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Published by Laura Liguori, 2019-07-09 13:49:49

Prova

catalogo

LA LERICI
a Tarquinia

Catalogo della mostra

16-23 giugno 2019 – Sala Capitolare degli Agostiniani, Tarquinia

Presentazione docu-film
14 Luglio 2019

Mostra
16-23 Luglio 2019

LA LERICI a Tarquinia

PREMESSA

ll giugno 2019 di Tarquinia é stato caratterizzato dalla serie di incontri che vanno sotto il nome di “Il Mese
Degli Etruschi”, ideati ed organizzati da Laura Liguori ed Alberto Tosoni con l’aiuto di tanti volontari.
Ho avuto il piacere di assistere e di partecipare a varie di queste iniziative, e tra queste sono lieto di aver
preso parte al percorso dedicato alla Fondazione Lerici, dall’incontro consultivo con la storica dell’arte di
fama nazionale Martina Corgnati sino alla mostra vera e propria.

Da sinistra: Giannino Tiziani, Alberto Tosoni, Martina Corgnati e Dino Gabrielli

È certamente molto positivo ritrovare a Tarquinia iniziative simili dal punto di vista culturale, vedere
tarquiniesi e turisti che partecipano con interesse a simili eventi, tutti uniti da un comune filo conduttore che
serve in alcuni casi a riscoprire oltre a temi locali anche materiali che tutt’ora vi si conservano, come per
l’appunto i “materiali documentari” relativi al fenomeno Lerici, che a mio avviso dovrebbero essere acquisiti
dagli enti locali facendone un archivio che li salvaguardi.
Una simile iniziativa va’ sicuramente riproposta negli anni a venire ed ulteriormente sviluppata compiendo
un passo in più, visto che Tarquinia è una città in cui arte, cultura e storia potrebbero avere uno sviluppo
importante ma che oggi appare purtroppo assopita o presa da iniziative senza alcuna eco e di respiro a
malapena locale. Penso dunque a collaborazioni con l’Istituto di Cultura Italiana in Svezia, con l’Ambasciata
di Svezia, col Politecnico di Milano, ed a connessioni più strette con gli altri centri ove ha operato la Lerici e
che possono avere connessioni con Tarquinia. Credo che dal discorso iniziato sulla Lerici possa e debba
prendere le mosse un percorso di respiro ben più alto; l’importante è muovere i passi giusti, magari on
l’auspicata vicinanza delle Istituzioni.

Dott. Giannino Tiziani

Catalogo della mostra

16-23 giugno 2019 – Sala Capitolare degli Agostiniani, Tarquinia



LA LERICI a Tarquinia

INTRODUZIONE

L’idea di realizzare una serata commemorativa ed una mostra sulla Fondazione Lerici è nata quasi per caso.
Assieme ad Alberto Tosoni eravamo impegnati nell’organizzazione di un intero mese volto a celebrare gli
Etruschi e le connessioni di Tarquinia con questo antico popolo, e tra i vari incontri emerse la disponibilità
da parte di una nostra collaboratrice di alcuni video sulla visita dei reali di Svezia alla nostra necropoli.
Fu così che arrivammo a prendere un appuntamento con Dino Gabrielli, e stesso dal primo giorno, assieme
ad Alberto, sentimmo l’esigenza di riportare alla memoria l’opera della Fondazione, dell’ingegner Lerici e dei
tanti tarquiniesi che avevano operato per lui, oggi purtroppo dimenticati.

Grazie principalmente a Dino Gabrielli, ultimo dipendente tarquiniese ancora in vita della Fondazione, che
ci offrì spiegazioni, fotografie, libri e documenti, ed a Massimo Pastore, figlio del compianto Beniamino, che
ci portò articoli di giornale e fotografie, iniziammo dunque a lavorare alla mostra.

Da sinistra: Alberto Tosoni e Dino Gabrielli Da sinistra: Alberto Tosoni e Dino Gabrielli

Come presentazione dell'iniziativa, assieme a Maria Antonietta Valerioti, Presidente di "Viva Tarquinia",
pensammo ad un evento in cui alla narrazione della storia della Fondazione Lerici si abbinavano documentari
inediti della fine degli anni '50 e dei '60, con la visita a Tarquinia di Re Gustavo di Svezia, le spiegazioni delle
prospezioni geomagnetiche, le immagini del rinvenimento di una tomba con tanto di corredo funebre intatto.

La serata, in programma per il 14 giugno 2019, è stata presentata da me e da Alberto Tosoni, con la
partecipazione di Dino Gabrielli e di Nicoletta Brancaleoni e Massimo Pastore, figli di due dipendenti della
Fondazione oggi purtroppo scomparsi.

Catalogo della mostra

16-23 giugno 2019 – Sala Capitolare degli Agostiniani, Tarquinia

LA LERICI a Tarquinia

La mostra, locata presso la Sala Capitolare degli Agostiniani, presso la Barriera San Giusto, gentilmente
concessa dal Comune di Tarquinia per tramite di Luca Gufi e Federica Cerasa, è stata curata nei minimi
dettagli da me e da Alberto Tosoni.

Abbiamo creato 7 pannelli 70x100 con immagini e scritte, che potessero descrivere i passi
salienti della Fondazione e del suo rapporto con Tarquinia. Fatto quello, io mi sono poi
occupata di catalogare le foto e disporle in senso tematico, mentre Alberto ha pensato agli
articoli. Si è deciso di procedere non in ordine cronologico, bensì tematico: la mostra, nelle
nostre intenzioni, doveva essere un vero e proprio viaggio nella Lerici.

Alberto Tosoni Alberto Tosoni

Alberto Tosoni e Laura Liguori Laura Liguori

Catalogo della mostra

16-23 giugno 2019 – Sala Capitolare degli Agostiniani, Tarquinia

LA LERICI a Tarquinia

La cosa che tengo a sottolineare è come si sia trattato prevalentemente di un lavoro notturno, fatto nelle ore
libere dai normali impegni di lavoro, e totalmente autofinanziato; il Comune di Tarquinia, con
l’Amministrazione del Commissario Giuseppe Ranieri, ha messo a disposizione la Sala Capitolare degli
Agostiniani ed il proiettore; i pannelli esplicativi, le copie delle foto, le fotocopie e le plastificazioni sono stati
pagati con contributi volontari, reperiti dagli sponsor ed in parte dati da noi personalmente.
L’Associazione Viva Tarquinia ha ottenuto invece dei fondi pubblici mediante i quali ha provveduto alla
preparazione di uno dei video proiettati ed alla realizzazione di 21 ingrandimenti fotografici applicati su
cartoncino nero, su supporto in cartone compresso.
Le aperture sono state possibili grazie ai volontari, e per questo, oltre a me, sento di ringraziare Alberto
Tosoni, Francesco Del Signore, Eleonora Belli e Giannino Tiziani.
Nel complesso, dunque, i costi della mostra sono stati irrisori; si è trattato di una grande operazione di
commemorazione e di divulgazione storica quasi completamente priva di costi a carico della società; di
questo ne andiamo particolarmente fieri.

Laura Liguori

Catalogo della mostra

16-23 giugno 2019 – Sala Capitolare degli Agostiniani, Tarquinia



LA LERICI
a Tarquinia

La mostra

16-23 giugno 2019 – Sala Capitolare degli Agostiniani, Tarquinia



LA LERICI a Tarquinia

Pannello fotografico 1: l’opera della Lerici. In alto, 4 dipendenti; quello in piedi appoggiato all’automobile è
Achilli.





LA LERICI a Tarquinia

Pannello fotografico 2: le visite illustri. 1961: il Ministro Medici in visita alla Necropoli. Da sinistra:
Bartoccini-Foti-Medici-Lerici-Brancaleoni.

LA LERICI a Tarquinia

Pannello fotografico 3: le visite illustri. A sinistra: Re Gustavo di Svezia all’interno di una tomba etrusca. A
destra (1960): trivellazione del terreno alla ricerca di un terreno. Assiste l’ingegnere Lerici.

LA LERICI a Tarquinia

Pannello fotografico 4: le visite illustri. In alto: il Re Gustavo di Svezia in visita alla necropoli con la moglie.
A sinistra è chiaramente riconoscibile Franco Brancaleoni; vicino alla regina si intravede l’ing. Lerici.

LA LERICI a Tarquinia

Pannello doppio esplicativo.

LA LERICI a Tarquinia

Pannello doppio esplicativo.

LA LERICI a Tarquinia

LA LERICI a Tarquinia

LA LERICI a Tarquinia

LA LERICI a Tarquinia

LA LERICI a Tarquinia

LA LERICI a Tarquinia

LA LERICI a Tarquinia

LA LERICI a Tarquinia

LA LERICI a Tarquinia

LA LERICI a Tarquinia

LA LERICI a Tarquinia



LA LERICI a Tarquinia

Pannello fotografico 5: 1961: Ciack a Tarquinia e Tuscania “Magia del Sottosuolo”. Nelle foto, Franco
Brancaleoni

LA LERICI a Tarquinia

Pannelli fotografici 6 e 7: 1960: Franco Brancaleoni manda una sonda fotografica all’interno di una tomba
etrusca appena scoperta

LA LERICI a Tarquinia

Pannello fotografico 8:
Franco Brancaleoni al lavoro.

Franco Brancaleoni è stato sicuramente
un personaggio importante nell’opera
applicativa della Fondazione.
Immagini e citazioni su Franco Brancaleoni
si trovano finanche sul sito del Penn
Museum, ricadente nella University of
Pennsylvania Museum of Archaeology
and Anthropology.

The team of the Milan Engineering School
contributed to the campaign its survey
equipment, including two typed of
potentiometer with electronic volt meter,
one electric boring drill, the photographic
drill, and the periscope utilized for the
exploration of Etruscan tombs. All these
instruments were designed by the laboratory
of the Lerici Foundation in the Milan
Engineering School. The University
Museum contributed the
proton-magnetometer, a small
German-built resistance apparatus, a seismic
instrument, and a drill which is said to
have been designed for probing the
surface of the moon. Members of the
joint expedition were Froelich Rainey,
James Delmege, Richard Linington, all of
the University Museum; and Carlo M.
Lerici, Lucia Vanoni, and Franco
Brancaleoni, of the Milan Engineering
School and the Lerici Foundation.
Experiments with the instruments for
underground exploration were carried
out in various archaeological areas, that is,
in the Etruscan area north of Rome, and
in Calabria in the south of Italy. The soil
conditions and the purposes of the research
differed in each area and thus gave greater
value to the results obtained.

M. Lerici, .Carol"New Archaeological
Techniques and International Cooperation in
Italy" Expedition Magazine 4.3 (1962): n.
pag. Expedition Magazine.
Penn Museum, 1962 Web. 09 Jul 2019
www.penn.museum/sites/expedition/?p=389

LA LERICI a Tarquinia

Su Franco Brancaleoni su internet si trovano anche scritti quantomai curiosi.

Si riporta a seguire uno scritto di Sergio Paglieri del 17 dicembre 2010:

Ritornando a Monicelli e al suo film sul Medioevo ambientato nella Maremma laziale, occorre aggiungere
che il regista azzeccò in pieno anche il "battesimo" del protagonista: "Lo meo nome est Brancaleone da
Norcia!" declamava Gassman in latino maccheronico; e mai denominazione poté riempire di più la bocca
d'uno scalcinato cavaliere. Era come il "laonde" caro ai bolognesi. Di dove fosse venuto quel nome non si sa,
ma io ho un' idea in proposito. Negli anni Sessanta, quando fu progettato e girato il film, operava tra Vulci e
Tarquinia un tal geometra Franco Brancaleoni, milanese, intento a sperimentare, per conto della fondazione
Lerici, nuovi metodi di ricerca archeologica. L'attrezzatissimo tecnico misurava la "resistività del terreno",
lanciando onde elettriche lungo una fila di picchetti piantati nel suolo: le anomalie nei grafici ricavati
indicavano muri sepolti. Altro strumento di Brancaleoni era un periscopio rovesciato, che s'infilava nei fori
praticati da una trivella e permetteva di esplorare le tombe etrusche senza scavarle. A Tarquinia ne furono
controllate a migliaia e scoperte parecchie di quelle dipinte. Sul posto i curiosi non mancavano mai e penso
che anche la "troupe" del film fosse della partita. Insomma, forse Brancaleone, in origine, era un geometra-
archeologo meneghino

LA LERICI a Tarquinia

Pannello esplicativo: inspection of etruscan tombs by means of a periscope before escavations





LA LERICI a Tarquinia

Da “Discorsi e messaggi del Presidente della Repubblica Giusepe Saragat”, a cura di Roberto Gallinari,
Segretariato Generale Della Presidenza Della Repubblica, Servizio Archivio Storico, Documentazione e Biblioteca,
Quaderni di Documentazione Nuova Serie n 13, Roma 2005

“La Lerici a Tarquinia”

Iniziativa patrocinata dal
Comune di Tarquinia

e dalle associazioni
Pro Loco Tarquinia

Viva Tarquinia


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