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Published by social.uruguay, 2021-12-17 04:20:41

n.8

n.8

CITTADINANZA ATTIVA

LA SQUADRA ANTI BULLISMO - Progetto Dopo averlo terminato, modificato e visto, ognuno
LED ha espresso la propria opinione e abbiamo effettuato
diverse proposte per renderlo ancora più efficace.

Siamo molto soddisfatti del risultato, siamo una vera
e propria squadra contro il bullismo!

G. Cacciotti, S. Di Francesco, V. Prestera, M.
Tagliarini II i - G. Masina

Le lezioni riguardanti il progetto antibullismo che
abbiamo seguito nella nostra scuola, sono state
molto interessanti, formative ed istruttive.
Nel corso dei primi incontri abbiamo analizzato tutti
insieme le figure presenti negli atti di bullismo, quali
la vittima, il bullo, i testimoni muti (ovvero le persone
che guardano e non parlano) ed anche coloro che
segnalano i vari atti ad un adulto. Ci è stato anche
richiesto di raccontare eventuali episodi vissuti
come vittime di bullismo.
Noi ovviamente eravamo già preparati, perché lo
scorso anno la nostra professoressa di Lettere ci ha
dato da leggere dei libri riguardanti tale argomento,
tra cui “The bully book”, “Obbligo o verità” e
“Wonder”. Alla lettura di questi testi sono seguite
delle lezioni specifiche e mirate, durante le quali
sono nate delle discussioni interessanti
sull'argomento.
Nelle ultime lezioni ci siamo organizzati per
cominciare a registrare un video che raccontasse un
episodio comune di bullismo e che in qualche modo
inviasse un messaggio efficace ed istruttivo su
questo argomento.

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CITTADINANZA ATTIVA

UNA SQUADRA CONTRO IL BULLISMO classe ha capito che ciò che fanno i bulli è sbagliato
e, nel momento in cui vogliono rifare del male alle
Quando la professoressa Comotto ci ha informato vittime, tutti si avvolgono attorno a loro lasciando soli
del fatto che io e Noemi saremmo dovute andare al i bulli.
corso sul bullismo e sul cyberbullismo, non avevamo Grazie alla partecipazione delle seconde e delle
idea di quello che avremmo dovuto fare o dire, però terze medie, siamo riusciti a mandare un messaggio
è stato molto interessante e istruttivo. a tutti con un video per dimostrare che non bisogna
Il primo lunedì, quindi la prima volta che siamo mai rimanere in silenzio in casi come questi, ma
andate nell’aula magna, ci siamo messi tutti in parlarne con adulti.
cerchio e abbiamo parlato del comportamento del
bullo (forte, sicuro, furbo) e di quello della vittima V. Cecconi e N. Fioravanti III N - G. Masina
(debole, insicura, ansiosa). Poi abbiamo parlato del
fatto che il bullo non viaggia mai da solo, ma sempre
in coppia, ha sempre una spalla destra.
Come cosa più importante abbiamo scritto su un
foglio chi erano le vittime, gli amici delle vittime, i
bulli, gli amici del bullo, le comparse (io e Noemi), il
professore ecc.
La volta successiva ci siamo occupati della
realizzazione del video in un'altra aula.
Per prima cosa abbiamo girato la scena dove
salivamo le scale ed entravamo in classe; proprio in
quell’istante, i bulli hanno fatto cadere le vittime a
terra, per poi prenderle in giro. Subito dopo essersi
messi seduti, un’amica dei bulli ha rubato l’astuccio
e l’ha lanciato ad altre sue amiche. Finita la lezione,
il professore è andato via dalla classe e i bulli ne
hanno approfittato per lanciare alle vittime delle
palline di carta. Dopo alcuni giorni, il resto della

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CITTADINANZA ATTIVA

NOI PICCOLI CITTADINI naturale, artistico

e culturale. 

L’Educazione Civica, introdotta come disciplina La “Giornata della

scolastica dalla legge92/2019, promuove gentilezza” (13

l’insegnamento-apprendimento per contribuire a Novembre) e la

formare cittadini responsabili ed attivi, stimolando la “Giornata dei

partecipazione consapevole alla vita civica, diritti dei bambini”

culturale e sociale della comunità nel rispetto delle (20 Novembre) A. Marchesini
hanno offerto
regole condivise, dei

diritti e dei doveri di l’occasione per creare percorsi di apprendimento ed

ciascuno. attività per scoprire l’altro da sé, attribuire

L’esperienza scolastica importanza alle parole e alle azioni “gentili”, alla

rappresenta, per i scoperta dei diritti e dei doveri dei bambini e

bambini/e della Scuola soprattutto la necessità di stabilire regole condivise,

dell’Infanzia, il primo le quali non rappresentano limiti, ma opportunità per

contesto importante per crescere e vivere in un mondo migliore.

iniziare a vivere

pienamente azioni di Le maestre e i bambini della scuola dell’Infanzia

M. Stern Nuovo partecipazione operosa
che rappresenteranno il

primo passo verso un percorso che li porterà ad un

graduale sviluppo della consapevolezza dell’identità

personale e alla percezione di quella altrui, ad

essere cittadini attivi, informati e responsabili.

Il gioco ed attività educative divertenti ed

esperienziali saranno lo strumento attraverso il quale

i piccoli alunni impareranno a discriminare

comportamenti corretti o scorretti, conoscere simboli

della Repubblica

italiana, riflettere

sul significato di

uguaglianza,

solidarietà,

sull’importanza di

salvaguardare il

Giardino dell’Arcobaleno patrimonio

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CITTADINANZA ATTIVA

NOVE ATTIVITÀ CHE CI AIUTANO A
RISPETTARE L’AMBIENTE

Esistono tante piccole azioni che possiamo mettere
in atto per rispettare l'ambiente. Qui di seguito
elenchiamo alcune abitudini che puoi adottare sin
da subito per risparmiare risorse preziose per il
benessere del nostro pianeta.

• Chiudi il rubinetto quando non serve, per
esempio quando spazzoli i denti o ti insaponi.

• Semina alberi e raccogli i rifiuti a terra per
evitare che le piante si ammalino.

• Ricicla i rifiuti e fai la raccolta differenziata.
• Quando puoi, evita di usare la macchina e

spostati con la bici o vai a piedi.
• Chiudi le finestre se i riscaldamenti sono

accesi, così eviterai la dispersione di calore.
• Organizza “swap party”, mercatini per

scambiare: libri, vestiti e giocattoli.
• Utilizza lampadine a basso consumo

energetico.
• Spegni, quando non li usi, i dispositivi

elettronici (TV, computer, tablet...).
• Fai la doccia al posto del bagno nella vasca,

in questo modo risparmierai tanta acqua.

Classi 4a A e 4a B - M. Simoncelli

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CITTADINANZA ATTIVA

L’OVERSHOOT DAY E LA SOSTENIBILITÀ senza compromettere le risorse per le generazioni
future.
ECONOMICA, SOCIALE E AMBIENTALE. Esistono tre tipi di sostenibilità: economica (un
prodotto non deve costare troppo), ambientale (un
Nel mondo, ai prodotto deve rispettare l’ambiente) e sociale (un
giorni nostri, prodotto deve rispettare le persone che lo
siamo producono e che lo consumano). Un prodotto
tantissimi e la veramente sostenibile deve rispettare questi tre
Te r r a , c h e punti. Per rispettare l’ambiente molti Stati, tra cui
impiega del l'Italia, partecipano ad un processo chiamato
tempo a “transizione ecologica”, ossia il passaggio dall’uso
rigenerare le di combustibili fossili alle fonti di energia rinnovabili
risorse da e pulite. Si tratta di un processo molto difficile e
mettere a disposizione, non riesce a tenere il passo lento, perché quasi tutte le industrie funzionano
dei nostri consumi. esclusivamente con combustibili fossili.
Se non sappiamo quanto possiamo chiedere alla Il problema della sostenibilità è un argomento
Terra, se ignoriamo in che direzione stiamo importante, che interessa tutto il mondo, e che va
andando, sicuramente la situazione degenererà affrontato con serietà e subito, prima di creare
sempre di più! ulteriori danni alla nostra amata Terra che già sta
Per affrontare questa problematica, i ricercatori soffrendo.
hanno studiato un sistema per misurare l’impatto Abbiamo iniziato a porci delle domande: viviamo in
ambientale dei nostri consumi attraverso l’impronta famiglie responsabili che si preoccupano
ecologica, che è la somma in ettari di tutte le dell’ambiente? Facciamo soprattutto noi del nostro
superfici di terra che utilizziamo (sottraendole agli meglio per aiutare la Terra?
ecosistemi) per produrre tutti i beni che produciamo Purtroppo, la risposta è no, non siamo molto
e per assorbire tutti i rifiuti che produciamo. ecosostenibili, anzi consumiamo troppo. Ogni
I nostri comportamenti non vanno d’accordo con la famiglia consuma all’anno quasi 4,5 ettari di terra,
definizione di sostenibilità, perché consumiamo di ed è veramente eccessivo!
più rispetto a quanto necessario, aumentando la Li sprechiamo soprattutto nel consumo di acqua, di
nostra impronta ecologica. Questo indicatore ci dice gas e di energia e produciamo tantissimi rifiuti e a
che stiamo consumando risorse come se avessimo volte buttiamo degli alimenti o perchè hanno la
a disposizione due pianeti. L’Overshoot day indica il muffa, o perchè sono scaduti, per questo dobbiamo
giorno in cui le persone consumano tutte le risorse imparare a risparmiare e consumare di meno.
del pianeta, in altre parole indica il giorno È un problema che riguarda tutti, perché la Terra è di
dell'esaurimento ufficiale delle risorse della terra, tutti e dobbiamo amarla e preservarla nel migliore
dopo il quale avrà inizio il “sovrasfruttamento”: il dei modi: ognuno di noi si deve impegnare ad
2020 questo giorno è stato fissato nel 20 aprile. Per occuparsi della sostenibilità, perché l’unione fa la
contrastare questi terribili fenomeni, dobbiamo forza, e tutti insieme possiamo salvare il nostro
puntare alla sostenibilità, definita come caratteristica pianeta!
di un processo che può essere mantenuto
indefinitamente ad un certo livello, ovvero, C. Baldassarri, G. Lombardo, D. Pace, N. Petrilli, R.
dobbiamo riuscire a soddisfare le nostre necessità Salvatori. Artwork di: A. Meconizzi
I D - G. Masina

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CITTADINANZA ATTIVA

RIFLESSIONI DA NERD

Mi è capitato, a volte, di essere indeciso se praticare
o meno come attività, quella  di “topo di biblioteca”.
Ad esempio, c’è un mio amico che pratica lo sci
nautico e dice che è uno sport ma, secondo i miei
calcoli non è veramente uno sport, perché si pratica
solo d’estate... lo so perché il mio bellissimo cervello
viene usato con una percentuale maggiore rispetto
alla norma, ossia al 50%. In parole povere, sono più
intelligente!
Secondo un altro mio amico ogni attività praticata è
uno sport: dal suo punto di vista, infatti, io sono un
“campione di divani e di sedie”, altrimenti dove mi
metterei a studiare tutte quelle ore? Se il mio
cervello avesse avuto le orecchie adesso sarebbe
svenuto, cosa che avrebbe mandato tutto il corpo in
spegnimento, il che è altamente improbabile, anche
se, scientificamente parlando, sarebbe possibile.
E’ ora di parlare del mio studio. Mi impegno per il
20%, perché compro e leggo di nascosto i libri del
liceo ed in quel caso impegno il 60% del mio
cervello, mentre il restante 20% lo tengo per la
televisione (il mio cartone preferito è “Siamo fatti
così”, che trovo molto interessante ed istruttivo).
Il mio sogno? Diventare lo scienziato presidente del
mondo intero!Una grandissima conquista per il mio
bellissimo cervello!!!

M. Bartolacci I i - G. Masina

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CITTADINANZA ATTIVA

IL BRASILE, UN VIAGGIO NELLA MIA ABITUDINI E CIBO
TERRA D’ORIGINE Di solito in Brasile si fa una
abbondante colazione.
Il Brasile è una nazione molto vasta ed importante, Molto spesso a colazione si
ed io lo conosco molto bene, perché la mia mamma mangia la tapioca, una
è nata e vive in Brasile, precisamente a Fortaleza. Io specie di frittella sia dolce
sono nato e vivo a Roma ma ho vissuto lì per ben che salata. Al mattino si beve il caffè o il succo
quattro mesi (due a Fortaleza e due a Rio), appena spremuto dei nostri frutti tipici, come il
precisamente quando avevo tre anni e anche se ero mango, la papaya... si mangiano anche l’uovo e il
molto piccolo, ricordo tutto perfettamente. bacon, il toast con la manteiga (un burro tipico
Nel Brasile c’è la foresta Amazonica che è il brasiliano).
polmone verde del mondo, essenziale anche se con
la deforestazione ogni giorno molte specie di animali A pranzo si mangia la
e la foresta si estinguono. feijoada un piatto di riso,
carne e fagioli messi
RIO DE JANEIRO insieme con sopra la farofa,
una farina.
Rio è una delle città
più importanti e belle A cena si mangia molto poco, una
del Brasile di cui carne che si chiama picagna condita
possiamo vedere con il sale grosso oppure del
l’immagine. buonissimo pesce fresco fritto o al
La città come forno.
possiamo vedere è molto vasta e piena di grattacieli
ma ci sono anche le favelas, cioè la parte povera di Poi alla fine si mangiano
Rio: ricordiamoci però che proprio da lì provengono dei dolci che si chiamano
alcuni dei giocatori di calcio più forti del mondo! brigaderos, che sono delle
palline di latte condensato
LE FESTIVITÀ e farina di cocco e
Una delle festività più cioccolato.
importanti e sentite
del Brasile è il O. Pagliari I i - G. Masina
Carnevale: la durata
è di sette giorni in

totale, le sfilate durano tre giorni e vengono
presentati molti carri e ballerine!

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CITTADINANZA ATTIVA

GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE necessario inventare una nuova parola se esiste già
DONNE il termine “omicidio” in italiano per indicare
l’assassinio dell’uomo e della donna? Ce lo spiega
Il 25 novembre si celebra la giornata internazionale Rosario Coluccia, accademico della Crusca: “La
contro la violenza sulle donne ed è stata istituita risposta, come spesso càpita, ce la danno i
inizialmente nel 1981 perché in questa data avvenne vocabolari. La voce FEMMINA viene spiegata così:
il primo “Incontro Internazionale Femminista delle ‘essere umano di sesso femminile, spesso con
donne latinoamericane e caraibiche”. Nel 1999 valore spregiativo’. Badate all’aggettivo
l’ONU sceglie proprio questa “data simbolo” in «spregiativo», la soluzione è lì. Il FEMMINICIDIO
ricordo delle sorelle domenicane Mirabal che nel indica l’assassinio legato a un atteggiamento
1960 vennero uccise, proprio il 25 novembre, culturale ributtante, di chi considera la moglie, la
perché si opposero al dittatore Trujillo. Le sorelle compagna, l’amica, la donna incontrata
stavano andando a far visita ai mariti in carcere, casualmente, non un essere umano di pari dignità e
quando furono picchiate con dei bastoni, per poi di pari diritti, ma un oggetto di cui si è proprietari; se
essere buttate giù per un burrone dai carnefici. la proprietà viene negata, se un altro maschio si
Questi ultimi fecero passare il femminicidio per un avvicina all’oggetto che si ritiene proprio, scatta la
incidente, ma fu subito chiaro che le Mirabal erano violenza cieca. [...] Se una società genera forme
state assassinate. mostruose di sopraffazione e di violenza, bisogna
Nel 2009 è stato deciso anche il simbolo per questa inventare un termine che esprima quella violenza e
giornata: le “scarpe rosse”, ideate dall’artista quella sopraffazione. E quindi è giusto usare
messicana Elina Chawet con la sua opera “Zapatos FEMMINICIDIO, per denunziare la brutalità dell’atto
Rojas”. L’artista con la sua arte voleva ricordare la e per indicare che si è contro la violenza e la
sorella minore, uccisa dal compagno, all’ età di soli sopraffazione. Bene ha fatto la lingua italiana a
ventidue anni. In Texas vennero usate per ricordare mettere in circolo la parola FEMMINICIDIO; il
le donne rapite, violentate e uccise a Ciudad Juarez. generico OMICIDIO risulterebbe troppo blando
Nonostante l’emancipazione della donna, la violenza […]”. Le parole hanno un peso. Questo tipo di
nei suoi confronti è continuata, addirittura è stata comportamento è figlio di una cultura maschilista in
coniata la parola femminicidio. Ma perché è stato cui l’uomo si considera e viene considerato
superiore alla donna che deve solo essere
sottomessa a lui.
Questa mentalità ha radici molto antiche…
Per esempio lo scorso anno (in seconda media)
abbiamo studiato in letteratura Giovanni Boccaccio,
letterato fiorentino del 1300, e nella terza novella
dell’ottava giornata del “Decameron” intitolata “La
pietra portentosa di Calandrino” possiamo trovare

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CITTADINANZA ATTIVA

un esempio di violenza sulle donne. In questo dall’inizio. Siamo nel 1963 (NON nel Medioevo!)
racconto, il protagonista Calandrino viene preso di quando Franca Viola era fidanzata con Filippo
mira per uno scherzo dai suoi amici Bruno e Melodia, esponente di una famiglia mafiosa, con il
Buffalmacco, i quali gli dissero che esisteva una permesso dei genitori. Questi ultimi, però,
pietra magica per diventare invisibile. Così l’ingenuo interruppero la loro relazione perché Melodia venne
Calandrino si mise a cercare e gli amici gli fecero incriminato di furto. Filippo non lo accettò e pensò
credere che l’aveva trovata e da quel momento bene di rapire e violentare la ragazza per poi essere
fecero finta di non vederlo. Quando rientrò a casa, ritrovata otto giorni dopo. A questo punto dato che
la moglie gli si presentò davanti sgridandolo, perché una ragazza nubile che fosse stata fuori casa anche
aveva fatto tardi per il pranzo. Convinto che sua solo una notte veniva considerata una
moglie avesse fatto svanire il suo potere “svergognata”, “disonorata”, per recuperare davanti
dell’invisibilità, sfogò tutta la sua ira su di lei, alla comunità l’onore perso avrebbe dovuto sposare
afferrandola per le trecce, cominciando a tirarle il suo rapitore e violentatore. Ma Franca si rifiutò
calci e pugni per tutto il corpo, lasciandola con categoricamente, supportata anche dai suoi genitori
neanche un osso intatto. La storia poi finisce con gli che non la lasciarono sola. Così, dopo un lungo
amici del protagonista, Bruno e Buffalmacco, che processo e una dura battaglia riuscì a condannare il
entrando in casa dell’uomo gli chiesero spiegazioni suo carnefice. Il matrimonio riparatore era una
e allora lui rispose dicendo: “Arrivo a casa e che “soluzione” adottata dalle famiglie delle giovani
succede? Questo demonio maledetto di una donna donne vittime di stupro per salvaguardare l’onore
mi viene davanti e mi vede! Voi lo sapete: le donne delle famiglie delle vittime. Si sposò poi con
fanno perdere la virtù ad ogni cosa, e per causa sua Giuseppe Ruisi contro ogni usanza e pregiudizio
io, che potevo considerarmi l’uomo più fortunato di dell’epoca. L’8 marzo 2014 venne pubblicamente
Firenze, sono rimasto il più disgraziato! Ecco perché sugellato il valore civile della sua coraggiosa scelta,
l’ho picchiata con quanta forza avevo nelle mani e per la quale il Quirinale le diede un’onorificenza
non so cosa mi trattenga dal tagliarle le vene! insignita dal presidente emerito Giorgio Napolitano e
Maledetto il giorno in cui la incontrai! Maledetto il il 5 settembre 1981 FINALMENTE in Italia venne
giorno che venne a stare in questa casa!”. Con abolito il matrimonio riparatore e riformato il diritto di
questo racconto non potrebbe essere più chiaro famiglia.
come e quanto non solo Calandrino, ma anche la “Non fu un gesto coraggioso. Ho fatto solo quello
società del tempo, considerasse la donna, vista che mi sentivo di fare, come avrebbe fatto qualsiasi
come causa di tutti i mali, come un oggetto di cui altra ragazza: ho ascoltato il mio cuore, il resto è
servirsi per poi screditarla e aggredirla appena se venuto da sé […] Io non sono proprietà di nessuno,
ne offra l’occasione. nessuno può costringermi ad amare una persona
Abbiamo approfondito poi la storia di Franca Viola, che non rispetto, l’onore lo perde chi le fa certe
ragazza diciassettenne siciliana che disse no al cose, non chi le subisce" disse Franca in
matrimonio riparatore. Ma ricostruiamo la sua storia un’intervista.

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CITTADINANZA ATTIVA

Ad oggi ogni donna dovrebbe dirle grazie per il 2. Numero antiviolenza e anti stalking 1522: attivo
gesto coraggioso che ha compiuto. 24h per tutto l’anno, sia in linea fissa sia
Questi uomini violenti aggrediscono, violentano o mobile oppure l’App 1522.
addirittura uccidono, loro dicono per amore… ma
cos’è l’amore? 3. Pronto soccorso o farmacie se si ha bisogno di
L’amore per noi è un sentimento profondo che si immediate cure mediche.
prova verso qualcuno. L’amore è quando ti senti a
tuo agio con quella persona senza provare 4. App YouPol: app realizzata per segnalare le
imbarazzo, pressione o qualsiasi altra sensazione violenze domestiche.
negativa. È quel sentimento che nessuno di noi
riesce a descrivere con parole esatte, è in ognuno di Oppure un altro metodo per segnalare la violenza
noi quindi è anche un “elemento” che ci accomuna domestica, non destando sospetto nel caso ci si
tutti perché chiunque lo prova prima o poi. Nel vero trovi con il carnefice, è fare il segnale d’aiuto
amore, quello autentico l’altro non è MAI un oggetto, tenendo la mano in alto con il pollice piegato nel
una cosa da possedere, a cui si impongono le palmo, piegando poi le altre dita verso il basso,
proprie idee o regole, ma una persona da intrappolando così il pollice tra le dita, come
rispettare, con cui dialogare e aprirsi, a cui si dà nell’immagine qui sotto riportata.
fiducia e da cui si riceve fiducia, attraverso uno
scambio reciproco.
Riassumendo se ti fa del male fisico, se ti spinge e
schiaffeggia, se ti chiude in una stanza, se ti vieta di
uscire con i tuoi amici, se ti vieta di vestirti come
vuoi tu, se ti offende ed umilia…questo non è amore!

G. Nardoni e V. Avino III - G. Ungaretti

sitografia: www.corriere.it,

www.accademiadellacrusca.it, www.treccani.it,

www.paesesera.toscana.it

bibliografia: A. Barabino, N. Marini. Dai, racconta.

Letteratura italiana dalle origini all'età

contemporanea, Teatro, Torino, Sei, 2018.

Per segnalare ogni tipo di violenza sia fisica che

psicologica ci si può rivolgere al:

1. 112: numero di emergenza dove si può

denunciare un’aggressione fisica o minacce.

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CITTADINANZA ATTIVA

S.O.S VIOLENZA SULLE DONNE

Il 25 novembre ricorre la giornata contro la violenza sulle donne. E’ un giorno molto importante che mira a
sensibilizzare le persone sull’argomento. Ecco alcuni chiarimenti in merito.

Perché si celebra il 25 novembre?
In ricordo del sacrificio delle sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabel. Uccise dagli agenti del dittatore
Rafael Leonidas Trujillo nella repubblica dominicana.
Quando è stata istituita questa ricorrenza?
E’ stata istituita nel 1999 dall’assemblea dell’ONU.
Che cosa si intende per violenza?
La violenza non è solo quella fisica, ma anche quella psicologica come quando qualcuno ti svaluta e ti rende
infelice.
Quali sono i simboli?
I simboli sono: le scarpette rosse, la panchina rossa, i fiori rossi, il nastro bianco, rosso e arancione.
Qual è il numero antiviolenza?
E’ il 1522.
Chi può aiutarti?
Associazioni contro la violenza sulle donne: DiRe (Donne In Rete), Frida, Donne Insieme, Contro la Violenza,
Telefono Rosso e Centro Donne L.I.S.A (Libertà Internazionalismo Soggettività Autodeterminazione), Casa
Delle Donne, Lucho, Differenzadonna, E.M.M.A, Orlus Florida.
Cos’è il codice rosso?
Il codice rosso è una legge della Repubblica Italiana a tutela delle donne e dei soggetti deboli che subiscono
violenze, per atti persecutori e maltrattamenti.
Quali sono le pene previste?
• Il codice rosso: la vittima di violenza, molestie, stalking dovrà essere sentita da un magistrato entro tre giorni

dalla iscrizione della notizia di reato.
• Revenge porn: da uno a sei anni per chi diffonda foto e video a contenuto sessualmente esplicito di una

persona senza il suo consenso.
• Induzione al matrimonio: reclusione da uno a cinque anni, e da due a sei se coinvolge un minore.
• Sfregi: da otto a quattordici anni per sfregio permnanente al viso. Più difficile ottenere misure alternative.
• Violenza sessuale: carcere da sei a dodici anni (invece di cinque a dieci). Fino a quattordici anni se è di

gruppo e fino a ventiquattro anni se la vittima ne ha meno di quattordici.
Qual è il gesto in caso di aiuto?
Si chiama “signal for help”. E’ semplice, sicuro e silenzioso. Consiste nel piegare verso il palmo della mano il
pollice tenendo le altre quattro dita in alto e poi chiuderle a pugno.
Cosa significano le scarpette rosse?

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CITTADINANZA ATTIVA

Le scarpette rosse rappresentano il percorso di ogni singola donna verso la libertà dalla violenza. Indossarne
un paio vuol dire basta ad ogni tipo di violenza.
Chi tutela le donne in Parlamento?
La commissione femminicidio ha come presidente l’onorevole Valeria Valente. Oltre al presidente è costituita
da tre vicepresidenti e quattro segretari.
In quali regioni ci sono maggiori casi di femminicidio?
Le regioni con il maggior numero di violenza sulle donne sono la Lombardia, la Campania e la Sicilia.
Classe II G - G. Ungaretti

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CITTADINANZA ATTIVA

IL MUSEO DI TORINO: VI RACCONTO IL venivano avvolti in alcune bende ed infine messi
MIO VIAGGIO ALLA SCOPERTA dentro il proprio
DELL’ANTICO EGITTO sarcofago.
Gli egiziani avevano molta
Ciao ragazzi, cura anche per la
oggi vi parlerò preparazione del
di un posto che sarcofago: nel retro
dovete raccontavano la propria
assolutamente vita e invece nella parte
visitare: IL anteriore scrivevano delle
MUSEO preghiere.
EGIZIO di Anche alcuni animali
To r i n o , l ’ h o venivano mummificati, ma solo quelli che vivevano
visitato con la nei templi e quindi considerati sacri.
mia famiglia ed è stato molto interessante! Lo sapete perché gli egizi avevano così tanta cura
In questo museo ci sono più di 50.000 reperti dei sarcofagi e dei corpi?
dell’antico Egitto. La nostra guida ci ha spiegato Perché credevano in una seconda vita uguale alla
come si preparavano i defunti per l'aldilà, rito precedente dopo la morte e speravano di arrivarci
fondamentale per gli Egizi: i corpi dei defunti nel migliore dei modi.
venivano ricoperti di catrame per non farli Spero che il mio articolo vi abbia incuriosito e che
decomporre e privati dei loro organi per una riusciate a vivere la stessa esperienza che ho
decomposizione ancora più lenta; successivamente, vissuto io con il mio stesso entusiasmo!

Francesco Marcialis I i - G. Masina

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LE NOSTRE
INTERVISTE

"GIORNALISTI PER UN GIORNO" a) Sì, le tre gemelle e Lorenzo.
INTERVISTA AGLI ALUNNI DELLA SCUOLA b) Sì e sono contento. 
PRIMARIA " M. SIMONCELLI"  c) Sì.

Gli alunni della classe 5a B, del plesso “M. 7) Qual è la tua materia preferita?
Simoncelli”, hanno intervistato alcuni bambini della a)  Italiano.
classe 1a D per avere un loro parere sull’esperienza b) Italiano perché è più facile.
della scuola primaria. c)Matematica.

1) Come ti chiami? 8) Sei felice di frequentare la prima? E perché?
a) Nazareno Concetti a) Sì, perché sto bene a scuola.
b) Francesco Romeo b) Sì, mi piacciono le maestre.
c) Marta Olevano c) Sì, mi piacciono le nuove maestre.

2) Ti piace la scuola Simoncelli? 9) Cosa ti manca della scuola dell’infanzia?
a) Sì, è bella. a) Il giardino.
b) Sì, perché le materie da studiare sono facili. b) I giochi.
c) Sì, perché è nuova. c) Le maestre.

3) Come è stato il tuo primo giorno di scuola? 10) Cosa ti incuriosisce della scuola primaria? 
a) È stato emozionante ed indimenticabile. a) La LIM.
b) È stato bellissimo e mi sono emozionato. b) Il ritmo della cornicetta.
c) È stato emozionante. c) Il giardino della scuola.

4) Noti differenze tra la scuola dell’infanzia e la E` stata un’esperienza positiva, emozionante e
scuola primaria?  soprattutto indimenticabile.
a) Nella scuola primaria ci sono pochi giochi.
b) Nella scuola dell’infanzia c’era una rotazione dei Classe 5a B e N. Concetti,
ruoli. F Romeo, M. Olevano 1a
c)Sì, mi mancano le maestre, i giochi e i compagni. D - M. Simoncelli

5) Sei curioso/a d’imparare nuove cose? E quali?
a) Sì, la matematica per diventare maestro.
b) Ho voglia di imparare nuove cose.
c) Desidero imparare a leggere e a scrivere.

6) Hai fatto nuove amicizie?

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LA NOSTRE INTERVISTE

"GIORNALISTI PER UN GIORNO" 6) Hai fatto nuove amicizie?
INTERVISTA AGLI ALUNNI DELLA SCUOLA a) Ho conosciuto tutti i compagni di classe.
PRIMARIA " M. SIMONCELLI" b) Ho conosciuto tutti i compagni di classe.
c) Sì, tante e sono molto contento.
Gli alunni della classe V A ,del plesso “M.
Simoncelli”, hanno intervistato alcuni bambini della 7) Qual è la tua materia preferita? 
classe I C per avere un loro parere sull’esperienza a) Mi piace arte e immagine.
della scuola primaria.. b) Mi piace italiano.
c) Mi piace musica.
1) Come ti chiami?
a) Nicole Barone 8) Sei felice di frequentare la prima?
b) Melissa Di Giuseppe a) Mi piace stare in classe.
c) Fabio Gregorini b) Mi piace stare con gli amici e le maestre.
c) Mi piace stare con gli amici.
2) Ti piace la scuola primaria “M. Simoncelli”?
a) Sì, mi piace perché gioco con i miei amici. 9) Cosa ti manca della scuola dell’infanzia?
b) Sì, mi piace stare con gli amici e imparare nuove a) Mi mancano tanto le amiche e le maestre.
cose. b) Mi mancano le maestre e gli amici.
c) Sì, mi piace disegnare e giocare all’aria aperta. c) Mi mancano le mie maestre.

3) Com’è stato il tuo primo giorno di scuola? 10) Cosa ti incuriosisce della scuola primaria?
a) Ero emozionata e felice. a) Sono curiosa di imparare a leggere.
b) Ero felice di fare nuove amicizie. b) Sono curiosa di imparare a scrivere e di
c) Un desiderio che si è avverato. conoscere le note musicali.
c) Sono curioso di imparare la storia del mondo.
4) Noti differenze tra la scuola dell’infanzia e la
scuola primaria? E` stata un’esperienza positiva, emozionante e
a) Sì, perché ci sono nuovi amici. soprattutto indimenticabile.
b) Sì, perché impariamo cose nuove.
c) Sì, perché mi mancano i giochi, le maestre e Classe 5a A e N.
Barone, M. Di
vorrei ritornare lì. Giuseppe, F. Gregorini
1a C - M. Simoncelli
5) Sei curioso/a d’imparare nuove cose? E quali?
a) Mi piace imparare italiano.
b) Sì, scrivere e leggere.
c) Imparare il corpo umano e studiare scienze.

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LE NOSTRE INTERVISTE

IL III MUNICIPIO DONA UN ALBERO ALLA moderna nella struttura, innovativa nella didattica ad
NOSTRA SCUOLA: CURARE UNA PIANTA, aperta alla progettazione, oltre ad essere arricchita
UN PRIMO PASSO PER SENSIBILIZZARE I anche da murales colorati a cura degli alunni.
GIOVANI A CONTRASTARE L’Assessore ha poi spiegato che l’iniziativa di
L’INQUINAMENTO piantare un albero nelle scuole è partita
dall’esigenza di sensibilizzare soprattutto i più
Il due dicembre è stato un giorno davvero speciale giovani sull’inquinamento, in particolare prendersi
per il nostro Istituto: l’Assessore alla scuola Paola cura di una pianta significa ricostruire il giusto
Ilari e il Commissario allo Sport e alla Cultura apporto di ossigeno, come inizio per combattere
Nastassja Haboank, entrambe del III Municipio, l’inquinamento.
sono venute in visita presso la nostra scuola per Una frase che ha colpito tutti noi, sicuramente è
farci dono di un albero. Considerate le condizioni stata “quest’albero crescerà con voi, anzi, con i
metereologiche avverse, pioveva a dirotto, la futuri alunni di quella che oggi è la vostra scuola”.
cerimonia si è svolta all’interno della scuola, Dopodiché, per salutare Assessore e Presidente,
precisamente all’ingresso. alcuni dei nostri compagni hanno letto dei testi
dedicati all’albero: Valerio di Nello ha composto e
La nostra Dirigente, Angela Minerva, ha salutato le letto una filastrocca dedicata all’albero, vero e vivo
ospiti, dando loro il benvenuto e ringraziandole per nel suo significato proprio; Matteo D’Ottavio ha
la disponibilità, lasciandogli poi la possibilità di composto e letto una poesia dedicata all’albero di
presentarsi. Natale (i testi sono presenti nella rubrica del nostro
La prima a prendere la parola è stata Paola Ilari, la giornalino “Angolo della poesia”, n.d.r.).
quale si è presentata come Assessore alla Scuola e Successivamente Nicole Casadei ha recitato una
si è complimentata per la nostra sede, in quanto ben poesia di Sabrina Giarratana intitolata “L’albero”.
disponibile alla iniziativa proposta dal III Municipio, Dopo aver ascoltato le poesie, è stato portato al
centro dell’ingresso, da una rappresentanza degli
alunni della 3 E, un albero realizzato da loro, sul
quale poi hanno appeso il disegno di una pianta.
Infine, Emma Vinci ha recitato un pensiero sulle
emozioni.
Cosa abbiamo
fatto noi? Dopo
la lettura delle
poesie e dei
contributi dei
nostri
compagni, è

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LA NOSTRE INTERVISTE

arrivato il nostro turno per porre le nostre domande La Dirigente Scolastica ha poi chiesto al
agli ospiti. commissario sport e cultura, molto giovane e quindi
Una volta seduti intorno al tavolo centrale della Sala vicina all’età degli alunni di scuola secondaria, di
Professori, con le due ospiti, la Dirigente scolastica raccontare la sua esperienza: “mi sono sempre
e la Vicepreside, prof.ssa Barbara Falasca, ha avuto interessata alla politica – ha risposto Haboank - che
inizio la nostra intervista da “Giornalisti per un secondo me si fa per passione e così già dalle
giorno”. medie sono diventata rappresentante di classe,
ruolo poi mantenuto alle superiori. Così al Liceo
La domanda di Giorgia, che ha posto dopo essersi sono stata eletta rappresentante di istituto e a
presentata è stata: “Come ha avuto inizio questa diciannove anni mi sono candidata per la prima
iniziativa?”. L’Assessore Ilari ha risposto che volta!”.
essendo molto sensibili all’argomento, hanno deciso Dopodiché, la Dirigente si è rivolta all’Assessore
di iniziare da piccoli gesti, come ad esempio Ilari, chiedendo: “L’essere mamma e donna, le ha in
piantare un albero, per proteggere l’ambiente. qualche modo fornito un punto di vista differente
Arianna ha poi chiesto: “perché avete piantato nelle sue azioni?”. “Il fatto di esser mamma – ha
quest’albero proprio nella nostra scuola?”. “Perché – risposto l’Assessore - mi ha dato la possibilità di
ha risposto l’Assessore - dopo aver inviato le vedere il mondo con gli occhi di un’adolescente”.
proposte alle scuole del quartiere, la vostra Preside L’ultima domanda è stata quella di Arianna: “Avete
ha alzato subito la mano per aderire ad un’iniziativa piantato altri alberi qui vicino prima di questo?” -
di chiaro interesse comune” - e inoltre, proprio come “Nelle scuole – ha risposto Ilari - questo progetto si
sottolineato da un intervento della Dirigente: “anche sta ancora sviluppando, ma abbiamo piantato altri
per far tornare operative le iniziative presenti nel alberi nei parchi di questo Municipio”.
nostro Istituto prima dell’emergenza Covid”. Soddisfatti per la lunga intervista concessa dalle
rappresentanti del III Municipio e dalle risposte
ricevute, abbiamo ringraziato le ospiti e prima di
tornare nelle nostre classi ci siamo organizzati per
iniziare a scrivere il nostro primo articolo da
giornalisti, lavorando insieme come in una vera e
propria redazione giornalistica!

A. Zaiter e G. L. Trisolino III D, G. Mobilio e A.
Salvatori III i, G. Giansanti III C, M. Dionisio III N - G.
Masina

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ANGOLO DELLA POESIA

Le nostre grupPoesie

La classe 3a C dell’I.C. Uruguay del plesso “M. Simoncelli”, in questi giorni ha potuto sperimentare, in
occasione dell’avvenuta spiegazione del testo poetico, l’invenzione e la stesura di una poesia in rima baciata.
La classe è formata da 19 alunni, i quali hanno spontaneamente creato tre gruppi. Si è deciso di adottare
come tema generale “il Natale”, di cui ciascun gruppo ne ha trattato un aspetto particolare nella propria
filastrocca: la magia del Natale, le vacanze di Natale, l’aspetto conviviale e la nascita di Gesù, portatore di
pace.
Con l’occasione, auguriamo a tutti i lettori delle serene feste!

IL NATALE 2021 Con la sua slitta
Il Natale non è Carnevale che va dritta dritta.
il Natale è una festa speciale. arriva in una casa e
Il Natale è un segno di pace la barba non si rasa.
e questo ai bambini piace.
Arriva nel camino, il fuoco è spento
Il Natale è una festa E ci sbatte il mento.
e per tanto tempo resta. Del duemila e ventuno
Il Natale piace a tutti Ce n’è solo uno.
sia ai belli e ai brutti.
I bambini di pizza ne mangiano una fetta
Il Natale è una festa magica Però la mangiano in fretta.
e di certo non è tragica. Il Natale piace a tutti
Babbo Natale scende dal camino Sia ai belli sia agli adulti.
e ti porta un bel regalino.

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ANGOLO DELLA
POESIA

FILASTROCCA SUL NATALE
Finalmente è Natale
e gli adulti scavano con le pale,
i bambini ballano in allegria
anche sulla funivia.

I bambini sciano sulla montagna
e gli adulti non fanno nessuna lagna,
il Natale è la festa più bella del mondo
e tanti bambini fanno il girotondo.

A NATALE
A Natale
ogni persona vale.
La notte arriva un Signore
che ai bambini porta buonumore.
A Natale abete e pini,
vengono decorati dai bambini
e poi si mangia la lasagna,
che è gustosa se vai in Spagna!
A Natale nasce Gesù
che ora è lassù.

Classe 3a C - Simoncelli

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ANGOLO DELLA
POESIA

POESIE SUGLI ALBERI rimpiango il fatto di essere ancora qui,
Sei arrivato come un dono, tra questi infiniti rifiuti,
e dai vita ad ogni uomo. e vorrei esser prima,
Tu sei il frutto dell’amore, quando il tutto infinito era pulito.
e ogni giorno alla terra cambia l’umore. Così tra il presente, vivo,
Così fiorito e profumato, fingo la felicità e la tristezza,
io della tua bellezza sono innamorato. e vorrei non pensare,
Dio ti ha custodito e a noi ti ha affidato, non capire e non falsare,
ma ingiustamente dei tuoi frutti ne abbiamo abusato. ma posso e annego,
annego tra questi pensieri insistenti,
M. D’Ottavio II D - G. Masina mi perdo lentamente
e la diritta via è smarrita.
FILASTROCCA ALBERO DI NATALE
Io sono sempre un grazioso alberello, E. Macina III B - G. Bartali
ma solo a Natale mi sento più bello.
Mi vestono sempre con sfere lucenti IL CIELO
e con addobbi colorati e divertenti; Cielo calmo e luminoso
in questa atmosfera densa di attesa, fresco e ventoso.
che per ogni bimbo vuol dire sorpresa. Ti guardo e mi sento
Amo specchiarmi in quegli occhi ammirati,  un puntino nell’universo.
dove scintillano sogni fatati. In punta di piedi ti vorrei toccare
E’ inverno, e gli alberi fuori dormono tutti,  apro le braccia, mi sembra di volare.
ma, io, al caldo di casa regalo fiori e frutti. Sei il tetto di tutti, da tutti ammirato,
L’ albero adesso è come un re vestito da festa  cielo grande, cielo stellato.
che ha per corona una stella cometa in cima alla testa.
S. Ficara I i - G. Masina
V. Di Nello II D - G. Masina
L’AMORE PER MAMMA E PAPÀ
IL MIO INFINITO, liberamente ispirato a Loro sono la mia vita
“L’infinito” di G. Leopardi lo scrivo a penna e non a matita,
Questa vita sempre cara mi fu, li amo con tutto il cuore
che l’ultimo secondo dal tempo toglie. che quando sto con loro non voglio che passino le ore.
Ma vivendo e gioendo, emozioni e sentimenti, io mi Mio padre è un sole mia madre una luna
immagino mondi fantastici, e mi portano sempre fortuna.
dove per poco non finisco. I genitori sono una cosa preziosa
E come gli altri rimpiango, che se li perdi non avrai una vita amorosa.
Non sono ancora pronta a crescere

70

ANGOLO DELLA
POESIA

però gli errori li so commettere, Tutto sola non puoi fare,
voi mi servite ancora d’aiuto siamo in tanti pronti ad aiutare.
il mio cuore vorrebbe parlare ma è muto. Siamo contenti ed orgogliosi
Un dizionario non basta per scrivere la mia dedica di aver raggiunto traguardi meravigliosi.
perché il mio amore per voi è più grande dell’America, Anche in tempo di pandemia,
voglio che restiamo uniti come i petali di un fiore il trofeo agli europei ti sei portata via.
perché voglio stare con voi per ore e ore. E pure nel mondo della musica internazionale
grazie ai Maneskin un risultato fenomenale.
A. Hiyo II B - G. Bartali Anche i social ce ne danno atto,
con Chiara Ferragni e Khaby Lame, scacco matto!
RITRATTO D’INVERNO Non avere paura,
Fredde e gelide le arie d’inverno, non cadere nell’errore
fior di ghiacciati nel nord dell’Europa, tieni alta la bandiera
inizia a nevicare e via il divertimento! che tutta l’Italia ne và fiera!
Alberi spogli nei giardini, decorati e addobbati quelli
nelle case, G. Pasquali II B - G. Bartali
luci e colori il giorno di natale.
Il primo mese del calendario trascorrendo, L’INFINITO SCONOSCIUTO
le calze appese, lasciate al caminetto. Affacciandomi verso l’esterno
Fiocchi di neve su ogni superficie, vedo uno spazio senza limiti,
e a meno di zero gradi il termometro arriva. una nebbia copre questo spazio, a chiazze,
Sospesi in salita e sulle montagne in discesa, non permettendomi di vedere,
con aste lunghe si va accelerando. non rimanendo qui seduto.
Maglioni e mode iniziano a cambiare, Lì fuori attende un infinito sconosciuto,
addio maniche corte e ciao allo stivale. un infinito che aspetta
Montagne innevate, renne e volpi artiche, qualcuno che lo esplori ulteriormente,
lepri ed ermellini bianco latte. scacciando la nebbia e svelando
Il ghiaccio si scioglie… i gradi aumentano, un nuovo pezzetto di esso.
i fiori sbocciano e al prossimo anno…. Inverno! Soddisfare questa sete di conoscenza
è mio dovere e mi dà felicità.
L. Mattei II B - G.Bartali
Alessio Sirico III C - G. Masina
L’ ITALIA
Tu che sei il risultato di battaglie storiche,
tu e le tue bellezze fantasmagoriche.
Non permettere a nessuno di metterti in discussione,
stai attenta e fai molta attenzione.

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ANGOLO DELLA
POESIA

W I NONNI DI TUTTO IL MONDO!!!

Nonno, nonna che parole magiche!!
Che fortuna avere dei nonni che ti vogliono bene, che ti proteggono e che ti danno bei consigli!
Ogni anno, il 2 Ottobre, si festeggiano i nonni e noi, bambini della 2B della scuola primaria di Maria Stern
Nuovo, creiamo sempre dei lavoretti per esprimere loro il nostro affetto e la nostra gratitudine.
Quest'anno, descrivendo tutte le loro immense qualità, abbiamo dedicato ai nostri nonni una poesia inventata
da tutti noi.
Nonni!!! Voi Per Me Siete…
Preziosi Come Un Tesoro
Dolci Come Le Caramelle
Luminosi Come Il Sole
Profumati Come Le Rose
Teneri Come I Miei Peluche
Forti Come Guerrieri
Delicati Come Una Carezza
Brillanti Come Le Stelle
Resistenti Come Una Quercia
Indispensabili Come L'aria.
Classe 2a B - M. Stern Nuovo

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SCRITTORI PER UN
GIORNO

INTERVISTA A TARZAN Tarzan - Certo, con piacere! Anche se non so se
sarà interessata, ad ottobre c‘è Italia’s got talent! Ci
Elena - Eccoci siamo al TgElena, oggi proverò!
intervisteremo Tarzan! Aspettavamo da tanto il suo
arrivo! Elena - Grazie, ultima domanda: hai mai conosciuto
La prima domanda che è arrivata sul sito dei tuoi parenti umani?
www.TgElena.it è:
com’ è stata la tua vita con le scimmie? Tarzan - Io da piccolo vivevo con i miei genitori solo,
che sono morti.
Tarzan - U-U ehmm, Scusate sono abituato a Ma le scimmie sono la mia vera famiglia.
parlare così nella giungla.
Comunque la mia vita nella giungla è stata bella e Elena - Grazie Tarzan, è stato un onore per il
appassionante. TgElena averti qui con noi.
Alla prossima serata!
Elena - Signor Tarzan qual è il suo cibo preferito?

Tarzan - Beh cara Elena, il mio cibo preferito, senza
offesa per il mio branco, è scontato, la banana!

Elena - Mi pare giusto, ma… non ci perdiamo nei
dettagli!
Questa è una domanda interessante: per caso la
sua adorata mamma gorilla ha un nome?

Tarzan - Sì, mi sembra giusto che anche gli animali E. Ranucci 4a C - Simoncelli
abbiano un nome! Si chiama Kala!

Elena - Tarzan, quando riandrà in Angola?

Tarzan - Riandrò in Angola ad ottobre e, visto che
siamo a settembre, tra circa un mese, se non
sbaglio.

Elena - Bene! Puoi mandare un messaggio a Kala
da parte del TgElena?

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SCRITTORI PER UN
GIORNO

SCRITTURA CREATIVA

Inventa una circostanza adatta per inserire questa
frase “…c’erano frittelle dappertutto…”

Nella pasticceria del signor Frittelloni c’erano frittelle
dappertutto: infatti la pasticceria si chiamava “Le
frittelle volanti”.
Il signor Frittelloni amava i giochi, per questo la
pasticceria funzionava così: il cliente entrava, si
sedeva su uno scivolo, scivolava giù e
contemporaneamente sopra di lui spiccava il volo
una dozzina di frittelle. Il cliente apriva la bocca e…
gnnnnnaaaaaammmm!!!!
Vicino allo scivolo c’erano scatole, scatoline e anche
scatoloni pieni di frittelle!
Se volete, potete andarci, ma mi raccomando, non
mangiatene troppe!
S. Oudich 4a D - M. Simoncelli

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SCRITTORI PER UN
GIORNO

UNO SMILE PER UN’AUTOPAGELLA DEI proposti a mensa. Mi raccomando, ATTENTI alle
SANI COMPORTAMENTI regole del sonno, vi consiglio meno TV e videogiochi
e a nanna prestooo!.-
Ciao, sono una bambina della classe 2A della Questa nuova esperienza per me è stata SUPER e
scuola primaria “Maria Stern Nuovo”. ringrazio i compagni della 2B per avermi aiutata a
Durante le lezioni di alternativa, insieme alla maestra realizzare questo piccolo progetto.
abbiamo parlato dell’educazione alla salute e
preparato un questionario di indagine, cioè A. Ayari e i compagni della 2a B - M. Stern Nuovo
l’autopagella dei sani comportamenti.
Ho scelto come campione la classe 2B della stessa
scuola, dando a ciascun bambino la scheda
dell’autopagella.
Per completarla, bastava mettere uno” smile con il
sorriso”, se si metteva in atto quel sano
comportamento, e invece uno” smile triste, se non si
attuava.

Raccolti tutti i dati, con l’aiuto della maestra ho
preparato un grafico con colonne e colori che ci ha
raccontato diverse cose degli alunni della 2B.
Successivamente, ho raccontato ai compagni della
2B come era andata l’indagine: -Siete bambini molto
rispettosi degli adulti, dei vostri compagni e delle
regole della classe, abbastanza attenti alle principali
norme igieniche, soprattutto al lavaggio delle mani e
al rispetto dell’ambiente scolastico. Vi consiglio di
mangiare più frutta e verdura e assaggiare nuovi cibi

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SCRITTORI PER UN
GIORNO

UN’AVVENTURA PARTICOLARE

Anna è una ragazza con i capelli viola come l’ametista, occhi marroni chiaro misto a verde, le guance rosse, la
pelle candida e pulita senza nessuna imperfezione, aveva indosso una maglietta bianca a pois viola e rosa,
pantaloni neri e stivali color marrone.
Anna ha un meraviglioso carattere, sempre gentile con tutti, ama aiutare le persone che la circondano; si mette
sempre in gioco, va sempre verso nuovi orizzonti. L’esplorazione non è proprio il suo punto di forza, ma è
proprio questo che rende le sue avventure ancora più magiche, più di quanto non lo fossero già.
La nostra giovane avventuriera, come tutti, ha dei difetti, infatti è testarda e molto gelosa, a volte non capisce al
volo le cose, si perde molto spesso e questo non è l’ideale per avventurarsi, ma lei non si ferma solo per
questo piccolo difetto.
Un giorno, in mezzo ad una valle piena di fiori e alberi, Anna decise che era arrivato il momento perfetto per
andare in esplorazione, quindi prese il suo zaino e lo riempì con: una torcia, un taccuino per prendere appunti,
un quaderno per disegnare, una bussola, una giacca, provviste ed una tenda per ripararsi e dormire la notte.
Uscì dalla capanna di betulla e si incamminò verso nord-est, un luogo inesplorato, poteva scorgere delle
colline in lontananza. Per arrivarci, bisognava oltrepassare un piccolo fiumiciattolo, che Anna oltrepassò
facilmente, ma dall’altro lato del fiume c’erano molti alberi e dietro quegli alberi c’era un tipo particolare di
palude chiamata “la Palude lucente”: è molto diversa dalle altre paludi, infatti ha del muschio luminoso,
rampicanti con delle lucine rosa-viola e le ninfee hanno fiori luminosi, ma la caratteristica più importante sono
le fate, si possono trovare solo in questo tipo di palude.
Anna le vide ed urlò talmente forte per la gioia, che si sentì per tutta la valle. Le fatine non scapparono, anzi
incuriosite si avvicinarono ad Anna per capire se fosse tutto a posto; subito dopo l’avventuriera Anna fece
domande di ogni tipo, ma le fate non risposero, rimasero in silenzio, mentre aprivano un varco per far passare
la Fata Suprema del loro villaggio.
Anna rimase a bocca aperta, non sapeva più che dire per la bellezza di quella fata che aveva i capelli rosa, gli
occhi azzurri cielo, le ali più grandi e belle rispetto alle altre fate. Avrebbe voluto fare domande di ogni tipo, era
tanto curiosa, ma non voleva far scappare quelle fate, poi prese coraggio e iniziò una conversazione: -
Hey….ciao! – disse Anna con un po’ di timore.
- Ciao! – Rispose molto tranquillamente la fata.
- Come ti chiami? – domandò l’avventuriera.
- Non ho un nome, ma ho deciso di chiamarmi “Fairy”, perché suona bene. Noi siamo le fate “Harmony”-
rispose con tono deciso e pacato.
- Bellissimo! – esclamò Anna – Quanti anni avete? – chiese un po’ agitata.
- Io ormai ho molti anni, non saprei nemmeno contarli, ma riesco ad essere sempre vivace e briosa e con un
aspetto giovane.
- Wow! – Rimase ancora più sbalordita Anna. – Potrei venire a vedere il vostro villaggio?

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SCRITTORI PER UN
GIORNO

- Certo, però devi stare attenta, tutto è molto delicato lì -.
Durante il cammino Anna fece altre domande, mentre oltrepassavano alberi, cespugli, rocce, fiumi e muschio
ad un certo punto l’esploratrice si paralizzò davanti a quello che doveva essere il loro villaggio, Anna saltellò
urlando dalla felicità per tutto il villaggio. Le case erano dei funghi molto grandi, nel villaggio c’erano delle
bancarelle coperte di fiori dove si poteva comprare di tutto e di più, intorno le colline erano coperte di fiori e
c’erano dei laghetti dove potersi rilassare. C’erano persino orti di ogni tipo di verdura e altro ancora, ma Anna
ad un certo punto viene interrotta da Fairy, che la invitò a bere un tè e a passare del tempo insieme per
conoscersi meglio; parlarono del più e del meno, delle loro passioni, di cosa le piaceva, come trascorrevano le
giornate e di molto altro ancora, passò così tanto tempo che si fece notte, Anna e Fairy erano diventate migliori
amiche e da allora inseparabili!
I. Finotto III C - G. Masina

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SCRITTORI PER UN
GIORNO

RACCONTO D'AVVENTURA

Mi risvegliai sulla riva di un’isola a me sconosciuta. Ero molto stanca, avevo le gambe intorpidite e non riuscivo
a capire cosa fosse accaduto. Mi guardai intorno, cercando di rendermi conto di dove fossi finita e provando a
fare mente locale. Trovai la forza di mettermi a sedere, e pian piano cominciarono ad affiorare dei ricordi
dapprima confusi, poi sempre più vividi e reali. Mi trovavo su una barca a vela di medie dimensioni, una di
quelle che si usano per i giri turistici con delle guide specializzate. Parlavo con mia madre, anzi, discutevo con
lei delle solite cose di poco conto per le quali riusciva a tenermi il broncio un pomeriggio intero. Mio padre era
in piedi accanto a noi: osservava l’orizzonte, farfugliava qualcosa riguardo delle perturbazioni che si
avvicinavano, che se non fossimo sbarcati da qualche parte ci saremmo ritrovati scaraventati in mare e non
sarebbe finita bene. Improvvisamente la barca iniziò a dondolare, sempre più velocemente, e senza avere il
tempo di rendermi conto di ciò che stava accadendo, il cielo si scurì ed io caddi in mare. Non riuscivo a
vedere più nessuno dei passeggeri, compresi i miei genitori. Stavo lottando per rimanere a galla, per respirare
e le onde che si infrangevano sul mio viso non mi erano certamente d’aiuto. Poi, un’onda alta almeno un metro
e mezzo mi travolse. Vidi tutto nero e questa è l’ultima cosa che riesco a ricordare. Tornai nella realtà e la
situazione mi era molto più chiara: la barca su cui ero a bordo era naufragata. Mi resi conto che con me avevo
solo la catenina d’argento di mia madre. Questo pensiero mi diede un leggero brivido: dove erano finiti i miei
genitori? Mi alzai in piedi, ancora sconvolta dall’accaduto, vidi un piccolo ruscello che sfociava a pochi metri
dal punto in cui mi ero risvegliata. Decisi di risalirlo e di usarlo come punto di riferimento per la mia
esplorazione e per la ricerca sia di un posto sicuro, sia dei miei genitori. Cominciai ad inoltrarmi nel bosco,
passando sotto i rami delle grandi piante tropicali e aggirando i tronchi caduti. Dopo un cammino in salita
affrontato all’ombra della vegetazione, vidi una radura che appariva immensa. Era la valle ai piedi di un monte.
La attraversai, godendo del sole che sembrava accarezzarmi con il suo calore e ammirando la vista del
ruscello che sgorgava dalla montagna. Individuai una grotta, decisi che sarebbe stato il mio rifugio. Entrai nella
cavità e un tepore mi avvolse. Vidi una luce nel fondo: qualcuno aveva acceso un fuoco. Mi voltai e presi un
bastone, in caso mi fossi dovuta difendere. Camminai per qualche metro e li vidi: erano i miei genitori. Li
abbracciai forte come non avevo mai fatto, e loro mi raccontarono ciò che gli era accaduto. Mi dissero che,
appena caduti in acqua, avevano individuato una parte della barca e l’avevano usata come zattera. Poi, giunti
sull’isola, si erano rifugiati nella grotta, con il pensiero di trovarmi. Mio padre mi disse che, in qualche modo, la
sua radiolina funzionava ancora e che qualcuno sarebbe venuto a prenderci. Ero così felice. Questo incubo
stava finendo. La mattina dopo tornammo sulla spiaggia e un elicottero atterrò sull’isola. Penso di non essere
mai stata più contenta in tutta la mia vita di essere schiacciata in una piccola cabina volante.

A. Di Caprio II G - G. Ungaretti

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SCRITTORI PER UN
GIORNO

L’AVVENTURA DI RITA

Sono nata a Torino il 22 aprile del 1909 e la mia famiglia era
di origine ebrea sefardita. Mio padre era un ingegnere e
matematico, mentre mia madre era una pittrice. Entrambi
erano molto colti e infatti instillarono in me e nei miei fratelli
la passione per la ricerca intellettuale: in particolare, io
ammiravo il mondo della scienza e desideravo creare cure
per aiutare il prossimo e le persone in difficoltà, per questo
il mio sogno era quello di iscrivermi ad una università per
studiare medicina. Purtroppo mio padre era molto rigido
riguardo l’educazione femminile, infatti riteneva che la donna dovesse pensare solo al ruolo di madre. Questa
sua convinzione diminuiva le mie possibilità di specializzarmi nello studio; nonostante ciò, un giorno mi feci
coraggio e andai da lui:
-Padre, c’è una cosa di cui dovrei parlarti, per favore ascoltami attentamente.
-Certo Rita, che succede?
-Ecco…Io vorrei iscrivermi ad un’università e naturalmente volevo sentire la tua opinione.
-Rita, lo sai cosa ne penso. Nonostante tutto, io rimarrò sempre della mia idea riguardo l’educazione femminile,
però, se è proprio questo quello che vuoi, allora ti appoggerò.
A sentire quelle parole, mi emozionai molto: la felicità che stavo provando in quel momento, era una
sensazione indescrivibile. Qualche anno dopo, mi iscrissi a medicina e chirurgia e nei miei primi anni di studio,
lavorai come internista. Un giorno, dopo le lezioni, mi vennero incontro due ragazzi:
-Ciao, questo è il tuo primo anno qui, vero?
All’inizio non capii perché questa domanda così diretta, non mi aveva detto neanche il suo nome! Allora glielo
chiesi io:
-Scusami, potresti dirmi il tuo nome? Poi risponderò alla tua domanda.
-Ah sì, scusami. Io mi chiamo Salvatore Luria e lui invece è un mio amico, si chiama Renato Dulbecco. Tu
come ti chiami invece?
-Io mi chiamo Rita Levi Montalcini, e comunque sì, è il mio primo anno…
Cominciammo a parlare e alla fine si rivelarono delle persone molto simpatiche; diventammo presto amici e
con loro trascorrevo la maggior parte del tempo. Circa sei anni dopo, ci fu il giorno della laurea e io ero
agitatissima; quando venne il mio turno, quasi non riuscivo a reggermi in piedi per l’emozione. Alla fine
dell’esame, non riuscivo a credere a quello che era successo: ero riuscita a laurearmi con 110 e lode! Ero
felicissima! Tutta la mia famiglia era davvero fiera di me e anche mio padre!
Passati due anni dalla mia laurea, iniziarono i problemi. Un giorno, mentre stavo leggendo il giornale, mi
accorgo di una notizia terribile; sull’ articolo vi era scritto: “Le leggi per la difesa della razza sono state

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SCRITTORI PER UN
GIORNO

approvate dal Consiglio dei ministri, insegnanti e scolari di razza ebraica sono esclusi dalle scuole di qualsiasi
ordine e grado”. Non riuscivo a crederci, dopo tutta la fatica che avevo fatto, ora ero costretta a ritirarmi. In
seguito a ciò, dovemmo emigrare in Belgio e lì continuai gli studi insieme al professor Giuseppe Levi, ma alla
fine anche qui arrivarono i Nazisti. Ci riparammo prima a Bruxelles, poi tornammo a Torino, dove allestii un
piccolo laboratorio nella mia camera per continuare gli studi. Inoltre, iniziai a studiare il sistema nervoso degli
embrioni di pollo. Non mi sono mai arresa, anche quando la vita sembrava stesse per buttarmi giù, io ho
sempre continuato a lottare seguendo le mie passioni, perché non solo avrei mandato avanti le mie ricerche,
ma perché in questo modo avrei dimostrato a mio padre di essere una donna forte e indipendente.
Per fortuna, nel 1945, al telegiornale arrivò la notizia della fine della guerra ed io quasi non piangevo per la
gioia. Qualche mese dopo, ricevetti una chiamata:
-Pronto?
-Buona sera signora Rita Levi Montalcini, si ricorda di me? Sono il professor Viktor Hamburger. La chiamo per
chiederle se le piacerebbe venire alla Washington University di Saint Louis per un incontro tra scienziati,
naturalmente la risposta non dovrà essere immediata, se ci deve pensare può richiamarmi senza problemi,
però intanto volevo chiederle se le interessava. Allora, che ne pensa?
-Sarebbe fantastico! Accetto volentieri l’invito!
-Perfetto! Allora la aspetterò. Arrivederci!
-Arrivederci!
Lì, trascorsi uno dei periodi più belli della mia vita, quando, nel 1954, insieme al mio collaboratore Stanley
Cohen, scoprii il Nerve Growth Factor (abbreviato NGF, proteina coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso).
Grazie a questa scoperta, nel 1986, vinsi insieme a Stanley il premio Nobel per la medicina.
La mia vita è stata una vera avventura!

N. Cretaio II F - G. Ungaretti

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SCRITTORI PER UN
GIORNO

RICORDATI

Tanto tempo fa c’era una ragazza. Aveva tanti amici, a scuola era la migliore della classe, aveva il ragazzo
ideale, la famiglia perfetta; insomma, tutta la sua vita era perfetta.
Non sapeva però che una sera sarebbe cambiato tutto.
Era in camera sua a leggere un libro, quando cominciò a sentire delle urla provenire dal soggiorno, allora uscì
dalla camera e si affacciò in soggiorno.
C’erano i suoi genitori che stavano litigando, così pesantemente, che non si accorsero nemmeno che lei fosse
lì. Ad un certo punto il padre prese lo zaino e se ne andò.
Senza farsi sentire dalla madre tornò in camera, si buttò sul letto e scoppiò in un pianto.
Da quel momento si chiuse in sè stessa. Non uscì più con gli amici, cominciò ad andare male a scuola, si
lasciò con il fidanzato ed i suoi divorziarono.
Finì per passare la sua adolescenza chiusa in casa.
Avrebbe capito anni dopo che non avrebbe dovuto farlo, perché se qualcosa nella vita va male, non sarà per
sempre così: bisogna sempre chiedere aiuto e non perdere mai la speranza!!!
Sara Cuneo II B - G. Bartali

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SCRITTORI PER UN
GIORNO

UN MISTERO MISTERIOSO

Stavamo solo facendo una passeggiata a mezzanotte…eravamo riusciti ad
uscire da casa senza che nessuno se ne accorgesse… Ad un tratto sentimmo
un urlo che proveniva dalla foresta, era lì che volevamo andare…una foresta
buia, fitta e anche molto spaventosa! “Che cosa è stato!? - disse Thomas. “Non
lo so, andiamo a vedere - ribatté Luca. Forse non è una buona idea - rispose
Thomas – meglio non addentrarci nella foresta”.
Ci dirigemmo comunque verso il bosco e, ad un certo punto, vedemmo
un'ombra sospetta, misteriosa… come al solito Luca, che è molto curioso, la seguì, corse senza voltarsi
indietro e senza pensare alle conseguenze di questa sua decisione… Thomas provò a fermarlo ma non ci
riuscì, quindi lo seguì a sua volta, perché non voleva lasciarlo da solo. Mentre lo rincorreva lo perse di vista:
con coraggio si immerse dentro il buio pesto per ritrovare il suo amico ma la sua speranza venne delusa. Luca
sembrava sparito nel nulla. Chiese aiuto, ma non ci fu niente da fare: Thomas fece allora una promessa, che
prima o poi lo avrebbe ritrovato, vivo o morto! Fu così che nacque il “MISTERO MISTERIOSO”.
Passarono quasi due anni, ma Thomas non era ancora riuscito a ritrovare il suo amico, nessuno c’era riuscito…
ma un giorno, Thomas si recò ancora una volta in quella maledetta foresta e sentì una risata maligna provenire
dallo stesso punto in cui sparì il suo amico. Trovò delle impronte simili al piede di Luca, incredibile dopo tanto
tempo, e le seguì, pur avendo paura di fare la sua stessa fine.
Nel suo cammino trovò una casa abbandonata dove c'erano ragnatele in ogni dove e finestre rotte, sembrava
quasi di essere in un cimitero… Thomas esplorò la casa, era inquietante! Da fuori sembrava piccola, però non
era affatto così; era una casa di tre piani. Ad un certo punto, all’improvviso, Thomas sentì la voce di Luca
provenire dalla soffitta e senza pensarci due volte corse verso di lui: scoprì però che era solamente un suono
registrato!!! Non si arrese, salì in soffitta e ad un certo punto sentì la porta rompersi: era lui, era il suo amico!
“C-che ci fai qui! - disse Thomas con una faccia incredula. “Non c’è tempo di spiegare!!!-Luca trascinò per
mano Thomas fuori dalla casa, ma si accorse che dietro di lui c’era proprio quell’ombra che stava per
pugnalare Luca: Thomas riuscì a salvarlo con una spinta! I due ragazzi scapparono via più veloce che
potevano, in fretta e furia verso la libertà! La foresta era praticamente un labirinto e non era molto facile
orientarsi, soprattutto quando c’era un’ombra assassina che tentava in tutti i modi di ucciderli!!! Mentre
cercavano l’uscita, si stava facendo giorno, quindi Luca e Thomas decisero di nascondersi e aspettare il
mattino. Thomas disse a Luca “non dobbiamo fare un minimo rumore, perché se l’ombra ci sentisse, saremmo
finiti! - continuò Thomas - quando il sole sorgerà, potremmo uscire allo scoperto e tornare a casa sfuggendo
allo spettro!” E così fu, l’amicizia dei due ragazzi sconfisse l’ombra malefica, la foresta e tutto ciò che
conteneva, sparirono improvvisamente con il sorgere del sole, per sempre!

L. Bresciani e T. Bruni I i - G. Masina

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TEATRO E MUSICA

TUTTI IN SCENA …. QUANTE EMOZIONI “Il teatro è un gioco divertente. Mi ha fatto sentire
felice e libera”.
“Mi sono sentita felice, ma anche triste e timida. Il
teatro ti fa vivere tante emozioni”
“Prima ero un po' agitata ma poi sono stata felice. E’
un’esperienza bellissima! Mi piace il gioco del
teatro”
“E’ stato divertente perché ho giocato. Mi sentivo
felice perché facevamo mosse divertenti”
“ Recitare è un lavoro difficile…serve a far capire
alle persone che ci guardano quanto sono
importanti i gesti e le parole”.

Laboratorio teatrale integrato “Piero Gabrielli” presso Classe 2a A - G. Paolo I
la scuola Giovanni Paolo I
I bambini della classe II A hanno partecipato con
entusiasmo al laboratorio e con i loro pensieri,
raccolti durante le attività teatrali , vogliono farvi
partecipi delle emozioni provate.
“Mi vergognavo quando dovevo imitare i
personaggi…. poi insieme ai miei compagni sono
riuscita a recitare”.
“Che bello giocare a fare gli altri…ti batte forte il
cuore! Non so spiegare bene, ma mi sento felice”.
“Il teatro è un gioco divertente…più della play. Da
grande voglio fare l’attore”.
“Abbiamo imparato a lavorare insieme… a far finta
di essere in posti diversi, ad essere altre persone,
proprio come facciamo quando giochiamo con le
bambole”.

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TEATRO E MUSICA

“FISCHI PER FIASCHI” numeri di paura e magie un po’ strane, ho riso tutto il
tempo e il pubblico si è divertito molto.
Come ladri invece avevano costumi buffi ed erano
un po’ birbanti, perché volevano rubare una valigia
piena di soldi…ma invece era una valigia magica e
un po’ dispettosa, con dentro un animaletto strano e
peloso al posto dei tanti soldi.
Tra tanti applausi lo spettacolo è finito con un
bell’inchino. Lo spettacolo mi è piaciuto molto e mi
piacerebbe rivederlo di nuovo per passare un bel
pomeriggio in compagnia di questi due maghi un
po’ strani ma divertenti.

Lo Spettacolo del Professore Iacopo e del suo A. Di Federico I i - G. Masina
collega, in Arte “Schizzo” e “Monello”.

Sabato 20 novembre 2021 sono andato allo
spettacolo di Iacopo al teatro “Ygramul”, vicino
scuola. Mi sono seduto con mia mamma Flaminia e
ho aspettato che iniziasse lo spettacolo “Fischi per
fiaschi”. Ero emozionato e contento di stare a teatro.
Lo spettacolo parla di due maghi, Schizzo e
Monello, che nel passato erano due ladri un po’ buffi
e impacciati. Come maghi erano bravi, pieni di
magie e numeri belli e divertenti. Tra sparizioni,

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LA BIBLIOTECA

LA BIBLIOTECA DELL’I.C. URUGUAY
Una biblioteca diffusa

La biblioteca dell’I.C. Uruguay è una “biblioteca diffusa” in
quanto distribuita in tutti i dieci plessi dell’Istituto. Trattandosi di
una biblioteca scolastica, il patrimonio librario è rivolto a bambini
e ragazzi di tutte le fasce d’età dalla scuola dell’Infanzia alla
Secondaria di I grado, quindi tra i 3 e i 14 anni.
Scopo della biblioteca è quello di far avvicinare i suoi utenti alla
lettura fin dal loro primo ingresso a scuola, dapprima con l’aiuto
delle maestre, che li accompagnano e guidano nel loro percorso
di scoperta, poi sempre più in autonomia, fino a diventare lettori
consapevoli e critici.
La biblioteca è anche iscritta a MLOL (Media Library On Line), rete italiana di biblioteche digitali, una
piattaforma che permette di consultare gratuitamente e-book, musica, film, giornali, archivi di immagini e molto
altro.
Connesse alla realtà della biblioteca sono alcune attività che coinvolgono tutti gli ordini di scuola, come la
partecipazione al progetto nazionale #Io leggo perché, promosso dall’Associazione Italiana Editori e da poco
conclusosi, che consentirà di arricchire il patrimonio librario grazie alla donazione di libri da parte dei genitori
degli alunni e degli editori stessi.
A questo si aggiunge la partecipazione alla Rete delle biblioteche scolastiche presenti nel territorio, occasione
di scambio e di confronto, ma anche di condivisione di idee e iniziative, prima fra tutte la Giornata di lettura
condivisa, durante la quale tutti gli ordini delle scuole aderenti alla Rete, dai bambini dell’Infanzia ai ragazzi
della Scuola secondaria, leggeranno uno stesso testo.
Purtroppo, a causa della pandemia in corso, la biblioteca non può essere goduta a pieno dalla sua utenza, ma
l’augurio è quello di poter tornare presto a sfogliare i libri posseduti e a leggerne ogni singola pagina!

LA BIBLIOTECA DEL PLESSO MASINA

La biblioteca del plesso Masina è collocata in un’ampia e luminosa sala
al primo piano della sede centrale dell’I.C. Uruguay. Con oltre 1400
volumi, offre ai suoi lettori, di età compresa tra gli 11 e i 14 anni,
un’enorme varietà di testi di narrativa, dall’avventura al fantasy, dal giallo
all’horror, dall’umoristico alla fantascienza, ma possiede anche ricche
collezioni di arte (I classici dell’arte, I maestri del colore), di letteratura

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LA BIBLIOTECA

sia italiana che straniera, anche in formato multimediale, e di
saggi, nonché volumi enciclopedici di cultura generale (La
biblioteca del sapere) e di storia, in particolare della storia
d’Italia.
Iniziative proposte e organizzate dalle biblioteche dei plessi
Masina, Bartali e Ungaretti sono Il circolo letterario e gli Incontri
con l’autore.
Il circolo letterario si svolge in collaborazione con la libreria
Scuola e cultura di Roma. È un circolo di lettura a cadenza
mensile rivolto a tutti gli alunni della scuola Secondaria di I
grado, invitati a scegliere, leggere e commentare libri proposti dall’esperta libraia Eleonora, accuratamente
selezionati tra testi di narrativa contemporanea di autori italiani e stranieri. I ragazzi hanno la possibilità di
trasformarsi in critici letterari, esprimendo i propri giudizi e confrontandosi con i propri coetanei.
Gli Incontri con l’autore sono, invece, una preziosa occasione di confronto che gli alunni possono avere con
l’autore del testo letto, scelto dalle loro insegnanti tra una serie di proposte fatte dalla casa editrice Sinnos di
Roma.

Ilaria Biondi - Referente Biblioteca Masina

LA BIBLIOTECA DEL PLESSO BARTALI

La Biblioteca del plesso “G. Bartali” è stata riqualificata a Settembre del 2019. È stato un lavoro lungo ed
impegnativo, coordinato dalle docenti Iacopinelli e Mancinelli, svolto grazie all’impegno e alla collaborazione
dei genitori degli allievi del nostro Istituto e dei referenti del Progetto Unicef; un lavoro che ha apportato un
grande contributo, fondamentale, per la costruzione della nostra comunità educante! Il lavoro di
riqualificazione ha riguardato anche l’archiviazione, l’inizio della catalogazione dei libri, l’inserimento di una

piccola “cineteca” realizzata con le donazioni di dvd messi a
disposizione per la sala Video.
Nel mese di Ottobre è stato dato il via all’allestimento e alla
riqualificazione degli spazi, in poco tempo la Biblioteca “Bartali” ha
preso vita ed hanno avuto inizio i primi progetti: la lettura condivisa; gli
incontri e le riunioni con le referenti dei vari plessi; gli incontri con i
referenti delle case editrici Sinnos e Parapiglia; le letture e gli
approfondimenti sulla Giornata della Memoria; il contributo delle

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LA BIBLIOTECA

insegnanti e degli allievi dell’ora di alternanza alla religione; il “Giro-libro”, ovvero lo “scambio” reciproco di libri
già in possesso, tra compagni di classe con le recensioni da condividere e discutere insieme; la continuità tra i
vari ordini di scuola e il clima di collaborazione e consolidamento attraverso gli incontri con le referenti della
scuola primaria.

Tra le altre attività della nostra Biblioteca il progetto “#Io leggo
perché”, la più grande iniziativa nazionale di promozione della
lettura e raccolta di libri a sostegno delle biblioteche scolastiche,
organizzata dall’Associazione Italiana Editori; gli incontri con gli
autori, quale Pietro Fusco (Cuori di Periferia) e con lo scrittore ed
illustratore romano Federico Appel (autore di Pesi Massimi). Una
nota di orgoglio il laboratorio di fumetti, una giornata all’insegna
della creatività…
La biblioteca scolastica è
stata aperta al prestito alla fine del primo quadrimestre del 2019, fino alla
chiusura delle scuole a seguito della pandemia diffusasi nei primi giorni
del mese di marzo. Per la stessa ragione si sono interrotte le attività di
progettazione (come ad esempio le visite guidate previste presso la casa
editrice Sinnos), nonché la catalogazione dei libri, tuttora in fieri.

Elisena Iacopinelli - Referente Biblioteca Bartali

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DEDICA A UNA
COLLEGA

IN RICORDO DI MARIA PIA

Nella nostra scuola, plesso “Lea Garofalo”, ha prestato servizio
un’insegnante davvero SPECIALE, Maria Pia Mattoni. Per lungo
tempo è stata con noi spiccando per la sua disponibilità, creatività,
generosità. Ha sempre manifestato voglia di vivere come se il
tempo si fosse fermato e come se i suoi sessant’anni non fossero
suoi, ma di altri. Generosa, sempre pronta a dare, prestare e

soprattutto a donare, quel donare
che ti lasciava senza parole perché
inaspettato, ma gradito. Durante la malattia ha sempre mostrato coraggio e
forza come se nulla le stesse capitando, tanto che già pensava al prossimo
ciclo da accogliere, al laboratorio di psicomotricità da ritinteggiare, al presepe
vivente da allestire per Natale, insomma infiniti progetti da presentare,
riformulare e da realizzare. Il suo sorriso la contraddistingueva e la rendeva
instancabile, pronta e capace di affrontare qualunque avversità. Possedeva
spiccato senso dell’umorismo, con il quale risolveva allegramente ogni
avversità, insomma il suo sorriso era la sua forza.  Dalla sua borsa raffinata e
capiente uscivano oggetti originali, idee, pensieri da distribuire a tutti e
soprattutto ai suoi amati bambini. Ciao Maria Pia, ci manchi.
Le colleghe di Lea Garofalo

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RICORDO DI UNA
COLLEGA

Cara Maria Pia,
Le persone come te rimangono nel cuore. 
All’apparenza eri un’insegnante come tante, ma per chi ti conosceva bene eri molto di più. Hai sempre creduto
in noi e ci hai accompagnato negli anni più importanti della nostra vita, tenendoci per mano e incoraggiandoci
a seguire sempre i nostri sogni. Non eravamo perfetti, ma hai saputo vedere il bello in ognuno di noi, persino in
chi non riusciva a vederlo in se stesso. 
Nonostante le lunghe giornate e le mille cose da fare, trovavi sempre il tempo e l’energia per ascoltare e capire
quali fossero le nostre esigenze. Riuscivi a stimolare la creatività di ognuno di noi, coinvolgendoci sempre in
attività che all’apparenza sembravano poco attinenti con la scuola e di cui solo oggi, a distanza di anni, ne
comprendiamo il senso. 
Il presepe vivente era il momento che aspettavamo di più ogni anno, non vedevamo l’ora di trasformare le
classi in stupende botteghe e di indossare i vestiti che cucivi con dedizione e passione, ritagliando delle ore
dal tuo tempo libero per dedicarle a noi.Era divertente trascorrere la ricreazione al parco durante le belle
giornate o  dedicarci al cucito ,o cantare insieme le canzoni romanesche o stare  in quella che chiamavamo
“auletta”, perché notavi che quel giorno eravamo così agitati e capivi che non saresti mai riuscita a fare
lezione. Queste sono qualità che non si trovano in tutte le insegnanti, ma che in te c’erano, perché avevi scelto
di fare il tuo lavoro per passione e questo traspariva in ogni tuo gesto, in ogni tua lezione e persino in ogni tuo
rimprovero. 
L’ultimo giorno di scuola lo abbiamo ancora tutti impresso nella mente: il conto alla rovescia, il lancio del
cappellino e la festa di fine anno, dove nessuno di noi è riuscito a trattenere le lacrime perché sapevamo che
gli splendidi anni che ci hai fatto passare e che sono ormai indelebili nelle nostre menti, non sarebbero più
tornati.
Quanti bei ricordi ci sono venuti in mente, scrivendo questa lettera, così tanti che non basterebbe un libro
intero per raccontarli tutti e per descrivere la persona meravigliosa che eri. 
Sei stata una maestra di vita, una seconda mamma, un punto di riferimento.
Grazie per ogni cosa. 
Buon viaggio!!!

G. Garuffi e R. Pace

La maestra Maria Pia era una di quelle maestre dal cuore d’oro, che ti prendeva sottobraccio e ti
accompagnava nel lungo cammino della tua vita. 
Era una donna eccezionale, aveva sempre il sorriso sul viso, come dimenticarlo, era radioso,  trasmetteva
serenità.

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RICORDO DI UNA
COLLEGA

Maria Pia era una di quelle maestre che se sbagliavi non rimproverava, ma ti guardava negli occhi e ti faceva
capire che avevi sbagliato e ti aiutava a rimediare. 
Un’ insegnante rara, che si prendeva a cuore ogni suo alunno, anche quello più ribelle; ricordo ancora tutte
quelle volte che la facevo arrabbiare, ma lei mi guardava sempre con amore, con gli occhi colmi di tenerezza.
La maestra Maria Pia era una di quelle maestre che non faceva mancare niente alla classe, sempre disponibile
a cucire i vestiti  per la recita di Natale e attenta ai bisogni di ognuno di noi. Insomma la MIA MAESTRA rimarrà
sempre una parte fondamentale di me.
Un pezzo del mio cuore è suo e so che lei da lassù lo custodisce.
G. Di Sturco

Quando pensiamo alla maestra Maria Pia ci viene in mente Mary Poppins di Walt Disney per diversi motivi,
perchè, sapeva essere sorridente e simpatica, ma allo stesso tempo faceva rispettare le regole. A volte
applicava metodi diversi da quelli utilizzati  per insegnare ad esempio: creare  lapbook di geografia per
semplificare le lezioni, fare  il compostaggio oppure  fare lezione in giardino e così imparavamo divertendoci. 
Ci ricordava Mary Poppins  perché  come il personaggio di Walt Disney, aveva la borsa dalla quale usciva di
tutto, oppure ogni tanto apriva il suo armadio o portava delle scatole dalle quali prendeva ogni tipo di materiale
e da lì iniziavamo a costruire o elaborare cose che alla fine erano bellissime. 
Un esempio era il presepe vivente, tutto costruito con materiali semplici, che lei ci insegnava a valorizzare,
tutto arricchito dalla sua capacità di fare vestiti molto belli, semplicemente assemblando stoffe poco pregiate e
con poche cuciture. 
La cosa più bella era scoprire, come da materiali che sembravano insignificanti, si potesse ricavare qualcosa
di meraviglioso e poi, unendo tutte le cose costruite, si potesse ottenere un ambiente magico come quello del
presepe.
Siamo stati molto fortunati ad avere la maestra Maria Pia che metteva tanta passione e fantasia in quello che
faceva!
L. Cattani, G. Guidi  e V. Bianda

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Le Maestre della Scuola dell’Infanzia (Giardino dell’Arcobaleno, Maria Stern Nuovo, A.
Marchesini).
Gli alunni della Scuola Primaria. Plesso Lea Garofalo: classi IV A, IV B, le colleghe di Lea
Garofalo e gli ex alunni G. Garuffi, R. Pace, G. Di Sturco, L. Cattani, G. Guidi, V. Bianda;
plesso Giovanni Paolo I: classe II A ; plesso Marco Simoncelli: N. Barone, M. Di Giuseppe,
F. Gregorini classe I C, N. Concetti, F. Romeo, M. Olevano classe I D, classi III A, III B, III C, IV
A, IV B, E. Ranucci classe IV C, S. Oudich classe IV D, VA, VB, VC, VD; plesso Maria Stern
Nuovo: classi II A, II B, II C,   Gruppo classi I A e I C – II A e II C.

Gli alunni della Scuola Secondaria di I grado. Plesso G. Bartali: classe, II B – S. Cuneo, A.
Hiyo, L. Mattei, G. Pasquali, III A – G. Garuffi, A. Romani, III B – E. Macina, L. Uffreduzzi, F.
Smacchi; Plesso Masina: classi seconde, I C – A. Manzo, I i- T. Amici, M. Bartolacci, L.
Bresciani, T. Bruni, A. Chicca, A. Di Federico, S. Ficara, C. Iannarone, F. Marcialis, B. Marsella,
F. Natale, O. Pagliari, D. Pieroni, M. Tabasco, E. Urso, II C – B. Faltoni, I D – C. Baldassarri, G.
Lombardo, D. Pace, A. Meconizzi, N. Petrilli, R. Salvatori, II D – M. D’Ottavio, V. Di Nello, II I –
G. Bascherini, G. Cacciotti, S. Di Francesco, V. Prestera, G. Sparacino, M. Tagliarini, II E – D.
Di Nello, L. Pirrello, E. Pullarae, M. Zaccagnini, 3 D - G. L. Trisolino, A. Zaiter, III I – gruppo
classe, G. Mobilio, A. Salvatori, G. Romita, III C – S. Barone, I. Finotto, G. Giansanti, G.
Pendenza, C. Rambaldi, A. Sirico, V. Vari. III N – G. Amici, F. Buono, V. Cecconi, M. Dionisio, R.
Di Nello, N. Fioravanti, E. Gentilezza, A. Mainenti, C. Satriani, G. Velardi; Plesso Ungaretti:
classi seconde, II F – N. Cretaio, A. De Rienzo, M. Tossali, III F – V. Felli., T. Sesto, II G – classe
2 G; A. Di Caprio, III G – V. Avino, G. Nardoni.

Ringraziamo il nostro Dirigente Scolastico, Dottoressa
Angela Minerva, per aver fortemente voluto e dato vita
al Progetto Giornalino scolastico, supportandoci e
coadiuvandoci nella sua realizzazione.

Ulteriori ringraziamenti, poi, a tutti i docenti e agli
alunni il cui entusiasmo ha contribuito alla buona
riuscita dell’Eco dell’I. C. Uruguay.

Team Docenti della Redazione:
Prof.ssa Emma Grandinetti
Maestra Raffaella Reppucci
Prof. Emiliano Condello

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