NEWSLETTERLAURA MINGUELL DEL LUNGOAPRILEAprile sta finendo, e in questo fiorire diuna calda primavera che ritornainvariabilmente, sembra incredibileche nel mondo esista tanta bruttura,tanta cattiveria, tanta corruzione.Voglio aggrapparmi a questo filo disperanza che la Natura ci regala con lasua sempreterna e rassicurantepresenza per parlarvi oggi di sogni.I sogni sono importanti, per stare bene,per fare progetti, per immaginare ilbello nella disperazione, per vedereuna luce nelle tenebre, per continuarea vivere anche nell'orrore.Vi regalo oggi una delle 90 storieracchiuse nella raccolta, compilata dame a quattro mani con la mia amica2026Jacqueline Ibáñez, 90 GIORNI PERAMARMI, pubblicata da Giuseppe DeNicola Editore nel 2025 e presentata loscorso novembre a Napoli e Salerno, inoccasione della Giornata InternazionaleContro la Violenza di Genere.L'opera era già.stata pubblicata daEuropa Ediciones in Spagna nel 2022.Questa è la mia storia. O almeno: unadelle mie storie. Buona lettura.QUANDO SARÒ GRAND...La scelta della facolà universitaria èarrivata ormai parecchi anni fa. Dovevoscegliere, come tutti, la strada che avreiintrapreso. Mi piaceva tutto, miinteressava ogni tipo di conoscenza. Mivedevo rinchiusa in un laboratorio aesaminare provette, ma anche a leggeretomi giganti in una biblioteca enorme.Immaginavo di essere nella selva, aseguire orme e tracce di animali, maanche a formulare impossibili teoriematematiche su un computer avanzato.Mi vedevo a cercare resti di anticheciviltà sotto terra, in qualche paeselontano, ma anche a progettareappartament di lusso.Tuttavia, non c’era nulla che, al disopra di tutte le materie e le scienzeumane, mi attraesse come la scritura.1Q U A N D O S A R ÒG R A N D E . . .
NEWSLETTERLAURA MINGUELL DEL LUNGOlavorato con Medici Senza Frontiere, ocon qualche altra ONG, magari in unpaese lontano e bisognoso.Mi sembrò che dovessi rinunciare amolte cose: geologia, astronomia,ingegneria, storia, filosofia, linguestraniere... insomma, tutta una serie dipossibilità che dovevo abbandonare.Mi dissi: “Quando sarò grande, midedicherò alla scrittura, quando saròmedico e avrò un buon lavoro sicuro,potrò coltivare il mio hobby discrivere”. E così, mi iscrissiall’università. Studiai, lasciai il miofidanzato di allora, incontrai miomarito, il padre delle mie figlie.Completai la facoltà, mi specializzai, e,con il mio diploma di specialista, mitrovai in una nuova fase della vita. Nonavevo più la possibilità di partire per unpaese di guerrra, come avevoimmaginato di fare, bensí avevo unapiccola bimba da accudire.Ci trasferimmo in un’altra nazione.Iniziai a lavorare a Barcellona, e dopopoco arrivarono altre due figlie. Ilsogno di partire per una missioneumanitaria sembrava ormai lontano.Tuttavia, in quegli anni, la escritturami ha continuato ad accompagnare.Taccuini e computer si riempivano diidee, storie, riflessioni. La scrittura eraScrivere è sempre stato il miobisogno, la mia costante, la miapassione. Leggevo moltissimo sin dabambina, a tal punto che, quando michiamavano mentre ero assorta nellemie letture, non mi accorgevonemmeno della mia presenza nelmondo esterno. E così, come avevoimparato a leggere, avevo imparato ascrivere. E adoravo farlo! Con la matitain mano, carta e fantasia, creavo storie,tute quelle che volevo.Gli anni passavano e miei taccuini,quaderni, agende si riempivano diracconti, appunti, poessie, riflessioni.Sognavo di diventare scrittrice: avreiscritto romanzi, avrei auto successo.“lofarò quando sarò grande”, pensavo.Quando arrivò il momento discegliere l’università, però, avevo giàattraversato quel processo di crescitache trasforma i sogni fantasticidell’infanzia in ricordi teneri, ma un po?ridicoli. Sapevo che dovevoconcentrarmi su qualcosa che miavrebbe permesso di lavorare al piùpresto.Per fortuna, tra le mille passioni, miero appassionata alla biologia. Avevouno spirito umanitario, una naturalecompassione per i più deboli, e così miconvinsi che il mio destino sarebbestato quello di diventare medico. Avrei2APR 2026ILEQ U A N D O S A R ÒG R A N D E . . .
NEWSLETTERLAURA MINGUELL DEL LUNGOmiei studi, avevo lasciato da parte ilprogetto umanitario per dedicarmi allafamiglia e avevo ottenuto un buonlavoro stabile, finalmente il momentoper dedicarmi alla mia passione eraarrivato. Scrivere, per me, era diventatoqualcosa di imprescindibile.Quell’opportunità che mi si erapresentata inaspettatamente mi diedela chance di realizzare il mio sogno.Nulla mi avrebbe fermato. Pubblicai ilmio primo romanzo e oggi ne sonoorgogliosa. Guadando indietro, possodire che quella fatica è stata la miadimostrazione di amore per me stessae per il mio sogno d’infanzia. Non misembra più ridicolo, e il mio sogno èdiventato una realtà che continuo acoltivare.Sono passati più di 90 giorni daquando ho ricominciato a scrivere, eora scrivere è diventato un’abitudinesacre, rispettata e ammirata da tutta lamia famiglia. Oggi sto lavorando al miosecondo romanzo, ne sto scrivendoanche un terzo e un quarto, e altremille idee bollono in pentola.Coninuo a lavorare e aspetto unaquarta figlia. Se tre anni fa mi avesserodescritto questa scena, non ci avreicreduto.la mia ancora di salvezza nei momentidifficili. Il sogno di diventare scrittrice,benché nascosto in un angolo remotodella mia mente, rimaneva vivo, anchese sembrava un obiettivoirraggiungibile.Poi, un giorno, ricevetti una mail dauna casa editrice italiana: “Vuoipartecipare a un premio letterario,anche se non hai finito il tuo libro?“Caspita!” pensai,“Questo messagio èproprio per me!” Decisi di parteciparecon un testo che avevo iniziato anniprima, isprirato dalla sofferenza deipazienti durante le mie lunghe guardieda specializzanda in terapia intensiva edalla morte prematura di un carocollega.Scrivevo soprrattutto di notte, trasuna pausa e l’altra, nei pomeriggid’estate mentre le bambine dormivano.Mio marito mi diceva: “Non capiscoperché ci dedichi tanto tempo”.Nessuno, tranne lui, sapeva cosastavo acendo.Alla fine, riuscii a completare ilromanzo, nonostante le difficoltà. Nonmi fermai davanti agli obblighi dellavita; ormai il “quando sarò grande” eragià diventato il mio presente.E così, mentre avevo già completato i3APR 2026ILEQ U A N D O S A R ÒG R A N D E . . .
NEWSLETTERLAURA MINGUELL DEL LUNGOE non sembra ridicolo a mio marito,che non si sorprende più quando hobisogno di scrivere. Mi ha persinoregalato un nuovo computer modernoe veloce, che lui chiama “il computerdella scrittrice”.Se hai un sogno, anche se ti sembratroppo grande o se gli altri ti diconoche è ridicolo, non mollare: un sogno èun sogno. Rispetta i tuoi sogni, credi inte stesso e concediti la possibilità diprovarci. E ricorda: se aspetti troppo,quando sarai grande potrebbe esseretroppo tardi per farlo. Non aspettare!Fa’ che il tuo sogno diventi realtà, oggi.Dimostrare le mie capacità, senzavergogna, farle diventare realtàtangibile, visibile, qualcosa che lepersone possono legere, aprezzare, econ cui emozionarsi, è la mia piùgrande ricompensa. Il mio sforzo, lamia determinazione, hannotrasformato il mio sogno in unarealizzazione concreta, aggiungendoamore per me stessa e per ciò che sonodiventata.Quando sarò ancora più grande,magari avrò decine di libri pubblicati esarò famosa. O forse no. Ma, a questopunto, immaginarlo non mi smbra piùridicolo.4APR 2026ILEQ U A N D O S A R ÒG R A N D E . . .