M A R E N O S T R U MNEWSLETTERLAURA MINGUELL DEL LUNGOSETTEMBREAgosto. Tempo di vacanze. Per molti, per lefamiglie numerose come la mia, per quellemeno numerose e anche per chi unafamiglia non ce l’ha.Tempo di vacanze, ma non per tutti. C’è chidi vacanze non ne ha, perché magari nonha un lavoro da cui andare in vacanza. Operché magari lavora in nero. O perché leferie le avrebbe pure, ma non ha un soldoper fare alcunché.Anche i bambini, spesso, non hanno levacanze. Perché semplicemente non hannouna scuola.Sembra incredibile, vero? leggerlo ora, cosìa bruciapelo, sul vostro smartphonepatinato ultimo modello, che magari ècostato la vita a qualche bambino nelle2025miniere di cobalto del Congo. Un bambinoche non aveva vacanze, né dalla scuola (chela scuola non sapeva nemmeno cosa fosse),né dal lavoro, che più che un lavoro era unaschiavitù. Perché non credo che a cinque seidieci tredici anni sia ammissibile lavorareper sopravvivere.E per morire.Ebbene sì: leggo sul mio smartphonequesta notizia, che molti bambini nelmondo non hanno la possibilità di andarealla scuola, stando sdraiata sul mioasciugamano consumato dal sale e dal sole,ricordo di un viaggio in Jamaica. Viaggioturistico, si intende. Come quello che mi haportata in un’ampia spiaggia sulla CostaDaurada, in Catalogna.Ma quanta gente viaggia non per turismo,bensì per disperazione? Per necessità.Ci penso? Me ne ricordo quando prenoto lemie vacanze? Quando decido la meta delmio prossimo viaggio?Quando me ne sto sdraiata sul mioasciugamano jamaicano guardando le miefiglie che spensierate e felici brulicano tracastelli di sabbia e bagni in mare?Sì, certo: ci penso. Sempre, ci penso.1
M A R E N O S T R U MNEWSLETTERLAURA MINGUELL DEL LUNGO2025Mondo che poi lasceremo in eredità aquesti stessi figli.Mondo inteso sia come pianeta — natura,ambiente — sia come umanità — società,cultura.Esistono milioni di modi diversi perprendersi cura del mondo, per esseresolidali, ecologici, etici, rispettosi, empatici,corretti, insomma: giusti. Ognuno puòcercare il proprio, e trasmetterlo alladiscendenza. Solo questo è il cammino chepotrà condurre, con un po’ di fortuna, a undomani migliore, per loro e per tutti.Vi propongo come riflessione quindi ilricordo di una giornata al mare, di un’estatedi qualche anno fa, in cui il mondo nonaveva ancora conosciuto l’era oscura dellaPandemia.Faceva vento forte, quel giorno, in quelmare greco. Le mie figlie giocavano felici sulbagnasciuga, perché avevo proibito loro dientrare in acqua. “È rischioso. Il maregrosso è pericoloso” dicevo loro.“Perché, mamma?” chiedeva Irene, che habisogno sempre di ribadire le sue ragioni.“Potrebbe sommergerti un’onda. Potrestiandare sotto con la testa e non riuscire piùa riemergere” le rispondevo.E per questo ne parlo oggi con voi, affinchétutti ci pensiamo. Affinché tutti riflettiamosulla fortuna che abbiamo avuto il giorno incui siamo nati.Dalla parte giusta.Non quella della ragione.La parte giusta del pianeta. In cui i dirittifondamentali dell’Essere Umano sonogarantiti per tutti.Allora visto che siamo in epoca di vacanza,di viaggi, di mare, vi invito a una riflessione.Non per farvi andare di traverso la giornatadi mare, il cocktail o l’intera vacanza, maperché tutti abbiamo una responsabilità, emi ci metto per prima.Ognuno di noi è una piccola goccianell’Oceano dell’Umanità, però le nostreazioni, per quanto irrisorie nell’economiagenerale delle cose del mondo, hanno ilpotere di condizionarne delle altre.Specialmente quelle dei nostri figli. Per cuinoi genitori abbiamo maggioreresponsabilità rispetto agli altri: non soloquella di agire, ma anche quella di mostrarecome agire ed educare ad agire nel rispettodel mondo intero.2SETTEMBRE
M A R E N O S T R U MNEWSLETTERLAURA MINGUELL DEL LUNGO2025impegnativa, piena di soddisfazioni efatiche, successi e sconfitte. Ma sicura. Unavita sicura.Abbiamo scelto la sabbia per riposare lenostre membra stanche, non per sempre.Solo per due settimane. Solo per scattareuna foto col tramonto e poter dire: “Chebello sarebbe vivere qui!”.Non per desiderare semplicemente: ”Chebello sarebbe vivere!” mentre ci troviamo inmezzo a quelle onde, in acqua alta,guardando la costa lontana eirraggiungibile.Per fortuna. È solo fortuna.Per fortuna i nostri corpi non finiscono inmezzo al mare, gonfi di acqua, bruciati dalsale e dal gasolio, segnati dalle torture,dagli stenti e dalle violenze. Noi siamo qui,belli, abbronzati, puliti, con la crema solareprofumata, gli stomaci pieni, stesi sui nostriasciugamani consunti, al sole. Guardiamo ilmare e ci lamentiamo delle vite da cuifuggiamo per qualche settimana.Vite che per fortuna non dobbiamo regalareal mare.Ma è solo per fortuna, non perché siamomigliori. Non ci meritiamo nulla di più diloro.Siamo solo stati più fortunati.E pensavo: ”Potrebbe entrarti acqua nelnaso, nella bocca, nei polmoni, e soffocarti.Potrebbe colpirti un’onda con forza eportarti giù, farti perdere i sensi. Potrebbetrasportarti la corrente sugli scogli, fartisbattere il cranio e ucciderti” Ma non glie lodicevo.Dicevo solo: “Restate qua, bambine mie.Giocate con la sabbia. È pericoloso trovarsiin acqua con questo vento. È pericolosotrovarsi all’improvviso in acqua alta”Per fortuna non siamo in acqua alta, noi.Continuavo a pensare.Per fortuna le mie bambine possono fare levacanze in un’isola greca,spensieratamente, senza temere per lapropria vita né per quella dei loro genitori.Per fortuna.Per fortuna non dobbiamo imbarcarci suuna scialuppa vecchia e precaria da unporto libico clandestinamente o dalle costedella Turchia in piena notte per attraversarequesto Mediterraneo così turbolento.Per fortuna i nostri problemi di oggiriguardano i castelli di sabbia e il ristorantedella cena.Per fortuna siamo arrivati su quest’ isolagreca per scappare dall’afa di Atene e da unanno di scuola e lavoro, da una routine3SETTEMBRE
M A R E N O S T R U MNEWSLETTERLAURA MINGUELL DEL LUNGO2025La cittadinanza non può rimanereimpassibile, ognuno ha la sua parte diresponsabilità. Per quanto piccola.La più importante di noi genitori èl’educazione.Educhiamo all’accoglienza, al soccorso, alrispetto, alla tolleranza. Educhiamo allapace, educhiamo all’amore.La bellezza del mondo che lasceremo ainostri figli e ai nostri nipoti dipende daquello che noi insegniamo loro a costruire.E allora, mentre osserviamo questa bellaspiaggia davanti a noi, mentre ci perdiamonel luccichio del mare toccato dal sole,mentre riposiamo le membra su questasdraio, col nostro smartphone in mano,sbirciando i social alla ricerca di qualcosache allontani la noia, dedichiamo unpensiero a quelli meno fortunati,chiediamoci realmente: “Quale ruolo ho ionella società? Quali sono gli strumenti cheho a disposizione per migliorarla? Qualitentativi posso fare per rendere questopianeta un luogo migliore?”Ognuno ha qualche possibilità, per quantopiccola.Per fortuna.È solo fortuna.Se facciamo fatica a crederlo basta chiuderegli occhi immaginarci, per un attimo solo,accalcati in uno di quei barconi che benconosciamo, cercando di stringere i nostrifigli. Quanti ne avete? Tre? quattro? Sei?Come li afferrereste perché nessuno cadain mare? E che direste al più piccolo quandovi chiedesse acqua da bere?Basta immaginare questo, per pochisecondi, per capire che la nostra è solofortuna. Che in fondo al Mare Nostrum cisono persone, persone come noi. Cheavevano desideri, aspirazioni e necessitàcome noi. E che se non ci siamo noi è soloun caso.Se immaginiamo noi stessi sprofondare inquegli abissi, allora capiamo che chiimpedisce il soccorso in mare è uncriminale, tanto quanto assassini, mercantidi schiavi, sfruttatori di esseri umani,torturatori, commercianti di organi,stupratori. Tanto quanto le autorità che dadecenni permettono il perpetuarsi diquesta tragedia.4SETTEMBRE
M A R E N O S T R U MNEWSLETTERLAURA MINGUELL DEL LUNGO2025E se non ci interessa farlo per loro, perquelli sfortunati; se non ci interessa farloper l’ideale; se non ci interessa farlo per noi,perché non sentiamo la necessità di esserepersone migliori; allora facciamolo perquesti bimbi che abbiamo di fronte, chegiocano con la sabbia. Facciamolo per inostri figli.5PHOTOPORTRAITVIDEOMARENOSTRUMDonde habitan las palabrasDonde habitan las palabrasDove abitano le paroleDove abitano le paroleOn habiten les paraulesOn habiten les paraulesSe il Mare è Nostrum per godere dellevacanze, deve essere Nostrum pure per gliaffari scomodi.Che poi, a pensarci bene, quest’affare èproprio nostrum.SETTEMBRE