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Published by social.uruguay, 2021-06-03 14:42:31

n.7

n.7

L’ECO DELL’ I.C. URUGUAY

PERIODICO A CURA DEGLI STUDENTI DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO URUGUAY

N°7

A.S. 2020 - 2021
NEL SETTIMO NUMERO DEL GIORNALINO SCOLASTICO

IL MANIFESTO DELLA EDUCAZIONE
COMUNICAZIONE CIVICA
NON OSTILE

LA NOSTRA LE MACCHINE LE NOSTRE
INTERVISTA DI RUBRICHE:

TRIPLA! LEONARDO “ANGOLO DELLA
DA VINCI LETTURA”

“L’ANGOLO DELLA
POESIA”

IN RICORDO DI GIOVANNA FUCCIO………………………………………….……………..…2

LE RUBRICHE

ANGOLO DELLA LETTURA …………………………….………………………..……3
L E Z I O N I I N C L A S S E … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … 11
L A S TAFFETTA DELL A LEGALITÀ…………………………….………………..…19
CITTADINANZA ATTIVA………………………………………….……………………21
LE NOS TRE INTERVIS TE………………………………………….………………..…31
ANGOLO DELLA POESIA……………………………………………………………34













In ricordo di Giovanna Fuccio

L’anno scolastico che sta per concludersi è stato per tutti molto complesso, difficile.
Per la nostra scuola è stato anche un anno triste, a causa dell’improvvisa scomparsa della professoressa,
collega, amica Giovanna Fuccio.
Molti sentimenti, ricordi e immagini ci legano a lei – in modo diverso e unico – con affetto profondo. Le sue
parole, le sue battute continuano a riecheggiare nelle nostre teste, nelle aule, nel corridoio degli uffici e della
dirigenza, in biblioteca e in sala professori. Rimarranno a lungo impressi dentro di noi i suoi modi, l’ironia,
la sincerità, la discrezione, l’integrità, la modestia, la sua voce e il suo sorriso.
Vogliamo dedicarle questo numero del giornalino scolastico in cui abbiamo inserito articoli su iniziative da
lei abbracciate e sostenute sempre con convinzione, in particolar modo quella del “Circolo letterario”, che ha
preso forma soprattutto grazie alle sue idee e al suo entusiasmo.

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ANGOLO DELLA
LETTURA

Un CIRCOLO LETTERARIO … a scuola

Un Circolo letterario a scuola?!?! Quando la nostra professoressa di Lettere ci ha parlato di questo progetto,
non abbiamo capito lì per lì di che cosa si trattasse. Sembrava qualcosa di difficile, impegnativo…saremmo
stati all’altezza della situazione? Avremmo avuto il tempo necessario per partecipare agli incontri previsti su
Meet, uno al mese a partire da marzo fino alla fine dell’anno?
Abbiamo chiesto ulteriori informazioni e saputo che il Circolo era un progetto che rientrava nelle iniziative
proposte dalle Biblioteche del nostro Istituto per tutti i plessi della nostra scuola, un progetto gratuito di
potenziamento che avrebbe tenuto la libraia di “Scuola e cultura”, Eleonora Rizzoni.
Insieme a noi, altre alunne e alunni del secondo e terzo anno avrebbero partecipato ai quattro incontri previsti,
mentre i ragazzi di prima media avrebbero seguito gli incontri riservati al loro gruppo in orari diversi dai nostri.
Anche i professori di Lettere dei singoli gruppi formatisi avrebbero seguito l’attività del Circolo. Fantastico!

Il primo incontro, martedì 2 marzo, è stato il più importante, perché ci è stato spiegato che avremmo dovuto
leggere un libro al mese, utilizzando un taccuino per appuntare emozioni, frasi, dubbi, riflessioni, per poi
confrontarci con tutti gli altri lettori durante l’incontro successivo, esprimendo e motivando i nostri punti di vista
e le nostre impressioni personali. Abbiamo letto ben tre libri: “Il libro selvaggio” di Juan Villoro per martedì 23
marzo; “L’evoluzione di Calpurnia” di Jacqueline Kelly per giovedì 29 aprile; “L’amore sconosciuto” di Rebecca
Stead per giovedì 27 maggio. Il gruppo degli alunni di prima media ha letto: “Con il vento verso il mare”;
“Un’improvvisa felicità”; “La poesia sei tu”, tutti scritti da Guus Kuijer. Uno al mese!
Partecipare al Circolo letterario ci è piaciuto molto per vari motivi: oltre al fatto di essere guidati nella scelta da
un’esperta, questo progetto ci ha dato l'opportunità di conoscere testi che non avremmo forse mai preso in
considerazione e ascoltare diverse letture “soggettive” dello stesso scritto. Ci è piaciuto aver avuto la
possibilità di ascoltare tanti punti di vista diversi, di altre ragazze e ragazzi, oltre al nostro: se qualcuno non
aveva apprezzato per esempio la lettura di un libro, ne spiegava il motivo, in modo tale che tutti potessimo
comprenderne il perché ed esprimere a nostra volta il nostro parere, senza esser giudicati da nessuno. 

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!

ANGOLO DELLA
LETTURA

I libri che abbiamo letto ci sono piaciuti molto, ma quello che ci ha colpito di più è stato “Il libro selvaggio”, il
cui messaggio principale è che ognuno interpreta i libri come desidera: secondo l’autore Villoro, i libri hanno
una forte personalità e sono loro che scelgono i lettori e non viceversa, i libri sono magici e diversi, proprio
come noi, rispecchiano la nostra vita e la arricchiscono lettura dopo lettura. 
Un’esperienza bellissima: speriamo che i ragazzi della nostra scuola possano ripeterla anche l’anno prossimo!
Viva la lettura!!!
G. Gimondo, G. Barbini e L. Cruciani - III I Masina

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ANGOLO DELLA
LETTURA

INTERVISTA A FRANCESCA BONAFIN

scrittrice del libro CELESTIALE (Sinnos)

Il 17 marzo di quest’anno alcune classi terze del plesso
Masina hanno avuto la possibilità di incontrare in una
videoconferenza on-line su Meet Francesca Bonafini,
scrittrice di un romanzo per ragazzi dal titolo “Celestiale”.
A noi ragazzi della III D il libro è piaciuto molto sia perché
utilizzava un modo di parlare tipico degli adolescenti - e
ciò rendeva la narrazione molto scorrevole - sia perché ci
ha permesso di immedesimarci nella protagonista, che ha
all’incirca la nostra età. Dalle riflessioni che abbiamo fatto
in classe sono nate le domande con cui abbiamo
intervistato l’autrice durante l'incontro on-line. Buona
lettura!

CON QUALE SCOPO HA SCRITTO UN’UNICA STORIA FACENDO PARLARE TRE PERSONAGGI DIVERSI
CON PROSPETTIVE DIVERSE
Mi è venuto in mente di dare la parola ai tre personaggi principali perché è più semplice scrivere un testo
lungo con più voci e poi risulta anche più dinamico e polifonico

COSA L'HA SPINTA A SCRIVERE QUESTO LIBRO E COSA L'HA PORTATA A INTRAPRENDERE LA
CARRIERA DA SCRITTRICE
Ho scelto di fare questo lavoro perché mi piaceva sentire il fascino delle parole e sono stata rapita dalla loro
potenza; è un po’ quello che accade alla protagonista, Maddalena, quando si sofferma con le amiche sul
significato e la potenza delle parole, attraverso il concetto del pensiero dominante e la citazione della poesia di
Leopardi. Quando avevo l’età di Maddalena ho iniziato a sentire la musicalità delle parole, che è una cosa che
mi ha affascinata da subito e ho pensato che avrei lavorato con le parole scrivendo romanzi.

HA DELLE ABITUDINI PARTICOLARI QUANDO SCRIVE
No, ma lavoro sempre di sera, di notte e passo tanto tempo davanti al computer. Prima di scrivere, però,
maturo le parole leggendo lontano dal pc.

HA FATTO FATICA A USARE UN LINGUAGGIO ADOLESCENZIALE
No, non in particolare. Grazie al ritmo del testo è stato abbastanza facile. Mi è piaciuto poi mescolare la lingua
parlata con la letteratura.

QUALE È STATO IL PASSAGGIO PIÙ DIFFICILE DA SCRIVERE? PERCHÉ
C'è stato un momento in cui mi sono bloccata, perché la voce di Ivano, uno dei tre protagonisti, non andava
bene. Quindi ho riscritto completamente la sua parte, aggiungendogli freschezza e leggerezza, e poi sono
riuscita ad andare avanti. Cose del genere possono accadere sempre e ci sono momenti in cui vuoi buttare
tutto, bisogna scegliere bene le parole, ci vuole del tempo e per questo a volte ci si blocca.

PER DESCRIVERE IL CARATTERE DI IVANO E LE SUE ESPERIENZE HA PRESO SPUNTO DA
QUALCUNO CHE CONOSCE?
È tutto un miscuglio di ispirazioni inconsce; ogni personaggio ha qualcosa della mia vita.

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I

ANGOLO DELLA
LETTURA

LA PROTAGONISTA DEL ROMANZO AMA LE
CANZONI PORTOGHESI. LEI ASCOLTA CANZONI
PORTOGHESI
Sì ne ho ascoltate tante e le ho messe in Maddalena,
anche per provare a suggerire a voi ragazzi nuove
prospettive musicali.
PERCHÉ MADDALENA USA LA PAROLA
“CELESTIALE” - CHE POI È ANCHE IL TITOLO DEL
ROMANZO - PER DESCRIVERE L'AMORE TRA LEI E
FABRIZIO FIORINI?
“Celestiale” le sembra perfetto per parlare di Fabrizio, lei
che è innamorata delle parole, non poteva dire semplicemente “bellissimo” ma deve usare parole speciali.
ABBIAMO UNA CURIOSITÀ: IVANO ALLA FINE SI È FIDANZATO CON ROSA
Non si sa, di fatto una storia può far nascere un'altra storia… è anche un modo per dare al lettore la possibilità
di immaginare da sé il finale, come più gli piace!
HA VOLUTO DARE UN MESSAGGIO IN PARTICOLARE A NOI RAGAZZI CON QUESTO LIBRO OPPURE
NO
In realtà non ho scritto il libro con l’intenzione di dare un messaggio in particolare: il mio intento era solo quello
di raccontare una storia, ciascun lettore poi potrà leggervi ciò che desidera.
G. Fabiani e P. Gargioli - III D Masina

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ANGOLO DELLA
LETTURA

INTERVISTA A FEDERICO APPE

scrittore e illustratore del graphic novel PESI MASSIMI (Sinnos)

Il 13 aprile di quest’anno alcune classi terze del plesso Masina hanno
avuto la possibilità di incontrare in una videoconferenza on-line su Meet
Federico Appel, illustratore e scrittore del libro Pesi Massimi. In questo
graphic novel abbiamo incontrato campioni e campionesse che hanno
superato ostacoli con muscoli, cuore e cervello. Con questa intervista vi
presenteremo l'autore!

PERCHÉ HA SCELTO DI RAPPRESENTARE PESI MASSIMI SOTTO
FORMA DI GRAPHIC NOVEL?
Non è stata solo una mia idea. Ho deciso di fare un graphic novel perché
la casa editrice per cui lavoravo aveva appena pubblicato Cattive ragazze
e voleva pubblicare un altro graphic novel, questa volta sul calcio; in quel
momento mi è venuta l'idea: in quell'istante è nato Pesi Massimi. 

PERCHÉ LA PRIMA EDIZIONE È IN BIANCO E NERO? E PERCHÉ È
PIÙ GRANDE RISPETTO A QUESTA SECONDA CHE ABBIAMO LETTO
NOI
Dato che la casa editrice stava sperimentando il fumetto non voleva
investirci troppo, infatti la prima edizione del libro è così grande perché
doveva essere visibile. Dopo che è uscita la prima edizione, che ha avuto molto successo, l'abbiamo
modificata ed è uscita la seconda, in formato più piccolo ma a colori.

PERCHÉ NELLA PRIMA EDIZIONE NON COMPAIONO LE DONNE? È QUESTO SECONDO LEI IL
CAMBIAMENTO PIÙ GRANDE TRA LE DUE EDIZIONI? COSA L’HA PORTATO A INSERIRE ANCHE DELLE
CAMPIONESSE? 
Sinceramente non l'ho fatto di proposito: è stato casuale. Mi è stato fatto notare molte volte, però ho dovuto
aspettare la seconda edizione per inserire le donne, una delle quali avrei già voluto inserirla nella prima
edizione, Francina Koen, che veniva chiamata la "mammina volante" e lei nelle interviste si arrabbiava e diceva:
ma i miei colleghi non li chiamate "papini salterini"!?!

QUAL È IL PROCESSO CREATIVO DI UN GRAPHIC NOVEL?
I processi cambiano, a seconda delle storie che bisogna raccontare, ma per realizzare un graphic novel ho
bisogno sempre di regole precise. Per prima cosa, in questo libro, ho deciso il numero di pagine (che
dev’essere sempre un multiplo di 16) perché dovevo sapere quanto spazio avevo e poi ho potuto realmente
realizzare il testo e i disegni.

PERCHÉ IN PESI MASSIMI  HA DECISO DI RIVOLGERSI AI RAGAZZI DELLA NOSTRA ETÀ
In realtà il lettore ideale di questo libro ha molte età diverse. 

PERCHÉ A VOLTE ALCUNI UOMINI SONO DISEGNATI CON PARTI DEL CORPO CHE RAPPRESENTANO
DEGLI ANIMALI

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L

ANGOLO DELLA
LETTURA

Ci sono molti animali perché ero terrorizzato all’idea di lasciare
vignette vuote, spazi bianchi e avevo paura che il lettore si
annoiasse. Anche perché, parlando di sport, i campi sono
sempre uguali quindi volevo disegnare qualcosa che i lettori
non si aspettassero per svegliare la loro attenzione. Inoltre in un
fumetto il numero delle parole è limitato, quindi ho rappresentato
la parte emotiva con i disegni, per esprimere i sentimenti.

HA PRATICATO UNO DEGLI SPORT CITATI O NE È
APPASSIONATO
Alla vostra età ho praticato atletica, anche se non ero molto
bravo, mentre adesso pratico nuoto agonistico, partecipando
qualche volta anche a delle gare con dei vecchietti come me!

QUALE STORIA RACCONTATA IN “PESI MASSIMI” LA RAPPRESENTA DI PIÙ?
La storia che mi rappresenta di più è quella di Arthur Ashe, è l’atleta più affine alla mia personalità. Per questo
sapevo di volerlo inserire da subito: perché è sempre stato molto vicino a me, per esempio lo vedevo non dico
svogliato, ma quasi. Inoltre era un grande atleta con un grande cervello e in questo mi sono sempre ritrovato.

PERCHÉ HA RACCONTATO LA STORIA DI CARLOS CASZELY E NON QUELLA DI PELÉ O DI
MARADONA, CHE SONO CALCIATORI PIÙ NOTI? QUANDO HA INIZIATO A SCRIVERE IL LIBRO QUALE
SPORTIVO ERA SICURO DI VOLER INSERIRE NEL TESTO
In verità avevo già scelto di mettere tutti i personaggi presenti
tranne Carlo Caszely: inizialmente, infatti, volevo inserire Pelé,
anche se non era adatto. Poi ho pensato a Socrate e alla fine ho
capito, grazie a un documentario, che il personaggio perfetto era
Carlo Caszely, un giocatore della nazionale cilena che si era
opposto al dittatore Pinochet.

HA MAI ASSISTITO A UN EPISODIO DI RAZZISMO, ANCHE
NELLO SPORT DILETTANTISTICO? SECONDO LEI
ESISTERÀ MAI UN MONDO IN CUI SAREMO TUTTI UGUALI,
IN CUI NON CI SARANNO DISCRIMINAZIONI
Quando avevo la vostra età mi è capitato di assistere ad alcune
scene in cui qualche vecchia sull'autobus sbraitava a un nero, ma non ho mai fatto nulla. In verità il razzismo
può essere anche molto meno di quello che immaginiamo. Con questo libro volevo raccontare che il razzismo
può essere eclatante, ma anche no. Noi siamo abituati ad associare il razzismo alle persone di colore, anche
se in verità il razzismo è un meccanismo mentale che cambia continuamente e noi dobbiamo stare sempre
attenti a questo, solo così potremo cercare di evitare le discriminazioni! 

F. Balduini e E. Ingrosso - III D Masina

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ANGOLO DELLA
LETTURA

UN VIAGGIO DIVERSO

In una valigia si può mettere di tutto, anche dei libri. Noi della
II D del plesso Masina ne abbiamo messi molti grazie al
progetto delle Biblioteche di Roma Letture in valigia. La
biblioteca di Villa Leopardi, ha prestato alla nostra classe e
alla II N i libri per due mesi. Noi ci siamo organizzati per
allestire uno scaffale in classe, per catalogare i libri e,
naturalmente, nominare due bibliotecarie. Poi abbiamo
scelto delle ore da dedicare solo alla lettura. E infine ognuno,
a seconda del suo gusto, ha scelto un libro da leggere.
Alcuni si sono riuniti in coppia o in gruppo. In ogni modo,
dato che nel nostro quartiere ci sono pochissime biblioteche, è davvero entusiasmante confrontarci con questo
progetto.
Abbiamo intervistato i nostri compagni di classe, comprese le bibliotecarie Giorgia e Asia, e le professoresse
per capire cosa pensano del progetto. Ecco che cosa è emerso.

INTERVISTA AI COMPAGNI
Cosa ne pensate del progetto?
Alessandro P. dice che è “utile per imparare a leggere meglio”. Chiara
aggiunge: - Fare i progetti in questo modo può riuscire a farti imparare le cose
in maniera tranquilla e simpatica! Tutti vorrebbero una scuola così!
Elisabetta: - Personalmente penso che questo progetto sia molto bello è un
modo magari per spingere chi non legge molto a entrare in questo mondo. Molti
compagni lo definiscono “divertente”.

Vi sta piacendo il libro che state leggendo? Di cosa parla?
Lorenzo: - Il libro L’isola degli smemorati parla di un gruppo di otto bambini che
naufragano su un’isola abitata da nove anziani che si sono dimenticati di essere
stati bambini e li trattano come fossero animaletti da domare.
Rebecca: - Il libro che sto leggendo, Lettere dalla Kirghisia, mi sta piacendo molto perché è scritto in maniera
molto semplice ma allo stesso tempo è così pieno di particolari che tra una riga e l’altra si finisce dentro al
libro.
Giulia: - Il mio si intitola NO. Parla di una ragazza nera di nome Rosa Parks.

Quanti libri leggete all'anno?
Quasi tutti dichiarano 1 o 2, comunque meno di 5.

INTERVISTA ALLE BIBLIOTECARIE DI CLASS
Perché avete deciso di proporvi per questo ruolo?

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E

ANGOLO DELLA
LETTURA

Giorgia: Mi piace molto stare a contatto con i libri.

In che cosa consiste il vostro ruolo?
Catalogare i libri, disporli in modo ordinato nello scaffale di classe,
consegnarli ai compagni...

Quale tipo di problemi avete riscontrato?
Nessuno, tranne quando, per sbaglio, abbiamo inserito nella
biblioteca anche un quaderno della professoressa di italiano che,
disperata, lo ha cercato per giorni!

INTERVISTA ALLE INSEGNANT
I libri vi sono serviti nella vostra carriera da insegnanti?
De Amicis: - Certo, ma non solo nella carriera… I libri per me sono stati compagni di viaggio in ogni tappa
della mia vita. Quando sono diventata mamma ho scoperto quelli per i piccolissimi (in stoffa, da mordere) e in
seguito mi sono sempre più appassionata agli albi illustrati. Adesso sto facendo delle ricerche scientifiche
proprio su questi ultimi.
Pais: - Sì, è proprio dai libri che nasce il nostro mestiere! Quando studiamo insieme la letteratura andiamo a
sbirciare in quel vastissimo repertorio di narrazioni che sono state scritte dall’antichità ad oggi. All’università ho
imparato che ogni libro ci insegna qualcosa, anche le storie che leggiamo per diletto e non per studio ci
accompagnano con un inaspettato bagaglio di conoscenze. Umberto Eco, un grande scrittore del Novecento,
diceva: «Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni.»
Del Vecchio: - Moltissimo, non solo per le attività didattiche ma soprattutto per quelle libere, per entrare in
relazione con me stessa e con gli altri.

LABORATORIO IN GIARDIN
La nostra valigia è fatta di libri molto differenti tra loro ma
tutti accomunati dalla bibliografia “Forti per Costituzione”.
Significa che in qualche modo tutti riguardano i diritti, la
legalità, la vita civile. Per questo abbiamo fatto un piccolo
laboratorio sulla DUDU (Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani). Le bandierine che trovate in foto sono gli
articoli della DUDU. Ognuno di noi è andato alla ricerca
del collegamento tra l’articolo e il libro che sta leggendo.
Un altro modo per fare educazione civica, stando insieme
all’aria aperta. Ci è sembrata quasi una festa!

Classe II D - Masina

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O





I

LEZIONI IN CLASSE

Come si misura il tempo

Noi oggi per misurare il tempo usiamo l’orologio, ma
non ē sempre stato cosī.
Tanto tempo fa, gli uomini osservavano le stelle e il sole
per misurare il passare del tempo.
Il primo orologio fu proprio il sole: guardandolo, gli
uomini capivano se era mattina o sera.
Poi, nell’antico Egitto, l’uomo costruì il primo vero
strumento per misurare il tempo: la meridiana, un
orologio solare. Nel quadrante ci sono scritti i numeri,
al centro c’è un bastoncino (gnomone).
L’ ombra dell’asta indica l’ora, ma è visibile solo
durante il giorno.
Ma se non c’è il sole come si fa a vedere che ore
sono?
Per misurare il tempo in assenza di sole, gli antichi così
inventarono la clessidra ad acqua (dove scorreva
l’acqua) e la clessidra a sabbia, che misurava il tempo
impiegato dalla sabbia per scendere da un recipiente
all’altro, passando attraverso un piccolissimo foro.
Gli antichi inventarono poi la candela graduata
segnata con delle tacche: quando era accesa si
scioglieva e le tacche consumate segnavano il tempo
che passava.
Ma se serve maggiore precisione? Meglio usare
l’orologio.
Ci sono tanti tipi di orologi.
L’orologio a pendolo o “a peso” ha le lancette delle ore,
dei minuti e dei secondi che si muovono grazie al
movimento del pendolo che oscilla in modo regolare.
Il pendolo fu inventato da Galileo Galilei.
Un orologio a pendolo speciale è l’orologio a cucù: ogni volta che scocca l’ora esatta, esce fuori un uccellino
che fa cucù cucù.
È stato inventato poi, l’orologio da tasca: un orologio così piccolo da poter mettere in tasca.
Infine sono stati inventati gli orologi da polso. Possono essere:
- analogici, (hanno le lancette delle ore, dei minuti e dei secondi);
- digitali, (non hanno le lancette, ma hanno l’orario scritto con i numeri).

Classe capovolta 2ª B - Simoncelli

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LEZIONI IN CLASSE

UNA LEZIONE INDIMENTICABILE scegliere da che parte stare e assumersi delle
responsabilità.
Il giorno 21 marzo 2021 si è collegato su Google Alla domanda se la mafia è potente come allora,
Meet, direttamente da Catania, il Dott. Dario Dario risponde che la mafia oggi è più pericolosa
Montana per l'intervista programmata dalla V A. perché i mafiosi oggi sono più ricchi e si sono
Dario Montana è il fratello di Beppe Montana, una impossessati di aziende e negozi. La mafia ha
vittima di mafia. approfittato anche del covid: per “aiutare” le
Prima di tutto noi bambini volevamo ritornare indietro persone in difficoltà prima dello Stato.
nel tempo per ricordare la vita di Beppe Montana e Infine ci racconta brevemente di Libera: ci ha detto
cosa ha passato Dario dopo la morte del fratello. che principalmente Libera si occupa di trasformare i
Dario ci ha raccontato che Beppe ha sempre voluto beni confiscati alla mafia per dare loro una nuova
fare il poliziotto, era il desiderio della sua vita. In tre vita: case, terreni, denaro, vengono utilizzati per
anni di servizio Beppe ha dimostrato di essere molto scopi benevoli ed umanistici.
bravo ma soprattutto, di essere appassionato al suo “La differenza tra memoria e ricordo… ” ci dice
lavoro, con la passione ha superato tante difficoltà Dario, “è che il ricordo rimane nel passato, mentre
del suo difficile mestiere! Dario ci ha detto che con la memoria si costruisce un futuro; e anche se è
Beppe amava la vita, il mare e le barche, andava a faticoso lavorare in questo periodo, Libera continua
cavallo, adorava i cani e aveva una fidanzata che il suo lavoro in memoria delle vittime di mafia”.
amava molto.
La morte del fratello ha cambiato la vita di Dario Isabella Joelle Alagao 5ª A - Maria Stern Nuovo
perché come ha detto lui, la morte cambia la vita di
chi resta, ed è una cosa da cui non si può tornare
indietro. Il cranio frantumato del fratello è un ricordo
molto impressionante che ancora oggi torna nei
ricordi di Dario quando lo ha voluto vedere dopo il
suo omicidio.
Dario è molto riconoscente alla società Libera
perché l’ ha aiutato a superare la morte del fratello e
gli ha permesso di ricordarlo per le cose belle.
Infatti, il ricordo più bello che Dario ha di Beppe è il
suo fischiettio, il suo sorriso, la sua ironia, in poche
parole la felicità che emanava.
Dalle sue parole possiamo imparare molto. Dario in
questa intervista ci ha insegnato.
che ognuno ha il diritto di sognare e di realizzare il
suo sogno, come Beppe, possiamo fare il nostro
lavoro e perseguire i nostri sogni e questo vale per
tutti anche per i figli dei mafiosi, quando sognano e
desiderano opporsi alla violenza, devono essere
aiutati a perseguire il loro sogno.
Alla domanda se hai paura della mafia, risponde:
“Si! Tutte le cose brutte ci fanno paura!!", ma
sostiene che superare le paure ci permette di
apprezzare le cose belle, per questo combattere la
mafia per Dario è una cosa bellissima perché così si
cerca di costruire una società più giusta. Ci dice che
ci sono molti modi di combattere la mafia tra cui

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LEZIONI IN CLASSE

L’ EFFETTO DELLE PAROL

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E


LEZIONI IN CLASSE

La nostra prof.ssa di Arte, a lezione, ci ha fatto conoscere
Il manifesto della comunicazione non ostile. Questo
manifesto è stato lanciato nel 2017 dal sito web
Parole_ostili. Si tratta di un progetto che ha lo scopo di far
ragionare sull’importanza delle parole, in particolare sulle
conseguenze che possono scaturire dal loro utilizzo. Le
parole possono unire e commuovere, ma allo stesso
tempo possono ferire, allontanare e offendere. Quando si
parla sui social, per esempio, nonostante ci si trovi dietro ad uno schermo, le persone sono reali e così anche
le conseguenze di ciò che si dice possono essere realmente negative o positive. La prof.ssa di Arte ci ha
assegnato un compito: realizzare dei fumetti ispirati a questo Manifesto. Ognuno di noi ha scelto uno dei 10
punti riportati sul Manifesto e sul suo contenuto ha progettato un fumetto. Ve ne facciamo vedere alcuni!
Classe III H - Ungaretti

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LEZIONI IN CLASSE

INSEGNARE LA LETTERATURA OGG
FUMETTI E DIDATTIC

Attraverso i fumetti l’identificazione di generi letterari è più esplicita. I fumetti si prestano benissimo a molte
attività didattiche che vanno dalla comprensione di un concetto linguistico, alla memorizzazione di strutture,
all’identificazione di figure retoriche, oltre che alla stimolazione all’apprendimento.
Affiancando continuamente l’utilizzo del Linguaggio Narrativo Visivo ai contenuti letterari tradizionali si è voluto
inoltre coinvolgere maggiormente tutti gli alunni, favorendo un approccio più inclusivo alle opere letterarie.
In occasione del Dantedì ecco alcune immagini a cura degli allievi dell’Istituto G.Bartali.

Dante a Fumetti…

Classi II A e II L - Bartali
Docente: Elisena Iacopinelli

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A
I

LEZIONI IN CLASSE

Una visita virtuale  al “Museo delle attorno al polso formato da cinque stecche di legno
macchine di Leonardo da Vinci” a Rom che prolungavano l’estensione delle dita come ad
imitare delle zampe dei palmipedi. Sul foglio dove
Quest’anno, durante le lezioni di Storia e di Arte, noi aveva disegnato la sua creazione, Leonardo aveva
alunni della II N abbiamo studiato il genio di aggiunto anche un salvagente dove scrisse la
Leonardo da Vinci sia attraverso un documentario di seguente spiegazione: “sul modo di salvarsi da una
Alberto Angela sia attraverso una visita virtuale al tempesta e naufragio marittimo”.
“Museo delle macchine di Leonardo da Vinci” a L’Odometro. È una macchina ideata nell'antica
Roma.  Roma per misurare la distanza percorsa su una via
Ci ha colpito moltissimo quanto Leonardo fosse terrestre mediante i giri di una ruota (misuratore
appassionato e competente in varie discipline: si stradale), oppure la distanza percorsa da una
dedicava all’osservazione e alla catalogazione dei imbarcazione in mare (odometro navale). Lo
fenomeni naturali; dissezionava i cadaveri e ne strumento terrestre fu perfezionato da Leonardo Da
disegnava gli organi; è stato il primo a capire che il Vinci (Odometro di Leonardo). L'odometro ideato da
cuore è un muscolo; ha avviato una classificazione Leonardo sembra una carriola fornita di ruote
delle piante e ha disegnato cartine geografiche. dentate; quella verticale compie uno scatto a ogni
Nel 1482 alla corte di Ludovico il Moro fu incaricato giro del mozzo della ruota che poggia sul terreno e
di  costruire macchine da guerra, come carro ha all'interno una sporgenza che ad ogni giro
armato, bombe a grappolo e balestre giganti. completo ne aziona una in orizzontale. Quest'ultima
Leonardo progettò ma non furono mai concluse né è forata per lasciare passare in un contenitore sfere
costruite mai queste macchine. di metallo o sassi il cui numero, al termine della
Di tutte le invenzioni che abbiamo avuto misurazione, è utilizzato per risalire all'esatta
l’opportunità di guardare nel museo attraverso la distanza percorsa.
visita virtuale, 4 ci hanno colpito in particolar modo: La Vite infinita. In
l’uomo palmato, l’odometro e la vite infinita. Ora ve le questo meccanismo la
presentiamo! forma della vite è
concava, cosìil
L’uomo palmato. Per potersi muovere con agilità contatto con la ruota
nell’acqua, Leonardo inventò il “Guanto Palmato”. dentata segue una
Nel dettaglio si trattava di un guanto da legare porzione del profilo
della ruota stessa,
invece di avvenire in
un unico punto di tangenza. La linea concava dà la
possibilità alla vite di ingranare
contemporaneamente più denti della ruota
distribuendo la forza e diminuendo il rischio di

16

a

LEZIONI IN CLASSE

rottura. Questo meccanismo può essere applicato a
un numero elevato di macchine e rappresenta una
soluzione più avanzata sotto il profilo della fluidità.
Spinti dalla curiosità di ciò che avevamo visto
durante la visita virtuale al Museo, abbiamo fatto
delle ricerche sul web e abbiamo trovato un’altra
invenzione che ci ha colpiti, il Palombaro. Leonardo
ha disegnato un autorespiratore subacqueo
composto da tubi di canna uniti da cuoio, con anelli
d'acciaio per impedire che vengano schiacciati
dalla pressione dell'acqua. I tubi sono fissati a una
maschera facciale con due fori di vetro all'altezza
degli occhi per vedere. Completano l'attrezzatura
una giubba, i pantaloni, un otre per la minzione, un
galleggiante a forma di campana per mantenere le
aperture sopra l'acqua. Un modello costruito
seguendo le indicazioni del disegno di Leonardo fu
realizzato da Luigi Tursini negli anni 1951-53 ed è
esposto nel Museo nazionale della scienza e della
tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. 
Speriamo di avervi fatto incuriosire! Ora, tutti a
cercare altre invenzioni del genio Leonardo da Vinci!

R. Di Nello e M. Dionisio II N - Masina

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LEZIONI IN CLASSE

IL PROGETTO UNICEF “LOST IN EDUCATION”

Durante gli ultimi tre anni di scuola media, le attuali classi terze della S.M.S. Gino
Bartali dell’I.C. Uruguay hanno seguito un percorso formativo condotto da alcuni
operatori dell’Unicef, intitolato “Lost in Education”.
Gli incontri, a cadenza variabile, hanno avuto la durata di un’ora ciascuno e si sono
svolti principalmente in orario scolastico. Obiettivo dell’attività è stato quello di
stimolare tutti gli alunni ad essere partecipi della creazione di una “comunità
educante”, partendo dalla realtà del quartiere Casal Boccone-Bufalotta, territorio
nel quale abita la maggior parte degli studenti dell’Istituto.  Durante i vari incontri
sono state proposte riflessioni su “cosa fosse per noi ragazzi una comunità
educante” e su “come fosse possibile costruirla”.
Insieme abbiamo realizzato cartelloni, video e presentazioni in PowerPoint e
soprattutto una mappa di comunità. Alcuni di questi lavori sono stati anche
mostrati, durante incontri ufficiali, alla nostra comunità territoriale riunita nella sua interezza (erano presenti la
scuola, le famiglie, la parrocchia, le associazioni culturali e il Municipio). Purtroppo, in quest’ultimo anno, le
limitazioni imposte dalla pandemia per la diffusione del Covid-19 hanno reso difficile lo scambio e le possibilità
di incontro in presenza. E questo ha forse reso meno proficuo il lavoro. Noi però non ci siamo arresi e abbiamo
organizzato comunque alcuni incontri “a distanza” attraverso piattaforme virtuali come Google Meet.
In quel periodo così improvviso, strano e difficile per tutti, gli adulti coinvolti nel progetto, operatori e docenti,
ma anche attori del terzo settore (associazioni come Raccontarsi Raccontando o la Protezione Civile), si sono
attivati per manifestarci la loro vicinanza e per aiutarci ad esprimere i nostri pensieri e le nostre emozioni.
Ad oggi, ciò che abbiamo costruito non è identificabile o visibile a tutti come “risultato concreto”, perché la
realizzazione di una “comunità educante” è un obiettivo a lunga scadenza che richiede non solo una visione
comune, ma anche molto tempo, molta dedizione e un lungo cammino insieme. Molto più lungo di soli tre
anni…
Siamo anche coscienti, però, che molti di noi sono ora più consapevoli di quanto non lo fossero all’inizio
dell’esperienza. In molti abbiamo potuto prendere coscienza di realtà difficili prima sconosciute e ciò ci ha
permesso di tarare meglio la nostra “bussola” interna, indicandoci come comportarci in determinati momenti
della vita e quali posizioni prendere in relazione alle persone che vivono accanto a noi.
Questa esperienza ci ha inoltre offerto diverse opportunità di essere protagonisti della scena e di poter dire la
nostra su questioni che ci riguardano molto da vicino, prima di tutto sulla nostra istruzione e su quanto, intorno
a noi, contribuisce in modo formale, non formale ed informale alla nostra crescita.
Le attività laboratoriali ci hanno consentito di migliorare le nostre relazioni e di abituarci a lavorare in gruppo,
ascoltando i compagni e collaborando per raggiungere un obiettivo comune.
Insomma, molta è la strada percorsa, ma molto c’è ancora da fare e per questo noi ragazzi di terza lasciamo il
testimone alle attuali seconde, con le quali il progetto proseguirà e si concluderà il prossimo anno.
Anche loro daranno un contributo al progetto e, date le premesse, sicuramente avranno qualcos’altro di
interessante da raccontarvi.

Classe III B - Bartali

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LEZIONI IN CLASSE

LE NUOVE GENERAZIONI E IL CLIMA

Il rapporto tra l’uomo e la natura può essere interpretato in maniera duplice:
- la natura amica dell’uomo che offre un’ingente quantità di risorse da utilizzare per il nostro sostentamento;
- la natura nemica dell’uomo che esprime la sua forza con le catastrofi (meteoriti, terremoti, maremoti, uragani
ed eruzioni vulcaniche)
L’uomo, dalla sua comparsa sulla Terra, ha sempre cercato di modificare l’ambiente circostante per garantirsi
maggiori possibilità di vita. La Terra ha sempre attraversato periodici cambiamenti climatici, con fasi più calde
alternate a ere glaciali, ma il riscaldamento globale a cui stiamo assistendo oggi ha origini differenti : è causato
dalle nostre "scellerate" attività basate sullo sfruttamento e non sull'utilizzo delle risorse della natura stessa. Il
buco dell'ozono, l'effetto serra, l'estinzione di alcune specie animali, la deforestazione, lo scioglimento dei
ghiacci, l’innalzamento dei mari sono solo alcuni degli effetti della nostra ingombrante presenza. Un
personaggio molto noto che si batte per l’ambiente e per il cambiamento climatico è Greta Thunberg,
un'attivista svedese che per la sua giovane età rappresenta la nostra generazione e il nostro impegno per i
problemi ambientali. Grazie a lei sempre più ragazzi sono scesi nelle piazze di tutto il mondo a protestare
contro il cambiamento climatico.
Tutti noi dobbiamo impegnarci per rendere il mondo un posto migliore per chi ci vive ora e per chi ci vivrà nei
prossimi anni.

V. Ciadini e V. Testa II L - BARTALI

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LA STAFFETTA DELLA
LEGALITÀ

I NOSTRI EROI: FALCONE E BORSELLIN

La mafia approfitta dei silenzi, della paura delle persone, la mafia uccide…il silenzio pure!
Non ci può essere legalità se non c’è verità!
Non c’è bisogno di essere eroi basterebbe avere il coraggio delle proprie scelte. Di fronte alle ingiustizie non
dobbiamo fare finta di niente ma denunciare.
Legalità è non negare la libertà di scegliere la propria vita, la possibilità di andare a scuola a studiare ciò che si
desidera. Non essere costretti a comportarsi male con gli altri.
Se tutti rispettassero le regole vivremmo in un mondo perfetto! Non fare agli altri quel che non vuoi sia fatto a
te.
Classi 3ª A e 3ª B - Giovanni Paolo I

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O


LA STAFFETTA DELLA
LEGALITÀ

LA LIBERTÀ NELLA COSTITUZION

Nel nostro istituto, nel mese di maggio, c'è una ricorrenza speciale: “La staffetta della legalità “La libertà è la
parola da analizzare quest’anno…così ogni classe ha realizzato un progetto. (Alice)
Noi di quarta B abbiamo deciso di parlare della libertà nella Costituzione. (Angelica)
Dopo tante discussioni abbiamo deciso di realizzare un fumetto. (Mattia)
Abbiamo inventato una macchina del tempo per incontrare le madri e i padri costituenti. (Sara)
Abbiamo fatto un viaggio nel tempo per scoprire qualcosa di più sulla libertà. (Daniele)
Secondo me tutti devono conoscere la Costituzione. (Cristina)
Nel nostro fumetto parliamo delle varie forme di libertà. (Edoardo)
Tutti insieme abbiamo scelto le frasi più giuste per fare le vignette. (Beatrice U.)
Alcuni compagni hanno realizzato i disegni e altri si sono occupati delle vignette. (Maya)
Ad ogni padre e madre costituente abbiamo chiesto di spiegarci la parola libertà. (Maria)
Ci hanno parlato della libertà di fede, di espressione, di avere un lavoro dignitoso. (Simone)
Ci hanno insegnato che dobbiamo essere liberi dall'ignoranza. (Beatrice M.)
Quando ci hanno salutato per ritornare nel 1948 ci hanno detto che dobbiamo essere liberi di sbagliare.
(Kevin)
Attraverso questo progetto abbiamo capito che abbiamo diritti e doveri. (Marco Valerio)
Abbiamo capito che la conoscenza è una luce che scaccia via il buio dell'ignoranza. (Sonny)
La frase che mi è piaciuta di più è: “La mia libertà finisce quando comincia la vostra “.(Manuel)

Classe 4ª B - Lea Garofalo

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E

CITTADINANZA
ATTIVA

LA NUOVA SFIDA DELL’EDUCAZIONE CIVICA

La legge 20 agosto del 2019 introduce l’insegnamento dell’educazione
civica nelle scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione. L’articolo 2
della presente legge prevede l’avviamento di iniziative di
sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile anche nella scuola
dell’infanzia.
L’insegnamento di questa materia tratta tematiche molto ampie e
complesse afferibili a tutte le discipline scolastiche, pertanto essa va
intesa in un’ottica trasversale, poiché ha come principio fondante la
formazione di cittadini responsabili e attivi, in grado di partecipare
pienamente alla vita civica, culturale, sociale della propria comunità, nel
rispetto dei diritti e dei doveri.
Certamente l’educazione civica rimanda ad una dimensione valoriale che non si può scindere e non è avulsa
dalla natura del lavoro di educatore e di docente, a qualunque livello si rivolga il suo operato, che, non si
riduce alla mera trasmissione degli aspetti contenutistici del sapere quanto piuttosto alla trasmissione di tutti
quei valori volti a formare una coscienza civica e sociale attraverso il proprio esempio.
Nella scuola dell’infanzia, l’insegnamento dell’educazione civica inizia dal primo giorno in cui il bambino entra
a far parte della comunità scolastica, facendolo sentire accolto, incoraggiato e valorizzato per le proprie
caratteristiche personali. Il primo passo è la valorizzazione del sé per poi arrivare al noi. Il secondo passo è
quello di favorire attraverso la routine, con giochi, canzoni e filastrocche, in modo spontaneo, ma anche
intenzionale con attività finalizzate, la consapevolezza che per vivere insieme bisogna rispettare delle semplici
regole, come ad esempio occupare il proprio posto durante i giochi e le attività didattiche, rispettare il proprio
turno, riordinare il proprio materiale ecc…
Un altro aspetto molto importante per noi docenti dell’infanzia è la
promozione di comportamenti pro-sociali che si concretizzano con l’aiuto
da parte dei bambini più grandi nei confronti di quelli più piccoli o di
coloro che hanno delle difficoltà. La dimensione valoriale del mutuo
insegnamento ha una duplice valenza, poiché da una parte incoraggia il
bambino in difficoltà, che non sentendosi escluso o deriso, impara
attraverso l’esempio dei compagni e responsabilizza i bambini più grandi
(o semplicemente più abili in quel momento a fare qualcosa) che
interiorizzano il concetto di relazione di aiuto tramite le loro stesse azioni
benevole.
La “dimensione del noi” è un valore sempre presente nella scuola dell’infanzia e si esplica con attività
laboratoriali, in cui tutti i bambini vengono coinvolti a vari livelli a fare qualcosa e dove il lavoro di ogni singolo è
importante per la riuscita di un obiettivo comune. Tutte queste attività fanno parte delle buone pratiche
scolastiche e rimandano inevitabilmente alla matrice valoriale dell’educazione civica.
Coerentemente con i principi impliciti alla nostra azione educativa, tutti i campi di esperienza e le attività ad
esse connesse promuovono in maniera diretta, indiretta o distinta il graduale sviluppo della consapevolezza di
se stessi, del proprio valore, del rispetto degli altri, della natura, di tutto ciò che è diverso da sé, del concetto di
salute e di benessere.
Al di là delle buone pratiche educative che poniamo in essere ogni giorno, l’approccio attivo, operativo e
concreto all’apprendimento sostenuto dalla programmazione didattica, ci guida e ci aiuta a trattare le grandi
aree tematiche relative all’educazione civica.

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CITTADINANZA ATTIVA

Per trattare tematiche significative e importanti, accogliamo le sollecitazioni
suggerite dalle giornate calendarizzate a livello nazionale e mondiale come
la giornata dell’albero, la giornata dell’acqua, la giornata della terra, la
giornata dei diritti del bambino, la giornata della costituzione, la festa della
donna, la giornata della bandiera e tante altre, che offrono ogni anno degli
spunti per il dialogo e per il confronto di esperienze, indirizzando
l’attenzione sui tre grandi nuclei tematici dell’educazione civica,
“costituzione”, “sostenibilità” e “cittadinanza digitale”.
Come scuola appartenente ad un istituto
comprensivo accogliamo e lavoriamo
attivamente alla realizzazione di iniziative che hanno un grande impatto non
solo per i bambini, ma per la comunità intera. Anche quest’anno i nostri
giovani alunni hanno partecipato alla Staffetta della legalità con una
produzione video sul tema della sostenibilità e con un altro prodotto video sul
tema del bullismo e del cyber-bullismo, richiamando l’attenzione dei bambini
sui comportamenti positivi e sui rischi e sulle ripercussioni che alcune parole
ostili possono esercitare sulle persone anche attraverso il web.
Questa è la scuola in cui crediamo, sempre pronta ad accogliere nuove sfide!
Le Maestre e i bambini della Scuola dell’Infanzia

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CITTADINANZA ATTIVA

CYBERBULLISMO? NON AVERE PAURA!

Il cyberbullismo è una parola di cui si sente parlare spesso.
Ma cosa vuol dire la parola “cyberbullismo”? E’ una forma di
violenza e di prepotenza, ripetuta nel tempo, da parte di una
persona o da parte di un gruppo di persone nei confronti di
un’altra più debole, attraverso l’uso delle tecnologie digitali. Noi
ragazzi, ne avevamo già sentito parlare qualche volta, ma non
avevamo ben chiaro cosa volesse dire, fino a quando sono venuti in classe degli esperti, che fanno parte di
un’associazione di volontariato, chiamata “Raccontarsi...raccontando”. Loro girano per le scuole e aiutano noi
ragazzi a capire meglio, a riflettere, a confrontarci e a
raccontare le nostre esperienze. Grazie ai volontari, alla
visione di video, e filmati che parlano di questo argomento e
grazie ad alcuni momenti di dibattito collettivo, ora sappiamo
bene che quando una persona prepotente insulta, minaccia,
ricatta, esclude oppure offende ripetutamente ed
intenzionalmente una persona più fragile attraverso i social,
si tratta di un cyberbullo.
Abbiamo imparato che chi è vittima di un cyberbullo, non deve stare in silenzio e subire ma deve imparare a
difendersi. Molte azioni del cyberbullismo sono punite dalla legge. Per difenderci ne dobbiamo parlare con le

persone adulte, come i nostri genitori, i nostri insegnanti
oppure con la polizia postale. Finalmente ora abbiamo capito
come fare per combattere i cyberbulli e che diventare come
loro è sbagliato. I cyberbulli vanno aiutati a capire i loro
sbagli per diventare persone migliori, perchè in tutti noi ci
sono delle qualità, ma non vanno mai giustificati. Noi diciamo
NO al cyberbullismo!!!

Classe 5ª A - Lea Garofalo

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!


CITTADINANZA ATTIVA

IL MONDO È NELLE NOSTRE MAN

Si è proprio così. Tutti siamo responsabili di quello che sta succedendo al nostro
Pianeta. Noi alunni delle prime della scuola primaria di Maria Stern Nuovo, ci
siamo già messi a lavoro: abbiamo studiato con le nostre maestre che cos'è la
RACCOLTA DIFFERENZIATA e in che modo bisogna farla. In classe, abbiamo
iniziato a differenziare, utilizzando vari cestini per ogni tipo di materiale e per la
giornata mondiale della Terra, siamo andati nel giardino della scuola, abbiamo
raccolto tutti i rifiuti trovati, buttandoli nei contenitori di diversi colori: in quello
BLU abbiamo messo la carta, i cartoni e scatole di alimenti. In quello GIALLO la
plastica, i metalli e l'alluminio. L'organico e il vetro non li abbiamo trovati ma
sappiamo che l'organico va nel contenitore MARRONE e il vetro in quello
VERDE. Tornati in classe ci è venuta una curiosità: ma perché fare la RACCOLTA
DIFFERENZIATA? Abbiamo scoperto che il riciclo serve all'uomo per creare
nuovi oggetti
usando materiali vecchi; noi piccoli, con un po' di fantasia, con le bottiglie di
plastica abbiamo fatto delle maracas e con la carta collage e origami. Invece
l'organico può diventare terra per le piante o cibo per gli animali. Grazie al riciclo
evitiamo di tagliare gli alberi e di inquinare i mari con la plastica che fa male ai
pesci. Tutti noi dobbiamo pensare alla salute e alla cura del Pianeta per il suo e il
nostro BENE.
CLASSI 1ª A, 1ª B, 1ª C - M. STERN NUOVO

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CITTADINANZA ATTIVA

IL WEBINAR DI “CHANGE THE FUTURE”: un dialogo tra giovani sulla disinformazione

e la sicurezza on-line

Quest’anno, in occasione del SID - Safer Internet Day 2019, la nostra classe, la III D, ha partecipato a un
webinar dal titolo “Dialogo tra giovani su disinformazione, fake news e fiducia” sulla disinformazione e sul
consenso online. L’incontro è stato organizzato dagli esperti e dai giovani del nuovo Movimento Giovani
Change the Future di Save the Children e ci ha aiutato molto a comprendere meglio il corretto utilizzo del web
e dei social.
Nel corso del webinar sono state affrontate tre tematiche: la prima riguardava l’individuazione delle fake news,
per cui ci è stato proposto di ricorrere, in caso di necessità, a Google Fact Checker, un sito messo a
disposizione dal portale di Google per identificare le notizie false; la seconda riguardava la fiducia, infatti
abbiamo capito che non bisogna mai abbassare la guardia quando ci viene girata una notizia, anche quando
a diffonderla è un nostro amico fidato, e che occorre stare sempre attenti a ciò che si pubblica sui social,
perché l’elemento postato potrebbe rimanere per sempre in circolazione e, quindi, il proprietario non ne avrà
più il controllo; la terza tematica riguardava, invece, il consenso: ci hanno spiegato che non è importante
essere i primi a diffondere una notizia, ma è imprescindibile verificare che la notizia che stiamo dando sia
attendibile. L’incontro è stato molto interessante, coinvolgente e, soprattutto, utile. Infatti, ha insegnato a noi
ragazzi tante cose che ai giorni d’oggi tutte le persone dovrebbero sapere e conoscere prima di navigare sul
web.

 
A.Bortoli e F.Mazzotta Ⅲ D - Masina

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CITTADINANZA ATTIVA

LA LIBERTÀ DI STAMPA: UN DIRITTO ASSOLUTO

La libertà di stampa è un diritto che va tutelato poiché in uno Stato democratico deve essere protetto e la
stampa non deve essere soggetta al potere politico. Nel caso in cui la stampa venisse controllata dallo Stato e
fosse censurata, ci troveremmo in un regime dittatoriale come nel Fascismo. Mussolini aveva ben chiara
l’importanza della stampa e perciò la sottopose a controlli e bloccò le pubblicazioni che andavano contro il
regime. Per ricordarne l’importanza, il 3 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della
Libertà di Stampa, giorno in cui si ribadiscono i principi di libertà di pensiero e di parola e si ricorda ai governi
di farli rispettare.
La Costituzione italiana con l’articolo 21 protegge questi principi: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente
il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta
ad autorizzazioni o censure”. Comunque anche in Italia viene regolata e negata in alcuni casi specifici con
norme, quali quella sulla diffamazione o quella sulla stampa clandestina, citate rispettivamente negli art. 13 e
16 della legge n.47 del 1948 (la legge sulla stampa).
Tuttavia, l’Italia si trova solo al 41° posto nella classifica stilata da RSF (Reporter Senza Frontiere) sulla libertà di
stampa e si vede al di sotto di paesi come il Ghana o il Burkina Faso. È il risultato del fatto che numerosi
giornalisti sono minacciati, alcuni dei quali sono sotto scorta, e dello stallo in cui versano le proposte di legge
di tutela del diritto di cronaca. L’Italia è, infatti, un paese dove i giornalisti devono affrontare grandi difficoltà,
soprattutto quelli che fanno inchieste su corruzione e crimine organizzato.
La stampa in molti casi offende idee religiose o politiche. Molti, infatti, vorrebbero che ci fossero delle leggi che

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?

CITTADINANZA ATTIVA

vietino la pubblicazione di testi o immagini che offendano le opinioni altrui. Altri invece sostengono che in una
società libera tutti debbano confrontarsi con persone che non la pensano allo stesso modo e possano mettere
anche in ridicolo le opinioni altrui. È il caso del giornale satirico francese “Charlie Hebdo”, che il 7 gennaio
2015 ha subito un attacco terroristico in seguito alla pubblicazione di vignette satiriche rappresentanti
Maometto, profeta dell’Islam, un atto considerato offensivo per i musulmani e con il quale i terroristi hanno
legittimato l’ignobile reato. A parer mio, questa motivazione non ha alcun valore, in quanto nulla può giustificare
la fine di numerose vite. Non solo, questo attentato colpisce la libertà di pensiero, cuore pulsante di una
democrazia che, come già detto, va sempre tutelata.
Dunque la libertà di stampa è assoluta e le uniche norme che vanno imposte sono quelle contro la
diffamazione e quelle che proteggono la privacy dei cittadini. Secondo me, la base di questo diritto è il rispetto
ed il buonsenso e finché tutti non avranno imparato questi valori, bisognerà ignorare le offese altrui.
E. Ferrara III G - Ungaretti

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CITTADINANZA ATTIVA

DONNE E SCIENZA

La discriminazione delle donne in campo scientifico 

Nel corso di quest’anno scolastico noi alunni della III D del plesso Masina,

divisi in gruppi, abbiamo consegnato ai nostri insegnante dei lavori

multimediali che avevano come oggetto la discriminazione femminile in

ambito scientifico. Tra tutte le protagoniste studiate, quelle che ci hanno

colpito di più sono Marie Curie e Gertrude Belle-Elion. È di loro che

abbiamo deciso di parlarvi in questo articolo!

Marie Curie era una chimica che scoprì due elementi radioattivi, ma le sue

ricerche furono ostacolate a causa del suo essere donna. Nonostante

fosse discriminata, riuscì a vincere un Premio Nobel per la chimica e uno

per la fisica. Invece, Gertrude Belle-Elion fu una chimica che scoprì

diverse cure contro alcune malattie gravi come la leucemia, la malaria, la

meningite, il cancro, ma fu discriminata perché i suoi colleghi dicevano

MARIE CURIE che "una donna causa distrazione"   e inoltre non poté mai avere figli

perché, all'epoca, avrebbe significato non poter continuare a lavorare,

soprattutto in ambito scientifico. Nonostante ciò, anche lei vinse un Premio Nobel, per la medicina, e fu anche

la prima donna a essere inserita nel National Inventors Hall of Fame. 

Con la storia di queste due scienziate vogliamo denunciare anche noi, nel nostro piccolo, la discriminazione

che le donne hanno da sempre subito in campo scientifico, basti specificare che un tempo, per legge,

qualsiasi invenzione o scoperta avvenuta per merito di una donna

doveva essere necessariamente approvata da un uomo.

Poiché la discriminazione nei confronti delle donne, oltre a essere

diffusa in ambito lavorativo in generale e scientifico in praticolare, esiste

anche in ambiti non lavorativi, è importante che tutti, uomini e donne,

continuino a lottare per ottenere la parità di genere. Per portare avanti

questa battaglia non bisogna mai dimenticare donne come quelle che vi

abbiamo presentato brevemente in questo articolo, perché sono

l’emblema di chi non ha lasciato che la società ostacolasse la passione

per la scienza. È a donne come queste che dobbiamo ispirarci ogni

giorno, ragazze e ragazzi. 

E. Ingrosso, P. Gargioli, F. Balduini III D - Masina GERTRUDE BELLE-ELION

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CITTADINANZA ATTIVA

SIAMO STATE AMATE E ODIATE, ADORATE E RINNEGATE, BACIATE, VIOLATE E UCCISE
SOLO PERCHÉ... SIAMO DONNE

La parità di genere è una condizione nella quale le persone ricevono pari trattamenti, con uguale facilità di
accesso a risorse e opportunità, indipendentemente dall’appartenenza al sesso maschile o a quello femminile.
Fin dall’origine della società moderna la donna è stata ritenuta inferiore rispetto all’uomo e la figura femminile è
stata associata alla sfera privata, senza la possibilità di esprimersi nel mondo del lavoro. Soltanto nel Medioevo
le donne ebbero più potere nell’ambito lavorativo. Infatti, con la crescita delle città, c’era bisogno di molta
mano d'opera e perciò tutti erano accolti e trattati ugualmente per ricoprire la carica richiesta. Purtroppo, finito
il Medioevo, la situazione della donna tornò al punto di partenza. 
In una civiltà evoluta come la nostra tutti avremmo voluto sperare che ci fosse l'uguaglianza tra i sessi, eppure,
le donne vengono ancora ritenute inferiori all’uomo con continue discriminazioni e violenze.
Ogni anno nel mondo 243 milioni di donne e ragazze denunciano abusi da parte del partner. Le restrizioni
dovute al Covid-19 non hanno fatto che peggiorare la situazione. La raccomandazione di stare a casa per
contrastare la diffusione del virus ha costretto le donne che convivono con un partner o un altro familiare
violento a rimanere isolate, 24 ore su 24 a contatto con il loro carnefice. Purtroppo tutto questo avveniva mentre
i servizi sanitari e di sicurezza avevano già raggiunto il limite delle capacità di supporto e mentre i centri
antiviolenza subivano chiusure e restrizioni per le misure anti-covid. La lontananza forzata dalle scuole ha
esposto milioni di bambine, soprattutto nei Paesi a basso reddito, a un rischio aumentato di violenza domestica
e abusi sessuali. Per contrastare le aggressioni in ambito
domestico, la Canadian Women's Foundation ha ideato un
semplice gesto, da fare con una mano, che chi è in difficoltà
può utilizzare anche durante una videochiamata: si chiama
“Signal for help” ed è il simbolo della campagna di
sensibilizzazione sulla violenza contro le donne partita nel
maggio del 2020. Il gesto consiste nel piegare verso l’interno il
pollice tenendo le altre quattro dita in alto per poi chiuderle.
La violenza sulle donne si manifesta in molte forme, la più
comune delle quali avviene all'interno della relazione con il
partner (violenza fisica, psicologica, abusi sessuali, femminicidio); fuori dai più stretti contesti familiari ha
spesso i caratteri della violenza sessuale, dello stalking, delle molestie per strada e sul lavoro, del revenge-
porn. Sono violenze di genere e reati contro l'infanzia gli abusi su minori, il matrimonio forzato, lo sfruttamento
della prostituzione minorile e i matrimoni precoci.

Gli effetti fisici, psicologici e sulla salute di questi traumi durano per
tutta la vita e spesso innescano una spirale di povertà e disagio che si
trascina per generazioni: un'infanzia negata è per le bambine causa di
un abbandono precoce degli studi, di gravidanze in età poco matura,
dell'impossibilità di trovare un lavoro e della salute precaria dei figli
che nasceranno. 
Il 25 novembre è stato scelto come Giornata mondiale contro la
violenza sulle donne. È un giorno di protesta e di ricordo delle donne
vittime di violenze e femminicidi, causati anche degli stereotipi

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!

CITTADINANZA ATTIVA

negativi e infondati creati nei confronti del sesso femminile. Per porre
fine alla violenza sulle donne è importante capire che quella che si sta
affrontando è una lotta che riguarda tutti, e non le donne soltanto:
discriminazioni e abusi sono atti compiuti solo perché l’uomo si reputa
superiore e si sente autorizzato a sfruttare il sesso opposto. È bene
informarsi su questo delicatissimo argomento perché anche se non ci
tocca in prima persona riguarda invece moltissime donne che
rimangono in silenzio, sottomesse dal loro carnefice. Facciamo un
appello per denunciare ogni tipo di violenza nei confronti della donna,
perché rimanendo in silenzio non si risolve nulla, anzi si rischia solo perdere o rovinare altre vite umane. 

TIPO DI Partner Ex partner Totale (b)
VIOLENZA
attuale (a) (b)

Italia

violenza fisica o 12,9% 25,9% 31,5%
sessuale

stupro o tentato 2,2% 1,1% 5,1%
stupro

(a) per 100 donne con partner attuale o precedente
(b) per 100 donne dai 16 ai 70 anni

Donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito nel corso della vita violenza fisica o sessuale da un uomo per tipo di autore e tipo di
violenza subita. ISTAT 2014 (per 100 donne con le stesse caratteristiche).

E. Gentilezza e G. Velardi II N - Masina

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LE NOSTRE
INTERVISTE

Intervista ad Ottaviano Augusto imperator
Restauro al Mausoleo di August

Dopo un accurato restauro, nel Campo Marzio è stato inaugurato dalla sindaca
Virginia Raggi il Mausoleo di Augusto. Durante i lavori è accaduto un fatto
straordinario che ci ha permesso di intervistare l’imperatore Cesare Ottaviano
Augusto,
-Cosa sono tutti questi rumori? Mi avete svegliato mentre dormivo tranquillamente
nel mio mausoleo!
-Chi sei?
-Come chi sono, sono il vostro imperatore, Cesare Ottaviano Augusto! Io ho dato
inizio al potere di Roma!
-Ma è incredibile! Da quanto tempo stai qui?
-Dal 14 d.C. Ma perché in che anno siamo?
-Nel 2021!
- È passato tutto questo tempo? Fatemi vedere come è Roma oggi! Le mie opere ci sono ancora?
- Sì! E se ne sono aggiunte molte altre ancora. E tanta tecnologia.
- Ma che cos’è questa tecnologia?
- Vieni a vedere tu stesso!
- Accipicchia! È tutto cambiato! Dov’è il marmo dei monumenti? Dove sono i cavalli? Come fanno a
muoversi quelle bighe?
- Non usiamo più le bighe, ma macchine a motore. Guarda il Pantheon, il Teatro Marcello, il Portico di
Ottavia, l’Ara Pacis (è stata spostata) sono ancora qui dopo tanti secoli. Quali erano i tuoi poteri?
- Tribuno della plebe, proconsole e pontefice massimo. e possedevo i territori intorno al Mar Mediterraneo.
Questo mondo mi spaventa! Torno a dormire nel mio Mausoleo!
L’imperatore alza il braccio con l‘indice al cielo e se ne va.
Che Scoop!

Classe 5ª D - Simoncelli

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o
e

LE NOSTRE INTERVISTE

LA NOSTRA INTERVISTA...TRIPLA!
PROFF. LUIGINA DE SANTIS, BARBARA FALASCA E PAOLA STRANO

QUAL È IL SUO RUOLO NELLA SCUOLA
De Santis Insegnante di Lettere e referente del plesso Giuseppe Ungaretti
Falasca Insegnante di Lettere e referente del plesso Giulietta Masina
Strano Insegnante di Lettere e referente del plesso Gino Bartali

DA QUANTI ANNI INSEGNA? E DA QUANTO TEMPO INSEGNA IN QUESTA SCUOLA
De Santis Insegno da 17 anni e in questa scuola da più di 10 anni
Falasca Insegno dal 1999 e in questa scuola da 12 anni
Strano Insegno da 24 anni e a Bartali da 15 anni

QUALI SONO LE MOTIVAZIONI CHE L’HANNO SPINTA A INTRAPRENDERE QUESTA CARRIERA
De Santis Per caso, ho fatto un concorso e ho vinto
Falasca Mi piace stare a contatto con i ragazzi e insegnare
Strano È stata una spinta iniziale che mi ha portato a insegnare

COSA PENSA DELLA DAD/DDI?
De Santis È stata un’esperienza particolare
Falasca . . .
Strano Non garantisce l’insegnamento in modo completo

COME SI TROVA IN QUESTA SCUOLA
De Santis Benissimo!
Falasca C'è un bel gruppo di insegnanti ed è un ambiente molto stimolante per lavorare bene!

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LE NOSTRE INTERVISTE

Strano Molto bene, è come una seconda casa!
SE NON AVESSE FATTO L' INSEGNANTE CHE LAVORO AVREBBE FATTO
De Santis La manager di una grande azienda
Falasca La psicologa
Strano Il medico
RICORDA IL SUO PRIMO GIORNO DA PROFESSORESSA
De Santis Ho iniziato da supplente: il primo giorno in cui ho preso servizio c'era il consiglio di classe, dovevo
fare il verbale e non sapevo come farlo, così poco dopo mi sono messa a piangere
Falasca Ho iniziato con una supplenza, ero molto tesa e rigida per la paura di non saper gestire la classe
Strano Ho iniziato con una supplenza e per me quell'esperienza è stata fondamentale
TUTTI VOI DOCENTI DATE TANTO AGLI ALUNNI, LORO COSA VI HANNO LASCIATO QUEST'ANNO
De Santis Mi hanno insegnato a chiudere un occhio ogni tanto
Falasca La voglia di stare insieme il più possibile perché è stato difficile vedersi in questo periodo con il
Covid-19
Strano TANTO
Classe II F - Ungaretti

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ANGOLO DELLA POESIA

L’ISOLA CHE C’

Prendendo spunto dalla canzone “L’isola che non c’è” di Edoardo Bennato, gli alunni delle classi IV A e IV B di
Simoncelli, hanno trasformato la canzone in una poesia intitolata “ L’ isola che c’è”

Prima stella a destra fino al mattino  Questo è il mondo tra qualche anno sai,
dritto dritto questo è il cammino senza guerre e pace tra di noi
poi ti perdi ma sai che c’è… tutti uguali: bianchi, neri e blu
c’è che l’isola è davanti a te. mi guardo intorno e la mafia non c’è più.

Forse adesso devi andare un po’ più piano Nella scuola i bulli non ci sono
perché l’isola è qui nella tua mano, che di te sghignazzano e ridono
sogna, balla, gioca, perché… solo amici quelli veri sai,
l’isola è sempre con te. che nel tempo non ti lasciano mai

E a pensarci, che fantasia Niente grida, niente urla,
serve solo un poco di magia, delle mamme e dei papà
e chi è saggio, chi è maturo non sa tanto tempo con i figli da passare in libertà.
che può esistere nella realtà.
Questo è il mondo tra qualche anno sai
Questo invito è per voi, per vedere una terra ma solo se non faremo altri guai
dove ci son gioia e allegria, impegniamoci tutti insieme noi
e se ci sono gli onesti, e c’è sempre la pace e saremo per sempre degli eroi.
questa è l’isola più bella che c’è.
Arianna N. IV A - Simoncelli
E non è una bugia
e neanche una storia di fantasia
se ci credi basta perché,
l’isola è sempre con te.

Ascoltatemi voi, gente onesta e gentile
ma che bella isola è
tanto amore e leggerezza, tanti principi e
principesse
questa è proprio l’isola più bella che c’è.

Prima stella a destra fino al mattino 
dritto dritto questo è il cammino
poi ti perdi ma sai che c’è…
c’è che l’isola è davanti a te.

E non sentirti bambino se provi a cercarla
hai vinto perché, 
chi non ci ha mai provato ti ride alle spalle
e non pensare che sia più saggio di te.

Dalia D. 4ª B - Simoncelli

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È

ANGOLO DELLA Prendi la prima barca ormeggiata
POESIA E poi naviga per tutta la giornata
poi le onde le affronterai te
Segui la luce del tramonto e arriverai all’ isola che c’è.
arriva fino in fondo
e vedrai davanti a te E questo ti sembrerà pericoloso
l’isola che c’è! ma è un posto davvero gioioso
e ora sei convinto che
Forse questo è un sogno è bellissima l’isola che c’è.
o un bisogno
oppure è la realtà  E a pensarci, che pazzia
che dietro l’angolo sta. non è una favola, nemmeno fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa
È un posto magico dove vivere può esistere nella realtà.
ballare, cantare, sorridere
con amici in quantità Son d’accordo con voi, può esistere una terra
e tutto bello sarà. dove non c’è inquinamento, né guerra
e se non c’è smog, se non c’è disboscamento
È la terra dai mille colori forse è proprio l’isola che c’è, che c’è.
splendenti come i fiori
giallo, rosa, verde e blu E non è un’invenzione
questa è l’isola che c’è! e neanche un gioco di parole
Se ci credi ti basta, perché
Belle e buone son le persone poi le onde le affronterai te.
in questa isola di cose buone.
Se tutti ci crediamo Son d'accordo con voi, niente fumi né rifiuti
un bel mondo costruiamo. ma che bella isola è!
Niente distinzione di razza, né di aspetto
Niente odio, niente guerre forse è proprio l’isola che c’è, che c’è.
devono essere così tutte le terre.
La mia mente le porta via Prendi la prima barca ormeggiata
non è solo fantasia. e naviga tutta la giornata
Poi le onde le affronterai te
Segui la luce del tramonto E arriverai all’ isola che c’è.
arriva fino in fondo
e vedrai davanti a te E ti prendono in giro se continui a cercarla
l’isola che c’è. ma non darti per vinto, perché
chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle
Serena R. 4ª A -Simoncelli forse è ancora più pazzo di te.

Flavio T.  4ª B - Simoncelli

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ANGOLO DELLA
POESIA

#IOCOMEDANT

I due testi che seguono (rispettivamente una poesia ed il testo di una canzone) prendono spunto da un contest
lanciato sul web dall’impresa sociale “Con i bambini”, per il quale si chiede ai ragazzi di raccontare la propria
“selva oscura”, prendendo spunto dai primi versi della Divina Commedia

#iocomedant

Dante si smarrì nella selva,
doveva uscirne, non aveva altra scelta,
tre dei suoi peccati
gli apparvero davanti.

Lince della lussuria,
ha fame di goduria,
leone della superbia
di orgoglio la vista offusca,
lupa dell’avarizia
di egoismo si delizia.

Nella mia selva mi ci smarrisco
Se la bussola d’oro perdo,
allora l’istinto mi porta,
come, non importa,
l’importante, per lui, è portarmi dalle bestie
dove mi aspettano sveglie.

Della pigrizia è il tasso,
dell’energia mia ne fa un materasso,
della prepotenza è la volpe,
gli altri animali la paura avvolge,
della rabbia è il drago,
di pazienza non è armato.

Non è semplice uscirne,
un poco bisogna soffrirne,
la luce poi, in mezzo alla boscaglia,
si illumina e con fare serioso mi giudica,
se è positivo la bussola si ripara
e mi conduce con una freccia chiara,
se è negativo la bussola diventa nera
e, fino al prossimo giudizio,
il proseguimento nega.

E. Macina II B - Bartali

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e


E

ANGOLO DELLA
POESIA

#iocomedant

Eh, rimpiangerò
Tutti gli abbracci tenuti per me
Ora lo so
Che la mia casa non mi tiene più dentro di sé
Voglio solo il mc
E mangiare insieme in un locale senza aria

Ero all'inizio del cammin di nostra vita
E mi ritrovai in quella selva oscura, che la diritta via m'era stata tolta
Sì mi è stata tolta, io non l'ho smarrita
La mia storia è diversa, perché 'sta volta non è mia la colpa

Sono stata fatta vittima dalla sorte
Che m'ha scaricato massi e pesi sulle spalle
Perché crescendo ti fai forza solo con le botte
E perché ti ha sempre chiesto ciò che non potevi darle

Sono piccola e lo so
Ma pensano di dovermi proteggere
Convinti che io non capisca già da sola
Sento le mani alla gola
Non respiro e soffro tipo come d'inverno le mie dita viola
Il pigiama non lo levo
Penso che l'armadio senta la mia mancanza non lo guardo ormai da troppo
Dicevano "dai che per pasqua qua finisce"
E siamo qui: un altro anno, un'altra pasqua chiusi in gabbia
Fuori rumori, sento già i tuoni
Qualcuno non riesce a dormire quando fuori piove
Si alza ed esce dal balcone
Rumori che fanno male al cuore, guardare fuori, aspettare che torni il sole
A mezzanotte sopra il letto
Scrivevo i miei pensieri e guardavo fisso il tetto
I miei amici sono sempre stati la mia casa, il mio sfogo
Io ho bisogno di qualcuno come loro

Eh, rimpiangerò
Tutti gli abbracci tenuti per me
Ora lo so
Che la mia casa non mi tiene più dentro di sé
Voglio solo il mc
E mangiare insieme tra sputi e abbracci 

S. Aversa e G. Cutino II B - Bartali

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e

ANGOLO DELLA
POESIA

I MESTIER

Dopo aver analizzato la poesia di Alda Merini “I poeti lavorano di notte”, ci siamo messi alla prova, sentendoci
un po’ poeti per un giorno…

ER FRUTTAROL

Er fruttarolo der quartiere,
che vende ‘e pesche e ‘e mele.
Ce so annato co mi’ nonno
E ho ‘ncontrato er fruttarolo Lollo.

Che m’ha detto “Regazzino,
o vòi, ‘n mandarino?”
E jò risposto : “A Lorè,
er mandarino t’o magni te!”.

È come ‘n fratello, er fruttarolo der quartiere
Ce se scanna, ce se ammazza, ma alla fine ‘nce se lascia
E alla fine se volemo bene,
pure se ha arzato…er prezzo de le pere.

G. Cutino, G. Grippo, S. Aversa, T. Goni II B - Bartali

I MECCANICI LAVORANO DI GIORN

I meccanici lavorano di giorno
Quando l’auto ne ha bisogno,
quando i problemi si fanno avanti
il meccanico sta lì ad affrontarli.

Il meccanico lavora di giorno

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O













O

I

ANGOLO DELLA
POESIA

Dalla mattina, ricevendo un buongiorno,
e sapendo di avere
un cliente di ritorno.

Ma il meccanico nel suo rumore
Toglie ogni timore
E ripara ogni motore.

L. Uffreduzzi, F. Smacchi, S. Liburdi, E. Tassotti II B - Bartali

LE FOLLIE DEL PASTICCIER

Mentre lavora, durante il giorno
Che buon profumo esce dal forno.
Le ricette si inventa
E tutto buono diventa.

La depressione ti fa passare
Se da lui vai a mangiare
Zucchero, latte, uova e farina
Che bontà che c’è in cucina!

Con gli occhi li vedi
Con il naso li senti
Ecco qua i dolci perfetti!

D. Esposito, F. Misino, G. Scarinci, E. Macina II B - Bartali

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E

Le Maestre della Scuola dell’Infanzia (Giardino dell’Arcobaleno,
Maria Stern Nuovo, A. Marchesini).
Gli alunni della Scuola Primaria. Plesso Lea Garofalo: classi IV B, V A;
plesso Giovanni Paolo I: classi III A, III B; plesso Marco Simoncelli:
classi II B, IV A A.Natali, S.Ricciardi, IV B D. Delfino, F. Tonelli, V D;
plesso Maria Stern Nuovo: classi I A, I B ,IC , V A. 
Gli alunni della Scuola Secondaria di I grado. Plesso G. Bartali: II A -
gruppo classe, II B G. Cutino, G. Grippo, S. Aversa, T. Goni, L.
Uffreduzzi, F. Smacchi, S. Liburdi, E. Tassotti, D. Esposito, F. Misino, G.
Scarinci, E. Macina, II L - gruppo classe e V. Ciadini, V. Testa, III B -
gruppo classe; plesso G. Masina: II D - gruppo classe, II N - M.
Dionisio, R. Di Nello, E. Gentilezza, G. Velardi, III D - F. Balduini, A.
Bortoli, G. Fabiani, P. Gargioli, E. Ingrosso, F. Mazzotta, III I - G.
Gimondo, G. Barbini e L. Cruciani; plesso G. Ungaretti: II F - gruppo
classe, III G - E. Ferrara, III H - gruppo classe.

Ringraziamo il nostro Dirigente Scolastico, Dottoressa
Angela Minerva, per aver fortemente voluto e dato vita
al Progetto Giornalino scolastico, supportandoci e
coadiuvandoci nella sua realizzazione.

Ulteriori ringraziamenti, poi, a tutti i docenti e agli
alunni il cui entusiasmo ha contribuito alla buona
riuscita dell’Eco dell’I. C. Uruguay.

Team Docenti della Redazione
Prof.ssa Tiziana Rossett
Maestra Raffaella Reppucc
Prof. Emiliano Condell

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