QUANTO SIETE
PERVERSI?
NUMERO 2 • APRILE 2018 NUMERO 2 PAGINA 1
COPERTINA DI: BE FOLKO
MA REA
6 15 TINDER
E LA CAMPANA
MOSEX
IL MUSEO 12 TIBETANA
DEL SESSO
QUANDO IL LIKE di FRANCESCA
di ROBERTA DENTI TI PROVOCA BERTOLANI
EREZIONI
10 MAMMA
MIA! di ETTORE ZANCA
di ANGELA
GALLORO
32
26 INDICAZIONI 37
STRADALI SPARSE
IMBROGLIO PER TERRA LE POESIE
E PERVERSIONE DA SVACCO
di GUDRUM 34 di NEDZAD MAKSUMIC
DE CHIRICO 30
SEMPLICISTICA-
LE ALI DELLA MENTE
LIBERTÀ di ANDREA
DONAERA
di MICHELA
POSER
losvaccodisvacco
LE MIGLIORI FRASI DI FACUNDO CABRAL
L’OROSCOPO DI SVACCO BILANCIA
Nella prima decade del mese, grazie a
ARIETE Urano in quinta casa, riuscirete a capire
Giove a casa di Marte promette fortuna e cosa volete veramente dalla vostra vita. Ci
benessere, ma poi si ubriaca e si scorda vorranno anni di terapia poi per riuscire a
tutto. Non gli si può nemmeno domandare scordarvelo di nuovo.
niente che ancora gli fa male la testa…
SCORPIONE
TORO Saturno in Toro vi aiuta a scoprire la vostra
Questo mese agli amici di questo segno, vera natura, ma un J&B senza ghiaccio vi
riserva moltissime novità in amore. Un po’ aiuterà a fare finta di niente come al solito.
come quando avete scoperto Youporn, per
intenderci. SAGITTARIO
Per gli amici di questo segno alla fine del
GEMELLI mese ci saranno grandi novità in campo
Per i nati nella prima decade, dopo l’ottavo finanziario e affettivo. Per voi invece niente.
anno, in un giorno paro che inizia per “z”,
felici notizie in campo finanziario. Per tutti CAPRICORNO
gli altri la solita sfiga. A causa degli influssi della Luna sarete
irritabili e poco disposti al dialogo. Come
CANCRO sempre insomma, però con in più il mal di
Coraggio, state in Italia. Magari hanno testa.
confuso la vostra cartella clinica con quella
di qualcun altro. ACQUARIO
Salute splendida, ricchezza in arrivo, amori
LEONE intensi. Ci avete creduto? Allora ha ragione
Interessanti posizioni di Saturno e Giove. Urano quando dice che siete scemi.
Le stelle consigliano: prendete appunti che
alla lunga il missionario stanca. PESCI
Questo mese inizia all’insegna del
VERGINE buonumore e della fantasia. Poi finirete la
Venere transita nel vostro segno questo droga e…
mese. Ma ha preso la patente da poco e
sbaglia indirizzo.
LA LEZIONE l’editoriale
DELLA
COLONNA La leggenda della colonna di piazza S. Pietro fu
avvalorata anche da noti esponenti della cultura
di ROBERTO ALBINI romana dell’epoca, trai quali spicca il celebre Pe-
trolini, che proprio ispirandosi a questa storia,
N onostante una quantità enorme di visi- nel 1937, mise in scena una commedia comica
tatori affollino tutti i giorni la basilica di che si intitolava “La colonna der Papa”, e che ri-
S. Pietro, in pochi, anzi pochissimi, no- scosse molto successo, soprattutto tra i ceti più
tano che nel colonnato sinistro della piazza la bassi del popolo romano sempre pronti a ironiz-
terza colonna è diversa da tutte le altre. zare sulla vita privata degli ecclesiali.
Quella colonna infatti non fu mai terminata, ed Persino Papa Pio VII, nella sua enciclica “Pasto-
è per questo che oggi ci appare senza scanala- rum mitae”, accenna in un passaggio al “Papa
ture, e con le tipiche foglie di alcantara appena che osservava la colonna”. Ufficialmente il ter-
abbozzate. Il motivo per il quale quella colonna mine “colonna” viene interpretato come una me-
sia rimasta incompiuta è ancora oggi non del tafora per indicare il Signore, ma molti
tutto chiaro. A darci qualche spiegazione c’è sol- intravedono in quell’accenno un chiaro riferi-
tanto una leggenda popolana, una di quelle che mento alla leggenda appena narrata.
si tramandano di generazione in generazione, Naturalmente tutto quello che ho scritto fino ad
per via orale, che pare circolasasse già nelle ora è totalmente falso. Non esiste nessuna co-
osterie dell’antico rione di Borghetto, prima che lonna incompiuta, nessuna leggenda. Io non so
venisse raso al suolo dal pelato di piazza Venezia nemmeno come si chiama il Papa che fece co-
per costruire la moderna via della Conciliazione. struire il colonnato di piazza S. Pietro, e se fu
La storia narra le vicende di uno dei figli illegit- solo uno. Petrolini non ha mai messo in scena
timi di Papa Gregorio XI, committente appunto “La colonna der Papa”, e se mai è esistito un Pio
del colonnato in questione, che finì per ironia VII tra i papi di Roma, certamente che non ha
della sorte a lavorare presso la bottega di arti- mai scritto l’enciclica “Pastorum mitae”.
giani incaricata di realizzare proprio il progetto Eppure, sono sicuro, qualcuno leggendo si è ap-
del suo illustre padre. Un giorno il Papa, durante passionato, ha trovato verosimile il racconto, ha
un normale controllo, riconobbe suo figlio tra i creduto alla mia narrazione perché in verità,
maniscalchi che stavano incidendo una colonna. come me, della storia sa poco e quel poco è co-
Era completamente ricoperto di polvere di stellato di lacune. Mi è bastato esercitare una
marmo, sudato, vestito con dei cenci logori e leggera pressione su questa ignoranza, è stato
sporchi, emaciato dal duro lavoro e dal cibo sufficiente averlo scritto, e per un attimo nella
scarso. storia dell’umanità è veramente esistita una co-
Si dice che Gregorio XI notò lo sguardo sfinito lonna incompiuta tra quelle della basilica.
del suo sfortunato figlio, provò vergogna per Ma il problema non è che mi avete creduto.
aver ridotto a tale esistenza la sua creatura e or- Il problema è che tra questo racconto, un pro-
dinò allora al capomastro di fermare immediata- gramma politico, un testo “sacro” e un libro di
mente i suoi operai. Magherita Hack, per voi non c’è differenza.
In seguito il Papa fece diventare vescovo suo fi-
glio, che abitò il resto della sua vita a rione IN REDAZIONE
Monti, nel palazzo che ancora oggi si chiama
Villa Gregoria. Inoltre Gregorio XI volle che ROBERTO ALBINI • VERA BONACCINI
quella colonna rimanesse incompiuta per sem- SILVIA DE MIGLIO • SERGIO DI VITANTONIO
pre, come monito, affinché affacciandosi dalla
basilica, si potesse ricordare per sempre del ANDREA DORO • BARBARA GIULIANI
grave errore commesso. LUCA ISPANI • MA REA
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SEXline
MOSEX
il museo del sesso di New York
di ROBERTA DENTI vietato ai minori, pertanto non rischierete d’im-
battervi in una folta schiera di bimbetti in età sco-
Durante mie scorribande sull’isola di Man- lare che scorrazzano tra vibratori antichi e
hattan, trovo sempre il tempo e la voglia immagini XXX tratte dal leggendario film porno
di visitare qualche museo cittadino. Il ‘Gola Profonda’. Chi l’ha detto che i musei devono
Metropolitan Museum of Art? Il Moma? Il Gug- per forza essere noiosi? Provare per credere; vi
genheim? Anche, ma prima di tutte queste indi- consiglio quindi di seguirmi nel tour di quest’in-
scutibili istituzioni nel campo dell’arte, la vostra solito e divertente museo.
smaliziata e irriverente Robbie preferisce immer- Il Mosex, situato a Manhattan all’angolo tra la 5th
gersi nelle sale del Mosex, il Museo del Sesso de- Avenue e la 27esima strada, a pochi passi dal Fla-
finito dal New York Times “Un misto tiron District, ha aperto i battenti nell’ottobre
di oscenità, allegria, creatività, vol-
garità e stimoli maliziosi”. Inoltre, 2002, il primo museo del sesso in America. Ini-
è uno dei pochi musei al mondo zialmente accolto con scetticismo dai notori
puritani americani, in oltre dieci anni di at-
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tività il museo ha registrato migliaia di visite, in Perils of The Erotic Fairground, in pratica un’in-
particolare dal pubblico femminile che risulta più stallazione interattiva, una sorta di luna-park del
interessato all’argomento rispetto ai maschietti. sesso, completo di tunnel dell’amore e castello
Come sempre, le donne sono le scolarette più di- gonfiabile rivestito di poppe sulle quali saltare al
ligenti, magari anche motivate da una frustra- grido di Jump For Joy.
zione sessuale, che le spinge a voler indagare Quest’anno sulla stessa onda amorosa è stata al-
soluzioni e ricercare risposte alle proprie priva- lestita l’esibizione Splendor In The Grass Kine-
zioni. Perché, maschietti, alla frustrazione, noi sthetic Camping Ground, un’esperienza
donne preferiamo di gran lunga la “frustazione”, immersiva e coinvolgente organizzata dallo Stu-
il che spiega anche il successo planetario di dio Droog per la Kinesthesia Art Commission.
quell’orrido libro 50 Sfumature di Nulla. Per en- L’installazione riproduce una sorta di campeggio
trare al museo, si passa attraverso un negozio che situato in un surreale parco giochi per adulti dove
vende gadget erotici, sex-toys, libri tematici, oltre le complessità della sessualità umana entrano in
a varie ed eventuali. Senza dubbio, il gift store più gioco in molteplici esperienze fisiche, visive e ol-
interessante che abbia mai visitato in un museo: fattive. Racchiuso in un ricercato scenario simile
c’è un “cazzo” di roba da comprare e usare. a quello di una foresta, questo sensuale habitat
Molto spiritoso è il cartello che invita a non toc- è completo di un cielo in movimento, di un falò e
care, leccare, palpeggiare e montare le opere di ranger in carne e ossa.
esposte; questi sessuomani sono un vero Cinque tende da campeggio interattive collegano
spasso! Pertanto, non promettendo di fare la il visitatore alle fasi della stimolazione sessuale e
brava, perché per la sottoscritta comportarsi al fremito dell’eccitazione in un incontro sia stra-
bene equivale ad andare contro la sua natura li- vagante sia titillante. “Attraverso il nostro premio
bertina, ho comprato il biglietto dell’entrata (non della Kinesthesia Art Commission, speriamo di
propriamente a buon mercato a 18,50 dollari, sospingere oltre i confini delle normali esperienze
anche se posso assicurarvi che ne vale la pena, di visite nei musei e di incoraggiare i visitatori a
anzi il pene!) e ho iniziato il mio tour alla scoperta godere dell’arte fisica,” ha dichiarato Mark Sny-
della sessualità. Il museo, esteso su tre piani, offre der, responsabile delle mostre del museo. “Siate
mostre permanenti e temporanee divise in quat- pronti a usare tutto il vostro corpo nel visitare
tro sale. Anni fa, ricordo con molto divertimento Spendor In The Grass.” Lo scopo del museo non
di aver visitato l’esibizione Funland: Pleasures and è solo ricreativo ma educativo, come spiega Sny-
der: «All’inizio la gente considerava strano l’ac-
coppiamento sesso e museo, poi ha capito che il
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nostro scopo è meramente educativo nonché di 1855, un manuale sessuale illustrato a mano risa-
preservazione. lente al tardo diciannovesimo secolo, i primi ru-
Il museo del sesso ha, infatti, una collezione di dimentali tentativi di girare pellicole
oltre 15 mila pezzi alla quale fanno da corredo pornografiche, un “glory hole” di fine dicianno-
delle mostre non permanenti che offrono ap- vesimo secolo, oltre a una collezione di manufatti
punto spunti di riflessione su sesso e sessualità». erotici rimasti nascosti per quasi un secolo tra le
Una volta passato il gift store – dove vi sfido a mura di una casa di Brooklyn e rinvenuti durante
non comprare qualche “minchiata” e dove, tra gli una recente rinnovazione. Sono rimasta partico-
oggettini vibranti, spiccano i prodotti di Lel, larmente colpita da uno strumento usato per
azienda svedese di altissimo livello, in pratica il combattere la nefanda pratica dell’onanismo,
La Perla dei sex-toys – il viaggio nel museo inizia ossia per scoraggiare gli uomini a farsi le pippe.
con la mostra permanente «Hardcore: un secolo Questo strumento del 1890 era utilizzato in
e mezzo d’immagini oscene» dove scoprirete epoca vittoriana per reprimere nei maschi la vo-
come l’appetito per la pornografia non sia un’in- glia di masturbarsi. Si credeva, infatti, che l’au-
venzione dei nostri tempi ma esista da sempre. toerotismo avesse conseguenze negative sullo
Anche se il termine hardcore è un’invenzione sviluppo fisico e psichico dell’individuo (Poveri
contemporanea, il desiderio di travalicare i con- voi, come fareste senza strozzarvi il polletto?)
fini a livello sessuale vanta, infatti, una lunga sto- Una sorta di cintura di castità al maschile che a
ria. «Anche se soggetti a censura – spiega Snyder ripensarci bene potrebbe essere utile a molte
– i nostri antenati non erano affatto asessuati donne per controllare gli insani appetiti dei loro
come la visione della storia dell’epoca voleva farci compagni.
credere. E anche se molto materiale è andato di- Poi, però, finirebbe per intaccare il mio terreno di
strutto o perso, molte collezioni erano tenute na- caccia, perché in amore così come in guerra non
scoste e smerciate segretamente». Ad esempio, esistono regole e a me gli uomini altrui fanno
scoprirete che molto prima dei selfie e della ca- molta gola. Profonda, certo. Tornando all’irrive-
tegoria amateur le persone già si sollazzavano a rente e molto istruttivo tour, il MoSex offre anche
fotografarsi in atti erotici: diversi autoscatti – ri- una chicca per i lettori di Playboy: in mostra, in-
conoscibili dalla cordicella sulla destra delle fo- fatti, c’è anche la vestaglia originale indossata da
tografie – risalenti ai primi anni del Novecento, Hugh Hefner, il nostro mitico fondatore e capo.
ritraevano, tra gli altri, un uomo che sculaccia una Tuttavia, la sala in assoluto più interessante e ina-
donna all’aria aperta, immagini di sesso interra- spettata è l’ultima dedicata alla Sex Lives of Ani-
ziale, sesso di gruppo, sesso omosessuale, sesso mals, ossia la vita sessuale degli animali, che
travestito, etc. Tra i punti più godibili di questa illustra come anche il mondo animale abbia una
sala ci sono: una guida ai bordelli di New York del propria sessualità, non esclusivamente finalizzata
alla riproduzione ma anche al piacere. Insomma
gli animali amano accoppiarsi anche solo per il
gusto di godere, non per fini esclusivamente ri-
produttivi. Nella sala del sesso nel mondo ani-
male ci sono grandi quattro installazioni
dello scultore Rune Olsen dedicate al tema: una
rappresenta due panda in azione, un’altra raffi-
gura due scimmie che copulano, una due delfini
nell’atto amoroso ma la più impressionante è
senza dubbio quella di un ‘menaggio a tre’ fra
cervi. Eh sì, cari lettori, perché al museo ho sco-
perto che i cervi amano farlo ‘strano’ con più par-
tner alla volta, uno in groppa all’altro. Ma non è
l’unica sorprendente scoperta che ho fatto: su
una parete c’è un video intitolato Panda Porn.
www.robbiedoesblogging.net
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quantosieteperversi
MAMMA MIA!
LO STATO INTERESSANTE
DELLA PERVERSIONE
di ANGELA GALLORO medici - ai quali dovrebbe rispondere solo un me-
dico, valori e anamnesi alla mano - fino a supersti-
«E ssendo da sempre curiosamente onni- zioni sulle forme della pancia, contest su
voro, volevo sapere che gusto avesse. maschio/femmina, panico generalizzato per una
Quando la avevo davanti a me fresca perdita prontamente condiviso e in attesa di rispo-
e fragrante, non stavo più nella pelle». sta davanti a uno schermo, valori dell’emocromo in
Sembra che si stia parlando di una fiorentina alla pubblica piazza, rimedi improvvisati, urgenze che
brace, o di una pizza, invece no. Parliamo della pla- attendono risposta in commenti di Facebook e poi
centa, la membrana che avvolge il feto nella pancia colichette, ansie, centimetri di circonferenza, rischi
dei mammiferi, difendendolo da agenti esterni. Nel di aborto, e -naturalmente - i vaccini. Un bollettino
caso di specie appositamente cotta in padella, dal quotidiano ansiogeno e compulsivo che, metteteci
neopapà che lo racconta in un articolo del Guardian. pure l’utero sul fuoco, esisteva dai prima dei social
Ma c’è chi la beve nello smoothie, chi vi prepara e che ora diventa collettivo autoalimentandosi.
torte o altri “gustosi” manicaretti. Sono genitori, per Si fatica a essere ragionevoli e tollerare, in nome
lo più neo mamme, che credono possa migliorare della libertà di espressione, associazione e socializ-
la produzione e la qualità del latte materno, o che zazione, ma l’atteggiamento nei confronti della gra-
rafforzi il rapporto con il nascituro (ma voi come vidanza di questi corposi gruppi diventa davvero
reagireste se vostra madre vi dicesse che vi ama perverso. Le donne partoriscono da sempre, da
così tanto da aver mangiato una specie di organo sempre abortiscono. Da sempre è un miracolo sì,
che vi difendeva dalle scorie della vita?) ma salvo casi rari, sempre lo stesso, il che - volendo
La pratica è piuttosto antica, ma è tornata in auge essere lucidi - contrasta un po’ con la definizione di
di recente nello star system. Kim Kardashian la usa “miracolo”.
come energizzante, January Jordan dichiara con or- E se anche tutte noi siamo disposte ad accettare
goglio di averla consumata calda di parto. In so- ogni possibile entusiasmo, pur non essendo tenute
stanza, credenze non diverse da chi non preparava a emozionarci per le acque delle amiche che fanno
la maionese col ciclo mestruale per non farla im- splash, dolori atroci e del tutto inutili perché evita-
pazzire. bili, ma retaggio del masochismo cattolico, le bugie
Ma il popolo dei neogenitori è ormai l’empireo delle sul parto da serie tv e che poi si rivela un campo di
perversioni. battaglia di escrementi, odori e umori, e poi regali,
È noto (ma forse non abbastanza ai non adepti) il vestitini, pappe, superfluità di ogni genere, dentini…
fenomeno delle “mamme pancine”, community che diciamo che anche se per affetto decidessimo di
raggruppa circa 4-500mila giovani donne in gravi- condividere entusiasmi di questo tipo, fino quasi
danza con i dubbi esistenziali più disparati da quelli all’ossessione - l’estremismo della maternità è
troppo. Per tutti. Per le madri che crescono due o
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tre figli lavorando 8 ore al giorno senza nemmeno Potrebbe infatti capitarvi, vista la diffusione delle
ricordarsi il numero di scarpe di tutta la prole, per depravazioni materne, di salutare al parco un bam-
quelle che semplicemente hanno altro da fare o vo- bino di plastica e di conoscere la mamma di una re-
gliono avere altra ragione di vita che non sia stu- born doll, bambole perfettamente identiche a
diare un metodo omeopatico o scientifico per neonati e trattate realmente come bambini veri con
togliere il ciuccio, a quelle che hanno un mestiere tanto di visita medica, baby sitter, passeggiate per
fisico e che devono badare più alle caviglie gonfie negozi. Da opere d’arte – come erano considerate
e doloranti che alla forma della pancia. A chi sem- “alla nascita”, in USA negli anni ’90 – sono diventate
plicemente ha una vita fatta di tante cose che ne l’ultima psicopatia collettiva delle signore distur-
danno un senso di cui i figli sono una, magari la più bate (circa 6500 stando solo a uno dei gruppi se-
bella. greti su Facebook).
Eppure no, loro non ci credono. Loro, le mamme Entusiasmi su vestiti, magneti per trattenere i ciucci,
pancine, in questa bolla amniotica (è proprio il caso ricambi di silicone, nutella per le evacuazioni della
di dirlo) e monomaniacale ti risponderebbero che bambola, piccole bare per quando si rompono, e
dici questo perché non hai un figlio, e se non hai un altre follie sono consultabili su YouTube con milioni
figlio non adempi al tuo compito di incubatrice so- di visualizzazioni.
ciale. In buona sostanza, che non puoi capire. Chi ne ha già scritto sostiene che “finiremo le abi-
E a parte l’ideale pericolosità di meme come “solo tuarci al fenomeno come a tanti altri fanatismi”, ma
quando ti ho stretto a me ho iniziato a vivere dav- questo può voler dire senza essere apocalittici che
vero” (immaginatevi la variante “mamma che cosa ci abitueremo a un sistema che divide il mondo
facevi da piccola?” “niente, aspettavo di averti”), delle madri, anche senza arrivare agli eccessi, quan-
quello che può diventare preoccupante è il rischio tomeno ossessionate ogni secondo dal loro stato
dello svilupparsi di metodi / rimedi / cure “alterna- interessante e successivamente dal loro “prodotto”
tivi”. Queste ragazze e donne, senza aiuti, senza ri- figlio da quello delle non-madri o madri normali,
sorse umane economiche e affettive di supporto, di donne a metà che.... “non possono capire”.
livello culturale medio -basso - bassissimo (lo si de- Che si possa amare la propria creatura senza troppi
duce dagli errori di grammatica e ortografia) chie- eroismi, superstizioni, esasperazioni di sentimenti,
dono il sesso del nascituro pubblicando ecografie, che la gravidanza/maternità sia solo un momento
i dosaggi e gli usi di certi farmaci, domandano ri- della vita, non sfiora minimamente l’accesa sensibi-
medi alternativi a quelli medici e usano la pagina in lità di questi mammiferi rampanti.
sostituzione della consulenza ginecologica fidan- Con la distopica conseguenza che, di contro, un po-
dosi di donne loro pari senza competenze profes- polo di giovani donne, donne senza figli, donne che
sionali sul tema. non vogliono figli deve davvero pensare che la gra-
Il tutto senza controllo, senza un disclaimer, senza vidanza insieme all’essere genitori sia un’esperienza
moderazione.
Lo hanno paragonato al “posso rimanere così totalizzante, morbosa, perversa,
incinta se lui mi ha baciato dopo essere che esaurisce l’essenza della per-
andato in bagno” del Cioè, ma è più sona nel mondo facendo regredire
grave, perché lì la moderazione c’era, e la civiltà allo stadio di credenza tri-
tutti avremmo voluto ridere con la tipa bale e la conversazione media al
della redazione che riceveva quella colore della pupù?
roba.
Sono più di 400.000 le perverse della Perché spaventa.... quasi quanto an-
gravidanza in Italia? O dentro questi nu- dare a cena da amici che hanno da
meri c’è chi le considera delle matte ma poco avuto un figlio e rischiare il can-
“nel dubbio qualche consiglio utile può nibalismo, tra spiedini di placenta e
venir fuori”? dessert a base di latte materno.
Si sono sprecate le analisi sul
fenomeno e su chi lo con- Quasi quasi finiremo per preferire le
trasta, ma sempre tutte mamme che usano i figli su
dal punto di vista dei so- Instagram per raccogliere
cial. E se invece che la followers.
solita bolla del web di-
ventasse – o fosse già
– una tendenza so-
cialE?
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qspueanctiaolseieetleepzeiorvneirsi
QUANDO IL LIKE
TI PROVOCA
EREZIONI
di ETTORE ZANCA
L a mattina mi sveglio con la classica erezione nel buio di questi tempi, noi siamo sui social e lavo-
idraulica. Illusione per molti, ma insieme a lei, riamo, sì, è un lavoro. Un lavoro dirvi cosa va di moda,
che mi dà ancora speranza della mia virilità, c’è un lavoro apparirvi in tutta la nostra ricerca di parole,
la fame. Unita all’ansia. Non so se ce la farò, non so se come oscuri predatori che quando le hanno trovate,
riuscirò a trovare il sistema. Sopravvivere qui è vera- si lavano, si denudano, si tolgono il grasso e il sangue
mente dura. Lo senti da quella inquietudine che ti as- della fatica e si presentano a voi come profeti del
sale appena provi a mettere i piedi a terra.
A volte il cervello si mette in moto già di notte, bello.
sente i morsi, sa che per sopravvivere deve arri- Sì, perchè, non ci leggete? Siamo quelli che le
vare prima. Questo non è un gioco signori miei, guerre sono orribili, che il terrorismo ci fa pre-
questa è guerra. Qui arrivare per ultimi significa gare per le vittime, rimirando un tramonto e
non trovare nulla, voi non sapete cosa può signifi- interrogandoci sull’esistenza, siamo i martiri
care rimanere senza nemmeno qualcosa da dire, che parlano delle ingiustizie, da sopra un di-
mentre tutti si sono già portati via un pezzo. vano con il riscaldamento bene acceso.
No, se non avete fame non avete futuro, rischiate Certo, ogni tanto ci piace farci fotografare
persino di non potervi riprodurre più. Sopravvi- per strada, con le mani ben sporche, che
vono quelli che la mattina fanno come il leone non si dica che non facciamo del bene o
che ha già in testa la gazzella. E quando si non ci preoccupiamo dei più deboli, ma
trova la preda bisogna essere già attrezzati. così, per caso. “la beneficenza non va mai
Io ho tutto. Lo porto sempre con me. ostentata”, siamo i primi ad urlare.
Come? Un migrante? Un rifugiato? Un Siamo quelli che accettiamo umilmente le
uomo in zona di guerra? Peggio, molto vostre lodi, mentre ci scrivete e ci inondate
peggio. di like, perchè eravamo al pronto soccorso
Io sono un influencer. Già, un missio- con un giradito, ma nel frattempo “abbiamo
nario delle vostre opinioni, il pre-
stigiatore il cui compito non è
far apparire un coniglio, ma
apparire, venghino signori, e
attingano dalle mie opi-
nioni.
Per chi non lo sapesse
gli influencer sono i
bengala di se-
gnalazione
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girato in reparti dove c’è gente che soffre davvero”. ABBECEDARIO
Ah, se facciamo qualcosa di buono, ovviamente siamo SEMISERIO SULLE
di megafono, ma con discrezione. PERVERSIONI
Come dite? Le difficoltà? Ma voi sapete con quale SESSUALI
fame atavica dobbiamo alzarci la mattina, per scrivere
qualcosa di sensato e profondo? Avete idea delle di SERGIO DI VITANTONIO
masse che ci attendono al varco, che dipendono dal
nostro verbo e che cercano la nostra parola? Agalmatofilia: nel Rigoletto si dice che la donna sia
No, non ce l’avete, perchè non sapete che significa mobile ma c’è gente che ha la fissa per le statue e i
convivere con la necessità fisica di mostrarsi, di foto- manichini. Se quelle pietre potessero parlare…
grafarsi nei momenti più intimi, nel raccontare svisce- Asfissiofilia: ci sono quelli che vanno in fissa per es-
rando le nostre gesta che costa ostentare, ma serve a sere asfissiati o strangolati. Se sei asmatico parti av-
farvi da faro. E così ogni giorno mi sveglio, guardo chi vantaggiato.
è morto, valuto se essere emotivo o cinico, a seconda Biastofilia: perché lo stupro consensuale è una fan-
che abbia una opinione profonda o che voglia un po’ tasia erotica nazionalpopolare.
far capire quanto disilluso sono, poi se non trovo nulla, Capnolagnia: fumare fa male, come le scie chimi-
cerco tra le notizie per fare una battuta ad effetto. Op- che, ma vedere fumare il proprio partner può fartelo
pure per esprimere con parole solenni, la mia indigna- venire duro, if you know what I mean.
zione e la mia purezza. Ma sono un’anima dannata. Se Cleptofilia: il brivido del furto può diventare qual-
mi vedeste mentre mi incazzo come tutti gli altri, ma cosa di sessualmente appagante. Io, comunque, non
nessuno lo descrive. Se mi vedeste nelle mie piccole vi conosco e non vi ho detto niente.
miserie quotidiane di un sorpasso non dato, di un Coprofilia: questa sicuramente la conoscete. In-
aiuto ignorato, ma descritto accuratamente sui social. somma, trattasi dell’attrazione per la pupù. Adesso
Se mi vedeste nelle chat. Negli antri segreti dell’incon- non guarderete più le vostre feci come qualcosa da
fessabile. dimenticare tirando lo sciacquone.
No, non vi piacerei, specie dopo aver postato la mia Dendrofilia: amici della natura fatevi avanti! Ecco di
foto da bravo padre di famiglia, per poi ignorare mio cosa siete affetti quando credete che quegli alberi
figlio e leggervi con attenzione. siano dei nodosi simboli fallici. Occhio a non strofi-
Non vi piacerei, perchè sarei il vostro specchio. Io sono narvi troppo.
come voi. Siamo quel branco di gazzelle e leoni che Eproctofilia: se vi dedicate alle produzioni seriali di
postano frasi su gazzelle e leoni e che poi fanno bat- peti e non potete farne a meno, vuoi per noia o vuoi
tute sul proverbio delle gazzelle e i leoni. per abitudini alimentari passabili, ecco la perver-
Siamo lo sciame primario che si indigna per un atten- sione che può fare per voi.
tato, ma anche il secondario che elabora teorie in ri- Formicofilia: il nome vi suggerisce qualcosa? Eb-
sposta a domande mai fatte. E siamo la terza onda, bene sì. Provate a farvi sommergere da un’orda di
che critica le prime due. E la quarta che addita, lo fa insetti che zampettano allegramente sulla pelle e
sui social, ma dicendone peste e corna. I social sono vedete se succede qualcosa nelle vostre parti in-
la dannazione ma lo pensiamo sui social, siamo illu- time.
minati nella nostra bacheca fulminata. Fornifilia: questa è la perversione preferita dagli ar-
Voi siete come me, vivete dell’applauso di questo pub- redatori d’interni. Trasformare il proprio partner in
blico virtuale, schioccato con una mano sola, mentre un mobile potrebbe avere più di una utilità; al tempo
l’altra scorre la home. Siete gli ubriachi che tornano a stesso può essere pratico per sopportare il peso di
casa con gli occhi pieni di opinioni che forse non tutti quegli oggettini di vetro che vi riempiono le
ascoltereste nella vita reale, sono ubriaco come voi. case.
Sì, anche tu, anche tu che fai finta di non starci “che Gerontofilia: è un po’ mainstream l’idea degli uo-
hai di meglio da fare”, poi subdolamente raccogli in- mini giovani attratti dalle donne anziane, ma ecco
formazioni, sei attento ad ogni like ed ogni virgola di con quale nome poter indicare questa perversione.
chi dici di stimare ma in fondo al cuore lo odi, prepari Ottimo per fare bella figura con gli amici.
trappole per farlo cedere, uno in meno. Ma vivo, che
sia il simbolo della sconfitta mentre tu sei un gradino NUMERO 2 PAGINA 13
più sopra.
Siamo tutti qui, con un occhio, con le mani, con l’or-
gasmo, con il telefonino ben posizionato sul como-
dino, ma col vibro mentre scopiamo. Il nostro sex toy
con display.
Siamo i nuovi drogati. Risorgeremo dalle nostre
tombe a forma di divano, con un’aria allucinata, aspet-
tiamo l’opinione del più saggio. Ora scusate, è morto
uno famoso, ma oggi mi tocca essere cinico.
beneficiodinventario.blogspot.com
sqpueanctiaolseieetleepzeiorvneirsi SE TI ECCITA
Liquidofilia: non trovate sublime quel momento in LA MUSICA
cui, al termine di una giornata di lavoro, immergete
finalmente il vostro corpo in una vasca da bagno DI MERDA
piena d’acqua? Ecco, alcuni possono perfino trovarlo
eccitante. di TAFFY VALVASORI
Mascalagnia: trattasi di ascelle, nel vero senso del
termine. C’è chi le preferisce depilate, chi al naturale, T ra le perversioni dilaganti nel mondo musicale
chi profumate e chi sudate, ma l’importante è che degli ultimi anni, senza ombra di dubbio, c’è la
siano delle dannate ascelle. nuova modalità con cui il mercato si muove.
Mecanofilia: quanti di voi hanno visto “Crash” di Passano per radio, vengono consacrati, appaiono in Tv,
Cronenberg? E quanti di voi hanno letto l’omonimo quasi esclusivamente cantanti che arrivano dai due ta-
romanzo di Ballard del ’73? Sappiate che l’amore di lent nazionali. Tralasciamo la tristezza del format, delle
un uomo per la propria automobile può essere por- giurie, che osannano, quando va bene, dei meri esecu-
tato all’estremo. tori con una buona voce, quando va male dei fenomeni
Metrofilia: ecco una perversione che colpisce la da baraccone con storie personali devastanti alle
maggioranza inconsapevole dei poeti che dimorano spalle, tralasciamo pure le logiche secondo le quali si
su Facebook. I metrofili sono orribilmente eccitati afferma uno piuttosto che l’altro, tralasciamo pure il
dai versi, specie quando sono molto lunghi o molto fatto che nessuno di costoro rappresenti alcunché di
profondi. nuovo ma anzi riporti la musica italiana indietro di una
Nasofilia: perché limitarsi al fetish per le mani, i cinquantina d’anni. Tralasciamo anche la coerenza dei
piedi, i seni o i culi quando ci sono tanti di quei nasi giudici che mangiano su un piatto su cui sputavano in
che vanno in giro scoperti anche d’inverno? pubblico, gente che ora si spertica in lodi smisurate per
Oplofilia: vi arrapano le armi da fuoco? Oplofili che gente dal dubbio valore.
non siete altro! Ciò che più infastidisce, è che il mercato della musica
Omorashi: questa è giapponese. La prossima volta sia quasi completamente terra di conquista per questi
che vi scappa la pipì e non potete andare a liberarvi fenomeni passeggeri, e che, nel contempo, ci siano ar-
dell’ingombro, tenete a mente che, magari, accanto tisti e musicisti che fanno musica, compongono, suo-
a voi c’è qualcuno che vi guarda con occhi diversi nano e lo fanno in modo eccellente. Sempre più esigui
dal solito. sono gli spazi per chi non fa parte della “grande fami-
Pirofilia: la vista delle fiamme può riscaldare i cuori glia dei social”, famiglia che comprende i social della
e anche il vostro apparato genitale. Se siete della Fo- tv di stato e quelli delle tv commerciali, nessuna
restale o se avete il pollice verde, cambiate perver- guerra, anzi, i nuovi divi appaiano in entrambi i con-
sione e vi ringrazieranno tutti. testi, che praticamente si autolegittimano. Non esi-
Somnofilia: dormire piace a tutti, specie di dome- stono di fatto più trasmissioni radiotelevisive che
nica. Porca miseria, quanto adoro dormire di dome- facciano emergere coloro che ne avrebbero il diritto
nica! Peccato che qualcuno potrebbe turbare il e che spesso hanno successo all’estero (Mellow Mood
vostro sonno per abusare di voi. e New Candys giusto per citarne due), in buona so-
Sofofilia: in questi anni molti subiscono il fascino stanza poche “Voice” e “X factor” non pervenuto nelle
della sapiosessualità. A prescindere dal fatto che trasmissioni che dominano commercialmente il mer-
credo sia una scusa come un’altra per giustificare i cato, ma nonostante ciò, riconoscimenti unanimi da
secchioni, sappiate che ci sono individui che trasfor- critica e pubblico. Siamo credo alla terza generazione
mano l’apprendimento in perversione. a-musicale, i ragazzini non anelano una chitarra, non
Scatofilia: avete mai fatto sesso al telefono? No? Bu- anelano una batteria, bene che vada si fanno venire la
giardi moralisti! zeppola e intonano sguaiate liriche scimmiottando i
Tricofilia: peloso è bello. Anche i capelli lunghi, ma canoni del hip hop americano più becero, macchine,
i peli spaccano! figa, soldi e pistole. Una generazione incolpevole di pi-
Vorarefilia: quando siete innamorati così tanto del stola, un vuoto culturale immane di cui vent’anni di te-
vostro partner al punto da voler diventare una cosa levisione e radio commerciale, l’impossibilità per i
sola, magari vi è passato per la mente di ingoiarlo. musicisti di vivere di musica (gran bella cosa l’internet,
Letteralmente. Tanti saluti alla dieta per l’estate. ma, diciamocelo, buona parte della morte della mu-
Zoofilia: oh, ma che bel cagnolone! Ma quanto sei
bello, amore! Vieni qui, vieni…
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sica arriva dallo sharing e dai download), tutto spinge della voce stipsi style di Giusy Ferrero? O della voce
verso l’analfabetizzazione musicale, cosa che per altri da vecchia zia tabagista di Noemi, che a San Remo ha
versi non stupisce affatto dato che il fenomeno è tra- presentato “Non smettere mai di cercarmi”? È com-
sversale e riguarda tutte le arti. Tutti cantanti, tutti prensibile che qualcuno la cerchi, ma forse e meglio
scrittori, tutti poeti, tutti fotografi, tutti pittori ma che non la trovino. E poi Mengoni, se ne sentiva il bi-
anche tutti politici. Il risultato è nessun cantante, nes- sogno proprio, se non vi bastava Sangiorgi dei Negra-
suno scrittore, nessun poeta, nessun politico, o meglio maro ad inacidirvi i rientri in auto verso casa, è arrivato
tutti sono tutto e nessuno lo è nella realtà. Provate a lui, e Lorenzo Fragola, uno che è talmente insipido che
scorrere i vincitori di questi circhi ambulanti, non solo non è possibile neppure parlarne. Insomma, se avete
scoprirete che la maggior parte di loro è già scom- dei figli, per favore, per l’amor di Marx e Lenin, fategli
parsa dalla circolazione, ma che quelli che son rimasti, imparare uno strumento, fategli studiare musica, è im-
spesso era meglio non lo fossero, vogliamo parlare portante, davvero.
TINDER
E LA CAMPANA TIBETANA
di FRANCESCA BERTOLANI
S u Tinder puoi trovare intellettuali di varia Tinder, potresti stare sul divano col gatto, il criceto,
fatta, editori d’essai, professori di musica al il pappagallo, il panno e Netflix. Non te l’ha mica or-
conservatorio amanti di grappa veneta; sti- dinato il dottore di iscriverti su Tinder, anche se ca-
mati professionisti: dottori commercialisti (nel piamo che farlo è un atto radical chic come avere
senso: piacere, io, come avrai visto dal mio profilo, una casa di proprietà, un taglio di un certo tipo e la
sono un dottore commercialista), titolari di studi le- Moleskine. Lo sappiamo che sei sul divano con
gali (conviventi, ma questo è un altro problema), in- fauna varia e tre telecomandi quando chatti su Tin-
gegneri terzomondisti. Insomma, se volete un der, ma, vogliamo dire, potresti anche non farlo,
uomo con cui fare conversazione, iscrivetevi su Tin- chattare: divano e basta. Divano in purezza e pace
der. Poi c’è quello che ti deve esplicitare che ha vo- dei sensi.
glia di te anche senza averti mai vista (soprattutto Alla fine, poveretti, non ce la fanno: impegnati in
senza averti mai vista) e quello che si accalora a tutta questa estetica, in questo dover essere, il la-
sottolineare che poi potreste rimanere amici, senza voro, la famiglia di origine, più: aggiusta il profilo
null’altro avere mai provato, perché è bello avere Tinder per pigliare più like, togli dal profilo l’elenco
nuovi amici, soprattutto a 40 anni. Come si
constatava con incallita amica tinderina: dei salumi che mangi con le crescen-
uomo, se poi proprio non hai voglia di tine perché le amiche delle ami-
fare tanto sesso, anziché iscriverti su che ti hanno fatto notare che
non arrapa… vuoi mettere? Si
NUMERO 2 PA-
GINA 15
quantosieteperversi sti costruire, va oltre l’istinto biologico di accoppia-
mento, è un legame già dato, non c’è niente di fuori
stancano, poi non puoi pretendere. controllo, di potenzialmente minaccioso, è rassicu-
La famiglia di origine è sempre tanta roba, sempre, rante: e, quando scende giù a casa (“casa” è sempre
anche quando sta in Puglia e lui sta a Torino: il tinde- quella dei suoi), si mangia pure la frisella, il tinderino.
rino riesce sempre a vedere di più la famiglia d’origine, Che mamma gliela tiene in caldo fino alle 3 di notte.
nonostante la distanza geografica, terremoti, scioperi E allora tu gli dici: ma, se mi scopi, ti faccio le orec-
dei treni, cambi di governo, che a scopare te che abiti chiette alle cime di rapa, guarda che mi vengono bene,
a 20 km (e ci vai tu, da lui, perché se no, se insisti: fai cioè io per me prendo i pronti della Coop e poi vado
tu, dimmi tu, vieni tu, non li vedi proprio mai mai mai, alla rassegna su Tarkovskij, anziché lavare i piatti, ma
neanche la prima volta, neanche con sette messaggi se mi scopi mi metto anche a cucinare e poi lavo
per metter loro in bocca, o sul dito, data/ora/giorno anche i piatti, intanto che tu ti rilassi, e poi mi scopi.
del primo appuntamento. Perché si spaventano ab ori- Ma questa proposta di cucinare (che fatta così, tutta
gine. Devi muovere il culo, bella: non è che ti piove dal tac-tac-tac gli mette l’ansia solo a sentirla, con queste
cielo l’uomo desiderante, come l’iperuranio platonico. opzioni “se” “allora” che neanche un informatico!) il
L’hai studiato sui libri quello. Lo vedevi in Cenerentola tinderino lui la vede già come la fede al dito, è un au-
il principe azzurro. Utopia). tomatismo, o almeno credevo così: poi ho iniziato a
E non è che il tinderino si scopa anche un’altra o più pensare che forse, invece, il problema è che poi lui
altre (come fai tu, che, per scopare un minimo, hai 30 pensa che tu gli chiedi di rimanere anche a dormire,
anni, cacchio!, ne tieni insieme minimo tre) – l’unica che tipicamente vorrebbe dire scopare di nuovo, e il
cosa che potresti pure capire, vabbè gli piacerà di più problema è che lui è stanco, e non sa come dirtelo,
lei, no? perché poi ne va della sua virilità e qui, qui soprav-
E’ che proprio c’è un afflato verso la famiglia d’origine viene la campana tibetana! Perché pensa anche che
che va oltre qualsiasi tipo di legame nuovo che potre- se lei gli ha cucinato le orecchiette perdendosi la ras-
segna, e poi lui non la scopa almeno due volte, questa
s’incazza.
Le devo trovare un’occupazione, pensa il tinderino,
perché, mentre io mi rilasso (e per rilassarsi ci vo-
gliono i suoi tempi! Se no, se uno si stressa anche
per rilassarsi in fretta, che relax è, voglio
dire?), lei ha già cucinato, già lavato i piatti,
mi ha già fatto più o meno capire che sa-
rebbe ora di scoparla, e anche che poi vor-
rebbe rimanere a dormire che magari poi
tipicamente eccetera eccetera… sai cosa
faccio?, medita il tinderino.
Le metto in mano i bastoncini! La campana
tibetana! Perché devi sapere che, a seconda
di come la strofini, poi risuona diversa-
mente… sfregala, sfregala, è come i bicchieri
quando ci giri il dito dentro, è una melodia,
un’armonia, una sinfonia, un miracolo, lo vedi
il simbolo della pace, fuori? Li vedi i petali del
karma, dentro? Perditi nell’incanto, suona per
me!
Lei pensa prima a Cenerentola, poi dai magari
mi sta proponendo un gioco erotico e lei si
aspetta che lui la baci. Lui pensa: dai che magari
con un po’ di ninna nanna orientaleggiante auto-
prodotta lei mi si addormenta e per un altro paio
d’ore sono a posto, fa tutto da sola.
E infine è lui che, anziché baciarla, si addormenta,
al tocco magico della campana tibetana. (E lei?
Beh, lei riapre il porno su cui lui si era addormen-
tato la volta precedente. Dove eravamo rimasti,
pensa lei. Ma, per lei, pensare è già parlare ed è già
agire. Senza soluzione di continuità.)
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rebelka lapupadisvacco
foto di CRISTIAN PALMIERI
Dio mio, spiegami amore come
si fa ad amare la carne senza
baciarne l’anima.
(Alda Marini)
LIBRI VINTAGE PER L'INFANZIA
di SILVIO SPACCESI dubitabilmente a qualche equivoco...
Fatto sta che all'arrivo della pubblicazione sul
Le motivazioni che indussero l'editore della for- mercato italiano i giornali di area cattolica si but-
tunata serie "Golden Books" a giocarsi la faccia tarono come avvoltoi sulla notizia e, presentando
e la carriera con questa pubblicazione sono an- il volume come "un concentrato di perversioni",
cora ignote. Fatto sta che, in un'epoca in cui an- scatenarono quel polverone ancora oggi indi-
cora non esistevano i social network e i media menticabile e incomprensibile per coloro che al-
avevano ancora una limitata capacità di coinvol- l'epoca erano bambini ed ebbero la fortuna di
gere l'opinione pubblica, lo scalpore che suscitò avere questo prezioso libricino tra le mani: lo
"l'affaire Dick e Polly" lascia ancora oggi basiti. scandalo che travolse il mondo dell'editoria per
Il primo errore da cui mosse l'intera vicenda fu si- l'infanzia, le infocate omelie dei vescovi con i ri-
curamente la scelta infelice del titolo, probabil- petuti richiami alla scomunica per i genitori che
mente per un'errore nella traduzione del termine avessero acquistato il libro per i propri pargoli, le
originale "ensnare" (intrappolare, adescare); a manifestazioni di piazza in un paese che ancora
questo si aggiunse la scelta dell'immagine di co- non aveva conosciuto il '68, le interpellanze par-
pertina che - vista col senno di poi - si presta in- lamentari che condussero il governo sull'orlo
della crisi, fino alla emanazione del famigerato
DPCM 666/1965.
E dall'altra parte noi, gli ignari e ingenui bambini
di un tempo, stupiti di fronte a tanto clamore: è
facile oggi, abituati come siamo al fenomeno
delle bufale e delle fake news, ridere di quell'epi-
sodio di isteria di massa e chiedersi il perché nes-
suno si fosse preso la briga di sfogliare il libro
prima di demonizzarlo. Ma all'epoca nessuno
ascoltava la voce dei bambini...
Chi di noi non ricorda ancora l'avvincente storia
di Polly? E che dire delle bellissime immagini che
descrivevano meglio di mille parole le sue incre-
dibili vicende, dall'abbandono alla sopravvivenza
in strada tra indicibili stenti e soprusi, dall'amore
- patetico e perverso quanto si vuole, ma sicura-
mente sincero - del vecchio Dick che riesce a cat-
turarla in una discarica fino al ritorno della povera
creatura tra le braccia della sua padroncina?
Una storia che ha segnato una generazione: da
allora quanti bambini avranno scelto il nome di
Polly per l’adorata micia di casa...?
GRATIS HAI SCRITTO UN LIBRO?
HAI INCISO UN CD?
HAI SCOLPITO UNA STATUA?
HAI INVENTATO
UNA MEDICINA?
TI CONVIENE DIRCELO PERCHÉ TE LO PUBBLICIZZIAMO GRATIS
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lastoriasietevoi
GUIDO KELLER,
L’AMICO
FOLLE
DI D’ANNUNZIO
di SERGIO DI VITANTONIO
F u la stessa vita di Guido Keller a renderlo poco l’edonismo più sfrenato. Fiume, città scomoda, fu subito
conosciuto nella storia italiana del Novecento. osteggiata per questo tremendo spostamento in avanti
Figlio di una famiglia aristocratica, nato a Milano della coscienza civile del primo dopoguerra.
il 6 febbraio 1892 ma di origini svizzere, Guido Keller Guido Keller si trovò benissimo tra i fedelissimi di D’An-
non ha fatto altro che vivere mille vite diverse in una nunzio e si costruì presto una chiara fama arrivando a
vita sola. Fin dalla nascita il suo spirito libero, insoffe- diventare il prediletto del Vate, per la sua follia e per la
rente a qualsivoglia disciplina, si fece notare nei presti- sua cultura, che lo nominò segretario con il permesso
giosi istituti scolastici dove la famiglia lo mandò a di potergli dare del tu nonché capo dell’Ufficio Colpi di
studiare. Tornato in Italia si avvicinò al Futurismo e Mano, fantomatico “ente” responsabile di azioni corsare
prese il brevetto di volo a ridosso del primo conflitto volte a rifornire i magazzini della città. Guido Keller
mondiale. Sprezzante del pericolo, si fece notare per le fondò il Gruppo Yoga, un’associazione esoterica desti-
sue imprese singolari che lo avvicinarono al famoso pi- nata a pubblicare un settimanale: uscirono solo quattro
lota dell’aviazione italiana dell’epoca, Francesco Ba- numeri nei quale il nostro scriveva articoli più disparati
racca. che andavano dal misticismo indiano al nazionalismo,
L’”Asso di Cuori”, così come veniva soprannominato, dall’odio nei confronti delle idee democratiche e bor-
naturista, nudista, atleta, vegetariano, bisessuale dichia- ghesi all’esaltazione dell’individualità. Nella mente di
rato, dandy, noto per portare un teschio umano sul Keller, metafisica e materialismo si scontravano e si ri-
proprio aeroplano e un servizio da the, assiduo consu- configurano in folle contraddizione in quanto egli, ad
matore di “polvere ravvivante” che sarebbe il nome con esempio, nemico della civiltà industriale, amava comun-
cui all’epoca era nota la cocaina, Keller si coprì di gloria que gli aerei, massima espressione dell’avanzamento
e di stramberie assurde quali l’abitudine di non indos- tecnologico del periodo, in quanto li interpretava come
sare mai divise, di leggere liriche di Leopardi o del Pe- mezzi sublimanti della materia verso livelli irraggiungi-
trarca o tragedie di Shakespeare mentre era in volo, bili di evasione spirituale.
oppure di avere come animale domestico un’aquila am- Fiume fu una breve parentesi: il 12 novembre 1920 l’Ita-
maestrata con la quale era solito dormire sugli alberi. lia si accordò con la Serbia e D’Annunzio fu costretto a
Gli venne perdonato tutto. Sul finire della guerra fu dimettersi dal governo del suo “stato libero”. Questa
preso prigioniero ma liberato poco dopo con la vittoria Woodstock proto-fascista cessò di esistere ma Keller si
degli Alleati nella Grande Guerra. concesse un’ultima folle impresa volando su Roma per
Reduce del conflitto mondiale assieme a tanti ex com- lanciare un vaso da notte riempito di rape e carote sul
battenti che non avevano più uno scopo nella vita e palazzo di Montecitorio, in segno di sfregio nei con-
tantomeno nulla da perdere, rimase affascinato dalla fi- fronti il governo italiano.
gura di Gabriele D’Annunzio e lo raggiunse a Fiume. Il Dopo Fiume, Guido Keller viaggiò a lungo: Turchia, Ger-
Vate, sostenitore della “Vittoria Mutilata”, reclamava mania, Libia, Venezuela, Perù. Cercò di aprire una pro-
l’italianità della città croata e la occupò militarmente pria compagnia aerea, aderì al fascismo e partecipò alla
costituendo un’enclave noto con il nome di “Reggenza marcia su Roma, diventò cercatore d’oro e si dedicò al-
Italiana del Carnaro”. A Fiume, Guido Keller sembrò tro- l’esplorazione del Rio delle Amazzoni. Morì a soli 37
vare finalmente il suo equilibrio. La città, una sorta di anni il 9 novembre del 1929 in un incidente stradale in
Eden d’Europa dove accorrevano avventurieri, stranieri, provincia di Rieti; all’epoca era povero e sostenuto eco-
eroi di guerra e folli, rappresentava qualcosa di mai nomicamente dai suoi conoscenti. Il Vate volle seppel-
visto nell’epoca per il suo rovesciamento di valori in- lirlo nel Vittoriale di Gardone Riviera dove riposa,
centivato e sostenuto dallo stesso D’Annunzio: libertà probabilmente poco in pace, ancora oggi.
sessuale, uso di droghe a scopo ricreativo, riconosci-
mento del divorzio e del diritto di voto della donna, sa-
lari minimi, libertà di stampa... Vivevano lì, come in una
splendida sospensione temporale, frange reazionarie e
nazionaliste e semplici trasgressivi che si davano al-
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iconcertiimpossibili
SEX PISTOLS
di PASQUALE SCEVOLA e di accorgermi di due cose. Quanto mi manca Donata e da
quanto non muovevo volontariamente il diaframma comple-
N on so perche’ mi trovo dentro la tua Londra e nel tamente in balia dei watts del concerto che sembra essere
1977 ma sono nei suoi bagni putridi. Era la prima fatto in un’arena invece di un sordido club buco di culo.
volta che entravo in un locale di Londra ma non mi Non trovo gli amici accanto o forse non li vedo. So’ che una
aveva creato confusione o timori molteplici. Piuttosto i primi mano mi stringe da dietro ma non ho la forza di muovermi.
giorni ero un po' fuori di me, la seconda capitale del mondo Spero sia Alexis. Forse non potete capire cosa vuol dire as-
mi aveva inchiodato nella sua piazza principale. Il mio vizio sistere ad un concerto dei Sex Pistols se non ci siete mai
di seguire i volti e le espressioni dei passanti qui era diven- stati. Le canzoni sono davvero tutte simili esattamente come
tato droga. la maggior parte dei gruppi di adesso (vi scrivo dal 2018)
In Italia mi capitava di osservare un tipo o una ogni tanto, a ma con la differenza che qui c’è dell’ipnosi di massa.
Londra era come fare un montaggio serrato da ultravideo- Vedo per un attimo o mi pare di scorgere davanti a me il
clip con gli occhi. Divertente anche se cio’ mi rendeva ine- topo/Marco. Il gruppo non sta fermo un attimo. Suda e im-
betito e stordito a tutte le ore. Paralizzato nel creare un filo preca come solo pochi amici miei/cari amici ho visto fare,
che mi conducesse attraverso un jeans surreale fino ad un dopo essersi scoperti cornuti o padri.
collarino in filo spinato con croce verde fluorescente, e via Ora non so se riesco a spiegarvi cosa vuol dire vivere "God
correndo e inseguendo una pettinatura di uno a la voce roca save the queen" e "Anarchy in the UK" suonate dal vivo, una
di qualche altro. La sera Mickey, un amico acquisito, è stato dietro l’altra, e essere nel raggio di un kilometro dal palco.
gentile, e mi ha proposto un concerto. Non esistevo piu’. Avevo in testa solo la visione di una foto-
Proporre un concerto non è roba da poco in questa citta', copia di me quando da adolescente ne avevano applicate
ce ne sono mille. Il gruppo lui, non l'aveva mai visto ma me delle copie in tutta la scuola per evidenziare il fatto che mi
lo ha proposto per sentito dire. -Ne parlano tutti-. Mi ha ero reso protagonista di un gesto spregevole. Ricordo bene
detto. Mickey ne sapeva di moda e di eventi ma non era ap- la sensazione che invece di vergogna era d'orgoglio. Avevo
passionato di musica. Anzi musica zero. Cio' me lo rendeva rotto il naso alla professoressa d’inglese lasciando tracce in-
simpatico fino a quando non si perdeva in elucubrazioni delebili di me su quel faccino da frustrata di merda. Era il 2
omosessuali sulle cose alla moda di cui non riuscivo e non Febbraio. Mi avevano sospeso per un mese e solcavo i cor-
volevo capirne un cazzo. E allora eccoci all’ingresso. Alexis ridoi dell'istituto magistrale con mia madre vicino. Ero gia'
al mio fianco. Anche senza essere la mia ragazza. Mickey abbondantemente verso la bocciatura. Ma nessun’imba-
apri-porte, di fronte a noi. Dietro al culo, il protagonista della razzo. Niente.
mia fuga a Londra. Zitto come un topo, Marco, aveva fatto il All’altezza della seconda strofa/giro di riff di "God Save the
viaggio in aereo con me con la stessa faccia con cui entrava queen" ne ero certo. Certo che la regina era esattamente
in questo sozzo locale londinese. Un'ameba. Partono i primi quella prof. Di inglese. Le fotocopie a colori del mio viso
due pezzi e i miei amici sono lontani anni luce da me. Non serio le avrei associate per sempre ai Sex Pistols e all’urlo -
fisicamente. Ma psico-geograficamente. Io ho lo NO FUTURE-. Specie quando alla fine aggiunge FOR YOU.
spazio/temporale in sollecitazione e la batteria fa un caos Non avrei mai piu’ sentito quella rabbia se non fosse stato
assurdo. Ci ho messo due minuti due, tra me e me, a inveire per i Pistols.
contro il fonico per poi capire che era il tutto era voluto e Mi stava passando la vita davanti e la fine era vicina.
che non mi sarei trovato davanti ad un live come ne avevo Qualcuno mi buttava dell’acqua in faccia e mi rialzava da
visti prima. Dal terzo pezzo sono andato in estasi. Come se terra senza che io capissi come c’ero finito. Evidentemente
Nietzsche fosse sul palco a cantare punk rock e ti spiegasse ero svenuto quando mi aveva contaminato il pogo delle
un suo passaggio sussurando erotico, e tu lo capissi al volo, prime fila. Poi velocemente dilagato all’indietro dove per
sedotto. cautela mi ero rifugiato. Mi svegliavo giusto per l’ultimo
Erano i Sex Pistols non Nice. pezzo e Dio ha certamente voluto che fosse cosi’ senno’ mi
Il basso pulsava rock'n roll facendomi ricordare i miei tra- avrebbe svegliato piu’ tardi.
scorsi depravati oramai sopiti da patine sovrapposte di Ora. Sono spettinato stravolto. Rotto nelle ossa con le orec-
senso borghese italopadano. La chitarra slabbrata e distorta chie che mi fischiano. Sudato e senza conoscenti attorno.
partecipava all’olocausto dei piatti straziati e dei tom deva- Non so chi sono o lo so troppo bene da farmi male e sta ini-
stati. Io ero appeso alle urla curve del cantante. Era appena ziando I Wanna Be Me. Sto per vomitare. Non lo faccio mai.
finita “Holidays In The Sun” con quella tensione nella chitarra Non so perche’ mi trovo a Londra nel 1978 ma sono nei suoi
che ho sentito solo quando ho amato Donata le prime volte. bagni putridi. Qualcuno mi aiuta a non soffocarmi. Mi tiene
Ero giovane e la mia forza psico-questa volta- nucleare era la fronte. E’ una mano caldissima o io sto ghiacciando. Sento
al mio massimo. Non come adesso. le urla del concerto al finale: il boato della massa di persone
Donata l’ho amata talmente tanto da bruciarla viva. Ecco informe che mi faceva da scenografia. Mi portano via. Sono
ora attacca "EMI" cantata a sillabe, non so perche’ non sia in un’auto e sento il motore vicino come se fosse sotto di
citata nei libri di storia contemporanea questa invettiva fan- me. Un solo pensiero mi solca la mente mentre sto via via
tastica. Dal pubblico si crea una voragine rock’n roll all’al- riprendendo conoscenza.
tezza del ritornello: l’intero locale urla i-em-ai.
Questo brano quasi pop (...) mi da la possibilita’ di respirare
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imattidisvacco
DENNIS RADER
LEGA, TORTURA E UCCIDI
T ra il 1974 e il 1991, l’americano Dennis Rader, dei crimini che aveva commesso. Dennis Rader
noto con il soprannome di BTK (acronimo aveva però un vizio: quello di scrivere. Non riusciva
di Bind, Torture and Kill, ovvero Lega, Tor- a restare in silenzio e, prima di essere arrestato,
tura e Uccidi) ammazzò dieci persone nello stato aveva inviato per anni lettere di sfida alla polizia e
del Kansas seguendo un modus operandi piuttosto ai giornali locali dove descriveva minuziosamente i
sistematico: legava le sue vittime, usando per lo più suoi delitti e richiamava l’attenzione delle autorità
quello che gli capitava, poi le strangolava. Questo ricordando loro che c’era un serial killer ancora a
assassino, che nella vita di tutti i giorni era sposato, piede libero.
aveva due figli, era membro della Congregazione Fu proprio questa sua debolezza a farlo identificare,
Luterana, nonché capo scout e consigliere di con- finalmente, nel 2005, dopo un periodo di pausa
tea, aveva un’esistenza all’apparenza irreprensibile. della durata di circa dieci anni. Le circostanze del
Ex militare dell’aeronautica, diplomato in elettro- suo arresto meritano di essere raccontate. Dennis
nica e laureato in amministrazione della giustizia, Rader, negli anni successivi alla conclusione dei suoi
non si diede agli omicidi per tutta la sua vita e la reati, continuava comunque a mandare messaggi,
sua catena di morte si interruppe agli inizi degli anni inviando anche missive che contenevano oggetti
’90, senza essere stato né identificato né sospettato prelevati dalle scene dei crimini compiuti in prece-
denza. In una di queste circostanze domandò aper-
tamente alla polizia se le sue comunicazione, se
inviate tramite floppy disk, potessero essere trac-
ciate oppure no. La polizia, accettando la sfida, gli
rispose pubblicamente con un annuncio su un gior-
nale locale rassicurandolo che in quel caso non ne
sarebbero stati capaci. Il 16 febbraio del 2005,
Rader inviò un floppy disk alla sede di una televi-
sione locale.
Nel disco, esaminato dalla polizia, c’erano le tracce
di un vecchio file di testo che era stato cancellato e
sui metadati presenti sullo stesso, furono rinvenute
informazioni che riconducevano il documento alla
sede cittadina della Chiesa Luterana e a modifiche
del file effettuate da un utente che rispondeva al
nome di Dennis. Combinando queste due informa-
zioni, gli agenti risalirono al nome di un membro di
quel culto di nome Dennis Rader che, tra le tante
cose, possedeva una jeep nera, unico indizio fino a
quel momento collegato ai crimini di BTK. L’uomo
fu arrestato pochi giorni dopo, fermato con una
scusa ad un posto di blocco. Condannato a dieci er-
gastoli consecutivi, confessò che se non l’avessero
fermato avrebbe presto ricominciato la sua catena
di omicidi.
Per un capriccio del caso, alcune delle sue poten-
ziali vittime, si salvarono dalla morte. Come ac-
cadde a Anna Williams, nel 1978. La donna, per la
quale Rader aveva sviluppato una forte ossessione,
non era in casa quando il killer irruppe nella sua abi- BRITNEY SPEARS
tazione. Lì Dennis la attese per ore, invano, perché FIDANZATI
Anna era da amici; alla fine si stancò e se ne andò CON ME
non prima di aver rubato alcuni oggetti per provare
di essere stato nel suo domicilio. Quale tempo di CICCIO RIGOLI
dopo, Anna Williams ebbe modo di ricevere un
pacco da un certo BTK che conteneva gli oggetti Io ti amo Britney, lo dico senza paura e vorrei sapere che
prelevati e un componimento che riportiamo inte- fine hai fatto dopo che sei stata: adolescente, cantante,
gralmente stella di prima grandezza, puttanella, puttanone, chiat-
tona, alcolizzata, drogata, pazza, pazza parecchio, pazza
Oh, Anna, perché non sei apparsa. Era un male, pazza male proprio tipo grillina all’ultimo stadio, io
piano perfetto di piacere deviato così au- però, ti amo uguale.
dace in quella notte d’estate I miei senti- Anche se sei stata con Justin Timberlake e poi invece hai
menti scaldati dalla propensione per la sposato a uno e hai annullato il matrimonio 55 ore dopo
nuova stagione dei risvegli. perché non ci stavi con la testa e poi invece sei stata con
Caldo, bagnato di paura intrinseca e rapi- un altro e ti sei lasciata a due giorni dal matrimonio e poi
mento, invece sei stata con un altro ancora che hai lasciato dopo
il mio piacere aggrovigliato come viti che ti ha regalato un anello da un milione di dollari e poi
nuove nella notte Oh, Anna, perché non sei invece ti sei messa con un altro e ci hai fatto un figlio e ti
apparsa. Gocce di fresca paura, pioggia hanno tolto la custodia.
primaverile che sarebbe scivolata dalle tue Anche se sei, ribadisco, pazza male io ti amo uguale
nudità per profumare febbrilmente ciò che Britney Spears. Vieni a Milano Britney Spears ti ospito a
brucia dentro, In quel piccolo mondo di casa mia la mattina ti faccio fare la colazione pure coi ce-
bramosia, timore, estasi e disperazione, il reali che mi sa che tu la mattina da brava americana ti
gioco al quale giochiamo cade sulle orec- mangi i cereali quali vuoi? I Frosties? I Coco Pops? Gli all
chie del diavolo. Fantasia che balza in Bran di Kellog’s? Vabbé, ti compro la confezione mista da
avanti, monta, scatena la furia, quindi si 3 così ti scegli quale vuoi ci dividiamo la tessera dell’Es-
chiude come mollusco in inverno. selunga Britney Spears e i miei punti fragola, i miei straw-
Oh, Anna, perché non sei apparsa. Solo, berry points, fragoleranno con i tuoi.
adesso, in un altro lasso di tempo, giaccio La mia loliness mi sta killando pure a me Britney e se pure
con indumenti rapiti attraverso pensieri in- a te la loneliness ti sta killando killiamoci assieme due lo-
timi. Letto d’erba umida di primavera, pu- neliness e una capanna due loneliness e un corn fleis. Ho
lita dinanzi al sole, schiavizzata con già parlato con tuo papà James Parnell Spears, Britney
controllo, vento caldo profuma l’aria, Spears ha detto che per lui va bene basta che il giorno
luce del sole fa scintillare lacrime negli del Ringraziamento andiamo a casa sua a mangiarci il
occhi così profondi e così chiari. tacchino gli ho detto che non c’è problema basta che mi
Solo di nuovo calpesto con il passo memo- fa sapere quando è il giorno del ringraziamento perché
ria di specchi, e pondero sul numero otto sul calendario che c’ho a casa di frate Indovino il giorno
che non è mai stato. del ringraziamento non c’è scritto però grazie a quel ca-
Oh, Anna, perché non sei apparsa. lendario gli ho detto qual era il periodo migliore per rac-
cogliere il tamarindo ché papà tuo ho scoperto che ne va
Il numero otto era un riferimento alla ghiotto di tamarindo, Britney Spears.
donna che doveva essere, nelle intenzioni Ti porto alla Balera dell’Ortica ti porto alle Colonne con
di Dennis Rader, la sua ottava vittima. For- gli spacciatori ti porto al bar da Rattazzo a prendere la
tunatamente per Anna Williams, BTK non peroni da 66 a due euro. A Malibu, dove stai tu, ce l’avete
tornò a prenderla. la Peroni a due euro? Non penso non c’avete manco il bar
Rattazzo a Malibu. Britney Spears, fidanzati con me. E se
proprio non ti vuoi fidanzare almeno accettami l’amicizia
su Facebook che sono tre mesi che ho richiesto l’amicizia
al tuo profilo Britney Spears privato e ancora non si è
visto niente.
Tuo per sempre, Ciccio Rigoli
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fotografando
QUANDO TI PENSO
foto di ALMA VASSALLO
testo di ROBERTO ALBINI
NUMERO 2 PAGINA 24
Cara Annalisa,
è un po’ che volevo chiedertelo, da circa venticinque anni: perché mi lasciasti quel quattro
gennaio di non so più quale anno? Bada bene, non è una mania la mia, non è che mi ci ar-
rovello notte e giorno da quando è successo. E’ solo che ci pensavo adesso, in questo mo-
mento, e poi chissà quando mi ricapita. E allora ne ho approfittato e te lo domando ora,
prima che mi passi di mente. Era un pomeriggio di gennaio, appunto, tetro come un’estate
bergamasca. Noi due in quel parchetto di ghiaia e terra, in mezzo a un traffico che assomi-
gliava tanto alla confusione della nostra età. O per lo meno della mia. Il tuo seno stretto in
una maglietta fuori stagione, i miei capelli lunghi incapaci di reagire al vento che li trascinava
via. Poi, in ordine di apparizione, tutti i progetti che avevo già fatto, che erano soltanto i
miei, anche se non potevo ancora saperlo.
Mi piacerebbe ricordare le parole che usasti per dirmi che non ti avrei mai più potuta rive-
dere, perché sarebbe simpatico adesso riderci insieme, di quanto eravamo sciocchi pure
quando facevamo i cattivi. Invece, quelle parole si sono perse chissà sotto quale altra espe-
rienza e, insieme a loro, il dolore che provai in quell’incrocio pieno di rumori e ombre.
A pensarci bene, non ricordo nulla di te. Cosa ci dicevamo Annalisa, in quei pomeriggi fugaci
nel parco della basilica? Eppure so che ti amavo, o così dichiaravo, tanto l’amore non lo co-
nosce nessuno e quindi lo si può immaginare come si vuole. Noi l’avevamo immaginato An-
nalisa, forse non ce lo siamo mai detti, o forse sì, ma che differenza fa.
Quell’amore si è confuso nel traffico quel pomeriggio, insieme al dolore, e alla nostra ado-
lescenza. Tanto che adesso mi viene solo da sorridere, quando ci penso che di te più di
tutto m’è rimasta la sensazione della consistenza dei tuoi capezzoli.
Annalisa non te ne avere a male. Che tanto l’amore non lo conosce nessuno, e se a te va
possiamo ricordacelo come vero amore, questo nulla che mi viene in mente quando ti
penso.
fotografando
IMBROGLIO
E PERVERSIONE
foto e testo di GUDRUN DE CHIRICO
T utto è come non sembra. La scenografia
delle buone intenzioni a far da fondale, se
non fosse per quel batti e ribbatti che
rompe il disegno. Ossessivo, ripetitivo, compul-
sivo. È la violenza che si arma nella quotidianità.
È una mazza che ti ritrovi in mano e che di colpo
cambia lo scenario. Penetra in quel cuore che si
vorrebbe gentile e invece risuona di un tic tac
continuo, ogni volta pronto a esplodere. È nella
ripetizione che la violenza prende forma, ma è
sempre nella ripetizione che la violenza si na-
sconde. La ricerca di un ordine che passa per la
continua ripetizione del disordine. E la natura ur-
bana di un giardino non può che esserne un mol-
tiplicatore. L’erba tagliata tutta alla stessa altezza.
I fiori disegnati in aiuole geometriche. I colori che
si distribuiscono come truppe militari. Per questo,
la differenza sta tutta nella natura dell’impatto.
Una figura normale che entra in scena e la mazza
da baseball che scarica nell’aria il suo mulinello
di frustrazioni. Pose, corpi, segni sono solo testi-
monianze ancorate nello spazio. La rabbia, quella
più livorosa, quella più prodonda, quella cacciata
nelle nostre viscere più profonde, sta tutta nel-
l’aria che quei gesti muovono. Venti che attraver-
sano la fotografia, venti suggeriti dall’istante
fotografato, ma a tutti gli effetti venti che non si
vedono. Sono quei venti i protagonisti della
scena. Sono l’osceno che dal bordo del palco
vengono rigettati in scena. Sono quel virus che
tutti vorebberro rintuzzare, annientare, control-
lare, ma stavolta il lieto fine è un imbroglio essat-
tamente come il lieto inizio. In questo sta la
tragicità e l’inutilità di questa passeggiata ferma
nel giardino. Nel suo massimo splendore di luci,
c’è il buio. Non è la violenza cieca, è la violenza
che ti rende cieca.
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fotografando
HOEL
foto di PIKA PIKASKO
testo di LUCA OGGERO
I l rumore di fondo del traffico cittadino era andato miva nel proprio letto e così si perdeva in pensieri af-
lentamente scemando in quelle ore che separa- fastellati chissà come uno sull’altro senza un appa-
vano formalmente il giorno trascorso con quello rente nesso causa-effetto tra loro.
che aveva da arrivare. Sdraiato supino sopra quel giaciglio estraneo, poteva
Era come se quella grande opera musicale che era vedere dalla finestra della stanza che aveva preso per
stata la giornata metropolitana terminasse in un lun- la notte l’insegna luminosa dell’albergo che lo ospi-
ghissimo glissare di motori a scoppio, che si faceva tava. La scritta verticale in neon verdi “HOTEL” aveva
ogni minuto più rarefatto senza voler però mai finire la lettera T che ogni tanto si spegneva. Quella luce do-
del tutto. C’era un “legato” lunghissimo fatto dello veva essere guasta e la T a volte spariva trasformando
sfrecciare di isolati nottambuli veicoli a unire la caco- la scritta in HOEL.
fonica opera del giorno che finiva a quella – si pre- Si mise a fantasticare sul significato che potesse avere
sume – altrettanto rumorosa di quello seguente. quella parola e quindi, preso dalla curiosità, prese il
Aveva sempre difficoltà a prendere sonno se non dor- telefono dal comodino e si mise a cercare su Google
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se quel termine, in uno dei tanti idiomi usati dall’uomo salvezza.
in giro per il mondo, fosse una parola di uso corrente. Decise che “hoel” era un elemento chimico non pre-
Non pareva esserlo. sente sulla relativa tavola che aveva la capacità di rea-
Quella lampada rotta gli aveva dunque permesso di lizzare i sogni di chi lo toccava.
scoprire una nuova parola a cui avrebbe potuto dare Si immaginò a portare al collo un medaglione ro-
il significato che desiderava lui. tondo in puro hoel che gli sarebbe bastato sfregare
Era un bel termine, “hoel”, gli ricordava un po’ il Natale un po’ sulle dita perché ogni suo desiderio fosse av-
francese “noël”, ma quell’h iniziale lo rendeva elegante verato.
e un po’ mistico, quasi fosse una parola sacra o magica Fu mentre col sorriso sulle labbra pensava che se
di qualche lingua morta parlata da druidi o alchimisti. avesse avuto un figlio o un cane lo avrebbe chiamato
Gli venne in mente, chissà perché, la manna dal cielo Hoel che il sonno lo colse e lo portò lontano con sé,
biblica. Ecco, “hoel” poteva essere qualcosa del ge- mentre fuori dalla finestra gli cantavano la ninna
nere, qualcosa che sapeva di benedizione divina e di nanna sparuti ronzii di auto in lontananza.
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lestoriedisvacco DIALOGHI
POST
LE ALI MODERNI
DELLA
LIBERTÀ
di MICHELA POSER di LUCA OGGERO
P er vederla bene Guido deve "tirare gli occhi", “A cosa pensi?”
come diceva sua nonna. Lì dentro la visibilità è “Penso che credo di essere davvero innamorato
poca, specie con le tende tirate e la luce fioca di di te…”
un lume discreto a confondere le cose. Il legno dello “Ah, sì? E da cosa l’hai capito?”
sportellino è scuro e lucido e lei sta camminando lungo “Beh, l’altra sera per esempio non ce la facevo
il bordo. E' nera, si confonde facilmente. Guido sospira più a stare senza di te e così mi sono mastur-
sollevato: erano già più di venti minuti che non succe- bato…”
deva nulla e lui si stava annoiando a morte. Ora però
deve concentrarsi: inspira gonfiando il petto e espira gato: lo liscia e lo mette sulla seduta della dura panca
pianissimo, quasi molecola per molecola, chiude gli di legno dove iniziava a fargli male il culo a forza di stare
occhi per raccogliere tutto se stesso e non badare al fa- lì a aspettare chi non veniva. Capovolge i due conten-
stidio alla coscia sinistra dove i pantaloni misto lana lo tori, le mosche si posizionano. Poi le libera. Con le dita
pizzicano sempre un po'. Riapre gli occhi: lei è ancora le guida lungo il foglio, perchè non vanno mai dritte, le
lì, ferma come lui, come l'aria, come tutto. Niente li di- mosche sono stupide, non capiscono la competizione.
sturba. Guido si sporge lentamente: sa che lei lo sta E allora lui le incita sottovoce. Prima che la corsa inizi,
guardando senza capire se è l'ora di scappare oppure gli piace scommettere su chi arriverà prima alla fine del
no. Da sotto la panca ha preso un barattolo di plastica foglio bianco. Questa volta punta su quella che è rima-
del tipo che ti danno adesso in farmacia per le urine, sta nella sua tasca e che aveva racattato sul tavolo della
mica come una volta che ti pisciavi sulle mani per ten- cucina, appena dopo il caffé: un'imprudenza avvicinarsi
tare di farne entrare almeno un po' nel vasetto di vetro così tanto alla tazzina, piccola brutta ingorda! Le mo-
dei succhi di frutta. Lui è rapido, il suo braccio scatta sche liberate camminano svelte, cambiano direzione,
preciso, c'è da scommettere che lei si è accorta di qual- Guido le guarda divertito, quella di destra torna addi-
cosa solo a fatto compiuto. rittura indietro a pochi centimenti dalla vittoria, Guido
La mosca nel barattolo si dimena, svolazza colpendo le sogghigna, le sbarra la strada, la fa tornare in riga.
pareti. Guido aspetta che si calmi e poi la prende fra Di colpo un trambusto butta tutto all'aria, qualcuno al
pollice e indice, senza stringerla troppo ché il loro pic- di là del divisorio si appoggia facendo scricciolare il
colo corpicino molle non regge bene troppa pressione. legno, poi sospira. Guido con gli occhi sgranati per lo
Ha affinato la tecnica negli anni. La prima volta lo aveva spavento che si è preso, sparecchia brutalmente con
visto fare a sua nonna. Intrappolava le mosche fra la una manata le due gareggianti dalla panca che fini-
tenda e il vetro della finestra, poi gli staccava le ali, scono a terra, insieme ai barattolini. Si siede, liscia
quelle cadevano a terra e lei allora ci metteva sopra il l'abito nero, sistema il colletto bianco e riprende padro-
suo grosso zoccolo, le vene varicose appena sopra la nanza si sé.
caviglia in bella evidenza. Di là si sente un fruscio di gonna e forse una borsa ap-
"Non sentono male, non ti preoccupare" aveva detto la poggiata a terra. Dopo un momento di raccolto silenzio
nonna, per rassicurare il piccolo Guido che aveva se- due piccoli tocchi sull'anta di legno. Guido apre lo spor-
guito la scena con tanto d'occhi. "Non si è lamentata. tellino con la delicatezza per cui è noto in paese.
Non se ne è manco accorta, credimi. Le mosche non "Mi perdoni padre perché ho peccato"
soffrono mica", aveva concluso come dicendo un fatto "Da quanto tempo non ti confessi figliola?"
ovvio. "Almeno un anno"
Guido stacca piano l'ala destra e poi la sinistra, ma con "Allora iniziamo con un Ave Maria", le dice soave.
gentilezza perché il dubbio che non sentano nulla gli è
rimasto. Dalla tasca cava fuori un altro piccolo conteni-
tore con dentro un'altra mosca mutilata, e un foglio pie-
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“Ah…” ci siamo io e te e basta! E’ solo quando sono
“Sì, mi sono masturbato due volte ma dopo due solo che la mente viaggia e chissà perché a
seghe continuavo a pensarti e a desiderarti…” volte si ferma in luoghi un po’ bizzarri… Mi ami
“Wow… Beh, sono lusingata! Diciamo che non è ancora?”
proprio la cosa più romantica che mi abbiano “Sì… Credo di sì, è solo che mi fa un po’ impres-
mai detto però già solo il fatto che tu ti sia toc- sione… Il tacchino… Pelù…”
cato due volte pensando a me vuol dire che ti “Sì, e dovevi vederlo! Mentre trombava il tac-
piaccio parecchio!” chino gli cantava “Sei bellaaa – sei tondaa – sei
“Sì, beh… A dirtela tutta la prima sega me la coome la Giocondaa”. Alla fine sono contento di
sono fatta tutta pensando a te, la seconda in- avertelo detto. Sei la mia donna, è giusto che tu
vece l’ho iniziata così e poi il cervello è partito sappia quello che mi passa per la testa…”
un po’ da un’altra parte…” “Non sono più tanto sicura di volerlo vera-
“Come sarebbe a dire? Quindi pensavi a un’al- mente…”
tra? E chi sarebbe?!?” “Quindi non vuoi che ti racconti di quella volta
“Ma no, tranquilla, non si tratta di una donna…” che ho pensato ad Anna Oxa che limonava un
“Come non si tratta di una donna?!? Mi tradisci lama?”
con un uomo nella tua fantasia?!?”
“Ma no, non è come pensi tu… Cioè, non si tratta NUMERO 1 PAGINA 31
di ME con qualcuno… Insomma… Lasciamo per-
dere, è una cosa un po’ strana, mi prenderesti
per un pazzo”
“Eh no, cazzo! Io adesso voglio sapere!”
“Ma no, senti, ti dico che è meglio di no! La-
sciamo perdere e parliamo di qualcos’altro, per
piacere…”
“No, senti, non iniziamo coi segreti perché altri-
menti qui si comincia col piede sbagliato! Se
vuoi che mi possa fidare di te non puoi accen-
narmi le cose a metà e poi non spiegarti! Dai,
adesso me lo dici!”
“Uff… Ma è una cazzata, dai, non è il caso, ti
dico!”
“No, secondo me invece è proprio il caso! Dai,
allora?”
“E va bene, vuoi proprio saperlo? Ok, allora te
lo dico: pensavo a Piero Pelù che inculava un
tacchino! Ecco, sei soddisfatta, adesso?”
“…”
“Amore? Dai, dimmi qualcosa! Ecco, lo sapevo
che non te lo dovevo dire…”
“Un tacchino?”
“Sì, un tacchino, ma era solo un’immagine, non
so neppure come abbia fatto a materializzarsi
nella mia mente… Però a un certo punto ho visto
il vecchio Piero tutto preso bene con ‘sto tac-
chino e la cosa, non chiedermi prechè, ma mi
piaceva…”
“Un tacchino… Piero Pelù e un tacchino…”
“Sì, ma era solo una fantasia! Ti giuro che non
ho mai costretto alcun cantante – né dei Litfiba
né altri – ad accoppiarsi con uccelli da cortile in
mia presenza! Ogni tanto ho dei pensieri un po’
strani, tutto qui, ma ti giuro che sono uno nor-
malissimo!!”
“E quando lo fai con me pensi a me o a Piero e
il suo tacchino?”
“Ma no, amore, che c’entra! Quando sono con te
lestoriedisvacco EPIFANIA
BRICIOLE di STELLA MARAZZI
di LINDA SMERALDI L’ epifania, per un perverso consape-
vole, ha una doppia valenza. Se, da
I n un tempo imperfetto in cui non avevo che due una parte, costituisce quell’esaltante
manciate d'anni, mi incaponivo nell'evitare di quanto fuggevole momento di scoperta in cui
pestare le fughe delle piastrelle, camminavo ve- egli realizza di avere a disposizione una
locemente da un quadrato all'altro. La sfida stava chiave con cui aprire d’ora in poi le porte do-
nella velocità, mica nel riuscirci. Più veloce ero riu- rate del piacere più sfrenato, dall’altra sa
scendoci più mi compiacevo, salvo quando sbattevo molto bene che questo stesso piacere è de-
la faccia per terra. Poi passai ai biscotti rotti, li man- stinato inevitabilmente a scemare nel tempo.
giavo per primi lasciando quelli interi a far bella mo- L’ambito climax diventerà presto una vetta
stra nella biscottiera, alla fine solo alla fine punteggiata di croci, un altare privato da cui
mangiavo anche loro, chiudendo un cerchio rimasto celebrare inconfessabili riti e sul quale sacri-
aperto. ficare quella normalità tanto esecrata per cui
Non so a quale età ho abbandonato il rito di tagliare ogni essere umano, per quanto eccentrico, in-
tutto il cornicione della pizza e lasciarlo per ultimo, timamente si strugge.
era un bellissimo rito, ora taglio a spicchi e li mangio Astolfo la sua personale epifania non la scor-
come viene viene, ma vorrei un cornicione finale in dava mai.
più, lo ammetto mi manca.
Il taglio della torta o del pane ancora mi angustia,
dev'essere preciso, se no livello.
A furia di livellare una volta mi finii una torta da
sola, forse sono solo scuse belle e buone.
E le briciole, le briciole sono tutte mie, guai a chi me
le tocca, faccio a gara con i passerotti avendo la me-
glio, naturalmente. Passiamo ai panni sporchi.
Se devo fare una lavatrice di cose scure prediligo
biancheria scura della stessa tonalità, il nero con il
nero comunque e non con il blu a meno che non sia
scurissimo.
Qualcuno di mia conoscenza dice che la faccio in
ordine alfabetico A arancione, B beige, C cachi e via
dicendo. Ma è tutta invidia, e poi parla uno che
mette tutto dentro al cestello come viene viene, in-
fatti la sua si chiama grigeria non biancheria.
Le scatolette dei gatti sono invece in ordine alter-
nato di gusto, sia mai che i poveri viziati mangino
due volte tonno e salmone. Gli ingredienti di ciò che
compro li leggo tutti, li so tutti, li analizzo pure,
compresa la provenienza e la famigerata data di
scadenza. Mica si può ignorare quello che ci man-
giamo, divento maniacale quasi come il Prof. Ber-
rino, salvo poi suicidarmi una tantum con il pacco
di tortillas da 400 grammi fatte con l'olio esausto
dei motori e non essere felice fino a che non vedo il
fondo del sacchetto.
Alla fine le mie manie ossessivo compulsive sono
prettamente culinarie, dai.
Per il resto sono una persona equilibratissima e af-
fidabilissima.
Il primo che ride lo banno, piuttosto, voi, che di-
sturbi avete?
NUMERO 2 PAGINA 32
Come avrebbe potuto? l’esperimento
Ogni volta che guadava la sua Deborha, e soprat-
tutto l’ascoltava, gli partiva un sorriso interiore che fine ti fregano sempre.
andava a fargli il solletico un po’ dappertutto, ma Questi racconti del suo passato non arrivavano mai
in particolare laggiù, dove osano i ricci, e gli sem- alla fine, perché a un certo punto Astolfo la taci-
brava di rivivere (anche se purtroppo mai più con tava saltandole addosso.
la stessa intensità) il meraviglioso istante in cui Deborha era una brava ragazza, col cervello sulle
l’aveva sentita affermare bellamente a voce alta e spalle, non come quelle donne arroganti che
con invidiabile sicumera, durante la prima cena spesso escono dal seminario. Non tergivistava
con i nuovi colleghi della “Sterzi & Figli S.p.A.”, che quando era ora di fare il suo dovere, e anche se da
le grandi città sono suddivise in circoncisioni. Non piccola non andava tanto bene a scuola (per for-
avrebbe saputo dire se a scatenare quel violento tuna ai loro tempi non c’erano ancora le prove in-
attacco di libidine fosse stata l’inconsapevole allu- valsen) ora nel lavoro d’ufficio se la cavava
sione a certe parti anatomiche maschili oppure il egregiamente: quando c’era da cambiare il thöner
contrasto tra la faccia tosta con cui Deborha mil- alla fotocopiatrice o comprare i po-stick, il capo
lantava cultura e la profonda ignoranza che traspa- chiamava sempre lei. Col tempo, però, Astolfo si
riva dai suoi discorsi strampalati, ma la cosa lo accorse, non senza provare un crescente senso
faceva letteralmente impazzire di desiderio, come d’angoscia, che gli strafalcioni di Deborha non gli
Gomez quando Morticia gli parla in francese. facevano più lo stesso effetto. Sempre più spesso
Astolfo era una persona mite e riservata. capitava che lui rimanesse addormentato sul tap-
Dietro il suo aspetto ordinario di impiegato conta- peto mentre lei parlava.
bile esperto in note di credito si celava un fine in- La loro intesa sessuale perdeva inesorabilmente
tellettuale, amante dei classici russi ed esperto in colpi. Deborha era disperata e spesso si dedicava
cinema tedesco espressionista. Musicista un po’ al suo hobby preferito, il giardinaggio, e travisava
più che dilettante, abbracciava il suo violoncello le piante in balcone, una lacrima le scendeva giù
con grande trasporto e nella suite n. 1 di Bach per le gote e cadeva giù a bagnarle lo scamosciato
esprimeva l’epitome del suo talento sprecato. Ad a fiori.
assistere alle vergognose esibizioni di Deborha, Ma una sera, a casa di amici, avvenne un episodio
uno come Astolfo avrebbe dovuto rabbrividire, ed un po’ increscente. Si stava chiacchierando del
in effetti era quel che accadeva ogni volta, ma non più e del meno a proposito dei viaggi che si erano
per lo sdegno. fatti. Deborha, che sprigionava il meglio di sé in
Mentre la gente si scambiava sorrisetti di compa- queste occasioni che le davano la possibilità di
timento, e a volte addirittura sghignazzava pale- esibire la sua vasta esperienza di donna di
semente senza che la sciagurata si accorgesse di mondo, da mezz’ora stava sbraitando a proposito
nulla ma, anzi, tutta tronfia continuasse dritta per di quando era stata in Brasile. Metà dei presenti
la sua strada blaterando a proposito di “pantaloni sbadigliava e l’altra si tratteneva da scoppiarle a
con le grinfie” o “gonne con i volauvent”, Astolfo ridere in faccia quando a un certo punto, mentre
veniva colto da un’irresistibile voglia di strapparle lei diceva che alla periferia di Rio de Janeiro la
di dosso i volauvent e spupazzarsela tutta. La loro gente viveva in grandi bouganville, Astolfo, tutto
era stata una passione incontenibile. rosso, saltò su facendo cadere la sedia e urlando
Certe sere, a casa di Astolfo, si sdraiavano sul tap- “Basta, non ce la faccio più!” e lei ribattè piccata
peto davanti al caminetto e lei, felice come una “Beh? Che hai adesso? Se non ti va bene quello
pacchia, dopo aver sistemato la legna con gli ala- che dico, mi ammutino!”
mari, gli raccontava di quando, ragazzina, faceva Lui fece un grugnito, la prese per mano, e davanti
colazione con il latte e i corn-flash (o corn-fresh, a agli sguardi allibiti degli amici, la trascinò in bagno
seconda dell’ispirazione del momento) oppure con sbattendo la porta.
i regoli del Mulino Bianco, che le piacevano tanto. Tutti pensarono che fossero andati a litigare e fe-
Poi, cantando a squartagola le canzoni di Gigliola cero finta di niente mentre Astolfo, dopo essersi
Cinguetti, rasettava un po’ la sua cameretta arre- trattenuto con fatica immane tutta la sera, sfogava
data con mobili di legno impellicciato, dopodiché il suo impeto menando gran colpi al lavandino con
indossava la sua minigonna linguinale preferita che l’orlo della minigonna linguinale.
aveva una grande fibra di metallo sul davanti, e In quel frangente il nostro, ricevendo in omaggio
usciva con la sua amica del cuore Cecylia, una tipa dalla vita una nuova, piccola ma importante epifa-
talmente estrosa che non stava mai zitta, cresciuta nia, capì che la sua personale perversione aveva
in orfanatrofio, che ora sbarcamenava il lunario fa- bisogno di un pubblico e pretendeva che Deborha
cendo un gran ripulesti a casa di gente coi soldi si rendesse ridicola agli sguardi altrui.
che la trattava un po’ male. Cecylia era una di cui Del resto, anche lei non chiedeva di meglio, e da
ti puoi fidare, non di quelle persone ubique che alla quel momento Astolfo e Deborha non persero oc-
casione per passare il tempo libero in compagnia,
e fare i quarantotti nei bagni altrui.
NUMERO 2 PAGINA 33
lestoriedisvacco
SEMPLICISTICAMENTE
di ANDREA DONAERA
I n genere, diciamo, in genere, tutti pensano, semplicistica, una parola nuova, “semplicistica”,
tutti, che la cosa sia solamente una cosa del una parola nuova e bella e che funziona, sì, ma io
nord, e invece no, non è una cosa solamente non ne so molto, dico, questo è quello che ho ca-
del nord, non lo so perché c’è questa idea, questa pito da quando è che sto qua, da quando è che
idea che sia solamente una cosa del nord, forse per prendo i treni e sento le persone che parlano, nei
il fatto che quelli del nord sono, in genere, diciamo, treni, parlano, le persone, qui, al sud, nel treno che
non tutti, ma in genere, persone che pensano so- alle 19.30 parte da Gallipoli e alle 21.15 arriva a
lamente a loro, a loro persone del nord, in genere, Lecce, quasi due ore, quaranta chilometri, su quel
ma no, invece è una cosa che succede pure al sud, treno si sente di tutto, tutti i giorni, li senti che di-
anche perché, io, se posso dire una cosa, ok, è vero cono che basta con ‘sta cosa del nord che vuole il
che quelli del nord sono persone che pensano so- sud fuori, però poi dicono che basta pure con tutti
lamente a loro, cioè alle persone del nord, in ge- questi neri, ecco, che in genere, diciamo, in genere,
nere, ecco, sì, ma pure al sud, dico, se posso dire tutti pensano, tutti, che la cosa sia solamente una
una cosa, io non ho mai conosciuto una persona cosa del nord, e invece no, non è una cosa sola-
del sud che pensa alle persone del nord, ecco, anzi, mente del nord questa cosa che basta con i neri,
se proprio posso dire una cosa, non ho mai cono- ecco, tutti dicono che sì, basta con il nord che
sciuto una persona del sud che pensa ad altre per-
sone che non siano sé stesso e, al vuole cacciare il sud dall’Italia,
massimo, magari, qualcuno tipo ma tutti dicono pure che
la moglie, i figli, i fratelli, i ge- basta pure con tutti questi
nitori, le sorelle, i pa- neri, ecco, sul treno, quasi
renti, ecco, a quelli a due ore, quaranta chilo-
volte ci pensano, metri, ogni sera, loro
ecco, in genere, in- pensano che io non ca-
somma, a me non pisco, e parlano quindi,
mi sembra una cosa parlano accanto a me,
poi così tanto strana pensano che io non
questa cosa di quelli capisco, e dicono
del nord che pensano tranquillamente che
solamente alle persone basta con tutti questi
del nord, no, non è neri, ma io capisco, per-
strana, perché pure ché io sono nato qua, a
quelli del sud pensano Lecce, e ogni giorno
solamente a quelli del vengo a Gallipoli a lavo-
sud, la cosa è soltanto rare, e capisco, anche se il
nel modo in cui si lavoro che faccio è quello
pensa, che cioè quelli di andare in giro, fare il
del nord dicono «Noi simpatico, fare il nero bi-
siamo ricchi, non vo- sognoso ma simpatico,
gliamo dare soldi a con gli accendini in mano,
quelli del sud», e quelli io capisco, e io, con gli ac-
del sud invece dicono cendini in mano, non sono
«Noi siamo poveri, è simpatico, no, sono biso-
giusto che quelli del gnoso, sì, ma non sono
nord ci diano soldi», io, simpatico, no, io sono nato
penso, sicuramente in Italia, e questi sul treno,
quella che penso io è ogni sera, quasi due ore,
una cosa un poco sem- quaranta chilometri, li ca-
plicistica, sì, diciamo, pisco bene, capisco cosa
dicono, basta con il sud
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staccato dal nord ma anche basta con tutti questi «Puzzano, puzzano proprio», diceva, «Camminano
neri, e io con questi qua sono d’accordo, basta con tutto il giorno, sudano, e la loro pelle è strana, e
questi neri, basta, lo diceva mio padre, pure, pochi puzzano di più, puzzano più di uno normale», io
giorni prima di morire schiacciato da quella gru a non ce l’ho fatta, io sentivo la signora, pensavo mio
Perugia, mi ricordo, diceva a mia madre «Basta con padre con le birre, pensavo a mio padre spappo-
questi neri, basta con questa storia dei neri, fino a lato, non ce l’ho fatta più, ho guardato quella si-
quando ci considerano neri, qua, non si va avanti», gnora, ho iniziato a pensare alla faccia di quella
e si arrabbiava, mio padre, mio padre, gli batteva il signora, ho iniziato a pensarla spappolata, la faccia
cuore, a mio padre, si attaccava alla bottiglia di di quella signora, spappolata come il corpo di mio
birra, poi ne apriva un’altra, un’altra birra, un’altra padre schiacciato a Perugia da una gru, guardavo
ancora, tutto quello che guadagnava se lo spen- la signora, poi niente, basta, non so, se posso dire
deva in birra e sigarette, mio padre, mio padre che una cosa a mia discolpa è che proprio non mi ri-
poi è morto a Perugia schiacciato da una gru, e cordo com’è stato, ma mi ricordo che le ho messo
nessuno poteva fare niente, nessuno voleva che si i pollici negli occhi e ho spinto, la signora urlava, io
sapesse niente, hanno nascosto la carne spappo- sentivo i pollici sprofondare, era bello sprofondare,
lata del corpo di mio padre, l’hanno nascosta non era bello, sprofondare, poi mi hanno trascinato via,
ho mai capito dove, io e mia madre ce ne siamo an- non mi ricordo più niente, però, insomma, non è
dati via, al nord era brutto, quella cosa, la cosa che una cosa solamente del nord, ecco, semplicistica-
tutti dicono che basta con questi neri, era una cosa mente, se posso dire una cosa, e se posso dire
che sembrava ci fosse solo al nord, allora siamo an- un’altra cosa, ecco, la vorrei dire un po’ a tutti,
dati al sud, ma invece pure al sud, questa cosa che anche se è una cosa forse un po’ semplicistica, ma
basta con questi neri, pure al sud, l’altro giorno, sul insomma, se posso dire una cosa, sappiate che è
treno, io non ce l’ho fatta, non ce l’ho fatta più, la stato bello sprofondare, l’altra sera, con i pollici,
signora parlava, accanto a me, convinta che non negli occhi della signora, è stato bello, è stato bello,
capissi, parlava e diceva che basta con questi neri, sprofondare, semplicisticamente.
INDICAZIONI STRADALI
SPARSE PER TERRA
di NEDZAD MAKSUMIC sdraialo sulla schiena e sollevagli le gambe in aria. Se il
cadavere di quel giorno era un suo parente o comun-
E ra un anno fertile per il grano come mai in pas- que un vicino, non permettergli di avvicinarsi e di guar-
sato, era tutto in abbondanza... Quelli che erano darlo. Le ferite causate dalle granate sono in genere
malati cronici e che tanto desideravano la causa di un nuovo svenimento. E non si ha tanto tempo
morte, consegnarono finalmente con un sorriso l'anima a disposizione. E’ raccomandabile piangere, fa bene al
a Dio. cuore. Ma neppure per questo c’è tanto tempo a dispo-
Nel giorni dei grandi temporali il cielo era rosso. La sizione.
pioggia portava con sè la polvere dei deserti d’oltre 2. Se la città è in stato d'assedio, occorre mandare i più
mare. I vecchi dissero: ci sarà la guerra! coraggiosi a tentare di portare i sacchi di plastica opa-
Nessuno prestò credito alle loro parole. E nessuno fece chi per i cadaveri. Se questi non tornano, bisogna av-
nulla. Giacché, cosa si poteva fare contro la profezia! volgere i morti in lenzuoli bianchi. Non è
Solo cantammo per intere giornate, fino a restare raccomandabile seppellirli senza. Ciò fa diffondere il
senza voce per poter consumare tutte le vecchie can- panico e la paura della morte diventa facilmente la
zoni, perché non ne restasse nessuna che venisse spor- paura di finire sepolti allo stesso modo
cata dal tempo. 3. La sepoltura si svolge di notte, per motivi di sicu-
1. Quando intravvedono il primo cadavere per la strada rezza. Perciò, prima della sepoltura, bisogna accertarsi
le persone voltano la testa, vomitano e perdono i sensi. per bene dell'identità del defunto. Nel caso di corpi di-
Senti il tremore per primo nelle ginocchia, poi ti manca laniati, bisogna stabilire con precisione i pezzi che ap-
l’aria, ti gira la testa. Sono di aiuto in questi casi l’acqua
fredda, leggeri schiaffi. Se lo svenuto non rinviene,
lestoriedisvacco prensibile. Non togliertelo mai dalla testa. Se devi sa-
crificarti, fallo per le persone cui vuoi bene, non farlo
partengono a ciascun corpo. Se si verificano ugual- mai, in nessun modo, per delle idee. Il tuo sacrificio
mente degli errori, è meglio evitare di ammetterlo suc- verrà giudicato dagli altri sempre in maniera scorretta,
cessivamente. Tanto per i morti è lo stesso. Se vicino a seconda della loro coscienza e della loro prospettiva.
alla persona che è stata sepolta, sul posto dell'ucci- Le idee passeranno, si rovineranno1 diventeranno co-
sione, si trovano altre parti di corpo, e si è però già miche. Se resti vivo, vedrai quanto sarà difficile conti-
provveduto alla sepoltura, non bisogna gettare i resti nuare a credere in loro.
nella spazzatura, poiché lì in genere si radunano i cani 14. Non supplicare per nessun motivo. Non supplicare
affamati. La cosa migliore, se si ha tempo e voglia, è di nessuno. Neanche se c’è di mezzo la vita. E’ una que-
raccogliere in un sacchetto tutto quel che è rimasto e stioni di buon gusto. Pensa solo cosa vuol dire vivere
di seppellirlo in superficie vicino alla tomba. Bisogna sullo stesso pianeta con una persona che ti ha rispar-
stare attenti che non se ne accorgano i famigliari, per- miato la vita.
ché loro concepiscono li cadavere come un tutt’uno e 15. Non devi metterti a capo di nessuno. Per nessuna
tale frammentazione rappresenterebbe per loro una ul- ragione. Quando ti volti a cercare aiuto, dietro a te non
teriore dolorosa frustrazione. ci sarà nessuno. Non fare affidamento su nessuno, ma
4. In guerra nessuno è matto. O almeno ciò non si può non sottrarti al fatto che quelli che ami fanno affida-
asserire nei confronti di nessuno. Molti di quelli che mento su di te. Questo è salutare anche per te. Devi
erano matti prima della guerra, in guerra si mettono in sapere: perché? Gli obiettivi non devono essere grandi,
mostra molto bene. Come combattenti coraggiosi, in nessuno modo di carattere generale. Conoscevo una
convinti delle idee dei loro capi. persona che per tutto il tempo ha desiderato dl bere
5. In guerra nessuno è intelligente. Non devi credere una birra. E' vero: non ci è riuscito, ma era splendido
alla verità di nessuno. Le lunghe disquisizioni sull'in- vivere desiderandolo.
sensatezza della guerra dei professori di una volta, in 16. Non devi stupirti di nulla. Di ogni possibile prodigio.
un batter d’occhio si trasformano in un selvaggio grido Non devi farti deprimere da nessuna cosa. Anche
di guerra, appena egli viene a conoscenza del fatto che prima erano tutti fatti così, solo che le condizioni erano
il suo bambino gli è morto per la strada. diverse da quelle di adesso. Questa è la prima occa-
6. Non ricordarti di nulla. Prova a dormire senza sonno. sione per mettersi alla prova. Così tanti sono delusi da
Devi ornarti di amuleti. Abbi fede nel fatto che ti aiu- se stessi chi in confronto la tua delusione è un nonnulla.
teranno. Abbi fede in qualsiasi segno. Ascolta attenta- Se qualcuno ti tradisce una volta, non lasciargli la pos-
mente il tuo ventre. Agisci secondo le tue sensazioni. sibilità di farlo un'altra volta.
Se pensi che non bisogna camminare per quella strada, 17. Cerca di essere sempre prudente. Se hai bisogno di
allora vai per un’altra. una buca in cui ripararti, scavatela da solo. Se qualcun
7. Non avere paura di niente. La paura genera nuova altro lo fa per te, la buca potrebbe rivelarsi troppo pic-
paura. Ti blocca. Devi credere fermamente di essere cola.
stato prescelto a restare vivo. 18. Non hai il diritto di adirarti con nessuno. E tuttavia,
8. Non lasciare lavori compiuti a metà. Salda i debiti. non devi dimenticare nulla. Quando tutto è finito, de-
Devi essere pulito. Non fare nuove amIcizie. Già con cidi di cosa non vuoi più ricordarti. Se tutto è passato.
quelle vecchie avrai abbastanza preoccupazioni Non dimenticare gli esami che alcuni non hanno supe-
9. Proteggi i ricordi, le fotografie, le prove scritte del rato.
fatto che sei esistito. Se tutto brucia, se perdi tutto, se 19. E però, non fondarti su questo. Non aspettare l’oc-
ti prendono tutto... dovrai dimostrare anche a te stesso casione per poterti rivalere. La vendetta ti dive essere
che una volta eri. Ammassa tutto nei sacchi di plastica, estranea. Una questione che appartiene ad altri. Se so-
seppellisci nella terra, mura nelle pareti, nascondi, e pravvivi, vivi per te e per quelli che sono sopravvissuti
solo ai tuoi più cari svela la mappa per raggiungere il insieme a te.
tesoro. 20. E ancora, non credere mai di essere il Signore della
1O. Non ti legare alle cose, alla terra, ai muri, alle case, Verità. Nessuno lo è. A te è sembrata in questo modo.
ai gioielli, alle automobili, agli oggetti d’arte, alle biblio- A un altro è sembrata diversamente. Mantieni per te il
teche... Trasforma in denaro tutto ciò che ha ancora un pezzetto della tua verità. Servirà soltanto a te. Rinuncia
prezzo. E tuttavia, non legarti in alcun modo al denaro. al diritto di scrivere la storia dell’assedio. Non contrap-
Appena puoi. scambialo con la tua libertà. porti ai nomi di quei morti che sono stati scelti come
11. Adoperati per il bene delle persone. Sempre. Il più eroi. Non sperare di riuscire a mettere a posto qual-
delle volte non lo meritano, ma tu fallo ugualmente. cosa, neanche una ingiustizia rimasta in sospeso. In
Non aspettarti alcuna riconoscenza. Non chiedere per quel momento, quando hai intravisto il primo cadavere
chi fai il bene. Non legarti alle tue azioni. sulla strada, la storia dei dopoguerra era già stata
12. Non dire ciò che pensi. Non essere così stupido a scritta. Poi ci metteranno solo i nomi delle persone,
tal punto. Perché appena pensi non appartieni più a delle città1 delle montagne, i baluardi che si sono glo-
loro. Non tacere, perché non possano pensare che riosamente difesi e i baluardi che sono gloriosamente
pensi a qualcosa. Parla, così, giusto per parlare. caduti. Non c’è posto qui per la tua verità.
13. Se ti imbatti nel pericolo, non essere coraggioso, Ora che sai tutto questo, prova a proteggere te stesso
anche spinto dalla disperazione. Tenta di sopravvivere. e forse a salvarti la testa. Se non ti riesce, almeno non
Fai tutto quanto è nelle tue possibilità. Soltanto devi ti annoierai.
stare attento a non mettere altri in pericolo con i tuoi
tentativi. Finché non sei morto sei vivo. Sembra com-
lepoesiedasvacco OCCORRE FARE
DELLA LETTERATURA
SENZA TITOLO UNA PORCHERIA SENZA
FINE E SENZA CAUSA
Non è vero che i fiori muoiono,
una dimenticanza Salvare il proprio amore dalla sventura di finire in un libro.
li attraversa. Lasciarlo libero di distruggerti.
Fortuna che io non ho avuto.
Hai messo radici sulla mia lingua
una, per ogni mese di lontananza Il pensiero dell’amore è una prigione
undici uncini e noi siamo gli ergastolani che si scopano l’un l’altro per
acuminati e acuti non ridere delle stelle costrette in un corpo.
carri celesti nella chiostra della gola. La formula è sbagliata, ma si continua a scavare,
con le mani,
Mi hai messo radici con la tua assenza con la lingua.
ma non è vero che i fiori muoiono
Affondo il mio cazzo in te
una stolida ignoranza li percuote: e le parole muoiono.
loro non sanno Nulla di ciò che vive
cosa sia morire. è fatto per la pietra.
Se questo si chiama amore,
BEATRICE ORSINI io non mi chiamo in alcun modo.
CARMINE MANGONE
ERO IL MATTO CON GLI STIVALI
Scopami nel modo in cui mi odi Fosse solo per quelli ed il fango
come si fa con una tossica puttana ormeggiante sfacciato sulle piastrelle
sbattimi con forza le mani sozze che lasciano impronte
fammi sentire viva unte e bisunte sulle cose, sui mobili
o per i vapori putridi d'ascella fetente
Approfitta di me quanto vuoi la tosse grassa che sfoga scaracchi
insultami , oltraggiami e i rutti acidi di mal digestione...
lo merito, sto meglio
poi lasciami lì Ma è ben altra cosa da dover sopportare
a lacrimare sangue il priapismo perenne che offende
il tradizionale comune buon gusto
Li voglio in faccia l'azzardo molesto e l'ovvio imbarazzo
litri di carta straccia del suo accostarsi alle spalle furtivo
la voglio in vena in tripli salti mortali dell'eloquenza
una per mamma e una per papà srotolatasi da una lingua a sei punte
gliela dedico dalla prima volta in versi osceni come petardi
deflagrati in bassi solai senza sole
Mio fratello non mi salverà di case ammobiliate malamente
lui ne è convinto,“smetti” dice dove lo stivale sporco o pulito
è troppo tardi ormai, troppo non ha alcun senso o importanza
non me ne voglia per inquilini che appendono mogli
mollerò la sua mano molli in vestaglia di rosea flanella
nella corrente di un w.c. che ribolle
Una mamma sparirà delle visioni di un folle a piedi nudi
suo figlio certo non piangerà solo e perduto in strade come roveti
questo è il suo ultimo regalo dove si sta
al resto suo padre penserà come d'estate
le uova strapazzate!
Ero bella
ero sorridente ROBERTO MARZANO
ero buona
ero intelligente
Ero
Ero
Ero
colpevolmente
NAKAI PIANA
NUMERO 2 PAGINA 39