Fili: L'educazione alla salute incontra il giocoFUO R IC L @SSEL'Apparato respiratorio svelato tra esperimenti e inclusioneL'obiettivo principale del progetto è stato duplice: promuovere la cura di sé e potenziare le competenze scientifiche attraverso un approccio ludico e concreto. Gli alunni hanno affrontato tematiche fondamentali come la funzione dell'apparato respiratorio e il ruolo cruciale dell'aria. La metodologia didattica adottata, che ha privilegiato l'apprendimento cooperativo e la didattica laboratoriale.L'igiene che fa Bene: le attività hanno incluso conversazioni guidate sull'igiene nasale e sulle buone abitudini quotidiane per la prevenzione delle malattie stagionali, un tema di grande rilevanza per la salute pubblica. Un pilastro del progetto è stata l'inclusione: grazie all'approccio UDL (Universal Design for Learning), è stata assicurata la piena partecipazione di tutti, anche attraverso l'uso di linguaggi non verbali come il disegno e il corpo. Al termine delle attività, gli alunni non solo hanno completato il loro Action Book con riflessioni e disegni, ma hanno anche realizzato un suggestivo poster collettivo intitolato proprio \"Liberi di respirare\". La conclusione del percorso è stata suggellata da un momento di restituzione e festa, durante il quale è stato distribuito ai bambini il kit per l'igiene nasale, accompagnato dalla spiegazione del suo corretto uso quotidiano. Il progetto \"Liberi di respirare\" si conferma un eccellente esempio di come la scuola possa educare alla salute in modo coinvolgente e significativo, sviluppando nei più giovani una solida cultura della cura di sé e del proprio benessere.
VO L UME 1, N UMER O 3Continua da pag. 1La donazione dei computer è il frutto di un progetto di solidarietà organizzato dalla nostra scuola, che già dallo scorso anno ha scelto di sostenere, anche con piccole donazioni, ma in maniera concreta, una scuola della piccola isola. In futuro, ci proponiamo di organizzare scambi culturali e progetti comuni, che arricchiranno entrambe le comunità scolastiche.Un Messaggio di Speranza La consegna di questi computer è molto più di un semplice contributo materiale. È un messaggio di speranza e un esempio di come la solidarietà e l'impegno possano abbattere le barriere dell'istruzione, trasformando sfide in opportunità. La consegna dei due computer è solo un piccolo passo, ma è un esempio potente di come l'educazione e la tecnologia possano unire le persone e creare un futuro migliore per tutti.PAGIN A 13Un progetto di solidarietà La nostra scuola sostiene l'istruzione in Madagascar Martedì 16 dicembre le classi 4A e 4B dell’Istituto Comprensivo Rende Centro – San Fili, plesso di Sant’Agostino, hanno vissuto una giornata speciale all’insegna della cultura, della tradizione e della condivisione. Accompagnati dalle insegnanti, gli alunni hanno partecipato a una visita didattica presso il Museo del Presente di Rende.Durante la visita, i bambini hanno avuto l’opportunità di ammirare la suggestiva mostra dei presepi e delle sculture in legno realizzate dall’artista Magaró, entrando in contatto diretto con un’importante espressione dell’arte e della tradizione natalizia. Ad accoglierli con grande cordialità sono stati il direttore del Polo Museale di Rende e l’assessore Stellato, che hanno sottolineato l’importanza di avvicinare i più piccoli al patrimonio culturale del territorio.A seguire, il prof. Morcavallo ha guidato gli alunni in un coinvolgente laboratorio educativo, illustrando le principali fasi di realizzazione di un presepe. I bambini hanno partecipato con entusiasmo, ponendo domande e dimostrando grande curiosità e interesse.La mattinata si è conclusa con un momento di gioia e magia: accompagnati dall’assessore, gli alunni si sono recati in piazza Martin Luther King per incontrare Babbo Natale, consegnare le loro letterine e condividere un momento di festa insieme.L’iniziativa ha rappresentato un’importante esperienza educativa, favorendo l’apprendimento attraverso il fare, la conoscenza delle tradizioni culturali e la socializzazione, in piena sintonia con gli obiettivi formativi della nostra scuola. Una giornata che resterà sicuramente nel cuore di tutti i partecipanti.Una giornata tra arte, tradizione e festa: le classi 4A e 4B al Museo del Presente
Anche quest’anno la Scuola dell’Infanzia “Campagnano –Parco Robinson” ha inserito all’interno della propria progettazione annuale numerosi laboratori didattici, consapevole che i bambini apprendono attraverso l’esperienza diretta, secondo quella pedagogia del “fare per comprendere” che già Maria Montessori esprimeva con le parole: “Aiutami a fare da me”. Una didattica che prende avvio dal concreto, dal gesto, dall’osservazione, per guidare i più piccoli verso una conoscenza autentica e duratura. In occasione della Giornata Nazionale dell’Albero, i bambini sono stati accompagnati in un percorso di scoperta sull’importanza degli alberi per la vita dell’uomo e dell’intero pianeta. Attraverso conversazioni condivise e semplici riflessioni, hanno compreso come gli alberi rappresentino non solo una risorsa preziosa, ma anche un simbolo universale di crescita, protezione e continuità. Dopo aver realizzato in sezione diversi elaborati creativi, i bambini sono usciti nel giardino della scuola per il momento più atteso: la piantumazione di un giovane albero di ulivo, simbolo di pace, forza e longevità. Con piccoli attrezzi adatti alle loro mani – palette, secchielli e tanta curiosità – hanno scavato la buca, posato delicatamente l’alberello e ricoperto le radici con la terra, compiendo un gesto semplice ma carico di significato. Da oggi, giorno dopo giorno, saranno loro stessi a prendersi cura del piccolo ulivo, imparando che il rispetto della natura nasce dai piccoli gesti quotidiani. Avvicinare i bambini alla tutela dell’ambiente è fondamentale: occorre iniziare fin da questa età a seminare comportamenti responsabili e consapevoli, affinché sviluppino un autentico senso di cura verso il verde e verso il mondo che li circonda. Come ricorda J. H. Pestalozzi, “la natura educa”: essa parla ai bambini con la forza silenziosa dei suoi ritmi, dei suoi colori, delle sue trasformazioni.La giornata si è conclusa in un clima di grande festa: canti, girotondi e sorrisi hanno abbracciato il piccolo ulivo appena piantato, quasi fosse un nuovo amico arrivato a far parte della grande famiglia della scuola.Per celebrare questo momento speciale, i bambini hanno inoltre realizzato un lavoretto laboratoriale da portare a casa, affinché anche le famiglie potessero condividere il valore della ricorrenza e custodire un ricordo tangibile dell’esperienza vissuta.Durante l’anno scolastico sono già previsti altri momenti di piantumazione e cura del verde: piccoli alberelli, fiori e piantine che contribuiranno a rendere la nostra scuola non solo più bella, ma anche più accogliente e più verde. Un luogo dove ogni bambino possa crescere con la consapevolezza che la natura non è solo uno spazio da vivere, ma un dono da rispettare e proteggere.Prossimo numero: giugno 2026Sito: www.icrendecentro.edu.itwww.facebook.com/icrendecentrowww.instagram.com/ic.rendecentroGiornata Nazionale dell’Albero: “Un ulivo per il futuro” Scuola dell’Infanzia “Campagnano - Parco Robinson”VO L UME 1, N UMER O 3 PAGIN A 14